L’accordo con la UEFA comprende anche le qualificazioni al torneo e la Nations League 2026/27. L’Europeo si giocherà tra Regno Unito e Irlanda dal 9 giugno al 9 luglio 2028.
Sky amplia ulteriormente la propria offerta calcistica europea. L’emittente ha annunciato di avere acquisito i diritti di trasmissione di UEFA EURO 2028, oltre a quelli della UEFA Nations League 2026/27 (al via nei prossimi giorni) e delle qualificazioni europee che porteranno alla fase finale del torneo continentale. Su Sky e in streaming su NOW sarà così possibile seguire tutte le 51 partite degli Europei 2028, delle quali 24 in esclusiva. Il torneo si disputerà tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda dal 9 giugno al 9 luglio 2028.
L’operazione rafforza il rapporto tra Sky e UEFA e affianca alle competizioni europee per club anche un pacchetto sempre più ampio dedicato alle Nazionali: «Siamo orgogliosi di annunciare questo nuovo accordo che arricchisce ulteriormente l’offerta europea della Casa dello Sport e conferma Sky come premium partner di UEFA», ha commentato Giuseppe De Bellis, EVP Sport, News and Entertainment di Sky.
De Bellis ha sottolineato come l’acquisizione permetta all’emittente di seguire non soltanto i principali campioni del calcio europeo con le rispettive Nazionali, ma anche il percorso dell’Italia verso le prossime competizioni internazionali.
Su Sky anche Nations League e qualificazioni a EURO 2028 – Il nuovo accordo non riguarda infatti soltanto la fase finale dell’Europeo. Sky trasmetterà anche una selezione delle migliori partite tra le Nazionali straniere nella fase a gironi della UEFA Nations League 2026/27, che prenderà il via il prossimo 24 settembre. L’emittente avrà inoltre i diritti di tutte le partite delle UEFA Nations League Finals, in programma nel giugno 2027, comprese quelle eventualmente disputate dalla Nazionale italiana.
Su Sky saranno visibili anche i principali incontri delle Nazionali straniere nella fase a gironi e negli spareggi delle qualificazioni a EURO 2028, insieme alle principali amichevoli internazionali di preparazione al torneo. Il pacchetto comprende inoltre gli highlights di tutte le partite. La copertura sarà accompagnata da studi, rubriche, speciali e inviati sui campi, secondo il modello editoriale già utilizzato da Sky per le principali competizioni calcistiche internazionali.
Sky seguirà anche il percorso dell’Italia – Particolare attenzione sarà riservata alla Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, con una copertura continuativa dai ritiri, da Coverciano e dalle trasferte. Sky accompagnerà così il percorso degli Azzurri verso un torneo che avrà uno dei suoi centri principali a Wembley, stadio dove l’Italia conquistò EURO 2020 nella finale disputata nel 2021. L’impianto londinese ospiterà otto partite di EURO 2028, comprese le due semifinali e la finale.
Per gli appuntamenti della Nazionale, Sky prevede una copertura con inviati al seguito della squadra, aggiornamenti durante la giornata, studi pre e post partita e contenuti dedicati alle gare di Nations League e al percorso di qualificazione all’Europeo.
Con l’acquisizione di EURO 2028, Nations League ed European Qualifiers, Sky consolida quindi ulteriormente il proprio investimento sui diritti UEFA, affiancando alle competizioni per club un’offerta sempre più ampia dedicata anche al calcio delle Nazionali.
Il club emiliano ha reso noto l’accordo fino al 2029 con l’ex tecnico di Atalanta e Fiorentina
Domenico Tedesco – Raffaele Palladino
“Non saprei…“. Sarebbe stata più o meno questa chiosa – secondo indiscrezioni – a far scattare la molla in maniera definitiva: nell’incontro di ieri con la dirigenza del Bologna(incontro annunciato e avvenuto attorno all’ora di pranzo), Domenico Tedesco si è assunto molte responsabilità riguardo all’avvio stagionale, ha espresso volontà di insistere sulla propria via, ha mostrato dispiacere inevitabile ma allo stesso tempo si sarebbe palesato troppo incerto sulla possibilità di trovare la giusta via d’uscita dopo un inizio shock. Per tutto questo, ma non solo, oggi l’ex ct del Belgio non è più l’allenatore del Bologna. Lo ha ufficializzato il club in una nota:” Il Bologna Fc 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali“.
La scelta di palladino – Dal 14 luglio – giorno del primo allenamento in altura a Valles – al 14 settembre – giorno di una gara quasi avvilente contro il Napoli – il Bologna ha certificato che il carattere, la coesione, la convinzione, il gioco, le caselle giuste al posto giusto e coi compiti consoni ma soprattutto le soluzioni per uscire dall’unico punto in 4 partite, beh, non si vedevano. E che sarebbe stata proprio dura trovarli dallo stesso allenatore. E adesso Raffaele Palladino è pronto a prendersi i rossoblù, con un contratto fino al 2029. “La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico“, ha aggiunto la società nella nota.
I motivi – Resta il fatto che la situazione si era fatta particolarmente allarmante: ed ecco il perché dell’accelerazione. In società la preoccupazione era latente ma pressante; in campo la squadra non aveva una direttiva precisa, troppe vie di mezzo e giocatori validi a fare certe cose che invece erano impiegati nel fare altro. E poi, un centrocampo deputato a creare ma con tre mediani, orfano in maniera schiacciante di “un” Freuler e con l’unico capace di vedere la verticale sistematicamente in panchina(Moro); ali costrette a rincorrere più che ad essere rincorse; laterali difensivi che hanno nella spinta la propria forza ma che non spingevano più; una lentezza nell’arrivare ad attaccare che ha sì prodotto anche occasioni, che ha sì trovato anche portieri in formato XL (Mandas e Carnesecchi, per esempio) ma che via via ha mostrato lentezza e leggibilità. L’identità di squadra non è mai emersa limpida: la Terra di mezzo si è impossessata di questo Bologna, tutte cose fatte a metà insomma. E quando – durante il confronto – a Tedesco è stato chiesto se avesse intenzione di cambiare e di trovare soluzione alternative (senza arrivare alle ingerenze tecniche) ecco che l’incertezza ha avuto più peso dell’unico punto fatto in 4 gare.
Tutti scontenti – Poi, i problemi che sono sorti via via pur evidenziando la trasparenza del tecnico che non ha mai nascosto nulla. Uno: Federico Bernardeschi che dopo l’amichevole persa contro il Brightonchiede di voler tornare nel suo luogo sicuro (ala destra) anziché rincorrere gli avversari in mezzo al campo da mezzapunta, con la conseguenza che alla prima contro la Lazio si fa un’ora in panchina. Poi, il caso-Rowe, spedito dal tecnico a farsi la doccia anzitempo durante un allenamento e qualche giorno prima delle cessione all’Atalanta. Quindi la panchina punitiva di Skorupski a Napoli per un ritardo alla riunione tecnica (ma non è stato certo questo a creare la spaccatura definitiva). E ancora, il mistero-Moro, confinato perennemente in panchina quando è evidente che un giocatore di regìa manchi come il pane. Tutto questo ha portato al cambio-lampo. Troppe facce lunghe legate a un calcio non redditizio hanno praticamente interrotto il Sogno italiano dell’italiano Tedesco.
Primo allenamento – La dirigenza è rimasta a lungo anche ieri sera a Casteldebole: la decisione era stata presa già dopo il colloquio con Tedesco ma serviva dare corpo alla volontà iniziale, quella che portava a Palladino. Oggi la squadra si ritrova dopo il giorno di riposo goduto ieri e l’ex tecnico di Fiorentina e Atalanta è pronto a dirigere il suo primo allenamento.
mercoledì 16 Settembre 2026 – h 10:08 Nota del Club: Il Bologna FC 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico.
Colpiti i collegamenti con Malpensa, i regionali per Lecco e l’alta velocità verso Torino. Linea ripristinata intorno alle 14, ma il recupero della circolazione è stato graduale.
Il guasto è stato risolto, ma per i viaggiatori il ritorno alla normalità ha richiesto più tempo. Un problema alla linea elettrica tra Milano Greco Pirelli e Porta Garibaldiha rallentato la circolazione ferroviaria, provocando cancellazioni e modifiche ai percorsi. Le difficoltà hanno interessato alcuni collegamenti essenziali per chi si muove da Milano: i Malpensa Express, i regionali diretti a Lecco e i treni ad alta velocità verso Torino Porta Nuova.
I disagi segnalati dalle 11.00 si sono protratti fino al ripristino dell’infrastruttura, avvenuto intorno alle 14.00. La riapertura della linea, tuttavia, non ha coinciso con l’immediato recupero dei ritardi accumulati.
