Nel condominio da tempo era in corso una battaglia contro i mozziconi lanciati dai piani più alti. In passato c’erano stati piccoli incendi
Un mozzicone di sigaretta lanciato da uno dei piani superiori. Potrebbe essere la causa più classica e come in questo caso devastante, ad aver innescato l’incendio che ha trasformato in una gigantesca torcia di fuoco il grattacielo di via Antonini. Quella della cicca di sigaretta spenta male viene al momento considerata dagli investigatori l’ipotesi più probabile tra le diverse che vengono valutate come causa del rogo che ha incendiato le vele del palazzo in 15 minuti e cha ha distrutto completamente 14 appartamenti. Da tempo, in condominio, era in corso una “guerra delle sigarette“, con diversi residenti in protesta per i mozziconi lasciati cadere dall’alto. L’ipotesi su cui si stanno concentrando gli investigatori – coordinati dalla pm Marina Petruzzella e dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano – è che a prendere fuoco per primi siano stati i sacchi di roba inutilizzata ammassata sul terrazzino dell’appartamento al 15esimo piano: nel sopralluogo della procura e dei vigili del fuoco è invece stato trovato sul balcone un enorme ammasso di rifiuti, oggetti e materiale plastico andato completamente distrutto nel rogo, proprio nel punto dove i video dei passanti hanno documentato aver avuto origine l’incendio.
Il problema dei mozziconi lasciati cadere dai balconi ha tenuto banco per anni tra gli inquilini della torre. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze e documenti sulle lamentele di diversi coinquilini, ma anche su piccoli incendi nel palazzo che fortunatamente sono stati domati in tempo. Uno, un paio di anni fa, cagionato proprio da una sigaretta caduta dai piani alti che ha dato fuoco al materiale sui balconi ai piani più bassi. Acquisita in procura anche una lettera all’amministratore di condominio di una residente al piano terra che si lamentava del continua presenza di cicche finite nel suo cortile. Al centro dei sospetti, quindi, ci sono i fumatori che vivono negli appartamenti sopra a quello da cui è partito l’incendio. continua a leggere. continua a leggere
Incendio Milano, così sono partite le fiamme nella Torre dei Moro
Il Garante deve verificare la regolarità dei numeri forniti da Dazn e certificati da Nielsen. Rispetto ai rilevamenti Auditel, più alti del 58%. Un problema: l’8% dei diritti tv si divide in base all’audience. Lasorella sarà mercoledì in Commissione parlamentare di vigilanza
Roma, 10 settembre 2021
Non è più solo una questione di numeri. I dati di ascolto del campionato di calcio su Dazn sono diventati l’epicentro di un fronte. Ricchissimo di parti interessate. Partiamo da zero. Dopo le prime due gare di campionato, Repubblica ha riportato i dati relativi alle visualizzazioni televisive delle partite: dati auditel in cui si registrava un calo di quasi il 50% degli ascolti. Il giorno dopo, Dazn ha pubblicato i propri dati: raccolti dalla tv via streaming e verificati dalla societàNielsen, sommavano alle tv quelli dei dispositivi mobili e raccontavano un ascolto sostanzialmente in linea con la stagione precedente. Ma Nielsen è solo il certificatore esterno del dato di performance, rilevato autonomamente da Dazn. Una questione chiave per la Serie A, ma anche per gli investitori pubblicitari.
L’impatto degli ascolti sulle casse dei club – Ora Agcom, ossia il garante nelle comunicazioni, è pronto ad aprire (lo farà lunedì) una procedura per la verifica di quei dati, visto che ha il dovere di assicurare l’attendibilità degli ascolti televisivi. Ma c’è un altro motivo, tutt’altro che secondario: l’8% dei ricavi dei diritti televisivi viene ridistribuito tra le squadre – lo impongono la Legge Melandri e il successivo decreto Lotti – sulla base dei dati degli ascolti televisivi certificati. Il problema è che quelli forniti da Dazn non sono certificati da un ente terzo come Auditel. E quell’8% vale oltre 74 milioni di euro da ridistribuire tra le 20 squadre di Serie A.continua a leggere
Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono una serie di quattro attacchi suicidi coordinati compiuti contro obiettivi civili e militari degli Stati Uniti d’America da un gruppo di terroristi appartenenti all’organizzazione terroristica al Qaida. Gli attacchi causarono la morte di 2.977 persone (più 19 dirottatori) e il ferimento di oltre 6.000. Negli anni successivi si verificarono ulteriori decessi a causa di tumori e malattie respiratorie legate alle conseguenze degli attacchi. Per questi motivi e per gli ingenti danni infrastrutturali causati, tali eventi sono spesso considerati dall’opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell’età contemporanea.
La mattina di Martedì 11 settembre 2001 quattro aerei di linea, appartenenti a due delle maggiori compagnie aeree statunitensi (United Airlines e American Airlines) furono dirottati da 19 terroristi appartenenti ad al Qaida. Due aerei (il volo American Airlines 11 e il volo United Airlines 175) furono fatti schiantare rispettivamente contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center, nel quartiere della Lower Manhattan di New York. Nel giro di 1 ora e 42 minuti entrambe le torri crollarono. I detriti e gli incendi causarono poi il crollo parziale o totale di tutti gli altri edifici del complesso del World Trade Center. Un terzo aereo, il volo American Airlines 77, fu fatto schiantare contro il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa, nella contea di Arlington in Virginia. L’attacco causò il crollo della facciata ovest dell’edificio. Un quarto aereo, il volo United Airlines 93, venne fatto inizialmente dirigere verso Washington ma precipitò successivamente in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, a seguito di una eroica rivolta dei passeggeri.
Apertura dell’edizione straordinaria del TG1 dell’ 11 Settembre 2001
11 settembre 2001
Ore 8.46 del mattino. Un aereo Boeing 767 si schianta a circa 800 km orari sulla Torre nord del World Trade Center. È l’inizio del giorno che cambierà la storia degli Stati Uniti e del mondo.
Le impronte vuote delle Twin Towers, l’albero sopravvissuto al disastro, la lista dei nomi, il percorso del museo tra documenti e relitti: ritorno a Ground Zero verso l’anniversario dell’attentato
New York, Ground Zero: le vasche quadrate coincidono con il perimetro delle Torri Gemelle – Oleg Illarionov / Unsplash
Era trascorso oltre un mese dagli attacchi alle Torri Gemelle quando dalle macerie fumanti del World Trade Center spuntò un’inaspettata forma di vita. Era un gigantesco albero da frutto, un pero alto otto metri, piantato nel 1970 nei pressi di Church Street. Aveva il tronco bruciato, i rami spezzati e in larga parte carbonizzati ma non era ancora morto. Decisero allora di trasportarlo in un parco del Bronx per curarlo. Lì l’albero crebbe fino a raggiungere un’altezza di circa trenta metri e alla vigilia di Natale del 2010 fu riportato nel suo luogo d’origine per essere trapiantato nel cuore del 9/11 Memorial di New York.
Il grande spazio pubblico che celebra la memoria degli attentati dell’11 settembre 2001 ha oggi oltre quattrocento esemplari di quercia bianca ma l’albero più fotografato è sempre lui: il “Survivor Tree”, l’albero che è riuscito a sopravvivere sotto le macerie delle Torri Gemelle. Circondato da un recinto, con supporti che ne sorreggono il tronco e i rami che recano ancora ben visibili le ferite di quel giorno maledetto, è diventato un simbolo straordinario della capacità di resistenza dell’animo umano.
Il Memoriale è stato realizzato su una superficie di oltre tre ettari nel punto esatto dove sorgeva il cratere delle torri ed è ormai da tempo uno dei luoghi più visitati di New York. Al centro ha due grandi vasche quadrate di granito profonde quattro metri sulle cui pareti l’acqua scorre incessante mentre lungo il perimetro esterno sono stati incisi, su targhe di bronzo, i nomi delle 2.977 vittime dell’11 settembre e i sei caduti nell’attentato del 1993, quando un altro gruppo di terroristi islamici fece esplodere un camion bomba sotto il World Trade Center. I nomi sono stati collocati con cura, mettendo familiari, amici e colleghi uno accanto all’altro, con un sistema di illuminazione che li rende visibili anche di notte e un complesso di condutture che riscalda il metallo impedendo di sentirlo freddo al tatto.
