Focolaio al Villaggio….


Focolaio al Villaggio, il caso della delegazione ceca e di un medico non vaccinato

articolo: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-tokyo-2020/2021/07/25/news/il_focolaio_al_villaggio_olimpico_indagine_sulla_delegazione_ceca_e_su_un_medico_non_vaccinato_-311646193/?ref=RHTP-BS-I311105608-P3-S7-T1

Ad oggi sono 13 gli atleti contagiati (su 132 positività rilevate all’interno del perimetro olimpico) e altre 13 le persone, tra atleti e staff, in quarantena al Villaggio Olimpico a Tokyo. I contatti a rischio costretti all’isolamento fiduciario sono molti di più: ne sanno qualcosa i 6 della delegazione azzurra, obbligati a stare in camera pur avendo il tampone negativo

In qualsiasi altro Paese del mondo si chiamerebbe col suo nome: focolaio. Ma poiché siamo nel Giappone dei Giochi, per giunta all’interno del Villaggio Olimpico che gli organizzatori con un certo sprezzo del pericolo smentita hanno assicurato essere “il posto più sicuro di Tokyo”, il focolaio diventa: “casi isolati di positività”. Si incolonnano i numeri, ma nessuno ha il coraggio di tirare la somma. Ad oggi sono 13 gli atleti contagiati (su 132 positività rilevate all’interno del perimetro olimpico), e 13 sono le persone, tra atleti e staff, in quarantena al Villaggio. I close contact, contatti a rischio costretti all’isolamento fiduciario, sono molti di più, si contano a decine: ne sanno qualcosa i 6 della delegazione azzurra, obbligati a stare in camera pur avendo il tampone negativo.

Covid, il pericolo negli ascensori – Al Villaggio, durante le due settimane dei Giochi, affluiranno 11.500 atleti provenienti da 206 Paesi del mondo. Le misure anti-Covid ci sono e sono ferree, tant’è che ogni mattina tutti devono sottoporsi a test salivare. L’ingresso è vietato a chiunque non sia accreditato. Si pensava che la mensa, situata in una palazzina di due piani all’inizio del complesso costruito sul waterfront di Haruma, fosse il punto più debole, zona di promiscuità e di possibile diffusione del contagio. E infatti lo hanno riempito di barriere di plexiglas, separando i tavoli e i diversi spazi del refettorio. Ci sono poi pannelli digitali nelle hall di ogni edificio dormitorio che indicano in tempo reale la percentuale di affollamento della mensa, utile per evitare assembramenti.

Non si può dire la stessa cosa della palestra comune, dove – per ovvie ragioni – il via vai di chi si deve allenare o perdere peso in vista delle gare (in tanti corrono sul tapis roulant indossando tute antitraspiranti per sudare di più) è continuo. Gli spazi sono più stretti. Gli attrezzi dovrebbero essere igienizzati dagli atleti dopo ogni utilizzo, ma non sempre questo accade, e gli addetti alla sicurezza faticano a stare dietro a tutti. Alla fine, come racconta a Repubblica uno dei frequentatori, “ci si alita uno sull’altro, il distanziamento sociale è impossibile”.

Altro spazio a rischio: gli ascensori. Ogni dormitorio ne ha almeno sei, che si aprono su due atri. Ci sono le scale per salire ai piani delle delegazioni, ma quasi nessuno le usa. Ultimamente, quelli della Repubblica Ceca chiedono il permesso prima di usare l’ascensore. C’è un motivo.

Il cluster ceco al Villaggio Olimpico – La metà degli atleti contagiati sono cechi. La delegazione occupa due piani del palazzo che ospita anche quelle di  Slovacchia, Polonia, Lettonia, Lituania e il Refugee Team

Il Comitato olimpico di Praga è stato costretto ad aprire un’indagine interna alla delegazione per capire chi ha violato le misure anti-Covid. Makéta Nausch-Slukovà (beach volley), Michal Schlegel (ciclismo), Ondrej Perusic (beach volley), Pavel Sirucek (ping pong) si guarderanno le Olimpiadi in tv. L’indagine epidemiologica del cluster ceco (6 casi) conduce al volo charter Praga-Tokyo del 16 luglio. A bordo c’era, assieme ai 14 atleti, il dottor Vlastimil Voracek, risultato positivo ai controlli dopo l’atterraggio. A quanto risulta da un report diffuso nella Repubblica Ceca, il medico non era vaccinato. Subito dopo il decollo, sempre secondo il report, i membri del team si sono tolti la mascherina e si sono andati a sedere tutti insieme in un’unica zona del velivolo.

Green Pass, migliaia di no vax in piazza senza mascherina.


Green Pass, migliaia di no vax in piazza senza mascherina. Corteo non autorizzato. Cartelli con svastiche e facce di Hitler. Bloccati tram e bus

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/milano_no_vax_vaccinazioni_liberta_vaccini_manifestazione_green_pass-311610139/

Corteo non autorizzato di 8-9 mila persone, esposti cartelli con la faccia di Hitler, la svastica e la scritta “obbedisci fai il vaccino”

Si è conclusa in piazza del Duomo, con i manifestanti che hanno arrotolato gli striscioni, la manifestazione anti green pass di Milano.

Un corteo (non autorizzato) di 8.9 mila persone (stima della Questura), rumorose coi fischietti – quasi tutti senza mascherina – ha marciato da piazza Duomo per la città scandendo slogan no vax: si è infilato nella galleria fermandosi più volte prima dell’arrivo in piazza della Scala al grido di libertà libertà scandito dai battimani. Molti gli striscioni con appelli al presidente della Repubblica “presidente Mattarella dov’è la nostra libertà?“, “Noi italiani obbediamo alla Costituzione.

Altri cartelli con immagini con la faccia di Hitlerla svastica e la scritta “obbedisci fai il vaccino che ha suscitato la curiosità di diversi turisti stranieri ai tavoli dei ristoranti che non hanno capito cosa stesse succedendo e chiesto informazioni. All’arrivo al palazzo di Giustizia, dopo insulti al premier, e il coro “Norimberga, Norimberga“, il corteo è tornato indietro lungo largo Augusto, via Battisti e via Francesco Sforza, interrompendo numerosi mezzi pubblici.

Questa è una manifestazione di chi vuole avere diritto di opinione e di parola contro i caproni che si sono vaccinati e adesso hanno il virus e a causa loro si è formata la variante Delta“, le sbagliate convinzioni espresse da diversi ragazzi in corteo ai quali alcuni vaccinati hanno risposto spiegando che il vaccino non contiene il virus. “Libertà libertà ” lo slogan ripetuto davanti a Palazzo Marino dove c’è ancora lo striscione “verità per Giulio Regeni“.

Fan di quei discorsi incredibili e fanno credere che se ti vaccini poi sei socievoli, non si sono presi la responsabilità, han mandato l’esercito a vaccinare“; “No il vaccino io non lo faccio, questi ci ammazzano, magari tra sette mesi i vaccinati son tutti morti“.

Adesso li voglio vedere anche col 5G questi pappagalli, qui vedi la gente libera, vanno avanti a decreti legge son dei disgraziati che vogliono togliere la democrazia con governi tarantella comandati da non si sa chi“, “ma tutta la gente di sinistra dov’è, sono al mare?“. E poi il coro “no green pass“.

Terre avvelenate: le scorie del traffico di rifiuti in Lombardia


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/24/news/traffico_rifiuti_terre_avvelenate_wte_dda_milano_brescia_ndrangheta-311424623/

Sono i luoghi che nascondono gli scarti della società e fruttano fiumi di denaro, spesso senza adeguate tutele per l’ambiente. Con un ruolo chiave per le famiglie della criminalità organizzata

Parchi, aree verdi, cantieri, capannoni abbandonati lungo le provinciali, ma soprattutto campagne. Terreni che quasi si nascondono nella vastità agricola della pianura padana, dove lo sguardo nei campi si perde e il pensiero fisso della produttività premia chi non distoglie lo sguardo dalle proprie tenute. Messi però in fila, o segnati su una mappa, assumono un altro aspetto, decisamente più inquietante. Sono le terre avvelenate, poderi affogati dagli inquinanti oppure utilizzati come nascondiglio illegale per qualsiasi tipo di rifiuto e quindi altrettanto intossicati. Sono 110 i luoghi attenzionati (e in alcuni casi sequestrati) dopo le inchieste realizzate dalle dda di Milano e Brescia, quasi tutte nate nell’ambito di indagini sul traffico di rifiuti negli ultimi due anni: una stima al ribasso, che tiene conto solo delle aree emerse da inchieste che hanno portato a primi risultati e che non calcola zone su cui sono ancora in corso le indagini. Sono i luoghi della coscienza sporca e a tenerli insieme è una costante: nascono tutti dall’esigenza di qualcuno di trovare spazi in cui nascondere ciò che non vogliamo intorno a noi, lo scarto delle nostre attività umane, che siano le macerie di un cantiere edile nel centro di Milano, i resti del vecchio asfalto di una strada provinciale o i fanghi dei nostri scarichi non trattati da un’azienda con i certificati di qualità apparentemente in regola. E il collante perfetto è il desiderio di qualcun’altro di farci dei soldi, su tutta questa spazzatura nascosta.

Le inchieste – Una delle ultime e più clamorose inchieste è quella che ha coinvolto la Wte di Brescia, azienda specializzata nel recupero dei fanghi che però, hanno scoperto i carabinieri della forestale, li depurava poco e niente. E, cosa peggiore, li faceva uscire come concime “gessi da defecazione“, mentre erano in realtà rifiuti. E non si facevano scrupoli nello  spargerli sui terreni agricoli di mezza Lombardia, a prezzi stracciati per gli agricoltori che – ignari o in mala fede – pensavano di fare un grosso affare. 78 terreni tra le province di Brescia, Milano, Lodi, Como, Pavia, Mantova e Cremona, a cui se ne devono aggiungere anche altri sparsi per il nord Italia. Da Lonato del Garda, dove il sindaco ha emanato un’ordinanza che blocca il raccolto del mais, ai campi di Gussola che costeggiano il Po nella provincia cremonese. Il livello di danno all’ambiente è ancora da calcolare, spiega l’avvocato Alessandro Asaro che assiste i comuni in cerca di risposte: “Stiamo cercando di capire come sarà possibile cominciare a fare le prime verifiche sui terreni senza interferire con il lavoro degli inquirenti“, ha spiegato il legale che conta su una soluzione entro l’estate. Restano impressionanti le intercettazioni a carico degli indagati: “Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi…“.

Il trattamento illecito dei fanghi è criminalità sofisticata, roba da ingegneri.  Ci sono anche modi più semplici per far soldi nascondendo i rifiuti sottoterra. A Senna Comasco un’indagine coordinata dalla pm Giovanna Cavalleri della Dda di Milano ha scoperto un accumulo di rifiuti in un terreno a destinazione agricola che si trova nella frazione di Gaggio: un’area sottoposta a doppio vincolo, ambientale e paesaggistico. Un quantitativo imponente, circa 85 mila metri cubi di materiale di risulta dei cantieri finito laddove avrebbe dovuto esserci dei campi coltivati a foraggio. Per farlo ad Antonio Mercuri, detto “Tony Imbuto”, vecchia conoscenza degli studiosi di ‘ndrangheta in Lombardia, sono serviti la compiacenza di un ex dirigente del Comune di Senna Comasco, un geologo e il proprietario dell’area.

