“Giù le mani dal Parco Agricolo Sud Milano”. Lo scrive Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone e consigliere di Città metropolitana che aggiunge: “La riforma prospettata toglie al Parco qualsiasi autonomia“.
l sindaco di Cesano Boscone e consigliere di Città metropolitana Simone Negri lancia l’allarme: “Si tratta di un vero e proprio blitz: nessuna condivisione con Città Metropolitana di Milano, con i 60 comuni aderenti, con gli agricoltori, con le associazioni ambientaliste.
L’allarme lanciato dal sindaco di Cesano
CESANO BOSCONE – 14 aprile 2022ore 12:49
“Giù le mani dal Parco Agricolo Sud Milano”. Lo scriveSimone Negri, sindaco di Cesano Boscone e consigliere di Città metropolitana. “Tira una brutta aria. Apprendiamo dell’iniziativa dei capigruppo regionali di destra che Regione, attraverso una proposta di progetto di legge, intende sottrarre a Città Metropolitana la gestione del Parco Agricolo Sud Milano (PASM).
Negri: “Un vero e proprio blitz dei partiti di centrodestra” – Si tratta di un vero e proprio blitz: nessuna condivisione con Città Metropolitana di Milano, con i 60 comuni aderenti, con gli agricoltori, con le associazioni ambientaliste. Il Parco Agricolo, con i suoi 47mila ettari, la sua bellezza paesaggistica, la sua storia la sua vocazione agricola è un unicum per il territorio milanesecon cui si pone in un delicato equilibrio, tanto da essere posto sotto tutela. Ha svolto una funzione strategica e ha impedito uno sviluppo dissennato, proteggendo territori, paesaggi e culture tipiche”, spiega Negri.
“Un vero esproprio ai danni dei comuni aderenti” – E aggiunge: “La riforma prospettata toglie al Parco qualsiasi autonomia, facendolo diventare completamente subordinato alla Regione. Siamo di fronte a un esproprio ai danni dei comuni aderenti il cui peso diventa irrilevante. Altro che federalismo, sussidiarietà e rispetto dei territori. Perché ora? Perché così? Perché a un anno dalle elezioni Nell’area più urbanizzata d’Italia, il Parco Agricolo Sud Milano, oltre a valorizzare le produzioni agricole di qualità, è stato e deve continuare a essere un argine rispetto al consumo di suolo e un freno rassicurante rispetto a quelle grandi infrastrutture che devastano territorio e paesaggio.
“Una logica di accentramento che non è accettabile” – Una sua eventuale riforma deve puntare a garantirne la tutela, coinvolgere tutti gli attori territoriali per preservare questo bene comune, rafforzandone il legame simbiotico con il territorio ed il senso di identità, mettendo al centro la vocazione agricola per la sua valenza economica e ambientale. Con il passaggio a Regione tutte le aree protette sarebbero enti di gestione di emanazione regionale. Tutte dipendenti da un’unica direzione, tutti in una logica di accentramento. Non è accettabile. Il Parco Sud è patrimonio di chi lo vive e di tutta la Città Metropolitana”.
La nota dei partiti di centrodestra sul passaggio – “Città Metropolitana non ha saputo tutelare il settore agricolo. Da Regione arriveranno importanti risorse per valorizzare il parco”, affermano, in una nota congiunta, il capogruppo di Fi in Consiglio regionale Gianluca Comazzi e il capogruppo Fi in Città MetropolitanaVera Cocucci.
“Con l’imminente approvazione di un apposito progetto di legge in Consiglio regionale, tra pochi mesi la gestione del Parco Agricolo Sud passerà in capo a Regione Lombardia. Un’ottima notizia per il futuro dell’area, che in questi anni è stata penalizzata da una pessima gestione da parte di Città Metropolitana. Con la nuova governance il direttore del Parco sarà scelto da Regione, che stanzierà anche importanti risorse”.
“Stiamo parlando – prosegue la nota – di un parco unico a livello europeo: un’area di 47mila ettari con 900 aziende agricole, più di 500 cascine e dove i proprietari dei terreni non sono i comuni ma gli stessi agricoltori. Un settore, quello agricolo, sempre più importante per la nostra economia ma che in questi anni Città Metropolitana non è stata in grado di tutelare. Il Parco Agricolo – concludono gli azzurri – è un gioiello del territorio, dentro il quale gravitano 61 comuni dell’area metropolitana di Milano. Con la gestione di Regione scriveremo una nuova pagina per il futuro del Parco”.
Il governo dà il via libera a un ordine del giorno che accoglie la richiesta arrivata dalla Ue14 APRILE 2022
ROMA, 14 aprile 2022
Via il canone Rai dalle bollette dell’elettricità dal 2023. E’ quanto prevede un ordine del giorno presentato da Maria Laura Paxia (gruppo Misto) al decreto energia approvato oggi alla Camera. Accettato dal Governo – rappresentato in Aula da Vannia Gava, Sottosegretaria per la Transizione ecologica – dapprima come raccomandazione, è stato poi accolto con riformulazione (senza dunque dover essere posto ai voti) prevedendo di “adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai“. Paxia ha sottolineato che così si dà “seguito all’impegno che l’Italia aveva con l’Unione europea di scorporare il canone Rai” in quanto “onere improprio“.
Il canone per la tv pubblica si paga con la bolletta dal 2017, introddotto con un provvedimento del governo Renzi che aveva come scopo il contrasto all’evasione.
Freddy Eusébio Gustavo Rincón Valencia (Buenaventura, 14 agosto 1966 – Cali, 13 aprile 2022) è stato un allenatore di calcio e calciatore colombiano nel ruolo di centrocampista o di ala.
Aveva 55 anni. È stato capitano della Colombia, ha giocato anche nel Real Madrid. Da giorni era in agonia a Cali
L’ex stella del calcio colombiano Freddy Rincon, già capitano della nazionale e centrocampista di Napolie Real Madrid,è morto mercoledì a Calidopo un incidente d’auto avvenuto due giorni prima. Lo hanno riferito i medici della clinica dove era ricoverato. Aveva 55 anni. L’ex giocatore era stato ricoverato lunedì scorso in condizioni critiche, dopo una violenta collisione tra un autobus e il furgone su cui viaggiava. continua a leggere
La SSC Napoli si unisce al dolore della famiglia Rincon per la scomparsa del caro Freddy, calciatore azzurro nella stagione 94/95. pic.twitter.com/AQcRYMO3WL
L’episodio in Michigan. L’agente ha fermato l’uomo per un controllo stradale e dopo averlo bloccato è nata un collutazione, poi il poliziotto ha sparato colpendo alla schiena
Meno di venti secondi. Questa la durata di un video che racconta dell’assassinio di un uomo afroamericano avvenuto in Michigan, negli Stati Uniti, il 4 aprile. Le immagini sono state diffuse solo ora dalla polizia. Nel video si vede l’agente della polizia sparare proprio mentre era inginocchiato sulla schiena dell’uomo. La vittima è il 26enne Patrick Loyola, ed era stato fermato per un controllo stradale. Lo riportano i media americani.
Il video choc – Nel video, diffuse anche su Twitter, si vede l’uomo già a terra a pancia in giù. Si dimena furiosamente per provare a sfuggire alle pressioni del poliziotto e forse all’arresto. Sopra di lui c’è l’agente che prova a immobilizzarlo: gli sale sulla schiena, prima con il corpo, poi con le ginocchia. Quando Patrick Loyola è quasi del tutto immobile, lui estrae una pistola e la punta alla nuca. Il momento dello sparo non è visibile. continua a leggere
Ad incendiare gli animi al 90′è stato il giocatore degli spagnoli con un brutto fallo su Foden. Poi Savic ha tirato i capelli a Grealish. E il parapiglia è proseguito al rientro negli spogliatoi, con Vrsaljko che ha sputato addosso a Walker e ha tentato di aggredirlo
Fino al 90′ Atletico Madrid-Manchester City era stata una gara combattuta, a tratti ruvida, ma non cattivissima, tenendo conto del peso della partita e delle dichiarazioni che l’avevano resa più elettrica. Ad appiccare l’incendio è stato Felipe, il difensore degli spagnoli, che già all’inizio del primo tempo (al 13′) era stato graziato dall’arbitro dopo un brutto fallo su Foden, rimasto ferito alla testa e costretto a giocare il resto della gara con un bendaggio. L’ammonizione Felipe l’ha rimediata comunque undici minuti più tardi per un intervento da dietro su De Bruyne a centrocampo.
