Una penalità che porti alla retrocessione in Championship e un’altra che impedisca di essere immediatamente promosso. La Premier League starebbe chiedendo a gran voce la decisione prima del risultato dell’appello. Il tabloid britannico parla di “giusta punizione”
Una penalità che porti alla retrocessione in Championship alla fine di questa stagione. E poi un’altra penalizzazione che gli impedisca di essere immediatamente promosso, come invece riuscì a fare la Juve dopo Calciopoli. È la “giusta” punizione per il Manchester City secondo il Daily Mail, che in un editoriale cita alcune fonti che suggeriscono che questa è la strada che la Premier sta cercando di intraprendere per risolvere la questione delle accuse di irregolarità finanziaria per cui il club attualmente primo in classifica è stato condannato in primo grado. Il procedimento è ancora aperto e il City resta convincerlo di dimostrare la sua innocenza in appello. Le sanzioni non sono ancora state erogate.
La tesi – “È improbabile – scrive l’editorialista Oliver Holt -, mi dicono fonti vicine al procedimento, che il City finisca con l’affrontare l’apocalittico scenario di un’espulsione dalla Premier League e sia costretto a ricominciare dalla League Two nella prossima stagione. L’espulsione getterebbe la Premier e la Efl (la lega che gestisce gli altri tre campionati pro, ndr) in un caos senza precedenti e sarebbe autolesionismo. Il pensiero comune è che la Premier League stia chiedendo a gran voce che le sanzioni per il City vengano annunciato prima del risultato dell’appello, che è improbabile venga concluso prima della fine di gennaio. Fonti vicine al procedimento suggeriscono che la punizione più probabile sia una penalizzazione di punti tale da assicurare la retrocessione del City in Championship, più una forte multa. È anche possibile che la punizione includa anche un’ulteriore punizione che confini il City in Championship per almeno un’altra stagione. La Efl non sarebbe obbligata ad accettare per il City la sanzione in Championship ma è probabile che lo facciano”.
la situazione – Quella del Daily Mail resta un’indiscrezione sulla conclusione di un procedimento ancora in corso, avvolto nella segretezza e con tempi per una decisione finale ancora incerti. Come nella sentenza di primo grado, sarà una commissione indipendente a dover decidere del destino del Manchester City, convinto di poter ribaltare in appello il verdetto di primo grado in cui è stato riconosciuto colpevole di 114 delle 115 accuse originali. E un’altra commissione indipendente dovrà decidere le sanzioni dopo la sentenza di primo grado, anche queste soggette ad appello. La segretezza fa sì che è probabile che le sanzioni vengano rese pubbliche solo quando l’intero procedimento verrà concluso: la Premier e la stragrande maggioranza del calcio inglese sperano sia entro la fine di questa stagione, ma è anche possibile si sfori nella prossima, aggiungendo dubbi e incertezze sul processo del secolo del calcio inglese. Potrebbero volerci quindi ancora mesi prima di scoprire se quella che il Daily Mail presenta come “la giusta punizione” sia effettivamente quella applicata. Intanto, Enzo Maresca e i suoi giocatori hanno dimostrato di poter pensare esclusivamente al campo: la sfida di Champions contro l’Aek è la prossima occasione di farlo.
Il portiere argentino del Chelsea è rimasto a terra dopo uno scontro di testa con Branthwaite durante la partita contro l’Everton. Dieci minuti di soccorsi, poi l’uscita in barella e il trasferimento in ospedale. Xabi Alonso ha fornito il primo aggiornamento sulle sue condizioni.
I soccorsi a Emiliano Dibu Martínez dopo il violento scontro di testa durante Everton-Chelsea: il portiere argentino è stato successivamente trasportato in ospedale.
Attimi di paura durante Everton-Chelsea in Premier League. Emiliano “Dibu” Martinezè stato trasportato in ospedale dopo un violentissimo scontro di testa con Jarrad Branthwaite. Il portiere argentino è rimasto a terra per diversi minuti, costringendo l’arbitro a interrompere la partita e i sanitari a intervenire sul terreno di gioco. È uscito in barella, completamente immobilizzato, tra la preoccupazione dei compagni e dei tifosi presenti allo stadio di Liverpool.
L’incidente è avvenuto intorno al 66° minuto della sfida. Martinez è uscito dai pali per respingere con i pugni un pallone arrivato da un calcio di punizione dell’Everton. Nel tentativo di allontanarlo è entrato in collisione con Branthwaite, che stava cercando di colpire di testa. L’impatto è stato violentissimo e il portiere del Chelsea è rimasto disteso sul prato, mentre i medici delle due squadre si precipitavano a soccorrerlo.
Dibu Martinez portato fuori in barella dopo dieci minuti di soccorsi – Il gioco è rimasto fermo per circa dieci minuti. I sanitari hanno applicato a Martinez un collare cervicale e lo hanno immobilizzato prima di sistemarlo sulla barella. Anche Branthwaite ha avuto bisogno delle cure mediche, ma dopo essere stato sottoposto ai controlli previsti per i colpi alla testa è riuscito a proseguire la partita.
Dall’altra parte del campo, anche Jordan Pickford si è avvicinato per sincerarsi delle condizioni del collega.Quando è stato accompagnato fuori dal terreno di gioco, Martinez ha mosso una mano e rivolto un gesto rassicurante verso gli spalti, mentre il pubblico seguiva con apprensione le operazioni di soccorso. Al suo posto è entrato Mike Penders, portiere belga di 21 anni, all’esordio in Premier League.
Come sta Dibu Martinez: l’aggiornamento di Xabi Alonso – Al termine dell’incontro, vinto dal Chelsea per 2-0 grazie alla doppietta di Pedro Neto, è stato Xabi Alonso a fornire le prime informazioni sulle condizioni del portiere argentino.
“Per quanto ne so, ha lasciato lo stadio cosciente ed è in ospedale per accertamenti precauzionali“, ha spiegato l’allenatore dei Blues. Non è stata ancora comunicata una diagnosi definitiva. Lo staff medico dovrà valutare le conseguenze dell’impatto prima di stabilire i tempi di recupero.
Anche Pedro Neto,protagonista della vittoria, ha dedicato il successo al compagno: “È un peccato per Emi, gli auguriamo il meglio. Questa vittoria è per lui”.
I Gunners studiano una riduzione del personale nonostante la crescita dei ricavi fatta registrare nella stagione 2024/25.
(Foto: Justin Setterfield/Getty Images)
L’Arsenal si prepara a tagliare 60 posti di lavoro nonostante la vittoria della Premier League e i ricavi da record pari a 772,7 milioni di sterline (circa 903 milioni di euro guardando il cambio euro-sterlina al 30 giugno 2025). Un dato che crescerà sicuramente nel 2025/26, considerando il raggiungimento della finale di Champions League. A riportarlo è il New York Times – The Athletic, secondo cui il club londinese ha già informato i dipendenti della riduzione del personale.
Non sono ancora state rese pubbliche le aree coinvolte, è infatti ancora in corso una fase di consultazione e la decisone non è definitiva. Tra i settori che non dovrebbero essere coinvolti ci sono lo staff tecnico, i gruppi di supporto alle prestazioni delle squadre maschile e femminile, il settore giovanile, le attività dedicate alla comunità, la Arsenal Foundation, il personale di sicurezza e i dipendenti che lavorano esclusivamente per la squadra femminile.
La decisione arriva in un momento positivo per il club. Non sono arrivati semplicemente risultati positivi sul campo, ma anche fuori dal campo. Complessivamente, l’Arsenal nella stagione 2024/25 ha registrato ricavi per903 milioni di euro, rispetto ai 788 milioni di euro del 2023/24, con un aumento di circa il 14,5%. In particolare, la voce maggiore è rappresentata dai ricavi da diritti tv, pari a 318,9 milioni di euro con la spinta del nuovo format della UEFA Champions League mentre, i ricavi da matchday sono stati pari a 179,9 milioni di euro, con entrate invece dalla gestione dei calciatori per un totale di 95,5 milioni di euro.
La crescita più importante riguarda i ricavi commerciali che sono aumentati a 307,6 milioni di euro. Tra gli accordi che hanno contribuito a questo risultato c’è quello con Sobha Realty, che nel febbraio 2024 ha acquisito i diritti sul nome del centro di allenamento dell’Arsenal.
Anche il numero dei dipendenti è aumentato.Al 31 maggio 2025, il club contava 564 persone nelle aree commerciale e amministrativa, rispetto alle 513 dell’anno precedente. Un incremento era stato registrato anche tra gli addetti alla manutenzione dei campi e delle strutture, passati da 112 a 116. I dati mostrano dunque una crescita nel personale ma il taglio di 60 dipendenti potrebbe cambiare la tendenza.
Il nuovo contratto di Mikel Arteta – L’annuncio arriva inoltre dopo il nuovo e ricco contratto firmato dall’allenatore Mikel Arteta. L’allenatore spagnolo solo la scorsa settimana ha prolungato il proprio accordo con il club fino al 2030. Il nuovo contratto garantirà al tecnico uno stipendio base da circa 20 milioni di sterline a stagione(23,6 milioni di euro al cambio attuale, ndr), ai quali potranno aggiungersi bonus legati ai risultati fino a raggiungere complessivamente 25 milioni di sterline annui. Cifre che renderebbero Arteta il manager più pagato del massimo campionato inglese. Considerando i quattro anni coperti dal nuovo accordo, il valore della sola parte fissa può quindi arrivare a circa 80 milioni di sterline, mentre con tutti i bonus il contratto potrebbe valere fino a 100 milioni.
