I proventi della nuova canzone della leggendaria band inglese, “Hey Hey, Rise Up!“, andranno agli aiuti umanitari in Ucraina. L’idea è nata dopo che il cantante e chitarrista David Gilmour, insieme all’altro storico componente dei Pink Floyd, Nick Mason, ha saputo che il collega musicista ucraino Andriy Khlyvnyuk, cantante della band BoomBox, ha abbandonato un tour negli Stati Uniti per unirsi alla difesa del suo Paese, rimanendo ferito da una scheggia.
Il brano “Hey Hey, Rise Up!“, traducibile in “Hey, Alzati!”, registrata il 30 marzo (stesso giorno anche per il video), utilizza la voce di Andriy Khlyvnyuk estrapolata da un suo video Instagram, mentre canta una canzone tradizionale a cappella davanti alla cattedrale di Santa Sofia di Kiev.
Per la registrazione del brano, con Gilmour e Mason ci sono anche il bassista Guy Pratt e Nitin Sawhney alle tastiere.
Il brano cantato da Andriy Khlyvnyuk,”The Red Viburnum In The Meadow“, è una canzone ucraina folk di protesta, scritta durante la Prima Guerra Mondiale e che si è diffusa in tutto il mondo durante il mese scorso, in protesta all’invasione dell’Ucraina. Il titolo del brano dei Pink Floyd deriva dall’ultima frase del testo, che si traduce con “Hey, Hey, Rise up and rejoice”.
Il ritorno dei Pink Floyd: una nuova canzone per l’Ucraina, con proventi per gli aiuti umanitari – euronews (in Italiano)
Will Smith – Jada Pinkett SmithIl momento clou della Notte degli Oscar 2022 è il pugno che Will Smith ha rifilato al presentatore Chris Rock dopo uan battuta infelice sulla moglie Jada Pinkett Smith. Foto Ap
Lo ha deciso l’Academy. L’attore: accetto e rispetto la decisione
08 aprile 2022
Will Smithnon potrà participare per i prossimi 10 anni alla cerimonia degli Oscar o a qualsiasi altro evento dell’Academy. Lo ha deciso il board dell’Academy che si è riunito per discutere dell’azione disciplinare dopo lo “schiaffo” dato a Chris Rock durante la notte degli Oscar per una battuta infelice del presentatore nei confronti della moglie dell’attore. Smith si era scusato pubblicamente per il suo gesto e avevo dato le dimissioni dall’Academy la scorsa settimana. “Accetto e rispetto la decisione dell’Academy”, ha detto l’attore in una dichiarazione alla CNN.
“Il consiglio – si legge in una dichiarazione – ha deciso che per un periodo di 10 anni a partire dall’8 aprile 2022, al signor Smith non sarà permesso di partecipare a qualsiasi evento o programma dell’Academy, di persona o virtualmente, incluso ma non limitato agli Academy Awards. La 94esima edizione degli Oscar doveva essere una celebrazione dei molti protagonisti della nostra comunità che hanno fatto un lavoro incredibile l’anno scorso; tuttavia, quei momenti sono stati oscurati dal comportamento inaccettabile e dannoso che abbiamo visto esibire dal signor Smith sul palco”.
Il corridore ha subito fratture alle vertebre, a una clavicola e a una scapola: è tenuto in stato di coma farmacologico
08 aprile 2022
L’olandese Milan Vader(Jumbo-Visma) è in condizioni gravi, ma “stabili“, a causa di una caduta durante la tappa odierna del Giro dei Paesi Baschi. Il ciclista 26enne è stato ricoverato in ospedale a Bilbao e gli sono stati inseriti degli stent nelle arterie carotidee, danneggiate dall’impatto. Nell’incidente, avvenuto durante una discesa ad un centinaio di chilometri dall’arrivo della quinta tappa, Vader ha subito fratture alle vertebre, ad una clavicola e a una scapola. Attualmente e’ tenuto in stato di coma farmacologico.
La squadraJumbo-Vismasu twitter ha confermato solo che Vader – proveniente dalla mountain bike ed al primo anno nel ciclismo su strada – è ricoverato a Bilbao, in condizioni “stabili”.
Following the reports about Milan Vader after his crash in today's stage of Itzulia Basque Country, we would like to inform you that his situation is stable. Milan is receiving very good medical care in the university medical hospital in Bilbao. An update will be shared tomorrow. pic.twitter.com/U5s0sLUenL
— Team Visma | Lease a Bike (@vismaleaseabike) April 8, 2022
COPENHAGEN, DANIMARCA – 29 MARZO: Christian Eriksen della Danimarca controlla la palla durante l’amichevole internazionale tra Danimarca e Serbia al Parken Stadium il 29 marzo 2022 a Copenaghen, in Danimarca (Photo by Martin Rose/Getty Images)
Niente più casi Eriksen in Italia? Il centrocampista in forza al Brentford e tornato al goal anche con la Danimarca, a 6 mesi dal drammatico malore che lo aveva colpito durante Danimarca-Finlandia, match di Euro 2020, a seguito del quale gli era stato impiantato un defibrillatore cardiaco sottocutaneo (ICD), ha rescisso il contratto con l’Inter dato che l’Istituto di Medicina dello Sport del Coni gli ha negato l’idoneità alla ripresa dell’attività agonistica.
L’edizione odierna del Corriere dello Sport spiega che il COCIS, Comitato Organizzativo Cardiologico per l’Idoneità allo Sport, sta pensando a nuovi protocolli, che andrebbero a sostituire quelli pubblicati nel 2017. Il Comitato, composto da una quindicina di specialisti in rappresentanza di associazioni e società cardiologiche nazionali (ANCE, ANMCO, SIC e SIC Sport) e della Federazione Medico Sportiva italiana sta per portare a compimento il nuovo lavoro di aggiornamento, che vedrà la luce nei prossimi mesi.
Pur restando massima l’attenzione su questo tema specifico e sulla prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa (MCI, ridotta in questo modo del 90% tra gli atleti under 35), dovrebbe essere valutato dagli esperti unapproccio più graduale e ponderato.
Il primo punto di valutazione resterà la natura della patologia invalidante, la sua gravità; il secondo punto riguarderà il tipo di sport praticato dall’atleta: gli sport di destrezza, di potenza, di tipo misto – qui rientra il calcio -, quelli aerobici. Una malattia recidivante, o potenzialmente progressiva, che può aggravarsi per continui sforzi, come ad esempio la cardiomiopatia aritmogena (la malattia di Morosini e Astori), non potrà essere superata con il semplice ICD. Il discorso sarà invece diverso, per esempio, con la miocardite, la cui guarigione potrebbe portare alla rimozione del defibrillatore e al ritorno alle gare.
