Il portiere del Saragozza Esteban Andrada domenica, nel derby di Liga2 contro l’Huesca, al 98′ e dopo una doppia ammonizione ha scatenato una rissa in campo andando a cercare e colpire il capitano avversario
Una squalifica complessiva di 13 giornate — 12 per il gesto e una per l’espulsione — è la sanzione inflitta dalla disciplinare della Rfef a Esteban Andrada, portiere del Saragozza, che domenica scorsa ha colpito con un pugno il capitano dell’Huesca Jorge Pulido.
Il derby, nella zona caldissima della classifica della Liga 2, la serie B spagnola, è stato molto combattuto (e vinto dall’Huesca 1-0). Al 98′ Andrada ha ricevuto un secondo cartellino gialloper aver spintonato il capitano avversario, Jorge Pulido, mentre l’arbitro andava verso il monitor della Var. Subito dopo l’espulsione, l’estremo difensore argentino ha iniziato a correre per il campo, raggiungendo di nuovo Pulido e rifilandogli un pugno allo zigomo sinistro.
Lingua originale: inglese In La Liga 2, il portiere del Real Zaragoza Esteban Andrada ha colpito con un pugno un giocatore avversario dopo essere stato espulso con un cartellino rosso.
In La Liga 2, Real Zaragoza goalkeeper Esteban Andrada punched an opposing player after being shown a red card.pic.twitter.com/PUSsIlwlJD
Ne è nata una rissa in campo e sono stati puniti anche il portiere dell’Huesca Dani Jimenez (4 giornate) e Dani Tasende del Saragozza (2 giornate).
La Commissione disciplinare nei confronti di Andrada ha quindi applicato il massimo della pena prevista (12 giornate) senza però considerare l’aggravante della lesione, che avrebbe potuto inasprire ulteriormente la sanzione. Andrada si è detto molto pentito scusandosi con tifosi, compagni e con Pulido, ricordando che in carriera in precedenza aveva ricevuto un solo cartellino rosso, e per aver toccato di mano fuori dall’area.
Traduzione Google: Dichiarazioni di Esteban Andrade
Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra per Lamine Yamal: stagione finita col Barcellona, mentre “dovrebbe recuperare per il Mondiale“, come si legge nel comunicato del club blaugrana. Il numero 10 era stato costretto a uscire durante la gara di campionato contro il Celta Vigo dopo aver segnato su rigore e aver accusato un dolore alla coscia
Brutte notizie per il Barcellona, che nel corso del primo tempo contro il Celta Vigo ha perso Lamine Yamal per infortunio. Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra: è questo l’esito degli esami. Il talento spagnolo, come si legge nel comunicato,ha chiuso in anticipo la stagione con i blaugrana, “ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali”, come riporta la nota del club. Il 10 del Barcellona aveva sbloccato la partita contro il Celta Vigo dagli undici metri, ma subito dopo il tiro ha avvertito un dolore nella parte posteriore della coscia sinistra, fermandosi e richiamando l’attenzione dello staff medico. Una dinamica simile all’infortunio subito da Kevin De Bruyne lo scorso 25 ottobre, quando segnò il rigore del vantaggio in Napoli-Inter, per poi lasciare il campo zoppicando (il belga fu costretto a subire un intervento, essendo una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra).
Lingua originale: inglese I test effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra (muscolo bicipite femorale). Il giocatore seguirà un piano di trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione e si prevede che sarà disponibile per la Coppa del Mondo.
The tests carried out have confirmed that first-team player Lamine Yamal has a hamstring injury in his left leg (biceps femoris muscle).
The player will follow a conservative treatment plan. Lamine Yamal will miss the remainder of the season, and he is expected to be available… pic.twitter.com/8UU4Bg9bDh
Il comunicato del Barcellona – Di seguito il comunicato pubblicato dal Barcellona con l’esito degli esami svolti da Yamal: “Gli esami effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha riportato una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra. Il giocatore seguirà un trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali“.
In Championship si celebra il funerale delle Foxes che finiscono in League One dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Tanto ha inciso anche una penalizzazione di sei punti subita a febbraio
Il declino del Leicester
In un’altra vita, il 2 maggio a Leicester ci sarebbero stati i festeggiamenti: tra pochi giorni infatti saranno passati esattamente dieci anni da una delle vittorie più incredibili nella storia del calcio. Era la squadra di Ranieri, del “Dilly-ding, dilly-dong”, della favola di Vardy, degli exploit di Mahrez e Kante. Invece, oggi, si celebra il funerale delle Foxes: la squadra è infatti retrocessa in terza serie dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Dalla favola all’incubo passando dalla tragedia della morte del proprietario del club Vichai Srivaddhanaprabha che nel 2018 precipitò con l’elicottero e morì.
Penalizzazione – Il pari con l’Hull, ennesima partita senza vittoria, è la fotografia di una stagione drammatica. Un doppio salto all’indietro che ha dell’incredibile su cui però tanto ha inciso la penalizzazione di sei punti per violazioni alle regole di Redditività e Sostenibilità nella stagione 2023-24, arrivata a febbraio, che hanno portato nuove e feroci critiche al presidente Aiyawatt Srivaddhanaprabha e al direttore sportivo Jon Rudkin. Il club aveva risposto indignato facendo ricorso. Che però è stato respinto due settimane fa. Senza quella penalizzazione il Leicester sarebbe ancora in corsa per la salvezza. Invece, non c’è più niente da fare. Le Foxes sono in League One. E il prossimo 2 maggio non ci sarà proprio nulla da festeggiare per le strade di Leicester…
Il fondo sovrano saudita ha ceduto il controllo del club guidato in panchina da Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter.
Simone Inzaghi (Foto: Abdullah Ahmed/Getty Images)
Adesso è ufficiale. PIF ha ceduto il controllo dell’Al Hilal, uno dei quattro club guidati dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita insieme ad Al Ittihad, Al Nassr e Al Ahli. Come si legge in una nota ufficiale, il Public Investment Fund saudita e Kingdom Holding Company (KHC) hanno firmato oggi un accordo vincolante di compravendita di azioni in base al quale KHC acquisirà il 70% del capitale sociale dell’Al Hilal, guidato in panchina dall’italiano Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter. PIF è a sua volta azionista di KHC, con una quota di poco inferiore al 17%.
La transazione è stata conclusa sulla base di una valutazione complessiva dell’azienda (enterprise value) pari a circa 1,4 miliardi di riyal sauditi (intorno ai 320 milioni di euro), mentre il valore delcapitale della società (equity value) – cioè la quota che appartiene agli azionisti – è stato stimato in 1,2 miliardi di riyal per il 100% dell’Al Hilal (270 milioni di euro, al cambio attuale).
La differenza tra i due valori riflette la presenza di debiti o altre passività finanziarie nella struttura della società. Sulla base di questa valutazione dell’equity, il prezzo pagato per acquisire il 70% del club ammonta quindi a 840 milioni di riyal (190 milioni di euro), pari al 70% del valore totale del capitale della società. La vendita è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica. Questa strategia sostiene gli sforzi più ampi di PIF per favorire lo sviluppo e la diversificazione dell’Arabia Saudita.
PIF era il principale azionista dell’Al Hilal Club Company dal luglio 2023, nell’ambito del progetto di investimenti e privatizzazione dei club sportivi sauditi, accelerando i progressi del club e aumentando il contributo del settore sportivo al PIL saudita. PIF ha guidato la trasformazione della società insieme al team esecutivo del club, ottenendo miglioramenti significativi nel quadro di governance della società, nelle performance operative, nonché nelle infrastrutture e nelle strutture.
Questi sforzi si sono riflessi inritorni commercialie in una significativa crescita di valore del club saudita, sostenuta da sponsorizzazioni, vendite di merchandising e ricavi da matchday. In qualità di azionista che rimarrà nella società, PIF – si legge nella nota – continuerà a sostenere il percorso di crescita della Al Hilal.
Da parte della Kingdom Holding Company, l’acquisizione rafforza invece laleadership del gruppo nell’individuare opportunità ad alto valore e nel creare un impatto duraturo per gli azionisti e per l’economia nazionale.KHC supporterà l’Al Hilal nel rafforzare ulteriormente le sue performance commerciali, nell’espandere le partnership internazionali e nel continuare a sviluppare infrastrutture sportive di alto livello.
Voci di un’imminente cessione erano emerse nel mese di gennaio del 2026, ma già nei mesi precedenti, alcuni media locali avevano parlato di un forte interesse per l’Al Hilal da parte di Alwaleed Bin Talal, imprenditore, dirigente sportivo e multimiliardario saudita, presidente e amministratore delegato proprio della Kingdom Holding Company.
«Al Hilal è un simbolo nazionale e una fonte di orgoglio per il popolo saudita. Questa acquisizione esprime la nostra profonda convinzione nel potere dello sport come forza unificante e come catalizzatore per lo sviluppo nazionale. Applicando i nostri standard globali di investimento e coltivando partnership strategiche, sbloccheremo il pieno potenziale di Al-Hilal preservandone al tempo stesso storia e identità», ha commentato Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Al Saud.
Yazeed A. Al-Humied, vice governatore e responsabile degli investimenti per l’area MENA di PIF, ha aggiunto: «PIF ha contribuito con orgoglio a guidare gli sforzi per trasformare il settore sportivo dell’Arabia Saudita e aumentarne l’attrattività per gli investitori, creando al tempo stesso risultati duraturi a ogni livello, dai giocatori e dai tifosi fino alle comunità locali. PIF ha fissato obiettivi ambiziosi per i club, consentendo loro di diventare realtà di successo dal punto di vista commerciale e professionale e di raggiungere una sostenibilità finanziaria di lungo periodo. L’annuncio di oggi è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica».
Il completamento della transazione è previsto una volta ottenute le necessarie approvazioni regolatorie e soddisfatte determinate condizioni previste dai termini e dalle condizioni dell’accordo.
