Altri estratti dell’intervista a #Icardi su ‘Undici’: dalla fascia al libro, la curva, Wanda e il futuro…


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Undici n°18 IN EDICOLA DAL 27/10/2017

Undici n°18

CAPITANO – “Vedi, essere il capitano dell’Inter per me non è difficile, ho la personalità per farlo tranquillamente. Sono qui da 5 anni anche se… non sembra. Fare gol per me è importante, se non faccio gol torno a casa arrabbiato, lei lo sa”, dice guardando Wanda, “ma essere il capitano dell’Inter è la mia… como se dice… missione. E io sono orgoglioso di tutto questo. E soprattutto interista: io sono interista”.

INTERISTA – “L’ho già detto tanto tempo fa. Io sono interista da quando ero piccolo perché giocavo alla Play Station e prendevo sempre l’Inter, sempre. Avevo il mio migliore amico e giocavamo. Sceglievo l’Inter perché c’era Adriano davanti che mi piaceva tanto. Ero bambino ed ero già interista. Spero di fare una lunga strada all’Inter, voglio vincere qualcosa con questa maglia, questa maglia non vince da troppi anni…”.

LA CURVA – “È stato un discorso chiarito l’anno scorso, non c’è niente altro da dire. A San Siro la gente ci vuole bene, io voglio il bene della squadra e dei tifosi. Questo discorso è stato un casino per la squadra e questa cosa mi ha fatto stare male. Ora però lo abbiamo messo da parte. La gente è incredibile ogni volta che giochiamo, in casa e in trasferta, tu lo vedi che tifo c’è! Noi siamo fortunati. Noi ringraziamo sempre dopo ogni partita, ci mettiamo tutti a metà campo e ringraziamo la gente che ci viene a – como se dice – sostenerci. Sia che vada male, sia che vada bene, ringraziamo tutti”.

IL LIBRO  – “L’errore che non rifarei…? Sono 5 anni che ho passato qua… L’unica cosa, penso questa dell’anno scorso, con il libro. Una cosa brutta per tutti. Io ci tengo tanto all’Inter, lo sanno tutti. È stata una cosa un po’ brutta per tutti”.

IL GIOCATORE DELL’INTER PREFERITO – “Qua è passato l’attaccante numero 1, che è il Fenomeno. Lui ha fatto la storia di questo sport. Zanetti? Zanetti l’ho “vissuto” dentro lo spogliatoio e ora anche fuori. Siamo sempre insieme e sì, certo che parliamo: di calcio, di tante cose, ci parliamo tantissimo. Lui, per me, è come un amico”.

IL SOGNO –  “Penso che giocare con il migliore al modo qui all’Inter sarebbe un sogno. E sto parlando di Messi ovviamente. Però lui è legato al Barcellona e temo che sia un sogno quasi impossibile”.

IL BARCELLONA, LA SPAGNA E L’ITALIA – “Il Barcellona mi ha liquidato? In realtà non è stato così, non mi hanno detto “vai pure”. Abbiamo un po’ litigato, però ho deciso di venire qua in Italia perché ero convinto di poter fare meglio che in Spagna. Al Barcellona in quel momento lì non era facile. Qua mi hanno dato subito la possibilità di giocare ad alti livelli ed era il mio obiettivo”.

MARADONA – “Gli ho risposto già l’anno scorso e penso che sia la cosa giusta. Basta, non gli rispondo più. Poi ognuno fa quello che vuole”.

CLAUSOLA DA 110 MILIONI – “Sono pochi? Dopo quello che è successo nell’ultimo mercato forse hai ragione! Però questa della clausola è una cosa che abbiamo discusso con la società e si è deciso di fare così. Ma in società sanno tutti quello che penso io, quello che voglio io. E siamo tutti molto tranquilli”.

WANDA – “Quella che fa tutto è lei, non sono io. Lei porta i bimbi a scuola, ai compleanni, fa tutto a casa, va di qua e di là. Io alla fine cerco di fare al meglio la mia professione e poi quando riesco la aiuto in tutto. Però chi fa di più è lei. Le continue voci su di noi danno fastidio? No no, siamo abituati a quello che si dice sia qui che in Argentina. La gente parla di lei perché è famosa, ma io so che genere di persona è. Cerca sempre il meglio per me e per la nostra famiglia.

Amore a prima vista? No, a prima vista no perché a Genova ci siamo conosciuti per un anno intero. Eravamo amici, poi… cose che che capitano”.

FIGLI – “Se la chiamo Wanda è perché sono arrabbiato, altrimenti gorda, gordita. “Cicciona” è la traduzione, però in espagnolo è affettuoso. Un altro figlio? Nooooo! Basta, basta. Abbiamo finito e siamo contenti con questi 5 bambini meravigliosi”.

MILANO – “Ci piace a tutti e due, stiamo benissimo, abbiamo fatto in 5 anni la nostra base, i bambini sono pieni di amici, io sono comodo a venire qua ad Appiano. Peccato non riuscire a viverla, ma è il prezzo che si deve pagare per essere famosi”.

Fonte: Undici e fcinter1908

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