Il silenzio quasi surreale della piazza è rotto soltanto dal lento scrosciare dell’acqua – simbolo di rinascita e di speranza – e da qualche voce che arriva da lontano, trasportata dal vento, mentre nuovi grattacieli vegliano sulla piazza come sentinelle della memoria. Evocare l’assenza attraverso il vuoto fisico lasciato dagli edifici era quanto si proponeva di fare il progetto della piazza intitolato “Reflecting Absence”, realizzato dall’architetto Michael Arad e dal paesaggista Peter Walker.
Le vittime sono due isolani, Giovanni Errera, 47 anni, vigile del fuoco, e un pensionato di 86 anni, Francesco Valenza. Almeno 9 i feriti
La tromba d’aria è arrivata dal mare alla terraferma, venerdì sera, in pochi secondi. Accompagnata da un boato e dalla pioggia che diventava sempre più battente. Ha trascinato le auto che percorrevano la strada perimetrale di Pantelleria. Il bilancio è di due morti e nove feriti, di cui quattro in gravi condizioni. Potrebbe, dunque, essere provvisorio. Fino a sera si cercavano eventuali dispersi. continua a leggere
Pantelleria, tromba d’aria sull’isola: 2 morti e 9 feriti, auto rovesciate e case scoperchiate
Tromba d’aria a Pantelleria, i soccorritori sul luogo della tragedia
Maltempo: nubifragio nel Cagliaritano,soccorsi automobilisti
Strade e abitazioni allagate, vigili del fuoco in azione
Due voli già dirottati ad Alghero per la nuova bomba d’acqua che si è abbattuta su Cagliari e il sud Sardegna nel primo pomeriggio. Si tratta dei collegamenti con Bergamo e Roma Ciampino, in entrambi i casi del vettore Ryanair.
In ritardo invece le partenze per Catania, Milano Linate, Roma Ciampino e Bergamo. Molti gli interventi dei Vigili del fuoco per strade allagate e problemi nelle abitazioni a causa delle forti piogge. Dalla Protezione civile regionale è intanto arrivata la proroga dell’allerta meteo gialla sino alla mezzanotte di sabato 11 settembre.
NUBIFRAGIO NOTTURNO – Temporale notturno con tuoni e fulmini nel sud Sardegna. E danni e strade allagate. continua a leggere
Maltempo: nubifragio nel Cagliaritano,soccorsi automobilisti
Maltempo: nubifragio nel Cagliaritano,soccorsi automobilisti
Il musicista, 70 anni, è apparso indebolito durante un’intervista televisiva. Da tempo ha problemi al piede e alla schiena e canta da seduto
Phil Collins
Che le sue condizioni di salute negli ultimi anni non fossero affatto buone si sapeva: nei tour cantava da seduto, facendosi anche sostituire alla batteria dal figlio. Ma a preoccupare i fan per un possibile aggravarsi della situazione ora è un’intervista televisiva in cui Phil Collinsè apparsoindebolito e invecchiato e ha detto di non riuscire neanche «a tenere in mano una bacchetta». L’ex leader dei Genesis, 70 anni, combatte da tempo contro i guai fisici, tanto che nel 2011 aveva annunciato il ritiro dalle scene. Era poi tornato in attività nel 2015, riprendendo i concerti (a giugno 2019 è stato anche in Italia dopo 15 anni con un sold out al Forum di Assago) e pubblicando anche un’autobiografia, «Not Dead Yet» («Non sono ancora morto») in cui raccontava i problemi che l’avevano segnato.
Phil Collins Against All Odds- Live At Qudos Arena Sydney 22/01/19
Nel 2009 Collins, cantautore e polistrumentista che dal vivo oltre a cantare suonava la batteria, si era sottoposto a unintervento chirurgico per sistemare delle vertebre dislocate, problema che era emerso dopo il tour del 2007. Nel 2015 era seguita un’altra operazione alla schiena, ma nonostante gli interventi il musicista non era più riuscito a recuperare del tutto le funzioni nervose, perdendo sensibilità alle mani e non potendo più, quindi, suonare bene la batteria. Nel libro aveva poi spiegato di aver anche avuto problemi di alcolismo e di depressione, oltre che di soffrire di diabete, malattia che aveva portato a un forte dolore al piede destro. Dal 2017 cammina utilizzando un bastone.
Phil Collins Live 2019 🡆 Another Day in Paradise 🡄 Sept 24 – Houston, TX
In questi giorni il musicista britannico ha rilasciato una rara intervista alla Bbc, in occasione del tour di reunion dei Genesische parte in ottobre, e ha dato qualche aggiornamento sulla sua situazione: «Sono messo abbastanza alla prova a livello fisico e ciò è frustrante perché mi piacerebbe molto andare alla batteria e suonare con mio figlio». Allo strumento, come già succede da un po’, ci sarà infatti ilfiglio Nic, di 20 anni. Phil Collins ha detto di aver rinunciato del tutto a suonare – «No, non riesco più. Tengo a mala pena in mano una bacchetta» – e ha aggiunto di considerare il tour dei Genesis l’atto finale del leggendario gruppo: «Siamo tutti uomini di una certa età e quindi sì, credo che probabilmente con questi concerti chiuderemo». «We’re putting it to bed», «li metteremo a letto» sono state le sue parole esatte, un modo figurato di dire che si tratta di una conclusione.
Genesis – Firth Of Fifth, I Know What I Like (When in Rome 2007)
Due donne, cinque di sinistra – la sinistra oltre Beppe Sala -, nessuno a destra oltre Luca Bernardo. E ancora: tre medici, tra cui un no vax, molti imprenditori e qualcuno particolarmente attento ai temi ambientali. Eccoli i candidati sindaco che il prossimo 3 e 4 ottobre, con eventuale ballottaggio due settimane dopo, si sfideranno alle elezioni comunali di Milano. La scheda elettorale sarà modello lenzuolo perché ci saranno 13 aspiranti primi cittadini e 28 liste in gara per la sedia più importante di palazzo Marino.
La presentazione di tutti i candidati:
Beppe Sala
Beppe Sala – Nato nel 1958 a Milano, è ilsindaco uscentedella città. Si è laureato nel 1983 in economia e commercio all’università Bocconi. Ex manager di Pirelli e Telecom Italia, a partire dal 2019 ha collaborato col comune di Milano come direttore generale fino alla nomina di amministratore delegato di Expo 2015. Nel maggio 2013 è stato nominato commissario unico delegato del governo per Expo Milano 2015. “L’amore per Milano e la convinzione di poter fare qualcosa per renderla, insieme alla città metropolitana, un luogo sempre più giusto, accogliente e attraente a livello internazionale lo spinge a intraprendere la via della politica“, dice lui stesso. È il candidato del Pd e di tutto il centrosinistra unito, compresi i Verdi.
Luca Bernardo – Classe 1967, Bernardo si è laureato alla Statale: ha la specializzazione in pediatria e neonatologia. Il primo incarico lo ebbe all’ospedale San Paolo a trent’anni. È al Fatebenefratelli dal 2005, dove dirige il dipartimento materno infantile e la casa pediatrica, da lui fortemente voluta e realizzata. Dal 2010 è direttore ad interim del reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale Macedonio Melloni. Nel 2017 venne chiamato da Raffaele Cantone all’Autorità Nazionale anticorruzione come esperto in ambito sanitario. Suo fratello Maurizio è stato consigliere e assessore regionale di Forza Italia, poi deputato. Il suo è il nome di tutto il centrodestra.
Gabriele Mariani – Nato a Milano 58 anni fa, è ingegnere e architetto. Sarà lui a raccogliere l’eredità del decano Basilio Rizzo. Negli ultimi tempi si è molto impegnato al fianco del Coordinamento San Siro – che infatti lo sostiene – per il salvataggio dello stadio Meazza contro l’ipotesi promossa da Inter e Milan dell’abbattimento per costruirne un altro nella stessa area. In particolare, Mariani ha condotto a luglio 2020 una assemblea presso il Meazza con una approfondita disamina dei documenti emersi dalla Conferenza dei Servizi: documenti e pareri non così positivi come i messaggi pubblici lasciavano trasparire. Eletto consigliere di Zona 3 per il Partito democratico nel 2011, cinque anni dopo Mariani si era candidato sempre nel “parlamentino” di corso Buenos Aires e Porta Venezia per Sinistra x Milano, sempre con Sala. Che invece questa volta sfiderà. È l’uomo di Milano in comune e degli ambientalisti.