In sei settimane alla guida degli Spurs il tecnico croato ha vinto una sola partita, il ritorno di Champions con l’Atletico Madrid. Lo spettro della retrocessione. Fari sull’italiano, però l’ex Marsiglia non sembra interessato
Igor Tudor
Igor Tudor non è più l’allenatore del Tottenham. Il club ha annunciato la “separazione consensuale con effetto immediato” col tecnico croato, scelto dal 14 febbraio per rimpiazzare Thomas Frank e provare a salvare il Tottenham dall’incubo retrocessione. Tudor chiude con un bilancio di un punto in 5 partite di Premier, con l’aggravante di aver perso 3-0 in casa lo scontro diretto col Nottingham Forest. Il margine sulla retrocessione si è assottigliato a un solo punto. Gli Spurs sognavano di convincere Roberto De Zerbi a dire immediatamente sì, anche con una clausola rescissoria in caso di retrocessione, ma il tecnico che l’11 febbraio ha lasciato il Marsiglia non sembra interessato.
L’annuncio – “Possiamo confermare un accordo consensuale perché Igor Tudor lasci il club con effetto immediato – ha annunciato il Tottenham -. Anche Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci hanno lasciato i rispettivi ruoli. Ringraziamo Igor e il suo staff per i loro sforzi nelle ultime sei settimane, in cui hanno lavorato senza sosta. Riconosciamo anche il lutto che ha colpito Igor recentemente e mandiamo il nostro supporto a lui e alla sua famiglia in questo momento complicato. Un aggiornamento sul nuovo allenatore verrà preso a tempo debito“.
La scelta – Tudor era arrivato al Tottenham come traghettatore fino a fine stagione, con la speranza che potesse ripetere nel nord di Londra i miracoli fatti con la Lazio 2024 e la Juve 2025. Non ci è riuscito, nonostante fosse arrivato con la stessa determinazione mostrata in Serie A, per i problemi interni di un club che cerca una direzione e che ora teme la retrocessione come un disastro finanziario, prima che sportivo.Tudor ha vinto solo una partita delle 7 della sua gestione, il ritorno degli ottavi di Champions contro l’Atletico Madrid dopo aver compromesso la qualificazione all’andata, ma non è mai riuscito a trasmettere alla squadra quella mentalità d’assedio e di noi contro il mondo che l’aveva portato a far svolare Lazio e Juve. Dopo la sconfitta col Forest, la separazione era ritenuta inevitabile. Tudor però domenica scorsa ha perso il padre e per rispetto ogni decisione è stata rinviata fino a questa separazione consensuale.
Il futuro – Gli Spurs ricominciano la Premier domenica 12 aprile in casa del Sunderland. Faranno un ultimo tentativo con De Zerbi,l’unico tra i tre candidati principali per la prossima stagione disponibile subito (gli altri sono il ct Usa Maurício Pochettino e il tecnico del Bournemouth Andoni Iraola). Se il no dell’ex allenatore del Brighton a prendere subito in mano il Tottenham rimarrà, gli Spurs dovranno trovare un traghettatore per il resto della stagione, qualcuno che possa trascinare la squadra fuori dall’incubo nelle 7 partite che mancano. Nei giorni scorsi circolava il nome di Sean Dyche, che però ha smentito. Il tempo stringe e il Tottenham non può più permettersi di sbagliare.
Cartellino rosso mai visto in Liga. Oggi, sabato 14 marzo, durante il secondo tempo di Atletico Madrid-Getafe, partita vinta dai Colchoneros 1-0, Abel Abqar è stato espulso dopo un contatto con Sorloth, che ha reagito con veemenza scaraventando a terra l’avversario. A rivedere le immagini però il gesto del norvegese è dovuto da un tocco del giocatore marocchino nelle parti basse.
Red card to Aqbar for literally touching Sorloth's balls 😭 I mean how?
Al 55′ infatti, dopo essersi detti qualche parola di troppo, Abqar passa davanti a Sorloth e lo stringe in mezzo alle gambe, provocando la reazione, visibilmente irritata, di Sorloth. Avvisato dal Var, l’arbitro del match viene richiamato al monitor per rivedere l’episodio, decidendo poi di espellere il giocatore del Getafe per condotta antisportiva.
I lavori eseguiti per rimuovere la neve hanno finito per danneggiare il manto erboso. La partita non dovrebbe essere a rischio, ma i nerazzurri temono infortuni
Lo strano caso dell’Aspmyra Stadium, il minuscolo impianto del Bodo Glimt che qua chiamano “Hell of Ice”, Inferno di Ghiaccio, e del suo discutibile manto di erba artificiale: a poche ore dal match, soprattutto su una delle due fasce laterali, il tappeto verde ha ancora adesso dei rialzamenti molto pericolosi per i giocatori. Tutta colpa delle nevicate dei giorni scorsi e delle ottanta tonnellate spalate in 24 ore: proprio per liberare il campo dalla neve, i macchinari usati dal club norvegese hanno di fatto sollevato il manto sintetico lasciando gli avvallamenti che adesso preoccupano l’Inter.
I timori di Chivu – Già ieri, durante la rifinitura, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu si era soffermato su quella porzione di campo sconnesso al limite del regolamento e, di certo, non adatta per l’alta nobiltà della Champions. L’allenatore romeno aveva chiesto di risolvere la situazione quanto prima e, durante la stessa seduta, qualcuno dei suoi ragazzi ha visto da vicino quanto problematico sia muoversi su un pezzo di campo in quelle condizioni. Nessuna protesta ufficiale, ma anche oggi il club nerazzurro ha ribadito la necessità di intervenire sul campo per evitare guai fisici ai calciatori e si è interfacciato direttamente con la società norvegese e la stessa Uefa durante le riunioni di rito previste nel giorno della partita.
Verso il via libera – Al momento, gli addetti preposti sono al lavoro dentro l’Inferno di Ghiaccio per trovare delle soluzioni semi-definitive e garantire uno svolgimento corretto di questa andata dei playoff. Alla fine, come di consueto, prima del fischio di inizio fissato alle 21 di oggi, avverrà l’ispezione del campo da parte della quaterna arbitrale guidata dal fischietto tedesco Siebert: il via libera è scontato, ma si spera che per quell’ora la fascia del campo sia riavvicinata alla normalità.
Divorzio consensuale: l’ex centrocampista lascia dopo sette mesi. La decisione è arrivata dopo la sconfitta in finale di Supercoppa contro il Barcellona. Squadra affidata a un altro ex dei blancos
Xabi Alonso
Duecentotrentuno giorni.Dal 26 maggio, data della presentazione, a questo 12 gennaio, il ‘día’ dell’esonero. Tanto è durato il mandato di Xabi Alonso alla Casa Blanca. Le partite sono state 34 con 24 vittorie, 4 pari e 6 sconfitte. Il basco aveva firmato un triennale fino al 2028, incasserà la liquidazione spettante solo al primo anno come sempre succede nei contratti col Madrid. E sarà sostituito dal suo ex migliore amico, Alvaro Arbeloa che guidava il Castilla, il filial blanco. Una scelta rischiosissima, in puro stile Florentino.
ACCORDO MUTUO – Strana la vita: il tecnico basco era stato dato a rischio licenziamento prima e dopo ogni partita da diverse settimane. Oggi che nessuno diceva nulla è arrivato il comunicato del Madrid che parla di ‘mutuo accordo tra le parti’. No, Xabi Alonso non se ne sarebbe mai andato ma ha fatto la fine di Rafa Benitez e Julen Lopetegui, gli ultimi due allenatori spagnoli presi e rigettati rapidamente da Florentino Perez: il primo venne a sostituire Carlo Ancelotti nell’estate del 2015 e arrivò fino a Capodanno, il secondo in quella del 2018, strappato alla Spagna prima del Mondiale dopo il primo regno di Zidane, quello delle 3 Champions in due anni e mezzo, e fu esonerato a fine ottobre dopo un manita al Camp Nou.
L’UOMO GIUSTO – Anche Xabi è approdato alla Casa Blanca dopo Ancelotti, pieno di speranze e accompagnato da un’immagine blanca immacolata: ex giocatore con tanto di vittoria della Décima Champions, inizio in panchina alla Fábrica, la cantera del club, ottimo passaggio nella seconda squadra della Real Sociedad, il primo trionfo in Bundesliga del Bayer Leverkusen. Un curriculum perfetto, sembrava la miglior scelta possibile per gestire il post Ancelotti.
GRANDE PARTENZA – Dopo il Mondiale per Club, chiuso con il 4-0 incassato dal Psg di Luis Enrique, inizio di stagione folgorante con 13 vittorie in 14 partite e un unico grosso neo: il 5-2 preso dall’Atletico al Metropolitano. Il Madrid era primo in Liga a +5 sul Barça battuto 2-1 al Bernabeu e quinto in Champions a -3 dalla vetta.
LA PRIMA CREPA – Nel Clásico però Vinicius sostituito aveva fatto una scenata e il club non aveva difeso il tecnico: prima enorme crepa. Lì si è capito che qualcosa non andava nel rapporto tra Xabi e Florentino e tra Xabi e lo spogliatoio. L’allenatore basco si è isolato, conferenze stampa piatte, zero feeling con i suoi giocatori più importanti, Perez distante. E risultati deludenti accompagnati da un’assenza di gioco preoccupante, col Barça che oggi è a+4, 9 punti regalati al grande avversario in 9 giornate. Ogni gara è diventata un esame da superare, ma ultimamente sembrava che le cose stessero andando meglio.
