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<<<<< le novità approvate nel nuovo Codice della strada…. – 13 ottobre 2026>>>>>
| Multe più basse, addio alla patente cartacea e moto nella corsia di emergenza: le novità approvate nel nuovo Codice della strada |
| Stop agli aumenti automatici delle sanzioni, arrivano anche casco e contrassegno per le bici a propulsione, la stretta sulle auto senza assicurazione e il limite di 70 anni per gli autisti professionisti. Cosa cambia in concreto |

Multe più basse, meno tempo per notificare le contravvenzioni e niente più obbligo di portare con sé patente e libretto cartacei. Ma anche sanzioni più severe per i comportamenti pericolosi, nuove regole per motociclisti, monopattini e biciclette a propulsione. Il nuovo Codice della strada ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri di martedì 13 ottobre 2026.
La linea indicata dal ministero è quella di una generale riduzione delle multe, accompagnata da un inasprimento delle misure contro le violazioni che mettono maggiormente a rischio la sicurezza. Cambiano anche le procedure per contestare le infrazioni, con nuove garanzie per gli automobilisti.
Nuovo codice della strada approvato in Consiglio dei ministri: le novità – La riforma, promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, interviene su numerosi aspetti della circolazione stradale. Il Mit ha illustrato ufficialmente le principali novità dello schema di decreto legislativo approvato dal governo. Altre disposizioni emergono dalle bozze visionate dalle agenzie di stampa e dovranno essere confermate nel testo definitivo. Le nuove regole, in ogni caso, non entrano immediatamente in vigore.
Multe più basse: gli importi scendono a 25, 40 e 80 euro – La prima novità riguarda direttamente il portafoglio degli automobilisti. Il nuovo Codice prevede una riduzione generalizzata degli importi delle sanzioni, attraverso un arrotondamento al ribasso delle cifre attualmente previste dalla legge.
Il Mit ha indicato alcuni esempi concreti: le multe con importo minimo di 26 euro scenderanno a 25 euro, quelle da 42 a 40 euro, mentre le sanzioni da 83 e 87 euro saranno entrambe ridotte a 80 euro. Viene inoltre sospeso l’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione, il meccanismo previsto dall’articolo 195 del Codice della strada.
Non significa, però, che tutte le infrazioni costeranno meno. A settembre il ministero aveva presentato una tabella relativa a 795 fattispecie sanzionatorie, con aumenti previsti in 66 casi e una riduzione complessiva stimata intorno al 7%. L’obiettivo dichiarato è rendere le multe più proporzionate alla gravità dei comportamenti, mantenendone la funzione “deterrente e non vessatoria“.
Multe notificate entro 45 giorni anziché 90: cosa cambia – Una delle modifiche più importanti riguarda i tempi di notifica delle contravvenzioni. I comuni avranno 45 giorni, anziché gli attuali 90, per notificare il verbale quando l’infrazione viene accertata da remoto, senza contestazione immediata. Si tratta, per esempio, delle violazioni rilevate attraverso dispositivi elettronici di controllo, secondo le fattispecie previste dalla normativa.
La novità punta a ridurre l’attesa tra l’accertamento dell’infrazione e la comunicazione all’automobilista, consentendogli di conoscere più rapidamente la contestazione e di esercitare il diritto alla difesa. La riduzione a 45 giorni annunciata dal Mit riguarda solo gli accertamenti a distanza senza contestazione immediata.
Patente e libretto, stop all’obbligo dei documenti cartacei – Un’altra importante semplificazione riguarda i controlli su strada. Il nuovo Codice supera l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, consentendo agli organi di polizia di verificarne la validità attraverso l’app Io, cosa che a breve sarà possibile fare in tutta Europa.
La misura punta a evitare che la mancata disponibilità materiale del documento si traduca in una contestazione quando le informazioni necessarie possono essere acquisite direttamente dalle banche dati. La novità non elimina naturalmente l’obbligo di possedere una patente valida e tutti i requisiti richiesti per la circolazione del veicolo.
