Il report medico, dopo la visita odierna specialistica e gli accertamenti strumentali presso la clinica Korian di Quartu Sant’Elena, non lascia dubbi
Nuovo incubo per Marko Rog e per il Cagliari. Dopo l’infortunio di ieri pomeriggio (al 73′ nel test in casa dell’Augsburg) lo sfortunato centrocampista stato sottoposto nella mattinata odierna ad una visita specialistica ed accertamenti strumentali presso la clinica Korian di Quartu Sant’Elena.
LA NOTA DEL CAGLIARI CALCIO. “Gli accertamenti hanno evidenziato la completa rottura del neo legamento crociato anteriore del ginocchio destro, impiantato dal professor Christian Fink presso la clinica Hochrum di Innsbruck lo scorso dicembre, in precedenza intervenuto per ricostruire per due volte anche il legamento crociato dell’attaccante Leonardo Pavoletti. Si rendono pertanto necessari ora nuovi accertamenti e valutazioni specialistiche in vista di definire l’iter a cui il calciatore croato si dovrà sottoporre”.
01 ago 2021
Report medico
A seguito dell’infortunio riportato nel corso della partita disputata ieri contro l’Augsburg, Marko Rog è stato sottoposto nella mattinata odierna ad una visita specialistica ed accertamenti strumentali presso la clinica “Korian” di Quartu Sant’Elena.
Gli accertamenti hanno evidenziato la completa rottura del neo legamento crociato anteriore del ginocchio destro, impiantato dal professor Christian Fink presso la clinica “Hochrum” di Innsbruck lo scorso dicembre, in precedenza intervenuto per ricostruire per due volte anche il legamento crociato dell’attaccante Leonardo Pavoletti.
Si rendono pertanto necessari ora nuovi accertamenti e valutazioni specialistiche in vista di definire l’iter a cui il calciatore croato si dovrà sottoporre.
Incendio a Pescara, a fuoco la zona sud della città: bagnanti in fuga, brucia la Pineta Dannunziana
Scene drammatiche a Pescara per un incendio che sta devastando la zona sud della città. Le fiamme hanno raggiunto le abitazioni.
Ci sono i primi feriti. È in corso di allestimento un posto medico avanzato nell’area ed è stato attivato il protocollo delle maxi emergenze. I vigili del fuoco, in azione con gli elicotteri, fanno fatica a gestire tutti i fronti dell’incendio. Fuggi fuggi dalle spiagge: le scintille spinte dal vento hanno fatto incendiare le palme degli stabilimenti balneari.
Un disastro di proporzioni inimmaginabili. La Riserva Dannunziana di Pescara sta bruciando e nella zona sud della città ci sono decine e decine di uomini di tutte le forze dell’ordine. “Abbiamo dovuto evacuare diverse abitazioni e anche stabilimenti balneari a causa del fumo e dei lapilli. Stiamo lavorando con tutti gli uomini disponibili. Il principale avversario è il vento caldo. Con l’elicottero dei vigili del fuoco si sta cercando di limitare i danni“. Queste le parole all’ANSA del sindaco di Pescara Carlo Masci che sta coordinando le operazioni di spegnimento del vasto rogo.
INCENDIO NELLA PINETA A PESCARA
Incendi a Pescara: bagnanti in fuga, diversi feriti
Hanno organizzato una serata danzante con oltre 200 persone che si scatenavano sulla pista da ballo, nonostante le discoteche siano ancora chiuse per le norme anti Covid e il locale avesse solo l’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande: per questo il Wood Club Pinetina di Appiano Gentile (nel Comasco) si è visto sospendere la licenza per quindici giorni. L’ordinanza, firmata dal sindaco Giovanni Gaetano Pagani, è stata notificata dagli agenti della Polizia locale appianese, insieme a quelli della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura di Como.
“Nel corso del mio mandato ho firmato pochi di questi provvedimenti, anche durante l’emergenza sanitaria, perché preferisco sempre la strada del dialogo, ma in questo caso troppe persone hanno adottato un comportamento decisamente sbagliato – sottolinea il primo cittadino – Sono state calpestate le regole e il buon senso, in un periodo in cui è ancora in circolazione un virus pericoloso e in alcuni casi mortale. Non me ne vogliano i ragazzi che frequentano abitualmente il locale e i titolari dell’attività, ma il mio unico obiettivo è la tutela del bene comune“.continua a leggere
Da Harvey Keitel a Claudia Gerini, da Valeria Golino a Remo Girone hanno tutti avuto contatti stretti con un contagiato eppure in pochi sono a casa. L’ira dell’assessore D’Amato: “Le regole valgono per tutti”
Stavolta nemmeno Mister Wolf potrà risolvere il problema. Le star del Filming Italy Sardegna festival dovrebbero, per legge, stare tutti in quarantena, non tra aperitivi e bagni al mare. Questo prevede il protocollo, almeno dal 27 luglio, quando è stato rilevato il primo positivo del “cluster degli attori” (che ora ne conta almeno 5), di ritorno dalla kermesse al Forte Village, vicino Cagliari, che dal 21 al 25 luglio ha visto la partecipazione di Harvey Keitel e Claudia Gerini, Remo Girone e Valeria Golino, Elena Sofia Ricci, Giulia Bevilacqua, Sabrina Impacciatore e tanti altri. Ma nemmeno l’ospite più in vista dell’evento, l’82enne Keitel, scolpito nella memoria del grande pubblico nei panni di Mister “risolvo problemi” Wolf, è esente da quella che il presidente dell’ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, definisce “un’ondata di irresponsabilità, resa ancora peggiore dal fatto che si tratta di personaggi pubblici“.
Forse Keitel non è a conoscenza delle leggi italiane in tempi di pandemia, ma restano i fatti: il 28 luglio l’attore, insieme alla moglie e accompagnato da Tiziana Rocca (direttrice di Filming Italy), è stato ospite dell’ambasciata Americana. “Siamo entrati con tampone“, ha sottolineato Rocca giovedì, durante l’unica occasione in cui ha deciso di parlare con Repubblica. Ma essere negativi non basta. La variante Delta, ormai dominante al 95%, impone 10 giorni di quarantena con tampone (negativo) a tutti i contatti dei contagiati, non solo quelli stretti, e fino a 14 giorni prima: in questo caso la regole si applica a tutti i partecipanti al festival sardo.
Ma in un clima di totale omertà, dopo il primo caso il corollario di vip si è spaccato. Alcuni hanno deciso di restare chiusi in casa. E’ il caso di Dino Abbrescia e la moglie, Susi Laude, o di Remo Girone. Entrambi erano attesi al Magna Graecia Film Festival, a Catanzano. “Susi avrebbe presentato qui la sua opera prima il 1 agosto, Girone invece aveva una masterclass il 4, ma per rispetto e cautela hanno annullato la loro presenza – spiega Gianvito Casadonte, direttore della kermesse sul litorale – sono molto preoccupato da questa situazione”.
In quarantena è anche Sabrina Impacciatore, che ha dichiarato di un caso sul set dove lavora, emerso anch’esso il 27 luglio. Claudia Gerini, invece, è stata il 29 luglio al Giffoni film festival, e ieri ci ha tenuto a pubblicare una storia su Instagram: “Volevamo dire che io sono negativa al test del Covid, quindi tranquilli, grazie“, dice l’attrice, che si mostra in video in compagnia dell’anziana nonna. Sempre i social rivelano che Elisa Amoruso ieri era “spiaggiata“, al mare, mentre Elena Sofia Ricci, dopo un viaggio in auto, è giunta “finalmente a casa” dalla figlia.
Impossibile sapere davvero chi sta rispettando le disposizioni, il tracciamento è irrealizzabile. “Nessuno dei positivi risponde al telefono, non possiamo disporre ufficialmente quarantene“, spiegano le autorità sanitarie, che confermano cinque positivi tra registi e attori romani – tutti tra gli ospiti tornati dal Forte Village – e alcuni contagi tra i loro familiari. Chi mostra la sintomatologia più grave non era vaccinato. A invitare alla collaborazione è persino l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato: “il tracciamento vale per tutti, attori compresi“, mentre Magi ricorda che “chi non si fa trovare è passabile di guai con la legge”.