E’ stato approvato in Commissione l’emendamento presentato dall’On. Rossi e dall’On. Lotti durante l’esame del Dl Energia, a sostegno della proroga della sospensione fino al 31 luglio di alcuni tributi e contributi per le associazioni e società sportive dilettantistiche e professionistiche.
Ad annunciarlo, con soddisfazione, la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali: «Accolgo con favore l’approvazione in Commissione dell’emendamento presentato dall’On. Rossi e dall’On. Lotti durante l’esame del DL Energia, a sostegno della proroga della sospensione fino al 31 luglio di alcuni tributi e contributi per le associazioni e società sportive dilettantistiche e professionistiche», si legge in una nota.
«Abbiamo lavorato insieme e condiviso infine un testo che da una parte lo rende economicamente sostenibile ma, dall’altra, rappresenta un ulteriore concreto aiuto per un mondo fortemente piegato dalla pandemia», prosegue il comunicato.
«Provvedimento che va in linea con il lavoro del tavolo istituzionale che sta adoperandosi per trovare soluzioni immediate e tangibili utilizzando norme in vigore senza pesare troppo nei bilanci dello Stato», conclude Valentina Vezzali.
La Liga si prepara a dare il là a una piccola rivoluzione in ambito media: l’emittente GOL trasmetterà per la prima volta una partita su TikTok. L’incontro di venerdì 15 aprile tra Real Sociedad e Real Betis andrà in onda in Spagna in formato verticale e in chiaro attraverso il profilo ufficiale dell’emittente televisiva su TikTok (@goltelevision).
Questa iniziativa è stata possibile grazie a un accordo tra MEDIAPRO, LaLiga e TikTok, che proietta l’impegno per l’innovazione e l’adattamento dei contenuti ai nuovi formati di consumo digitale. MEDIAPRO produrrà la prima partita di calcio in Spagna in formato verticale e LaLiga Santander diventa il primo grande campionato europeo a offrire una partita in questo formato attraverso la piattaforma video.
MEDIAPRO schiererà alla Reale Arena di San Sebastián un dispositivo speciale che avrà una Mobile Unit 4K e più di 30 professionisti al lavoro per una produzione esclusiva del match in formato verticale, un’esperienza nativa per TikTok che includerà l’adattamento di tutte le grafiche e una personalizzazione della trasmissione progettata per dispositivi mobili e nuovi segmenti di pubblico.
La trasmissione su TikTok per il territorio spagnolo inizierà alle 20:30 con il riscaldamento di entrambe le squadre e l’anteprima del match, che offrirà tutti i dettagli di una sfida tra due storiche squadre della Liga che stanno lottando per entrare in Europa. I fan avranno l’opportunità di interagire con Nacho HernáezeCarla Gabiáno partecipare alla trasmissione in live chat, oltre a godersi una delle migliori partite della Liga Santander, vivendo un’esperienza diversa grazie all’interattività e alle funzionalità offerte da TikTok. continua a leggere
I rapporti tra club e Nazionali sull’utilizzo dei calciatori nelle varie finestre stagionali dedicate a qualificazioni e tornei vari sono sempre stati al centro delle discussioni tra tifosi e addetti ai lavori. Le polemiche si accendono in particolar modo nelle fasi più delicate della stagione, quando tra stanchezza e infortuni le società sperano di poter riavere indietro i giocatori più integri possibili.
Un tema discusso ciclicamente in Italia, e in modo particolare quest’anno a seguito dell’esclusione della Nazionale dai Mondiali in Qatar. Tra il mancato rinvio di un turno di Serie A per consentire a Mancini di preparare i playoff e il ritorno anticipato di alcuni calciatori nelle rispettive squadre, sono stati diversi i punti di contrasto.
Va tuttavia ricordato che le società calcistiche ottengono degli indennizzi dalla UEFA per consentire ai propri giocatori di rispondere alle chiamate delle rispettive Nazionali. Si tratta di cifre esigue in rapporto al giro d’affari di un top club, ma comunque un aspetto interessante da indagare. Quanto incassano, dunque, le società dalla UEFA per “prestare” i propri calciatori alle Nazionali?
Ricavi club dalle Nazionali – La classifica per Paesi : Da un documento pubblicato dalla UEFA si evince che tra il 2018 e il 2020 le società aderenti al “Club Participation Benefits programme” hanno incassato un totale di 200 milioni e 450mila euro. Il report specifica le cifre incassate nel complesso dai club di ogni Federazione e singolarmente. Partendo da una divisione per Paesi, l’Inghilterra è quella che ha ricavato più di tutti: poco più di 47 milioni di euro.
Al secondo posto i club della Germania, mentre sul terzo gradino del podio si trova proprio l’Italia. Di seguito la top 5 dei ricavi delle società per Paesi (insieme i club appartenenti a questi Paesi portano a casa quasi il 63% delle risorse totali):
1 – Inghilterra – 47.010.899,79 euro
2 – Germania – 27.787.100,02 euro
3 – Italia – 27.520.218,27 euro
4 – Spagna – 14.626.276,61 euro
5 – Francia – 9.133.144,01 euro
Ricavi club dalle Nazionali – La top 10 europea : Spostando l’attenzione sulle singole società, i ricavi maggiori spettano al Chelsea, che porta a casa oltre 5 milioni di euro per i giocatori “prestati alle Nazionali”. In top 10 considerando tutte le società troviamo anche due italiane: la Juventus – che si posiziona sul podio – e l’Atalanta, che si trova invece in settima posizione. Questa la g.00raduatoria:
01 – Chelsea – 5.099.795,04 euro
02 – Manchester City – 4.547.254,96 euro
03 – Juventus – 3.836.596,10 euro
04 – Bayern Monaco – 3.746.812,32 euro
05 – Dortmund – 3.265.240,14 euro
06 – Manchester United – 3.103.590,21 euro
07 – Atalanta – 2.933.614,03 euro
08 – Barcellona – 2.850.056,77 euro
09 – Gladbach – 2.849.576,57 euro
10 – Liverpool – 2.741.484,71 euro
Ricavi club dalle Nazionali – La graduatoria delle società in Italia : Infine, un focus sui club italiani, che vanno dalla Serie A fino addirittura alle categorie della LND. Come detto le società del nostro Paese incassano nel complesso oltre 27,5 milioni di euro. La Juventus è la società che ricava di più – oltre 3,8 milioni – seguita dall’Atalantae dal Napoli. Cifre simili anche per l’Inter, mentre più distante chiude la top 5 ilSassuolo. Ecco la classifica considerando chi ha incassato più di mezzo milione di euro:
‘Da Knutsen pugno a Nuno Santos’. Norvegesi: ‘ha attaccato lui’
Il day after di Bodo-Roma è un mix di preoccupazione e rabbia.