LETTURA ESILARANTE – E la lettura dei quotidiani spagnoli più affini al Madrid di questa mattina era parsa esilarante e ora diventa surreale: il madridismo mediatico aveva applaudito la dignitosa sconfitta del Madrid col Barcellona (3-2) ieri sera nella Supercoppa di Spagna. Nessuno aveva criticatol’attitudine catenacciara da provinciale adottata da Xabi Alonso per evitare la temuta goleada, anzi: Xabi come Mourinho si leggeva. E invece…
LA SCOMMESSA – Florentino Perez deve aver dato un’altra lettura, decisamente più vicina alla realtà dei fatti, e ha deciso di schiacciare il bottone rosso dell’esonero. Il presidente vede che la squadra non segue l’allenatore e ha scelto la mossa della disperazione. Nove anni fa, nel gennaio del 2016, gli andò benissimo: scelse Zizou del quale non aveva alcuna stima come allenatore e dominò l’Europa per 3 anni. Ora ci riprova con Arbeloa. Una scommessa.
La piccola squadra di Chapecó, segnata dal tragico incidente aereo del 2016 che costò la vita a 71 persone, è tornata nella Serie A brasiliana dopo anni di dolore, ricostruzione e anonimato
La festa della Chapecoense
Tenersi alla larga dalle fiabe aiuta. Soprattutto nello sport. Però anche crederci un po’ spinge a ricostruire. Furacão do Oeste, l’Uragano dell’Ovest, la chiamavano così la piccola squadra arrivata in alto. Chapecó è un centro agroindustriale nel profondo entroterra del Brasile, a sud, nello stato di Santa Catarina. Nemmeno duecentomila abitanti, il contrario di una megalopoli. E una squadra di calcio, la Chapecoense detta Chape, non famosissima, anzi Cenerentola del futebol, salita per la prima volta in serie A nel 2014 e che due anni dopo si trovò a vivere la sua favola. Anzi a giocarla. La finale della Copa Sudamericana, l’equivalente dell’Europa League. Un successo avrebbe significato la fama e l’accesso diretto alla ancor più prestigiosa Copa Libertadores.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google Una settimana fa, Chapecó ha giocato insieme dall’inizio alla fine e il nostro sogno è diventato REALTÀ!
Há uma semana, Chapecó jogou junto do início ao fim e o nosso sonho se tornou RE🅰️LIDADE! 💚🇳🇬
La squadra s’imbarcò la sera del 28 novembre 2016 da San Paolo in Brasile con destinazione Medellín, Colombia, per affrontare l’Atlético Nacional. Sull’aereo c’erano anche tecnici, dirigenti, giornalisti e accompagnatori. Euforici per la loro prima finale. In tutto 68 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio. Il volo 2933 era della compagnia boliviana LaMia (Línea Aérea Mérida Internacional de Aviación). Su quello stesso quadrimotore aveva volato pochi giorni prima la nazionale argentina di Leo Messi. All’appello mancava il portiere Nivaldo, bandiera del club, 299 presenze. A 42 anni preferiva festeggiare quota 300 partite davanti al suo pubblico, pochi giorni dopo avrebbero giocato contro l’Atlético Mineiro in campionato. Dette forfait all’ultimo momento anche Edmundo, O Animal, ex giocatore della Fiorentina e del Napoli, commentatore della tv brasiliana. Perse il volo Matheus Saroli, figlio dell’allenatore della Chapecoense, che aveva dimenticato il passaporto. Il padre, Luis Carlos Saroli, noto come Caio Júnior, invece quell’aereo lo prese dopo aver rilasciato un’ultima dichiarazione: «Se morissi oggi sarei un uomo felice». Con lui c’era anche il difensore Felipe Machado, 32 anni, che aveva giocato in Italia, nella Salernitana in B.
Il volo è tranquillo. Mancano 18 chilometri all’arrivo quando si spengono le luci. «Allacciatevi le cinture, stiamo per atterrare». Alle 21.49 il comandante avvisa la torre di controllo: «Ho problemi con il carburante, chiedo priorità per la discesa». Alle 21.52 dichiara l’emergenza, i serbatoi sono vuoti. Alle 21.55 il velivolo scompare dai radar. Alle 21.59 l’aereo sbatte contro la vetta del Cerro Gordo (2.600 metri). Buio, pioggia, nebbia. I soccorsi sarebbero arrivati dopo ore via terra.
Visitatori sul luogo dell’incidente a La Union, 50 km a sud di Medellin
«Mi sono svegliato nel bosco, ho aperto gli occhi ma era tutto nero. Faceva freddo e sentivo le persone chiedere aiuto. L’ho fatto anche io, non avevo idea di dove fossi, non ricordavo nulla. Ho supplicato: non voglio morire». Jakson Follmann ha 24 anni, vede una torcia, sente le voci della polizia colombiana. Un sergente gli tiene la mano e lo rassicura. Jakson si qualifica: «Sono il portiere della Chapecoense». Nell’impatto ha perso il piede destro e il sinistro è rimasto attaccato solo per i tendini. È scosso, soprattutto si meraviglia che i suoi compagni non urlino più.Le vittime sono 71, i sopravvissuti 6. Tre calciatori, un tecnico di volo, una hostess e un giornalista. Il portiere Marcos Danilo, 31 anni, morirà in ospedale. Un fotografo della Reuters testimonia: «L’aereo è spezzato in due, solo il muso e le ali sono riconoscibili».
Alan Ruschel
Alan Ruschel si salva per un cambio di posto. Mezz’ora prima dell’incidente il suo amico Follmann aveva insistito perché dal fondo si spostasse accanto a lui e all’altro difensore, Hélio Zampier Neto. Al centro dell’aereo. Sono i soli tre sopravvissuti della squadra. Jakson si risveglia tre giorni dopo all’ospedale: ha una gamba amputata, l’altra è seriamente danneggiata. Ruschel ha una frattura alla decima vertebra e una lesione spinale. Non ricorda niente e pensa alla finale, convinto che si debba giocare il giorno dopo. Neto ha lesioni al cranio, al torace, alla gamba destra. Lo portano all’ospedale in stato di shock. Quando riemerge dal coma chiede: com’è finita la partita e chi è stato a farmi così male?Lui l’incidente l’aveva sognato alcune notti prima: c’erano le luci che si spegnevano, la pioggia, il bosco. Si era agitato e ne aveva parlato alla moglie, la madre dei suoi gemelli di dieci anni. «Mi sono portato quell’incubo dentro l’aereo».
I resti dell’aereo della Chapecoense
A lui e a Follmann i medici per un po’ nascondono la verità. Quando lo viene a sapere Jakson riesce solo a dire: «Me li ricorderò sempre felici e sorridenti, sono contento di non aver visto i miei amici morire». A Chapecó, fuori dallo stadio Arena Condá si radunano centinaia di tifosi. Piangono e pregano per la fine di un sogno: la loro Chapecoense non c’è più. A ventiquattr’ore da una partita che molti avrebbero raccontato per anni ai figli, ai nipoti e a tutti coloro che volevano sapere di quella volta che la loro piccola squadra era arrivata a giocarsi il successo nel secondo trofeo più importante del continente. La Chape conta 48 vittime tra tecnici, giocatori e accompagnatori. L’attaccante Tiaguinho, 22 anni, aveva appena saputo che sarebbe diventato padre. Per dirgli della gravidanza sua moglie gli aveva fatto consegnare dai compagni una scatola con due scarpette. Altro che Cent’anni di solitudine.
Allo stadio di Medellín, il giorno della finale, i giocatori e gli uomini della Chape ci arrivano da morti.Le loro bare vengono posizionate in campo. Sugli spalti tutti sono vestiti di bianco, in molti hanno una candela. I tifosi dell’Atlético Nacional cantano per la squadra che quella sera avrebbe dovuto essere avversaria. Vengono liberate in cielo 71 colombe, bambini con la divisa della Chape lasciano andare palloncini bianchi, il mondo del calcio si ferma per un minuto di silenzio. Dice basta anche il portiere Nivaldo, rinuncia a giocare la sua trecentesima partita. «Non conta più». La Copa Sudamericana 2016 viene assegnata d’ufficio alla Chapecoense. Per una volta è giusto così.
Nel Novecento del calcio c’era stata Superga (1949), i Busby Babies del Manchester United (1958) e la nazionale dello Zambia (1993). Nel Duemila ci sono i ragazzi della Chape. La squadra sconosciuta diventata grande nella tragedia. Tutti vogliono aiutarla, iscriversi al club, prestarle giocatori. Da Pelé e Maradona a Vladimir Putin: #ForçaChape. L’accesso alla Libertadores 2017 è simbolicamente forte, ma l’esperienza si conclude già nel girone. Da terza classificata la Chape va a giocare gli ottavi della Copa Sudamericana, viene eliminata dal Flamengo, ma in campo c’è Alan Ruschel, per la prima volta titolare a dieci mesi dall’incidente. Dopo aver rischiato la paralisi.
I giocatori della Liga si fermano in campo per protestare contro la decisione di spostare Villarreal-Barcellona a Miami. Un segnale che riguarda da vicino anche il calcio italiano.
I calciatori spagnoli hanno deciso di ribellarsi alla scelta della Liga di esportare il campionato oltre oceano. Il caso è esploso dopo l’annuncio che Villarreal-Barcellona del 21 dicembre si giocherà a Miami, in Florida. L’Associazione dei calciatori (AFE) ha risposto annunciando una protesta simbolica in tutte le gare della nona giornata: al fischio d’inizio, i giocatori resteranno immobili per alcuni secondi.
Il gesto è già stato messo in pratica nell’anticipo tra Real Oviedo ed Espanyol, con il calcio d’inizio ritardato di circa 20 secondi — un momento però deliberatamente oscurato dalle televisioni. La vicenda solleva un tema destinato ad arrivare anche in Italia, perché la Serie A ha deciso di disputare in Australia la sfida tra Milan e Como in programma a febbraio.
