Archivi del giorno: 26 settembre 2017

Serie A, Giudice Sportivo: Squalifiche e ammende.


LEGA NAZIONALE PROFESSIONISTI SERIE A 

Risultati immagini per serie a

Link:

http://www.legaseriea.it/uploads/default/attachments/comunicati/comunicati_m/7440/files/allegati/7490/cu57.pdf

COMUNICATO UFFICIALE (completo) N. 57 DEL 26 settembre 2017 –  

premere qui :  Comunicato ufficiale – 57

DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO
Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 26 settembre 2017, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:

  •  CALCIATORI
    CALCIATORI ESPULSI – SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
    BASELLI Daniele (Torino): doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.
    MAGNANELLI Francesco (Sassuolo): doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.
    OMEONGA Stephane Richie (Genoa):  per avere  commesso un intervento  falloso  su un
    avversario in possesso di una chiara occasione da rete.
    PISACANE Fabio (Cagliari): doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.
    TAARABT Adel (Genoa): per essersi reso responsabile di un fallo grave di giuoco.
  •  ALLENATORI
    SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
    TOMEI Francesco (Roma): per avere,  al 45° del secondo tempo, a seguito della rete della
    squadra avversaria, proferito per tre volte espressioni blasfeme, chiaramente udite nei pressi della panchina; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale.
  • AMMONIZIONE CON DIFFIDA
    CORRADI Alberto (Genoa): per avere, al termine della gara, contestato platealmente una
    decisione arbitrale.
  • DIRIGENTI
    SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA ED AMMENDA DI € 2.000,00
    MARANGON Alberto (Fiorentina): per avere, al termine della gara, con  atteggiamento
    irriguardoso, rivolto in due occasioni all’Arbitro e al VAR frasi ironiche ed offensive.
  • SQUALIFICA PER UNA GIORNATA
    MOIOLI Mirco (Atalanta): per avere, al 49° del secondo tempo, rivolto gesti provocatori nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale.

Per cosa è stato condannato Andrea Agnelli


Il presidente della Juventus sapeva che la sua società vendeva irregolarmente biglietti agli ultras, ma tutta la storia della ‘ndrangheta è stata smontata

articolo: http://www.ilpost.it/2017/09/26/condanna-andrea-agnelli-spiegazione/

FIGC – Tribunale Federale Nazionale – Sez. Disciplinare – ComunicatoUfficiale N. 11-TFN

Lunedì 25 settembre il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha inibito per 12 mesi il presidente della Juventus Andrea Agnelli per avere violato gli articoli 1bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi) del codice di giustizia sportiva. La sentenza – alla quale sia Agnelli che la procura hanno intenzione di fare appello, e che quindi potrebbe cambiare nel secondo grado – arriva al termine di una lunga e discussa inchiesta sui rapporti tra la dirigenza della Juventus e i gruppi della tifoseria organizzata sulla vendita dei biglietti. In breve, il TFN ha accertato che la Juventus ha avuto rapporti con gli ultras vendendo con modalità irregolari e per un lungo periodo lotti di biglietti per garantire l’ordine pubblico nello Juventus Stadium. 

La sentenza del TFN, infatti, accerta che la Juventus ha intrattenuto rapporti con i gruppi ultras, vendendo loro biglietti «oltre il limite normativo», cioè di quattro a persona. Secondo la sentenza, questo comportamento della Juventus è andato avanti almeno per cinque stagioni (tra quella 2011/2012 e 2015/2016), e si inseriva in una strategia della società per «ricucire i rapporti con gli ultras e ad addolcire ogni confronto con i Club, al punto da favorire concretamente ed espressamente le continue richieste di agevolazioni così da rendersi disponibili a scendere a patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi, il cui livore avrebbe comportato multe e sanzioni alla Juventus». Questo comportamento viola l’articolo 12 del codice di giustizia sportiva, che dice che per le società è vietato «contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri sostenitori, salvo quanto previsto dalla legislazione statale vigente».

La Juventus aveva ammesso questo reato nella sua difesa, sostenendo però che Agnelli non sapesse nulla e che la responsabilità fosse di Francesco Calvo, all’ epoca direttore commerciale della Juventus, di Stefano Merulla, responsabile del ticket office, e di Alessandro Nicola D’Angelo, security manager, le altre tre persone condannate ieri dal TFN. Nella difesa, Merulla e D’Angelo dicevano di averlo fatto «con ragioni di ordine pubblico che imponevano un dialogo maggiormente acquiescente da parte della dirigenza nei confronti della tifoseria», e spiegavano di avere informazioni sulla possibile operazione di bagarinaggio ma di non averci avuto niente a che fare.

