Definito il programma dell’ultima giornata di campionato. Il 22 maggio le due partite che assegneranno il titolo, alle 21 le sfide decisive per la salvezza Salernitana-Udinese e Venezia-Cagliari
Si giocheranno domenica 22 maggio alle 18 le due partite che decideranno lo scudetto di questa stagione: il Milan di scena al Mapei Stadium contro il Sassuolo e l‘Intera San Siro contro la Sampdoria. Lo stesso giorno, alle 21 i due scontri decisivi inzona salvezza: Venezia-Cagliari e Salernitana Udinese.
Venerdì 20 maggio anticipa la Roma per preparare al meglio la finale di Conference League contro il Feyenoord in programma mercoledì 25 maggio.
Questo il programma dell’ultima giornata di Serie A.
Venerdì 20maggio 2022
ore 20,45: Torino-Roma (Dazn)
Sabato 21
ore 17,15: Genoa-Bologna (Dazn)
ore 20,45: Lazio-Hellas Verona (Dazn), Fiorentina-Juventus (Dazn/Sky) e Atalanta-Empoli (Dazn/Sky)
Domenica 22
ore 12,30: Spezia-Napoli (Dazn)
ore 18: Sassuolo-Milan (Dazn) e Inter-Sampdoria (Dazn)
ore 21: Venezia-Cagliari (Dazn-Sky) e Salernitana-Udinese (Dazn)
Corsa Scudetto: il calendario di Milan e Inter
37a giornata
38a giornata
Milan 83 pt
Atalanta (vittoria)
SASSUOLO
Inter 81 pt
CAGLIARI (vittoria)
Sampdoria
Aggiornato il 17/5/2022. In maiuscolo le partite da giocare fuori casa
La macchina di una mamma che andava a riprendere i figli ha sfondato la recinzione esterna perché il freno a mano si è disattivato. Forse a toglierlo è stato il fratellino di dieci anni rimasto nell’abitacolo. La donna è indagata per omicidio stradale
Batteva il sole nel pomeriggio sul giardino della scuola “Pile Primo Maggio“, a L’Aquila. E come ogni giornata di sole i bambini dell’asilo e della scuola d’infanzia erano fuori a giocare tra gli scivoli e i cubi colorati che formano tunnel e percorsi quando all’improvviso una Passat grigia senza freno a mano e nessuno alla guida ha iniziato a muoversi, ha preso velocità sulla discesa che porta dal parcheggio all’asilo, ha sfondato la recinzione di ferro del giardino e ha travolto i bambini. Un inferno in pochi istanti, appena prima delle 14.30, le risate trasformate in pianti, grida di dolore e d’aiuto.
“Ho visto alcuni bambini sotto le ruote – racconta una maestra della scuola – non potrò dimenticarlo mai“. I vigili del fuoco hanno dovuto sollevare la macchina per tirare fuori i piccoli. Uno è apparso subito il più grave. Per mezz’ora i medici hanno provato a rianimarlo. È morto durante il trasporto in ospedale. Aveva 4 anni, si chiamava Tommaso D’Agostino. I gentiori, Alessia e Fabrizio, sono originari di Castelvecchio Subequo. Lei nella biografia su Twitte scrive: “Essere mamma. La cosa più bella del mondo“. “Tommaso era un bambino dolcissimo – ricorda un’altra mamma – Con mia figlia si abbracciavano sempre all’entrata e all’uscita di scuola, quando veniva al nido, non ci sono parole“. continua a leggere
L’astensione dal lavoro generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati è stata proclamata dalle organizzazioni sindacali Cub e Sgb e Cub Trasporti ha aderito
Nuovo sciopero in vista per i mezzi pubblici milanesi: dopo lo stop di domenica 15 maggio dei convogli di Trenord, è stata indetta una nuova agitazione per venerdì 20 maggio. Lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Cub e Sgb e Cub Trasporti ha aderito.
Atm ha comunicato sul proprio sito che le metropolitane saranno garantite per tutta la giornata, ma potrebbero esserci conseguenze sul servizio dopo le 18. Invece bus, trame filobus potrebbero non essere garantiti dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18.
Possibili disagi anche sulla funicolare Como-Brunate (sempre gestita dall’Azienda Trasporti Milanesi) dalle 8.30 alle 16.30 e dalle ore 19.30 al termine del servizio. Lo sciopero è stato indetto, come si legge sul sito di Atm, “per l’immediato cessate il fuoco in Ucraina, la sua smilitarizzazione con il ritiro immediato di tutti gli eserciti; per il congelamento immediato dei prezzi di tutti i beni ed i servizi primari; per lo sblocco dei contratti e aumenti salariali e la reintroduzione della scala mobile.
Per l’approvazione di un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il riuso del patrimonio pubblico in disuso; contro le politiche di privatizzazione; contro le spese militari dirette, indirette e indotte e la destinazione delle relative risorse alla scuola, alla sanità pubblica, ai trasporti ed al salario garantito per disoccupati e sottoccupati; per la riduzione dell’orario a parità di salario”.
L’ultimo sciopero indetto dal sindacato Cub, lo scorso 8 marzo, aveva fatto registrare un’adesione dell’11% da parte dei lavoratori di Atm.
Un vasto incendio all’interno di una fabbrica di vernici ha innescato i timori per una probabile nube tossica. Il sindaco della cittadina alle porte di Roma ha invitato la popolazione a chiudersi in casa.
Vasto incendio a Monterotondo, brucia una fabbrica di vernici. L’appello per tenere le finestre… – Corriere della Sera
È scattato il livello più alto d’allarme nella zona industriale di Monterotondo, a nord di Roma. Qui intorno alle 13 le fiamme hanno devastato l’edificio di un’azienda che produce vernici. Una densa colonna di fumo nero ha invaso il cielo. La nube è visibile fino a Roma e ai Castelli Romani.
Sono proprio i fumi a preoccupare i soccorritori, giunti immediatamente sul posto. A scopo precauzionale le altre aziende più vicine al capannone incendiato sono state fatte momentaneamente evacuare, mentre le unità dei vigili del fuoco stanno cercando di domare le fiamme.
L’operazione però risulta molto complicata, a causa dell’elevata infiammabilità dei materiali contenuti nello stabile. I carabinieri della compagnia di Monterotondo hanno isolato il perimetro del magazzino, mentre al momento, la circolazione risulta regolare sulla vicina strada statale Salaria.
