Brasile, maxi-rissa da Guinness dei primati: 51 espulsi
Follia durante un incontro del campionato Under 20 di seconda divisione dello Stato di Minas Gerais: alcuni gestacci di un giocatore ospite alla panchina di casa hanno scatenato l’inferno costringendo l’arbitro a mostrare il rosso a 43 giocatori e 8 membri degli staff
Lingua originale: spagnolo È SUCCESSO IN BRASILE Una partita di categoria Sub-20 è finita in un tafferuglio generale durato quasi 40 minuti, oltre a 51 cartellini rossi. Se non bastasse, ha stabilito un nuovo record Guinness
PASÓ EN BRASIL
Un partido de categoría Sub-20, terminó en conflicto campal de casi 40 minutos, además de 51 tarjetas rojas.
Tragedia in Spagna: scontro col portiere avversario di Andorra, muore l’attaccante del Tenerife Jesus De Miguel. L’arresto cardiaco in campo
SEGUNDA DIVISION – Calcio spagnolo scosso dalla tragedia avvenuta durante Tenerife-Andorra, partita di Segunda Division: Jesus De Miguel, a seguito di un terribile scontro col portiere avversario, ha subito un arresto cardiaco in campo ed è deceduto nella mattinata di oggi (martedì) in ospedale. Aveva 30 anni.
Sonunda bu da oldu. Kaleci Owono nun insanlık dışı müdahalesi sonucu Tenerife li oyuncu Jesus de Miguel in kalbi durdu. Hastaneye kaldırılan oyuncu vefat etti. Futbolu keyif almak için değil de böyle gaddarca oynayanlara ders olur umarım. R.I.P Miguel pic.twitter.com/pgfk8ornCv
Grealish fuori per ragioni disciplinari: l’Everton alle prese con un futuro tutto da chiarire
Jack Grealish viene escluso dai convocati dell’Everton per motivi disciplinari. Tra ritardi, prestazioni opache e gesti di cuore, il talento inglese è a un bivio decisivo.
Era uscito dolorante accompagnato da due uomini dello staff medico a bordo campo e subito si era pensato al peggio. È arrivato il comunicato ufficiale sull’infortunio subito da Khvicha Kvaratskhelia nella gara contro il Barcellona (vinta 4-2 dal PSG).
“A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni“, si legge nella nota ufficiale del club parigino.
Durante la gara contro il Barça si sono fatti male anche altri due giocatori: “Ousmane Dembélé rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane. A seguito di un infortunio alla coscia destra, Marquinhos rimarrà sotto osservazione medica per le prossime settimane“, scrive ancora il PSG.
– Victime d’une rupture du ligament croisé antérieur du genou droit lors du match d’hier face au FC Barcelone, Khvicha Kvaratskhelia subira une intervention chirurgicale dans les prochains jours.
– A la suite d’une lésion à la cuisse gauche, Ousmane Dembélé restera en soins ces prochaines semaines.
– A la suite d’une lésion à la cuisse droite, Marquinhos restera en soins ces prochaines semaines.
Traduzione : Google Bollettino medico dopo Barcellona – Vittima della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante la partita di ieri contro l’FC Barcellona, Khvicha Kvaratskhelia sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. – A causa di una lesione alla coscia sinistra, Ousmane Dembélé dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane. – A causa di una lesione alla coscia destra, Marquinhos dovrà seguire un percorso di cure nelle prossime settimane.
🚨🚨| | Kvicha Kvaratskhelia (25) has suffered cruciate ligament injury.
Dopo un Mondiale in grigio calata la fiducia, Arda Turan possibile nuovo ct
Vincenzo Montella
La Turchia cambia ct ed esonera Vincenzo Montella.
Dopo giorni di confronto all’interno della Federcalcio di Istanbul è arrivata l’ufficialità che pone fine al rapporto con il tecnico italiano, giunto sulle sponde del Bosforo tre anni fa. E già si fa il nome del suo successore che potrebbe essere Arda Turan, attualmente sulla panchina dello Shaktar Donesk.
Il destino del tecnico italiano appariva già segnato dopo le quattro sconfitte in Nations League, due delle quali subite contro l’Italia. Da tempo, infatti, l’allenatore italiano era nel mirino dei tifosi e dei media locali che ne chiedevano la testa: le ultime prestazioni della squadra ad Istanbul erano state ritenute “umilianti“. “E’ stato deciso di interrompere il rapporto con il nostro allenatore della Nazionale maggiore”, ha annunciato la Federazione turca che non ha dato indicazioni su chi guiderà la squadra nei prossimi incontri di Nations League in casa con il Belgio e poi in trasferta contro la Francia. Tutto lascia pensare però che il nuovo ct sarà Arda Turanche ha un passato importante da giocatore al Galatasaray, al Basaksehir, all’Atletico Madrid e al Barcellona.
Nominato nel settembre 2023, Montella ha vissuto alcuni momenti di gloria in Turchia, portando la squadra al più alto livello della Nations League. Nel 2024, la Turchia ha registrato uno dei migliori risultati della sua storia raggiungendo i quarti di finale dell’Euro, battuta dall’Olanda dopo essere arrivata prima del suo girone. Negli ultimi mesi, però, i risultati sono peggiorati. Quest’estate la Turchia, attesa come una della outsider del torneo, ha deluso le aspettative ai Mondiali di Usa-Messico-Canada 2026, riportando una sola vittoria in tre partite e conquistando così l’ultimo posto nel girone. In Nations League, nelle ultime settimane, ha poi perso tutte le partite contro la Francia, il Belgio e l’Italia. Le statistiche di Montella sulla panchina turca si chiudono con 21 vittorie, 5 pareggi e 14 sconfitte.
Oltre ai risultati, Montella paga una stampa non amica. “Ha fatto piangere le mamme dei giocatori“, scrivevano i quotidiani di Ankara. Secondo i suoi detrattori i giocatori che aveva a disposizione sono tra i più forti mai avuti. Una generazione di buoni calciatori che può contare, tra gli altri, su Hakan Çalhanoglu(Inter), Arda Güler (Real Madrid) e Kenan Yildiz (Juventus). “Siamo una squadra unita“, aveva provato a dire Montella dopo l’ultima sconfitta con il Belgio, ma le sue spiegazioni non hanno convinto la federazione.
Arrivano novità dal caso Negreira. La UEFA ha infatti annunciato di aver ricevuto dal Real Madrid molti documenti per approfondire il caso che aveva sconvolto il calcio spagnolo. I Blancos avevano da mesi pronti questi documenti e ora saranno analizzati dagli ispettori. Il club intanto ha diramato anche una nota ufficiale, in cui si augura che, con la presenza di tutte queste prove, il caso si chiuda definitivamente il prima possibile.
IL COMUNICATO– A confermarlo è una nota ufficiale: “La UEFA conferma di aver ricevuto dal Real Madrid CF una notevole quantità di documenti relativi all’indagine in corso sull’FC Barcelona in merito alla vicenda che coinvolge José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri della Federcalcio Spagnola (il cosiddetto “caso Negreira”). Anche gli Ispettori Etici e Disciplinari della UEFA hanno ricevuto tale documentazione, che valuteranno nell’ambito dell’esame del caso attualmente in corso”.
L’ANNUNCIO DEL REAL MADRID – Dopo il comunicato della UEFA, arriva anche la nota ufficiale del Real Madrid:“La UEFA ha confermato di aver ricevuto la denuncia presentata dal Real Madrid CF e la prosecuzione dell’indagine relativa ai pagamenti effettuati negli ultimi due decenni dall’FC Barcelona all’ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri. La denuncia presentata dal nostro club include un’ampia documentazione e prove riguardanti eventi di straordinaria gravità, che incidono direttamente sull’integrità della competizione e sulla fiducia nel sistema arbitrale”.
“Il Real Madrid CF ritiene essenziale che, ora che la UEFA è in possesso di questa documentazione, l’indagine proceda con la massima urgenza fino alla sua completa conclusione e che gli organi competenti adottino le decisioni appropriate in base alla gravità dei fatti accertati. Il nostro club continuerà a collaborare attivamente con la UEFA e a intraprendere tutte le azioni in suo potere per chiarire gli eventi che ritiene incompatibili con i principi di integrità, trasparenza e fair play che dovrebbero governare il calcio europeo”.
⚖️ Caso Negreira — Quadro completo e aggiornato (2026)
Questo articolo è stato realizzato con il supporto di Microsoft Copilot. Alcuni contenuti sono stati sviluppati grazie alla collaborazione con l’assistente AI.
Il Caso Negreira riguarda i pagamenti effettuati dal FC Barcelona a José María Enríquez Negreira, vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale (CTA) dal 1994 al 2018. Secondo l’Agenzia Tributaria spagnola, il Barça ha versato 8,4 milioni di euro a società riconducibili a Negreira tra il 2001 e il 2018.
🧩 Elementi chiave del caso
Durata dei pagamenti: 17 anni consecutivi.
Importo totale: 8,4 milioni di euro.
Documentazione carente: molti pagamenti privi di contratti formali o prove dei servizi resi.
Prelievi in contanti: circa il 28% del denaro veniva ritirato in contanti da Negreira o collaboratori.
