L’Inter e l’interesse dei sauditi: cronaca di una notizia mai nata


articolo di Franco Vanni: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/12/10/news/inter_interesse_sauditi-329639227/

Anche l’ultima indiscrezione di Nicola Volpi come prossimo presidente nerazzurro non trova alcuna conferma, ma le voci di un interessamento arabo non cessano. Intanto la dirigenza interista è impegnata a rifinanziare i vecchi debiti. Un nuovo bond da 410 milioni sarà collocato a gennaio

Il contatore delle voci sul passaggio dell’Inter al fondo saudita Pif si aggiorna quotidianamente. Per tutta la giornata di ieri è circolata l’indiscrezione, smentita da ogni parte come tutte le precedenti, secondo cui non solo il club sarebbe a un passo dal passare in mani arabe, ma dopo il passaggio il nuovo presidente sarebbe Nicola Volpi.

Nicola Volpi e i sauditi – La suggestione, per verosimiglianza, è di quelle che fanno scattare tutti gli allarmi. Uomo di finanza, fondatore e socio del fondo Permira, dal 2014 al 2018 nel cda della società nerazzurra e grandissimo tifoso interista, Volpi ha infatti portato gli investitori sauditi nel capitale di Pagani, casa automobilistica di super lusso che produce fra l’altro la Huayra nerazzurra su cui Steven Zhang si spostava a Milano quando ci viveva. Tutto realistico, quindi. Ma che una voce sia costruita per sembrare vera, non significa lo sia. Anzi. Non c’è alcuna evidenza che Pif in questo momento sia interessato all’Inter. Amanda Staveley, direttrice del club inglese Newcastle – quello sì acquistato dal fondo sovrano – ha chiarito che a Rihad di comprare l’Inter non ci pensano nemmeno. Ma questo non è bastato a silenziare i rumors.

Ironia in via Liberazione – Alla sede del club in via Liberazione a Milano un tempo il gossip (così veniva bollato da quelle parti) sull’imminente cessione del club veniva accolte con stupore. Poi si è passati al fastidio. Ora le reazioni sono per lo più divertite. Fantasticare di prìncipi arabi e immaginare un calciomercato da Mille e una notte è una distrazione piacevole dalla vera priorità del management nerazzurro, meno esotica e molto più concreta: rifinanziare i bond da 375 milioni emessi cinque anni fa, che si avviano a scadenza. L’Inter avrebbe voluto collocarli sul mercato entro la fine di dicembre ma, a differenza dei mercati dei prodotti di consumo che sotto Natale esplodono, per quelli finanziari le ultime settimane dell’anno non sono tradizionalmente periodo di grandi operazioni.

Appuntamento a gennaio – L’Inter, assistita da Golman Sachs, venderà il proprio debito a gennaio, quando i volumi degli investimenti dovrebbero tornare a salire. Emetterà nuovi titoli per 410 milioni: i 375 da restituire ai precedenti creditori, più altri 50 di un prestito oggi in essere che a sua volta andrà rifinanziato, meno qualcosa che è già stato reso. La scadenza del nuovo bond sarà di nuovo quinquennale. Sempre a gennaio l’Inter tornerà anche sul mercato dei calciatori, su cui non sono attese spese pazze, ma qualcosa si farà. In ogni caso il club, grazie al lavoro fatto dai due amministratori delegati Beppe Marotta (Sport) e Alessandro Antonello (Corporate), è finanziariamente abbastanza solido da arrivare senza scossoni fino alla fine della stagione, qualsiasi sarà il risultato sportivo. Una prospettiva molto più rosea rispetto a quella che la stessa proprietà si prefigurava dodici mesi fa.

Gli impegni di Suning – Alla fine del 2020 Suning fece circolare nel mondo degli investitori istituzionali (fondi & co.) un teaser. Un documento con cui la proprietà cinese dell’Inter cercava capitale, dicendosi pronta a cedere anche quote del club. Alla fine la soluzione che si è individuata non ha invece spostato una sola azione: il finanziamento da 275 milioni del maxi-fondo Oaktree, concesso lo scorso maggio, non ha modificato l’assetto azionario: Suning controlla tramite una società veicolo il 68 per cento delle azioni, il fondo Lion Rock Capital il 31, e il resto i piccoli soci. Non è noto il dettaglio della struttura del contratto fra Suning e Oaktree ma è probabile che il debito, che no grava sul club ma sulla lussemburghese proprietaria del pacchetto di maggioranza, vada rimborsato in più tranche in tempi definiti, con una “maxi rata” finale nel 2024.  Se Suning non onorerà gli impegni, il controllo dell’Inter potrebbe passare al fondo come successo con il Milan, finito in pancia a Elliott per l’inadempienza del cinese Yonghong Li.

Fin qui il quadro noto. Resta però una domanda: chi mette in giro le voci sull’interesse del fondo saudita per l’Inter? In passato era successo che indiscrezioni sul possibile fallimento del club nerazzurro originassero dal mondo delle banche d’affari. Un’attività di disturbo a cui la stessa società è riuscita a opporsi con efficacia. Questa volta il giro sembra essere più tortuoso. A rilanciare le frequentissime suggestioni sullo sbarco dei sauditi alla Pinetina sono account Twitter di “insider” più o meno credibili, che si professano in qualche modo vicini agli affari della famiglia reale saudita. Spesso però gli insider arabi rimandano a fonti para-giornalistiche europee, soprattutto italiane, non di rado siti di tifosi interisti che sognano un calciomercato in entrata a otto zeri, che a loro volta citano fonti arabe. Una giostra sempre in moto, che alla fine di ogni giro riporta al punto di partenza.

Ma a chi giova il profluvio di voci? Nella logica complottista del tifoso, di ogni colore, ogni voce che riguarda la propria squadra di calcio sarebbe fatta circolare da presunti nemici determinati a “destabilizzare”. In caso di voci di fallimento, il meccanismo potrebbe avere una sua teorica efficacia: il perfido nemico del club mette in giro la voce di un’imminente bancarotta e di conseguenza i calciatori smettono di giocare serenamente, o addirittura migrano altrove. Ma questo caso è molto diverso. Il fatto che si continui a sostenere che il ricchissimo fondo sovrano di un Paese produttore di petrolio sia interessato all’Inter non porta alcun danno alla società, né a chi ne detiene la proprietà.

L’Inter oggi non è formalmente in vendita. La famiglia Zhang ha più volte ribadito di volere anzi restare in controllo, per portare avanti il percorso che ha portato la squadra a vincere lo scudetto dopo oltre un decennio. Ma dopo l’ok preliminare da parte del Comune di Milano al progetto del nuovo stadio in condominio col Milan, che dovrebbe fare incrementare il valore dei due club milanesi, l’autorevole agenzia Bloomberg è tornata a riferire che Zhang sarebbe in cerca di nuovi soci. Questa volta però per vie carsiche, senza teaser e presentazioni ufficiali. Per chi è in cerca di finanziatori, il fatto che circoli la voce di un interesse saudita non può certo essere uno svantaggio. 

Pensate di essere proprietari di un appartamento, e che nei bar del paese si diffonda il pettegolezzo secondo cui un ricchissimo e noto imprenditore sia determinato ad acquistarlo. La voce avrebbe due effetti: dare una grande pubblicità all’appartamento (e a voi che lo possedete) e comportare un probabile incremento del valore dell’immobile, nel momento in cui questo venga messo in vendita. Questo significa che sia stato Zhang a mettere in giro la voce dell’interesse dei  sauditi per l’Inter? Ovviamente no, l’ipotesi sarebbe altrettanto complottistica di quella secondo cui sarebbero misteriosi “destabilizzatori”. Ma non è detto che Zhang debba dispiacersi del fatto che la voce circoli. 

Fair play finanziario: Porto, Cska Sofia, Sporting e altri 5 club puniti


articolo: https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-estero/2021/12/04-87612580/fair_play_finanziario_porto_cska_sporting_e_altri_5_club_sanzionati

Multe a pioggia e sospensioni condizionali da parte dell’organo di controllo dell’Uefa: salvo il Besiktas, rischia l’Aek Atene

Otto club sono stati sanzionati dalla Uefa per violazioni relative al fair-play finanziario. La nuova prima sezione dell’Organo di controllo finanziario dei club (Cfcb) ha annunciato che:

  • Astana (Kazakistan),
  • Cluj (Romania),
  • Cska Sofia (Bulgaria),
  • Mons Calpe (Gibilterra),
  • Porto (Portogallo),
  • Real Betis (Spagna),
  • Santa Clara (Portogallo),
  • Sporting Lisbona (Portogallo) 

non hanno rispettato il requisito “nessun debito scaduto“.

In bilico l’Aek Atene, salvo il BesiktasAstana e Cluj sono stati multati rispettivamente di 150.000 e 200.000 euro mentre tutti gli altri club sono stati sanzionati con un contributo finanziario incondizionato e con l’esclusione condizionale dalla prossima competizione Uefa per club alla quale dovessero qualificarsi nelle prossime tre stagioni (2022-23, 2023-24 e 2024-25), a meno che non dimostrino entro il 31 gennaio 2022 di aver pagato le somme dovute. Queste le sanzioni inflitte: 75 mila euro per il Cska Sofia e il Santa Clara15 mila euro per il Mons Calpe, 300 mila euro per il Porto250 mila euro per il Betis e lo Sporting. La prima sezione del Cfcb ha inoltre riscontrato che la società greca dell’Aek Atene non ha rispettato diversi requisiti in materia di licenze per club e fair play finanziario e ha concluso con la società un accordo transattivo. L’Aek ha accettato di pagare un contributo finanziario incondizionato di 1,5 milioni di euro e sarà soggetto a un’ulteriore trattenuta del 10% del premio in denaro offerto dalla Uefa per la partecipazione alla prossima competizione europea alla quale dovesse qualificarsi. Tale trattenuta non avrà luogo, e l’Aek sarà escluso, se una futura verifica di conformità riscontrerà violazioni simili. Si salva invece il Besiktas: il club turco ha rispettato le condizioni imposte dal Tas il 25 giugno scorso per aver violato il requisito “nessun debito scaduto” nella stagione 2020-21. Di conseguenza, non avrà effetto la sanzione condizionale che prevedeva la trattenuta del 15% del premio in denaro offerto dalla Uefa.

