Annullati per il Covid i Gran Premi di Formula Uno e Motogp in Australia


articolo: https://www.repubblica.it/sport/formulauno/2021/07/06/news/annullati_gran_premi_formula_uno_australia-309091700/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S3-T1

Per il secondo anno consecutivo, per le restrizioni e i problemi logistici provocati dalla pandemia di Covid-19, gli organizzatori dei Gran Premi di Formula 1 e MotoGp in Australia hanno annullato gli eventi.

Il presidente dell’Australian Grand Prix Corporation, Paul Little, si è detto profondamente deluso ma consapevole della “sfida che l’Australia deve affrontare con le attuali restrizioni ai viaggi internazionali”, sottolineando “l’importanza delle vaccinazioni”.

Vaccinazioni che in Australia sono in grave ritardo. Il Paese si è blindato dal Covid con restrizioni e lockdown molto severi ma non è riuscito a impedire l’arrivo della variante Delta entro i suoi confini. L’ingresso del nuovo ceppo a Sydney è avvenuto attraverso un tassista, senza mascherina, che ha prelevato all’aeroporto un rimpatriato, poi risultato positivo.

La Formula 1 potrebbe sostuire il gp di Melbourne con un altro: “Abbiamo diverse opzioni per riempire la casella vacante, che verranno analizzate nelle prossime settimane, ma siamo tristi di dover rinunciare ai tifosi australiani quest’anno”, si legge sul profilo Twitter. Il presidente e Ceo della F1, Stefano Domenicali, ha spiegato che si sta ancora pianificando una stagione da 23 corse, così come nel calendario attuale.

Bangkok, incendio gigantesco in una fabbrica di plastica


articolo: https://www.gazzettadiparma.it/italiamondo/2021/07/05/news/bangkok_incendio_gigantesco_in_una_fabbrica_di_plastica-6078501/

L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei paramedici. Almeno una vittima e 29 feriti

È morta Raffaella Carrà, icona della tv italiana.


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2021/07/05/news/morta_raffaella_carra-309038929/

L’artista aveva 78 anni. Si è spenta alle 16.20 di oggi, dopo una malattia di cui nulla era trapelato. Mattarella: “Artista popolare, amata e apprezzata“. Pippo Baudo: “Sono immensamente scosso“. Arbore: “Era il simbolo della bella televisione

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ROMA – 05 luglio 2021

È morta Raffaella Carrà. L’artista aveva 78 anni. “Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre“. Con queste parole Sergio Japinosuo compagno per lunghissimo tempo, ha dato l’annuncio unendosi al dolore degli adorati nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti.

Raffaella Carrà – Rumore (1979)

Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia. Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei.

Donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli – diceva sempre lei – ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad Amore, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore.

Le esequie saranno definite a breve. Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata.

Tuca Tuca {1971} * Raffaella Carrà (video)

Il cordoglio di Mattarella – “Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso – con la sua bravura e la sua simpatia – un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo“, sono le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione diffusa dal Quirinale.

La biografia della prima showgirlRaffaella Maria Roberta Pelloni, questo il suo vero nome, nasce a Bologna il 18 giugno 1943. Deve il nome d’arte allo sceneggiatore e regista televisivo Dante Guardamagna: associò il suo nome al pittore Raffaello Sanzio e diede alla ballerina e cantante il cognome di un altro pittore, Carlo Carrà, tra i maestri del Futurismo. Era nata Raffaella Carrà.

Dopo il debutto in televisione in Tempo di danza (1961), al fianco di Lelio Luttazzi, e nella commedia musicale Scaramouche (1965), nel 1970 approdò a Canzonissima, divenendo nota al grande pubblico. Fu così che la Carrà divenne la prima showgirl del piccolo schermo in bianco e nero.

Ballerina, cantante, attrice, conduttrice e autrice: sapeva fare tutto. E faceva tutto bene. Era la regina della televisione italiana, e probabilmente lo sarà per lungo tempo. Provocatrice e rassicurante al tempo stesso ha saputo farsi amare da intere generazioni di italiani, riuscendo ad ottenere l’elogio del Britannico Guardian: “Ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”.

Dopo gli esordi, giovanissima, nel cinema, la sua carriera spicca il volo sul piccolo schermo negli anni Settanta. L’esordio è con Io, Agata e tu, nel quale ‘Raffa‘ lancia per la prima volta il suo nuovo stile di showgirl, diverso rispetto alle colleghe dell’epoca. Ma è nello stesso anno, con Canzonissima insieme a Corrado, che raggiunge la popolarità creando scalpore per il suo abbigliamento “scandaloso”, simbolo di una rivoluzione nei costumi sociali.

Il primo ombelico in tv – Il 9 ottobre 1971, quando insieme a Corrado aprì la nona edizione di “Canzonissima“, la gara di musica leggera del sabato sera del canale nazionale della Rai, la showgirl indossò uno stringente abito che scopriva l’ombelico: era la prima volta che questo accadeva in tv. Il clamore per quella audace abbigliamento fu straordinario e al tempo stesso controverso: per giorni le cronache non parlarono che di quell’ombelico e le polemiche furono infinite.

Il caso Tuca tuca – Ma la vicenda fu ben presto surclassata da altro clamore, perchè Raffaella di lì a poco avrebbe ballato e cantato il Tuca tuca. La star della tv dal caschetto platino (forza ragazzi Spazzola…cantava brandendo le chiome su e giù) che tutte copiavano, entrò in scena con l’ombelico scoperto ma con il ballerino Enzo Paolo Turchi si toccavano reciprocamente la testa, le spalle, i fianchi e le gambe. Fu il finimondo tra i benpensanti.

Il brano scritto da Gianni Boncompagni e Berto Pisano, spaventò i dirigenti della Rai che costrinsero la showgirl e il ballerino ad esibirsi quasi girati di tre quarti. La canzone ebbe un successo clamoroso e scalò le calssifiche, ma solo dopo che la celebre coreografia fu riproposta in un’irresistibile versione con Alberto SordiRaffa‘ fu consacrata definitivamente come ospite fissa nelle case degli italiani ed entra nella storia del costume del nostro Paese e non solo: nel 2012 Madonna, nel suo MDNA Tour, ripropose un balletto praticamente identico. continua a leggere

Morti sul lavoro: continua, nel silenzio, la carneficina


pagina :https://alessandro54.com/morti-bianche-2021-2/

Una fuga di gas in un condotto sottomarino


Una fuga di gas in un condotto sottomarino, nelle acque dell’Oceano, davanti al Messico, ha dato vita a una scena drammatica: un «occhio di fuoco» che si sviluppava sotto la superficie del mare, con fiamme arancioni che uscivano dall’acqua, a poca distanza da una piattaforma petrolifera nel campo Ku Maloob Zaap.
Il guasto è avvenuto a ovest della penisola dello Yucatan, nel Golfo del Messico, venerdì 2 luglio. La compagnia petrolifera messicana Pemex ha affermato di aver ormai provveduto a riparare il guasto: le operazioni hanno richiesto più di 5 ore (dalle 5:15 alle 10:30)

Canada, ondata di calore assassina: centinaia di morti in pochi giorni


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/03/news/canada_ondata_di_calore_assassina-308718367/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

Emergenza nella parte occidentale del Paese, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest. Oltre 130 incendi provocati dai fulmini

OTTAWA – Ondata di calore assassina in Canada: le temperature altissime hanno causato centinaia di morti, soprattutto nella Columbia britannica. L’ufficio del medico legale ha segnalato che i decessi inaspettati sono stati 719 solo la scorsa settimana, il triplo dei livelli abituali. I patologi stanno verificando la causa delle morti una per una, e non si sbilanciano sul bilancio complessivo, ma è già massimo l’allarme sul caldo record in tutto il Canada occidentale, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest.

Il caldo record sta favorendo anche la diffusione degli incendi boschivi, causati forse dai fulmini: sono innumerevoli i roghi che hanno costretto il governo federale a inviare gli aerei militari per aiutare i soccorritori nella Columbia Britannica. Venerdì, il British Columbia Wildfire Service ha segnalato 136 incendi attivi in tutta la provincia a seguito della caduta di 12.000 fulmini il giorno precedente.

Mercoledì, i 250 abitanti del villaggio di Lytton hanno dovuto evacuare in tutta fretta il centro abitato, dove martedì si era registrata la temperatura più alta mai rilevata in Canada, pari a 49,6 gradi centigradi. Il villaggio – circa 260 km a nord-est di Vancouver – è stato interamente distrutto dal fuoco. “L’intero paese è stato avvolto dalle fiamme in 15 minuti“, ha raccontato alla Bbc il sindaco Jan Polderman.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico aumenta la frequenza di eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore.

Usa, iPhone highlander «sopravvive» per tre giorni in fondo a un fiume: ritrovato grazie al suono della sveglia


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_luglio_01/usa-iphone-highlander-sopravvive-tre-giorni-fondo-un-fiume-ritrovato-grazie-suono-sveglia-a5539254-d837-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml?fbclid=IwAR3W4clKRT9je3LJ8xKS9-aXz724aDJs7kVR1ufUZs4hg37wZL-UDdROWJM

Record di «apnea» per lo smartphone di un utente dell’Idaho ribaltatosi in kayak: nonostante il lungo tempo trascorso sott’acqua è risultato perfettamente funzionante

Non è un mistero che, a partire dal 2016 con iPhone 7 e 7 PlusApple abbia reso i suoi smartphone resistenti all’acqua. Che tuttavia un esemplare riuscisse a «sopravvivere» sul fondo di un fiume per oltre tre giorni, restando nel frattempo pienamente operativo, con ogni probabilità non se lo sarebbero aspettati nemmeno i più ottimisti ingegneri di Cupertino. È invece quanto realmente accaduto a Tom Adams, un fortunato utente dell’Idaho che sabato 12 giugno aveva deciso di percorrere in kayak un tratto del fiume Snake, nei pressi della cittadina di Blackfoot, insieme alla moglie e ad alcuni amici. Ribaltatosi a causa della forte corrente, aveva infatti perso in un sol colpo portafoglio, chiavi di casa, canna da pesca e, per l’appunto, il suo costoso iPhone (ignoto il modello, ma fonti locali lo hanno definito «nuovo»). Sembrava un guaio irrimediabile. Invece, contro ogni probabilità, il dispositivo è stato poi recuperato il martedì successivo risultando ancora in perfette condizioni.

La sveglia suonava ancora – A individuare in appena 20 minuti sia le chiavi che l’iPhone a oltre tre metri di profondità ci ha pensato uno dei sommozzatori del Bingham County Search and Rescue Dive Team, una squadra di specialisti locali che ha approfittato dell’occasione per condurre un’esercitazione. In questo senso, un assist a dir poco inatteso alle operazioni di recupero è arrivato nientemeno che dalla sveglia che Adams aveva già impostato per la domenica mattina, per evidenti ragioni non ancora interrotta. Non solo, dunque, il telefono aveva continuato a funzionare come se nulla fosse, ma nonostante stesse suonando senza sosta da più di 48 ore non aveva ancora esaurito la carica residua. I pesci della zona non saranno stati certo contenti dell’interminabile baccano subacqueo, ma tant’è. «Io e la mia famiglia siamo incredibilmente grati al Bingham County Search and Rescue Dive Team – ha detto Adams, cui è stata poi restituita anche la canna da pesca –. Siamo rimasti davvero colpiti da tutti loro e siamo felici che utilizzino queste opportunità per esercitarsi per salvare vite umane in futuro».

