È successo venerdì mattina intorno a mezzogiorno. Il tir, che trasportava una gru, è rimasto impigliato in un cavo a oltre 4 metri da terra. Soccorse due donne in codice giallo. Interessate le linee di tram 1, 16 e 19 e gli autobus 50, 58, 61 e 94
Serio inconveniente, venerdì mattina, per la circolazione di tram e autobus nel centro di Milano. Poco prima di mezzogiorno, un camion che trasportava una gru sul rimorchioè rimasto impigliato in un cavo della rete aerea dei trasporti, a oltre 4 metri di altezza, tranciandone una parte. L’autista ha poi riabbassato il braccio della gru, ma ormai il danno era fatto. Durante il crollo della rete elettrica, un detrito ha colpito alla testa una 25enne appena scesa dal tram, che è stata portata in codice giallo al Policlinico. Un’auto di passaggio è stata colpita da un tirante e la 56nne che la guidava, sotto choc, è stata anche lei portata al Policlinico in codice giallo. La polizia locale ha transennato l’area. In tutto sono 300 i metri di rete aerea danneggiati: per ripristinare la circolazione saranno necessarie, si prevede, diverse ore.
«Per un camion che ha danneggiato la rete aerea in piazzale Cadorna dobbiamo modificare il percorso di 7 linee di superficie», ha avvisato Atm, l’azienda dei trasporti milanesi. Ecco nel dettaglio le modifiche alla circolazione.
Tram 1 – I tram deviano tra corso Sempione\Procaccini e via Tommaso Grossi
Tram 16 – Fa servizio tra Monte Velino-via Orefici e San Siro Stadio-piazzale Baracca.
Tram 19 – Fa servizio tra Lambrate-via Orefici e Roserio-piazza VI Febbraio
Bus 50 – I bus fanno temporaneamente capolinea in piazza Virgilio. Non fanno le fermate di Cadorna e Cairoli
Bus 58 – I bus fanno temporaneamente capolinea a Conciliazione. Non raggiungono il capolinea di Cadorna
Bus 61 – I bus verso Murani deviano da Pagano a via Cusani. Verso piazza Napoli da via Tivoli a Pagano.
Bus 94 – I bus fanno temporaneamente capolinea a largo d’Ancona. Non raggiungono Cadorna
Le dichiarazioni alla «Gazzetta dello Sport» del direttore tecnico rossonero: «L’ad ed Elliott fino ad ora non si sono neanche seduti per parlare con me e Massara. Non abbiamo la disponibilità economica per un salto di qualità»
«Io eMassara siamo in scadenza e non abbiamo rinnovato. Devo dire che per il nostro percorso e per ciò che è successo in passato anche durante il periodo di crisi conRangnick, trovo poco rispettoso il fatto che a oggi l’amministratore delegato ed Elliott non si siano neanche seduti a parlare con noi. Dico solo a parlare».Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, non usa mai giri di parole per spiegare il suo pensiero.
Il contratto da rinnovare – Si espone e lo fa durante l’intervista rilasciata a «La Gazzetta dello Sport» per celebrare il 19esimo scudetto del Diavolo. «In questo momento non abbiamo la disponibilità economica per pensare a un salto di qualità. Anche perché siamo in una fase di passaggio. Vedremo». Tornando al contratto, «loro potrebbero anche dirci “il vostro lavoro non è stato abbastanza buono per continuare”. O può essere che io dica “la vostra strategia non mi piace”. Come ho detto a suo tempo, a me piace essere una sorta di garanzia per il milanista. Io non sono la persona giusta per fare un progetto che non ha un’idea vincente. Non potrei mai farlo. La realtà è che la proprietà non si è mai seduta al tavolo e questa cosa non va bene».
La strategia della nuova società – Ancora non si conoscono i piani dei nuovi proprietari, ma la filosofia resterà la stessa, all’insegna della sostenibilità. Maldini vorrebbe la garanzia che il Milan possa fare un altro salto di qualità. «Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza un’idea da Milan rimarremmo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci per la Champions. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions».
Vedremo se i piani combaceranno. Non è questa l’unica divergenza di Maldini con i vertici rossoneri. L’altra riguarda lo stadioche Maldini vorrebbe più grande di quello da 55mila posti pensato finora. Insomma, non gli dispiacerebbe un impianto grande come San Siro. continua a leggere
STADE DE FRANCE, PARIS, ILE DE FRANCE, FRANCE – 2017/07/01: Andrew Fletcher, the keyboard player of Depeche Mode is pictured while performing a song during his concert of the new show Spirit at the State de France. (Photo by Thierry Le Fouille/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)
Giovedì sera è morto Andrew Fletcher (più noto col soprannome Fletch), tastierista del celebre gruppo musicale inglese Depeche Mode: aveva sessant’anni. A dare la notizia è stato lo stesso gruppo musicale, formato da Dave Gahan e Martin Gore, che ha scritto su Twitter: «siamo sconvolti dall’insostenibile tristezza per la morte prematura del nostro caro amico, membro della famiglia e del gruppo Andy “Fletch” Fletcher». Aveva fondato i Depeche Mode alla fine degli anni Settanta insieme a Vince Clarke, che però se n’era andato pochi anni dopo. Oltre a suonare, Fletcher si occupò spesso della gestione manageriale del gruppo, facendo molte volte da portavoce nelle occasioni pubbliche. Negli ultimi anni aveva lavorato con molto successo anche come deejay solista.
Goodbye Andrew Fletcher – 1961-2022
È morto Alan White, batterista degli Yes. Suonò per John Lennon nell’album “Imagine”
Si è spento all’età di 73 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 14 giugno) Alan White, storico batterista degli Yes.
Appena ventenne suonò la batteria per John Lennon nel disco Imagine e poco dopo collaborò anche conGeorge Harrison. Nel 1972 entrò negli Yes, per poi suonare in tutti gli album successivi della band. La batteria era il suo strumento, ma in alcuni pezzi si cimentò anche con il pianoforte, oltre a figurare come autore di qualche canzone. Nel 1975 pubblicò Ramshackled, il suo unico album solista.
Il decesso, confermato dai familiari sui canali social dell’artista, è arrivato oggi dopo una breve malattia. Un messaggio di cordoglio è stato pubblicato anche dagli Yes.
Questo il post pubblicato sulla pagina Facebook di Alan White dai familiari:
Alan White, il nostro amato marito, papà e nonno, si è spento all’età di 72 anni nella sua casa di Seattle il 26 maggio 2022, dopo una breve malattia.
