Le istituzioni inglesi hanno sanzionato Abramovich bloccando i suoi asset, tra cui il club londinese, che però ha chiesto ai ministri di agevolare la vendita. Secondo il ‘Daily Mail’, senza entrate economiche la società avrebbe un’autonomia di due settimane. Intanto lo United pensa a Tuchel
RomanAbramovich
“Allentare le sanzioni o presto rischieremo il fallimento“. E’ il grido d’allarme che il Chelsea ha rivolto al governo inglese, dopo che i ministri britannici hanno optato per il pugno duro nei confronti di RomanAbramovich, inserito nell’elenco degli oligarchi russi puniti dall’esecutivo di Boris Johnson per i loro legami con Vladimir Putin.
“Autonomia di 17 giorni” – Dopo l’annuncio del proprietario russo di cedere il club (dopo 19 anni e 21 trofei in bacheca), si erano già fatti avanti dei possibili nuovi acquirenti con il miliardario turco Muhsin Bayrak in pole position per rilevare i Blues. Da Londra però è arrivata la doccia fredda per Abramovich: bloccati tutti i suoi asset, tra cui ovviamente anche il Chelsea e di fatto la relativa cessione. Non solo, perché attualmente il club del tecnico Tuchel non potrà beneficiare di alcun tipo di entrata economica, dalla vendita dei biglietti ai trasferimenti dei calciatori, fino anche al normale merchandising. Secondo uno studio del ‘Daily Mai‘, secondo cui “il Chelsea chiederà al governo britannico di allentare le sanzioni perché è emerso che potrebbero fallire in poco più di quindici giorni mentre i ministri considerano l’idea di forzare la vendita da 3 miliardi di sterline del club senza Roman Abramovich“. Per il popolare tabloid britannico infatti “con i giocatori che costano quasi 28 milioni di sterline al mese e i conti più recenti con riserve di 16 milioni di sterline, il club brucerebbe questi soldi in 17 giorni perché ora è vietato raccogliere fondi“. continua a leggere
“È sempre positivo quando finalmente si riesce ad eleggere un presidente. In bocca al lupo, c’è tanto da fare ma penso che lui lo sappia“. Così il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, commentando l’elezione del nuovo presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini.”Il suo primo compito – ha aggiunto Malagò – penso sarà recuperare l’unanimità, perché per certe decisioni è indispensabile la compattezza della Lega“.
Sul posto vigili del fuoco per contenere le fiamme al secondo piano di un palazzo e i carabinieri. L’uomo, nipote dell’imprenditrice farmaceutica Diana Bracco, trasportato al Niguarda per intossicazioni e ustioni. Evacuata la scuola Parini di via Santo Spirito
Un incendio si è sviluppato in via della Spiga, pieno Quadrilatero della Moda di Milano, al secondo piano di uno stabile in un appartamento al numero 36. L’incendio è scoppiato intorno alle 10. Un uomo del 1970, Tomaso Renoldi Bracco, nipote dell’imprenditrice farmaceutica Diana Bracco e membro del consiglio di indirizzo della Fondazione, è stato trasportato in codice rosso per intossicazione all’ospedale Niguarda e avrebbe anche ustioni sul corpo. Evacuata per precauzione la scuola Rossari Castiglioni di via Santo Spirito.
Sul posto i vigili del fuoco che stanno spegnendo l’incendio, i carabinieri del Nucleo Radiomobile e dell’aliquota Duomo e il 118. Ancora da chiarire le cause. continua a leggere
Milano, incendio V. della Spiga: uomo intossicato grave, si tratterebbe di Tomaso Renoldi Bracco
La società, che si sta avvicinando alla sostenibilità totale e al pareggio tra spese e ricavi richiesti, ha l’obiettivo di non essere punita. Anche alla luce del percorso intrapreso negli ultimi due anni e indicato come priorità dal fondo americano della famiglia Singer, proprietario del club
Milano, 10 marzo 2022
È arrivata l’attesa convocazione del Milan a Nyon, sede dell’Uefa, per la discussione sul fair-play finanziario e sul settlement agreement, il patteggiamento del percorso per il completo risanamento dei conti. L’ad Ivan Gazidis e il portfolio manager del fondo Elliott, Giorgio Furlani, consigliere del club, si trovano in Svizzera, dove venerdì proseguirà il confronto col Cfcb, l’organismo finanziario di controllo dell’ente di governo del calcio europeo. All’audizione seguirà il giudizio sul rientro del Milan nei parametri del Ffp.
La società, che si sta gradualmente avvicinando alla sostenibilità totale e al pareggio tra spese e ricavi richiesti dall’Uefa, ha l’obiettivo di evitare sanzioni, anche alla luce del percorso virtuoso intrapreso negli ultimi due anni e indicato come priorità dal fondo americano della famiglia Singer, proprietario del club. Il club venne punito nel 2019 con l’esclusione per una stagione dalle coppe (nello specifico dall’Europa League): dopo la bocciatura del voluntary agreement chiesto nel novembre 2017 dall’allora ad Marco Fassone, scattò infatti il castigo per le irregolarità nei conti del triennio 2014-2017, periodo che intrecciava sia l’ultima fase della proprietà Fininvest sia la prima di Yonghong Li, il misterioso imprenditore cinese al quale Silvio Berlusconi aveva venduto la società nell’aprile 2017. continua leggere
Le audizioni di Inter, Roma e Juventus – Dopo il Milan sono attesi dall’audizione a Nyon col Cbcf dell’Uefa sull’attuale Ffp un trentina di club europei, tra i quali Inter, Roma e Juventus. Nel frattempo il nuovo Ffp dovrebbe essere dunque messo a punto, per entrare in vigore nella prossima stagione. Dall’appuntamento col rinnovato fair-play finanziario il Milan, come ha dichiarato Furlani durante il convegno londinese, non intende farsi cogliere impreparato: “Da quando abbiamo assunto la proprietà, abbiamo stabilizzato la barca. Ciò che abbiamo trovato era una situazione disastrosa: si andava verso la bancarotta come cassa, con scarsi ricavi ed eccesso di costi. Abbiamo dovuto ridurre i costi e ridurre la rosa. Il Milan fino a quel momento aveva vissuto da un certo punto di vista come se fosse ancora negli anni Ottanta”. Il nodo, per Elliott, rimane il nuovo stadio: “Quando abbiamo mostrato l’opzione stadio a New York, ci dicevano di non preoccuparci: erano convinti che Milano non fosse una città come Roma, sfortunatamente non era così”. continua leggere
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Secondo Marca sarebbero servite alcune persone per allontanare il proprietario del club francese, arrabbiatissimo per il fallo su Donnarumma non fischiato in occasione dell’1-1. Leonardo: “Errore evidente, ma ora niente scuse”
Nasser Al-Khelaifi
Furia Al-Khelaifi al Bernabeu. Secondo quanto scrive il quotidiano Marca nella sua versione online, riprendendo anche notizie raccolte dai cronisti della tv spagnola Movistar, subito dopo il fischio finale di Real Madrid-Psg il proprietario del club francese ha lasciato la tribuna delle autorità – dove si era già mostrato particolarmente insofferente – ed è sceso di corsa negli spogliatoi, furioso per quanto successo in occasione dell’1-1 madrileno (un presunto fallo di Benzema su Donnarumma non fischiato dall’arbitro e per niente presunto secondo i francesi).
