L’olandese torna sul tricolore perso ai danni degli azzurri: “Fu consegnato a loro negli uffici. Furono incredibili gli scandali arbitrali contro noi, Inter e Verona. La partita che è stata regalata ai campani a Bergamo contro l’Atalanta fu qualcosa di tremendo”
“Lo scudetto del 1990? Hanno fatto tutto il possibile per darlo al Napoli“. Parola di Marco Van Basten, ex attaccante del Milan, che in un’intervista al quotidiano spagnolo As lancia accuse pesanti sul campionato di Serie A del 1990, vinto dagli azzurri guidati da Maradona proprio davanti ai rossoneri. Fu il secondo e l’ultimo tricolore, in ordine di tempo, conquistato ai danni del Milan di Sacchi, degli olandesi, dell’era Berlusconi, con i milanisti che dominavano in Italia e in Europa.
“Il Napoli ha vinto negli uffici” – “Le nuove regole permettevano di partecipare alla Coppa dei Campioni sia ai vincitori dell’anno prima, sia ai vincitori del campionato – ha detto Van Basten -. Noi avevamo vinto la Coppa dei Campioni e fecero di tutto per non farci vincere il campionato e mandare due squadre italiane nella massima competizione europea“. “Furono incredibili gli scandali arbitrali contro Milan, Inter e Verona mentre c’erano costanti favori per il Napoli. La partita che gli è stata regalata a Bergamo contro l’Atalanta per l’episodio di Alemao quando perdevano 2-0 fu qualcosa di tremendo. Il Napoli ha vinto quello scudetto negli uffici“, ha aggiunto l’olandese. continua a leggere
Stadio di San Siro, lo stop del sindaco Sala: “Prima Inter chiarisca la proprietà”. Il club: “Offensivo, sconcertati dalle sue parole”
Il sindaco di Milano sulla questione del nuovo stadio e dell’assetto nerazzurro: “Zhang però devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo che sia logico fermarsi”. Nota della società: “Se non siamo graditi all’attuale amministrazione sapremo prendere le decisioni conseguenti”
“Penso che finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino per noi le cose devono essere necessariamente ferme“. Così il sindaco Beeppe Sala ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto se la giunta si esprimerà sul progetto del nuovo stadio entro la scadenza del mandato, congelando di fatto qualsiasi decisione sul Meazza bis. E quella che adesso arriva è la conferma ufficiale di un orientamento, però, che Palazzo Marino aveva già comunicato ai club alla fine di gennaio. Perché, è stato il messaggio che lo stesso sindaco ha recapitato a Milan e Inter davanti alla possibilità che Suning Holdings Group non abbia più il controllo della squadra nerazzurra, prima di mettere in gioco il futuro di un intero quartiere ci vogliono certezze. Dopo poche ore arriva la reazione dell’Inter: “FC Internazionale Milano ha una storia gloriosa ultracentenaria. Esisteva prima del sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato. Troviamo le dichiarazioni del sindaco di Milano offensive nei confronti della proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo nonché irrilevanti rispetto all’attuale iter amministrativo del progetto Un Nuovo Stadio per Milano. Se dovesse essere confermato che l’Inter e la proprietà non sono gradite all’attuale amministrazione, sapremo prendere le decisioni conseguenti“.
Polemiche di fuoco quindi, con il leader della Lega Matteo Salvini che affonda: “Se saremo noi alla guida della città, come mi auguro, lo stadio si farà“. Il progetto per quel moderno stadio che Milan e Inter rincorrono da un po’ è tornato a essere un rebus. E questa volta a frenare il percorso non sono tanto i dubbi che, comunque, continuano a tormentare parte del centrsinistra e neppure i ricorsi dei comitati e degli ambientalisti. E’ il sindaco a spiegare la questione: “Il punto è, e lo voglio dire con chiarezza ai milanesi, che non stiamo parlando solo dello stadio, ma stiamo parlando di un progetto in cui la metà dell’investimento è sullo stadio e la metà è su altre cose che portano a comporre il futuro di quell’area – ha aggiunto a margine della commemorazione in piazza Scala per le vittime del Covid -. Vorrà dire che ci saranno, presumo, cinque o sei anni di lavoro. Io non posso affidare un quartiere della città per un periodo così lungo a realtà di cui non è certa la proprietà futura. Parlo con rispetto di Zhang, però devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo che sia logico fermarsi“. continua a leggere
COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DI FC INTERNAZIONALE MILANO
FC Internazionale Milano ha una storia gloriosa ultracentenaria.
Esisteva prima del Sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato.
Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo nonché irrilevanti rispetto all’attuale iter amministrativo del progetto Un Nuovo Stadio per Milano.
Se dovesse essere confermato che l’Inter e la Proprietà non sono gradite all’attuale amministrazione, sapremo prendere le decisioni conseguenti.
sospensione di qualsiasi attività fino al 21 marzo e il divieto di disputa di Inter-Sassuolo
MILANO – FC Internazionale Milano comunica che Stefan de Vrij e Matias Vecino sono risultati positivi al Covid-19 in seguito ai test effettuati nella giornata di ieri. I due nerazzurri sono già in quarantena presso la propria abitazione.
L’ATS di Milano, informata delle nuove positività, ha deciso quanto segue:
sospensione immediata di qualsiasi tipo di attività della squadra per quattro giorni, domenica 21 marzo compresa;
divieto di disputa di Inter-Sassuolo in programma sabato 20 marzo 2021;
divieto di rispondere alle convocazioni per tutti i calciatori convocati dalle rispettive nazionali.
Nella giornata di lunedì 22 marzo, prima della eventuale ripresa delle attività, verranno ripetuti i tamponi molecolari a tutto il gruppo squadra.
La proposta del presidente dell’Anci ai sindaci: ritroviamoci davanti ai nostri municipi con la bandiera italiana a mezz’asta
Un minuto di silenzio davanti alla bandiera italiana. È la proposta fatta dal presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Antonio Decaro a tutti i sindaci per la prima giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, che sarà celebrata giovedì 18 marzo 2021. La breve commemorazione è fissata alle 11, in concomitanza con l’arrivo a Bergamo del presidente del Consiglio Mario Draghi.