Dichiarazione di Negreira: sosteneva che il Barça lo pagasse per garantire la neutralità arbitrale.
Versione del Barcellona: consulenze tecniche sugli arbitri, analisi comportamentali, report pre-partita.
🏛️ Situazione giudiziaria
1. Corruzione di pubblico ufficiale: Nel 2024 un tribunale ha stabilito che Negreira non era un pubblico ufficiale, quindi questo reato è stato escluso.
2. Corruzione sportiva: Rimane in piedi l’accusa di corruzione sportiva, che non richiede la prova di una partita truccata, ma la semplice esistenza di un rapporto economico potenzialmente idoneo a influenzare la competizione.
3. Altri reati contestati
amministrazione sleale
falsificazione di documenti
irregolarità fiscali
4. Condizione di Negreira: Negreira è affetto da Alzheimer avanzato, condizione che potrebbe renderlo non processabile.
🌍 Sviluppi recenti (2025–2026)
Il Real Madrid ha presentato alla UEFA un dossier di oltre 50.000 pagine, chiedendo di valutare sanzioni contro il Barcellona.
La UEFA ha confermato l’apertura di un procedimento disciplinare.
Alcuni club spagnoli hanno chiesto la revoca di titoli e l’esclusione del Barça dalle competizioni europee.
La Liga ha dichiarato che, per regolamento, non può retroattivamente penalizzare il club per fatti anteriori al 2018.
La giustizia ordinaria continua a indagare sui flussi di denaro e sulla natura dei servizi forniti.
🔥 Perché è considerato uno scandalo enorme
Coinvolge il vicepresidente degli arbitri, figura centrale per l’imparzialità del sistema.
I pagamenti sono sistematici e prolungati.
Mancano prove concrete dei servizi resi.
Il contesto crea un dubbio strutturale sull’integrità delle competizioni spagnole per quasi due decenni.
📌 Stato attuale (fine 2026)
Il procedimento penale è ancora aperto.
La UEFA sta valutando sanzioni sportive.
Negreira potrebbe essere escluso dal processo per motivi di salute.
Il Barcellona continua a negare qualsiasi intento corruttivo.
I fatti contestati riguardano le stagioni tra il 2009 e il 2018. Al club attribuita anche la responsabilità per la maggior parte delle accuse relative alla mancata collaborazione
Con una nota ufficiale, la Premier League ha confermato che il Manchester City è stato giudicato colpevole da una commissione indipendente di tutte le accuse relative alle “gravi violazioni delle norme finanziarie” della Lega nelle 9 stagioni tra 2009 e 2018, nonché della maggior parte delle accuse relative alla mancata collaborazione con l’indagine. Il club ha immediatamente annunciato il ricorso, dicendosi “deluso e sorpreso” e ritenendo che “il giudizio contenga evidenti errori sostanziali“.
Le motivazioni della Premier League – “La Commissione indipendente ha riscontrato che tra le stagioni 2009/10 e 2017/18: – Il Manchester City ha stipulato contratti fittizi (che falsificavano il vero accordo tra le parti) con diversi partner commerciali, e si è avvalso di accordi fittizi anche con altri, per gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi. Il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la reale situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio.Il Manchester City ha violato in modo significativo i limiti di spesa imposti sia dalla Premier League che dalla Uefa. Durante l’indagine della Premier League, il Manchester City ha commesso molteplici violazioni dei suoi obblighi di cooperazione e di massima buona fede nei confronti della Lega (tre delle quattro presunte violazioni sono state confermate)”. Il comunicato prosegue dicendo che “la Commissione indipendente ha riscontrato che il Manchester City ha stipulato accordi commerciali fittizi con diversi sponsor durante il periodo in esame, nell’ambito di un sistema di finanziamento mascherato, in base al quale tali aziende erano tenute a pagare solo una parte dei relativi canoni di sponsorizzazione. La parte restante è stata finanziata da Abu Dhabi United Group Investment & Development Ltd (ADUG), proprietaria del club. Nell’ambito del piano, sono stati stipulati ulteriori accordi fittizi, finanziati da ADUG, per consentire al club di registrare spese operative inferiori a quelle effettivamente sostenute, nonché un accordo circolare fittizio con Fordham, un’entità che ha acquistato i diritti d’immagine dei giocatori del club, finanziato da ADUG. È emerso che lo scopo di questi schemi era quello di gonfiare artificialmente i ricavi del club e ridurne i costi di oltre 900 milioni di sterline durante il periodo in questione, al fine di apparire in regola con le normative finanziarie. La conseguenza di ciò, come accertato dalla Commissione, è stata che il club ha presentato bilanci falsificati e ha nascosto la vera situazione finanziaria ai revisori dei conti e agli organi di controllo del calcio“.
Secondo le conclusioni della commissione, “con la sua condotta, il club intendeva chiaramente eludere il regolamento della Premier League“. Secondo l’ad della Premier League, Richard Masters, la commissione stabilisce che “il club ha sistematicamente violato le regole della Premier League per quasi un decennio e quindi giustifica la decisione della Premier di perseguire questo caso contro il Manchester City”.
La nota del Manchester City – “Il Club è estraneo alle accuse mosse dalla Premier League ed esiste una documentazione corposa e inconfutabile a supporto di tutte le posizioni assunte in relazione a questo caso – ha comunucato il City attraverso una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito -. La società sarà pertanto fermamente determinata, e laddove necessario proattiva, in qualsiasi sede legale competente“.
Il club poi precisa: “Il procedimento della Premier League è ancora in corso e presenta elementi significativi non ancora conclusi. Il Manchester City FC percorrerà ora le vie di ricorso a sua disposizione, sulla base del fatto che la decisione contiene evidenti errori di diritto. Il Club ha rispettato con diligenza il giusto processo per otto anni, pensando che la Premier League agisse come un organo di regolamentazione indipendente, neutrale ed equo, esente da condizionamenti di parte. La società è chiaramente limitata in ciò che potrà ulteriormente dichiarare fino al termine di tutti i futuri procedimenti“.
L’era di Todd Boehly è finita. Il Chelsea conferma che i comproprietari hanno ceduto le loro quote e che Clearlake Capital assume il controllo totale del club
Svolta al Chelsea, Todd Boehly vende le sue quote a Clearlake Capital.
L’era di Todd Boehly al Chelsea si è chiusa improvvisamente dopo che l’imprenditore americano ha venduto la sua quota. La società di private equity Clearlake Capital ha acquisito le quote di Boehly e di Mark Walter, mettendo fine alla complessa proprietà che guidava i Blues dal 2022.
CLEARLAKE ACQUISISCE LE AZIONI RIMANENTI PER OTTENERE IL CONTROLLO TOTALE – Clearlake Capital ha assunto il controllo totale del Chelsea. La società di private equity, guidata da Behdad Eghbali e Jose E. Feliciano, ha acquisito il 12,83% precedentemente detenuto da Boehly e Walter. L’investitore svizzero Hansjorg Wyss mantiene il suo 12,83% e resta partner chiave.
L’operazione valuta il club di Stamford Bridge circa 5 miliardi di sterline (6,7 miliardi di dollari), debito incluso. Secondo il Financial Times, Boehly e Walter incasseranno complessivamente 950 milioni di sterline (1,3 miliardi di dollari). Il cambio di potere arriva a soli quattro anni dall’acquisto del club per 2,5 miliardi di sterline (3,3 miliardi di dollari) da parte del consorzio iniziale, dopo l’uscita forzata di Roman Abramovich.
Boehly lascerà immediatamente la presidenza del club, ma le operazioni quotidiane, la strategia a lungo termine e la dirigenza resteranno invariate durante la transizione.
Club Statement: Chelsea Football Club announces ownership transition.
BOEHLY APPOGGIA LA NUOVA STRUTTURA PROPRIETARIA NEL SUO MESSAGGIO DI COMMIATO – Boehly ha espresso grande orgoglio per il suo mandato e ha ringraziato la comunità calcistica per il sostegno. “È stato un onore essere presidente del Chelsea Football Club”, ha dichiarato l’imprenditore americano sul sito delclub. “Grazie a chi ha garantito un futuro brillante al Club: la Premier League, gli allenatori, i giocatori, la leadership, lo staff e i tifosi”.
Nonostante le voci su una frattura nel cda, Boehly ha pubblicamente sostenuto la nuova direzione del club. «Ho apprezzato la collaborazione con Clearlake e con tutto il gruppo di proprietari, e le decisioni e gli investimenti fatti per il successo a breve e lungo termine», ha aggiunto. «Sono fiducioso che il Chelsea sia ben posizionato per continuare a ottenere successi sotto la guida di Clearlake».
I cofondatori di Clearlake, Eghbali e Feliciano, hanno ricambiato il pensiero, elogiando il contributo del presidente uscente sin dall’acquisizione del 2022. I due hanno descritto Boehly come un partner importante che «farà sempre parte della storia del Chelsea», ribadendo il proprio impegno nello sviluppo delle infrastrutture sportive e della rosa del club. Il Chelsea ha diramato un comunicato che elogia il suo «impegno incrollabile» per mettere i tifosi al centro del club.