l’allenatore Mauricio Pochettino – d.s.Leonardo – il proprietario del club franceseNasser Al-Khelaifi
UNA FURIA – Secondo il racconto di Marca, Nasser Al-Khelaifi, accompagnato dal d.s. Leonardo, ha cercato lo spogliatoio degli arbitri, urlando e picchiando pugni contro le porte. Per sbaglio sarebbe entrato nella stanza occupata da Megia Davila, ex arbitro, attualmente delegato di campo del Real. Per allontanarlo è stato necessario l’intervento di alcune persone (e secondo altre fonti sarebbe stata chiamata addirittura la polizia). L’imbarazzante scena sarebbe stata anche ripresa con il telefonino da un dipendente del Real Madrid e a questo punto Al-Khelaifi sarebbe corso verso di lui gridando “ti ammazzo“, fermato soltanto dalle guardie del corpo. Leonardo, poi, avrebbe chiesto che le immagini fossero cancellate. continua a leggere
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Diritti tv Fifa, chiesti in appello 28 mesi di carcere per il patron del Psg Al-Khelaifi
Accusati di aver venduto i diritti ad altri due imputati, all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali. Chiesti in appello anche 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke. In primo grado erano stati assolti
Milano, 8 marzo 2022
La procura di Losanna ha chiesto 28 mesi di reclusione per il presidente di beIN Media e del Psg, Nasser Al-Khelaifi, e 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke, nell’ambito di un processo d’appello sui diritti TV. A differenza del primo grado, nell’autunno del 2020 il procuratore federale Cristina Castellote non ha chiesto la sospensione parziale. I due erano stati assolti e Jerome Valcke aveva semplicemente dovuto pagare una multa per quanto riguarda una vicenda diversa.
SENTENZA – Valcke, che è stato segretario generale della Fifa dal 2007 al 2015, è stato scagionato nel 2020 dall’accettazione di tangenti e cattiva gestione criminale aggravata, ma i pubblici ministeri svizzeri hanno impugnato la sentenza. Le accuse erano di aver venduto i diritti televisivi per diversi campionati di calcio ad altri due imputati, agendo all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali, compreso l’uso di una villa di lusso in Sardegna. Valcke fu condannato all’epoca a una pena pecuniaria sospesa per falsificazione di documenti mentre Al-Khelaifi e un terzo imputato, un uomo d’affari greco, furono scagionati dall’incitamento a Valcke a commettere cattiva gestione criminale aggravata. Le accuse di corruzione contro Al-Khelaifi sono state ritirate prima del processo del 2020 dopo un accordo tra lo stesso Al-Khelaifi e la Fifa.
Il prossimo weekend è decisamente in bilico! Nulla di strano, peraltro. Ci stiamo infatti avvicinando a grandi passi all’inizio della Primavera e questo significa che l’atmosfera inizia a “ribollire” e che si faranno via via più intensi gli scambi meridiani (ovvero l’aria polare che scende verso le medie latitudini, raffreddandole, mentre l’aria tropicale sale verso il Polo Nord, riscaldandolo) con variazioni anche repentine sul fronte meteo-climatico. Ne è in qualche modo prova l’incertezza che caratterizza la previsione attuale per il fine settimana, con l’Italia che sarà alle prese con gliultimi colpi freddi che ci faranno battere i denti, ma anche, ed è questa notizia inaspettata, con il probabilissimo transito di una perturbazione in grado di influenzare in maniera importante parte del Paese trasabato 12 e domenica 13 marzo.
Dando uno sguardo al quadro sinottico continentale possiamo vedere come nei prossimi giorni una vasta area di alta pressionesi allungherà di nuovo in maniera anomala tra la Penisola scandinava e i Paesi Balticideterminando, in moto di risposta, unflusso d’aria gelido di estrazione artico continentale che dalla Russia affluirà dapprima verso i Balcani, per poi raggiungere anche l’Italia entro la giornata di venerdì 11. Una situazione già vissuta nel corso dello scorso fine settimana, ma stavolta con conseguenze diverse.
Sarà soprattutto nel corso di sabato 12 che le correnti fredde dilagheranno sul nostro Paese investendo dapprima i settori adriatici, poi anche il Nord e infine il resto delle regioni. Le temperature caleranno drasticamentee finiranno ben al di sotto rispetto allemedie climatiche (circa 8°C in meno rispetto a quanto ci si attenderebbe a metà marzo) tant’è che durante la notte e al primo mattino saranno possibili addirittura estese gelate fin sulle pianure.
Ma per il prossimo weekend è emersa con l’ultimo aggiornamento una notizia inaspettata: l’arrivo di una perturbazione,sospinta da correnti più umide atlantiche e cariche di precipitazioni le quali, trovando un “letto” piuttosto freddo al loro cospetto, potrebbero risultare nevose fino a quote basse. Tra la seconda parte di sabato 12 e le prime ore di domenica 13, dalla Penisola iberica si farà via via più invadente un vortice ciclonico che causerà rovesci, anche a carattere temporalesco, soprattutto su Sardegna e Sicilia, con neve a partire dai 1000 metri di quota. Non escludiamo la possibilità di pioggeanche su Piemonte e Liguria di Ponente, con nevequi fino a 2/300 metri in zone rimaste a secco per tanto tempo negli ultimi 2 mesi.
Insomma, l’Italia si troverà sulla linea di confine tra gli effetti di un reiterato flusso gelido in arrivo dall’Europa orientale che pare non voler mollare la presa e una circolazione depressionaria in arrivo da Ovest: saremo dunque sballottati tra freddo invernale e qualche precipitazione!
