Dalla conquista dell’Europa al ruolo di grande delusa del calcio inglese. Il Chelsea sta vivendo una delle fasi più difficili della sua storia recente, con numeri che raccontano una crisi profonda e apparentemente senza via d’uscita. L’ultimo dato è emblematico:sei sconfitte consecutiveche allontanano sempre di più i Blues dalle zone europee. Una situazione impensabile fino a pochi anni fa, quando il club londinese dominava la scena internazionale sotto la guida di Thomas Tuchel, oggi commissario tecnico dell’Inghilterra.
Chelsea, che crisi: tutti i numeri di un fallimento – L’esonero del tecnico tedesco, avvenuto il 7 settembre 2022 con la squadra ancora in corsa per un piazzamento Champions, ha segnato l’inizio di una lunga discesa. Da quel momento, il rendimento del Chelsea è crollato drasticamente: la media punti è passata da 1,94 a 1,26 a partita, trasformando una squadra da vertice in una formazione da metà classifica. Nonostante l’unico acuto rappresentato dalla vittoria del Mondiale per club contro il Paris Saint-Germain, il bilancio complessivo resta estremamente negativo. Nella classifica aggregata di Premier League dal post-Tuchel, il Chelsea occupa addirittura il 12° posto, dietro non solo alle big storiche ma anche a club di livello inferiore.
Panchina ballerina . La continua instabilità tecnica ha aggravato la situazione. Dopo Tuchel, sulla panchina dei Blues si sono alternati Graham Potter, Bruno Saltor, Frank Lampard (in versione ad interim), Mauricio Pochettino e Enzo Maresca. Un turnover continuo che ha impedito qualsiasi forma di continuità tattica e progettuale. Nel frattempo, i numeri peggiori continuano ad accumularsi. La stagione 2022-23 si è chiusa con appena 44 punti,il peggior risultato del club nell’era Premier. Uno dei dati che fotografano perfettamente la dimensione del crollo. Oggi il Chelsea rappresenta un paradosso: una società capace di investire come le grandi potenze europee, ma con risultati da squadra di bassa classifica. Una crisi che, senza un’inversione di rotta netta, rischia di prolungarsi ancora a lungo.
Il caso riguarda calciatori con doppia cittadinanza e potrebbe coinvolgere 133 partite, per le quali si rischia che venga disposta la ripetizione.
Un clamoroso caso passaporti sta agitando il mondo del calcio olandese, con la Eredivisie – il massimo campionato del Paese – che rischierebbe addirittura di non essere portato a termine. Come riportato da ESPN, circa 25 giocatori sono rimasti coinvolti in una crisi nata dalla confusione sulla doppia nazionalità e senza precedenti nei Paesi Bassi.
Lunedì prossimo, una sentenza del tribunale di Utrecht nel caso tra il club che ha dato il via a tutto — il NAC Breda— e la KNVB (la Federcalcio dei Paesi Bassi) potrebbe stravolgere il mondo del pallone olandese. Se il giudice dovesse dare ragione al NAC, la federazione rischierebbe un caos nel calendario e la possibile ripetizione di almeno 133 partite.
Ma di cosa stiamo parlando? Come si è arrivati a questo punto? Al centro della vicenda ci sono giocatori indonesiani, surinamesi e capoverdiani che hanno accettato di rappresentare questi Paesi a livello di Nazionale senza immaginare le conseguenze. Il giorno dopo la sconfitta per 6-0 del NAC Breda contro il Go Ahead Eagles dello scorso 15 marzo, i conduttori del podcast “De Derde Helft” hanno analizzato la partita. Durante la discussione, l’opinionista Rogier Jacobs ha lanciato una provocazione: «Il NAC Breda potrebbe ancora vincere questa partita».
