Archivi del giorno: 6 giugno 2020

Brescia, Cellino sceglie la linea dura: chiesto il licenziamento di Balotelli


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/brescia/2020/06/06/news/cellino_balotelli_linea_dura-258560278/?ref=RHPPTP-BH-I258185357-C12-P4-S1.4-T1

Brescia, 06 giugno 202images0 – Massimo Cellino sceglie la linea dura. Il presidente del Brescia ha infatti dato mandato al proprio legale, l’avvocato Mattia Grassani, di spedire a Mario Balotelli la lettera di licenziamento. Non ci sarà quindi un accordo sulla rescissione con il giocatore, spesso assente agli allenamenti.

Si chiude malamente quindi un rapporto che aveva iniziato a deteriorarsi nel pieno dell’emergenza sanitaria e che, negli ultimi giorni, si è compromesso definitivamente tra dossier, assenze ingiustificate solo per una parte, silenzi, post su Instagram e mail. Balotelli riceverà la lettera di Cellino nella giornata di oggi e quella che doveva essere una favola si conclude senza il lieto fine.

Ajan, sollevamento pesi: doping, corruzione, i soldi del Cio, è il più grande scandalo dello sport


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articolo: https://www.corriere.it/sport/20_giugno_05/ajan-sollevamento-pesi-doping-corruzione-soldi-cio-piu-grande-scandalo-sport-014ca940-a708-11ea-b358-f13973782395.shtml

Il rapporto McLaren si concentra su Tamás Aján, per 45 anni «il tiranno» dei pesi, membro Cio e dell’Agenzia antidoping: valigie di denaro consegnato cash al ristorante con tanto di foto e ricevute. Ora un italiano lo ha sconfitto

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Il vero dilemma è da dove cominciare. Se dai milioni di dollari (dieci accertati, almeno altri otto presunti) in biglietti di piccolo taglio incassati abusivamente e fatti sparire, se dai ricatti, dai brogli elettorali, da un antidoping colabrodo, dalle coperture politiche di altissimo livello che per almeno vent’anni hanno permesso al più grande scandalo dello sport mondiale di proseguire indisturbato. Da giovedì (grazie alle 112 pagine del «Rapporto di investigazione indipendente sulla Federazione internazionale di  sollevamento pesi») fatti sussurrati e denunciati da anni sono finalmente noti. E il meccanismo con cui un solo uomo teneva sotto scacco i rappresentanti sportivi di 187 nazioni svelato quasi nei dettagli. I soldi sono — ovviamente — scomparsi.

 

Tutti in fila a pagare – La procedura si ripeteva immutabile dal almeno vent’anni. Il Tiranno dei Pesi atterrava nella capitale di turno nell’occasione di un campionato continentale o mondiale, di un’Olimpiade, un’assemblea del Cio o della sua Federazione. Volo in prima classe, autista a disposizione, albergo a cinque stelle. Una doccia e subito al ristorante, con un bicchiere di vino in mano e un blocchetto di ricevute su carta copiativa sul tavolo. In fila davanti a lui, i responsabili delle Federazioni di tutto il mondo aspettavano di sedersi al tavolo per consegnargli, dopo rapidi convenevoli, una grossa busta ottenendo in cambio una ricevuta scritta a mano.

Quattromila dollari alla volta – 574 ricevute, di quelle su carta copiativa che ormai si usano solo alle pesche di beneficenza e per ritirare i panini alle sagre di paese. Le ha trovate a Budapest, nascoste negli uffici della Federazione internazionale di sollevamento pesi, Richard McLaren, l’investigatore canadese i cui rapporti hanno smascherato il doping in Russia. Tutte firmate da Tamás Aján, alias il Tiranno, dal 1975 allo scorso marzo segretario prima e presidente della pesistica, dal 2000 importante membro del Cio e dell’Agenzia mondiale antidoping, sommate assieme le matrici certificavano incassi non proprio da beneficienza: oltre sei milioni di dollari in contanti. continua a leggere