AFE: “Respingiamo in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti“ Questo il comunicato della AFE a sostegno dei calciatori della Liga:
L’Associazione dei Calciatori Spagnoli (AFE), con il sostegno dei capitani della Prima Divisione, annuncia che, durante tutte le partite corrispondenti alla nona giornata del Campionato Nazionale di Liga di Prima Divisione di Spagna, all’inizio di ogni incontro, i calciatori realizzeranno una protesta simbolica come forma di rivendicazione per la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza da parte della LALIGA in merito alla possibilità di disputare una partita del campionato negli Stati Uniti.Il sindacato ha deciso di escludere dall’iniziativa, pur condividendone la posizione di fondo e i punti critici, i calciatori di FC Barcelona e Villarreal CF, club promotori del progetto, per evitare che l’azione di protesta possa essere interpretata come una misura contro una squadra in particolare.Di fronte ai continui rifiuti e alle proposte irrealistiche della LALIGA, l’Associazione dei Calciatori Spagnoli respinge in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti del nostro sport e chiede alla Lega la creazione di un tavolo di negoziazione in cui siano condivise tutte le informazioni e analizzate le caratteristiche eccezionali del progetto, siano considerate le necessità e le preoccupazioni dei calciatori, e sia garantita la tutela dei loro diritti lavorativi e il rispetto della normativa vigente.
I giocatori restano immobili in campo, la protesta del calcio spagnolo contro la partita a Miami
Tutte le squadre della Liga protestano per la scelta di giocare Villarreal-Barcellona a Miami: i giocatori si fermano per 20 secondi, ma in tv si vede tutt’altro.
Tutta la Liga ha preso una posizione durissima dopo la decisione di disputareVillarreal-Barcellona a Miami il prossimo dicembre. La scelta non è piaciuta ai calciatori e neanche al loro sindacato, tanto che in tutte le partite che si giocheranno in questo weekend verrà ripetuta una protesta per far sentire la propria voce: i giocatori delle squadre in campo resteranno completamente immobili per i primi 20 secondi della gara.
È accaduto per la prima volta in Real Oviedo–Espanyol, la sfida che apre la giornata, e succederà anche in tutte le altre come annunciato nel pomeriggio dal sindacato spagnolo dei giocatori. L’iniziativa è sostenuta da tutti i capitani delle squadre che fanno parte del massimo campionato della Spagnaperché tutti si sono schierati contro lo slittamento dell’incontro a Miami.
📄 COMUNICADO | AFE ANUNCIA UNA ACCIÓN DE PROTESTA AL INICIO DE LOS PARTIDOS DE LA 9ª JORNADA DE LALIGA
La protesta delle squadre spagnole – La scelta è veramente forte e alla prima occasione utile le 20 squadre della Liga hanno deciso di esprimere il loro pensiero nel modo più chiaro possibile. I capitani si sono coalizzati e per questo in tutte le partite di questo turno andrà in scena un’iniziativa mai vista prima: i giocatori resteranno fermi dopo il fischio dell’arbitro per 15/20 secondi, per poi cominciare a giocare normalmente. Nessuno ha preso bene la scelta di disputare Villarrea-Barcellona a Miami il prossimo 20 dicembre e tutti i giocatori sono preoccupati. Non hanno appoggiato l’iniziativa e chiedono di incontrare i vertici della lega per discuterne.
La UEFA ha dato il via libera eccezionalmente per giocare la partita all’estero come successo anche per Milan-Como che verrà slittata invece in Australia all’inizio di febbraio, ma al contrario della Spagna in Italia non ci saranno iniziative di nessun tipo dato che squadre e giocatori sembrano aver accettato l’iniziativa.
LaLiga decide no mostrar los primeros 25 segundos del partido Oviedo – Espanyol con esta toma aérea continua. Se evita mostrar la protesta de los jugadores por el encuentro Villarreal – Barcelona de Miami. pic.twitter.com/59gxNoyJ9y
La risposta delle emittenti televisive – La protesta messa in atto nella gara d’apertura di questa giornata della Liga, e che verrà ripetuta sistematicamente per tutte le altre partite previste per questo weekend, ha fatto inalberare i vertici del campionato. Oltretutto è stata vista soltanto dal pubblico che era presente allo stadio perché quando i giocatori di Oviedo ed Espanyol sono rimasti fermi le telecamere hanno inquadrato lo stadio: in tutta risposta è partita una ripresa aerea dell’impianto che non ha dato spazio alla protesta, ma comunque tanti tifosi hanno condiviso sui social le immagini di ciò che stava accadendo.
Dopo la sconfitta in finale di Champions League, l’ex tecnico dell’Inter è stato nominato ufficialmente nuovo allenatore del club saudita. L’annuncio è arrivato attraverso i canali social: “Il genio italiano è qui. Benvenuto Simone Inzaghi”, recita il messaggio.
Ora è ufficiale, Simone Inzaghi è il nuovo allenatore dell’Al Hilal. “Spero di vincere trofei e di portare qui i miei principi di gioco“. Dopo la sconfitta in finale di Champions League contro il Psg, l’ex tecnico dell’Inter riparte dall’Arabia Saudita. L’annuncio ufficiale è arrivato attraverso i canali social del club saudita: “Il genio italiano è qui. Benvenuto Simone Inzaghi“, si legge sul profilo X dell’Al Hilal.
Il video di benvenuto – In un video diffuso dal club, il tecnico italiano si presenta così: “Sono Simone Inzaghi e oggi inizia la mia nuova storia con l’Al Hilal“. Inzaghi ha 49 anni e dopo aver guidato in Italia Lazio e Inter, è alla prima esperienza all’estero. In Arabia avrà un contratto biennale da 50 milioni di euro. Durante le quattro stagioni alla guida dell’Inter, Inzaghi ha conquistato uno scudetto, due Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. “Sono sempre stato vicino all’Al Hilal anche per la presenza di Sergej Milinkovic-Savic, che ho allenato alla Lazio, e sono felice di ritrovarlo“, ha dichiarato Inzaghi nella sua prima intervista. L’allenatore ha detto di seguire il campionato arabo da diverso tempo, di provare simpatia per il club che lo ha ingaggiato e che, ora, si sente pronto per un’esperienza all’estero: “Sono curioso di conoscere nuove culture, essere qui è un grande privilegio“. L’obiettivo è chiaro: “Vincere trofei e portare i miei principi di gioco qui“.
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen.
Il Feyenoord ottiene il rinvio della partita di campionato
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen, che si sarebbe dovuta giocare fra andata e ritorno degli ottavi di finale di Champions contro l’Inter. Non è la prima volta che succede in Eredivisie, il primo campionato olandese.
Differenze di decisioni tra l’Olanda e L’Italia – Il ragionamento della Koninklijke Nederlandse Voetbal Bond, la Federcalcio dei Paesi Bassi, è semplice: quando possibile, si aiutano le squadre nazionali a farsi strada nelle coppe. Negli uffici della Serie A, dopo avere studiato il caso olandese, sono giunti alla conclusione che da noi una soluzione simile sarebbe impossibile, per diverse ragioni. La prima: il principio di tutela dell’integrità del campionato. La seconda é costituita dal fatto che in Olanda il campionato é formato da 18 squadre mentre in Italia sono 20 quindi più partite e meno tempo per recuperarla.
Il Feyenoord dunque avrà tempo per riposare e preparare al meglio la gara di ritorno a San Siro. Tra la sfida d’andata del 5 marzo e il match di ritorno dell’11 marzo a San Siro, la formazione olandese non scenderà infatti mai in campo. Un vantaggio non da poco per la formazione olandese.
La decisione della formazione ospite scuote la Superlig, dopo le polemiche sollevate da José Mourinho nelle scorse settimane
La 22esima giornata della Superlig turca 2024/25 sarà ricordata per la sospensione della sfida tra Galatasaray e Adana Demirspor. Clamoroso quanto successo al 25′ del primo tempo del match in programma al Rams Park di Istanbul, dove la capolista ospitava l’ultima in classifica. I calciatori dell’Adana hanno abbandonato il campo dopo la concessione del rigore in favore di Mertens e compagni.
Clamoroso in Turchia: rigore per il Galatasaray, l’Adana Demirspor abbandona il campo – Bufera in Turchia per il rigore concesso al Galatasaray, figlio del contatto in area tra Semih Gulere Dries Mertens, lanciato verso la porta dell’Adana Demirspor dopo il tentativo di tiro di Victor Osimhen. Il difensore ospite tenta di intervenire prima del belga, ma si accorge di essere in ritardo e pianta il piede sul terreno di gioco. L’ex fantasista del Napoli arriva di gran carriera e lascia lì la gamba, convincendo il direttore di gara a decretare il penalty per i padroni di casa, già in vantaggio di una rete. Da lì, proteste feroci dei calciatori e della panchina dell’Adana, fino alla clamorosa decisione: al 25′ la squadra ha abbandonato volontariamente il campo in segno di protesta, costringendo l’arbitro a sospendere la partita. Per il Galatasaray, si tratta del nono rigore a favore, in una stagione caratterizzata da decisioni arbitrali fortemente contestate dai rivali e, in particolare, da José Mourinho, manager del Fenerbahce che oggi ha battuto a domicilio l’Alanyaspor.
Euro 2024, nubifragio a Dortmund: piove anche sugli spalti dello stadio e sui tifosi di Turchia e Georgia
Un violento nubifragio si è abbattuto su Dortmund, città tedesca che ospita la sfida tra Turchia e Georgia, gruppo F di Euro 2024. La copertura del Westfalenstadion, lo stadio di Dortmund, non è impermeabile e cascate di acqua cadono sugli spalti e sui tifosi che postano sui social immagini impressionanti.
Impossibile sedersi sotto le cascateEuro 2024, nubifragio su DortmundAbbondantissima la pioggia caduta sulla città tedescaDal tetto dello stadio scendevano vere e proprie cascateIl personale addetto ha lavorato duramente per garantire lo svolgimento della partitaUn lavoro immenso per evitare l’allagamento del campo
Una fase delle contestazioni della gara dello scorso 23 dicembre
Un fatto clamoroso che potrebbe costituire un precedente si è verificato nella massima serie belga: è accaduto nella gara tra Anderlecht e Genk
Un fatto che potrebbe costituire un precedente per tutto il mondo del calcio si è verificato in Belgio. La partita del campionato di massima serie tra AnderlechteGenkandrà rigiocata: lo ha deciso il Consiglio disciplinare della federazione, che ha ravvisato nella prima sfida, disputata lo scorso 23 dicembre, un clamoroso errore arbitrale poi confermato dal Var.