Jacobs ha spiegato che il Go Ahead potrebbe aver schierato un giocatore non convocabile, Dean James, dopo che il terzino aveva accettato nel marzo 2025 la convocazione dell’Indonesia. «Se sei un calciatore olandese con radici indonesiane, puoi scegliere di giocare per l’Indonesia. Ottieni un passaporto, ma quello che molti non sanno è che in alcuni casi perdi la cittadinanza olandese».
«Se un giocatore rinuncia alla cittadinanza olandese, entra in una giurisdizione diversa: diventa a tutti gli effetti uno straniero», ha spiegato la professoressa di diritto sportivo Marjan Olfers. «E quindi deve avere un permesso di lavoro per poter giocare». James avrebbe però continuato a giocare senza questo permesso, risultando quindi non convocabile. «Se il NAC lo scopre e presenta ricorso, la partita potrebbe essere assegnata a loro», aveva detto Jacobs. E così è stato: quattro giorni dopo la pubblicazione del podcast, il NAC ha presentato un reclamo alla KNVB.
Dall’Indonesia a Capo Verde, l’effetto domino delle Nazionali – Indonesia, Suriname e Capo Verde — ex colonie o Paesi con forti legami migratori con i Paesi Bassi — avevano da tempo iniziato a rafforzare le proprie Nazionali con giocatori cresciuti in Olanda. Ma secondo la legge olandese, chi acquisisce volontariamente un’altra cittadinanza perde automaticamente quella olandese.
Questo ha creato un problema enorme: molti giocatori, accettando la doppia nazionalità, hanno perso lo status di cittadini dell’Unione europea. E Paesi come l’Indonesia non riconoscono la doppia cittadinanza, rendendo questi calciatori extracomunitari e quindi soggetti all’obbligo di permesso di lavoro. Per ottenerlo, nei Paesi Bassi un giocatore sopra i 21 anni deve guadagnare almeno 608mila euro l’anno (circa la metà per gli under 21). Una soglia che ha escluso diversi calciatori, alcuni dei quali hanno continuato a giocare senza rendersene conto.
Già nel 2025 il tema era emerso, ma era stato sottovalutato. «Abbiamo lanciato un allarme, ma è stato ignorato», ha spiegato Evgeniy Levchenko, presidente del sindacato calciatori VVCS.
Alcuni club, come l’Ajax, avevano già affrontato la questione. Il portiere Maarten Paes, passato nel 2026 dall’FC Dallas all’Ajax, è stato trattato fin da subito come extracomunitario, con richiesta di permesso di lavoro. Ma fuori dai grandi club — come Feyenoord, PSV Eindhoven e Ajax — le competenze legali sono più limitate.
Alcuni giocatori ammettono le proprie responsabilità. «Se lo avessi saputo, ci avrei pensato meglio», ha detto LucianoSlagveer. «Se è vero che ho perso il passaporto olandese, allora la colpa è anche mia». «Do la colpa solo a me stesso», ha aggiuntoTim Geypens dell’FC Emmen. «Avrei dovuto informarmi meglio».
Altri non sono d’accordo. «Noi giochiamo solo per il nostro Paese», ha detto Justin Hubner del Fortuna Sittard. Un agente ha aggiunto che le federazioni hanno contattato direttamente i giocatori, senza coinvolgere club o procuratori.
Cosa potrebbe succedere adesso – Dopo la pausa per le nazionali di marzo, diversi club hanno messo temporaneamente fuori rosa i giocatori coinvolti. Alcuni, come i surinamesi, sono poi tornati in campo grazie a permessi temporanei.
Nel frattempo, la Federcalcio olandese e l’Eredivisie hanno respinto la richiesta del NAC Breda di rigiocare la partita, sostenendo che né il giocatore né il club erano consapevoli dell’irregolarità. Tuttavia, diversi legali ritengono che il NAC abbia buone possibilità di vincere in appello.
Il rischio è enorme: se il ricorso venisse accolto, altri club potrebbero impugnare i risultati di tutte le 133 partite coinvolte, compromettendo l’intera stagione. «Potrebbe significare che il campionato non si concluda», ha dichiarato Marianne van Leeuwen per la KNVB.