Nel corso della sua vita e della sua carriera di sei decenni, Alan è stato molte cose per molte persone: una rock star certificata per i fan di tutto il mondo; un compagno di band di pochi selezionati, e un gentiluomo e amico di tutti coloro che lo hanno incontrato.
Alan è nato a Pelton, Contea di Durham, Inghilterra, il 14 giugno 1949. Ha iniziato le lezioni di piano all’età di sei anni, ha iniziato a suonare la batteria all’età di dodici anni, e si è esibito pubblicamente dall’età di tredici anni.
Negli anni ’60, Alan ha affinato la sua arte con una varietà di band, tra cui The Downbeats, The Gamblers, Billy Fury, Alan Price Big Band, Bell and Arc, Terry Reid, Happy Magazine (poi chiamato Griffin), e Balls con Trevor Burton (The Move) e D Enny Laine (Ali).
Nel 1968 Alan si unì all’Airforce di Ginger Baker, un nuovo gruppo messo insieme dall’ex batterista dei Cream e da altri noti musicisti della scena musicale inglese, tra cui Steve Winwood, ex dei Traffic.
Nel 1969, Alan ricevette quello che pensava fosse uno scherzo telefonico, ma era John Lennon che chiamava per chiedere ad Alan di unirsi alla Plastic Ono Band. Il giorno dopo Alan si ritrova a imparare canzoni sul retro di un aereo diretto a Toronto con Lennon, Yoko Ono, Eric Clapton e Klaus Voormann. L’album successivo, Live Peace in Toronto, ha venduto milioni di copie, raggiungendo la numero 10 delle classifiche.
L’associazione di Alan con Lennon ha continuato, registrando singoli come Instant Karma e il successivo album di riferimento, Imagine, con Alan che fornisce la batteria per la canzone del titolo, “Jealous Guy”, e “How Do You Sleep at Night”. Il lavoro di Alan con Lennon ha portato a un’introduzione a George Harrison, che ha chiesto ad Alan di esibirsi nell’album All Things Must Pass, incluso il singolo, “My Sweet Lord”, pubblicato nel 1970. Alan ha successivamente lavorato con molti artisti per l’etichetta Apple, tra cui Billy Preston, Rosetta Hightower e Doris Troy.
Alan si è unito agli YES il 27 luglio 1972 e con soli tre giorni per imparare la musica, YES ha aperto il loro tour negli Stati Uniti prima di 15.000 fan a Dallas, Texas, il 30 luglio 1972. Alan è stato con i YES da allora, e con la morte del membro fondatore, Chris Squire, nel giugno 2015, Alan è il membro della band più a lungo in servizio.
Alan è preceduto nella morte dai suoi genitori, Raymond e May White (nata Thrower), sua cognata, Mindi Hall, e molti fedeli compagni pelosi. Gli sopravvive la moglie di quarant’anni (15 maggio 1982) Rogena “Gigi” (nata Walberg), i suoi figli, Jesse (Emily), i loro due figli JJ ed Ellie, e Cassi (Kela), e la cognata Andrea Holmqvist (Robert).
Traduzione https://translate.google.it/: È con profonda tristezza che i YES annunciano che Alan White, il loro amatissimo batterista e amico da 50 anni, è scomparso, all’età di 72 anni, dopo una breve malattia. La notizia ha sconvolto e sbalordito l’intera famiglia YES. Alan non vedeva l’ora del prossimo tour nel Regno Unito, per celebrare il suo 50° anniversario con gli YES e il loro iconico album Close To The Edge, dove il viaggio di Alan con gli YES iniziò nel luglio 1972. Di recente ha celebrato il 40° anniversario del suo matrimonio con la sua amorevole moglie Gigi. Alan è morto, pacificamente a casa.
Alan è considerato uno dei più grandi batteristi rock di tutti i tempi. È nato nel 1949 nella contea di Durham e si è unito agli YES il 30 luglio 1972 per il Close to the Edge Tour. In precedenza aveva lavorato con la band Plastic Ono di John Lennon dopo una telefonata nel 1969 per suonare al Toronto Rock Festival. Alan ha continuato a lavorare con Lennon anche nell’album Imagine e con George Harrison in All Things Must Pass. Ha anche lavorato con molti altri musicisti nel corso degli anni, tra cui Ginger Baker’s Air Force, Joe Cocker, Gary Wright, Doris Troy e Billy Preston per citarne solo alcuni. Alan White è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame come membro degli YES nel 2017.
Una serie di battute d’arresto per la salute dal 2016, avevano limitato il tempo di Alan sul palco con YES nei recenti tour con Jay Schellen che si è unito e Alan si è unito alla band, tra grandi applausi, verso la fine di ogni set.
YES dedicherà il loro 50° anniversario Close to the Edge UK Tour a giugno a White.
Portoghese, 4/o nella generale, era tra i favoriti della corsa
Joao Almeida
Il 105/o Giro d’Italia perde uno dei candidati alla vittoria finale, attualmente titolare della maglia bianca di miglior giovane: Joao Almeida è costretto a fermarsi, perché è risultato positivo al Covid-19.
Il corridore portoghese è il solo del team UAE a essere risultato positivo ai controlli, gli altri pertanto proseguiranno la corsa regolarmente.
Almeida, che era quarto nella classifica generale, a 1’54” dalla maglia rosa dell’ecuadoriano Richarda Carapaz (ma, nella cronometro di Verona, avrebbe potuto far saltare il banco) accuserebbe leggeri sintomi. Oggi si disputa la 18/a tappa, da Borgo Valsugana (Trento) a Treviso, lunga 156 chilometri.
Mourinho riporta una coppa europea nel nostro Paese dopo dodici anni, ma viene accolta freddamente dagli altri club di A. Il caso della Lazio.