Il TFN ha smentito la difesa di Agnelli, stabilendo che il presidente della Juventus non potesse non sapere, e che «abbia agevolato e, in qualche modo avallato o comunque non impedito» questo comportamento. A sostegno di questa tesi, il TFN cita il fatto che i biglietti venduti in questo modo sono stati tanti e per molto tempo, che Calvo non avesse una delega formale che ne specificasse queste responsabilità, e soprattutto che lo stesso Agnelli abbia incontrato personalmente membri della tifoseria organizzata.

Su quest’ultimo punto si sono sviluppate, per via delle intercettazioni fatte trapelare da chi conduceva l’indagine, le teorie poi smentite dal TFN. L’accusa sosteneva infatti che Agnelli sapesse che alcuni tifosi con cui la Juventus trattava fossero membri della ‘ndrangheta. Nello specifico l’accusa si riferiva a Rocco Dominello, esponente del tifo organizzato juventino coinvolto in una recente inchiesta giudiziaria per via dei suoi presunti rapporti con la cosca Pesce-Bellocco. Pecoraro, secondo i giornali, aveva parlato in una sessione secretata della Commissione antimafia di un’intercettazione nella quale Agnelli di fatto sembrava ammettere di sapere che Dominello era legato alla ‘ndrangheta: si era però poi scoperto che non era Agnelli a parlare al telefono, e che le reali parole pronunciate erano diverse. Pecoraro aveva detto che la sua era stata «un’interpretazione».

Il TFN ha stabilito che Agnelli incontrò Dominello, ma che fu una frequentazione «sporadica ma soprattutto inconsapevole con riferimento alla conoscenza del presunto ruolo malavitoso dei soggetti citati». Agnelli, secondo il TFN, era «completamente ignaro in merito alla peculiarità illecita del personaggio Rocco Dominello, presentatosi ai suoi occhi come deferente tifoso, ma non già come soggetto incline alla pericolosità sociale». Il TFN ha detto che la notizia che Dominello era coinvolto in un’inchiesta per criminalità organizzata venne fuori dopo la frequentazione con i dirigenti della Juventus, e che «non appena appresa la notizia connessa allo status malavitoso, ogni contatto ebbe immediato termine». La parte dell’indagine sulla “Juventus e la ‘ndrangheta”, quindi, è stata smontata dal TFN.

La parte confermata, invece, è quella che riguarda i rapporti tra dirigenti e ultras: è un tema molto attuale e controverso del calcio, non solo italiano, e riguarda quasi tutte le società. Il tema è il potere di ricatto dei gruppi ultras, che con i loro comportamenti allo stadio possono dare enormi problemi alle società: multe, partite a porte chiuse e danni di immagine, per esempio, con le relative ripercussioni economiche. L’influenza degli ultras sulle decisioni delle società, e l’eccessiva conseguente tolleranza nei loro confronti delle dirigenze sportive, è considerato uno dei problemi più gravi del calcio italiano: nel caso della Juventus, è stato accertato che questa tolleranza è sconfinata in un comportamento che va contro la giustizia sportiva.

Nell’accusa si sosteneva anche che Agnelli avesse acconsentito, in occasione di un derby contro il Torino del 23 febbraio 2014, all’introduzione nello stadio di uno zaino con “materiale pirotecnico vietato”, per tenersi buoni gli ultras. Il TFN ha stabilito che lo zaino fu fatto entrare, ma che Agnelli non ne sapesse niente: anche perché dopo Agnelli telefonò a D’Angelo, arrabbiandosi per quello che era successo.

Il tribunale ha respinto la richiesta della procura di far disputare alla Juventus due partite a porte chiuse, e ha specificato nella sentenza che la procura non aveva giustificato le ragioni dietro la richiesta di una pena più alta per Agnelli (due anni e sei mesi) rispetto agli altri imputati, nonostante la condotta contestata fosse la stessa.