Cassano d’Adda, in località Taranta, in pieno parco Adda Nord c’è invece un’altra discarica abusiva: resti di edilizia, ma anche frigoriferi, elettrodomestici, ferro, acciaio, plastica, bitume, rifiuti con mercurio, pneumatici, vernici, batterie al piombo. Collegata a questa discarica era l’impianto di smaltimento Cava Casara a Gessate, dove anche lì arrivava di tutto e fuori dalle regole. E poi il cantiere a Pioltello, in via Madre Teresa di Calcutta, dove si stava cercando di coprire una vecchia discarica con nuovi rifiuti. In questo caso a svelare il “sistema” sono stati i militari della Guardia di Finanza, compagnia di Gorgonzola, coordinati pm Francesco De Tommasi e Stefano Ammendola che hanno quantificato una movimentazione di oltre 800mila tonnellate di rifiuti tra il 2016 e il 2020. Tutto materiale che si provava a nascondere sottoterra, come la polvere sotto il tappeto.

Origgio, in provincia di Varese, a ottobre dello scorso è stato arrestato Antonio Foti, altro vecchio arnese di ‘ndrangheta: aveva rilevato un’azienda sana per trasformarla in un capannone in cui stivare rifiuti speciali a basso costo, per strozzare la concorrenza e fare soldi risparmiando sui trattamenti. Seguendo i flussi di denaro e le tracce dei camion che movimentano gli scarti, i pm Francesco De Tommasi e Sara Ombra, coordinando il lavoro dei carabinieri del Noe hanno scoperto altri rivoli di questo traffico: la famiglia Magarelli, ad esempio, che gestiva discariche abusive a Milano in via Belgioioso e in via Venezia Giulia, e che al telefono raccontavano di aver sversato rifiuti illegalmente in un terreno vicino all’area Expo. Sei le condanne già ottenute dai pm, più due patteggiamenti.

Nomi e luoghi che ritornano. Come la discarica di Meleti, in provincia di Lodi, citata in almeno due inchieste e addirittura un terreno a San Massimo di Verona, in via Lugagnano 41, richiamato in almeno tre diversi provvedimenti come luogo di scarico scelto da diversi sodalizi. Anche i protagonisti di questa storia criminale, seppur tangenzialmente legati ai clan della malavita organizzata (principalmente ‘ndrangheta), sembrano avere un know-how affinato negli anni: Molinari, Ventrone, Foti, Accarino, Assanelli, Sanfilippo. Cognomi ripetuti in storie che si intrecciano, ognuno che cela un preciso ruolo: ci sono i produttori che vogliono liberarsi dei residui senza ricorrere a troppe formalità, ci sono broker dello smaltimento che trovano i luoghi e piazzano gli scarti, ci sono i trasportatori dell’immondizia. E poi ci sono i sotterratori, quelli che devono essere bravi a nascondere.

Una storia criminale – Ma come si è arrivati a questo? Il tenente colonnello Massimiliano Corsano, comandante del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Milano (Noe), è forse l’uomo che meglio di tutti conosce la storia recente dei rifiuti nel nord Italia. A capo di un nucleo specializzato che dà lezioni ormai in mezzo mondo su cosa significhi contrastare i reati ambientali, ha idee precise sull’evoluzione degli ultimi anni. “In passato chi guadagnava sui rifiuti in modo illegale faceva sì che questi, intonsi, arrivassero ai termovalorizzatori falsificando la documentazione“. In questo modo riuscivano a fare bei margini sulla differenza tra i soldi che le aziende davano loro per disfarsene e il costo dello smaltimento di materie plastiche senza trattamento. Da quando però la Cina ha chiuso l’importazione dei rifiuti plastici, anche nel mercato criminale interno le cose sono cambiate. I termovalorizzatori italiani sono stati intasati di richieste e i costi degli smaltimenti sono schizzati alle stelle: “da 70 euro a tonnellata a quasi 300“. È quindi diventato più semplice fare soldi senza neanche portare i materiali all’inceneritore, per i criminali. “È cominciata così la stagione degli incendi nelle discariche abusive, parliamo del 2016-2017. Prima in Veneto poi in Lombardia. Bruciare in modo abusivo quei rifiuti era una forma di smaltimento. E anche essere scoperti era difficile, visto che inizialmente si puntava a trovare gli autori dei roghi. Sono state le nostre indagini a mettere per prime in correlazione gli incendi e il traffico di rifiuti“. A cambiare nuovamente le carte in tavola, un episodio più grave degli altri, l’incendio di via Chiasserini del 14 ottobre 2018: per quei fatti sono state condannate 8 persone. “Fu un boomerang per le attività criminali – aggiunge Corsano -, da allora i roghi sono diminuiti e abbiamo cominciato a trovare più capannoni e discariche abusive. L’abbandono è l’evoluzione dell’incendio: una nuova modalità di smaltimento, meno evidente e rumorosa. E c’è adesso ancora un altro tipo di smaltimento illegale che è il traffico transfrontaliero: grandi tratte illegali sono state aperte con l’Est Europa e la Turchia, principalmente di materie plastiche“.

Sarebbe sbagliato però pensare che dietro a tutto ci siano sempre e solo i clan: “Noi definiamo questi come tipici crimini d’impresa, che generano due inquinamenti: uno ambientale e uno dei tessuti economici sani – aggiunge Corsano – Diventa difficile per chi lavora nel lecito sostenere la concorrenza di chi applica prezzi assurdi. Parte di questi traffici sono riconducibili ad aziende che producono in nero e quindi hanno necessità di gestire i loro rifiuti su un mercato parallelo corretto. La criminalità organizzata in quanto tale non si occupa di questi traffici, benché consentano lauti guadagni: casomai i clan si interessano di infiltrazioni in aziende che si occupano delle varie fasi della gestione dei rifiuti, tentando quindi di aggiudicarsi gli appalti“.

Cosa succede dopo – A due anni e mezzo dall’incendio nel capannone stipato di rifiuti abusivi in via Chiasserini i cui fumi spostati dal vento invasero il centro di Milano, la giustizia ha già fatto ampiamente il suo corso: il lavoro dei pm Silvia Bonardi e Donata Costa ha portato a otto condanne nel filone principale (dopo appena un anno); sono nate altre due inchieste che hanno portato a nuovi arresti, mentre ancora si sta indagando. La bonifica invece sta facendo il suo di cammino, molto più lentamente. Del lungo percorso di gestione della bomba ecologica, fatta di carcasse di rifiuti bruciati e di balle ancora intonse, in carico a Città Metropolitana, sono completate le prime tre fasi. Dopo la caratterizzazione dei rifiuti è stato fatto un appalto con una serie di indicazioni precise: movimentazione dei residui da demolizione del capannone incendiato, formazione di cumuli allungati dei rifiuti combusti e non combusti, la loro copertura con teli, e “l’acquisizione planivolumetrica di tali cumuli tramite volo con drone” si legge in una nota di Città Metropolitana. Quindi sono stati smaltiti i rifiuti depositati nel capannone denominato area non oggetto di incendio e quelli abbancati sull’area esterna sono stati sottoposti a caratterizzazione. La quarta e ultima fase è partita il 21 maggio, “costituita dalle attività di selezione/cernita dei rifiuti depositati sui piazzali esterni e precedentemente ammassati in cumuli omogenei e dall’avvio a recupero/smaltimento degli stessi” si legge nella nota. La pulizia completa quindi è prevista entro la fine del mese. Ancora peggio è andata a Corteolona, in provincia di Pavia, dove a tre anni dall’incendio ancora non è stato ripulito il capannone incendiato, mentre cinque persone sono state condannate per traffico illecito di rifiuti: avviato l’appalto, si deve ancora procedere alla rimozione dei rifiuti non bruciati. Stanziati 1,2 milioni di euro dalla Regione per l’operazione, non è detto che bastino “anche perché dopo tutti questi anni non conosciamo la profondità della contaminazione e se si dovranno fare ulteriori bonifiche” spiega il sindaco di Corteolona e Genzone Angelo Della Valle.

Storie che, insieme a quella dei comuni lombardi che cercano di capire come riparare ai danni della Wte, ci raccontano di quanto sia difficile intervenire nel vasto mondo delle bonifiche, soprattutto quando a far danni è la criminalità. Anche se è bene distinguere tra i vari tipi di inquinamento. “Per prima cosa è necessario andare a vedere la natura delle sostanze inquinanti – dice Elena Collina docente di Chimica dell’Ambiente del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’università Milano-Bicocca -. Le più impattanti sono costituite da metalli pesanti piuttosto che sostanze di sintesi, generate dall’attività umana e che quindi non esistono in natura, i cosiddetti xenobiotici. Tra le più pericolose ci sono sostanze che sono classificate come cancerogene, mutagene, teratogene: ma non basta che siano presenti nel terreno, serve capire in quali quantitativi sono stati rinvenuti“. Facile a dirsi, meno a realizzarsi. Per cominciare, caratterizzazioni del suolo e bonifiche hanno costi che dovrebbero essere a carico di chi inquina. Nel caso di luoghi contaminati dagli sversamenti “spesso questi soldi non ci sono ed è l’ente pubblico a doversene far carico“, aggiunge Collina.

Tre paradossi – La storia degli sversamenti e dei rifiuti abbandonati vive di una serie di paradossi. Uno di questi riguarda i regolamenti “sempre molto stringenti ma che a volte finiscono per ostacolare chi si comporta bene, mentre i criminali continuano a essere tali: i controlli, infatti, sono pochi perché le risorse sono quelle che sono” dice ancora Collina. Un altro tema è quello dei soldi pubblici che mancano sempre e quando ci sono magari non si riesce a spenderli in modo costruttivo: “Solo in Lombardia ci sono almeno 3 milioni di euro di sanzioni recuperati dalle Arpa di tutta Italia – dice Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia – soldi che arrivano dalle multe a chi abbandona rifiuti irregolarmente: non si sa come spenderli perché manca il decreto“. Si parla di almeno 3 milioni di euro, tema su cui la parlamentare del gruppo misto Rossella Muroni ha presentato un’interrogazione parlamentare. E poi c’è un tema di convenienza economica, almeno per quanto riguarda il recupero delle plastiche: “il punto è che non c’è profittabilità economica – aggiunge Corsano – Molte materie plastiche vergini costano un terzo rispetto alle materie prime seconde, quindi il recupero dei rifiuti semplicemente non conviene economicamente. Il mercato purtroppo registra quasi un’assenza di profittabilità per alcune materie plastiche riciclate e molte aziende preferiscono mischiare l’irrecuperabile con il recuperabile“. Materiali di scarto il cui viaggio imprevedibile, spesso, finisce sottoterra.

La madre di Billy Costacurta muore in un incidente d’auto nel Varesotto: aveva 87 anni


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/23/news/mamma_billy_costacurta_morta_auto_varese-311418296/

Forse un malore per la donna che stava guidando la sua auto, finita improvvisamente contro una recinzione

Potrebbe essere stato un malore alla base dell’incidente stradale che ha coinvolto la madre dell’ex giocatore Billy Costacurta Margherita Beccegato. La donna, 87 anni, è purtroppo morta sul colpo.

L’incidente è avvenuto a Cavaria Con Premezzo (Varese): da una prima ricostruzione la donna avrebbe perso il controllo dell’auto, che è andata a fine contro una recinzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri di Busto Arsizio (Varese), il 118 e la Polizia Locale, ma per l’anziana donna non c’è stato nulla da fare. Ora verranno effettuati tutti gli accertamenti del caso.

Torino, annullata l’amichevole con il Bochum: positivo al Covid un giocatore tedesco


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2021/07/23/news/torino_bochum_rinviata-311485639/

La gara era prevista per sabato pomeriggio a Bressanone

Rinviata l’amichevole tra Torino e il Bochum: un giocatore della squadra tedesca è infatti risultato positivo al Covid. “Si comunica che l’amichevole contro il Bochum, in programma domani alle ore 17 a Bressanone, è stata annullata a causa di una positività al Covid-19 emersa nella squadra tedesca – si legge in un comunicato del club granata -. L’attività del Torino domani si svolgerà al centro sportivo “Mulin da Coi” di Santa Cristina. Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti sul programma della giornata“.