Il tricolore sulla facciata di uno dei palazzi storici di Città Alta un anno fa
«Nelle prossime ore, il Parlamento italiano istituirà, con legge, la giornata nazionale per conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia — scrive Decaro ai sindaci —. Così come avvenuto il 31 marzo dello scorso anno, sono convinto che anche i sindaci italiani promuoveranno occasioni e cerimonie commemorative per ricordare le tante vittime che piangono le nostre comunità e onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari. Testimoniare il nostro essere uniti, il nostro stare insieme come sindaci, senza distinzione di appartenenze geografiche o politiche, è un segnale importante di fiducia e di speranza da trasmettere alle nostre comunità ancora fortemente provate da questa triplice emergenza sanitaria, economica e sociale».
«Per questo — conclude il presidente dell’Anci — vorrei chiedervi di condividere un gesto in comune. In concomitanza con l’arrivo a Bergamo del presidente del Consiglio dei ministri, prevista per le 11 di domani, ritroviamoci davanti ai nostri municipi, indossando la fascia tricolore, per osservare un minuto di silenzio al cospetto della bandiera italiana esposta a mezz’asta».
La cerimonia con il premier Draghi, al parco della Trucca, sarà trasmessa in diretta a partire dalle 10.50 di giovedì 18 marzo su Rai 1. Alla stessa ora, sarà al centro di uno speciale in onda su Rai News24 dal titolo «Centomila lacrime», condotto da Milena Minutoli.
MILANO – FC Internazionale Milano comunica che Samir Handanovic è risultato positivo al Covid-19 in seguito al test effettuato nella mattinata di oggi e il cui esito è pervenuto in questi minuti.
Il portiere nerazzurro è già in quarantena presso la propria abitazione.
Arrestato un giovane 21enne. Tra le vittime quattro donne asiatiche. Fbi sta collaborando con la polizia per capire se si tratta di un crimine d’odio contro la comunità asiatica americana
AGI – E’ stata una strage quella che si è consumata in tre centri di bellezza nella zona di Atlanta in Georgia per la quale è stato arrestato un uomo di 21 anni. Secondo quanto riferito dallo sceriffo della contea di Cherokee, Jay Baker, Robert Aaron Long di Woodstock, Georgia, è stato preso in custodia nella contea di Crisp, circa 150 miglia a sud di Atlanta.
Sono otto le donne morte, quattro delle quali asiatiche, e si sospetta appunto che si tratti di un crimine dettato dall’odio razziale. Le vittime sono state uccise in tre diverse sparatorie in due spa e un salone di massaggi. La prima è avvenuta poco prima delle 5 del pomeriggio al salone di massaggi asiatico Young’s Asian Massage Parlor di Acworth, nella contea di Cherokee, a circa 30 miglia a nord-ovest del centro di Atlanta.
Qui la polizia ha trovato due persone morte sul posto mentre tre sono state trasportate all’ospedale. Due sono però decedute. Le altre due sparatorie sono avvenute circa un’ora dopo alla Gold Massage Spa in Piedmont Road ad Atlanta e alla Aroma Therapy che si trova dall’altra parte della strada: la polizia ha trovato tre persone morte alla Gold Spa e i poliziotti mentre erano sulla scena hanno ricevuto una seconda chiamata dalla Aromatherapy Spa proprio dall’altra parte della strada dove è stata trovata un’altra persona uccisa con arma da fuoco.
Circa 3 ore dopo e mezzo gli omicidi, è stato arrestato un uomo che era fortemente sospettato perché intercettato dalle videocamere di sorveglianza mentre si trovava a circa 150 miglia a sud di Atlantia. L’ufficio dello sceriffo della contea di Cherokee lo ha identificato come Robert Aaron Long, 21 anni, di Woodstock. Anche l’Fbi sta collaborando con la polizia per capire se si tratta di un crimine d’odio contro la comunità asiatica americana.
Proprio la scorsa settimana, il presidente Joe Biden aveva denunciato “crimini di odio vizioso contro gli asiatici americani che sono stati attaccati, molestati, incolpati e usati come capro espiatorio” per la pandemia, che ha avuto origine in Cina. La motivazione razziale è difficile da stabilire in molti casi, ma i crimini d’odio anti-asiatici riportati sono più che raddoppiati da 49 a 122 l’anno scorso in 16 grandi città degli Stati Uniti, tra cui New York e Los Angeles, anche se secondo uno studio della California State University i crimini d’odio sono complessivamente diminuiti.
Real Madrid-Atalanta 3-1: Benzema, Ramos e Asensio spengono il sogno nerazzurro
MADRID – All’Atalanta non riesce l’impresa di espugnare anche Madrid dopo aver vinto a Liverpool e ad Amsterdam. Il Real si conferma di altro spessore: bissa il successo dell’andata, imponendosi per 3-1, e torna nei quarti di Champions dopo 3 anni. I nerazzurri hanno provato con orgoglio per mezz’ora a tenere vivo il discorso qualificazione ma, di fatto, si sono dovuti arrendere dopo aver regalato al Real il gol dell’1-0 che ha terribilmente complicato ogni piano. La gara l’ha vinta tatticamente Zidane che ha avuto l’umiltà di cambiare modulo, intensificando il centrocampo. Ha imitato l’Inter dell’ex compagno Conte che pochi giorni fa aveva concesso pochissimo a Gasperini nel derby di campionato: si è messo a specchio, ha rischiato il minimo e alla fine ha fatto prevalere la maggior qualità dei propri uomini.
Gasperini rinuncia a Zapata, Zidane si mette a specchio – Senza lo squalificato Freuler, Gasperini ha deciso di giocarsi le proprie carte infoltendo il centrocampo e con una sola punta, Muriel, preferito a Zapata. Alle sue spalle ha piazzato Malinovskyi e Pasalic con Pessina abbassato in mediana. Zidane, recuperati, rispetto all’andata, Ramos, Valverde e Benzema, ha risposto mettendosi, a sorpresa, a specchio: 3-4-2-1 con Vazquez e Mendy esterni di centrocampo e Valverde e Vinicius trequartisti.
Gosens manca lo 0-1 in avvio – L’Atalanta ha avuto subito una ghiotta occasione per raddrizzare la sfida: la palla è capitata sul destro di Gosens che, però, da ottima posizione ha calciato in spaccata tra le braccia di Courtois, non sfruttando un bel cross di Muriel. Passata la paura, il Real si è difeso meglio cercando di imitare l’Inter: reparti stretti con tutti gli uomini dietro la linea della palla. L’Atalanta così ha faticato a trovare varchi e si è esposta a qualche contropiede, limitato dagli attenti Romero e Djimsiti.