Layla Pavone – Nata a Milano il 28 aprile 1963, Layla Pavone è amministratore delegato Industry Innovation di Digital magics – un incubatore per start-up e aziende tecnologiche -, consigliere di Italia Startup, oltre che membro del cda del Fatto Quotidiano. Si occupa da sempre di comunicazione, pubblicità e innovazione aziendale. Dopo la laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano, conseguita nel 1987, frequenta il primo Master italiano in Comunicazione d’Impresa a conclusione del quale inizia il suo percorso professionale nella direzione marketing di Spi Società per la Pubblicità in Italia del Gruppo Publicitas. Dal 2003 al 2010 Layla Pavone è stata presidente di Iab Italia – charter dell’Interactive advertising aureau associazione internazionale per lo sviluppo e la promozione della pubblicità interattiva -, oggi ne è il presidente onorario. Nel 2003 ha fondato Iab Forum, che oggi è l’evento più importante nel mondo dell’advertising online. È professoressa e condirettrice del Master Almed Università Cattolica del Sacro Cuore digital communication specialist. È il volto del M5s alle elezioni comunali di Milano.
La lista del M5s per Layla Pavone
Movimento cinque stelle
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Giorgio Goggi
Giorgio Goggi – Ex docente del Politecnico, nonché architetto, è stato assessore ai trasporti dal 1998 al 2006, quando il sindaco era Gabriele Albertini. Nato a Lecco nel 1946 e da sempre residente a Milano, l’ex professore di Urbanistica al Poli è iscritto al Psi dal 1973 e dal 1998 al 2006. Dal 2011 al 2015 è stato membro del gruppo di studio sulla riapertura dei Navigli presso il Dipartimento Dastu del Politecnico su richiesta del Comune di Milano. Corre per i socialisti di Milano.
Natale Azzaretto – Sessantanove anni, è professore di lettere in una scuola media. “La nostra partecipazione, autonoma, alla competizione elettorale mira a mettere in evidenza il fallimento dell’ultima esperienza del sindaco Sala che non ha fatto nient’altro cheriproporre politiche in continuità con le giunte che lo hanno preceduto, sia che fossero di centro sinistra sia che fossero di centro destra. Lo spartito suonato è sempre stato lo stesso: tutta la politica dell’amministrazione comunale mirata esclusivamente a vantaggio dei poteri forti, che sono tanti e ben rappresentati, di questa città. È ora di cambiare verso alla politica comunale. I cittadini lavoratori devono diventare protagonisti del cambiamento“, hanno spiegato lui e il partito comunista dei lavoratori, per cui corre.
Marco Muggiani – Milanese, classe 1964, è medico e chirurgo. Dopo anni di lavoro nel privato, si è stabilito nel Pavese lavorando come medico di base. È tesserato nel partito Comunista fin dal 1983 e in questa chiamata alle urne ha più volte rivendicato con orgoglio che il suo partito è quello di Berlinguer. E infatti scende in campo con il Pci.
La lista a sostegno di Marco Muggiani
Pci
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Alessandro Pascale
Alessandro Pascale – Professore liceale di storia e filosofia, ricercatore storico, 35 anni, è nato e cresciuto in Valle d’Aosta, ma si è trasferito a Milano a 19 anni per studiare all’università. Di Milano dice che è “una città che ho imparato ad amare, ma che non si riesce mai fino in fondo a conoscere. Negli anni di militanza politica trascorsi a Milano tra le fila di Rifondazione Comunista ho incontrato tanti bravi compagni e compagne, entrando in contatto con realtà diverse che lavorano quotidianamente, seppur con risultati altalenanti, su un territorio molto difficile”. Si definisce orgogliosamente un proletario. Il suo partito è il Pc.
La lista a sostegno di Alessandro Pascale
Partito comunista
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Mauro Festa
Mauro Festa – Quarantasei anni, origini napoletane, è avvocato specializzato in diritti delle nuove tecnologie, attivista per i diritti Lgbt e ambientalista. Sarà lui a guidare l’esordio del partito gay a Milano. “Mi candido – ha chiarito lui stesso – perché credo nel progetto di questo partito e lo faccio per perseguire ideali fondamentali per una società civile: mai come ora c’è bisogno di una forza che si faccia carico dei diritti violati e mi riferisco a tutte le categorie di cittadini che non si sentono trattate come tutti gli altri. Il nostro – ha sottolineato l’avvocato – non è un partito di nicchia, ma aperto a tutti, a donne, uomini, italiani e stranieri, spesso soggetti a discriminazioni, ai giovani e non. Il nome è stato scelto per dare una forza identità di partito, altrimenti saremmo stati uno in un mare, ma non è focalizzato solo su questo“.
La lista a sostegno di Mauro Festa
Partito gay
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Teodosio De Bonis
Teodosio De Bonis – Nato il 13 ottobre 1953 a Pietragalla, nella provincia di Potenza, Teodosio De Bonis si è laureato a Napoli in medicina e chirurgia e nel 1980 si è trasferito a Milano dove si è specializzato in Anestesiologia e Rianimazione. Ha frequentato dei post-graduate a New York e in altre università europee. Il suo movimento 3V è dichiaratamente no vax e sul sito del partito è possibile leggere le “15 ragioni di medici e scienziati che ci convincono a non vaccinarci per il covid 19“.
La lista a sostegno di Teodosio De Bonis
Movimento 3V
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Bryant Biavasch
Bryant Biavaschi – Trentasei anni, laureato in economia e gestione aziendale e relazioni internazionali con indiritto in politiche europee. Ha lavorato a Brighton e Londra, in Irlanda e in Olanda. Dopo le esperienze all’estero è tornato a Milano e ora vive e lavora sui navigli. Lui stesso ha ammesso che a febbbraio 2020 la crici e la quarantena si sono portate vie buona parte della sua start-up di eventi e catering. Da qui la decisione di scendere in campo con “Milano inizia qui“
La lista a sostegno di Bryant Biavaschi
Milano inizia qui
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Bianca Miriam Tedone
Bianca Miriam Tedone – Tedone è un’amministrativa dell’Università Statale, ha 28 anni. “Abbiamo deciso di farlo per dare voce a quella parte della città stritolata dalla coltre della narrazione mediatica che la descrive cool, europea, ricca e competitiva, ma che in realtà vive sulla propria pelle uno sviluppo escludente e iniquo, la costruzione di una città fake green a misura di ricchi“, hanno sottolineato da Potere al Popolo annunciando la sua candidatura. “Abbiamo deciso di farlo con con una lista di candidati lavoratori e studenti, giovani ed anziani, che rappresenta le mille anime di una città che amiamo e non vogliamo consegnata nelle mani di speculatori e fondi di real estate“.
Gianluigi Paragone – Nato a varese il 7 agosto 1971, ha esperienze nel giornalismo da La padania a Libero passando per la Rai e La Gabbia su La7. Il 4 gennaio 2018 si candida alle elezioni politiche con il Movimento 5 stelle e viene eletto in Senato. Due anni dopo viene espulso e cerca l’avventura da solo creando “Italexit”. Adesso la candidatura a Milano. Gran parte della sua campagna elettorale la sta giocando sui temi dei no green pass.
A partire da domani, venerdì 10 settembre, sarà possibile acquistare nuovamente i biglietti per la prima partita casalinga del Milan della prossima UEFA Champions League, che vedrà la squadra guidata da Stefano Pioli affrontare il prossimo 28 settembre l’Atletico Madrid a San Siro.
I tagliandi saranno messi in vendita online su singletickets.acmilan.com e al Ticket Office di Casa Milan dalle ore 12.00, con un nuovo listino aggiornato che – con una significativa riduzione complessiva del prezzo d’ingresso medio -, favorirà maggiormente le fasce entry level con prezzi a partire da 39 euro per gli abbonati alla stagione 2019/2020.