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Juventus, indagini su cessione Ronaldo. C’e il rischio……. 


Juventus, indagini su cessione Ronaldo. C’e il rischio che le banche ritirino la garanzia dell’aumento di capitale

articolo di Gianni Dragoni: https://www.ilsole24ore.com/art/juventus-indagini-cessione-ronaldo-c-e-rischio-che-banche-ritirino-garanzia-dell-aumento-capitale-AEUEq20

I punti chiave

Le indagini della Procura di Torino sulla Juventus si estendono alla cessione di Cristiano Ronaldo e c’è un settimo indagato, l’avvocato Cesare Gabasio, da gennaio 2021 segretario generale («general counsel») e direttore dell’ufficio legale del club. L’aumento di capitale da 400 milioni di euro prosegue con difficoltà. La Juventus ha detto che c’è il rischio che le banche garanti della sottoscrizione dell’eventuale inoptato nell’aumento considerino il decreto di perquisizione e l’indagine come «presupposti per l’esercizio del diritto di recesso» dal contratto di garanzia. Se questo avvenisse, l’aumento di capitale rischierebbe di non essere sottoscritto per una quota fino a 145 milioni e sarebbe a rischio «la continuità aziendale».

Le intercettazioni su Ronaldo: «Se salta fuori abbiam…ci saltano alla gola tutto sul bilancio i revisori è tutto». È una delle intercettazioni contenute nel nuovo decreto di perquisizioni effettuate ieri, giovedì 2 dicembre, nella sede della Juventus. La conversazione telefonica, intercettata il 23 settembre, è tra il direttore sportivo Federico Cherubini e segretario generale e capo dell’ufficio legale, Cesare Gabasio, che dopo la perquisizione tra gli indagati nell’inchiesta della Procura torinese sulle plusvalenze sospette per 282 milioni di euro negli ultimi tre bilanci della Juventus. Il riferimento è ai rapporti tra la Juventus e Ronaldo. Dalle carte emerge che «occorre ricercare acquisire documentazione contabile, extracontabile bancaria e corrispondenza e messaggistica (anche su supporto informatico) afferente alla cessione del calciatore al Manchester». L’estate scorsa Ronaldo è stato ceduto al club inglese per 15 milioni di euro.

«Il decreto di perquisizione di ieri (2 dicembre) non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento» affermano l’avvocato Maurizio Bellacosa (studio legale Severino) che difende la Juventus, e l’avvocato Davide Sangiorgio che difende gli indagati della società.

Una «carta famosa che non deve esistere»: Di una intercettazione che parla di una «carta famosa che non deve esistere teoricamente» si parla già nel decreto di perquisizione del 26 novembre. Con le perquisizioni di ieri la Guardia di finanza è stata incaricata di recuperare la documentazione «contabile ed extracontabile». continua a leggere

Inchiesta plusvalenze: gli scambi gonfiati coinvolgono almeno 6 club di Serie A


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/11/29/news/plusvalenze_serie_a_scambi_gonfiati_juventus_napoli_atalanta_inter_sampdoria_genoa-328335453/?ref=RHTP-BH-I322793271-P2-S2-T1

In 5 anni quasi raddoppiato, da 381 a 739 milioni, il peso del calciomercato, ma con pochi contanti. Il Genoa ha chiuso affari per 123 milioni con i bianconeri e 78 con l’Inter

Roma — Il calcio italiano è un sistema che vive regolarmente al di sopra delle proprie possibilità, spendendo ogni anno quasi un miliardo più di quanto guadagna. Ma nel silenzio delle proprie istituzioni, ha ideato un sistema che permettesse di non affondare: lo scambio supervalutato di giocatori fantasma. O quasi. Nel 2015, la Serie A fatturava 2,2 miliardi e le plusvalenze – 381 milioni – rappresentavano il 17% della produzione. Cinque anni dopo sono raddoppiate, arrivando a 739 milioni, mentre i ricavi sono aumentati di neanche un terzo. Colpa di tutti: il Napoli ha pagato 20 dei 71 milioni per Osimhen dando al Lille giovani oggi ai margini del calcio professionistico e un terzo portiere arrivato sull’orlo della “pensione”. 

Anche nella Juventus l’impatto dei ricavi è cresciuto vertiginosamente in due anni: dal 2018 al 2020, il periodo sotto indagine, gli effetti prodotti dalle cessioni sono cresciuti del 70%. Una delle società con cui la Juventus ha messo in atto un flusso piuttosto continuo è il Genoa: tra le due sono circolati circa 123 milioni di euro in trasferimenti. In realtà soltanto 25 sono andati a ingrassare i conti correnti. Il resto era valore nominale scambiato, un pari e patta. Difficile anche sostenere che a muovere questi affari fossero interessi sportivi: i 74 milioni spesi per prendere giocatori dal Genoa hanno fruttato alla Juve la miseria di 14 presenze in campionato: 12 di Perin, 2 di Zanimacchia. Curioso il caso di Romero, preso versando 26 milioni ai rossoblù, ceduto per 16 (con minusvalenza di 5) all’Atalanta che lo rivende subito per 55 milioni al Tottenham dell’ex ds juventino Paratici. continua a leggere

Juve, la nota del Codacons: “Se accuse confermate retrocessione e revoca scudetti”


articolo: https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/juve-la-notadel-codacons-se-accuse-confermate-retrocessione-e-revoca-scudetti_42332825-202102k.shtml?fbclid=IwAR3_kM-3a5IHSH-rmIMZmwzfh1bzwZN6D1cPvJnwWZF2xfjL1IX–lCf8mk

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori parla di “un vero e proprio vaso di Pandora”

Pesantissime accuse pendono sul club più titolato d’Italia, la Juventus, dopo che la Procura di Torino ha ufficialmente aperto un’inchiesta che coinvolge l’intero vertice bianconero (da Agnelli al vice-presidente Pavel Nedved) indagati per falso in bilancio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Lo sottolinea in una nota il Codacons, specificando che si tratta di “un vero e proprio vaso di Pandora, considerando che negli ultimi anni molte operazioni che hanno coinvolto il club bianconero avevano fatto storcere il naso agli appassionati di calcio ed agli opinionisti”.

“Sotto accusa ci sarebbero in particolare le plusvalenze nel calciomercato e i compensi ai procuratori iscritti nei bilanci di tre stagioni sportive, da quella conclusa il 30 giugno 2019 all’ultima, terminata il 30 giugno di quest’anno. In totale – sottolinea l’associazione dei consumatori – ci sono plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni ‘connotate da valori fraudolentemente maggiorati’, secondo la Procura; sulla questione era già aperta un’indagine della Consob, la Commissione che vigila sulle società quotate, cominciata il 12 luglio scorso“.

L’impianto accusatorio è molto grave e getta una luce sinistra sugli ultimi campionati di calcio anche perché, come sappiamo, vi è stato un vero e proprio predominio bianconero negli ultimi anni, terminato nell’anno passato – afferma il presidente Codacons, Marco Donzelli – Se la Juventus dovesse essersi illegittimamente avvantaggiata sui club rivali con operazioni di questo tipo allora verrebbe meno la regolarità degli ultimi campionati di calcio e, come conseguenza, la Federazione e l’Authority per la concorrenza del mercato dovranno intervenire e sanzionare i responsabili. Al di là delle responsabilità individuali, il club non potrà andare esente da punizione. Per questo e a tutela di migliaia di tifosi, presenteremo un esposto all’Antitrust ed alla Procura Federale chiedendo la retrocessione del club bianconero in Serie B e la revoca degli ultimi scudetti vinti con l’ombra di queste operazioni potenzialmente illecite“.

Caso plusvalenze Juve, spunta anche il filone degli agenti

articolo: https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/caso-plusvalenze-juve-spunta-anche-il-filone-degli-agenti_42329069-202102k.shtml

Dalle intercettazioni dell’indagine Prisma emergono elementi anche sui rapporti tra il club bianconero e i procuratori

Non solo plusvalenze, l’indagine Prisma che coinvolge la Juventus si allarga anche agli agenti dei calciatori. Come riporta La Gazzetta dello Sport, gli inquirenti starebbero lavorando anche sulle “prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle rispettive intermediazioni”, come si legge nel comunicato di venerdì della Procura, che potrebbero aver avuto mandati fittizi per alcune operazioni. Secondo l’accusa, dalle intercettazioni emerge il fondato sospetto che alcuni agenti siano stati pagati per delle operazioni di mercato inesistenti e che la Juventus abbia fatto uso ricorrente di intermediari o agenti “di fiducia”.

Tra gli agenti a libro paga del club bianconero, spiccano soprattutto i nomi di Jorge Mendes e Mino Raiola. Coinvolto anche Cristiano Ronaldo, che viene citato nel decreto di perquisizione per una scrittura privata relativa ai rapporti economici fra il portoghese la Juve che la Guardia di Finanza, su indicazione della procura di Torino, ha ricevuto l’incarico di cercare e recuperare durante le perquisizioni nelle sedi del club.

Raiola invece, che per l’affare De Ligt ha intascato 10,5 milioni di ‘oneri accessori’, è finito sotto la lente degli inquirenti soprattutto per il trasferimento di Franco Tongya, coinvolto in un’operazione di scambio col Marsiglia che la Procura definisce “a specchio”, quindi senza movimento di denaro.  

La Juventus ha comunicato ieri che “Confidiamo di chiarire“, ma i pubblici ministeri indagano e l’indagine si allarga.