L’allarme del sindaco di Monterotondo – Il sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone, ha invitato la cittadinanza a non recarsi sul posto. «È in corso un importante incendio, all’interno di un’azienda che si occupa di produzione di vernici, in zona industriale». Queste le parole del primo cittadino pubblicate sui social network. Monterotondo e le sue diverse frazioni contano complessivamente 60 mila abitanti.
Il sindaco Varone ha aggiornato la popolazion e su Facebook: «Sono prontamente intervenute squadre dei vigili del fuoco, sono presenti in loco Carabinieri, Polizia Locale e Protezione Civile».
Il primo cittadino ha infine lanciato un appello a tutti gli abitanti di Monterotondo: «Si raccomanda massima prudenza e di seguire le indicazioni fornite dalle forze dell’ordine, si consiglia inoltre di tenere chiuse le finestre delle abitazioni». Al momento, a parte una lieve intossicazione per il proprietario dello stabile, non risultano feriti.
La Procura Figc contro la sentenza del tribunale federale che aveva prosciolto le 11 società coinvolte. Ma anche Juve, Samp, Empoli e Parma hanno presentato un reclamo
Si torna a parlare di plusvalenze. Alle 10 di questa mattina è iniziato il processo davanti alla Corte federale d’Appello dopo il ricorso presentato dalla Procura Figc contro la sentenza del Tribunale federale che in primo grado aveva prosciolto gli 11 club (tra cui Juventus, Napoli, Samp, Empoli e Genoa) e i 59 dirigenti (da Agnelli e Paratici a De Laurentiis) accusati di aver prodotto appunto plusvalenze fittizie. L’udienza è cominciata con una durissima arringa del procuratore Chinè che ha definito la sentenza “totalmente immotivata” contestando anche il ricorso incidentale presentato da alcune società. A seguire gli interventi difensivi dei club, tutti principalmente rivolti al metodo di valutazione dei giocatori utilizzato dalla Procura.
L’argentino si congeda dai tifosi bianconeri allo Stadium con un pianto a dirotto
CorriereTv
Dopo essere riuscito a lungo a trattenere le lacrime, è scoppiato in un pianto dirotto Paulo Dybala, accompagnato sotto la curva da tutti i compagni di squadra. Al termine della partita con la Lazio, l’attaccante argentino si è preso l’ultimo abbraccio del popolo bianconero, salutando in lacrime lo Stadium dopo sette stagioni vissute a Torino. Ed i compagni lo hanno ripetutamente lanciato in aria.
Questa è un’immagine che stasera è sfuggita forse ai più, di cui non si è parlato. Ma che merita di essere sottolineata. Durante la partita l’adrenalina è alle stelle, spesso per i calciatori è difficile tenere a bada i nervi, soprattutto quando la posta in palio è così alta. È successo anche a Roberto Gagliardini, che ha avuto la lucidità e soprattutto la sensibilità di rendersi conto di essere stato forse troppo brusco con un giovanissimo raccattapalle del Cagliari in occasione di una rimessa laterale. Così si è fermato, è tornato indietro e ha dato questa carezza al ragazzo. Un gesto di una tenerezza estrema. Bravo Roberto
La polizia della contea di Orange ha in custodia un sospettato. Un altro fatto di sangue a Houston, in Texas: almeno due morti e tre feriti in una sparatoria in un mercatino
Vigili del fuoco davanti alla chiesa in California
Sparatoria in una chiesa di Laguna Woods, nella contea diOrange, in California, 80 km a sud di Los Angeles. Secondo quanto riferiscono le autorità locali, ci sarebbero un morto e quattro feriti gravi, già portati in ospedale. Un quinto ferito è invece in condizioni meno gravi. Fonti della polizia spiegano che un sospetto è stato sottoposto a fermo. Sarebbe stata trovata anche la possibile arma da fuoco usata per la sparatoria, avvenuta alla Geneva Presbyterian Church di El Toro Road intorno alle 2 del pomeriggio americane, le 11 di sera italiane.
Non è l’unico fatto di sangue di queste ore: due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in una sparatoria in un mercatino delle pulci a Houston, in Texas. Lo ha riferito l’ufficio dello sceriffo della contea di Harris. La sparatoria sembra sia stata causata da un alterco tra cinque uomini, secondo l’ufficio dello sceriffo. Lo riporta la rete televisiva «Abc».
Usa: sparatoria in un mercatino a Houston, almeno 2 morti
E ci sarebbero almeno una vittima e quattro feriti in un attacco avvenuto in una chiesa di Orange County in California
Sparatoria in un mercatino delle pulci a Houston. Lo riporta Abc parlando di almeno due morti e tre feriti. La sparatoria nel mercatino delle pulci vicino Houston sarebbe il risultato di una lite fra cinque uomini.
Lo riporta Abc citando lo sceriffo della contea di Harris. Due persone sono morte sul colpo, altre tre sono state trasportate in ospedale. Il bilancio poteva essere peggiore visto che il mercatino di domenica pomeriggio è particolarmente affollato. Due persone coinvolte sono in custodia della polizia, mentre un terzo è in ospedale. continua a leggere
In tribunale il 18enne Payton Gendron. Polemiche sulle armi e sul ruolo dei social
Crimine d’odio dettato dal razzismo e terrorismo.
Sono queste le piste seguite dalla polizia e dall’Fbi per Payton Gendron, il diciottenne suprematista antisemita autore del massacro del supermercato di Buffalo, nello stato di New York.
Il ragazzo è già comparso in tribunale, dove si è dichiarato non colpevole dell’accusa di omicidio di primo grado e resterà dietro le sbarre fino al processo dopo che il giudice non ha previsto per lui alcuna cauzione. Con indosso la mascherina e una divisa bianca stile medico, il ragazzo ha pronunciato poche parole in aula dove era circondato da agenti di polizia. Ha risposto ‘no‘ al giudice che gli chiedeva se si potesse permettere un avvocato e, calmo e pacato, ha detto: “Capisco le accuse che mi vengono mosse“.
“Un atto di terrorismo interno“: così il presidente americano Joe Biden ha definito la strage. Biden parla di “un crimine ripugnante e motivato dall’odio razziale perpetrato in nome della disgustosa ideologia del nazionalismo bianco“. Un atto di terrorismo, aggiunge l’inquilino della Casa Bianca, “che è antitetico a ogni cosa che rappresenta l’America“. “Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere – conclude Biden – per porre fine a questo terrore alimentato dall’odio“.