Empoli, sei positivi al Covid: annullata amichevole


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/empoli/2021/07/23/news/empoli_coronavirus_sei_casi_positivi_annullata_amichevole-311435512/

Dopo l’allarme lanciato ieri, oggi la conferma: sei componenti del gruppo squadra in isolamento perché positivi al Covid. Cancellata la gara contro la Cuoiopelli, prevista per sabato 24 luglio alle ore 18,00 a Santa Croce sull’Arno

EMPOLI – Sono sei i casi positivi al coronavirus all’Empoli. Il club toscano, dopo l’annuncio di ieri in merito al caso di sospetta positività, ha reso noto sui social che “gli esami effettuati hanno evidenziato la positività al Covid-19 di sei componenti del gruppo squadra. I casi sono stati posti in isolamento come da protocollo vigente, con la società azzurra che ha prontamente avvisato le autorità sanitarie competenti, oltre ad aver attivato tutte le procedure previste dalla normativa“.

Cancellata l’amichevole – Dopo la sospetta positività di ieri, era già stata annullata la gara amichevole contro la Cuoiopelli, prevista per sabato 24 luglio alle ore 18,00 a Santa Croce sull’Arno. Adesso la squadra, dopo aver svolto nella mattinata una seduta di allenamento, tornerà in campo nel pomeriggio al Sussidiario, seduta che si svolgerà a porte chiuse come le prossime fino a nuova comunicazione.

Prosegue l’allerta Covid – Non comincia quindi nel migliore dei modi la nuova stagione calcistica, e l’Empoli segue i casi riscontrati dallo Spezia (il numero dei positivi nel club ligure ha raggiunto quota 15). Prosegue quindi l’allerta Covid e il dibattito degli ultimi giorni sui no vax di diverse squadre non soltanto di Serie A, ma anche delle leghe minori.

Modena, incendio doloso in una palazzina: 18 intossicati, due ustionati gravi


articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/07/22/news/modena_incendio_doloso_in_una_palazzina_18_all_ospedale_due_gravi-311244162/?ref=RHTP-BH-I304495303-P2-S7-T1

Modena, 22 luglio 2021

Diciotto persone portate all’ospedale per accertamenti, altre due trasferite ai centri ustioni di Parma e Verona. Questo il bilancio di un incendio di origine dolosa che si è sviluppato poco prima della mezzanotte in una palazzina di Modena, in via Emilia Ovest.

Stando agli accertamenti che sono stati condotti sul posto dalla Polizia, intervenuta insieme alla polizia locale, ai vigili del fuoco e al 118, non è escluso che l’incendio possa essere stato appiccato da una persona residente. Un uomo avrebbe cosparso di benzina il proprio appartamento per poi appiccare il fuoco. Le fiamme sono divampate velocemente in tutto il palazzo e il fumo ha invaso ogni locale. I vigili del fuoco sono riusciti a spegnere l’incendo intorno alle quattro del mattino.

I due feriti portati ai centri ustioni di Parma e Verona si troverebbero in condizioni gravi, gli altri 18 diciotto non preoccupano.

I 18 sono stati portati all’ospedale di Baggiovara, al Policlinico di Modena e a Sassuolo, sarebbero rimasti intossicati dal fumo. Altre undici persone, infine, sono state visitate e trattate direttamente sul posto dal personale del 118.

Rischio Covid, l’Inter non partirà per la tournée negli Usa


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/21/rischio-covid-linter-non-partira-per-la-tournee-negli-usa_09d01fac-2235-48b1-b337-e2d5dc063466.html

Decisione legata a rischi per il propagarsi della pandemia

(ANSA) – Milano, 21 luglio 2021 – L’Inter non partirà per la tournée negli Usa. Lo rende noto il club nerazzurro spiegando che le motivazioni sono legate ai “rischi che, allo stato attuale, comportano gli spostamenti internazionali in conseguenza dell’evoluzione del propagarsi della pandemia, rischi che hanno già causato il ritiro dalla partecipazione da parte di Arsenal FC“.

https://www.inter.it/it/news/2021/07/21/comunicato-inter-tour-florida.html

COMUNICATO UFFICIALE DI FC INTERNAZIONALE MILANO

21/07/2021

MILANO – FC Internazionale Milano comunica che non si recherà negli USA per la Florida Cup in considerazione dei rischi che, allo stato attuale, comportano gli spostamenti internazionali in conseguenza dell’evoluzione del propagarsi della pandemia, rischi che hanno già causato il ritiro dalla partecipazione da parte di Arsenal FC.


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Cane sospeso nel vuoto a Milano, salvato dai vigili del fuoco


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/07/20/cane-sospeso-nel-vuoto-a-milanosalvato-dai-vigili-del-fuoco_c672a8c6-4b86-48a4-a20c-6242b95c0f34.html

Incastrato nella ringhiera di un balcone al terzo piano

(ANSA) – Milano, 20 luglio 2021 – I vigili del fuoco di Milano sono riusciti a salvare oggi, in zona Lotto, un cagnolino incastrato nella ringhiera di un balcone. Metà del suo corpo, con le zampe anteriori, era sospesa nel vuoto.

I vigili del fuoco sono intervenuti con una scala, raggiungendo il terzo piano del palazzo, e hanno spinto il cagnolino per farlo rientrare sul balcone e metterlo al sicuro.
Il video, postato sui profili social degli stessi vigili del fuoco, sta già facendo il giro del web registrando centinaia di visualizzazioni. (ANSA)

Milano – Cagnolino incastrato in ringhiera: soccorso dai Vigili del Fuoco (20.07.21)

Milan, all’ad Gazidis diagnosticato carcinoma alla gola


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/07/20/milan-allad-gazidis-diagnosticato-carcinoma-alla-gola_da667a0a-f087-4448-93e0-5fdb91123790.html

All’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, è stato diagnosticato un carcinoma alla gola. Lo annuncia il Milan in una nota.

Sulla base di una vasta serie di test e accertamenti clinici prontamente effettuati – si legge -, i medici prevedono che si riprenderà completamente.
Ivan rimarrà operativo durante le necessarie cure in cliniche specializzate, con il pieno sostegno della proprietà, del presidente, Paolo Scaroni, e del management del club“. 

 “Certamente, – comment Gazidis – non c’è mai un buon momento per una diagnosi di cancro. Ma fortunatamente sembra una forma molto curabile. Mi seguirà una equipe medica di alto livello e ho il supporto dei miei cari e di tutti i colleghi e collaboratori del Club. Sono fiducioso, sulla base di tutti i primi consulti medici, che il tumore sarà trattato con successo, con un completo recupero. La mia diagnosi – prosegue Gazidis – dimostra l’importanza di controlli medici regolari, anche se non si hanno sintomi. Mi sento di incoraggiare veramente tutti a dare priorità alla propria salute e di non sottovalutare la prevenzione, anche negli obblighi quotidiani della vita e del lavoro“, ha sottolineato in una dichiarazione sul sito del Milan il manager nato in Sud Africa, 57 anni a settembre. “Abbiamo una squadra forte, dentro e fuori dal campo – ha continuato Gazidis – e ho piena fiducia nella loro capacità di portare avanti il nostro Club nelle prossime settimane. A presto e sempre Forza Milan“. 

WhatsApp blocca 2 milioni di account nella lotta alle bufale


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2021/07/19/whatsapp-blocca-2-milioni-di-account-nella-lotta-alle-bufale_8e7569ba-a58c-4736-a0ed-8ed3caa4e697.html

WhatsApp ha bloccato più di 2 milioni di utenti in India per aver infranto una regola poco conosciuta, applicata per la prima volta. Con un annuncio dell’aprile 2020, la piattaforma aveva limitato la condivisione di un identico messaggio a più persone, tramite la funzione di inoltro.

Nonostante ciò, milioni di utenti in India hanno creato nel tempo account secondari per aumentare la ‘viralità‘ dei messaggi. Il limite era stato pensato per combattere lo spam e la diffusione di voci, foto e bufale nel Paese. Un grosso problema per una nazione dove molte persone si affidano all’app di chat per tenersi informati su fatti di cronaca, incluso l’andamento del Covid-19. La società ha affermato che la mossa interessa esclusivamente coloro che hanno inviato, con un “tasso di messaggi elevato e anormale“, notizie non verificate, così come foto e video. Lo riporta il sito locale Express. Oltre il 95% dei divieti è dipeso “dall’uso non autorizzato di messaggi automatici o di massa“. L’India è il più grande mercato per WhatsApp, con oltre 400 milioni di iscritti. Stando a quando ha sottolineato il client di proprietà Facebook, per individuare gli account spam è entrato in gioco l’algoritmo di Intelligenza Artificiale, in grado di analizzare il comportamento degli utenti senza leggere il contenuto delle conversazioni, sempre protette dalla crittografia end-to-end. Ogni mese, WhatsApp riconosce e blocca una media di otto milioni di account fake, in tutto il mondo, parte degli oltre 2 miliardi attualmente attivi.  

Ricoverato per infarto ex campione olimpico Antonio Rossi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/altrisport/2021/07/20/ricoverato-per-infarto-ex-campione-olimpico-antonio-rossi_1b4dabb1-5b67-4c49-a9d2-3c29f8e21195.html

Si era sentito male domenica correndo a Conegliano. ‘ Ora sto bene. Sono stato sottoposto ad angioplastica‘ ha detto interpellato dall’ANSA

Antonio Rossi, ex campione olimpico della canoa, oro ad Atlanta e a Sydney e portabandiera Azzurro, attuale sottosegretario con delega allo Sport di Regione Lombardia, è ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como per i postumi di un infarto. Rossi, che domenica aveva accusato un malore mentre partecipava ad una mezza maratona a Conegliano (Treviso), era stato ricoverato nella cittadina veneta, per poi essere trasferito, quando si è stabilizzato, a Como dove lavora il suo medico di fiducia, Mario Galli.

Ora le condizioni del campione e politico lecchese sono buone, tanto che potrebbe essere dimesso già nei prossimi giorni. 

Dalla sottosegretaria con delega allo Sport, Valentina Vezzali, al presidente del Coni, Giovanni Malagò, fino al governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sono stati molti i rappresentanti istituzionali che, nelle ultime ore, hanno voluto dimostrare la loro vicinanza e fatto gli auguri di pronta guarigione all’ex campione olimpico della canoa Antonio Rossi, colpito da infarto la scorsa domenica durante una mezza maratona a Conegliano (Treviso) e ora ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como.

Raggiunto telefonicamente dall’ANSA al suo letto nel reparto di emodinamica dell’ospedale lariano, dove è stato operato dal dottor Mario Galli, suo amico e medico personale, il 52enne sottosegretario allo Sport della Regione Lombardia ha voluto rassicurare circa le sue condizioni di salute: Ora è tutto sotto controllo e sto bene, anche se ancora non posso fare grandi sforzi. Sono stato sottoposto ad una angioplastica, con cui mi hanno impiantato uno stent per ‘ripararmi’ l’arteria. “E dire che proprio in queste ore sarei dovuto partire per le Olimpiadi di Tokyo, viaggio a cui avevo rinunciato a causa dei rigidi controlli” ha detto ancora Rossi, il quale ha voluto ringraziare pubblicamente gli operatori degli ospedali che l’hanno preso in cura. “Sia a Conegliano sia a Como ho trovato persone competenti e professionali che mi hanno dato tutte le cure necessarie – ha detto -. Voglio ringraziarle, come ringrazio tutti quelli che in questi giorni mi stanno mandando moltissimo messaggi di pronta guarigione“.  “Ringrazio innanzitutto chi prontamente è intervenuto, prima soccorrendomi a Conegliano Veneto, poi operandomi a Como. Un pensiero particolare va al dottor Mario Galli e alla sua équipe” ha aggiunto.