Errore di Sportiello, Benzema ringrazia – L’equilibrio si è spezzato al 34′ complice un errore di Sportiello. L’estremo difensore nerazzurro ha sbagliato l’intensità di un rinvio servendo sulla trequarti Modric; il croato ha ringraziato, è entrato in area sulla destra e ha servito a Benzema il più comodo dei palloni per l’1-0. L’Atalanta ha reagito con rabbia, si è resa insidiosa con un sinistro da fuori di Malinovskyi poi, al 45′, ha visto sfumare una potenziale ghiotta occasione per colpa dell’arbitro Makkelie che, per fischiare la fine del primo tempo al 45′ esatto, senza dare un secondo di recupero, ha guardato il cronometro e non ha visto che Muriel era appena stato liberato al limite dell’area.continua a leggere
Fuori aeroporto coda unica tra chi deve fare tamponi e partire
Fuori aeroporto coda unica tra chi deve fare tamponi e partire
(ANSA) – Milano, 13 marzo 2021 – Lunga coda di auto questa mattina all’esterno dell’aeroporto di Linate, a Milano. Alle persone che si recano nello scalo per effettuare i tamponi Covid, infatti, si sommano quelle in partenza.
Il traffico è paralizzato, secondo quanto appreso sul posto, perché risulta scaduto “l’accordo con la Polizia locale per la gestione della circolazione in zona aeroporto“, come affermano alcuni agenti. Nessuno quindi regola la gestione delle autovetture tra chi deve andare in aeroporto e chi invece deve effettuare il tampone. La convenzione prevede che la Polizia Locale di Milano faccia servizio in aeroporto in convenzione con il Comune di Segrate. Sul posto solo una pattuglia della Guardia di Finanza impegnata come personale all’interno dello scalo.
E’ regolare il traffico in uscita da Milano nell’ultimo fine settimana prima che scatti la zona rossa. Tranquilla anche la situazione nelle stazioni dei treni dove non c’è aumento dei viaggiatori anche se con i ragazzi tutti in Dad e i genitori in smart working ci poteva essere la tentazione di andare nelle seconde case. Anche la coda che si era formata questa mattina verso l’aeroporto di Linate, mista di passeggeri e persone che dovevano andare a fare il tampone è andata scemando e al momento la situazione è tranquilla.
Piange, Laura. Senza freni. Lacrime di felicità, per uno dei riconoscimenti più importanti per chi fa il suo mestiere, ma anche di stress emotivo, per una situazione che da un anno mette chiunque a dura prova. Piange, Laura e dà sfogo – in conferenza stampa su Zoom – alle emozioni delle ultime 24 ore, dopo la nomination conquistata agli Oscar per Io Sì (Seen) come miglior canzone originale per il film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren, arrivata 15 giorni dopo la vittoria ai Golden Globes (il brano è nato dalla collaborazione con la compositrice statunitense Diane Warren, alla dodicesima nomination, con la music supervisor Bonnie Greenberg e, per il testo italiano, con Niccolò Agliardi).
“Questa gioia che sto vivendo è così contrastante con le difficoltà che stiamo vivendo in questo periodo – dice Laura Pausini, collegata dalla sua casa romana, mentre sorseggia una bevanda drenante (“mi devo mettere in forma”) -. Spero possa essere un regalo per gli italiani, anche per chi non mi segue. E’ un riconoscimento che va oltre il mio nome. Per me è un onore da italiana portare l’Italia agli Oscar. Farò il meglio per rendervi orgogliosi“.continua a leggere
Il giovane difensore della Dynamo San Pietroburgo era stato ricoverato venerdì in ospedale, affranto l’avversario 20enne che aveva allontanato il disco
Tragedia nell’hockey sul ghiaccio. Un giocatore russo di 19 anni è morto dopo essere stato colpito alla testa dal disco, era un giovane talento. Timur Faizutdinov, capitano della Dynamo San Pietroburgo (anche nota come «Ska») si è spento in ospedale per le ferite riportate, era stato ricoverato venerdì, a Yaroslavl. Stava giocando una partita importante dei playoff della Junior Hockey League russa (Mhl) contro il Loko Yaroslav.
Un video mostra il terribile incidente: Faizutdinov, in piedi sulla linea blu, viene colpito al cranio e, nonostante il casco, crolla a terra dopo due giri su se stesso. Immediate le prime cure sul ghiaccio, da un medico presente e da personale sanitario. Poi viene trasportato via in barella, le sue condizioni appaiono da subito gravi. E giorni dopo arriva l’esito fatale. Dmitry Tyuvilin, l’avversario 20enne che aveva lanciato il puck dalla linea rossa centrale, quindi da circa sette metri, affranto ha pubblicato sui social media il suo lutto con una foto in bianco e nero di Faizutdinov, senza parole.continua a leggere
Dynamo Saint Petersburg defenseman Timur Faizutdinov has tragically passed away at the age of 19.
He had received a fatal head injury during an MHL match against Loko in Yaroslavl on March 12.
SKA Hockey Club extends its deepest condolences to Timur’s family and friends. pic.twitter.com/gDQkK43ILr
Traduzione: Il difensore della Dynamo San Pietroburgo Timur Faizutdinov è tragicamente scomparso all’età di 19 anni. Aveva ricevuto un trauma cranico mortale durante una partita di MHL contro Loko a Yaroslavl il 12 marzo. Lo SKA Hockey Club esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Timur.
Loko Yaroslavl and Dynamo St. Petersburg lining up at the bluelines in honor of Timur Faizutdinov. pic.twitter.com/Em3MVvR6te
Si è spenta dopo una lunga malattia Isabella Mezza, giornalista Rai con una lunga carriera alle spalle che si è occupata di diversi settori e tematiche. Fiorentina di nascita e romana di adozione, laureata in lettere e in sociologia, Mezza era giornalista professionista dal 1994 e aveva iniziato anni prima come collaboratrice alle pagine culturali di vari quotidiani e periodici. Alla Rai aveva contribuito a tanti programmi, sia in radio sia in televisione, partendo nella redazione Cultura per poi spostarsi a quella economica e poi alla Cronaca: aveva tenuto una rubrica di teatro per il programma «Orione» su Radio3, curava inchieste per il Tg3 passando dai diritti umani alla salute, come inviata aveva seguito sbarchi a Lampedusa e fatti di cronaca giudiziaria, come il delitto di Garlasco o quello di Perugia. I funerali sono fissati per mercoledì 17 marzo alle 16 presso la Chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma.
La giornalista del TG3 Rai, Isabella Mezza, ricorda le esperienze e le sensazioni vissute durante la protesta di Scanzano Jonico del 2003 contro il deposito di scorie nucleari nazionale.