Guasto a Milano Porta Garibaldi, linea ripristinata dopo l’intervento di Rfi – I tecnici di Rfi sono intervenuti sulla linea di alimentazione dei treni, ripristinandone la piena funzionalità. Nella fase più critica, l’avviso del gestore indicava maggiori tempi di percorrenza fino a 60 minuti per alta velocità e regionali
Trenord ha successivamente comunicato la graduale ripresa del servizio, segnalando ancora ritardi medi di circa mezz’ora e possibili variazioni di percorso e cancellazioni. Il quadro descrive quindi due momenti distinti: la risoluzione del guasto e il progressivo recupero della regolarità delle corse.
Malpensa Express, partenze spostate a Bovisa e servizio regolare da Cadorna – Le conseguenze hanno riguardato anche chi doveva raggiungere l’aeroporto. Alcuni Malpensa Express previsti da Milano Centrale sono stati fatti partire da Bovisa, modificando il punto di accesso al collegamento aeroportuale.
È rimasto invece regolare il servizio daMilano Cadorna, che percorre una linea non interessata dal guasto. Una distinzione importante per i passeggeri: le difficoltà non hanno coinvolto allo stesso modo tutti i collegamenti ferroviari tra Milano e Malpensa.
Ritardi anche a Milano Centrale, arrivi oltre le due ore – Anche il tabellone di Milano Centrale ha mostrato attese consistenti. La ricostruzione di Repubblica segnala ritardi tra 70 e 130 minuti per alcuni arrivi, tra cui l’Italo 9976 proveniente da Roma Termini, con oltre due ore di scarto sull’orario previsto.
Questi valori riguardano singoli convogli e non vanno confusi con il ritardo medio comunicato per la linea di Porta Garibaldi. Dai resoconti disponibili non è inoltre possibile attribuire al solo guasto elettrico l’intero ritardo di ciascun treno in arrivo a Centrale.
A complicare il quadro ferroviario lombardo si sono aggiunti problemi separati sulle linee Cremona–Treviglio e Cremona–Brescia: rami sui binari e un guasto seguito al temporale hanno causato cancellazioni e variazioni di percorso, con l’attivazione di autobus sostitutivi.
Lo ha registrato l’Ingv: l’epicentro è stato rilevato a Castiglione Cosentino e a una profondità di circa 9 chilometri
Terremoto 4 settembre – (Ingv)
In Calabria una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato dall’Ingv oggi, venerdì 4 settembre, alle 21:31 con epicentro a Castiglione Cosentino e a una profondità di 9.3 chilometri.
Paura tra la popolazione: la scossa è stata avvertita distintamente nei comuni di Rende, Castrolibero, Paola, San Giovanni in Fiore. Molti utenti sui social parlano di un forte boato che ha preceduto il sisma.
I comuni più vicini all’epicentro della scossa sono stati quelli di Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano e Zumpano. Al momento non si segnalano danni a cose o persone.
La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi
Germania sotto attacco. Un oggetto non identificato è esploso in un passaggio di un edificio nella stazione ferroviaria principale di Augusta, in Germania. La polizia è intervenuta dopo aver ricevuto l’allarme, alle 3,15 del mattino, riferendo alla Bild che due persone hanno riportato ferite lievi a causa dell’esplosione. Anche alcune finestre sono state danneggiate. Gli artificieri dell’Ufficio di Polizia Criminale dello Stato bavarese sono sul posto, ha confermato la polizia alla Bild.
L’edificio della stazione e il binario 1 sono attualmente chiusi, ha dichiarato un portavoce della polizia. Il servizio ferroviario è interrotto e i treni circolano sugli altri binari. La causa dell’esplosione è ancora sconosciuta. A causa delle operazioni in corso, le strade nella zona della stazione ferroviaria principalesono attualmente chiuse, come riportato dalla polizia su X.Anche il trasporto pubblico ad Augusta è interessato.
L’imbarcazione era da poco salpata dal porto di Kyrenia (Girne) quando ha iniziato a imbarcare acqua. Immediati i soccorsi per cercare di salvare i 267 a bordo tra passeggeri ed equipaggio
Fermi-immagine tratti da video social che mostrano i passeggeri sul traghetto che sta affrontando al largo di Cipro del Nord (da X)
Istanbul, 30 agosto 2026 – Un traghetto con 267 persone a bordo si è ribaltato ed è affondato al largo delle coste dell’autoproclamata repubblica di Cipro del Nord. Il bilancio reso noto dal premier turco-cipriota Unal Ustel parla dialmeno sette morti e 237 tratti in salvo, mentre all’appello mancano ancora 23 persone. La Farnesina ha già attivato i suoi canali per verificare l’eventuale presenza di italiani.
L’affondamento poco dopo l’uscita dal porto – L’imbarcazione, appartenente alla flotta della compagnia Filo Shipping, era da poco partita dal porto di Kyrenia (in turco Girne) quando – secondo quanto reso noto dal ministero dei Lavori pubblici e dei Trasporti – “a circa quattro miglia dal porto di partenza ha iniziato a imbarcare acqua ed era a rischio di affondamento“.
Immediate sono scattate le operazioni di soccorso per i 259 passeggeri e gli otto membri dell’equipaggio.
Le impressionanti immagini sui social – Il premier turco cipriota ha raccontato che la nave sarebbe dovuta partire ieri alla volta della Turchia, ma a causa delle condizioni meteorologiche la partenza era stata rinviata a oggi. “Tuttavia, in mare si è abbattuta una prima onda e, mentre il capitano cercava di mettere in salvo i passeggeri, la nave ha iniziato a imbarcare acqua a causa di una seconda onda“, ha aggiunto.
Nei video, subito circolati sul web, si vede il traghetto rovesciato ma ancora galleggiante, con sopra decine di persone con giubbotti salvagente.
Traduzione google: CENTINAIA DI PASSEGGERI IN ATTESA DI ESSERE SALVATI SULLA NAVE RIBALTATA! Oltre 250 passeggeri a bordo della nave passeggeri express della Filo Jet, che si è capovolta a 2-3 km dalla costa poco dopo aver lasciato il porto di Girne, sono in attesa di essere soccorsi sulla nave rovesciata!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY — Özgür Gazete Kıbrıs (@CyprusNewspaper) 30 agosto 2026
YÜZLERCE YOLCU TERS DÖNEN GEMİNİN ÜZERİNDE KURTARILMAYI BEKLİYOR! Girne Limanı’ndan çıkış yaptıktan kısa süre sonra 2-3 km açıkta alabora olan 250’den fazla kişinin bulunduğu Filo Jet’e ait Express Yolcu Gemisi’ndeki yolcular ters dönen geminin üzerinde kurtarılmayı bekliyor!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY— Özgür Gazete Kıbrıs (@CyprusNewspaper) August 30, 2026
I soccorsi con navi ed elicotteri – Il ministero dell’Interno turco ha reso noto che sono state dispiegate nella zona quattro navi della Guardia costiera turco-cipriota, cinque di quella turca, che ha fornito anche due elicotteri, e la nave da trasporto passeggeri Akgunler 3. La Marina militare turca ha dispiegato altre sei unità navali per fornire supporto alle operazioni di ricerca e soccorso. “Anche la nostra popolazione si è riversata sul luogo dell’incidente – ha detto Ustel ai giornalisti –. Chi possedeva un’imbarcazione è accorso in aiuto. Le nostre squadre mediche sono pronte, abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie“.
Lingua originale: turco CENTINAIA DI PASSEGGERI SOPRA LA NAVE CAPOVOLTA ASPETTANO DI ESSERE SALVATI! Poco dopo la partenza dal Porto di Girne, la nave da passeggeri Express della Filo Jet, con oltre 250 persone a bordo, si è capovolta a 2-3 km dalla costa, e i passeggeri sulla nave rovesciata aspettano di essere salvati! Le barche della Guardia Costiera, imbarcazioni civili, elicotteri e navi di compagnie private stanno cercando di salvare i passeggeri, mentre in spiaggia le ambulanze sono pronte in attesa.
YÜZLERCE YOLCU TERS DÖNEN GEMİNİN ÜZERİNDE KURTARILMAYI BEKLİYOR!
Girne Limanı'ndan çıkış yaptıktan kısa süre sonra 2-3 km açıkta alabora olan 250'den fazla kişinin bulunduğu Filo Jet'e ait Express Yolcu Gemisi'ndeki yolcular ters dönen geminin üzerinde kurtarılmayı bekliyor!… pic.twitter.com/IwYiaQs3pY
Le celebrazioni nell’anniversario della tragedia. Da La Russa a Conte, l’omaggio delle istituzioni e della politica
Il Ponte Morandi crollato a Genova – AFP
Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi. Oggi, 14 agosto, il comune di Genova insieme ai parenti, ricorda le vittime del crollo del viadotto che causò la morte di 43 persone nel 2018.
Il programma istituzionale prevede l’inaugurazione di una mostra fotografica presso l’atrio di Palazzo Tursi e la replica straordinaria dello spettacolo “La traiettoria calante“, programmata per le ore 20:30.