Milan nuovi prezzi Champions – Le fasi di vendita
Saranno sempre tre le finestre di vendita:
Fase 1: Vendita riservata agli abbonati alla stagione 2019/20
La finestra di vendita aprirà alle 12.00 del 10 settembre e rimarrà aperta fino a domenica 12 settembre alle 23.59
Ogni abbonato potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri abbonati alla stagione 2019/20
I biglietti non sono cedibili
Fase 2: Vendita riservata ai possessori della carta Cuore Rossonero
La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 13 settembre e rimarrà aperta fino alle 23.59 dello stesso giorno
Ogni possessore della carta Cuore Rossonero potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri possessori della carta Cuore Rossonero
I biglietti non sono cedibili
Fase 3: Vendita libera
La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 14 settembre e rimarrà aperta fino ad esaurimento posti
Ogni tifoso potrà acquistare un massimo di 4 biglietti
I biglietti non sono cedibili
Milan nuovi prezzi Champions – Le modalità di rimborso per chi ha già acquistato
Per tutti coloro che avevano già acquistato il biglietto per la partita contro l’Atletico Madrid, nella precedente fase di vendita riservata agli abbonati tra il 4 e il 5 settembre, il Club intende garantire l’esperienza a San Siro adeguata alle nuove politiche di prezzo, preservando al contempo la totale libertà di scelta: confermare lo stesso settore, modificarlo oppure decidere di non assistere al match a San Siro.
Biglietto online: l’utente che ha acquistato il biglietto online verrà automaticamente rimborsato e il vecchio biglietto annullato, riconoscendo il diritto di acquisto di un nuovo tagliando nello stesso settore per 7 giorni al nuovo prezzo. Gli utenti avranno a disposizione una procedura dedicata e privilegiata: basterà recarsi sul singletickets.acmilan.comed inserire il codice della propria tessera per gestire la propria posizione.
Biglietto fisico: l’utente che ha acquistato il tagliando fisicamente potrà recarsi al Ticket Office di Casa Milan, con l a documentazione necessaria, per ottenere un rimborso e riacquistare un nuovo biglietto usufruendo del nuovo prezzo. Anche in questo caso il Club garantisce per 7 giorni il settore relativo al primo acquisto.
A prescindere dalla modalità di acquisto iniziale, l’utente potrà rinunciare al diritto di riacquisto nello stesso settore, preferendo accedere a porzioni dello stadio più ambite alla luce dei nuovi prezzi, seguendo le nuove finestre di vendita.
L’utente avrà inoltre il diritto di scegliere – senza alcun vincolo – di non partecipare più alla gara, usufruendosemplicemente del rimborso.
Il Club trasmetterà direttamente all’utente, via mail, tutte le istruzioni per gestire al meglio la propria posizione.
Riconoscimento lampo per il ristorante aperto in Istria a giugno durante la chiusura per lavori di quello “gemello” a Godia (Udine), che ripartirà il primo ottobre. Lo chef: “Dopo il lockdown credo in una cucina concreta. La sostenibilità dobbiamo farla, non dirla”
Potrebbero sembrare pochi soli tre mesi dall’apertura all’attribuzione della stella Michelin, potrebbero ma non lo sonose dietro ce ne sono più di 130. Premiato dalla guida dedicata alla Croazia il ristorante Agli Amici Rovignoin Istria, firmato dalla famiglia Scarello. «Non lo so cosa abbiamo fatto, è stata una magia! Parlando con i ragazzi a Godia ho chiesto loro da che parte iniziare e mi hanno risposto: “Dalle passeggiate fatte insieme” – racconta lo chef Emanuele Scarello -. Durante il lockdown tutte le mattina facevamo lunghe camminate, il tempo trascorso insieme ha fortificato il gruppo. Quando siamo arrivati a Rovigno ho chiesto ancora da dove iniziare. “Ripartiamo da dove siamo, dalle due stelle” hanno risposto». Parole non vestite di retorica, ma di sentimento profondo dove il senso di appartenenza si lega alla gratitudine.
Il ristorante di Rovigno
Una storia che inizia lontano e lega la famiglia Scarello allecinque generazioniavvicendatesi nei decenni che hanno saputo evolvere al passo con i tempi. Iniziava tutto nel 1887 quandoil trisavolo Umberto terminati i doveri come Guardia del Re Umberto I riceveva la licenza per la gestione di un’attività di tabacchi e coloniali come buona uscita. Un punto di riferimento per il paese di Godia, piccola frazione alle porte di Udine, con il posto telefonico del paese; un emporio che ha visto la televisione iniziare le trasmissioni, era il primo apparecchio del circondario e attirava i compaesani che fissavano le immagini scorrere dentro quella nuova scatola. Ammaliati si fermavano nell’emporio che cambiava veste, l’accoglienza da locanda, cucina semplice e confortevole, piatti che contengono sapori di famiglia e gesti di accoglienza.
Michela ed Emanuele Scarello
Il nuovo “Agli Amici” a Rovigno
Ma è con Ivonne e Tino, genitori di Emanuele e Michela Scarello, che inizia la vera evoluzione: lui sommelier, lei che studia oltralpe la cucina, una coppia accomunata dalla passione per il lavoro che cresce i figli fra sapori di casa, non una qualunque, e grandi ristoranti. «Senza dubbio, la figura che ha segnato la storia del nostro ristorante è stata quella di mia madre» sono le parole dello chef Scarello che nel 2000, a ventinove anni, ottiene la prima stella Michelin per il ristorante di famiglia, Agli Amici, e nel 2013 la seconda. Una consacrazione dell’accoglienza familiare e dei sapori che negli anni si sono evoluti, riempiendosi di riconoscenza per la storia passata, passione e lavoro costante, tanto da essere l’unico Relais & Chateaux in Friuli Venezia Giulia e il solo due stelle della regione.
Un’istituzione, non solo a Godia ma per l’Italia intera. Emanuele in cucina e Michela in sala, portano avanti i valori che hanno sempre contraddistinto la famiglia con piglio che segue i tempi e si adatta. Tanto che durante i lavori di ristrutturazione del ristorante, scelgono il mare che bagna Rovigno, ma non per una vacanza. Dal 22 giugno Agli Amici Rovigno, nato grazie alla partnership con il Maistra Hospitality Group, ha aperto la sua cucina nello spazio fra il Grand Park Hotel Rovinj e la Marina. Dalla formazione del personale locale.
Pensando al ristorante Agli Amici di Rovigno e alla sua partenza del 22 giugno colpiscono le parole con cui lo chef ripercorre quanto successo nell’ultima estate: «Impieghiamo cento giorni per mettere a punto il motore, e ce ne diamo mille per vincere il Gran Premio». Questi erano i propositi, surclassati anche nelle migliori aspettative che hanno portato la prima stella Michelin a 75 giorni dall’apertura. Un progetto a lunga durata che apre gli orizzonti dei prossimi quattro anni e vedrà metà staff a Godia e metà a Rovignoche riaprirà dopo i lavori il primo ottobre: «Stiamo risistemando la casa per i nostri ospiti» racconta con entusiasmo pacato e ragionato, entusiasmo maturo.
Lo stesso che si riflette nella cucina e nei pensieri di quel ragazzo che a 29 anni aveva ricevuto la sua prima stella: «Dopo il lockdown credo in una cucina concreta, vera. La sostenibilità dobbiamo farla, non dirla». Un credo che è stato applicato a Rovigno così come a Godia, «era già dentro di me come pensiero ma non ero così integralista. Fin quando è venuto da me Silvano, un agricoltore che produce asparagi, dicendomi che lui lavorava tutto l’anno per coltivarli per noi ristoratori. “Quest’anno non potete usarli, almeno assaggiali” e lì ho capito a fondo l’importanza di creare piccole economie locali per non perdere i coltivatori e gli allevatori, che sono i veri custodi delle biodiversità».
Alcuni piatti di Emanuele Scarello
Alcuni piatti di Emanuele Scarello
Alcuni piatti di Emanuele Scarello
Emanuele Scarello: “Questi mesi sospesi mi hanno fatto ripensare completamente la mia cucina”
Lo chef del due stelle “Agli amici” lascia temporaneamente Godia (dove tornerà il primo ottobre) e riparte dall’Istria: “Al via il 28 giugno puntando su autenticità e rispetto del territorio”
Agli Amici riapre a Rovigno e si prepara per una stagione estiva in terra istriana. Il due stelle Michelin friulano guidato da Emanuele e Michela Scarello lascia dunque temporaneamente Godia per trasferirsi con l’intero staff di sala e cucina sulla Marina di Rovinj davanti al Grand Park Hotel Rovinj. L’apertura è prevista per il 28 giugno a cena con tre menù degustazione dedicati alle tappe di questo nuovo viaggio gastronomico: Godia, Istria e Rovigno. Una decisione dettata dal desiderio di ricominciare e dalla possibilità di mantenere l’intero personale de Agli Amici per dare il via a un progetto di start up unico in Istria, oltre a una contingenza pratica: lo storico locale in provincia di Udine necessita di una ristrutturazione importante e lunga che vedrà la riapertura il 1° ottobre. Qui, Agli Amici 1887 è diventata un’istituzione della gastronomia friulana: sono cinque le generazioni della famiglia Scarello che portano avanti la propria idea di cucina in un luogo che è anche casa. Dal trisavolo Umberto, guardia del re d’Italia Umberto I di Savoia, a mamma Ivonne Bodigoi e a papà Tino, fino a Michela ed Emanuele Scarello che ora guidano assieme il ristorante, rispettivamente in sala e in cucina.