Il primo è un sentimento nato dall’infortunio al ginocchio destro di Gianluca Mancini e svanito successivamente agli esami che hanno escluso lesioni, mentre il secondo nasce con la sconfitta per 2-1 e culmina nell’acceso post partita che ha visto arrivare al confronto il preparatore dei portieri giallorosso, Nuno Santos, e il tecnico dei norvegesi, Kjetil Knutsen.
Le versioni dell’accaduto delle due società, però, non combaciano e per questo Bodo-Roma è continuata anche fuori dal campo: ora indaga un ispettore dell’Uefa. continua a leggere
L’autorità per la sicurezza alimentare belga (Afsca) ha ordinato lo stop alla produzione accusando Ferrero di aver fornito «informazioni incomplete». «Dopo aver condotto le nostre indagini, e a seguito delle scoperte effettuate nelle scorse ore riguardo l’incompletezza delle informazioni fornite da Ferrero, l’Agenzia ritira oggi l’autorizzazione a produrre alla fabbrica di Arlon», si legge in una nota dell’Afsca. La stessa agenzia ha anche ordinato il richiamo di tutti i prodotti Kinder usciti dalla fabbrica.
Ferrero si è scusata dopo aver riconosciuto «carenze interne»: il gruppo — si legge in una nota — «si rammarica profondamente» e presenta «le sue sincere scuse a tutti i nostri consumatori e partner commerciali», assicurando di voler adottare «tutte le misure necessarie per preservare la piena fiducia dei nostri consumatori».
Nei giorni scorsi Ferrero aveva deciso di ritirare in via precauzionale diversi lotti di cioccolatini Kinder in diversi Stati — tra cui Francia, Belgio, Regno Unito, Irlanda, Svezia, Olanda, Serbia, Montenegro e Stati Uniti,oltre all’Italia— dopo il verificarsi di alcuni casi di salmonellosi.
I prodotti sospetti arrivavano dalla fabbrica di Arlon. continua a leggere
La denuncia di Pellegrini. Tutto è nato da una discussione negli spogliatoi, poi il gesto inspiegabile del tecnico. Necessario l’intervento della polizia per interrogare calciatori e magazzinieri. La difesa di Knutsen: “Un loro collaboratore mi ha insultato come un pazzo”
Non solo la beffa di una sconfitta. Ma anche il giallo di una rissa – non soltanto sfiorata – dopo la partita, con accuse reciproche, veleni, addirittura l’intervento della polizia. È la coda al veleno di Bodo-Roma, andata dei quarti di finale di Conference League.
L’allenatore del Bodo ha dato un pugno a Nuno Santos – “Un’aggressione” ai danni di Nuno Santos, il preparatore dei portieri della Roma, da parte di Kjetil Knutsen, l’allenatore del Bodo/Glimt.Così l’ha definita Lorenzo Pellegrini, il capitano dei giallorossi. Ma che tipo di aggressione? “Un pugno in faccia“, così lo raccontano testimoni presenti sul posto. Per questo, sono dovute intervenire le forze dell’ordine norvegesi che hanno interrogato tutti: calciatori, magazzinieri, personale in servizio. Tutto è accaduto alla fine del match: i due staff erano intenti a discutere nella zona degli spogliatoi, quando – inspiegabilmente – Knutsen è passato dalle parole ai fatti. Un colpo al volto del preparatore dei portieri, che ha costretto tutti i presenti a intervenire, per evitare che la situazione precipitasse ulteriormente. La Roma ha fatto presente quanto avvenuto alla polizia. Anche col delegato Uefa presente: quasi scontato che sulla questione interverrà anche l’ente europeo, aprendo un’indagine. La questione è diventata di dominio pubblico soltanto quando davanti alle telecamere l’ha riassunta Pellegrini: “Ho avuto modo di assistere a un atto davvero sgradevole. Il loro allenatore ha aggredito il nostro preparatore dei portieri, Nuno Santos, in maniera forte. Noi siamo venuti qui con tutto il rispetto, per loro e per la competizione. Fatti così sono un insulto per tutti, per la Roma, per noi e per la competizione. È una vergogna”. continua a leggere
L’ex tecnico di Sampdoria, Brescia e Lecce è ripartito a 66 anni dal Bari Sardo: «Un posto splendido. Ero vegetariano e sono tornato carnivoro…Il prossimo anno? Resto»
Alberto Cavasin, 66 anni, ha allenato in serie A Lecce, Sampdoria, Brescia e Treviso
Un nuovo inizio a 66 anni, fra le piante, i fiori e i profumi dell’Ogliastra, dove la natura si fonde con il mare e dove è nata e cresciuta una bellissima storia. Quella del trevigiano Alberto Cavasin, 66 annie una vita a spasso per i campi di mezza Italia (in seria A con Lecce, Treviso, Brescia, Messina e Sampdoria) e una Panchina d’Oro ai tempi di Lecce. Che ha accettato la sfida di ripartire dal basso che più in basso quasi non si può. Ossia dalla Prima categoria sarda e dal Bari Sardodell’imprenditore Roberto Ibba. Missione compiuta, a sei giornate dalla fine, con il salto in Promozione che adesso è cosa fatta
Cavasin dal Congo alla Prima categoria. Ci racconta com’è andata? – «Ero stato davvero a un passo dal diventare ct del Congo. Mi ero preparato nonostante fosse un po’ un salto nel buio. Al punto che mi ero vaccinato contro la febbre gialla, perché quel vaccino è obbligatorio quando decidi di trasferirti lì. Avrei dovuto partire per Parigi, in occasione di un viaggio del presidente del Congo, che avrebbe dovuto incontrare Macron. A quel punto, avrebbe visto anche me per chiudere. Ma non se n’è fatto nulla proprio all’ultima curva perché hanno scelto un altro allenatore».
E quindi ecco il Bari Sardo. Quasi una pazzia per uno come lei. Perché ha accettato? – «Col presidente Ibba si è creato un rapporto straordinario sin da subito. È stato arbitro, calciatore, manager. E voleva fortemente portare il Bari Sardo più in alto. Anche qui qualche dubbio l’ho avuto, ma il posto era meraviglioso, mio figlio ha insistito perché andassi e ci sono andato».