Tutto ruota intorno ad un rigore tirato dal giocatore del Genk, Heynen: tiro parato dal portiereSchmeichel, ma ribattuto in rete da Sor. Gol annullato in quanto Sor era entrato in area di rigore troppo presto. Decisione legittima se non fosse per il fatto che la stessa cosa avevano fatto due giocatori dell’Anderlecht: quindi il rigore andava calciato di nuovo, e su questo si è basato il ricorso del Genk. Come facilmente intuibile all’Anderlecht non l’hanno presa bene: “Da ora in poi – spiega il legale del club – ogni errore di un arbitro potrà essere sanzionato in altra sede”
Si continua a indagare su presunti favori fiscali riconosciuti dallo stato al PSG, visto il ritorno economico garantito dal più costoso trasferimento nella storia del calcio
Prosegue in Francia l’indagine sui presunti sconti fiscaliconcessi dallo Statonell’ambito dell’affare Neymar, concluso dal Paris Saint-Germain nell’estate del 2017 e che mantiene il primato di trasferimento più costoso della storia del calcio per via dell’esborso di 222 milioni di euro riconosciuto al Barcellona, proprietaria allora del cartellino del brasiliano.
Come riporta il portale francese Mediapart, lunedì 15 gennaio è stata effettuata una perquisizione presso il Ministero delle Finanze. Indiscrezione confermata quest’oggi. Gli agenti di polizia dell’Ufficio Centrale per la Lotta alla Corruzione e alla Frode Fiscale (Oclciff) della Direzione Nazionale della Polizia Giudiziaria sono entrati in diversi dipartimenti della direzione generale delle finanza pubbliche, tra cui l’ufficio del direttore generale occupato fino a poco tempo fa da Jerome Fournel, e oggi capo di gabinetto del ministro dell’Economia Bruno Le Maire.
Neymar PSG perquisizioni – La vicenda risalente al 2017 – Al centro delle indagini ci sarebbe un presunto intervento in favore del club parigino dell’ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale, Hugues Renson, che avrebbe garantito dei vantaggi fiscali alla società guidata da Nasser Al-Khelaifi per riuscire a completare il tesseramento di Neymar. Infatti, dei 222 milioni di euro riconosciuti al Barcellona si prevedeva come il PSG avesse dovuto riconoscere una serie di tasse all’amministrazione fiscale francese e dell’Unione per la riscossione dei contributi di previdenza sociale e degli assegni familiari (Urssaf).
In un documento dell’indagine inviato lo scorso 21 novembre al gip, rivelato da Liberation e dall’agenzia di stampa francese AFP, l’IGPNsospetta che ci possa essere stato un intervento diretto di Renson. Sempre secondo questo documento, l’ex dirigente del PSG Jean-Martial Ribes «ha richiesto(…) inequivocabilmente (…) i servizi» di Hugues Renson, ex consigliere di Jacques Chirac all’Eliseo, con questi che avrebbe contattato i servizi del Ministero delle Finanze.
In merito alla vicenda, il presidente della Commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale, Eric Coquerel, ha chiesto di avere subito a sua disposizione tutta la documentazione fiscale del trasferimento che rimarrà nella storia del calcio e che continua a essere quello più costoso di sempre.
Kyle Walker di Manchester City, al centro, solleva il trofeo alla fine della partita finale della Coppa del mondo per club di calcio tra il Manchester City FC e il Fluminense FC al King Abdullah Sports City Stadium di Jeddah, Arabia Saudita, venerdì 22 dicembre 2023. (AP Photo/Manu Fernandez)
L’uragano citizen si abbatte contro i brasiliani anche nell’ultimo atto della competizione: Pep sale sulla vetta più alta del mondo. Infortunio per RodriL’uragano citizen si abbatte contro i brasiliani anche nell’ultimo atto della competizione: Pep sale sulla vetta più alta del mondo. Infortunio per Rodri
Campioni di tutto, anche del mondo. Il City liquida 4-0 il Fluminense e si prende anche il Mondiale per club, chiudendo a Gedda una collezione di trofei 2023 che comprende anche Premier League, FA Cup, Champions League e Supercoppa Europea. Un trionfo, aperto e chiuso da Julián Álvarez, passato in un anno dal Mondiale con l’Argentina al Mondiale per club col City, macchiato però dall’infortunio di Rodri, il talismano di Guardiola costretto ad uscire al 74’ dolorante a ginocchio e caviglia destra dopo un contrasto. Le sue condizioni diranno se il City ha pagato un prezzo troppo alto per essere campione di tutto, perché Rodri è l’unico giocatore veramente insostituibile per Pep e la Premier per i neo vincitori del Mondiale per club riprende già il 27 dicembre.
LE CHIAVI – Resta il trionfo che cementa lo status di leggenda di questo City. Lo ha dimostrato in Arabia Saudita, dove era arrivata coi dubbi del rallentamento in campionato (una sola vittoria nelle ultime 6 partite) ma da dove rientra con l’ennesimo trofeo, dopo aver dominato sia i giapponesi degli Urawa Reds che il Fluminense. Contro i brasiliani, il gol di Álvarez dopo 40 secondi ha cambiato tutto. Il Fluminense ha provato a giocare comunque come avrebbe voluto, facendo girare il pallone in quello stile “puramente brasiliano” che alla vigilia Guardiola ha detto di avere tanto ammirato. La squadra di Pep, però, ha giocato molto più sciolta, come se segnare subito avesse allentato ulteriormente la pressione di una squadra abituata alle finali. Álvarez è stato il migliore in campo, non solo per la doppietta ma anche per l’assist per il 3-0 di Foden e l’enorme movimento in quel ruolo di centravanti che si è ripreso dopo la boccata d’ossigeno della semifinale. Ottimo anche Foden, schierato alle spalle di Álvarez e capace di mostrare di nuovo di sapere come essere straordinario sia da centrale che da esterno. Il Fluminense ci ha comunque provato, muovendosi meglio nella ripresa rispetto al primo tempo, ma la differenza tra le due squadre è sempre stata evidente.
LA PARTITA – Il City ci mette 40 secondi a passare in vantaggio: Marcelo sbaglia il passaggio, Aké recupera palla e tira, Fabio devia la palla sul palo e Álvarez si avventa sul rimpallo mettendo dentro di petto. Dopo che un rigore per il Fluminense viene cancellato per fuorigioco, al 27’ il City alla seconda azione pericolosa trova il raddoppio, con un tiro di Foden deviato da Nino che si infila alle spalle di Fabio. La ripresa riparte col City avanti 2-0 e il Fluminense che chiede aiuto a Kennedy, ma la prima grande occasione è di Foden, sventata da Fabio. L’inglese si riscatta al 72’, firmando il 3-0 in scivolata su assist di Álvarez. Subito dopo Rodri getta la spugna. E la festa del City per questo nuovo trionfo diventa meno felice.
Paura in Olanda. Nel finale della sfida tra Az Alkmaar e NEC Nijmegen, l’attaccante Bas Dost si è accasciato a terra a causa di un malore. Il centravanti olandese è crollato a terra ed è stato soccorso prima dagli avversari e poi dai compagni di squadra, che hanno chiamato l’intervento dello staff medito, intervenuto tempestivamente per evitare il peggio.
La partita è stata sospesa al 91′ con il risultato fermo sul 2-1 per gli ospiti e il calciatore è stato trasportato fuori dal campo.
Secondo gli ultimi aggiornamenti Dot sarebbe cosciente e avrebbe alzato le braccia già al momento dell’uscita dal terreno di gioco.
AZ Alkmaar – NEC Nijmegen maçında Bas Dost bir anda yere yığıldı, çevresi sarıldı.
Traduzione: Durante la partita AZ Alkmaar – NEC Nijmegen, Bas Dost è crollato improvvisamente a terra ed è stato circondato. Speriamo non succeda nulla di brutto.
L’Everton rischia una penalizzazione di 12 punti. Ancora più pesante sarebbe la sanzione nei confronti del City. Secondo l’ex Liverpool Carragher la squadra di Guardiola potrebbe finire fuori dai campionati professionistici
Il fair-play finanziario potrebbe provocare un vero e proprio terremoto in Premier League. Come spiegato dalle informazioni diffuse dal Telegraph, il campionato più seguito al mondo è pronto a usare il pugno duro nei confronti dei club rei di presunte infrazioni sul fpf. A essere poste sotto la lente d’ingrandimento sono le situazioni di Manchester Citye Everton, che potrebbero uscirne malissimo.
Secondo il tabloid, la Premier League ha raccomandato una punizione “estremamente severa, fino a un massimo di 12 punti. Una sanzione che li metterebbe a grave rischio di retrocessione“ per l’Everton. Il caso dei Toffees è attualmente all’esame di una commissione indipendente, la decisione è prevista entro la fine dell’anno. Il club, sedicesimo in campionato, ha registrato perdite finanziarie per304 milioni di sterline negli ultimi tre anni, ben oltre il limite di 105 milioni di sterline stabilito dalla Premier League.
Il caso – Se l’Everton è messo male – secondo quanto scritto dal Telegraph – il club “che può prepararsi a tremare” è il Manchester City, attuale campione della Premier League, che deve affrontare più di 115 accuse per violazione delle regole finanziarie, molte più di quelle di cui sarebbe accusata la squadra di Liverpool.
Le situazioni dei due club restano profondamente diverse, ecco perché. “I paragoni inevitabili – continua il Telegraph – e riflettono i sentimenti di molti nei consigli di amministrazione della Premier League. Ma quelli più vicini al processo affermano che tracciare parallelismi tra i due casi è inutile. Entrambi metteranno finalmente alla prova per la prima volta la forza delle regole di profitto e sostenibilità della massima serie inglese. Però i casi sono incomparabili per portata, semplicità e tempistica“.
