18 gennaio 2017 – La Valanga di Rigopiano


https://it.wikipedia.org/wiki/Valanga_di_Rigopiano

La valanga di Rigopiano è stata un evento verificatosi il 18 gennaio 2017 presso l’omonima località situata nel comune di Farindola, in Abruzzo. La slavina, distaccatasi da una cresta sovrastante, ha investito l’albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, causando 29 vittime. Si tratta della tragedia più grave causata da valanga avvenuta in Italia dal 1916 e dal 1999 in Europa.

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La mattina del 18 gennaio, tre scosse sismiche con magnitudo maggiore di 5.0, attribuite a repliche del terremoto di Amatrice, interessano il centro Italia: alle ore 10:25 (ML 5.3), ore 11:14 (ML 5.4) e ore 11:25 (ML 5.3); nel frattempo la forte nevicata aveva bloccato l’unica via di comunicazione che collega l’albergo col fondovalle e, nonostante i solleciti e gli appelli che fanno leva sui due fattori ambientali, non viene trovata alcuna turbina spazzaneve per liberare la strada e che permetta così l’evacuazione della struttura.

Nel pomeriggio, alle ore 14:33, avviene un nuovo movimento tellurico (ML 5.1); successivamente, tra le 16:43 (ML 2.9) e le 16:48 (ML 2.4) si verificano una serie di scosse sismiche consequenziali, di minore intensità rispetto alle altre, creando una valanga di neve e detriti di grandi proporzioni che si distacca dalle pendici sovrastanti il massiccio orientale del Gran Sasso tra il Vado di Siella (1.725 m) e il Monte Siella(2.027 m), incanalandosi nella Grava di Valle Bruciata (che significa appunto “frana”, “brecciaio”), un canalone coperto da un faggeto, sino a raggiungere l’albergo Rigopiano, che pare essere sorto su un pianoro di detriti venuti giù a valle con altre valanghe e che costituiva l’ampliamento di un ex rifugio di montagna precedentemente gestito dal CAI. 

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La valanga travolge la struttura alberghiera, sfondandone le pareti e spostandola di circa dieci metri verso valle rispetto alla posizione originaria. Dopo la tragedia, il primo allarme con l’indicazione dell’avvenuta valanga viene dato alle ore 17:40: si tratta di una telefonata, fatta col cellulare di Giampiero Parete al proprio datore di lavoro, Quintino Marcella: “È caduto, è caduto l’albergo!”; quest’ultimo darà l’allarme superando una certa incredulità iniziale da parte dei responsabili dei soccorsi in zona. A causa di questa incredulità, la colonna dei soccorsi partirà solo tra le 19:30 e le 20:00 per quella che si rivelerà una difficile marcia di avvicinamento alla zona del disastro.

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Terminate il 26 gennaio le operazioni di ricerca, delle 40 persone che si trovavano nel rifugio il bilancio finale risulta di 29 vittime e 11 superstiti.

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Foto: https://www.abruzzolive.it/ecco-chi-sono-i-dispersi-dellhotel-rigopiano-tante-storie-che-si-incontrano-nel-dramma-tutta-litalia-colcuoreinabruzzo/

Il numero delle vittime causate dal maltempo nell’area vide aggiungersi quello di sei persone, morte il 23 gennaio per la caduta di un elicottero di soccorso in montagna a Campo Felice, tra cui due dei soccorritori precedentemente impegnati a Rigopiano

Inchiesta giudiziaria – La magistratura, a mezzo della procura di Pescara, ha aperto un’inchiesta sull’accaduto per accertare eventuali responsabilità circa l’idoneità della struttura portante dell’albergo, il luogo della costruzione dell’edificio rispetto al rischio valanghe e il presunto ritardo dei soccorsi a partire dalle comunicazioni della tragedia. L’albergo, a seguito della ristrutturazione del 2007 con l’introduzione di un centro benessere, era stato al centro di una inchiesta per presunto reato di occupazione abusiva di suolo pubblico, ma gli indagati erano poi stati tutti assolti nel 2016 perché “il fatto non sussiste”.

Nel 1999 uno studio evidenziava che l’albergo sorgeva effettivamente in una zona a rischio, senza tuttavia che ciò abbia influito sui lavori di ristrutturazione e forse l’edificio stesso era stato costruito sui detriti di una precedente valanga del 1936. L’osservazione di alcune fotografie scattate negli anni 1945 e del 1954 con altre scattate negli anni 1975 e 1985 sembrano indicare, secondo alcuni osservatori, un rimboschimento di un’area precedentemente denudata del versante sinistro del canalone, confermando, secondo un geologo l’ipotesi una valanga avvenuta nel 1936 che avrebbe distrutto la copertura boschiva.

Rigopiano, l’ultima sceneggiata: ecco gli imbarazzanti interrogaori degli indagati per depistaggio

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/18/news/rigopiano_l_ultima_sceneggiata_ecco_gli_imbarazzanti_interrogaori_degli_indagati_per_depistaggio-216831999/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P6-S1.4-T1

Due anni dopo la strage, c’è anche chi arriva a negare di aver sentito le telefonate di soccorso provenienti dall’hotel Rigopiano. E chi, da indagato, si rimangia ciò che aveva detto. L’ultimo imbarazzante capitolo della storia giudiziaria dell’albergo che diventò, per colpa di una valanga, la tomba di 29 persone, è stato scritto ieri durante gli interrogatori dei pm di Pescara, che stanno cercando di capire se, dopo quel 18 gennaio del 2017, qualcuno abbia provato a depistare le indagini. continua a leggere

 

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