Archivi del giorno: 10 luglio 2020

L’addio a Morricone della nave Amerigo Vespucci


L’omaggio della Marina Militare a Ennio Morricone ❤️ Quello che sentite è il pianoforte della “nave più bella del mondo”, la Amerigo Vespucci, suonato dal suo comandante, il capitano di vascello Gianfranco Bacchi. E quelli che vedete dietro al veliero sono l’Etna e Taormina, in tutto il loro splendore. Avete riconosciuto la melodia? È una delle più celebri tra le tante composte dal Maestro: “Tema d’amore”, tratta dalla colonna sonora di “Nuovo cinema paradiso” (🎥 Marina Militare)

 

Europa League, i sorteggi….


download

Europa League, sorteggio quarti: se avanti Inter contro Bayer o Rangers. Olympiacos-Wolverhampton per la Roma

articolo completo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/coppe/2020/07/10/news/europa_league_sorteggio_quarti_e_fase_finale-261548490/

Al momento del sorteggio nessuna delle squadre arrivate agli ottavi ha in tasca il biglietto per la Final Eight, che si giocherà in Germania dal 10 al 21 agosto in partite a eliminazione diretta negli stadi di Colonia (sede poi della finale), Duisburg, Dusseldorf e Gelsenkirchen. Nelle urne c’erano dunque i nomi delle squadre che devono ancora disputare la gara di ritorno degli ottavi in programma tra il 5 e il 6 agosto (sei incontri), mentre i match che riguardano i club italiani, appunto Inter-Getafe e Roma-Siviglia, si giocheranno in gara secca in Germania.

Il tabellone definito dal sorteggio di Nyon


QUARTI DI FINALE (10-11 AGOSTO, ore 21)

1 –  Wolfsburg (Ger)/Shakthar Donetsk (Ukr) Eintracht Fr. (Ger)/Basilea (Sui)

2 –  Lask (Aut)/Manchester United (Eng)Basaksehir (Tur)/Copenaghen (Den)
3 –  Inter (Ita)/Getafe (Esp)Rangers (Sco)/Bayer Leverkusen (Ger)
4 –  Olympiacos (Gre)/Wolverhampton (Eng)Siviglia (Esp)/Roma (Ita)

SEMIFINALI (16-17 AGOSTO, ore 21)

– vincente 4 – vincente 2
– vincente 3 – vincente 1

FINALE (21 AGOSTO, ore 21)

 

Champions League, i sorteggi ………..


images

Champions League, Atalanta ai quarti contro il Psg. Se avanti Juve contro Real Madrid o City e Napoli contro Chelsea o Bayern

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2020/07/10/news/sorteggio_champions_league_quarti_e_semifinali-261534372/

Non è stato un sorteggio felice per le italiane in Champions. A Nyon sono stati definitivi i quarti e il tabellone della fase finale, tutte le partite si giocheranno in gara secca a Lisbona. Restano da completare gli ottavi di ritorno non giocati per lo stop dovuto all’emergenza sanitaria:

Ottavi di ritorno da completare 

ANDATA: 

  • Juventus – Lione  0 – 1 
  • Barcellona – Napoli  1 – 1
  • Bayern Monaco – Chelsea 3 – 0
  • Manchester City – Real Madrid  2 – 1

RITORNO

  • Lione – Juventus
  • Napoli – Barcellona
  • Chelsea – Bayern Monaco
  • Real Madrid – Manchester City 

Il tabellone dei quarti di Champions

La formula

I quarti, le semifinali e la finale saranno in gara unica e si giocheranno a Lisbona (Portogallo) ad agosto. Le partite verranno disputate all’Estadio do Sport Lisboa e Benfica (che ospiterà la finale) e all’Estadio José Alvalade.

Le date e le novità

7-8 agosto: ritorno ottavi di finale;

12-15 agosto: quarti di finale (Lisbona);

18-19 agosto: semifinali (Lisbona);

23 agosto: finale (Estadio do Sport Lisboa e Benfica, Lisbona).

A proposito di nuove regole, le squadre potranno effettuare cinque sostituzioni, ma al massimo in tre momenti diversi della partita. Tra questi non sono inclusi i cambi durante l’intervallo, tra la fine dei tempi regolamentari e supplementari e nell’intervallo dei supplementari. Ai tempi supplementari è concessa un’ulteriore sostituzione. Inoltre, sarà possibile scegliere tra più giocatori: per ogni partita sarà consentito utilizzarne 23 in totale anziché 18, come accadeva in precedenza solo per la finale.

Messenger, Instagram e WhatsApp saranno una cosa sola: via il piano di una superchat comune


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_luglio_09/messenger-instagram-whatsapp-saranno-cosa-sola-via-piano-una-superchat-comune-d305813e-c1dc-11ea-9a71-56106a53bf80.shtml

Importanti manovre a Menlo Park: il team di Facebook lavora per rendere interoperabili i messaggi tra le varie piattaforme della company. Ma le incognite restano tante

Messenger, Instagram e WhatsApp saranno una cosa sola: via il piano di una superchat comune

«Abbiamo in programma di iniziare a rendere possibile l’invio di messaggi ai tuoi contatti utilizzando uno qualsiasi dei nostri servizi». Mark Zuckerberg lo aveva dichiarato il 6 marzo 2019. Ora il suo proposito sta diventando realtà. Una serie di indiscrezioni da poco emerse in merito a Messenger, Instagram e WhatsApp ha infatti messo in luce come Menlo Park stia lavorando alacremente per garantire un’inedita interoperabilità tra i servizi di messaggistica della company. Obiettivo numero uno: far sì che gli utenti possano chattare tra loro senza per forza uscire dall’app in uso. I dettagli sono ancora pochi, ma la strada è già tracciata: pur non essendo assolutamente in cantiere una maxi piattaforma derivante da un’ipotetica fusione dei servizi, questi ultimi vedranno i propri confini farsi sempre più labili, nel segno dell’integrazione e della crossmedialità. Peccato che inizialmente Zuckerberg fosse solito promettere il contrario. Cioè che avrebbe sempre tenuto distinte e separate le sue creature social.