Alle ore 9:00, l’arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca, ha officiato la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, sita in via San Bartolomeo della Certosa, 15. Successivamente, la cerimonia commemorativa presso la Radura della Memoria, alla presenza della sindaca di Genova, Silvia Salis, del prefetto di Genova, Cinzia Torraco, delpresidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La conclusione dell’evento è fissata per le ore 11:50. Al termine, la sindaca Silvia Salis terrà un punto stampa, trasmesso in diretta sulla pagina ufficiale del Comune di Genova.
Da La Russa a Conte, l’omaggio delle istituzioni e della politica– “Il Senato della Repubblica rende omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi e si stringe con profondo rispetto al dolore dei loro familiari. Una tragedia che ha segnato la coscienza dell’intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l’impegno inflessibile per la verità e la giustizia. La straordinaria reazione di Genova resta l’esempio della dignità di un popolo, ma il ricordo di quel drammatico 14 agosto 2018 deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato“, scrive sui socialil presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Otto anni dal crollo del Ponte Morandi: una pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese. Rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime e mi unisco al dolore dei loro familiari. La mia vicinanza alla comunità genovese, che ha reagito con straordinaria forza, solidarietà e coesione“. Questo il messaggio diffuso sui social del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana nell’anniversario della tragedia.
“Le sentenze di condanna per i responsabili. La ricostruzione in tempi record. Gli atti e le sfide che abbiamo messo in campo per mettere una toppa ad accordi e obbrobri politici e giuridici confezionati negli anni precedenti. Nulla però rimargina certe ferite“. Lo scrive in un post social il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, all’epoca presidente del Consiglio. “Nulla compensa minimamente il dolore di 43 vite spezzate. I pianti e la disperazione di quei giorni, fra le macerie, non si cancelleranno mai dalla testa. A otto anni dal crollo del ponte Morandi l’imperativo e’ sempre lo stesso: impegnarsi affinche’ non si creino piu’ certe condizioni, affinche’ non avvenga mai piu’. Sta a noi”, conclude Conte.
“La data del 14 agosto ci ricorda un dolore che non dimenticheremo mai. Il crollo del Ponte Morandi ha rappresentato una ferita profondissima per l’Italia, ma per me ha anche il volto della mia città natale, Genova, colpita nel suo cuore e nella sua comunità. In quel giorno abbiamo perso 43 vite innocenti, molte famiglie sono state spezzate e migliaia di persone hanno visto cambiare per sempre la propria esistenza’‘. E’ il ricordo del ministro della Pa, Paolo Zangrillo. ”Nel ricordo delle vittime, il nostro pensiero va ai loro familiari e a tutti coloro che continuano a convivere con quel dolore. Ma accanto alla memoria c’è anche una lezione che Genova ha saputo offrire all’intero Paese. I genovesi hanno dimostrato ancora una volta di possedere una forza silenziosa e straordinaria: quella di non spezzarsi mai, di rialzarsi anche nei momenti più difficili e di trasformare una tragedia in un esempio di ricostruzione e speranza”, prosegue il ministro. ”Quel ponte ricostruito non è soltanto un’infrastruttura. È il simbolo di una comunità che ha scelto di guardare avanti senza dimenticare, di ripartire senza cancellare il dolore. È questo lo spirito di Genova: custodire la memoria e continuare a costruire il futuro con dignità e coraggio”, conclude Zangrillo.
“Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi ha segnato profondamente il nostro Paese. Oggi il pensiero va alle 43 vittime, ai loro familiari e a tutta la comunità di Genova, che ha saputo affrontare quella tragedia con grande forza e dignità. Custodire la memoria significa rinnovare ogni giorno l’impegno per la sicurezza, la responsabilità e il bene delle nostre comunità“, il messaggio sui social della ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
“Il 14 agosto è una data che l’Italia non può e non deve dimenticare. È il giorno in cui si è aperta una ferita che ha segnato profondamente Genova, la Liguria e l’intero Paese. A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il primo pensiero va alle 43 vittime di una delle tragedie più dolorose della storia recente del nostro Paese e alle loro famiglie. Un grazie sentito va invece rivolto a vigili del fuoco, forze dell’ordine, personale sanitario, volontari e cittadini che, nelle ore e nei giorni successivi alla tragedia, lavorarono senza sosta tra le macerie. Genova ha saputo reagire con straordinaria forza. La costruzione del nuovo Ponte San Giorgio rappresenta il simbolo concreto di una città capace di rialzarsi. Ricostruire non equivale però a dimenticare. Soprattutto perché ricordare il crollo del Ponte Morandi significa anche rinnovare un impegno. Un monito affinché manutenzione, prevenzione e sicurezza delle infrastrutture siano sempre considerate una priorità assoluta. Perché se la memoria è un dovere la sicurezza è una responsabilità”, dichiara Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato.
Il piano di viabilità oggi a Genova – In via W. Fillak, nel tratto tra l’intersezione con via Campi e quella con via Capello, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto, e il divieto di circolazione dalle ore 9:30 alle ore 12:30 del 14 agosto.
In via E. Porro, nel tratto compreso tra il civico 18 rosso e l’intersezione con via Fillak, nonché nell’area antistante le scale A, B e C del civico 11 e nei tratti a monte e a mare della Radura della Memoria, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto. Il divieto di circolazione in tale area è operativo dalle ore 07:00 alle ore 14:00 del 14 agosto. Contestualmente, nel tratto tra il civico 18 rosso e l’intersezione con via Capello, l’amministrazione ripristina il doppio senso di circolazione in regime di senso unico alternato a vista.
In via Campi, nel tratto tra il sottopasso ferroviario e l’intersezione con via Perlasca, vige il divieto di sosta con rimozione forzata sul lato mare dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
In via T. M. Canepari, sul lato ponente, nel tratto tra l’intersezione con via Benedetto Brin e l’intersezione con via San Bartolomeo della Certosa, vige il divieto di sosta dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
In via A. Vedovi, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 17:00 del 13 agosto alle ore 14:00 del 14 agosto.
12 agosto 1944 – 12 agosto 2026 – Eccidio di Sant’Anna di Stazzema
Fu una strage nazifascista compiuta il 12 agosto 1944, quando reparti della 16ª SS-Panzergrenadier-Division con collaborazionisti fascisti uccisero 560 civili, tra cui 130 bambini, nella frazione di Sant’Anna di Stazzema (Lucca). Non fu una rappresaglia: le indagini hanno accertato che si trattò di un atto terroristico premeditato contro una popolazione dichiarata “zona bianca”, quindi considerata sicura.
Il violento sisma è stato registrato poco dopo le 7:30, ora locale, nella zona di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, nella parte occidentale del Paese
Un edificio danneggiato dal sisma nella città di Pereira, in Colombia (Foto LaPresse)
Una violenta scossa di terremoto, di magnitudo compresa tra 6.6 e 7.4 in base alle prime rilevazioni, è stata registrata nella giornata di oggi, lunedì 10 agosto, in Colombia. Il potente sisma si è verificato alle 7:34 (ora locale): secondo quanto reso noto dal Servizio geologico colombiano (Sgc) e dell’Usgs (United States geological survey) l’epicentro è stato registrato a San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a circa 280 chilometri a ovest di Bogotá, nella parte occidentale del Paese sudamericano, a una profondità di circa 100 chilometri.
Crolli e vittime – Secondo il bilancio aggiornato grazie ai resoconti dei governatori e dei sindaci delle zone colpite dal sisma, il numero delle vittime avrebbe superato quota 80, mentre si scava ancora tra le macerie alla ricerca di superstiti. Almeno 40 persone hanno perso la vita nell’area metropolitana di Pereira, secondo quanto riferito dal primo cittadino Mauricio Salazar.
Gravi danni sono stati registrati anche a Cali, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca, dove almeno 25 strutture sono crollate con persone rimaste intrappolate sotto le macerie. “Ho chiesto aiuto a Bogotà e Medellín affinché inviino squadre di soccorritori“, ha scritto su X il sindaco Alejandro Eder, invitando i cittadini a “mantenere la calma e uscire dagli edifici” in presenza di grosse crepe. Tre vittime erano bambini, morti nel comune di Calima El Darién a causa del crollo di un muro. Il numero dei morti resta provvisorio e potrebbe aumentare con il proseguo delle verifiche e delle operazioni di soccorso.
Tra le città maggiormente colpite ci sono anche Manizales, Calì, Zarzal e Támesis. Intanto sui social sono diversi i video che mostrano la distruzione provocata dal terremoto, soprattutto nella città di Manizales, con cittadini che fuggono dalle aree in cui gli edifici sono gravemente danneggiati. Il sisma ha anche provocato il crollo della cupola della Catedral Basílica Metropolitana.