LE TENSIONI IN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SI PLACANO CON L’USCITA DI SCENA DI WALTER NEL BEL MEZZO DI UN’INDAGINE – Il rimpasto nel consiglio di amministrazione segue mesi di tensioni a Stamford Bridge. I rapporti tra Clearlake e Boehly si erano deteriorati, tanto che entrambe le parti avevano valutato di rilevare la quota dell’altra nel 2024. Clearlake, già in possesso del 61,5%, ha avuto la meglio.
L’uscita di scena di Walter aggiunge un ulteriore elemento di intrigo a questa improvvisa riorganizzazione. L’imprenditore americano è attualmente oggetto di un’indagine federale riguardante le sue compagnie assicurative. Proprio il mese scorso ha venduto improvvisamente la sua quota dei Los Angeles Lakers a Joshua Kushner e Bob Iger con una valutazione di 12,5 miliardi di dollari, a soli 14 mesi dall’acquisizione della franchigia NBA. Rimane tuttavia proprietario dei Los Angeles Dodgers.
AD ALONSO IL COMPITO DI MANTENERE VIVA LA CORSA EUROPEA DEL CHELSEA – Il Chelsea affronta una transizione dirigenziale, ma senza compromettere i progressi sul campo. L’allenatore Xabi Alonso ha portato i Blues al sesto posto in Premier League e mantenere questo slancio è fondamentale.
Con Clearlake che garantisce stabilità nelle aree sportive e mediche, l’attenzione tornerà presto al campionato. La squadra di Alonso punta ai piazzamenti Champions, protetta dai cambiamenti finanziari e societari in corso ai piani alti.
Il giocatore era stato schierato titolare in tutte le partite disputate con la sua Nazionale
Jayden Adams – Ipa/Fotogramma
Lutto per il Sudafrica: è morto Jayden Adams, centrocampista che ha giocato con la sua Nazionale ai Mondiali 2026, dove ha raggiunto lo storico traguardo dei sedicesimi di finale. Il giocatore dei Mameolodi Sundowns è deceduto all’età di 25 anni, proprio poche settimane dopo l’ultima partita, persa contro il Canada, nella rassegna iridata.
Come riportato dalla Bbc, la notizia ha provocato shock e dolore in tutto il Paese, così come nei suoi compagni di Nazionale, con Adams che era stato titolare in tutte le partite giocate dal Sudafrica ai Mondiali. “È con profondo shock e con il cuore pesante che ho appreso della scomparsa di Jayden Adams“, ha dichiarato in un comunicato Gayton McKenzie, ministro sudafricano dello Sport, delle Arti e della Cultura.
“Il calcio sudafricano ha perso uno dei suoi giovani talenti più brillanti e la nostra Nazione si unisce al lutto insieme alla sua famiglia, ai suoi compagni di squadra e ai milioni di tifosi che lo hanno visto crescere da promettente giovane promessa dell’accademia a giocatore della nazionale sudafricana Bafana Bafana“, ha concluso.
Anche il sindacato dei calciatori sudafricani si è detto profondamente “devastato dalla prematura scomparsa di Adams, che aveva esordito con la propria Nazionale nel 2022.” Jayden aveva rappresentato il Sudafrica ai Mondiali 2026, portando sulle spalle le speranze della Nazione con orgoglio, coraggio e distinzione, ha scritto in un comunicato.
“La sua scomparsa rappresenta una perdita incommensurabile per la sua famiglia, i compagni di squadra, i club, il mondo del calcio e l’intero Paese. Il calcio sudafricano ha perso un giocatore di talento, un fiero servitore di questo sport e una giovane vita che aveva ancora tanto da offrire“, ha concluso il sindacato.
Gli Spurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle
Sandro Tonali – (Fotogramma)
Sandro Tonali al Tottenham per 100 milioni di sterline. GliSpurs prendono il centrocampista italiano dal Newcastle con l’acquisto più ricco della propria storia. Il Tottenham aveva offerto inizialmente 80 milioni di sterline, ricevendo in risposta il ‘no‘ del Newcastle. La fumata bianca è arrivata con la proposta dal 92,5 milioni di sterline a cui si aggiungono 7,5 milioni di bonus. In totale, 100 milioni di sterline: al cambio, circa 115 milioni di euro. Decisivo il pressing di Roberto De Zerbi, manager degli Spurs, che considera Tonali essenziale per il proprio progetto tecnico. Il Tottenham spende più di 200 milioni di sterline in pochi giorni. Prima di Tonali, acquistato Mateus Fernandes per 85 milioni dal West Ham.
La decisione tanto attesa sulla finale playoff di Championship è arrivata e sta già generando polemiche in tutto il Regno Unito.
Il verdetto più atteso del calcio inglese è finalmente arrivato e porta con sé una decisione clamorosa. Il Southampton è stato escluso dalla finale dei play-off di Championship in seguito a un’importante indagine disciplinare su attività di spionaggio illecite durante gli allenamenti.
Il club ha inoltre subito una penalizzazione di quattro punti in classifica valida per la stagione 2026/27 che a questo punto vedrà i Saints giocare ancora in Championship,aprendo inoltre di fatto la strada al Middlesbrough per affrontare l’Hull City a Wembley e conquistare un posto nella prossima Premier League.
LA DECISIONE DELLA EFL – Come confermato dalla English Football League (EFL), il Southampton è stato escluso dalla corsa alla promozione post-stagione con effetto immediato, annullando di fatto la recente vittoria in semifinale dei play-off. I Saints avevano sconfitto il Middlesbrough per assicurarsi un posto nella finale di Wembley contro l’Hull City, ma la Commissione Disciplinare Indipendente ha espulso il club dopo che quest’ultimo ha ammesso molteplici violazioni del regolamento EFL relative alle riprese non autorizzate degli allenamenti degli avversari, compresi quelli della stessa squadra eliminata.
Oltre all’espulsione, che permette al Middlesbrough di prendere il posto nella finalissima, il Southampton ha ricevuto una penalizzazione di quattro punti che verrà applicata nella classifica del Championship 2026/27, insieme a un ulteriore richiamo formale.
Le accuse emersero inizialmente l’8 maggio, con ulteriori violazioni identificate in seguito relative alle partite contro Oxford United, Ipswich Town e Middlesbrough nel corso della stagione 2025/26.
IL MIDDLESBROUGH IN FINALE – La classifica finale del campionato è stata quindi modificata, offrendo al Middlesbrough un’inaspettata seconda chance. La squadra di Teesside si recherà a Wembley per contendersi la promozione, ma va detto che il Boro si aspettava questa decisione al punto da non aver mai sciolto la squadra e aver continuato a gestire allenamenti come se la finale dei playoff fosse già garantita.
“L’effetto del provvedimento odierno è che il Middlesbrough viene reintegrato nei Play-Off del 2026 e accederà alla finale dei Play-Off contro l’Hull City. La finale è ancora in programma per sabato 23 maggio, con l’orario di inizio da confermare“.
Il portiere del Saragozza Esteban Andrada domenica, nel derby di Liga2 contro l’Huesca, al 98′ e dopo una doppia ammonizione ha scatenato una rissa in campo andando a cercare e colpire il capitano avversario
Una squalifica complessiva di 13 giornate — 12 per il gesto e una per l’espulsione — è la sanzione inflitta dalla disciplinare della Rfef a Esteban Andrada, portiere del Saragozza, che domenica scorsa ha colpito con un pugno il capitano dell’Huesca Jorge Pulido.
Il derby, nella zona caldissima della classifica della Liga 2, la serie B spagnola, è stato molto combattuto (e vinto dall’Huesca 1-0). Al 98′ Andrada ha ricevuto un secondo cartellino gialloper aver spintonato il capitano avversario, Jorge Pulido, mentre l’arbitro andava verso il monitor della Var. Subito dopo l’espulsione, l’estremo difensore argentino ha iniziato a correre per il campo, raggiungendo di nuovo Pulido e rifilandogli un pugno allo zigomo sinistro.
Lingua originale: inglese In La Liga 2, il portiere del Real Zaragoza Esteban Andrada ha colpito con un pugno un giocatore avversario dopo essere stato espulso con un cartellino rosso.
In La Liga 2, Real Zaragoza goalkeeper Esteban Andrada punched an opposing player after being shown a red card.pic.twitter.com/PUSsIlwlJD
Ne è nata una rissa in campo e sono stati puniti anche il portiere dell’Huesca Dani Jimenez (4 giornate) e Dani Tasende del Saragozza (2 giornate).
La Commissione disciplinare nei confronti di Andrada ha quindi applicato il massimo della pena prevista (12 giornate) senza però considerare l’aggravante della lesione, che avrebbe potuto inasprire ulteriormente la sanzione. Andrada si è detto molto pentito scusandosi con tifosi, compagni e con Pulido, ricordando che in carriera in precedenza aveva ricevuto un solo cartellino rosso, e per aver toccato di mano fuori dall’area.
