L’aereo cargo sarebbe finito su alcune auto in una strada che circonda lo scalo. Almeno 5 persone sono rimaste ferite, tre in modo grave. Una densa colonna di fumo nero si è sprigionata dopo lo schianto
L’aereo Amazon finito fuori pista a Miami
È di almeno cinque morti e diversi feriti il bilancio dell’incidente aereo avvenuto questa sera a Miami, dove un Boeing 767 cargo di Amazon è finito fuori pista durante l’atterraggio nello scalo internazionale. Secondo quanto riferito dalle autorità il velivolo ha investito diverse auto su una strada che circonda lo scalo e ha preso fuoco. Una densa colonna di fumo nero è visibile da diverse zone della città. Lo ha reso noto la Federal Aviation Administration. Un video ha mostrato il fumo che si sprigionava dal Boeing 767. La Federal Aviation Administration ha disposto lo stop temporaneo dei voli nello scalo.
Il bilancio: 5 morti e 5 feriti – “Le squadre giunte sul posto hanno trovato un aereo che aveva preso fuoco in seguito all’incidente, con fiamme alte e fumo visibili”, si legge in un post su X del dipartimento dei vigili del fuoco di Miami-Dade. Più di 60 squadre di vigili del fuoco sono intervenute per spegnere l’incendio, ha riferito alla Cnn un portavoce del dipartimento.
“Cinque persone hanno perso la vita e altre cinque sono rimaste ferite“, ha dichiarato la sindaca della contea di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, durante una conferenza stampa nello scalo. Tre dei feriti sono in condizioni critiche, mentre gli altri due sono stati trasportati in un ospedale locale, ha precisato il capo dei vigili del fuoco di Miami-Dade, Ray Jadallah.
L’incidente – In serata Amazon ha confermatoche l’aereo finito fuori pista mentre stava cercando di atterrare all’aeroporto di Miami era uno dei suoi. La società sta raccogliendo informazioni e sta lavorando con le autorità per capire cosa sia accaduto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l’aereo si sarebbe scontrato con alcuni velivoli nell’uscire dalla pista.
Fatale l’avvio da incubo con tre sconfitte, nove gol subiti e uno solo segnato. Andreazzoli possibile traghettatore, Paratici cerca il nuovo allenatore
Fabio Grosso
Clamoroso ribaltone in casa Fiorentina. Dopo appena tre giornate di campionato, Fabio Grosso non è più l’allenatore dei viola. La decisione, arrivata a sorpresa nella tarda serata di domenica, è stata ufficializzata dalla società con un brevissimo comunicato: “ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile”.
Poche righe che certificano però un vero e proprio terremoto in casa viola. Soltanto poche ore prima, infatti, la linea che filtrava dalla società sembrava essere quella di concedere ancora fiducia all’ex tecnico del Sassuolo, almeno per le prossime partite. In serata, invece, il clamoroso dietrofront e la decisione di interrompere immediatamente il rapporto.
Fatale a Grosso un inizio di stagione da incubo. La Fiorentina ha perso tutte e tre le prime giornate di campionato contro Roma, Frosinone e Torino, incassando nove reti e realizzandone appena una. Un rendimento disastroso, accompagnato da prestazioni ben al di sotto delle aspettative e culminato nella dura contestazione del Franchi al termine del 2-1 subito contro i granata, quando dagli spalti si era alzato anche il coro “salta la panchina”.
Adesso si apre inevitabilmente la corsa alla successione. Nell’immediato la squadra potrebbe essere affidata ad Aurelio Andreazzoli, attuale tecnico della Primavera, in attesa che Fabio Paratici individui il nuovo allenatore al quale affidare una squadra costruita praticamente da zero durante il mercato estivo. Tra i primi nomi che circolano per il dopo Grosso ci sono quelli di Thiago Motta, Raffaele Palladino e Alberto Gilardino.
Si chiude così dopo appena tre giornate l’avventura di Grosso sulla panchina viola. Una scelta drastica e soprattutto rapidissima, con la Fiorentina che prova subito a dare una scossa a una stagione cominciata nel peggiore dei modi.
ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. pic.twitter.com/EKIpk5r8yt
Luca Percassi insegue Tony D’Amico nel parcheggio dell’Olimpico. Finale rovente dopo la sfida tra Roma e Atalanta vinta in rimonta dai giallorossi.