FELIPE ESPULSO – Lo stesso Felipe, al 90′, ha affrontato ancora Foden all’altezza della linea laterale, per fermare un contropiede che poteva essere pericoloso. Il giocatore del City in un primo tempo ha cercato di resistere all’attacco, ma poi ha subito un calcione ed è rotolato a terra. Savic si è lanciato su di lui, nel tentativo di farlo rialzare, forse convinto che non ci fosse stato fallo e che quella fosse una scenata per perdere tempo. I giocatori delle due squadre, ma anche panchinari e membri degli staff tecnici, si sono precipitati in quella zona del campo e a quel punto la rissa ha rischiato di sfuggire di mano. Il portiere Oblak, in maglia arancione, ha fatto di tutto per fare da barriera tra le due fazioni. Ma Savic ha tirato i capelli a Grealish, rischiando di aggravare ancora di più la situazione. L’arbitro ha fatto sfogare tutti e poi, dopo alcuni minuti di stop alla partita, ha prima ammonito Aké e Savic e poi ha espulso Felipe. Un rosso inevitabile, ma preso male dal difensore, convinto di avere subito un grave torto. I tifosi spagnoli hanno sottolineato con boati e fischi ogni momento della rissa.
SECONDO ROUND – Dopo 13 tesissimi minuti di recupero è arrivato il fischio finale. I giocatori del City si sono abbracciati in mezzo al campo, Simeone ha applaudito i tifosi spagnoli, ma al rientro negli spogliatoi c’è stato un secondo round immortalato dalle telecamere che, a quanto si è poi saputo, non è stato altro che il trascinamento al coperto del “match” personale tra Savic e Grealish (anche all’andata, tra l’altro, il giocatore del City era stato preso per i capelli da Vrsaljco). Proprio Vrsaljco – ex difensore di Genoa, Sassuolo e Inter – sulla scalinata che collega il campo agli spogliatoi è apparso scatenato, quasi trasfigurato dalla rabbia, tanto che più persone sono dovute intervenire per fermarlo. In un video pubblicato da As sul proprio sito internet, lo si vede prima lanciare un oggetto contro Walker, poi tentare una aggressione e infine lanciare uno sputo. Non è stato facile tenere a forza i due giocatori, per evitare il contatto fisico. E per riportare la pace è stato necessario l’intervento della polizia con una decina di agenti.
I voli per la Sardegna nelle tratte della continuità territoriale quest’estate costeranno quasi il 60% in più per i non residentirispetto al dato, record, della stessa stagione del 2019. Se poi si considerano anche le spese extra per imbarcare il bagaglio in stiva — opzione che tre anni fa era inclusa nel prezzo e stavolta è a pagamento — allora la cifra da sborsare raddoppia. È quanto emerge da un’analisi del Corriere della Sera sui sistemi di vendita e sulle tariffe medie a giugno 2022, giugno 2021 e giugno 2019 per poter effettuare un confronto. A bordo degli aerei, poi, alcuni sedili saranno messi in vendita a oltre 920 euro per un’andata e ritorno tra Milano Linate e Olbia. L’aumento oltre ad allarmare il settore turistico dell’isola, preoccupa i gestori aeroportuali che temono di perdere utenti perché scoraggiati dai costi elevati.
Gli oneri di servizio pubblico – Ma prima, un passo indietro. Gli oneri di servizio pubblico — cioè la «continuità territoriale» — consentono di derogare alle regole di mercato se proprio il mercato non è in grado di offrire una connettività da e per alcune aree periferiche dell’Europa come le isole: in questo caso l’autorità pubblica destina dei fondi per le compagnie che si impegnano a garantire la connettività. Ita Airways(che il 15 ottobre scorso è subentrata ad Alitalia) e Volotea hanno deciso di accettare gli oneri di servizio pubblico tra la Sardegna e la penisola per dodici mesi(dal 15 maggio 2022 al 14 maggio 2023) privandosi della compensazione economica, senza cioè ricevere alcun denaro — come accadeva prima — dalla Regione autonoma.
I prezzi per i residenti – Questa mossa consentirà quindi alle due compagnie di volare tra Milano Linate/Roma Fiumicino e Cagliari, Olbia-Costa Smeralda e Alghero (quest’ultima coperta solo da Ita) offrendo tariffe calmierate per alcune categorie particolari: i residenti nell’isola, i giovani sino ai 21anni, gli over 70, gli studenti universitari fino al compimento del 27esimo anno di età e le persone con disabilità. Le tariffe agevolate oscillano, per tratta e per persona, dai39 euro (56-72 euro con le tasse) tra Roma Fiumicino e i tre aeroporti sardi ai 47 euro (63-74 euro con le tasse) tra Milano Linate e i tre scali dell’isola.
I prezzi per gli altri – Per i non residenti, invece, i prezzi variano a seconda del periodo e seguono le logiche di mercato sugli stessi velivoli utilizzati dalle categorie agevolate. Più richiesta c’è, più l’aereo si riempie velocemente, meno posti a buon prezzo ci sono. Ma a leggere i numeri estratti dai database specializzati rischia di essere un salasso. Secondo gli esperti un po’ perché le compagnie accettando gli oneri senza risorse pubbliche cercano di recuperare qualcosa sui clienti non residenti, un po’ perché il costo del kerosene è alle stelle, un po’ perché anche stavolta la Sardegna si conferma tra le mete più gettonate per gli italiani.
I costi – Risultato? A giugno — non ancora il periodo di picco estivo — tra l’andata e il ritorno Milano Linate-Cagliari servono, per i non residenti, 179 euro con Ita Airways e almeno 206 euro con Volotea. Senza considerare i costi accessori per imbarcare un bagaglio in stiva, per esempio.Da Milano a Olbia, scalo geograficamente più vicino di Cagliari, l’esborso è addirittura maggiore: 192 euro con Ita, 206 euro con Volotea. Tra Linate e Algherovolerà soltanto Ita e qui il prezzo è di 179 euro. Sul fronte capitolino, se Volotea chiede almeno 206 euro — cifra uguale per tutte le tratte — tra Fiumicino e Cagliari e Olbia, Ita Airways vende i sedili rispettivamente a 169 e 200 euro. Per raggiungere Alghero, invece, servono 169 euro.
Il confronto – Di quanto sono aumentati i prezzi rispetto agli altri anni? Il confronto con lo stesse mese — giugno — del 2021 (periodo Covid) e del 2019 (pre Covid e picco storico del settore) mostra bene l’incremento quest’anno. Un incremento che è persino inferiore di quello reale perché non tiene contro del bagaglio in stiva e di altri extra (come la scelta del posto, il cambio gratuito del volo e la cancellazione del biglietto per qualsiasi motivo) un tempo compresi nel prezzo del biglietto e stavolta invece sono da acquistare a parte. Nella media delle sei rotte coperte con Ita Airways si paga oggi per i voli di giugno il 36,4% in più di giugno 2021 e il 29,2% in più di giugno 2019. Rincari maggiori si notano con la low cost Volotea— che effettuerà il servizio su quattro rotte, senza Alghero — dove il prossimo giugno le tariffe saranno più care del 55% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e del 46,8% rispetto a giugno 2019. Con picchi del +64% (sul 2021) e +55% (sul 2019) nella rotta Linate-Olbia.
Le fasce di prezzo – Andando nel dettaglio delle tariffe messe a disposizione — cioè il valore base assegnato di fatto a ogni sedile — si notano alcune particolarità. Sui voli, andata e ritorno, Milano Linate-Cagliari, per esempio, con Ita Airways ci sono 25 differenti fasce di prezzo: la tariffa minima è di 134 euro (più 44,92 euro di tasse aeroportuali), mentre alcuni sedili possono arrivare a costare 704 euro (al netto delle tasse). Con Volotea, sulla stessa tratta, le fasce di prezzo sono 16, ma si parte da 146 euro (al netto di 56,92 euro di tasse aeroportuali e 5,6 euro di «spese di gestione») fino a un massimo di 860 euro.
Il focus su Olbia – Ma è sulla tratta tra Milano Linate e Olbia-Costa Smeralda che si concentrano le speranze di profitto delle due compagnie aeree. E lo confermano anche i prezzi decisi. Ita Airways, per esempio, ha caricato nei sistemi di vendita ben 56 fasce di prezzo, da un minimo di 60 euro andata/ritorno (+50,29 euro di tasse) a un massimo di 870 euro (anche in questo caso +50,29 euro di tasse). Alla fine il totale, massimo, si avvicina alle cifre di Volotea che offre un picco di 855 euro ai quali aggiungere 67,89 euro tra tasse aeroportuali e spese di gestione.
Gli altri vettori – E le low cost che non volano sulle tratte della continuità territoriale ma negli stessi bacini aeroportuali?I prezzi, per ora, sono in calo rispetto agli anni precedenti. Anche se vanno precisate due cose: con loro si vola di solito da aeroporti non proprio vicinissimi al centro città come Bergamo-Orio al Serio e Milano Malpensa e anche il bagaglio a mano è a pagamento. E però, un confronto sugli stessi servizi delle stesse compagnie a basso costo (tariffa base, niente extra, prenotazione un paio di mesi prima del volo) mostra che laddove operavano già allora — tra Milano e i tre scali sardi e tra Roma e Cagliari —il costo a giugno 2022 è più basso del 48% rispetto a giugno 2019 e del 12% su giugno 2021.