Non ce l’ha fatta Tortu. L’azzurra Sara Fantini si è classificata per la finale del martello donne
L’Atletica azzurra nella storia con due medaglie d’oro nel giro di pochi minuti. Marcell Jacobs è medaglia d’oro nellafinale dei 100 metri delle Olimpiadi di Tokyo 2020 in 9”80 mentre Gianmarco Tamberi è oro ex aequo nel salto in alto con il qatariota Barshim.
Per Marcell Jacobs anche il record europeo registrato in semifinale con 9’84,
L’azzurra Sara Fantini, 23enne di Fidenza, si è classificata per la finale del martello donne con la misura di 71,68 che le è valso il 12/o posto complessivo e quindi l’ammissione alla sfida in cui le migliori si giocheranno le medaglie. “Per me era già un sogno stare qui – il commento dell’azzurra -, figurarsi fare la finale, è la ciliegina sulla torta.
E’ fantastico, sapevo di stare bene quando siamo arrivate qui, lo sentivo, però un conto è dire di stare bene, un altro è venire qui alle nove di mattina e fare le qualifiche, che sono sempre difficili da affrontare, soprattutto a livello mentale”. “In più io non sono una persona mattiniera – aggiunge – e oggi mi sono ritrovata un po’ in crisi, però l’ho gestita bene perché, nonostante il caldo e nonostante tutto, continuavo a ripetermi che meritavo di stare qui. E alla fine ce l’ho fatta“. Qualificata alla finale del martello donne, con il terzo posto nella pool B, l’americana Gwen Berry, 32enne di Houston conosciuta anche come attivista di BlackLivesMatter e per i suoi gesti sul podio, come quando ai Panamericani di Lima 2019 alzò il pugno ‘alla Tommie Smith’ e per questo venne squalificata un anno dalla sua federazione. Ai Trials, dove si è piazzata terza guadagnandosi il posto per Tokyo, non si è girata verso la bandiera, rimanendo immobile in posizione frontale.
Bloccati tutti i servizi di Salute Lazio, disagio per i cittadini
“È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il potrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alla vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.”
Lo comunica in una nota L’Unità di Crisi Covid 19 della Regione Lazio. Gli addetti alla sicurezza informatica della Regione si sono già rivolti a esperti esterni. Le analisi sono in corso.
L’aggressione al sistema informatico è in corso da questa notte. Non è noto il motivo né l’obiettivo. Ma ci sono conseguenze reali. Chi in questo momento sta attendendo, o ha appena ricevuto la prima o la seconda dose di vaccino, non verrà inserito nel sistema informatico, ma il suo nome, e l’avvenuta somministrazione, verrà registrata su un foglio di carta.
Poi, quando gli informatici della regione avranno sistemato il problema, i dati verranno caricati online. Lo stesso vale per chi deve fare modifiche alla propria prenotazione: tutto bloccato. In tilt anche il sistema che comunica con gli utenti, via mail, gli esiti dei tamponi, gestito a livello centralizzato.
E sulla pagine Facebook di Salute Lazio, si leggono decine di commenti sull’argomento: “non c’è modo di riceverlo in altro modo?”, scrivono gli utenti, “non è possibile che non lo si possa andare a ritirare di persona!”, “siamo abbandonati a noi stessi!”. E c’è già chi immagina che dietro l’attacco ci siano dei no-vax o, come sostengono alcuni, “combattenti per la libertà contro la dittatura sanitaria”.continua a legger
Covid, Unità crisi del Lazio: ‘Attacco hacker al Ced regionale’
“È in corso un potente attacco hacker al ced regionale. I sistemi sono tutti disattivati compresi tutti quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale.
Sono in corso tutte le operazioni di difesa e di verifica per evitare il protrarsi dei disservizi. Le operazioni relative alla vaccinazioni potranno subire dei rallentamenti. Ci scusiamo per il disagio indipendente dalla nostra volontà.” Lo comunica l’Unità di crisi Covid 19 della Regione Lazio.
“Sospese le prenotazioni, continuano le somministrazioni con possibili rallentamenti“. Questo l’effetto dell’attacco hacker al centro elaborazioni dati della Regione Lazio comunicato dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato.
“E’ un attacco hacker molto potente, molto grave.E’ tutto out. E’ sotto attacco tutto il ced regionale“, afferma l’assessore regionale alla Sanità. “E’ un attacco senza precedenti per il sistema informatico della Regione – aggiunge D’Amato – Le procedure di registrazione possono subire rallentamenti. Sto andando a fare un sopralluogo per verificare la situazione“.
“Non lo so, è presto per ipotizzare ogni cosa“, risponde D’Amato alla domanda se ipotizza che dietro l’attacco hacker al sistema informatico della Regione Lazio possano esserci i no vax. L’assessore poi spiega: “abbiamo avvisato le forze dell’ordine e la polizia postale“.
La polizia postale, d’intesa con la Procura di Roma, ha avviato accertamenti in in relazione all’attacco hacker al ced della Regione Lazio che ha disattivato anche quelli del portale Salute Lazio e della rete vaccinale. L’apertura del fascicolo verrà formalizzata nelle prossime ore, dopo che a piazzale Clodio verrà depositata una prima informativa. I pm potrebbero procedere per accesso abusivo a sistema informatico. Obiettivo degli investigatori è capire la “matrice” dell’attacco e se c’è stata eventuale richiesta di riscatto.
Il c.t azzurro contro l’ex campionessa del fioretto «Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti»
La polemica non finisce più. Anche perché, alla luce dei risultati inferiori alle attese, è ormai chiaro che non si tratta solo di uno scambio di accuse tra atleti, allenatori ed ex schermitrici, quanto piuttosto di un malessere che coinvolge parte della scherma italiana e che è esploso nel momento in cui non ci sono state vittorie sufficienti a zittire i malumori.
«Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione. Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti pesanti e gratuiti che scaturiscono da odi, antipatie personali e faide di fazioni opposte. Sono pronto al confronto e a un mea culpa se necessario ma non accetto voltafaccia “disgustosi” da chi, fino a poco tempo fa, mi osannava con messaggi di stima, apprezzamento e affetto. Il riferimento è alla ex fiorettista Jesina che, dall’alto del suo ruolo di “opinionista” sputa veleno nel piatto in cui ha mangiato sminuendo pure il valore di atlete che, se pure non quello sperato, hanno ottenuto un risultato olimpico degno di rispetto, non è assolutamente velato, anzi» ribatte Cipressa alla Di Francisca. «Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa», ha concluso Cipressa.
Nelle stesse ore però era proprio il presidente della Federscherma Paolo Azziche nel fare il bilancio delle medaglie conquistate a Tokyo dalla scherma italiana , 3 argenti grazie a Luigi Samele (spada individuale) Daniele Garozzo (fioretto individuale) e Luca Curatoli, Aldo Montano, Enrico Berrè Luigi Samele (sciabola a squadre) e due bronzi con Rossella Fiamingo, Federica Isola e Mara Navarria (spada a squadre) e Alice Volpi, Arianna Errigo, Martina Batini ed Erica Cipressa (fioretto a squadre), sottolineava «L’assenza di un oro pesa». La Federscherma si attendeva dall’ultima prova delle Olimpiadi giapponesi uno scatto d’orgoglio, con la squadra di fioretto maschile chiamata a cancellare un fastidioso «zero» nella casella degli ori, come non succedeva da Mosca 1980. Ma non è andata così. E ad esprimere tutta la sua insoddisfazione è proprio il n.1 dello Sport italiano Giovanni Malagò, presidente del Coni: «Premesso che lo sport italiano e il Coni devono essere eternamente grati alla scherma, i risultati a Tokyo sono stati profondamente deludenti: ci aspettavamo ben altro. Ora ci vuole una profonda riflessione da parte della federazione, tra tre anni ci sono i Giochi di Parigi: da domani si deve lavorare per ricostruire un ambiente».
