Si uccide Daisy Coleman, su Netflix ha raccontato gli abusi subiti in un documentario


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2020/08/06/news/si_uccide_daisy_coleman_su_netflix_ha_raccontato_gli_abusi_subiti_in_un_documentario-263921656/

Daisy Coleman, protagonista del documentario di Netflix Audrie & Daisy, in cui ha raccontato lo stupro subito quando aveva 14 anni, si è uccisa. Aveva appena 23 anni. Lo ha rivelato la madre con un messaggio su Facebook. “Mia figlia Catherine Daisy Coleman si è tolta la vita stanotte“, ha scritto Melinda Coleman, “era la mia migliore amica e una figlia fantastica. Penso che abbia immaginato che potessi vivere senza di lei, ma non posso. Speravo di essermi fatta carico del suo dolore, non si è mai ripresa da ciò che quei ragazzi le fecero e non è giusto”.

Nel documentario, Daisy ha spiegato di essere stata violentata nel gennaio 2012 ad una festa a Maryville, in Missouri. Insieme a lei c’era Audrie Pott, un’altra vittima che si è tolta la vita nel 2012, pochi giorni dopo essere stata violentata. Il caso di Daisy ha attirato l’attenzione nazionale, ma i capi di imputazione contro il 17enne che lei ha accusato sono caduti e la ragazza è stata anche vittima di bullismo dopo l’accaduto.


Daisy Coleman si è tolta la vita: aveva raccontato in un documentario Netflix la violenza subita a 14 anni

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 articolo: https://www.wondernetmag.com/2020/08/06/morta-suicida-daisy-coleman-stupro/

La vergogna è il sentimento che spesso si insinua nelle vittime di abusi sessuali. E proprio con l’hashtag #stoptheshame quattro anni fa Netflix aveva presentato il documentario Audrie e Daisy, con l’intento di creare una rete di supporto tra vittime di stupri, costrette in molti casi a subire anche un clima di diffidenza e sospetto dalla comunità, invece di essere aiutate, protette e sostenute.

Proprio questa era la storia di Daisy Coleman, protagonista del documentario Audrie e Daisy insieme a Audrie Pott. Il film, diretto da Bonni Cohen e Jon Shenk, era stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2016. Ancora è disponibile nel catalogo della piattaforma.

La storia di Daisy Coleman – Daisy Coleman all’età di 14 anni aveva subito uno stupro, nel corso di una festa a Maryville (Montana). Lo aveva raccontato in un documentario Netflix dal titolo Audrie e Daisy, in cui si soffermava soprattutto sugli episodi di bullismo subiti dopo quell’episodio, sulle vessazioni della comunità, della scuola, della rete, che non stavano dalla sua parte.

Per il crimine subito nel gennaio del 2012 mai nessuno era stato condannato: ulteriore duro colpo da digerire per la ragazza, che non ce l’ha fatta più a sopportare questo peso e si è tolta la vita

La stessa decisione l’aveva presa anche Audrie Pott, che si era suicidata 10 giorni dopo essere stata violentata a Saratoga (California), nel settembre 2012.

Daisy stava dedicando la sua vita agli adolescenti vittime di violenza che però non trovano il coraggio di denunciare, perché inseriti in un sistema loro ostile. Aveva anche fondato un’associazione, la SafeBAE, per sostenerli e aiutarli anche nel percorso di convivenza col trauma, per gestirne le conseguenze psicologiche.  continua a leggere

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