Fatale l’avvio da incubo con tre sconfitte, nove gol subiti e uno solo segnato. Andreazzoli possibile traghettatore, Paratici cerca il nuovo allenatore
Fabio Grosso
Clamoroso ribaltone in casa Fiorentina. Dopo appena tre giornate di campionato, Fabio Grosso non è più l’allenatore dei viola. La decisione, arrivata a sorpresa nella tarda serata di domenica, è stata ufficializzata dalla società con un brevissimo comunicato: “ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile”.
Poche righe che certificano però un vero e proprio terremoto in casa viola. Soltanto poche ore prima, infatti, la linea che filtrava dalla società sembrava essere quella di concedere ancora fiducia all’ex tecnico del Sassuolo, almeno per le prossime partite. In serata, invece, il clamoroso dietrofront e la decisione di interrompere immediatamente il rapporto.
Fatale a Grosso un inizio di stagione da incubo. La Fiorentina ha perso tutte e tre le prime giornate di campionato contro Roma, Frosinone e Torino, incassando nove reti e realizzandone appena una. Un rendimento disastroso, accompagnato da prestazioni ben al di sotto delle aspettative e culminato nella dura contestazione del Franchi al termine del 2-1 subito contro i granata, quando dagli spalti si era alzato anche il coro “salta la panchina”.
Adesso si apre inevitabilmente la corsa alla successione. Nell’immediato la squadra potrebbe essere affidata ad Aurelio Andreazzoli, attuale tecnico della Primavera, in attesa che Fabio Paratici individui il nuovo allenatore al quale affidare una squadra costruita praticamente da zero durante il mercato estivo. Tra i primi nomi che circolano per il dopo Grosso ci sono quelli di Thiago Motta, Raffaele Palladino e Alberto Gilardino.
Si chiude così dopo appena tre giornate l’avventura di Grosso sulla panchina viola. Una scelta drastica e soprattutto rapidissima, con la Fiorentina che prova subito a dare una scossa a una stagione cominciata nel peggiore dei modi.
ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. pic.twitter.com/EKIpk5r8yt
Luca Percassi insegue Tony D’Amico nel parcheggio dell’Olimpico. Finale rovente dopo la sfida tra Roma e Atalanta vinta in rimonta dai giallorossi.
Luca Percassi, ad dell’Atalanta, e Tony D’Amico, ds della Roma (ANSA)
Finale ricco di tensione quello andato in scena all’Olimpico nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre subito dopo la sfida vinta dalla Roma di Gasperini contro l’Atalanta era in vantaggio fino a pochi minuti prima del triplice fischio. Prima Hermoso e poi Soulé, hanno consentito a Gasp di prendersi in rimonta tre punti pesantissimi contro la sua ex squadra. Ma il finale è stato davvero incandescente. Rabbia da parte dei calciatori della Dea. Una furia che si è poi trasferita anche nella pancia dell’Olimpico fino al parcheggio della tribuna Monte Mario
Protagonisti?L’amministratore dell’Atalanta, Luca Percassi, e il Direttore Sportivo della Roma, Tony D’Amico. Al triplice fischio dell’arbitro Colombo, Percassi non ha trattenuto la sua rabbia e secondo la ricostruzione fatta ha iniziato a insultare D’Amico. Nessuna replica da parte del diesse della Roma, seguito però da Percassi fino al parcheggio all’ingresso della tribuna Monte Mario, tanto che è stato necessario l’intervento del servizio di sicurezza per riportare la situazione alla calma.
D’Amico aveva ricoperto la carica di direttore sportivo dell’Atalanta fino alla passata stagione per poi passare alla Roma seguendo Gasperini al termine di un tiro e molla con la stessa società della Dea. Evidentemente ci sono ancora attriti tra i due. La Roma nel frattempo interviene con una nota: “Il Club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’Amministratore Delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione. AS Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni“.
In attesa di capire se ci saranno sviluppi, la Roma ha ritenuto inaccettabile questo comportamento e vuole D’Amico in tutte le sedi opportune.Da capire cosa abbia portato Percassi a una reazione del genere. Probabilmente qualcosa riconducibile proprio al recente passato di D’Amico all’Atalanta prima del trasferimento alla Roma di Gasperini. Oltre a Gasp e D’Amico alla Roma si è trasferito anche lo storico capitano della Dea, Marten De Roon, fortemente voluto in giallorosso dallo stesso allenatore. Al momento non si registrano reazioni o commenti da parte dell’Atalanta.