L’atleta che gareggia con la mascherina tre anni fa ha fermato la sua auto un attimo prima di gettarsi in una scarpata. Dopo tanto tempo in ospedale psichiatrico ha ripreso in pugno vita e attrezzo, è diventata testimonial per la lotta alla depressione e ai problemi mentali. A Tokyo è seconda
TOKYO – Il “Joker“, l’ultima maschera con cui si è presentata in pedana, ha messo nel sacco tutti. In una mattina gelida di gennaio 2018 è calato il buio nella sua testa ed è arrivata sull’orlo del suicidio. Fermando la sua auto a un passo dalla scarpata dove stava per buttarsi.Tre anni (e diversi mesi di clinica psichiatrica) dopo, Raven Saunders è salita sul podio del getto del peso a Tokyo. Il suo attrezzo da 4 kg è volato a 19,79 metri. Un arco morbido e vincente, la miglior medicina per lasciarsi alle spalle tutte le avversarie (tranne la cinese Lijiao Gong, oro) e il viaggio all’inferno – e ritorno – iniziato tre anni e mezzo fa.
Cosa le sia passato nella testa all’alba del 26 gennaio 2018, Saunders non lo ricorda bene nemmeno lei. In teoria per Hulk, come la chiamano i fan Usa, doveva essere una giornata come le altre: pesi in palestra, una seduta di lancio al campus della Ole Miss University di Oxford, in Mississipi dove dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Rio (a soli 19 anni) era già una mezza celebrità. “Per sicurezza mi ero preparata un elenco preciso delle cose che dovevo fare – ha spiegato -: la tabella dell’allenamento, un appuntamento medico, la lista della spesa al supermercato“. Ma appena è salita in macchina, l’ombra che da qualche mese le stava rovinando l’esistenza ha ripreso a martellarle in testa.
“Sapevo che avrei dovuto fermarmi in università – è il suo ricordo di quei momenti drammatici -. Ma ero in confusione, annebbiata. Sono passata davanti al cancello del campus e ho tirato dritto“. Con una destinazione precisa: un viadotto sull’autostrada che studiava da tempo. Dove sapeva che sarebbe bastata una piccola sterzata per buttarsi giù di sotto tra gli alberi e chiuderla lì “con una vita dove non avevo più nessuna motivazione per fare niente“. Ci è passata sopra una prima volta. “Sapevo che ero a 10-15 minuti dal mio suicidio“. Appena prima di imboccarlo di nuovo ha accostato a bordo strada e ha inviato un sms a una psicoterapista della Ole Miss. “Volevo che sapesse quello che mi stava succedendo in testa – ha ricordato -. Le ho scritto che avevo paura e che non sapevo quello che stavo per fare a me stessa“. La risposta, per fortuna, è arrivata in pochi secondi. Poi, subito, la chiamata che le ha salvato la vita. La dottoressa le ha consigliato con calma di tornare a casa e di farsi visitare. Saunders si è lasciata convincere. E la diagnosi è stata una mazzata: “Depressione, ansia grave e sindrome da stress post-traumatico“, con ricovero immediato in un centro specializzato in pazienti con problemi mentali. Da cui l’atleta americana è uscita – dopo lunghi mesi di cure – guarita, più forte di prima e pronta a lanciare per una medaglia a Tokyo continuando il suo lavoro da testimonial per aiutare chi – come lei – è finito nel buco nero della nevrosi.
La depressione – “Né io né sua madre Clarissa ci siamo mai accorti dei problemi di Raven“, ha raccontato il suo ex-allenatore Herbert Johnson. “Non volevo scaricare i miei problemi sulle spalle di nessuno“, ha confermato lei che il viaggio all’inferno (e ritorno) l’ha fatto tutto da sola. Colpa forse di un successo arrivato troppo presto. Dopo il bel risultato dei Giochi di Rio il sindaco di Charleston, il suo paese natale, l’ha accolta il 17 agosto 2016 proclamando il Raven Saunders Day, con tanto di parata dalla Burke High School – il liceo della pesista – lungo King Street fino al centro. L’Università del Mississipi le ha spalancato le porte per aiutarla a crescere come atleta e come donna. E proprio allora, quando tutto sembrava perfetto, le sue certezze hanno iniziato a scricchiolare. “Non era nemmeno una questione di problemi di studio – ricorda lei -. In quello me la cavavo. Era il peso degli impegni, delle cose da fare, degli orari da rispettare. Io ero lì solo per lanciare il peso più lontano“. I muscoli però senza la testa faticano a funzionare. I campionati del mondo e quelli universitari del 2017 non sono andati tanto bene. Saunders aveva anche qualche problema di soldi. Poi sono arrivati un paio di infortuni. E con loro i primi attacchi di ansia e la depressione. “Sentivo il peso della situazione ma pensavo di cavarmela da sola, il problema è che non ti rendi conto di quanto sia grave la situazione fino a quando non è davvero molto grave“.
Ora, dopo quel drammatico giorno di gennaio 2018, tutto è cambiato. La meditazione e la terapia di gruppo hanno aiutato la pesista a uscire dal tunnel. Lei ha accettato di girare un documentario “Fuori dal buio” sulla sua storia: “Mi scalda il cuore pensare che la mia esperienza possa aiutare chi soffre ad affrontare i problemi, sapendo che se ne può uscire“. Con la testa a posto, anche il peso ha ripreso a volare lontano. A Tokyo è arrivato l’argento. Ma la sua gara più difficile Saunders l’aveva comunque già vinta ancora prima di salire sulla pedana.
Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno registrato 18 nuovi contagi Covid legati ai Giochi negli ultimi numeri giornalieri pubblicati oggi. Tra i nuovi casi un atleta del Villaggio Olimpico. La cifra giornaliera più alta è stata venerdì con 27. I dati di domenica portano il numero totale di test positivi legati alle Olimpiadi dal 1 luglio a 259. Complessivamente, finora 24 atleti sono risultati positivi al coronavirus.
Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Lo show di domani è senza pace: erano stati costretti alle dimissioni il direttore creativo Hiroshi Sasaki e l’autore delle musiche Cornelius
A ventiquattrore dall’accensione del braciere nello Stadio Olimpico non si sa più chi dirigerà la cerimonia di apertura di Tokyo 2020. Il direttore artistico Kentaro Kobayashi, ex attore comico, è stato cacciato per una battuta sull’Olocausto fatta 23 anni fa e rispuntata fuori oggi dagli archivi televisivi. Con la rimozione di Kobayashi, un fulmine a ciel sereno che in Giappone e non solo sta suscitando polemiche, salgono a tre le epurazioni eccellenti nel team di creativi che ha organizzato lo spettacolo di domani sera. A riprova che il vero motto di questi travagliati Giochi non è l’olimpico “citius, altius, fortius”, ma l’adagio di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.
Lo sketch contestato del 1998 – “Durante una performance del passato – spiega il coordinatore di Tokyo 2020 Seiko Hashimoto – Kobayashi ha usato un linguaggio che ha deriso tragici fatti della storia”. Licenziamento con effetto immediato. Nello sketch del 1998 il giovane Kobayashi, in coppia con un altro comico, finge di essere un presentatore televisivo che sta organizzando una puntata e a un certo punto parla di alcuni ritagli di bambole di carta. “I ritagli di quella volta che hai detto ‘giochiamo all’Olocausto’”, aggiunge. Risate del pubblico. Il numero poi prosegue con i due che scherzano su quanto il loro fantomatico produttore televisivo si sarebbe arrabbiato una volta saputo che stavano organizzando una trasmissione con riferimenti alla Shoah.
La giovane era tesserata con la Cba di Cinisello. Il ricordo del sindaco e della sua ex squadra, la Riccardi
Francesca Barbara Mirarchi (Foto: Da Fb (Atletica Riccardi))
La tragedia nelle prime ore del mattino. Francesca Barbara Mirarchi, diciannovenne di Lissone, giovedì 29 luglio aveva piantato la tenda insieme ai suoi amici ai laghi Gemelli, sulle Prealpi Orobie, nel territorio di Branzi (Bergamo). Aveva poi dormito in tenda con gli amici. Il programma sarebbe stato quello di scendere presto, partendo non più tardi delle dieci di venerdì mattina, perché era previsto maltempo.
La giovane, intorno alle cinque e mezza, si è svegliata e si è allontanata dalla tenda. Voleva fotografare l’alba in quello scenario meraviglioso, tra le montagne. Ma non è più tornata. Intorno alle nove, gli amici hanno dato l’allarme. La guardia di finanza ha cercato di localizzare il telefono (spento) nel modo più preciso possibile, mentre le squadre del soccorso alpino si sono mosse in lungo e in largo e i vigili del fuoco hanno portato sul posto i loro cani molecolari.