La Roma di Josè Mourinho ha vinto la Conference League, dodici anni dopola Champions conquistata dall’Inter allenata sempre dal portoghese. Nonostante il lungo digiuno, le squadre italiane hanno accolto abbastanza freddamente il successo dei giallorossi. Solo sette club su diciannove della Serie A si sono complimentati via social network con la Roma. All’estero, invece, è usanza congratularsi con chi vince un titolo, anche se si tratta di una squadra rivale in campionato. continua a leggere
in ordine alfabetico
🏆 Complimenti all'@OfficialASRoma per la vittoria della @europacnfleague 👏
— Empoli Football Club Official (@EmpoliFC) May 25, 2022
Complimenti alla @OfficialASRoma per la vittoria della @europacnfleague 🏆👏🏻👏🏻
La Lazio e l’anniversario del 2013 – Il resto, silenzio assoluto. La Lazio, che mercoledì notte ha visto i cugini festeggiare per le strade e le piazze della Capitale (avverrà anche giovedì, al passaggio del pullman scoperto con a bordo i giocatori e il trofeo), ha addirittura postato un ricordo del 26 maggio 2013, nell’anniversario della Coppa Italia vinta contro i giallorossi grazie al gol di Lulic. Eppure dopo l’assenza dal Mondiale per due edizioni consecutive, qualsiasi sussulto tinteggiato d’azzurro dovrebbe far felice almeno chi fa parte del movimento. A quanto pare, invece, no.
Accordo per consentire il tracciamento sui siti di Redmond
DuckDuckGo, software di navigazione web
DuckDuckGo, software di navigazione web, avrebbe stretto un accordo con Microsoft, con cui l’azienda di Redmond potrà tracciare gli utenti anche quando usano il il browser reso famoso dalle funzionalità orientate alla privacy.
A scovare il tracking è stato il ricercatore di sicurezza Zach Edwards, che ha pubblicato su Twitter un resoconto della sua analisi affermando che “mentre DuckDuckGo blocca i tracker di Google e Facebook, ha consentito a quelli di Microsoft di continuare a funzionare“.
Secondo il ricercatore, Microsoft può dunque attivare il tracciamento dell’indirizzo IP di chi usa DuckDuckGo per navigare su internet.
A differenza di altri browser, DuckDuckGo non memorizza le ricerche effettuate durante la digitazione sui motori web, come Google, ma permette a Microsoft di usare i tracker sui siti che gestisce direttamente, come Bing e LinkedIn. Questo vuol dire che il software non nasconde, come fa di solito, le attività degli utenti sui siti parte dell’accordo, potendo così condividere con le aziende le informazioni create ad ogni visita. I dati non includono elementi strettamente sensibili ma già con il solo indirizzo IP è possibile seguire le operazioni di una persona in rete, offrendo annunci e banner pubblicitari personalizzati. Uno dei motivi per cui DuckDuckGo era salito di notorietà negli anni, ossia la funzionalità integrate di anti-tracciamento, senza alcuna esclusione. Di fronte al post di Zach Edwards, il Ceo di DuckDuckGo, Gabriel Weinberg, ha confermato l’esistenza di un accordo con Microsoft, sottolineando che la nuova politica sia applicata solo al browser e non al motore di ricerca.
Il presidente del Milan Paolo Scaroni – foto del 4 marzo 2020. RICCARDO ANTIMIANI
Mohammed Al Ardhi, a capo di Investcorp, fondo di investimenti del Bahrain che aveva avanzato un’offerta per l’acquisto del Milan, conferma su Twitter la fine della trattativa.
“Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento nell’AC Milan.Come può succedere in questi casi – scrive – non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui“. In trattativa ora c’è solo RedBird azienda statunitense che avrebbe valutato il club rossonero per unmiliardo e 300 milioni di euro. Le parti sarebbero molto vicine a chiudere, con Elliottche potrebbe restare con una quota di minoranza.
Il fondo del Bahrain su Twitter, ‘chiusi i colloqui’
We had discussions with Elliott about a potential investment in #AC Milan. As can be the case with premium deals, a commercial agreement wasn’t reached, and we have mutually decided to end talks. We wish AC Milan the best for next season and beyond
Traduzione https://translate.google.it: Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento in #AC Milan. Come può essere il caso delle offerte premium, non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui. Auguriamo il meglio al Milan per la prossima stagione e oltre
L’ex boss della F1, 91 anni, arrestato in aeroporto a San Paolo: ha riconosciuto di avere la pistola ma ha detto che non sapeva che fosse nel suo bagagliaio
Bernie Ecclestone 91 anni
L’ex boss della Formula 1 Bernie Ecclestone è stato arrestato all’aeroporto Viracopos di Campinas, a San Paolo del Brasile, dopo essere stato trovato in possesso di una pistola detenuta illegalmente, mentre si imbarcava su un aereo privato diretto in Svizzera. La polizia locale ha affermato di aver trovato una pistola LW Seecamp calibro 32 non documentata nel bagaglio di Ecclestone, 91 anni, durante uno screening a raggi X. Pare non avesse né caricatore né munizioni.
Ecclestone ha riconosciuto di possedere la pistola, ma ha detto che non era a conoscenza che fosse nel suo bagaglio in quel momento. Dopo aver pagato la cauzione, è stato liberato per continuare il suo viaggio. L’episodio si è quindi concluso in fretta, diciamo che non fa altro che alimentare l’immagine di spregiudicatezza del manager (la leggenda vuole che avesse partecipato alla grande rapina al treno in Gran Bretagna, un falso, anche se è vero che aveva conosciuto il responsabile, Ronnie Biggs). continua a leggere
L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, è morto oggi nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino
L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc, Ciriaco De Mita, è morto a 94 anni questa mattina alle 7 nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino.
Qualche giorno fa, mentre era già in ospedale, lo era andato a trovare un amico che lavora alla Rai. E ne era uscito quasi confortato. «Ciriaco ha momenti di confusione per via delle medicine. Ma quando mi ha visto ha detto: “Quanto sei brutto! Ma prima eri peggio…“. Insomma, era lui». Già, quelle parole sarcastiche, che in realtà nascondevano una sorta di affettuosità tagliente, erano lo specchio di questo democristiano arcigno comela sua Irpinia. E così appassionato della politica da averla abbracciata e tenuta stretta per decenni: dal cursus honorum dentro la Dc, a qualche ministero «di spesa», fino a farne nel 1982 al 1989 il contrastato segretario del rinnovamento, compresa una breve parentesi a Palazzo Chigi nel 1988. Ma quel doppio incarico, di leader di partito e di governo, aveva segnato anche l’inizio del suo declino, perché in un partito-femmina come la Democrazia cristiana l’idea che chiunque potesse assumere troppo potere faceva rabbrividire. E soprattutto provocava la nascita di anticorpi spietati. E gli anticorpi, allora, avevano le dita lunghe, le unghie curate e la voce narcoticadi Giulio Andreotti e di Arnaldo Forlani, che nel 1989 normalizzarono il partito dopo gli anni demitiani. Non che De Mita fosse un oratore brillante. Le sue chilometriche relazioni congressuali ricordavano un po’ quelle di Aldo Moro, suo mito politico e referente ideale e strategico. E spesso le sue interviste erano una croce e una delizia per lo sforzo necessario per renderle meno «ragionate». Eppure è stato un politico di razza: talmente «totus politicus» da avere scelto negli ultimi anni di fare il sindaco di Nusco, il paesino irpino dove era nato e abitava.