Il nuovo passaggio prevede che le reti Rai, Mediaset, La7 e Discovery si vedano solo con dispositivi compatibili con l’alta definizione
L’8 marzo 2022 il digitale terrestre fa un altro passo in avanti. Mentre il «refarming» (lo spostamento delle frequenze) dei canali locali procede a spron battuto, parallelamentetutti i canali nazionali sono passati all’alta definizione, il cosiddetto Hd che il Mise definisce anche «alta qualità». Che cosa cambia sui nostri televisori e che cosa dobbiamo fare? Prima di tutto cerchiamo di capire le novità a livello di tecnologia.
Cosa sta succedendo – A livello tecnico tutti i canali passano dal codec Mpeg-2 all’Mpeg-4, un formato di compressione del segnale più efficiente che consente quindi di vederli «meglio». Permette infatti di raggiungere la risoluzione Full Hd 1080i (1.920×1.080 pixel) e quindi un notevole aumento della qualità anche se non tutte le reti arriveranno a quel livello.
Occorre risintonizzare – Cosa cambia per noi? Dipende. Se vediamo l’Hd nessun problema, altrimenti dobbiamo cambiare Tv o decoder. Per fare una prova basta andare al canale 501per RaiUno Hd o 507 per La7 Hd. Se almeno uno viene mostrato correttamente siamo già pronti al passaggio. Dobbiamo solo risintonizzare il televisore (qui c’è una guida rapida) ma è probabile che l’avrà già fatto automaticamente.
I numeri sul telecomando non cambiano – Le numerazioni dei canali poi rimangono le stesse visto che questi sono stati semplicemente «aggiornati». RaiUno Hd, che prima si trovava al 501 ora è sul tasto 1 del telecomando, RaiDue Hd passa sul 2 e così via coinvolgendo anche le reti Mediaset, La7 e Discovery (ovvero Nove, Real Time, Dmax, Giallo, Motor Trend, Food Network, Garden TV, K2 e Frisbee) che sono state aggiornate proprio l’8 marzo. continua a leggere
Perché non si vede Telelombardia, cosa fare subito e intervento antennista
Quali sono i motivi delle mancate trasmissioni e le relative soluzioni
Perché non si vede Telelombardia da ieri 8 marzo? Molti fan dell’emittente sono rimasti a bocca asciutta delle loro trasmissioni preferite da più di 24 ore ma ci sono, in proposito, delle motivazioni più che valide. Dalla giornata di ieri appunto, è entrata in vigore la codifica Mpeg4 in luogo di quella Mpeg 2 per tutti i canali nazionali, motivo per il quale ci sono stati anche dei vistosi cambiamenti e molte emittenti locali hanno dovuto fare i conti con problemi.
La prima cosa da fare subito sarà di certo risintonizzare il proprio televisore o decoder, ma appurando che questi ultimi supportino proprio la codifica Mpeg 4: una controprova in tal senso, deriverà dal fatto di visualizzare i canali HD Rai e Mediaset dalla posizione 501 in poi. L’operazione però potrebbe non bastare. Andando infatti più nello specifico, sul perché Telelombardia non si vede più, c’è anche da dire che i suoi corrispettivi canali 10-11-12 sono passati su altra frequenza, dunque ora si dovrà fare riferimento al canale frequenza numero 34 (che andrebbe risintonizzato manualmente). Va pure sottolineato che Il canale frequenza non corrisponde al classico canale televisivo numero 34.
Se anche dopo l’operazione appena indicata, le trasmissioni di Telelombardia non dovessero essere garantite,servirà l’intervento di un’antennista. Soprattutto in alcuni condomini capita che sull’impianto di ricezione non sia presente il filtro del canale frequenza che invece andrebbe inserito proprio per garantire la visione dei canali. Nelle abitazioni singole, al contrario, l’anomalia non dovrebbe sussistere.
I proprietari degli apparecchi sui quali non si vede Telelombardia dovranno seguire gli step su elencati per tornare a fruire delle trasmissioni. Nel caso ancora il problema non sia risolto, non resterà altro da fare che contattare la stessa emittente. Quest’ultima ha dato assoluta disponibilità al supporto tecnico per la sua utenza. Quest’ultimo potrà essere ottenuto via messaggio privato alla sua pagina Facebook. Un operatore social dovrebbe rispondere in brevissimo tempo in proposito.
È stata momentaneamente interrotta, intorno al 25′ del primo tempo Liverpool-Inter, valevole per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Lo stop è stato motivato dal malore di un tifoso sugli spalti. La gara è ripresa dopo 4 minuti circa.
È stato l’allenatore del Liverpool, Jurgen Klopp, a segnalare al direttore di gara, lo spagnolo Matheu Lahoz, che c’era bisogno di soccorrere lo sfortunato spettatore in tribuna.
L’ennesimo episodio di violenza che ha coinvolto i fischietti uruguaiani nell’ultimo weekend ha spinto i direttori di gara ad annunciare ufficialmente la protesta. “Non ci presenteremo fin quando non si daranno le garanzie per riprendere le attività in tutte le discipline e categorie”. Solidarietà da parte della federazione che ha sospeso momentaneamente tutti i campionati
Il calcio in Uruguay, a tutti i livelli, potrebbe fermarsi. Gli arbitri del paese sudamericano, infatti, hanno annunciato lo sciopero dopo le denunce di un assistente di gara, Martin Soppi, e del fischietto Gustavo Tejera, insultati e minacciati rispettivamente in occasione delle gare del campionato d’Apertura di Primera Division, Nacional-Torque e Penarol-Danubio.
“Stop al calcio in tutte le discipline e categorie” – “Non ci presenteremo ad arbitrare fin quando non si daranno le garanzie per riprendere le attività in tutte le discipline e categorie – scrive in un comunicato l’Audaf, l’associazione degli arbitri uruguaiana -. Non tolleriamo in nessun caso altri fatti simili. AUDAF non ammette e non ammetterà alcun tipo di dichiarazione, minaccia o attacco che coinvolga i nostri associati o la nostra attività“. Una decisione che ha spinto la Federcalcio uruguaiana ad adeguarsi manifestando solidarietà nei confronti dei direttori di gara: “Visto il provvedimento adottato dall’Audaf , si comunica che tutte le discipline e le categorie Auf sono sospese fino a nuovo avviso. L’Auf rifiuta qualsiasi tipo di azione nei confronti degli attori che fanno parte dei tornei del nostro calcio uruguaiano. Lavoriamo per identificare e punire gli autori“. Nei prossimi giorni gli arbitri incontreranno i vertici del calcio per capire come ripartire in sicurezza. continua a leggere
Il catalogo dell’azienda di Cupertino si amplia con nuove versioni di prodotti esistenti e alcune novità assolute
Come tutti gli eventi Apple, anche questo – il primo del 2022 – ha un titolo, “Peek Performance“. E infatti di prestazioni si parla parecchio. Si parte con il Ceo Tim Cook che introduce le novità di Apple TV+, la piattaforma di streaming dell’azienda. Saranno disponibili, ma solo negli Usa, nuovi contenuti, come il baseball il venerdì.