Non è la prima volta che l’Arsenal decide di tagliare il personale.Nell’agosto 2020, nel pieno della pandemia di Covid-19, l’Arsenal aveva annunciato il licenziamento di 55 dipendenti, soprattutto nei reparti legati al calcio, alle attività commerciali e all’amministrazione. La decisione aveva provocato una forte reazione negativa da parte dei tifosi. In quell’occasione i giocatori avevano accettato una riduzione degli stipendi durante la pandemia per aiutare il club. Arteta aveva già difeso in passato quelle misure.
Momenti di paura durante il match di Bundesliga tra Colonia e Borussia Monchengladbach dove, al gol di Said El Mala, alcuni tifosi bianconeri hanno provocato disordini nel settore ospiti, scontrandosi con i sostenitori di casa. Il vetro che separa le due tifoserie è stato sfondato, sono stati accesi petardi e fumogeni, e dal settore del Gladbach sono stati lanciati fuochi d’artificio verso la tribuna dei tifosi del Colonia. La polizia è intervenuta solo dopo diversi minuti.
Lingua originale: portoghese I tifosi del Borussia Mönchengladbach hanno rotto il vetro di separazione e sono stati a un passo dall’invadere il settore dei tifosi del Colonia al RheinEnergieStadion.
⚠️ Torcedores do Borussia Mönchengladbach quebraram o vidro de separação e ficaram muito perto de invadir o setor da torcida do Colônia no RheinEnergieStadion.
Domenica pomeriggio ad Anfield, i tifosi del Liverpool hanno manifestato apertamente il loro astio nei confronti del Manchester City, soprattutto nei minuti finali della partita.
Tuttavia, il risultato potrebbe impallidire nel contesto ben più ampio della condanna della squadra dell’Etihad Stadiumper 114 violazioni delle norme finanziarie della Premier League , con una pesante penalizzazione in termini di punti e la retrocessione tra le possibili sanzioni.
I tifosi del Liverpool sfogano la loro rabbia per gli imbrogli del Manchester City. – Sebbene la partita fosse di fatto conclusa dopo il raddoppio del Manchester City da parte di Jeremy Doku, cinque minuti dopo l’espulsione di Gravenberch, molti dei tifosi del Liverpool presenti allo stadio sono rimasti ostinati e arrabbiati fino al fischio finale.
Come ha fatto notare il giornalistadi Sky SportsAdam Bate, ogni passaggio degli ospiti nei minuti finali è stato accolto da cori di rabbia che gridavano “imbroglioni” da parte di gran parte dei tifosi di casa.
Intervenendo come commentatore per Sky Sports, in risposta alla furia degli spettatori, Gary Neville ha dichiarato: “È brutale. I giocatori vengono accusati di barare. È uno degli insulti peggiori che si possano ricevere“.
(Foto di Alex Pantling/Getty Images)
I tifosi del Liverpool avevano molteplici motivi per sentirsi offesi – Innanzitutto, vogliamo precisare che i giocatori del Manchester City in campo non hanno alcuna responsabilità per le flagranti e spregevoli violazioni del regolamento commesse da coloro che, ai vertici del club, sono responsabili della sua condanna.
Tuttavia, la furia dei tifosi del Liverpool era più che comprensibile, dato che un avversario che per quasi un decennio ha ignorato le regole a cui ogni club di Premier League ha aderito si è ritrovato a sorridere ad Anfield, godendosi i tre punti conquistati con questo risultato.
La rabbia dei tifosi di casa si è fatta ancora più forte a causa della dura espulsione di Gravenberch, una decisione terribile di Kavanagh che ha indubbiamente cambiato il corso di una partita che fino a quel momento era stata avvincente.
Il Manchester City si rallegrerà di questo risultato, ma potrebbe ancora dover pagare le conseguenze delle malefatte di chi è ai vertici del club.
Per il Liverpool, purtroppo, c’è il dolore della sconfitta e l’impedimento della squalifica del centrocampista olandese per la partita di campionato di sabato prossimo in trasferta contro il Brentford, squadra in ottima forma, il che renderà il compito dei Reds ancora più difficile.
Dopo un Mondiale in grigio calata la fiducia, Arda Turan possibile nuovo ct
Vincenzo Montella
La Turchia cambia ct ed esonera Vincenzo Montella.
Dopo giorni di confronto all’interno della Federcalcio di Istanbul è arrivata l’ufficialità che pone fine al rapporto con il tecnico italiano, giunto sulle sponde del Bosforo tre anni fa. E già si fa il nome del suo successore che potrebbe essere Arda Turan, attualmente sulla panchina dello Shaktar Donesk.
Il destino del tecnico italiano appariva già segnato dopo le quattro sconfitte in Nations League, due delle quali subite contro l’Italia. Da tempo, infatti, l’allenatore italiano era nel mirino dei tifosi e dei media locali che ne chiedevano la testa: le ultime prestazioni della squadra ad Istanbul erano state ritenute “umilianti“. “E’ stato deciso di interrompere il rapporto con il nostro allenatore della Nazionale maggiore”, ha annunciato la Federazione turca che non ha dato indicazioni su chi guiderà la squadra nei prossimi incontri di Nations League in casa con il Belgio e poi in trasferta contro la Francia. Tutto lascia pensare però che il nuovo ct sarà Arda Turanche ha un passato importante da giocatore al Galatasaray, al Basaksehir, all’Atletico Madrid e al Barcellona.
Nominato nel settembre 2023, Montella ha vissuto alcuni momenti di gloria in Turchia, portando la squadra al più alto livello della Nations League. Nel 2024, la Turchia ha registrato uno dei migliori risultati della sua storia raggiungendo i quarti di finale dell’Euro, battuta dall’Olanda dopo essere arrivata prima del suo girone. Negli ultimi mesi, però, i risultati sono peggiorati. Quest’estate la Turchia, attesa come una della outsider del torneo, ha deluso le aspettative ai Mondiali di Usa-Messico-Canada 2026, riportando una sola vittoria in tre partite e conquistando così l’ultimo posto nel girone. In Nations League, nelle ultime settimane, ha poi perso tutte le partite contro la Francia, il Belgio e l’Italia. Le statistiche di Montella sulla panchina turca si chiudono con 21 vittorie, 5 pareggi e 14 sconfitte.
Oltre ai risultati, Montella paga una stampa non amica. “Ha fatto piangere le mamme dei giocatori“, scrivevano i quotidiani di Ankara. Secondo i suoi detrattori i giocatori che aveva a disposizione sono tra i più forti mai avuti. Una generazione di buoni calciatori che può contare, tra gli altri, su Hakan Çalhanoglu(Inter), Arda Güler (Real Madrid) e Kenan Yildiz (Juventus). “Siamo una squadra unita“, aveva provato a dire Montella dopo l’ultima sconfitta con il Belgio, ma le sue spiegazioni non hanno convinto la federazione.
I giocatori reagiscono quando l’arbitro, Isidro Díaz de Mera Escuderos, espelle Vinícius Júnior. Fotografia: Denis Doyle/Getty Images
Yan Diomandé ha regalato al Real Madrid una sofferta vittoria per 1-0 contro il Villarreal, mantenendo la squadra a sei punti di distacco dal Barcellona capolista della Liga, nonostante l’ espulsione dell’esternoVinícius Júnior per aver tirato i capelli.
Vinícius, entrato in campo come sostituto, ha segnato un gol, ma la rete è stata annullata e successivamente è stato espulso dopo che il VAR ha mostrato che aveva tirato i capelli a Nathan Saliba del Villarreal
La squadra di José Mourinho ha lottato fino alla fine in inferiorità numerica, riuscendo a vincere e a portarsi provvisoriamente al terzo posto. Ma l’espulsione ha lasciato l’amaro in bocca al Real Madrid, con Vinícius che rischia una squalifica che potrebbe tenerlo fuori dal Clásico del 25 ottobre.
“Non so cosa stia succedendo con gli arbitri, con questo cartellino rosso, non capisco”, ha detto il centrocampista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni. “Ma la cosa più importante è la vittoria”.
Kylian Mbappé era in forma per iniziare la partita con il Real Madrid dopo aver subito un problema al ginocchio durante la pausa per le nazionali con la Francia. L’attaccante stellare ha ricevuto qualche fischio, con alcuni tifosi che lo ritengono poco professionale nelle ultime settimane, ma anche applausi.
Mbappé,candidato al Pallone d’Oro che verrà assegnato alla fine di questo mese, è stato il giocatore più pericoloso del Real Madrid nel primo tempo, pur non avendo molta concorrenza
Vinícius Júnior del Real Madrid viene trattenuto da Antonio Rüdiger dopo essere stato espulso. Fotografia: Ángel Martínez/Getty Images
Il Real Madrid è migliorato in fase difensiva, concedendo al Villarreal poche occasioni degne di nota, ma ha faticato a costruire azioni offensive in un primo tempo scialbo.
Mbappé ha colpito il palo su assist di Álvaro Carreras, con il Real Madrid che ha messo sotto pressione il Villarreal nelle fasi iniziali. Il Villarreal ha presto preso il controllo del gioco, limitando le occasioni del Real Madrid, fino a quando Mbappé non ha costretto Peter Gulacsi a una bella parata.
