E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
04 settembre 2026
| Premier League a rischio: i club stanno spendendo soldi che non hanno? L’inchiesta sul calcio inglese |
| Le squadre inglesi hanno appena investito sul mercato oltre 4 miliardi di euro ma il saldo dell’estate ‘26 è in negativo per 1,6 miliardi |
I club della Premier League battono un nuovo record di spesa sul mercato dei trasferimenti di calciatori e in Inghilterra ci si comincia a interrogare su una tendenza che sembra totalmente sfuggita di mano. I dubbi che circolano in questi giorni riguardano non soltanto gli aspetti etici, ma anche la sostenibilità di medio periodo di un gigantismo economico-finanziario che potrebbe poggiare su basi parecchio friabili.
Saldo fra entrate e uscite negativo per oltre 1,5 miliardi di euro – Ma partiamo dai numeri. Al termine della sessione estiva del mercato dei trasferimenti di calciatori i venti club della Premier League hanno speso 3 miliardi e mezzo di sterline, che al cambio in euro diventano oltre 4 miliardi. È un netto salto in avanti rispetto ai 3,6 miliardi di euro dell’estate 2025. Non meno impressionante il dato della spesa effettuata nell’ultimo giorno di calciomercato: 590 milioni di euro (erano stati 455,5 milioni nell’estate del 2025).
Ultimi dati significativi di questa follia: il saldo fra entrate e uscite dei club di Premier sul calciomercato estivo 2026 è negativo per 1,596 miliardi di euro, e la seconda lega per spesa globale (la nostra Serie A) si piazza lontanissima toccando 1,16 miliardi di euro.
Dunque, guardando ai trend, viene facile esercitarsi nel pronostico su quale possa essere il dato record del prossimo mercato estivo. E invece bisognerebbe farsi altre domande.
I club inglesi spendono soldi che non hanno? – Una su tutte: ma davvero i club della Premier possono contare su una così smisurata disponibilità finanziaria, o piuttosto stanno spendendo denaro che non hanno?
Si tratta di un interrogativo che molto sta circolando in queste ore fra gli analisti della stampa britannica. Interrogativo supportato da analisi tanto interessanti quanto inquietanti.
Una di queste è stata proposta dal sito di approfondimento The Athletic, che si è soffermato sulla crescente tendenza dei club inglesi a comprare e vendere tra loro. Il dato è confermato da questa finestra estiva: delle acquisizioni da 100 milioni di euro e passa, soltanto quella di Bradley Barcola (da PSG a Liverpool) ha coinvolto un club esterno alla Premier. Si crea così un meccanismo di circolazione endogena del denaro che molto da vicino ricorda il meccanismo delle plusvalenze incrociate, adottato come strumento di sistema.
Il problema della fattorizzazione dei crediti – Ma un interrogativo molto più preoccupante viene sollevato da un lungo articolo di analisi pubblicato dal quotidiano The Independent: i club della Premier dispongono davvero del denaro che stanno spendendo così a man bassa? Il dubbio è fondato sul massiccio ricorso di molti club alla fattorizzazione dei crediti: il denaro dei futuri ratei da diritti televisivi o da calciomercato (ma per-sino quello del paracadute da retrocessione) viene anticipato da finanziarie multinazionali con tassi d’interesse rilevanti. E così i club scialacquano adesso il denaro che incasseranno nel prossimo paio di anni e continueranno a andare avanti così, bruciando risorse future. In particolare, un articolo del sito Football Insider si soffermava due giorni fa sulla situazione del Tottenham, che per finanziare le ambizioni di Roberto De Zerbi si starebbe troppo affidando alle anticipazioni del colosso australiano Macquarie Bank. Un gioco rischiosissimo che il turbo-capitalismo calcistico inglese si ostina a ignorare.