Vedendo il risultato finale, ha fatto bene… – «È stato un anno meraviglioso, si è creato un legame fantastico con la squadra, io mi sono sentito rinascere, perché ho provato sensazioni che mi hanno ricordato Lecce, il Salento, una terra meravigliosa. Ho lavorato tanto, ma sono stato anche bene dal punto di vista ambientale. Ho apprezzato quello che offriva l’Ogliastra, il cibo, i profumi, le piante, i fiori» continua a leggere
Scaricate 11mila volte, sospetti su aggressori lingua russa
Si spacciano per app anti virus, invece diffondono malware bancari che rubano credenziali e informazioni bancarie.
E’ la scoperta dei ricercatori della società di sicurezza Check Point Research che ha trovato sei applicazioni su Google Play Store: ha contato oltre 1.000 indirizzi IP unici di dispositivi infetti, soprattutto in Italia.
Le applicazioni dannose sono state scaricate più di 11.000 volte. La società ha comunicato i risultati a Google, che ha rimosso le app dannose.
Check Point Research sospetta che gli aggressori siano di lingua russa e avverte gli utenti Android di stare molto attenti anche nel download di soluzioni anti-virus, le quali dovrebbero proteggerli dai virus stessi. Il 62% delle vittime sono state trovate in Italia; il 36% nel Regno Unito, il 2% in altri Paesi. Gli hacker hanno implementato una funzione di geo-localizzazione che ignora gli utenti in Cina, India, Romania, Russia, Ucraina o Bielorussia.
Le app incriminate sono Atom clean booster, Super cleaner, Alpha antivirus, Powerful cleaner, e due con l’identico nome Center security. Il malware conosciuto come Sharkbot, ruba credenziali e informazioni bancarie. Sharkbot – spiegano i ricercatori – attira le vittime con notifiche push, inducendo gli utenti a inserire credenziali con la compilazione di moduli. Quando l’utente inserisce le proprie credenziali in queste finestre, i dati compromessi vengono inviati a un server maligno.
“Penso che sia importante per tutti gli utenti di Android sapere e pensare due volte prima di scaricare qualsiasi soluzione antivirus dal Play Store. Potrebbe essere Sharkbot”, spiega Alexander Chailytko, di Check Point Software che raccomanda di installare solo applicazioni affidabili e verificati, e di segnalare a Google app apparentemente sospette.
Ferite altre 15 perdone. Indagini, è palestinese, ha agito da solo
L’autore dell’attentato della scorsa notte a Tel Aviv è stato localizzato ed ucciso.
Lo ha riferito la radio militare israeliana secondo cui si trovava nel centro di Jaffa (Tel Aviv), nelle vicinanze di una moschea.
Si tratta di un palestinese, ha precisato la radio. Ha aperto il fuoco sugli inseguitori ed è stato colpito a sua volta, secondo una versione preliminare dell’accaduto.
La caccia all’uomo si è protratta per nove ore durante le quali agli abitanti del centro di Tel Aviv è stato chiesto di restare nelle proprie abitazioni mentre in alcune zone ispezioni erano condotte di casa in casa. In quel lasso di tempo l’autore dell’attentato ha percorso un tragitto di diversi chilometri, fra Tel Aviv e Jaffa. Per questa ragione, secondo la radio militare, viene indagata la possibilità che abbia avuto un fiancheggiatore. Il bilancio dell’attentato terroristico – il quarto nelle ultime settimane in importanti città israeliane – è di due israeliani uccisi ed altri quindici feriti, alcuni dei quali versano in condizioni gravi. Oggi intanto la polizia israeliana ha dislocato 3.000 agenti a Gerusalemme per affrontare possibili tensioni durante le preghiere nella Spianata delle Moschee per il primo venerdì del Ramadan. continua a leggere
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Tel Aviv, altri spari: due morti e almeno otto feriti, attacco terrorista in tre punti diversi
Un solo killer in azione. Nella città israeliana è il quarto episodio in meno di un mese: l’ondata aveva già causato 11 morti in totale
Israele, attacco terroristico nel centro di Tel AvivIsraele, attacco terroristico nel centro di Tel Aviv
Il centro di Tel Aviv è stato bersaglio di un nuovo attacco terroristiconel tardo pomeriggio. Un terrorista solitario (e non due come inizialmente si era creduto) ha compiuto l’attacco in tre posti diversi nei pressi di via Dizengoff nel centro della città israeliana. Lo ha detto il portavoce della polizia, Eli Levi, aggiungendo che l’evento è ancora in corsoe per questo ha invitato la popolazione a mettersi al riparo e a non disturbare le forze di soccorso. La polizia – ha proseguito – sta ancora setacciando la zona. Il premier Naftali Bennett è in questo momento al ministero della difesa a Tel Aviv e sta seguendo gli sviluppi. Secondo la polizia due persone sono rimaste uccise nell’attacco odierno e almeno altre otto risultano ferite; tre di loro sono in gravi condizioni.
Scene di giubilo si sono viste a Gazaquando la popolazione ha appreso dell’attentato, alla vigilia del primo venerdì del Ramadan. Fonti locali riferiscono che dai minareti delle moschee sono stati letti versetti del Corano e che ci sono stati numerosi spari in aria.
Il movimento islamico palestinese di Hamas ha lodato l’attacco sferrato nel centro di Tel Aviv. «Le operazioni di resistenza sono una risposta naturale ai crimini di Israele contro il popolo palestinese», ha detto alla televisione al-Jazeera un alto funzionario di Hamas, Mushir al-Masri. Il gruppo terroristico non ha però rivendicato la responsabilità dell’attacco.
Tel Aviv è stata investita da un’ondata d attacchi che seguono sempre lo stesso copione: i killer a bordo di motociclette sparano all’impazzata sulla folla. Quello odierno è il quarto episodio in meno di un mese. Il bilancio è in totale di 13 vittime. In almeno una di queste circostanze gli attentatori erano entrati in Israele dalla Cisgiordania.
Israele, terroristi aprono il fuoco nel centro di Tel Aviv – BlitzTv
“I club italiani avranno da lavorare di più rispetto alle squadre degli altri paesi per rientrare nei paletti delle nuove regole economico-finanziarie dell’UEFA. E lo dovranno fare da subito”. Lo ha detto Andrea Traverso, Director Financial Sustainability and Research dell’UEFA, intervenuto in conferenza stampa per spiegare le novità legate al nuovo regolamento UEFA Licenze per Club e Sostenibilità Finanziaria che andrà a sostituire il Fair Play Finanziario.