Il calciatore ha accusato un malore in campo, è uscito in barella ed è stato portato via in ambulanza. Fonti della Lega di Serie B: “Disidratazione, giocatore sempre cosciente”
(lapresse)
Un giocatore del Pisa, Rosen Bozhinov, è crollato in campo durante la partita di serie B con la Juve Stabia, a Castellamare di Stabia. Il fatto è avvenuto incontro al 40′ del primo tempo ed il gioco è stato immediatamente sospeso, mentre il giocatore bulgaro veniva portato fuori dal campo in barella, caricato su un’ambulanza e trasportato in ospedale per gli accertamenti.
Fonti della Lega di Serie B fanno sapere che il malore accusato dal giocatore, accompagnato da convulsioni, è stato causato da una forte disidratazione. Rosen Bozhinov, sottolineano, “è sempre rimasto cosciente“. Notizie confortanti che hanno indotto l’arbitro a far riprendere il gioco, dal minuto 41’, dopo che i calciatori erano rientrati negli spogliatoi in attesa della sua decisione. “Visto il miglioramento delle condizioni di Bozhinov la partita riprenderà dopo cinque minuti di riscaldamento delle squadre“, fa sapere la Lega. Restano le proteste degli spettatori: “Fa troppo caldo per giocare a quest’ora“.
Con la ripresa del giocom il capitano del Pisa Arturo Calabresi ha segnato, portando la sua squadra in vantaggio per 1-0. Dopo il gol Calabresi è andato alla panchina, ha preso la maglia di Bozhinov e si è messo la mano sul cuore.
Un rogo partito dal piano interrato ha avvolto di fumo l’edificio fino al quarto piano: l’intervento dei vigili del fuoco e le persone soccorse
Foto di repertorio
Un rogo si è sviluppato nella tarda serata di sabato 5 settembre in un edificio residenziale adibito a ostello in viale Regina Margherita a Milano.L’allarme è scattato poco dopo le 23, richiedendo l’immediato intervento dei soccorsi e la totale evacuazione degli occupanti della struttura. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 unitamente alle forze dell’ordine per la gestione dell’emergenza.
L’intervento dei vigili del fuoco – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono rivelate particolarmente complesse, anche a causa dell’intenso affollamento che caratterizza la zona centrale di viale Regina Margherita in quella fascia oraria. Per domare le fiamme sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, per un totale di 15 uomini. Dopo aver estinto l’incendio, i pompieri hanno avviato le articolate procedure di ventilazione di tutti i locali interessati dal fumo, fino al quarto piano dello stabile.
Nessun ferito grave e le prime ipotesi – A causa dell’esalazione dei fumi, dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del personale medico di soccorso: da quanto si apprende, le loro condizioni non versano in stato critico. I primi accertamenti e il sopralluogo effettuato dal personale dei vigili del fuoco indicano che l’origine del rogo sarebbe di natura elettrica: le fiamme si sarebbero, infatti, generate all’interno del locale contatori situato al piano interrato del palazzo.
Gli interventi hanno permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento
Si è chiusa l’emergenza inquinamento sul Naviglio Grande di Milano causata dallo sversamento di gasolio. “Alle 17 circa abbiamo concluso con un confronto tra tutti gli enti la fase emergenziale delle operazioni di contrasto all’emergenza inquinamento del Naviglio Grande sul territorio di Milano – comunica l’assessore alla Cura del Territorio Marco Granelli -. Innanzitutto la mia solidarietà alle zone del Magentino e Abbiatense più colpite. Uno sversamento di sostanze inquinanti (oli esausti, idrocarburi) avvenuto nei pressi di Magenta che ha percorso tutto il Naviglio grande fino a Milano. Consorzio Villoresi, VVFF, Regione, Città metropolitana, Comune, Protezione civile, Imprese. La collaborazione fra tutti ha permesso di bloccare quasi il 100% degli inquinanti prima della Darsena, lasciando in Darsena solo qualche iridescenza superficiale, ora in assorbimento, ed evitando di far giungere l’inquinamento nel Naviglio pavese“.
Granelli spiega le attività di contrasto: “Abbiamo attivato tre blocchi con panne assorbenti e paratie galleggianti, abbinate a intensa azione di asportazione dei liquidi e materiali inquinanti con idrovore. Più di 4 autobotti di liquidi asportati e mandati in trattamento. Costi elevati. Così si è evitata la dispersione degli inquinanti nei territori agricoli del sud Milano; sarebbe stata una tragedia ambientale ed economica, così si è evitato la diffusione nel sistema idraulico connesso alla Darsena, cosi prezioso e delicato. Per fare questo però c’è stato bisogno di lavorare insieme, ciascuno con il massimo impegno, oltre i confini rigidi, e anche con qualche richiamo e invito pressante. Ma queste quasi 24 ore di impegno continuativo, mi fanno pensare che c’è bisogno di capire meglio cosa sia successo, chi e come abbia provocato questo inquinamento che ha già arrecato costi e danni. Bisogna che tutte le istituzioni, a partire da quelle come la Regione che ha le maggiori competenze sulle acque, si impegnino di più e destinino risorse, e siano protagoniste di azioni per tutelare i cittadini, le comunità locali, i comuni, proprio in un bene essenziale e prezioso come l’acqua“.