“Entrambi i club negano di aver violato le regole del fair play finanziario, ma il caso dell’Everton, a differenza di quello del City, era quasi pronto per essere ascoltato quando le accuse sono state annunciate a marzo. Il periodo di valutazione per l’Everton è il triennio che termina nel 2021-22 e si riferisce a una questione fiscale relativa ai prestiti per il nuovo stadio del club a Bramley-Moore Dock“. Invece il caso del City si basa su oltre 100 presunte violazioni, su più cicli finanziari. Infrazioni che se fossero tutte provate, “costituirebbero i più grandi reati commessi da un club nella storia della competizione“.
Per questo motivo il verdetto per il City potrebbe arrivare tantissimo dopo quello sull’Everton, insomma. Addirittura si stanno ancora assemblando i team legali.”Tuttavia – conclude il Telegraph – nel chiedere all’Everton di affrontare una potenziale squalifica di 12 punti, sembra impensabile che la Premier League non abbia in mente qualcosa di ancora più grave per il City“.
La frecciata di Carragher – Del tema ha parlato su X anche Jamie Carragher, ex difensore del Liverpool e attuale opinionista tv, il quale stupito dalla possibile sanzione contro l’Everton, ha spiegato il proprio punto di vista sul club di Guardiola. “La Premier League vuole una penalità di 12 punti per l’Everton. Il Manchester City finirà per giocare nella National League North se la Premier League continua su questa linea! Incredibile il numero di storie che sono uscite sulla situazione dell’Everton, ma il Manchester City, che ha 114 accuse in più, è indagato da molto più tempo e tutto è stato molto più tranquillo” – ha concluso l’ex bandiera dei Reds.
L’ex juventino aveva espresso i malumori della squadra. L’allenatore Bradley ha motivato la scelta dell’esclusione del giocatore e ha aggiunto: “La decisione non è stata una mossa disciplinare”
Federico Bernardeschi. Ap
Ultimo posto in classifica e spogliatoio in rivolta. L’avventura oltreoceano dei due campioni d’Europa fatica a decollare. Federico Bernardeschi è stato messo fuori rosa perché si è fatto portavoce del malumore verso l’allenatore da parte di un gruppo di giocatori, tra cui anche Lorenzo Insigne. Il loro Toronto, fanalino di coda della Eastern Conference della Mls, ha vinto solo due volte in campionato ed è in piena crisi. Dopo la sconfitta contro Austin, nell’ultimo turno, l’ex juventino Bernardeschi si era sfogato parlando di “una squadra senza idee, che forse dovrebbe cambiare qualcosa“. Nel frattempo, come riportato dal The Athletic, i due italiani hanno organizzato, insieme ad un paio di altri compagni, una videochiamata per chiedere l’esonero del tecnico Bob Bradley.
LA RISPOSTA DEL TORONTO – Risultato? L’allenatore, papà di Michael capitano ed ex Roma, è ancora al suo posto. Mentre Bernardeschi è stato messo fuori rosa per la partita di domani contro Dc United. Mister Bradley ha motivato la scelta dicendo che “la decisione non è stata una mossa disciplinare. Ma ci sono state molte discussioni interne questa settimana. E ho pensato che questo fosse il modo migliore per gestire il gruppo in vista della prossima partita“. I due campioni italiani, arrivati in Canada l’estate scorsa tra la festa dei fan di Toronto, sono ora al centro della contestazione dei tifosi per lo scarso rendimento della squadra, nuovamente lontana dalle ambizioni playoff dopo il penultimo posto del 2022. “Ma il piano è che Bernardeschi torni a disposizione per ripartire tutti insieme dopo questa settimana turbolenta“, ha auspicato coach Bradley.
Chi paga gli infortuni ai Mondiali? La rassegna iridata sta per prendere il via in Qatar, ma la novità del torneo inserito a metà stagione – tra i mesi di novembre e dicembre – preoccupa i club più del solito. Le società, infatti, sperano di riavere i calciatori integri al termine della competizione, considerando che resta una seconda e importantissima parte di stagione da giocare e (soprattutto) che sono i club a versare gli stipendi ogni mese.
Ne sanno qualcosa – ultimi in ordine di tempo in Serie A – Intere Fiorentina, che hanno visto costretti a rinunciare al torneo i propri tesserati Joaquin Correa e Nico Gonzalez. Ma se un calciatore si fa male durante una gara della propria Nazionale ai Mondiali, o in qualsiasi altra competizione, chi paga il danno al club proprietario del cartellino? Per rispondere a questa domanda, batsi sapere che, da diversi anni, la FIFA ha attivato il Club Protection Programme.
Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Cos’è il Club Protection Programme della FIFA – Molto semplicemente il Club Protection Program, stipulato fra la FIFA e le società di club, è una polizza assicurativa che copre il rischio di infortunio dei giocatori durante le gare con le Nazionali. I giocatori, che sono allenati e pagati esclusivamente dai club, devono essere assicurati per le partite delle squadre nazionali dagli organizzatori dell’evento in caso di infortunio. Il CPP garantisce che la FIFA fornisca un risarcimento per le perdite subite dal club (stipendio del giocatore) durante il periodo in cui il giocatore non è disponibile per il suo rispettivo club, che dovrà comunque corrispondere al calciatore infortunato il proprio stipendio come da contratto.
Il risarcimento pagato al club sembra quindi un risultato ovvio ed equo rispetto alle perdite del club (pagamento dello stipendio del giocatore) durante il periodo in cui il giocatore non è in grado di svolgere il proprio compito all’interno della squadra che lo remunera.
Il programma di protezione dei club è entrato in vigore per la prima volta, a spese della UEFA, per l’inizio di UEFA EURO 2012 in Polonia e Ucraina. A seguito dell’approvazione del Congresso FIFA a Budapest nel maggio 2012, il programma di protezione dei club è stato applicato dalla FIFA alle stesse condizioni in tutto il mondo. Copre tutte le squadre che concedono i giocatori per le partite della Nazionale A elencate nel calendario delle partite internazionali, compresi i Giochi Olimpici.
Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Come funziona il programma – Il programma di protezione dei club prevede un risarcimento per i club nel caso in cui i giocatori della squadra A nazionale che partecipano alla loro associazione nazionale subiscano uno stop temporaneo – superiore comunque a28 giorni– a seguito di lesioni personali causate da infortuni. Non prevede tuttavia alcun indennizzo per malattia; copertura di invalidità totale permanente o decesso, o qualsiasi costo di cure mediche.
Sono coperte tutte le partite tra due squadre nazionali giocate nelle date del calendario delle partite internazionali della FIFA o nelle date coperte dal rispettivo periodo in cui vengono messi a disposizione per tali partite. Va sottolineato che i giocatori sono protetti durante l’intero periodo mentre sono sotto il controllo dell’associazione nazionale, inclusi ogni volta che:
giocano;
si esercitano;
si allenano;
partecipano a incontri di allenamento;
viaggiano;
trascorrono del tempo in trasferta.
Chi paga gli infortuni ai Mondiali – Le cifre versate alle società – Ma a quanto corrisponde questa polizza? Quanto paga la FIFA in caso di infortunio di un calciatore? In base al documento rilasciato ai club e alle federazioni da parte della FIFA, «il programma compensa le squadre di calcio fino a un massimo di 7,5 milioni di euro a calciatore per infortunio. Il massimo di 7,5 milioni è calcolato in base a un “pro rata” giornaliera di indennità fino a 20.548 euro, pagabili per un massimo di 365 giorni. L’indennità giornaliera massima è limitata a 20.548 euro per infortunio. La capacità massima (“limite aggregato”) del FIFA Club Protection Programme è di 80 milioni all’anno».
«L’indennizzo dovuto – specifica il contratto dell’assicurazione – si basa esclusivamente sullo stipendio fisso che la società di calcio paga direttamente al calciatore in quanto suo datore di lavoro. Come “Stipendio fisso” è definito l’importo fisso di denaro pagato settimanalmente o a rate mensili, comprensive degli oneri previdenziali obbligatori, come stipulato in un contratto scritto e sottoscritto tra la società calcistica e il calciatore».
«Il compenso non includerà importi variabili, pagamenti una tantum, pagamenti non effettuati su base regolare o eventuali bonus, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, bonus di performance o di iscrizione, compensi per presenza e/o spese. Sono altresì escluse le somme dovute in base alla prestazione di servizi di diversa natura, di qualunque natura esse siano o meno pattuite con separato contratto», conclude il programma.
Secondo il Telegraph, lo Special One è in cima alla lista del nuovo uomo mercato Luis Campos, che ha lavorato già con José al Real Madrid. Il portoghese ha un contratto con i giallorossi sino al 2024
Una voce a dir poco clamorosa dall’Inghilterra: il Psg avrebbe messo nel mirino José Mourinho. Dopo l’accordo, per farne il nuovo responsabile dell’area mercato, con il portoghese Luis Campos, il club parigino si è messo alla ricerca di un nuovo allenatore per sostituire Pochettino. E il nome di Mou avrebbe affiancato quello di Christophe Galtier, attuale tecnico del Nizza, ma uno dei protagonisti del miracolo Lilla, proprio insieme a Campos.
FAVORITO – Secondo il Telegraph, però, lo Special One sarebbe in vantaggio,nonostante il contratto da 7 milioni di euro a stagione, con data di scadenza 2024, che lo lega alla Roma. Anche Mourinho è una vecchia conoscenza di Campos, e non solo perché i due sono connazionali. Hanno, infatti, lavorato insieme al Real Madrid e Mou aveva provato a portare l’uomo mercato al Manchester United. Tentativo vano. Ora è Campos che starebbe cercando di riunire la coppia a Parigi.
Lo Special One è, però, arrivato a Roma appena un anno fa e alla prima stagione ha già portato un trofeo: la Conference League. Ovvio che il club giallorosso non metta neanche in dubbio la sua permanenza. Ma, con il Psg di mezzo, mai dire mai.