Il precedente – Non è la prima volta che un iPhone dimostra insospettabili capacità di «apnea». Giusto un mese fa, per esempio, a Berlino un 12 Pro era stato recuperato da un canale profondo un metro grazie all’utilizzo di un’improvvisata canna da pesca con un magnete al posto dell’amo. E anche in quel caso, nonostante dal momento della caduta fossero passate diverse ore, il dispositivo non aveva evidenziato particolari danni. Senz’altro un’ottima notizia in vista dell’estate, ma meglio non avventurarsi in imprudenti test al mare o al lago: se solitamente si raccomanda di non scherzare con il fuoco, a volte anche l’acqua può essere foriera di cattive sorprese.

Serie A: Dazn, Sky e TimVision, la guida completa per vedere il calcio


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_luglio_02/serie-a-dazn-sky-timvision-guida-completa-vedere-calcio-69b0ad8e-cf4c-11eb-9af8-7f6e706f5289.shtml?fbclid=IwAR38ve1DWfq0Mp415uCzX8iTJ02-EadQ1vhsmvxJePCSBRGOTptoqL94eQA

Dal primo luglio chi ha sottoscritto un pacchetto via Sky per vedere anche le partite di Dazn non può più visualizzare i canali. Ecco come passare da una piattaforma all’altra

La data che ha fatto da spartiacque è stata giovedì 1 luglio. Da quel momento, infatti, i canali di calcio di Dazn che si potevano vedere anche tramite la piattaforma (e l’abbonamento) di Sky non sono più visibili. Dalla prossima stagione, infatti, il campionato di Serie A verrà trasmesso integralmente da Dazn (e sarà così fino al 2024). Saranno dieci (7 in esclusiva e 3 trasmesse anche da Sky Sport) i match della massima serie trasmessi per ogni turno, oltre a tantissime altre competizioni sportive che vanno dal basket alle freccette. Oltre alla Serie A, anche la serie B verrà trasmessa da Dazn ma con alcune partite visibili anche su Sky per il prossimo triennio. Ma che cosa bisogna fare se abbiamo un abbonamento Dazn sottoscritto tramite Sky e vogliamo continuare a vedere le partite della massima serie nazionale? Non molto in realtà, perché l’abbonamento scaduto allo scoccare del 1 luglio non verrà più addebitato nei mesi successivi a quello “base” di Sky . Quindi si dovrà procedere a una nuova sottoscrizione come utente alla piattaforma Dazn, come viene suggerito da una mail che stanno ricevendo in questi giorni i clienti del «defunto» pacchetto Sky+Dazn.

Come iscriversi a Dazn – Dall’1 al 28 luglio, per i nuovi abbonati è prevista un’offerta di 19,99 euro al mese per 14 mesi (invece di 29,99 euro che è il prezzo base). Per gli ex Sky il prezzo è 19,99 per 12 mesi con luglio e agosto gratis. Per attivare queste e altre promozioni, basta collegarsi al sito ufficiale dell’azienda e seguire le istruzioni per creare prima un account (servono solo i dati principali e una password), poi un metodo di pagamento e infine scaricare l’applicazione dedicata che consente di vedere i propri eventi sportivi preferiti anche fuori casa. Alla piattaforma si possono collegare fino a sei dispositivi e guardare in contemporanea su due senza alcun sovrapprezzo. E se si cambia idea? In ogni momento, si può disdire l’abbonamento.

Cosa cambia per chi è già iscritto a Dazn – Per chi invece è già cliente dell’emittente britannica, invece, l’unica novità in arrivo riguarda l’adeguamento di prezzo dell’abbonamento alla piattaforma. Passerà infatti da 9,99 euro al mese a 29,99 (ma, come detto sopra, al momento grazie alle offerte in corso il prezzo effettivamente da pagare è 19,99 euro). Non poco, ma il numero di partite è aumentato: oltre alla serie A ci sono i match di campionati internazionali come LaLiga, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Fa Cup e Carabao Cup,Europa League, Conference League, e UEFA Champions League femminile. Oltre alle competizioni di MotoGP, Moto2 e Moto3, Nfl, Ufc, Matchroom, GGG, Golden Boy, Indycar e freccette. Il catalogo di Dazn prevede, inoltre, dei contenuti chiamati «Originals». Da «The Making of» al più recente «Ronaldo: El Presidente »su Ronaldo il Fenomeno, il primo di una serie di 6 episodi visibili nei prossimi mesi, fino alle numerose proposte italiane con «Linea Diletta», «Vocabolario Borghi», le 4 stagioni de «La Mente nel Pallone», il format «Obiettivo» e le analisi motociclistiche di «S-Piega Melandri»e «Mugello Confidential» .

Come vedere Dazn in casa (e fuori) – I canali di Dazn sono visibili su smart TV, Apple TV, Android TV, Samsung TV e altri modelli. Anche su smartphone o tablet si può visualizzare tutto via app (gratuita sia per Android che iOS), oppure sul pc fisso o sulla console PlayStation4 o Xbox One. Chi preferisce guardare lo sport via app o pc, prima è bene che si assicuri di avere una buona connessione alla rete. Sul sito dell’azienda si richiede 3.5 Mbps di download per l’alta definizione. Si passa a 6.5 Mbps per l’HD e frame rate elevati. Per la TV, la velocità minima di download raccomandata è 8.0 Mbps. Infine, per la risoluzione SD (definizione standard) è 2.0 Mbps di download per lo smartphone.

Spinazzola, infortunio in Belgio-Italia: esce tra le lacrime, rottura del tendine d’Achille


articolo: https://www.corriere.it/sport/calcio/europei/21_luglio_02/spinazzola-infortunato-belgio-italia-finiscono-le-lacrime-europei-dell-azzurro-37a20528-db76-11eb-a708-517ad1a2ece3.shtml?fbclid=IwAR3nPA54pqhm0HnAzDZBhMdtVda9XtXLtdnPx6sHXv2oVB9n_hXrfkAWbGo

Infortunio al 32’ st per Leonardo Spinazzola mentre rincorreva Thorgan Hazard: al suo posto è entrato Emerson. L’esterno della Roma è stato nominato per due volte «uomo del match» agli Europei, ed è anche il giocatore più veloce del torneo

Grave infortunio per Leonardo Spinazzola al 32’ st di Italia-Belgio, la partita che ha portato la Nazionale di Mancini in semifinale. L’azzurro ha avuto un problema mentre rincorreva Thorgan Hazard, sembra al tendine d’Achille. Gli esami chiariranno l’entità dell’infortunio. Poi si è sdraiato a terra e ha cominciato a piangere, disperato, con le mani sul volto e singhiozzando, consolato dagli altri azzurri, primo tra tutti il compagno della Roma Cristante, appena entrato. Al suo posto Mancini ha inserito Emerson.

Il Corriere ha creato uno speciale sugli Europei 2021 con partite, squadre, protagonisti e risultati in tempo reale: lo trovate QUI.

Spinazzola è stata una delle rivelazioni di questo Europei: per due volte è stato nominato «uomo del match» ed è anche il giocatore più veloce di tutto il torneoDisperato l’esterno della Roma, che chiude qui i suoi Europei.

Con Insigne ha formato un asse di sinistra tra i grandi punti di forza dell’Italia. Contro il Belgio Spinazzola ha anche salvato un gol su Lukaku, nel secondo tempo. Decisivo nel deviare il pallone che l’attaccante dell’Inter aveva spinto verso la rete a pochi passi dalla porta. Praticamente sulla linea. Decisivo, insomma. Resta uno dei protagonisti di questa bella Italia in semifinale agli Europei.

Serie A, rivoluzione calendario: il girone di ritorno sarà diverso da quello d’andata


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/07/02/news/serie_a_rivoluzione_calendario_girone_di_ritorno_asimmetrico_rispetto_all_andata-308623779/

Anche in Italia il sistema asimmetrico. L’unico criterio imposto al sorteggio sarà che una partita non avrà il proprio ritorno prima che siano stati disputati altri otto incontri

Rivoluzione Serie A: dalla prossima stagione il girone di ritorno sarà diverso da quello dell’andata

Rivoluzione nel calcio italiano. Il Consiglio di Lega di Serie A ha infatti stabilito all’unanimità che “il calendario della Serie A TIM 2021/22 avrà un girone di ritorno asimmetrico nella sequenza delle giornate rispetto al girone di andata“. Dopo la proposta, bocciata, della giornata ‘spezzatino con 10 match in 10 orari diversi, arriva questa novità. Studiata soprattutto per adeguarsi agli interessi televisivi: ogni giornata avrà almeno una partita sulla carta di cartello.

Già in vigore in Premier, Liga e Ligue1 – I calendario asimmetrici non sono una novità assoluta nel calcio mondiale. Si tratta di un format già in vigore, per esempio, in Premier League, in Liga e in Ligue 1. Ma in Italia “avrà una particolare novità rispetto alle altre nazioni che lo hanno adottato, con le partite del ritorno totalmente diverse da quelle di andata, sia come ordine, sia come composizione all’interno dello stesso turno“, spiega il Consiglio.

“Miglior distribuzione degli incontri” – La nuova formula, sottolinea il Consiglio di Lega, “permetterà una migliore distribuzione degli incontri, non condizionati in questo modo da vincoli presenti all’andata che possono ricadere sulla stessa giornata del ritorno e viceversa. L’unico criterio imposto al sorteggio sarà che una partita non avrà il proprio ritorno prima che siano stati disputati altri otto incontri“.

Appuntamento al 14 luglio – Ricordiamo che il sorteggio del calendario avverrà il 14 luglio. La partenza della prossima stagione è fissata ufficialmente il 22 agosto, con la possibilità che si parta comunque il venerdì precedente o il sabato con i primi anticipi. L’ultima giornata, invece, sarà il 22 maggio 2022: in mezzo, è già stata fissata la classica sosta di Natale, con il campionato che quindi si fermerà per circa due settimane, dal 23 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022.

Covid, i dati del monitoraggio: scende ancora l’Rt a 0,63. “Variante Delta in aumento”


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/07/02/news/covid_i_dati_del_monitoraggio_scende_ancora_l_rt_a_0_63-308544839/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

L’incidenza cala a 9 casi ogni 100mila abitanti, era a 11 una settimana fa

ROMA – Continua la riduzione dell’Rt nazionale a 0.63 rispetto allo 0.69 della settimana scorsa e scende ancora l’incidenza dei casi di Covid in Italia a 9 casi ogni 100 mila abitanti rispetto agli 11 di 7 giorni fa. Sono, secondo quanto si apprende, i dati contenuti nella bozza di monitoraggio settimana Iss-ministero della Salute sull’andamento dei contagi da coronavirus in Italia, ora all’esame della cabina di regia, che saranno presentati oggi.

Sempre oggi è attesa la flash survey dell’Iss e del ministero della Salute sulla variante Delta, un report che terrà conto dei dati inviati entro la giornata di ieri da tutte le Regioni e le Province autonome. 

