Archivi del giorno: 12 ottobre 2020

Strasburgo promuove app Immuni, rispetta la privacy


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2020/10/12/strasburgo-promuove-app-immuni-rispetta-la-privacy_1b1cc68d-e816-4d17-9bb0-f8f4e5d189b3.html

Ma dubbi Consiglio d’Europa su come autorità ottengano dati

L’Italia, adottando l’applicazione Immuni, ha rispettato molti dei principi sanciti dalla convenzione per la protezione dei dati del Consiglio d’Europa. In particolare è tra i pochissimi Paesi, insieme a Norvegia, Belgio, Francia e Finlandia, ad aver “preparato una legge specifica e ad aver fatto i necessari passi preliminari per limitare l’impatto di questo strumento sui diritti fondamentali“.

È quanto evidenzia il rapporto ‘Soluzioni digitali per combattere il Covid-19‘ che analizza gli effetti sul diritto alla privacy e alla protezione dei dati delle varie soluzioni tecnologiche, tra cui le app per tracciare i contatti, droni, scanner per la temperatura, utilizzate dai 55 Stati che hanno ratificato la convenzione sulla protezione delle persone al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, conosciuta anche come convenzione 108, per combattere la pandemia.

Nel complesso la valutazione dell’Italia per quanto concerne l’app Immuni è positiva anche se a Strasburgo si osserva che “non è chiaro come le autorità stiano ottenendo dati dall’applicazione, che si basa su un sistema che salva le informazioni sui cellulari, per monitorare l’evoluzione della pandemia e per migliorare l’accuratezza del modello utilizzato da Immuni per stabilire se un contatto è sufficientemente rischioso da dover inviare una notifica”.

Covid: è morto il papà di Francesco Totti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2020/10/12/covid-e-morto-il-papa-di-francesco-totti-_08455231-1336-4b09-8738-e5fe3549d27b.html

Lutto per Francesco Totti, questa mattina è venuto a mancare il papà Enzo all’età di 76 anni. È deceduto all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma a causa del Covid-19

Quarantena a 10 giorni e un solo tampone: ecco cosa cambia


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/10/12/news/quarantena_a_10_giorni_e_un_solo_tampone_ecco_cosa_cambia-270292943/?ref=RHPPTP-BH-I270214559-C12-P1-S3.4-T2

Il Cts ha dato il via libera alla riduzione dei tempi di isolamento e dei test. Cosa succede a casi sospetti, sintomatici e asintomatici

Il Cts ieri ha cambiato i termini della quarantena e della diagnostica che segna la sua conclusione. Quasi quattro mesi dopo le proposte dell’Oms di snellire tempi e test gli esperti italiani danno il via libera alla nuova impostazione, che dovrebbe servire a ridurre il numero di tamponi effettuati (e così renderne disponibili di più ai casi sospetti che si affollano ai drive in) e anche a bloccare per meno tempo le persone a casa, con danno tra l’altro per attività produttive, percorsi scolastici e così via. Il Cts ha fatto sapere che “in coerenza con le linee guida internazionali e adottando il principio di massima cautela, sottolineiamo l’esigenza di aggiornare il percorso diagnostico per l’identificazione dei casi positivi così come la tempestiva restituzione al contesto sociale dei soggetti diagnosticamente guariti”. Inoltre i tecnici sottolineano come in questa fase sia necessario coinvolgere anche i medici di famiglia e i pediatri nell’esecuzione dei tamponi.

I contatti dei casi sospetti – Da ora in avanti tutti coloro che sono stati a contatto con un caso sospetto dovranno restare a casa 10 giorni e non più 14. Alla fine del periodo dovranno fare un test che accerti la negatività e potrà essere sia il tampone molecolare (ritenuto lo standard dal punto di vista della diagnostica) che un test rapido antigenico, cioè uno di quegli esami che si stanno introducendo nel sistema proprio in questo periodo.

I casi positivi asintomatici – Chi viene trovato positivo con un tampone, magari perché è un contatto di una persona infettata dal coronavirus, ma non sviluppa alcun sintomo dovrà stare in quarantena per 10 giorni. A quel punto farà un tampone e in questo caso è previsto solo un esame molecolare (e non due), cioè quello classico, perché ritenuto più sicuro.

Caso positivo asintomatico che non si negativizza – Se dopo 10 giorni il tampone effettuato su un asintomatico è sempre positivo il test viene ripetuto dopo 7 giorni. Arrivati al ventunesimo giorno di isolamento, però, questo viene interrotto comunque “in quanto le evidenze disponibili non documentano alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione”, dice il Cts. In pratica questa persona non è più infettiva e può uscire dall’isolamento senza fare alcun nuovo test. 

Caso positivo sintomatico – Si tagliano i tempi anche in questo caso. Si scende infatti ancora una volta da 14 a 10 giorni ma è necessario che negli ultimi 3 di questo la persona interessata non abbia avuto alcun sintomo. Se la sintomatologia va invece avanti per un periodo più lungo, ad esempio 12 giorni, si arriverà a 15 con i 3 giorni in assenza di sintomi. Ancora una volta è necessario un solo test molecolare e non più due come era previsto fino ad ora.

Vaccini contro l’influenza introvabili………..


Vaccini contro l’influenza introvabili: la resa della Regione Lombardia scattata un mese fa

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/10/12/news/vaccini_contro_l_influenza_introvabili_la_resa_della_regione_lombardia_scattata_un_mese_fa-270281483/

In un documento della centrale acquisti lombarda Aria la crisi sulle scorte era già nota: “Le condizioni di approvvigionamento sono complicate”

La preoccupazione per l’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, in Regione, era tanta. Lo prova un documento pubblicato da Aria, la centrale acquisti di Palazzo Lombardia, tra gli allegati all’ultimo bando di gara. Una lettera con una serie di chiarimenti sulle procedure del bando che lascia trasparire – seppur con lessico burocratese – il panico che circolava nei corridoi di Aria a metà settembre e che smentisce i toni rassicuranti usati dall’assessore al Welfare la scorsa settimana.

Il documento è il numero 0045136, firmato dal responsabile unico del procedimento Carmen Schweigl l’11 settembre: “Le condizioni di approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, in concomitanza alla prolungata gestione dell’emergenza da Covid 19, risultano complicate“, scriveva Schweigl rivolta al direttore generale di Aria. Era il momento chiave per l’approvvigionamento delle dosi necessarie al fabbisogno della Regione: molte gare erano andate deserte, i prezzi erano lievitati e le dosi quasi introvabili. “Rispetto ad una normale campagna di prevenzione antinfluenzale – si legge ancora nel documento – l’approvvigionamento è garantito dall’importazione dall’estero di vaccini stranieri, non potendo le dosi di vaccino previste per l’Italia soddisfare le esigenze di Regione Lombardiacontinua a leggere