Luca Percassi, ad dell’Atalanta, e Tony D’Amico, ds della Roma (ANSA)
Finale ricco di tensione quello andato in scena all’Olimpico nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre subito dopo la sfida vinta dalla Roma di Gasperini contro l’Atalanta era in vantaggio fino a pochi minuti prima del triplice fischio. Prima Hermoso e poi Soulé, hanno consentito a Gasp di prendersi in rimonta tre punti pesantissimi contro la sua ex squadra. Ma il finale è stato davvero incandescente. Rabbia da parte dei calciatori della Dea. Una furia che si è poi trasferita anche nella pancia dell’Olimpico fino al parcheggio della tribuna Monte Mario
Protagonisti?L’amministratore dell’Atalanta, Luca Percassi, e il Direttore Sportivo della Roma, Tony D’Amico. Al triplice fischio dell’arbitro Colombo, Percassi non ha trattenuto la sua rabbia e secondo la ricostruzione fatta ha iniziato a insultare D’Amico. Nessuna replica da parte del diesse della Roma, seguito però da Percassi fino al parcheggio all’ingresso della tribuna Monte Mario, tanto che è stato necessario l’intervento del servizio di sicurezza per riportare la situazione alla calma.
D’Amico aveva ricoperto la carica di direttore sportivo dell’Atalanta fino alla passata stagione per poi passare alla Roma seguendo Gasperini al termine di un tiro e molla con la stessa società della Dea. Evidentemente ci sono ancora attriti tra i due. La Roma nel frattempo interviene con una nota: “Il Club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’Amministratore Delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione. AS Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni“.
In attesa di capire se ci saranno sviluppi, la Roma ha ritenuto inaccettabile questo comportamento e vuole D’Amico in tutte le sedi opportune.Da capire cosa abbia portato Percassi a una reazione del genere. Probabilmente qualcosa riconducibile proprio al recente passato di D’Amico all’Atalanta prima del trasferimento alla Roma di Gasperini. Oltre a Gasp e D’Amico alla Roma si è trasferito anche lo storico capitano della Dea, Marten De Roon, fortemente voluto in giallorosso dallo stesso allenatore. Al momento non si registrano reazioni o commenti da parte dell’Atalanta.
Il calciatore ha accusato un malore in campo, è uscito in barella ed è stato portato via in ambulanza. Fonti della Lega di Serie B: “Disidratazione, giocatore sempre cosciente”
(lapresse)
Un giocatore del Pisa, Rosen Bozhinov, è crollato in campo durante la partita di serie B con la Juve Stabia, a Castellamare di Stabia. Il fatto è avvenuto incontro al 40′ del primo tempo ed il gioco è stato immediatamente sospeso, mentre il giocatore bulgaro veniva portato fuori dal campo in barella, caricato su un’ambulanza e trasportato in ospedale per gli accertamenti.
Fonti della Lega di Serie B fanno sapere che il malore accusato dal giocatore, accompagnato da convulsioni, è stato causato da una forte disidratazione. Rosen Bozhinov, sottolineano, “è sempre rimasto cosciente“. Notizie confortanti che hanno indotto l’arbitro a far riprendere il gioco, dal minuto 41’, dopo che i calciatori erano rientrati negli spogliatoi in attesa della sua decisione. “Visto il miglioramento delle condizioni di Bozhinov la partita riprenderà dopo cinque minuti di riscaldamento delle squadre“, fa sapere la Lega. Restano le proteste degli spettatori: “Fa troppo caldo per giocare a quest’ora“.
Con la ripresa del giocom il capitano del Pisa Arturo Calabresi ha segnato, portando la sua squadra in vantaggio per 1-0. Dopo il gol Calabresi è andato alla panchina, ha preso la maglia di Bozhinov e si è messo la mano sul cuore.
Un rogo partito dal piano interrato ha avvolto di fumo l’edificio fino al quarto piano: l’intervento dei vigili del fuoco e le persone soccorse
Foto di repertorio
Un rogo si è sviluppato nella tarda serata di sabato 5 settembre in un edificio residenziale adibito a ostello in viale Regina Margherita a Milano.L’allarme è scattato poco dopo le 23, richiedendo l’immediato intervento dei soccorsi e la totale evacuazione degli occupanti della struttura. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 unitamente alle forze dell’ordine per la gestione dell’emergenza.