Il Capo dello Stato ricorda la strage di Via Fani in cui venne rapito l’esponente Dc e furono uccisi i cinque uomini della sua scorta. Il tweet di Letta: “Onorare le istituzioni nel nome delle vittime”
“Ci separano quarantatré anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi delle Brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Difensori dello Stato di diritto, della libertà e della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio quando il suo corpo venne fatto ritrovare in via Caetani“. È il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione del 43esimo anniversario del rapimento di Aldo Moro nell’agguato di via Fani a Roma, dove questa mattina si sono tenute le celebrazioni con la presenza della presidente del Senato Elisabetta Casellati. Nell’attacco morirono appunto i cinque uomini della scorta dell’esponente Dc che venne rapito e successivamente ucciso dai brigatisti.
Una data incancellabile – “Una data – prosegue Mattarella – quella del 16 marzo 1978, incancellabile nella coscienza del popolo italiano. Lo sprezzo per la vita delle persone, nel folle delirio brigatista, lo sgomento per un attacco che puntava a destabilizzare la vita democratica italiana, rimangono una ferita e un monito per la storia della nostra comunità. Sono vite strappate agli affetti familiari da una violenza sanguinaria, sono lacerazioni insanabili. Alle vittime va un pensiero commosso e ai familiari la solidarietà più intensa, che il trascorrere degli anni non ha mai indebolito“.
Democrazia italiana privata di uno dei leader più autorevoli – “La democrazia italiana venne privata, in quell’agguato, di uno dei leader più autorevoli e capaci di visione. Il corso della storia repubblicana ne fu segnato. In quei terribili giorni si fece strada un forte sentimento di unità, diffuso nel Paese e che fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere i loro folli progetti e le insinuazioni della loro propaganda. Una unità che si tradusse in più avvertita responsabilità verso il valore delle istituzioni democratiche, garanzia delle libertà scolpite nella Costituzione“, conclude Mattarella.
Letta in via Fani alle 16 – Anche il neosegretario del Pd Enrico Letta, che nel pomeriggio alle 16 si recherà a via Fani, ha ricordato Moro e la sua scorta in un tweet: “Penso a Oreste Leonardi e Domenico Ricci nella Fiat130 con AldoMoro. A Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino nell’Alfetta dietro. 43 anni fa partirono per morire, martiri in Via Fani. A difesa della Repubblica. Onorare le istituzioni nel loro nome oggi e sempre“.
Fico: continuare a perseguire verità e giustizia – “Ricordare Aldo Moro e gli uomini della sua scorta – afferma il presidente della Camera Roberto Fico – è, ancora oggi, un richiamo alle nostre responsabilità di Paese libero e democratico. E impone di perseguire la verità e la giustizia sulle vicende degli “anni di piombo“.
Penso a Oreste Leonardi e Domenico Ricci nella Fiat130 con #AldoMoro. A Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino nell’Alfetta dietro. 43 anni fa partirono per morire, martiri in #ViaFani. A difesa della Repubblica. Onorare le istituzioni nel loro nome oggi e sempre.
Deputata della Dc, fu sottosegretario con Ciampi, Berlusconi, D’Alema e Amato. Nel 1994 traghettò parte dei centristi nell’area berlusconiana
È morta a Milano, a 77 anni compiuti da pochi giorni, Ombretta Fumagalli Carulli, prima donna docente di Diritto canonico, più volte sottosegretario. Nata a Meda, in Brianza, nel 1944, era malata da tempo.
La sua è stata una lunga carriera politica, sempre condotta da posizioni centriste, seppure con governi di entrambi i poli. In Parlamento entrò per la prima volta nel 1987, eletta deputata nelle file della Dc. Nel 1992 fu riconfermata e l’anno seguente divenne sottosegretario alle Poste nel governo Ciampi. Nel 1994 fu tra i fondatori del Centro cristiano democratico con Pier Ferdinando Casini e Carlo Giovanardi, prendendo le distanza dal Ppi di Mino Martinazzoli. E sempre quell’anno fu rieletta alla Camera nelle liste di Forza Italia (il Ccd non aveva liste proprie). Silvio Berlusconi la nominò sottosegretario alla Protezione Civile nel suo primo governo. Eletta al Senato nel 1996, l’anno successivo passò a Rinnovamento Italiano di Dini e divenne nel 1999 sottosegretario all’Interno del governo D’Alema e sottosegretario alla Sanità nel secondo governo Amato.
Terminata l’attività parlamentare, nel 2001 tornò all’attività di docente all’Università Cattolica di Milano. Nel 2003 fu nominata da Giovanni Paolo II Accademico Pontificio presso la Pontificia accademia delle scienze sociali.
Danilo D’Ambrosio è risultato positivo al Covid-19
MILANO – FC Internazionale Milano comunica che Danilo D’Ambrosio è risultato positivo al Covid-19 in seguito al test effettuato nella giornata di ieri.
Il difensore nerazzurro è già in quarantena presso la propria abitazione. Il gruppo squadra seguirà da ora le procedure previste dal protocollo sanitario.
Nella mappa dell’incidenza sopra 250 la morsa stringe a Est e a Sud-Ovest, con un’incursione in città di GIULIA BONEZZI
Milano si chiude in zona rossa con tutta la Lombardia, dove ieri il Covid ha aggiunto al conto altri 61 morti, altri 39 ingressi in terapia intensiva (dove i letti occupati erano 714 oltre a 6.077 nei reparti), e altri 4.334 contagiati, dei quali 1.231 abitano nella provincia di Milano. Quella che entra oggi in zona rossa è una metropoli accerchiata dalla terza ondata, che preme a Nord, a Est e soprattutto a Sud-Ovest, con un’incursione che arriva al cuore della città: è la fotografia scattata dall’ultimo monitoraggio sul sito dell’Ats Metropolitana, nella mappa che colora in viola scuro i comuni e i quartieri con incidenza settimanale sopra il livello di guardia di 250 nuovi positivi ogni centomila abitanti.
È la fotografia di una settimana fa, perché quelli dell’Ats sono dati consolidati, spurgati dalle oscillazioni dei test caricati quotidianamente nel sistema di sorveglianza riportando i numeri dei contagiati alla data in cui hanno fatto il tampone. L’Rt all’8 marzo segna 1.16 come media settimanale considerando tutta la provincia e anche quella di Lodi, 1.17 nel solo comune di Milano. L’incidenza è calcolata sulla settimana 1°-7 marzo e spacchetta l’aumento dei contagi per codice di avviamento postale, seguendo l’andamento del virus nei quartieri della metropoli, più popolosi di molti comuni italiani e di qualche città. La settimana precedente, l’ultima di febbraio, a sforare i 250 contagiati per centomila residenti erano tre Cap (20126 di Greco-Bicocca, 20132 cioè via Palmanova dal Casoretto a Cascina Gobba, 20136 Ticinese-Bocconi).