Le indagini proseguono a ritmo serrato, con l’Fbi in campo. Gli investigatori stanno sentendo i testimoni e passando in rassegna tutti i video girati dell’incidente, trasmesso da Gendron in live streaming su Twitch per alcuni minuti prima di essere sospeso. Immagini che mostrano il fucile con cui ha agito con il numero 14, probabilmente in riferimento allo slogan neonazista delle 14 parole, e soprattutto con la scritta ‘nigger‘, la N-word impronunciabile negli Stati Uniti perché offensiva. Il ragazzo ha iniziato a sparare fuori dal supermercato, colpendo tre persone.
Poi è entrato e ha aperto il fuoco all’interno. Al vaglio delle autorità ci sono tutte le tracce online del ragazzo e in particolare il suo manifesto da 106 pagine in cui descrive la sua ‘filosofia‘, anticipa la strage e cerca di spiegarla. Si descrive un suprematista e dichiara il suo appoggio alla teoria cospirazionista del ‘Great Replacement‘, ovvero la convinzione che i bianchi siano sostituiti nei loro paesi da immigrati non bianchi con il risultato dell’estinzione della razza bianca. Il supermercato scelto sembra confermare la pista razzista, in quanto si trova in un’area di afroamericani, che Gendron ha raggiunto guidando per ore armato fino ai denti, con il giubbotto antiproiettile e in mimetica.
Senza contare che fra i 10 morti e i tre feriti ben 11 persone sono afroamericani. “E’ stata un’esecuzione stile militare su innocenti che volevano solo fare la spesa” continua a leggere
L’edizione più partecipata di sempre. Nella gara agonistica i primi gradini del podio a Dickson Simba Nyakundi per la competitiva maschile e a Giovanna Epis, prima italiana dal 2012, per quella femminile
La Stramilano torna con oltre 50 mila iscritti dopo due anni di anni di Covid – LaPresse
È tornata alla grande la Stramilano, dopo due anni di stop causa Covid. La principale corsa per dilettanti e atleti di Milano, arrivata alla 49esima edizione, ha visto un record di presenze, con 55.000 iscritti, tra cui 6.000 professionisti. L’edizione più partecipata di sempre. Alle 8.30 in piazza Duomo, dopo l’esibizione della fanfara del terzo reggimento dei Carabinieri e quella dell’undicesimo reggimento dei Bersaglieri dell’esercito, come da tradizione lo storico cannone d’artiglieria del 1912, con un colpo a salve, ha dato il via alla Stramilano 10 km, la corsa non competitiva a cui partecipano corridori di ogni età.
In marcia anche Ambrosini – C’era anche un corridore di 91 anni tra i 55 mila iscritti alla Stramilano. Una marea di corridori che ha invaso le strade della città. Tra le tantissime pettorine blu molte maglie del Milan, atleti-tifosi che hanno deciso di correre la Stramilano in attesa della partita di questa sera a San Siro. E a proposito di Milan, tra i partecipanti alla Stramilano Half, la corsa per gli atleti professionisti che correranno 21,097 chilometri, c’era anche l’ex centrocampista rossonero Massimo Ambrosini, che ha tagliato il traguardo della Stramilano Half Marathon con il suo bimbo in braccio. Insieme a lui anche il consigliere regionale di Forza Italia, Giulio Gallera, il sottosegretario lombardo ai Rapporti con le Delegazioni internazionali Alan Rizzi, entrambi desiderosi di battere il proprio record personale e la conduttrice di Dazn, Giorgia Rossi, «madrina» della kermesse. Per i saluti istituzionali, invece, l’assessora milanese allo Sport, Martina Riva, e il sottosegretario lombardo ai Grandi eventi Antonio Rossi. continua a leggere
Milano, torna la Stramilano con 55mila corridori – AGTW
La manifestazione festeggia i 50 anni dalla prima edizione. In concomitanza lo sciopero dei treni regionali, che crea disagi a chi arriva da fuori. Alle 8.30 la partenza con il tradizionale colpo di cannone
Torna la Stramilano, la regina delle corse su strada in città, una manifestazione che quest’anno festeggia i 50 anni dalla sua prima edizione (correva l’anno 1972, il podismo di massa doveva ancora scoppiare). E dopo due anni di stop, punta a riconquistare quei numeri pre-pandemia che ormai la definiscono:la corsa dei 50.000. Le condizioni climatiche saranno favorevoli, anche troppo, sole e caldo quasi estivo, non sempre gradito a chi corre. I nuvoloni che si annunciano sono invece quelli dello sciopero indetto dalle rappresentanze sindacali unitarie di Trenord, che dovrebbe bloccare i convogli regionali ma anche verso la Liguria e le altre regioni vicine (l’azienda ha sconsigliato gli utenti a mettersi in viaggio; per Malpensai bus sostitutivi, proprio per la presenza della Stramilano, fino alle 14.30 faranno capolinea alla fermata M1 di Lampugnano,dopo da via Paleocapa, nei pressi della stazione Cadorna).
Stramilano, la mappa dei tre percorsi
I runner che dalla provincia o dal resto della Lombardiacontavano di arrivare in treno dovranno quindi cambiare programma; e chi invece ha intenzione di fare una gita fuori porta muovendosi a questo punto in auto dovrà tenere in considerazione che la mattina alcune strade saranno bloccate per il passaggio dei corridori. Qualche disagio alla circolazione ci sarà, come ha spiegato l’assessora comunale allo Sport Martina Riva, ma per fortuna la sensibilità in questi anni è cresciuta, e i milanesi accettano sempre più di buon grado «una manifestazione che è particolarmente sentita, un’occasione strumento importante di promozione della cultura dello sport». Lavoro straordinario per gli amministratori (per fortuna è stato revocato lo sciopero della polizia locale originariamente previsto per domenica) e per gli organizzatori.
Piazza Duomo, da cui partirà la gara di 10km, quella più numerosa e aperta a tutti, oltre alla Stramilaninariservata ai più piccoli (5km), è parzialmente occupata dal cantiere del palco per il concerto previsto sabato prossimo.E nel pomeriggio a San Siro va in scena un altro evento sportivo molto atteso, la sfida tra Milan e Atalanta(tra l’altro già domani il campionato potrebbe essere assegnato a una delle due squadre milanesi, con carosello serale e nuovamente piazza Duomo assediata). Il risvolto positivo è che i grandi eventi di massa stanno finalmente riprendendo e l’emergenza Covid (per ora) sembra essere superata.continua a leggere
A dare conferma della scomparsa del cantante il fratello: «Non riesco a credere che ti ho visto morire». L’artista, che era uscito nel 2020 con il suo ultimo cd, lascia una figlia
Il rapper Lil Keed
Il rapper Lil Keed — 1,3 milioni di follower su Instagram — è morto: il cantante di Atlanta aveva 24 anni. A darne conferma è stato suo fratello, che ha scritto sui social: «Non riesco a credere che oggi ti ho visto morire, fratello. Sarà durissima per mamma, papà e per tutti noi». La scomparsa dell’artista pare sia legata a un’insufficienza renale acuta. L’artista, che lascia la giovane figlia Naychur. Il rapper era sotto contratto con la YSL (Young Stoner Life) di Young Thug, 30enne rapper statunitense considerato tra i più influenti della sua generazione. Lil Keedd, all’anagrafe Raqhid Jevon Render, aveva pubblicato il suo ultimo album, «Trapped on Cleveland 3», nell’agosto 2020 e si sarebbe dovuto esibire in questi giorni.