Nell’intervallo, i tifosi del Real Madrid hanno fischiato timidamente la prestazione della squadra, ma poco dopo hanno potuto festeggiare il primo gol con la maglia del nuovo acquisto estivo Diomandé . L’esterno ivoriano, l’acquisto più costoso nella storia del Real Madrid, ha insaccato la palla nell’angolino con un tiro rasoterra preciso, dopo un’ottima azione di Federico Valverde che lo ha servito in profondità.
Vinícius pensava di aver raddoppiato il vantaggio del Real Madrid dopo che Jude Bellingham si era inserito sulla sinistra e gli aveva servito un assist perfetto. Tuttavia, la gioia dell’esterno si è trasformata in rabbia quando l’arbitro, Isidro Díaz de Mera Escuderos, è stato richiamato dal VAR per aver visto Vinícius tirare i capelli a Saliba nell’azione che ha portato al gol e ha espulso il brasiliano, annullando la rete.
Il portiere belga del Real Madrid, Thibaut Courtois, che aveva già effettuato un paio di parate decisive all’inizio del primo tempo, si è poi reso protagonista di un intervento acrobatico per sventare un tiro di Carlos Romero.
Mbappé è stato nuovamente fermato dal portiere ungherese Gulasci, e l’attaccante ha lasciato il Bernabéu frustrato per la sua ricerca del gol, sebbene la sua squadra sia riuscita a conquistare tre punti importanti per rimanere in corsa per il titolo contro il Barcellona.
Nei guai il numero uno del club di Salah e il vice presidente della squadra di Italiano e Vlahovic. Ma anche il supervisore degli arbitri
Il calcio turco è alle prese con una nuova inchiesta che coinvolge dirigenti e vertici arbitrali. La Federazione calcistica nazionale (Tff) ha sospeso in via cautelare 448 dirigenti ed ex dirigenti di club, tra cui il presidente del Trabzonspor, Ertugrul Dogan, e il vicepresidente del Besiktas, Hakan Daltaban, nell’ambito di un’indagine sulle scommesse. Secondo la Federazione, gli interessati avrebbero piazzato scommesse durante il periodo in cui ricoprivano incarichi dirigenziali, nell’arco degli ultimi cinque anni. Tutti sono stati sottoposti alla commissione disciplinare. Stando ai media locali, circa 171 dei nomi presenti nell’elenco pubblicato mercoledì avrebbero ricoperto ruoli nelle società della Super Lig, la massima divisione turca. Dogan ha confermato di aver posseduto in passato un conto per le scommesse, sostenendo di averlo dichiarato alle autorità. “Queste società sponsorizzavano i club e organizzavano eventi di lancio. Nessuno pensava che questo potesse causare problemi. Se abbiamo commesso un errore, ci scusiamo, ma non abbiamo fatto nulla di sbagliato”, ha dichiarato all’emittente A Spor.
Gli arbitri – A rendere ancora più delicata la situazione è l’apertura di un procedimento distinto che ha portato all’arresto di sette persone, tra cui il responsabile dell’organismo che supervisiona gli arbitri turchi, il suo vice e altri cinque soggetti. A riferirlo è stato martedì il ministro della Giustizia Akın Gürlek, spiegando che l’indagine punta a fare luce su presunte irregolarità nelle procedure arbitrali. Ci sarebbero state possibili interferenze nelle designazioni degli arbitri, nei punteggi e nelle nomine, oltre che negli esami regolamentari. Le perquisizioni sono state effettuate nella mattinata di martedì nelle case e uffici delle persone coinvolte. “Continueremo con determinazione la lotta per un calcio pulito, per chiarire le accuse che minano la fiducia nel calcio turco, assicurare i responsabili alla giustizia e fare in modo che il calcio sia definito dall’impegno, dalla lotta e dalla sportività mostrati in campo“, ha concluso Gürlek. Al momento non è chiaro se gli arresti siano collegati alle precedenti indagini sulle scommesse e sulle presunte partite truccate. La stretta delle autorità si inserisce in un contesto di controlli sempre più serrati.
I precedenti – A novembre dello scorso anno la Tff aveva sospeso 149 arbitri e assistenti arbitrali e 1024 calciatori per il loro presunto coinvolgimento in uno scandalo legato alle scommesse nei campionati professionistici. A luglio, inoltre, 17 dirigenti di società calcistiche erano stati fermati nell’ambito di un’indagine più ampia su presunte scommesse illegali. Le istituzioni turche dichiarano di voler ripristinare la fiducia nel sistema calcistico nazionale.
Ritirare i trofei? Sono stati conquistati dai giocatori che non hanno colpe. Championship? Il panel non può decidere arbitrariamente. Tutte le possibili conseguenze per la squadra di Maresca e non c’è certezza nemmeno sui tempi
E adesso che succede? La Premier non ha ancora fatto bene i conti col terremoto Manchester City e col verdetto del panel indipendente che, secondo le ricostruzioni emerse ieri, ha riconosciuto il club colpevole di 114 delle 115 accuse. Le conseguenze non sono ancora chiare perché il calcio inglese nella sua era moderna non aveva mai vissuto una situazione simile: non è un caso che il procedimento sia stato ribattezzato“il processo del secolo” e che tutte le parti coinvolte si muovano in un territorio considerato inesplorato. Se buona parte della critica inglese è compatta nel chiedere che il City venga retrocesso (in quale categoria non lo può decidere nemmeno il panel indipendente), resta l’incertezza su come ne uscirà la Premier da tutto questo. E su quanto sull’era Manchester City e sui suoi trionfi sia necessario o meno mettere l’asterisco.
GIUSTIZIA SPORTIVA – Non c’è chiarezza sui tempi, ma su quali saranno i prossimi passi della giustizia sportiva sì. Il verdetto sul merito è emerso, ma il processo non è ancora finito: manca ancora la fase delle sanzioni, che dovranno essere stabilite dal panel, e il City ha già fatto trapelare che presenterà appello. Il panel ora dovrà determinare le sanzioni, per cui ha ampia discrezione: vanno da una forte multa all’espulsione dalla Premier. Il panel non può decidere arbitrariamente di retrocedere il City in una categoria specifica (come capitò alla Juve nel 2006 con Calciopoli, per fare un esempio) perché Premier ed Efl, la lega che governa gli altri campionati pro inglesi, sono entità separate. Il panel può però decidere di comminare alla parte blu di Manchester una penalizzazione in classifica tale da decretarne la retrocessione sul campo, col City che a quel punto ripartirebbe dalla Championship.Ogni sanzione, però, è soggetta a un appello che il club ha già annunciato di voler presentare. Difficile si arrivi a una decisione definitiva prima della fine della stagione, anche se dal governo britannico sono arrivate richieste di risolvere la situazione “il più rapidamente possibile“.
LA CODA – Gli altri club di Premier starebbero intanto valutando se muoversi a livello legale per chiedere i danni al City. C’è un precedente importante: a giugno, un tribunale ha ordinato all’Everton di risarcire il Burnley con l’equivalente di 40,6 milioni di euro per danni legati alla retrocessione del 2022 e alla violazione delle Profitability e Sustainability Rules, le regole di redditività e sostenibilità finanziaria della Premier, di cui i Toffees sono stati ritenuti colpevoli. La tesi del Burnley è che violare le regole finanziarie abbia dato all’Everton un vantaggio sportivo, trasformatosi in una salvezza che invece il Burnley non è riuscito a evitare. Il precedente apre la porta a possibili richieste di risarcimento di club che ritengono di aver subito danni per le violazioni del City, visto che le 115 accuse per cui è in arrivo un verdetto di colpevolezza riguardano irregolarità economiche commesse per aggirare le regole e accelerare, di fatto, la scalata del club al vertice della piramide del calcio inglese. Diversi giornali inglesi hanno dato in pasto ai tifosi classifiche alternative di chi avrebbe vinto cosa se i trionfi del City venissero cancellati, per quanto improbabile sembri essere. Quella dei danni legali sarebbe una coda infinita di un caso da cui la Premier rischia di uscire a pezzi a livello di credibilità.
E ORA? – I tempi della giustizia sportiva, ovviamente, non coincidono con quelli del campo. La Premier ricomincia il 10 ottobre; l’11 il City sarà ospite del Liverpool. La squadra di Maresca giocherà il resto della stagione in attesa di giudizio, ma i risultati restano: le vittorie della squadra che rappresenta la parte blu di Manchester significano sconfitte per le altre, punti in meno, posti in meno in Europa. Il City continua a negare tutte le accuse e potrebbe vincere in appello, come successe quando il Tas nel 2020 cancellò la squalifica di due anni inizialmente imposta dall’Uefa per irregolarità finanziarie. Se il verdetto nel processo Premier contro City venisse confermato, i problemi per il resto di questa stagione sarebbero enormi. Come lo sarebbero per la storia recente della Premier: dal 2009 al 2018, nel periodo contestato, il City ha vinto il titolo per tre volte, con in panchina Roberto Mancini, Manuel Pellegrini e Pep Guardiola. Anche se il panel non dovesse togliere quei trofei, resterebbe la domanda su come leggerli e raccontarli nella storia della Premier: come ha detto Rodri, la colpa non ricade sui calciatori che hanno sollevato quelle coppe, ma è inevitabile intacchi quello che ha fatto il club, soprattutto in una situazione di violazioni sistematiche come questa. La Premier, che anche grazie ai trionfi del Manchester City si è guadagnata il titolo di “campionato più bello del mondo“, non ha ancora capito bene il terremoto che questo verdetto di colpevolezza in arrivo si porta dietro. Un terremoto le cui scosse di assestamento promettono di far sentire ben oltre il momento in cui la giustizia sportiva avrà completato il suo corso.