IL COMUNICATO UFFICIALE
Juventus Football Club S.p.A. (“Juventus” o la “Società”) prende atto dell’avvio di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati in merito alla voce “Proventi da gestione diritti calciatori” iscritta nei bilanci al 30 giugno 2019, 2020 e 2021 per i reati di cui all’art. 2622 cod. civ. (False comunicazioni sociali delle società quotate) e all’art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000 (Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e, per quanto attiene alla Società, per l’illecito previsto dagli artt. 5 (Responsabilità dell’ente) e 25-ter (Reati societari) del D.Lgs. n. 231/2001. Si rammenta che la Società è attualmente soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del D.Lgs. n. 58/1998, anch’essa avente ad oggetto la voce “Proventi da gestione diritti calciatori”, come descritto nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale in opzione, pubblicato in data 24 novembre 2021, e nella relazione finanziaria annuale consolidata al 30 giugno 2021
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Come doveroso, Juventus sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato.

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In relazione all’aumento di capitale in opzione, deliberato dall’Assemblea degli Azionisti in data 29 ottobre 2021, si conferma la tempistica resa nota con comunicato del 22 novembre 2021 e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021.

Calcio: perquisizione Gdf in sede Juventus. Indagati Agnelli, Nedved e Paratici


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/11/26/calcio-perquisizione-gdf-in-sede-juventus-_3f4d2a2e-b2ff-48f2-b245-85b81a42415f.html

Le Fiamme Gialle stanno recuperando documenti relativi alla compravendita di diritti alle prestazioni sportive e alla formazione dei bilanci per gli anni 2019-21

Torino 26 novembre 2021

Perquisizioni della guardia di finanza sono in corso in locali di pertinenza della Juventus a Torino e Milano.

Ci sono sei indagati nell’inchiesta della procura di Torino che ha fatto scattare le perquisizioni della guardia di finanza nelle sedi della Juventus di Torino e Milano.

Le Fiamme Gialle stanno recuperando documenti relativi alla compravendita di diritti alle prestazioni sportive e alla formazione dei bilanci per gli anni 2019-21

Secondo quanto si apprende sono il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici. Tra gli indagati, sempre secondo quanto si apprende, ci sono anche l’attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola e l’ex dirigente finanziario Marco Re. Il reato ipotizzato sarebbe quello del falso in bilancio. L’indagine, denominata “Prisma“, ha avuto avvio nel maggio 2021 ed è affidata ad un pool di magistrati del Gruppo dell’Economia, composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti i bilanci societari approvati dal 2019 al 2021, con riferimento sia alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci. “Allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva“, spiega la procura di Torino in una nota. “Al vaglio vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni – si legge ancora -. È altresì ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti“. Le perquisizioni sono state effettuate a Borsa chiusa, a tutela del mercato finanziario, dal momento che la Juventus è una società quotata. Delle attività in corso è stata data comunicazione alla Consob e alla Procura Federale istituita presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).

Juve: «Rischi rilevanti da indagine Consob»


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/11/25/cosa-rischia-juventus-indagine-plusvalenze/

Proseguono le indagini da parte della Consob e della Covisoc per quanto riguarda il mercato della Juventus e le plusvalenze nelle ultime stagioni. Il club bianconero ha fornito un aggiornamento per quanto riguarda anche i possibili rischi conseguenti alle verifiche da parte dei due enti di controllo della Borsa e della Figc.

La Società è soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del TUF, in merito alla voce “Proventi da gestione diritti calciatori” iscritta nei bilanci al 30 giugno 2020 (complessivamente pari a Euro 172 milioni) e al 30 giugno 2021 (complessivamente pari a Euro 43,2 milioni)”, spiega la Juventus nei documenti allegati all’aumento di capitale da 400 milioni.

La società è quindi esposta “al rischio che ad esito della verifica ispettiva in corso la Consob adotti provvedimenti sfavorevoli per il Gruppo”, prosegue il club. “La Consob può avviare un procedimento amministrativo e nel caso in cui abbia accertato che i documenti che compongono le relazioni finanziarie non sono conformi alle norme che ne disciplinano la redazione, può chiedere agli emittenti di rendere pubblica tale circostanza e di provvedere alla pubblicazione delle informazioni supplementari necessarie a ripristinare una corretta informazione del mercato”.

“Ove all’esito dell’eventuale procedimento che fosse avviato nei confronti dell’Emittente si verificasse tale circostanza, potrebbero verificarsi impatti negativi anche significativi sulla reputazione e sulla situazione economica e patrimoniale dell’Emittente e del Gruppo”.

“Il verificarsi degli eventi oggetto di tale rischio, che è considerato di media probabilità di accadimento, potrebbe avere un impatto negativo rilevante sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo”. Tenuto conto di tutto ciò, la Juventus “stima che il rischio abbia alta rilevanza”.

Inoltre, con lettera in data 4 ottobre 2021, la CO.VI.SO.C. ha richiesto al club bianconero “di fornire informazioni circa le richieste istruttorie eventualmente pervenute da parte di organi ispettivi aventi ad oggetto il bilancio separato e consolidato di Juventus e, in particolare, l’oggetto delle eventuali richieste istruttorie pervenute nel corso del 2021, le informazioni circa la tempistica di riscontro ipotizzata e gli elementi di valutazione in ordine ai fatti oggetto delle richiamate richieste istruttorie”.

“La Società ha dato riscontro alla richiesta di informazioni in data 11 ottobre 2021 fornendo alla CO.VI.SO.C. i dati e le informazioni richieste”. Ad oggi, la Juventus non aggiunge ulteriori informazioni.

Chi è Alberto Zangrillo, il medico (genovese) di Berlusconi diventato nuovo presidente del Genoa


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_novembre_15/chi-alberto-zangrillo-medico-genovese-berlusconi-diventato-nuovo-presidente-genoa-8ccd72be-4631-11ec-9a24-28e7c2e627b2.shtml

Direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale dell’ospedale San Raffaele, medico personale di Silvio Berlusconi, oltre 800 pubblicazioni scientifiche: il ritratto di Alberto Zangrillo, nuovo presidente del Genoa

Con le firme dal notaio il Genoa è ufficialmente di proprietà della Holding americana 777 Partners. Nel pomeriggio di lunedì 15 novembre l’ex patron Enrico Preziosi e i rappresentanti della società, tra cui il manager Andres Blazquez, hanno firmato l’ultimo atto, l’atteso «closing», che ha sancito il passaggio del 99,89% delle azioni. Preziosi lascia la carica di presidente e resta nel cda per i rapporti con le istituzioni del calcio. Il nuovo presidente è il professor Alberto Zangrillo.

La biografia di Alberto Zangrillo – Genovese, 63 anni, anni, capelli a spazzola, decisionista, molto prolifico su Twitter, spesso al centro delle polemiche (vedi la frase sul Covid dell’estate 2020: «Il virus è clinicamente morto», poi corretta in «è solo in letargo»), apprezzatissimo a livello professionale. Zangrillo è direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale dell’ospedale San Raffaele, legatissimo da 30 anni a Silvio Berlusconi, di cui è medico personale: a farli conoscere fu don Luigi Verzè, fondatore dell’ospedale. continua a leggere

Real Madrid: Il nuovo e futuro Stadio Santiago Bernabéu


The NEW & FUTURE Santiago Bernabéu Stadium

Dai un’occhiata a questo fantastico nuovo filmato renderizzato del nuovo sistema di rimozione e stoccaggio del campo allo stadio Santiago Bernabéu del 21° secolo. Il famoso stadio del Real Madrid, attualmente in fase di ristrutturazione, sarà in grado di ospitare numerosi eventi in futuro, tra cui concerti, partite di basket, partite di football americano e partite di tennis. Il miglior stadio del mondo sta migliorando ancora.

L’INCREDIBILE sistema di rimozione del campo del nuovo Santiago Bernabéu

Il nuovo Bernabeu lascia senza parole: lo stadio di Madrid ci indica il futuro

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/11/05/news/nuovo_bernabeu-325128396/?ref=RHTP-BH-I324974103-P1-S2-T1

Cinque minuti (e spiccioli) di video, che ci proiettano avanti di cinquanta anni. Almeno noi italiani, abituati a stadi decrepiti, dove – tranne rare eccezioni – si arriva con difficoltà, si vede male e, una volta lasciato il proprio posto, lo si ritrova alla partita successiva dopo giorni di nulla, in cui l’impianto è rimasto deserto e desolato. Il nuovo Santiago Bernabeu è stato presentato con un filmato di 310 secondi che si conclude, ovviamente, con un gol segnato dal Real al Barcellona in un Clasico e che, per gli appassionati di calcio, è più adrenalinico di un film della saga di Jason Bourne. Sarà uno stadio e molto più, il tempio del pallone di Madrid nord, già magnificamente servito dalla metropolitana con una fermata che ne prende il nome.

Il prato che scompare sotto terra – Il “segreto” è nel prato retrattile. Quando servirà, il manto d’erba sarà fatto a fette, in sezioni longitudinali e, con un sistema di scorrimento meccanico, verrà conservato in una struttura posta a 35 metri di profondità, dove verrà protetto e curato con un meccanismo automatico di irrigazione, raggi ultravioletti, illuminazione a LED e camere di ventilazione e ossigenazione. Al suo posto, una base artificiale, su cui sarà possibile posare diverse pavimentazioni, secondo necessità. Se tutto funzionerà come nelle simulazioni – il “se” è necessario, perché roba così fino a oggi non si è mai vista – questa sarà la chiave per lo sfruttamento intensivo del Bernabeu: prima della pandemia, i giorni medi di utilizzo effettivo della struttura in un anno erano soltanto 30, il Real vuole portarli a 300, trasformando l’impianto in un centro multifunzionale, dove potranno essere organizzati congressi, concerti, spettacoli di ogni genere e fiere, oltre ad altri grandi eventi sportivi. Nel video assistiamo in time-lapse alla costruzione di un campo di football americano e, addirittura, a un doppietta basket/tennis: da una parte una partita di pallacanestro sul suo parquet, dall’altra un match tra racchette su terra battuta, tutti e due con tribune dedicate. Difficile e probabilmente non conveniente sotto il profilo economico organizzare nei fatti due manifestazioni sportive ad alto impatto di pubblico in contemporanea, però la possibilità teorica esiste e lascia davvero senza parole. continua a leggere

IL BERNABÉU è PRONTO | Viste del drone12 set 2021

Questi sono gli ultimi sviluppi con i lavori allo stadio Santiago Bernabéu del Real Madrid, che si prepara a riaccogliere i tifosi 560 giorni dopo la sua ultima partita. Dopo la sistemazione del campo e la preparazione delle tribune, Benzema, Coourtois, Bale e il resto della squadra scenderanno in campo e giocheranno la loro prima partita al Bernabñeu dopo più di un anno. Tutto pronto per la quarta giornata contro il Celta!