 

Messenger in Instagram – Se si considera che WhatsApp vanta 2 miliardi di utenti attivi, Messenger 1,3 miliardi e Instagram oltre 1 miliardo, facile comprendere come l’imminente svolta sia destinata a coinvolgere un impressionante numero di persone in tutto il mondo. continua a leggere

Inchiesta sui morti di coronavirus al Trivulzio, medici e infermieri:….


Inchiesta sui morti di coronavirus al Trivulzio, medici e infermieri: “Noi assenteisti? Falso, colpa dei tamponi non fatti”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/10/news/trivulzio_coronavirus_rsa_milano_indagine_assenteismo_morti_anziani-261522161/

I sanitari replicano alle conclusioni della commissione di inchiesta della Regione: “Non facevano i test e non si poteva tornare al lavoro, ora scaricano tutto su di noi“. Il sindacalista: “Le loro carenze hanno obbligato il personale a restare a casa per settimane

5f06c9cb2500000207c29732

Abbiamo aspettato settimane per rientrare al lavoro perché nessuno si degnava di farci un tampone. In questi reparti abbiamo sputato sangue mentre nessuno ci proteggeva. Ora scaricano la colpa su di noi“. È uno sfogo pieno di rabbia e amarezza quello che rimbalza fra i corridoi del Trivulzio. La voce è quella di medici e infermieri che nei mesi scorsi hanno vissuto quello che stava succedendo al Pio Albergo durante la pandemia. E ora accolgono come una beffa quella relazione della commissione di verifica che punta il dito proprio su di loro: operatori sanitari e sociosanitari che lavorano alla Baggina, accusati di “marcato assenteismo” nei momenti più critici del lockdown e delle morti degli anziani.

Durante quei mesi maledetti se tu stavi in malattia tre giorni ne dovevi aspettare altri quaranta per poter rientrare, perché nessuno veniva a farti il tampone. C’erano decine di dipendenti che chiedevano di poter rientrare a cui veniva scritto che dovevano rimanere a casa“. A parlare è Pietro La Grassa, infermiere e delegato della Cgil. “Dicono che solo il 9 per cento degli operatori sono stati congedati per infortunio e segnalati all’Inail per contagio da Covid, peccato che i tamponi su tutto il personale siano arrivati solo a fine aprile…. continua a leggere

L’aeroporto di Linate riapre ai voli lunedì 13 luglio


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/l_aeroporto_di_linate_riapre_ai_voli_lunedi_13_luglio-261444556/

Ieri la conferma dell’Enac: l’operatività resta ridotta, con solo 5 partenze e 5 arrivi all’ora. Era chiuso dal 6 marzo

Milano 08 luglio 2020 – E’ ufficiale: l’aeroporto milanese di Linate riaprirà lunedì 13 luglio. L’Enac ha infatti inviato una lettera alla Sea, società che gestisce gli scali milanesi, confermando la data di riapertura dello scalo chiuso dal 16 marzo, come del resto era stato anticipato nei giorni scorsi.

L’aeroporto avrà un’operatività di 5 voli in arrivo e 5 in partenza ogni ora e l’attività resterà ridotta rispetto al periodo pre Covid. A fare pressioni per la riapertura del city airport è stata soprattutto Alitalia, che a Linate possiede la gran parte degli slot soprattutto per i voli interni e di collegamento con l’Europa.

Finora l’operatività dei voli in Lombardia era stata tutta in carico all’aeroporto di Malpensa, gestito dalla Sea come Linate. La società emanazione del Comune di Milano ha sempre chiesto di non riattivare il city airport sia per i costi che non sarebbero coperti dai passeggeri, sia perché il distanziamento è difficile da mantenere.

Il primo luglio, alla riapertura dei voli internazionali a Malpensa, il governo aveva però annunciato la riapertura di Linate per il 13 luglio, in aticipo di due giorni sulla prima ipotesi di mercoledì 15. Ieri la conferma dell’Enac, anche la quantità dei voli non è ancora stata definita ufficialmente. Linate, tra l’altro, sta terminando un imponente restyling che ha coinvolto le piste (l’estate scorsa era rimasto chiuso due mesi per lavori) e sta iteressando adesso le stutture di accoglienza.


Linate riapre il 13 luglio, Alitalia decolla dall’aeroporto il 24 luglio

articolo completo: https://www.corriere.it/cronache/20_luglio_09/linate-ora-ufficiale-l-aeroporto-riapre-13-luglio-10-voli-all-ora-a6c880fc-c1dd-11ea-9a71-56106a53bf80.shtml

Le mosse di Alitalia – Per quanto riguarda il vettore tricolore i primi voli a essere spostati da Malpensa al city airport — il 24 luglio — saranno quelli della continuità territoriale con la Sardegna (verso Cagliari, Olbia e Alghero). Alitalia «tornerà a volare sull’aeroporto di Milano Linate dove effettuerà, in una prima fase, solo i collegamenti della continuità territoriale con la Sardegna», fa sapere la società in una nota, confermando le anticipazioni del Corriere. Si tratterà di 16 voli al giorno con Cagliari (fra andate e ritorni), 10 con Olbia e 6 con Alghero. «A partire dall’1 agosto la compagnia opererà su Linate tutte le altre rotte domestiche e internazionali attive fino al 31 luglio sull’aeroporto di Malpensa, nel rispetto del limite ai movimenti orari sul city airport milanese»