Poi si passa ai due nuovi colori per l’iPhone 13 (verde everde alpino), quindi ecco una delle novità più attese, un iPhone SE riveduto e corretto, a due anni dalla seconda generazione.
È l’ultimo iPhone a conservare il pulsante home con Touch Id dei vecchi modelli fino all’iPhone X. Ma ha un nuovo vetro più resistente, resistenza ad acqua e polvere secondo lo standard IP67 e connettività 5G. Cambia pure il processore, che oggi è quello dell’iPhone 13, il più potente mai montato su uno smartphone Apple. Così, anche se c’è un solo sensore fotografico da 12 MP, immagini e video migliorano grazie alla maggiore capacità di calcolo. Costa 429 dollari; in Italia sarà disponibile dal 18 marzo nei modelli da 64GB, 128GB e 256GB, nei colori mezzanotte, galassia e (PRODUCT)RED, a partire da 529 euro. Non è più in vendita l’iPhone SE del 2020, ma anche così oggi la famiglia di smartphone Apple conta 8 modelli, compreso l’iPhone 11, l’ultimo rimasto con connettività 4G.
iPad Air 5G – Apple ha presentato anche un nuovo iPad Air di quinta generazione con chip M1, connettività 5G e alcuni colori inediti. Il processore è lo stesso Apple Silicon M1 degli iPad Pro attuali, e così il nuovo tablet è più veloce del suo migliore concorrente Android, secondo Apple, ma pure del più potente portatile Windows più venduto nella stessa fascia di prezzo.
La fotocamera frontale è stata aggiornata: ora è un grandangolo da a 12MP con supporto per il Center Stage. Include anche il supporto per la seconda generazione di Apple Pencil. Per il resto, il nuovo iPad Air ha lo stesso design del suo predecessore, si segnala solo qualche colore inedito: oltre a Space Gray, Starlight, Viola, Rosa e Blu.
Il nuovo iPad Air sarà ordinabile a partire da venerdì 11 marzo in 29 nazioni e Paesi, fra cui Italia, e sarà disponibile a partire da venerdì 18 marzo, in due capacità di memoria: 64 e 256 GB. I modelli Wi-Fi partono da €699, quelli Wi-Fi + Cellular da €869. continua a leggere
Martedì 8 marzo Repubblica non sarà in edicola e il sito non verrà aggiornato per 24 ore, fino alle 19 di martedì. La redazione compatta è stata costretta a proclamare lo sciopero dopo la decisione del Gruppo Gedi di vendere lo storico settimanale L’Espresso. Decisione che il gruppo non ha esitato a formalizzare proprio mentre l’Europa è sconvolta per la guerra in Ucraina e mentre i nostri inviati sono incessantemente impegnati a raccontare quanto avviene su quei fronti.
La cessione dell’Espresso, che fino a 48 ore prima era stata negata, è un atto grave che mette a repentaglio il futuro di tutto il gruppo Gedi. Cedere la testata capostipite di Repubblica e patrimonio del giornalismo italiano segnala una grave mancanza di fiducia sullo sviluppo a lungo termine. continua a leggere
Tutto pronto per laFesta della donna, ricorrenza che si celebra ogni anno l’8 marzo. Il termine festa, però, non è proprio quello più adatto, perché questa giornata è infatti dedicata al ricordo e alla riflessione sulleconquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile. Meglio quindi definirla giornata internazionale della donna. Vediamo nel dettaglio le origini, il significato e qualche curiosità. continua a leggere
🔴⚙️ LA VERA STORIA DELL’ 8 MARZO: Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano, racconta verità e leggenda della Giornata internazionale dei diritti della donna. E del perché è importante che rimanga una giornata di lotta. Soprattutto oggi, visto che con la pandemia da covid-19 le disuguaglianze, anche tra donne e uomini, sono aumentate.
Matteo Trentin, 32 anni, dolorante a terra dopo la caduta a 90 km dall’arrivo: il trentino ha ripreso
Nella seconda tappa successo in volata dell’olandese della Quick Step davanti a Van Aert. In classifica comanda sempre Laporte. Colbrelli non è partito
L’olandese Fabio Jakobsenha vinto la seconda tappa della Parigi-Nizza, Auffargis-Orleans, km 159, battendo in volata Van Aert, Laporte, Mezgec e Pedersen: settimo Luca Mozzato (B&B Hotels). Per Jakobsen (Quick Step-Alpha Vinyl) è la sesta vittoria del 2021, metà del bottino dello squadrone belga. In classifica comanda sempre Laporte con 5” su Van Aert e 11” su Roglic: tutti e tre della Jumbo-Visma. Miglior italiano ancora Luca Mozzato, 27° a 1’13”.
L’olandese Fabio Jakobsen, 25 anni, batte Van Aert: sesta vittoria stagionale
È stata una giornata molto dura per il vento che ha soffiato lateralmente fino a 30 km all’ora e provocato ventagli e cadute: a 90 km dall’arrivo è stato coinvolto anche Matteo Trentin, finito a terra con Eeckoff (si è ritirato) e Gaudu. Non è partito Sonny Colbrelli alle prese con una bronchite: adesso il campione italiano ed europeo dovrà reinventarsi l’avvicinamento alla Milano-Sanremo di sabato 19. Martedì terza tappa, Vierzon-Dun le Palestel, 190 km, per attaccanti, con un Gpm tosto a 22 km dall’arrivo.
La vicepresidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia “osserverà la quarantena prescritta lavorando da casa”. Venerdì 4 marzo era stato il governatore Attilio Fontana ad anunciare: “Dopo più di due anni di lotta, anch’io ho contratto il Covid”
Dopo il governatore Attilio Fontana, anche la vicepresidente e assessora al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, è risultata positiva al Covd. A comunicarlo è una nota della stessa Regione: “La vicepresidente sta bene e osserverà la quarantena prescritta lavorando da casa“.
Fontana aveva annunciato di essere risultato positivo al Covid venerdì 4 marzo. Il riscontro era arrivato dopo uno dei periodici controlli a cui il governatore si sottopone. “Cari amici, dopo più di 2 anni di lotta, anche io ho contratto il Covid. Sto bene, per qualche giorno lavorerò da casa e mi dedicherò alla lettura. La Lombardia non si ferma mai“, il messaggio affidato ai social.