PLUSVALENZE: ECCO TUTTA LA VERITÀ!


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Allarme della Covisoc: “Plusvalenze sospette nei bilanci di Serie A”


articolo di Matteo Pinci : https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/10/27/news/plusvalenze_juventus_napoli_indagine_covisoc-323893810/?ref=RHBT-VS-I0-P1-S2-T1

La relazione dell’organismo di vigilanza alla procura federale esamina gli scambi della Juventus e l’affare Osimhen-Napoli

Roma, 27 ottobre 2021 

Sessantadue trasferimenti di mercato, concentrati tra il 2019 e il 2021, sono oggetto di una relazione finita sul tavolo della Procura federale. Scambi a prezzi alti, a volte altissimi, senza che si muovesse davvero un solo euro. O quasi. La Covisoc (Commissione di vigilanza sulle società di calcio) ha inviato al Procuratore della Figc Giuseppe Chinè e per conoscenza al presidente Gravina una relazione sulle plusvalenze degli ultimi due anni. Invitando ad approfondirne la natura. Per l’organo di vigilanza che monitora i bilanci, quegli affari sembrano incidere in modo significativo sui conti, evidenziando delle criticità. La relazione è generica: denuncia un sistema. Ma un allegato — con nomi, cognomi e soprattutto numeri — descrive tutte le operazioni più rilevanti. 

In particolare, quegli scambi in cui sono entrati calciatori valutati cifre significative senza una reale ragione sportiva. Franco Tongya e Marley Aké, che Juve e Marsiglia hanno scambiato per 8 milioni (quindi a saldo zero), giocano rispettivamente nella quarta serie francese e in Serie C. Oppure i quattro calciatori del Napoli che il Lille si è preso per 20 milioni nell’affare Osimhen: tre sono tornati in Italia, due in Serie D, uno in C, un altro è al Lille senza aver giocato mai

Nella maggior parte dei casi, una delle società coinvolte è la Juventus (sullo stesso tema si è mossa la Consob): i trasferimenti interessati sono 42, ma in particolare ci sono 21 calciatori scambiati per 90 milioni. Operazioni che però hanno fatto circolare realmente poco più di 3 milioni, producendo benefici a bilancio per il club bianconero di oltre 40. Ci sono poi anche gli affari con l’estero: Pjanic-Arthur col Barça, Cancelo-Danilo col City, cifre elevate per giocatori però di prima fascia. continua a leggere

Calcio, i misteri dei crypto-sponsor di Inter, Milan, Roma (e Lega calcio): chi c’è dietro Socios e BitMex


articolo: https://www.corriere.it/economia/aziende/cards/calcio-misteri-crypto-sponsor-inter-milan-roma-lega-calcio-chi-c-dietro-socios-bitmex/i-nuovi-crypto-sponsor-squadre-europa_principale.shtml?fbclid=IwAR1yMUBcUf81mPAZjB2RgWhaLtxQrLHFHyaGdaq8XU1f9HSFN_4Ubr4g7co

I nuovi crypto-sponsor delle squadre in Europa – Un trust del Wyoming intestato a un professionista del poker. Il top manager e cofondatore di Dazn. Il proprietario di Iliad. L’imprenditore seriale; i 16 cinesi di Pechino; un altro big del poker che presta soldi e ha in pegno le azioni; il brasiliano di Hong Kong Rafael Melo; la bulgara Mariana Dinkova Gospodinova. Poi indecifrabili società off-shore, le sedi alle Seychelles, il giallo della noce di cocco e bilanci sorprendenti per inconsistenza (o assenza) dei numeri. Tra proprietà e affari eccoci dietro le quinte di Socios.com, BitMEX, DigitalBits-Zytara, Crypto.com, i nuovi crypto-sponsor di Milan, Inter, Roma, Juventus e poi Paris Saint-Germain, Barcellona e molti altri grandi club europei. Sul calcio in crisi è arrivata una pioggia di denaro dal mondo delle criptovalute, in crescita esponenziale ma, complessivamente, non ancora adeguatamente attrezzato e protetto contro il riciclaggio. Ognuno dei nuovi sponsor ha una sua storia (giovane) e un suo modello di business. Combinando blockchain, moneta virtuale e marketing digitale promettono di generare nuove entrate per sé e per le società sportive «monetizzando» i tifosi. Nel gruppo mettiamoci anche crypto.com, che è sponsor del Var e dunque ha fatto un contratto con la Lega di serie A. Ci siamo fatti due domande: da dove vengono capitali, soci e finanziatori? Qual è la consistenza dei loro bilanci/affari?

Socios.com (Inter, Valencia sulla maglia poi Psg, Barcellona, Roma, Atletico etc etc) – Una volta sulle maglie dell’Inter c’era la Pirelli ora «$INTER – FAN TOKEN by socios.com». Fidelizzare è acqua passata, il futuro è «tokenizzare» i tifosi, cioè vendere gettoni virtuali, trattabili sulle piattaforme di cryptocurrency, che danno diritto a partecipare attivamente alla vita del club (la frase da scrivere sulla fascia del capitano, la scelta della musica da mettere allo stadio nel pre-partita, quale giocatore deve occuparsi delle storie su Instagram, ecc) e che possono essere acquistati solo con la criptovaluta chiliz ($CHZ). L’annuncio di Socios.com nuovo sponsor di maglia è del 21 luglio scorso: «Siamo molto orgogliosi per questa partnership – dichiarava l’amministratore delegato del club, Alessandro Antonello – che ci lega a un marchio leader nel suo settore».
Alexander Dreyfus, il numero uno di Socios e Chiliz, è un francese
, imprenditore seriale del web tendenza gioco d’azzardo, specialità poker, il suo lunghissimo amore. Ha lanciato Socios a dicembre 2019 ed è già partner dei principali club europei: Barcellona, Juve, PSG, Roma (tutti fin dal 2019) per citarne alcuni dei 36. Oltre all’Inter è sulla maglia del Valencia.

La piattaforma socios.com è di proprietà della Socios Services di Malta (sede prediletta dalle società di scommesse) ma i servizi di wallet di valuta virtuale vengono offerti tramite la Socios Entertainment che sta in Estonia mentre i token sono emessi dalla Socios Technologies svizzera e il mercato per lo scambio di token (chiliz) è gestito dalla Entertainment Trading Technologies Ltd. delle Seychelles (giurisdizione molto gettonata nel settore). Struttura imponente e ramificata per sfruttare al meglio vantaggi fiscali e normativi.
Andiamo però a vedere la società in cima a tutto, quella che fa il consolidato ovvero la somma dei bilanci del gruppo (anche se poi tiene tutto riservato): si chiama Mediarex, è stata costituita sei anni fa alle British Virgin Islands (Bvi) e poi si è trasferita a Malta. Ha due banche di riferimento: Bank of Valletta e la Trust Pay di Bratislava (Slovacchia).

Calcio, Lotito Air Force resta a terra: finisce il volo dell’aereo della Lazio


articolo: https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/10/12/news/lazio_lotito_aereo-321975881/?ref=RHTP-VS-I287621970-P12-S4-T1

Non sono andate a buon fine le trattative per il rinnovo del contratto con la compagnia aerea bulgara, la TayaranJet, che aveva fornito un un Boeing 737-300 Classic per le trasferte della squadra biancoceleste

Dopo un solo anno dalla sua presentazione in pompa magna, la Lazio di Claudio Lotito deve dire addio al suo aereo personalizzato.

Infatti, come riportato dal portale Laziopress.it, non sono andate a buon fine le trattative per il rinnovo del contratto con la compagnia aerea bulgara, la TayaranJet, che aveva appunto fornito un velivolo della sua flotta (un Boeing 737-300 Classic) per le trasferte della squadra biancoceleste.

Un nulla di fatto che porterà nelle prossime ore la livrea personalizzata con i colori sociali della Lazio ad esser rimossa dal velivolo: era stata realizzata dalla IAC, un’azienda che ha sede in Irlanda, per ben 150mila euro. L’aereo, fermo nell’hangar da giorni, non accompagnerà più il gruppo laziale in giro per l’Italia e l’Europa. continua a leggere

Lotito Air ForceBoeing 737-300 Classic

Rivolta dei club della Premier League: “No ai sauditi nel Newcastle”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/10/09/news/premier_newcastle_arabia_rivolta_club-321514533/

In prima linea le proprietà americane di Liverpool, Manchester United e Arsenal, che chiedono alla lega un’improbabile revisione della decisione di via libera a Riad. Secondo alcuni l’ingresso del fondo sovrano Public Fund Investment sarà un danno di immagine per tutto il campionato. Il Tottenham starebbe tentando di far bloccare le sponsorizzazioni al Newcastle

LONDRA – Rivolta dei club di Premier League contro l’acquisizione del Newcastle dal parte del fondo saudita Public Fund Investment, che molti considerano essere direttamente legato al controverso principe ereditario Mohammed bin Salman. Tutti i 19 club del campionato inglese, il più ricco del mondo, hanno protestato contro i vertici della Lega di Premier League “per esser stati tenuti all’oscuro” del via libera dato ai sauditi per l’acquisizione della squadra dei Magpies. Un’operazione che sembrava bloccata, tra le altre cose, dal veto della Premier. Veto che poi è, più o meno improvvisamente, saltato qualche giorno fa, quando è stato dato l’ok finale all’acquisizione.

Gli americani in prima linea – I club, con in prima linea Liverpool, Manchester United e Arsenal (questi tre tutti con proprietari americani, e non è un caso), chiedono un incontro urgente la settimana prossima con i vertici della lega e una revisione della decisione che ha permesso ai sauditi di prendersi il Newcastle. Difficile che ciò possa accadere a questo punto, spiega il quotidiano Guardian, perché è troppo tardi per tornare indietro.