Milano, al Trivulzio assenteismo e approssimazione nei giorni del Covid


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/trivulzio_assenteismo_e_approssimazione_nei_giorni_del_covid-261394779/?ref=RHPPTP-BH-I261383677-C12-P6-S4.4-T1

La commissione d’inchiesta sulle morti nella casa di riposo ha consegnato la sua relazione: scarse le protezioni per gli operatori, ritardi negli interventi

Una relazione che riscontra delle criticità, a partire dalle molte assenze dei lavoratori solo in minima parte attribuibili ai contagi da Covid-19 secondo la commissione. E dalla carenza di mascherine e dispositivi di protezione, che però sarebbe stata generalizzata. Ma che, alla fine, sembrerebbe non condannare nè il direttore generale della struttura Giuseppe Calicchio nè la gestione dell’epidemia all’interno della rsa, tanto che i vertici della casa di riposo più famosa d’Italia – il manager Calicchio e il presidente uscente Carrara – si affrettano a esultarre perchè “la relazione fa giustizia del grande lavoro fatto al Pat nelle eccezionali e gravi condizioni in cui si è sviluppata la pandemia a Milano”. 
È il primo responso della commissione d’inchiesta dell’Ats di Milano – composta, tra gli altri, dai magistrati Gherardo Colombo (incaricato dal Comune) e Giovanni Canzio (numero uno dell’anticorruzione regionale, nominato dal Pirellone) – che sull’operato del Pio Albergo Trivulzio, dove durante i mesi della pandemia sono morti 300 ospiti, non ha riscontrato esiti diversi o peggiori rispetto a quelli delle altre case di riposo lombarde colpite dalla pandemia.  continua a leggere

clicca su questo link per scaricare la versione pdf del documento completo

https://static.gedidigital.it/repubblica/pdf/2020/cronaca/SintesiRelazionepio090720201145.pdf

COMMISSIONE DI VERIFICA GESTIONE EMERGENZA COVID-19 PRESSO IL PIO ALBERGO TRIVULZIO (PAT)
SINTESI DELLA RELAZIONE
La Commissione Istituita in data 8 aprile 2020 dalla ATS Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano.
Composta da specialisti di varie discipline, dal Presidente dell’Autorità regionale per i Controlli e dal Garante comunale per la legalità.
Metodo: ricognizione di fatti e circostanze ex post a partire, soprattutto, da un’analisi documentale di dettaglio. Ats ha elaborato tre appositi studi epidemiologici sugli eccessi di mortalità (già pubblicati) ed effettuato una ricostruzione cronologica dell’andamento delle infezioni e dei decessi.
La Commissione si è riunita 23 volte (22 tramite teleconferenza e l’ultima in presenza), ha svolto 16 audizioni e raccolto ed esaminato oltre 1400 documenti da molteplici fonti.