Non accenna a diminuire l’ondata di gelo che avvolge da giorni la Basilicata
Potenza, 07 marzo 2022
Scuole chiuse per la neve. A Potenza ma anche in molti altri comuni limitrofi, le forti nevicate di stanotte hanno reso necessaria la chiusura di molti istituti scolastici.
In Basilicata sta nevicando da alcune ore, in particolare sulla provincia di Potenza: il sindaco del capoluogo lucano, Mario Guarente, ha scritto della sua decisione su Facebook. «A causa delle avverse condizioni meteo – ha spiegato – è disposta la chiusura di tutte le scuole, eccezion fatta per gli asili nido che potranno restare regolarmente aperti nella giornata di oggi».
Il provvedimento di chiusura delle scuole è stato preso anche da altri sindaci lucani. È accaduto a Tito, Abriola, Avigliano, Bella, Picerno, Ruoti, Satriano di Lucania, Muro Lucano, Sant’Angelo Le Fratte, Cancellara, Genzano Di Lucania, Pietragalla, Maschito, Melfi, San Fele, Barile, Atella, Albano di Lucania, Venosa, Rapolla, Ruvo del Monte, Savoia Di Lucania, Ginestra e a Lauria, Viggianello, Pietrapertosa. Scuole chiuse anche a Stigliano, nel Materano. Finora non sono stati segnalati particolari disagi alla circolazione sulla principali strade della regione.
Calcio: serie C; rinviata per neve Picerno-Campobasso
A causa dell’impraticabilità di campo, dovuta alla neve, è stata rinviata a data da stabilire la gara di calcio tra Picerno e Campobasso (serie C, girone C).
La partita era in programma alle ore 17.30 allo stadio Curcio della cittadina lucana.
Dopo un sopralluogo effettuato con i due capitani, l’arbitro Turrini di Firenze ha decretato l’impraticabilità di campo. (ANSA).
Il D-Air Lab di Dainese ha appena reso disponibile sul mercato il primo gilet con airbag integrato capace di proteggere dalle cadute dall’alto
WorkAir è il primo airbag indossabile al mondo progettato per la protezione dei lavoratori. Nasce da un’idea di Lino Dainese, che nel 2015, con la creazione della startup D-Air Lab, ha deciso di superare i confini del motociclismo, esplorando ogni frontiera della sicurezza personale.
Il cuore del sistema è la sua tecnologia D-air, un airbag che sposa design, efficienza ed elettronica. Gli appassionati di motociclismo li hanno già visti all’opera decine e decine di volte: una staccata al limite prima della curva, l’anteriore della motocicletta che perde aderenza sull’asfalto e il pilota che ruzzola via fino alla ghiaia; un istante ed è già in piedi, come se nulla fosse. Il segreto è appunto nel sistema airbag nascosto nella parte superiore della tuta. WorkAirè una declinazione di questa tecnologia, che però si rivolge alle imprese e soprattutto ai lavoratori che svolgono attività rischiose. continua a leggere
Nonostante le repressioni e gli arresti, in Russia non si fermano le manifestazioni contro la guerra in Ucraina. Da Mosca a San Pietroburgo, sempre più persone scendono in strada al grido di “No alla guerra!“
Il risultato positivo dopo un tampone di routine, il presidente continua a lavorare da casa ma ha rinviato gli appuntamenti
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, questo pomeriggio è risultato positivo al Covid-19. Il riscontro è arrivato dopo uno dei periodici controlli a cui si sottopone. “Cari amici, dopo più di 2 anni di lotta, anche io ho contratto il Covid. Sto bene, per qualche giorno lavorerò da casa e mi dedicherò alla lettura. La Lombardia non si ferma mai“, il messaggio affidato ai social. continua a leggere
Aveva 76 anni, fu uno dei protagonisti del primo tricolore biancoceleste
Pino Wilson– foto da repubblica.it
Addio al Capitano. Dopo il successo di Cagliari di ieri sera (3-0), la Lazio si sveglia con la triste notizia della scomparsa di Pino Wilson, che con la banda del ’74 di Tommaso Maestrelli vinse il primo scudetto della storia biancoceleste. Aveva 76 anni: stando alle prime notizie sarebbe stato colpito da un ictus. “Insieme, siamo diventati Campioni. Ciao Pino, nostro Capitano, la storia che ci lega è eterna” ha scritto sui social la Lazio. continua a leggere
Insieme, siamo diventati Campioni. Ciao Pino, nostro Capitano, la storia che ci lega è eterna pic.twitter.com/b4sJrCtjjq
La notizia divulgata nei canali riservati diventa pubblica: si teme un’incursione di hacker russi ai danni dei servizi essenziali del nostro Paese
Traffic light protocol white: la notizia prima classificata come riservata diventa pubblica, dal semaforo rosso si passa a quello arancione e poi al bianco, che nel mondo della difesa cibernetica significa che è arrivata all’opinione pubblica, e la notizia è che “domenica 6 marzo potrebbero esserci attacchi cyber in Italia ai danni di enti governativi e industriali non meglio definiti”.
A lanciare l’allarme è stato lo Csirt, il Computer Security Incident Response Team dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: “Nel ricordare la necessità di adottare tutte le misure di protezione degli asset IT, in particolare quelle oggetto degli alert specifici già diffusi dall’Agenzia per la Cybersicurezza – Csirt Italia, si raccomanda prestare particolare attenzione nel giorno indicato e comunicare eventuali evidenze di attività malevole utilizzando i canali di comunicazione dello Csirt Italia”.
Ce lo aspettavamo. Se ne era parlato a lungo in questi giorni in cui il conflitto militare tra la Russia e l’Ucraina aveva preso anche la forma di un conflitto cibernetico. Tutto era cominciato – come da noi riportato – dalla diffusione di un pericoloso malware di origine russa, un wiper, capace di cancellare la memoria dei computer e di renderli inservibili, ed era proseguito con le incursioni di Anonymous e di una trentina di altri gruppi hacker dai nomi fantasiosi che avevano bloccato le risorse informatiche una volta dei russi una volta degli ucraini. Tutto all’insegna del timore di un intervento Nato che secondo l’articolo 5 può intervenire in difesa di un paese dell’alleanza, anche in caso di attacco cibernetico.
Adesso, come atteso, la preoccupazione è che anche un paese distante come l’Italia, che ha preso posizione contro la guerra di Putin, possa essere coinvolto nella guerra cibernetica.