Saccorotti (Ingv): «Presto sapremo con precisione cosa c’è sotto l’epicentro»
«Lo sciame sismico non è un episodio da prendere in modo tranquillizzante. Anche se nella maggior parte dei casi italiani lo sciame sismico non è stato seguito da una scossa importante, ci sono casi come quello de L’Aquila, nel 2009, in cui allo sciame è seguita poi una scossa più forte». Sono le parole del geofisico Gilberto Saccorotti, ricercatore fiorentino dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che poi precisa: «Ogni terremoto va calato nel contesto di un Paese sismico come l’Italia. In questi giorni nel Chianti fiorentino si sono registrati quattro terremoti di magnitudo intorno ai 3.5, è giusto porre tutta questa attenzione su questi eventi ma è importante sottolineare che terremoti di questo genere nell’ultimo mese se ne sono verificati quindici in tutta Italia, dalla Sicilia all’Emila Romagna fino alle Alpi».
GilbertoSaccorotti abita a Firenze e anche lui ha avvertitola scossa di giovedì sera: «Se l’ho sentita? Eccome, posso dire di aver avuto paura, penso sia normale e ragionevole, la prima cosa che ho fatto il giorno dopo è stata controllare le parti più fragili della mia abitazione». Aldilà dell’aspetto emotivo e personale, il geofisico dice che, dopo l’ultima scossa, si potrà capire meglio cosa c’è nel terreno sottostante all’epicentro, nel cuore dei vigneti del Chianti fiorentino. «Abbiamo installato nella zona attorno all’epicentro tre sismografi che, dopo un’accurata rilevazione e un accurato studio, nei prossimi giorni saranno in grado di dirci la tipologia e l’aspetto delle faglie sottostanti». continua a leggere
L’ex giocatore del Chivas aveva 33 anni. La polizia cerca di fare luce sull’accaduto
Calcio messicano in lutto per la morte del giocatore Antonio Salazar, 33 anni. – By Il Gazzettino Sicilia
Il calcio messicano è in lutto per la morte improvvisa di Antonio “Hulk” Salazar, ex calciatore del Chivas. Le autorità messicane hanno rivelato di aver ritrovato il corpo senza vita del 33enne, nel bagagliaio del suo veicolo (una Chevrolet Valier) avvolto nelle fiamme, nei pressi di Tonala. I paramedici della Croce Rossa inizialmente non sono stati in grado di determinare il sesso del corpo perché è stato bruciato in modo irriconoscibile. Martedì, un funzionario ha confermato che si trattava di Salazar. La polizia (non avendo trovato nessuna denuncia di furto del veivolo), sospetta che Salazar sia stato prima ucciso, poi messo nel bagagliaio, prima che l’auto venisse incendiata. continua a leggere
Le fiamme sono divampate intorno alla mezzanotte. Cause in fase di accertamento, intenso lavoro per i vigili del fuoco
Un improvviso incendio divampa su uno yacht e al largo diSanta Maria di Leucasi sfiora la tragedia. È accaduto attorno alla mezzanotte, quando dall’imbarcazione è stato lanciato il mayday, a causa delle fiamme che – per cause in fase di accertamento – avevano iniziato ad avvolgere il natante in navigazione, che si trovava a cinque miglia dalle coste salentine.
L’allarme ha fatto subito scattare operazioni di soccorso da parte dei vigili del fuocoe della capitaneria di porto, quest’ultima riuscita a mettere in salvo l’equipaggio composto da tre persone. L’imbarcazione, lunga circa 24 metrie battente bandiera montenegrina, nonostante i tentativi di spegnimento protrattisi fino a stamattina da parte dei vigili del fuoco del comando di Lecce e dei colleghi di Taranto, intervenuti con una Motobarca pompa, è infine affondata. Fortunatamente, non si sono registrati feriti né tra i membri dell’equipaggio dello yacht né tra i soccorritori.
Accusa di frode in pubbliche forniture: «Il fatto non sussiste». Nell’aprile 2020 l’affidamento da parte della Regione di una fornitura da circa mezzo milione di euro (poi trasformata in donazione) alla società Dama spa del cognato Andrea Dini e della moglie
Attilio Fontana, 70 anni, avvocato, presidente leghista della Lombardia
Prosciolto sui camici del cognato «perché il fatto non sussiste»dopo essere stato già archiviato per i soldi all’estero della madre: «Sono felice e commosso». Il presidente leghista della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non va a processo per una donazione alla Regione più «spintanea» che spontaneada parte di suo cognato imprenditore: quella fatta in extremis nella primavera 2020 giusto per riparare l’esponente leghista dall’imbarazzo reputazionale che la montante attenzione giornalistica (da «Report» in poi) sull’iniziale fornitura sanitaria di camici per mezzo milione di euro avrebbe potuto arrecare all’immagine pubblica di Fontana. «Sono felice. Felice innanzitutto per aver tolto un peso enorme ai miei figli e a mia moglie. E poi i lombardi, tutti quei lombardi, e sono moltissimi, che mi hanno sempre sostenuto», il commento del governatore: «Condivido con loro la soddisfazione di vedere riconosciuta la mia onestà e la mia volontà di agire sempre, solo e comunque per il bene dei miei cittadini. E infine un ringraziamento enorme ai miei legali, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, per il grande lavoro che ci ha consentito di avere giustizia. Giustizia nella quale ho sempre avuto fiducia».