Traduzione Google: Dichiarazioni di Esteban Andrade
Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra per Lamine Yamal: stagione finita col Barcellona, mentre “dovrebbe recuperare per il Mondiale“, come si legge nel comunicato del club blaugrana. Il numero 10 era stato costretto a uscire durante la gara di campionato contro il Celta Vigo dopo aver segnato su rigore e aver accusato un dolore alla coscia
Brutte notizie per il Barcellona, che nel corso del primo tempo contro il Celta Vigo ha perso Lamine Yamal per infortunio. Lesione al bicipite femorale della gamba sinistra: è questo l’esito degli esami. Il talento spagnolo, come si legge nel comunicato,ha chiuso in anticipo la stagione con i blaugrana, “ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali”, come riporta la nota del club. Il 10 del Barcellona aveva sbloccato la partita contro il Celta Vigo dagli undici metri, ma subito dopo il tiro ha avvertito un dolore nella parte posteriore della coscia sinistra, fermandosi e richiamando l’attenzione dello staff medico. Una dinamica simile all’infortunio subito da Kevin De Bruyne lo scorso 25 ottobre, quando segnò il rigore del vantaggio in Napoli-Inter, per poi lasciare il campo zoppicando (il belga fu costretto a subire un intervento, essendo una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra).
Lingua originale: inglese I test effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra (muscolo bicipite femorale). Il giocatore seguirà un piano di trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione e si prevede che sarà disponibile per la Coppa del Mondo.
The tests carried out have confirmed that first-team player Lamine Yamal has a hamstring injury in his left leg (biceps femoris muscle).
The player will follow a conservative treatment plan. Lamine Yamal will miss the remainder of the season, and he is expected to be available… pic.twitter.com/8UU4Bg9bDh
Il comunicato del Barcellona – Di seguito il comunicato pubblicato dal Barcellona con l’esito degli esami svolti da Yamal: “Gli esami effettuati hanno confermato che il giocatore della prima squadra Lamine Yamal ha riportato una lesione al bicipite femorale della gamba sinistra. Il giocatore seguirà un trattamento conservativo. Lamine Yamal salterà il resto della stagione, ma dovrebbe essere disponibile per i Mondiali“.
In Championship si celebra il funerale delle Foxes che finiscono in League One dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Tanto ha inciso anche una penalizzazione di sei punti subita a febbraio
Il declino del Leicester
In un’altra vita, il 2 maggio a Leicester ci sarebbero stati i festeggiamenti: tra pochi giorni infatti saranno passati esattamente dieci anni da una delle vittorie più incredibili nella storia del calcio. Era la squadra di Ranieri, del “Dilly-ding, dilly-dong”, della favola di Vardy, degli exploit di Mahrez e Kante. Invece, oggi, si celebra il funerale delle Foxes: la squadra è infatti retrocessa in terza serie dopo il pareggio in casa con l’Hull City. Dalla favola all’incubo passando dalla tragedia della morte del proprietario del club Vichai Srivaddhanaprabha che nel 2018 precipitò con l’elicottero e morì.
Penalizzazione – Il pari con l’Hull, ennesima partita senza vittoria, è la fotografia di una stagione drammatica. Un doppio salto all’indietro che ha dell’incredibile su cui però tanto ha inciso la penalizzazione di sei punti per violazioni alle regole di Redditività e Sostenibilità nella stagione 2023-24, arrivata a febbraio, che hanno portato nuove e feroci critiche al presidente Aiyawatt Srivaddhanaprabha e al direttore sportivo Jon Rudkin. Il club aveva risposto indignato facendo ricorso. Che però è stato respinto due settimane fa. Senza quella penalizzazione il Leicester sarebbe ancora in corsa per la salvezza. Invece, non c’è più niente da fare. Le Foxes sono in League One. E il prossimo 2 maggio non ci sarà proprio nulla da festeggiare per le strade di Leicester…
Il fondo sovrano saudita ha ceduto il controllo del club guidato in panchina da Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter.
Simone Inzaghi (Foto: Abdullah Ahmed/Getty Images)
Adesso è ufficiale. PIF ha ceduto il controllo dell’Al Hilal, uno dei quattro club guidati dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita insieme ad Al Ittihad, Al Nassr e Al Ahli. Come si legge in una nota ufficiale, il Public Investment Fund saudita e Kingdom Holding Company (KHC) hanno firmato oggi un accordo vincolante di compravendita di azioni in base al quale KHC acquisirà il 70% del capitale sociale dell’Al Hilal, guidato in panchina dall’italiano Simone Inzaghi, ex allenatore dell’Inter. PIF è a sua volta azionista di KHC, con una quota di poco inferiore al 17%.
La transazione è stata conclusa sulla base di una valutazione complessiva dell’azienda (enterprise value) pari a circa 1,4 miliardi di riyal sauditi (intorno ai 320 milioni di euro), mentre il valore delcapitale della società (equity value) – cioè la quota che appartiene agli azionisti – è stato stimato in 1,2 miliardi di riyal per il 100% dell’Al Hilal (270 milioni di euro, al cambio attuale).
La differenza tra i due valori riflette la presenza di debiti o altre passività finanziarie nella struttura della società. Sulla base di questa valutazione dell’equity, il prezzo pagato per acquisire il 70% del club ammonta quindi a 840 milioni di riyal (190 milioni di euro), pari al 70% del valore totale del capitale della società. La vendita è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica. Questa strategia sostiene gli sforzi più ampi di PIF per favorire lo sviluppo e la diversificazione dell’Arabia Saudita.
PIF era il principale azionista dell’Al Hilal Club Company dal luglio 2023, nell’ambito del progetto di investimenti e privatizzazione dei club sportivi sauditi, accelerando i progressi del club e aumentando il contributo del settore sportivo al PIL saudita. PIF ha guidato la trasformazione della società insieme al team esecutivo del club, ottenendo miglioramenti significativi nel quadro di governance della società, nelle performance operative, nonché nelle infrastrutture e nelle strutture.
Questi sforzi si sono riflessi inritorni commercialie in una significativa crescita di valore del club saudita, sostenuta da sponsorizzazioni, vendite di merchandising e ricavi da matchday. In qualità di azionista che rimarrà nella società, PIF – si legge nella nota – continuerà a sostenere il percorso di crescita della Al Hilal.
Da parte della Kingdom Holding Company, l’acquisizione rafforza invece laleadership del gruppo nell’individuare opportunità ad alto valore e nel creare un impatto duraturo per gli azionisti e per l’economia nazionale.KHC supporterà l’Al Hilal nel rafforzare ulteriormente le sue performance commerciali, nell’espandere le partnership internazionali e nel continuare a sviluppare infrastrutture sportive di alto livello.
Voci di un’imminente cessione erano emerse nel mese di gennaio del 2026, ma già nei mesi precedenti, alcuni media locali avevano parlato di un forte interesse per l’Al Hilal da parte di Alwaleed Bin Talal, imprenditore, dirigente sportivo e multimiliardario saudita, presidente e amministratore delegato proprio della Kingdom Holding Company.
«Al Hilal è un simbolo nazionale e una fonte di orgoglio per il popolo saudita. Questa acquisizione esprime la nostra profonda convinzione nel potere dello sport come forza unificante e come catalizzatore per lo sviluppo nazionale. Applicando i nostri standard globali di investimento e coltivando partnership strategiche, sbloccheremo il pieno potenziale di Al-Hilal preservandone al tempo stesso storia e identità», ha commentato Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Al Saud.
Yazeed A. Al-Humied, vice governatore e responsabile degli investimenti per l’area MENA di PIF, ha aggiunto: «PIF ha contribuito con orgoglio a guidare gli sforzi per trasformare il settore sportivo dell’Arabia Saudita e aumentarne l’attrattività per gli investitori, creando al tempo stesso risultati duraturi a ogni livello, dai giocatori e dai tifosi fino alle comunità locali. PIF ha fissato obiettivi ambiziosi per i club, consentendo loro di diventare realtà di successo dal punto di vista commerciale e professionale e di raggiungere una sostenibilità finanziaria di lungo periodo. L’annuncio di oggi è in linea con la strategia di PIF volta a massimizzare i rendimenti e a riallocare capitale all’interno dell’economia domestica».
Il completamento della transazione è previsto una volta ottenute le necessarie approvazioni regolatorie e soddisfatte determinate condizioni previste dai termini e dalle condizioni dell’accordo.
In sei settimane alla guida degli Spurs il tecnico croato ha vinto una sola partita, il ritorno di Champions con l’Atletico Madrid. Lo spettro della retrocessione. Fari sull’italiano, però l’ex Marsiglia non sembra interessato
Igor Tudor
Igor Tudor non è più l’allenatore del Tottenham. Il club ha annunciato la “separazione consensuale con effetto immediato” col tecnico croato, scelto dal 14 febbraio per rimpiazzare Thomas Frank e provare a salvare il Tottenham dall’incubo retrocessione. Tudor chiude con un bilancio di un punto in 5 partite di Premier, con l’aggravante di aver perso 3-0 in casa lo scontro diretto col Nottingham Forest. Il margine sulla retrocessione si è assottigliato a un solo punto. Gli Spurs sognavano di convincere Roberto De Zerbi a dire immediatamente sì, anche con una clausola rescissoria in caso di retrocessione, ma il tecnico che l’11 febbraio ha lasciato il Marsiglia non sembra interessato.