Già dai giorni scorsi sul sito dello Csirt però si poteva leggere questo avviso “Sebbene al momento non vi siano indicatori in tal senso, si evidenzia il significativo rischio cyber derivante da possibili impatti collaterali a carico di infrastrutture ICT interconnesse con il cyberspazio ucraino, con particolare riferimento ad enti, organizzazioni ed aziende che intrattengono rapporti con soggetti ucraini e con i quali siano in essere interconnessioni telematiche. Tali impatti potrebbero derivare dalla natura interconnessa della rete Internet, in quanto azioni malevole, indirizzate verso una parte di essa, possono estendersi ad infrastrutture contigue come dimostrano precedenti infezioni con impatto globale quali ad esempio NotPetya e Wannacry”.
Insomma, l’allarme non riguarda proprio tutti, ma i gestori di servizi essenziali e quelli che operano infrastrutture critiche.continua a leggere
L’ex campione del mondo di ciclismo investito mentre attraversava a piedi via Gaetano Annoni, vicino al parco di Monza: curato all’ospedale San Gerardo
Gianni Bugno, 58 anni – foto dal corriere.it
Un brutto taglio alla gamba, medicato con 10 punti di sutura dai medici del San Gerardo: Niente di realmente grave ma, per dirla con le sue parole, poteva «restarci secco». Grande spavento, venerdì pomeriggio poco dopo le 15, perGianni Bugno, 58 anni, ex campione iridato di ciclismo, investito da una motocicletta, una Harley Davidson, mentre attraversava la strada a piedi in via Gaetano Annonni (lontano dalle strisce pedonali, secondo la polizia locale), a poca distanza dal Parco della Villa Reale di Monza.
L’incidente fuori dalle strisce pedonali – L’intervento dell’ambulanza è avvenuto in codice rosso, ma fortunatamente le sue condizioni si sono rivelate molto meno gravi di quanto sembrava nell’immediatezza. A raccontare la brutta esperienza è lo stesso Bugno, che di solito ama spostarsi in sella alla sua motocicletta, ai quotidiani sportivi: «Stavo attraversando la strada con una lunga fila di macchine ferme, quando una Harley Davidson, sorpassando le vetture, mi ha preso in pieno. La botta è stata forte, ma nel complesso — ha detto il due volte campione del mondo — mi è ancora andata bene. Potevo restarci secco, invece me la sono cavata con dieci punti di sutura alla tibia sinistra». continua a leggere
Il comunicato del magnate russo: «Ho incaricato il mio team di creare una fondazione di beneficenza a cui verranno donati tutti i proventi netti della vendita. La fondazione sarà a beneficio di tutte le vittime della guerra in Ucraina»
Impero di oligarca vendesi: Roman Abramovich si prepara a liquidare le sue proprietà londinesi e soprattutto la squadra di calcio del Chelsea, perché è «terrorizzato» — dicono a Londra — dall’ipotesi di essere colpito dalle sanzioni del governo britannico. E dunque mercoledì sera il magnate russo ha rotto il silenzio e ha annunciato ufficialmente la cessione della squadra londinese: prezzo richiesto, 3 miliardi di sterline (oltre 3 miliardi e mezzo di euro). Ma c’è di più: i proventi della vendita andranno «a beneficio di tutte le vittime della guerra in Ucraina. Questo include provvedere fondi per i bisogni urgenti e immediati così come per il sostegno alla ricostruzione a lungo termine».
Slancio umanitario o mossa di pubbliche relazioni? Abramovich, considerato uno degli uomini più vicini a Putin — anche se lui nega — non è stato finora inserito nella «lista nera» della Gran Bretagna e dell’Unione europea: ma a Londra tutti gli occhi sono puntati su di lui e sulle prossime mosse del governo di Boris Johnson. È per questo che l’oligarca avrebbe già messo sul mercato anche la sua residenza di Kensington Palace Gardens — detta anche «la via dei miliardari», accanto al palazzo di William e Kate e dove si trova pure l’ambasciata russa —: si tratta di una magione di 15 stanze da letto valutata quasi 200 milioni di euro. Agenti immobiliari d’élite sarebbero stati già contattati e ci sarebbe un potenziale acquirente cinese. Abramovich avrebbe intenzione di disfarsi anche della sua altra proprietà a Londra, una casa di tre piani a Chelsea acquistata nel 2018 per circa 25 milioni di euro. continua a leggere
Campionato Csi a Cremona, l’aggressione all’arbitro di un giocatore 27enne del Cava Digidue dopo la partita con la rappresentativa Rcc 2020
Il gol annullato, l’arbitro accerchiato dai calciatori, costretto a sospendere la partita e a rifugiarsi negli spogliatoi, perché se la vede brutta. Ma quando riemerge, uno dei giocatori è li che lo aspetta, gli dà una testata. La Digos lo ha individuato. È un 27enne di Cremona ora colpito dal Daspo per 2 anni. Il fatto è accaduto il 4 dicembre scorso, sabato. E ricorda la testata di Zidane a Materazzi che fece la storia del Mondiale 2006 vinto dall’Italia contro la Francia. Solo che non siamo sotto il cielo di Berlino, ma di Cavatigozzi, quartiere alle porte di Cremona.
La sfida di quartiere – Quel sabato, si sfidano la Cava Digidue e l’ Rcc 2020 (Rappresentativa Calcio Cremona) , squadre che militano nel campionato di Premier Ship, match valido per il campionato Csi amatori. In campo si scatena la protesta dopo il gol annullato alla squadra locale. Uno dei calciatori dà una manata sulla nuca dell’arbitro (sarà lo stesso della testata), il mister invade il terreno di gioco e viene espulso. La tensione è altissima. Il fischietto si ripara negli spogliatoi, una doccia e via. Vuole tornare a casa. Si becca la testata. È così sotto shock che non riconosce il violento. Lo soccorrono un dirigente e un giocatore della squadra ospite. continua a leggere
Matteo Pietrosanti si stava allenando con i compagni di squadra della under 15 sul campo sportivo comunale di Priverno. Forse stroncato da un infarto: «Mi sento stanco, vado in porta». Nel 2010 deceduto un altro calciatore sullo stesso terreno di gioco
«Sono stanco, vado in porta». Matteo Pietrosanti,15 anni, detto con affetto «Capoccione» dagli amici più cari e dai compagni di squadra, fra i pali era abituato a starci. Era il portiere della squadra di calcio under 15 di Priverno, in provincia di Latina. Solo che ieri pomeriggio il giovane di Bassiano, piccolo centro a pochi chilometri dal campo comunale «D’Annibale», ex «San Lorenzo», accanto alla sua porta ha perso la vita, stroncato forse da un infarto. Alle 18, secondo alcune testimonianze, si è accasciato a terra privo di sensi. Gli altri giovanissimi calciatori, insieme con gli allenatori presenti, sono accorsi.
