Immuni: cosa succede, davvero, se arriva la notifica e tutti gli altri dubbi sull’app


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_ottobre_08/immuni-cosa-succede-davvero-se-arriva-notifica-tutti-altri-dubbi-sull-app-e4bc13fa-08a6-11eb-ab0e-c425b38361b4.shtml

L’adozione dell’applicazione cresce e tornano i quesiti sul suo funzionamento. Ecco le risposte ai principali

La curva dei download di Immuni si è impennata da inizio ottobre, passando da 6,6 a 7,4 milioni (il dato sulle attivazioni non viene fornito), e con essa sono tornati i dubbi, i quesiti e i falsi miti che hanno caratterizzato l’intero percorso dell’applicazione di tracciamento dei contatti varata dal governo lo scorso aprile.

Abbiamo raccolto i più ricorrenti e proviamo a fare chiarezza.

Cosa succede, davvero, se mi arriva la notifica di Immuni?

Questa è la domanda e anche il deterrente più importante. Chi ha scaricato e attivato — o deve ancora scaricare e attivare — Immuni pretende chiarezza su cosa accada se l’app emette la notifica di «esposizione a rischio». Prima di tutto: come il download, la reazione all’avviso è volontaria, perché nessuno sa che l’avete ricevuto. La richiesta dell’app (in base a quanto previsto dalla circolare del ministero della Salute del 29 maggio) è di contattare il medico di base e, in attesa di indicazioni del medico stesso o della Asl, di rimanere a casa per i 14 giorni successivi alla data del contatto comunicata nella notifica.
La prima parte è chiara: bisogna fare una telefonata e intanto isolarsi, dai familiari e dai colleghi di lavoro, non recandosi in ufficio. Quella sulla durata dell’isolamento in teoria può variare in base alla discrezionalità del medico: anche se non avete sintomi, la maggior parte dei medici di base con cui abbiamo parlato ci ha detto che vi chiederà di rimare isolati a casa per due settimane e contatterà la Asl, anche perché è quello che gli dice di fare la circolare. Nelle due settimane di isolamento presso il vostro domicilio, quindi, non potrete lavorare o avere alcun tipo di contatto, familiari e congiunti compresi, perché siete stati a stretto contatto con un positivo a Sars-Cov-2. Cosa accade dopo le due settimane o durante le due settimane se compaiono i sintomi? Nella circolare del ministero non vengono menzionati i tamponi: non c’è quindi un accesso diretto al tampone per chi ha ricevuto la notifica di Immuni, è la Asl a far partire il processo nei tempi e nei modi più corretti e inevitabilmente in base alla disponibilità che con l’acutizzarsi dell’emergenza potrebbe variare, non solo per gli utenti Immuni ma per tutti. Se non avete sintomi, si torna ai 14 giorni, perché fare prima il tampone rischia di portare a un risultato falso negativo.
L’iter è in sostanza lo stesso del tracciamento manuale, che si attiva nel caso in cui un collega, amico/a, compagno/a di classe o sconosciuto compagno/a di viaggio sul vagone di un treno risulti positivo. La differenza, non di poco conto, è che la persona che scopre di essere a rischio non viene avvisata da qualcuno che nel notificargli il contatto potenzialmente pericoloso gli o le spiega subito cosa deve fare, ma deve prendere da sola — mentre è comprensibilmente scossa — una decisione che la costringerà ad assentarsi dal lavoro e a isolarsi senza sapere quando e se farà un tampone. È vero, il digitale ha questo limite strutturale, ma garantisce un monitoraggio — che chi gestisce l’app deve garantire sia accurato — degli incontri fra estranei da cui non possiamo più permetterci di prescindere.  continua a leggere

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