Tutelato l’interesse pubblico – Per la procura di Milano questo integrava un reato, e cioè il concorso in frode in pubbliche forniture, commesso dal cognato imprenditore e fornitore dei camici Andrea Dini perché la Regione in questo modo sarebbe rimasta senza una parte di pattuita fornitura su cui faceva affidamento. Ma ora la giudice Chiara Valori esclude che Fontana abbia «anteposto interesse e convenienza personali all’interesse pubblico» di non fare «mancare beni destinati a far fronte al quotidiano fabbisogno di camici richiesti dallo stato di emergenza sanitaria», 50.000 al giorno in quel particolare momento iniziale della pandemia Covid. È questa la palla di neve che dall’aprile-maggio 2020 rischiava di rotolare sino a diventare valanga in un rinvio a giudizio del presidente della Regione, e che invece ora si scioglie del tutto nel proscioglimento di Fontana dall’accusa di concorso nel reato di «frode in pubbliche forniture» (reato da 1 a 5 anni di pena), condotta che per i pm era il prodotto di un duplice scomposto affannarsi della famiglia Fontana. «Sono molto soddisfatto per il provvedimento, perché rende finalmente giustizia a Dini — commenta Giuseppe Iannaccone che lo ha difeso con Caterina Fatta e Riccardo Lugaro — e certifica che ha agito sempre animato dalle migliori intenzioni e unicamente con il proposito di dare una mano alla Regione Lombardia, in un momento di estrema difficoltà. Non avevo alcun dubbio che un attento esame della vicenda avrebbe consentito di riconoscere la correttezza del suo operato». continua a leggere
La finale di Coppa Italia persa contro l’Inter è il risultato di un lento declino. La ricostruzione è ancora affidata a Max: obiettivi Pogba, Jorginho e Raspadori
Forse era destino che un ciclo di vittorie irripetibile, durato 3657 giorni, si chiudesse con un altro evento senza precedenti nel dopoguerra:la Juventus non aveva mai perso tre partite di fila con l’Inter e per Madama non c’è dato di fatto più bruciante da cui ripartire, incanalando la rabbia verso la nuova stagione, quella del centenario del matrimonio con la famiglia Agnelli. Nell’attesa, all’Olimpico ci sono state scintille fra Allegri, nervosissimo ed espulso e il vicepresidente Nedved, per la gestione dei cambi. I giocatori, anche quelli che avevano in programma di fermarsi a Roma per gli Internazionali di tennis, sono invece rientrati tutti a Torino, anche se mercoledì e giovedì era previsto riposo: una decisione da vecchia Juve, per serrare le fila in una fase dura.
Il primo anno senza trionfi è la conseguenza di un lento declino in corso da ormai tre anni, da quando cioè la voglia di cambiare pelle e giocare un calcio più moderno si è incrociata con la necessità — dopo il varo dell’affare Ronaldo — di fare operazioni di mercato guidate più da motivazioni economiche che tecniche. Un mix deleterio per i conti e per i risultati, con tre esoneri di fila, l’ultimo scudetto vinto con Sarri vissuto con fastidio, l’esperimento Pirlo che ha portato due trofei ma è stato bocciato, assieme al direttore di tutti i successi, Paratici. Quindi l’addio burrascoso di CR7, la Restaurazione dell’Allegri bis nato sotto una cattiva stella, continuato senza vittorie contro le dirette concorrenti e arrivato a fine stagione senza la sensazione di aver gettato basi per il futuro,a parte l’arrivo di Vlahovic. continua a leggere
Il messaggio è firmato dal gruppo ultrà Fedayn e segue di un giorno quello contro l’allenatore Spalletti
Continua a colpi di striscione la contestazione dei tifosi del Napoli, crollato sul più bello quando lo scudetto sembrava un sogno bello e possibile. Dopo il “lenzuolo” con dedica a Spalletti, esposto martedì sera all’esterno dello stadio Maradona e firmato cripticamente “I Mariuoli“, questa sera è apparso un nuovo messaggio, stavolta a Castel Volturno, ad opera del gruppoultrà Fedayn.
L’INSULTO – Il messaggio prende di mira il presidente Aurelio De Laurentiis. “Al trionfo preferisce il portafoglio gonfio… la nostra vessazione è avere un presidente cialtrone“.
Il fondo del Bahrain non è contento degli sviluppi che sta prendendo la trattativa: il sospetto è che la proprietà rossonera stia cercando altri acquirenti per far lievitare il prezzo.
Investcorp lancia un ultimatum al Milan: i soldi sono sul tavolo, se Elliott vuole cedere la società sa cosa deve fare. Il fondo del Bahrain non è contento degli ultimi sviluppi della trattativa e soprattutto delle voci fatte trapelare da ambienti vicini a Elliott, in particolare sull’ipotetico tentativo di Investcorp di trovare dei partner per l’operazione, come banche o altri investitori. Una ipotesi che lo stesso fondo rigetta con forza, assicurando invece di avere tutti i soldi per procedere alla chiusura dell’accordo. continua a leggere
Investcorp, 1180 milioni per prendere il Milan: ecco da dove vengono. E spunta Ares…
Degli 800 milioni di equity versati per acquisire il club rossonero, la metà arriverebbe attraverso il fondo americano. Che poi sarebbe sostituito nel tempo dagli investitori storici del gruppo arabo.
Mohammed Alardhi, numero uno di Investcorp
Mentre Elliott e Investcorp stanno perfezionando l’accordo di compravendita, con i rispettivi uffici legali al lavoro per risolvere alcune situazioni relative ad aspetti finanziari legati al miliardo e 180 milioni di euro occorrenti per acquisire il Milan, inizia a emergere qualche dettaglio maggiore sulla struttura dell’operazione.
I DETTAGLI – Della cifra totale necessaria per acquistare il club rossonero, Investcorp metterebbe infatti sul piatto circa 800 milioni di equity (e cioè risorse proprie), mentre gli altri 400 figurerebbero come prestito ponte di tipo bancario. E’ interessante però analizzare più dettagliatamente la composizione degli 800 milioni: una metà sarebbe in capo ad alcuni sottoscrittori di Investcorp, per lo più famiglie benestanti dell’area del Golfo Persico, mentre l’altra metà arriverebbe con l’ingresso in scena di Ares Capital, gruppo finanziario americano. continua a leggere
Il volo Az1765 era diretto a Palermo. Nello scalo milanese il traffico è stato momentaneamente sospeso
È dovuto rientrare in emergenza all’aeroporto di Linateper un problema al motore dovuto all’impatto con un volatile un aereo di Ita con 83 persone a bordo decollato alle 12:16 dallo scalo milanese e diretto a Palermo. L’aereoè rientrato senza problemi. Sono comunque stati nel frattempo bloccati atterraggi e decolli, che sono ripresi alle 12:47 dopo l’ispezione della pista. Almeno due voli sono stati dirottati a Malpensa.