PSG consider Jose Mourinho as new head coach
Exclusive: With Mauricio Pochettino expected to depart the French club shortly, Roma boss Mourinho is a potential candidate to replace him
Mourinho won the Europa Conference League with Roma last season CREDIT: GETTY IMAGES
Paris Saint-Germain are considering a surprise move to make Jose Mourinho their new head coach.
Mourinho has just won the fledgeling Europa Conference League with Roma and has two more years left on his contract with the Italian club.
PSG are currently working through the options should they, as expected, sack Mauricio Pochettino. A decision is expected in the next few days with Pochettino expected to go.
PSG have long targeted former Real Madrid coach Zinedine Zidane to succeed Pochettino but, despite their efforts, he has remained reluctant to join the French giants. There is an expectation that Zidane will take over as France coach after the World Cup later this year when Didier Deschamps steps down.
Mourinho has been strongly linked with PSG in the past but the arrival of Luis Campos, who is taking over from Leonardo, has led to a revived interest. Campos may not take the title of sporting director but will drive the project and has firstly been tasked with identifying a new coach.
Campos worked closely with Mourinho at Real Madrid and the pair have remained friends. Mourinho recommended his fellow Portuguese to Manchester United as their sporting director when he was the club’s manager. There was also talk of Campos reuniting with Mourinho at Tottenham Hotspur where, of course, he succeeded Pochettino in November 2019. continua a leggere
Il Paris Saint-Germain sta valutando una mossa a sorpresa per fare di Jose Mourinho il suo nuovo allenatore. Mourinho ha appena vinto la neonata Europa Conference League con la Roma e ha ancora due anni di contratto con il club italiano. Il PSG sta attualmente valutando le opzioni in caso di licenziamento, come previsto, di Mauricio Pochettino. Nei prossimi giorni è attesa una decisione con Pochettino atteso per la partenza. Il PSG ha preso di mira da tempo l’ex allenatore del Real Madrid Zinedine Zidane per succedere a Pochettino ma, nonostante i loro sforzi, è rimasto riluttante a unirsi ai giganti francesi. C’è l’aspettativa che Zidane prenderà il posto di allenatore della Francia dopo la Coppa del Mondo entro la fine dell’anno, quando Didier Deschamps si dimetterà. Mourinho è stato fortemente legato al PSG in passato, ma l’arrivo di Luis Campos, che prende il posto di Leonardo, ha risvegliato l’interesse. Campos potrebbe non prendere il titolo di direttore sportivo, ma guiderà il progetto ed è stato inizialmente incaricato di identificare un nuovo allenatore. Campos ha lavorato a stretto contatto con Mourinho al Real Madrid e i due sono rimasti amici. Mourinho ha raccomandato il suo compagno portoghese al Manchester United come direttore sportivo quando era l’allenatore del club. Si è parlato anche del ritorno di Campos con Mourinho al Tottenham Hotspur dove, ovviamente, è succeduto a Pochettino nel novembre 2019.
Liverpool-Real Madrid, risultato 0-1: decide Vinicius, 14ª Champions per i Blancos
PARIGI Tenera è la notte parigina del Real Madrid, ma soprattutto è infinita, come la serie di Champions vinte dagli spagnoli, al trionfo numero 14, il doppio del Milan, la prima inseguitrice. Quello che arriva allo Stade de France contro il Liverpool, grazie al gol del brasiliano Vinicius a inizio ripresa e allo strepitoso portiere Courtois, è il trionfo della restaurazione dopo tre anni di digiuno. È la quinta vittoria in otto finali, sigillo di un dominio che segna un’epoca. È, prima di ogni altra cosa, il trionfo da record di Carlo Ancelotti che solleva la coppa per la quarta volta, meglio di chiunque altro.
La partita, iniziata in ritardo per il disastro organizzativo, ha qualche problema a carburare, perché il Real vuole tenere i ritmi bassi per incartare i Reds: la scelta di Ancelotti di iniziare con Valverde, il ragazzo che gli dà equilibrio con i suoi raddoppi, era attesa e va letta in questo senso. Il Liverpool però sale di tono. Klopp fa giocare il suo violino Thiago, non al meglio, mentre Luis Diaz, l’altra mossa del tedesco, non dà gli effetti sperati. Dopo un quarto d’ora gli strumenti della rock band inglese però sono accordati: in 5’ Courtois deve fare due parate notevoli, la prima su una deviazione di Salah (cross di Arnold); la seconda su conclusione secca di Mané, deviata sul palo dal miglior portiere in circolazione. Gli ancelottiani, fatti a immagine del loro allenatore, non si scompongono. continua a leggere
Alcuni tifosi del Liverpool senza biglietto scavalcano i cancelli (molto alti) ed entrano nello stadio. Sono migliaia gli inglesi senza biglietto. La cerimonia di apertura non è ancora cominciata. Il ritardo sarà superiore ai 15 minuti.
La grande folla di tifosi del Liverpool ha reso difficile l’avvicinamento del pullman dei Reds al Parco dei Principi. Decine di migliaia di tifosi inglesi — 60.000 secondo le stime — hanno invaso la capitale francese anche senza biglietto (nello Stade de France entrano 20.000 per squadra) cantando «Allez Allez, abbiamo conquistato tutta Europa da Parigi alla Turchia». E facendo ritardare Klopp e i suoi uomini.
Che caos prima della finale! Lacrimogeni e gas urticanti contro bambini e tifosi col biglietto
Numerosi tifosi del Liverpool con biglietti falsi: i tornelli non si sono aperti bloccando il flusso. Una ventina di supporter dei Reds hanno scavalcato e sono entrati allo Stade de France mentre la maggior parte, pur munita di regolare tagliando, veniva tenuta all’esterno dalla polizia. Il tweet della star Nba: “Non fatela iniziare finché non atterro!”
Peggio di così non poteva (non) iniziare. Il calcio d’inizio della finale di Champions, previsto per 21, è stato dato alle 21.36 a causa di quanto stava accadendo all’esterno dello Stade de France, dove moltissimi tifosi del Liverpool, tanti dei quali regolarmente muniti di biglietto, non erano riusciti ad entrare. Il problema, come è stato spiegato alla fine della partita da una nota dell’Uefa, è nato dai tanti biglietti falsi fra i tifosi del Liverpool: i tornelli d’ingresso non si sono aperti bloccando il flusso d’ingresso. È stato così deciso di far slittare il via per evitare che la situazione ai cancelli degenerasse
LACRIMOGENI – La polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni e urticanti per disperdere gruppi di tifosi che stavano tentando di entrare. In precedenza, prima dell’intervento delle forze dell’ordine, una ventina di tifosi erano riusciti a scavalcare i cancelli. Il problema è che, stando a quanto si vede da filmati pubblicati sui social, la polizia non ha fatto nulla per proteggere chi era in possesso del prezioso tagliando e lo sbandierava davanti agli ingressi nella speranza che gli steward permettessero loro di accedere all’impianto.continua a leggere
Grande paura in Barcellona-Celta Vigo: il difensore blaugrana Ronald Araujo è caduto a terra dopo uno scontro con il compagno di squadra Gavi ed è stato trasportato in ospedale in ambulanza. La prima diagnosi parla di commozione cerebrale
Sono preoccupato perché ciò che è successo è una vergogna che non può passare ancora. Abbiamo informazioni sull’accaduto, ma c’è bisogno di tempo per esaminarlo. Intraprenderemo azioni perché è oltraggioso e vergognoso.Joan Laporta, presidente Barcellona
Sono preoccupato perché ciò che è successo è una vergogna che non può passare ancora. Abbiamo informazioni sull’accaduto, ma c’è bisogno di tempo per esaminarlo. Intraprenderemo azioni perché è oltraggioso e vergognoso Joan Laporta, presidente Barcellona
Il Barcellona esce a testa bassa dall’Europa League nel peggiore dei modi. Al Camp Nou i tedeschi dell’Eintracht ne segnano tre, rendendo impossibile una rimonta blaugrana. L’undici di Xavi infatti si sveglia troppo tardi e accorcia le distanze quando ormai non c’è più tempo. Quella sul campo però è solo una delle sconfitte subite dal Barça ieri sera. La parte peggiore si è vista sugli spalti.
Un muro bianco formato da più di 20.000 tedeschisi è stagliato al Camp Nou rovinando l’ambiente di cui Xavi e giocatori avevano bisogno e regalando ai propri una notte storica e indimenticabile. Ma come è possibile che in una gara così delicata, uno scontro diretto con cui può decidersi una stagione, siano stati venduti così tanti biglietti agli ospiti?
Una domanda a cui Laporta in persona ha detto di voler rispondere e sulla quale anche Xavi si è interrogato nella conferenza post-match.
È evidente che l’ambiente non ci ha aiutato. Sembrava una finale, con il campo diviso. Il club sta investigando. È chiaro che è stato un nostro errore di calcolo.Xavi, allenatore Barcellona
È evidente che l’ambiente non ci ha aiutato. Sembrava una finale, con il campo diviso. Il club sta investigando. È chiaro che è stato un nostro errore di calcolo Xavi, allenatore Barcellona
Errore di calcolo da cui Xavi separa la brutta prestazione messa in campo dai suoi che sono stati in grado di tenere il controllo del gioco, ma non di far male all’organizzata difesa dell’Eintracht. Viceversa sono incappati proprio negli errori su cui era stata preparata la partita subendo una rete a causa di una transizione ospite dopo una palla persa nella propria metà campo.
Il tecnico blaugrana allontana la parola fracaso e si riferisce alla gara come parte del processo messo in atto dal suo arrivo. “Voglio pensare che faccia parte del processo. È evidente che siamo delusi. Dobbiamo restere con i piedi per terra e continuare a crederci. Credo sia il cammino giusto e non bisogna pensare a un fallimento“.