L’annuncio – “Possiamo confermare un accordo consensuale perché Igor Tudor lasci il club con effetto immediato – ha annunciato il Tottenham -. Anche Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci hanno lasciato i rispettivi ruoli. Ringraziamo Igor e il suo staff per i loro sforzi nelle ultime sei settimane, in cui hanno lavorato senza sosta. Riconosciamo anche il lutto che ha colpito Igor recentemente e mandiamo il nostro supporto a lui e alla sua famiglia in questo momento complicato. Un aggiornamento sul nuovo allenatore verrà preso a tempo debito“.
La scelta – Tudor era arrivato al Tottenham come traghettatore fino a fine stagione, con la speranza che potesse ripetere nel nord di Londra i miracoli fatti con la Lazio 2024 e la Juve 2025. Non ci è riuscito, nonostante fosse arrivato con la stessa determinazione mostrata in Serie A, per i problemi interni di un club che cerca una direzione e che ora teme la retrocessione come un disastro finanziario, prima che sportivo.Tudor ha vinto solo una partita delle 7 della sua gestione, il ritorno degli ottavi di Champions contro l’Atletico Madrid dopo aver compromesso la qualificazione all’andata, ma non è mai riuscito a trasmettere alla squadra quella mentalità d’assedio e di noi contro il mondo che l’aveva portato a far svolare Lazio e Juve. Dopo la sconfitta col Forest, la separazione era ritenuta inevitabile. Tudor però domenica scorsa ha perso il padre e per rispetto ogni decisione è stata rinviata fino a questa separazione consensuale.
Il futuro – Gli Spurs ricominciano la Premier domenica 12 aprile in casa del Sunderland. Faranno un ultimo tentativo con De Zerbi,l’unico tra i tre candidati principali per la prossima stagione disponibile subito (gli altri sono il ct Usa Maurício Pochettino e il tecnico del Bournemouth Andoni Iraola). Se il no dell’ex allenatore del Brighton a prendere subito in mano il Tottenham rimarrà, gli Spurs dovranno trovare un traghettatore per il resto della stagione, qualcuno che possa trascinare la squadra fuori dall’incubo nelle 7 partite che mancano. Nei giorni scorsi circolava il nome di Sean Dyche, che però ha smentito. Il tempo stringe e il Tottenham non può più permettersi di sbagliare.
Cartellino rosso mai visto in Liga. Oggi, sabato 14 marzo, durante il secondo tempo di Atletico Madrid-Getafe, partita vinta dai Colchoneros 1-0, Abel Abqar è stato espulso dopo un contatto con Sorloth, che ha reagito con veemenza scaraventando a terra l’avversario. A rivedere le immagini però il gesto del norvegese è dovuto da un tocco del giocatore marocchino nelle parti basse.
Red card to Aqbar for literally touching Sorloth's balls 😭 I mean how?
Al 55′ infatti, dopo essersi detti qualche parola di troppo, Abqar passa davanti a Sorloth e lo stringe in mezzo alle gambe, provocando la reazione, visibilmente irritata, di Sorloth. Avvisato dal Var, l’arbitro del match viene richiamato al monitor per rivedere l’episodio, decidendo poi di espellere il giocatore del Getafe per condotta antisportiva.
I lavori eseguiti per rimuovere la neve hanno finito per danneggiare il manto erboso. La partita non dovrebbe essere a rischio, ma i nerazzurri temono infortuni
Lo strano caso dell’Aspmyra Stadium, il minuscolo impianto del Bodo Glimt che qua chiamano “Hell of Ice”, Inferno di Ghiaccio, e del suo discutibile manto di erba artificiale: a poche ore dal match, soprattutto su una delle due fasce laterali, il tappeto verde ha ancora adesso dei rialzamenti molto pericolosi per i giocatori. Tutta colpa delle nevicate dei giorni scorsi e delle ottanta tonnellate spalate in 24 ore: proprio per liberare il campo dalla neve, i macchinari usati dal club norvegese hanno di fatto sollevato il manto sintetico lasciando gli avvallamenti che adesso preoccupano l’Inter.
I timori di Chivu – Già ieri, durante la rifinitura, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu si era soffermato su quella porzione di campo sconnesso al limite del regolamento e, di certo, non adatta per l’alta nobiltà della Champions. L’allenatore romeno aveva chiesto di risolvere la situazione quanto prima e, durante la stessa seduta, qualcuno dei suoi ragazzi ha visto da vicino quanto problematico sia muoversi su un pezzo di campo in quelle condizioni. Nessuna protesta ufficiale, ma anche oggi il club nerazzurro ha ribadito la necessità di intervenire sul campo per evitare guai fisici ai calciatori e si è interfacciato direttamente con la società norvegese e la stessa Uefa durante le riunioni di rito previste nel giorno della partita.
Verso il via libera – Al momento, gli addetti preposti sono al lavoro dentro l’Inferno di Ghiaccio per trovare delle soluzioni semi-definitive e garantire uno svolgimento corretto di questa andata dei playoff. Alla fine, come di consueto, prima del fischio di inizio fissato alle 21 di oggi, avverrà l’ispezione del campo da parte della quaterna arbitrale guidata dal fischietto tedesco Siebert: il via libera è scontato, ma si spera che per quell’ora la fascia del campo sia riavvicinata alla normalità.
Divorzio consensuale: l’ex centrocampista lascia dopo sette mesi. La decisione è arrivata dopo la sconfitta in finale di Supercoppa contro il Barcellona. Squadra affidata a un altro ex dei blancos
Xabi Alonso
Duecentotrentuno giorni.Dal 26 maggio, data della presentazione, a questo 12 gennaio, il ‘día’ dell’esonero. Tanto è durato il mandato di Xabi Alonso alla Casa Blanca. Le partite sono state 34 con 24 vittorie, 4 pari e 6 sconfitte. Il basco aveva firmato un triennale fino al 2028, incasserà la liquidazione spettante solo al primo anno come sempre succede nei contratti col Madrid. E sarà sostituito dal suo ex migliore amico, Alvaro Arbeloa che guidava il Castilla, il filial blanco. Una scelta rischiosissima, in puro stile Florentino.
ACCORDO MUTUO – Strana la vita: il tecnico basco era stato dato a rischio licenziamento prima e dopo ogni partita da diverse settimane. Oggi che nessuno diceva nulla è arrivato il comunicato del Madrid che parla di ‘mutuo accordo tra le parti’. No, Xabi Alonso non se ne sarebbe mai andato ma ha fatto la fine di Rafa Benitez e Julen Lopetegui, gli ultimi due allenatori spagnoli presi e rigettati rapidamente da Florentino Perez: il primo venne a sostituire Carlo Ancelotti nell’estate del 2015 e arrivò fino a Capodanno, il secondo in quella del 2018, strappato alla Spagna prima del Mondiale dopo il primo regno di Zidane, quello delle 3 Champions in due anni e mezzo, e fu esonerato a fine ottobre dopo un manita al Camp Nou.
L’UOMO GIUSTO – Anche Xabi è approdato alla Casa Blanca dopo Ancelotti, pieno di speranze e accompagnato da un’immagine blanca immacolata: ex giocatore con tanto di vittoria della Décima Champions, inizio in panchina alla Fábrica, la cantera del club, ottimo passaggio nella seconda squadra della Real Sociedad, il primo trionfo in Bundesliga del Bayer Leverkusen. Un curriculum perfetto, sembrava la miglior scelta possibile per gestire il post Ancelotti.
GRANDE PARTENZA – Dopo il Mondiale per Club, chiuso con il 4-0 incassato dal Psg di Luis Enrique, inizio di stagione folgorante con 13 vittorie in 14 partite e un unico grosso neo: il 5-2 preso dall’Atletico al Metropolitano. Il Madrid era primo in Liga a +5 sul Barça battuto 2-1 al Bernabeu e quinto in Champions a -3 dalla vetta.
LA PRIMA CREPA – Nel Clásico però Vinicius sostituito aveva fatto una scenata e il club non aveva difeso il tecnico: prima enorme crepa. Lì si è capito che qualcosa non andava nel rapporto tra Xabi e Florentino e tra Xabi e lo spogliatoio. L’allenatore basco si è isolato, conferenze stampa piatte, zero feeling con i suoi giocatori più importanti, Perez distante. E risultati deludenti accompagnati da un’assenza di gioco preoccupante, col Barça che oggi è a+4, 9 punti regalati al grande avversario in 9 giornate. Ogni gara è diventata un esame da superare, ma ultimamente sembrava che le cose stessero andando meglio.
LETTURA ESILARANTE – E la lettura dei quotidiani spagnoli più affini al Madrid di questa mattina era parsa esilarante e ora diventa surreale: il madridismo mediatico aveva applaudito la dignitosa sconfitta del Madrid col Barcellona (3-2) ieri sera nella Supercoppa di Spagna. Nessuno aveva criticatol’attitudine catenacciara da provinciale adottata da Xabi Alonso per evitare la temuta goleada, anzi: Xabi come Mourinho si leggeva. E invece…
LA SCOMMESSA – Florentino Perez deve aver dato un’altra lettura, decisamente più vicina alla realtà dei fatti, e ha deciso di schiacciare il bottone rosso dell’esonero. Il presidente vede che la squadra non segue l’allenatore e ha scelto la mossa della disperazione. Nove anni fa, nel gennaio del 2016, gli andò benissimo: scelse Zizou del quale non aveva alcuna stima come allenatore e dominò l’Europa per 3 anni. Ora ci riprova con Arbeloa. Una scommessa.