Il NAC sostiene invece che il ricorso riguarda solo una partita e che il rischio di effetto domino sia esagerato. Il giudice si è riservato la decisione, attesa per lunedì, mentre le autorità calcistiche lavorano con il governo per trovare una soluzione definitiva al caso passaporti. Nel frattempo, i giocatori restano sospesi tra identità e carriera. «Vorrei riavere la cittadinanza olandese, ma anche continuare a giocare per il Suriname», ha detto il portiere dell’FC Groningen Etienne Vaessen. «Serve trovare una via di mezzo».
La gara tra i campioni continentali di Europa e Sudamerica si sarebbe dovuta disputare a Doha, in Qatar. Il conflitto tra Usa e Iran, unito alle difficoltà della federazione sudamericana a trovare una data utile per lo spostamento, hanno fatto propendere per l’annullamento
E il primo torneo internazionale è saltato per l’attacco degli Usa e di Israele all’Iran. La Finalissima, co-organizzata da Uefa e Conmebol tra i campioni continentali di Europa e Sudamerica, è stata cancellata per l’impossibilità di raggiungere un accordo con l’Argentina su una data alternativa a quella del 27 marzo, a Doha, in Qatar, come era previsto dal calendario.
NO ARGENTINA – Nessuna delle opzioni proposte dall’Uefa si è rivelata accettabile per la federazione argentina che, in fondo, preferiva non giocare. Il ct Scaloni avrebbe evitato l’impegno a prescindere dagli eventi, ricordando l’1-6 inflitto dalla Spagna alla sua nazionale prima di Russia 2018. Inoltre, l’Afa, la Federcalcio di Buenos Aires, pretendeva l’incasso totale come se la partita fosse ancora giocata in Qatar (dove erano stato venduti 80mila biglietti). La Spagna ha cercato in tutti i modi di giocare accettando tutte le opzioni, ma invano.
Tre opzioni – La prima opzione prevedeva di disputare la partita al Bernabeu nella data prevista, con una divisione equa dei tifosi presenti, ma l’Argentina ha rifiutato. La seconda opzione prevedeva una sfida andata e ritorno: una partita al Bernabeu il 27 marzo e l’altra a Buenos Aires durante una finestra internazionale prima dell’Europeo e della Copa America 2028. Anche questa opzione è stata respinta. Infine, l’Uefa ha chiesto all’Argentina l’impegno a disputare la partita il 27 marzo, o il 30 marzo, se si fosse trovata una sede neutrale in Europa (erano stati presi contatti anche per San Siro), ma anche questa proposta è stata respinta. L‘Argentina, che si è detta indisponibile anche per il 31 marzo, ha proposto di giocare la partita dopo il Mondiale, ma, non essendoci date disponibili in Spagna, anche questa opzione è stata scartata.
Ringraziamenti – L’Uefa ha ringraziato il Real Madrid per la disponibilità manifestata, e il Qatar che avrebbe ospitato la partita, e ha cancellato l’evento che sarebbe giunto alla seconda edizione, dopo la prima vinta a Wembley dall’Argentina sull’Italia (3-0).
CALCIO, PREMIER LEAGUE – Clamoroso esonero del tecnico portoghese da parte dei Red Devils. Dopo il pareggio contro il Leeds, Amorim aveva rilasciato forti dichiarazioni: “Sono qui per fare il manager, non solo l’allenatore dello United”. La dirigenza aveva invece idee diverse: “Abbiamo deciso a malincuore che era giunto il momento di cambiare”. A Manchester si cerca quindi un nuovo allenatore.