Le reazioni – Secondo Ita Airways le tariffe di giugno sono frutto di una combinazione di fattori. «C’è oggettivamente tanta richiesta», spiega al Corriere un portavoce della compagnia. Inoltre «non essendoci la compensazione non vi sono vincoli né in basso, né in alto» sul prezzo. E ancora: «Il carburante è aumentato del 60% e le prospettive indicano possibili ulteriori aumenti». L’aumento del prezzo del kerosene e delle materie prime è motivo del rincaro anche secondo Volotea. «Al netto di questi aumenti, poi, non va dimenticato che il costo dei biglietti è correlato alla stagionalità e alla domanda — aggiunge un portavoce della low cost spagnola —: nel libero mercato più persone viaggiano più le tariffe tendono a crescere».
La Regione – «Mi sembra che le tariffe siano in linea con il mercato internazionale», ha detto di recente al quotidiano La Nuova Sardegna l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa. Ricordando poi che «chi non prenota per tempo e si decide all’ultimo minuto pagherà lo scotto di un prezzo più alto». «Tuttavia — ha proseguito — non credo che il turismo ne risentirà più di tanto. Chi sceglie la Sardegna è disposto a spendere un po’ di più, non lo spaventano cento euro di differenza». Gli analisti di Bank of America però stimano che nell’estate 2022 i voli in Europa costeranno il 5-8% in più dello stesso periodo del 2019.
Le critiche – L’opinione dell’assessore, però, non è condivisa dagli operatori del settore. Il Corriere ha raccolto diverse critiche da chi lavora negli aeroporti coinvolti e non solo. «Temo che quando hanno stabilito questo regime di continuità territoriale non hanno tenuto conto delle conseguenze sul turismo», commenta Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna e vicepresidente nazionale della federazione. «È ovvio che siamo contenti che sia stato risolto il problema della mobilità di noi sardi, ma i primi segnali che vediamo dalle tariffe non aiutano il settore turistico». «Nella nostra isola sette visitatori su dieci sono famiglie — calcola Manca — quindi aumentare il costo del biglietto per un nucleo di tre persone magari significa sborsare anche un migliaio di euro in più». Il tutto in un periodo in cui la Sardegna deve fare a meno dei turisti russi «che valgono l’1,5% delle presenze annuali, ma il 2,5% degli introiti perché sono alto-spendenti». E intanto «gli europei hanno in tasca qualche euro in meno a causa del rincaro generale».
Il tecnico degli Spurs è in isolamento: sabato potrebbe anche essere in panchina contro il Brighton
Antonio Conte positivo al Covid. Un fastidioso imprevisto per il Tottenham in grande ascesa e in lotta per un posto in Champions. Il club londinese era già stato al centro di un focolaio ad inizio dicembre quando sette giocatori e diversi membri dello staff avevano contratto il coronavirus. Allora Conte la scampò, mentre lo scorso weekend è risultato positivo al tampone. Il tecnico degli Spurs si è subito isolato, non avrebbe particolari sintomi, e potrebbe anche essere in panchina sabato contro il Brighton.
Il Collegio di garanzia del Coni non ha ritenuto sufficienti le motivazioni del club milanese e di quello bergamasco. Niente da fare anche per l’Udinese: il match con l’Atalanta non si rigiocherà
Bologna-Inter si dovrà giocare. Il Collegio di garanzia del Coni, terzo e ultimo grado di giustizia sportiva, dopo l’udienza di oggi pomeriggio, ha infatti deciso di respingere il ricorso del club nerazzurro, che chiedeva lo 0-3 a tavolino per il match non disputato il 6 gennaio, confermando la decisione di primo e secondo grado.
LE POSIZIONI – La difesa nerazzurra si fondava sulla causa di forza maggiore, non invocata formalmente dal Bologna, ma come sostenuto dalla difesa rossoblù, il Giudice sportivo può intervenire anche d’ufficio.
IL RECUPERO – I tre punti che in un finale di stagione così concitato possono valere mezzo scudetto la squadra di Inzaghi dovrà dunque giocarseli sul campo: l’appuntamento è per mercoledì 27 aprile.
ATALANTA-TORINO – Respinto anche il ricorso dell’Atalanta che chiedeva la vittoria a tavolino del match del 6 gennaio contro il Torino, a cui i granata non avevano potuto prendere parte per i tanti casi Covid. Molto soddisfatto Eduardo Chiacchio, legale del club piemontese, che già aveva affrontato il delicato tema dei rinvii la scorsa stagione per la partita contro la Lazio senza mai uscirne sconfitto. Atalanta-Torino è in programma l’11 maggio, ma potrebbe subire variazioni in base al cammino in Europa League dei bergamaschi.
UDINESE-ATALANTA 2-6 – Niente da fare per l’Udinese che chiedeva di poter rigiocare la gara persa in casa contro l’Atalanta il 9 gennaio con un pesante 2-6. Le tante assenze per il Covid e un valore tecnico assolutamente sbilanciato a favore dei bergamaschi non hanno comunque fatto cambiare idea al Collegio che ha confermato le sentenze di primo e secondo grado.
LAZIO-TAMPONI – Infine respinto il ricorso dei due medici della Lazio Rodia e Pulcini contro la condanna a 5 mesi di inibizione nel processo bis davanti alla Corte sportiva d’appello, ultimo strascico del famoso caso Lazio-tamponi.
BOLOGNA, ITALIA – 06 GENNAIO: I giocatori dell’Inter si riscaldano prima dell’inizio della partita di Serie A tra Bologna FC e FC Internazionale allo Stadio Dall’Ara il 06 gennaio 2022 a Bologna, Italia. La partita non si svolgerà dopo che otto giocatori del Bologna FC sono risultati positivi al Covid. (Foto di Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)
Gli avvocati dei due club hanno spiegato in videoconferenza le posizioni delle società: Milan e Napoli seguono gli sviluppi con un occhio alla classifica
È il giorno della decisione su Bologna-Inter, la gara rinviata il 6 gennaio e per cui i nerazzurri chiedono una vittoria a tavolino che oggi vale una fetta seria di scudetto. Nell’udienza davanti al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni, presieduto per la prima volta da Gabriella Palmieri Sandulli che ha preso il posto di Franco Frattini, la difesa nerazzurra ruota tutta attorno alla causa di forza maggiore, non invocata formalmente dal Bologna ma di fatto acquisita dal Giudice Sportivo che in primo grado stabilì che la gara si dovesse giocare, così come fece in secondo grado la Corte sportiva d’appello, tanto che c’è già una data (il 27 aprile).
INTER – Spiega al Collegio l’avvocato dell’Inter Adriano Raffaelli, collegato in videoconferenza: “Siete giudici di legittimità: la questione di diritto che distingue questa causa da tutte le altre simili è il fatto che il Bologna non si sia presentato in campo il 6 gennaio e non abbia nemmeno mai invocato l’esimente della causa di forza maggiore. Siamo nel curioso caso di una causa di giustificazione senza che il beneficiario si sia mai giustificato. L’articolo 55 delle Noif è chiaro, sta a chi non si presenta dimostrare l’esistenza di cause di forza maggiore. Il secondo grado sembra dimenticarsene, muovendosi in contraddizione con l’articolo 55: la sua decisione va riformata, o c’è stata una violazione di una norma, oppure si è ritenuto di sorvolare su questa, ma in questo caso viene omessa la motivazione”. Quindi si sofferma su un’altra questione: “Il provvedimento interdittivo della Asl di Bologna non risolve il tema della partecipazione alla gara con un numero adeguato di atleti. Il Bologna stesso nella sua memoria cita la regola federale per cui si gioca se si hanno 7 tesserati in grado di scendere in campo. Rispetto a questo, il club non ci ha mai dato spiegazioni. Viene da pensare che sulla questione il Bologna nasconda qualcosa, cioè che numericamente avrebbe potuto partecipare”.
IL BOLOGNA – L’avvocato del Bologna Mattia Grassani, anche lui da remoto, risponde punto su punto: “Il tema della possibilità di avere avuto o meno 7 elementi non compete a un giudice di legittimità ed è stata comunque discussa ed esaurita nei primi due gradi di giudizio. Sulla causa di forza maggiore, noi il 5 gennaio abbiamo comunicato a tutti, anche al Giudice sportivo, di aver ricevuto un provvedimento dalla Asl che impediva alla rosa della prima squadra di prendere parte alle successive due gare. Gli organi di giustizia sportiva sapevano quindi della sussistenza di una causa di forza maggiore. Noi avevamo documentato la sua esistenza come richiesto dall’articolo 55, articolo che non condiziona l’azione a un’attivazione processuale, ma ritiene invocabile l’istituto dal Giudice sportivo stesso qualora ne sussistano gli elementi“. Quindi, dopo aver preso a esempio Juventus-Napoli del 2020, aggiunge: “Gli articoli 64, 65, 66 del Codice di giustizia sportiva attribuiscono al Giudice sportivo un potere di determinazione dei risultati che può avvenire sulla base di un ricorso, ma anche d’ufficio, come in questo caso“.