Il Pio Albergo Trivuzio
Il Pio Albergo Trivulzio è un istituto che eroga attività sanitarie e sociosanitarie gestite dalla Azienda di Servizi alla Persona (ASP) Istituti Milanesi Martinitt e Stelline (IMMES) e PAT.
Il PAT è caratterizzato da una polifunzionalità e complessità gestionale uniche nel loro genere, dovute sia alle grandi dimensioni sia all’articolazione in sezioni e nuclei ubicati in differenti edifici e sedi territoriali.
La sede principale del Pio Albergo Trivulzio comprende:
– una RSA di 590 posti letto articolati in 5 sezioni, per complessivi 26 nuclei abitativi collocati in 6 diversi padiglioni;
– un presidio di Cure Intermedie, comprendente 404 posti letto articolati in 3 Unità Operative, ciascuna suddivisa in 3 reparti;
– il progetto sperimentale “Pringe” (20 posti letto) che accoglie pazienti provenienti dai servizi di pronto soccorso di Milano;
– un Hospice dotato di 13 posti letto;
– una serie di servizi che erogano attività socio-sanitarie diurne (100 posti complessivi);
– un poliambulatorio in cui vengono erogate attività ambulatoriali sanitarie per 26 diverse discipline specialistiche;
– servizi dedicati ad attività riabilitative ambulatoriali pari a circa 20.000 prestazioni annue e attività riabilitative domiciliari pari a circa 12.000 prestazioni annue;
– un servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Il PAT nell’emergenza CoviD-19
La gestione dell’emergenza è stata affidata a una Unità di Coordinamento multidisciplinare (costituita già il 23 febbraio) che ha elaborato le proprie indicazioni in base alle disposizioni nazionali e regionali e le ha diffuse attraverso dei periodici bollettini.
Il reperimento di Dispositivi di Protezione Individuale è stato particolarmente problematico: il PAT disponeva di una dotazione commisurata a fabbisogni ordinari (che si sono moltiplicati esponenzialmente durante la pandemia) e organizzava le proprie scorte in base a tempi e modalità di fornitura regolari (che sono completamente venuti meno durante l’emergenza).
La farmacia disponeva, all’inizio del periodo di emergenza, di circa 7000 mascherine chirurgiche, circa 4000 maschere FFP2 e 50 maschere FFP3. Gli ordinativi, effettuati il 24 febbraio, sono stati vanificati dall’ordinanza della Protezione Civile del 25 febbraio che ha centralizzato gli acquisti effettuando, però, le prime consegne di materiali solo in data 23 marzo.
L’unità di coordinamento ha dovuto mantenere indicazioni di razionamento secondo criteri di priorità (reparti con attività producenti aerosol, operatori immunodepressi, assistenza pazienti in isolamento) fino 13 aprile 2020, quando le forniture
sono ritornate regolari.
Nel PAT lavorano circa 900 operatori sanitari e sociosanitari. La quota di operatori assenti dal lavoro all’inizio dell’emergenza (21 febbraio 2020) era pari circa al 30%. Tale percentuale ha raggiunto il 57% nel periodo dell’emergenza Covid-19 (21 febbraio – 3 giugno 2020) mentre gli operatori congedati per infortunio (segnalati a INAIL per contagio da Sars-CoV-2) sul numero di operatori presenti in servizio è stata pari al 9%.
Durate l’emergenza L’ASP Istituti Milanesi Martinitt e Stelline Pio Albergo Trivulzio (in attuazione della DGR n.2906 dell’8/03/2020), ha gestito la Centrale Unica Regionale di Dimissioni Extra Ospedaliere, tecnostruttura dell’Unità di Crisi Regionale, con il compito di monitorare tutti i posti letto disponibili nella rete regionale per ricoverare pazienti Covid e pazienti No-Covid. Dalla sua istituzione la Centrale ha realizzato 7397 trasferimenti (al 3 giugno 2020) contribuendo ad ampliare in modo corrispondente la disponibilità di ricovero delle diverse strutture per acuti.
Durante l’emergenza il PAT ha registrato 180 ingressi di cui 40 trasferimenti interni (31 verso RSA e 9 verso le Cure Intermedie). Dei 140 pazienti entrati dall’esterno: 36 risultano deceduti durante il ricovero, 31 hanno fatto rientro al proprio domicilio, 14 sono stati trasferiti in ospedale per acuti. I restanti risultano ancora ricoverati. Per quanto riguarda gli ultimi ingressi avvenuti nel reparto Pringe risulta che 17 provenivano dall’ospedale di Sesto San Giovanni. Tutti gli ingressi hanno riguardato
pazienti dichiarati NoCovid dalla struttura di provenienza.
Per quanto riguarda il trasferimento di pazienti dal PAT verso il pronto soccorso è stata data indicazione ai medici di contattare preventivamente il Pronto Soccorso per verificare la disponibilità al ricovero. L’analisi dei movimenti di pazienti dall’inizio dell’epidemia registra 14 trasferimenti dal PAT verso ospedali cittadini.

L’andamento dei contagi
L’andamento dei contagi (riportato nei grafici) mostra come alcuni primi casi sospetti siano stati identificati già alla fine di febbraio quando, probabilmente il virus circolava in modo occulto nella popolazione generale della Lombardia. I casi, sporadici all’inizio di marzo, hanno assunto consistenza epidemica nella seconda metà del mese. Il numero è stato massimo nelle sezioni della RSA (centinaia di casi), ha avuto un andamento simile nelle Cure intermedie (con decine di casi) e nel Pringe (dove la numerosità riguarda solo qualche unità).