I vigili del fuoco hanno lavorato per spingere la chiazza oleosa comparsa ieri sera nel Naviglio nell’hinterland di Milano verso un punto dove possa essere compattata e raccolta. L’azione di prosciugamento è proseguita per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetta a Milano, all’incrocio tra l’alzaia Naviglio Pavese, via Conchetta, appunto e via Darwin, dove era presente una chiusa che ha permesso proprio di bloccare e prosciugare quanto più possibile la sostanza.
L’obiettivo era impedire che le acque contaminate di idrocarburi finiscano dal Naviglio pavese in acque usate per irrigazione e in Darsena. Come ha riferito l’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile Marco Granelli, “all’altezza della Canottieri Milano lungo circa 5/600 metri, sono state montate delle panne, rotoli arancioni di materiale assorbente l’acqua inquinata che si trova in superficie e delle barriere un po’ più profonde per intercettare per esempio le alghe che hanno assorbito la materia oleosa. L’operazione è sostanzialmente riuscita e Darsena e Naviglio Pavese sono salvi (pochi residui hanno superato la barriera). Si lavora ancora all’altezza di via Ascanio Sforza/Tibaldi. Resta il problema a monte, nel magentino“. In azione cinque mezzi Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Milano che da ieri hanno lavorato in sinergia con il Comune di Milano e la Città Metropolitana.
La chiazza di gasolio nel Naviglio è lunga 28 km e ha raggiunto la Darsena – La chiazza si è estesa per 28 chilometri. Nella zona forte è anche l’odore di idrocarburi. Cuscinetti bianchi, con funzione di dighe, sono stati posti in acqua per cercare di frenare il più possibile il gasolio che scorre da ieri pomeriggio. La fuoriuscita si è verificata nel magentino dove sono in corso lavori sulla rete fognaria ma non si esclude l’origine dolosa. Le squadre del Comando di via Messina, in coordinamento con la Protezione civile, utilizzando sette barriere di contenimento sono riuscite almeno in parte a frenarne la corsa.
“Con sversamento gasolio nel Naviglio danni pesanti alla biodiversità” – “Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile“, lo spiega il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola sullo sversamento di una sostanza oleosa avvenuto nel Naviglio Grande, nel Milanese.
“Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato – aggiunge – e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali“.
Si cercano le cause dello sversamento di oli avvenuto nel Naviglio. Al lavoro Arpa, Comune e Consorzio – L’inquinamento da idrocarburi ed oli esausti che interessa il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, nel Milanese e a Milano, ha avuto origine nel Magentino, dove si concentra la maggior parte dello sversamento, fuoriuscito in “grandi quantità” come ha precisato l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Milano, Marco Granelli che sta coordinando gli interventi insieme al Consorzio Villoresi, che gestisce i navigli, e Città Metropolitana.
Lo sversamento, secondo i primi accertamenti, sarebbe avvenuto a Ponte Nuovo di Magenta, durante un intervento alle fognature. Dove però quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso.
Nei pressi però si trova anche un’area industriale dismessa, l’ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di una grande bonifica nell’ambito di un rilevante progetto edilizio. La parte di bonifica relativa all’area Saffa a Boffalora sopra Ticino è già stata completata con la rimozione di 120mila metri cubi di macerie e fanghi inquinati dal sottosuolo. Quella nella porzione di Ponte Nuovo è in fase di avvio.
A complicare lo scenario un incendio è anche divampato nell’ex Saffa di Ponte Nuovo di Magenta, in via Reno de’ Medici, nella notte tra mercoledì e giovedì.
Le prime operazioni di contenimento a Robecco sul Naviglio (Milano) e Gaggianonon sono riuscite a impedire l’avanzata del materiale inquinante che è arrivato a Milano ma la situazione più grave sarebbe nel tratto tra Magenta e Robecco sul Naviglio (Milano) che fa parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Sul Naviglio navigazione sospesa, niente tour e corsi di canottaggio – È sospesa, e lo sarà probabilmente anche domani, la navigazione sul Naviglio grande. I corsi di canottaggio e i tour sul Naviglio sono sospesi oggi e anche per domani non si accettano prenotazioni e alla Canottieri hanno sospeso tutti i corsi.