La carriera politica – È stato l’ultimo leader scudocrociato a tentare l’estrema operazione di salvataggio di un partito-Stato schiacciato da quarant’anni al potere e da un’Italia e un mondo che cambiavano. Un esperimento ardito e controverso: il «rinnovamento» della Dc dopo il tragico 1978 e l’assassinio di Moroda parte delle Brigate rosse. Fu sua nel 1982 l’idea di inserire degli «esterni» come consiglieri chiamati a rianimare una forza sfiancata dalle logiche di potere. Si chiamavano Giuseppe De Rita, fondatore del Censis. Romano Prodi, futuro presidente dell’Iri, poi premier, poi presidente della Commissione europea. Fabiano Fabiani, manager e prima direttore del telegiornale della rai. E un costituzionalista mite come Roberto Ruffilli: un galantuomo assassinato alla fine degli Anni Ottanta dal terrorismo rosso. Dovevano essere le avanguardie intellettuali e gli emblemi di un’operazione che, nell’ottica di De Mita, recuperava il contatto con il «retroterra naturale» della Dc: il mondo cattolico. Alcuni provenivano dall’Università cattolica di Milano, dove da studenti squattrinati del Mezzogiorno si erano affacciati su una realtà meno provinciale e creato le basi di un ruolo importante nella politica, nell’economia, nel mondo bancario. Amicizie destinate a durare tutta la vita con personaggi come Gerardo Bianco, l’economista Pellegrino Capaldo, il direttore della Rai Biagio Agnes. continua a leggere
Decide una rete del giovane attaccante nel primo tempo. Gli olandesi più volte vicini al pari nella ripresa, ma due pali e il portiere portoghese conservano la vittoria
La storia è giallorossa. Almeno per un pezzetto, almeno per una notte. Perché la prima edizione della Conference League la vince proprio la Roma, con un gioiellino di Zaniolo per destrezza e coordinazione. È la vittoria di Mourinho (che mostra con orgoglio la manita, come i suoi trofei internazionali), dei Friedkin, che al secondo anno portano già a casa un trofeo, e di una squadra che ha saputo soffrire, combattere, sacrificarsi. E poi è la vittoria di Zaniolo, Rui Patricio (decisivo ad inizio ripresa), Abraham e Pellegrini, i totem giallorossi, e di Smalling, semplicemente immenso. La squadra di Mou torna da Tirana con la coppa e torna ad esultare 14 anni dopo la sua ultima volta. La festa inizia in Albania, ma andrà avanti a lungo a Roma.continua a leggere
L’esultanza di Smalling e Zanioloautore del gol vittoria
25/5/2022 Finale Roma – Feyenoord: Roma Roma Roma cantata dall’intero stadio Olimpico
José Mourinho con la Conference League, Roma, Getty Images Credit Foto Getty Images
Complimenti alla @OfficialASRoma e a Josè Mourinho per la vittoria dell’ @europacnfleague 👏 👏👏
Artroscopia programmata da tempo per risolvere problema
Milan’s Zlatan Ibrahimovic celebrates the Italian Serie A championship title after the Italian Serie A soccer match US Sassuolo vs AC Milan at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 22 May 2022 (issued 23 May 2022). EPA/ELISABETTA BARACCHI
Zlatan Ibrahimovic è stato operato oggi al ginocchio e la prognosi stimata è di 7-8 mesi.
Lo annuncia il Milan in una nota. “Il Milan comunica che nella giornata odierna, è stato operato al ginocchio sinistro. L’artroscopia – si legge – era programmata da tempo per risolvere definitivamente l’instabilità dell’articolazione attraverso la ricostruzione del legamento crociato anteriore, con rinforzo laterale e riparazione meniscale. L’intervento è perfettamente riuscito e la prognosi è stimata in 7-8 mesi“.
“Tutti vogliono vincere oggi, diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi”
il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin
Mentre la Lega di Serie Aricorre alla giustizia contro l’indice di liquidità imposto dalla Figc, il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferincertifica lo stato di crisi del calcio italiano. “Alcuni club italiani avrebbero problemi in ogni caso, al di là delle nuove regole del financial fair play – dice in un’intervista a Sky Sport – Se ciascun club non rispetterà le regole, andrà incontro a problemi. Come è giusto che sia se non ci si attiene alle regole”.
“Dobbiamo diventare un’industria sostenibile. In altre attività ci si può permettere di controllare solo il profitto, nel calcio invece i club da un lato devono avere attenzione per il profitto e dall’altro lato vogliono vincere. Tutti vogliono vincere oggi, qualche volta diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi. Se una squadra non spenderà più del 70% del budget per i giocatori, sarà un cambiamento epocale. Crediamo molto in questo”.
ll conduttore Sigfrido Ranucci posa per i fotografi durante la trasmissione di Rai3 ‘Report’, Roma, 17 ottobre 2020. ANSA/ANGELO CARCONI
Personale dalla Dia di Caltanissetta, su mandato della Procura Nissena, sta eseguendo una perquisizione nell’abitazione dell’inviato di Report, Paolo Mondani, e la redazione di Report.
La notizia resa nota su Facebook da SigfridoRanucci ha trovato conferma in ambienti investigativi.
“Il motivo – scrive il giornalista di Raitre su Fb – sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera sulla strage di Capaci nella quale si evidenziava la presenza di Stefano delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc“. L’inchiesta sul contenuto della trasmissione Report di ieri, con la perquisizione eseguita dalla Dia nei confronti di “un giornalista che non è indagato“, punta a “verificare la genuinità delle fonti“.
Lo afferma il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, sottolineando che la “perquisizione non riguarda in alcun modo l’attività di informazione svolta dal giornalista, benché la stessa sia presumibilmente susseguente ad una macroscopica fuga di notizie, riguardante gli atti posti in essere da altro ufficio giudiziario“.
REPORT: PERQUISIZIONE IN ATTO DELLA DIA SU MANDATO DELLA PROCURA DI CALTANISSETTA PRESSO L’ABITAZIONE DELL INVIATO DI REPORT PAOLO MONDANI E LA REDAZIONE DEL SOTTOSCRITTO.