Sebbene in assoluto i nuovi casi siano in diminuzione, la proporzione di casi di infezione da virus SARS-CoV-2 causati da varianti delta e kappa (la seconda faceva parte della famiglia della variate delta ed è ora distinta) è in aumento in Italia. Lo indica la bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute. La maggior parte di questi casi è attribuibili a focolai circoscritti in varie parti del paese. I tecnici nel documento chiedono, visto l’aumento dei casi anche in paesi con alta copertura vaccinale, un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi e un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli.

Vaccini Covid: con Pfizer o Moderna potrebbe non servire la terza dose


articolo: https://www.repubblica.it/salute/2021/07/02/news/covid-19_con_vaccini_a_mrna_potrebbe_non_esserci_bisogno_della_terza_dose-308314088/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S2-T1

Secondo due studi di ricercatori statunitensi le dosi di Pfizer-Biontech e Moderna sarebbero in grado di sviluppare un’immunità di lunga durata

Pfizer/BiontechModerna


La maggior parte delle persone immunizzate con vaccini a mRna, come Pfizer/Biontech e Moderna, potrebbero non aver bisogno di richiami.  Almeno fino a quando il virus e le varianti non dovessero mutare radicalmente dalle forme attuali. Nel primo studio, pubblicato su Nature, gli immunologi della Washington University di Saint Louis hanno analizzato gli anticorpi di 77 persone contagiate con Sars-CoV-2.

Ricerche precedenti hanno già dimostrato che una volta contratto il virus, le probabilità di reinfettarsi sono abbastanza rare evidenziando che negli ex pazienti Covid si instaura un’immunità, almeno temporanea: nel loro midollo osseo sono infatti rilevabili plasmacellule di lunga durata capaci di produrre anticorpi contro il virus. Situazione che è stata constatata anche nel campione di riferimento per la ricerca condotta dai medici di Washington: dopo 11 mesi gli ex pazienti avevano ancora una quantità di antircorpi stabili. Gli stessi autori dello studio hanno poi esaminato le risposte delle cellule B specifiche per l’antigene al coronavirus presente sia nel sangue che nei linfonodi, di persone che 4 mesi prima erano state vaccinate con due dosi di Pfizer.

Quello che è stato scoperto è che la risposta che si genera appare essere persistente. È come se la vaccinazione ci dotasse di “fabbriche” di plasmacellule delle memoria. Un risultato che secondo i ricercatori dimostrerebbe la capacità anche da parte della vaccinazione, di creare una memoria a lungo termine. Secondo quanto scoperto, una terza dose (se non ci fossero ulteriori varianti e non per le persone immunocompresse), non sarebbe dunque necessaria.    

Il secondo studio, condotto dai ricercatori della Rockfeller University di New York, e per ora pubblicato sul sito BioRXiv in attesa di revisione, ha controllato la maturazione, nel tempo, delle stesse cellule B di 63 ex malati Covid, 26 dei quali vaccinati con una dose di vaccino a mRna. In questi ultimi gli anticorpi neutralizzanti sono rimasti stabili per 6-12 mesi, a riprova di una risposta che gli autori hanno definito impressionante, 50 volte più elevata rispetto a quella di chi non è stato vaccinato, ma ha comunque contratto la malattia.

Risultato: i ricercatori statunitensi sono convinti che, per chi è stato malato, una vaccinazione sia più che sufficiente probabilmente a garantire un’immunità permanente. Chi invece ha solo l’immunità indotta dal vaccino potrebbe aver bisogno di un richiamo sia per stimolare le cellule B ulteriormente, sia contro le varianti, perché le cellule B prodotte in risposta alla vaccinazione reagiscono solo contro la proteina S e non contro molte e diverse proteine, come accade in chi incontra l’intero virus.

Vaccinazione eterologa – E intanto uno studio spagnolo pubblicato su Lancet conferma che l’utilizzo di due diversi vaccini diversi provoca una maggiore risposta immunitaria. Dallo studio è emerso che su un campione di persone che hanno ricevuto vaccinazione eterologa e che si sono sottoposte al test, il 100% dei partecipanti avrebbe sviluppato anticorpi neutralizzanti del Covid in 14 giorni. Lo studio ha interessato ben 676 persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni. Secondo Lancet l’approvazione della vaccinazione eterologa può essere una opportunità per garantire programmi di vaccinazione più flessibili, di particolare importanza nei Paesi che hanno minori possibilità di accesso alle dosi e nei paesi dove vaccini differenti potrebbero essere disponibili in tempi differenti.

Esplosione in Commissariato di polizia a Castellammare di Stabia


articolo: https://www.ansa.it/campania/notizie/2021/07/01/esplosione-in-commissariato-ps-a-castellammare-stabia_8e3ab834-340c-4626-b101-2299b20662cb.html

Devastati 6 locali, si indaga per accertare le cause. Nessun ferito

L’esplosione nel Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia (Napoli)

Una serie di esplosioni ha sventrato  il primo piano del Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia (Napoli). Le deflagrazioni, che hanno devastato 6 locali al piano superiore e una stanza al piano terra, sarebbero state provocate da materiale esplodente sequestrato, fuochi d’artificio innescati dall’eccessivo caldo di questi giorni.

Quanto è accaduto avrebbe potuto causare una strage. In quelle stanze ci sono gli spogliatoi degli agenti e alcuni uffici. L’orario in cui si sono verificate le deflagrazioni era particolarmente tranquillo, è accaduto intorno alle ore 15,30, e i boati sono stati avvertiti a molti chilometri di distanza. Per questo si sono iniziati a rincorrere sui social voci di morti e di feriti. Sul posto sono accorsi ambulanze, protezione civile, polizia, carabinieri, Vigili del fuoco, tecnici dell’Italgas e della E-distribuzione.

Tra le prime ipotesi, quella dell’esplosione di una caldaia o di un corto circuito, che però non trovavano riscontro nelle numerose esplosioni avvertite dagli abitanti del luogo, corso De Gasperi, periferia della città. E’ stato un miracolo, quindi, che anche gli oggetti e i vetri catapultati con violenza sulla strada non abbiano colpito alcun passante.

Danneggiati anche una palestra, adiacente alla sede del Commissariato, nella quale è crollata la controsoffittatura, e la palazzina della Guardia forestale. I primi momenti seguiti alle esplosioni sono stati drammatici. Poi, le fonti ufficiali hanno rassicurato i presenti accorsi per prestare i soccorsi, mentre il traffico cittadino è rimasto paralizzato per ore. Esclusa subito la pista del gas, perché sul luogo dell’esplosione non è stato mai avvertito l’odore di gas, né prima né dopo l’accaduto. Si è poi parlato di corto circuito e non è da escludere che alcune di queste abbiano contribuito come concausa a provocare il disastro.

Unico malore quello di una giovane poliziotta investita dall’onda d’urto e subito rianimata. Sono giunti il questore, Alessandro Giuliano; Pierpaolo Filippelli, procuratore aggiunto dell’ufficio inquirente di Napoli; numerosi militari del Gruppo di carabinieri di Torre Annunziata, guidati dal Tenente Colonnello Francesco Novi, insieme con i rinforzi dalle stazioni locali e naturalmente, a presidiare le indagini c’erano gli agenti di polizia, con il vice questore aggiunto Pietropaolo Auriemma, primo dirigente del commissariato di Castellammare di Stabia. Presenti anche il sindaco, Gaetano Cimmino e il comandante della polizia muncipale, Antonio Vecchione.

Ema, con due dosi di vaccino si è protetti contro la variante Delta


articolo: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/07/01/vaccini-ema-con-due-dosi-protetti-contro-variante-delta_e56d3e4d-1611-4cb2-904e-9387d310a364.html

I nostri dati mostrano che due dosi dei quattro vaccini approvati proteggono contro la variante Delta, questi dati sono rassicuranti. E’ importante continuare la vaccinazione con particolare attenzione alle persone più vulnerabili e gli anziani“. Lo ha detto Marco Cavaleri dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). 

Attualmente l’Ema non è in grado di fornire una raccomandazione definitiva sull’uso di diversi vaccini anti-Covid per le due dosidel ciclo di vaccinazione, ma “i dati preliminari di studi in Spagna e Germania mostrano una buona risposta immunitaria e nessun problema di sicurezza“. Ha aggiunto il responsabile della strategia sui vaccini dell’Agenzia europea del farmaco. “La strategia di vaccinazione eterologa ha storicamente dimostrato di essere di successo, è stata utilizzata per altri vaccini e ha una solida logica scientifica“, ha concluso Cavalieri.

Tutti e cinque i trattamenti selezionati dalla Commissione europea nell’ambito della sua strategia terapeuticacontro il Covid-19 “sono attualmente in fase di revisione continua da parte dell’Ema, che continuerà durante l’estate. I primi pareri sono attesi entro la fine dell’anno“. Ha anche aggiunto l’Ema.

Carcere Santa Maria Capua Vetere: pestaggi, torture, la barba strappata.


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_luglio_01/carcere-santa-maria-capua-vetere-video-pestaggi-polizia-74f14218-d9e6-11eb-9b34-ea2fae57adbd.shtml

carcere Santa Maria Capua Vetere

La voce del comandante rimbomba nel silenzio dei corridoi alle quattro del pomeriggio. Gli agenti che lo seguono hanno il passo pesante. C’è rumore di cancelli che sbattono, ci sono voci che si accavallano. Perquisizione straordinaria. Tutti fuori dalle celle. E stavolta è un ordine delle guardie, non una scelta dei detenuti come la sera prima, quando, dopo la socialità, quelli del reparto Nilo hanno deciso di non rientrare e sono rimasti nei corridoi a protestare per avere le mascherine e soprattutto notizie sicure sulla voce che sta girando: in carcere c’è uno positivo al Covid. Una notte difficile, ma poi è intervenuto il magistrato di sorveglianza, ha garantito tamponi per tutti e li ha tranquillizzati, e pure il comandante è stato comprensivo, pure lui ha cercato di abbassare la tensione. Ora invece no. Ora l’aria è diversa, è brutta. Perquisizione straordinaria. L’inferno comincia così.

La strutturaLa casa circondariale «Francesco Uccella» di Santa Maria Capua Vetere ha venticinque anni di vita, ci lavorano 485 agenti penitenziari e nel reparto Nilo ci sono 370 detenuti. E in tutto l’istituto non c’è l’acqua potabile. Il 6 aprile del 2020 l’Italia è in lockdown ma chi è chiuso in carcere sta scoppiando.Ormai da un mese c’è una rivolta al giorno. Prima Salerno, poi Napoli, poi Modena, con l’assalto alla farmacia interna, la razzia di Metadone e tredici morti per overdose. E ancora Rieti, Bologna, Trieste, Venezia. A Foggia settantadue reclusi hanno aperto il portone e se ne sono andati. A Santa Maria Capua Vetere si è risolto tutto in poche ore e senza violenze né danni. Ma gli agenti della penitenziaria non hanno gradito l’atteggiamento del comandante. Un loro collega che dirige il Gruppo di supporto agli interventi (una struttura che interviene nelle carceri quando servono rinforzi) lo dice al provveditore del Dap Antonio Fullone, dal quale la sua squadra dipende direttamente. « Il personale è molto deluso», gli scrive su WhatsApp. «Si sono raccolti per contestare l’operato del comandante. Rischiamo di perdere il carcere». E Fullone decide di dare agli agenti quel «segnale forte» del quale, dirà poi ai magistrati che lo indagano, «avevano bisogno». Scrive alla direttrice reggente e le dice che « l’unica scelta è quella di usare la forza. Tecnicamente è il direttore che impartisce l’ordine (della perquisizione, ndr). Puoi fare riferimento che viene dato di intesa con me».