L’intervento dei vigili del fuoco – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono rivelate particolarmente complesse, anche a causa dell’intenso affollamento che caratterizza la zona centrale di viale Regina Margherita in quella fascia oraria. Per domare le fiamme sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, per un totale di 15 uomini. Dopo aver estinto l’incendio, i pompieri hanno avviato le articolate procedure di ventilazione di tutti i locali interessati dal fumo, fino al quarto piano dello stabile.
Nessun ferito grave e le prime ipotesi – A causa dell’esalazione dei fumi, dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del personale medico di soccorso: da quanto si apprende, le loro condizioni non versano in stato critico. I primi accertamenti e il sopralluogo effettuato dal personale dei vigili del fuoco indicano che l’origine del rogo sarebbe di natura elettrica: le fiamme si sarebbero, infatti, generate all’interno del locale contatori situato al piano interrato del palazzo.
Gli interventi hanno permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento
Si è chiusa l’emergenza inquinamento sul Naviglio Grande di Milano causata dallo sversamento di gasolio. “Alle 17 circa abbiamo concluso con un confronto tra tutti gli enti la fase emergenziale delle operazioni di contrasto all’emergenza inquinamento del Naviglio Grande sul territorio di Milano – comunica l’assessore alla Cura del Territorio Marco Granelli -. Innanzitutto la mia solidarietà alle zone del Magentino e Abbiatense più colpite. Uno sversamento di sostanze inquinanti (oli esausti, idrocarburi) avvenuto nei pressi di Magenta che ha percorso tutto il Naviglio grande fino a Milano. Consorzio Villoresi, VVFF, Regione, Città metropolitana, Comune, Protezione civile, Imprese. La collaborazione fra tutti ha permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento, ed evitando di far giungere l’inquinamento nel Naviglio pavese“.
Granelli spiega le attività di contrasto: “Abbiamo attivato tre blocchi con panne assorbenti e paratie galleggianti, abbinate a intensa azione di asportazione dei liquidi e materiali inquinanti con idrovore. Più di 4 autobotti di liquidi asportati e mandati in trattamento. Costi elevati. Così si è evitata la dispersione degli inquinanti nei territori agricoli del sud Milano; sarebbe stata una tragedia ambientale ed economica, così si è evitato la diffusione nel sistema idraulico connesso alla Darsena, cosi prezioso e delicato. Per fare questo però c’è stato bisogno di lavorare insieme, ciascuno con il massimo impegno, oltre i confini rigidi, e anche con qualche richiamo e invito pressante. Ma queste quasi 24 ore di impegno continuativo, mi fanno pensare che c’è bisogno di capire meglio cosa sia successo, chi e come abbia provocato questo inquinamento che ha già arrecato costi e danni. Bisogna che tutte le istituzioni, a partire da quelle come la Regione che ha le maggiori competenze sulle acque, si impegnino di più e destinino risorse, e siano protagoniste di azioni per tutelare i cittadini, le comunità locali, i comuni, proprio in un bene essenziale e prezioso come l’acqua“.
I vigili del fuoco hanno lavorato per spingere la chiazza oleosa comparsa ieri sera nel Naviglio nell’hinterland di Milano verso un punto dove possa essere compattata e raccolta. L’azione di prosciugamento è proseguita per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetta a Milano, all’incrocio tra l’alzaia Naviglio Pavese, via Conchetta, appunto e via Darwin, dove era presente una chiusa che ha permesso proprio di bloccare e prosciugare quanto più possibile la sostanza.
L’obiettivo era impedire che le acque contaminate di idrocarburi finiscano dal Naviglio pavese in acque usate per irrigazione e in Darsena. Come ha riferito l’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli, “all’altezza della Canottieri Milano lungo circa 5/600 metri, sono state montate delle panne, rotoli arancioni di materiale assorbente l’acqua inquinata che si trova in superficie e delle barriere un po’ più profonde per intercettare per esempio le alghe che hanno assorbito la materia oleosa. L’operazione è sostanzialmente riuscita e Darsena e Naviglio Pavese sono salvi (pochi residui hanno superato la barriera). Si lavora ancora all’altezza di via Ascanio Sforza/Tibaldi. Resta il problema a monte, nel magentino“. In azione cinque mezzi Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Milano che da ieri hanno lavorato in sinergia con il Comune di Milano e la Città Metropolitana.