Difficile non farlo perché il Barça era senza dubbio la favorita alla vittoria finale e uscire ai quarti subendo tre reti in casa resta un fallimento, al di là del processo di cambiamento che una squadra può attraversare. Certo è che l’ambiente creatosi sugli spalti non ha aiutato ed è giunto al punto dei fischi per i giocatori blaugrana durante il riscaldamento.
🤦♂️ Salta el Barça con pitos y abucheos mayoritarios, tremendo. No recuerdo nada igual, ni parecido. La Uefa calcula que 20m aficionados del Eintracht estarán dentro hoy. @carruselpic.twitter.com/ViZQfG6DwA
È deludente. Abbiamo parlato con i giocatori e speravamo che il pubblico stesse lí. Ringraziamo quelli che sono venuti. La partita sembrava una finale, con la metà dei biglietti per loro e la metà per noi. Era un giorno in cui avevamo bisogno di un ambiente particolare e mi è sembrato frustrante.Xavi, allenatore Barcellona
È deludente. Abbiamo parlato con i giocatori e speravamo che il pubblico stesse lí. Ringraziamo quelli che sono venuti. La partita sembrava una finale, con la metà dei biglietti per loro e la metà per noi. Era un giorno in cui avevamo bisogno di un ambiente particolare e mi è sembrato frustrante.Xavi, allenatore Barcellona
L’incidente è avvenuto oggi a Cali, in Colombia, nei pressi dello stadio Pascual Guerrero: subito portato in ospedale, il 55enne è stato operato d’urgenza per il trauma cranico subito
Freddy Rincón con la maglia del Napoli Freddy Eusébio Gustavo Rincón Valencia (Buenaventura, 14 agosto 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore colombiano nel ruolo di centrocampista o di ala.
L’ex calciatore Freddy Rincon (in Italia nel Napoli di Boskov, stagione 1994-95, l’anno successivo andò al Real Madrid) e altre quattro persone sono rimaste ferite oggi in un incidente stradale avvenuto a Cali, in Colombia, nei pressi dello stadio Pascual Guerrero, quando l’auto in cui era Rincon si è scontrata con un autobus: ferito in modo grave, è stato subito portato alla clinica Imbanaco di Cali e operato d’urgenza a causa di un grave trauma cranico. È in prognosi riservata.
Le condizioni della macchina guidata da Rincon
CAUSE – Le autorità stanno indagando sulle cause dell’incidente per capire anche se era Rincon, 55 anni, al volante dell’auto che si è schiantata contro l’autobus all’incrocio di due strade. Rincon è stato un pilastro della nazionale della Colombia, ha disputato tre Mondiali (Italia 90, Usa 94, Francia 98) e ha giocato tre volte la Coppa America. Ha giocato anche con Palmeiras, Corinthians e Santos.
Gesto di frustrazione di CR7 che mentre si dirigeva verso gli spogliatoi ha gettato violentemente a terra il telefono di un giovane tifoso dell’Everton che lo stava riprendendo da pochi metri. Dopo qualche ora, le scuse su Instagram: “Non è mai facile gestire le emozioni in momenti difficili come quello che stiamo vivendo, ma bisogna sempre dare l’esempio. Chiedo scusa per il mio sfogo e invito il tifoso a Old Trafford in segno di fair-play”
Per Cristiano Ronaldo è forse la stagione più difficile della sua intera carriera. Nonostante il suo ritorno a Old Trafford, ilManchester United sta vivendo un’annata molto complicata e la sconfitta di sabato contro l’Everton (1-0) è stata solo l’ultima delle tante delusioni collezionate quest’anno (ora i Red Devils sono settimi in classifica, a -6 dalla zona Champions). E per Ronaldo, oltre alla sconfitta si è aggiunto anche il problema alla gamba destra, una feritache lo ha fatto sanguinare e zoppicare. Insomma, un pomeriggio nero per CR7 che ha sfogato tutta la sua rabbia e frustrazione al momento dell’uscita dal campo: un bambino stava riprendendo il momento del passaggio del campione portoghese, quando proprio Ronaldo ha colpito il cellulare del ragazzo, scaraventandolo a terra. Un gesto non da lui, che la dice lunga sul suo stato d’animo. continua a leggere
Traduttore ” https://translate.google.it/” : Non è mai facile affrontare le emozioni in momenti difficili come quello che stiamo affrontando. Tuttavia, dobbiamo sempre essere rispettosi, pazienti e dare l’esempio a tutti i giovani che amano il bel gioco. Vorrei scusarmi per il mio sfogo e, se possibile, vorrei invitare questo tifoso a guardare una partita all’Old Trafford in segno di fair-play e sportività
Nel finale di gara i bavaresi fanno confusione con i cambi giocano in 12 per circa 20 secondi. Il regolamento potrebbe condannarli
Vince in 12, e proprio non si può fare. Il Bayern Monaco si impone 4-1 sul campo del Friburgo, ma un clamoroso errore nei cambi nel finale di gara potrebbe costare la sconfitta al tavolino ai bavaresi o in alternativa la ripetizione della gara. Succede tutto al minuto 86 quando Coman, nonostante sia stato sostituito, resta in campo tocca nuovamente il pallone. L’arbitro se ne accorge e si consulta col Var, constatando chei bavaresi hanno giocato in 12 contro 11 per circa 20 secondi. Tanto per ipotizzare in intervento della giustizia sportiva. In precedenza per il Bayern non era stata una passeggiata: Goretzka ci aveva messo infatti 58′ per sbloccare il risultato, ma 5′ dopo la squadra di casa aveva pareggiato con Petersen entrato da pochissimi secondi. Poi le reti di Gnabry, Coman e Sabitzer. Un trionfo ma… in 12 non vale. continua a leggere
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Secondo Marca sarebbero servite alcune persone per allontanare il proprietario del club francese, arrabbiatissimo per il fallo su Donnarumma non fischiato in occasione dell’1-1. Leonardo: “Errore evidente, ma ora niente scuse”
Nasser Al-Khelaifi
Furia Al-Khelaifi al Bernabeu. Secondo quanto scrive il quotidiano Marca nella sua versione online, riprendendo anche notizie raccolte dai cronisti della tv spagnola Movistar, subito dopo il fischio finale di Real Madrid-Psg il proprietario del club francese ha lasciato la tribuna delle autorità – dove si era già mostrato particolarmente insofferente – ed è sceso di corsa negli spogliatoi, furioso per quanto successo in occasione dell’1-1 madrileno (un presunto fallo di Benzema su Donnarumma non fischiato dall’arbitro e per niente presunto secondo i francesi).
l’allenatore Mauricio Pochettino – d.s.Leonardo – il proprietario del club franceseNasser Al-Khelaifi
UNA FURIA – Secondo il racconto di Marca, Nasser Al-Khelaifi, accompagnato dal d.s. Leonardo, ha cercato lo spogliatoio degli arbitri, urlando e picchiando pugni contro le porte. Per sbaglio sarebbe entrato nella stanza occupata da Megia Davila, ex arbitro, attualmente delegato di campo del Real. Per allontanarlo è stato necessario l’intervento di alcune persone (e secondo altre fonti sarebbe stata chiamata addirittura la polizia). L’imbarazzante scena sarebbe stata anche ripresa con il telefonino da un dipendente del Real Madrid e a questo punto Al-Khelaifi sarebbe corso verso di lui gridando “ti ammazzo“, fermato soltanto dalle guardie del corpo. Leonardo, poi, avrebbe chiesto che le immagini fossero cancellate. continua a leggere
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Diritti tv Fifa, chiesti in appello 28 mesi di carcere per il patron del Psg Al-Khelaifi
Accusati di aver venduto i diritti ad altri due imputati, all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali. Chiesti in appello anche 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke. In primo grado erano stati assolti
Milano, 8 marzo 2022
La procura di Losanna ha chiesto 28 mesi di reclusione per il presidente di beIN Media e del Psg, Nasser Al-Khelaifi, e 35 mesi per l’ex numero 2 della Fifa, Jerome Valcke, nell’ambito di un processo d’appello sui diritti TV. A differenza del primo grado, nell’autunno del 2020 il procuratore federale Cristina Castellote non ha chiesto la sospensione parziale. I due erano stati assolti e Jerome Valcke aveva semplicemente dovuto pagare una multa per quanto riguarda una vicenda diversa.
SENTENZA – Valcke, che è stato segretario generale della Fifa dal 2007 al 2015, è stato scagionato nel 2020 dall’accettazione di tangenti e cattiva gestione criminale aggravata, ma i pubblici ministeri svizzeri hanno impugnato la sentenza. Le accuse erano di aver venduto i diritti televisivi per diversi campionati di calcio ad altri due imputati, agendo all’insaputa della Fifa e ottenendo benefici personali, compreso l’uso di una villa di lusso in Sardegna. Valcke fu condannato all’epoca a una pena pecuniaria sospesa per falsificazione di documenti mentre Al-Khelaifi e un terzo imputato, un uomo d’affari greco, furono scagionati dall’incitamento a Valcke a commettere cattiva gestione criminale aggravata. Le accuse di corruzione contro Al-Khelaifi sono state ritirate prima del processo del 2020 dopo un accordo tra lo stesso Al-Khelaifi e la Fifa.
Anche decine di feriti tra tifosi che cercavano di entrare
Avrebbe provocato almeno sei vittime e molti feriti una tragica ressa ad uno degli ingressi dello stadio di Yaoundè, sede della partita di Coppa d’Africa tra il Camerun padrone di casa e le Isole Comore.
Lo riferiscono fonti locali riprese dalla Bbc.
Sui social sono stati diffusi video che mostrano tifosi che lottano per accedere allo stadio. La Bbc riporta anche che un governatore locale ha affermato alla Ap che potrebbero esserci numerose vittime, anche minorenni. Lo stadio Olembe ha 60.000 posti ma per le restrizioni anti-Covid poteva accoglierne solo l’80%. La partita si è disputata regolarmente, con la vittoria del Camerun.