Squadre antisommossa – Ma per la perquisizione non ci sarebbe bisogno del Gruppo di sostegno, e invece quelli arrivano. Con i caschi, gli scudi e i manganelli. Forse sono i loro passi con gli anfibi quelli che rimbombano nel corridoio del Nilo alle quattro del pomeriggio. Sicuramente sono i loro manganelli a precipitare sulle teste, le schiene, le braccia e le gambe dei detenuti che vengono fatti uscire dalle celle e obbligati a raggiungere la sala della socialità: per arrivarci devono attraversare un corridoio dove i poliziotti si sono messi ai due lati e picchiano tutti. Ma quelli del personale interno riescono a fare anche di peggio. Loro conoscono ogni recluso, e sicuramente qualcuno lo tengono puntato più degli altri. Sono quei quindici che poi verranno mandati in isolamento e lasciati per giorni con addosso i vestiti strappati e sporchi di sangue.

Carcere Santa Maria Capua Vetere, il video dei pestaggi ai detenuti

La barba strappata – Pure gli agenti di Santa Maria hanno i manganelli, almeno la gran parte, ma oltre a picchiare vogliono umiliare. A tutti quelli che hanno la barba la tagliano, ma a uno che la ha più lunga degli altri la afferrano fino a strappargliela, e poi gli avvicinano un accendino minacciando di bruciargliela. La telecamera della stanza 5 della quinta sezione li inquadra al minuto 3,40 della registrazione acquisita dagli investigatori. Sono in due con il detenuto, e lo odiano al punto da chiamare a raccolta i colleghi: «Venite c’è quello con la barba e i tatuaggi, venite anche voi a prendervi la soddisfazione». E quando lui, stremato non riesce più ad andare avanti, gli sferrano due schiaffi alla nuca: «Vai pezzo di merda, ce la fai a camminare». I video che girano in Rete, che sono solo una parte di quelli in mano alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, raccontano molto ma non tutto. C’è ancora altro. C’è il detenuto che dopo il pestaggio si aggrappa al cancello delle scale e cerca di arrampicarsi. Un altro recluso così ricostruisce la scena: «Piangeva e diceva di non volere scendere. E veniva picchiato da tre agenti». E c’è quello che viene prelevato dalla cella, picchiato, riportato in cella e poi costretto a uscire di nuovo e a raggiungere la sala della socialità. Dove, dopo appena 26 secondi, ricomincia il pestaggio. Preceduto da quello che doveva essere una specie di grido di battaglia degli agenti picchiatori, perché lo riferiscono anche altri detenuti: «Ora lo Stato siamo noi».

Vaccino anti Covid in Lombardia, un lombardo su tre immunizzato. Superata quota 9 milioni di dosi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/01/news/vaccini_anti_covid_in_lombardia_immunizzato_un_lombardo_su_tre-308404799/

Oggi dal generale Figliuolo il verdetto sui rifornimenti per luglio quando sono già fissati quasi tre milioni di appuntamenti

Un lombardo su tre è immunizzato dal Covid, avendo fatto le due dosi di vaccino. Con ieri sono oltre nove milioni le dosi somministrate in regione. Su una platea di poco di più di nove milioni di cittadini vaccinabili (sopra i 12 anni), il 34% ha fatto prima dose e richiamo, il 68% ha fatto la prima dose. E tre lombardi su quattro (75%) sono comunque prenotati per ricevere l’iniezione.

Il cronoprogramma di luglio fa impressione per i numeri: nelle prime tre settimane sono oltre 1,8 milioni gli appuntamenti già fissati e si andrà avanti al ritmo di oltre centomila iniezioni al giorno fino a fine mese, per un totale di tre milioni di dosi, di cui due di Pfizer fino al 4 agosto. Le agende sono piene fino al 20 luglio, qualche buco c’è solo dopo quella data. Ci sono in media 105 mila dosi al giorno e punte di 115 mila persone convocate negli hub l’8 e 9 luglio.

Comprensibile la tensione con cui a Palazzo Lombardia si attendono notizie sulle forniture di fiale da parte della struttura commissariale nazionale. Oggi il generale Paolo Figliuolo comunicherà alle Regioni aggiornamenti sulle dosi in arrivo: c’è chi teme un taglio del 20%. Che costringerebbe a rivedere tutte le agende. Ma si confida che la riduzione si fermi al 5%. Cosa che non manderebbe in aria i programmi e il raggiungimento di quella “immunità di comunità” annunciata per fine luglio dalla vicepresidente regionale Letizia Moratti e Guido Bertolaso.

Per ora si viaggia a gonfie vele: 95% delle scorte usate, 4,8 milioni di dosi alle donne, 4,2 agli uomini. Oltre l’84% degli over 80 immunizzato con l’ 88% degli aventi diritto prenotati; 56% degli over 60 vaccinato con due dosi e solo un 15% di persone in questa fascia d’età ancora non iscritto sul portale. Buoni i dati, anche per i più giovani: 50enni immuni con due dosi al 38%. Dei trenta e quarantenni uno su cinque ha fatto anche il richiamo, e comunque tre su quattro sono prenotati per farlo entro luglio. Non è stato invece ancora firmato l’accordo per vaccinare in Liguria i lombardi che faranno lì almeno due settimane di vacanza, ma oltre 105 mila hanno spostato l’appuntamento per non rischiare le ferie.

Intanto arriva un esposto alla Corte dei Conti per gli oltre tre milioni (su 22 che erano previsti) spesi dalla Regione per l’esperimento di prenotazione dei vaccini col portale di Aria. “L’Unità di crisi capitanata da Moratti e Bertolaso ha scelto di spendere milioni di euro dei Lombardi per un sistema di prenotazione fallimentare quando aveva la possibilità di utilizzare un sistema gratuito offerto da Poste Italiane che, come si è visto, era molto più efficiente – spiega il consigliere regionale dem Pietro Bussolati – . Se avessero fatto quella scelta avrebbero evitato pesanti disagi a moltissimi anziani lombardi e alle famiglie. Sprechi di risorse pubbliche in cambio di disagi“.

“Il Pride? Un ritrovo di disadattati schizoidi”. Le frasi shock della consigliera comunale di Cesano Boscone


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/01/news/pride_consigliera_milanese_offese_social-308408842/

Antonia Parisotto (Forza Italia) attacca in Consiglio comunale il patrocinio dato alla manifestazione milanese e se la prende con l’assessora all’Integrazione e Pari opportunità. La denuncia dei Sentinelli di Milano: “E poi dicono che il ddl Zan è una legge bavaglio. Parisotto si dimetta”

Una squallida manifestazione che nulla ha di culturale“: così Antonia Parisotto, consigliera comunale di Forza Italia a Cesano Boscone, comune del Milanese, durante il consiglio comunale, ha definito il Pride che si è tenuto sabato scorso a Milano. “Chiunque abbia un po’ di sale in zucca, sa benissimo che questi – ha detto parlando dei Pride – sono ritrovi di disadattati, soggetti schizoidi, in piena crisi dissociativa. E i ragazzini, invece, confusi e manipolati, lungi dall’aver alcun valore politico, hanno molto di psichiatrico e qualcosa di sulfureo… questi spettacolini, se non avessero l’aiuto dei forti poteri occidentali, resterebbero dei fenomeni folcloristici, risibili“. Parisotto – come segnalato da I Sentinelli di Milano e come si può vedere online – all’inizio del consiglio ha chiesto la parola per “fatto personale” e ha attaccato l’assessora Ilaria Ravasi, per il Patrocinio al Pride milanese.

Ci aspettiamo che oggi stesso,  conscia  della gravità di queste affermazioni pronunciate in un consesso istituzionale, – commentano i Sentinelli – Antonia Parisotto dia le dimissioni. Se ciò non avvenisse, diamo per scontato che le stesse siano pretese dal suo partito“. E scrivono ancora: “La politica che si abbassa a un linguaggio del genere non è una cosa tollerabile. La mancanza di rispetto per le migliaia di donne, uomini e persone trans che partecipano ai Pride neanche. E poi ci vengono a dire che il ddl Zan andrebbe stralciato perché è una ‘legge bavaglio’ sulla libertà di pensiero. Qui il pensiero affonda dentro un delirio omolesbotransfobico“.

Solidarietà all’assessora Ravasi per l’attacco personale subito e condanna – il commento messo online dal sindaco di Cesano Boscone Simone Negri – delle parole di odio sentite rispetto a chi ha partecipato al Pride“.

E l’assessora a Integrazione e pari opportunità, Ravasi, scrive: “La comunicazione della consigliera Parisotto, che in realtà vorrebbe essere un’interrogazione, si configura invece come un attacco alla mia persona per aver patrocinato la Milano Pride (il patrocinio l’ha dato la giunta, non io, una politica di lungo corso dovrebbe saperlo). La cosa grave è che diventa un attacco al ddl Zan e ai gay definiti come: ‘Psichiatrici disadattati con un ché di sulfureo‘. Vogliono farvi credere che il ddl Zan non serva – conclude -. Hanno paura“.

Europei, in Scozia quasi 2000 contagi dopo derby con l’Inghilterra


articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/europei-di-calcio-/2021/06/30/news/europei_allarme_covid_in_scozia_quasi_2000_contagi_dopo_derby_britannico-308376011/?ref=RHTP-BS-I304750563-P7-S4-T1

La variante Delta colpisce ancora. Sono 1991 i casi segnalati tra i tifosi e due terzi di loro hanno spiegato di essersi recati a Londra (397 all’interno di Wembley) lo scorso 18 giugno per assistere al match congli inglesi. Cresce l’allarme anche in italia

ROMA – La variante Delta del Covid-19 continua a far paura anche nel mondo del calcio. Sarebbero infatti ormai quasi 2000 i casi di coronavirus in Scozia registrati in queste ore e che sarebbero legati a stretto filo con la partita di Euro2020 disputata allo stadio Wembley di Londra il 18 giugno scorso tra gli scozzesi e l’Inghilterra.

Oltre 1900 casi legati all’Europeo – A riportare la notizia è la stampa inglese. Dei 1991 casi segnalati, tutti hanno dichiarato di aver partecipato ad almeno un evento legato al torneo, che fosse una partita a Hampden Park o Wembley, un evento nella fan zone a Glasgow Green, o un incontro informale in un bar o una serata in una casa privata per vedere la partita. Due terzi di loro inoltre hanno spiegato di essersi recati a Londra (397 all’interno dell’impianto) lo scorso 18 giugno per assistere proprio al derby britannico match valido per la fase a gironi degli Europei di calcio.