Una mobilitazione che, purtroppo, ha dato l’esito più temuto. La ragazza è stata ritrovata verso le quattro del pomeriggio priva di vita, sul fondo di un canalone. Era precipitata, complice probabilmente il buio prima dell’alba. La notizia è rimbalzata immediatamente in Brianza ed anche a Cinisello Balsamo, dove Francesca aveva da poco avviato un tirocinio in Comune legato al servizio civile e dove la famiglia – legata alla società sportiva Cba – è piuttosto conosciuta. I funerali della ragazza si celebreranno a Lissone lunedì 2 agosto. continua a leggere
Il green pass sarà obbligatorio anche su treni, aerei e navi? E per metropolitana e autobus? Da quando? E chi controllerà? Le ipotesi e le prime certezze sul decreto che arriverà la prossima settimana
Green pass per navi, aerei e treni a lunga percorrenza, accesso libero su autobus, tram e metropolitane. È questa la linea del governo in vista del decreto che dovrà essere approvato la prossima settimana.
Rimane da decidere la data in cui scatterà l’obbligo per i viaggi. Una scelta che sarà fatta dalla cabina di regia che sarà convocata martedì o mercoledì.
Che cosa succede il 6 agosto – Il decreto già varato che impone l’obbligo di green pass per tutte le attività al chiuso, compresi ristoranti e bar per la consumazione al tavolo, entra in vigore il 6 agosto.
L’intenzione del governo è quella di uniformarsi anche per il settore dei trasporti e quindi consentire l’ingresso su treni, navi e aerei soltanto a chi possiede la certificazione verde. La Lega è contraria e ha chiesto almeno lo slittamento a fine agosto. La decisione sarà dunque presa sulla base dell’analisi dei contagi e soprattutto della tenuta dei reparti ospedalieri, aree mediche e terapie intensive.
Che cosa cambierà per treni, aerei e navi – Si potrà salire a bordo soltanto con il certificato che attesta la prima dose di vaccino fatta almeno 15 giorni prima, la guarigione dal Covid 19 nei sei mesi precedenti, l’esito negativo di un tampone molecolare, antigenico o salivare nelle precedenti 48 ore.
Chi controllerà? – La verifica del green pass viene fatta al momento di salire a bordo dal personale, proprio come avviene attualmente per i documenti di imbarco e di identità. Chi dovesse esibire un certificato contraffatto subirà la multa e sarà denunciato. Il green pass servirà anche al tracciamento qualora dovesse essere accertata la positività di uno dei passeggeri.
Il green pass serve anche per autobus e metropolitane? – Al momento non sono previsti controlli su autobus e metropolitane anche perché sarebbe impossibile effettuare i controlli. Il governo ha chiesto invece alle Regioni un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici che potrebbe essere discusso questa settimana insieme al piano per la ripresa della scuola.
Quale capienza massima ci sarà sui mezzi pubblici? – Secondo il Cts la capienza all’80 per cento non è sufficiente a garantire il distanziamento su bus e metropolitane, dunque in vista della riapertura delle scuole che, ha assicurato il premier Mario Draghi, dovrà essere in presenza bisogna aumentare il numero delle corse.
Il ministero dello Sviluppo economico ha posticipato la data per il nuovo digitale terrestre: si passerà al nuovo standard di trasmissione DVB-T2 il primo gennaio 2023. Confermato il trasferimento della banda 700 alla telefonia il primo luglio 2022
Doppio rinvio di date per il mondo del digitale legato televisione. Il 1° settembre era il giorno segnato sul calendario per il passaggio della codifica dei canali da Mpeg2 a Mpeg4: stando a quanto emerso dopo l’audizione del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti,nulla si muoverà prima del 15 ottobre. A slittare è anchel’arrivo del digitale terrestre di seconda generazione, il DVB-T2, originariamente previsto per il 30 giugno 2022 ma rimandato a partire dal primo gennaio del 2023.
In ordine sparso (e volontario) – L’adozione di qui a un mese del sistema Mpeg4 sembrava in effetti troppo ravvicinata nel tempo, nonostante sia sempre stata confermata anche dallo stesso Mise con interventi sui social. Su questo fronte tutto è statorimandato di 45 giorni, anche se la tabella di marcia del passaggio sarà alquanto frammentata perché lasciata alle decisioni delle singole emittenti. La Rai ha fatto ad esempio sapere che in quella data passerà in Mpeg4 solamente i canali specialistici mentre Rai 1, 2 e 3 rimarranno visibili in Mpeg2.Mediaset e La7 al contrario non si sono apertamente espresse. La dismissione definitiva della codifica Mpeg2 sarà stabilita in un altro provvedimento entro la fine del 2021.
Il Bonus Tv – A cascata viene poi anche ritardato lo spegnimento dello standard DVB-T in favore del DVB-T2. L’effetto concreto sulle famiglie di questi due slittamenti è un aumento della quantità di tempo per dotarsi di un televisore che supporti il nuovo standard, senza il quale non si potrà più usufruire dei canali (in questa guida è spiegato come verificare se il proprio tv è già compatibile o meno). Il governo si era già occupato della questione con ilBonus Tv previsto dal decreto Sostegni attraverso cui qualsiasi persona residente in Italia, a prescindere dal reddito, può ottenere unosconto fino a un massimo di 100 europer l’acquisto di un nuovo apparecchio.
La partita delle frequenze – L’intera questione, già di per sé piuttosto tecnica, è ulteriormente legata alla necessità di liberare le frequenze 700 che saranno utilizzate dal mondo della telefonia per la connessione 5G. Il Mise ha confermato il passaggio della banda 700 MHz per il 1° luglio del 2022. Questo punto fermo però fa assumere un certa rilevanza allo slittamento a inizio 2023 del passaggio al DVB-T2: il sistema televisivo non potrà fare subito affidamento sul nuovo standard per recuperare la capacità trasmissiva persa con la cessione delle frequenze 700. A livello concreto significa che le emittenti si troveranno a dover scegliere se spegnere alcuni dei canali meno importanti oppure andare a ridurre la qualità delle proprie trasmissioni.
Il Bonus Tv e il nuovo digitale terrestre DVBT2: come scoprire se devi cambiare televisore
Entro giugno 2022 si completerà la transizione al digitale terrestre di seconda generazione (DVBT2). Ecco una guida su come capire se si dispone di un decoder o una Smart TV compatibili, e come procedere
Il decreto è stato firmato. Il Bonus Tv è realtà (qui trovate tutti i dettagli). Consente a tutti di acquistare un nuovo televisore con uno sconto del 20 per cento fino a un massimo di 100 euro. E si aggiunge (non sostituisce) il vecchio incentivo da 50 euro per le famiglie con ISEE fino a 20mila euro. Ma perché il governo vuole aiutare i cittadini a cambiare apparecchio televisivo? In altre parole, a cosa serve il Bonus Tv?
Il Bonus Tv è l’aiuto che il governo vuole dare a quei milioni di italiani che tra qualche mese si ritroveranno in casa un televisore che non funziona più. È previsto uno «switch» tecnologico entro giugno 2022, che comporta il passaggio al DVB T2, ovvero il digitale terrestre di seconda generazione. Già a partire da settembre 2021 oltre 9 milioni di apparecchi presenti nelle case degli italiani non saranno in grado di ricevere le trasmissioni. Il motivo si deve al fatto che il prossimo autunno verrà abbandonata la codifica MPEG-2 per passare a MPEG-4/h.264; in pratica funzioneranno solo le televisioni e i decoder che supportano l’alta risoluzione (HD). La transizione è iniziata dal primo gennaio 2020 ed è necessaria per liberare le frequenze mobili della banda 700 (compresa tra i 694 e i 790 MHz), indispensabili per la diffusione della rete mobile 5G.
Si può spendere per l’acquisto di TV e decoder idonei alla ricezione di programmi televisivi coni nuovi standard trasmissivi (DVBT2/HEVC Main 10), nonché per l’acquisto di decoder per la ricezione satellitare. Per avere diritto al bonus basta essere residenti in Italia, pagare regolarmente il canone Rai e rottamare il vecchio televisore non compatibile.