Iniziamo dalla fine. Come sarà Agli Amici di Rovigno? – “In Istria vogliamo realizzare un progetto che rifletta interamente il nostro lavoro e tutta la ricerca gastronomica che lo contraddistingue, un progetto che duri nel tempo e che continui, completo e pronto grazie alla formazione del personale locale che abbiamo selezionato, anche quando gran parte del nostro staff ritornerà in Friuli per la riapertura del primo ottobre. La nostra offerta sulla Marina di Rovinj è la stessa che ci contraddistingue da sempre, quella di non dare mai nulla per scontato, di utilizzare e valorizzare le migliori materie prime del territorio, di lavorare con i produttori locali e di creare uno scambio culturale continuo tra i nostri due territori, l’Italia e l’Istria, così simili e così vicini“.
Come sono stati questi mesi di lockdown? – “Non avevo mai avuto così tanto tempo per pensare: ho capito che la cucina non poteva essere più soltanto un piatto. Mi spiego meglio: i mesi di chiusura sono stati l’occasione per andare a conoscere con i miei ragazzi tutti i piccoli produttori locali, per comprendere come senza filiera oggi non abbia più senso fare nulla. Parlando con loro ho capito che dovevamo cambiare in toto: se si perdono queste micro economie sul territorio si perdono una grande bio diversità, la storia, la territorialità. E così siamo partiti, anche grazie a un progetto di filiera portato avanti con la Regione Friuli Venezia Giulia, a ripensare tutto: abbiamo chi produce ortaggi per noi in paese; i branzini arrivano dalla Valle di pesca Pantani; la carne dall’Az. Zanchetta che macella un capo importante ogni tre mesi e so che in quel momento posso usare una carne cha ha fatto un ciclo di fattoria totale: quando non ce l’ho vado da un altro contadino allevatore che con lo stesso sistema alleva i polli nel cortile ed è una cosa da fuori di testa come l’allevatore di conigli cha ha una vera e propria nursery nella gelsaia“. continua a leggere
Il rogo è scoppiato dopo una esplosione. “Un’enorme tragedia si è verificata nel centro Covid-19 di Tetovo”, ha affermato il primo ministro Zoran Zaev, che si è recato in visita sul luogo della strage
Macedonia del Nord: incendio devasta un ospedale Covid, almeno 10 morti
Dieci persone sono morte in un vasto incendio scoppiato dopo una esplosione nel reparto Covid-19 del complesso ospedaliero di Tetovo, in Macedonia del Nord. “Un’enorme tragedia si è verificata nel centro Covid-19 di Tetovo“, ha affermato il primo ministro Zoran Zaev, che si è recato in visita sul luogo della strage. “Un’esplosione ha causato un incendio. L’incendio è stato spento ma molte vite sono state perse“, ha aggiunto il capo del governo su Facebook.
“Finora, 10 persone sono state travate morte, ma questo numero potrebbe aumentare“, ha scritto su Twitter il ministro della Sanità, Venko Filipce. L’incendio è avvenuto mentre l’ex Repubblica jugoslava celebrava il 30esimo anniversario della sua indipendenza, con festeggiamenti organizzati a Skopje, tra cui una parata militare e un concerto della orchestra filarmonica nazionale.
“Stavo documentando una manifestazione di protesta a Kabul quando un gruppo di talebani mi ha picchiato, prelevato e portato in un posto di polizia. A nulla sono valse le mie proteste. Alla fine, dopo 8 ore, mi hanno liberato con la minaccia di non riprendere più manifestazioni di protesta in piazza”. Così il racconto del giornalista Claudio Locatelli, che si trova in Afghanistan, a The Breakfast club su Radio Capital
Giornata drammatica nel Paese. Morti 16 pazienti ricoverati in un ospedale travolto dalle acque di un fiume in piena. Poi la scossa di terremoto: il primo bilancio parla di una vittima
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito nella notte di martedì il Messico. L’epicentro è stato registrato a pochi chilometri da Acapulco, la nota località turistica che si affaccia sul Pacifico. La scossa è stata avvertita nitidamente anche a Città del Messico, che si trova a quasi 380 chilometri di distanza. Secondo le prime informazioni, ci sarebbe almeno una vittima.
I palazzi hanno tremato, molta gente, nonostante le forti piogge, si è riversata in strada terrorizzata: «É stato terribile, ogni volta che succede qualcosa del genere penso al terremoto del 1985 – dice Yesmin Rizk, 70 anni, residente nel quartiere Roma Sur nella capitale —. Non penso che stanotte riusciremo a dormire». Ma nel 1985 le vittime furono migliaia, cosa che per fortuna non è successa oggi. «Stavamo facendo il check in nell’hotel e quindi abbiamo ancora le valigie con noi — ha raccontato alla Reuters Jessica Arias, che è in visita con altri otto amici a Mexico City —, ci hanno detto di non entrare perché non è sicuro». Altri erano al cinema o stavano cenando quando la terra ha tremato: «Siamo scioccati. Non c’è stato alcun avviso o allarme — racconta Andrea del Valle che è seduto sul marciapiede con un amico dopo essere scappato dalla sala dove proiettavano il film che aveva scelto di vedere. In alcune zone è saltata la corrente elettrica. «Fortunatamente, non ci sono danni gravi e finora non abbiamo informazioni sulla perdita di vite umane», ha dichiarato in un primo momento il presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, su Twitter. Ma più tardi, dallo stadio meridionale di Guerrero, è arrivata la notizia di una vittima morta per la caduta di un palo della luce nel Comune di Coyuca de Benítez.continua a leggere
La consulenza che verrà depositata oggi mette un punto sulla vicenda costata la vita alla 22enne di Montemurlo
Il 3 maggio scorso Luana D’Orazio è morta dopo essere stata trascinata nell’orditoio da una staffa, mentre il macchinario al quale era stata assegnata stava viaggiando a velocità massima: la fase «lepre», la più pericolosa, quella in cui le saracinesche di sicurezza devono essere necessariamente abbassate.A mettere un punto sulla vicenda costata la vita alla giovane madre di 22 anni, operaia apprendista di un’azienda di Montemurlo,è la consulenza che verrà depositata oggi al terzo piano del palazzo di giustizia di Prato, negli uffici della procura diretta da Giuseppe Nicolosi.
Gli inquirenti, subito dopo aver aperto l’inchiesta sulla morte dell’operaia, avevano affidato a un consulente esperto – il tecnico Carlo Gini – la consulenza per conoscere la dinamica dell’incidente. Dopo oltre tre mesi di lavoro (e a distanza di quattro dall’incidente) il responso tecnico sembra sciogliere il dubbio più importante, quello sulla fase di lavorazione del macchinario: la ragazza sarebbe stata trascinata nel momento di massima potenza dell’orditoio, non in quella lenta alimentata manualmente. Questo complica la posizione investigativa didue dei tre indagati per omicidio colposoe rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche: la titolare dell’azienda Luana Coppini e suo marito Daniele Faggi, ritenuto dagli inquirenti gestore di fatto dell’azienda. Sarebbero invece a questo punto più sfumate, almeno rispetto al reato più grave (quello di omicidio) le responsabilità del manutentore dei macchinari della ditta, Mario Cusumano.continua a leggere
Maxirapina da film nel salotto chic della capitale francese
Parigi a mano armata. Una banda di rapinatori, di cui due componenti fermati dalla polizia, ha svaligiato oggi la gioielleria Bulgari di Place Vendome, nel salotto chic della capitale francese, per un bottino stimato intorno ai dieci milioni di euro.
