Codice rosso, sì unanime della Camera al reato di revenge porn.


La relatrice 5Stelle Ascari ha proposto un emendamento che recepisce i testi presentati la scorsa settimana da Boldrini e Forza Italia. L’esito del voto è stato accolto in aula da un applauso. Introdotto anche il reato di “sfregio del volto”. Salvini propone un “telefono rosso” antiviolenza. Le deputate dem: “Esiste già. Fa propaganda”

articolo: https://www.repubblica.it/politica/2019/04/02/news/reveng_porn-223100066/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P7-S1.8-T1

ROMA – A sei giorni di distanza dallo scontro in aula, con le deputate di Forza Italia e Pd che occupavano i banchi per protesta, l’intesa sul revenge porn è stata trovata. Il reato viene introdotto nel codice rosso sulla violenza contro le donne con un emendamento che ha avuto un consenso unanime. In aula alla Camera 461 voti a favore e nessun contrario. Il risultato è stato accolto da un applauso, con i deputati Fi e Pd tutti in piedi a battere le mani. E l’intero provvedimento marcia spedito verso il sì della Camera, per poi passare all’esame del Senato.  Con 384 voti favorevoli e solo 2 contrari è passato anche l’articolo 7, che introduce il nuovo reato dello sfregio del volto (la pena va dagli otto ai quattordici anni).  continua a leggere

Codice rosso, sì unanime della Camera al reato di revenge porn. Sulla castrazione chimica la Lega fa dietrofront Camera:

  • Votanti: 461
  • Favorevoli: 461
  • Contrari: 0 

Senato:

  • Votanti: 386
  • Favorevoli: 384
  • Contrari: 2 

Revenge porn, ecco cosa prevede il reato: carcere da uno a 6 anni, multe fino a 15 mila euro

articolo: https://www.repubblica.it/politica/2019/04/02/news/revenge_porn_scheda_carcere_multe-223109578/

Carcere fino a 6 anni – Chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15 mila euro.

Punita anche la diffusione – La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno.

Il ruolo dei social – Previste aggravanti se il reato è commesso dal partner o da un ex con diffusione via social: la pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

Tutele particolari per donne incinte e disabili – La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.

Nei casi più gravi procedura d’ufficio – Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Nei casi più gravi si procede tuttavia d’ufficio.

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