Soccorsi in azione – La governatrice Nubia Carolina Córdoba ha diffuso un messaggio tramite i suoi canali social: “C’è stato un grave evento sismico nel dipartimento di Chocó. Siamo preoccupati per le scosse di assestamento. Sebbene l’epicentro sia stato a San José del Palmar, si registrano feriti e gravi danni agli edifici anche nel capoluogo, Quibdó. Stiamo già valutando i danni per poter redigere il primo rapporto ufficiale”. La stessa governatrice ha poi precisato che le autorità e i team di emergenza sono già attivamente impegnati nelle operazioni di soccorso sul territorio.
Lingua originale: spagnolo #SismosColombiaSGC Evento Sísmico – Bollettino Preliminare, 2026-08-10, 07:34 ora locale Magnitudo 6.7, Profondità 82 km, San José del Palmar – Chocó, Colombia Ha sentito questo sisma? riportalo
Acabamos de pasar un grave evento sísmico en el departamento del Chocó. Nos preocupan las réplicas. Aunque el epicentro fue San José del Palmar, en la capital Quibdó hay heridos y graves daños en las edificaciones. Ya estamos haciendo la evaluación de daños para emitir el primer… https://t.co/tqfFPcdVx7
— Nubia Carolina Córdoba-Curi (@NubiaCarolinaCC) August 10, 2026
I danni provocati dal terremoto in Colombia (Foto LaPresse)
I danni provocati dal terremoto in Colombia (Foto LaPresse)
Un incendio è divampato oggi, sabato 8 agosto, poco prima delle 11 in una cabina elettrica del reparto Dialisi del policlinico Gemelli. Sul posto i vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’area e i poliziotti di Montemario impegnati nelle indagini. L’edificio è stato evacuato, mentre non si registra alcun ferito.
Le cause dell’incendio – Secondo quanto apprende l’Adnkronosda fonti qualificate all’origine dell’incendio ci sarebbe un malfunzionamento delle batterie del gruppo di continuità. L’immediata attivazione del sistema di allarme e del servizio anticendio, insieme all’immediato intervento dei vigili del fuoco, ha permesso di limitare i danni all’edificio. Indenni anche gli impianti elettrici e il gruppo elettrogeno.
Tutti i pazienti sono stati trasferiti dal personale nell’edificio centrale dell’ospedale e nessuno ha riportato conseguenze sul piano clinico. Si prevede che il centro emodialisi ambulatoriale riapra la prossima una volta effettuati tutti i controlli di sicurezza.
La multinazionale canadese ha concluso l’operazione annunciata a fine 2025 con il versamento di 3 miliardi di dollari del 26% delle quote ancora in possesso dei fondatori.
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Con un comunicato datato 3 agosto, Brookfield ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Oaktree, il fondo USA proprietario dell’Inter dall’escussione del pegno esercitato nel maggio del 2024 nei confronti della società cinese Suning, allora controllata dalla famiglia Zhang.
Questa operazione rappresenta il passo successivo di una partnership iniziata nel 2019 e riunisce pienamente le piattaforme di Oaktree e Brookfield. Con l’aggiunta di Oaktree, la piattaforma globale del credito di Brookfield offre un’ampia gamma di soluzioni nei settori del credito opportunistico, del credito legato agli asset reali, della finanza garantita da attività e del credito corporate performing, rivolgendosi a investitori istituzionali, consulenti finanziari e clienti individuali. L’operazione ha un costo intorno ai 3 miliardi di dollari per il 26% delle quote di Oaktree che erano rimaste in possesso dei soci fondatori del fondo, che è stato così valutato complessivamente 11,5 miliardi, pari a quasi 9,98 miliardi di euro.
Connor Teskey, CEO di Brookfield Asset Management, ha dichiarato: «Brookfield è da decenni uno dei principali investitori in asset alternativi e, negli ultimi 20 anni, ha costruito un’attività nel credito a complemento delle sue piattaforme globali negli asset reali. L’aggiunta del marchio Oaktree ha ulteriormente rafforzato la nostra capacità di investire attraverso i cicli di mercato e le diverse opportunità, valorizzata dallo storico di Oaktree e dalle sue capacità di valutazione degli investimenti. Non vediamo l’ora di costruire su questo solido storico e sulla profonda competenza del team, mentre continuiamo a far crescere la nostra attività globale nel credito».
Bob O’Leary e Armen Panossian, Co-CEO del Credit Group di Brookfield, hanno dichiarato: «La partnership tra Brookfield e Oaktree negli ultimi sette anni si è basata su un impegno condiviso verso investimenti disciplinati e una prospettiva di lungo periodo. Questo passo successivo ci consente di consolidare tali fondamenta e di continuare a offrire risultati solidi ai nostri clienti».
Howard Marks sarà Co-Presidente di Oaktree, oltre a mantenere il ruolo di Direttore di Brookfield Corporation e Presidente dell’Investment Solutions Group di Brookfield. Bruce Karsh sarà anch’egli Co-Presidente di Oaktree, oltre a continuare a ricoprire il ruolo di Chief Investment Officer di Oaktree e gestore dei portafogli per le strategie Global Opportunities e Global Credit della società.
Con l’acquisizione di Oaktree, gli Stati Uniti diventano il mercato più importante per Brookfield Asset Management. Il Paese ospita ora oltre il 60% della forza lavoro di Brookfield Asset Management e genera quasi la metà dei suoi ricavi. L’operazione rafforza ulteriormente la presenza storica di Brookfield negli Stati Uniti e conferma il suo impegno a investire nell’economia americana. Allo stesso tempo, la piattaforma globale di investimento di Oaktree e la sua presenza in 18 Paesi ampliano la portata dell’attività creditizia di Brookfield, rafforzandone la capacità di servire i clienti e allocare capitale a livello mondiale.
La scossa poco dopo le 10 di martedì mattina 4 agosto. Paura in città
Una scossa di terremoto è stata avvertita questa mattina 4 agosto alle ore 10.15 a Pisa e provincia. Numerose le segnalazioni giunte anche alla nostra redazione da parte di cittadini che hanno avvertito distintamente la scossa. Il terremoto è stato avvertito anche in altre zone della Toscana, in particolare nelle province di Lucca e Massa Carrara.
La scossa, secondo i dati di Ingv – Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia, ha avuto una magnitudo di 4.3 con epicentro tra Marina di Pisa e l’aeroporto Galilei, per la precisione nel parco di San Rossore in zona Cascine Nuove, ad una profondità di 8 km.
Verifiche in corso da parte del sistema regionale di Protezione civile per rilevare eventuali danni.
Terremoto di magnitudo ML 4.3 del 04-08-2026 ore 10:15:18 (Italia) in zona: 7 km W Pisa (PI)
Il tecnico di Jesi pronto a tornare sulla panchina della Nazionale dopo la fuga dell’estate 2023
“Il nuovo ct della Nazionale è Roberto Mancini”. Il presidente federale Giovanni Malagò lo conferma nella conferenza stampa post Consiglio federale e con lui arriverà anche Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia. Entrambi saranno presentati domani alle 18. Dopo la rinuncia a Pirlo, “scelta che avevo definito e concordato su indicazione di Maldini e Leonardo e che ho poi escluso per motivi di opportunità”, “ho ritenuto(prima persona singolare, ndr) che la migliore scelta per il ct fosse Roberto Mancini, per tutta una serie di considerazioni di cui mi assumo la responsabilità. Non è venuto meno il presupposto di condivisione con il direttore tecnico, con cui ho definito la scelta del ct. Dopo che le strade con Maldini e Leonardo si sono divise, senza conflitti e con una serena consensualità, ho optato su Claudio Ranieri, che da pochi minuti ha sottoscritto il suo impegno e sta arrivando dalla Calabria. Avrà un ruolo importantissimo e delicatissimo”. Ingaggi? “Numeri non ne faccio, ma è stata molto positiva la disponibilità anche di natura economica di entrambi”.
Mancini ct – Malagò fa presente che la scelta del ct è stata comunicata in Consiglio federale, parlando di “condivisione totale”. In realtà la Serie A ha espresso qualche riserva, non tanto sul nome, quanto sul suo mancato coinvolgimento nelle decisione. A domanda sul risultato del sondaggio Gazzetta, che mostra una sonora bocciatura del nuovo ct soprattutto per il maldestro addio del 2023, il presidente commenta: “Ho fatto tutte le valutazioni, compresa questa. Le scuse? Ne ho tenuto conto, del resto parlerà direttamente Mancini domani”. Sul nome di Conte, possibile alternativa, dice: “È un allenatore la cui storia parla da sola, aveva tutto per essere il ct, ma qualcuno continua a ragionare in modo diverso alla realtà di oggi che non è quella di ieri”. E su Chiellini, nome circolato come dt: “Io non vado a prendere persone che lavorano in club di Serie A che hanno peraltro condiviso la mia candidatura”.