I TEMPI – La sentenza è attesa in serata, assieme alle decisioni su altri ricorsi discussi oggi, quelli per Atalanta-Torino e Udinese-Atalanta terminata 2-6. La tensione è alta per l’Inter ma anche per Milan e Napoli che insieme ai nerazzurri si giocano lo scudetto in questo finale di campionato sempre più appassionante.
Disamina impietosa sull’Agenzia di Salute Pubblica: «Non ha basato i consigli su prove scientifiche, il popolo svedese è stato tenuto all’oscuro di fatti fondamentali, agli anziani morfina anziché ossigeno, i bambini usati per diffondere il virus». Nel documento la prova della scelta fatta tra chi curare e chi no
Come è noto l’approccio della Svezia era orientato a evitare una chiusura della società per limitare il più possibile i danni economici, cercando un’immunità di gregge «naturale» e senza imporre mai lockdown, né limitazioni alla libertà di commercio e movimento dei cittadini, ma facendo affidamento sulla responsabilità individuale (ristoranti e scuole per i bambini sotto i 16 anni, per esempio, sono rimasti aperti e in presenza per tutta la pandemia). «Questa strategia svedese del laissez-faire ha avuto un grande costo umano per la società svedese» e «diversi studi hanno dimostrato che i costi umani sarebbero stati significativamente inferiori in Svezia se fossero state attuate misure più severe, senza impatti più dannosi sull’economia» scrivono gli autori dello studio, scienziati di università del Belgio, della Svezia e della Norvegia, un «gruppo multidisciplinare con un background in epidemiologia, medicina, studi religiosi, storia, scienze politiche e diritti umani», che è stato «consigliato da diversi esperti indipendenti nazionali e internazionali», ha esaminato tutti «gli articoli scientifici rilevanti, sottoposti a revisione tra pari, pubblicati sulla gestione della pandemia in Svezia e negli altri Paesi nordici» e ha «cercato di raccogliere tutte le conversazioni via e-mail, gli ordini del giorno delle riunioni, gli appunti delle riunioni e i comunicati stampa delle parti interessate coinvolte nel processo decisionale a livello nazionale» appellandosi alle «leggi sulla libertà d’informazione».
Il governo svedese ha delegato la gestione della pandemia all’Agenzia di Salute Pubblica, che però dal 2014 aveva licenziato o trasferito tutti i suoi più autorevoli consulenti scientifici all’Istituto Karolinska. «Con questa configurazione, l’autorità mancava di competenza e poteva ignorare i fatti scientifici» spiega il rapporto. «L’Agenzia della Salute Pubblica non ha basato i suoi consigli su prove scientifiche ma su preconcetti sulle pandemie influenzali e sull’immunità di gregge, affidandosi principalmente a un piccolo gruppo consultivo con un focus disciplinare ristretto e una competenza troppo limitata», è stata «sistematicamente scorretta nelle sue valutazioni del rischio, e ha ignorato le prove scientifiche sulle strategie di soppressione, la trasmissione per via aerea». Inoltre ha «etichettato i consigli degli scienziati nazionali e delle autorità internazionali come posizioni estreme, facendo sì che i media e gli organi politici accettassero invece la propria politica (Qui l’intervista al regista della strategia di Stoccolma: «Da noi niente lockdown e ora non c’è la seconda ondata»).
Il popolo svedese è stato tenuto all’oscuro di fatti fondamentali come la trasmissione aerea del Sars-Cov-2, che gli individui asintomatici possono essere contagiosi e che le maschere facciali proteggono sia il portatore che gli altri» si legge ancora nel rapporto. Le conseguenze pratiche di questa scelta sono state deleterie.
Ecco come le descrive il rapporto pubblicato da Nature.com :
«A molti anziani è stata somministrata morfina invece di ossigeno, nonostante le scorte disponibili, ponendo fine di fatto alla loro vita».
«La decisione di fornire cure palliative a molti adulti anziani è molto discutibile; pochissimi anziani sono stati ricoverati per il Covid 19. Un trattamento appropriato (potenzialmente salvavita) è stato negato senza esame medico, e senza informare il paziente o la sua famiglia o chiedere il permesso. Molti funzionari hanno continuato a negare ogni responsabilità, e c’è stata solo una limitata protesta pubblica in Svezia quando questo è venuto fuori, la narrazione comune è che quelli nelle case di cura sono destinati a morire presto comunque».
«Durante la primavera del 2020, molti individui non sono stati ricoverati negli ospedali e non hanno nemmeno ricevuto un esame sanitario poiché non erano considerati a rischio, con il risultato che gli individui sono morti a casa nonostante avessero cercato aiuto. Inoltre, c’erano istruzioni di triage disponibili nella regione di Stoccolma, che mostravano che gli individui con comorbidità, indice di massa corporea superiore a 40 kg/m2, età avanzata (80+) non dovevano essere ammessi in unità di terapia intensiva, poiché “era improbabile che si riprendessero”».
«Nonostante i segnali preoccupanti di diversi ospedali che hanno superato i loro limiti, l’Agenzia per la salute pubblica e il governo hanno continuato a sostenere che c’erano ancora letti di terapia intensiva disponibili in Svezia, e che la loro strategia non è fallita poiché sono stati in grado di mantenere il contagio a livelli che il sistema sanitario poteva gestire. Tuttavia, la Svezia ha ottenuto il punteggio più basso sull’accessibilità dei letti di terapia intensiva in base a uno studio di 14 Paesi europei che ha esaminato l’impatto sul tasso di mortalità da Covid 19».
«L’Agenzia della Salute Pubblica ha negato o declassato il fatto che i bambini potessero essere infettivi, sviluppare malattie gravi, o guidare la diffusione dell’infezione nella popolazione; mentre le loro e-mail interne indicano il loro obiettivo di usare i bambini per diffondere l’infezione nella società».
«Ci sono stati anche rapporti su disuguaglianze e ingiustizia sociale come conseguenza della risposta della Svezia, in particolare con gli anziani, le persone nelle case di cura, gli individui con un background migratorio e i gruppi socio-economicamente meno avvantaggiati (anche di giovane età) colpiti dall’eccesso di mortalità. Questa narrazione della disuguaglianza è stata apertamente comunicata dai funzionari, compresa l’Agenzia della Salute Pubblica, sostenendo che “l’infezione da coronavirus nelle case di cura può essere stata diffusa dal personale con scarsa padronanza della lingua svedese”, “abbiamo una maggiore diffusione a causa della maggiore popolazione immigrata”, “solo gli stranieri si ammalano”, “solo le persone che sembrano turisti indossano maschere facciali in pubblico”. Non sono stati fatti sforzi significativi per diminuire queste disparità». continua a leggere
Le iniezioni partiranno giovedì 14 aprile nelle case di riposo, negli hub vaccinali ancora attivi, nelle farmacie dove già oggi viene fatta la vaccinazione anti Covid e dai (pochi) medici di famiglia che hanno aderito alla campagna
Al via le prenotazioni per la quarta dose di vaccino anti Covid 19 in Lombardia. Dalle 13 di oggi, 12 aprile, sarà possibile prenotare l’appuntamento sul portale online gestito da Poste Italiane, all’indirizzo prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it. Le somministrazioni del vaccino saranno destinate agli over 80, alle persone fragili con patologie croniche che hanno più di 60 anni e agli ospiti delle Rsa.
Le iniezioni partiranno giovedì 14 aprile nelle case di riposo, negli hub vaccinali ancora attivi – a Milano è il caso di Palazzo delle Scintille – e nelle farmacie dove già oggi viene fatta la vaccinazione anti Covid, nonché presso i (pochi) medici di famiglia che hanno aderito alla campagna vaccinale lombarda contro il Coronavirus.
L’obiettivo è riuscire a vaccinare innanzitutto gli ospiti delle Rsa, che sono anziani e hanno varie patologie che li rendono particolarmente fragili, e quindi a maggior rischio di complicazioni in caso di infezione da Covid 19. Si tratta di 67 mila persone in tutta la Lombardia, di cui 58 mila già pronti per essere vaccinati di nuovo, poiché hanno fatto la terza dose da almeno 4 mesi. Dovranno essere vaccinati, in base a quanto previsto dalla Regione Lombardia, entro metà maggio. continua a leggere
L’intervento sulla 379 fra Bari e Lecce a pochi chilometri dallo svincolo per Brindisi da parte di un agente del commissariato di Polizia di Ostuni, che è entrato nella cabina di guida dell’autoarticolato che procedeva a zig-zag e ha soccorso l’autista privo di sensi, togliendogli il piede dall’acceleratore e fermando la corsa del mezzo pesante
Scene da James Bond sulla statale 379 Bari-Lecce dove un agente del commissariato di Polizia di Ostuni (Brindisi) è entrato nella cabina di guida di un autoarticolato in corsa, che procedeva a zig-zag, e ha soccorso l’autista privo di sensi: ha tolto il piede dell’autostrasportatore dall’acceleratore e ha fermato la corsa del mezzo pesante. Il tempestivo intervento dei poliziotti ha evitato anche possibili gravi incidenti stradali a pochi chilometri da Brindisi.