Tuttavia, gli altri 19 club vogliono sapere tutti i motivi per cui la Premier League ha fatto dietrofront. Ufficialmente perché, ha assicurato la lega, Riad e Salman “hanno fornito prove vincolanti che non interferiranno in alcun modo con il Newcastle“. Ma questa spiegazione non soddisfa molte squadre. Inoltre, i club ribelli credono, a differenza dei vertici della lega, che l’ingresso dei sauditi del fondo sovrano Public Fund Investment sia un danno di immagine per tutta la Premier League. continua a leggere

L’aumento dei debiti affossa la Roma in Borsa


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/10/04/laumento-dei-debiti-spinge-giu-la-roma-borsa/

Crolla la Roma in Borsa, in attesa del bilancio al 30 giugno 2021 e dopo gli ultimi dati relativi all’indebitamento. Il club giallorosso ha chiuso perdendo il 7,2% a quota 0,341 euro per azione a Piazza Affari, toccando però anche il -9% nel corso della giornata, con il titolo ai minimi dallo scorso maggio e con alti volumi (oltre 2 milioni su una media di 889mila pezzi scambiati al giorno negli ultimi tre mesi).

Nei giorni scorsi, infatti, la Roma aveva reso noto che l’indebitamento finanziario netto adjusted della società al 31 agosto 2021 ammonta a 399,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 323,6 milioni del 31 luglio e dei 302 milioni del 30 giugno 2021.

Nel dettaglio, ha riportato la Roma nel comunicato sui dai finanziari, si compone di disponibilità liquide per 2,4 milioni di euro (16,9 milioni al 30 giugno 2021), attività finanziarie non correnti per 0,1 milioni (stesso ammontare nel 2021) e indebitamento, per complessivi 401,8 milioni di euro.

Si attende, inoltre, che il Consiglio d’Amministrazione del club giallorosso approvi il bilancio al 30 giugno 2021, approvazione che dovrebbe avvenire nelle prossime settimane: al 30 marzo 2021, la società capitolina aveva fatto segnare un risultato netto negativo per 108,3 milioni di euro.

Tra le altre società calcistiche quotate in Borsa, la Lazio ha chiuso facendo segnare un -2,77% a 1,1220 euro per azione dopo la netta sconfitta col Bologna che ha allontanato la squadra di Sarri dalla zona Champions, mentre il titolo della Juventus ha guadagnato lo 0,48% a 0,7290 euro per azione.

COMUNICATO AS ROMA – Indebitamento finanziario netto al 31 agosto pari a 399,2 milioni di euro

https://www.vocegiallorossa.it/societa/comunicato-as-roma-indebitamento-finanziario-netto-al-31-agosto-pari-a-399-2-milioni-di-euro-215493#:~:text

IL COMUNICATO INTEGRALE DA ASROMA.COM

Ecco quanto riportato dal sito ufficiale della Roma che, su richiesta della Consob, ha comunicato le informazioni finanziarie mensili del mese di agosto:

(…) L’Indebitamento finanziario netto adjusted della Società al 31 agosto 2021 evidenzia un indebitamento netto pari a 399,2 milioni di euro, e si confronta con un valore pari a 311,7 milioni di euro al 30 giugno 2021. L’incremento rispetto al 30 giugno 2021, pari a 87,5 milioni di euro, è sostanzialmente determinato dai finanziamenti soci erogati nei mesi di luglio e agosto da Romulus and Remus Investments LLC (“RRI”) per il tramite della controllante NEEP Roma Holding S.p.A. (“NEEP”), per 85 milioni di euro, e da minori disponibilità liquide, parzialmente compensate dal decremento del debito a breve termine verso banche e del finanziamento infragruppo a breve termine verso MediaCo.

(…) L’Indebitamento finanziario netto adjusted a medio/lungo termine è pari a 380,7 milioni di euro (294,6 milioni di euro al 30 giugno 2021), composto da attività finanziarie non correnti, pari a 0,1 milioni di euro, rimaste invariate rispetto al 30 giugno 2021, e debiti finanziari, con scadenza oltre i 12 mesi, per complessivi 380.8 milioni di euro (294,7 milioni di euro al 30 giugno 2021), di cui:

248,9 milioni di euro (247,1 milioni di euro al 30 giugno 2021) relativi ai contratti di finanziamento infragruppo da ultimo modificati nel mese di agosto 2019 con Soccer e Mediaco;

115,7 milioni di euro (30,7 milioni di euro al 30 giugno 2021) per finanziamenti soci da parte di RRI per il tramite della controllante NEEP, al fine di supportare le esigenze di working capital del Gruppo;

5,9 milioni di euro (5,9 milioni di euro al 30 giugno 2021) relativi al finanziamento chirografario erogato il 4 marzo 2021 a favore di AS Roma da una primaria banca italiana1;

0,5 milioni di euro (0,5 milioni di euro al 30 giugno 2021) per debiti verso altri Istituti Finanziari;

9,8 milioni di euro (10,5 milioni di euro al 30 giugno 2021) per debiti finanziari per diritti d’uso derivanti dalla applicazione del principio contabile IFRS 16.

(…) L’Indebitamento finanziario netto adjusted a breve termine è pari a 18,5 milioni di euro (17 milioni di euro al 30 giugno 2021), composto da disponibilità liquide per 2,4 milioni di euro (16,9 milioni di euro al 30 giugno 2021) e debiti finanziari per 21 milioni di euro (33,9 milioni al 30 giugno 2021). In particolare, i Debiti finanziari con scadenza entro 12 mesi sono relativi a:

– 12,3 milioni di euro (17,8 milioni di euro al 30 giugno 2021) alla parte a breve del contratto di finanziamento infragruppo con MediaCo, sopra richiamato;

2 milioni di euro (10,1 milioni di euro al 30 giugno 2021) a debiti verso banche per finanziamenti bancari di breve periodo;

0,3 milioni di euro (0,1 milioni di euro al 30 giugno 2021) relativi all’addebito delle operazioni effettuate a mezzo carte di credito aziendale;

0,1 milioni di euro (0,1 milioni di euro 30 giugno 2021) a debiti verso altri Istituti Finanziari;

6,3 milioni di euro (5,8 milioni di euro al 30 giugno 2021) per la quota a breve del debito finanziario per diritti d’uso derivante dalla applicazione del principio contabile IFRS 16.

(…) L’Indebitamento finanziario netto consolidato adjusted al 31 agosto 2021 è pari a 379,9 milioni di euro e si confronta con un valore pari a 302 milioni di euro al 30 giugno 2021. L’incremento rispetto al 30 giugno 2021, pari a circa 77,9 milioni di euro, è sostanzialmente determinato dai finanziamenti soci erogati nel mese di luglio e agosto da Romulus and Remus Investments LLC (“RRI”) per il tramite della controllante NEEP Roma Holding S.p.A. (“NEEP”), per 85 milioni di euro, , parzialmente compensati da minori debiti verso banche per finanziamenti di breve periodo e da maggiori disponibilità liquide.

Verifica della Consob sul mercato della Juventus


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/28/juventus-indagine-consob-plusvalenze/

«Con lettera in data 12 luglio 2021, la Consob ha avviato nei confronti della Società una verifica ispettiva, attualmente in corso, ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del TUF avente ad oggetto l’acquisizione, da parte dell’Autorità, di documentazione ed elementi informativi relativi ai proventi derivanti dalla gestione dei diritti dei calciatori».

E’ quanto emerge dalla relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2021 pubblicata dalla Juventus. La “Commissione nazionale per le società e la Borsa”, in sostanza, ha avviato una verifica nei confronti del calciomercato del club bianconero.

Sotto la lente d’ingrandimento della Consob gli oltre 43 milioni di euro di ricavi da gestione dei diritti dei calciatori, suddivisi in quasi 30 milioni di euro di plusvalenze, oltre 6 milioni di euro da ricavi per prestiti e altri ricavi sempre per circa 6 milioni di euro.

Le plusvalenze maggiori nel 2020/21 sono state quelle derivanti dalla cessione dei calciatori Portanova e Petrelli al Genoa e dal trasferimento di Tongya al Marsiglia. Il dato complessivo è risultato in netto calo rispetto ai 172 milioni di euro della stagione 2019/20.

Genoa: Preziosi cede la società al fondo 777Partners


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/09/22/genoa-preziosi-cede-la-societa-al-fondo-777partners_a0e0481e-34a5-499a-8b1b-3e99dfd52d51.html

Il Genoa Cricket and Football Club, meglio noto come Genoa, è una società calcistica italiana con sede nella città di Genova.
Fondato nel 1893, è il più longevo tra i club italiani ancora in attività oltreché uno dei più blasonati, vantando nel suo albo d’oro 9 scudetti vinti tra il 1898-:-il 1923-1924: il primo in assoluto nella storia del calcio italiano  

Enrico Preziosi ha ceduto il Genoa al fondo di investimenti americano 777Partners. L’operazione avviata alcuni mesi fa, e che ha vissuto ad agosto la due diligence, ha visto un primo fondamentale passaggio proprio oggi con il pagamento di una prima tranche che, secondo fonti vicino alle parti, dovrebbe essere di circa 20 milioni di euro.

A passare di mano sarà l’intero pacchetto azionario anche se Enrico Preziosi inizialmente rimarrà legato alla sua ex società con un incarico istituzionale. Preziosi aveva salvato il Genoa dal fallimento nel 2003 riportandolo in serie A nel 2007 e da allora aveva sempre mantenuto la massima categoria.

Ma chi è 777 Partners?

articolo completo: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/06/chi-e-777-partners-genoa/

Ma chi è 777 Partners? Si tratta di una società di investimenti privati fondata nel 2015 da Steven Pasko e Josh Wander, come risultato di un management buyout di SuttonPark Capital da PennantPark, che investe con un focus particolare sui servizi finanziari. continua a leggere

Il Milan lancia i nuovi prezzi per la Champions League


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/09/09/milan-nuovi-prezzi-champions-league/

A partire da domani, venerdì 10 settembre, sarà possibile acquistare nuovamente i biglietti per la prima partita casalinga del Milan della prossima UEFA Champions League, che vedrà la squadra guidata da Stefano Pioli affrontare il prossimo 28 settembre l’Atletico Madrid a San Siro.