Non sono ancora state decise le sanzioni, il processo è in corso. Tutte le opzioni rimarrebbero ancora sul piatto, da una multa fino all’espulsione dalla Premier League. Previsto un ricorso da parte della società
Il Manchester City sarebbe stato riconosciuto colpevole di tutte tranne una le 115 accuse di irregolarità finanziarie per cui aspetta un verdetto da oltre due anni. Secondo quanto anticipa la stampa britannica, non sarebbero state ancora decise sanzioni contro il club, che avrebbe deciso di presentare appello. Tutte le opzioni di sanzioni rimarrebbero ancora sul piatto, da una multa all’espulsione dalla Premier League. “Il procedimento rimane in corso con diversi elementi che devono ancora essere completati e soggetti ad accordi di riservatezza – ha risposto il City a The Athletic con un comunicato -. La posizione del club rimane quindi la stessa del Febbraio 2023 (quando la Premier ha formalizzato le accuse, ndr). Il club ha diligentemente rispettato il processo per otto anni sulla base dell’idea che la Premier League, come board e dirigenti, si sarebbe comportata come regolatore indipendente, imparziale e di mentalità aperta, libero da qualsiasi influenza”. Dalla Premier League, o dal panel indipendente che ha chiuso la fase dibattimentale il 6 dicembre 2024 e da allora sta deliberando sulla sentenza, nessuna presa di posizione ufficiale.
Le accuse – Il City è a processo davanti a un tribunale indipendente, con la Premier League come accusatore, per un totale di 115 accuse, relative principalmente a irregolarità finanziarie commesse tra il 2009 e il 2018, a cui si aggiungono 35 accuse di non aver cooperato con l’indagine del campionato inglese, aperta nel 2018 e conclusa nel 2023 con la formalizzazione delle accuse. Le colpe del City sarebbero, sommariamente, di aver gonfiato conti e sponsorizzazioni, aver usato metodi extra per gonfiare stipendi di allenatori e giocatori (compreso Roberto Mancini), non aver rispettato il Fair Play Finanziario Uefa e le regole della Premier League. E il tutto sarebbe stato fatto per ottenere un vantaggio competitivo sulle avversarie, accelerando di fatto l’ascesa al vertice della piramide del calcio inglese. Il City ha sempre negato le accuse, dicendo di avere prove evidenti della propria innocenza e accettando il processo per “mettersi questa vicenda alle spalle una volta per tutte”.
La situazione – Il verdetto di colpevolezza è il primo passo avanti in un procedimento che era fermo dalla conclusione della fase dibattimentale davanti al panel indipendente, il 6 dicembre 2024. Era il grande elefante nella stanza della Premier League, uno che ora sta venendo affrontato. Anche se le sanzioni non sono ancora state decise (e il panel indipendente ha potere pressoché assoluto), possono essere applicate mentre è in corso il procedimento per l’appello che il club intende presentare. Il procedimento rischia di non aver ancora scritto la parola fine, ma questo verdetto di colpevolezza è uno schiaffo enorme al City e a quella innocenza che ha sempre sostenuto. Non è ancora chiaro quali conseguenze questo verdetto di colpevolezza avrà sulla stagione 2026-27 e sulla squadra affidata ora a Enzo Maresca.
Un pezzo di prato per 125 sterline: è il prezzo della memoria al Manchester United, che mette in vendita zolle da 7 centimetri dell’Old Trafford appena rifatto, conservate in cubetti di vetro.
La prima tranche è già esaurita. Un souvenir del passato mentre il club fa i conti con un presente molto meno glorioso.
L’operazione commerciale arriva infatti nello stesso giorno in cui lo United ha certificato il suo settimo bilancio consecutivo in perdita. Nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2026 i ricavi hanno raggiunto il record di 677,6 milioni di sterline, circa 780 milioni di euro, con un utile operativo di 22,6 milioni. Ma il risultato finale resta negativo: una perdita di quasi 50 milioni di euro.
Dal 2019 le perdite cumulate hanno sfiorato i 500 milioni di euro. E soprattutto resta il debito. Considerando l’indebitamento e le altre passività, il conto complessivo del Manchester United supera il miliardo di sterline, circa 1,2 miliardi di euro. Una zavorra che convive con un altro progetto da miliardi: il nuovo stadio da circa 100 mila posti, per il quale il club ha già speso 63.5 milioni di sterline, oltre 70 milioni di euro, per l’acquisto dei terreni. Il costo complessivo dell’opera è stimato oltre i due miliardi di sterline.
La crisi finanziaria sembra così specchiarsi in quella sportiva. Lo United arriva da un’estate che aveva restituito qualche speranza: terzo posto in Premier League nella scorsa stagione e ritorno in Champions League, sotto la guida di Michael Carrick. Ma l’avvio della nuova stagione ha immediatamente rinnovato le domande. Dopo cinque giornate i Red Devils hanno appena cinque punti, una vittoria, due pareggi e due sconfitte: il 12esimo posto e uno dei peggiori inizi della loro storia in Premier League.
Il problema, però, viene da molto più lontano. Dal 2013, quando Sir Alex Ferguson ha lasciato la panchina dopo aver conquistato il 20esimo titolo inglese, il Manchester United non ha più vinto la Premier League. Tredici anni di digiuno per il club che con Ferguson aveva conquistato 13 campionati in 21 stagioni.
Da allora la panchina è diventata una porta girevole: 11 allenatori diversi, per 12 gestioni contando gli interim e il ritorno di Carrick.Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskjaer, Rangnick, Ten Hag, Amorim e gli altri tecnici chiamati a traghettare la squadra non sono riusciti a ricreare un ciclo vincente. E il denaro non è certo mancato. Dal post-Ferguson lo United ha investito oltre 2 miliardi di euro sul mercato dei giocatori, una cifra che lo colloca ai vertici assoluti della spesa europea. Sono arrivati campioni e investimenti milionari, ma senza riportare a Old Trafford il titolo più importante.
Le squadre inglesi hanno appena investito sul mercato oltre 4 miliardi di euro ma il saldo dell’estate ‘26 è in negativo per 1,6 miliardi
I club della Premier League battono un nuovo record di spesa sul mercato dei trasferimenti di calciatori e in Inghilterra ci si comincia a interrogare su una tendenza che sembra totalmente sfuggita di mano. I dubbi che circolano in questi giorni riguardano non soltanto gli aspetti etici, ma anche la sostenibilità di medio periodo di un gigantismo economico-finanziario che potrebbe poggiare su basi parecchio friabili.
Saldo fra entrate e uscite negativo per oltre 1,5 miliardi di euro – Ma partiamo dai numeri. Al termine della sessione estiva del mercato dei trasferimenti di calciatori i venti club della Premier League hanno speso 3 miliardi e mezzo di sterline, che al cambio in euro diventano oltre 4 miliardi. È un netto salto in avanti rispetto ai 3,6 miliardi di euro dell’estate 2025. Non meno impressionante il dato della spesa effettuata nell’ultimo giorno di calciomercato: 590 milioni di euro (erano stati 455,5 milioni nell’estate del 2025).
Ultimi dati significativi di questa follia: il saldo fra entrate e uscite dei club di Premier sulcalciomercatoestivo 2026 è negativo per 1,596 miliardi di euro, e la seconda lega per spesa globale (la nostra Serie A) si piazza lontanissima toccando 1,16 miliardi di euro.
Dunque, guardando ai trend, viene facile esercitarsi nel pronostico su quale possa essere il dato record del prossimo mercato estivo. E invece bisognerebbe farsi altre domande.
I club inglesi spendono soldi che non hanno? – Una su tutte: ma davvero i club della Premier possono contare su una così smisurata disponibilità finanziaria, o piuttosto stanno spendendo denaro che non hanno?
Si tratta di un interrogativo che molto sta circolando in queste ore fra gli analisti della stampa britannica. Interrogativo supportato da analisi tanto interessanti quanto inquietanti.
Una di queste è stata proposta dal sito di approfondimento The Athletic, che si è soffermato sulla crescente tendenza dei club inglesi a comprare e vendere tra loro. Il dato è confermato da questa finestra estiva: delle acquisizioni da 100 milioni di euro e passa,soltanto quella di Bradley Barcola (da PSG a Liverpool) ha coinvolto un club esterno alla Premier. Si crea così un meccanismo di circolazione endogena del denaro che molto da vicino ricorda il meccanismo delle plusvalenze incrociate, adottato come strumento di sistema.
Il problema della fattorizzazione dei crediti – Ma un interrogativo molto più preoccupante viene sollevato da un lungo articolo di analisi pubblicato dal quotidianoThe Independent: i club della Premier dispongono davvero del denaro che stanno spendendo così a man bassa? Il dubbio è fondato sul massiccio ricorso di molti club alla fattorizzazione dei crediti: il denaro dei futuri ratei da diritti televisivi o da calciomercato (ma per-sino quello del paracadute da retrocessione) viene anticipato da finanziarie multinazionali con tassi d’interesse rilevanti. E così i club scialacquano adesso il denaro che incasseranno nel prossimo paio di anni e continueranno a andare avanti così, bruciando risorse future. In particolare, un articolo del sito Football Insider si soffermava due giorni fa sulla situazione del Tottenham, che per finanziare le ambizioni di Roberto De Zerbi si starebbe troppo affidando alle anticipazioni del colosso australiano Macquarie Bank. Un gioco rischiosissimo che il turbo-capitalismo calcistico inglese si ostina a ignorare.