IL MOTIVO SAREBBE QUELLO DI SEQUESTRARE ATTI RIGUARDANTI L ‘INCHIESTA DI IERI SERA SULLA STRAGE DI CAPACI NELLA QUALE SI EVIDENZIAVA LA PRESENZA DI STEFANO DELLE CHIAIE, LEADER DI AVANGUARDIA NAZIONALE , SUL LUOGO DELL ‘ ATTENTATO DI CAPACI. GLI INVESTIGATORI CERCANO ATTI E TESTIMONIANZE ANCHE SU TELEFONINI E PC.
In atto perquisizione della DIA su mandato della Procura di Caltanissetta presso l'abitazione dell'inviato Paolo Mondani. Il motivo sarebbe quello di sequestrati atti legati all'inchiesta "La bestia nera" andata in onda ieri sera. Rivedi il servizio⬇️https://t.co/ptJOauEMVb
Ribadisco il pieno rispetto dell’operato della magistratura, e ribadisco che non ho percepito il decreto di perquisizione come un atto ostile nei confronti di Report o del nostro inviato Paolo Mondani.
Abbiamo sempre collaborato con la magistratura e con le forze dell’ ordine. Abbiamo però sottolineato un possibile problema di tutela delle fonti.
Le fonti di chi fa giornalismo d’inchiesta sono da tempo sotto attacco. Abbiamo accolto con piacere la decisione della DDA di Caltanissetta di revocare il decreto di perquisizione e di acquisizione di copia forense di pc e telefonini del nostro giornalista. Ringrazio tutti coloro che hanno manifestato concretamente solidarietà alla redazione, a partire dal sindacato USIGRai, dalla Federazione Nazionale della Stampa, e i vertici dell’Ordine dei Giornalisti, la cui voce si è fatta sentire puntuale forte e chiare. Grazie a chi nel mondo della politica e delle istituzioni si è schierato a tutela della libertà di stampa. Spero che questa sia l’occasione non solo per ribadire la necessità di una stampa libera, ma far approvare leggi che tutelino le fonti giornalistiche e chi pratica giornalismo e che non ha alle spalle una grande azienda come la Rai. Penso a tutti quei colleghi dei quotidiani o dei vari network locali, soggetti a pressioni, intimidazioni e che sono pure sottopagati.
a riguardo del cartello sbandierato nel corso dei festeggiamenti per la conquista dello scudettomi sembra che continui il silenzio da parte della Società “Milan” nessun commento, nessuna condanna, ma il silenzio non mi meraviglia…. me lo aspettavo
Debutterà nella massima divisione maschile nella prossima stagione, Nel dicembre di un anno fa è stata la prima donna a dirigere una squadra di A, il Cagliari, ma era Coppa Italia
Maria Sole Ferrieri Caputi – Lapresse
Il primo arbitro donna in serie A? Ci siamo, finalmente. La prossima stagione sarà quella buona. Il retroscena arriva diritto dritto da Coverciano, dove martedì s’è tenuto un prezioso incontro fra i fischietti e la stampa, fortemente voluto dal presidente Alfredo Trentalange, che con la sua governance sta dando una svolta sotto l’aspetto comunicativo e non solo. Il numero uno dell’Aia tiene a precisare che, se davvero nel campionato 2022/23 ci sarà l’esordio di un arbitro donna, «sarà per merito e non per privilegio». Giusto così. Anche perché Maria Sole Ferrieri Caputi, 32 anni, l’indiziata numero uno, non ha alcun bisogno di quote rosa per farsi largo fra i maschi: i suoi parametri, assicurano i vertici, sono eccellenti. E se continua così, confermano, il gran debutto è vicino, vicinissimo.
Violenze tra i tifosi avversari e la polizia: oggi la capitale sarà chiusa al traffico. Feriti 10 poliziotti. Allerta ancora alta
Quello che si temeva è successo: notte di scontri a Tirana tra tifosi del Feyenoord, della Roma e polizia. La serata considerata più a rischio, dalle forze d’ordine locali, era quella di martedì e così è stato. Ci sono stati scontri in varie parti della città, dal centro, alla periferia, al termine della quale una cinquantina di tifosi tra romanisti e olandesi sono stati rimandati a casa (alcuni via nave, altri via aerea) perché persone non gradite su territorio albanese. Ad ora numeri ufficiali non ci sono, probabile che in giornata sia la polizia locale a fare una stima, ma intanto, a seguito di scontri con pietre, bottiglie e bastoni, si contano due romanisti feriti, due albanesi feriti (uno alla testa in modo serio) e qualche tifoso olandese contuso in modo lieve. Sessanta (48 italiani e 12 olandesi) i fermati. continua a leggere
Colpito a morte l’assassino, il 18enne Salvador Ramos, studente del vicino liceo. “Ha agito da solo”.
New York, 24 maggio 2022
Una nuova Sandy Hook, dieci anni dopo. Stavolta a Uvalde, Texas, città di quindicimila abitanti a trenta chilometri dal confine con il Messico. Un ragazzo ha parcheggiato l’auto, si è avviato a piedi nel campus di una scuola elementare, la Robb Elementary School, armato di fucile e pistola semiautomatica, e ha sparato uccidendo quindici persone, quattordici bambini e un insegnante.
Il killer, che si era barricato dentro la scuola, è stato ucciso dalla polizia.
Texas, ancora una strage in una scuola – Le scene che sono seguite sono state quelle dell’ennesima tragedia americana: l’arrivo di decine di macchine degli agenti, le prime troupe televisive, la scuola isolata e la lunga drammatica attesa di centinaia di genitori, in pena per il destino dei loro figli. La Robb ospita seicento alunni.
Sandy Hook doveva restare il caso isolato della follia umana: la scuola elementare di Newtown, Connecticut, dove un giovane era entrato la mattina del 14 dicembre 2012 e aveva sparato, uccidendo ventisei persone, tra cui venti bambini tra i sei e i sette anni. Prima di avviarsi per la strage, l’assassino, Adam Lanza, 20 anni, aveva ucciso la madre.
Anche stavolta il killer è un ragazzo e anche lui, prima di uscire da casa, ha sparato a chi aveva vicino: la nonna.