Gli agenti si sono accorti che qualcosa non andava dopo aver visto detriti sulla carreggiata e per le manovre a zig-zag del mezzo pesante. Hanno subito percepito la presenza di pericoli immediati per la circolazione. Sono riusciti a raggiungere il camion, seppur con notevoli difficoltà, uno di loro ha aperto la portiera della motrice all’interno della quale il conducente è stato trovato privo di sensi. Il poliziotto si è quindi introdotto nella cabina, ha spostato il piede dell’autista dall’acceleratore e ha spento il veicolo. continua a leggere
Diverse persone sono state ferite a colpi di arma da fuoco a New York. La Cnn: ci sarebbe un sospetto in fuga, con una maschera antigas e un giubbino verde. Trovati diversi fumogeni e una pistola
Attentato a New York, spari in metropolitana: diversi feriti – corriere.it
Diverse persone sono state feritenel corso di una sparatoria avvenuta sulla metropolitana a Brooklyn, a New York City, nella mattinata di martedì 12 aprile, intorno alle 14.30 ora italiana.I feriti sono almeno 16, di cui 10 sarebbero colpiti da proiettili, secondo quanto riportato dalla polizia in conferenza stampa. L’aggressione è avvenuta all’altezza della stazione della 36th Street a Sunset Park, dove si incrociano le linee D, N e R, a circa 15 minuti da Manhattan. In una conferenza stampa, quattro ore dopo la sparatoria, la polizia ha fatto sapere cheallo stato attuale non sta indagando per terrorismo.
Sparatoria in metropolitana a New York, 13 feriti
Il sospettato, ancora in fuga, indossava una maschera antigase un giubbino verdecatarifrangente simile a quello usato dagli addetti alla manutenzione della città. Per il momento non è stato identificato. «L’aggressore», ha detto in conferenza stampa la governatrice di New York Kathy Hochul, «è pericoloso ed è ancora in fuga». È stata invece recuperata una pistola nella metropolitana, come riferisce la Cnn, citando due agenti delle forze dell’ordine che vogliono rimanere anonimi.
L’attacco è avvenuto a bordo della metropolitana. Il sospettato — descritto come alto circa 1,60 metri — avrebbe lanciato un fumogeno dentro la carrozza per poi aprire il fuoco.Il movente, fa sapere la polizia, è ancora ignoto: «Non si esclude nulla». Mentre il sindaco di New York Eric Adams ha parlato di un«atto di violenza senza senso» e ha invitato i cittadini a collaborare per la cattura dell’uomo. «Non permetteremo ai newyorkesi di essere terrorizzati nemmeno da un singolo individuo — ha sottolineato Adams —. Lo troveremo».continua a leggere
In regard to the multiple people shot at the 36th Street subway station in Brooklyn, there are NO active explosive devices at this time. Any witnesses are asked to call @NYPDTips at #800577TIPS. Please stay clear of the area. More provided information when available. pic.twitter.com/8UoiCAXemB
Traduzione “https://translate.google.it” : Per quanto riguarda le numerose persone uccise a colpi di arma da fuoco alla stazione della metropolitana 36th Street a Brooklyn, al momento NON ci sono ordigni esplosivi attivi. Tutti i testimoni sono invitati a chiamare @NYPDTips al numero #800577TIPS. Per favore, stai lontano dalla zona. Ulteriori informazioni fornite quando disponibili.
Attentato a New York, spari in metropolitana a Brooklyn: almeno 13 feriti, due sono gravi
La procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chiné, li ritiene responsabili di illecito amministrativo
La società forse se la caverà con una multa, ma potrebbe non essere così per i suoi dirigenti. La procura federale della Figc, guidata daGiuseppe Chiné, ha chiesto 16 mesi e 10 giorni di inibizione per Fabio Paratici, all’epoca dei fatti direttore sportivo della Juventus e oggi al Tottenham, e 12 mesi di inibizione per il presidente bianconero Andrea Agnelli nell’ambito del processo sportivo sulle plusvalenze iniziato oggi davanti al Tribunale federale nazionale della Figc presieduto da Carlo Sica. La procura ha chiesto anche una multa al club bianconero da 800 mila euro.
Sempre nell’ambito della stessa inchiesta e dello stesso processo sportivo, che ricordiamo vede coinvolti ben 61 dirigenti sportivi, la richiesta di pena per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è invece di 11 mesi e 5 giorni relativamente ai presunti illeciti amministrativi condotti sul trasferimento del bomber nigeriano Osimhen a Napoli. Sono 11 le società coinvolte nel processo: 5 di Serie A (Juve, Napoli, Samp, Empoli e Genoa), 2 di Serie B (Pisa e Parma), più Pro Vercelli e Pescara e le non più affiliate Chievo e Novara. Nei prossimi giorni parola alle difese, con il dibattimento che proseguirà fino a venerdì secondo un calendario stilato dal presidente del Tribunale.
Tifosi del Foggia Tirano oggetti in Campo e Tentano di Aggredire Pietro Iemmello in Foggia-Catanzaro
Invasioni di campo, aggressioni, insulti e caccia all’uomo. Così gli ultrà si sono scatenati a Foggia durante la partita col Catanzaro, posticipo della 36esima giornata del girone C di sere C, che si è conclusa 6 a 2 per gli ospiti, ma dopo ben due interruzioni per invasione di campo. La furia di alcuni tifosi di casa si è accanita contro l’attaccante ospite Pietro Iemmello, ex di turno. Dopo aver segnato due reti nel primo, sollevando le proteste di parte del pubblico di casa, Iemmello stava per calciare un rigore del possibile 6-1 ma un tifoso è entrato in campo cercando di aggredirlo prima di essere fermato dagli steward. Il giocatore ha rinunciato a tirare il penalty ed è stato sostituito, ma anche in panchina ha rischiato di essere aggredito. Dopo la seconda rete del Foggia, per il 6-2 finale, c’è stata un’altra interruzione per invasione, con l’arbitro costretto a sospendere ancora il gioco per far calmare gli animi e riportare ordine in campo e fuori (video: Eleven Tv).
La scossa registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 22:21. L’ipocentro localizzato a 10 chilometri di profondità. Non si registrano danni
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata lunedì sera alle 22:21 in provincia di Roma. L’epicentro è stato localizzato dall’Ingv-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel comune di Ciciliano, a circa 10 chilometri da Tivoli. Non sono stati segnalati danni alle abitazioni e non risultano feriti. Il sisma, il cui epicentro è stato localizzato a 2 chilometri a sudovest del Comune laziale di poco più di 1.200 abitanti, si è sprigionato a 10 chilometri di profondità. continua a legggere
Nel 2021 180 vittime, numeri in forte crescita, ma il bilancio finale potrebbe essere ancora peggiore
I numeri non lasciano spazio a dubbi: per i ciclisti in italia è sempre più pericoloso pedalare. Un’escalation di lenzuoli bianchi sull’asfalto che fa paura: nel 2019, prima della pandemia, ci sono state 253 vittime, in crescia rispetto ai 219 del 2018. Poi nel 2020 ci sono stati 169 morti tra gli utenti delle biciclette, in netta flessione rispetto all’anno precedente, un calo legato ovviamente alle strade deserte da lockdown per l’emergenza Covid.
Ma i dati della stima preliminare contano per tutto l’anno 2021 ben 180 morti (162 uomini e 18 donne) a cui si andrà ad aggiungere almeno un ulteriore 30% di ciclisti, perché deceduti in ospedale nei 30 giorni successivi il sinistro. Insomma l’emergenza “coronavirus” e l’introduzione delle limitazioni alla mobilità anche per il 2021 non hanno avuto particolare effetti sui ciclisti, e anche per questa utenza debole si segnalano gravissimi comportamenti come quello della pirateria stradale.
La ricerca – Tutti questi numeri arrivano dall’Asaps, Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale, che ha messo in piedi l’Osservatorio Ciclisti che si aggiunge agli altri 20 (pirateria, contromano, incidenti con animali, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini, sbirri pikkiati ecc.), con gli incidenti rilevati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali con i decessi di una utenza tra le più deboli della strada. Questa stima preliminare dell’ ”Osservatorio Ciclisti” fotografa i sinistri a livello nazionale, evidenziando anche l’andamento rispetto agli anni precedenti. continua a leggere
Sono state denunciate ancora difficoltà di visione per la piattaforma che trasmette in streaming
SKY. Prima serata su Sky Sport Calcio con l’ultimo atto della trentaduesima giornata di campionato: alle 20,45 comincia Bologna-Sampdoria, telecronaca di Antonio Nucera affiancato da Nando Orsi al commento tecnico e con Marco Nosotti e Riccardo Re vicini alle panchine. Intorno alla partita, dalle 20 “La casa dello Sport” con Federica Masolin alla guida.