2600 biglietti ma tanti tifosi in giro per Londra – Ai fan scozzesi erano stati destinati 2600 biglietti per la partita, un numero esiguo dovuto alle restrizioni da Covid per Wembley, ma decine di migliaia di tifosi si sono diretti comunque a Londra, raccogliendosi in ampi gruppi nelle zone centrali della città. Il report dell’autorità, nello specifico, segnala che 1294 dei 1991 casi totali sono riconducibili a persone che hanno viaggiato verso la capitale del Regno Unito; il 90% dei positivi è rappresentato da maschi, tra i 20 e i 39 anni. Non si sa se coloro che sono poi risultati positivi abbiano contratto il virus durante la trasferta per la partita o in altro luogo ma oltre 32mila persone in Scozia sono state testate positive al Covid dall’inizio degli Europei, lo scorso 11 giugno.

Allarme in Italia – Adesso la nazionale inglese che ha mandato a casa la Germania, giocherà all’Olimpico di Roma contro l’Ucraina sabato 3 luglio alle 21. Il piano d’emergenza delle autorità italiane per evitare problemi e l’invasione dei tifosi è scattato immediatamente dopo la conclusione della partita di Wembley e si muove su più direttive. La prima è l’applicazione precisa della circolare firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, il 18 giugno in base alla quale chiunque entri in Italia dalla Gran Bretagna deve sottoporsi a una quarantena di 5 giorni, comunicando alle autorità sanitarie il luogo in cui trascorrerà l’isolamento in modo da garantire il tracciamento. Una misura introdotta con l’obiettivo di frenare la diffusione della variante Delta che, come dimostrano anche gli ultimi dati, è ormai prevalente in quel paese. Il secondo punto della strategia riguarda invece il rafforzamento dei controlli: il Viminale ha già dato indicazioni affinché siano potenziate le attività alle frontiere aeree, negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino ma anche nei principali scali italiani che hanno collegamenti diretti con la Gran Bretagna, autostradali e ferroviarie.

Mare “monstrum”: tra sbarchi fantasma e Ong bloccate, già più di 14mila i migranti riportati nell’inferno della Libia


articolo: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/06/28/news/migranti-307977107/?ref=RHTP-BG-I304110180-P4-S3-T1

Nel Mediterraneo prevale l’attività della guardia costiera libica: si prospetta un’estate drammatica e senza “testimoni”. Vita difficile anche per i pescatori italiani


MAI così tanti migranti intercettati in mare e riportati in Libia. L’estate appena cominciata, che in Italia sul fronte sbarchi ha visto interessata in prima linea Lampedusa con l’arrivo in autonomia di barchini provenienti dalla Libia e dalla Tunisia, ci restituisce un Mediterraneo centrale ridisegnato, con i ruoli dei protagonisti sempre più definiti. L’Europa e l’Italia da una parte che supportano la stabilità di Tripoli e di fatto affidano il coordinamento dei soccorsi alla guardia costiera libica; l’utilizzo delle navi quarantena per alleggerire le strutture a terra; il coinvolgimento di mercantili anch’essi chiamati a coordinarsi con le autorità libiche; le Ong che, se non si trovano in stato di fermo amministrativo in qualche porto siciliano, riescono a condurre solo una piccolissima parte dei soccorsi.

Uno scenario mutato come dimostrano i numeri. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) dall’inizio dell’anno sono infatti 14.388 i migranti intercettati in mare e riportati in Libia. Un record dalla firma del primo memorandum tra Italia e Libia di luglio 2017. Cifre, relative alle persone riportate in quello che le maggiori organizzazioni internazionali da anni definiscono “porto non sicuro“, che superano già i dati del 2020, quando furono 11.891 le persone riportate in Libia.

Dall’inizio di quest’anno, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, in Italia sono sbarcati 19.360 migranti, a fronte dei 34.154 arrivati in tutto il 2020 quando ci fu un picco proprio nel mese di luglio (7062, più che ad agosto dello stesso anno). Nel 2021 sono già 827 i morti accertati in vari naufragi secondo quanto riferisce il progetto Missing Migrants dell’Oim, rispetto ai 375 dell’anno precedente a cui si aggiungono le vittime dei naufragi “fantasma“, circa 600 persone che hanno affrontato la rotta del Mediterraneo centrale e di cui non si hanno più notizie.

Nonostante lo scenario dei soccorsi stia mutando verso quella che appare sempre più come una politica europea basata sulla difesa dei confini, in previsione delle condizioni meteo-marine favorevoli ci saranno migliaia di persone pronte a partire. “Farebbero qualsiasi cosa pur di scappare dai centri di detenzione dove sono costretti a vivere in condizioni disumane – spiega a Repubblica Deanna Dadush, che insieme ad altri 100 volontari, ricercatori di diritto internazionale ed esperti nel campo delle migrazioni, fa parte di Alarm Phone la piattaforma che raccoglie gli Sos dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo -. E purtroppo avendo affidato tutta l’amministrazione del Mediterraneo alla guardia costiera libica è possibile prevedere altri possibili naufragi, con i migranti che alla vista delle motovedette libiche si getteranno in mare come è già accaduto. È uno scenario che peggiora di giorno in giorno. In base alle chiamate che riceviamo possiamo dire che la guardia costiera italiana non soccorre più come prima, la guardia costiera maltese è invece inesistente considerando che nel 2021 a Malta sono sbarcate meno di 100 persone“. continua a leggere

LinkedIn violato di nuovo: in vendita online i dati del 92% degli iscritti


articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/30/news/linkedin_violato_di_nuovo_in_vendita_online_i_dati_del_92_degli_iscritti-308296450/

Rubate informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio di 700 milioni di iscritti


Nuovo, impressionante data breach per LinkedIn, il social network dedicato al lavoro e ai professionisti: secondo quanto riportato da Privacy Sharks (e poi confermato da molti altri siti specializzati), sarebbero stati violati i dati di circa 700 milioni di iscritti, cioè oltre il 92% del totale. Praticamente tutti, insomma.

Anche se da LinkedIn si sono affrettati a dire che questo non è un data breach e che “i dati sono stati estrapolati da LinkedIn e da altre fonti” (è stato portato a termine quello che in gergo si chiama scraping), resta il fatto che le informazioni su numeri di telefono, indirizzi (mail e fisici), dati di posizionamento, account e username su altri social network, sesso, datore di lavoro e pure stipendio degli iscritti, che erano presenti su LinkedIn, ora sono in vendita online su raidforums.com e che secondo le verifiche condotte da Privacy Sharks queste informazioni sarebbero veritiere e aggiornate.

La compagnia ha spiegato di essere “al lavoro per ricostruire l’accaduto“, ricordando che “lavoriamo costantemente perché la privacy dei nostri iscritti sia sempre tutelata” (anche se i dati di circa mezzo miliardo di loro sono stati violati lo scorso aprile), ma il consiglio è ovviamente quello di cambiare la password del proprio profilo su LinkedIn: anche una piccola parte di questi dati personali può essere usata per inondare le caselle di posta elettronica delle vittime di mail indesiderate, di pubblicità e spam, ma anche per tentare furti d’identità, per phishing o altre truffe online.

Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia,…


Bambino muore soffocato dal grano della mietitrebbia, dramma nelle campagne del Cuneese

articolo:  https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/06/29/news/bambino_muore_soffocato_dal_grano_della_mietitrebbia_dramma_nelle_campagne_del_cuneese-308240424/?ref=su06&fbclid=IwAR1q0qvhkBd7CnIWp6Rdm-M6n3AdiWCztIaYeIm2bfmDHyqk01DZevHjq_E


Tragedia a Sommariva del Bosco, nel Cuneese. Un bambino di 10 anni è morto ieri sera nella frazione Maniga mentre si trovava a bordo di un rimorchio pieno di grano trainato da un trattore nelle campagne del Roero. Inutili i tentativi dell’équipe medica del 118 di salvargli la vita con la rianimazione: il cuore del bambino si è fermato. Sulle circostanze dell’incidente indagano i carabinieri. Secondo i primi accertamenti il bambino sarebbe morto soffocato sotto il carico di grano. Un’ipotesi è che il bambino stesse giocando nel rimorchio.

Il bambino era con il nonno, titolare dell’azienda agricola. Non è chiaro se fosse lui alla guida della mietitrebbia. Nessuno si sarebbe accorto della sua presenza nel cassone quando è stato aggiunto un nuovo carico di grano, che avrebbe travolto il piccolo. Durante l’accaduto i genitori erano in casa. Il bambino era il loro unico figlio. I due si sono sentiti male e sono stati accompagnati in ospedale a Savigliano per accertamenti.

La Procura di Asti ha aperto un fascicolo sull’incidente e ha disposto l’autopsia prima del nulla osta per i funerali. Il Comune di Sommariva Bosco ha già annunciato il lutto cittadino per il giorno in cui saranno celebrate le esequie.

Covid in Russia, la variante Delta Plus mette a rischio il quarto di finale dell’Europeo


articol: https://www.corriere.it/esteri/21_giugno_29/covid-russia-variante-delta-plus-mette-rischio-quarto-finale-dell-europeo-7fc95e08-d8f8-11eb-8266-a744dc7bc2d8.shtml?fbclid=IwAR1FUEurvRhZ8VU96euVxqeJya_1-b–Cz05HOcnV-1Nqso_zh4Gb862mLQ

Lunedì il giorno peggiore dall’inizio della pandemia: 652 morti. In bilico la sfida di venerdì fra Spagna e Svizzera, dopo che la responsabile dell’ente sanitario nazionale ha chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa

Infezioni in aumento e più della metà della popolazione che non ha la minima intenzione di vaccinarsi. La ripresa del Covid fa venire il mal di testa a Vladimir Putin che da ieri deve pure affrontare un’ulteriore emergenza: nel paese è arrivato il nuovissimo ceppo Delta Plus, derivato dalla cosiddetta variante indiana e che sembra più contagioso e più difficile da curare. La responsabile dell’ente sanitario nazionale Rospotrebnadzor, Anna Popova ha confermato che i medici ne hanno accertato un caso; fortunatamente, sembra essersi risolto con sintomi lievi. Ma la preoccupazione è grande, visto che l’AY-1, come viene chiamato tecnicamente, appare più resistente. È stato individuato in 11 paesi oltre all’India, dove è presente in numerosi stati. E la Popova ha ufficialmente chiesto al governo di proibire tutte le manifestazioni di massa. Se la proposta dell’Ente sanitario fosse accolta, salterebbe il quarto di finale di venerdì tra Svizzera e Spagna a San Pietroburgo.

Gli uomini di Putin ci avevano provato prima con le buone, ricorrendo a lotterie, promesse di sovvenzioni e premi di ogni tipo per chi andava a farsi fare l’iniezione al braccio. D’altra parte il Capo li aveva messi in difficoltà da tempo, dichiarando con grande enfasi che la pandemia era stata sconfitta. Il paese che nel 1957 aveva mandato in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik, ora con un prodotto che ha lo stesso nome aveva battuto nuovamente tutti nella corsa verso la vittoria. Ma il trionfalismo ha contribuito a portare la Russia verso una situazione quasi catastrofica. Se il Covid è stato sconfitto, allora perché correre a vaccinarsi? Milioni di persone hanno avuto una scusa in più per dar forza alla loro naturale avversione nei confronti dei sieri e delle stesse autorità. Così, secondo sondaggi indipendenti, il sessanta per cento degli interpellati ha affermato di non avere alcuna intenzione di farsi iniettare lo Sputnik V o uno degli altri tre farmaci prodotti da vari laboratori.