Giovani e prospettive – Quindi conferma il progetto di lungo periodo previsto da Maldini: “Resta assolutamente. Siamo di fronte a un percorso a due velocità. Per quanto riguarda il nuovo allenatore, avrà due soli allenamenti prima della Nations League e non mi risulta che dalla Bosnia a oggi siano stati passaportati Lamine, Mbappé e Kane, quindi dobbiamo fare il meglio con quello che abbiamo. Poi c’è un campo che va arato, seminato e da cui devi fare un raccolto, nel minor tempo possibile, partendo dai 13-14 anni con l’obiettivo di avere tanti convocabili azzurri nell’Europeo in casa del 2032”. E a proposito di giovani, Malagò annuncia: “Entro la fine della settimana contro di darvi la notizia dell’arrivo di una terza figura che si occuperà delle squadre nazionali, il ruolo che aveva Gigi Riva per capirci, a cui vorrei affidare anche il coordinamento delle nazionali giovanili accanto a Maurizio Viscidi”. Gianfranco Zola è già quotatissimo.
Maldini e Leonardo hanno deciso di lasciare la Nazionale dopo il mancato arrivo di Pirlo sulla panchina dell’Italia a causa del caso Fonbet
Secondo quanto riferito da Sky Sport, Maldini e Leonardo hanno deciso di lasciare la Nazionale dopo il mancato arrivo di Pirlo sulla panchina dell’Italia a causa del caso Fonbet.
Lo avrebbero già comunicato direttamente al presidente Malagò. L’incarico del direttore sportivo azzurro e dell’advisor è durato appena 16 giorni.
Il favorito per il ruolo di Ct sembra essere quello di Roberto Mancini ora.
In una storia su Instagram le parole dell’allenatore che era stato indicato per il ruolo di c.t. azzurro
A un certo, intorno all’orario di cena, dopo un’oretta di pullman per rientrare a Geinberg a seguito dell’amichevole di ieri a Salisburgo, la telefonata che ha cambiato lo scenario: “Non sarai il c.t. dell’Italia”. Pirlo era in albergo, s’è alzato, ha risposto e appreso la notizia. Da capire se l’abbia chiamato il suo amico Maldini, Leonardo o il presidente Malagò, impegnato in tutta la giornata di ieri insieme al legale della Figc a scandagliare le carte legate al rapporto di Andrea con Fonbet.
i due post – Andrea Pirlonon diventerà l’allenatore della Nazionale. Maldini e Leonardo avevano virato su di lui dopo i no di Ancelotti e Guardiola, ma alla fine, al rush finale, s’è stoppato tutto. Ciò che filtra è una grande delusione, ovviamente, mostrata in due post diversi sui social. Intorno alle 23.50 ieri, dopo un’opera di convincimento da parte dello staff e del suo entourage, Pirlo s’è affidato a Instagram per chiarire la sua posizione con l’agenzia di scommesse russa: “La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuirne un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”. Nella mattinata di oggi, però, Pirlo ha ripubblicato lo stesso pensiero nelle storie aggiungendo un particolare fondamentale: “Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”. Telenovela finita, e adesso? Maldini e Leonardopotrebbero lasciare i ruoli di d.t. e di advisor. Palla a Malagò.
il messaggio integrale – “Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Ringrazio Maldini e Leonardo. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre“.
I rapporti dell’ex centrocampista con la società di scommesse Fonbet aprono un caso politico e istituzionale. Malagò prende tempo, mentre i legali della FIGC esaminano gli accordi.
Andrea Pirlo – Foto: Enrico Locci/Getty Images)
L’accordo che sembrava destinato a portare Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale si è improvvisamente complicato. Come riportato da La Repubblica, a sollevare nuovi interrogativi non sono tanto il curriculum dell’ex centrocampista e i risultati ottenuti nella sua ancora breve carriera da allenatore, ma soprattutto i rapporti commerciali che lo hanno condotto recentemente in Russia, nel pieno del conflitto con l’Ucraina.
Alla fine di maggio, mentre Mosca intensificava gli attacchi contro Kiev con una delle offensive più pesanti dall’inizio della guerra, Pirlo partecipava nella capitale russa a un evento promozionale organizzato da Fonbet, principale operatore di scommesse sportive del Paese. Al suo fianco c’era Artem Dzyuba, attaccante russo che non ha mai preso pubblicamente le distanze dall’invasione dell’Ucraina.
Le immagini del firmacopie, riemerse mentre la candidatura dell’ex tecnico della Juventus prendeva quota, hanno aperto una questione che supera il perimetro strettamente sportivo. Pirlo dovrebbe infatti diventare il volto calcistico dell’Italia, un Paese che dall’inizio del conflitto ha mantenuto una posizione nettamente schierata al fianco di Kiev. La presenza a Mosca non è stata un’iniziativa estemporanea. Pirlo è legato a Fonbet attraverso gli accordi sottoscritti con lo United Fc, la formazione di Dubai che allena dal 2025. La società emiratina e l’operatore di betting condividono il riferimento al miliardario russo Sergey Lomakin, proprietario del club e presente nell’azionariato della compagnia di scommesse.
Nel contratto dell’allenatore sarebbe inserita una clausola che consente a Fonbet di utilizzarne l’immagine per attività promozionali. Un legame che verrebbe meno in caso di nomina a commissario tecnico, ma che ha comunque spinto la Federcalcio ad approfondire la vicenda prima di procedere con l’eventuale ufficializzazione.
Il direttore tecnico Paolo Maldini e il consulente Leonardo hanno individuato in Pirlo il profilo attorno al quale costruire il nuovo corso azzurro. La decisione finale spetta però al presidente federale Giovanni Malagò, che inizialmente aveva accettato di affidarsi alle indicazioni dei due dirigenti, nonostante il nome dell’ex regista non figurasse in cima alle sue preferenze. Una situazione che ha creato un vero e proprio impasse per la nuova FIGC, come spiegato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend.
Le perplessità tecniche — legate a un’esperienza in panchina ancora limitata e a un palmarès poco ricco — erano state messe in conto. L’emergere dei rapporti con Fonbet ha invece introdotto un tema di opportunità politica e istituzionale che Malagònon può ignorare. Il presidente non sarebbe stato informato in precedenza dell’accordo commerciale e avrebbe chiesto ai legali della FIGCdi esaminarne contenuti e implicazioni.
Resta da risolvere anche il rapporto contrattuale con lo United Fc. Per liberarsi dal club di Dubai, Pirlo dovrebbe versare un indennizzo di importo contenuto. La Federcalcio non intende sostenere il costo dell’operazione e l’allenatore avrebbe quindi manifestato la disponibilità a pagare personalmente la clausola.
Sul tavolo sono finite inoltre alcune possibili situazioni di conflitto d’interesse. Nicolò Pirlo, figlio di Andrea, collabora con Gersh Sports, una delle principali agenzie internazionali di rappresentanza dei calciatori, mentre Christian Maldini lavora con GR Sports, struttura guidata dal procuratore Giuseppe Riso. Il regolamento FIGC sugli agenti sportivi impone di evitare qualsiasi sovrapposizione di interessi. Nicolò Pirlo e Christian Maldini, tuttavia, non risultano iscritti come agenti, ma operano come collaboratori. Una circostanza che sembra escludere un’incompatibilità formale, senza però cancellare tutti i dubbi sul piano dell’opportunità.
Il rallentamento riapre indirettamente anche il dossier Roberto Mancini. Malagò continua a considerare con favore l’ipotesi di un ritorno dell’ex commissario tecnico, sebbene non risulti ancora avviato alcun contatto ufficiale. Mancini osserva la situazione a distanza, tra la suggestione di una nuova avventura azzurra e il disappunto per non essere stato coinvolto direttamente.
Pirlo, intanto, prosegue il ritiro austriaco con lo United Fc e mantiene un atteggiamento sereno. Può contare sul sostegno di Maldini e Leonardo, ma la fiducia dei due dirigenti non è sufficiente per chiudere l’operazione. Prima della nomina serve il via libera del presidente federale. E Malagò, di fronte alle ombre russe emerse nelle ultime ore, non ha ancora deciso.