La mortalità nel Pio Albergo Trivulzio
L’analisi della mortalità complessiva verificatasi nelle strutture del PAT confrontata con la mortalità attesa in base alla media degli anni precedenti evidenzia:
– Un significativo eccesso totale di mortalità nelle strutture del PAT di dimensioni coerenti con l’eccesso di mortalità verificatosi, in generale, nelle strutture RSA del territorio di ATS. Il rapporto tra decessi osservati e decessi attesi nel primo quadrimestre nel PAT è stato pari a 1.7 mentre quello corrispondente nelle RSA di ATS Milano è stato pari a 2.2
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 (marzo-aprile 2020) nella sezione RSA del PAT molto inferiore a quello medio delle altre RSA nel medesimo periodo (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.9 vs 3.7) e di poco superiore a quello verificatosi nella popolazione generale over 70 di ATS (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3)
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 nella RSA Principessa Jolanda (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.1) e nel reparto PRINGE (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.8) molto inferiore a quello medio delle altre RSA (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 3.7) e di dimensioni simili a quelle della popolazione generale over 70 (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3)
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 tra gli ospiti delle Cure Intermedie (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.2) che risulta inferiore sia a quello medio della popolazione generale over 70 (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3) che a quello osservato nelle analoghe strutture di ricovero per Cure Intermedie presenti nel territorio di ATS Milano (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.7).
L’ATS nell’emergenza Covid-19 verso le RSA
ATS ha supportato, sin dall’inizio dell’epidemia, i gestori delle 700 unità d’offerta sociosanitarie e, in particolare, i gestori delle Residenze Sanitario Assistenziali per anziani (RSA), Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD), Comunità Socio Sanitarie per disabili (CSS), Servizi semiresidenziali per anziani e disabili (CDI e CDD).
Fin dalla quarta settimana di febbraio, è stata svolta attività di “sorveglianza sanitaria”, sono state diffuse tutte le disposizioni nazionali e regionali e, considerando la molteplicità delle norme e  circolari, è stato predisposto un “Vademecum coronavirus per le strutture sociosanitarie” contenente una raccolta sintetica delle disposizioni.
Sono state predisposte e diffuse specifiche check list con le disposizioni normative sull’emergenza pandemica, che hanno permesso di individuare le principali criticità: difficoltà nel reperire i DPI, nel reperire personale sanitario e di assistenza, difficoltà nell’effettuazione dei tamponi oltre a singole problematiche di redazione e applicazione delle procedure.
E’ stato istituito un flusso informativo settimanale (“covid19”) dalle RSA, RSD, Cure Intermedie e CSS, con dati sul personale in servizio e assente per malattia, sui casi di positività o con sintomatologia sospetta SARS-CoV-2 tra gli ospiti, sui casi isolati e sui decessi.
Sono state gestite, complessivamente, oltre 150 segnalazioni pervenute da cittadini, gestori e istituzioni.
E’ stata avviata attività ispettiva con sopralluoghi con equipe integrate tra UOC Vigilanza e Controllo Strutture Sociosanitarie e Servizio di Prevenzione e Sicurezza dei Lavoratori (SPSAL) che, al 20 giugno, aveva ispezionati la quasi totalità delle RSA, e nelle RSD più critiche.
Le criticità emerse dall’istruttoria
Pur disponendo di un solido sistema di gestione della Prevenzione e Sicurezza aziendale il PAT non è sempre riuscito a dare adeguata applicazione alle procedure di tutela degli operatori durante l’emergenza da SARS-CoV-2 a causa di più fattori critici concomitanti. Alcuni di questi fattori sono derivati da difficoltà e ostacoli esterni al PAT (la scarsa disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e la difficoltà di un loro reperimento;  l’indicazione ministeriale di effettuare i tamponi nasofaringei per ricerca di RNA virale solo all’ingresso in ospedale) cui si sono sommate alcune criticità interne (un elevato tasso di assenteismo del personale, anche prima dell’emergenza sanitaria, che ha raggiunto dimensioni tali da rendere difficoltoso non solo il rispetto di regole e procedure ma gli stessi livelli di assistenza; la difficoltà dell’Unità di Coordinamento a incidere efficacemente sui comportamenti concreti anche per la presenza di criticità relazionali accentuate dalle difficoltà a comunicare direttamente soprattutto durante le fasi iniziali dell’emergenza).
Il Sistema di Gestione della Qualità e di Risk Management del PAT, ben strutturato e funzionante, al pari di analoghi sistemi presenti in analoghe strutture non contemplava l’eventualità di un focolaio epidemico di questa natura e di queste dimensioni. Del resto, la possibilità di una pandemia da coronavirus non era contemplata neppure dai piani pandemici nazionali e regionali che richiamavano, nel caso di una pandemia influenzale, la sola necessità di potenziare l’assistenza da prestare agli ospiti delle RSA. Potenziamento che, per altro, si è dimostrato problematico realizzare non tanto per l’assenza di indicazioni quanto –fra l’altro– per le consistenti assenze lavorative e la contestuale difficoltà a reperire, in emergenza, personale di assistenza aggiuntivo.
La gestione delle varie fasi dell’epidemia e il contenimento delle sue conseguenze sono state rese difficili, anche, dalle stesse complesse caratteristiche di base, strutturali e funzionali, del PAT con riguardo alle modalità di accesso e fruizione dei vari e diversificati servizi erogati dall’Istituto. Si tratta di una struttura di notevoli dimensioni in cui coesistono attività sanitarie e sociosanitarie di varia natura e complessità e
che danno luogo alla presenza contemporanea di numerose persone (ospiti, operatori, visitatori, pazienti, ecc.) di cui è difficile regolare accessi e presenze senza rischiare di compromettere la qualità dell’assistenza prestata o interferire con
le esigenze di vita quotidiana degli ospiti.

La presenza di casi sospetti in diverse strutture del PAT fin dai primi giorni di epidemia è coerente con l’ipotesi di un’introduzione precoce dell’infezione (attraverso personale, visitatori e pazienti ambulatoriali) e di una successiva propagazione interna tra ospiti e pazienti, che le procedure di isolamento adottate (in camera singola o per coorte) non sono riuscite ad arginare in modo efficace.
Hanno certamente diminuito l’efficacia delle procedure di isolamento la ridotta disponibilità  di mezzi di protezione individuale e l’ingravescente carenza di personale di assistenza in servizio che non ha consentito di organizzare turni di personale dedicato in modo esclusivo ai diversi nuclei.
Anche le modalità di accesso alle diverse articolazioni della struttura e la loro regolazione (riguardo a tempi, spazi, controlli sanitari) non hanno probabilmente del tutto impedito l’ingresso di soggetti già infetti e non riconosciuti come tali sia attraverso il flusso di ricoveri e trasferimenti, sia attraverso le presenze del personale di assistenza o dei visitatori.
Particolare criticità alla gestione dell’emergenza è stata apportata dal marcato assenteismo del personale di assistenza che ha assunto dimensioni molto superiori all’atteso e che, sommato alla contestuale momentanea difficoltà di reperire risorse suppletive, ha ridotto le presenze in servizio e limitato la possibilità di organizzare turni di personale dedicato in modo esclusivo ai vari nuclei.
L’assenteismo lavorativo mostra livelli piuttosto elevati già in condizioni ordinarie nelle varie strutture del PAT ma ha raggiunto livelli straordinari durante l’emergenza: in alcuni reparti e per alcune figure le assenze hanno interessato il 65% della forza lavoro. Un livello così elevato di assenze dal lavoro difficilmente trova spiegazione nella diffusione del contagio tra gli operatori come rivelano gli indici di infortunio specifico segnalati dalla struttura.
La tracciatura degli ospiti mediante tamponi rinofaringei è stata possibile solo nelle fasi più avanzate dell’epidemia quando gli indirizzi nazionali e regionali ne hanno previsto l’esecuzione negli ospiti sintomatici. Nelle fasi iniziali della pandemia le indicazioni emanate dal Ministero della Salute, e riprodotte nelle circolari regionali, prevedevano l’esecuzione dei tamponi nei soli soggetti sintomatici all’ingresso in ospedale.
Raccomandazioni
RSA
La presenza di molteplici unità d’offerta nello stesso Istituto rappresenta un elemento di qualità del PAT, perché offre la possibilità di fornire alle persone servizi e prestazioni diverse a seconda dei loro bisogni e con appropriatezza di erogazione all’interno della struttura stessa.
Si è osservato, però, che le dimensioni delle strutture e la numerosità degli ospiti e del personale possono essere, in caso di emergenza epidemica o pandemica, elementi di complessità, idonei a favorire la propagazione dei contagi delle malattie a diffusione respiratoria.
Sarebbe necessario affrontare una riorganizzazione interna (alla luce della Dgr 7435 del 2001), in quanto la suddivisione in unità d’offerta, distinte e autonome dal punto di vista gestionale con un massimale di 120 posti letto, potrebbe consentire all’organizzazione sanitaria di rispondere più efficacemente in caso di emergenza.
Cure Intermedie
Nel PAT coesiste un’importante unità d’offerta di Cure Intermedie di 404 posti letto.
Questa tipologia di unità d’offerta, non solo nel PAT, è stata oggetto di richieste di ricovero di tipo sanitario, piuttosto che di tipo riabilitativo, per poter liberare con urgenza posti letto nei reparti ospedalieri per acuti durante l’emergenza CoviD-19.
Sono giunte persone (pur Covid negativi) con complessità clinica senza precedenti rispetto ai periodi ordinari. Questo appesantimento dei bisogni sanitari dei pazienti, unito alle dimensioni della struttura e alla sua rigidità organizzativa, hanno reso difficile assicurare adeguati livelli di assistenza ed efficaci procedure di prevenzione durante l’emergenza.