La piccola squadra di Chapecó, segnata dal tragico incidente aereo del 2016 che costò la vita a 71 persone, è tornata nella Serie A brasiliana dopo anni di dolore, ricostruzione e anonimato
La festa della Chapecoense
Tenersi alla larga dalle fiabe aiuta. Soprattutto nello sport. Però anche crederci un po’ spinge a ricostruire. Furacão do Oeste, l’Uragano dell’Ovest, la chiamavano così la piccola squadra arrivata in alto. Chapecó è un centro agroindustriale nel profondo entroterra del Brasile, a sud, nello stato di Santa Catarina. Nemmeno duecentomila abitanti, il contrario di una megalopoli. E una squadra di calcio, la Chapecoense detta Chape, non famosissima, anzi Cenerentola del futebol, salita per la prima volta in serie A nel 2014 e che due anni dopo si trovò a vivere la sua favola. Anzi a giocarla. La finale della Copa Sudamericana, l’equivalente dell’Europa League. Un successo avrebbe significato la fama e l’accesso diretto alla ancor più prestigiosa Copa Libertadores.
Lingua originale: portoghese. Traduzione di Google Una settimana fa, Chapecó ha giocato insieme dall’inizio alla fine e il nostro sogno è diventato REALTÀ!
Há uma semana, Chapecó jogou junto do início ao fim e o nosso sonho se tornou RE🅰️LIDADE! 💚🇳🇬
La squadra s’imbarcò la sera del 28 novembre 2016 da San Paolo in Brasile con destinazione Medellín, Colombia, per affrontare l’Atlético Nacional. Sull’aereo c’erano anche tecnici, dirigenti, giornalisti e accompagnatori. Euforici per la loro prima finale. In tutto 68 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio. Il volo 2933 era della compagnia boliviana LaMia (Línea Aérea Mérida Internacional de Aviación). Su quello stesso quadrimotore aveva volato pochi giorni prima la nazionale argentina di Leo Messi. All’appello mancava il portiere Nivaldo, bandiera del club, 299 presenze. A 42 anni preferiva festeggiare quota 300 partite davanti al suo pubblico, pochi giorni dopo avrebbero giocato contro l’Atlético Mineiro in campionato. Dette forfait all’ultimo momento anche Edmundo, O Animal, ex giocatore della Fiorentina e del Napoli, commentatore della tv brasiliana. Perse il volo Matheus Saroli, figlio dell’allenatore della Chapecoense, che aveva dimenticato il passaporto. Il padre, Luis Carlos Saroli, noto come Caio Júnior, invece quell’aereo lo prese dopo aver rilasciato un’ultima dichiarazione: «Se morissi oggi sarei un uomo felice». Con lui c’era anche il difensore Felipe Machado, 32 anni, che aveva giocato in Italia, nella Salernitana in B.
Il volo è tranquillo. Mancano 18 chilometri all’arrivo quando si spengono le luci. «Allacciatevi le cinture, stiamo per atterrare». Alle 21.49 il comandante avvisa la torre di controllo: «Ho problemi con il carburante, chiedo priorità per la discesa». Alle 21.52 dichiara l’emergenza, i serbatoi sono vuoti. Alle 21.55 il velivolo scompare dai radar. Alle 21.59 l’aereo sbatte contro la vetta del Cerro Gordo (2.600 metri). Buio, pioggia, nebbia. I soccorsi sarebbero arrivati dopo ore via terra.
Visitatori sul luogo dell’incidente a La Union, 50 km a sud di Medellin
«Mi sono svegliato nel bosco, ho aperto gli occhi ma era tutto nero. Faceva freddo e sentivo le persone chiedere aiuto. L’ho fatto anche io, non avevo idea di dove fossi, non ricordavo nulla. Ho supplicato: non voglio morire». Jakson Follmann ha 24 anni, vede una torcia, sente le voci della polizia colombiana. Un sergente gli tiene la mano e lo rassicura. Jakson si qualifica: «Sono il portiere della Chapecoense». Nell’impatto ha perso il piede destro e il sinistro è rimasto attaccato solo per i tendini. È scosso, soprattutto si meraviglia che i suoi compagni non urlino più.Le vittime sono 71, i sopravvissuti 6. Tre calciatori, un tecnico di volo, una hostess e un giornalista. Il portiere Marcos Danilo, 31 anni, morirà in ospedale. Un fotografo della Reuters testimonia: «L’aereo è spezzato in due, solo il muso e le ali sono riconoscibili».
Alan Ruschel
Alan Ruschel si salva per un cambio di posto. Mezz’ora prima dell’incidente il suo amico Follmann aveva insistito perché dal fondo si spostasse accanto a lui e all’altro difensore, Hélio Zampier Neto. Al centro dell’aereo. Sono i soli tre sopravvissuti della squadra. Jakson si risveglia tre giorni dopo all’ospedale: ha una gamba amputata, l’altra è seriamente danneggiata. Ruschel ha una frattura alla decima vertebra e una lesione spinale. Non ricorda niente e pensa alla finale, convinto che si debba giocare il giorno dopo. Neto ha lesioni al cranio, al torace, alla gamba destra. Lo portano all’ospedale in stato di shock. Quando riemerge dal coma chiede: com’è finita la partita e chi è stato a farmi così male?Lui l’incidente l’aveva sognato alcune notti prima: c’erano le luci che si spegnevano, la pioggia, il bosco. Si era agitato e ne aveva parlato alla moglie, la madre dei suoi gemelli di dieci anni. «Mi sono portato quell’incubo dentro l’aereo».
I resti dell’aereo della Chapecoense
A lui e a Follmann i medici per un po’ nascondono la verità. Quando lo viene a sapere Jakson riesce solo a dire: «Me li ricorderò sempre felici e sorridenti, sono contento di non aver visto i miei amici morire». A Chapecó, fuori dallo stadio Arena Condá si radunano centinaia di tifosi. Piangono e pregano per la fine di un sogno: la loro Chapecoense non c’è più. A ventiquattr’ore da una partita che molti avrebbero raccontato per anni ai figli, ai nipoti e a tutti coloro che volevano sapere di quella volta che la loro piccola squadra era arrivata a giocarsi il successo nel secondo trofeo più importante del continente. La Chape conta 48 vittime tra tecnici, giocatori e accompagnatori. L’attaccante Tiaguinho, 22 anni, aveva appena saputo che sarebbe diventato padre. Per dirgli della gravidanza sua moglie gli aveva fatto consegnare dai compagni una scatola con due scarpette. Altro che Cent’anni di solitudine.
Allo stadio di Medellín, il giorno della finale, i giocatori e gli uomini della Chape ci arrivano da morti.Le loro bare vengono posizionate in campo. Sugli spalti tutti sono vestiti di bianco, in molti hanno una candela. I tifosi dell’Atlético Nacional cantano per la squadra che quella sera avrebbe dovuto essere avversaria. Vengono liberate in cielo 71 colombe, bambini con la divisa della Chape lasciano andare palloncini bianchi, il mondo del calcio si ferma per un minuto di silenzio. Dice basta anche il portiere Nivaldo, rinuncia a giocare la sua trecentesima partita. «Non conta più». La Copa Sudamericana 2016 viene assegnata d’ufficio alla Chapecoense. Per una volta è giusto così.
Nel Novecento del calcio c’era stata Superga (1949), i Busby Babies del Manchester United (1958) e la nazionale dello Zambia (1993). Nel Duemila ci sono i ragazzi della Chape. La squadra sconosciuta diventata grande nella tragedia. Tutti vogliono aiutarla, iscriversi al club, prestarle giocatori. Da Pelé e Maradona a Vladimir Putin: #ForçaChape. L’accesso alla Libertadores 2017 è simbolicamente forte, ma l’esperienza si conclude già nel girone. Da terza classificata la Chape va a giocare gli ottavi della Copa Sudamericana, viene eliminata dal Flamengo, ma in campo c’è Alan Ruschel, per la prima volta titolare a dieci mesi dall’incidente. Dopo aver rischiato la paralisi.
I giocatori della Liga si fermano in campo per protestare contro la decisione di spostare Villarreal-Barcellona a Miami. Un segnale che riguarda da vicino anche il calcio italiano.
I calciatori spagnoli hanno deciso di ribellarsi alla scelta della Liga di esportare il campionato oltre oceano. Il caso è esploso dopo l’annuncio che Villarreal-Barcellona del 21 dicembre si giocherà a Miami, in Florida. L’Associazione dei calciatori (AFE) ha risposto annunciando una protesta simbolica in tutte le gare della nona giornata: al fischio d’inizio, i giocatori resteranno immobili per alcuni secondi.
Il gesto è già stato messo in pratica nell’anticipo tra Real Oviedo ed Espanyol, con il calcio d’inizio ritardato di circa 20 secondi — un momento però deliberatamente oscurato dalle televisioni. La vicenda solleva un tema destinato ad arrivare anche in Italia, perché la Serie A ha deciso di disputare in Australia la sfida tra Milan e Como in programma a febbraio.