Pochi minuti dopo è arrivata la conferma del bilancio direttamente dal governatore del Texas, Greg Abbott: “Lo sparatore – ha annunciato – non è più vivo. Lo sparatore si chiamava Salvador Ramos, maschio, 18 anni, e abitava a Uvalde“. Nella notte il bilancio peggiora ancora e sale a 22 morti, di cui 19 bambini e tre adulti.
Sparatoria in Texas: è una strage di bambini – Il bilancio di questo nuovo massacro è cresciuto con il passare delle ore. Prima si era parlato di due feriti, poi di numerosi feriti, poi di una decina di feriti e due morti. Lo sceriffo della contea ha poi detto ai giornalisti in attesa che “dovevano aspettarsi un alto numero di vittime“. Abc News ha dato per prima la notizia dei quattordici morti, in maggioranza bambini, più un insegnante, tutti colpiti dal killer, un ragazzo di diciotto anni, Salvador Ramos, studente liceale. continua a leggere
Le previsioni hanno indovinato. La pioggia mette in standby l’ondata di caldo. Violente raffiche di vento e una forte grandinata colpiscono anche l’hinterland
Temporale a Milano – foto Ig thisisfranz
Prima tuoni, lampi e uno scroscio di pioggia, poi violente raffiche di vento e una forte grandinata. Temporale a Milano e hinterland nel pomeriggio di martedì 24 maggio, dalle 18 circa. Le previsioni avevano visto bene: il maltempo, con un vero e proprio nubifragio, mette finalmente in pausa l’ondata di caldo degli ultimi giorni. Purtroppo però l’acquazzone ha anche creato allagamenti e disagi alla circolazione ferroviaria. Decine gli interventi dei vigili del fuoco nella zona ovest dell’hinterland milanese. Mentre il Seveso, ha avvertito la Protezione civile di Milano, ha raggiunto la soglia di attenzione.
Diluvio a Milano | Maltempo, forte temporale a Milano: vento, pioggia e freddo – 24 maggio 2022
Allagamenti e alberi caduti: Intorno alle 19 i vigili del fuoco sono accorsi in una ventina di casi, avendone altri dieci in coda, per piante e alberi caduti e abitazioni e scantinati allagati. Gli interventi si concentrano soprattutto a Corbetta e nei comuni limitrofi, a ovest di Milano.
Treni rallentati: A causa dei rovesci si sono verificati danni agli impianti di Rfi tra Busto Arsizio (Va) e Parabiago (Mi), che hanno provocato rallentamenti alla circolazione dei treni sulla linea Milano-Domodossola. Nonostante il guasto sia stato risolto, su un treno eurocity e su 13 regionali si sono registrati ritardi fino a 40 minuti.
GRANDINATA a MILANO-MONZA: temperature crollate da 28°C a 13°C
Temperature in calo: Le precipitazioni si annunciavano intense, tanto che la protezione civile della Lombardia aveva diramato un’allerta meteo. In base alle previsioni potrebbe piovere fino alle 20. Grazie alla pioggia si abbasseranno anche le temperature. “Dopo il clima caldo e afoso della giornata – aveva spiegato a MilanoToday Andrea Colombo, meteorologo di 3Bmeteo -, in serata sono attesi circa 17-18°C. Nuove piogge e qualche temporale giungeranno in medio-alta Lombardia tra la notte e il mattino di domani, con Milano probabilmente sfiorata da qualche veloce acquazzone intorno all’alba”.
Maltempo, non solo a Milano – CHIVASSO – Intenso nubifragio a Borgo Revel, Torino, Italia – 24.5.2022 Chivasso Torino, Italy
Sono i lavoratori di una ditta che lavora in supappalto in via Ugo Betti, alla periferia di Milano e che è stata allontanata dal cantiere per irregolarità
Una decina di operai è salita per alcune ore sul braccio di una gru per protesta contro il datore di lavoro: altri operai sono saliti sul tetto di un edificio di cinque piani in ristrutturazione che si trova in via Ugo Betti, alla periferia ovest di Milano. Sono operai di una ditta che ha ricevuto i lavori in subappalto e lamentano di non aver ricevuto gli ultimi stipendi. Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco con numerosi mezzi.
Lavorano per la Edilizia Il Faraone e soltanto dopo aver messo in atto la loro protesta sono tutti scesi sia dalla gru e sia dal tetto e si trovano a un tavolo per una trattativa. L’azienda, che aveva preso i lavori in subappalto, a fronte di controllo nel marzo 2022, è risultata priva di DURC (Documento unico di regolarità contributiva) e in base alla normativa in vigore è stata allontanata dal cantiere in quanto priva dei requisiti necessari da Engineering Building, incaricata dei lavori dal general contractor CRT.
“Già ad aprile – sostiene il general contractor – alcuni dipendenti di Edilizia il Faraone srls, con il legale rappresentante, si erano presentati nel cantiere di via Betti, “accedendo illegittimamente e tenendo condotte minatorie…. continua a leggere
23/12/2007 – L’Inter applaude l’ingresso del Milan per congratularsi per la vittoria della Coppa del Mondo per Club. Uno dei momenti più belli vissuti dallo sport negli ultimi anni
23 dicembre 2007 – L’AC Milan è il campione del mondo per club FIFA 2007 riceve gli applausi dell’Inter
Su bus Milan striscione sfottò contro Inter, Procura apre inchiesta
“La Coppa Italia mettila nel …”, esposto su pullman scoperto
(ANSA) – Milano, 23 maggio 2022 –
“La Coppa Italia mettila nel c…”: è lo striscione mostrato dai giocatori del Milan dal pullman scoperto partito da Casa Milan direzione Duomo.
Uno sfottò riferito all’Inter che ha vinto la Coppa nazionale battendo la Juventus.
Un gesto che ricorda quello di Massimo Ambrosini nel 2007, quando durante i festeggiamenti per la Champions League mostrò lo stesso striscione ma riguardante lo scudetto dei nerazzurri, vittoriosi in Serie A la stessa stagione. Due anni dopo, la risposta degli interisti ‘Ambrosini anche questo mettitelo…”, con il disegno del diciassettesimo scudetto appena vinto sotto la guida di Josè Mourinho. La Procura della Federcalcio – apprende l’ANSA – ha aperto un’inchiesta “per presunta violazione dell’art 4 del Codice di giustizia sportiva” (che impone il rispetto dei principi di correttezza e lealtà, ndr) per lo striscione esposto dai calciatori del Milan nel corso della celebrazione della vittoria dello scudetto (ANSA).