“Rispetto al passato le regole, che sono state approvate con consenso di tutti gli stakeholder, sono sicuramente più stringenti e complesse. Oltre alla regola del pareggio bilancio che è stata corretta e che non si focalizza solo sul conto economico ma pone un accento sullo stato patrimoniale e sul livello di indebitamento dei club, si aggiunge anche la denominata “squad cost rule” sui costi di gestione della squadra. Le due regole combinate insieme sono particolarmente impegnative nel senso che i club dovranno senza ombra di dubbio correggere e adeguare la propria strategia in modo tale da rispettare queste norme nel periodo di 3 anni”.
“La pandemia ha dato un colpo durissimo al calcio e in particolare a chi aveva difficoltà prima. Il mercato italiano avrà più da lavorare rispetto alle squadre di altri paesi e dovranno farlo da subito: bisogna adattare le strategie immediatamente. I contratti coi calciatori bloccano i costi per un periodo di 2/5 anni, è un bene che quando entreranno in trattazioni con calciatori lo faranno in questa ottica. “Quante squadre violerebbero oggi le norme? Prima della pandemia, a livello europeo la media legata al rapporto costi-ricavi era sotto il tetto del 70%, intorno a 67%. Significa che la maggioranza del club erano perfettamente all’interno, ma questo avveniva prima della pandemia, se guardiamo i dati legati alla stagione 2020/21 la situazione è senza dubbio peggiorata”.
“Prima l’elemento centrale era la regola centrale era quella legata al break-even, chi la violava violava tutto il regolamento. Il nuovo elemento centrale riguarda invece i costi delle squadre: ci sono vari modi per aggirare le norme, ma facendolo si violerebbero anche la legge dei singoli paesi. Crediamo che il deterrente sia molto più alto rispetto al passato, anche sul tema fair value. D’altronde la nostra capacità investigativa è limitata, non siamo la polizia ma crediamo che stia diventando più difficile aggirare le norme. Anche sul fair value abbiamo provato a correggere alcune cose, abbiamo anche preso in considerazione alcune esperienze al TAS in diversi ricorsi per migliorare le norme. La differenza è che prima prendevamo in considerazione solo le transazioni con parti correlate, quindi dovevamo verificare prima che fossero effettivamente parti correlate e poi analizzare il fair value: con le nuove regole andremo a valutare tutte le transazioni al fair value, indipendentemente che sia o meno da parte correlate, ci semplifica il lavoro”.
“Fondamentalmente l’approccio cambia più di tanto. Prima c’era la break-even rule, ora c’è la regola sui ‘football earnings’, che è più flessibile visto che passiamo da una perdita accettabile di 30 milioni nel triennio a 60 milioni, con la differenza fondamentale che ora chiediamo a tutti i club di coprire la perdita con equity. Un club ricco che spende oltre i limiti nei primi anni di implementazione graduale riceverà solo sanzioni finanziarie, ma poi entreranno in vigore anche quelle sportive: si va dal divieto di utilizzare un singolo giocatore nelle coppe alla limitazioni nelle liste, fino alle penalizzazioni in punti e all’esclusione”.
“Non è ancora stata approvata, invece, la sanzione legata alla possibile retrocessione tra le varie competizioni, ne stiamo ancora discutendo. I top club potranno fare quello che vogliono? Non sono d’accordo, i deterrenti ci sono e da un certo punto in poi riceveranno sanzioni talmente forti che credo desisteranno dal cercare di superare i limiti. L’obiettivo vogliamo sia la sostenibilità del sistema, non l’equilibrio competitivo e per questo abbiamo cambiato anche nome: il nome Fair Play Finanziario poteva dare l’impressione che l’obiettivo fosse l’equilibrio competitivo, ma con sole regole finanziarie è impossibile da raggiungere, servono altre misure. Nei prossimi anni ragioneremo anche sull’equilibrio competitivo, ma è un tema davvero complesso”, ha concluso Traverso.
Il rogo in via Ferrante Aporti. Due persone lievemente intossicate
Venti persone evacuate, due portate in ospedale. Incendio nella notte tra mercoledì e giovedì a Milano, dove è andato a fuoco un appartamento al piano terra del condominio al civico 34 di via Ferrante Aporti, a due passi dalla stazione centrale.
Le fiamme, le cui cause sono ancora tutte da accertare, sono divampate verso le tre. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, la polizia, il 118 e Atm che ha messo a disposizione un bus per accogliere, insieme alla protezione civile, gli sfollati.
Due inquilini – un 30enne e una 70enne – sono stati visitati sul posto e poi accompagnati al pronto soccorso della clinica Città studi per essere visitati. Nell’incendio hanno riportato una lieve intossicazione, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Cinque persone, i cui appartamenti sono stati dichiarati inagibili, sono state ospitate in alloggi trovati proprio dalla protezione civile. Stando a quanto finora accertato, sembra che le fiamme siano partite da una batteria di una bici elettrica che era sotto carica.
Emiliano Mascetti (Como, 11 marzo1943 – Verona, 7 aprile2022) è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano.
Si è spento nella notte dopo una lunga malattia. Tra le squadre in cui ha giocato anche Como, Pisa e Torino. È stato poi dirigente della Roma e dell’Atalanta
Dopo una lunga malattia, mercoledì sera è morto a 79 anni Emiliano Mascetti, bandiera dell’Hellas Verona con cui ha giocato 11 stagioni e centrato anche il record di reti segnate in Serie A (35), superato solo da Luca Toni nel 2015.
LA CARRIERA – Nato a Como l’11 marzo 1943, dopo aver debuttato proprio nella squadra della sua città passò al Pisa. Nel 1967 il trasferimento al Verona, con cui conquistò subito la promozione in Serie A. Con l’Hellas è rimasto fino al 1980, eccezion fatta per due ottime stagioni al Torino, dal 1973 al 1975. continua a leggere
Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club si stringono commossi intorno alla famiglia Mascetti per la scomparsa di Emiliano Mascetti, ex centrocampista granata e poi apprezzato dirigente sportivo#SFTpic.twitter.com/Sf6VYC0UoL
— Torino Football Club (@TorinoFC_1906) April 7, 2022
Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club si stringono commossi intorno alla famiglia Mascetti per… twitter.com/i/web/status/1…— Torino Football Club (@TorinoFC_1906) April 07, 2022
Durante dei lavori di scavo scatta l’allarme. La fuga di gas in strada ha portato all’evacuazione degli impiegati
Leggo: Milano 07 aprile 2022
Fuga di gas in strada a Milano: evacuato il consolato ucraino
Il consolato ucrainoè statoevacuato a causa di un’importante fuga di gas in strada. L’allarme è giunto intorno alle 10:30 di oggi, giovedì 7 aprile, in viale Certosa angolo via Breme, dove sono a lavoro i vigili del fuoco, la polizia localee il personale del 118
Secondo una prima ricostruzione, una tubazione, di media pressione, è stata rotta per errore durante i lavori di scavo all’interno di un cantiere al 138 di viale Certosa. Dopo che è stato lanciato l’allarme, i pompieri sono accorsi sul posto con un’autopompa e il nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico).