I tagliandi saranno messi in vendita online su singletickets.acmilan.com e al Ticket Office di Casa Milan dalle ore 12.00, con un nuovo listino aggiornato che – con una significativa riduzione complessiva del prezzo d’ingresso medio -, favorirà maggiormente le fasce entry level con prezzi a partire da 39 euro per gli abbonati alla stagione 2019/2020.

Milan nuovi prezzi Champions – Le fasi di vendita

Saranno sempre tre le finestre di vendita:

Fase 1: Vendita riservata agli abbonati alla stagione 2019/20

  • La finestra di vendita aprirà alle 12.00 del 10 settembre e rimarrà aperta fino a domenica 12 settembre alle 23.59
  • Ogni abbonato potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri abbonati alla stagione 2019/20
  • I biglietti non sono cedibili

Fase 2: Vendita riservata ai possessori della carta Cuore Rossonero

  • La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 13 settembre e rimarrà aperta fino alle 23.59 dello stesso giorno
  • Ogni possessore della carta Cuore Rossonero potrà acquistare un massimo di 4 biglietti, esclusivamente per altri possessori della carta Cuore Rossonero
  • I biglietti non sono cedibili

Fase 3: Vendita libera

  • La finestra di vendita aprirà alle 10.00 del 14 settembre e rimarrà aperta fino ad esaurimento posti
  • Ogni tifoso potrà acquistare un massimo di 4 biglietti
  • I biglietti non sono cedibili

Milan nuovi prezzi Champions – Le modalità di rimborso per chi ha già acquistato

  • Per tutti coloro che avevano già acquistato il biglietto per la partita contro l’Atletico Madrid, nella precedente fase di vendita riservata agli abbonati tra il 4 e il 5 settembre, il Club intende garantire l’esperienza a San Siro adeguata alle nuove politiche di prezzo, preservando al contempo la totale libertà di scelta: confermare lo stesso settore, modificarlo oppure decidere di non assistere al match a San Siro.
  • Biglietto onlinel’utente che ha acquistato il biglietto online verrà automaticamente rimborsato e il vecchio biglietto annullato, riconoscendo il diritto di acquisto di un nuovo tagliando nello stesso settore per 7 giorni al nuovo prezzo. Gli utenti avranno a disposizione una procedura dedicata e privilegiata: basterà recarsi sul singletickets.acmilan.com ed inserire il codice della propria tessera per gestire la propria posizione.
  • Biglietto fisicol’utente che ha acquistato il tagliando fisicamente potrà recarsi al Ticket Office di Casa Milan, con l a documentazione necessaria, per ottenere un rimborso e riacquistare un nuovo biglietto usufruendo del nuovo prezzo. Anche in questo caso il Club garantisce per 7 giorni il settore relativo al primo acquisto.

A prescindere dalla modalità di acquisto iniziale, l’utente potrà rinunciare al diritto di riacquisto nello stesso settore, preferendo accedere a porzioni dello stadio più ambite alla luce dei nuovi prezzi, seguendo le nuove finestre di vendita.

L’utente avrà inoltre il diritto di scegliere – senza alcun vincolo – di non partecipare più alla gara, usufruendo semplicemente del rimborso.

Il Club trasmetterà direttamente all’utente, via mail, tutte le istruzioni per gestire al meglio la propria posizione.

Milan: Biglietti Champions, la retromarcia di Gazidis: “Tifosi, rivedremo i prezzi”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/05-09-2021/milan-biglietti-champions-retromarcia-gazidis-4201005564102.shtml

L’a.d. rossonero dopo le proteste: “Sospendiamo temporaneamente la vendita, ripartirà con un nuovo piano tariffario”

Il giorno dopo le polemiche, ecco la risposta del Milan. Sulla questione biglietti Champions per le partite del girone, il cui costo è stato giudicato eccessivo dalla tifoseria rossonera, interviene l’a.d. Ivan Gazidis. E rivolge un messaggio ai milanisti, impegnandosi a rivedere la politica di prezzo. La vendita intanto è sospesa, in attesa degli aggiustamenti annunciati. Chi ha già acquistato il biglietto a prezzo pieno sarà ricontattato dal club per l’adeguamento. L’iniziativa è stata apprezzata dal tifo organizzato rossonero, che ha espresso la propria soddisfazione con un comunicato della Curva Sud.

IL MESSAGGIO – Queste le parole di Gazidis, pubblicate sul sito ufficiale del Milan: “Cari Milanisti, mi rivolgo a tutti voi per rispondere alle preoccupazioni che sono state sollevate in merito al prezzo dei biglietti per il nostro entusiasmante e tanto atteso ritorno in Champions League. Prima di tutto, voglio personalmente assicurarvi che ogni decisione del team manageriale del Club viene presa esclusivamente nel totale interesse del Club stesso e, di conseguenza, di tutta la comunità rossonera. Purtroppo stiamo ancora affrontando la difficile situazione dovuta alla pandemia e il Milan ha sofferto molto per l’assenza di pubblico allo stadio negli ultimi 18 mesi, in particolare per la mancanza dell’emozione e della straordinaria energia che i tifosi generano, ma anche per l’impatto sui ricavi e sulla posizione finanziaria del Club.

Voglio inoltre ribadire l’impegno chiave, fondamentale, che ispira tutte le nostre azioni: il nostro unico obiettivo è rendere orgogliosi i nostri sostenitori creando una squadra di successo in modo finanziariamente sostenibile. Tutti i ricavi generati dal Club vengono reinvestiti per raggiungere questo obiettivo prioritario. È indispensabile far crescere i ricavi e reinvestirli bene nel Milan: questa rimane la nostra strada per il successo. In questo scopo non possiamo che essere uniti per riportare il nostro Milan ai vertici del calcio europeo.

Ovviamente la vendita dei biglietti è una parte importante di questa equazione e durante tutta la stagione cerchiamo di trovare un equilibrio dei prezzi che ci permetta di generare le entrate necessarie, senza escludere o penalizzare alcuna parte della nostra vasta e appassionata tifoseria. Ma in questo caso ho compreso chiaramente le vostre preoccupazioni e mi rendo conto che non siamo allineati nel modo equilibrato che auspichiamo. Pertanto, abbiamo rivalutato la nostra decisione e adegueremo i prezzi delle partite di Champions League a un livello che riteniamo comunque corretto.

La vendita dei biglietti sarà quindi temporaneamente sospesa e riaperta a tempo debito con un approccio tariffario rivisto, occupandoci anche di tutti gli aspetti procedurali e amministrativi correlati. Per mantenere un rapporto onesto e trasparente, se facciamo scelte discutibili, è nostro dovere ammetterlo, ma è altrettanto importante sentire la vostra fiducia e il vostro sostegno per qualsiasi decisione presa, attraverso un dialogo costruttivo, poiché queste decisioni sono sempre prese esclusivamente per il bene del Milan. A nome del Club e della proprietà, vi ringrazio per il vostro appassionato e continuo supporto, che sarà vitale per la nostra missione di riportare il Milan al posto che merita. Forza Milan, Sempre. Ivan Gazidis“.

Milan, che prezzi per la Champions a San Siro:….


Milan, che prezzi per la Champions a San Siro: i biglietti in curva costano più del doppio di Inter-Real

articolo: https://www.calciomercato.com/news/inter-e-milan-che-prezzi-per-la-champions-a-san-siro-84769?ref=messenger&fbclid=IwAR17QJtzr8kidR27fgLKebkZ5pHEC7lE-MC4zWGmp9Hz-SuxJ4WewLawPlM

Il Milan torna in Champions League. La prima partita del girone è in programma ad Anfield contro il Liverpool mercoledì 15 settembre, quando l’Inter sfida il Real Madrid a San Siro. Dove i rossoneri torneranno a riveder le stelle contro l’Atletico Madrid, l’ultima squadra con cui avevano giocato il 19 febbraio 2014: l’appuntamento è fissato a martedì 28 settembre. 

Il Milan ha prezzi molto più cari rispetto all’Inter. Vedere per credere quanto costa un biglietto in curva (secondo anello blu e verde): 48 euro per i nerazzurri contro i 119 per i rossoneri, più del doppio (quasi 2,5 volte tanto)! 

Questi invece i costi per Inter-Real Madrid dedicati agli abbonati della stagione 2019/2020. 

Ecco i prezzi per le gare interne del Milan in Champions League contro Atletico Madrid, Porto e Liverpool: 

  • Primo arancio tribuna centrale € 390 
    Primo arancio tribuna € 310 
    Primo arancio poltroncina centrale (X) € 340 
    Primo arancio poltroncina centrale € 310 
    Primo arancio poltroncina € 260 
    Primo arancio € 199 
    Primo arancio laterale € 149 
    Primo verde € 139 
    Primo verde family € 139 
    Primo blu € 139 
    Secondo rosso centrale € 149 
    Secondo rosso laterale € 129 
    Secondo arancio centrale € 139 
    Secondo arancio laterale € 129 
    Secondo verde € 119 
    Secondo blu € 119 
    Terzo rosso centrale € 89 
    Terzo rosso laterale € 89 
    Terzo verde € 69 
    Terzo blu € 69. 

Questi invece i costi per Inter-Real Madrid dedicati agli abbonati della stagione 2019/2020. 

  • Primo rosso poltroncina centrale (P-R) € 325 
    Primo rosso poltroncina (O-S) € 275 
    Primo rosso poltroncina (N-T) € 225 
    Pimo rosso (A-B-L-M-H-I-V-Z) € 195 
    Pimo rosso laterale € 115 
    Primo arancio tribuna € 225 
    Primo arancio poltroncina centrale (X) € 225 
    Primo arancio poltroncina centrale (161-159) € 185 
    Primo arancio poltroncina (163-157) € 145 
    Primo arancio (155-156-165-166) € 120 
    Primo arancio laterale lato blub € 95 
    Primo arancio laterale family € 95 (ridotto € 50) 
    Primo verde € 85 
    Primo blu € 85 
    Secondo rosso centrale € 115 
    Secondo arancio centrale € 105 
    Secondo verde € 48 
    Secondo blu € 48. 