Qualcuno ha provato a rianimarlo, altri hanno chiamato il 118. Altri ancora hanno avvertito i familiari del 15enne, che si sono precipitati al campo. Fra loro la madre. Ma per Matteo, nonostante i disperati tentativi di strapparlo alla morte fatti dal medico di un’ambulanza entrata sul terreno di gioco per accorciare i tempi, non c’è stato purtroppo niente da fare. Sotto choc tutti coloro che avevano sperato in quei drammatici momenti che il 15enne potesse farcela.
I carabinieri della stazione di Priverno hanno aperto un’indagine sull’accaduto. Nel 2010 nello stesso impianto sportivo è morto un altro calciatore, di 19 anni, nelle medesime circostanze. Si chiamava Lorenzo Giannandrea e giocava per le Rondinelle di Aprilia. Gli investigatori dell’Arma hanno sentito i responsabili del campo comunale per capire se venissero rispettate le misure di sicurezza previste dalla legge, come la presenza di un defibrillatore, che è obbligatorio, e se in attesa dell’arrivo dell’ambulanza sia stato utilizzato da personale qualificato.
Ascoltati anche gli allenatori che dirigevano l’allenamento di ieri pomeriggio, mentre si attende l’esito dell’autopsia che potrebbe essere disposta oggi dalla procura di Latina. Al vaglio anche la documentazione medico-sportiva del portiere. «Capoccione, non ti dimenticheremo mai – scrive un suo amico su Instagram -, tutti i momenti passati insieme, le risate, le partite, le tue parate che mi rendevano pieno di gioia, gli scherzi negli spogliatoi. Sei stato un grande amico, ti voglio bene Matte».
Russia e Ucraina, nel secondo round di colloqui, hanno raggiunto un’intesa sulla creazione di corridoi umanitari con un cessate il fuoco temporaneo.
Foto da republica.it
Presto si terrà un terzo incontro.
Nei colloqui con l’Ucraina – ha detto il capo-negoziatore russo, Vladimir Medinsky – sono stati raggiunti “progressi significativi”. “Le posizioni della Russia e dell’Ucraina – ha aggiunto – sono chiare. Un accordo è stato raggiunto su alcune delle questioni sollevate“, ha detto ancora Medinsky, secondo cui sono state discusse questioni umanitarie e militari e una possibile futura soluzione politica al conflitto.
Intanto il presidente ucraino Zelensky avverte: “Se l’Ucraina cade, la Russia si prenderà i Paesi Baltici e l’Europa orientale“. E ilpresidente russo Vladimir Putin conferma le sue posizioni: “Non ritornerò mai indietro rispetto alla mia dichiarazione che Russia e Ucraina sono un unico popolo. I militari russi – ha sottolineato – stanno combattendo per la pace, per non avere un’anti-Russia” creata dall’Occidente “che ci minaccia, anche con armi nucleari“.
Le forze russe si stanno inoltre dirigendo verso Odessa e si preparano allo sbarco. Secondo fonti dell’intelligence Usa, citate dalla tv spagnola Rtve, in Crimea ci sono già diverse navi in attesa dell’arrivo delle truppe di terra per lanciare l’attacco dal mare. Le autorità di Odessa – secondo le stesse fonti – hanno chiesto ai cittadini di recarsi in un rifugio per il rischio imminente di un attacco.Un cargo estone è affondato vicino alle coste dell’Ucraina, nei pressi di Odessa, in Ucraina, dopo un’esplosione. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando la Reuters.
E, rende noto il Viminale, sono 6.608 i cittadini ucraini entrati in Italia dall’inizio del conflitto:. Sono 3.286 donne, 804 uomini e 2.518 minori. Principali destinazioni Roma, Milano, Bologna e Napoli. La Farnesina rinnova agli italiani presenti in Ucraina l’invito a lasciare immediatamente il Paese.
Nel frattempo, anche la Moldavia ha ufficialmente presentato la sua candidatura di adesione all’Ue. continua a leggere
L’80enne russa, Yelena Osipova, protesta contro la guerra e viene arrestata
La russa Yelena Osipova, 80 anni, sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, è stata arrestata nella stessa città, oggi San Pietroburgo, per essere scesa in piazza contro la guerra. Sui cartelloni aveva scritto “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!”
Un milione di rifugiati, Kiev sotto bombe, cade Kherson
Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha annunciato delle “pause” nelle operazioni dell’esercito russo per favorire l’evacuazione di civili dall’Ucraina attraverso “corridoi umanitari”.
“Siamo pronti a creare corridoi umanitari ovunque, in qualsiasi momento“.
I negoziati tra Russia e Ucraina si terranno nella regione di Brest, in Bielorussia. Lo ha reso noto il capo delegazione russo, Vladimir Medinsky, citato dalla Tass. I colloqui – dice Medinsky – cominceranno intorno alle 15 ora locale in Bielorussia (le 13 in Italia). La Russia, ha aggiunto, porterà sul tavolo del vertici gli aspetti tecnico-militari, umanitari e politici della crisi in Ucraina. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato questa mattina al telefono con il presidente russo, Vladimir Putin, e successivamente ha telefonato all’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo hanno confermato fonti dell’Eliseo.
Una soluzione alla situazione in Ucraina verrà trovata, ha detto in mattinata il ministro degli esteri Serghei Lavrov. “Sono sicuro che l’isteria diminuirà e che l’Occidente supererà la sua frenesia“, ha aggiunto secondo quanto riporta Interfax.La Russia risarcirà l’Ucraina per tutti i danni subiti durante la brutale guerra di Mosca, ha avvertito nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un nuovo video e ha sottolineato: “Ripristineremo ogni casa, ogni strada, ogni città“. “Dobbiamo tenere aperta la strada della diplomazia e del dialogo, rimanendo in contatto con tutte le parti soprattutto per ottenere un cessate il fuoco nelle prossime ore, ma nel frattempo le bombe continuano ad esplodere e il popolo ucraino continua a soffrire“. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook. “Dobbiamo portare Putin a riprendere la strada della diplomazia, ma per farlo la guerra deve finire ed è proprio Putin che deve fermarla. Il negoziato che oggi riparte deve essere reale e portare, come già detto, intanto a un cessate il fuoco“, aggiunge il titolare della Farnesina.