Come sapere se ho già dispositivi compatibili? – Al netto delle sigle da controllare sui manuali tecnici dei propri apparecchi, la strada più semplice per sapere se il proprio decoder o TV con decoder integrato sono compatibili con la nuova modalità di trasmissione è quella di sintonizzarsi sul canale 200 (canale di test Mediaset)o sul 100 (canale di test Rai). Se viene mostrata la scritta “Test HEVC Main10” vuol dire che si è pronti al salto tecnologico. In caso contrario bisognerebbe provare a ri-sintonizzare tutti canali in automatico e riaccedere ai canali 200 o 100. E l’appuntamento di settembre 2021? In questo caso basta provare a sintonizzarsi con i canali dal 501 in poi, dove sono posizionati quelli HD di Rai, Mediaset e La7. Se accessibili si ha la certezza di non dover effettuare alcun acquisto con urgenza.
Da considerare comunque un dettaglio importante. Tutti i televisoriacquistati dopo il 1° gennaio 2017 avrebbero dovuto per legge disporre del decoder DVBT2 e decodificare il formato video HEVC. Quindi chi ha un televisore da circa tre anni dovrebbe essere piuttosto tranquillo. Rimane un unico nodo per quelli più vecchi, magari di fascia alta: potrebbero supportare lo standard DVB-T2 ma non il formato video HEVC e quindi obbligare all’acquisto di un nuovo decoder.
Il nuovo Bollino tivù Zapper – L’associazione HD Forum Italia, che include le principali realtà del settore televisivo italiano, insieme a Tivù, la società creata da Rai, Mediaset, Telecom Italia, Confindustria Radio Televisioni e Aeranti-Corallo, hanno annunciato il nuovo Bollino tivù Zapper (T2). “Nasce a garanzia delle caratteristiche tecnico qualitative e dei requisiti di minima dei ricevitori ed a tutela del consumatore”, spiegano. “Il Bollino offre una garanzia di qualità di prestazioni tecniche fondamentale per tutte le emittenti televisive nazionali e locali”.
In pratica una volta stabiliti i requisiti minimi dei set-top-box zapper DTT – i decoder esterni molto basilari con ridotte funzioni avanzate – è stato redatto il documento Volume HD Z-Book 1.0. In questo modo il bollino “garantisce la conformità del decoder agli standard qualitativi della nuova TV digitale di seconda generazione, con la compressione HEVC main 10”. Diversi produttori quindi metteranno sul mercato decoder con questo bollino al fine di garantire il prossimo passaggio tecnologico.
Nello specifico viene garantita la compatibilità con le trasmissioni future del digitale terrestre di seconda generazione con la compressione HEVC main 10, la ricezione di tutti i canali trasmessi con la nuova tecnologia DVB-T2 e il supporto a tutti i contenuti video nello standard HD.
A breve saranno avviate le vendite dei primi decoder con Bollino tivù Zapper.
Edision Piccollo è un un decoder DVBT2 HEVC 10 con telecomando che supporta la risoluzione Full HD (1080p) e capace di elaborare anche il segnale satellitare. Dispone anche dello del lettore di schede e ha due porte USB, una HDMI, ingressi RCA, ottico SPIDG e LAN.
Trevi HE 3375 TS è un decoder DVBT2 HEVC 10 con telecomando che supporta la risoluzione Full HD (1080p) e capace di registrare i programmi (su unità esterna) e contemporaneamente guardarne un altro. Funziona anche come lettore multimediale per vedere film, ascoltare musica o guardare foto in formato JPEG, MPEG4, MP3 e HEVC. Dispone di una porta USB 2.0, HDMI e SCART.
Digiquest 990 rec è un decoder DVBT2 HEVC 10 con telecomando che supporta la risoluzione Full HD e capace di registrare i programmi preferiti su unità esterne alimentate. Ha funzioni di lettore multimediale per vedere film, ascoltare musica o guardare le foto direttamente sul televisore. Integra una porta USB 2.0, HDMI, SCART ed Ethernet.
Telesystem TS6820 T2 TWIN è un decoder DVBT2 HEVC 10 con telecomando che supporta fino alla risoluzione Full HD (1080p) e capace di registrare i programmi in alta definizione su unità esterna e contemporaneamente guardarne un altro. Supporta il Dolby Digital. Si trasforma all’occorrenza in lettore multimediale per riprodurre musica, foto e video direttamente sul TV di casa anche con compressione MPEG4 H.265. Dispone di due porte USB 2.0, HDMI 1.4 e SCART.
ADB i-CAN 5000T+ è un decoder DVBT2 HEVC 10 con telecomando che supporta fino alla risoluzione Full HD (1080p). Consente di registrare i programmi preferiti in alta definizione su unità esterna e contemporaneamente guardarne un altro. Supporta il Dolby Digital e il servizio tivùon!. Dà accesso alla programmazione Free e Pay (Mediaset Premium). Supporta anche il Wi-Fi. Dispone di una porta USB 2.0. SCART e HDMI.
Il 16enne talento è deceduto assieme al fratello dopo uno scontro frontale con un taxi Van. Era già nel mirino dell’Indonesia Under 19
Noah Gesser, 16 anni
Altra tragedia nell’Ajax. A 4 anni esatti dall’ictus che colpì Abdelhak Nouri, che oggi, a 23 anni, vive con danni cerebrali permanenti, i Lancieri hanno perso un altro ragazzo del settore giovanile. Noah Gesser, 16 anni, è deceduto nella notte assieme al fratello di 18 anni in un incidente d’auto. I due stavano viaggiando in auto quando la loro vettura si è scontrata frontalmente con un taxi-van. Gesser era considerato un talento davvero promettente. Tanto che anche il ct dell’Indonesia Under 19 lo aveva contattato per fargli disputare la Coppa d’Asia di categoria. L’Ajax, che quest’anno lo avrebbe aggregato all’Under 17, lo aveva prelevato tre anni fa dal club amatoriale Alphense Boys vincendo la concorrenza del Feyenoord.
Il centrocampista algerino è risultato positivo a un tampone a domicilio, eseguito in settimana. Non ha avuto contatti con il resto del gruppo,dove infatti non sono emersi altri contagiati
Ismael Bennacer positivo al coronavirus. Non inizia al meglio la stagione del centrocampista algerino del Milan. La società rossonero ha infatti comunicato che il proprio giocatore “è risultato positivo a un tampone a domicilio, eseguito in settimana. Le autorità sanitarie locali di competenza sono state tempestivamente informate. Il giocatore sta bene e continua ad allenarsi a casa“.
Niente partenza per Nizza – Bennacer salterà ovviamente l’amichevole in programma alle 20:30 contro il Nizza. Il Milan precisa poi che il centrocampista algerino “non ha avuto contatti con il resto della squadra dall’amichevole di sabato scorso contro il Modena. Altresì il gruppo squadra è risultato negativo a tutti i tamponi effettuati questa settimana, compreso il molecolare in vista della trasferta di Nizza“. Il test contro la squadra di Galtier dunque non è a rischio rinvio.
Curreri aveva avuto un ictus nel 2003. Si è sentito male durante il concerto che stava tenendo a San Benedetto del Tronto: si sarebbe trattato di un infarto
Gaetano Curreri,
Gaetano Curreri, leader degli Stadio, è ricoverato in terapia intensiva dopo essere stato colpito da malore durante il concerto che stava tenendo con i Solis String Quartet venerdì 30 luglio a San Benedetto del Tronto. Le sue condizioni sono stabili. La notizia è stata confermata dal gruppo con un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale: «Ciao a tutti: come sapete, Gaetano ha avuto un malore, in questo momento è in terapia intensiva ed è stabile. Domani appena avremo notizie più precise vi terremo informati su questa pagina. Grazie a tutti per l’affetto. Buonanotte».
Secondo il Corriere Adriatico,si sarebbe trattato di un infarto: Curreri ha iniziato ad accusare il malore e a barcollare per poi accasciarsi.