Manchester United head coach Ruben Amorim has won 24 and lost 21 of his 62 games in charge
Dopoquello di Enzo Maresca dal Chelsea, un altro clamoroso divorzio tecnico agita il nuovo anno della Premier League. Perché il Manchester United ha deciso di esonerare Rúben Amorim, affidando per il momento la direzione della prima squadra a Darren Fletcher. Il tecnico portoghese paga sicuramente l’incostanza di risultati, coi Red Devils comunque attualmente al 6° posto della classifica e a solitre punti dalla zona Champions, ma molto probabilmente pure le dichiarazioni rilasciate nel post-partita della sfida pareggiata contro il Leeds. Amorim aveva infatti voluto ribadire il proprio ruolo nel club di Manchester, gettando quasi un guanto di sfida verso la proprietà: “Sono qui per fare il manager dello United, non semplicemente l’allenatore“.
Idea che, a quanto pare, non è proprio piaciuta e non risulta più condivisa dalla dirigenza dei Red Devils, visto lo scarno comunicato ufficiale con cui il club ha annunciato la decisione di cambiare allenatore. “Col Manchester United attualmente al 6° posto in Premier League, il club ha deciso a malincuore che era giunto il momento più adatto per un cambiamento. Ciò garantirà alla squadra le migliori opportunità per chiudere il più in alto possibile il campionato”. Fletcher avrà il compito di “traghettare” lo United nei prossimi giorni, a cominciare dalla trasferta di Premier contro il Burnely, in programma mercoledì 7 gennaio, ma la società ha già iniziato a guardarsi intorno per ingaggiare un nuovo allenatore.Amorim chiude invece la sua avventura a Manchester.
Il tecnico portoghese era arrivato a Carrington nel novembre 2024, portando il club fino alla finale di Europa League della scorsa stagione, persa contro il Tottenham. In totale aveva guidato lo United per63 partite ufficiali, ottenendo 24 vittorie a fronte di 18 pareggi e 21 sconfitte (dati OPTA). “Il club desidera ringraziare Rúben per il suo contributo e gli augura il meglio per il futuro“, si legge nel comunicato ufficiale. Secondo quanto riportato da vari media britannici, la dirigenza dello United – in particolare il direttore sportivo Jason Wilcox – aveva già deciso di esonerare Amorim dopo le sue dichiarazioni nel post-partita di Leeds, salvo poi prendersi una notte per riflettere con maggiore lucidità. Le tensioni tra manager e club erano nate tempo fa e riguardavano soprattutto le potenziali richieste di mercato: Amorim avrebbe voluto diversi giocatori per rinverdire il suo ormai celebre 3-4-2-1, ma lo United non aveva intenzione di accontentarlo.
Il 21 novembre è in programma il voto sull’introduzione di un salary cap, una mossa che rischia di portare allo scontro con il sindacato dei giocatori.
La Premier League potrebbe trovarsi in guerra con i propri giocatori se decidesse di andare avanti con i piani per introdurre un nuovo “salary cap”.
Secondo quanto riportato da The Times, la Professional Footballers’ Association (PFA) incontrerà la prossima settimana i capitani di tutti i 20 club della massima serie, prima del voto sul cosiddetto “anchoring” nella prossima riunione degli azionisti della Premier League, prevista per il 21 novembre.
Manchester United e Manchester City si sono già espresse contro la proposta dell’anchoring, che limiterebbe la spesa a cinque volte l’importo versato dalla Premier League in premi e diritti televisivi al club classificato ultimo. Per fare un esempio, in base alla stagione 2023/24, quando lo Sheffield United si era piazzato al 20° posto ricevendo 109,5 milioni di sterline, il limite massimo sarebbe quindi di 550 milioni di sterline.
Ma la PFA ha anche minacciato un’azione legale qualora la Premier League votasse a favore di tale misura, avendo già ottenuto il sostegno di diversi giocatori di primo piano e di alcuni tra gli agenti più influenti del calcio inglese.