Pochi minuti dopo il decollo il comandante del volo Az1765 con 83 passeggeri a bordo ha comunicato di dover rientrare, atterrando poi senza problemi. Nello scalo milanese, dopo una sospensione del traffico, l’operatività è stata ripristinata.
Secondo quanto si è appreso in un secondo momento, il volo della compagnia Ita Airways decollato questa mattina da Linate e diretto a Palermo è stato costretto a un atterraggio di emergenza per via di un principio di incendio che si è sviluppato a uno dei motori.
È apparso davanti allo stadio Maradona, esposto da alcuni gruppi organizzati che avevano contestato anche la squadra nei giorni scorsi. Il riferimento è all’auto rubata all’allenatore a ottobre
Lo striscione comparso in serata davanti allo stadio Maradona ha dell’incredibile. Al punto che in un primo momento in tanti avevano pensato ad un fake. Invece no, tutto vero: la data 16 Ottobre 2021 in cui fu rubata l’auto a Luciano Spalletti e la scritta: «Spalletti la Panda te la restituiamo, bast ca te ne vaje». La firma in calce: ‘o mariuol. Il messaggio simbolico è forte, clamoroso. Inquietante: invita l’allenatore ad andare via ed esprime inequivocabilmente le frizioni tra alcune fazioni del tifo organizzato e Luciano Spalletti.
Le altre contestazioni – Il filone unisce varie azioni che ci sono state nelle ultime settimane: prima la contestazione contro il Sassuolocon cori offensivi, la consegna delle uova al capitano Lorenzo Insigne nell’incontro all’esterno dell’Hotel Palazzo Caracciolo prima della partita, poi lo striscione di martedì sera legato al ricordo del 10 maggio 1987 che recitava così: «10 maggio 1987: altri uomini, altri valori. Della mer.. attuale preserviamo solo i colori».
Un numero imprecisato di abitazioni sono già state distrutte mentre una parte di tre delle principali autostrade della regione sono state chiuse
11 maggio 2022
REUTERS
Il nord di Los Angeles avvolto dalle fiamme a causa di un maxi incendio che si è sviluppato la scorsa notte e che si sta velocemente propagando al punto di costringere a un’evacuazione forzata di decine di migliaia di residenti. Al momento sono oltre 12 mila le case interessate dall’ordine di evacuazione in un’area di quasi duemila ettari.
Le fiamme sono alimentate dai forti venti. Secondo le autorità un numero imprecisato di abitazioni sono già state distrutte mentre una parte di tre delle principali autostrade della regione sono state chiuse.
L’anno scorso, più o meno nello stesso periodo, un incendio, denominato Camp Fire, mandò in fumo oltre 50 mila ettari di terreno e provocò la morte di una cinquantina di persone. Camp Fire è stato uno dei peggiori roghi della storia negli Stati Uniti. Le fiamme raggiunsero anche Beverly Hills e zone di solito abitate da celebrities. Molte delle lussuose ville furono ridotte in cenere.
Gli incendi non hanno risparmiato neanche il nord della California, dove nei giorni scorsi è scattato un black out preventivo proprio per evitarli. La società Pacific Gas and Electric (PG&E) ha lasciato al buio migliaia di persone nel tentativo di evitare che gli alberi abbattuti dai venti forti potessero travolgere le linee dell’alta tensione e innescare roghi nella vegetazione secca.
Alle 8.35 di questa mattina, giovedì 12 maggio, nell’impianto chimico Melamin di Kočevje, circa 100 km a nord-est di Fiume, si è verificata una esplosione. Secondo le prime ricostruzioni, a causare il boato e il successivo incendio è stata una caldaia, che ha ferito una ventina di persone, di cui due in gravi condizioni. I servizi d’emergenza sono arrivati immediatamente davanti allo stabilimento, mentre la strada principale che attraversa Kočevje è stata chiusa. A tutti i cittadini è stato consigliato di chiudere le finestre e di non muoversi all’aperto. Poco prima delle 11.30 i Vigili del fuoco hanno reso noto che l’incendio è stato domato. Il capo dei pompieri di Kočevje, Leon Behin, ha dichiarato che sono 2 le persone disperse: «Non sappiamoancora se al momento dell’esplosione si trovavano all’interno dello stabilimento”.
La Melamin S.p.A. nell’ultimo decennio, è riuscita a ritagliarsi un posto riconoscibile nella nicchia della chimica della melamina. In Europa è conosciuta come un fornitore solido e competitivo di resine per l’industria della carta, edile e imprenditoria del mobile.
Nel corso del weekend su alcune regioni tornerà il rischio di temporali
L’aumento termico in atto in questi giorni su molte regioni d’Italia, unito all’arrivo di venti più freschi (solo in quota) in discesa dal nord Europa, potrebbe creare il mix ideale per la formazione di temporali che nel corso del weekend potranno scoppiare anche improvisamente sul nostro Paese. Badate bene: non vi stiamo dicendo che il fine settimana sarà brutto, bensì che la potenzialità di eventi temporaleschi sarà in aumento.
Il tempo previsto per il fine settimana
Quando due masse d’aria molto diverse tra loro si scontrano (e nel prossimo weekend aria fresca in arrivo dal nord Europa scorrerà sopra un tappeto d’aria più calda preesistente), aumenta sensibilmente quella che si definisce energia potenziale in gioco. Essa è pronta a provocare la formazione dei classici nuvoloni cumuliformi, a sviluppo verticale e responsabili della formazione di improvvise celle temporalesche, per altro tipiche dei periodi di Primavera/Estate.
Nonostante sull’Italia sia presente un vasto campo anticiclonico di matrice africana (anticiclone Hannibal), ci dovremo aspettare un fine settimana con qualche insidia. Dopo un Venerdì 13 già in parte disturbato dai primi temporali a carico soprattutto del settore alpino e prealpino, ecco che già dalle prime ore diSabato 14, mentre su gran parte del Paese splenderà praticamente indisturbato il sole, registreremo un’atmosfera più agitata a carico nuovamente delle regioni alpine e prealpine centr- orientali dove saranno possibili rovesci anche temporaleschi. Questo contesto, già piuttosto instabile, è destinato a peggiorare ulteriormente nel corso del pomeriggio e fino alle prime ore della sera, con tanti acquazzoni e locali temporali che si estenderanno praticamente a tutti i rilievi del Nord, minacciando pure le pianure adiacenti, come per esempio l’alta Val Padana, in attesa tuttavia di una serata e di una nottata dove le precipitazioni andranno in gran parte assorbendosi.