Strage di Via d’Amelio, 29 anni fa moriva il giudice Paolo Borsellino in un attentato di mafia


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/07/19/strage-di-via-damelio-29-anni-fa-moriva-il-giudice-paolo-borsellino-in-un-attentato-di-mafia_730f5672-993d-4cac-b374-b8bb8e2f87d6.html

Nell’esplosione rimasero uccisi anche i 5 agenti della sua scorta

Ricorre oggi il 29mo anniversario della strage di Via D’Amelio nella quale perse la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. 

L’attentato di via D’Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità. Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle Istituzioni.

Con lui morirono gli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. La memoria di quella strage, che ha segnato così profondamente la storia repubblicana, suscita tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell’impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l’illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale“. Lo scrive in un messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone – prosegue -, sapevano bene che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia. Da magistrati hanno espresso altissime qualità professionali. Hanno intrapreso strade nuove, più efficaci, nelle indagini e nei processi. Hanno testimoniato, da uomini dello Stato, come le mafie possono essere sconfitte, hanno dimostrato che la loro organizzazione, i loro piani possono essere svelati e che i loro capi e i loro sicari possono essere assicurati alla giustizia. Per questo sono stati uccisi. Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre – sottolinea il capo dello Stato – un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone. La Repubblica è vicina ai familiari di Borsellino e ai familiari dei servitori dello Stato, la cui vita è stata crudelmente spezzata per colpire le libertà di tutti. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze”.

A 29 anni dalla Strage di via D’Amelio, l’Italia non dimentica il giudice Paolo Borsellino. L’esplosione che il 19 luglio 1992 uccise il magistrato e gli agenti della scorta ci ammonisce che nella lotta alla mafia nessun compromesso può essere tollerato. A quasi 30 anni di distanza è inaccettabile che non si sia arrivati a una reale ricostruzione dei fatti. Solo la piena verità può consentire alla giustizia di liberare l’Italia da questo peso doloroso e insostenibile“. Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati 

Il 19 Luglio 1992 in un vile attentato ha perso la vita Paolo Borsellino. Ricordarne la forza e il coraggio è un dovere morale per chi non si piegherà mai alle mafie e per chi lotta ogni giorno per cancellare questo cancro dal nostro Paese. Borsellino non è solo l’espressione massima del sacrificio ma un modello di riferimento, insieme a Falcone, per molte generazioni“. Così in una nota Matteo Perego, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.

Esempio, sacrificio, coraggio. Questo rappresentavano Paolo Borsellino e i 5 poliziotti che il 19 luglio 1992 vennero uccisi a Palermo dalla mafia. Uomini che hanno anteposto la difesa della giustizia e della legalità alla loro vita. Onoriamoli sempre“. Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia.

Il 19 luglio del 1992, la criminalità organizzata sferrava un altro duro colpo al cuore dello Stato: pochi mesi dopo la morte del giudice Falcone, la mafia – con la sua furia criminale – uccise anche il giudice Paolo Borsellino. A distanza di anni, noi continuiamo a ricordare il sacrificio di chi ha donato la propria vita per difendere la Legalità e la Giustizia. La sua memoria, il suo esempio e il suo insegnamento resteranno impressi nelle nostre menti e nelle nostre coscienze. Paolo Vive, nel ricordo di tutte le persone perbene“. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Figc, mai più casi Salernitana: De Laurentiis dovrà vendere il Bari


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/07/17/news/calcio_guerra_multiproprieta_de_laurentiis_deve_vendere_il_bari-310694618/

La Federcalcio a fine mese aprirà la guerra alle multiproprietà nel calcio. Anche chi ha già due club dovrà cedere il controllo di uno dei due entro la prossima stagione, come ha dovuto fare Lotito: in ballo i pugliesi e il Mantova di Setti, proprietario anche del Verona

ROMA – Mai più altri casi Salernitana. La trattativa con Lotito per permettere l’iscrizione del club in Serie A e garantire il trasferimento di proprietà ha confermato al presidente della Figc Gravina quello che ha sempre pensato: le multiproprietà sono una bomba innescata che rischia di far saltare il sistema del calcio professionistico in Italia. Da maggio, è negata a chiunque la possibilità di avere due squadre, evitando quindi nuovi casi. Il problema è che due mine inesplose sono rimaste nel sistema: il Bari di Aurelio De Laurentiis, proprietario anche del Napoli, e il Mantova di Maurizio Setti, che ha già l’Hellas Verona. Club ancora in Serie C, ma a fortissimo rischio di trasformarsi in una Salernitana bis entro qualche anno. Per questo, entro fine mese arriverà una sorta di ultimatum a vendere.

Il rispetto dello Statuto – L’idea di Gravina è semplice: applicare le norme dello Statuto della Federcalcio (Art. 7 comma 7) secondo cui “Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto“. Con l’ex presidente Giancarlo Abete le Noif – norme organizzative interne alla Figc – furono modificate per consentire a Lotito di non dover vendere la Salernitana acquisita tra i dilettanti e promossa poi tra i professionisti. Un’anomalia, visto che le Noif sono norme secondarie rispetto allo Statuto federale. Da fine aprile è arrivata la prima stretta: “Non si può più avere più di una società nel mondo del calcio, professionistico o dilettantistico“, spiegò Gravina. All’epoca però la Figc si preoccupò di “Salvaguardare ovviamente i diritti già acquisiti“. Ma il caso Salernitana ha cambiato anche questa prospettiva.

DeLa dovrà vendere il Bari – Dal Consiglio federale del prossimo 27 luglio, anche la possibilità mantenere due squadre professionistiche già acquistate, di fatto una “deroga” dallo Statuto, dovrebbe scomparire. Una questione delicatissima per due club di Serie C: il Bari di De Laurentiis e il Mantova di Setti. La Figc non può ovviamente espropriare i club. Ma non può correre il rischio che la prossima estate due squadre dello stesso proprietario si ritrovino nuovamente nello stesso campionato (e potrebbe accadere). Per questo, concederà un margine ragionevole di tempo per eliminare le doppie proprietà – o anche semplici partecipazioni societarie – in club professionistici. Le due categorie di distacco lasciano una finestra sufficiente per una transizione dolce nei tempi ma improrogabile nei modi. Questa stagione servirà come “cuscinetto“, poi De Laurentiis o Setti dovranno scegliere tra Bari e Napoli, Tra Verona e Mantova. Lotito ha suggerito una strada: quella del trust. La Federcalcio ha posto le condizioni: il trust può servire solo come soluzione tampone per guadagnare tempo prima di una cessione definitiva. L’epoca delle multiproprietà, ormai, è davvero finita.

F1, Hamilton resta il re di Silverstone, secondo Leclerc….


F1, Hamilton resta il re di Silverstone, secondo Leclerc che si arrende a 2 giri dal termine. Verstappen subito fuori

articolo: https://www.repubblica.it/sport/formulauno/2021/07/18/news/f1_gp_gran_bretagna_hamilton_resta_il_re_di_silverstone_leclerc_si_arrende_nel_finale_verstappen_subito_fuori-310797881/

Un contatto tra il britannico e l’olandese nel corso del primo giro costa caro al pilota della Red Bull. Nonostante la penalità, il campione del mondo in carica riesce a rimontare, negando la vittoria alla Ferrari proprio in extremis. Terzo Bottas, Sainz sesto

SILVERSTONE – Lewis Hamilton torna a ruggire, trionfando per l’ottava volta in carriera nel circuito di casa, davanti a 356 mila spettatori (record di presenze a Silverstone). Il campione del mondo in carica tira fuori gli artigli e si prende una vittoria pesantissima con la quale interrompe il dominio della Red Bull. La gara sarà ricordata per il contatto, sul quale si discuterà a lungo, che estromette Verstappen poco dopo la partenza.

<<La cronaca del Gp a Silvestone>>

Un duello senza esclusione di colpi che aveva fatto sognare la Ferrari, brava a inserirsi tra i due litiganti, ma una monumentale prova di Leclerc non basta per portare a casa la vittoria. Le speranze di vittoria della Rossa sfumano a due giri dalla fine, quando Hamilton porta a termine una rimonta da manuale tra l’ovazione del suo pubblico. A completare il podio è l’altra Mercedes di Bottas, seguon o le due McLaren di Norris e Ricciardo che precedono la Ferrari di Sainz, a conferma di un week-end più che positivo per il Cavallino.

Contatto con Hamilton, Verstappen subito fuori – Al via Hamilton è subito aggressivo, Verstappen tiene la testa ma all’imbocco della Cops il britannico attacca con decisione l’olandese: il contatto tra l’anteriore sinistra della Mercedes e la posteriore destra della Red Bull costa caro al leader della classifica piloti che esce di pista e va a sbattere contro le protezioni. Leclerc, abile a bruciare in partenza Bottas, ne approfitta e si porta al comando, prima dell’ingresso della safety car e della bandiera rossa che porta alla momentanea sospensione del Gp. L’investigazione dei giudici di gara si chiude con una penalità di dieci secondi, da scontare in occasione del pit stop, per il sette volte campione iridato.

Leclerc riparte davanti a tutti – Il Gp riprende con lo standing start dalla griglia di partenza che vede Leclerc davanti a tutti: il monegasco è abile a rispondere colpo su colpo ai tentavi di Hamilton di mettergli pressione. Quando tutti i piloti hanno effettuato la sosta ai box per il cambio gomme il monegasco è saldamente al comando, seguito da Bottas, Norris e Hamilton, rientrato in quarta posizione dopo aver scontato la penalità.

Che rimonta di Hamilton – Con la gomma dura il britannico dimostra ben presto di avere un’andatura superiore a tutti. Dopo il sorpasso in scioltezza su Norris, il compagno di scuderia Bottas gli lascia strada dando inizio all’inseguimento nei confronti di Leclerc. Il monegasco spinge al massimo e prova a tenere dietro la Mercedes di Hamilton che, poco prima di superare Bottas, al 39esimo giro accusava circa 10 secondi di ritardo.

Mondiale apertissimo – Il britannico, però, è una furia e piazza giri veloci in serie mettendo nel mirino la Rossa che deve capitolare a due giri dal termine, con Silverstone che si è ormai trasformata in una bolgia per il suo beniamino. La Red Bull, mentre Verstappen si trova in ospedale per sottoporsi a ulteriori accertamenti, richiama ai box Perez per un altro pit stop con l’intento di provare a togliere a Hamilton almeno il punto aggiuntivo del giro veloce e la strategia riesce. Il britannico risale così a otto  lunghezze da Verstappen e lancia un messaggio molto chiaro: l’esito del Mondiale è ancora tutto da scrivere.

Hamilton: “Sapevo di dover essere aggressivo” – “E’ stata dura, ho dato tutto in questo weekend e sono fiero del lavoro del team – commenta a caldo Lewis Hamilton – Anche nel mio approccio sapevo di dover essere aggressivo con Verstappen, gli ho lasciato spazio ma al di là della penalità ho continuato a spingere. E’ stata una gara incredibilmente difficile con il pubblico migliore del mondo, sono molto grato ai fan. Spero che tutti possano tornare a casa senza problemi. Non avrei potuto fare tutto questo senza l’impegno di Valtteri e del team“.