Per la serie B il canale Sky Sport 252 propone alle 20,30 Brescia-Parma, al racconto Daniele Barone.
DAZN. La piattaforma che trasmette in streaming propone alle 20,45 Bologna-Sampdoria, al microfono Dario Calogero con Dario Marcolin seconda voce. Al termine s’inizia il nuovo talk show di Pierluigi Pardo “Supertele”.
Per la serie B si gioca alle 20,30 Brescia-Parma, al racconto Edoardo Testoni con Marco Floccari.
Per la Liga spagnola appuntamento alle 21 per Rayo Vallecano-Valencia.
HELBIZ. Sulla nuova piattaforma si vede alle 20,30 il posticipo di serie B tra Brescia e Parma, al microfono Giampiero Foglia Manzillo.
RAISPORT. Sul canale 58 del digitale terrestre va in scena la serie C: alle21 il Foggia di Zeman affronta il Catanzaro.
I PROBLEMI DI DAZN. Domenica complicata, come sovente accade, per Dazn: la rotellina che blocca le azioni ha imperversato in Toro-Milan ma la frase «Siamo spiacenti» ha campeggiato su parecchi televisori anche nel pomeriggio per Napoli-Fiorentina e Roma-Salernitana. Ai problemi di visione si aggiungono la modesta qualità delle immagini e la confezione delle partite che accresce il valore del lavoro delle reti concorrenti. continua a leggere
Il Milan tra le squadre di vertice in Europa ha il monte ingaggi più basso. Sul mercato è un fattore da sfruttare in attesa di capire il futuro di Ibrahimovic. Certi di non rinnovare Alessio Romagnoli e Franck Kessie.
Il Milan è un caso particolare per quanto riguarda l’Italia e le squadre di vertice in giro per l’Europa. Vuoi per i paletti imposti in passato dalla UEFA per ilFinancial Fair Play, vuoi per la lungimiranza dei dirigenti rossoneri, il Milan a oggi può vantare un tetto salariale che non eccede i 3,5 milioni di euro.
L’eccezione c’è, ed è importante: Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante svedese guadagna 7 milioni di euro a stagione, ma a fine campionato dovrà ridiscutere – sicuramente verso il basso – i termini di un eventuale nuovo accordo.
Franck Kessie e Alessio Romagnoli andranno via a parametro zero e il Milan, dopo Theo Hernandez che ha firmato fino al 2026, è al lavoro per trovare nuovi accordi con Rafael Leao e Ismael Bennacer. Previsti rinnovi con ritocchi dell’ingaggio verso l’alto almeno per Kalulu, Calabria e Tonali.
LA DURATA DEI CONTRATTI DEI CALCIATORI NELLA ROSA DEL MILAN 2021/22
La situazione in casa Milan per quanto riguarda i contratti è piuttosto chiara. Buona parte della rosa ha ancora un contratto pluriennale in essere, mentre ai giocatori in scadenza è stata fatta la proposta di rinnovo secondo i parametri voluti dalla società.
Il portiere Maignan, il centrale Tomori così come Tonalie Ante Rebic sono tranquilli.
Giocatore
Ruolo
Scadenza (30 giugno)
Ingaggio (milioni)
Mike Maignan
Portiere
2026
2,8
Ciprian Tatarusanu
Portiere
2023
1,2
Antonio Mirante
Portiere
2022
0,9
Fikayo Tomori
Difensore
2025
2
Alessio Romagnoli
Difensore
2022
3,5
Simon Kjaer
Difensore
2024
1,2
Matteo Gabbia
Difensore
2026
0,6
Theo Hernandez
Difensore
2026
4
Fodé Ballo-Touré
Difensore
2025
1
Davide Calabria
Difensore
2025
1
Pierre Kalulu
Difensore
2025
0,6
Alessandro Florenzi
Difensore
2022
3
Sandro Tonali
Centrocampista
2026
2
Ismael Bennacer
Centrocampista
2024
1,5
Tiemoué Bakayoko
Centrocampista
2023
2,5
Franck Kessie
Centrocampista
2022
2,2
Rade Krunic
Centrocampista
2024
1,1
Brahim Diaz
Centrocampista
2023
0,5
Daniel Maldini
Centrocampista
2024
0,3
Alexis Saelemaekers
Centrocampista
2026
1
Rafael Leao
Attaccante
2024
1,4
Ante Rebic
Attaccante
2025
3,5
Junior Messias
Attaccante
2022
1
Samu Castillejo
Attaccante
2023
1,5
Zlatan Ibrahimovic
Attaccante
2022
7
Marko Lazetic
Attaccante
2026
nd
Olivier Giroud
Attaccante
2023
4
LA DURATA DEI CONTRATTI DEI CALCIATORI NELLA ROSA DEL MILAN 2021/22
CONTRATTI IN SCADENZA NEL 2022
Sono sei i contratti in scadenza il 30 giugno del 2022, di cui tre tra i più pesanti in rosa. Florenzi e Messias sono in prestito e un eventuale nuovo accordo verrà stipulato in caso di riscatto da parte del Milan.
Giocatore
Scadenza
Ingaggio netto (in milioni di euro)
Antonio Mirante
30/06/2022
0,9
Alessandro Florenzi*
30/06/2022
3
Alessio Romagnoli
30/06/2022
3,5
Franck Kessie
30/06/2022
2,2
Junior Messias*
30/06/2022
1
Zlatan Ibrahimovic
30/06/2022
7
CONTRATTI IN SCADENZA NEL 2022
I RINNOVI DI CONTRATTO DEL MILAN PER IL 2022: LA SITUAZIONE ANNUALE
Molto dipenderà dalla volontà o meno di Zlatan Ibrahimovic di continuare a fare il calciatore a fine stagione. Le premesse, almeno a parole, ci sono e starà al Milan trovare il modo per continuare il percorso.
La società sta portando avanti la propria linea nelle proposte dei rinnovi contrattuali: Maldini e Massara stanno proponendo cifre nei parametri fissati dalla proprietà.
ADDIO ANNUNCIATO PER KESSIE E ROMAGNOLI – Proprio per i paletti imposti dalla società, Franck Kessie e Alessio Romagnoli dopo mesi di trattative hanno deciso di non firmare un nuovo contratto con il Milan e dal 1 luglio 2022 saranno liberi a costo zero.
Per il centrocampista ivoriano si parla di Barcellona a circa 8 milioni di euro a stagione, troppo per quanto valutato dal Milan. Per il capitano rossonero, invece, il futuro sembrerebbe colorarsi del biancoceleste della Lazio.
IBRAHIMOVIC RINNOVA PER UN ALTRO ANNO? – Nel 2021/22 l’apporto in zona gol non è mancato, ma i problemi fisici di Zlatan Ibrahimovicne hanno minato la continuità. L’importanza dello svedese però va oltre il campo nella rosa di Pioli e al Milan lo sanno bene.
La società non proporrà a Ibra i 7 milioni guadagnati fino a qui, ma sul tavolo ci sarà comunque una proposta allettante: 3 milioni di euro più altri 2 milioni legati ai gol e alle presenze. continua a leggere
I CONTRATTI IN SCADENZA NEL 2023 – Sono cinque i giocatori con il contratto in scadenza nel giugno 2023, di cui due in prestito come ( * )Tiemoué Bakayoko e Brahim Diaz.
Giocatore
Scadenza
Ingaggio netto (in milioni di euro)
Ciprian Tatarusanu
30/06/2023
1,2
Tiemoué Bakayoko*
30/06/2023
2,5
Brahim Diaz*
30/06/2023
0,5
Samu Castillejo
30/06/2023
1,5
Olivier Giroud
30/06/2023
4
I CONTRATTI IN SCADENZA NEL 2023
LA SITUAZIONE DEI RINNOVI PER IL 2023 – Per quanto riguarda i giocatori in scadenza nel giugno 2023 il Milan è ben messo, prendendosi un anno di “pausa” per concentrarsi sulle situazioni più importanti che riguardano gli accordi con giocatori chiave come Rafael Leao, Ismael Bennacer e Sandro Tonali.
CASTILLEJO IN PARTENZA, GIROUD DA VALUTARE – L’idea del Milan è quella di liberarsi dell’ingaggio di Samu Castillejo, ma lo spagnolo nelle ultime tre sessioni di mercato con le sue richieste ha fatto cadere ogni trattativa con club interessati.
Olivier Giroudpotrebbe dire basta dopo l’esperienza al Milan, ma per quello c’è ancora del tempo da entrambe le parti per valutare il futuro.