Il gas proveniva dalla sede stradale, ma in via precauzionale, anche vista la dimensione della fuoriuscita, è stata evacuata anche la struttura adiacente, all’11 di via Ludovico di Breme, sede del consolato ucraino: a scendere in strada, allontanandosi dal punto dove è avvenuta la fuga, sono stati gli impiegati che erano presenti negli uffici, circa una trentina di persone. Non risultano persone intossicate. La fuga, riferisce la polizia locale, è stata prontamente individuata e intercettata.
Il difensore dell’Inter denunciò Seg, l’agenzia che aveva curato il suo trasferimento a Milano a parametro zero dalla Lazio nel 2018 chiedendo una commissione occulta. Il suo contratto scade nel 2023
Vince De Vrij, ma soprattutto per la prima volta un’agenzia di procuratori viene punita per una commissione illecita. Il 7 gennaio scorso il difensore dell’Inter ha citato in giudizio la Seg, l’agenzia che aveva curato il suo trasferimento a Milano a parametro zero dalla Lazio nel 2018. Ieri il tribunale di Amsterdam ha stabilito un risarcimento di 4,7 milioni di euro per il calciatore che aveva addirittura chiesto 22 milioni accusando i suoi vecchi rappresentanti di aver raggiunto un’intesa occulta con l’Inter che prevedeva anche delle percentuali sull’eventuale rivendita. continua a leggere
Il ministro Cingolani: «Abbiamo minacce esterne rilevate sulla rete informatica del Ministero e per prudenza abbiamo dovuto sospendere il funzionamento di tutti i sistemi informatici del ministero»
La notizia l’ha data lo stesso ministro Roberto Cingolani, mentre era collegato in diretta con Radio1: «Mentre vi parlo, oltre alla sicurezza energetica, vi dico che abbiamo minacce esterne rilevate sulla rete informatica del Ministero e per prudenza abbiamo dovuto sospendere il funzionamento di tutti i sistemi informatici del ministero». Il responsabile della Transizione ecologica ha aggiunto: «La sicurezza è il primo parametro da tenere a mente». continua a legggere
Morti da amianto all’Eternit di Bagnoli, una sola condanna per omicidio colposo. I parenti delle vittime: “Vergogna”
L’imprenditore Schmidheiny condannato a tre anni e mezzo. Prescritti altri sei episodi, assoluzione per un altro caso. La Procura aveva chiesto 23 anni e 11 mesi di reclusione.
Ferrero ritira dal mercatoalcuni prodotti anche in Italia. Dopo le uova Kinder Surprise singole e multipack ritirate dal mercato britannico, questa volta sono coinvolti nel richiamo dell’azienda alcuni lotti di Kinder Schoko-Bons con scadenza tra il 28maggio e il 19 agosto 2022.
In entrambi i casi i prodotti ritirati provengono dallo stabilimento belga di Arlon. La decisione è giustificata dalle indagini in corso su alcuni casi di salmonella verificatisi nel Nord Europa. I casi segnalati e riconducibili a prodotti Kinder sarebbero almeno 57, tra cui un certo numero di bambini. L’azienda di Alba puntualizza che «ad oggi, nessun prodotto analizzato sui mercati coinvolti dal richiamo è risultato contaminato da salmonella». continua a leggere
L’area verde tra la caserma Santa Barbara e i magazzini militari di Baggio
I vigili del fuoco hanno lavorato per diverso tempo per spegnere l’incendio che si era sviluppato, per cause ancora da chiarire in piazza d’Armi, ampia area verde compresa tra la caserma Santa Barbara e i magazzini militari di Baggio quasi del tutto demoliti. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia locale, per mettere in sicurezza tutta la zona. L’area è di proprietà del ministero della Difesa e dell’Agenzia del Demanio. Le fiamme si sono sviluppate nella parte dell’area che ancora non è stata bonificata. L’appezzamento di terreno era occupata da diversi anni da un insediamento di baracche e orti abusivi e in parte usata come discarica a cielo aperto. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire l’origine dell’incendio.
Air France Boeing 777-300ER – Scattata il 28 giugno 2016
Il Boeing 777-300ER del volo New York-Parigi ha avuto problemi in fase di atterraggio. I piloti hanno dovuto annullare la manovra e riprovare. Gli esperti stanno analizzando le scatole nere
I piloti di un Boeing 777-300ER di Air France hanno perso per alcuni secondi il controllo dell’aereo mentre si preparavano ad atterrare all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi e per questo hanno dovuto anche annullare la procedura di discesa, fare il giro dello scalo e atterrare in un secondo momento. Il fatto, accaduto la mattina del 5 aprile, viene confermato al Corriere della Sera dalla compagnia aerea e da Bea, l’ufficio francese per le indagini e l’analisi sulla sicurezza dell’aviazione civile. L’audio del comandante e del primo ufficiale mostra le difficoltà affrontate in quei momenti.
Il percorso del volo Air France da New York a Parigi (da Flightradar24)
Il volo – Il Boeing 777-300ER di Air France, da 17 anni in servizio, stava operando il volo AF11 ed era decollato dall’aeroporto «JFK» di New Yorkla sera prima, il 4 aprile. Non è chiaro quanti fossero i passeggeri a bordo e la compagnia non l’ha chiarito. Avvicinandosi verso Parigi-Charles de Gaulle i piloti hanno iniziato ad avere problemi nella gestione del velivolo. Le conversazioni sono state registrate dagli appassionati nei dintorni dell’aeroporto e sono state confermate al Corriere dagli addetti ai lavori.
L’avvicinamento – «Ciao, qui volo Air France AF11 procediamo verso la pista 26 sinistra», dice uno dei piloti alla torre di controllo del Charles de Gaulle nella registrazione. «Air France AR11 buongiorno, siete autorizzati ad atterrare sulla pista 26 sinistra», replica il controllore assegnato a gestire l’aereo. «Ci confermate che siamo autorizzati ad atterrare sulla pista 26 sinistra?», chiede il pilota. «Confermo, Air France AF11», replicano dalla torre. Fin lì tutto normale, ma pochi istanti dopo si sentono i piloti fare delle smorfie, poi emettere un urlo mentre in sottofondo suona l’allarme: il Boeing non risponde ai comandi. «Stop, stop!», dice il pilota.