“La polizia, informata verso le 12 di una possibile rapina in Place Vendome, è partita a caccia di un’auto con tre occupanti e due scooter“, ha riferito una fonte di polizia mentre su Twitter, la Préfecture de Police rende omaggio alla “reattività” degli agenti in questa operazione ad alto rischio nel cuore di Parigi.
Nota nel mondo intero per la bellezza dei suoi palazzi e la colonna napoleonica fatta erigere sul modello della colonna Traiana a Roma, Place Vendome è una delle piazze più importanti della capitale francese, sede di numerose gioiellerie e negozi di ultralusso oltre che del celeberrimo Hotel Ritz, recentemente restaurato e del ministero della Giustizia. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il bottino del colpo da Bulgari ammonta a circa 10 milioni di euro.
Il veicolo a bordo del quale i rapinatori hanno preso la fuga, una Bmw grigia, è stato ritrovato abbandonata dopo l’inseguimento con la polizia nel centro della capitale. Durante la fuga, scrive Le Parisien, i presunti autori avrebbero circolato sul marciapiede. Un agente di polizia ha aperto il fuoco e ferito alla gamba uno dei rapinatori, che è stato poi fermato dagli agenti. Arrestato anche un secondo uomo, rifugiatosi nel parcheggio sotterraneo del centralissimo Forum des Halles, mentre gli altri componenti della banda, almeno sei secondo Le Parisien, sarebbero ancora in fuga.
L’inchiesta per “furto a mano armata in banda organizzata” e “associazione a delinquere” è stata affidata alla Brigata anti-crimine (Brb) della polizia giudiziaria. Quest’estate, Parigi è stata già segnata da due importanti rapine. Il 27 luglio, un uomo in monopattino elettrico ha fatto incetta in un punto vendita del gioiellerie Chaumet. Bottino stimato: 2 milioni di euro. E’ stato fermato l’indomani assieme al suo complice, con il recupero quasi integrale della refurtiva. Tre giorni dopo, due uomini armati di una pistola a scariche elettriche ed un lacrimogeno hanno sottratto gioielli per 400.000 euro in una boutique del marchio Dinh Van.
A pochi giorni dalla ripresa del campionato e con il big match contro la Juventus in agenda per sabato, il Napoliperde certezze contro ilBenevento. Nell’amichevole giocata allo stadio Diego Armando Maradona, la squadra di Luciano Spalletti sbaglia troppo ed è perforabile dietro: il ko con il punteggio di 5-1ne è una chiara dimostrazione, anche se gli azzurri hanno l’alibi di aver schierato una formazione composta principalmente da riserve visti i numerosi giocatori impegnati in questi giorni con le rispettive Nazionali. Nel tabellino dei marcatori trovano spazio i nomi di Calò, Improta, Politano, Foulon, Roberto Insigne e Umile.
A margine della partita ha parlato anche il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis. “Il futuro l’abbiamo fatto in questi 12 anni in Europa. Nessuna squadra italiana ha avuto questa continuità. Non abbiamo vinto lo scudetto ma non è l’unica cosa che conta. A volte per vincere gli scudetti non bisogna essere solo una squadra importante. Si vince per varie combinazioni e altre volte c’è chi te lo scippa. La sinergia dovrebbe esistere in tutta la Campania. Non ci dovrebbe essere nessuna contrapposizione con Avellino, Juve Stabia, Benevento perché rappresentiamo la cosiddetta Terra felix”.
L’attrice, 74 anni, ha avuto un malore pochi giorni fa
Jane Mallory Birkin (Londra, 14 dicembre 1946) è un’attrice, cantante e regista britannica naturalizzata francese.
La cantante e attrice Jane Birkin “ha subito una forma leggera” di ictus cerebrale, “sta bene” ma è costretta ad annullare la sua partecipazione al Festival del film americano di Deauville, nel nord della Francia. Lo ha fatto sapere oggi la sua famiglia.
Il malore ha colpito Jane Birkin, 74 anni, “alcuni giorni fa” e i familiari desiderano proteggere “la sua convalescenza“, ha fatto sapere l’agente dell’artista. Nata a Londra, la Birkin, “adottata” dai francesi, resta legata al suo rapporto con Serge Gainsbourg, di cui fu musa e interprete.
Serge Gainsbourg & Jane Birkin – Je t’aime… moi non plus/Original videoclip (Fontana 1969)
Valutazioni in corso su pericolosità grattacielo dopo maxi rogo
Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che ha preso fuoco il 29 agosto scorso,
La Procura di Milano ha disposto il sequestro della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che ha preso fuoco il 29 agosto scorso, e dell’area circostante per verificare la “pericolosità” della struttura, anche perché dalle valutazioni dei vigili del fuoco, che sono ancora in corso, non si può escludere il “rischio di crolli” anche di parti del palazzo, dovuti ai danni strutturali causati dal maxi rogo.
Intanto, le indagini, coordinate dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella, vanno avanti con l’analisi di tutti i documenti acquisiti finora in relazione alle falle nella sicurezza, soprattutto sui materiali infiammabili usati per il rivestimento esterno. E si indaga ancora sulle cause “accidentali” dell’incendio.
Nino Castelnuovo, all’anagrafe Francesco Castelnuovo (Lecco, 28 ottobre 1936 – Roma, 7 settembre 2021), è stato un attore italiano.
News: E’ morto Nino Castelnuovo, celebre attore di teatro, cinema e televisione. Aveva 84 anni
E’ morto Nino Castelnuovo, popolare attore di cinema, teatro e tv. Aveva 84 anni. Ne dà notizia la famiglia. Dopo il debutto al cinema alla fine degli anni 50, era diventato famoso presso il pubblico della tv grazie al ruolo di Renzo Tramaglino ne I promessi sposi diretto da Sandro Bolchi.
I Promessi sposi – 1 episodio di 8
Morto l’attore Nino Castelnuovo
Lo annuncia famiglia, si è spento ieri a Roma
Nino Castelnuovo si è spento ieri a Roma dopo un lunga malattia. Aveva 84 anni.
Ne danno la notizia la moglie M. Cristina, il figlio Lorenzo e la sorella Marinella. La famiglia – informa una nota – “si chiude nel dolore per la perdita del caro Nino e richiede comprensione e riservatezza in questo momento difficile“. I funerali si terranno a Roma in forma strettamente privata.
l britannico affiancherà Hamilton. La scuderia di Faenza annuncia che manterrà la stessa coppia di piloti nella prossima stagione
Il mosaico per il campionato del mondo 2022 di Formula 1 sta prendendo sempre più forma. Nella settimana che porta al Gran Premio d’Italia a Monza altri tasselli sono infatti stati posizionati e il quadro d’insieme della griglia di partenza della prossima stagione è pressoché completo ormai. Dopo giorni di indiscrezioni, è infatti arrivato l’annuncio ufficiale da parte della Mercedes, ventiquattro ore dopo quello del passaggio di Valtteri Bottas all’Alfa Romeo il prossimo anno: sarà George Russellil nuovo pilota delle Frecce d’Argento e correrà al fianco di Lewis Hamilton a partire dal 2022.
Russell: “Hamilton il più grande pilota di tutti i tempi” – “Il mio obiettivo deve essere quello di premiare la fiducia che Toto Wolff e la squadra hanno riposto in me, consentendomi di fare la mia parte nel continuare il successo della squadra: voglio renderli orgogliosi“, le prime parole del 23enne pilota britannico che si è unito al Mercedes Young Driver Program nel 2017 e ha vinto il campionato GP3 Series di quella stagione, diventando campione Fia di Formula 2 l’anno successivo, prima di passare alla Formula 1 con la Williams nel 2019. continua a leggere
Il 55enne selezionatore della nazionale baltica è risultato positivo al tampone e deve rinunciare a guidare i suoi uomini nella gara delle qualificazioni mondiali con gli azzurri (arbitra l’inglese Pawson): al suo posto a Reggio Emilia il vice Tomas Razanauskas
Roma, 07 settembre 2021
Contrattempo per la Lituania in vista del match con l’Italia, in programma mercoledì sera e valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2022. Il commissario tecnico Valdas Ivanauskas, 55 anni, è infatti risultato positivo al Covid-19 e non potrà prendere parte alla trasferta della sua Nazionale per la gara contro gli azzurri di Roberto Mancini: in panchina al suo posto allo stadio ‘Città del Tricolore’ di Reggio Emilia ci sarà dunque il suo assistente, Tomas Razanauskas.