Festa Milan, sul pullman dei giocatori spunta lo striscione con lo sfottò contro l’Inter: è polemica
Il precedente nel 2007 con una frase simile mostrata da Massimo Ambrosini. E la Procura della Federcalcio apre un’inchiesta per presunta violazione dell’articolo che impone il rispetto dei principi di correttezza e lealtà.
E’ spuntato alla partenza da Casa Milan, poco dopo che i pullmann scoperti con a bordo i neo-campioni d’Italia hanno iniziato la loro sfilata trionfale tra migliaia di tifosi lungo le strade di Milano: un momento volgare con due aste – “la Coppa Italia mettila nel c…” – agitate in testa al bus dei giocatori. Uno striscione-sfottò verso i cugini dell’Inter che hanno vinto, appunto, la Coppa Italia. Con un precedente eccellente. E le prime polemiche (non solo) social nel bel mezzo della festa per lo scudetto.
Il duello vinto all’ultima giornata ha acceso gli animi, al di là del fair play tra i club sui social. E adesso per quello striscione comparso durante una sfilata lunghissima verso piazza Duomo, la Procura della Federcalcio ha aperto un’inchiesta “per presunta violazione dell’art 4 del Codice di giustizia sportiva” (che impone il rispetto dei principi di correttezza e lealtà, ndr). Scorrendo le immagini scattate durante la lunga cavalcata del Milan tra la folla, lo striscione sembra proprio passare di mano dai tifosi assiepati sotto al pullman ai giocatori. Che, però, non si sono fatti problemi a mostrarlo a loro volta. E non sono mancati neppure cori contro l’ex Çalhanoglu – chiamati da Ibra e compagni – bersaglio preferito della tifoseria rossonera per il suo passaggio proprio sull’altra sponda del Naviglio.
Niente da dire se quello striscione fosse tenuto in mano da ragazzini tifosi. Ma dai giocatori… Basterebbe poco per fare meno figure di m. e godersi la vittoria. E invece… Livelli bassissimi. Esempio pessimo. #milan@acmilanpic.twitter.com/4AWuHbLxlj
Ha un sapore antico, lo striscione volgare che i giocatori dell’Inter hanno sventolato dal pullman che li portava in trionfo tra migliaia di tifosi. Il richiamo è al 2007, quando il Milan vinse la Champions League. Nei festeggiamenti rossoneri di allora, sul pullman del Milan comparve una frase simile che i tifosi riuscirono a far arrivare nelle mani di Massimo Ambrosini. Recitava: “Lo scudetto mettilo nel c…“. E, anche in quel caso, il bersaglio chiarissimo era l’Inter che in quella stagione aveva conquistato lo scudetto. Numerose, allora, furono le polemiche con tanto di botta e risposta al veleno con Marco Materazzi. Due anni dopo, la risposta degli interisti “Ambrosini anche questo mettitelo...”, con il disegno del diciassettesimo scudetto appena vinto sotto la guida diJosè Mourinho.
Duro battibecco tra il presidente del Cagliari e il giornalista Sky
CorriereTv
Duro battibecco in tv tra il presidente del Cagliari Giulini, subito dopo lo 0-0 a Venezia che ha sancito la retrocessione dei sardi in serie B, e il giornalista di Sky, Fabio Caressa. Giulini non nasconde il risentimento per il risultato della stagione e punta il dito contro le notizie circolate in settimana: «In questa settimana c’è qualcuno che non ci ha voluto bene, perché si parlava di smantellamento e alla squadra queste cose non fanno bene. A te non rispondo, Caressa, perché tu sei il primo che ci ha fatto un’infamata». «In settimana hai detto che avremmo venduto la società, senza verificare né chiedere niente a nessuno» dice. Il telecronista ribatte a tono: «Ho semplicemente riportato una notizia che mi era arrivata e che era stata controllata dai nostri giornalisti. Se lei ritiene, Giulini, che riportare una notizia è un’infamata, allora mi spiego tante cose e forse lei ha una visione del calcio e del mondo che non è molto attuale». E aggiunge: «Parlo in modo chiaro anche io, le chiedo se cambiare tre allenatori non è stata una delle cause della retrocessione». Sulla risposta di Giulini, si sente un «Sì, certo» di Caressa e per il presidente è troppo: «No, Caressa, lei ‘sì certo’ non me lo dice!». A quel punto toglie l’auricolare e lascia l’intervista mentre il giornalista conclude: «Ora è colpa nostra se siete retrocessi…»
Decine di squadre di vigili del fuoco stanno tentando di domare le fiamme in un deposito a Casei Gerola, nell’Oltrepò Pavese. Il tetto è completamente crollato, nessun ferito
Maxi incendio nei depositi dell’ex zuccherificio di Casei Gerola. A bruciare tonnellate di rifiuti stoccati in un capannone. Dall’alba di venerdì 20 maggio decine di squadre di vigili del fuoco stanno tentando di domare le fiamme che stanno distruggendo uno stabile a Casei, in Oltrepò Pavese.
Stando ai primi rilievi sembra che l’edificio non fosse abbandonato, come si pensava in un primo momento, ma che venisse utilizzato per lo stoccaggio di rifiuti di vario tipo, tra cui vetro e lattine, da una ditta operante nel settore dello smaltimento. Ancora da chiarire le cause del rogo che potrebbe avere origine dolosa o essere stato causato da un corto circuito interno.
Le fiamme stanno divorando l’intera struttura; il tetto è già completamente crollato. Sul posto sono al lavoro uomini e mezzi da tutta la provincia con autobotti, autopompe e autoscala. Fortunatamente non si registrano feriti e persone coinvolte.
Casei Gerola, furioso incendio in un impianto di trattamento rifiuti: nessun ferito – Milano Pavia TV On Demand
Niente Real Madrid per il centravanti francese. Il nuovo contratto prevede uno stipendio di 50 milioni all’anno per tre anni e un bonus di 120 milioni alla firma. È la fine del fogliettone: il Qatar — proprietario del Psg — lo voleva testimonial per i Mondiali
Kylian Mbappè resterà al Psg e non andrà al Real Madrid: l’annuncio adesso è ufficiale e chiude un tormentone che dura da mesi. È arrivato stasera, 21 maggio, durante la gara di Ligue 1 contro il Metz con un video del club sui social. «La nostra storia si scrive qui. Qui è Parigi», le parole memorabili.