L’ictus del 2003 e il malore del 2019 – Il cantante, 69 anni, è svenuto sul palco poco prima di eseguire le ultime canzoni in scaletta (stava per interpretare «Piazza Grande»di Lucio Dalla): quando si è accasciato i suoi compagni lo hanno sorretto e alcuni medici presenti sul posto sono subito intervenuti per i primi soccorsi. Il concerto è stato immediatamente sospeso e Curreri è stato trasportato all’ospedale Mazzone di Ascoli Piceno: è stato ricoverato nell’Unità di terapia intensiva cardiologica e i medici si sono riservati la prognosi. Nel 2003 Curreri era stato colpito da un ictus, mentre si trovava ad Acireale. Nel 2019 un nuovo malore, senza conseguenze serie.
L’incoraggiamento di Vasco – È arrivato via Instagram l’incoraggiamento di Vasco Rossi a Gaetano Curreri, dopo il malore che ha portato il leader degli Stadio in terapia intensiva. Il Blasco, legato a Curreri da un’amicizia e una collaborazione che dura da una vita, ha pubblicato sulle sue Storie di Instagram una foto che li ritrae insieme con la scritta: «Forza Gaetano! Sei una roccia!». Tra i successi che Curreri ha firmato con Vasco ci sono pezzi come «Ti prendo e ti porto via», «Buoni o cattivi» e «Un senso». Messaggi di sostegno via social anche da parte di altri colleghi artisti, da Enrico Ruggeri («Tanta stima, tanto affetto e una preghiera per Gaetano Curreri») a Roby Facchinetti («Caro Gaetano tutti i miei più affettuosi auguri, perché tu possa riprendere presto il tuo posto davanti al tuo pubblico»).
Ciao a tutti, come sapete, Gaetano ha avuto un malore, in questo momento è in terapia intensiva ed è stabile. Domani appena avremo notizie più precise vi terremo informati su questa pagina. Grazie a tutti per l’ affetto . Buonanotte
Il Chievo, dopo aver ricevuto le motivazioni con cui il Collegio di Garanzia del Coni ha rigettato il suo ricorso, ha deciso di rivolgersi al Tar.
Il Chievo Verona, difeso dall’avvocato, professore, Bernardo Giorgio Mattarella ha depositato ricorso al Tar. Il club del presidente Campedelli, pertanto, dà seguito a quanto preannunciato e continua la sua battaglia fuori dall’alveo sportivo. I legali del club veneto sono del parere di riuscire a sovvertire il giudizio anche dopo le dure motivazioni espresse dal Collegio di Garanzia del Coni.
«L’A.C. ChievoVerona al fine di difendere i propri diritti e ribadendo di aver sempre operato in linea con le normative vigenti e federali per l’iscrizione al campionato di Serie B 2021/22, comunica di aver depositato in data odierna il ricorso al TAR del Lazio a firma del Professore e Avvocato Bernardo Giorgio Mattarella, dell’Avvocato Daniele Ripamonti e dell’Avvocato Flavio Iacovone, per impugnarela decisionedel Collegio di Garanzia del CONI».
Il club bianconero rinsalda le sue finanze per attutire l’impatto della pandemia sui conti
Un’iniezione di risorse da (potenziali) 400 milioni. La Juventus va avanti nell’iter dell’aumento di capitale annunciato a fine giugno che il club conta di realizzare «entro la fine del 2021». La società bianconera ha stipulato un accordo di pre-underwriting con Goldman Sachs International, J.P. Morgan AG, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario Spa e UniCreditCorporate & Investment Banking in qualità di Joint Global Coordinators.
Gli istituti si sono impegnati a stipulare un accordo di garanziaper la sottoscrizione e la liberazione delle azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati. Exor, l’azionista a maggioranza del club con il 63,8%, si è già impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di propria pertinenza.
Il rafforzamento patrimoniale si è reso necessario per attutire l’impatto della pandemia sui conti del club che sono stati stimanti, per i tre esercizi 2019/22, in 320 milioni di euro, tra effetti economici negativi diretti ed indiretti. Così il Cda della società bianconera, lo scorso 30 giugno, ha dato il via libera all’aumento di capitale per sostenere il piano di sviluppo 2019/24.
Case evacuate nel rione Fossa Creta. Un lido balneare è stato distrutto. Il vento alimenta le fiamme e si è alzata una nube di fumo
Dopo la Sardegna brucia anche la Sicilia. Incendi causati da alte temperature e piromani
La nuova ondata di caldo torrido con temperature superiori ai 40 gradi in alcuni punti della Sicilia fa bruciare diversi territori dell’Isola. Il calore da deserto africano sta facendo moltiplicare gli incendi in diverse province. Attualmente la situazione più drammatica è a Catania e nel Catanese. Incendi si propagano dalle zone costiere della metropoli alle campagne della provincia, sino alle pendici dell’Etna. L’emergenza maggiore è nella zona costiera etnea dove vi sono anche i famosi lidi della Playa. Si tratta di un’area molto trafficata, qui vicino vi è anche la zona industriale più importante del Sud d’Italia, con colossi quali StMicroeletronics, Pfizer, Cola-Cola Sibeg e molte piccole e medie imprese. Il fuoco è arrivato sino all’esterno dei laboratori catanesi della Pfizer.
Case evacuate – Nella zona costiera vi è una intensa nube di fumo. Nel rione Fossa Creta diverse famiglie sono state costrette a lasciare le loro case. Si susseguono immagini di fiamme e di fumo che ricordano scenari apocalittici di qualche anno fa quando bruciò parte del Viale Kennedy. È stato chiuso al traffico l’Asse dei servizi (fondamentale snodo viario della zona etnea e della Sicilia Orientale). Ed è anche stato bloccato l’accesso anche ad alcune strade, fra cui la Statale 114. Ma quello che meglio fa comprendere la situazione di allarme ed emergenza è la sospensione dei voli in arrivo e partenza nell’aeroporto internazionale di Fontanarossa(il più trafficato del Mezzogiorno d’Italia), per permettere l’intervento degli elicotteri dei Vigili del fuoco. Rinforzi sono in arrivo da altri luoghi dell’Isola.
Lido distrutto – L’elenco dei danni ingenti è in continuo aggiornamento. Un rogo ha distrutto lo stabilimento balneare «Le Capannine» del lungomare di Catania. Al cimitero di Catania sono andate in fumo anche alcune tombe. Sono stati evacuati dei lidi nella zona costiera ed anche delle abitazioni. Altri 15 incendi,nel Catanese, sono segnalati nella zona fra Paternò, Ragalna e Biancavilla, 14 nel Calatinoe 6 richieste di soccorso sono arrivateda Acireale e Giarre. Incendi anche in altri territori dell’Isola.
Nel Palermitano – Interventi aerei stanno proseguendo nel Palermitano, nella zona tra Piana degli Albanesi, Altofonte e San Giuseppe Jato. È stato colpito anche uno dei luoghi più importanti della storia d’Italia come Portella della Ginestra. E nella notte è stato necessario evacuare diverse abitazione di Piana degli Albanesi. I sindacalisti della Cgil spiegano: «Portella è distrutta. Brucia il luogo simbolo delle lotte dei lavoratori dove si festeggia il Primo maggio fin dai tempi di Nicola Barbato, tra i fondatori dei Fasci siciliani dei lavoratori. Portella della Ginestra, nel Comune di Piana degli Albanesi, è il luogo dove la banda di Salvatore Giuliano, l’1 maggio 1947, compì la strage che uccise 11 persone». Dalla Sicilia occidentale a quella orientale è l’estate dei roghi. Migliaia di ettari in fumo, in particolar modo nella Sicilia centrale, ad Enna il fuoco ha lambito il centro storico.
Il numero dei roghi – Devastati campi, boschi ed anche delle aziende. Il numero dei roghi ha superato in Sicilia in questi ultimi mesi è a quota 3.430. E secondo i dati della Coldiretti in Sicilia negli ultimi sei anni vi sono stati 60 mila roghi. Una situazione drammatica che ha portato alla distruzione di parte dell’enorme patrimonio ambientale e paesaggistico. In fumo nella Sicilia centrale, nell’Ennese, migliaia di ettari. Delle aziende agricole sono state distrutte, e sono morti alcuni animali. Vi è anche l’emergenza piromani, ma in questi giorni l’aumento delle temperature ed il vento stanno causando incendi molto preoccupanti. La terra brucia sotto il vulcano e non dipende dall’Etna.