Inglese Pawson arbitra Italia-Lituania – Sarà l’inglese Craig Pawson, 42enne di Sheffield, ad arbitrare la sfida fra Italia e Lituania. Con lui, che non ha mai diretto in carriera la Nazionale maggiore italiana, sono stati designati gli assistenti Lee Betss e Ian Hussin e il quarto uomo Peter Bankees, al Var David Coote e Daniel Robathan.
Verratti e Pellegrini lasciano il ritiro azzurro – Intanto, all’indomani del pareggio a reti bianche con la Svizzera, alle 18 gli azzurri partono da Basilea alla volta di Reggio Emilia, dove mercoledì sera affronteranno la Lituania nel terzo e ultimo incontro di questa finestra di settembre. In mattinata la squadra si è allenata, circondata dall’affetto di tanti tifosi italiani, al Centro Sportivo ‘Old Boys’ di Basilea: lavoro sul campo per chi non ha giocato ieri o è entrato negli ultimi minuti e allenamento defaticante in piscina per gli undici titolari. I centrocampisti di Paris Saint Germain e Roma Marco Verratti e Lorenzo Pellegrini, indisponibili per la gara con la Lituania, lasceranno il ritiro della Nazionale a scopo precauzionale per fare rientro ai rispettivi club di appartenenza.
Il CEO dell’Inter eletto assieme a Miguel Angel Gil dell’Atletico e Daniel Levy del Tottenham
Alessandro Antonello
7 settembre 2021
Alessandro Antonello è stato eletto come nuovo membro del comitato esecutivo dell’ECA: a riferirlo sono i profili social della stessa associazione dei club europei. Assieme al CEO dell’Inter, eletti anche Miguel Angel Gil, CEO dell’Atletico Madrid, e Daniel Levy, presidente del Tottenham.
Il comunicato dell’Inter: “Il CEO Corporate nerazzurro Alessandro Antonello è stato eletto questa mattina come membro dell’Executive Board dell’European Club Association, l’organismo di rappresentanza dei club di calcio professionistico europei”.
L’ultimo schiaffo al simbolo dell’Art in Nature progettato dall’artista Giuliano Mauri e abbattuto nel 2019 dopo essere stato rovinato da due trombe d’aria e la scarsa manutenzione
Dopo i colpi di ruspa che nel dicembre 2019 avevano abbattuto, di notte, quel che restava ancora in piedi del “tempio vegetale” progettato dall’artista Giuliano Mauri – ben poco in realtà, 13 colonne delle 108 originarie, mentre 55 giacevano già a terra e le altre erano state distrutte dal maltempo – , l’ultimo schiaffo all’opera simbolo dell’Art in Nature sarebbe nella mano dietro al rogo divampato questa notte.
Sul posto è al lavoro la polizia scientifica di Lodi che sta eseguendo le indagini, ma i primi indizi fanno pensare infatti alla pista dolosa. “Per me non è più l’opera, la Cattedrale Vegetale – riflette Francesca Regorda, nipote dell’artista e presidente dell’Associazione Giuliano Mauri -. Potrò sembrare cruda, ma erano ormai un ammasso di legni lasciati lì, quindi condanno il gesto, ma non è più l’opera di Giuliano Mauri“. Scomparso nel 2009, l’artista aveva lasciato uno scritto, considerato il suo testamento ‘artistico‘, in cui progettava una Cattedrale Vegetale nella sua città, Lodi appunto, dopo la prima costruita ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento) e la seconda al Parco delle Orobie a Bergamo. continua a leggere
Multa da 225 mln a WhatsApp per violazione leggi privacy Ue
L’Irlanda, sede europea di Facebook, ha imposto una multa di 225 milioni di euro a WhatsApp per aver violato le leggi sulla privacy dei dati dell’UE. Risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018, la sanzione inizialmente decisa dall’Irlanda è stata rivista al rialzo su richiesta degli enti regolatori europei.
La Commissione per la protezione dei dati (DPC) irlandese è in gran parte responsabile del controllo dell’adesione alla carta dei diritti dei dati GDPR dell’UE. L’app di messaggistica non avrebbe “assolto ai suoi obblighi di trasparenza” per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull’utilizzo dei dati.
“Non siamo d’accordo con la decisione odierna sulla trasparenza che abbiamo fornito alle persone nel 2018 e le sanzioni sono del tutto sproporzionate. Faremo appello contro questa decisione”: è il commento alla multa comminata dall’Irlanda di un portavoce di WhatsApp, che sottolinea come la piattaforma “si impegna a fornire un servizio sicuro e privato. Abbiamo lavorato per garantire che le informazioni fornite siano trasparenti e complete e continueremo a farlo“.
In Austria non ci sarà più un lockdown totale, ma semmai saranno introdotte limitazioni solo per le persone non vaccinate. Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz in un’intervista alla Orf.
Si tratta – ha spiegato – di “misure di protezione”nei confronti dei non vaccinati, visto il rischio 50 volte superiore di un percorso grave della malattia che potrebbero riguardare la movida serale e i grandi eventi. Per le misure non si terrà più conto dell’incidenza settimanale dei contagi, ma dell’occupazione dei letti ospedalieri. Per garantire la didattica in presenza ci saranno test costanti nelle scuole, ha aggiunto Kurz.
Ceferin e Al-Khelaifi, schiaffi ad Agnelli: ‘L’ex capitano è scappato dalla nave’, ‘Superlega? Favole e fallimenti. Il colpo di stato di mezzanotte...’
Il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, e il presidente dell’Eca, Nasser Al-Khelaifi (presidente del Paris Saint Germain )
In occasione dell’Assemblea generale dell’ECA, l’associazione dei club europei, il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, e il presidente dell’Eca, Nasser Al-Khelaifi(presidente del Paris Saint Germain), sono stati protagonisti di un doppio attacco nei confronti diAndrea Agnelli, presidente della Juventus ed ex presidente Eca. Oggetto del contendere, ovviamente, la Superlega.
Ha iniziato Ceferin: “Quando si passa attraverso una tempesta serve un bravo capitano. E l’ECA ha un bravo capitano, il presidente Al-Khelaifi che ha preso il comando quando il vecchio capitano (Agnelli, l’ex presidente dell’ECA, ndr) è scappato dalla nave. Ci sarà un grande board e un grande presidente onorario, il futuro è luminoso“.
E ancora: “Ci siamo affidati alla determinazione e alla forza del presidente Ceferin, che si è opposto al colpo di stato di mezzanotte e le persone con la memoria corta dovrebbero ricordare che questo è esattamente ciò che è stato. Dovreste sapere tutti che il presidente Ceferin è stato fiducioso fin dall’inizio. Abbiamo parlato la mattina presto, ha detto che ce l’avremmo fatta e abbiamo vinto. Come sapete, nove club hanno chiesto di rientrare nella nostra famiglia e sono stati reintegrati nelle nostre strutture con rinnovati impegni per rafforzare la nostra associazione. Li accolgo di nuovo nella famiglia ECA“.
Al-Khelaifi invece ha aggiunto: “Con la Superlega hanno cercato di dividerci, di renderci più deboli, ma hanno fallito perché hanno ottenuto l’esatto opposto. Ci hanno uniti e resi più forti. Non perderò tempo a parlare della presunta Superlega perché non mi piace concentrarmi su favole e fallimenti. Insieme abbiamo difeso gli interessi del calcio europeo per tutti“.
Aveva 88 anni. Tra i più importanti attori francesi, arrivò al successo nel 1960 con i film di Godard
E’ morto Jean-Paul Belmondo, il bello e dannato del cinema francese. Aveva 88 anni. La notizia della sua scomparsa è stata data all’agenzia France Press dal suo avvocato, Michel Godest, il quale ha detto che l’attore è morto nella sua casa di Parigi: “Da qualche tempo era molto affaticato. Si è spento serenamente”, ha aggiunto. In 50 anni di carriera, Belmondo ha partecipato a più di 80 film e recitato con i più grandi registi, specialmente francesi, da Truffaut a Lelouche, e la sua fama è dovuta sia a film d’essai apprezzati dalla critica come a film d’azione e commedie di grande successo commerciale.