L’incidente è avvenuto oggi a Cali, in Colombia, nei pressi dello stadio Pascual Guerrero: subito portato in ospedale, il 55enne è stato operato d’urgenza per il trauma cranico subito
Freddy Rincón con la maglia del Napoli Freddy Eusébio Gustavo Rincón Valencia (Buenaventura, 14 agosto 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore colombiano nel ruolo di centrocampista o di ala.
L’ex calciatore Freddy Rincon (in Italia nel Napoli di Boskov, stagione 1994-95, l’anno successivo andò al Real Madrid) e altre quattro persone sono rimaste ferite oggi in un incidente stradale avvenuto a Cali, in Colombia, nei pressi dello stadio Pascual Guerrero, quando l’auto in cui era Rincon si è scontrata con un autobus: ferito in modo grave, è stato subito portato alla clinica Imbanaco di Cali e operato d’urgenza a causa di un grave trauma cranico. È in prognosi riservata.
Le condizioni della macchina guidata da Rincon
CAUSE – Le autorità stanno indagando sulle cause dell’incidente per capire anche se era Rincon, 55 anni, al volante dell’auto che si è schiantata contro l’autobus all’incrocio di due strade. Rincon è stato un pilastro della nazionale della Colombia, ha disputato tre Mondiali (Italia 90, Usa 94, Francia 98) e ha giocato tre volte la Coppa America. Ha giocato anche con Palmeiras, Corinthians e Santos.
L’enorme rogo non ha causato feriti, al lavoro oltre 100 vigili del fuoco
L’enorme rogo non ha causato feriti, al lavoro oltre 100 vigili del fuoco
(LaPresse) Ci sono volute oltre sei ore per spegnere un enorme incendio che sabato ha distrutto un grande magazzino nella Baia di San Francisco, in California. Oltre 100 vigili del fuoco sono stati impegnati a lungo per spegnere le fiamme che hanno avvolto il negozio Home Depot di San Josè. Il rogo, partito dal reparto falegnameria, non ha provocato feriti. In corso le indagini per stabilire le cause dell’incendio.
Finito lo spoglio per il primo turno. Mélenchon terzo al 21,95%. Sondaggio: oltre un terzi dei giovani ha votato Melenchon. E per i bookmaker al ballottaggio vincerà il presidente uscente
Gli exit poll danno Emmanuel Macron avanti nel primo turno delle presidenziali. I sondaggi, calcolando le alleanze, lo considerano vincente anche al ballottaggio contro Le Pen. La candidata di estrema destra sostenuta solo da Zemmour e Dupont-Aignan
Emmanuel Macron sarebbe in vantaggio di quattro punti percentuali su Marine Le Pen nel primo turno delle presidenziali francesi. Gli exit poll francesi (Ipsos ed Elabe) rivelano un vantaggio netto del presidente uscente, ma lo spoglio dei voti reali è molto più equilibrato, con Macron al 27,13% contro il 26,47% di LePen. Il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchonsi fermerebbe attorno al 20%. continua a leggere
Risultati parziali Spoglio 91%– Aggiornato al 11 aprile 2022 ore 00:38 Fonte: Ministere Interieur
Macron – Centro 27,4%
Le Pen – Estrema destra 24,6%
Mélenchon – Sinistra radicale 21,0%
Zemmour – Estrema destra 6,9%
Pécresse – Destra 4,7%
Jadot – Verdi 4,4%
Lassalle – Centro 3,3%
Roussel– Estrema sinistra 2,3%
Dupont-Aignan– Destra 2,1%
Hidalgo – Centrosinistra 1,7%
Poutou – Estrema sinistra 0,8%
Arthaud – Estrema sinistra 0,6%
Aggiornato al 11 aprile 2022 ore 00:38 Fonte: Ministere Interieur
In partenza la vaccinazione anti-Covid nelle case di riposo con Pfizer e Moderna a 120 giorni di distanza dalla terza dose. Dai cardiopatici ai diabetici, l’elenco dei pazienti fragili. Niente quarta dose per chi si è contagiato dopo la terza
Via libera alla quarta dose di vaccino anti-Covidanche per gli over 80 e i fragili, oltre che per i pazienti con basse difese immunitarie. La Lombardia si prepara a partire con la nuova fase della campagna dalla settimana prossima. Ecco le indicazioni su tempi e modi per ricevere il richiamo vaccinale.
Quarta dose: le categorie – Già dal 1° marzo è iniziata la somministrazione della quarta dose alle persone di età pari o superiore a 12 annisottoposte a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria. L’obiettivo è rinforzare le loro difese contro il virus. Venerdì 8 aprile il ministero della Salute ha esteso l’indicazione ad altre tre categorie: gli over 80, gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali e i cittadini fragili dai 60 ai 79 anni.
I pazienti «fragili»
Fanno parte del gruppo dei fragili i pazienti con queste patologie:
Malattie respiratorie:fibrosi polmonare idiopatica, malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia
Malattie cardiocircolatorie: scompenso cardiaco in classe avanzata (III – IV NYHA), pazienti post-shock cardiogeno
Malattie neurologiche: sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni.
Diabete/altre endocrinopatie severe: diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 in terapia con almeno 2 farmaci per il diabete o con complicanze, morbo di Addison, panipopituitarismo
Malattie epatiche: cirrosi epatica
Malattie cerebrovascolari: evento ischemico-emorragico cerebrale con compromissione dell’autonomia neurologica e cognitiva, stroke nel 2020-21, stroke antecedente al 2020 con ranking maggiore o uguale a 3
Emoglobinopatie: talassemia major, anemia a cellule falciformi, altre anemie gravi.
Altro: fibrosi cistica, sindrome di Down, grave obesità (Bmi maggiore di 35)
Disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva e psichica): disabili gravi ai sensi della legge 104/1992 articolo 3 comma 3.
I tempi di somministrazione – Il ministero della Salute specifica che la nuova iniezione va fatta ad almeno 120 giorni dalla terza e che l’indicazione non si applica a chi si è contagiato dopo aver ricevuto tre dosi del farmaco. Secondo i calcoli dell’assessorato al Welfare, all’11 aprile ci saranno 516 mila lombardi con più di 80 anni vaccinabiliin base al calendario stabilito dal ministero. Saliranno a 574 mila entro il 21 aprile e a 604 mila a fine mese. Il numero reale è però inferiore. Dal totale vanno sottratti coloro che si sono infettati recentemente. Coinvolti nella nuova fase della campagna anche 132 mila «fragili» dai 60 ai 79 anni.
Quali vaccini – Come per la terza dose, anche per la quarta verranno utilizzati i vaccini prodotti da Pfizer e Moderna.
Come e quando prenotare la quarta dose – La Lombardia intende partire dalla settimana dell’11 aprile con la somministrazione della quarta dose nelle Rsa. Gli ospiti saranno immunizzati direttamente in struttura, come nelle precedenti fasi della campagna. I pazienti immunocompromessipossono, già da settimane, prenotare l’appuntamento tramite il sito regionale (qui il link). Per gli altri over 80 e i fragili dai 60 ai 79 anni non sono state ancora date indicazioni. I tecnici di Regione si riuniranno lunedì 11 aprile per definire i dettagli. Probabilmente si seguiranno le stesse modalità utilizzate nei mesi scorsi:registrazione tramite il portale regionale, iniezione negli hub già esistenti, in farmacia o a domicilio.
La Corte costituzionale ha confermato la validità delle norme in vigore, quindi isolamento obbligatorio e relative sanzioni penali per i positivi e per i contatti stretti
La quarantena per i positivi e per i contatti stretti non cambierà. La conferma arriva dopo la sentenza della Corte Costituzionaleche ha ribadito la validità della norme in vigore. Secondo la Consulta «la quarantena obbligatoria e le relative sanzioni penali, così come regolate dalle disposizioni impugnate, incidono sulla sola libertà di circolazione. Non comportano alcuna coercizione fisica, sono disposte in via generale per motivi di sanità e si rivolgono a una indistinta pluralità di persone, accomunate dall’essere positive al virus trasmissibile ad altri per via aerea». Tutto confermato dunque e questo vale anche per i contatti stretti.
Ecco le regole per la quarantena – Ecco le regole in vigore. Rimane dunque l’obbligo di attendere i 7 giorni (o 10 giorni per i non vaccinati o per chi non ha la terza dose o ha fatto la seconda dose da più di 120 giorni) per chi è positivo. Nel provvedimento è specificato che all’esito del tampone negativo, «la trasmissione, con modalità anche elettroniche, al dipartimento di prevenzione territorialmente competente del referto, con esito negativo, determina la cessazione del regime dell’isolamento».
La circolare – Secondo la circolare queste sono le regole:
«Per i non vaccinati o i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per i guariti da più di 120 giorni l’isolamento dura 10 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo».
«Per i vaccinati con 3° dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e per guariti da meno di 120 giorni l’isolamento dura 7 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo».