Inoltre, visto che il Capo aveva dichiarato sconfitto il nemico, è stato riaperto tutto, compreso lo stadio di San Pietroburgo dove nei giorni scorsi si sono infettati anche 300 finlandesi arrivati da oltrefrontiera per la partita della loro nazionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’epidemia è ripresa alla grande, con moltissimi casi di variante Delta (o indiana) più facilmente trasmettibile. Lunedì è stato il giorno peggiore dall’inizio: in tutta la Russia sono decedute 652 persone. Solo a Mosca 121. Si registrano quotidianamente oltre ventimila nuovi infettati, per un totale che ha raggiunto ormai i cinque milioni e mezzo, con almeno trecentomila decessi.

Così adesso si cambia registro. Basta con la campagna trionfante. Si riconosce ufficialmente che l’obiettivo di inoculare il sessanta per cento dei russi per l’autunno non sarà raggiunto. In realtà, almeno per ora, siamo molto lontani. Appena ventidue milioni di persone hanno avuto almeno una dose di farmaco, su una popolazione di 146 milioni (il 15 per cento). Quindi basta con i premi e via a nuove misure restrittive e ad obblighi veri e propri. Nella capitale tutti i dipendenti pubblici debbono sottoporsi alla profilassi. Ma, come ha spiegato tra il serio e il faceto il portavoce di Putin Peskov, si tratta sempre di una campagna volontaria: «Chi non vuole, può trovarsi un altro lavoro». In alcune regioni scattano ancora i lockdown e l’obbligo del codice Qr nei ristoranti. Entrano solo i vaccinati, i guariti o chi ha fatto un tampone

Musica: torna Umbria Jazz, 52 eventi in 10 giorni


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2021/06/28/torna-umbria-jazz-per-unedizione-della-ripartenza_2de1ddb5-e1be-4294-8f86-aa973d4070d7.html

All’arena Santa Giuliana ma anche al teatro Morlacchi

Un’edizione estiva, la 48/a, ridotta ma comunque per Umbria Jazz con una formula che prevede 52 eventi in dieci giorni e tre degli spazi tradizionali della manifestazione: l’arena ‘aperta’ del Santa Giuliana con i big del jazz e non solo, il teatro Morlacchi con una rassegna inedita sulle orchestre e la sala Raffaello dell’hotel Brufani, per rivivere l’atmosfera intima del club.
“Non faremo stage pubblici nel centro storico ma non lo abbiamo abbandonato visti i due spazi al chiuso” ha affermato il presidente della Fondazione di partecipazione Umbria jazz Gianluca Laurenzi nella conferenza stampa di presentazione del cartellone completo del festival, in programma a Perugia dal 9 al 18 luglio e con due anticipazioni il 7 e l’8.

Un programma che, come ha sottolineato il direttore artistico Carlo Pagnotta, “offre il meglio del jazz italiano e americano, purtroppo senza palchi gratuiti ma che artisticamente è di livello assoluto“.
La formula dell’edizione 21 ha come clou i concerti serali all’Arena Santa Giuliana, con capienza ridotta. Il cartellone spazia dal meglio del jazz italiano (Enrico Rava nell’inedito duo con il pianista Fred Hersch; Paolo Fresu con il suo omaggio a David Bowie; Gino Paoli con Danilo Rea e i Funk Off; il piano solo di Stefano Bollani dedicato a Chick Corea; Gianluca Petrella e Pasquale Mirra) alle star del jazz americano (il quartetto di Branford Marsalis; il trio di Brad Mehldau; l’orchestra del Lincoln Center con Wynton Marsalis; il trio del nuovo astro della chitarra Julian Lage; il quartetto di Billy Hart).

Altre facce del programma sono l’esordio a Umbria Jazz di Bokanté, l’ultimo progetto del leader degli Snarky Puppy, Michael League, ed il ritorno di una affermata star della vocalità jazz come Cécile McLorin Salvant, in duo con Sullivan Fortner, nonché la rivelazione Samara Joy McLendon con il trio di Emmet Cohen. Ci sono anche star internazionali come Imany, al suo esordio a Umbria Jazz, e Angélique Kidjo. Infine, insieme, l’arpista colombiano Edmar Castaneda e l’armonicista svizzero Grégoire Maret.
Per la sezione dei concerti pomeridiani al Morlacchi, ammessi 320 spettatori, andrà in scena un festival tematico: dieci eventi con orchestre italiane per rappresentare lo stato dell’arte delle grandi formazioni, tra tradizione e sperimentazione.
È una rassegna unica nel suo genere, con circa 150 musicisti complessivamente sul palco, che documenta anche la vitalità del jazz orchestrale su base regionale” ha affermato Manuele Morbidini, che affianca Pagnotta nella direzione artistica.

Nel 2021 torna anche ‘UJ4Kids‘, la seconda edizione della sezione dedicata ai più piccoli in programma nell’area dei giardini del Frontone, coinvolgendo 17 istituti scolastici e 13 scuole di musica.
Il 12, 13 e 14 luglio, ci sarà il tradizionale ciclo di concerti organizzati dal Conservatorio di Musica ‘Francesco Morlacchi’.
Due infine le anteprime. Il 7 luglio al Barton Park suonerà la Orchestra Asclepio, formazione veneta (ma non solo) formata da operatori sanitari: per Umbria Jazz un modo per dire grazie al lavoro fatto dal personale sanitario in questi mesi di pandemia.

Umbria Jazz avrà anche un prologo dedicato a Dante nel settecentesimo anniversario della morte. Giovedì 8 luglio al Teatro Morlacchi Mauro Ottolini, con l’ensemble Sousaphonix, sonorizzerà dal vivo il capolavoro del cinema italiano ‘L’Inferno‘, film muto del 1911.
In omaggio all’anniversario dantesco, anche nel manifesto ufficiale del festival realizzato da Lorenzo Fonda sono stati inseriti i versi del Paradiso, Canto 11/o, che Dante dedica all’Umbria.

Come fare da soli lo Spid e che cos’è lo Spid 2


articolo: articolo: articolo: https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/06/28/news/come_fare_da_soli_lo_spid-307037699/

Guida pratica all’attivazione dell’identità digitale, di persona o completamente online

Dal cashback di stato al reddito d’emergenza, sino al Green Pass: i servizi che è possibile ottenere tramite lo Spid (la sigla sta per Sistema pubblico di Identità digitale) continuano ad aumentare. Nel caso dell’agenzia delle Entrate, dell’Inps e di molti altri siti della Pubblica Amministrazione, lo Spid è diventato inoltre il sistema prediletto per accedere ai servizi online. Si tratta di uno strumento di autenticazione che, tramite username e password certificati, garantisce la nostra identità. Può richiederlo chiunque abbia compiuto 18 anni e possegga un documento italiano in corso di validità (patente, carta d’identità o passaporto), il codice fiscale, una mail e un numero di cellulare.

A chi richiedere lo Spid – Lo Spid va richiesto a uno dei vari identity provider, le società private accreditate come gestori di identità dallo Stato e che si occupano di autenticare le persone. Al momento sono 9 gli identity provider cui ci si può rivolgere: Aruba, Lepida, Namirial, Sielte, Spiditalia, Tim, Infocert, Intesa e Poste.

Anche se lo Spid erogato da tutti i gestori è ugualmente valido, ci sono differenze relative soprattutto alle modalità di ottenimento (per esempio se consentono l’identificazione anche da remoto), all’eventuale pagamento e anche al livello della sicurezza. Per orientarsi tra le varie proposte si può fare riferimento alla scheda presente sul sito ufficiale dello Spid, che mostra sinteticamente le caratteristiche e modalità offerte dai vari identity provider.

Come richiedere lo Spid – A oggi il gestore utilizzato nella maggior parte dei casi è Poste Italiane, che offre il riconoscimento gratuito sia allo sportello sia da remoto e ha già rilasciato oltre 15 milioni di identità digitali: la procedura varia leggermente a seconda di quale gestore si sceglie, ma in questa guida si fa riferimento alle modalità offerte da Poste Italiane.

Accedendo alla sezione del sito di Poste dedicata allo Spid, si può scegliere quale tra i vari metodi a disposizione effettuare per l’identificazione:

  • il riconoscimento di persona (andando allo sportello dopo avere completato la procedura online);
  • il riconoscimento da remoto, utilizzando l’applicazione PosteId o ricevendo un sms (solo per chi possiede un conto BancoPosta o una PostePay e ha il numero di cellulare associato al proprio account del sito delle Poste);
  • altri metodi richiedono invece di possedere il lettore Bancoposta, la smart card per leggere la Carta nazionale dei Servizi o la firma digitale.

Ottenere lo Spid di persona – Il metodo più semplice, ma non il più rapido, è il riconoscimento di persona presso un ufficio postale. Per iniziare la procedura è sufficiente collegarsi a questa pagina, in cui inserire tutti i dati anagrafici e il codice fiscale. Completato il primo passaggio, bisognerà inserire la mail e poi confermarla, immettendo nello spazio dedicato il codice ricevuto sulla casella di posta (meglio controllare fra lo spam, se non arriva nel giro di pochi secondi). A questo punto è necessario scegliere la password per lo Spid, che va memorizzare, perché viene richiesta spesso.

Dopo avere confermato la mail, Poste chiede anche di verificare il numero di telefono, sul quale si riceverà un sms con il codice da riportare sempre nello spazio dedicato. La procedura è quasi finita: è sufficiente immettere i dati della carta d’identità e l’indirizzo di residenza e scansionare la carta d’identità (fronte e retro) per caricarla sul sito. Se non si ha questa possibilità, basta selezionare la casella per segnalare che i documenti saranno scansionati nell’ufficio postale in cui ci si recherà per il riconoscimento di persona.

La mail di conferma va stampata e portata con sé (assieme a documento d’identità e codice fiscale) all’ufficio postale dove effettuare il riconoscimento allo sportello. Fatto tutto ciò, si riceverà un’ulteriore mail di conferma con le credenziali Spid. Usando soltanto username e password si può accedere ai servizi che richiedono solo il cosiddetto Spid 1, mentre altri servizi richiedono il livello 2 e l’autenticazione in questo caso avviene con l’app PosteId. Per attivare l’applicazione si deve inserire nell’app l’indirizzo mail e la password associate allo Spid (quelle scelte nella prima fase della procedura) e subito dopo si riceverà un codice di conferma tramite sms da inserire e a quel punto l’app sarà attiva e lo Spid finalmente conquistata.

Ottenere lo Spid con l’app PosteId o con un sms – Per chi ha più dimestichezza, è altamente consigliato svolgere tutta la procedura da remoto tramite l’applicazione PosteId: per registrarsi si può utilizzare la carta d’identità o il passaporto, purché siano elettronici; in alternativa si può effettuare un bonifico della cifra di 1 euro da un conto intestato a chi chiede lo Spid, che poi verrà interamente rimborsato.

Se non si hanno i documenti elettronici si deve invece fare così: viene chiesto di fotografare un documento, di registrare un breve video pronunciando una determinata frase, di fare un selfie assieme al documento d’identità e di scattare una fotografia con la tessera sanitaria o il codice fiscale. A questo punto, va effettuato il bonifico da 1 euro sull’Iban indicato. Il meccanismo è simile anche se si ha un documento elettronico, che va inquadrato con lo smartphone prima di registrare i video e i selfie, poi completando la procedura scegliendo username e password.