Juve: CR7 lascia Continassa, niente allenamento


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/08/27/juve-cr7-lascia-continassa-niente-allenamento-_4e4ef2cd-952b-4ee5-a88e-ab4d79cb57dc.html

Si va verso l’addio, anche se la Juventus attende un’offerta da almeno 25 milioni di euro dal Manchester City

Niente allenamento per Cristiano Ronaldo, il portoghese ha già lasciato la Continassa. CR7, infatti, è andato via dal quartier generale bianconero, segnale che il suo futuro appare sempre più delineato: si va verso l’addio, anche se la Juventus attende un’offerta da almeno 25 milioni di euro dal Manchester City per liberarlo

Dovrebbe essere il giorno decisivo, anche se l’eventuale annuncio del suo trasferimento potrebbe non arrivare oggi.

Dopo l’incontro tra il procuratore Jorge Mendes e la dirigenza della Juventus, ieri alla Continassa, i Citizens dovrebbero formalizzare nelle prossime ore la loro offerta. I soldi ottenuti dalla cessione e il risparmio sull’ingaggio, 60 milioni di euro lordi all’anno, consentirebbe alla Juventus di piazzare su mercato il colpo per la sostituzione di CR7, per cui, dopo la presenza di Mino Raiola ieri a Torino, sarebbe in prima fila Moise Kean. Oggi, come di consueto alla vigilia delle partite, parlerà Massimiliano Allegri e c’è grande attesa per le parole del tecnico sulla vicenda Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, nel frattempo, ha postato su Instagram un video di promozione della sua Madeira, nominata come miglior isola d’Europa per le destinazioni turistiche.

La Figc lancia l’allarme: “Solo nel 2020 persi 434 milioni di ricavi a causa del Covid”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/08/26/news/la_figc_lancia_l_allarme_solo_nel_2020_persi_434_milioni_di_ricavi_-315411922/

Numeri decisamente in ‘rosso’ nel ReportCalcio annuale della Federazione: “Ampliando il calcolo alle ultime due stagioni, l’impatto netto totale dell’emergenza sanitaria nel biennio 2019-’20 e 2020-’21 è stimabile in oltre 1,1 miliardi di euro”. L’appello di Gravina al Governo: “Aiutare noi è come aiutare l’Italia”

Dai 412 milioni di ‘rossodella stagione 2018-2019 agli 878 del 2019-2020. La pandemia ha letteralmente messo in ginocchio il calcio professionistico e mandato al collasso quello dilettantistico, senza contare le criticità dei settori giovanili. E’ impietoso l’undicesimo “Report Calcio” pubblicato dalla Figc e presentato stasera alle ore 22 su Sky Sport 24.

Gravina: “Aiutare il calcio significa aiutare l’Italia” – “Il mondo del calcio rappresenta un valore per il sistema Italia, a livello sportivo, economico e sociale. È un asset strategico che fonda il suo impatto su numeri importanti e sul radicamento pressoché totale sul territorio nazionale – le parole del presidente federale Gabriele Gravina -. ReportCalcio fotografa bene questa multidimensionalità e analizza anche le criticità del movimento nel suo complesso, acuite dalla crisi generata dalla pandemia da COVID-19. La Figc ha avviato un processo di autoriforma finalizzato a rendere il calcio italiano più patrimonializzato e meno indebitato, ma in virtù del ruolo che recita nel nostro Paese sarebbe determinante che il Governo riconoscesse tale importanza: da soli non si esce da questa crisi, sostenere il calcio vuol dire aiutare l’Italia in questa difficile ripartenza“.

Oltre 400 milioni di ricavi in meno in una stagione – Il Covid-19 ha ulteriormente accelerato lo squilibrio del settore. Nello specifico il Report analizza l’impatto prodotto sul calcio professionistico nella stagione sportiva 2019-2020: i ricavi totali sono diminuiti di 434 milioni, passando da 3.897 a 3.463 milioni, con impatti significativi prodotti dai minori ricavi per ingresso stadio (-75 milioni di euro). Il decremento del costo del lavoro (-112 milioni) non è stato sufficiente per compensare la diminuzione dei ricavi, a causa soprattutto della crescita di ammortamenti e svalutazioni (+222 milioni di euro); la perdita totale, come detto, passa dai 412 milioni dirosso del 2018-2019 agli 878 del 2019-2020. In crescita anche i debiti totali (+490 milioni, per un totale pari a 5,3 miliardi), mentre peggiora la posizione finanziaria netta, negativa nel 2019-2020 per un valore pari a quasi 1,3 miliardi. Se si amplia il calcolo alle ultime due stagioni, l’impatto netto totale dell’emergenza sanitaria nel biennio ’19-’20 e ’20-’21 è stimabile quindi in oltre 1,1 miliardi di euro.

Dilettanti: persi il 23% dei tesserati e 22,1 milioni di spettatori – E i numeri diventano ancora più impietosi quando si parla dei dilettanti che rappresentano la fetta più ampia della torta calcistica. L’interruzione delle competizioni ha portato alla disputa di 47.825 partite ufficiali in meno tra il 2018-2019 (571.865) e il 2019-2020 (524.040). La Figc tra il 30 giugno 2019 e il 15 marzo 2021 ha perso oltre il 23% dei propri calciatori tesserati, ovvero quasi 245.000 giocatori in meno, con impatti particolarmente significativi sul calcio dilettantistico e giovanile. Gli spettatori potenziali andati persi a causa della pandemia ammontano ad oltre 22,1 milioni (5,9 milioni nel 2019-2020, stagione analizzata nel ReportCalcio 2021, insieme ad altri 16,2 milioni stimati nel 2020-2021).

Il tema delle infrastrutture – Tra gli altri spunti di riflessione che emergono dalla lettura del ReportCalcio, un tema di rilevanza centrale rimane quello relativo alle infrastrutture sportive; l’avvio di un programma di investimento per la realizzazione di una nuova generazione di impianti calcistici nel nostro Paese appare sempre più imprescindibile: nell’ultimo decennio (2010-2020) in Europa sono stati realizzati un totale di 153 nuovi stadi, con un investimento pari a 19,8 miliardi di euro; le principali nazioni in termini di nuovi stadi sono Turchia (28 impianti), Polonia (23), Russia (16) e Inghilterra (12). L’Italia ha intercettato solo una minima parte di questo potenziale, incidendo per appena l’1% degli investimenti totali prodotti in Europa. L’età media di inaugurazione degli impianti passa dai 61 anni della Serie A ai 63 della Serie C e appena il 9% degli impianti del calcio professionistico italiano non risulta di proprietà pubblica.

Persi 1,3 miliardi nei 5 anni pre-covid – Il Report è chiaro: serve investire nelle infrastrutture e renderle private. Nell’ultima stagione sportiva pre-Covid (2018-2019) la Serie A ha prodotto 300,9 milioni di euro di ricavi da ticketing, rispetto ai 776 della Premier League inglese e ai circa 520 della Liga spagnola e della Bundesliga tedesca. Negli ultimi 5 anni pre-Covid i ricavi mancati nel calcio professionistico ammontano a 1,3 miliardi di euro, a fronte di quasi 82 milioni di biglietti invenduti, a causa dello scarso riempimento della capienza degli stadi, che in Serie A non superava il 63% (49% in Serie B e 30% in Serie C), a fronte del 95% della Premier League inglese e dell’89% della Bundesliga tedesca (campionato nel quale l’affluenza media allo stadio si attestava prima del COVID-19 a 43.490 spettatori, rispetto ai 24.106 della Serie A italiana). Il rinnovamento degli stadi in Italia, conclude il Report, potrebbe comportare investimenti fino a 4,5 miliardi di euro per i prossimi 10 anni, con la creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro e un gettito fiscale di 3,1 miliardi di euro.

Juventus, il cda approva l’aumento di capitale da 400 milioni


articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/juventus-cda-approva-l-aumento-capitale-400-milioni-AEdGKhe

Assemblea degli azionisti convocata il 29 ottobre per far fronte agli effetti della pandemia. Il sostegno di Exor

Dopo il Cda del 30 giugno «che ha definito le linee guida di un rafforzamento patrimoniale e la successiva sottoscrizione con primarie istituzioni finanziarie del contratto di pre-underwriting avvenuta in data 30 luglio», il Consiglio di amministrazione della Juventus ha approvato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento fino a massimi 400 milioni. Lo si legge in una nota del club bianconero. L’assemblea per il via libera all’operazione è convocata il 29 ottobre. I soci dovranno anche approvare il progetto di bilancio dell’esercizio 2020-2021.

I punti chiave

L’aumento di capitale della Juventus di 400 milioni di euro verrà realizzato entro la fine di quest’anno. La previsione è stata ufficializzata dal club presieduto da Andrea Agnelli. Tutto è subordinato «al verificarsi di condizioni di mercato favorevoli, all’approvazione dell’aumento di capitale da parte dei competenti organi sociali» e al rilascio delle necessarie autorizzazioni delle autorità competenti.

Quattro banche garantiscono l’operazione – La società di calcio ha comunicato di aver sottoscritto oggi con quattro istituti bancari «un accordo di c.d. pre-underwriting ai sensi del quale si sono impegnati – a condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni analoghe – a stipulare un accordo di garanzia (c.d. underwriting agreement) per la sottoscrizione e la liberazione delle azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati». Le banche sono Goldman Sachs International, Jp Morgan Ag, Mediobanca e UniCredit Corporate & Investment Banking. I quattro «agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners».

Exor impegnata fino a 255 milioniCome già comunicato il 30 giugno 2021, la società precisa che il socio di maggioranza, Exor Nv, che attualmente detiene il 63,8% del capitale sociale di Juventus, si è impegnato a sottoscrivere la porzione di aumento di capitale di propria pertinenza, dunque fino a circa 255 milioni. La Juventus ha già fatto di recente un aumento di capitale, per 300 milioni, a fine 2019, correlato ai costi per l’acquisto e l’ingaggio di Cristiano Ronaldo, che ha appena cominciato la quarta stagione in bianconero.