Mathilde Demoncay viene travolta dal parapiglia tra Metz e Fortuna Sittard
Mathilde Demoncay – (fermo immagine da X)
Rissa in campo e l’arbitra finisce k.o. con una commozione cerebrale. L’amichevole tra il Metz e il Fortuna Sittard è diventata incandescente. Jessy Deminguet, giocatore della formazione francese, ha tirato la maglia dell’avversario Lequincio Zeefuik, che ha reagito innescando un parapiglia generale. L‘arbitra Mathilde Demoncay ha provato a placare gli animi ma è stata travolta dall’irruenza dei giocatori.
La 26enne direttrice di gara francese è finita a terra battendo violentemente la nuca e riportando una commozione cerebrale.
Lingua originale: francese Immagine terribile di una rissa durante l’amichevole Metz-Fortuna Sittard, quando Lequincio Zeefuik reagisce male a uno strattone di maglia da parte di Jessy Deminguet. Nell’agitazione, l’arbitro dell’incontro Mathilde Demoncay è finita a terra.
Terrible image d'une échauffourée lors du match amical Metz-Fortuna Sittard, quand Lequincio Zeefuik réagit mal à un tirage de maillot de Jessy Deminguet.
Dans l'agitation, l'arbitre de la rencontre Mathilde Demoncay a fini à terre.
Dopo 10 stagioni l’allenatore spagnolo lascia il Manchester City. Sarà “ambasciatore del club” inglese
Pep Guardiola
La fine di un’era adesso è ufficiale: Pep Guardiola da lunedì non sarà più l’allenatore del Manchester City. L’annuncio del club, che precede di un paio d’ore la conferenza stampa già programmata per parlare della sfida con l’Aston Villa, trasformerà l’ultima giornata di campionato in un grande saluto all’allenatore che ha trasformato il club in una potenza del calcio mondiale, conquistando 20 trofei nelle sue 10 stagioni al timone, comprese quest’anno l’FA Cup e la Carabao Cup. “Non c’è una ragione specifica perché vado via ora: dentro di me, però, sento che è arrivato il momento di salutare” ha raccontato al sito del club. Pep non lascia il mondo City: rimarrà come Global Ambassador del City Football Group, ruolo in cui dovrà dare, recita il comunicato del club, “consigli tecnici ai club del gruppo, lavorando su progetti specifici e collaborazioni”. Il City ha ufficializzato che la nuova sezione dello stadio, da inaugurare domenica, porterà il suo nome. Resta, in ogni caso, la fine di un’era.
LE PAROLE – “Ricordo che quando sono arrivato la prima intervista l’ho fatta con Noel Gallagher – ha raccontato Pep al sito del club, in una sorta di lettera d’addio -. E quando sono uscito ho pensato che sarebbe stata divertente. Beh, lo è stato di sicuro. Non chiedetemi perché vado via: niente è eterno, se lo fosse sarei ancora qui. Di eterno rimarranno le sensazioni, la gente, i ricordi, l’amore che ho per il Manchester City. Questa città è costruita sul lavoro duro e lo si vede in tutto: io l’ho capito, e l’hanno capito anche le mie squadre. Anche noi abbiamo lavorato, sofferto, combattuto. E abbiamo fatto le cose a modo nostro. Con la città, con i giocatori che sono stati eccezionali e che magari non lo sanno ma stanno lasciando un segno. È arrivato il momento per me di lasciare. Ma siate felici, in fondo gli Oasis sono tornati insieme. Grazie per avermi dato fiducia, per avermi spinto, per avermi amato. Noel, avevo ragione: è stato incredibilmente divertente”.
IL GRAZIE – Tutta la parte blu di Manchester è pronta a dire grazie a Pep, per quello che ha fatto per il club in questi 10 anni in cui è diventato uno dei più importanti d’Inghilterra e d’Europa. Il grazie del City arriva dalle parole del presidente Khaldoon Al Mubarak: “Negli ultimi dieci anni – dice al sito del club – onestà e fiducia sono state le fondamenta con cui abbiamo affrontato ogni situazione, sempre sapendo che insieme a Pep avremmo trovato la risposta giusta. Oggi, la risposta giusta è che Pep chiuda il suo viaggio come allenatore del Manchester City. Ci sono stati altri momenti in cui avrebbe potuto dire basta, che ne aveva avuto abbastanza. In qualche modo, Pep ha sempre trovato nuova energia e continuato, trovando sempre modi diversi e innovativi per continuare a vincere. Il risultato è che il club ha un decennio di ricordi e successi per cui essergli sempre grato. E più di quello, l’evoluzione del club con lui al timone è qualcosa da cui non si torna indietro”.
LA NUOVA ERA – Domenica con l’Aston Villa sarà l’ultimo atto di Guardiola allenatore del City, l’ultima frase di un libro lungo 10 anni, un volume pieno di pagine indimenticabili, di vittorie e di successi che vanno oltre i numeri (i 20 trofei) o i traguardi (Il treble del 2023, la stagione dei 100 punti, quella del Domestic Treble). Guardiola a Manchester non ha scritto solo 10 anni di storia del City, ma ha avuto un impatto enorme su tutto il calcio inglese. E dalla vetta di quella Premier che ha vinto sei volte, sul calcio in generale. Lascia il City da leggenda, non solo a Manchester ma in tutto il calcio. Lascia un club pronto a voltare pagina, pronto a costruire la nuova era di successi, con Enzo Maresca già scelto come erede. Il tecnico italiano non dovrà essere il nuovo Guardiola: dovrà ripartire da quegli standard altissimi che Pep ha creato. Quelli che in 10 anni hanno trasformato il City nel punto di riferimento del calcio in Europa.
Pep Guardiola to step down after incredible decade as City Manager 🩵
Con un comunicato il club ha annunciato di aver avviato un’indagine interna sulle notizie che circolano sui social. Diffusi gli screenshot dei messaggi tra il calciatore e la ragazzina
Il Bournemouth ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia che Alex Jimenez, ex Milan, non sarà convocato per il prossimo match di premier a causa delle notizie che stanno circolando sui social. Le notizie fanno riferimento ad uno scambio di messaggi che il calciatore 21enne ha avuto con una ragazza minorenne (pare 15 anni) con l’intenzione di adescarla. Circolano immagini di screenshot attribuiti al calciatore.
Bournemouth player Alex Jimenez’s messages with a 15-year-old girl have surfaced:
Jimenez avrebbe cercato di convincere la ragazza a un appuntamento. In particolare lei scrive: “Non conta che io abbia 15 anni?” e lui risponde “certo che mi importa ma mi piacciono le ragazze giovani. Non sono mai stato con una ragazza di 15 anni“. La diffusione degli screenshot ha provocato un’ondata di indignazione e il club inglese ha ritenuto meglio fermare Jimenez in attesa di chiarimenti. “L’AFC Bournemouth è a conoscenza dei post che circolano sui social media riguardanti il terzino destro Álex Jiménez. Il club comprende la gravità della questione e ha avviato un’indagine. Di conseguenza, Alex non sarà incluso nella rosa per la partita di Premier League di domani contro il Fulham e il club non rilascerà ulteriori commenti al momento“.
Lo spogliatoio del Real Madrid sembra essere diventato una polveriera. Secondo quanto riportato da Marca, i due centrocampisti avrebbero litigato sia mercoledì che giovedì. Il rifiuto dell’uruguaiano di stringere la mano al francese avrebbe fatto degenerare la situazione: dalla rissa che ha coinvolto più persone è uscito peggio proprio Valverde. Convocata una riunione d’emergenza dal club: “Procedimento disciplinare“
Le scorie di un’altra stagione deludente si stanno facendo sentire in casa Real Madrid. Giorni agitati nella settimana di un Clasico in cui il Barcellona potrebbe diventare campione di Spagna festeggiando davanti ai rivali di sempre.Marca ha riportato la notizia di una rissa scoppiata tra Aurelien Tchouameni e Federico Valverde negli spogliatoial termine dell’allenamento del giovedì. Lo scontro sarebbe stato molto duro, con molti compagni intervenuti per separare i due contendenti. Valverde avrebbe avuto la peggio, subendo un colpo al viso che ha causato un taglio e un viaggio in ospedaleper applicare dei punti di sutura. A quanto pare però, secondo la ricostruzione della testata madrilena, la ferita non sarebbe stata causata da un colpo diretto di Tchouameni (una caduta?). Tuttavia, il Real Madrid ha informato che il giocatore ha riportato un trauma cranico.
Le tensioni in allenamento e la riunione d’emergenza della società – I due centrocampisti avevano avuto dei battibecchi già nella giornata di mercoledì 6 maggio, acuiti poi dalla mancata stretta di mano, il giorno seguente, dell’uruguaiano nei confronti del francese. Durante la seduta i contrasti duri e ripetuti di Valverde avrebbero fatto perdere le staffe all’ex Monaco, che ha reagito negli spogliatoi al termine dell’allenamento. “Non era mai successo nulla di simile a Valdebebas“, è il commento registrato da Marca. Subito è stata convocata una riunione d’emergenza da José Angel Sanchez, braccio destro di Florentino Perez, per aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei due giocatori e capire cos’era successo esattamente:a nessun giocatore è stato concesso il permesso di lasciare il centro sportivo durante l’incontro. L’episodio rischia di aver scoperchiato il vaso di Pandora delle divisioni interne che, a quanto pare, starebbero lacerando il Real Madrid.