E’ mortoJean-Paul Belmondo, il bello e dannato del cinema francese. Aveva 88 anni. La notizia della sua scomparsa è stata data all’agenzia France Press dal suo avvocato, Michel Godest, il quale ha detto che l’attore è morto nella sua casa di Parigi: “Da qualche tempo era molto affaticato. Si è spento serenamente“, ha aggiunto. In 50 anni di carriera, Belmondo ha partecipato a più di 80 film e recitato con i più grandi registi, specialmente francesi, da Truffaut a Lelouche, e la sua fama è dovuta sia a film d’essai apprezzati dalla critica come a film d’azione e commedie di grande successo commerciale.
‘Fino all’ultimo respiro’, il capolavoro di Godard con Belmondo e Seberg è restaurato -«Non sono molto bello» ammette guardandosi allo specchio Michel Poiccard, il protagonista di Fino all’ultimo respiro; poi aggiunge, ringalluzzito, «ma sono un gran boxeur». In realtà Jean-Paul Belmondo non fu un gran boxeur, anche se la boxe l’aveva praticata da dilettante. Non era neppure molto bello, e tuttavia fu uno degli attori della sua generazione più amati dalle donne, sullo schermo e nella vita, al punto da guadagnarsi il soprannome di Bebel. continua a leggere
Il chitarrista dei Pooh ha annunciato la scomparsa della moglie. A Toeschi era stato diagnosticato un tumore al cervello nel 2010
«È con straziante dolore che vi comunico che questa mattina mia moglie Paola ci ha lasciati dopo una lunga malattia». Con queste parole Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, ha annunciato la morte della moglie Paola Toeschi. I due erano sposati dal 2011. Nel 2005 è nata la figlia della coppia, Sofia. A Toeschi, che aveva 51 anni, era stato diagnosticato un tumore al cervello nel 2010.
La donna, nel 2015, aveva raccontato la sua malattia in un libro, «Più forte del male», in cui aveva anche spiegato il ruolo della fede nel sostenerla durante la lotta con il cancro. Un viaggio a Medjugorje, in particolare, l’aveva profondamente segnata: «Sono tornata a casa un’altra persona», diceva in televisione, intervistata su Tv2000: «Arrivata lì mi sono sentita in pace e nel frattempo alla malattia non pensavo neanche più. La Madonna ti rivolta come un calzino».
Al lutto di Dodi Battaglia si sono subito stretti gli altri amici Pooh: «Profondamente addolorati, ci sentiamo vicinissimi a Dodi e alla figlia Sofia in questo dolorosissimo momento per la prematura scomparsa della loro amata Paola. Cara Paola, che tu possa riposare in pace e in serenità eterna. Roby, Giovanna e figli», ha scrittoRoby Facchinettisui Social. «Ciao Paola… Il nostro dolore è grande… davvero grande… e preghiamo affinché sia dolce il tuo viaggio… ti arrivi, Paola cara, il nostro abbraccio più sincero. Tutti stretti attorno a Sofia e Dodi in questo momento così brutto. Red, Bea, Chiara e Phil…» è stato invece il saluto pubblico diRed Canzian.
Una nuova perdita nella grande famiglia dei Pooh dopo la scomparsa del batterista Stefano D’Orazio, morto il 6 novembre 2020 . Il gruppo, pur essendosi ufficialmente sciolto nel 2016, continua a rimanere molto unito, forte di una carriera lunga 50 anni. Proprio a D’Orazio i singoli componenti hanno dedicato più di una canzone nell’ultimo anno, continuando a ricordarlo e a rimanere «Amici per sempre».
Aveva 97 anni: il decesso al Bufalini. La passione per il turismo e per l’Inter
Il «papà del mister» come lo chiamavano con affetto residenti e amici, non c’è più. Adamo Zaccheroni è morto a 97 anni all’ospedale Bufalini di Cesena. La notizia è stata data dalla stampa locale, fra i primi a confermarla il Corriere della Romagna. Adamo era non solo padre dell’allenatore Alberto (e nonno di Luca), ma gestiva anche uno stabilimento balneare, il Bagno Marè
Due passioni – A Cesenatico era un volto noto, infatti, per le sue forti intuizioni turistiche, mescolatesi sempre alla passione per il calcio. Negli anni Sessanta gestiva l’hotel Ambrosiana. Che, per la verità, avrebbe voluto chiamare “Internazionale”, proprio per la sua fede calcistica nell’Inter. Peccato che ci fosse già un albergo con tale nome, realizzato dall’ex portiere Giorgio Ghezzi, nato anche lui a Cesenatico
Il mister – Già tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia, in particolare all’ ex allenatore di Milan, Inter, Juventus (e in Giappone alla guida della Nazionale del Sol Levante. Nel 1999 ha vinto il campionato di Serie A come allenatore del Milan. Condivide inoltre con Giuseppe Pillon il record di 3 promozioni consecutive dalla serie D alla serie B, due conseguite col Baracca Lugo e una col Venezia.
Uno yacht di 35 metri battente bandiera maltese, ormeggiato al porto turistico della “Marina di Olbia“, è andato a fuoco. Poco dopo l’1.30 del mattino, una volta ricevuta la segnalazione, la sala operativa della Guardia costiera ha inviato una motovedetta e personale via terra, che si è occupato di verificare che le quattro persone dell’equipaggio avessero abbandonato l’imbarcazione e stessero bene. Per spegnere le fiamme ci sono volute quasi due ore. Lo yacht è stato completamente distrutto. In mattinata, oltre alle attività di bonifica e quelle necessarie per prevenire un possibile inquinamento, si è dato il via alle indagini utili a stabilire le cause dell’incendio e accertare eventuali responsabilità.
Intorno alle 10 il presidente di FI è stato accompagnato in ospedale dalla sua scorta seguendo il solito percorso di sicurezza. Visita lampo dal dottor Zangrillo
Una visita lampo, un controllo cardiologico, ma a preoccupare è ormai la frequenza dei passaggi in ospedale negli ultimi giorni. Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi anche lunedì mattina ha fatto visita al San Raffaele. Intorno alle 10, accompagnato dalla sua scorta, ha seguito il solito percorso di sicurezza, per evitare contatti con altri pazienti, sotto il «diamante» dove viene ricevuto dal sul medico personale il dottor Alberto Zangrillo.
Ma cosa ha di preciso Berlusconi? È la domanda che si fanno in tanti, preoccupati per le sue condizioni di salute dopo i pesanti strascichi lasciati dal Covid che lo ha colpito un anno fa esatto, dopo 15 giorni di ricovero e il timore, manifestato dallo stesso Berlusconi, per la sua vita. In realtà l’andirivieni degli ultimi giorni è dovuto acontrolli di natura diversa, uno oculistico, e molti già in agenda: tre nelle ultime due settimane. Sempre con una permanenza in ospedale molto breve: tempo di una visita lampo dal dottor Zangrillo. All’ex premier da diversi mesi è stato installato a casa anche un letto da ospedale nella sua villa di Arcore (traslocato passando dalla finestra), ma per i controlli e accertamenti si sposta sempre al San Raffaele.
Un uomo con giubbetto antiproiettile che si è definito un survivalista, ossia pronto ad un mondo post apocalittico, ha ucciso a colpi d’arma da fuoco quattro persone, tra cui un bimbo tra le braccia della madre, ferendo anche una ragazzina di 11 anni, a Lakeland, Florida. Lo rende noto lo sceriffo della contea di Polk.
L’assalitore ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti, prima di essere ferito e arrendersi, ma in ospedale ha tentato di rubare una pistola ad un poliziotto. Ha confessato di fare uso di metadone.
L’autore della sparatoria in Florida è un ex marine 33enne
E’ stato identificato l’uomo accusato della sparatoria in Florida in cui sono morte quattro persone. Si tratta di Brian Riley, 33 anni, un ex marine che vive a Brandon, a circa 30 km dal luogo della strage.
Lo sceriffo Grady Judd ha riferito che non è emersa finora alcuna connessione tra il sospetto e le vittime e non ha saputo fornire alcuna spiegazione sul perchè il killer abbia scelto proprio quella famiglia. “Sappiamo solo che è un pazzo con un sacco di armi e che ha ucciso gente innocente“, ha osservato. Le vittime sono una coppia, lui di 40 anni e lei di 33, il figlio di solo 3 mesi e la 62enne nonna del neonato, quest’ultima trovata in una abitazione vicina. Nella sparatoria è morto anche il cane della famiglia. (ANSA).