CITTA’ ASSEDIATE – Non si fermano, intanto, i bombardamenti: sei adulti e due bambini – riporta il sito ucraino Kyiv Independent – sono stati uccisi in un edificio residenziale a seguito di un attacco russo alla città di Izyum, nel distretto di Kharkiv.Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha pubblicato un nuovo video sottolineando che le linee di difesa dell’Ucraina stanno resistendo nonostante non ci sia stata tregua nella notte nei bombardamenti delle città da parte della Russia. Lo riporta la Bbc. Il cambiamento nella tattica russa, prendere cioè di mira le aree civili, mostra che l’Ucraina è riuscita a resistere al piano di Mosca per una rapida vittoria tramite un assalto di terra, ha aggiunto. “Non abbiamo altro da perdere se non la nostra stessa libertà“, ha aggiunto Zelensky…… continua a leggere
Le perturbazioni atlantiche porteranno martedì 8 marzo abbondante neve anche in pianura al Centro-Nord
Il sole di Primavera non dura, dal Weekend coda invernale sull’Italia
(www.ilmeteo.it) Alta pressione in Norvegia, si apre la porta atlantica. Dopo mesi anomali con frequenti irruzioni di aria gelida da est e con un blocco di alta pressione sull’Europa occidentale, ecco che si intravedono grandi manovre all’orizzonte.
L’anticiclone attualmente sull’ovest Europa punta infatti la Scandinavia: con questo spostamento verso le terre vichinghe lascerà scoperto il suo fianco meridionale. Attraverso questo corridoio, già dalle prossime ore, le prime deboli infiltrazioni di aria umida atlantica raggiungeranno la Sardegna e il nostro versante tirrenico con un blando peggioramento del tempo. Insomma, il sole di primavera non dura.
Le grandi assenti, ritrovate, risorte perturbazioni atlantiche colpiranno però in modo più diffuso la nostra penisola solo da domani, con il ritorno di neve e freddo in montagna al centro-sud. Durante il weekend è previsto lo spostamento di un Ciclone dall’Algeria verso la Libia e la persistenza di un flusso atlantico umido da ovest: attese altre nevicate, sempre al centro-sud, con quota neve in calo fino ai 300-400 metri.
Ma la vera sorpresa, il primo vero capolavoro delle ritrovate perturbazioni atlantiche potrebbe essere compiuto martedì 8 marzo con abbondante neve anche in pianura al centro-nord. Infatti, lo spostamento dell’alta pressione verso la Norvegia, non solo aprirà la porta alle perturbazioni atlantiche, ma agirà anche in un secondo modo: creerà un corridoio diretto Russia-Italia sul fianco orientale anticiclonico.
La prossima settimana è infatti prevista la discesa di correnti gelide dal Mar Bianco verso il Mediterraneo: l’eventuale scontro tra i due Titani, l’aria artica russa e l’aria mite atlantica, potrebbe causare abbondanti nevicate fino in pianura. Andrea Garbinato, responsabile redazione ilmeteo.it, conferma che già domani sono attese nuove nevicate, diffuse oltre i 600 metri al centro-sud; sabato la neve cadrà soprattutto al sud fino ai 300-400 metri di quota, mentre tra domenica e lunedì mattina avremo una tregua meteorologica.
Tregua che arriverà nell’attesa dell’evento della nuova settimana: l’incontro in Italia tra le correnti russe e la perturbazione atlantica entrata dalle Colonne d’Ercole, incontro che come detto ci potrebbe regalare un evento meteo molto importante.
NEL DETTAGLIO
Giovedì 3 marzo2022:
Al nord: cielo velato, nubi e qualche pioviggine sul Levante Ligure.
Al centro: cielo spesso coperto, piovaschi su alta Toscana.
Al sud: dapprima motlo nuvoloso, poi coperto.
Venerdì 4 marzo2022:
Al nord: instabile in Emilia, neve in Trentino.
Al centro: piogge sparse e neve oltre i 600 metri.
Al sud: maltempo in arrivo dal pomeriggio con piogge e deboli nevicate oltre i 1000 metri.
Sabato 5 marzo 2022:
Al nord: neve sui rilievi del Piemonte.
Al centro: nevicate sull’Appennino oltre i 300-600 metri, poi migliora.
Al sud: maltempo con piogge e nevicate oltre i 500 metri.
Tendenza. parziale miglioramento domenica; prossima settimana, clima più freddo e precipitazioni ancora nevose a bassa quota.
Acciaierie d’Italia ha avviato gli accertamenti per capire la natura dell’incendio. Dai primi rilievi, la gru avrebbe preso fuoco dopo che è stata rimessa in funzione dopo un intervento di manutenzione al motore
Taranto, 02 marzo 2022
Nella tarda mattinata di oggi si è verificato un incendio che ha interessato una gru di recente installazione, in uso ad Acciaierie d’Italia (ex Ilva) nell’area portuale dello Stabilimento di Taranto.L’incendio – fa sapere Acciaierie d’Italia – è stato immediatamente posto sotto controllo e non risultano danni a persone. L’azienda effettuerà tutti gli accertamenti del caso sulle cause dell’incendio.
Il rogo è scoppiato nell’area portuale di Taranto. Ha preso fuoco una nuova gru del quarto sporgente dello stabilimento siderurgico appartenente al gruppo Peyrani che lavora per conto dello stabilimento siderurgico. Sono intervenuti i vigili del fuoco per domare l’incendio, dal quale si è alzata una grande colonna di fumo nero visibile dalla città di Taranto. Una autocisterna di Acciaierie d’Italia si è ribaltata mentre raggiungeva il luogo dell’incendio. continua a leggere
Ucraina – Russia, le news di oggi dalla guerra. Mosca: “Pronti a riprendere negoziati questa sera”. I russi: “Abbiamo preso Kherson”. Zelensky: “Uccisi quasi 6mila russi”
Le forze russe intensificano l’offensiva sulle città ucraine e in mattinata annunciano di avere preso Kherson. Il numero delle vittime civili aumenta, così come quello degli ucraini che cercano scampo in Europa. Zelensky annuncia che le truppe di Kiev avrebbero ucciso fino ad ora 6mila russi. In questo scenario sembrano affievolirsi le speranze di una soluzione negoziale: le delegazioni dei due Paesi secondo il Cremlino dovrebbero incontrarsi di nuovo stasera. Ma gli sviluppi sul terreno non lasciano molto spazio all’ottimismo. E Biden, nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, parla di Putin come “un dittatore” che pagherà un prezzo alto. continua a leggere