Dopo il no di Guardiola, Maldini e Leonardo hanno deciso di puntare sull’uomo che ritengono perfetto per la ripartenza azzurra
Andrea Pirlo
Pep Guardiola come previsto e prevedibileha detto no e la nuova dirigenza azzurra è andata dritta su Andrea Pirlo, che ha accettato di diventare il nuovo ct dell’Italia. Le parole che Maldini e Leonardo hanno pronunciato giovedì in Assemblea di Lega Serie A, d’altra parte, non lasciavano molti margini di interpretazione: per la panchina dell’Italia o il migliore di tutti con cui condividiamo gioco e filosofia calcistica o qualcuno che “ragioni come ragioniamo noi, con cui ci sia armonia, che condivida le nostre idee“. Qualcuno come Andrea Pirlo, l’uomo che la nuova direzione tecnica ha individuato sin dall’inizio come perfetto per quello che vedono come il necessario progetto di rinascita del nostro calcio. Del resto pretendere a priori che tecnici di esperienza e temperamento come Conte o Mancini “ragionino come loro” è praticamente fantascienza. Meglio allora un profilo più giovane, propenso a un calcio più moderno, aperto ad eventuali consigli e indicazioni.
i motivi – Pirlo come allenatorenon ha avuto una grande carriera(eufemismo), ma Maldiniin lui ha sempre visto una straordinaria visione calcistica ed è pronto a scommetterci. Qualcuno in passato lo ha accusato di non avere un carattere abbastanza forte da gestire uno spogliatoio (e quello della Nazionale non è certo facile), ma per quello ci sono i due dirigenti a cui il presidente Malagò ha affidato gran parte delle scelte del futuro azzurro, pronti a fare la voce grossa con chiunque lo dovesse mettere in discussione.
i tempi – Che cosa succede adesso? I contatti con Pirlo sono stati portati avanti e lui è ovviamente entusiasta di prendere parte a questo progetto che, già nella scelta di averlo come ct, ha qualcosa di rivoluzionario. L’ex centrocampista di Milan e Juve ha già accettato la proposta di Maldini e Leonardo. E in Figc si stanno tutti rassegnando all’idea di un weekend lavorativo. Martedì c’è il Consiglio federale, che formalmente non deve essere coinvolto nella scelta (lo Statuto prevede che venga solo “sentito“), ma potrebbe essere comunque una buona occasione per l’annuncio. Pirlo dovrebbe avere un contratto fino al Mondiale del 2030, anche se nella testa di Maldini c’è l’idea di portare avanti un percorso lungo, visto che la rifondazione dovrebbe partire dai ragazzini di 12-13 anni e completare il suo percorso in 8-10. Le cifre? Il buon senso porta a pensare che se Mancini si sarebbe accontentato di 2 milioni a stagione, Pirlo non possa andare oltre il milione e mezzo. Sperando in futuro di avere ottime motivazioni (leggi vittorie) per alzargli l’ingaggio. Salvo clamorose sorprese o complicazioni, che di certo non farebbero felice la direzione tecnica, sarà Pirlo il nuovo ct. E lo sarà a breve.
L’ex dirigente del Milan dice sì alla proposta del presidente della Figc. L’ex campione brasiliano sarà advisor
Paolo Maldini (ansa)
Paolo Maldini ha detto sì. L’ex dirigente del Milan ha accettato la proposta del presidente della Figc Giovanni Malagòe sarà direttore tecnico della federcalcio e presidente del Club Italia. A sorpresa arriva in azzurro anche un altro ex rossonero, Leonardo, che lavorerà al fianco di Maldini con il ruolo di advisor.
Leonardo
Questa la nota della Figc: “Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l’incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor. A Paolo Maldini Giovanni Malagò affiderà anche la presidenza del Club Italia”.
Malagò: “Ho pensato subito a Maldini” – Malagò, ospite di Tg2 Post, spiega che “da sempre, da subito, ho pensato che Paolo Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere al settore tecnico della Federcalcio, che poi implica non solo la nazionale maggiore ma tutta la filiera delle giovanili. In due settimane abbiamo portato avanti idee, progetti”. L’idea di Leonardocome advisor è proprio di Maldini: “Paolo da subito mi ha detto che sarebbe stato giusto coinvolgere Leonoardo come consulente. Io sono molto contento anche di questo perché ho stima profonda nei suoi confronti. Sono due facce della stessa medaglia. C’è un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale prossimo, passando per l’Europeo“.
Malagò: “Da ora cominciamo a ragionare sul ct” – Per quanto riguarda il nuovo ct della Nazionale, “da ora cominciamo a ragionare. Non ho parlato con nessuno e non ho voluto sentire nessuno: è giusto condividere” con Maldini “la scelta del nuovo commissario tecnico. Credo sia giusto e rispettoso condividere la scelta, so che l’ultima responsabilità è la mia e degli amici del Consiglio federale“, ha concluso Malagò.
L’ex numero uno del Coni guiderà il calcio italiano dopo le dimissioni di Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali
“Inizia la nuova epoca del calcio italiano”. Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete prendendo il 68,58% dei voti. “Non sono un Papa nero, ma uno di voi: figlio, fratello e padre del mondo del pallone”, commenta emozionato l’ex presidente del Coni davanti agli elettori. Un trionfo netto, quello decretato dell’assemblea federale, riunita per scegliere il successore di Gabriele Gravina nella cornice lussuosa del Rome Cavalieri Waldorf Astoria, sulla collina di Monte Mario. “Sento le vostre grida di dolore. Avverto uno spaventoso senso di responsabilità, ma sono abituato a conviverci. È il momento di cambiare e innovare”. Come? “Vi supplico, mettiamo da parte i personalismi. Da solo non posso fare nulla, con voi posso fare tutto”, la preghiera diMalagò. Che manda un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che nei mesi scorsi aveva apostrofato l’ex numero uno del Coni come “diversamente amico”, nel solco di una storica ruggine, ora da scrostare. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, spiega. Sconfitto il rivale (29,17% dei voti ottenuti da Abete), numero uno della Lega Dilettanti, che fino all’ultimo tiene viva la candidatura. “Giovanni, se tu sei figlio del mondo del calcio, io lo sono ancora di più”, il suo messaggio prima del voto in un discorso infinito – quasi mezz’ora, il doppio di Malagò – in cui cita anche Vasco Rossieil Vangelo per ribadire il suo impegno nella difesa degli interessi del calcio italiano.
La polemica di Gravina – Malagò raccoglie un’eredità pesante: la terza esclusione consecutiva dai Mondialinon aveva lasciato alternative a Gravina, che ha guidato il calcio italiano dal 2018 e il 3 aprile, dopo la batosta di Zenica con la Bosnia ai play-off, non ha resistito alle pressioni. E oggi ha spiegato: “La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. È stata una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Io sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”. E ancora: “Ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa”.
Insieme a Gravinaavevano lasciato anche Buffon, capo delegazione della Nazionale e Gattuso qualche giorno dopo che ha rassegnato le dimissioni da ct.
Gli obiettivi non sono cambiati e l’impegno che Malagò dovrà affrontare non è semplice: il calcio italiano è senza riforme, ha cento squadre professionistiche che faticano a sopravvivere, stadi vecchi e un debito di oltre 5 miliardi.
Confermati tutti i consiglieri federali – Sono stati confermati in blocco tutti i consiglieri federali: per la Lega Serie A Stefano Campoccia, Giuseppe Marotta e Giorgio Chiellini; per la Serie B Antonio Gozzi; per la Serie C Giulio Gallazzi; per la Dilettanti, Ilaria Bazzerla, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliano Tambaro; per l’AssoCalciatori Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno; per gli Allenatori Giancarlo Camolese e Silvia Città.
L’Italia giovedì 26 marzo, alle ore 20:45 giocherà la semifinale contro l’Irlanda del Nord. L’eventuale finale è contro Galles o Bosnia
LaPresse
Gennaro Gattuso ha sciolto le riserve e oggi, venerdì 20 marzo, ha diramato la lista dei convocati dell’Italia per i playoff del Mondiale 2026.Il ct ha selezionato i 28 calciatori tra cui sceglierà la formazione che manderà in campo allo Stadio di Bergamo, giovedì 26 marzo, alle ore 20:45, diretta su Rai 1, nella semifinale contro l’Irlanda del Nord e, in caso di vittoria, nell’eventuale finale, in trasferta, contro la vincente di Bosnia-Galles, in programma martedì 31 marzo.
Inutile sottolineare quanto sia alta la posta in palio visto che l’Italia si gioca l’accesso alla fase finale dei Mondiali che si giocheranno quest’estate negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Tra le novità in casa azzurra ci sono il ritorno di Federico Chiesa, campione d’Europa nel 2021, che mancava dalla Nazionale da Euro 2024 e la prima convocazione per Marco Palestra, classe 2005,difensore del Cagliari. Prime convocazioni con Gattuso anche per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli che erano assenti rispettivamente da marzo e da novembre 2024.
Il raduno al Centro Tecnico Federale di Coverciano, da cui partirà la ‘Missione Mondiale‘ è fissato nella serata di domenica 22 marzo.
I convocati dell’Italia
Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli);
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli);
Svolta storica in vista per il calcio internazionale. La Fifa ha annunciato che, dalla prossima stagione, le consuete soste Nazionali di settembre ed ottobre saranno accorpate in una sola pausa, più lunga, di tre settimane, che andrà dal 21/9 al 6/10.