È un mezzo colpo di scena, perché ormai sembrava sicuro che l’attaccante francese dovesse andare al Real Madrid. Il club spagnolo aveva proposto 180 milioni di euro, e poi 200, per rilevare l’ultimo anno di contratto del 23enne parigino. Ma lo sceicco del Qatar, proprietario del Psg e organizzatore del Mondiale, voleva a tutti i costi Mbappè come testimonial, e ha rilanciato: si parla di 50 milioni di stipendio per tre anni più 120 milioni di bonus alla firma. In questo modo Mbappé — arrivato nel club della sua città nel 2017 proveniente dal Monaco — giocherebbe il Mondiale in Qatar da stella del club e tra due stagioni avrebbe la possibilità di valutare altre prospettive, garantendo eventualmente un grande incasso al Psg. continua a leggere
Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo, è stato esonerato dal suo incarico ieri sera, dopo l’ultima partita della stagione per il club della capitale francese.
Lo rivela una fonte a conoscenza del dossier, che conferma informazioni arrivate da diversi media.
Il licenziamento del dirigente brasiliano di 52 anni, in carica dal 2019, arriva a poche ore dal prolungamento fino al 2025 del contratto di Kylian Mbappé. Dopo la vittoria per 5-0 contro il Metz e concluse le celebrazioni per il decimo titolo nazionale, diversi media hanno comunicato la decisione del Psg di separarsi da uno dei suoi uomini chiave. Il club presieduto da Nasser Al-Khelaïfi, rinvigorito dall’impegno a medio termine del suo fuoriclasse Mbappé, ha lanciato importanti manovre per dare nuova vita al suo progetto sportivo. Questo era il secondo periodo come direttore sportivo per ‘Leo’, che ha ricoperto l’incarico anche tra il 2011 e il 2013. Il brasiliano è stato anche giocatore del Psg dal 1996 al 1997. Il suo nome era stato al centro dell’attenzione per diverse settimane, come quello dell’allenatore Mauricio Pochettino, che potrebbe fare presto le valigie nonostante il suo attuale contratto fino al 2023. Secondo diversi media, il portoghese Luis Campos potrebbe assumere la carica di direttore sportivo del club parigino. (ANSA).
Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo – EPA/STEPHANIE LECOCQ
Il terremoto dell’Emilia del 2012 è stato un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertite anche in un’area molto vasta comprendente tutta l’Italia Centro-Settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell’Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale.
Già tra il 25 e il 27 gennaio 2012 si ebbero in zona fenomeni significativi, ma la prima scossa più forte, di magnitudo 6.1 è stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana (02:03:52 UTC), con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO), con ipicentro a una profondità di 6,3 km.
Il 29 maggio 2012 alle ore 09:00:03 ora italiana (07:00:03 UTC), una nuova scossa molto forte di magnitudo 5.9 è stata avvertita in tutta l’Italia Settentrionale, creando panico e disagi in molte città come Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo; l’epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro.
A quella delle 9:00 sono seguite altre tre scosse rilevanti: una alle 12:55 di magnitudo 5.5, una alle 13:00 di magnitudo 5.0 e un’ulteriore scossa alla stessa ora di magnitudo 4.9.
Avviati gli accertamenti per stabilire le cause del rogo
(ANSA) – Pavia, 20 maggio 2022
Da questa mattina i vigili del fuoco del comando provinciale di Pavia sono impegnati per spegnere l’incendio di un capannone a Casei Gerola (Pavia), in Oltrepò Pavese.
Diversi i mezzi giunti sul posto, provenienti da tutta la provincia. Nessuna persona è rimasta coinvolta. Sono stati avviati gli accertamenti necessari a stabilire le cause del rogo, che sta arrecando danni ingenti all’immobile. (ANSA).
L’incidente in acque croate, a 50 miglia dalla costa di Bari
Arriverà a breve la motovedetta della Guardia Costiera di Bari con a bordo le prime tre salme di altrettanti componenti dell’equipaggio del rimorchiatore Franco P.
affondato ieri sera a cinquanta miglia dalla costa barese, in acque internazionali.
Dagli ultimi aggiornamenti forniti dalla capitaneria di porto di Bari emerge che gli altri due corpi dei componenti l’equipaggio dispersi sono stati individuati ma sono ancora in fase di recupero. Le prime tre salme, una volta sbarcate a Bari, saranno trasferite nell’istituto di medicina legale del Policlinico dove si stanno recando i famigliari per il riconoscimento e dove nei prossimi giorni saranno eseguite le autopsie. L’unico superstite, il comandante del rimorchiatore, è ancora ricoverato in ospedale a Bari. “Sta meglio, anche dal punto di vista psicologico – fa sapere l’ammiraglio Vincenzo Leone – ma ancora non abbiamo certezze su quando sentirlo”. Risulta inoltre appena agganciato il motopontone che veniva trainato dal rimorchiatore affondato e che dopo il naufragio era finito alla deriva. Il suo arrivo a Bari è previsto domani all’alba, tra le 5.30 e le 6. Sale il bilancio delle vittime del rimorchiatore affondato nella notte al largo delle coste pugliesi, a 50 miglia dalla costa di Bari, forse in acque croate. continua a leggere
Affonda rimorchiatore al largo di Bari: due morti e tre dispersi. Il comandante recuperato vivo
L’incidente poco dopo la partenza da Ancona e a 50 miglia dalla costa barese, probabilmente in acque croate: il mezzo era diretto in Albania
Un rimorchiatore italiano partito da Ancona e diretto in Albania è affondato nella serata del 18 maggio al largo delle coste pugliesi, a 50 miglia dalla da Bari, al limite fra le acque italiane e quelle croate. Due persone sono morte e altre tre sono disperse: il comandante, invece, è stato recuperato vivo nella notte e portato d’urgenza all’ospedale Di Venere di Bari. Le sue condizioni non sono gravi. Altre undici persone sono sul pontone alla deriva che era trascinato dal rimorchiatore ed è prossimo al recupero.
La Guardia Costiera di Bari sta coordinando i mezzi militari e civili impegnati nelle ricerche: cinque mercantili, oltre a diverse unità della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche velivoli della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’aviazione della Croazia. Un aereo Manta della Guardia Costiera italiana sta sorvolando in questo momento la zona alla ricerca dei dispersi. Le autorità croate hanno informato quelle italiane della presenza di due vittime accertate. Altre tre persone risultano ancora disperse e via via che il tempo passa dimiuisce la speranza di trovarle ancora in vita. L’equipaggio era formato da quattro italiani (di cui probabilmente alcuni pugliesi) e un tunisino. continua a leggere