La chiazza di gasolio nel Naviglio è lunga 28 km e ha raggiunto la Darsena – La chiazza si è estesa per 28 chilometri. Nella zona forte è anche l’odore di idrocarburi. Cuscinetti bianchi, con funzione di dighe, sono stati posti in acqua per cercare di frenare il più possibile il gasolio che scorre da ieri pomeriggio. La fuoriuscita si è verificata nel magentino dove sono in corso lavori sulla rete fognaria ma non si esclude l’origine dolosa. Le squadre del Comando di via Messina, in coordinamento con la Protezione civile, utilizzando sette barriere di contenimento sono riuscite almeno in parte a frenarne la corsa.
“Con sversamento gasolio nel Naviglio danni pesanti alla biodiversità” – “Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile“, lo spiega il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola sullo sversamento di una sostanza oleosa avvenuto nel Naviglio Grande, nel Milanese.
“Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato – aggiunge – e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali“.
Si cercano le cause dello sversamento di oli avvenuto nel Naviglio. Al lavoro Arpa, Comune e Consorzio – L’inquinamento da idrocarburi ed oli esausti che interessa il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, nel Milanese e a Milano, ha avuto origine nel Magentino, dove si concentra la maggior parte dello sversamento, fuoriuscito in “grandi quantità” come ha precisato l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Milano, Marco Granelli che sta coordinando gli interventi insieme al Consorzio Villoresi, che gestisce i navigli, e Città Metropolitana.
Lo sversamento, secondo i primi accertamenti, sarebbe avvenuto a Ponte Nuovo di Magenta, durante un intervento alle fognature. Dove però quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso.
Nei pressi però si trova anche un’area industriale dismessa, l’ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di una grande bonifica nell’ambito di un rilevante progetto edilizio. La parte di bonifica relativa all’area Saffa a Boffalora sopra Ticino è già stata completata con la rimozione di 120mila metri cubi di macerie e fanghi inquinati dal sottosuolo. Quella nella porzione di Ponte Nuovo è in fase di avvio.
A complicare lo scenario un incendio è anche divampato nell’ex Saffa di Ponte Nuovo di Magenta, in via Reno de’ Medici, nella notte tra mercoledì e giovedì.
Le prime operazioni di contenimento a Robecco sul Naviglio (Milano) e Gaggianonon sono riuscite a impedire l’avanzata del materiale inquinante che è arrivato a Milano ma la situazione più grave sarebbe nel tratto tra Magenta e Robecco sul Naviglio (Milano) che fa parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Sul Naviglio navigazione sospesa, niente tour e corsi di canottaggio – È sospesa, e lo sarà probabilmente anche domani, la navigazione sul Naviglio grande. I corsi di canottaggio e i tour sul Naviglio sono sospesi oggi e anche per domani non si accettano prenotazioni e alla Canottieri hanno sospeso tutti i corsi.
Il Tribunale federale nazionale ha accolto la richiesta del fischietto della sezione di Palermo, che torna così immediatamente a disposizione di Orsato
l’arbitro Rosario Abisso
Se il filone dell’inchiesta arbitri che coinvolgeva l’Inter è stato archiviato dalla Procura di Milano in piena estate, ce ne è un altro che continua a tenere banco: quello relativo alle dismissioni e alle graduatorie degli arbitri italiani. Da oggi, infatti, sarà reintegrato l’arbitro Rosario Abisso della sezione di Palermo. Il Tribunale federale nazionale ha infatti accolto il ricorso del direttore di gara dichiarando “l’illegittimità della delibera dell’Aia dello scorso 1° luglio” che disponeva la dismissione dell’arbitro. Abisso, 40 anni, era stato escluso dagli organici Aia per limiti di permanenza nel ruolo. Da oggi invece tornerà immediatamente a disposizione di Orsato.