Il comunicato del Real Madrid – Il Real Madrid ha poi diramato un comunicato: “Il Real Madrid comunica che, a seguito degli episodi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. Il club fornirà aggiornamenti sull’esito di entrambi i procedimenti una volta completate le relative procedure interne“.
COMUNICADO OFICIAL.07/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que se han producido esta mañana en el entrenamiento del primer equipo, ha decidido abrir sendos expedientes disciplinarios a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouameni. El club informará en su momento de las resoluciones de ambos expedientes, una vez hayan concluido los procedimientos internos correspondientes.
Traduzione: Google COMUNICATO UFFICIALE. 07/05/2026 Il Real Madrid C.F. comunica che, a seguito degli eventi verificatisi questa mattina durante l’allenamento della prima squadra, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare nei confronti dei giocatori Federico Valverde e Aurélien Tchouameni. La società comunicherà l’esito di entrambi i procedimenti a tempo debito, una volta completate le relative procedure interne.
Valverde, il bollettino medico – Il Real Madrid ha reso note le condizioni di Federico Valverde. “A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, gli è stato diagnosticato un trauma cranico. Valverde è a casa in buone condizioni e dovrà rimanere a riposo per 10-14 giorni, come indicato dai protocolli medici per questa diagnosi“.
PARTE MÉDICO.07/05/2026 Tras las pruebas realizadas hoy a nuestro jugador Fede Valverde por los Servicios Médicos del Real Madrid se le ha diagnosticado un traumatismo craneoencefálico. Valverde se encuentra en su domicilio en buen estado y deberá permanecer en reposo entre 10 y 14 días, tal como marcan los protocolos médicos para este diagnóstico.
Traduzione: Google REFERTO MEDICO. 07/05/2026 A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Fede Valverde dallo staff medico del Real Madrid, è stata diagnosticata una lesione alla testa. Valverde si trova a casa in buone condizioni e dovrà riposare per 10-14 giorni, come previsto dai protocolli medici per questa diagnosi.
Le dichiarazioni di Valverde sui social– Federico Valverde ha poi dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente. Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie”.
08 maggio 2026
Real Madrid, il comunicato dopo la rissa tra Valverde e Tchouameni: multa da mezzo milione
Il Real Madrid ha chiuso ufficialmente il procedimento disciplinare aperto nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo la rissa avvenuta in allenamento a pochi giorni dal Clásico. Attraverso un comunicato, il club haconfermato che entrambi i giocatori hanno mostrato “totale pentimento”per quanto accaduto, scusandosi tra loro, con la squadra, lo staff e i tifosi. La società ha deciso di infliggere una multa da 500mila euro a testa, chiudendo così definitivamente il caso interno.
Si chiude con una pesante sanzione economica il caso che aveva scosso l’ambiente madridista nelle ore precedenti al Clásico. Attraverso una nota ufficiale, il Real Madrid ha comunicato l’esito del procedimento disciplinare avviato nei confronti di Federico Valverde e Aurelien Tchouameni dopo lo scontro avvenuto durante un allenamento. Nel comunicato il club spiega che i due centrocampisti si sono presentati davanti all’istruttore incaricato dell’indagine interna, mostrando pieno pentimento per quanto successo. Entrambi hanno chiesto scusa reciprocamente e hanno esteso le proprie scuse anche alla società, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi. Inoltre, si sono messi a disposizione del club accettando qualsiasi decisione disciplinare. Il Real Madrid ha quindi deciso di infliggere una multa di 500mila euro a entrambi i giocatori, dichiarando conclusi i procedimenti interni. Una scelta forte da parte della società, che ha voluto chiudere rapidamente una vicenda diventata particolarmente delicata anche per le conseguenze fisiche riportate da Valverde dopo l’episodio (trauma cranico e uno stop di 10-14 giorni).
COMUNICADO OFICIAL.08/05/2026 El Real Madrid C. F. comunica que, tras los hechos que motivaron la apertura en el día de ayer de un expediente disciplinario a nuestros jugadores Federico Valverde y Aurélien Tchouaméni, ambos han comparecido hoy ante el instructor del expediente. Durante dicha comparecencia, los jugadores han mostrado su total arrepentimiento por lo sucedido y se han disculpado entre ellos. Asimismo, han trasladado sus disculpas al club, a sus compañeros, al cuerpo técnico y a la afición, y ambos se han puesto a disposición del Real Madrid para aceptar la sanción que el club estimara oportuna.Ante tales circunstancias, el Real Madrid ha resuelto imponer una sanción económica de quinientos mil euros a cada jugador, concluyendo así los procedimientos internos correspondientes
Il comunicato del Real Madrid – “Il Real Madrid comunica che, a seguito dei fatti che ieri hanno portato all’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti dei nostri giocatori Federico Valverde e Aurelien Tchouameni, entrambi sono comparsi oggi davanti all’istruttore incaricato del caso. Durante l’audizione, i giocatori hanno mostrato totale pentimento per quanto accaduto e si sono scusati tra loro. Inoltre, hanno rivolto le proprie scuse al club, ai compagni di squadra, allo staff tecnico e ai tifosi, mettendosi a disposizione del Real Madrid per accettare la sanzione ritenuta opportuna dalla società. Alla luce di queste circostanze, il Real Madrid ha deciso di imporre una sanzione economica di 500mila euro a ciascun giocatore, chiudendo così i relativi procedimenti interni“.
Le scuse di Tchouameni: “È inaccettabile” – Tramite un messaggio pubblicato sul proprio profilo Instagram, Tchouameni ha commentato quanto accaduto con Valverdein allenamento e la successiva sanzione: “Quello che è successo questa settimana in allenamento è inaccettabile. Lo scrivo pensando all’esempio che siamo chiamati a dare ai giovani, sia nel calcio che a scuola. Non importa chi abbia ragione o torto, dovremmo sempre cercare la soluzione più calma per risolvere un conflitto.
Prima di tutto, mi dispiace per l’immagine che abbiamo dato del club. So che i tifosi, lo staff, i miei compagni, la dirigenza, tutti sono profondamente delusi da come si è sviluppata questa stagione. Ma la frustrazione non può giustificare tutto. Questi episodi, anche se possono accadere in qualsiasi spogliatoio, non sono degni del Real Madrid. Soprattutto perché il Real Madrid è il club di cui si parla di più al mondo”, ha aggiunto il centrocampista francese. “Internet ama inventare le storie più assurde per creare clamore, quindi non credete a tutto quello che viene detto o alle false ricostruzioni. Adesso non è più il momento di capire chi ha fatto cosa, chi ha detto cosa o chi avesse ragione o torto. Riconosco la sanzione del club e la accetto. Restiamo una famiglia, anche con qualche divergenza ogni tanto, ma dobbiamo sempre mettere i nostri obiettivi davanti a tutto il resto. Mi sono già scusato con il gruppo e voglio estendere le mie scuse anche a tutti i madridisti. Ora è il momento di andare avanti: tutta la nostra attenzione è rivolta al Clásico e alla parte finale della stagione, per riportare il club dove merita di stare“.
Le dichiarazioni di Valverde sui social – Nella giornata di ieri, Federico Valverde aveva dato la sua versione dei fatti tramite Instagram. “Ieri ho avuto un alterco con un compagno di squadra a seguito di un’azione di gioco in allenamento, dove la stanchezza della competizione e la frustrazione hanno ingigantito la situazione. In uno spogliatoio normale, queste cose possono succedere e vengono risolte internamente senza diventare di dominio pubblico. Chiaramente, c’è qualcuno dietro a tutto questo, che sta diffondendo la storia rapidamente, e, in una stagione senza trofei in cui il Real Madrid è sempre sotto esame, tutto è stato ingigantito. Oggi abbiamo avuto un altro diverbio. Durante la discussione, ho sbattuto accidentalmente la testa contro un tavolo, procurandomi un piccolo taglio sulla fronte che ha richiesto una visita di routine in ospedale. In nessun momento il mio compagno mi ha colpito e nemmeno io ho colpito lui, anche se capisco che sia più facile credere che siamo venuti alle mani o che sia stato intenzionale, ma non è andata così. Sento che la mia rabbia per la situazione, la mia frustrazione nel vedere alcuni di noi arrivare alla fine della stagione con le ultime forze, demoralizzati, è arrivata al punto da aver litigato con un compagno di squadra. Mi dispiace. Mi dispiace davvero perché questa situazione mi ferisce, questo momento che stiamo vivendo mi fa soffrire. Il Real Madrid è una delle cose più importanti della mia vita e non posso esserne indifferente.
Il risultato è un accumulo di cose che culminano in una lite insensata, danneggiando la mia immagine e aprendo la strada alla possibilità che inventino, diffamino e abbelliscano un incidente. Non ho dubbi che qualsiasi disaccordo possiamo avere fuori dal campo cessi di esistere in campo, e se dovrò difenderlo dentro uno stadio, sarò il primo a farlo. Non avevo intenzione di parlare fino alla fine della stagione. Siamo stati eliminati dalla Champions League e ho tenuto per me la rabbia e il risentimento. Abbiamo sprecato un altro anno e non ero nella posizione di pubblicare sui social media quando l’unica faccia che potevo mostrare era quella del campo, e sento di averlo fatto. Ecco perché sono io quello più rattristato e addolorato per questa situazione che mi impedisce di giocare la prossima partita per via di decisioni mediche. Ho sempre dato il massimo, fino alla fine, e mi fa più male di chiunque altro non poterlo fare. Sono a disposizione della società e dei miei compagni di squadra per collaborare a qualsiasi decisione ritengano necessaria. Grazie“.