Si tratta di un provvedimento a lungo atteso da club e giocatori che avevano presentato tale proposta da tempo e che ora si vedono accontentati. In questo modo infatti si riducono i viaggie si viene incontro anche alle esigenze dei ct che potranno guidare i loro gruppi per più giorni consecutivi.
Il calendario pallonaro d’altronde è sempre più ingolfatoe genera sempre più malumoriche ora il massimo ente che regola il calcio prova a ridurre con questa scelta di condensare le consuete due soste in una sola, più lunga. Il primo esperimento verrà condotto nel 2026con unamaxi pausa da lunedì 21 settembre a martedì 6 ottobre. In questa quindicina di giorni, ogni nazionale disputerà ben quattro partite. Nessuna novità invece per quanto riguarda la sosta di novembre. Questo nuovo format resterà in vigore fino al 2030.
“Questa è la mia decisione, e come ho detto stamattina al ct, non è definitiva né dettata dalla rabbia, né tanto meno dalla “depressione” per una finale Champions”
Prima l’annuncio di Spalletti in conferenza:“Acerbi non ha risposto alla convocazione”. Poi la palla passa al difensore che, via social, spiega il perché di questo forfeit: “Dopo una profonda riflessione, ho comunicato oggi al ct di non accettare la convocazione in Nazionale. Non è una scelta presa a cuor leggero, perché vestire la maglia azzurra è sempre stato un onore e un orgoglio per me. Tuttavia, ho ritenuto che, alla luce degli ultimi avvenimenti non esistono ad oggi le condizioni proseguire serenamente questo percorso“. Questo l’incipit del messaggio del difensore dell’Inter che dunque non prenderà parte alle prossime partite dell’Italia contro Norvegia e Moldova, valide per le qualificazioni al Mondiale del 2026.
“non resto dove non solo voluto” – “Io non cerco alibi né favori, ma pretendo rispetto – ha poi proseguito Acerbi nel suo post -. E se questo rispetto viene a mancare da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo, allora preferisco farmi da parte. Non sono uno che si aggrappa a una convocazione: ho sempre dato tutto, ma non resto dove non sono più voluto davvero ed è chiaro che non faccio parte del progetto del ct. Questa è la mia decisione, e come ho detto stamattina al ct, non è definitiva né dettata dalla rabbia, né tanto meno dalla “depressione” per una finale Champions persa, ma solo da un bisogno di fare un passo indietro. Auguro il meglio alla Nazionale e come ai miei compagni: continuerò a tifare per loro con lo stesso attaccamento che ho sempre dimostrato in campo”
In conferenza da Coverciano, il ct presenta i prossimi impegni validi per le qualificazioni al Mondiale 2026 e spiega perché il difensore dell’Inter ha detto ‘no’ alla sua chiamata: “Ha ripensato a quanto successo intorno a lui”
“Acerbi non ha risposto alla convocazione. Questione fisica? No.Ha ripensato a quanto successo intorno a lui. Prendiamo atto e si va avanti“. Luciano Spalletti in conferenza stampa da Coverciano fa subito chiarezza su una prima situazione spinosa che riguarda la sua difesa e spiega con queste parole perché l‘interista ha declinato la chiamata in vista dei prossimi due impegni della Nazionale (i primi due ostacoli sul cammino delle qualificazioni Mondiali contro Norvegia e Moldova). “Me l’ha detto per messaggio che non partecipa, io gli ho risposto e ci ho parlato per telefono – ha raccontato il ct che ha spiegato quanto accaduto ieri sera, quando Acerbi gli ha comunicato la sua volontà di non rispondere alla convocazione -. Ci sono calciatori che sono meritevoli quanto lui di avere la nostra considerazione e attenzione. Più volte ho detto di dover stare attento a quello che propone il campionato, e io l’ho convocato proprio per questo motivo, per quello che aveva fatto vedere in questo periodo“.
la conferenza di spalletti – “L’Inter dal mio punto di vista ha fatto un campionato straordinario, ha lottato fino all’ultima partita per lo scudetto – ha proseguito il ct -, è arrivata in fondo a tutte le competizioni, poi ha dovuto soccombere con squadre fortissime come Milan, Napoli e Paris Saint Germain. Ha fatto degli extra difficili da portare avanti. Poi è chiaro che ci si rimane male. Ieri è stata al di sotto delle sue reali forze. Gli interisti in Nazionale? Faremo leva sui giocatori nel rimettere apposto molte cose con la prossima partita“.
il cammino verso il mondiale – “In Norvegia ci giochiamo molto sul fatto se parteciperemo al Mondiale oppure no – ha poi chiarito Spalletti -. Lo sappiamo bene tutti, sia io che i calciatori. Ce lo siamo detti a vicenda già nel primo incontro di ieri, bisogna andare a centrare questa qualificazione perché per noi è assolutamente fondamentale. È la miglior Norvegia della sua storia, è una squadra che ha qualità fisiche e tecniche, soprattutto nel reparto offensivo esprime il suo valore. Noi abbiamo però tutte le potenzialità e possibilità di fare una grande gara, ed è quello che andremo a mettere in pratica“
Il Ct Spalletti ha convocato 27 calciatori per il doppio impegno in programma venerdì 6 giugno a Oslo e lunedì 9 a Reggio Emilia contro la Moldova
Francesco Acerbi (Photo by Dan Mullan/Getty Images)
Il cammino di qualificazione della Nazionale alla Coppa del Mondo del 2026 inizia dal doppio impegno a Oslo contro la Norvegia e a Reggio Emilia contro la Moldova. Tra venerdì 6 e lunedì 9 giugno, gli Azzurri tornano in campo per le prime due partite ufficiali di un Gruppo I che comprende anche Estonia e Israele.
Diego Coppola, difensore dell’Hellas Verona già inserito da Carmine Nunziata nella lista dei convocati della Nazionale Under 21 per il raduno di preparazione all’Europeo di categoria, è la novità nell’elenco dei 27 convocati del Ct Luciano Spalletti, con un primo gruppo da 21 calciatori che si ritroverà sabato 31 maggio presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Nella serata di lunedì 2 giugno, invece, si aggregheranno i sei giocatori impegnati sabato sera nella finale di Champions League: gli interisti Acerbi, Barella, Bastoni, Dimarco e Frattesi e Donarumma, portiere del Paris Saint-Germain.
Dopo tre anni e mezzo, torna tra i convocati Davide Zappacosta – ultima chiamata in Azzurro nel novembre del 2021 -; dopo un anno, invece, si rivedono Riccardo Orsolini (ultima chiamata giugno 2024) e Francesco Acerbi, assente dal marzo del 2024. Tra i convocati anche quattro giocatori reduci dallo scudetto con la maglia del Napoli (Meret, Buongiorno, Di Lorenzo e Raspadori) e due vincitori dell’Europa League con la maglia del Tottenham, Guglielmo Vicario e Destiny Udogie.
Portieri:Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain), Alex Meret (Napoli), Guglielmo Vicario (Tottenham);
Difensori:Francesco Acerbi (Inter), Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Hellas Verona), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Federico Gatti (Juventus), Destiny Udogie (Tottenham), Davide Zappacosta (Atalanta);
Attaccanti:Moise Kean (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Daniel Maldini (Atalanta), Riccardo Orsolini (Bologna), Giacomo Raspadori (Napoli), Mateo Retegui (Atalanta).
Venerdì 6 giugno l’esordio dell’Italia nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo del 2026 in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti, sarà all’Ullevaal Stadion di Oslo contro la Norvegia, già a quota 6 punti dopo le prime due partite giocate. Sono 17 i precedenti contro la nazionale norvegese, con un bilancio di 10 vittorie per l’Italia, quattro pareggi e tre successi per la Norvegia. Le due nazionali torneranno a sfidarsi a distanza di quasi 10 anni dal precedente del 13 ottobre 2015, quando allo stadio Olimpico di Roma gli Azzurri vinsero 2-1 in rimonta grazie alle reti di Florenzi e Pellé in una gara valida per le qualificazioni all’Europeo del 2016.
Lunedì 9, invece, la Nazionale tornerà a giocare allo stadio ‘Città del Tricolore’ quasi quattro anni dopo l’ultimo incontro con la Lituania disputato l’8 settembre 2021. L’Italia, impegnata contro la Moldova, sarà per la quinta volta nella sua storia di scena a Reggio Emilia, che rappresenta una piccola roccaforte per la Nazionale. Nei quattro precedenti gli Azzurri hanno infatti sempre vinto, realizzando complessivamente 12 reti senza subirne nessuna. La prima e l’ultima volta in città l’Italia ha battuto la Lituania, rispettivamente per 4-0 nel novembre del ’95 (qualificazioni europee) e per 5-0 nel settembre 2021 (qualificazioni mondiali). In mezzo altre due vittorie: 1-0 con Israele nel settembre 2017 (qualificazioni mondiali) e 2-0 con la Polonia nel novembre 2020 in un match valido per il girone di UEFA Nations League.