Tutti rientrati sotto il limite nella prima settimana di marzo, mentre il viola si allinea in una striscia che corre dal centro a Sud-Ovest: il Cap 20123, dalle Colonne al Sempione, fa 294 nuovi positivi per centomila; il 20154 (Sarpi) 264 per centomila; i Cap 20145 (Pagano/Citylife), 20146 (Giambellino-Lorenteggio) e 20147 (Primaticcio, Inganni, primo tratto di Forze Armate) rispettivamente 278, 266 e 298 contagiati ogni centomila anime. Allargando la fotografia, la morsa viola punteggia l’hinterland su tre lati e mezzo.
Le tabelle dicono che i comuni con incidenza sopra 250, rispetto all’ultima settimana di febbraio, sono rimasti due nel distretto Nord: 321 nuovi casi per centomila a Cologno (oltre 47mila abitanti di cui dall’anno scorso 4.003 sono stati contagiati, l’8,4%), 360 per centomila a Cinisello, che coi suoi 6.472 contagiati totali in pandemia, l’8,56% degli oltre 75mila residenti, è al secondo posto in provincia per numeri assoluti (dietro Milano, che a ieri aveva avuto 91.280 infettati) e al terzo in rapporto alla popolazione. Ma la morsa s’addensa a Est della metropoli: nel distretto Melegnano-Martesana i comuni con incidenza settimanale sopra soglia passano dai 21 di fine febbraio a 30, e Vimodrone (17mila abitanti di cui 1.369, cioè l’8,05%, in poco più di un anno son risultati positivi al virus), che è sopra da un mese, tocca i 541 nuovi casi per centomila.
E s’addensa a Occidente: dalla settimana precedente i comuni con incidenza oltre 250 passano da tre a dieci nel distretto Rhodense, con 368 nuovi casi per centomila a Trezzano sul Naviglio,325 a Cesate che era sopra da una settimana, 301 a Bollate che lo è ininterrottamente da cinque; e sono 317 per centomila ad Assago, 268 a Corsico e a Cusago, 255 a Buccinasco, è tutto viola il confine Sud-Ovest di Milano. Nel distretto Ovest Milanese sforano la soglia 19 comuni (erano 13 la settimana precedente), e in alcuni molto poco popolosi il picco sballa il contatore, come i 1.845 nuovi casi per centomila di Morimondo, che di abitanti ne ha un migliaio. Ma in tredici mesi 172 hanno avuto il virus, il 15,87%, il che ne fa il primo comune del Milanese per incidenza sulla popolazione. Lì, alla porta Sud-Ovest della città.
Continuano le catene di messaggi su whatsapp sull’immunizzazione. La smentita dell’infettivologo Galli
“FENOMENO Ade. Ecco perché si muore dopo i vaccini Covid“. L’ultima catena che gira su Whatsapp riguarda i vaccini e i casi dei decessi a seguito dell’immunizzazione. Il messaggio cita le spiegazioni di un primario di cardiologia e proprio per questo in molti lo hanno ritenuto affidabile iniziando così un tam tam tra le varie chat per diffondere la nuova ‘verità’ sui vaccini e i rischi che si correrebbero nel farli. Tutto falso come accaduto anche per altre bufale circolate in questo anno di pandemia. L’infettivologo Massimo Galli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche presso l’ospedale Sacco di Milano, tirato in ballo nel messaggio fake, spiega che cos’è il fenomeno Ade e perché non c’è nulla di vero in questa catena di post e sms.
Il Whats App sul fenomeno Ade – Nei giorni scorsi ha iniziato a circolare una catena di messaggi che riporta la presunta spiegazione sul perché si muore di infarto dopo i vaccini Covid. Secondo quanto riportato nel Whatsapp, la responsabilità starebbe nel cosiddetto fenomeno Ade, “…un’amplificazione infiammatoria della risposta derivata dagli anticorpi. In sintesi, se uno ha fatto il Covid, anche accorgendosene ma soprattutto i famosi asintomatici, si determina un’amplificazione della risposta anticorpale. Bisogna essere certi di non aver avuto un contatto con il virus e di non avere anticorpi, altrimenti si rischia il fenomeno Ade…..”. Il messaggio porta la firma di Fabrizio Salvucci, chirurgo cardiologo, direttore sanitario non di una struttura pubblica, ma di un centro medico privato di Pavia. Vengono citati anche il professor Massimo Galli e Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia che – stando al messaggio – starebbero consigliando di fare prima del vaccino l’esame sierologico.
La smentita – Lo stesso medico Fabrizio Salvucci ha poi smentito il messaggio con un post su Facebook anche se, in verità, sul suo sito, nel tentativo di dare una spiegazione a quello che aveva definito come il ‘paradosso di Bolzano’, ovvero la maggior prevalenza di malati di Covid nelle zone in cui la campagna vaccinale è più intensa, aveva postato un testo molto simile a quello oggetto della catena , chiarendo, però, che si tratta soltanto di una sua opinione personale.
I vaccini attualmente in uso fanno selettivamente produrre anticorpi contro lo spike, cioè in grado di bloccare l’ingresso di SARS-CoV-2 nelle cellule. Non possono quindi innescare la cosiddetta ADE, nemmeno nelle persone che vengono vaccinate dopo essere guarite dall’infezione.
Che cos’è l’Ade – Ma ormai il pasticcio è fatto e come se non bastassero tutti i dubbi scatenati dai decessi verificatisi dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca, la gente ricomincia a porsi delle domande a partire da quella su cosa sia il fenomeno Ade citato nel Whatsapp. “L’Antibody Dependent Enhancement, Ade, è un fenomeno per cui certi anticorpi facilitano l’ingresso di un virus nelle cellule invece di bloccarlo”, spiega Massimo Galli. “Si tratta di un fenomeno ben noto per cui paradossalmente gli anticorpi che vengono prodotti si piegano a vantaggio del virus, migliorandone l’infettività. Insomma, nel paniere dei possibili anticorpi che sviluppiamo contro un virus ce ne sono anche alcuni che provocano uno svantaggio. Questo può verificarsi anche con gli anticorpi dei vaccini”. Per comprendere meglio cosa sia il fenomeno Ade si può far riferimento al tentativo di produrre un vaccino per l’Hiv. “Eravamo nel 1994 e si tentò di realizzare un vaccino su una proteina di superfice del virus, ma il tentativo non andò a buon fine – ricorda Galli – I ricercatori si accorsero che in quel modo si finiva con il produrre un vaccino che anziché immunizzare favoriva l’ingresso del virus nelle cellule dell’ospite e infatti non si è mai arrivati alla sperimentazione su larga scala“.