Horner: “Manovra di Hamilton pericolosa” – Il contatto con Verstappen, però, non va giù alla Red Bull: “E’ un sollievo vedere che Max sia entrato al centro medico con le sue gambe – ammette Christian Horner, team principal della Red Bull – Hamilton si è infilato all’interno, sa che lì non si fa. Grazie al cielo il nostro pilota non si è infortunato o peggio, ma è stata una manovra molto pericolosa“.

Leclerc: “Dare il 200% non è bastato” – Leclerc non nasconde un pizzico di amarezza: “Difficile per me godermi questo momento. Ho dato il 200%, ma non è stato sufficiente – spiega il monegasco – Ci aspettavamo di essere competitivi, ma non così tanto. Abbiamo lottato per la vittoria ed è incredibile. Con le gomme medie siamo stati velocissimi, mentre con le dure un po’ meno rispetto alla Mercedes. Il team sta lavorando in modo incredibile, sono orgoglioso della squadra. Stiamo andando nella direzione giusta“.

Binotto: “Ferrari può essere terza forza del Mondiale – “Questa Ferrari può arrivare al terzo posto nel Mondiale, è la nostra ambizione ma il nostro obiettivo è quello di migliorare su ogni aspetto. Il terzo posto sarà il risultato del lavoro fatto – dichiara Mattia Binotto, team principal della Ferrari ai microfoni di ‘Sky Sport’ – Sognare era possibile, ma dobbiamo anche essere realisti. Doveva succedere qualcosa davanti ed è successo, anzi spero che vada tutto bene per Verstappen. Poi però non siamo stati alla pari con la Mercedes, Hamilton era più veloce. Dispiace che sia successo a due giri dalla fine, ma dopo il disastro in Francia è importante questa risposta“.

Bottas: “Contento di aver aiutato Lewis” – “E’ stata una gara dura. Purtroppo in partenza ho avuto problemi e questo mi ha reso la vita difficile –   commenta Valtteri BottasAbbiamo dovuto reagire alla mossa di Norris e ci siamo fermati troppo presto, ma alla fine abbiamo aiutato Lewis a vincere. Dal punto di vista del team è stata un’ottima giornata che ha portato tanti punti. Ci presenteremo alle prossime gare con molto ottimismo“.

Sainz: “Il pit stop mi è costato una posizione” – “Peccato per oggi perché abbiamo fatto una gara all’attacco e la macchina era piacevole da guidare – dichiara Carlos Sainz – Quel problemino al pit stop mi è costato una posizione. La squadra comunque ha fatto un grande lavoro. Non dobbiamo dimenticare che 60 giri fa ero ultimo e siamo riusciti ad arrivare sesti nonostante un pit stop sbagliato. A Montecarlo potevamo vincere, qui Mercedes e Red Bull avevano un passo migliore. Ora vediamo cosa possiamo fare in Ungheria“.

Spezia, ancora nuovi positivi al Covid: i contagiati salgono a 11


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/spezia/2021/07/18/news/spezia_ancora_nuovi_positivi_al_covid_i_contagiati_salgono_a_11-310761515/

Il club ligure ha comunicato che altri due calciatori hanno contratto il virus, focolaio sempre più diffuso nel ritiro in Alto Adige. L’Asl intanto ha concesso l’autorizzazione a svolgere sedute di allenamento individuale

Continua a peggiorare la situazione Covid in casa dello Spezia. La società ligure ha comunicato che dall’ultimo giro di tamponi è emersa la positività al Covid-19 di altri due calciatori che si sommano agli otto compagni di squadra risultati positivi sabato e al giocatore rimasto a Spezia perché positivo prima della partenza per il ritiro.

Via libera all’allenamento individualeDunque sono in totale 11 le persone attualmente positive al Covid. Un inizio di stagione a dir poco complicato per il club del neo presidente Platek, alle prese prima con l’addio di Italiano, poi con lo stop al mercato imposto dalla Fifa per due anni e adesso con un focolaio sempre più pesante. Intanto la società, dopo aver sospeso l’attività nel ritiro a Prato dello Stelvio, ha ottenuto dall’Asl di Bolzano l’autorizzazione a svolgere sedute di allenamento individuale già da domenica pomeriggio.

Covid, focolaio allo Spezia: positivi sei calciatori


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/spezia/2021/07/17/news/covid_focolaio_in_casa_spezia_positivi_sei_calciatori-310700316/

Non c’è pace per il club ligure: dopo lo stop di due anni al mercato imposto dalla Fifa, dal giro di tamponi effettuato nel ritiro a Prato dello Stelvio (Bolzano) sono emersi sei giocatori contagiati più un membro dello staff: tutta la squadra è in isolamento

Periodo complicato per lo Spezia. Dopo il burrascoso divorzio con Italiano e il recente stop al mercato di due anni imposto dalla Fifa, ora il club ligure deve fare i conti con un focolaio scoppiato nel ritiro a Prato dello Stelvio (Bolzano) dove è in corsa la preparazione per la nuova stagione.

Positivi sei calciatori – Dopo la positività di un calciatore emersa giovedì, il nuovo giro di tamponi effettuati dal gruppo squadra ha certificato che altri sei calciatori e un membro dello staff hanno contratto il Covid-19. Il club spezzino, in costante contatto con l’ASL di Bolzano, informa che in via precauzionale l’attività sportiva è momentaneamente sospesa e tutto il gruppo squadra resterà in isolamento seguendo le procedure previste dal protocollo sanitario. L’inizio per il neo tecnico Thiago Motta è decisamente in salita.

C’è il virus nel Villaggio, Tokyo sempre più chiusa. Il Covid minaccia i Giochi


articolo: https://www.repubblica.it/sport/vari/2021/07/17/news/tokyo_virus_villaggio_olimpico-310723081/?ref=RHTP-BH-I310107497-P1-S1-T1

Addio bolla, fermati un delegato nigeriano e un membro del Cio, tensione tra gli atleti. Nuova stretta sugli arrivi dall’estero. Bach ammette: “La popolazione è scettica”

TOKYO. La bolla non c’è più. Si è bucata. Il rischio zero non esiste. Ora l’ammissione: “There are big holes in the bubble“. Sì ci sono buchi e infiltrazioni. I Giochi sono penetrabili, un po’ molto disgraziati, e per niente “safe and sicure“. Il virus corre più di Bolt.

E così ecco il contagiato numero 1 al villaggio olimpico (3.600 stanze e 18 mila letti), il tempio della religione a Cinque Cerchi. Quello che doveva essere “il luogo più sicuro di Tokyo“. Il positivo non è un atleta, ma un dirigente straniero. Il nome viene tenuto segreto. Ma pare si tratti di un sessantenne nigeriano. La Tokyo olimpica non si scopre immune, ma sempre più riluttante: chi sperava di atterrare in Giappone, lasciandosi dietro la stagione dei contagi, si ritrova nella prigione del passato con l’incubo lockdown. C’è anche il primo membro Cio contagiato e fermato all’aeroporto di Narita: è il sudcoreano Ryu Seung-min, 38 anni, ex campione di tennistavolo, facente parte della commissione atleti: “Ho la doppia vaccinazione e risultavo negativo ai due test prima della partenza“. Anche tra gli atleti c’è una diffusa paranoia, perché se sei venuto a contatto con un inserviente o uno spedizioniere, magari positivo, non ti ammali, ma ti isolano, e mandi in fumo cinque anni di allenamento. Lo conferma Bianca Walkden, della squadra inglese, atleta del taekwondo, bronzo a Rio: “Tra noi c’è un’isteria diffusa, basta uno starnuto, e tutti si allontanano“.

E poi ci sono le ripicche geopolitiche di sempre: gli atleti coreani sono stati avvisati dai loro dirigenti di stare attenti in mensa e di non scegliere cibo che viene da Fukushima, ancora altamente contaminato. Se non è Covid è reattore nucleare guasto. Né ha aiutato che un componente del team Uganda, positivo (variante delta) all’aeroporto, sia stato messo in quarantena, ma gli altri otto del gruppo abbiano potuto viaggiare in bus per 500 km verso il loro camp, dove un altro è risultato positivo. Né è di conforto sapere che un altro ugandese è ancora missing. Lo cercavano per il test, hanno trovato un biglietto: “Voglio lavorare in Giappone, in Uganda non è vita“. Si chiama Julius Ssekitoleko, ha 20 anni, è un sollevatore di pesi, che ha perso la qualificazione e doveva tornare in patria. Invece alle 6,30 di mattina ha preso il treno veloce per Nagoya, dove vive la seconda comunità ugandese più numerosa del paese, ed è scappato. Positivo? Negativo? Non si sa, ancora nessuno l’ha rintracciato. Tuona la ministra olimpica Tamayo Marukava: “Controlleremo entrate e uscite, abbiamo un sistema che non permette a nessuno di farla franca”.

Chizuko Ueno, professore emerito di sociologia all’università di Tokyo si è permesso di dire: “Stiamo trattando i visitatori come criminali“. Visitatori che non potranno più volare. Il governo ha chiesto alle compagnie aeree di non accettare più prenotazioni fino alla fine dei Giochi, vuole limitare il traffico non olimpico a un totale di duemila passeggeri al giorno nei 5 aeroporti della capitale. E non più di 40 persone (non accreditate) al giorno. Per le compagnie giapponesi è stato posto il limite di 3.400 passeggeri a settimana. Il Giappone si chiude, riottoso: 45 positivi legati ai Giochi, ma 28 sono lavoratori (nella capitale ieri 1410 casi e 3408 in tutto il Giappone). Bisogna anche capirlo: è il paese che ha invitato il mondo a casa e ora gli tocca apparecchiare la tavola senza potere sedersi, né servirsi. Il pubblico locale non potrà vedere dal vivo nessuna gara olimpica (tranne forse un po’ di ciclismo). E in più lo stato d’emergenza che ha chiuso bar, ristoranti e karaoke, costringe tutti a rientrare a casa, senza svaghi. Thomas Bach, presidente del Cio, si è presentato davanti alla stampa pieno di ottimismo: “Vorrei chiedere umilmente al popolo giapponese di accogliere e sostenere gli sportivi. Il tasso di contagio è molto basso, 0,1%, continueremo a monitorare gli sviluppi legati al Covid e se le circostanze dovessero cambiare, allora ci incontreremo immediatamente per trarne le conseguenze. Ai tifosi dico: non potete essere allo stadio, ma mandateci brevi video di 6″ e li pubblicheremo. Siamo consapevoli dello scetticismo di un certo numero di persone, ma anche gli atleti hanno superato gli ostacoli per essere qui“. Vero, gli atleti delle isole Fiji, dato che il loro paese ha sospeso i voli di linea, si sono imbarcati su un volo commerciale che portava in Giappone pesce congelato. Certe bolle vanno rammendate così. Con forza e volontà.

Il covid arriva a Tokyo 2020, 15 positivi ai Giochi


articolo: https://www.ansa.it/olimpiadi_tokyo_2020/notizie/2021/07/17/tokyo-covid-primo-caso-in-villaggio-olimpico_3c9fece2-7b0f-4060-ac01-8527eb504277.html

Tra soli sei giorni l’inizio delle Olimpiadi

E’ stato il primo caso nel Villaggio che è stato segnalato durante i “test“, ha detto Masa Takaya, il portavoce del comitato organizzativo delle Olimpiadi. Le autorità non hanno reso nota l’identità della persona, che è stata portata in un hotel e messa in isolamento, ha spiegato il portavoce. Da parte sua la presidente di Tokyo 2020, Seiko Hashimoto, ha detto che “stiamo facendo tutto il possibile per prevenire qualsiasi focolaio di Covid. Se dovessimo ritrovarci con un focolaio, ci assicureremo di avere un piano in atto per rispondere”.