Non andrà tuttavia abbassato lo stato di attenzione in quanto anche la Domenica 15 ci riserverà qualche insidia temporalesca. Dopo una mattinata tranquilla per tutti sul fronte meteo, dal pomeriggio tornerà ad essere teatro di parecchia turbolenza. Ancora una volta a rischio temporali saranno i rilievi alpini, specie quelli di Nordovest, ma questa volta anche molti tratti della dorsale appenninica centro-settentrionale e centrale. Proseguirà invece un caldo bel tempo sul resto del Paese dove sarà piena estate viste le temperature attese su valori ben superiori alla media del periodo con picchi che potranno addirittura superare la soglia dei 30°C.
Direzione di gara all’inglese con pochi falli fischiati, sui due rigori l’arbitro prima chiede l’aiuto alla Var, poi nei supplementari viene soccorso. Decisioni giuste
Non bastasse subito ripartenza della Juve e gol di Vlahovic (52’). L’Inter si porta nel campo bianconero con decisione; la testa di Chiellini prevale. Al 79’ Bonucci e De Ligt su Lautaro che finisce a terra. Dalla posizione di Valeri, in area, è rigore. Anche il Var conferma. Pareggio. Nervi tesi in campo e sulle panchine: Allegri espulso per proteste. Tempi supplementari. Dopo 8 minuti fallo di De Ligt su De Vrij in area che Valeri non coglie: la Var lo richiama ed è rigore. Giusta decisione.
Polemiche in Juventus-Inter per i due rigori su Lautaro e De Vrij: cos’è successo, i due episodi
La Var conferma la decisione dell’arbitro Valeri nel primo episodio. Dalle immagini si vede l’argentino, in area, entrare in contatto prima con de Ligt e poi con Bonucci. Nel secondo
Non può esserci un derby d’Italia senza un colpo di scena. È così da anni ed è capitato anche nella finalissima di Coppa Italia all’Olimpico di Roma. Siamo al minuto 78 con la Juventus in vantaggio 2-1 sull’Inter. Al gol di Barella replicano nella ripresa – e nel giro di due minuti – Alex Sandro (complice una mezza papera di Handanovic) e Vlahovic, bravo a finalizzare una bellissima azione dei bianconeri. Tutto finito? Macché.
Perché al 78’ appunto l’arbitro Valeri, senza esitazione, fischia un rigore a favore dell’Inter per un fallo su Lautaro Martinez. Dalle immagini si vede l’argentino, in area,entrare in contatto prima con de Ligt e poi con Bonucci. Il direttore di gara è a due passi e fischia il penalty per i nerazzurri. Veloce, poi, check al Var, che conferma la decisione di Valeri.Così dal dischetto si presenta Calhanoglu. Il turco non sbaglia: gran conclusione dagli 11 metri che sbatte sul palo e si infila in rete. È 2-2 e match ai supplementari. Poco prima della fine della ripresa, inoltre, Simone Inzaghi richiama proprio Lautaro Martinez in panchina per lanciare nella mischia Sanchez, l’eroe della Supercoppa Italiana del 12 gennaio a San Siro, in gol al 120’ in quell’occasione. L’argentino non l’ha presa proprio benissimo. Ha lanciato qualche occhiata al tecnico interista, per poi sedersi in panchina rincuorato da alcuni compagni di squadra.
Si va ai supplementari e anche qui accade l’ennesimo rocambolesco colpo di scena. Perché de Ligt commette fallo su de Vrij e Valeri fa correre, ma viene richiamato dal Var. Visione delle immagini e penalty concesso. In campo non ci sono Calhanoglu e Lautaro Martinez, Perisic e Vidal si contendono il pallone. Ha la meglio il croato che firma il tris.
Nerazzurri in vantaggio con Barella, poi il ribaltone bianconero a inizio ripresa con Alex Sandro e Vlahovic, infine il rigore trasformato da Calhanoglu all’80’. Decisivo il croato ai supplementari con una doppietta dopo il 2-2 al 90′
Inter, Il trionfo
Applausi per tutti, ma la Coppa Italia più pazza della storia va a un’Inter… interminabile che sprinta con Barella, potrebbe soccombere dopo le due sberle di inizio ripresa assestate da una Juve imbelvita e invece riacciuffa i supplementari con il rigore di Calhanoglu, prima di sprintare con la doppietta dell’incredibile Perisic. Dopo la Supercoppa, Inzaghi beffa ancora Allegri, espulso nel finale da far-west, e mette in bacheca il secondo trofeo. Aspettando di vedere cosa succederà in campionato. La certezza per stanotte è che le due rivali storiche hanno regalato un film pieno di emozioni, con l’immancabile coda di polemiche. Ma, con oltre 170 Paesi collegati, questa finale da record anche nell’incasso (oltre 5 milioni di euro) è stata uno spot per rilanciare il prodotto calcio italiano e invertire una tendenza preoccupante nell’ultimo decennio rispetto ai top campionati europei. continua a leggere
Barella 7: il centrocampista tuttofare dell’Inter apre le marcature dopo pochi minuti con un gran tiro a giro da fuori area. E quando c’è da lottare in mezzo al campo non si tira mai indietro. Cuore e grinta al servizio di Simone Inzaghi.
Perisic 8.5: il miglior giocatore della serata, e probabilmente il migliore delle ultime partite dell’Inter. Nel primo tempo supplementare tira perfettamente un rigore all’incrocio, ma il capolavoro che chiude i giochi lo realizza 3 minuti dopo. Imprescindibile.
Handanovic 5.5: il portiere nerazzurro si esalta nel primo tempo su un tiro di Vlahovic. Ma al rientro dell’intervallo, è protagonista in negativo sul primo gol della Juventus. Impreciso.
Dzeko 5: il bosniaco conosce il terreno dell’Olimpico meglio di chiunque altro in campo. Ma questa sera la sua prova è negativa, complice un Chiellini che non gli lascia spazi. Impalpabile.
Vlahovic 6: era l’uomo più atteso, dopo le ultime prove incolore. Nel primo tempo una gran parata di Handanovic gli nega la gioia del gol, che però arriva nella ripresa. Ma col passare dei minuti invece di esaltarsi si va spegnendo. Bene ma non benissimo.
Dybala 6.5: nell’ultima importante partita con la maglia bianconera, l’argentino mette tutta la sua qualità in campo, e il suo passaggio che dà il via all’azione del secondo gol ne è una prova. Esce stremato al 100esimo.