Dalla conquista dell’Europa al ruolo di grande delusa del calcio inglese. Il Chelsea sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente, con numeri che raccontano una crisi profonda e apparentemente senza via d’uscita. L’ultimo dato è emblematico:sei sconfitte consecutiveche allontanano sempre di più i Blues dalle zone europee. Una situazione impensabile fino a pochi anni fa, quando il club londinese dominava la scena internazionale sotto la guida di Thomas Tuchel, oggi commissario tecnico dell’Inghilterra.
Chelsea, che crisi: tutti i numeri di un fallimento – L’esonero del tecnico tedesco, avvenuto il 7 settembre 2022 con la squadra ancora in corsa per un piazzamento Champions, ha segnato l’inizio di una lunga discesa. Da quel momento, il rendimento del Chelsea è crollato drasticamente: la media punti è passata da 1,94 a 1,26 a partita, trasformando una squadra da vertice in una formazione da metà classifica. Nonostante l’unico acuto rappresentato dalla vittoria del Mondiale per club contro il Paris Saint-Germain, il bilancio complessivo resta estremamente negativo. Nella classifica aggregata di Premier League dal post-Tuchel, il Chelsea occupa addirittura il 12° posto, dietro non solo alle big storiche ma anche a club di livello inferiore.
Panchina ballerina . La continua instabilità tecnica ha aggravato la situazione. Dopo Tuchel, sulla panchina dei Blues si sono alternati Graham Potter, Bruno Saltor, Frank Lampard (in versione ad interim), Mauricio Pochettino e Enzo Maresca. Un turnover continuo che ha impedito qualsiasi forma di continuità tattica e progettuale. Nel frattempo, i numeri peggiori continuano ad accumularsi. La stagione 2022-23 si è chiusa con appena 44 punti,il peggior risultato del club nell’era Premier. Uno dei dati che fotografano perfettamente la dimensione del crollo. Oggi il Chelsea rappresenta un paradosso: una società capace di investire come le grandi potenze europee, ma con risultati da squadra di bassa classifica. Una crisi che, senza un’inversione di rotta netta, rischia di prolungarsi ancora a lungo.
Il caso riguarda calciatori con doppia cittadinanza e potrebbe coinvolgere 133 partite, per le quali si rischia che venga disposta la ripetizione.
Un clamoroso caso passaporti sta agitando il mondo del calcio olandese, con la Eredivisie – il massimo campionato del Paese – che rischierebbe addirittura di non essere portato a termine. Come riportato da ESPN, circa 25 giocatori sono rimasti coinvolti in una crisi nata dalla confusione sulla doppia nazionalità e senza precedenti nei Paesi Bassi.
Lunedì prossimo, una sentenza del tribunale di Utrecht nel caso tra il club che ha dato il via a tutto — il NAC Breda— e la KNVB (la Federcalcio dei Paesi Bassi) potrebbe stravolgere il mondo del pallone olandese. Se il giudice dovesse dare ragione al NAC, la federazione rischierebbe un caos nel calendario e la possibile ripetizione di almeno 133 partite.
Ma di cosa stiamo parlando? Come si è arrivati a questo punto? Al centro della vicenda ci sono giocatori indonesiani, surinamesi e capoverdiani che hanno accettato di rappresentare questi Paesi a livello di Nazionale senza immaginare le conseguenze. Il giorno dopo la sconfitta per 6-0 del NAC Breda contro il Go Ahead Eagles dello scorso 15 marzo, i conduttori del podcast “De Derde Helft” hanno analizzato la partita. Durante la discussione, l’opinionista Rogier Jacobs ha lanciato una provocazione: «Il NAC Breda potrebbe ancora vincere questa partita».
Jacobs ha spiegato che il Go Ahead potrebbe aver schierato un giocatore non convocabile, Dean James, dopo che il terzino aveva accettato nel marzo 2025 la convocazione dell’Indonesia. «Se sei un calciatore olandese con radici indonesiane, puoi scegliere di giocare per l’Indonesia. Ottieni un passaporto, ma quello che molti non sanno è che in alcuni casi perdi la cittadinanza olandese».
«Se un giocatore rinuncia alla cittadinanza olandese, entra in una giurisdizione diversa: diventa a tutti gli effetti uno straniero», ha spiegato la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers. «E quindi deve avere un permesso di lavoro per poter giocare». James avrebbe però continuato a giocare senza questo permesso, risultando quindi non convocabile. «Se il NAC lo scopre e presenta ricorso, la partita potrebbe essere assegnata a loro», aveva detto Jacobs. E così è stato: quattro giorni dopo la pubblicazione del podcast, il NAC ha presentato un reclamo alla KNVB.
Dall’Indonesia a Capo Verde, l’effetto domino delle Nazionali – Indonesia, Suriname e Capo Verde — ex colonie o Paesi con forti legami migratori con i Paesi Bassi — avevano da tempo iniziato a rafforzare le proprie Nazionali con giocatori cresciuti in Olanda. Ma secondo la legge olandese, chi acquisisce volontariamente un’altra cittadinanza perde automaticamente quella olandese.
Questo ha creato un problema enorme: molti giocatori, accettando la doppia nazionalità, hanno perso lo status di cittadini dell’Unione europea. E Paesi come l’Indonesia non riconoscono la doppia cittadinanza, rendendo questi calciatori extracomunitari e quindi soggetti all’obbligo di permesso di lavoro. Per ottenerlo, nei Paesi Bassi un giocatore sopra i 21 anni deve guadagnare almeno 608mila euro l’anno (circa la metà per gli under 21). Una soglia che ha escluso diversi calciatori, alcuni dei quali hanno continuato a giocare senza rendersene conto.
Già nel 2025 il tema era emerso, ma era stato sottovalutato. «Abbiamo lanciato un allarme, ma è stato ignorato», ha spiegato Evgeniy Levchenko, presidente del sindacato calciatori VVCS.
Alcuni club, come l’Ajax, avevano già affrontato la questione. Il portiere Maarten Paes, passato nel 2026 dall’FC Dallas all’Ajax, è stato trattato fin da subito come extracomunitario, con richiesta di permesso di lavoro. Ma fuori dai grandi club — come Feyenoord, PSV Eindhoven e Ajax — le competenze legali sono più limitate.
Alcuni giocatori ammettono le proprie responsabilità. «Se lo avessi saputo, ci avrei pensato meglio», ha detto LucianoSlagveer. «Se è vero che ho perso il passaporto olandese, allora la colpa è anche mia». «Do la colpa solo a me stesso», ha aggiuntoTim Geypens dell’FC Emmen. «Avrei dovuto informarmi meglio».
Altri non sono d’accordo. «Noi giochiamo solo per il nostro Paese», ha detto Justin Hubner del Fortuna Sittard. Un agente ha aggiunto che le federazioni hanno contattato direttamente i giocatori, senza coinvolgere club o procuratori.
Cosa potrebbe succedere adesso – Dopo la pausa per le nazionali di marzo, diversi club hanno messo temporaneamente fuori rosa i giocatori coinvolti. Alcuni, come i surinamesi, sono poi tornati in campo grazie a permessi temporanei.
Nel frattempo, la Federcalcio olandese e l’Eredivisie hanno respinto la richiesta del NAC Breda di rigiocare la partita, sostenendo che né il giocatore né il club erano consapevoli dell’irregolarità. Tuttavia, diversi legali ritengono che il NAC abbia buone possibilità di vincere in appello.
Il rischio è enorme: se il ricorso venisse accolto, altri club potrebbero impugnare i risultati di tutte le 133 partite coinvolte, compromettendo l’intera stagione. «Potrebbe significare che il campionato non si concluda», ha dichiarato Marianne van Leeuwen per la KNVB.
Il NAC sostiene invece che il ricorso riguarda solo una partita e che il rischio di effetto domino sia esagerato. Il giudice si è riservato la decisione, attesa per lunedì, mentre le autorità calcistiche lavorano con il governo per trovare una soluzione definitiva al caso passaporti. Nel frattempo, i giocatori restano sospesi tra identità e carriera. «Vorrei riavere la cittadinanza olandese, ma anche continuare a giocare per il Suriname», ha detto il portiere dell’FC Groningen Etienne Vaessen. «Serve trovare una via di mezzo».
La gara tra i campioni continentali di Europa e Sudamerica si sarebbe dovuta disputare a Doha, in Qatar. Il conflitto tra Usa e Iran, unito alle difficoltà della federazione sudamericana a trovare una data utile per lo spostamento, hanno fatto propendere per l’annullamento
E il primo torneo internazionale è saltato per l’attacco degli Usa e di Israele all’Iran. La Finalissima, co-organizzata da Uefa e Conmebol tra i campioni continentali di Europa e Sudamerica, è stata cancellata per l’impossibilità di raggiungere un accordo con l’Argentina su una data alternativa a quella del 27 marzo, a Doha, in Qatar, come era previsto dal calendario.
NO ARGENTINA – Nessuna delle opzioni proposte dall’Uefa si è rivelata accettabile per la federazione argentina che, in fondo, preferiva non giocare. Il ct Scaloni avrebbe evitato l’impegno a prescindere dagli eventi, ricordando l’1-6 inflitto dalla Spagna alla sua nazionale prima di Russia 2018. Inoltre, l’Afa, la Federcalcio di Buenos Aires, pretendeva l’incasso totale come se la partita fosse ancora giocata in Qatar (dove erano stato venduti 80mila biglietti). La Spagna ha cercato in tutti i modi di giocare accettando tutte le opzioni, ma invano.