Se si è sintomatici «il test finale dovrà essere eseguito dopo tre giorni dalla scomparsa dei sintomi. In caso di esito positivo del primo tampone di guarigione, può essere prenotato un ulteriore tampone a distanza di 7 giorni».
Contatti stretti – Si può uscire dall’isolamento dopo 21 giorni senza tampone se nell’ultima settimana non ci sono stati sintomi. Per i «contatti stretti», anche conviventi «è applicato il regime dell’autosorveglianza, consistente nell’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto» e si deve «effettuare un test antigenico rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto».
Gesto di frustrazione di CR7 che mentre si dirigeva verso gli spogliatoi ha gettato violentemente a terra il telefono di un giovane tifoso dell’Everton che lo stava riprendendo da pochi metri. Dopo qualche ora, le scuse su Instagram: “Non è mai facile gestire le emozioni in momenti difficili come quello che stiamo vivendo, ma bisogna sempre dare l’esempio. Chiedo scusa per il mio sfogo e invito il tifoso a Old Trafford in segno di fair-play”
Per Cristiano Ronaldo è forse la stagione più difficile della sua intera carriera. Nonostante il suo ritorno a Old Trafford, ilManchester United sta vivendo un’annata molto complicata e la sconfitta di sabato contro l’Everton (1-0) è stata solo l’ultima delle tante delusioni collezionate quest’anno (ora i Red Devils sono settimi in classifica, a -6 dalla zona Champions). E per Ronaldo, oltre alla sconfitta si è aggiunto anche il problema alla gamba destra, una feritache lo ha fatto sanguinare e zoppicare. Insomma, un pomeriggio nero per CR7 che ha sfogato tutta la sua rabbia e frustrazione al momento dell’uscita dal campo: un bambino stava riprendendo il momento del passaggio del campione portoghese, quando proprio Ronaldo ha colpito il cellulare del ragazzo, scaraventandolo a terra. Un gesto non da lui, che la dice lunga sul suo stato d’animo. continua a leggere
Traduttore ” https://translate.google.it/” : Non è mai facile affrontare le emozioni in momenti difficili come quello che stiamo affrontando. Tuttavia, dobbiamo sempre essere rispettosi, pazienti e dare l’esempio a tutti i giovani che amano il bel gioco. Vorrei scusarmi per il mio sfogo e, se possibile, vorrei invitare questo tifoso a guardare una partita all’Old Trafford in segno di fair-play e sportività
A Melbourne dominio del Cavallino col monegasco che tiene la testa per tutta la gara e vince davanti al messicano. Terzo Russell. Rompe il motore il campione del mondo olandese. Ritiro per la seconda rossa di Sainz
Charles Leclerc in azione a Melbourne. AP
La capolista se ne va, la Ferrari se ne va! Bye Bye Red Bull, l’Australia è ai piedi di Charles Leclerc e di una F1-75 da sballo. E’ un trionfo pieno e senza storia quello del monegasco a Melbourne. Se in Bahrain e in Arabia Max Verstappen era rimasto incollato alla rossa, oggi la RB18 non ha proprio visto gli scarichi del Cavallino, scatenato al galoppo tra le curve dell’Albert Park. Anzi, la power unit della Red Bull è andata arrosto al giro 39, condannando Max Verstappen a un altro pesante zero in classifica, mentre Leclerc, autore di una gara magistrale, si è portato a casa altri 26 punti che pesano. L’onore dei rivali è stato salvato da Sergio Perez, secondo davanti alle Mercedes di George Russell e Lewis Hamilton. Ma la seconda rottura di motore su tre gare è un campanello d’allarme forte per Milton Keynes. L’unico neo per il Cavallino è il ritiro di Carlos Sainz a inizio gara. A punti anche le McLaren di Norris e Ricciardo, l’Alpine di Ocon, l’Alfa Romeo di Bottas, l’AlphaTauri di Gasly e Williams di Albon.
Max Verstappen vicino alla sua Red Bull in fiamme – Foto gazzetta
SUCCESSO TOTALE – Era molto atteso questo GP, dopo una gara a testa tra Leclerc e Verstappen. Ebbene, il giudizio pende clamorosamente dalla parte di Maranello. Weekend dominato in qualifica, gara dominata su gomma media, gara dominata su gomma dura, gara dominata sull’affidabilità. Un successo totale che esalta, ma richiede ancora più concentrazione per non sprecare questo tesoro, guai a specchiarsi, anche perché siamo solo alla terza gara. continua a leggere
Ancora un incendio in via Cardinale Tosi a Milano (zona San Siro) nella mattinata di sabato 9 aprile. Le fiamme, che stanno interessando sia sterpaglie che alcuni rifiuti presenti nell’area che era stata sgomberata nella mattinata di lunedì scorso.
Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano con diversi mezzi. Il rogo, alimentato anche dal forte vento, ha alzato una densa nube di fumo nero visibile ad alcuni chilometri di distanza. Per il momento non si registrano né feriti né intossicati. La polizia locale ha chiesto le strade limitrofe per permettere l’intervento dei pompieri.
Incendio in via Tosi – È il terzo incendio che si sviluppa nell’area sgomberata. I primi due – distinti ed entrambi dolosi – si erano scatenati nel pomeriggio e nella serata di martedì 4 aprile ed erano stati scatenati da tre inneschi separati, come avevano spiegato i carabinieri del comando provinciale di Milano. Sul caso sono in corso indagini da parte dei detective di via Moscova.
L’incendio – via Emilio Faàdi Bruno a Milano (zona Calvairate)
Incendio in via Emilio Faàdi Bruno a Milano (zona Calvairate) nella notte tra venerdì e sabato 9 aprile. Le fiamme sono divampate intorno alle 4:30 nel sottotetto di una palazzina Aler di 5 piani.
Tutte le 30 famiglie che abitano il palazzo popolare sono state evacuate e le lingue di fuoco sono state domate dai vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, sul posto con diversi mezzi tra cui un’autoscala. Le operazioni di spegnimento si sono protratte fino all’alba.
Non è ancora chiaro cosa abbia fatto scatenare l’incendio, sul caso sono in corso accertamenti sia da parte degli uomini di via Messina e che dalla polizia. Non si registrano né feriti né intossicati; nessun appartamento è risultato inagibile e le famiglie sono rientrate nelle loro abitazioni intorno alle 6 del mattino.
Domani salta la partita contro il Latina, la classifica del girone C viene rivoluzionata
Fine dei giochi. Il Calcio Catanianon disputerà le ultime quattro partite della stagione regolare e il club viene cancellato dalla C. Questo il comunicato del presidente del Tribunale etneo, dott. Francesco Mannino, emesso dopo pranzo: “Trattandosi di vicenda di particolare interesse sociale, si comunica che in data odierna il Tribunale di Catania – sezione fallimentare – ha disposto la cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistico della Calcio Catania s.p.a.“. La Federcalcio, con il comunicato ufficiale n° 214/A, ha deliberato “di revocare l’affiliazione alla fallita società Calcio Catania S.p.A., con svincolo del parco tesserati“.
NULLA DA FARE – Dopo il rinvio del giorno prima, nel corso di una notte lunghissima e di enorme tensione, il direttore dell’area sportiva rossazzurra, Maurizio Pellegrino aveva cercato, con i suoi collaboratori, di racimolare una cifra pari a 35 mila euro per permettere ai curatori di disporre della somma utile per disputare la partita con il Latina, in programma domani. Gara che è saltata nonostante all’ultimo istante alcuni imprenditori avessero garantito delle somme a fondo perduto, pescando dal proprio patrimonio. Sgomento nel quartier generale di Torre del Grifo, dove l’allenatore Baldini, la squadra, gli altri dirigenti attendevano dalle 9 di stamane segnali dal Tribunale.
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Serie C caos: annullata la vendita del Catania, il club rischia l’esclusione
Il Tribunale ha respinto la cessione al romano Mancini e ha chiesto alla Lega Pro di farsi carico delle spese delle ultime partite. Ma c’è il no di Ghirelli
Il Catania rischia di vedere cancellati 75 anni di storia. Il club, dichiarato fallito il 22 dicembre, si è visto annullare la cessione al romano Benedetto Mancini. Quindi, per portare a termine il campionato, il Tribunale ha chiesto alla Lega Pro di farsi carico delle spese necessarie per disputare le ultime partite.
SITUAZIONE DRAMMATICA – Ma la Lega presieduta da Francesco Ghirelli ha già detto di non poterlo fare, per non creare disparità di trattamento con gli altri club. In Tribunale, quindi, ora si sta cercando di vedere se è possibile prorogare l’esercizio provvisorio, attualmente in scadenza il 19 aprile, almeno fino al 26 e quindi fino alla chiusura della stagione regolare per non veder stravolta la classifica del girone C. Se così non fosse, il Catania rischia di essere escluso subito dal campionato.