Raduno – In realtà, il fischietto aveva preso parte al raduno degli arbitri della Can nonostante la dismissione. Aveva, infatti, chiesto e ottenuto la sospensione del provvedimento prima che si pronunciasse il tribunale. D’ora in avanti, invece, sarà reintegrato a tutti gli effetti.
Lo ha registrato l’Ingv: l’epicentro è stato rilevato a Castiglione Cosentino e a una profondità di circa 9 chilometri
Terremoto 4 settembre – (Ingv)
In Calabria una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato dall’Ingv oggi, venerdì 4 settembre, alle 21:31 con epicentro a Castiglione Cosentino e a una profondità di 9.3 chilometri.
Paura tra la popolazione: la scossa è stata avvertita distintamente nei comuni di Rende, Castrolibero, Paola, San Giovanni in Fiore. Molti utenti sui social parlano di un forte boato che ha preceduto il sisma.
I comuni più vicini all’epicentro della scossa sono stati quelli di Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano e Zumpano. Al momento non si segnalano danni a cose o persone.
Le squadre inglesi hanno appena investito sul mercato oltre 4 miliardi di euro ma il saldo dell’estate ‘26 è in negativo per 1,6 miliardi
I club della Premier League battono un nuovo record di spesa sul mercato dei trasferimenti di calciatori e in Inghilterra ci si comincia a interrogare su una tendenza che sembra totalmente sfuggita di mano. I dubbi che circolano in questi giorni riguardano non soltanto gli aspetti etici, ma anche la sostenibilità di medio periodo di un gigantismo economico-finanziario che potrebbe poggiare su basi parecchio friabili.
Saldo fra entrate e uscite negativo per oltre 1,5 miliardi di euro – Ma partiamo dai numeri. Al termine della sessione estiva del mercato dei trasferimenti di calciatori i venti club della Premier League hanno speso 3 miliardi e mezzo di sterline, che al cambio in euro diventano oltre 4 miliardi. È un netto salto in avanti rispetto ai 3,6 miliardi di euro dell’estate 2025. Non meno impressionante il dato della spesa effettuata nell’ultimo giorno di calciomercato: 590 milioni di euro (erano stati 455,5 milioni nell’estate del 2025).
Ultimi dati significativi di questa follia: il saldo fra entrate e uscite dei club di Premier sulcalciomercatoestivo 2026 è negativo per 1,596 miliardi di euro, e la seconda lega per spesa globale (la nostra Serie A) si piazza lontanissima toccando 1,16 miliardi di euro.
Dunque, guardando ai trend, viene facile esercitarsi nel pronostico su quale possa essere il dato record del prossimo mercato estivo. E invece bisognerebbe farsi altre domande.
I club inglesi spendono soldi che non hanno? – Una su tutte: ma davvero i club della Premier possono contare su una così smisurata disponibilità finanziaria, o piuttosto stanno spendendo denaro che non hanno?
Si tratta di un interrogativo che molto sta circolando in queste ore fra gli analisti della stampa britannica. Interrogativo supportato da analisi tanto interessanti quanto inquietanti.
Una di queste è stata proposta dal sito di approfondimento The Athletic, che si è soffermato sulla crescente tendenza dei club inglesi a comprare e vendere tra loro. Il dato è confermato da questa finestra estiva: delle acquisizioni da 100 milioni di euro e passa,soltanto quella di Bradley Barcola (da PSG a Liverpool) ha coinvolto un club esterno alla Premier. Si crea così un meccanismo di circolazione endogena del denaro che molto da vicino ricorda il meccanismo delle plusvalenze incrociate, adottato come strumento di sistema.
Il problema della fattorizzazione dei crediti – Ma un interrogativo molto più preoccupante viene sollevato da un lungo articolo di analisi pubblicato dal quotidianoThe Independent: i club della Premier dispongono davvero del denaro che stanno spendendo così a man bassa? Il dubbio è fondato sul massiccio ricorso di molti club alla fattorizzazione dei crediti: il denaro dei futuri ratei da diritti televisivi o da calciomercato (ma per-sino quello del paracadute da retrocessione) viene anticipato da finanziarie multinazionali con tassi d’interesse rilevanti. E così i club scialacquano adesso il denaro che incasseranno nel prossimo paio di anni e continueranno a andare avanti così, bruciando risorse future. In particolare, un articolo del sito Football Insider si soffermava due giorni fa sulla situazione del Tottenham, che per finanziare le ambizioni di Roberto De Zerbi si starebbe troppo affidando alle anticipazioni del colosso australiano Macquarie Bank. Un gioco rischiosissimo che il turbo-capitalismo calcistico inglese si ostina a ignorare.