AFE: “Respingiamo in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti“ Questo il comunicato della AFE a sostegno dei calciatori della Liga:
L’Associazione dei Calciatori Spagnoli (AFE), con il sostegno dei capitani della Prima Divisione, annuncia che, durante tutte le partite corrispondenti alla nona giornata del Campionato Nazionale di Liga di Prima Divisione di Spagna, all’inizio di ogni incontro, i calciatori realizzeranno una protesta simbolica come forma di rivendicazione per la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza da parte della LALIGA in merito alla possibilità di disputare una partita del campionato negli Stati Uniti.Il sindacato ha deciso di escludere dall’iniziativa, pur condividendone la posizione di fondo e i punti critici, i calciatori di FC Barcelona e Villarreal CF, club promotori del progetto, per evitare che l’azione di protesta possa essere interpretata come una misura contro una squadra in particolare.Di fronte ai continui rifiuti e alle proposte irrealistiche della LALIGA, l’Associazione dei Calciatori Spagnoli respinge in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti del nostro sport e chiede alla Lega la creazione di un tavolo di negoziazione in cui siano condivise tutte le informazioni e analizzate le caratteristiche eccezionali del progetto, siano considerate le necessità e le preoccupazioni dei calciatori, e sia garantita la tutela dei loro diritti lavorativi e il rispetto della normativa vigente.
I giocatori restano immobili in campo, la protesta del calcio spagnolo contro la partita a Miami
Tutte le squadre della Liga protestano per la scelta di giocare Villarreal-Barcellona a Miami: i giocatori si fermano per 20 secondi, ma in tv si vede tutt’altro.
Tutta la Liga ha preso una posizione durissima dopo la decisione di disputareVillarreal-Barcellona a Miami il prossimo dicembre. La scelta non è piaciuta ai calciatori e neanche al loro sindacato, tanto che in tutte le partite che si giocheranno in questo weekend verrà ripetuta una protesta per far sentire la propria voce: i giocatori delle squadre in campo resteranno completamente immobili per i primi 20 secondi della gara.
È accaduto per la prima volta in Real Oviedo–Espanyol, la sfida che apre la giornata, e succederà anche in tutte le altre come annunciato nel pomeriggio dal sindacato spagnolo dei giocatori. L’iniziativa è sostenuta da tutti i capitani delle squadre che fanno parte del massimo campionato della Spagnaperché tutti si sono schierati contro lo slittamento dell’incontro a Miami.
📄 COMUNICADO | AFE ANUNCIA UNA ACCIÓN DE PROTESTA AL INICIO DE LOS PARTIDOS DE LA 9ª JORNADA DE LALIGA
La protesta delle squadre spagnole – La scelta è veramente forte e alla prima occasione utile le 20 squadre della Liga hanno deciso di esprimere il loro pensiero nel modo più chiaro possibile. I capitani si sono coalizzati e per questo in tutte le partite di questo turno andrà in scena un’iniziativa mai vista prima: i giocatori resteranno fermi dopo il fischio dell’arbitro per 15/20 secondi, per poi cominciare a giocare normalmente. Nessuno ha preso bene la scelta di disputare Villarrea-Barcellona a Miami il prossimo 20 dicembre e tutti i giocatori sono preoccupati. Non hanno appoggiato l’iniziativa e chiedono di incontrare i vertici della lega per discuterne.
La UEFA ha dato il via libera eccezionalmente per giocare la partita all’estero come successo anche per Milan-Como che verrà slittata invece in Australia all’inizio di febbraio, ma al contrario della Spagna in Italia non ci saranno iniziative di nessun tipo dato che squadre e giocatori sembrano aver accettato l’iniziativa.
LaLiga decide no mostrar los primeros 25 segundos del partido Oviedo – Espanyol con esta toma aérea continua. Se evita mostrar la protesta de los jugadores por el encuentro Villarreal – Barcelona de Miami. pic.twitter.com/59gxNoyJ9y
La risposta delle emittenti televisive – La protesta messa in atto nella gara d’apertura di questa giornata della Liga, e che verrà ripetuta sistematicamente per tutte le altre partite previste per questo weekend, ha fatto inalberare i vertici del campionato. Oltretutto è stata vista soltanto dal pubblico che era presente allo stadio perché quando i giocatori di Oviedo ed Espanyol sono rimasti fermi le telecamere hanno inquadrato lo stadio: in tutta risposta è partita una ripresa aerea dell’impianto che non ha dato spazio alla protesta, ma comunque tanti tifosi hanno condiviso sui social le immagini di ciò che stava accadendo.
Dopo la sconfitta in finale di Champions League, l’ex tecnico dell’Inter è stato nominato ufficialmente nuovo allenatore del club saudita. L’annuncio è arrivato attraverso i canali social: “Il genio italiano è qui. Benvenuto Simone Inzaghi”, recita il messaggio.
Ora è ufficiale, Simone Inzaghi è il nuovo allenatore dell’Al Hilal. “Spero di vincere trofei e di portare qui i miei principi di gioco“. Dopo la sconfitta in finale di Champions League contro il Psg, l’ex tecnico dell’Inter riparte dall’Arabia Saudita. L’annuncio ufficiale è arrivato attraverso i canali social del club saudita: “Il genio italiano è qui. Benvenuto Simone Inzaghi“, si legge sul profilo X dell’Al Hilal.
Il video di benvenuto – In un video diffuso dal club, il tecnico italiano si presenta così: “Sono Simone Inzaghi e oggi inizia la mia nuova storia con l’Al Hilal“. Inzaghi ha 49 anni e dopo aver guidato in Italia Lazio e Inter, è alla prima esperienza all’estero. In Arabia avrà un contratto biennale da 50 milioni di euro. Durante le quattro stagioni alla guida dell’Inter, Inzaghi ha conquistato uno scudetto, due Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. “Sono sempre stato vicino all’Al Hilal anche per la presenza di Sergej Milinkovic-Savic, che ho allenato alla Lazio, e sono felice di ritrovarlo“, ha dichiarato Inzaghi nella sua prima intervista. L’allenatore ha detto di seguire il campionato arabo da diverso tempo, di provare simpatia per il club che lo ha ingaggiato e che, ora, si sente pronto per un’esperienza all’estero: “Sono curioso di conoscere nuove culture, essere qui è un grande privilegio“. L’obiettivo è chiaro: “Vincere trofei e portare i miei principi di gioco qui“.
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen.
Il Feyenoord ottiene il rinvio della partita di campionato
Il Feyenoord ha chiesto e ottenuto alla federazione del calcio olandese il rinvio della gara di campionato contro il Groningen, che si sarebbe dovuta giocare fra andata e ritorno degli ottavi di finale di Champions contro l’Inter. Non è la prima volta che succede in Eredivisie, il primo campionato olandese.
Differenze di decisioni tra l’Olanda e L’Italia – Il ragionamento della Koninklijke Nederlandse Voetbal Bond, la Federcalcio dei Paesi Bassi, è semplice: quando possibile, si aiutano le squadre nazionali a farsi strada nelle coppe. Negli uffici della Serie A, dopo avere studiato il caso olandese, sono giunti alla conclusione che da noi una soluzione simile sarebbe impossibile, per diverse ragioni. La prima: il principio di tutela dell’integrità del campionato. La seconda é costituita dal fatto che in Olanda il campionato é formato da 18 squadre mentre in Italia sono 20 quindi più partite e meno tempo per recuperarla.
Il Feyenoord dunque avrà tempo per riposare e preparare al meglio la gara di ritorno a San Siro. Tra la sfida d’andata del 5 marzo e il match di ritorno dell’11 marzo a San Siro, la formazione olandese non scenderà infatti mai in campo. Un vantaggio non da poco per la formazione olandese.
La decisione della formazione ospite scuote la Superlig, dopo le polemiche sollevate da José Mourinho nelle scorse settimane
La 22esima giornata della Superlig turca 2024/25 sarà ricordata per la sospensione della sfida tra Galatasaray e Adana Demirspor. Clamoroso quanto successo al 25′ del primo tempo del match in programma al Rams Park di Istanbul, dove la capolista ospitava l’ultima in classifica. I calciatori dell’Adana hanno abbandonato il campo dopo la concessione del rigore in favore di Mertens e compagni.
Clamoroso in Turchia: rigore per il Galatasaray, l’Adana Demirspor abbandona il campo – Bufera in Turchia per il rigore concesso al Galatasaray, figlio del contatto in area tra Semih Gulere Dries Mertens, lanciato verso la porta dell’Adana Demirspor dopo il tentativo di tiro di Victor Osimhen. Il difensore ospite tenta di intervenire prima del belga, ma si accorge di essere in ritardo e pianta il piede sul terreno di gioco. L’ex fantasista del Napoli arriva di gran carriera e lascia lì la gamba, convincendo il direttore di gara a decretare il penalty per i padroni di casa, già in vantaggio di una rete. Da lì, proteste feroci dei calciatori e della panchina dell’Adana, fino alla clamorosa decisione: al 25′ la squadra ha abbandonato volontariamente il campo in segno di protesta, costringendo l’arbitro a sospendere la partita. Per il Galatasaray, si tratta del nono rigore a favore, in una stagione caratterizzata da decisioni arbitrali fortemente contestate dai rivali e, in particolare, da José Mourinho, manager del Fenerbahce che oggi ha battuto a domicilio l’Alanyaspor.