Il figlio morto in cantiere a 23 anni, la madre: “La mia voce urla la rabbia che portiamo nel cuore”
Monica Michielin è la madre di Mattia, giovane di 23 anni morto sul lavoro mentre si trovava nel cantiere Bordignon di Montebelluna, Treviso. Mattia è stato colpito mortalmente alle spalle da un carico di quindici quintali di impalcature che si è sganciato da una gru in movimento. In questo video Monica legge la lettera denuncia che ha scritto alla Tribuna di Treviso qualche giorno fa. Quello della madre di Mattia non è un sfogo, ma un appello affinché le morti bianche vengano considerate dei veri e propri omicidi provocati dalla negligenza o dal mero calcolo dei datori di lavoro. “E come tali devono essere affrontati“, afferma tra le lacrime Monica.
Nei giorni scorsi sono state molte le manifestazioni nel trevigiano promosse da Cgil, Cisl e Uil affinché il dibattito sulla sicurezza sul lavoro non cada ancora una volta nel nulla. La sensazione nella provincia veneta è che le morti avvenute qualche mese fa di Mattia Battistetti e di Aziz Diop (anche lui 23 anni) abbiano tracciato una linea di non ritorno.
Riccardo Ladinetti (nato il 20 dicembre 2000) è un calciatore professionista italiano che gioca come centrocampista per il Cagliari.
Il Cagliari è stato costretto a sospendere dall’attività un proprio calciatore, il giovane Riccardo Ladinetti, dopo che in occasione delle visite per il rinnovo della certificazione medico-sportiva agonistica sono emersi alcune alterazioni cardiache.
«In occasione delle visite mediche periodiche alle quali è stato sottoposto Riccardo Ladinetti, ai fini del rinnovo della certificazione medico-sportiva agonistica, gli esami hanno evidenziato delle alterazioni cardiologiche che renderanno necessari ulteriori accertamenti clinici e strumentali», scrive il club in una nota.
«Il calciatore – prosegue il comunicato ufficiale della società – dovrà pertanto ora osservare un periodo di sospensione degli allenamenti di tre mesi, le sue condizioni verranno monitorate dallo staff medico del Club. Ti aspettiamo in campo, forza Ricky!».
Classe 2000, Riccardo Ladinetti vanta tre presenze con il Cagliari in Serie A. Nella scorsa stagione ha giocato in prestito all’Olbia, dove ha messo a segno due reti in 29 presenze. Considerato giovane di talento, è stato più volte al centro di trattative di mercato come possibile contropartita tecnica in alcune operazioni.
Ordinanza dopo l’appello di Cgil, Legambiente e Libera
Afragola (Napoli), 29 luglio 2021
Ad Afragola, il commissario straordinario ha emanato un’ordinanza che vieta lo svolgimento del lavoro agricolo sul territorio dalle 12.30 alle 16.30 fino al 31 agosto. “L’iniziativa di Afragola – scrivono in una nota Cgil, Legambiente e Libera Campania – alla quale plaudiamo, è la prima in Campania e arriva a 48 ore dal nostro appello alla Regione, affinché adotti un provvedimento su scala regionale, sull’esempio della Puglia. Auspichiamo che altri Comuni seguano questo esempio, emanando ordinanze simili, confidando in un intervento regionale che imponga lo stop su tutto il territorio, salvaguardando la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto agricolo“.
Evacuate anche alcuni abitazioni. Roghi anche a Petralia e Misilmeri
Vigili del fuoco e forestali hanno lavorato tutta la notte per spegnere gli incendi divampati ieri tra Piana degli Albanesi, Strasatto Altofonte e San Giuseppe Jato. Ma i roghi proseguono oramai da giorni in tutta la Sicilia. A Piana le squadre antincendio hanno fatto evacuare per precauzione alcune abitazioni minacciate dalle fiamme. Sul capoluogo siciliano da ieri sera è piovuta cenere. Un incendio è divampato anche a Petralia nella zona della miniera. Fiamme anche a Misilmeri nella zona del Castello dell’Emiro. Da questa mattina su Piana degli Albanesi stanno intervenendo due canadair e un elicottero. A Petralia è stato inviato un altro Canadair. (fonte Ansa)
Incendi a Enna, le fiamme lambiscono il centro abitato
incendio boschivo piana degli albanesi Palermo: parte 1
incendio boschivo piana degli Albanesi Palermo: 2 parte
L’olimpionica dopo la sconfitta della squadra del fioretto femminile: «Se fossi stata la c.t. non avrei fatto chiudereArianna»
Ansa / CorriereTv
Di Francisca affonda, Velasco para e risponde. La polemica riguarda le dichiarazioni al veleno di Elisa Di Francisca, medaglia d’oro nel fioretto a Londra 2012, che ha attaccato il c.t. Andrea Cipressa e l’ex collega Arianna Errigo: “Ribadisco quello che è un mio pensiero: Arianna è emotiva, non avrebbe dovuto chiudere la semifinale. Il c.t. ha qualche problemino se i risultati non arrivano”. La risposta di Velasco, sempre su Rai2, è netta: “Sono parole disgustose. Non è una critica, ma un attacco personale. Proprio lei, che sa quanto si soffre quando si perde, va a mettere il dito nella piaga”.
Incremento anomalo di artisti positivi o in quarantena nella capitale. In molti erano al Forte Village di Cagliari. Sabrina Impacciatore: “Contatti stretti su un set”. Non tutti si rivolgono alle Asl per il tracciamento
Da sinistra, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore e Tiziana Rocca
L’ultimo focolaio, il più preoccupante, è quello del cinema. Non solo i set, dove i tamponi, e le quarantene, sono frequenti: nel mirino degli esperti delle Asl ci sono da qualche giorno i festival e le cene, i red carpet e i round table con la stampa. In particolare uno.
L’ultimo in ordine di tempo. Lo stesso che torna in queste ore sulla bocca di vip e addetti ai lavori: quello che si è tenuto nello scintillante resort Forte Village di Cagliari: 50 ettari di lussureggiante vegetazione affacciati sulle sabbie bianchissime di Santa Margherita di Pula. Qui, dal 21 al 25 luglio, si è svolto il festival Filming Italy, diretto da TizianaRocca, con Harvey Keitel e Claudia Gerini, e Elena Sofia Ricci madrina dell’evento.
A prendere parte al festival – svolto tutto all’aperto – un corollario di star nostrane e internazionali: Elizabeth Olsen, Heather Graham e Vanessa Hudgens arrivate dagli Usa, e poi Valeria Golino, Valeria Mazza, Claudio Bisio, Sabrina Impacciatore, Paola Cortellesi, Giulia Bevilacqua, Maria Sole Tognazzi, Remo Girone, Daniele Pecci e tanti altri.
Una “bolla“‘ di “massima sicurezza”, quella del festival, con tanto di presidio sanitario all’interno di resort e tamponi obbligatori, conferenze stampa all’esterno e con distanziamento, cinema all’aperto, buffet in una sala cinta da vetrate spalancate. L’unico momento più a rischio potrebbe essere stato quello delle cene: ” Siamo stati in diversiristoranti – spiega un giornalista presente – le location erano outdoor o al semi- coperto. Solo lì ci sono state tavolate“.
Ma le bolle non sono mai a prova del più piccolo tra i droplet. Quel che è certo, perché confermato dalla Asl Rm 1, è che uno degli ospiti del festival è risultato positivo, a pochi giorni dal rientro. Ha fatto il tampone molecolare martedì, in un laboratorio privato nel centro di Roma. Il contagiato però ora non risponde al telefono ” è irraggiungibile da due giorni ” , spiegano i medici. E quindi il tracciamento è impossibile. Rintracciare i suoi spostamenti sarebbe fondamentale, proprio per evitare ciò che adesso, diversi altri vip – attori e registi, produttori e dirigenti Rai – temono: la diffusione del virus tra i contatti. continua a leggere
La martellistacubana non ce l’ha fatta. Aveva riportato ferite alla testa in un incidente avvenuto ad aprile
Il mondo dello sport è in lutto. Non ce l’ha fatta Alegna Osorio. La 19enne martellista cubana è morta per le ferite alla testa riportate in un incidente in allenamento accaduto ad aprile. In quella circostanza era stata colpita al capo da un martello.