Vaccini anti-Covid molto selettivi – Da allora, però, la ricerca ne ha fatta di strada e i vaccini anti-Covid hanno una connotazione diversa: “Sono molto selettivi e hanno la caratteristica di poter indurre anticorpi neutralizzanti grazie alla nuova tecnologia per cui il vaccino contiene una piccola porzione dell’Rna messaggero del virus Sars-CoV-2 che istruisce le cellule del corpo a produrre la caratteristica proteina Spike del virus“, spiega l’infettivologo. In pratica, quando una persona riceve questo vaccino, il suo corpo produce copie della proteina spike, che non causano la malattia, ma fanno sì che il sistema immunitario impari a reagire in modo difensivo, producendo una risposta immunitaria contro il coronavirus. “Quindi il fatto che i vaccini possano far sviluppare una risposta Ade non sta né in cielo, né in terra. Ribadisco: i vaccini non possono innescare la cosiddetta Ade, nemmeno nelle persone che vengono vaccinate dopo essere guarite dall’infezione“, chiarisce in modo netto Galli. continua a leggere
L’avvocato della squadra biancoceleste: «Questo processo ha implicazioni importantissime, vale Calciopoli o il Calcioscommesse». Il Torino chiede di costituirsi come parte interessata
Claudio Lotito
«Questo non è un processetto per un paio di giornate di squalifica: ha implicazioni importantissime, vale Calciopoli o il Calcioscommesse». Gian Michele Gentile, avvocato della Lazio, affronta il procedimento al Tribunale federale per il caso tamponi con un po’ di inquietudine: è la prima volta che ci si confronta in un’aula (in realtà virtuale) sullepresunte violazioni al protocollo anti-Covid. Da una parte c’è la società di Lotito, dall’altra la Procura guidata da Chiné. «È una vicenda delicata: non si risolverà in un’ora e nemmeno in un giorno».
La Lazio è convinta di avere agito nel rispetto delle regole, ma i rischi che corre non sono indifferenti: la richiesta della Procura — che può andare da un’ammenda fino alla retrocessione — riguarderà probabilmente una penalizzazione.Il Torino ha inoltrato istanza per costituirsi come parte interessata, gli avvocati del club romano si opporranno. continua a leggere
L’imbarcazione è di proprietà della società «De Poli Shipmanagement» che ha sede in Olanda. Sequestrato parte dell’equipaggio. «Siamo molto preoccupati»
La flotta De Poli nel mirino dei pirati. La nave «Davide B» della società olandese «De Poli Shipmanagement», di cui l’imprenditrice veneziana Chiara De Poli è amministratore delegato, ha subito un attacco pirata mentre navigava verso il Delta State, al largo della Nigeria. A diffondere la notizia è stato lo stesso armatore comunicando che la nave, una chimichiera (cioè una petroliera adibita a trasporto di prodotti chimici) da 22.700 metri cubi battente bandiera maltese, giovedì è stata raggiunta dal gruppo di pirati mentre si trovata nel Golfo della Guinea, a circa 220 miglia nautiche da Lagos.
Contatti – «Quindici dei nostri 21 stimati marittimi sono stati portati via dalla nave» fanno sapere dalla De Poli Shipmanagement, che ha subito espresso «grande preoccupazione» per la salute dei marinai e delle loro famiglie. I marinai sono di diverse nazionalità, tra cui ucraini, romeni e filippini, e il loro rapimento potrebbe essere avvenuto a scopo estorsivo. I sei membri dell’equipaggio rimasti a bordo della nave sono stati soccorsi dalle autorità locali e si troverebbero in buono stato di salute. «L’azienda sta lavorando a stretto contatto con le autorità internazionali competenti e i consulenti professionali per risolvere la situazione» — fa sapere la società in una nota. «La nostra priorità principale è stabilire un contatto con coloro che trattengono i nostri 15 membri dell’equipaggio per garantire che stiano bene nelle circostanze date e per avviare un dialogo finalizzato al loro primo e sicuro ritorno».
“Non condividere notizie ricevute da messaggistica istantanea”
Allerta della Polizia Postale sulla circolazione in rete di un falso comunicato Aifa nel quale viene fatto divieto di utilizzo di diversi lotti di vaccino AstraZeneca e anche su falsi sms con i quali si pubblicizza un servizio di prenotazione del vaccino contro il Covid-19. “Si raccomanda, sempre, di non condividere notizie ricevute attraverso la messaggistica istantanea di cui non si abbia certezza della provenienza ma di segnalarle al commissariato di ps online della Polizia Postale e delle Comunicazioni“, scrive sul suo sito ricordando che l’Agenzia italiana del farmaco ha già smentito la notizia.
“L’Agenzia Italiana del Farmaco, ha smentito la notizia ribadendo che l’unico lotto di vaccino AstraZeneca oggetto del divieto d’uso sul territorio nazionale è il numero ABV2856.
Si ricorda che le uniche informazioni e comunicazioni attendibili, riguardanti la campagna vaccinale in atto contro il Covid19, sono quelle reperibili sul sito ufficiale dell’Agenzia Italiana del Farmaco“, scrive la Polizia Postale.
Riguardo la campagna fraudolenta con messaggi che pubblicizzano un servizio di prenotazione dei vaccini contro il Covid-19, la Polizia Postale spiega che “incorporano un link sul quale si chiede di cliccare o contattare il numero 1240 per prenotare la vaccinazione o ricevere informazioni in merito, la campagna fraudolenta “è rivolta in particolare a soggetti ultra ottantenni“. La Polizia postale invita a diffidare da questi messaggi e a segnalarli al linkwww.commissariatodips.it.
Roma, 14 marzo 2021 – Gianmarco “Gimbo” Tamberi ha contratto il Covid-19. Ad annunciarlo attraverso un post su Instagram è stato lo stesso atleta marchigiano che pochi giorni fa è rientrato da Torun dove ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei indoor di salto in alto. Tamberi ha fatto sapere di aver avuto febbre alta e spossatezza per un paio di giorni, ma di sentirsi adesso decisamente meglio: “Ho aspettato qualche giorno a dirvelo amici miei – si legge nel post –. Ho aspettavo di star di nuovo bene e trovare le parole giuste… Purtroppo al ritorno a casa dopo i campionati europei di Torun, a distanza di 72 ore, ho scoperto di essere positivo a questo maledetto virus. Fortunatamente sto bene: a parte febbre alta (39.9°) e mal di testa per i primi due giorni non ho nessun altro sintomo e la situazione si è normalizzata velocemente. Ho cercato di avvertire chiunque abbia incontrato in questi giorni ma, se mi fossi dimenticato di qualcuno, vi prego di farvi controllare per essere sicuri che stiate bene”.