Secondo il Times, il sindacato dei calciatori avrebbe inoltre già avviato colloqui con membri di spicco della Nazionale inglese, ma l’incontro della prossima settimana potrebbe rivelarsi ancora più significativo, poiché coinvolgerà anche i capitani di club considerati più favorevoli all’anchoring. Quando le società avevano votato per la prima volta sulla questione lo scorso anno, l’Arsenal, attuale capolista della Premier League, figurava tra i 16 club che avevano dato parere positivo all’esplorazione di questa opzione.
Se queste nuove misure venissero approvate il prossimo 21 novembre, alcuni club le violerebbero immediatamente, trovandosi costretti a ridurre le spese con un impatto diretto sui calciatori, rappresentati dal sindacato PFA. Secondo l’associazione, la Premier League non avrebbe rispettato le procedure di consultazione previste, e per questo la PFA ha già fatto sapere che impugnerà legalmente le nuove norme, qualora entrassero in vigore.
Gli oppositori del salary cap sostengono che danneggerebbe la competitività internazionale delle squadre inglesi. Quasi la metà dei club di Premier League partecipa quest’anno alle coppe europee: imporre volontariamente un limite interno verrebbe interpretato da molti come un atto di autolesionismo economico.
Maheta Molango, amministratore delegato del sindacato dei calciatori inglesi, ha inoltre ricordato che il dibattito sul tetto agli stipendi si alimenta anche di un sentimento popolare: molti tifosi pensano che nel calcio moderno circoli troppo denaro. Tuttavia, ha sottolineato, la percezione è falsata dagli stipendi delle star della Premier League, che non rappresentano la realtà della maggior parte dei giocatori professionisti, spesso attivi in League One o Two, con carriere brevi e contratti precari.
Tra agli atleti coinvolti nell’inchiesta della Procura di Istanbul, ben 27 atleti appartenenti a Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor. Manette a Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor. L’accusa è abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite
Diciannove persone arrestate e oltre mille calciatori di varie serie sospesi. È il bilancio – con ogni probabilità non definitivo – dello scandalo scoperto in Turchia e legato alle scommesse illegali nel calcio. Secondo quanto riferito dalle autorità di Istanbul, tra le persone finite in manette ci sono sedici arbitri e dirigenti di club, come Murat Özkaya, presidente dell’Eyüpspor, e Fatih Saraç, ex presidente del Kasımpaşa. In totale sono stati emessi mandati di arresto per ventuno persone coinvolte nel sistema illegale di scommesse sulle partite di calcio della Super Lig, la massima serie turca.
L’inchiesta : L’accusa per gli arrestati – nell’inchiesta avviata dalla Procura di Istanbul – è di abuso d’ufficio e manipolazione sportiva dei risultati delle partite in uno scenario che tenderebbe a essere molto più esteso. La Federcalcio turca (Tff) ha sospeso 1.024 giocatori professionisti e semiprofessionisti, di cui ventisette appartenenti a club prestigiosi come Besiktas, Galatasaray e Trabzonspor, che militano nella Super Lig, equivalente alla Serie A italiana. Gli atleti avrebbero scommesso su partite di calcio e in alcuni casi avrebbero anche influenzato o alterato con le loro prestazioni i risultati sul campo.
Arbitri: Di più, su 571 arbitri in attività in Turchia, 371 sarebbero titolari di conti presso società di scommesse e 152 avrebbero effettuato puntate su partite: per questi ultimi è già scattata la sospensione sine die. Preso atto dello sviluppo delle indagini, la Fintech Papara Elektronik Para A.O., ovvero la principale piattaforma usata per i pagamenti nel gioco delle scommesse, è stata messa sotto osservazione dalle autorità e la sua autorizzazione operativa è stata revocata.
Sanzioni: Le sanzioni previste dalla Federcalcio turca per gli arbitri coinvolti oscillano dagli otto a dodici mesi di sospensione, pur se non è ancora chiaro se i direttori di gara abbiano scommesso anche sulle partite da loro dirette. Intanto, le indagini proseguono e c’è il rischio che altre figure importanti del calcio turco possano essere coinvolte.