Tre opzioni – La prima opzione prevedeva di disputare la partita al Bernabeu nella data prevista, con una divisione equa dei tifosi presenti, ma l’Argentina ha rifiutato. La seconda opzione prevedeva una sfida andata e ritorno: una partita al Bernabeu il 27 marzo e l’altra a Buenos Aires durante una finestra internazionale prima dell’Europeo e della Copa America 2028. Anche questa opzione è stata respinta. Infine, l’Uefa ha chiesto all’Argentina l’impegno a disputare la partita il 27 marzo, o il 30 marzo, se si fosse trovata una sede neutrale in Europa (erano stati presi contatti anche per San Siro), ma anche questa proposta è stata respinta. L‘Argentina, che si è detta indisponibile anche per il 31 marzo, ha proposto di giocare la partita dopo il Mondiale, ma, non essendoci date disponibili in Spagna, anche questa opzione è stata scartata.
Ringraziamenti – L’Uefa ha ringraziato il Real Madrid per la disponibilità manifestata, e il Qatar che avrebbe ospitato la partita, e ha cancellato l’evento che sarebbe giunto alla seconda edizione, dopo la prima vinta a Wembley dall’Argentina sull’Italia (3-0).
CALCIO, PREMIER LEAGUE – Clamoroso esonero del tecnico portoghese da parte dei Red Devils. Dopo il pareggio contro il Leeds, Amorim aveva rilasciato forti dichiarazioni: “Sono qui per fare il manager, non solo l’allenatore dello United”. La dirigenza aveva invece idee diverse: “Abbiamo deciso a malincuore che era giunto il momento di cambiare”. A Manchester si cerca quindi un nuovo allenatore.
Manchester United head coach Ruben Amorim has won 24 and lost 21 of his 62 games in charge
Dopoquello di Enzo Maresca dal Chelsea, un altro clamoroso divorzio tecnico agita il nuovo anno della Premier League. Perché il Manchester United ha deciso di esonerare Rúben Amorim, affidando per il momento la direzione della prima squadra a Darren Fletcher. Il tecnico portoghese paga sicuramente l’incostanza di risultati, coi Red Devils comunque attualmente al 6° posto della classifica e a solitre punti dalla zona Champions, ma molto probabilmente pure le dichiarazioni rilasciate nel post-partita della sfida pareggiata contro il Leeds. Amorim aveva infatti voluto ribadire il proprio ruolo nel club di Manchester, gettando quasi un guanto di sfida verso la proprietà: “Sono qui per fare il manager dello United, non semplicemente l’allenatore“.
Idea che, a quanto pare, non è proprio piaciuta e non risulta più condivisa dalla dirigenza dei Red Devils, visto lo scarno comunicato ufficiale con cui il club ha annunciato la decisione di cambiare allenatore. “Col Manchester United attualmente al 6° posto in Premier League, il club ha deciso a malincuore che era giunto il momento più adatto per un cambiamento. Ciò garantirà alla squadra le migliori opportunità per chiudere il più in alto possibile il campionato”. Fletcher avrà il compito di “traghettare” lo United nei prossimi giorni, a cominciare dalla trasferta di Premier contro il Burnely, in programma mercoledì 7 gennaio, ma la società ha già iniziato a guardarsi intorno per ingaggiare un nuovo allenatore.Amorim chiude invece la sua avventura a Manchester.
Il tecnico portoghese era arrivato a Carrington nel novembre 2024, portando il club fino alla finale di Europa League della scorsa stagione, persa contro il Tottenham. In totale aveva guidato lo United per63 partite ufficiali, ottenendo 24 vittorie a fronte di 18 pareggi e 21 sconfitte (dati OPTA). “Il club desidera ringraziare Rúben per il suo contributo e gli augura il meglio per il futuro“, si legge nel comunicato ufficiale. Secondo quanto riportato da vari media britannici, la dirigenza dello United – in particolare il direttore sportivo Jason Wilcox – aveva già deciso di esonerare Amorim dopo le sue dichiarazioni nel post-partita di Leeds, salvo poi prendersi una notte per riflettere con maggiore lucidità. Le tensioni tra manager e club erano nate tempo fa e riguardavano soprattutto le potenziali richieste di mercato: Amorim avrebbe voluto diversi giocatori per rinverdire il suo ormai celebre 3-4-2-1, ma lo United non aveva intenzione di accontentarlo.
Il 21 novembre è in programma il voto sull’introduzione di un salary cap, una mossa che rischia di portare allo scontro con il sindacato dei giocatori.
La Premier League potrebbe trovarsi in guerra con i propri giocatori se decidesse di andare avanti con i piani per introdurre un nuovo “salary cap”.
Secondo quanto riportato da The Times, la Professional Footballers’ Association (PFA) incontrerà la prossima settimana i capitani di tutti i 20 club della massima serie, prima del voto sul cosiddetto “anchoring” nella prossima riunione degli azionisti della Premier League, prevista per il 21 novembre.
Manchester United e Manchester City si sono già espresse contro la proposta dell’anchoring, che limiterebbe la spesa a cinque volte l’importo versato dalla Premier League in premi e diritti televisivi al club classificato ultimo. Per fare un esempio, in base alla stagione 2023/24, quando lo Sheffield United si era piazzato al 20° posto ricevendo 109,5 milioni di sterline, il limite massimo sarebbe quindi di 550 milioni di sterline.
Ma la PFA ha anche minacciato un’azione legale qualora la Premier League votasse a favore di tale misura, avendo già ottenuto il sostegno di diversi giocatori di primo piano e di alcuni tra gli agenti più influenti del calcio inglese.
Secondo il Times, il sindacato dei calciatori avrebbe inoltre già avviato colloqui con membri di spicco della Nazionale inglese, ma l’incontro della prossima settimana potrebbe rivelarsi ancora più significativo, poiché coinvolgerà anche i capitani di club considerati più favorevoli all’anchoring. Quando le società avevano votato per la prima volta sulla questione lo scorso anno, l’Arsenal, attuale capolista della Premier League, figurava tra i 16 club che avevano dato parere positivo all’esplorazione di questa opzione.
Se queste nuove misure venissero approvate il prossimo 21 novembre, alcuni club le violerebbero immediatamente, trovandosi costretti a ridurre le spese con un impatto diretto sui calciatori, rappresentati dal sindacato PFA. Secondo l’associazione, la Premier League non avrebbe rispettato le procedure di consultazione previste, e per questo la PFA ha già fatto sapere che impugnerà legalmente le nuove norme, qualora entrassero in vigore.
Gli oppositori del salary cap sostengono che danneggerebbe la competitività internazionale delle squadre inglesi. Quasi la metà dei club di Premier League partecipa quest’anno alle coppe europee: imporre volontariamente un limite interno verrebbe interpretato da molti come un atto di autolesionismo economico.
Maheta Molango, amministratore delegato del sindacato dei calciatori inglesi, ha inoltre ricordato che il dibattito sul tetto agli stipendi si alimenta anche di un sentimento popolare: molti tifosi pensano che nel calcio moderno circoli troppo denaro. Tuttavia, ha sottolineato, la percezione è falsata dagli stipendi delle star della Premier League, che non rappresentano la realtà della maggior parte dei giocatori professionisti, spesso attivi in League One o Two, con carriere brevi e contratti precari.
Tra agli atleti coinvolti nell’inchiesta della Procura di Istanbul, ben 27 atleti appartenenti a Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor. Manette a Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor. L’accusa è abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite
Diciannove persone arrestate e oltre mille calciatori di varie serie sospesi. È il bilancio – con ogni probabilità non definitivo – dello scandalo scoperto in Turchia e legato alle scommesse illegali nel calcio. Secondo quanto riferito dalle autorità di Istanbul, tra le persone finite in manette ci sono sedici arbitri e dirigenti di club, come Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor, e Fatih Saraç, ex presidente del Kasımpaşa. In totale sono stati emessi mandati di arresto per ventuno persone coinvolte nel sistema illegale di scommesse sulle partite di calcio della Super Lig, la massima serie turca.
L’inchiesta : L’accusa per gli arrestati – nell’inchiesta avviata dalla Procura di Istanbul – è di abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite in uno scenario che tenderebbe a essere molto più esteso. La Federcalcio turca (Tff) ha sospeso 1.024 giocatori professionisti e semiprofessionisti, di cui ventisette appartenenti a club prestigiosi come Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor, che militano nella Super Lig, equivalente alla Serie A italiana. Gli atleti avrebbero scommesso su partite di calcio e in alcuni casi avrebbero anche influenzato o alterato con le loro prestazioni i risultati sul campo.
Arbitri: Di più, su 571 arbitri in attività in Turchia, 371 sarebbero titolari di conti presso società di scommesse e 152 avrebbero effettuato puntate su partite: per questi ultimi è già scattata la sospensione sine die. Preso atto dello sviluppo delle indagini, la Fintech Papara Elektronik Para A.O., ovvero la principale piattaforma usata per i pagamenti nel gioco delle scommesse, è stata messa sotto osservazione dalle autorità e la sua autorizzazione operativa è stata revocata.
Sanzioni: Le sanzioni previste dalla Federcalcio turca per gli arbitri coinvolti oscillano dagli otto a dodici mesi di sospensione, pur se non è ancora chiaro se i direttori di gara abbiano scommesso anche sulle partite da loro dirette. Intanto, le indagini proseguono e c’è il rischio che altre figure importanti del calcio turco possano essere coinvolte.