Attacco hacker alla Toyota: chiusi tutti gli impianti in Giappone e crollo della produzione


articolo di Lorenzo Nicolao: https://www.corriere.it/tecnologia/22_febbraio_28/attacco-hacker-toyota-chiusi-tutti-impianti-giappone-crollo-produzione-09b16874-9891-11ec-899b-30de360aaa79.shtml?fbclid=IwAR33EXr40ZyfxYVgcHT5-v1LMOMbO1bw-QLCwTlYf1XuFXq_vGcdWLsr94E

I pirati hanno colpito la società che fornisce componenti e il blocco dell’attività potrebbe provocare un danno economico enorme: la Toyota calcola già 10mila veicoli prodotti in meno

La Toyota non è riuscita a impedire la sospensione dell’attività di tutte le sue sedi in Giappone dopo che uno dei suoi principali fornitori è stato colpito da un attacco hacker. Il quotidiano nipponico Nikkei ha precisato che l’azienda coinvolta dalla violazione informatica sarebbe la Kojima Press, con sede a Toyoda, una frazione della città di Nagoya, dove è situato anche il quartier generale della casa automobilistica e del suo museo. La Kojima produce componenti molto rilevanti per le auto, dal momento che lavora con sistemi avanzati il metallo e la plastica. Il suo sito è risultato improvvisamente offline, fermo per diverse ore, bloccando di fatto la produzione. Un danno che ha avuto ripercussioni immediate sulla Toyota, tanto da costringere i vertici dell’azienda a interrompere il lavoro. Un processo già rallentato e messo in difficoltà dalla carenza di microchip generata precedentemente dalla pandemia. Già a gennaio il calo della produzione della prima casa automobilistica del mondo era stato del 15% rispetto all’anno precedente, ma con questa emergenza ammontano a quattordici gli impianti che in Giappone saranno costretti a una chiusura programmata di due giorni. Per il momento, i vertici della casa hanno preferito non commentare la scelta presa.

Oltre 48 ore di inattività in questi ambiti hanno un peso notevole sul processo produttivo di una grande azienda, con il calcolo immediato dei vertici di Toyota che rappresenterebbe chiaramente un crollo della produzione di 10mila vetture a causa del cyberattacco. La multinazionale che domina non solo il mercato giapponese, ma anche quello straniero, teme chiaramente che la chiusura possa influenzare anche le sedi estere, dove da anni si producono veicoli generalmente stimati per la qualità dei materiali e la progettazione. Un attacco hacker estremamente dannoso quindi, se si pensa che nel corso del 2008 la Toyota superò anche la General Motors, diventando la prima azienda automobilistica al mondo per numero di veicoli e per fatturato. continua a leggere

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