E’ quindi raccomandabile una riorganizzazione dei reparti di Cure Intermedie in modo che possano essere realizzate strutture dotate di maggiore adattabilità (strutturale e di standard gestionali) in caso di emergenza. La riorganizzazione dovrebbe rendere maggiormente vincolanti anche le caratteristiche di accesso degli ospiti, che dovrebbero essere stabilizzati da un punto di vista clinico e non versare in condizioni critiche, se non elevando gli standard a seguito di eventi emergenziali.
La DGR 2019 del 31/07/2019 “Prime indicazioni per l’avvio del percorso di riordino e di riclassificazione dei PREST dei POT e delle Degenze di Comunità” prevede una evoluzione delle Cure Intermedie da profili clinico assistenziale a piccoli nuclei
con requisiti più simili a quelli ospedalieri. Sarebbe auspicabile che l’iter di riorganizzazione avviato con questo provvedimento si concretizzi rapidamente rivedendo i requisiti anche in base all’esperienza vissuta con l’emergenza da
CoviD-19 (prevedendo accessi separati, percorsi dedicati, equipe dedicate, almeno nell’emergenza, e la possibilità di una offerta modulabile e adeguatamente remunerata).

Direzione sanitaria
Le RSA non prevedono, nei propri requisiti di autorizzazione e di accreditamento, la presenza di una direzione sanitaria, ma solo l’identificazione di un medico responsabile che, generalmente, assolve anche a funzioni cliniche. Oltre a una diversa articolazione organizzativa in grado di segmentare e isolare funzionalmente i nuclei, è utile prevedere una presenza stabile e adeguata di competenze igienico organizzative attraverso il potenziamento e una adeguata articolazione delle funzioni di direzione sanitaria, che assolva in modo specifico e dedicato ad esse.
E’ opportuno prevedere che ogni unità d’offerta, con nuovi requisiti di autonomia gestionale su 120 posti letto (RSA, CI, ecc.), abbia una figura dirigente con specifiche competenze di Direzione sanitaria garante delle responsabilità vocate al suo ruolo, dal punto di vista igienico, organizzativo, clinico e deontologico.
Risorse
Nella emergenza sanitaria da pandemia da SARS-COV-2 si è evidenziato che le RSA, e l’intera rete delle unità d’offerta sociosanitarie, hanno bisogno di flessibilità non solo nel funzionamento ordinario per l’utenza che è sempre più anziana e sempre più non autosufficiente ma anche, e soprattutto, in condizioni di emergenza.
Un assetto organizzativo pronto a fronteggiare le emergenze sanitarie, che impongono una organizzazione complessa in grado di potenziare le attività a maggior valenza sanitaria, richiede una adattabilità strutturale e gestionale agli eventi imprevisti.
Occorre garantire:
– la presenza di un adeguato numero di camere singole in rapporto ai posti-letto totali (con zona filtro di nucleo e di camera singola) per poter garantire un isolamento e una differenziazione dei percorsi in caso di necessità;
– uno standard più elevato di personale di base, che non può più essere l’attuale di 901 minuti /settimana/ospite;
– un piano di potenziamento dello standard, con procedura già definita e riconosciuta in fase di negoziazione del contratto, sia per gli impegni che deve assumere il gestore che per la parte delle risorse che deve poter assumere l’ATS;
– presenza di personale medico specialistico, attività medica ed infermieristica sulle 24 ore;
– tempestività di esami diagnostici (Radiologia e di laboratorio, test sierologici, tamponi);
Il Sistema Sociosanitario extraospedaliero esprime la maggior parte dei bisogni e consuma il 10% delle risorse disponibili per il welfare complessivo, tenendo conto che la quota di partecipazione del FSR per la copertura delle spese in RSA è limitata ed è stata calcolata per ospiti con età media inferiore e con minor carico sanitario e assistenziale rispetto all’attuale.
In considerazione di tutto questo sarebbe auspicabile una programmazione delle risorse più coerente con il surplus di prestazioni sanitarie richieste negli ultimi anni, sia in periodo ordinario di attività, sia, soprattutto, in condizioni di emergenza sanitaria.