I sindaci dei Comuni intorno all’area dell’incendio sono pronti anche a presentare degli esposti alle Procure di Avellino e Benevento per fare chiarezza sul rogo.
Il vasto incendio divampato lo scorso 31 agosto nell’area industriale di Airola, in provincia di Benevento, non deve creare allarmismi, secondo i sindaci dei comuni che sorgono nella zona interessata. I primi cittadini, però, chiedono anche che vi siano dati certi sull’inquinamento provocato dal grosso rogo che, nel pomeriggio di lunedì scorso, ha colpito la Eco Energy. I sindaci di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Montesarchio e Pannarano, tra le province di Benevento e Avellino, chiedono anche che venga fatta chiarezza sull’incendio e annunciano di essere pronti anche a presentare degli esposti alle Procure irpina e sannita per ricostruire con precisione quanto accaduto nella zona industriale di Airola.
Proprio in attesa di conoscere i dati reali sull’inquinamento, a Benevento, anch’essa raggiunta in questi giorni dai fumi del vasto incendio, il sindaco Clemente Mastella ha raccomandato alla cittadinanza di utilizzare mascherine e altri dispositivi di protezione individuale per mitigare gli effetti del fumo. Proprio in questo senso, restano in vigore le raccomandazioni di tenere chiuse porte e finestre e di disattivare gli impianti di ventilazione e climatizzazione che prevedono l’immissione di aria dell’esterno. Anche oggi, inoltre, le scuole a Benevento e Avellino sono rimaste chiuse.
Anche la Regione Campania sta seguendo, inoltre, l’evolversi della situazione tra il Sannio e l’Irpinia. “Sto seguendo con grande attenzione l’evoluzione dell’incendio divampato nell’area industriale di Airola, restando in costante contatto con il direttore dell’Arpac, in attesa di ricevere i dati provvisori del monitoraggio già attivato sulla qualità dell’aria e sui livelli di diossine” ha dichiarato Maria Carmela Serluca, assessora regionale all’Agricoltura. “In queste ore la priorità assoluta resta la tutela della salute dei cittadini e la completa gestione dell’emergenza. Parallelamente, però, dobbiamo tenere alta l’attenzione sulle nostre campagne, sulle coltivazioni, sugli allevamenti e sulle produzioni agroalimentari delle aree raggiunte dai fumi” ha detto ancora l’assessora Serluca
Ci sono 44 sopravvissuti. Tra le vittime anche un neonato, erano partiti dal Gambia il 7 agosto
Soccorso marittimo spagnolo – (Foto dal profilo Facebook)
Oltre 80 persone sono state trovate morte a bordo di una piccola imbarcazione a sud delle isole Canarie, 44 si opravvissuti. Lo riporta Cadena Serspiegando che tra le vittime c’era anche un neonato e che tre dei sopravvissuti sono stati trasferiti in elicottero in due ospedali dell’isola di Gran Canaria. L’imbarcazione era partita 27 giorni fa dal Gambia.
“Abbiamo allertato le autorità di ricerca e soccorso riguardo a un’imbarcazione partita dal Gambia il 7 agosto con 127 persone a bordo, tra cui quattro donne e un neonato“, afferma Helena Maleno, portavoce di Caminando Fronteras. Fonti del Soccorso Marittimo confermano che le condizioni del mare erano pessime, il che ha complicato l’operazione di salvataggio effettuata dalla Salvamar Urania.
La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi
Germania sotto attacco. Un oggetto non identificato è esploso in un passaggio di un edificio nella stazione ferroviaria principale di Augusta, in Germania. La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi a causa dell’esplosione. Anche alcune finestre sono state danneggiate. Gli artificieri dell’Ufficio di Polizia Criminale dello Stato bavarese sono sul posto, ha confermato la polizia alla Bild.