Euro 2024, nubifragio a Dortmund: piove anche sugli spalti dello stadio e sui tifosi di Turchia e Georgia
Un violento nubifragio si è abbattuto su Dortmund, città tedesca che ospita la sfida tra Turchia e Georgia, gruppo F di Euro 2024. La copertura del Westfalenstadion, lo stadio di Dortmund, non è impermeabile e cascate di acqua cadono sugli spalti e sui tifosi che postano sui social immagini impressionanti.
Impossibile sedersi sotto le cascateEuro 2024, nubifragio su DortmundAbbondantissima la pioggia caduta sulla città tedescaDal tetto dello stadio scendevano vere e proprie cascateIl personale addetto ha lavorato duramente per garantire lo svolgimento della partitaUn lavoro immenso per evitare l’allagamento del campo
Una fase delle contestazioni della gara dello scorso 23 dicembre
Un fatto clamoroso che potrebbe costituire un precedente si è verificato nella massima serie belga: è accaduto nella gara tra Anderlecht e Genk
Un fatto che potrebbe costituire un precedente per tutto il mondo del calcio si è verificato in Belgio. La partita del campionato di massima serie tra AnderlechteGenkandrà rigiocata: lo ha deciso il Consiglio disciplinare della federazione, che ha ravvisato nella prima sfida, disputata lo scorso 23 dicembre, un clamoroso errore arbitrale poi confermato dal Var.
Tutto ruota intorno ad un rigore tirato dal giocatore del Genk, Heynen: tiro parato dal portiereSchmeichel, ma ribattuto in rete da Sor. Gol annullato in quanto Sor era entrato in area di rigore troppo presto. Decisione legittima se non fosse per il fatto che la stessa cosa avevano fatto due giocatori dell’Anderlecht: quindi il rigore andava calciato di nuovo, e su questo si è basato il ricorso del Genk. Come facilmente intuibile all’Anderlecht non l’hanno presa bene: “Da ora in poi – spiega il legale del club – ogni errore di un arbitro potrà essere sanzionato in altra sede”
Si continua a indagare su presunti favori fiscali riconosciuti dallo stato al PSG, visto il ritorno economico garantito dal più costoso trasferimento nella storia del calcio
Prosegue in Francia l’indagine sui presunti sconti fiscaliconcessi dallo Statonell’ambito dell’affare Neymar, concluso dal Paris Saint-Germain nell’estate del 2017 e che mantiene il primato di trasferimento più costoso della storia del calcio per via dell’esborso di 222 milioni di euro riconosciuto al Barcellona, proprietaria allora del cartellino del brasiliano.
Come riporta il portale francese Mediapart, lunedì 15 gennaio è stata effettuata una perquisizione presso il Ministero delle Finanze. Indiscrezione confermata quest’oggi. Gli agenti di polizia dell’Ufficio Centrale per la Lotta alla Corruzione e alla Frode Fiscale (Oclciff) della Direzione Nazionale della Polizia Giudiziaria sono entrati in diversi dipartimenti della direzione generale delle finanza pubbliche, tra cui l’ufficio del direttore generale occupato fino a poco tempo fa da Jerome Fournel, e oggi capo di gabinetto del ministro dell’Economia Bruno Le Maire.
Neymar PSG perquisizioni – La vicenda risalente al 2017 – Al centro delle indagini ci sarebbe un presunto intervento in favore del club parigino dell’ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale, Hugues Renson, che avrebbe garantito dei vantaggi fiscali alla società guidata da Nasser Al-Khelaifi per riuscire a completare il tesseramento di Neymar. Infatti, dei 222 milioni di euro riconosciuti al Barcellona si prevedeva come il PSG avesse dovuto riconoscere una serie di tasse all’amministrazione fiscale francese e dell’Unione per la riscossione dei contributi di previdenza sociale e degli assegni familiari (Urssaf).
In un documento dell’indagine inviato lo scorso 21 novembre al gip, rivelato da Liberation e dall’agenzia di stampa francese AFP, l’IGPNsospetta che ci possa essere stato un intervento diretto di Renson. Sempre secondo questo documento, l’ex dirigente del PSG Jean-Martial Ribes «ha richiesto(…) inequivocabilmente (…) i servizi» di Hugues Renson, ex consigliere di Jacques Chirac all’Eliseo, con questi che avrebbe contattato i servizi del Ministero delle Finanze.
In merito alla vicenda, il presidente della Commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale, Eric Coquerel, ha chiesto di avere subito a sua disposizione tutta la documentazione fiscale del trasferimento che rimarrà nella storia del calcio e che continua a essere quello più costoso di sempre.
Kyle Walker di Manchester City, al centro, solleva il trofeo alla fine della partita finale della Coppa del mondo per club di calcio tra il Manchester City FC e il Fluminense FC al King Abdullah Sports City Stadium di Jeddah, Arabia Saudita, venerdì 22 dicembre 2023. (AP Photo/Manu Fernandez)
L’uragano citizen si abbatte contro i brasiliani anche nell’ultimo atto della competizione: Pep sale sulla vetta più alta del mondo. Infortunio per RodriL’uragano citizen si abbatte contro i brasiliani anche nell’ultimo atto della competizione: Pep sale sulla vetta più alta del mondo. Infortunio per Rodri
Campioni di tutto, anche del mondo. Il City liquida 4-0 il Fluminense e si prende anche il Mondiale per club, chiudendo a Gedda una collezione di trofei 2023 che comprende anche Premier League, FA Cup, Champions League e Supercoppa Europea. Un trionfo, aperto e chiuso da Julián Álvarez, passato in un anno dal Mondiale con l’Argentina al Mondiale per club col City, macchiato però dall’infortunio di Rodri, il talismano di Guardiola costretto ad uscire al 74’ dolorante a ginocchio e caviglia destra dopo un contrasto. Le sue condizioni diranno se il City ha pagato un prezzo troppo alto per essere campione di tutto, perché Rodri è l’unico giocatore veramente insostituibile per Pep e la Premier per i neo vincitori del Mondiale per club riprende già il 27 dicembre.
LE CHIAVI – Resta il trionfo che cementa lo status di leggenda di questo City. Lo ha dimostrato in Arabia Saudita, dove era arrivata coi dubbi del rallentamento in campionato (una sola vittoria nelle ultime 6 partite) ma da dove rientra con l’ennesimo trofeo, dopo aver dominato sia i giapponesi degli Urawa Reds che il Fluminense. Contro i brasiliani, il gol di Álvarez dopo 40 secondi ha cambiato tutto. Il Fluminense ha provato a giocare comunque come avrebbe voluto, facendo girare il pallone in quello stile “puramente brasiliano” che alla vigilia Guardiola ha detto di avere tanto ammirato. La squadra di Pep, però, ha giocato molto più sciolta, come se segnare subito avesse allentato ulteriormente la pressione di una squadra abituata alle finali. Álvarez è stato il migliore in campo, non solo per la doppietta ma anche per l’assist per il 3-0 di Foden e l’enorme movimento in quel ruolo di centravanti che si è ripreso dopo la boccata d’ossigeno della semifinale. Ottimo anche Foden, schierato alle spalle di Álvarez e capace di mostrare di nuovo di sapere come essere straordinario sia da centrale che da esterno. Il Fluminense ci ha comunque provato, muovendosi meglio nella ripresa rispetto al primo tempo, ma la differenza tra le due squadre è sempre stata evidente.
LA PARTITA – Il City ci mette 40 secondi a passare in vantaggio: Marcelo sbaglia il passaggio, Aké recupera palla e tira, Fabio devia la palla sul palo e Álvarez si avventa sul rimpallo mettendo dentro di petto. Dopo che un rigore per il Fluminense viene cancellato per fuorigioco, al 27’ il City alla seconda azione pericolosa trova il raddoppio, con un tiro di Foden deviato da Nino che si infila alle spalle di Fabio. La ripresa riparte col City avanti 2-0 e il Fluminense che chiede aiuto a Kennedy, ma la prima grande occasione è di Foden, sventata da Fabio. L’inglese si riscatta al 72’, firmando il 3-0 in scivolata su assist di Álvarez. Subito dopo Rodri getta la spugna. E la festa del City per questo nuovo trionfo diventa meno felice.
Paura in Olanda. Nel finale della sfida tra Az Alkmaar e NEC Nijmegen, l’attaccante Bas Dost si è accasciato a terra a causa di un malore. Il centravanti olandese è crollato a terra ed è stato soccorso prima dagli avversari e poi dai compagni di squadra, che hanno chiamato l’intervento dello staff medito, intervenuto tempestivamente per evitare il peggio.
La partita è stata sospesa al 91′ con il risultato fermo sul 2-1 per gli ospiti e il calciatore è stato trasportato fuori dal campo.
Secondo gli ultimi aggiornamenti Dot sarebbe cosciente e avrebbe alzato le braccia già al momento dell’uscita dal terreno di gioco.
AZ Alkmaar – NEC Nijmegen maçında Bas Dost bir anda yere yığıldı, çevresi sarıldı.
Traduzione: Durante la partita AZ Alkmaar – NEC Nijmegen, Bas Dost è crollato improvvisamente a terra ed è stato circondato. Speriamo non succeda nulla di brutto.