La modalità più semplice è quella tramite sms su cellulare certificato, che si può però sfruttare soltanto se si è titolari di conto BancoPosta o di PostePay: è sufficiente inserire le credenziali sul sito delle Poste e poi immettere il codice di verifica che si riceverà tramite sms. Quest’ultima modalità consente di ottenere lo Spid nel giro di pochissimi minuti.

A che serve l’identità digitale? – Con lo Spid si può accedere al sito dell’Inps, selezionando il proprio identity provider e poi inquadrando il Qr Code con l’app PosteId. In questo modo, invece di avere username e password differenti per il sito dell’Inps, per quello dell’agenzia delle Entrate, per il sito del Comune, per il Fascicolo sanitario e altro ancora, si può utilizzare sempre la stessa identità digitale certificata.

Maleo, rave party clandestino: oltre 700 ragazzi nel paese in allarme per un focolaio di «variante Delta»


articolo:  https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_27/lodi-rave-party-clandestino-maleo-oltre-700-ragazzi-paese-allarme-un-focolaio-variante-delta-d137de2e-d72f-11eb-9da9-c034b537f36a.shtml

Giovani «no mask» in arrivo da tutto il Nord Italia per la festa abusiva in una vecchia cava di Maleo, località tra il Lodigiano e Cremona. Sul posto, per tutta la notte, una cinquantina di carabinieri e agenti di polizia. Undici i nuovi casi di Covid accertati

Oltre settecento ragazzi da tutto il Nord Italia, musica ad altissimo volume e la paura di nuovi contagi a Maleo, tra il Lodigiano e il Cremonese, dove già nel corso della settimana c’era stato un colpo di coda con il sospetto di un focolaio di variante Delta. Il rave party, ovviamente non autorizzato, è iniziato sabato sera con centinaia di ragazzi in arrivo prevalentemente in treno a Codogno per poi incamminarsi lungo al provinciale fino al luogo indicato per la maxi festa all’aperto, i campi di Cascina Ronchi, ex cava abbandonata per l’estrazione di sabbia e ghiaia. Sul posto per tutta la notte una cinquantina di uomini tra questura e pattuglie dei carabinieri della stazione locale, della compagnia di Codogno e del comando provinciale per tenere sotto controllo i partecipanti, tutti giovanissimi, alterati da alcol e droghe e ovviamente senza mascherina.

Il tam tam sui social è iniziato giorni fa: il luogo scelto per il rave, la vecchia cava abbandonata con un laghetto, è in aperta campagna a circa due chilometri dal paese. «Il movimento in paese è iniziato intorno alle 23 — ha sottolineato il sindaco Dante Sguazzi, arrivato nella notte e rimasto a Cascina Ronchi fino alle 5.30 del mattino di domenica — con decine di ragazzi incolonnati a piedi lungo la strada. Ovviamente la nostra preoccupazione riguarda soprattutto il deflusso (previsto per domenica pomeriggio, ndr) e il rischio di una nuova diffusione dei contagi». A Maleo, infatti, nel corso della settimana sono emersi undici nuovi casi di Covid19 tre dei quali di «variante Delta». «Gli altri otto campioni sono stati inviati a Pavia per le analisi e siamo in attesa dei risultati», ha spiegato il sindaco. Nessuno dei nuovi casi ha avuto sintomi gravi, eccetto uno che ha accusato i sintomi di una polmonite interstiziale. Gli uomini di questura e i carabinieri hanno identificato decine di partecipanti ed è presumibile che a partire da lunedì partano le prime denunce nei confronti degli organizzatori.

Focolaio Covid Maiorca dopo concerti e feste in barca, casi in aumento: in 9 finiscono in ospedale


articolo: https://www.fanpage.it/esteri/focolaio-covid-maiorca-dopo-concerti-e-feste-in-barca-casi-in-aumento-in-9-finiscono-in-ospedale/

Salgono i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato a Maiorca, dove sono già 850 gli studenti positivi al virus e altre migliaia di quarantena. Sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già tornati a casa. Tra questi, 175 sono stati trasferiti in un Covid hotel per la quarantena di 10 giorni, 33 sono infetti e nove sono stati ricoverati con febbre alta: “Rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini”.

Continuano ad aumentare i casi di Coronavirus collegati al maxi focolaio scoppiato nei giorni scorsi a Maiorca: al momento, sono circa 850 i giovani provenienti da otto comunità spagnole risultati positivi al virus e altri tremila sono in quarantena solo a Madrid, come riporta la stampa locale. I ragazzi, che come ogni anno si sono diretti sull’isola delle Baleari per festeggiare la fine dell’anno scolastico, hanno partecipato ad un concerto di musica Reggaeton nella Plaza de Toros lo scorso 15 giugno, oltre ad una serie di feste in strada e su barche private, senza il rispetto delle misure anti Covid, da cui sarebbe partito il contagio. Al momento sull’isola sono stati identificati 268 contatti di positivi che sono già rincasati. Di questi, 175 sono stati trasferiti nel Covid hotel Palma Bellver dove trascorreranno 10 giorni in quarantena. Tra di loro 33 sono già risultati positivi e nove sono stati trasferiti all’ospedale di Son Espases con febbre alta.

Le comunità con il maggior numero di casi – Secondo fonti del servizio sanitario del governo delle Baleari, sono in buone condizioni ma si è deciso di trasferirli in ospedale per prudenza e per seguire i protocolli. “In questo momento rappresentano un pericolo per la salute pubblica dei nostri cittadini, dovranno rimanere qui e fare una quarantena di 10 giorni“, ha affermato ieri pomeriggio il ministro della Salute, Patricia Gómez, mentre le autorità continuano le operazioni di tracciamento dei contatti per fermare il dilagare dell’infezione. La maggior parte degli studenti sono minorenni, quindi è necessaria l’autorizzazione dei genitori per effettuare i relativi test e sapere così se sono stati contagiati o meno dalla malattia. Molti di loro si oppongono anche all’isolamento. È il caso di tre ragazze andaluse che in un video diffuso sui social hanno persino spiegato che si sentono in ostaggio, che non hanno avuto contatti diretti con gli studenti infetti e anche i loro genitori hanno negato l’autorizzazione al trasferimento. È Madrid la regione con il più alto numero di contagi, ben 410, ma sono in totale 8 le comunità di provenienza dei giovani positivi, dalla Galicia alla Catalogna, dalla Murcia ai Paesi Baschi.

Le origini del focolaio di Maiorca – Tutto è cominciato lo scorso 12 giugno, da quando centinaia di studenti provenienti da tutta la Spagna si sono ritrovati a Maiorca per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Molti hanno acquistato pacchetti venduti da agenzie di viaggio all inclusive per un massimo di 400 euro, come riferisce la stampa locale. Sotto accusa, in primis, un concerto di musica Reggaeton che si è svolto il 15 giugno nella Plaza de Toros con centinaia di ragazzi assembrati e senza mascherina, motivo per il quale era intervenuta anche la polizia, ma anche feste private in strada e sulle barche che si sono succedute negli ultimi 15 giorni. Le autorità stanno anche indagando su nove hotel di Llucmajor, località balneare venti chilometri sotto Palma, dove hanno alloggiato molti studenti.

La caduta dei corridori al Tour de France, a causa del tifo a bordo strada


articolo:  https://www.ilpost.it/flashes/caduta-tour-de-france/

A circa 48 chilometri dall’arrivo della prima tappa del 108° Tour de France, iniziato oggi in Francia tra Brest e Landerneau, parte del gruppo dei ciclisti è caduta a causa di una spettatrice a bordo strada che con un cartello di cartone ha urtato Tony Martin, che si trovava tra i primi. Un gruppo di alcune decine di corridori è caduto a terra e nell’incidente è stato coinvolto anche il ciclista italiano Vincenzo Nibali. Il resto del gruppo ha rallentato evitando che ci fossero ulteriori cadute, poi la corsa è ripresa.

Contro i femminicidi l’inno in sardo di una generazione in un videoclip


articolo: https://www.agi.it/cronaca/news/2021-06-21/femminicidio-sardegna-canto-videoclip-scuola-12975411/?fbclid=IwAR03gf0c7ZjASDckiQ1YzRwQiv0KGY-gJm4Om0vKipUVCWTSt–TAVPzQgM

‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana diventa la commovente ‘Chena Timire’ nella versione tradotta cantata dalle 14enni di una scuola del Sassarese per ricordare le donne uccise in Sardegna

il video lo trovi sul Blog “ https://alessandro54.com/ ”  alla pagina “Femminicidi

oppure piu semplicemente su Youtube

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Terza F istituto comprensivo ‘Deledda’ di Ozieri – Le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda’ di Ozieri

AGI – ‘Deo so (io sono, in sardo) Romina, Speranza, Rossella, Zdenka, Susanna, Michela’: lo gridano nel video ‘Chena Timire‘ le ragazze delle terza F dell’istituto comprensivo ‘Grazia Deledda‘ di Ozieri, nel Sassarese, citando i nomi delle donne vittime di femminicidio in Sardegna. Il videoclip, straordinariamente maturo e di forte impatto emotivo, è stato realizzato da alunne e alunni 14enni che hanno adattato in lingua sarda il brano ‘Cancion sin miedo’ della cantautrice messicana Vivir Quintana, diventato un inno internazionale di lotta culturale al femminicidio.

“Abbiamo creato una troupe vera e propria con un nome 18 caddhos rujos’ (18 cavalli rossicon un suo logo, anche questo realizzato dai ragazzi”, racconta all’AGI Alessandro Carta, regista e musicista, docente che ha curato il progetto. “Abbiamo lavorato sulla verità, dopo aver abbandonato l’idea di rappresentare nel videoclip delle scenette sul tema. L’obiettivo era trasferire un’emozione“. Un’emozione che avesse al centro il dolore e la delicatezza che i ragazzi di Ozieri conoscono.

Il ricordo di Romina, uccisa dall’ex – Nel video la telecamera indugia sui volti, sui loro sguardi e in alcuni casi sulle lacrime spontanee riprese nel corso dei lavori in classe, il tema è forte ed è sentito dai giovanissimi protagonisti del videoclip. Una loro compaesana Romina Meloni a 49 anni è stata uccisa dal suo ex nel 2019 a colpi di pistola: “I ragazzi conoscono il figlio di Romina e hanno affrontato il tema con sensibilità e delicatezza”, sottolinea il docente. 

“Il videoclip è il risultato finale di un percorso inserito nella materia curricolare ‘Arte e immagine'”, spiega Carta. “Siamo partiti dal fatto che questa generazione è molto attratta dai videoclip senza, però, conoscere il lavoro che c’è dietro quel prodotto fatto da professionisti. Poi abbiamo scelto il tema del femminicidio”. Un percorso di ricerca interdisciplinare, con la collaborazione dei docenti Maria Paola Maieli e Mario Cola, ha guidato i ragazzi alla conoscenza storica del fenomeno e della condizione femminile nella società, con lo studio dei movimenti che a livello mondiale si sono battuti e ancora si battono per la lotta contro la violenza di genere. I ragazzi si sono confrontati anche in dibattiti.