De ligt 5: il difensore olandese stecca la partita più importante dell’anno. È l’autore del fallo su De Vrij nell’occasione del secondo rigore della serata. Si fa vedere più avanti che dietro, non il massimo per uno che di ruolo fa il difensore.
Bernardeschi 4.5: a sorpresa viene schierato titolare da Max Allegri, ma con questa prestazione non ripaga sicuramente la fiducia. Sostituito al 67esimo da Bonucci. Spaesato.
Juventus-Inter, come ha arbitrato Valeri
Nessun episodio dubbio nel primo tempo della finale di Coppa Italia tra Juventus e Inter. L’arbitroPaolo Valeri dirige una gara tranquilla nei primi 45′ e manda le formazioni negli spogliatoi senza assegnare nemmeno un cartellino giallo. Al secondo tempo, invece, succede di tutto. Il primo cartellino giallo arriva al 55′ ed è destinato a Brozovic per un intervento falloso su Dybala. Al 77’ poi fischia senza dubbi un rigore (dubbio) ai danni di Lautaro, riaprendo la partita e scatenando le polemiche della panchina bianconera, tanto che dopo una serie di vicissitudini è costretto ad assegnare un cartellino giallo ad Allegri che, al 104′, si trasforma in rosso. Nei minuti supplementari Valeri richiama un altro fallo ai danni di De Vrij, dopo un breve consulto col Var.
Rabbia di Massimiliano Allegrinella finale di Coppa Italiatra Juventus e Inter. Il tecnico bianconero è stato espulso al 103′ dei tempi supplementari dall’arbitro Valeri dopo che già durante il tempo regolamentare aveva avuto un battibecco con la panchina dell’Inter. Ma cosa è successo nei supplementari? Secondo i bordocampisti la lite si è accesa perché Allegri non ha gradito qualche gesto dei giocatori dell’Inter nell’esultanza dopo il gol del 4-2 firmato da Perisic che ha di fatto chiuso il discorso Coppa Italia. E dopo la partita è stato lui stesso a far chiarezza: «È passato uno dell’Inter e mi ha dato una pedata. Ho reagito, l’arbitro mi ha visto e mi ha espulso giustamente. Non cambia niente sapere cos’è successo oppure no in campo».
Il caso scoppiato nel fine settimana testimonia come Xbox dovrebbe prendere provvedimenti sul suo famigerato DRM.
09 maggio 2022
Nel fine settimana, Xbox è finita nell’occhio del ciclone per alcuni problemi ai server che hanno riacceso la polemica sul funzionamento del DRM – la tecnologia online che controlla e verifica l’effettivo acquisto o abbonamento ad ogni avvio di un gioco – implementato da Microsoft. Quando i server non funzionano, a venire limitata non è soltanto la possibilità degli utenti di giocare online: come lamenta l’utenza, infatti, su Xbox i giochi non funzionano neppure offline se i server vanno giù, il che costituisce un grosso problema per quei gamer interessati esclusivamente, o principalmente, ad esperienze in solitaria.
IL CASO SU XBOX – L’emergenza sembra ormai rientrata, ma le polemiche non accennano a diminuire, anzi innescano quella che pare diventata una riflessione inderogabile – e che è tutto fuorché legata alla sola Xbox (un caso simile si era verificato con Gran Turismo 7 su PS4 e PS5 poche settimane fa). Per tre giorni, per citare la pagina di stato di Xbox, “alcuni utenti non hanno potuto acquistare & lanciare giochi o avviare sessioni di Cloud Gaming” sulle console di Microsoft, tragicamente proprio quando è stata avviata la collaborazione per il gioco in streaming con Fortnite ed Epic Games – che, per quanto qualcuno abbia azzardato una connessione, non dovrebbero essere la causa di questo prolungato downtime.
“MICROSOFT CAMBI IL DRM” – Alcuni dei pareri raccolti su ResetEra comprendono quello del giornalista del Washington Post Gene Park, che osserva come “il problema del DRM è la mia criticità più grande con Xbox. È pazzesco che non possa giocare titoli che ho comprato e posseggo perché non riescono a far funzionare le loro cose. Immaginate non poter leggere un libro perché la sede dell’editore in Inghilterra va a fuoco”. Il creator Parris Lilly, che ha condotto diversi episodi di Inside Xbox, ha espresso pure lui il suo disappunto al riguardo: “le interruzioni su Xbox hanno reso chiaro che qualcosa deve cambiare con la loro politica DRM, i giochi che sono stati scaricati sulla mia consoledovrebbero avere una finestra per essere offline e giocabili senza check“. Per il momento, da Microsoft nessun commento: ha ‘parlato’ per ora soltanto l’account Twitter Xbox Support, che ha chiuso la questione sei ore fa segnanalando che pure in Europa l’emergenza è rientrata. Ma la community attende risposte, e chissà che al riguardo non si faccia sentire il solitamente molto aperto, specie su Twitter, Phil Spencer.
Fabio Franzò, 27 anni, infermiere di Siracusa si è reso protagonista insieme a un compagno di squadra dello sfortunato numero uno Kapustins durante la partita di Serie D tra Casertana e Rotonda: “Ha rischiato tantissimo”
Fabio, Franzò, arbitro di Serie D nella partita tra Casertana e Rotonda
Per un attimo la divisa fluorescente è diventata la casacca che indossa gli altri giorni. Fabio Franzò, 27 anni, è un infermiere all’ospedale di Siracusa, ma nel weekend è uno dei prospetti più interessanti tra gli arbitri di Serie D. L’ultima designazione l’ha visto in campo per Casertana-Rotonda, dove con ogni probabilità ha salvato la vita al portiere degli ospiti, il classe 2002 Kapustins. Al 67’ è andato in uscita bassa in area, scontrandosi con un attaccante avversario. Ha perso conoscenza immediatamente, il primo ad accorgersene è il compagno di squadra De Foglio che gli ha estratto la lingua. Franzò si è reso conto subito della gravità della situazione, ha effettuato il massaggio cardiaco e in quella circostanza ha notato che non c’era espansione toracica: Kapustins non respirava.
L’INTERVENTO – I due staff medici si sono assicurati che non ci fosse arresto cardiaco, l’arbitro si è occupato invece di quello respiratorio con cannula orofaringea e pallone autoespandibile. Il ragazzo si è ripreso dopo qualche minuto, nel sollievo generale, ed è stato portato in ospedale per gli accertamenti del caso. continua a leggere