Alegna Osorio era arrivataquarta all’Olimpiade giovanile 2018 a Buenos Aires, in Argentina, vincendo un bronzo ai campionati Panamericani Under 20 di due anni fa nel lancio del martello. A dare la notizia del suo decesso è stato il presidente dell’Istituto sportivo nazionale di Cuba, Osvaldo Vento: «Condividiamo questo dolore insopportabile con la sua famiglia», le sue parole piene di dolore.
Come era ben comprensibile, la morte di Alegna Osorio ha avuto un’eco anche a Tokyo, ai Giochi Olimpici in corso in questi giorni, dove la martellista statunitense, Gwen Berry, le ha voluto dedicare un ricordo: «Un pensiero d’amore alla sua famiglia in questo momento difficile. È tutto così triste», ha scritto su Twitter l’atleta americana, oro nel lancio del martello ai Panamericani 2019 con 74,62.
Valentina Rodini e Federica Cesarini festeggiano l’oro (ansa)
Cesarini e Rodini vittoriose nel due pesi leggeri di canottaggio, una medaglia nata tra mille difficoltà e sacrifici, tra studio (entrambe si sono laureate quest’anno) e allenamenti
Hanno dribblato una brutta broncopolmonite, la mononucleosi, un’ernia quasi cronica, l’arrivo del Covid e poi – a un passo da Tokyo 2020 – “la mezza tragedia di maggio scorso“, come dice con ancora i brividi addosso Federica Cesarini: la costola rotta di Valentina Rodini, la compagna sul doppio pesi leggeri, che sembrava destinata a mandare in fumo il sogno olimpico. Le dottoresse del remo tricolore però non si sono arrese: hanno vogato controcorrente sull’acqua e nella vita. In questo 2021 che non dimenticheranno facilmente si sono laureate – Cesarini in scienze politiche, Valentina in economia – “riuscendo tra mille problemi a conciliare allenamenti, esami e acciacchi“, scherza Cesarini. E “il sogno che un mese fa sembrava impossibile“, come ammette lei è diventato realtà. “Merito dei cinque colpi di remo più lunghi della mia vita” racconta la Rodini.
Paltrinieri argento stupendo negli 800 stile libero: “Un miracolo, dopo la mononucleosi avevo paura di tutto”
Gregorio Paltrinieri reagisce dopo aver conquistato il bronzo nella finale degli 800 metri stile libero maschile durante i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 al Tokyo Aquatics Centre di Tokyo il 29 luglio 2021
Dopo aver acciuffato la finale per il rotto della cuffia, il campione di Carpi va all’attacco fin dall’inizio e si arrende solo allo statunitense Finke: “Gli altri potranno stare meglio di me e preparare meglio la gara tatticamente, ma il cuore che ci metto io è troppo”
Greg is back. Argento di resistenza e coraggio. Alza le braccia al cielo, stringe i muscoli, Gregorio Paltrinieri quando tocca la piastra 2° negli 800 metri stile libero alle Olimpiadi di Tokyo. Il campione di Carpi aveva acciuffato “per il rotto della cuffia” l’ultimo tempo disponibile per entrare in finale, piegato ancora dagli strascichi di una mononucleosi presa a inizio giugno che lo ha costretto a riposo quasi un mese. Ma non retrocede, quando è il momento di combattere.. continua a leggere
L’ultimo giro dei controlli previsti dal protocollo in vigore fa emergere un contagio tra i giocatori. Ronaldo e compagni resteranno al J Hotel, a rischio il trofeo Berlusconi del 31 luglio a Monza
La positività al Covid di Hamza Rafia, 22enne centrocampista della Under 23 aggregato alla prima squadra, costringe la Juventus all’isolamento fiduciario. A comunicarlo è lo stesso club bianconero con una nota sul sito internet: la positività è emersa al termine dell’ultimo giro dei controlli previsti dal protocollo in vigore. Rafia, entrato in campo nell’amichevole contro il Cesena che ha aperto ufficialmente la stagione della squadra di Allegri, ha collezionato una presenza lo scorso anno con la prima squadra, segnando anche il gol qualificazione in Coppa Italia contro il Genoa. In questa stagione è aggregato al gruppo di Allegri, che proseguirà gli allenamenti azzerando i contatti con l’esterno: i soggetti negativi potranno continuare a svolgere la regolare attività.
Il gruppo squadra sarà isolato al J Hotel, dove i calciatori già soggiornano tra una seduta e l’altra. Resta in ogni caso a rischio il Trofeo Berlusconi del 31 luglio a Monza contro i padroni di casa: decisivi saranno i prossimi tamponi a cui verrà sottoposto il gruppo.
Joseph Michael Hill, detto Dusty (Dallas, 19 maggio 1949 – Houston, 28 luglio 2021), è stato un bassista, tastierista e cantante statunitense, conosciuto prevalentemente per essere il bassista e tastierista degli ZZ Top. Oltre a suonare, cantò in alcuni brani dei ZZ Top (ad esempio in uno dei loro più grandi successi, Tush). Assieme al collega Billy Gibbons sfoggiava una caratteristica barba.
La band texana attiva da più di cinquant’anni perde uno dei suoi componenti storici. Aveva 72 anni
E’ morto a 72 anni lo storico bassista degli ZZ Top, Dusty Hill. Sono stati gli altri due componenti del gruppo, Billy Gibbons e Frank Beard, a dare l’annuncio con un post su Instagram. Hill di recente aveva sofferto di problemi all’anca e di altri problemi di salute e non aveva potuto partecipare al tour estivo della band. Da più di cinquant’anni Hill era il bassista della band.
“Siamo addolorati dalla notizia della morte del nostro compagno, Dusty Hill, che è morto nel sonno nella sua casa di Houston in Texas“, si legge nel post, “a noi, insieme ai molti fan degli ZZ Top di tutto il mondo, mancherà la tua presenza, il tuo buon animo e l’impegno duraturo nel dare ai TOP quel monumentale contributo al basso. Saremo per sempre legati a quel ‘Blues Shuffle in C. Ci mancherai moltissimo, amigo“. continua a leggere
Fiumi di fango e una marea di detriti a Como, la vicinanza del Capo dello Stato alle popolazioni colpite e l’attore americano che incoraggia i volontari e sottolinea: “Questa terra risorgerà perché è resiliente”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al presidente della provincia di Como per esprimere la sua solidarietà al territorio più colpito dall’ondata di maltemo e a Laglio, dove i detriti hanno bloccato l’ingresso alla sua villa, è arrivato anche Goerge Clooney che ha incontrato i volontari che sono al lavoro per liberare le strade e le case. “E’ terribile – ha detto l’attore americano – molto peggio di quanto potessi pensare. A Cernobbio la situazione è drammatica, ma qui a Laglio anche peggio. Ci vorranno molti anni e molti milioni di dolleri – ha proseguito Clooney – per tornare alla normalità. Ma ce la faremo perché questa è una terra molto resiliente“.
Dopo l’annuncio di ieri, intanto, la Regione Lombardia ha deciso di formalizzare la richiesta dello stato di emergenza per le province di Como, Varese, Lecco, Sondrio, Cremona e Mantova. Lo ha annunciato oggi a Blevio il presidente Attilio Fontana, durante un sopralluogo nei territori del Lago di Como colpiti duramente dal maltempo in questi giorni. Dopo Blevio, il governatore ha fatto tappa a Cernobbio, accompagnato dal sottosegretario alla Presidenza Fabrizio Turba e il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. “Era doveroso esprimere di persona la vicinanza della Regione a tutta la popolazione che, soprattutto in queste zone, ha subito ingenti danni: desidero ringraziare i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, le Polizie locali e soprattutto i volontari della Protezione civile che non solo qui, ma in ogni zona della Lombardia flagellata dal maltempo, non si sono risparmiati un attimo per sostenere chi era in difficoltà“, ha detto Fontana, aggiungendo che “sia per quanto di nostra diretta competenza, sia per quanto riguarda interventi di carattere nazionale, ci muoveremo per attivare tutte le procedure necessarie. La nostra attenzione – ha concluso – sarà massima”.continua a leggere