Scorte di DPI
E’ indispensabile che le scorte dei dispositivi di protezione individuale siano mantenute
costantemente a un livello tale da garantirne la disponibilità anche per i periodi in cui, per qualsiasi motivo, il mercato non fosse in grado di assicurarne la fornitura.

Il controllo delle infezioni
La protezione delle persone e delle collettività dal contagio da SARS-CoV-2 è di carattere
multifattoriale, pertanto le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie si devono attrezzare per presidiare con il massimo livello di attenzione ogni singolo fattore di rischio.
Innanzitutto, occorre che i sistemi sanitari contemplino l’evenienza di possibili pandemie nel prossimo futuro e che i modelli di valutazione dei rischi delle strutture sanitarie e sociosanitarie prendano in considerazione tale possibilità in relazione alla natura dell’assistenza erogata e alle loro caratteristiche strutturali e organizzative.
Indipendentemente dall’intervento delle Autorità sanitarie internazionali e nazionali cui spetta il compito di attivare la predisposizione dei Piani Pandemici, alcune azioni possono essere rapidamente realizzate direttamente dalle strutture (l’addestramento di tutto il personale, la disponibilità abbondante di DPI anche per gli ospiti e i visitatori esterni, una  puntuale regolamentazione degli accessi in struttura, l’immediata attivazione del sistema interno di sorveglianza attiva).
Occorre anche dare attuazione alle raccomandazioni di prevenzione contenute nel “Rapporto ISS SARS-COV-2 n. 4/2020 versione del 17 aprile. Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”, reperibile al link https://www.iss.it/rapporti-covid-19.

Piano pandemico regionale e RSA
E’ necessario che le caratteristiche note di questa pandemia, e quelle che saranno identificate, diventino fattori di orientamento per la preparazione e l’aggiornamento dei futuri Piani pandemici.
E’ opportuno che sia dedicata specifica attenzione alla presenza di strutture sociosanitarie come le RSA che, per le caratteristiche delle persone ospitate e per la natura dell’assistenza prestata, si sono rivelate particolarmente esposte alle più gravi conseguenze dell’infezione. Oltre all’attenzione alla sicurezza degli operatori (che in queste circostanze coincide in gran parte con la sicurezza degli ospiti) assume particolare rilievo la previsione del potenziamento dei livelli di assistenza oltre alla possibilità di segmentare operativamente le strutture in modo da migliorare l’efficacia delle misure di isolamento.
E’ raccomandabile la previsione di specifici richiami in proposito tra i requisiti autorizzativi e di accreditamento e negli impegni contrattuali che regolano i rapporti di queste strutture con gli ospiti e con il servizio sanitario regionale.

Considerazione conclusiva
A conclusione dei lavori si ritiene necessario evidenziare che l’analisi di quanto è avvenuto nel sistema dei servizi sanitari e sociosanitari nel corso dell’epidemia da SARS-CoV-2, benché fondata su una mole di documenti e segnalazioni raccolte, debba considerarsi ancora basata su informazioni iniziali e imperfette.
In accordo, anche, con le considerazioni presenti negli studi reperiti in letteratura pare necessario raccomandare che le verifiche proseguano per approfondire le analisi, avvalendosi di informazioni più complete e precise e con l’impiego di metodi scientificamente affidabili. Parimenti, è da rimarcare che anche i dati sull’eccesso di mortalità sono da ritenersi solo preliminari, poiché essi si debbono ponderare su un periodo di tempo più lungo, e dovranno essere, pertanto, rivalutati nei prossimi
mesi.
Tra i temi su cui pare opportuno concentrare l’attenzione di prossime verifiche e valutazioni assumeparticolare rilievo l’identificazione puntuale di fattori determinanti su cui concentrare la ricerca delle più opportune azioni di prevenzione.

L’Oms conferma: “Prove sulla trasmissione per via aerea del virus”


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/08/news/l_oms_conferma_prove_sulla_trasmissione_per_via_aerea_del_virus_-261288600/?ref=RHPPLF-VE-I257251573-C8-P3-S1.4-T1

La risposta dell’agenzia Onu dopo la lettera pubblicata da 239 scienziati che sottolineavano la possibilità del contagio tramite le goccioline nell’aria

A sollecitare una risposta è stata la lettera pubblicata da 239 scienziati che esortava l’agenzia Onu a essere più disponibile riguardo alla probabilità che le persone possano contagiarsi tramite le goccioline nell’aria. La risposta è arrivata: L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato l’esistenza di “prove emergenti” della trasmissione aerea del nuovo coronavirus.

Riconosciamo che ci sono prove emergenti in questo campo, come in tutti gli altri campi riguardanti il Covid-19 e quindi crediamo che dobbiamo essere aperti a questa ipotesi e comprendere le sue implicazioni riguardo alle modalità di trasmissione e anche riguardo le precauzioni da prendere“, ha detto la dottoressa Benedetta Alleganzi, responsabile tecnico dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle infezioni, citata dalla Cnn.

 

Iran, esplosioni in un deposito missilistico di Teheran


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/10/news/iran_esplosioni_a_teheran-261498143/

L’esplosionea a Teheran (foto da Twitter / Le plume libre) 

Iran, esplosioni in un deposito missilistico di Teheran

Teheran, 10 luglio 2020 – Alcune esplosioni sono state udite nei quartieri occidentali della capitale iraniana Teheran, circa un’ora fa. Lo riferisce Mehrnews, citando informazioni circolate sui social media, aggiungendo che il forte rumore ha creato panico tra i residenti.