Il monito – Tamberi ha al tempo stesso voluto mettere tutti in guardia sulla pericolosità di un virus che da ormai un anno sta mettendo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo e causando centinaia di migliaia di morti: “Non farò un post filodrammatico perché a causa di questa malattia ci sono tante persone che stanno male davvero, vorrei invece invitare tutti a stare molto attenti in qualsiasi situazione. Zona gialla non significa “il virus non esiste” e zona rossa non significa “devo trovare un modo per…“, non sono di certo io a dover dire che periodo delicato stiamo passando e a giudicare comportamenti, vi voglio solo trasmettere la mia esperienza…”. Il saltatore classe 1992 ha infine addirittura ipotizzato che il contagio sia avvenuto all’interno della “bolla” di Torun: “Chi mi conosce sa che per tre mesi prima degli Europei non ho visto anima viva per non rischiare nulla e fortunatamente è andata bene… Ora mi ritrovo positivo perché rimasto contagiato in una delle situazioni che sembravano più sicure dove stare. Una bolla fatta ad hoc dove tutti erano tamponati. Per entrare e rimanere in quella bolla ho dovuto fare ben 5 tamponi e come me chiunque fosse al suo interno, eppure qualcosa non ha funzionato. Non abbassate mai la guardia amici miei, fatelo per chi rischia di star male davvero se non avete paura per voi, fatelo per i vostri cari, fatelo per tutti coloro che ormai non percepiscono uno stipendio da mesi… Facciamolo perché dobbiamo tornare a vivere. per quanto riguarda la mia positività vi terrò aggiornati, ma davvero non preoccupatevi per me, sto bene!”.
Centinaia in piazza contro Rutte e le restrizioni per il Covid
Ci sono stati scontri tra manifestanti anti-governativi e la polizia olandese, che ha usato anche gli idranti per disperdere i dimostranti a L’Aja. Una folla di svariate centinaia di persone – come si vede dalle immagini che arrivano da L’Aja – si è riunita prima dei tre giorni delle elezioni generali olandesi che inizieranno domani, per manifestare contro il premier Mark Rutte e contro le restrizioni per il Covid-19.
La regione torna in semi-lockdown fino al 6 aprile. Chiudono tutte le attività non essenziali, vietato uscire di casa se non per motivi stabiliti e con autocertificazione. Le mini deroghe di Pasqua
Da lunedì 15 marzo e fino al 6 aprile la Lombardia torna in zona rossa. Non è bastato dunque il passaggio all’arancione scuro del 5 marzo per evitare una nuova stretta alle regole anti-contagio da Covid-19. Ma anche se oggi e domani (domenica 14) sono ancora in vigore le regole dell’arancione scuro, l’allerta è alta per evitare che questo weekend si trasformi in una sorta di liberi tutti, con assembramenti nelle vie dello shopping e nei luoghi simbolo del tempo libero, come la Darsena e i parchi.
Ecco tutte le regole in vigore da lunedì 15 marzo in Lombardia
Gli spostamenti e le visite ad amici e parenti – In zona rossa si può uscire di casasolo per andare al lavoro, per andare a fare la spesa(o in farmacia e nelle altre attività essenziali aperte), per portare fuori il cane, fare passeggiate intorno alla propria casa, andare in chiesa e negli altri luoghi di culto e per fare attività sportiva all’aria aperta in solitudine e sempre intorno alla propria casa. Altri motivi per uscire sono l’assistenza ad anziani non autosufficienti, figli minori, disabili, per svolgere attività di volontariato nell’ambito del Servizio civile nazionale, per l’addestramento di unità cinofile o per l’assistenza agli animali. Per tutte queste attività è obbligatorio avere con sé l’autocertificazione compilata. Vietate le visite ad amici e parenti. Vietato uscire dal proprio comune se non per i motivi di cui sopra. Soltanto nei giorni di Pasqua – il 3, 4 e 5 aprile – sarà consentito spostarsi all’interno dei confini regionali tra le 5 di mattina e le 22 per far visita ad amici e parenti, una sola volta al giorno, massimo in due più eventuali minori di 14 anni al seguito o persone non autosufficienti. Resta il coprifuoco dalle 5 alle 22.
Dai nidi alle università: tutto chiuso – Con la zona rossa anche gli asili nido e le sezioni primavere (aperti nella zona arancione scuro) chiudono. Restano a casa quindi i bambini dei nidi, sezioni primavera e materne. Didattica a distanza per tutte le scuole dalle elementari alle superiori e per le università. Unica eccezione in presenza gli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Per le università sono i singoli atenei a decidere quali attività indispensabili possono essere svolte in presenza.
Bar e ristoranti chiusi. Gli orari per l’asporto – In zona rossa bar, ristoranti e locali restano chiusi per il servizio ai tavoli e al banco. Dalle 5 alle 18 è consentito l’asporto senza restrizioni, sia di piatti che di bibite da ristoranti, negozi al dettaglio di bevande ed enoteche. Dalle 18 alle 22, ora in cui scatta il coprifuoco, l‘asporto non è più consentito ai bar e alle attività che non hanno cucina. Sempre consentite invece le consegne a domicilio.
Negozi chiusi: ecco le attività che possono restare aperte – Chiusi tutti i negozi tranne quelli di prima necessità, ovvero
alimentari,
farmacie,
librerie,
elettronica,
ferramenta,
edicole,
profumerie,
tabaccai,
giocattolai
vivai.
Aperti anche
lavanderie,
tintorie
attività di pompe funebri.
Chiusi per tutta la settimana anche mercati e centri commerciali (al loro interno possono restare aperti solo gli esercizi di prima necessità di cui sopra). Nei negozi aperti può entrare solo una persona per nucleo familiare alla volta. Chiusi terme, centri benessere, barbieri, parrucchieri e centri estetici.
Lo sport: chiuse palestre e piscine – Palestre e piscine restano chiuse, consentita l’attività sportiva come la corsa o la bicicletta, ma solo in forma individuale e nei pressi della propria abitazione. No anche agli sport di contatto, dal calcio al judo, a meno che non siano all’interno di competizioni sportive d’interesse nazionale. Chiusi circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso. Vietata la caccia. Parchi e giardini cittadini restano aperti, ma sono chiuse le aree gioco.