Auto senza assicurazione, divieto di circolazione a tempo indeterminato – Si irrigidiscono invece le regole per chi circola senza la copertura assicurativa obbligatoria. Il Mit conferma l’introduzione di un divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione. Il provvedimento rafforza anche le disposizioni relative ai veicoli stranieri: quelli che circolano in Italia per più di 30 giorni dovranno rispettare le regole italiane sull’assicurazione.
La riforma prevede inoltre la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri, con l’obiettivo di rendere più efficace il recupero delle sanzioni.
Contrassegno disabili valido in tutta Italia: obbligo per tutti i Comuni – Il nuovo Codice introduce una semplificazione per le persone con disabilità titolari del Contrassegno unificato disabili europeo, conosciuto come Cude. Tutti i comuni saranno obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale, in modo da garantire il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano.
La novità punta a superare le difficoltà legate agli spostamenti tra comuni diversi, in particolare per l’accesso alle Zone a traffico limitato e l’utilizzo degli spazi riservati. È prevista anche una conseguenza per le amministrazioni inadempienti: i Comuni che non aderiranno alla piattaforma non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per contestare le violazioni relative alla sosta riservata e alle Ztl.
Moto nella corsia di emergenza in autostrada: quando sarà possibile – Il Mit conferma che il nuovo Codice contempla la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti o rallentamenti. La circolazione nella corsia d’emergenza sarà consentita soltanto a bassa velocità e con l’obbligo di lasciarla immediatamente libera per il passaggio dei mezzi di soccorso. La riforma prevede inoltre un programma di installazione di barriere stradali salva-motociclisti, per ridurre i rischi e le conseguenze degli incidenti.
Bici a propulsione, arrivano casco obbligatorio e contrassegno: la stretta sui rider – Novità anche per i cosiddetti cicli a propulsione, tra cui rientrano determinate tipologie di biciclette utilizzate anche dai rider per le consegne a domicilio. Per questi mezzi il Mit annuncia l’introduzione dell’obbligo di indossare il casco e di avere un contrassegno identificativo.
Monopattini elettrici, vietato circolare se si intralciano i pedoni – La riforma interviene anche sui monopattini elettrici, introducendo un divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. La misura è stata confermata dal Mit e punta a tutelare soprattutto gli utenti più vulnerabili della strada, in particolare nelle aree dove convivono mobilità pedonale e micromobilità elettrica.
Nella tabella sanzionatoria presentata a settembre il ministero aveva indicato per questa violazione una multa compresa tra 40 e 160 euro. Gli importi dovranno essere verificati nella versione definitiva.
Camion e autobus, gli autisti professionisti potranno guidare fino a 70 anni – Il nuovo Codice prevede l’innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2. La modifica riguarda le categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, utilizzate per la guida di determinate tipologie di mezzi pesanti e veicoli per il trasporto di persone.
L’estensione sarà accompagnata dall’obbligo di verifica biennale dell’idoneità alla guida, secondo quanto annunciato dal Mit. La nuova soglia rappresenta una modifica rispetto alla disciplina vigente, che per determinate attività prevede limiti anagrafici inferiori e la possibilità di proseguire fino a 68 anni nel rispetto delle condizioni mediche previste.
Codacons: “Fumo negli occhi” – Ridurre o aumentare gli importi delle sanzioni non migliora la sicurezza stradale nelle nostre città, e le misure previste nel nuovo Codice della strada non sembrano andare nella direzione giusta. Lo afferma il Codacons, commentando l’approdo del decreto in Consiglio dei ministri. La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza – spiega il Codacons – La verità è che in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese. Ciò che davvero serve non è cambiare le norme del Codice della strada, ma ottenere il rispetto di quelle che già esistono, prevedendo controlli a tappeto contro i trasgressori e lottando contro il far west stradale che caratterizza le nostre città, conclude il Codacons.