L’emergenza – I suoni e la voce concitata allarmano la torre di controllo. «Air France 11?», chiedono da terra. «Ti richiamo», dice il pilota. «Air France interrompete l’avvicinamento a 1.500 piedi (457 metri, ndr) immediatamente», è l’ordine che arriva dalla torre. «Ok ci fermiamo a 1.500», rispondono dalla cabina. Mal’allarme suona ancora, quindi si aggiungono altri avvisi sonori, mentre il pilota continua a sforzare in una manovra che dall’audio non è chiara nella tipologia. «Qui AF11, facciamo il giro, attesa a 4.000piedi, vi richiamiamo», dicono dal velivolo. continua a leggere
Dopo Juventus-Inter non sono mancate le polemiche e le proteste anche nel tunnel degli spogliatoi. L’arbitro Irrati è stato preso di mira per gli episodi contestati e c’è chi è andato oltre.
Quella tra Juventus e Inter è stata una delle sfide più calde di questo incerto campionato di Serie A. Le aspettative della vigilia, almeno dal punto di vista agonistico, sono state rispettate appieno e non sono mancati i momenti di tensione, non solo durante il derby d’Italia, ma anche dopo. E infatti a giudicare dal comunicato del Giudice sportivo, anche il rientro negli spogliatoi per i protagonisti della sfida è stato turbolento, con le proteste veementi dei giocatori della Juventus nei confronti dell’arbitro Irrati.
Contrasti al limite sin dai primissimi minuti, episodi controversi e polemiche. Juve-Inter è stato un confronto ad altissima tensione. Una tensione che non è calata, dopo il fischio finale. Se Allegri scatenato in campo al punto da lanciare la giacca e protestate vivacemente, dopo il 90′ si è contraddistinto per dichiarazioni all’insegna del fair play, alcuni dei suoi giocatori non hanno fatto lo stesso. Frustrazione e anche nervosismo soprattutto per le scelte del direttore di gara: sotto la lente d’ingrandimento prima quanto accaduto in occasione del rigore di Calhanoglu, risultato alla fine decisivo, e poi il contatto al limite dell’area tra Bastoni e Zakaria, con il Var che non ha sciolto i dubbi sulla precisa posizione dello stesso.
La posizione dell’arbitro Irrati e di de Ligt al momento della battuta del rigore – https://www.fanpage.it/
Ecco allora che mentre i giocatori dell’Inter festeggiavano, incassando anche i complimenti di alcuni bianconeri (in primis Szczesny), e Dybala commosso salutava i tifosi, c’è stato anche chi ha deciso di far sentire ancora la voce nei confronti dell’arbitro lamentandosi. Se capitan Chiellini si è limitato a protestare in campo un suo compagno ha proseguito, superando il limite anche nel tunnel degli spogliatoi. Di chi si tratta? Di Mattia De Sciglio entrato nel finale di gara, e molto arrabbiato per la gestione del match di Irrati che per la verità è stato promosso poi dai vertici arbitrali. continua a leggere
L’arbitro Irrati preso di mira nel tunnel dopo Juventus–Inter Mattia De Sciglio
De Sciglio espulso nel tunnel dopo Juventus-Inter: “Critica all’arbitro”
Mattia De Sciglio non giocherà la prossima gara della Juventusdopo quanto successo nel Derby d’Italia contro l’Inter. E’ questo il provvedimento preso dal giudice sportivo in seguito al referto presentato dal direttor di gara Irrati a seguito dell’infuocato match disputato domenica tra bianconeri e nerazzurri.
Il giudice sportivo Mastrandea ha comminato a De Sciglio una giornata di squalifica in seguito ad un qualche tipo di insulto pronunciato dal terzino di Allegri all’indirizzo dell’arbitro Irrati.
Quest’ultimo ha così rifilato il rosso direttamente a fine gara e nello specifico nel tunnel degli spogliatoi, dopo il fischio finale dell’1-0 allo Stadium. Non visibile alle telecamere e registrato solo dall’arbitro e dai dirigenti federali.
Non solo la squalifica causa espulsione, ma bensì anche l’ammenda di 5000 euro nei confronti di De Sciglio:
“per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce gli spogliatoi, rivolto una critica irrispettosa al Direttore di gara”.
De Sciglio era subentrato ad un quarto d’ora dalla fine, sul risultato poi confermato di 1-0 (rete di Calhanoglu), al posto di Alex Sandro. Allegri non potrà contare su di lui per la trasferta di Cagliari prevista sabato, con il brasiliano nuovamente titolare in seguito al pieno recupero.
Per Cagliari-Juventus, Allegri dovrà fare a meno anche di Morata, ammonito contro l’Inter e squalificato causa somma di ammonizioni. Alle loro assenze si aggiungono anche quelle dei lungodegenti, da Chiesa a McKennie, passando per Kaio Jorge. In più out Locatelli, almeno fino a inizio maggio
Allertati Protezione civile e Polizia municipale, nessun danno
(ANSA) – Pozzuoli, 05 aprile 2022 –
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Un nuovo sciame sismico dovuto ai fenomeni del bradisismo ha investito la scorsa notte Pozzuoli e l’area flegrea.
Dalla mezzanotte si contano 28 eventi di media bassa intensità accompagnati da boati con punte avvertite dai residenti alle 5,38 di magnitudo 2 della scala Richter a profondità 1.800 metri, la scossa di maggiore intensità, alle 5:43 di magnitudo 1,6 a profondità 1.800 metri e alle 6:00 di 1,1 di magnitudo e profondità 1.500 metri.
Il fulcro del sisma è stato l’area del vulcano Solfatara, spaziando tra gli Astroni, la zona di Pisciarelli e la linea di costa a Sud-Ovest. La sequenza di eventi è tuttora in corso. La scossa delle 5:38 è stata la più intensa che si è registrata dal 29 marzo scorso allorché a Pozzuoli fu avvertito un evento di magnitudo 3,6, il più forte dal fenomeno bradisismico che interessò i Campi Flegrei nel biennio 1983-84. L’amministrazione comunale segue da vicino l’evolversi degli eventi ed ha immediatamente allertato Protezione Civile locale e Polizia Municipale per verifiche e controlli sul territorio. Al momento non si lamentano danni. (ANSA).