In tutto sono 15 i contagi da Covid riscontrati a Tokyo tra persone legate in vari modi ai Giochi, tra cui il primo caso di Covid segnalato all’interno del villaggio olimpico che riguarda, precisa l’organizzazione, una persona proveniente dall’estero e non un atleta, di cui non è stata rivelata nè l’identità nè lo stato di salute. Le altre persone infettate sono 7 lavoratori a contratto, sei dipendenti del comitato organizzatore locale e due rappresentanti dei media. Dei positivi, 8 sono arrivati a Tokyo dall’estero da meno di due settimane, 7 risiedono in Giappone. Non è chiaro se queste persone abbiano avuto accesso al Villaggio olimpico.

 A meno di una settimana dall’inizio delle Olimpiadi, Tokyo registra un nuovo massimo giornaliero dei casi di Covid in quasi sei mesi. Il governo metropolitano della capitale ha segnalato 1.410 positività: si tratta del livello più alto dal 21 gennaio, con una tendenza in continua ascesa che ha superato quota 1.000 per il quarto giorno consecutivo.  L’amministratore delegato di Tokyo 2020, Toshihiro Muto, ha detto che da un test condotto nel Villaggio olimpico è emersa una positività, ma il caso è solo uno dei 15 riscontrati nella giornata di sabato tra i lavoratori impegnati nell’organizzazione della manifestazione sportiva e vario personale legato ai Giochi. Si tratta del numero di contagi più alto registrato nell’entourage olimpico dal primo luglio, quando il comitato ha iniziato a compilare le statistiche, e non include gli atleti impegnati nei camp pre-estivi. Dal primo luglio ci sono stati un totale di 45 infezioni di coronavirus segnalati dagli organizzatori. Aperto dallo scorso martedì, il villaggio olimpico è composto da 21 palazzi capaci di ospitare fino a 18 mila letti. Il presidente del Comitato olimpico internazionale (CIO), Thomas Bach, in Giappone dall’8 luglio, ha garantito al premier giapponese, Yoshihide Suga, che l’85% degli atleti è immunizzato. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è in programma il 23 luglio, allo Stadio nazionale di Tokyo. 

La Germania devastata dalle inondazioni, oltre 130 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/16/germania-nuova-frana-e-ancora-morti_92cfa75c-15df-4334-999d-26b1664ee0f5.html

Si aggrava il bilancio delle vittime del maltempo che sta devastando in questi giorni Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Il Paese più colpito è la Germania dove il numero delle persone morte a causa delle alluvioni è salito a 133.

In totale i morti in Europa sono 153. Lo riferiscono fonti ufficiali tedesche. La polizia di Coblenza ha fatto sapere che “secondo le ultime informazioni disponibili 90 persone hanno perso la vita” nella regione della Renania-Palatinato, una delle più colpite. A queste si aggiungono le 43 vittime nella Renania Settentrionale-Westfalia e le 20 persone morte in Belgio

Nessuno può dubitare che questa catastrofe dipenda dal cambiamento climatico“. Lo ha detto il ministro dell’Interno Horst Seehofer, parlando allo Spiegel. “Un’alluvione con così tante vittime e dispersi io non l’ho mai vissuto prima“. Il ministro ha promesso aiuti per le aree colpito, e sollecitato maggiore impulso alle politiche ambientali.

I nostri pensieri sono con le famiglie delle vittime delle devastanti alluvioni in Belgio, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi e con coloro che hanno perso la casa. L’Ue è pronta ad aiutare”. Così la Commissione europea in un tweet, precisando che “i paesi interessati possono rivolgersi al meccanismo di protezione civile dell’Unione europea“.

Il commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato che “l’Ue è pienamente solidale con il Belgio in questo momento difficile e sta fornendo un sostegno concreto. Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro cari“. L’Ue sta anche fornendo la mappatura satellitare di emergenza Copernicus con mappe di valutazione delle aree colpite.

In Belgio il ministro dell’Interno, Annelies Verlinden, ha detto che i morti sono saliti a 20 (gran parte dei quali a Liegi) e altre 20 persone risultano disperse. (ANSA).

Germania, forti piogge nell’ovest del Paese: auto sommerse da acqua e fango
Maltempo Germania, la devastazione vista dall’alto: l’aereo sorvola le aree colpite

I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi


articolo:I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi per avere falsificato alcuni rimborsi – Il Post

I due arbitri di calcio Fabrizio Pasqua e Federico La Penna sono stati squalificati per 16 e 13 mesi dalla commissione disciplinare dell’Associazione Italia Arbitri (AIA) perché coinvolti in un giro di rimborsi falsificati insieme ad altri quattro membri dell’AIA. Fino a qualche mese fa Pasqua e La Penna arbitravano regolarmente in Serie A: a maggio erano stati sospesi dopo che era stata aperta un’inchiesta sui rimborsi che l’AIA garantiva loro per le trasferte. L’accusa ritiene che Pasqua e La Penna falsificassero scontrini e ricevute per ottenere rimborsi più alti.

Se la pena non verrà ridotta nei due prossimi gradi di giudizio, spiega Sky Sport, Pasqua e La Penna saranno di fatto radiati: l’AIA infatti non ammette al proprio interno membri che negli ultimi dieci anni hanno ottenuto squalifiche superiori a un anno.

Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno


articolo: Pozzuoli, incendio all’Anfiteatro Flavio: le fiamme distruggono le gradinate in legno- Corriere.it

Il rogo in uno dei siti archeologici più famosi del mondo. Proprio ieri aveva ospitato un incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei. Vigili del fuoco ancora all’opera. Ignote le cause.

POZZUOLI – Un incendio ha completamente distrutto le gradinate di legno dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei siti archeologici più famosi del mondo nonché uno dei più importanti reperti dell’era romana. Secondo la ricostruzione, prima hanno preso fuoco le sterpaglie, poi le fiamme si sono propagate alle tettoie in legno. A quel punto il personale in servizio, che aveva cercato di domare il fuoco con gli estintori, ha chiesto che intervenissero i pompieri. Il fatto è accaduto questo pomeriggio.

Le operazioni – Al momento i vigili del fuoco sono ancora impegnati a domare definitivamente l’incendio, che è comunque sotto controllo. «Sento ancora le sirene — racconta la senatrice Paola Nugnes, che abita a poche centinaia di metri dall’Anfiteatro — . L’incendio è divampato intorno alle 16». A fiamme spente, i vigili del fuoco effettueranno i rilievi utili a capire come e perché si sia sviluppato l’incendio.

La storia – L’Anfiteatro Flavio, dei due presenti in città, è senz’altro quello più integro e conservato meglio. Attribuito agli stessi architetti del Colosseo, del quale per altro è di poco successivo, ha una pianta ellittica di 149 x 116 metri. Gli scavi archeologici per portarlo alla luce iniziarono nel 1839 e si conclusero alla fine dello stesso secolo ma, solo nel 1947, a seguito di una nuova campagna di scavo, il monumento fu definitivamente liberato dai detriti. Proprio ieri sulle sedute dell’Anfiteatro andate in fiamme si era tenuto incontro con Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei.

Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico


articolo: Tokyo: Covid, primo caso in Villaggio Olimpico – Mondo – ANSA

 Il primo caso di coronavirus è stato registrato nel Villaggio Olimpico di Tokyo, quando mancano solo sei giorni all’inizio dei Giochi: lo hanno reso noto oggi gli organizzatori. (ANSA).

Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo

articolo: Coronavirus nel mondo: a rischio le olimpiadi di Tokyo – la Repubblica

Primo caso nel villaggio olimpico e nuova ondata di contagi. I medici suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei Covid-19 peggiora

Primo caso di Coronavirus alle olimpiadi di Tokyo. Un membro dello staff di una nazione del villaggio olimpico è stato trovato positivo al Covid-19 ma gli organizzatori non hanno voluto dichiararne la nazionalità. Si teme l’effetto valanga e un nuovo cluster: i giochi cominciano subito in salita.

La nuova ondata di casi di Covid-19 a Tokyo preoccupa così tanto i medici che alcuni suggeriscono di annullare le Olimpiadi, anche dopo l’inizio delle competizioni, se la diffusione dei contagi peggiora.

Intando l’India ha segnalato sabato 38.079 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il conteggio nazionale a 31,06 milioni, secondo i dati del ministero della salute.
Il numero di morti è aumentato di 560, portando il totale a 413.091, secondo i dati del ministero.

La situazione sanitaria è già al più alto livello di allerta a Tokyo, e altri contagi metteranno solo più pressione sul sistema sanitario“, ha detto Masataka Inokuchi, vicepresidente della Tokyo Medical Association, all’ultima riunione del governo metropolitano di Tokyo. Le strutture sanitarie di Tokyo cominciano a risentire della tensione: il numero di pazienti ricoverati è balzato a più di 2mila in tre settimane da circa 1.200 a fine giugno. Nobuhiko Okabe, capo del Kawasaki City Institute for Public Health che presiede il gruppo di esperti del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo sulle misure anti-virus, onn esclude misure drastiche per proteggere il sistema. “Se Tokyo finisce in una situazione in cui le persone che hanno bisogno di cure ospedaliere non possono essere ricoverate negli ospedali, dovremmo considerare l’annullamento delle Olimpiadi“, ha detto in un’intervista a The Asahi Shimbun.
Non abbiamo tempo per le Olimpiadi” se le persone non possono ricevere le cure mediche necessarie.

LE VACCINAZIONI NEL MONDO: MAPPE E GRAFICI

Sono circa 12 le persone che producono il 65% della disinformazione sui vaccini anti Covid sulle piattaforme social. Lo afferma la Casa Bianca citando i dati contenuti nel rapporto del Countering Digital Hate pubblicato in marzo e in base al quale l’associazione aveva allora chiesto a Facebook e Twitter di chiudere le pagine gestite da queste 12 persone.
Secondo il Countering Digital Hate una delle persone che dovrebbe essere cacciata dai social è Robert F. Kennedy Jr., uno dei volti del movimento anti-vax.  La polemica arriva dopo il balzo dei nuovi casi di Covid negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono quasi triplicati a 74.018, ai massimi da tre mesi. Giovedì i nuovi contagi erano stati 27.956. E’ quanto emerge dai dati compilati da Bloomberg e dalla John Hopkins University.

Ma Facebook respinge le accuse del presidente Joe Biden sulla disinformazione sui social che “sta uccidendo la gente” che non si vaccina contro il Covid-19. “Non ci lasceremo distrarre da accuse che non sono supportate dai fatti“, replica Facebook, indicando di favorire invece la divulgazione di informazioni che contribuiscono a salvare vite e che sono state visionate da oltre 2 miliardi di persone. Twitter ha invece pubblicato sulla sua piattaforma il messaggio: “Mentre la pandemia di COVID-19 si evolve in tutto il mondo, continueremo a fare la nostra parte per far risaltare le informazioni sanitarie autorevoli“.

Infine arriva dalla Spagna un primo bilancio di un settore industriale: le societa’ produttrici di automobili hanno perso 7,6 miliardi di euro nel 2020 a causa della pandemia del coronavirus che ha provocato un forte calo sia delle vendite che della produzione. E’ quanto reso noto da un rapporto presentato dall’Associazione nazionale fabbricanti automobili e camion (Anfac). Le case automobilistiche hanno investito 1,9 miliardi di euro nelle loro fabbriche spagnole, una cifra che si attesta alla media degli ultimi cinque anni, nonostante la diminuzione del 31 per cento rispetto al 2019. “La chiusura di tutta la catena del valore per praticamente due mesi si e’ riflessa in un calo storico delle vendite e della produzione“, ha sottolineato il direttore generale dell’Anfac, Jose Lopez-Tafall.

Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine


articolo: Morto a Roma l’attore Libero De Rienzo. Procura apre fascicolo di indagine – Cinema – ANSA

Libero De Rienzo

Aveva 44 anni, nel 2002 e nel 2006 vinse il David di Donatello

E’ morto all’età di 44 anni, stroncato da un infarto, nella sua casa romana, l’attore napoletano Libero De Rienzo. Nato a Napoli nel 1977, aveva intrapreso la carriera dello spettacolo sulle orme del padre, Fiore De Rienzo, che è stato aiuto regista di Citto Maselli.


La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte dell’attore Libero De Rienzo trovato privo di vita nella sua abitazione nella zona Madonna del Riposo. Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Francesco Minisci. Il magistrato ha disposto l’autopsia.
Il procedimento è stato rubricato con la fattispecie di morte come conseguenza di altro come dispone l’articolo 586 del codice penale. Obiettivo degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, è accertare le cause che hanno portato alla morte del giovane attore napoletano. Dall’autopsia, da questo punto di vista, potrebbero arrivare risposte importanti.

Libero aveva vinto il David di Donatello nel 2002 e nel 2006nel film Fortapàsc di Marco Risi, ha interpretato il giornalista napoletano Giancarlo Siani. Tra i suoi lavori successivi, ‘Smetto quando voglio‘ (2014) e nel 2019 il film ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’.

Benché abitasse dall’età di due anni a Roma, Libero De Rienzo era legato alla città di Napoli. Sposato con la costumista Marcella Mosca, lascia due figli di 6 e 2 anni. Dopo i funerali (la cui data non è stata ancora fissata) la salma sarà inumata in Irpinia, accanto alla mamma. 

Conoscevo bene Libero, del quale sono un grande estimatore non solo per le sue indiscusse qualità professionali ed artistiche, ma per la sua umanità, radicata cultura e forte impegno sociale e civile. Libero viveva a Roma, ma amava Napoli profondamente“. Lo afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, appresa la notizia della morte dell’attore.

La notizia della morte improvvisa di Libero De Rienzo è terribile e ci lascia tutti senza parole. Perdiamo un giovane talento, un protagonista del cinema italiano che già aveva visto riconosciuta la sua arte con la doppia vittoria del David di Donatello nel 2002 e nel 2006. Il mondo della cultura italiana si stringe con affetto e cordoglio alla sua famiglia, ai suoi piccoli figli, alla moglie e a tutte le persone che lo hanno amato, stimato e apprezzato“. Lo dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini.

È una di quelle notizie che lasciano senza parole e con una tristezza profonda e cupa”. Con queste parole il sindaco di Procida, Dino Ambrosino, ha commentato la scomparsa, a 44 anni, dell’attore Libero De Rienzo, particolarmente legato all’isola. “Ho davanti agli occhi le mille scene in cui lo ricordo in giro per l’isola con quello stesso atteggiamento spensierato di tutti i concittadini, con la grande confidenza e serenità di chi fa parte della comunità – prosegue il primo cittadino -. Memorabili i momenti in cui lui ci aiutò a ridare vita al Carcere, contribuendo a riempire di nuovo quel Palazzo di umanità. Oppure quando insieme a noi si batteva come un leone per difendere il nostro piccolo pronto soccorso“. Il festival del cinema “Arthetica“, ideato e diretto dallo stesso De Rienzo, si svolse appunto nell’ex carcere dell’isola. L’attore aveva sostenuto con convinzione la candidatura di Procida a Capitale della cultura 2022.

Verso nuovi criteri per i colori, ‘via il numero di casi’


articolo: Verso nuovi criteri per i colori, ‘via il numero di casi’ – Cronaca – ANSA

Speranza: ‘Peseranno di più i numeri delle ospedalizzazioni

Aumentano i contagi tra i giovani mentre due milioni e mezzo di italiani tra gli over 60 sono ancora senza vaccino e – con i parametri attuali – alcune regioni rischiano la zona gialla. Il Governo si prepara ad affrontare una settimana decisiva, l’ultima utile per dare una sterzata alla curva dei nuovi contagi, che cominciano a salire spinti dalla variante Delta.

Con il prossimo ‘decreto emergenza‘ sembra ormai certo che il green pass sarà rilasciato – in linea con l’Uesolo con la seconda dose. E resta in piedi l’ipotesi di un lasciapassare alla francese includendo, oltre ad aerei, treni ed eventi, anche ristoranti, palestre e piscine al chiuso. Secondo diversi componenti del Comitato Tecnico Scientifico – che sarà riunito sul tema tra lunedì e martedì – bisogna “dare maggiore significatività al green pass“. Sul fronte politico, per superare le divisioni, una mediazione potrebbe essere quella di inserire la misura ‘estensiva‘ soltanto nelle regioni fuori dalla zona bianca (non è ancora chiaro se già a partire dalla zona gialla): una modalità che eviterebbe il ritorno a chiusure pesanti in piena estate. Ma anche se alcune regioni si avvicinano al giallo nelle prossime settimane, visto il trend di aumento dell’incidenza dei contagi (in cima Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania), a scongiurarne il rischio sarà un nuovo cambio di rotta sulla valutazione dei parametri.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento peserà di più “il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori“. Una soluzione che mette d’accordo anche i territori, pronti a mettersi al riparo da misure più stringenti. “Chiederemo al Governo di togliere l’incidenza dei positivi dai parametri che muovono zone e colorazioni perché il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente“, sottolineano le Regioni. Ma il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni centomila abitanti, il cosiddetto Rt sintomi, probabilmente resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%. Anche su quest’ultimo dato, non si esclude una discussione sulla revisione di queste percentuali, così come diventerà sempre più tassativa la necessità di eseguire un numero minimo di tamponi (in zona bianca 150 test ogni 100mila abitanti). Nel prossimo decreto sarà anche prevista la proroga dello stato di emergenza, che al momento termina il 31 luglio. Due sono le ipotesi sulla sua prossima scadenza: fine ottobre oppure fine dicembre. I nuovi provvedimenti aspettano di essere supportati dal progressivo incremento delle vaccinazioni, che hanno raggiunto in queste ore quota 60 milioni e sono quasi 26 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo, pari al 48,12% della popolazione over 12.

La Lombardia, intanto, si aggiunge alla lista delle regioni in cui sarà possibile l’inoculazione dei richiami ai turisti di tutte le fasce d’età, in particolare per quelli che trascorrono un periodo di vacanza di almeno 15 giorni. L’altra urgenza, in vista del rientro a scuola, è l’immunizzazione dei docenti. In un documento, il Cts fa una forte raccomandazione alla politica affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un’elevata copertura vaccinale di docenti e non docenti, sia promuovendo delle campagne informative, sia individuando delle misure, anche legislative, appropriate, per garantire la più elevata soglia di persone vaccinate. E il presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Enrico Coscioni, aggiunge: l’obbligo per alcune categorie oltre a quella dei sanitari va esteso “al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico“. Ma, secondo alcuni, i tempi sarebbero troppo lunghi per arrivare a settembre con una legge che vada in questo senso.

Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia


articolo: Due scosse di terremoto e un boato nella zona di Norcia – Umbria – ANSA.it

Più forte magnitudo 3.6, nessuna segnalazione di danni

Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 2.6 alle 8,03 e la secondo di 3.6 alle 10 sono state registrate nella zona di Norcia dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Secondo i vigili del fuoco si è avvertito “distintamente” un boato così come riferito dal personale in servizio presso il distaccamento Valnerina.

La squadra è quindi uscita per un sopralluogo sul territorio.
Al momento alla sala operativa non sono arrivate richieste di intervento. 

Ogni volta che c’è una scossa di terremoto la paura risale dallo stomaco, ma al tempo stesso nella cittadinanza e anche nei turisti è subentrata la consapevolezza che la città è in sicurezza“: a dirlo all’ANSA è il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.  “La più forte è stata avvertita soprattutto da chi si trovava dentro i container che con il tremare della terra provocano dei rumori“, ha raccontato Alemanno. Aggiungendo che non si sono registrati danni e che con il terremoto “dobbiamo conviverci in queste zone“. “Da noi – ha detto il sindaco – non è un’eccezione, è importante che non succeda nulla a cose e persone“. “La messa in sicurezza, gli edifici recuperati e le casette Sae garantiscono la staticità delle strutture e sono di grande aiuto per affrontare questi eventi“, ha concluso. 

Maltempo in Germania, almeno 81 vittime e 1.300 di dispersi. Merkel, sconvolta per la catastrofe


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/07/15/maltempo-germania-4-morti-e-50-dispersi-a-ovest-del-paese-_c1875c2d-a8c4-40a6-adc7-15cb9ae8991d.html

Le vittime delle devastanti alluvioni che hanno colpito la Germania sono salite ad 81. Lo riferiscono fonti ufficiali.  Il bilancio è salito ad almeno 81 dopo che le autorità della Renania-Palatinato, la regione più colpita, hanno annunciato che sono in quell’area i morti sono aumentati a 50.

Il numero delle vittime è salito a 50“, contro le 28 del giorno prima, ha detto il portavoce del ministero dell’Interno della regione, Timo Haungs.

Intanto in Germania altre 1.300 persone risultano disperse nella circoscrizione di Bad Neuahr-Ahrweiler, nella Renania-Palatinato, colpita dall’alluvione. Lo ha confermato all’ANSA una portavoce dell’amministrazione locale, che ha però subito precisato: “la rete di telefonia mobile è in tilt, e dunque molte persone non riescono a raggiungere i propri parenti”. La portavoce ha anche affermato che ci sono altre vittime, ma che per ora non si forniscono altri bilanci.

Due giorni di pioggia ininterrotta e il bilancio in Germania è una catastrofe senza precedenti. Il rigonfiamento e l’esondazione di tanti corsi d’acqua di piccola e media dimensione, nei Laender occidentali del Nordreno-Vestfalia e dalla Renania-Palatinato, hanno liberato enormi masse d’acqua dalla forza distruttiva. I corpi senza vita degli annegati sono venuti fuori da posti diversi, le inondazioni hanno fatto vittime negli scantinati delle case, nelle strade, fra i soccorritori. Ma la forza dell’acqua e del fango ha anche trascinato giù decine e decine di case. C’è chi si è rifugiato sui tetti delle case o sugli alberi. Il maltempo non ha colpito solo la Germania: alluvioni sono avvenute anche in Lussemburgo e Olanda.

Sale ancora il bilancio delle vittime causate dalle inondazioni che hanno devastato ampie aree del Belgio. I morti sono saliti a 12 e 5 le persone ancora disperse. Oltre 20.000 persone sono senza corrente elettrica. La maggior numero di vittime è stato segnalato nella provincia di Liegi. Il centro della città è stato evacuato ieri sera nel timore dello straripamento della Mosa il cui livello pare ora essersi stabilizzato. Il Paese è sotto choc per un fenomeno che i media definiscono di proporzioni storiche.

Le immagini del paesaggio e delle cittadine tedesche colpite sono difficili da tradurre in parole. Strisce di terra completamente devastate. Edifici e negozi distrutti. Le auto in strada travolte dalla corrente sono il meno nello scenario di un disastro naturale di questa portata. Le centinaia di persone messe in sicurezza in barca a Kordel, paesino situato lungo un affluente della Mosella, rappresentano l’aspetto positivo di una giornata che ha visto almeno 18 morti nel centro di Bad Neunahr-Ahrweiler e 20 a Euskirchen, vicino Colonia.