“Io sono sicuro che il nostro popolo, che è straordinario, farà la sua parte…nei momenti più difficili l’ha sempre fatto e riusciremo a vincere questa sfida.”
Il messaggio agli italiani del Generale Francesco Paolo Figliuolo a Che Tempo Che Fa.
Il fuoco è stato domato domenica sera da una pattuglia dei carabinieri. Sul posto gli investigatori del Nucleo investigativo. Per il momento il gesto non è stato rivendicato ma non si esclude che possa esserci un collegamento con la lotta al coronavirus
Ignoti hanno incendiato con liquido infiammabile il portone dell’Istituto superiore di sanità
Misterioso ed inquietante episodio nella serata di domenica in viale Regina Elena, davanti all’università La Sapienza. Ignoti hanno incendiato con liquido infiammabile il portone dell’Istituto superiore di sanità, provocando danni limitati alla struttura anche grazie all’intervento di una pattuglia dei carabinieri che era in transito e che ha spento le fiamme con un estintore in dotazione alla «gazzella». Sul posto sono poi giunti i tecnici della sezione Rilievi del Nucleo investigativo di via In Selci per un sopralluogo.
«Sono inaccettabili gli atti intimidatori contro l’Istituto Superiore di Sanità. A Silvio Brusaferro e a tutte le donne e gli uomini dell’ISS va il mio pieno sostegno e la gratitudine per il lavoro straordinario fatto ogni giorno al servizio del Paese. Il nemico è il virus. Non chi si impegna per combatterlo». Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Facebook
Dai primi accertamenti degli investigatori dell’Arma l’attentato sarebbe stato commesso alle 20. Al vaglio le immagini dell’impianto di videosorveglianza del complesso dell’Iss, che si trova a due passi da piazzale del Verano. Le fiamme si sono sviluppate all’improvviso, non si esclude che gli attentatori abbiano versato liquido infiammabile, forse benzina, sul portone prima di appiccare il fuoco e allontanarsi. Non è chiaro se a piedi o a bordo di qualche veicolo.
«Sono senza lacrime. .. Senza forze, senza più dignità. E c’è chi parla, parla, parla…». Non ha bisogno di commenti lo sfogo pubblicato sabato sera dall’account Twitter «Francesco e Filomena». Nella foto a corredo, una cuoca rannicchiata in cucina, proprio sotto i fornelli, in preda a un momento di sconforto in vista delle nuove chiusure anti-Covid previste dal governo. Il volto non si vede, è nascosto nell’incavo del gomito. Facile tuttavia immaginarne l’espressione rassegnata. Uno scatto emblematico delle difficoltà di un’intera categoria, alle prese con un incubo che si protrae da ormai più di un anno.
Oltre 5 mila i “Mi piace” ottenuti dal tweet. Più di mille invece i commenti lasciati da chi ha voluto esprimere tutta la propria vicinanza nei confronti dei professionisti che stanno lottando per non fermarsi di fronte agli ostacoli innalzati dalla pandemia. Un’autentica ondata di solidarietà nella speranza che tutto possa presto tornare alla normalità. E che scene di questo tipo si tramutino quanto prima soltanto in cattivi ricordi.( Twitter: Francesco e Filomena)
Seconde case in zona rossa, in un’altra Regione o in un altro comune: in arrivo le faq del governo sul decreto legge del 13 marzo con le regole
Raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione e anche in zona rossa, dovrebbe essere consentito anche con l’entrata in vigore del decreto che ha sostituito il Dpcm, lunedì. A meno che non lo vietino ordinanze regionali o comunali più restrittive. È quanto emergerebbe, secondo quanto riferito da fonti di governo, dalle faq del governo di prossima pubblicazione.
Il decreto del 13 marzo che sostituisce il Dpcm – Per contenere l’epidemia, il Consiglio dei ministri ha approvato venerdì un nuovo decreto legge (poi firmato il 13 marzo), che sostituisce l’ultimo Dpcm e che resterà in vigore dal 15 marzo al 6 aprile. Il provvedimento introduce un regime più stringente, anche in vista dellevacanze di Pasqua. Il giro di vite è motivato dal peggioramento della situazione epidemiologica.
Seconde case: le regole – Le Faq sul sito di Palazzo Chigi, che contengono le risposte alle domande più frequenti, dovrebbero essere aggiornate a breve. A quanto si apprende, dovrebbero mettere in chiaro che anche con l’entrata in vigore del decreto sarà possibile spostarsi per raggiungere le seconde case, ma solo se si è in possesso di un titolo per provare la proprietà (esibendo una copia o autocertificando) e a condizione che la casa di destinazione non sia abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare del proprietario.
In Lombardia – Attualmentein Lombardia è in vigore la zona arancione rafforzata, che non consente di raggiungere le seconde case. Da lunedì, però, in Lombardia dovrebbe essere consentito farlo, salvo ordinanze più restrittive decise dalle autorità locali (al momento ritenute improbabili).
L’incidente alle 6.30 del mattino di domenica. Il vagone adibito al trasporto di ossido di etilene era vuoto. Non ci sono feriti. FS: «Indagini in corso»
Poteva essere una tragedia. L’ultimo vagone di un treno merci diretto in Francia è deragliato intorno alle 6.30 nello scalo merci, poco prima della stazione di Ventimiglia. Il vagone cisterna era adibito al trasporto di ossido di etilene, ma per fortuna era vuoto. Nell’incidente non ci sono feriti.
La staffa bloccata – Subito è scattato l’intervento dei vigili del fuoco. Partite le indagini e i sopralluoghi per chiarire le cause dell’incidente. All’orgine forse la mancata rimozione di una staffa ferma-carro. Secondo la prima ricostruzione, è probabile che alla ripartenza del treno il vagone sia rimasto bloccato dalla staffa che viene messa sulle ruote delle carrozze quando il treno è fermo per evitare spostamenti, uscendo così dai binari. In un primo tempo si era parlato di un problema allo scambio, ma fonti di FS hanno confermato al Corriere «che la causa non sarebbe uno scambio difettoso e che le indagini sono ancora in corso»
Linea ripristinata – La linea che collega l’Italia alla Francia è rimasta bloccata per un paio d’ore, perché è stata tolta l’alimentazione elettrica per consentire gli interventi nella zona del deragliamento. È stato necessario l’intervento di una gru per sollevare il vagone e rimetterlo nella sede in modo da essere trasportato a Genova.