Al boato sarebbe seguito il rumore delle sirene di veicoli antincendio e delle ambulanze. In diverse abitazioni è venuta a mancare l’elettricità. Secondo alcuni media, le esplosioni provenivano da un deposito missilistico delle Guardie Rivoluzionarie a ovest della città

 

Bolsonaro positivo al test sul Coronavirus


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/07/07/bolsonaro-positivo-al-test-sul-coronavirus_1cd46e7a-ccba-4fe9-8368-bfbfe7be6d51.html

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al test sul Covid-19: lo ha reso noto lui stesso parlando in diretta a Tv Brasil dal Palacio da Alvorada, sua residenza ufficiale a Brasilia.

Il Brasile ha raggiunto questo martedì 1.668.589 casi confermati di coronavirus: lo rendono noto il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità brasiliano. In base ai nuovi dati, nelle ultime 24 ore ci sono stati ulteriori 45.305 contagi e 1.254 decessi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è così salito a 66.741. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è pari al 4% e quello di mortalità di 31,8 persone ogni 100 mila abitanti.

Serbia, nuove proteste antigovernative nonostante il divieto di assembramenti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/09/news/serbia_nuove_misure_restrittive_ma_no_a_coprifuoco_proteste_e_scontri-261480494/

BELGRADO – A Belgrado e in altre città della Serbia sono in corso manifestazioni antigovernative. A Belgrado i manifestanti si sono radunati sulla spianata antistante il Parlamento – teatro di violenti scontri negli ultimi due giorni – e la maggior parte di loro sono seduti a terra a sottolineare la differenza con quelli che provocano incidenti e praticano la violenza.

Su cartelli e striscioni si chiede più democrazia, il rispetto dei diritti umani, ampia libertà per i mezzi di informazione, la punizione dei responsabili dei disordini dei giorni scorsi. Massicci reparti di polizia presidiano a Belgrado il Parlamento e la vicina sede della presidenza. Analoghe manifestazioni pacifiche si svolgono a Novi Sad, Nis e altre città del Paese.

Succede benché le autorità serbe abbiano vietato i raduni di più di 10 persone nella capitale, dopo le due notti di scontri tra la polizia. Il team di crisi del governo ha dichiarato che le restrizioni sono pensate per evitare l’ulteriore diffusione del virus a seguito dei disordini, in cui le distanze sociali non sono state rispettate e poche persone indossavano mascherine. Altre misure prevedono orari di apertura ridotti per gli spazi chiusi, come bar, negozi e centri commerciali. “Il sistema sanitario a Belgrado è vicino al collasso”, ha detto la premier Ana Brnabic, “ecco perché non riesco a capire ciò che ho visto accadere nelle scorse due notti”.  continua a leggere

Coronavirus, dopo Bolsonaro anche la presidente della Bolivia è positiva:


Coronavirus, dopo Bolsonaro anche la presidente della Bolivia è positiva: “Resterò in quarantena”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/10/news/coronavirus_la_presidente_della_bolivia_e_positiva-261497164/

Jeanine Anez, che da novembre ha assunto l’interim dopo le dimissioni di Morales, ha rivelato di essere risultata positiva a un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento

La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha rivelato di essere risultata positiva ad un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento.

In un video diffuso attraverso le reti sociali Anez, insediatasi il 12 novembre 2019 dopo le dimissioni di Evo Morales, ha sottolineato che “con tutti i miei collaboratori abbiamo lavorato a favore delle famiglie dei boliviani per un lungo periodo, e siccome molti di loro sono risultati positivi, mi sono sottoposta ad un test che ha confermato che anche io lo sono”.

“Adesso – ha aggiunto – resterò in quarantena per 14 giorni e poi vedremo quali saranno le mie condizioni”. Anez è il secondo capo dello Stato contagiato in America latina dopo il brasiliano Jair Bolsonaro. continua a leggere

Coronavirus, l’Italia blocca l’ingresso a…..


Coronavirus, l’Italia blocca l’ingresso a chi proviene da Perù, Brasile, Bangladesh e altri 10 paesi

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/coronavirus_l_italia_blocca_l_ingresso_a_chi_proviene_da_14_paesi-261461585/?ref=RHPPTP-BH-I261427331-C12-P2-S4.4-T1

I cittadini che nei 14 giorni precedenti sono transitati o hanno soggiornato in quegli Stati non potranno entrare. Sospesi anche i voli, diretti e indiretti. I nostri connazionali potranno tornare ma dovranno restare due settimane in isolamento

ROMA – Il ministro alla Salute ha deciso: sono 13 i Paesi dai quali vengono bloccati gli arrivi. Le persone che nei quattordici giorni precedenti hanno soggiornato o sono transitati in Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana non potranno entrare o transitare in Italia.
Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, sono sospesi anche i voli diretti o indiretti da e per i Paesi sopra indicati“, spiegano dal ministero alla Salute.

Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza dopo aver sentito i ministri degli Interni, degli Esteri e dei Trasporti l’ordinanza che dispone il blocco. “Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. È per questo che abbiamo scelto la linea della massima prudenza”, ha detto Speranza.

Covid, i 13 paesi bloccati

Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana

Per quanto riguarda gli Italiani che vivono o sono passati da uno di quei 13 Paesi, il blocco non vale. Possono rientrare ma devono mettersi in isolamento per 14 giorni dopo l’arrivo.