«La scadenza è prevista a marzo 2025, le elezioni avverranno nella prima data utile ma non possono farsi prima della chiusura delle Olimpiadi», ha spiegato ieri l’attuale numero uno Gravina.
Si terrà il 4 novembre l’Assemblea elettiva della Federcalcio, per l’inizio del nuovo ciclo quadriennale: è quanto emerge da ambienti FIGC, dopo che ieri il presidente federale Gabriele Gravina aveva detto di essere intenzionato a convocare l’assemblea entro fine anno.
«Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha convocato l’Assemblea Federale Elettiva lunedì 4 novembre 2024 (ore 8.30 in prima convocazione, ore 11 in seconda convocazione) presso l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino», ha ufficializzato la FIGC.
«All’ordine del giorno: la verifica dei poteri; l’elezione del presidente dell’Assemblea; l’elezione dei consiglieri federali delle componenti ai sensi dell’art.26, comma 4. dello Statuto federale; l’elezione del presidente federale; l’elezione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti».
«La scadenza è prevista a marzo 2025, le elezioni avverranno nella prima data utile ma non possono farsi prima della chiusura delle Olimpiadi», ha spiegato ieri Gravina. «Quella è l’unica sede deputata democraticamente a scegliere la governance e sarà legittimata a fare tutte le scelte progettuali. Ricandidarmi? Per me è prematuro parlarne oggi, credo sia giusto comunque un confronto aperto per verificare la possibilità se è un percorso che può essere continuato o va interrotto», aveva aggiunto.
Nel caso in cui decidesse di ricandidarsi e venisse rieletto, si tratterebbe del terzo mandato per Gravina: il 22 ottobre 2018 infatti era stato eletto presidente con il 97,2% dei voti a favore, succedendo al commissario straordinario Roberto Fabbricini che era a sua volta subentrato a Carlo Tavecchio il quale si era dimesso in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2018.
Il 22 febbraio 2021, poi, era stato rieletto per un secondo mandato, ottenendo il 73,45% dei voti ottenendo l’appoggio in particolare dei club professionistici, dell’Associazione Allenatori e dell’Associazione Calciatori, riuscendo così a superare il suo vice Cosimo Sibilia che, appoggiato dalla Lega Nazionale Dilettanti di cui era presidente, ottenne il 26,25% dei voti.
Non ci saranno Samuele Ricci, Riccardo Orsolini e Ivan Provedel
Luciano Spalletti ha ufficializzato la lista dei 26 convocati per Euro 2024. Dei calciatori che hanno preso parte alla prima settimana di raduno a Coverciano, restano esclusi dalla lista Samuele Ricci, Riccardo Orsolini e Ivan Provedel. Preallertato dal Ct, il portiere della Lazio si è reso disponibile e continuerà ad allenarsi nella propria sede tenendosi in contatto con il preparatore dei portieri Marco Savorani.
La lista definitiva dei convocati: Questo l’elenco completo dei 26 convocati azzurri:
Portieri:
Gianluigi Donnarumma (Paris Saint Germain),
Alex Meret (Napoli),
Guglielmo Vicario (Tottenham);
Difensori:
Alessandro Bastoni (Inter),
Raoul Bellanova (Torino),
Alessandro Buongiorno (Torino),
Riccardo Calafiori (Bologna),
Andrea Cambiaso (Juventus),
Matteo Darmian (Inter),
Giovanni Di Lorenzo (Napoli),
Federico Dimarco (Inter),
Federico Gatti (Juventus),
Gianluca Mancini (Roma);
Centrocampisti:
Nicolò Barella (Inter),
Bryan Cristante (Roma),
Nicolò Fagioli (Juventus),
Michael Folorunsho (Hellas Verona),
Davide Frattesi (Inter),
Jorginho (Arsenal),
Lorenzo Pellegrini (Roma);
Attaccanti:
Federico Chiesa (Juventus),
Stephan El Shaarawy (Roma),
Giacomo Raspadori (Napoli),
Mateo Retegui (Genoa),
Gianluca Scamacca (Atalanta),
Mattia Zaccagni (Lazio).
Domani i convocati torneranno a radunarsi a Coverciano per sostenere alle 17 la seduta di allenamento (aperta ai media nei primi 15’). Alle 19.15 è in programma l’incontro (chiuso ai media) con il responsabile della Commissione Arbitri Uefa Roberto Rosetti, che esporrà le linee guida e le direttive che gli arbitri saranno chiamati a seguire in occasione delle gare del Campionato Europeo.
Inter, 16 giocatori convocati per le Qualificazioni a Europei, Mondiali e amichevoli da parte delle rispettive nazionali. Di seguito l’elenco completo dei convocati in nazionale con tutti gli impegni in programma durante la sosta, pubblicato sul sito ufficiale del club nerazzurro.
Prime convocazioni per il neo commissario tecnico Luciano Spalletti che avrà subito un doppio impegno importante da ct azzurro.
Esclusi Jorginho e Verratti, prima chiamata per Casale. Locatelli e Zaccagni faranno parte della prima Italia di Luciano Spalletti. Il neo commissario tecnico degli azzurri ha diramato le convocazioni per la doppia sfida contro Macedonia del Nord e Ucraina per le qualificazioni a Euro 2024. L’ex mister del Napoli ha chiamato 29 calciatori. Diverse conferme, qualche ritorno e un debuttante assoluto.
Di seguito i convocati dell’Italia per le sfide contro Macedonia del Nord e Ucraina
L’ex tecnico del Napoli ha sottoscritto con la Figc un contratto fino al Mondiale 2026: assumerà l’incarico l’1 settembre
18 agosto – MILANO
Luciano Spalletti è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. È arrivata l’ufficialità attraverso un comunicato della Federazione, in cui si spiega che l’ex allenatore del Napoli assumerà l’incarico a partire dall’1 settembre e la presentazione ufficiale si svolgerà in occasione del raduno degli azzurri, in programma nei primi giorni di settembre, presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.
QUALIFICAZIONI – Spalletti, che subentra al dimissionario Roberto Mancini, ha firmato un contratto con la Figc fino al Mondiale 2026 e farà il suo debutto in occasione del duplice impegno dell’Italia per le qualificazioni all’Europeo 2024, il 9 settembre contro la Macedonia del Nord e il 12 settembre contro l’Ucraina.
Solo pochi giorni fa l’ex commissario tecnico era stato nominato coordinatore di Under 20 e Under 21. Il tecnico lo ha comunicato ieri sera a Gravina: ora è caccia al sostituto
Roberto Mancini ha rassegnato le dimissioni da c.t. della Nazionale. La scelta dell’allenatore di Jesi ha lasciato di stucco i tifosi azzurri che con il Mancio in panchina avevano dovuto digerire l’amara eliminazione dei Mondiali del 2022 in Qatar, ma avevano anche gioito per la vittoria dell’Europeo del 2021 in Inghilterra. Entrato in carica il 14 maggio 2018, dopo il breve “regno” di Di Biagio, Mancini ha collezionato 61 panchine azzurre (39 vittorie, 13 pareggi e 9 sconfitte), con la “perla” della vittorie di Euro 2020 e con due qualificazioni alle finali di Nations League.
FULMINE A CIEL SERENO – Recentemente era stato nominato anche responsabile della nazionale Under 21 e Under 20 ed era diventato ancora più un punto di riferimento per il presidente della Figc Gravina che lo aveva difeso dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar. Adesso il fulmine a ciel sereno delle dimissioni di Mancini, con gli azzurri che a settembre saranno impegnati in due gare per la qualificazione agli Europei che vedranno Donnarumma e compagni sfidare la Macedonia e l’Ucraina. La Figc è già al lavoro per trovare il suo sostituto.
In finale decide il colpo di testa vincente di Kayode al 19′ contro i lusitani che ci avevano travolto per 5-1 nel girone
Basta perdere finali, tra club e nazionali: una pennellata d’azzurro tinge il cielo di Malta, dove l’Italia di Alberto Bollini trionfa nell’Europeo U19 superando il Portogallo (1-0). Decisivo il gol di Kayode nel primo tempo, per sbloccare una partita interpretata alla perfezione: primo tempo di dominio, secondo di ordinata e fisiologica sofferenza. Fino alla meritatissima gioia. La coppa torna così a Roma a distanza di 20 anni: nel 2003 era stata l’Italia guidata da Paolo Berrettini a superare proprio i portoghesi a Vaduz, con in campo i vari Chiellini, Aquilani e Pazzini. Dopo di allora, le sconfitte contro Germania (2008), Francia (2016) e ancora Portogallo (2018), una striscia negativa interrotta di forza da un gruppo che alla fase finale ha rischiato di non arrivarci. Ma poi, una volta ritrovatosi nel girone maltese, è diventato squadra e ha deciso di non andare in vacanza. Se non con la medaglia d’oro al collo. continua a leggere