Cosa succede adesso ad Andrea Agnelli
Concretamente, per Agnelli l’inibizione significa che non potrà rappresentare la Juventus
«in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale». Non potrà inoltre entrare negli spogliatoi in corrispondenza delle partite, nemmeno nei locali vicini, e nemmeno nelle amichevoli organizzate dalla FIGC. Non potrà infine partecipare a incontri con tesserati della FIGC, cioè con i calciatori che giocano in Italia, né con agenti di calciatori. Agnelli resterà presidente della Juventus ma non potrà fare concretamente molte delle cose che faceva finora, e che quindi dovrà delegare a qualcun altro. Il TFN ha stabilito che potrà rimanere presidente dell’European Club Association (ECA), un’organizzazione che rappresenta i club di calcio europei, carica per la quale è stato eletto a inizio settembre. Allo stesso modo potrà continuare a fare parte dell’esecutivo della FIFA.

Insieme ad Agnelli sono stati condannati anche Calvo, Merulla e D’Angelo: tutti a 20mila euro di multa, i primi due a un anno di inibizione, il terzo a un anno e tre mesi. La Juventus è stata poi multata per 300mila euro.

Calciopoli: Fiorentina ‘imputata’ per falso bilancio


Gip, per non aver accantonato il risarcimento al vecchio Bologna

Risultati immagini per della valle

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2017/09/25/calciopoli-fiorentina-sara-imputata_3a5a700d-9b20-43f8-ab2a-7988e206192c.html

 I vertici della Fiorentina saranno imputati per il mancato accantonamento nel bilancio della somma che il club potrebbe dover corrispondere a titolo di risarcimento per Calciopoli. Il gip di Firenze Matteo Zanobini, infatti, non ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura, ma ha disposto che venga formulata l’imputazione per 16 persone, tra componenti del cda e del collegio sindacale della Acf Fiorentina Spa.
    L’accusa è di false comunicazioni sociali e riguarda, appunto, il bilancio chiuso il 31 dicembre 2015 e la somma da risarcire, su cui è in corso un giudizio civile, alla società Victoria 2000, che controllava il Bologna all’epoca di proprietà di Giuseppe Gazzoni, finita in amministrazione in seguito allo scandalo che determinò la retrocessione in Serie B nel 2005. La stessa Victoria aveva fatto denuncia e con l’avvocato Simone Sabattini si era opposta all’archiviazione. Tra i 16, anche Andrea e Diego Della Valle, Sandro Mencucci e l’attuale presidente Mario Cognigni.

Peggiorano le condizioni di Salvador Sobral:


“Eʼ una corsa contro il tempo”

Risultati immagini per salvador sobral,

Salvador Vilar Braamcamp Sobral (Lisbona, 28 dicembre 1989) è un cantante portoghese.Ha vinto l’Eurovision Song Contest 2017 per il Portogallo con la canzone Amar pelos dois, scritta dalla sorella Luisa Sobral, prima vittoria per lo stato iberico.

articolo: http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/peggiorano-le-condizioni-di-salvador-sobral-e-una-corsa-contro-il-tempo-_3096918-201702a.shtml

Lʼartista portoghese ha bisogno di un trapianto di cuore il prima possibile. Secondo i media locali, la situazione è “preoccupante”

Risultati immagini per Salvador Sobral,

Sono rapidamente peggiorate le condizioni di Salvador Sobral, il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2017 ricoverato la settimana scorsa all’ospedale Santa Cruz en Carnaxide di Lisbona per gravi problemi al cuore. Secondo i media portoghesi, la situazione in cui si trova l’artista è “preoccupante“, dato che ha bisogno di un trapianto di cuore. In proposito, si parla ormai di una “corsa contro il tempo“.

Salvador Sobral – Amar Pelos Dois (Portugal) Eurovision 2017 – Official Music Video

Le condizioni del cantante – collegato a una macchina che supporta l’attività degli organi vitali – inizialmente erano state definite “stabili”, grazie anche al costante monitoraggio del suo stato di salute. Verso il 23-24 settembre, tuttavia, è arrivato un significativo peggioramento. Per non affaticarlo, le visite di amici e parenti sono state ridotte al minimo.

Il ritiro – Qualche settimana fa l’artista aveva annunciato l’intenzione di ritirarsi temporaneamente dalle scene per i suoi noti problemi di cuore. Significativo, in particolare, quanto da lui dichiarato durante un concerto a Estoril, in Portogallo, durata solo un’ora e mezza, in cui i fan avevano simbolicamente portato tanti palloncini a forma di cuore. “Spero che uno di questi mi possa servire“, aveva detto Sobral in quell’occasione.

Salvador Sobral – “Change” – Ao vivo | RTP