Angela Merkel, impegnata a Washington nella sua ultima visita di Stato negli Usa per una bilaterale con Joe Biden, ha sospeso la missione per prendere la parola dalla capitale americana ed esprimere personalmente cordoglio per le vittime. “È una tragedia“, ha detto la cancelliera senza ridimensionare. “Sono ore in cui parlare di una forte pioggia e di alluvione descrive la situazione in modo insufficiente. È davvero una catastrofe“, ha insistito Merkel. “Sono sconvolta dalle notizie che mi arrivano da posti sommersi dall’acqua, dove persone in grande emergenza si salvano o vengono salvate. Sarà fatto ogni sforzo per ritrovare i dispersi“, ha aggiunto, promettendo fra l’altro gli aiuti necessari per la ricostruzione, in un contesto per ora dai danni incalcolabili. Alla Germania sono arrivati messaggi di solidarietà da altre nazioni e offerte di aiuto. Il Papa si è detto “profondamento colpito” e di “pregare” per “le persone che hanno perso la vita“. L’Italia, attraverso Palazzo Chigi e la Farnesina, ha assicurato tutto il sostegno necessario ai governi, non solo quello tedesco, che devono affrontare questa emergenza. Le alluvioni hanno scosso l’agenda politica interna tedesca. “Una catastrofe del genere non l’avevamo ancora mai vissuta“, ha commentato la presidente del Palatinato Malu Dreyer, “è davvero disastroso quello che sta succedendo“. Il presidente della Vestfalia, Armin Laschet, ha sospeso la campagna elettorale da candidato cancelliere della Cdu e si è recato sui posti più colpiti dall’emergenza, come Altena e Hagen, da dove ha chiesto che “le misure e le politiche per il clima siano più dinamiche, a livello nazionale, europeo e globale“.

Molti politici, come il vice cancelliere Olaf Scholz (Spd) e la candidata cancelliera dei Verdi Annalena Baerbock, hanno interrotto le vacanze. Mentre nelle strade dell’ovest della Germania migliaia di vigili del fuoco, poliziotti, militari dell’esercito, unità del Technische Hilfswerk, si sono mobilitati in aiuto delle popolazioni colpite. La Bundeswehr ha fatto ricorso ai carri armati e sono stati utilizzati decine di elicotteri per sorvolare le aree disastrate. Non mancano, anche a caldo, polemiche in più direzioni. Stavolta le tv pubbliche locali e regionali sono finite sotto accusa – lo riferisce la Bild – per non aver dato in tempo notizie e avvisi su quello che stava accadendo ieri sera. E nel dibattito sullo stravolgimento climatico e l’inazione dei governi la Sueddeustche Zetiung ha commentato che quello che sta accadendo è scioccante, sì, “ma non sorprende“.

Calcio, Il Chievo escluso dalla serie B. Fuori dalla LegaPro 5 club


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/07/15/news/calcio_il_chievo_escluso_dalla_serie_b_fuori_dalla_legapro_5_club-310434268/

La Federcalcio non ha accettato il ricorso dei sei club: non resta che l’ultimo grado, il Collegio di Garanzia del Coni

È la fine della favola Chievo? La squadra che ha giocato 17 campionati di serie A, dal 2001 a oggi, è per ora esclusa dal campionato di B. Il consiglio federale della Figc, dopo le segnalazioni Covisoc, ha bocciato i ricorsi di 6 club: tra questi il Chievo. Oltre al club di Campedelli escluse Casertana, Novara, Carpi, Paganese e Sambenedettese dalla LegaPro. La questione ruota intorno a una serie di rateizzazioni fiscali sulle quali sono state espresse riserve da parte dell’organismo di vigilanza. E il Chievo ha un’esposizione molto alta: intorno ai 20 milioni di euro. Drammatica anche la storia Dopo 113 anni di vita, invece, il Novara calcio, una delle società storiche del movimento calcistico italiano, scivola tra i dilettanti.

Non è finita qui – Ma non è finita qui: le sei squadre potranno ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport, terzo ed ultimo grado di giustizia sportiva. Se non darà loro ragione si prospetta un’estate intensa tra ripescaggi e ricorsi. Sul Collegio di Garanzia del Coni puntano tutti i club, in particolare il Chievo, che ritiene di avere in mano la vittoria. L’organo di giustizia sportiva di ultimo grado potrebbe riunirsi entro la fine del mese di luglio: probabilmente venerdì 23 o qualche giorno dopo, il 27. “I ricorsi non sono stati accolti. Ci sono 48 ore di tempo per fare ulteriore ricorso, c’è ancora una partita aperta per quanto riguarda la valutazione degli organi di giustizia“, ha spiegato Gabriele Gravina, presidente della Figc, al termine del Consiglio federale. Il Consiglio della Figc ha fissato il termine del 21 luglio per presentare le domande e i relativi adempimenti per la sostituzione in Serie C della rinunciataria Gozzano. Per le riammissioni e i ripescaggi per il completamento dell’organico in Serie B e in Lega Pro resta valido il termine già precedentemente fissato al 19 luglio.

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”


articolo: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/whirlpool_licenziamenti_napoli_operai-310289058/

Whirlpool: “Licenziamento per i 340 operai di Napoli”. Draghi incontra i lavoratori

La decisione della multinazionale comunicata durante un incontro al Mise. Tensioni con la polizia durante il presidio davanti ai cancelli del penitenziario

Una delegazione di operai della Whirlpool giunta a Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta) – in seguito alla notizia del licenziamento di 340 operai –  ha incontrato nel carcere il premier Mario Draghi dopo la conferenza stampa che si è svolta nel penitenziario, alla quale ha partecipato anche la ministra Marta Cartabia. Gli operai chiedono l’intervento del capo del governo sulla crisi dell’azienda,

Il licenziamento – Whirlpool, doccia fredda all’incontro convocato al ministero. La multinazionale annuncia che procederanno con i licenziamenti per i 340 operai di via Argine. “Dopo lunga riflessione – annuncia Luigi La Morgia, Whirlpool-Emea –  abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Siamo consapevoli  della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia“. E già scatta lo scontro con i sindacati. La Fiom: “Sarà guerra“. Blitz dei lavoratori dello stabilimento di Napoli alla casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove alle 16 è prevista la visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi e del ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

A caldo l’intervento della vice ministra Alessandra Todde: “Isindacati hanno comunicato di essere pronti a considerare la possibilità della chiusura dello stabilimento da parte di Whirlpool, cosa che in passato non era mai avvenuta. Proprio per questo si è chiesto all’azienda di accettare la proroga della cig di ulteriori 13 settimane, cosa che non significa allungare il brodo, ma dare la possibilità ad un percorso di rilancio, portato avanti da noi e invitalia, di prendere forma, con un piano industriale alternativo e solido, fondamentale per non impoverire ulteriormente il territorio di napoli garantendo la salvaguardia occupazionale“.

Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità. L’avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. E’ necessario utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l’avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra“. Lo dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil partecipando al tavolo sulla vertenza Whirlpool. “La narrazione che siete stati buoni e avete portato pazienza, ce la potevate risparmiare. Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti“, spiega. “Le lavoratrici e i lavoratori hanno tenuto aperto lo stabilimento di Napoli e ciò ha permesso a Whirlpool di guadagnare di più nonostante la pandemia“, conclude.

Arriva anche la voce del Partito Democratico: “Whirlpool ha già tradito il patto con L’italia, venendo meno a napoli al piano industriale. Ora lo tradisce di nuovo. Non si possono accettare licenziamenti quando sono previsti ammortizzatori per accompagnare il rilancio del sito. Ma Giorgetti offra una soluzione industriale“. Così su twitter Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd.

La posizione dell’azienda – “A causa del forte calo della domanda della lavatrici prodotte a Napoli lo stabilimento è diventato insostenibile per Whirlpool. Per questo motivo, più di due anni fa l’azienda ha iniziato a discutere di potenziali scenari di transizione e a lavorare con i sindacati e gli stakeholder istituzionali – sia nazionali che locali – al fine di minimizzare l’impatto legato all’uscita di Whirlpool dallo stabilimento di Napoli. Non essendo emersa nessuna alternativa, il 31 ottobre 2020 è stata cessata la produzione nel sito“. Lo precisa l’azienda al termine dell’incontro convocato online dal Mise.

Whirlpool avvierà la procedura di licenziamento collettivo relativa alle persone del sito di Napoli il prossimo 15 luglio “secondo quanto previsto dalla normativa vigente – si legge ancora nella nota – Nel corso della procedura, della durata massima di 75 giorni, i lavoratori percepiranno la normale retribuzione. L’azienda ha informato i sindacati della possibilità di trasferimento presso la sede di Cassinetta di Biandronno (VA) e, per coloro che lasceranno volontariamente l’azienda nel corso della procedura, è previsto un trattamento economico di uscita“.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio


articolo & video: https://video.repubblica.it/edizione/milano/incendio-distrugge-nella-notte-magniplast-a-brugherio/391725/392439?ref=su06

Un incendio ha distrutto nella notte il capannone della MagniPlast a Brugherio. Le fiamme sono divampate dopo le 22, per domarle sono intervenute 30 squadre dei vigili del fuoco. È in corso un monitoraggio per le sostanze tossiche sprigionate dal fuoco.

Incendio distrugge nella notte MagniPlast a Brugherio

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/brugherio_incendio_nella_notte_distrugge_capannone_oltre_trenta_mezzi_dei_vigili_del_fuoco_per_domare_le_fiamme-310255131/

L’azienda di via Bruno Buozzi è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo. Le fiamme divampate poco dopo le 22. In corso monitoraggio di sostanze tossiche

Un incendio ha distrutto nella notte un capannone della MagniPlast a Brugherio (in Brianza), in via Bruno Buozzi. L’incendio è scoppiato poco dopo le 22. Le fiamme hanno completamente avvolto il tetto del fabbricato e per domarle è stato necessario l’intervento di oltre 30 mezzi dei Vigili del fuoco dai comandi provinciali di Monza, Milano, Lecco e Como.

Sul posto sono arrivati anche il Nucleo Regionale Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e Arpa Lombardia per il monitoraggio di sostanze tossiche sprigionate dall’incendio. La MagniPlast è una spa del gruppo Magni-Triboldi che (si legge sul suo sito) “è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo“. Fondata nel 1967 da Carlo Magni, ha un fatturato di oltre 9 milioni di euro e 219 mila euro di utile. Socia di maggioranza Anna Grazia Triboldi, altri soci Donata Tatiana Magni.

Su richiesta dei Vigili del fuoco di Monza, siamo intervenuti con due squadre – spiegano da Arpa – Innanzi tutto quella di reperibilità, che si è occupata dei rilievi sulla qualità dell’aria e non ha registrato alterazioni significative dei valori. Poi, dato che la MagniPlast è un impianto soggetto ad Autorizzazione integrata ambientale e produce manufatti in vetroresina, è stato attivato anche il gruppo specialistico per l’inquinamento atmosferico che ha installato intorno alle 3 di notte nel cortile del municipio un campionatore ad alto volume per il monitoraggio delle sostanze microinquinanti. Saranno necessarie dalle 12 alle 24 ore per poterlo rimuovere e controllare i risultati”.

Sul luogo dell’incidente si è subito presentato anche il sindaco di Brugherio, Marco Troiano: “Le fiamme e il fumo che hanno interessato una parte del settore produttivo dell’azienda erano ben visibili anche a distanza – ha scritto questa mattina su Facebook per aggiornare i suoi concittadini sull’accaduto, postando la foto della centralina posizionata dai tecnici dell’Arpa – Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i Carabinieri e la Croce rossa: è stato davvero necessario un grande e rischioso lavoro per domare l’incendio”.

Sui social gli abitanti della zona riferiscono che “ieri sera all’inizio si è sentito un odore nauseabondo, poi abbiamo visto il fumo. E ancora stamattina c’era un odore acre” e ringraziano “davvero di cuore tutti gli uomini che hanno rischiato la vita per proteggere la nostra”.