L’edificio della stazione e il binario 1 sono attualmente chiusi, ha dichiarato un portavoce della polizia. Il servizio ferroviario è interrotto e i treni circolano sugli altri binari. La causa dell’esplosione è ancora sconosciuta. A causa delle operazioni in corso, le strade nella zona della stazione ferroviaria principalesono attualmente chiuse, come riportato dalla polizia su X.Anche il trasporto pubblico ad Augusta è interessato.
Il conduttore di Zona Bianca ha ricordato la collaboratrice in apertura della diretta di lunedì 31 agosto
La redazione di Zona Bianca che ricorda Marta
Marta, la dipendente Mediaset, che era precipitata dal quarto piano di un edificio degli studi di Cologno Monzese, in provincia di Milano, ieri 31 agosto è morta. Le sue condizioni sono apparse subito critiche e purtroppo l’intervento dei sanitari non è servito.
Marta aveva solo 27 anni ed era segretaria di redazione per Mediaset dal 2021 e da tempo lavorava nella squadra di Zona Bianca. Ieri sera, in apertura della puntata, Giuseppe Brindisi, il conduttore del programma, l’ha voluta ricordare e salutare insieme a tutta la squadra di lavoro.
“Questa sera, nell’anteprima di Zona Bianca, voglio parlavi di Marta, una nostra giovane collega che oggi ci ha lasciato. Per questo sono insieme a questi giovani colleghi che vogliono ricordarla insieme a me. Marta era qui a Mediaset tutti i giorni. Lavorava con noi e ci regalava la sua umanità e la sua dolcezza – ha ricordato Brindisi con emozione con alle spalle la scritta ‘Ciao Marta’ sul grande led -. Per tutti questi motivi, permettimi, a nome della squadra di Zona Bianca, a nome di VideoNews e di tutta Mediaset, di salutarla per l’ultima volta. Tutta la nostra azienda si stringe intorno alla sua famiglia che oggi sentiamo come la nostra famiglia”.
La tragedia – Erano circa le 15 di lunedì quando è scattato l’allarme per il tragico evento. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e poco dopo è stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso. Le condizioni della donna sono apparse subito molto gravi, è stata trasportata in codice rosso con estrema urgenza. Poi il drammatico epilogo. Sulla morte della 27enne stanno indagando i carabinieri che dovranno chiarire se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle ore 2 e 40 nel nord della Toscana, al confine con l’Emilia. Non si segnalano danni a persone o cose.
Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia(Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9 chilometri di profondità ed epicentro a 7 km da Coreglia Antelminelli (Lucca) e a 10 da Fiumalbo (Modena).
Il racconto nel post partita. ‘Nei Challenger la situazione era davvero difficile’
Matteo Berrettini
“E’ un tema complesso, perché i giocatori, me compreso, in passato hanno ricevuto messaggi.
Io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sono sentito particolarmente a mio agio giocando con persone, attorno ai campi, che disturbavano la partita, facendo cose che non ritengo legate al tennis“. Alla fine della conferenza stampa dopo il match vinto contro Wawrinka, Matteo Berrettini ha raccontato un episodio sulla piaga scommesse nel tennis rispondendo alla domanda di un cronista americano sul recente annuncio di Usta e US Open su un nuovo sponsor per le scommesse.
“Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti – ha aggiunto Berrettini – Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei bruttissimi messaggi. Mio fratello, al Roland Garros, ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia. Ho vinto una partita e gli hanno mandato dei messaggi il cui senso era ‘Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia’. Naturalmente abbiamo segnalato tutto all’Atp e abbiamo denunciato tutto. Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso. Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”.
“Soprattutto nei Challenger – ha concluso il tennista romano – lì la situazione era davvero difficile. So che è complicato, non è facile dire chi può entrare e chi non può entrare, perché non sai come le persone si comporteranno. Però qualcosa va fatto. Dall’altra parte, se la questione viene gestita nel modo giusto, in maniera controllata — parlo delle scommesse — e non porta alle conseguenze peggiori del gioco d’azzardo, penso che possa anche essere qualcosa di divertente. Personalmente non l’ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose. Però penso che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel circuito arrivano da lì. Quanto agli sponsor, non so cosa sia giusto o sbagliato: penso solo che, se la cosa viene gestita nel modo giusto, non ci vedo nulla di così negativo“.