Più ci mettono paura, più ci crescono le ali (Nos ponent tramentu, nos creschent sas alas) Se ne toccano una, rispondiamo tutte (Si toccant a una, respondimus totu) sono i passaggi centrali del brano che i ragazzi cantano con una potenza scenica inaspettata a soli 14 anni: “Abbiamo lavorato sulla verità artistica e sulla costruzione dell’intenzione dentro di sé”, aggiunge Carta. “Gli sguardi delle ragazze mentre cantano parole così importanti sono potenti e veri”. Nessuna velleità di popolarità nei loro atteggiamenti.

 “È un lavoro scolastico”, precisa il regista, “e non abbiamo mai pensato di farlo percheé diventasse qualcosa di diverso da questo”. Intanto il video ha già ricevuto apprezzamento da alcune associazioni nazionali che si occupano di temi come la violenza di genere e la condizione femminile e in pochi giorni ha raggiunto circa 16 mila visualizzazioni su YouTube. Commuove e sa di manifesto di una generazione ascoltare “Che si senta forte: vogliamo rimanere vive” (Chi s’intendat forte: nos cherimus vivas), cantato con convinzione e forza, in piedi e con il braccio verso il cielo, da giovanissimi ragazzi e ragazze dietro il proprio banco di scuola. 

La variante Delta avanza, oltre 18mila nuovi casi in Gb – Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/06/26/la-variante-delta-avanza-oltre-18mila-nuovi-casi-in-gb_2f39ef12-7c97-4d93-858d-29713661d4b7.html

Continua a correre l’epidemia di Covid nel Regno Unito, a causa soprattutto della variante Delta.
Oggi sono stati registrati 18.270 nuovi contagi, il record giornaliero dal 5 febbraio.

Ieri i contagi erano saliti di 15.810. I decessi sono stati 23. Sul fronte delle vittime, l’alto numero dei vaccinati continua a mantenere i numeri contenuti, riportano i media locali. Quasi l’84% della popolazione ha ricevuto la prima dose, oltre il 61% il richiamo

Dietrofront Delta, così la variante richiude il mondo

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/26/news/dietrofront_delta_cosi_la_variante_richiude_il_mondo-307844794/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S1-T1

La mutazione del coronavirus scoperta per la prima volta in India si sta diffondendo da un continente all’altro costringendo diversi Paesi a ripristinare le restrizioni. E l’agognato ritorno alla normalità continua a slittare

Regno Unito L’addio alle restrizioni slitta di un mese – LONDRA – Altri 18.270 casi di Coronavirus ieri, quasi tutti di variante Delta. Nel Regno Unito oramai sono in continua crescita da due settimane, anche se alcuni esperti pensano/sperano che la curva si stia stabilizzando. Nel frattempo, si cerca di vaccinare quanti più britannici possibile, soprattutto i più giovani, che sono la maggioranza dei nuovi infetti da Covid, perché solo adesso stanno ricevendo le prime dosi di vaccino. Boris Johnson ha rinviato di un mese il “ritorno alla normalità” originariamente previsto il 21 giugno, proprio per guadagnare tempo nell’immunizzazione e vedere l’effetto dei vaccini contro ricoveri e decessi, che per ora paiono funzionare. Ora però, a meno di effetti gravi dalla variante Delta, il 19 luglio dovrebbero essere rimosse tutte le restrizione anti-Covid, incluse le mascherine al chiuso e il distanziamento.

Australia – Lockdown a Sydney. “Bolla” con Auckland sospesa – LONDRA – “È un nemico formidabile“. Così il ministero della Salute australiano Brad Hazzard ha definito la variante Delta che da ieri ha costretto l’intera metropoli di Sydney a due settimane di lockdown. Sospesa anche la “bolla aerea” con la Nuova Zelanda. I casi di Delta riscontrati sinora sono “soltanto” (a differenza del Regno Unito) 80 negli ultimi giorni, ma sono stati sufficienti a far richiudere tutto. L’estrema cautela dell’Australia è dovuta al flop della campagna vaccinale fino a questo momento. Sinora solo il 3% della popolazione adulta è stata immunizzata con due dosi, mentre il 25% ha ricevuto almeno una dose. Un problema dovuto soprattutto alla carenza di scorte: Canberra ha puntato molto sul vaccino AstraZeneca, ma ritardi della consegna e i limiti di utilizzo hanno rallentato la campagna, insieme alla ritrosia di una fetta di australiani a vaccinarsi.

Portogallo – Solo spostamenti essenziali nelle zone a rischio – L’aumento dei contagi ha spinto il governo di Lisbona ad annunciare nuove restrizioni per la regione della capitale e per altre due aree a rischio. Le nuove regole, ha dichiarato giovedì il ministro Mariana Vieira da Silva, servono a cercare di contenere la variante Delta, che ormai rappresenta più della metà dei nuovi casi nella capitale e nella valle del Tago: prevedono il divieto dei viaggi nel fine settimana per l’area di Lisbona, i cui residenti possono partire solo per spostamenti essenziali. Anche i piani per allentare le restrizioni in altre zone sono stati abbandonati. All’inizio della settimana, il ministro della Sanità aveva ammesso che il Portogallo avrebbe potuto «agire diversamente» per prevenire la diffusione della variante. Secondo il responsabile della vaccinazione, il Paese potrebbe non riuscire a fornire una prima dose al 70% della popolazione entro agosto.

Israele – Il primo Paese a dichiarare la fine della crisi ora ripristina i divieti – Dopo la nuova ondata di contagi da variante Delta, anche Israele, che vantava di essere il primo Paese uscito dall’emergenza grazie alla massiccia campagna di vaccinazione, ha dovuto fare un passo indietro sulle riaperture. Il ministero della Sanità israeliano ha reintrodotto l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi ad accesso pubblico, che aveva cancellato lo scorso 15 giugno. Il ministero ha anche raccomandato che i cittadini indossino mascherine sul volto durante gli eventi pubblici di massa, anche quando si svolgono all’aperto, “come gli eventi del Pride di questo fine settimana”. Nachman Ash, capo della task force dello Stato ebraico per la risposta alla pandemia, ha dichiarato alla radio di Stato che la decisione è stata presa dopo che per quattro giorni sono stati registrati oltre 100 nuovi casi quotidiani di Covid.

Russia – Per lavorare e andare al ristorante c’è l’obbligo di vaccino – Le lotterie per auto e appartamenti non sono bastate a promuovere la campagna d’immunizzazione nel Paese che ha registrato il primo vaccino anti-Covid al mondo, lo Sputnik V. E così, davanti all’impennata di casi (21.665 ieri) e di decessi (107 a San Pietroburgo, il numero più alto dall’inizio della pandemia) causati dalla variante Delta, la Russia è passata dalla carota al bastone. Diciotto regioni hanno reso la vaccinazione obbligatoria per i lavoratori di alcuni settori: uffici governatori, istruzione, vendita, sanità, ristoranti e servizi. Da lunedì a Mosca i ristoranti ammetteranno solo i clienti con pass sanitario e tornerà l’obbligo del telelavoro al 30%, mentre le cure ospedaliere saranno limitate a chi è vaccinato o ha gli anticorpi. Ma davanti alle nuove imposizioni, la sfiducia nei confronti del vaccino resta: solo circa il 15% dei russi ha ricevuto almeno una dose. Cresce invece la domanda di certificati falsi.

India – Cinema e negozi serrati nella patria della variante – Marcia indietro sulle misure di prevenzione anche nello stato più ricco dell’India, il Maharashtra, che venerdì ha ordinato la chiusura di cinema e centri commerciali, mentre combatte per tenere sotto controllo la variante del coronavirus che ha sconvolto ogni piano di riapertura. Con a variante individuata proprio in India l’anno scorso sono collegati almeno 20 casi nello stato del Maharashtra. New Delhi la considera “preoccupante”: è in parte responsabile di una seconda ondata di contagi che ha travolto il sistema sanitario della federazione. Secondo fonti governative, “fino a una settimana fa il tasso di positività e le infezioni giornaliere stavano scendendo costantemente, ma in alcune regioni i casi hanno ricominciato ad aumentare”. In India meno di metà della popolazione è vaccinata. Solo il 5,6 per cento degli adulti ha ricevuto due dosi.

Pride, all’Arco della Pace la piazza dei diritti contro l’odio. Sala: “Da Milano la spinta finale alla legge Zan”


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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/26/news/milano_pride_all_arco_della_pace_la_piazza_dei_diritti_contro_l_odio-307753851/

Ddl Zan, Sala: “Il tempo è scaduto, approvare testo in fretta”

E’ una manifestazione bellissima una piazza piena di giovani e giovanissimi che chiedono finalmente all’Italia che venga riconosciuta la libertà di tutti i cittadini“. E’ la compiaciuta constatazione del deputato Alessandro Zan a margine dell’evento conclusivo del Milano Pride all’Arco della Pace. “Noi siamo un Paese dell’Unione Europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini d’odio e questo è molto grave. Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo, e come ha fatto notare il presidente della repubblica Sergio Mattarella se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale, cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza“.

“Dal Vaticano c’è stata una invasione di campo che mi ha sorpreso. Il testo che abbiamo approvato alla Camera a larghissima maggioranza va incontro a tantissime diverse sensibilità in particolare a quelle del mondo cattolico” a evav detto in mattinata durante l’evento “la cura“, promosso dal Pd Milano metropolitana nell’ambito della Pride week. “Adesso tocca al Parlamento discutere e approvare la legge” contro l’omotransfobia “nell’ambito della propria autonomia” ha concluso.

Zan capisce le perplessità del segretario del suo partito, Enrico Letta, a dialogare con il leader leghista Matteo Salvini riguardo il Disegno di legge. “Dicono che bisogna dialogare anche con la destra, ma avete idea di che destra abbiamo nel Paese? – ha detto – Orbàn ce lo abbiamo a casa nostra. Quando sento Salvini che manda i messaggi a Enrico Letta e lui mostra perplessità, lo capisco“.

Nel pomeriggio ha ribadito le sue accuse al leader leghista: “Il problema non è personale, è politico. Salvini sostiene leader come Orbàn, dice di aver letto la legge di Orbàn e di non trovarci nulla di strano. Come possiamo noi sederci a un tavolo delle trattative con chi, come Salvini e Meloni, sostengono quei paesi che stanno facendo delle leggi discriminatorie, inaccettabili, e che ci stanno portando nel momento più buio del secolo scorso?

Il dialogo è aperto con tutti ma non con chi vuole affossare la legge o svuotarla del suo significato“.

L’evento targato Pd è stato un anticipo del pride milanese vero e proprio, iniziato al pomeriggio all’Arco della Pace con i vari relatori che si stanno alternando sul palco. “C’è un sacco di gente” è il commento di alcuni presenti. Il sindaco Sala ha ribadito le sue ragioni a favore della legge Zan, ricordando cosa ha fatto il Comune di Milano a favore dell’inclusione omosessuale (“abbiamo aperto due case arcobaleno, siamo partiti con le unioni civili prima della legge Cirinnà“), e chiesto che la spinta finale al ddl Zan parta da Milano. Ha chiamato sul palco il deputato del Pd e gli ha regalato il suo orologio arcobaleno, che sfoggiava da qualche giorno: “Scandisca il tuo tempo per raggiungere l’obiettivo finale della legge contro l’omotransfobia” ha detto. continua a leggere