Se Milan, Inter e Napoli chiudessero appaiate a trionfare sarebbero i rossoneri. Ma nei confronti a due le cose cambiano
Volata scudetto a tre, con Milan, Napoli e Inter racchiuse in appena quattro punti a sette giornate dalla fine. Come noto i rossoneri sono ancora in testa ma ad appena un punto dalla squadra di Luciano Spalletti e appunto a quattro dall’Inter. Vediamo allora che cosa succederebbe se le tre squadre arrivassero a pari punti.
LA CLASSIFICA AVULSA – In caso di parità a fine stagione sarà la classifica avulsa a decidere chi vincerà lo scudetto. Se le tre arrivassero con gli stessi punti a trionfare sarebbe il Milan (la classifica dice Milan a 7, Inter a 5, Napoli a 4). I rossoneri sono in vantaggio anche se chiudessero appaiati all’Inter, mentre nel confronto con il Napoli a decidere sarebbe differenza reti. Se invece arrivassero a pari punti Inter e Napoli sarebbero i nerazzurri ad aggiudicarsi il titolo.
GLI SCONTRI DIRETTI – Ripercorriamo dunque i sei scontri diretti che potrebbero fare la differenza a fine stagione. continua a leggere
Il portiere bianconero, che ha la moglie ucraina, in lacrime durante l’esibizione
Applausi e commozione, con i giocatori di Juve e Inter abbracciati al centro del campo prima del fischio d’inizio, per l’esibizione della cantante ucraina Kateryna Pavlenko e di quella italo-brasiliana Gaia, che hanno cantato «Imagine» di John Lennon per lanciare un messaggio di pace contro il conflitto in corso in Ucraina. Sui due maxischermi dell’Allianz Stadium al termine della canzone è comparsa la scritta «Peace», accompagnata dagli applausi del pubblico presente. Emozione forte per Wojciech Szczesny: il portiere della Juventus non ha trattenuto le lacrime durante l’esecuzione del brano. Il numero uno bianconero è polacco ed è sposato con una donna ucraina: da tempo si è esposto contro la guerra in Ucraina.
Le immagini condivise sui social anche all’estero dove uno dei commenti più diffusi è: «Imbarazzante»
Due clamorose simulazioni durante la sfida tra Juventus e Inter, partita già ricca di polemiche. Protagonisti due giocatori bianconeri, Vlahovic e de Ligt, le cui sceneggiate sono state condivise sui social, anche all’estero spesso accompagnate del commento: «Questo è imbarazzante»
Malpensa, due aerei si toccano in pista durante il parcheggio
L’incidente alle 7.15 di lunedì 4 aprile, coinvolti gli aerei di easyJet (diretto a Tel Aviv) e Delta (atterrato da New York). Indagini sulle procedure di parcheggio degli aeromobili
Incidente in pista all’aeroporto di Malpensa. Due aerei di EasyJet (diretto a Tel Aviv) e Delta (atterrato dagli Usa) si sono «toccati» mentre facevano manovra. Da fonti aeroportuali risulta che l’urto è avvenuto intorno alle 7.15 di lunedì 4 aprile al «satellite nord» del Terminal 1 durante le manovre di sosta sul piazzale: il volo Delta A330 da poco atterrato da New Yorkstava parcheggiando per essere rifornito e ripartire; l’aereo A320 easyJet era in partenza per Tel Aviv. L’aereo Delta ha urtato con l’estremità dell’ala la winglet dell’A320.
Gli approfondimenti tecnici – Secondo le prime informazioni ci sarebbe stato «un problema nel processo di allocazione degli aeromobili» sul piazzale di sosta, un errore nel controllo dei sistemi informativi che governano le procedure di parcheggio. Sono in corso gli accertamenti delle autorità aeroportuali e di Sea, la società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa.
L’aereo easyJet sostituito – Ad avere la peggio è stato l’aeromobile di easyJet, che è rimasto lesionato dal contatto e non poteva più decollare: l’aereo è stato sostituito e il volo riprogrammato dopo tre ore verso Tel Aviv. L’altro velivolo non ha subito danni né ritardi: i passeggeri del volo Delta sono partiti per New York secondo l’orario stabilito. Non si sono registrati feriti nell’urto. Il contatto è stato dovuto probabilmente a problemi legati all’assegnazione delle piazzole di parcheggio degli aeromobili.continua a leggere
Aeroporto di Malpensa, due aerei si toccano in pista durante le manovre di parcheggio – foto sull’articolo Corriere.it
La Regione Sardegna blocca ufficialmente la gara per l’affidamento dei voli in continuità territoriale tra gli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia e gli hub di Linate e Fiumicino.
Con una determinazione della direttrice del servizio per il trasporto marittimo e aereo e continuità territoriale dell’assessorato regionale dei Trasporti, sono state accolte le proposte di Ita Airways che ha accettato per 12 mesi, dal 15 maggio 2022 al 14 maggio 2023, gli oneri di servizio pubblico sulle sei rotte, senza usufruire di diritti esclusivi e senza ricevere compensazione finanziaria.
La funzionaria ha quindi rilevato l’inefficacia “della procedura di gara aperta per la gestione in esclusiva del servizio aereo di linea” che sarebbe dovuto partire l’1 ottobre 2022 con la durata di due anni e compensazioni finanziarie per le compagnie, soldi che invece resteranno nelle casse regionali.
Ita nel suo operativo prevede tre voli al giorno da e per Alghero sia su Fiumicino che su Linate e viceversa, altrettanti da e per Olbia (che diventano 4 nei mesi di luglio e agosto) e sette da e per Cagliari da maggio a ottobre (6 voli al giorno da novembre) su Roma e quattro su Linate da maggio a giugno, 5 voli a luglio, e 6 da agosto a ottobre per tornare poi a 4 voli da novembre.
Le tariffe sono quelle stabilite dal bando: 39 euro su Fiumicino e 47 euro su Linate, tasse e oneri esclusi. Gli orari sono già definiti, visto che i biglietti sono già stati messi in vendita da Ita sul sistema delle agenzie di viaggio: tra i voli ci sono quelli delle 6.30 e 7.20 in partenza da Cagliari per Roma o quelli delle 6.45 e delle 9.30 per Milano. Manca solo da capire quali fasce orarie vorrà coprire Volotea che ha già presentato la formale richiesta alla Regione di poter operare, sempre senza compensazioni e senza l’esclusiva, per 12 mesi sulle rotte dal capoluogo sardo e da Olbia per Fiumicino e Linate. Servirà insomma un tavolo con la Regione per definire gli slot e sarà quella la vera “battaglia” tra le due compagnie che vorranno accaparrarsi i voli (e gli orari) più redditizi.