Debiti finanziari netti a 357,8 milioni – I conti della Juventus erano già in rosso, sono stati appesantiti dall’acquisto di CR7, poi è arrivata la mazzata del Covid nelle ultime due stagioni sportive. La Juventus ha chiuso con una perdita netta di -113,7 milioni di euro il primo semestre dell’esercizio in corso, dal primo luglio al 31 dicembre 2020. La perdita è più che raddoppiata rispetto ai -50,3 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente (+126%). I debiti finanziari netti a fine 2020 sono pari a 357,8 milioni, circa 31 milion in più rispetto al valore di fine 2019. Il patrimonio netto è diminuito a 125,5 milioni, rispetto ai 276 milioni di fine 2019 e ai 239 milioni del 30 giugno 2020. I dati del semestre 2020 sono relativi al bilancio consolidato, fatto per la prima volta dalla società di calcio.

Bilancio in rosso verso 200 milioni – Secondo indiscrezioni il bilancio al 30 giugno 2021 potrebbe avere una perdita netta di 200 milioni. Il bilancio sarà approvato dal cda in settembre. Lo stesso cda approverà il progetto di aumento di capitale, da sottoporre al voto dell’assemblea dei soci nell’ultima decade di ottobre.

ARGOMENTI

Per approfondire

Favola senza lieto fine: il Chievo scompare. Storia della squadra che fece parlare di miracolo – Agg.


articolo: https://video.repubblica.it/sport/favola-senza-lieto-fine-il-chievo-scompare-storia-della-squadra-che-fece-parlare-di-miracolo/394366/395076?ref=RHTP-BS-I278612739-P11-S3-T1

22 agpsto 2021

Il Chievo Verona scompare dalla geografia del calcio italiano. Dopo l’esclusione dalla serie B per i troppi debiti, non è arrivata nessuna manifestazione di interesse per l’iscrizione in serie D. Un epilogo triste per la squadra che aveva fatto innamorare mezza Italia agli inizi del Millennio, partita dalla Seconda Categoria e arrivata quinta all’esordio in serie A nel 2002. Era il gruppo allenato da Luigi Delneri, pieno di talenti come Eugenio Corini, Eriberto, Simone Perrotta e Bernardo Corradi. Il capitolo più bello viene scritto nel 2006: dopo lo scandalo Calciopoli, la classifica della serie A viene riscritta e il Chievo è quarto. Arriva quindi a giocarsi i preliminari di Champions, poi persi con i bulgari del Levski Sofia. “È uno dei giorni più tristi della mia vita” ha commentato la bandiera del club Sergio Pellissier.

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Chievo, la Figc dice sì all’affiliazione: Pellissier rifonda il club. “Non ho voglia di mollare”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/08/23/news/chievo_pellissier_rifonda_il_club_non_ho_voglia_di_mollare_-315079945/?ref=drla-1

Dopo il fallimento, l’ex attaccante fa rinascere la società e assume il ruolo di presidente: “Non poteva finire così e non posso arrendermi. Avevamo poco tempo per provare a entrare subito, adesso conta solo ripartire, non importa in quale categoria”


Roma, 23 agosto 2021 

Dopo il fallimento, rinasce il Chievo che si chiamerà ufficialmente FC Chievo 1929. A fondarlo l’ex attaccante gialloblù Sergio Pellissier ed è anche già arrivata l’affiliazione da parte della Figc. Ora si dovrà capire da dover ripartirà il club, in quale categoria. Pellissier è già al lavoro per costruire la squadra: “Non mollo niente – le parole dell’ex calciatore -. Non è finita qui. Io ci provo, per il Chievo non posso arrendermi davanti alle prime difficoltà“. continua a leggere

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Luca Campedelli: “Il calcio vive di debiti ma paga solo il Chievo”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2021/08/23/news/luca_campedelli_il_calcio_vive_di_debiti_ma_paga_solo_il_chievo_-315096111/?ref=RHBT-VS-I0-P1-S1-T1

Intervista al proprietario del club non iscritto ai campionati: “Spero che il Consiglio di Stato ci consenta l’iscrizione in B. Con Pellissier non parlo più, leggo che vuole rilevare il club: io sono qui”

23 agosto 2021

È proprietario di una squadra senza calciatori e senza campionatoLuca Campedelli, un tempo il presidente più giovane della Serie A, a 52 anni si guarda i palmi delle mani. «Ecco cosa mi resta. È una storia kafkiana, senza senso, che porta dolore».

Cos’è successo al Chievo Verona? – «La Figc ha deciso che non potevamo iscriverci né in Serie B, dove eravamo, né nei dilettanti. La ragione: alcuni arretrati nei versamenti Iva. Abbiamo chiesto per tempo di pagare a rate. L’ufficio riscossione delle Entrate ha riconosciuto il nostro diritto a frazionare i versamenti, ma a causa delle norme legate al Covid non ha potuto predisporre le necessarie pratiche. La prima rata l’abbiamo pagata il 28 giugno, 800mila euro dei 18 milioni che devo allo Stato. Ma non è bastato».

Che carte le restano da giocare? – «Il Tar ha dato ragione alla Figc. Giovedì ci presenteremo al Consiglio di Stato, che ha accettato di anticipare l’udienza. Chiediamo l’iscrizione alla Serie B in soprannumero. Abbiamo fatto tutto secondo le regole. Il calcio vive sui debiti e i pagherò. Però alla fine paghiamo solo noi».

Il Chievo ha debiti per 44,2 milioni a fronte di crediti per 14,4 oltre al patrimonio dei calciatori. Il bilancio al 30 giugno 2020 lo avete chiuso con 32mila euro di attivo.
«In Europa siamo fra i club messi meglio. Il Barcellona ha un miliardo di debiti. L’Inter ha vinto il campionato pagando in ritardo gli stipendi. Io i giocatori li ho pagati fino a maggio, poi a giugno è scoppiata la bufera».

Hanno cancellato i contratti? – «La Figc ha consentito ai calciatori di liberarsi gratis e lo hanno fatto tutti, Primavera compresa. La gratitudine non è di questo mondo. I procuratori si sono arricchiti. I club rivali anche. Nel calcio devi dare senza pretendere niente. Siamo stati i primi ad allenare i ragazzini disabili, a portarli in ritiro. Ma nel pallone il bene non torna».

Ha ricevuto solidarietà? – «Fra i presidenti mi ha chiamato solo Enrico Preziosi. Poi qualche ex giocatore. E Delneri, l’allenatore della promozione in Serie A nel 2001 e della vittoria a San Siro contro l’Inter, nel giorno dell’addio a Peppino Prisco. La gioia in un giorno di dolore».

Con Pellissier, capitano e bandiera del club, vi sentite? «Non più. Nella vita è complicato trovare le persone ma è un attimo perderle. Leggo che ha intenzione di rilevare il club, a capo di una cordata. Sono pronto a parlarne, per i tifosi e per i 50 dipendenti, l’anima del club. Sto pensando come pagare loro gli stipendi. Se tradisci chi lavora per te è finita davvero». continua a leggere

Barcellona, l’allarme di Laporta:….


Barcellona, l’allarme di Laporta: “Chiuderemo il bilancio con una perdita di quasi 500 milioni”

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2021/08/16/news/barcellona_l_allarme_di_laporta_chiuderemo_il_bilancio_con_una_perdita_di_481_milioni_-314235536/

Il presidente del club catalano espone i numeri reali della crisi economica dei blaugrana in risposta alla lettera di accuse inviata dal suo predecessore Bartomeu: “Un tentativo disperato di scappare dalle sue responsabilità giustificando una gestione impossibile da comprendere e da approvare. Ci ha lasciato una realtà finanziaria drammatica, che affronteremo con un piano strategico

BARCELLONA – Il bilancio della squdra che ha perso Messi è dramamtico: ammontano a 481 milioni di euro le perdite del Barcellona, circa il 30 per cento in meno dei principali competitor, e attualmente il monte ingaggi è pari al 103% delle entrate. Lo ha rivelato Joan Laporta, presidente del club catalano, che ha convocato una conferenza stampa al Camp Nou per esporre i numeri reali della crisi economica del club in risposta alla lettera di accuse inviata la settimana scorsa dall’ex numero uno del club catalano, Josep María Bartomeu, una missiva “piena di bugie, nello sforzo disperato di giustificare l’ingiustificabile per sottrarsi alle sue responsabilità“, le parole di Laporta.

Laporta:Gestione precedente ingiustificabile – “La gestione precedente del Barcellona è ingiustificabile e ci ha lasciato una situazione economica preoccupante e una realtà finanziaria drammatica. Al 21 marzo 2021 il debito del club era di 1.350 milioni di euro – ha evidenziato Laporta, rieletto presidente del club blaugrana lo scorso marzo – ho avuto la sua lettera, ha voluto renderla pubblica ma è piena di bugie, un tentativo disperato di scappare dalle sue responsabilità giustificando una gestione impossibile da comprendere e da approvare. Quando siamo arrivati, tanto per cominciare, abbiamo dovuto chiedere un prestito ponte a Goldman Sachs perché altrimenti non avremmo potuto neppure pagare gli stipendi. Oltretutto dovevamo per forza fare dei lavori al Camp Nou per questioni di sicurezza altrimenti non avremmo potuto tornare a ospitare i nostri tifosi già in estate“.

Chiuderemo bilancio con perdita di 481 milioni – Il dirigente è poi entrato nel dettaglio della situazione economica, partendo dai dati degli ultimi 12 mesi. “Abbiamo spese per 1.136 milioni di euro e un fatturato di 655 milioni considerando l’impatto del Covidi. Dunque andremo a chiudere il bilancio con una perdita di 481 milioni“, ha spiegato il presidente del Barcellona sottolineando che i soli stipendi del club superano il fatturato totale. Nella situazione finanziaria complessiva della società, ha proseguito Laporta, va ricordato “un patrimonio netto negativo di 451 milioni di euro e un debito totale di 1,35 miliardi“. Tutto questo, per il presidente del Barça, va addebitato alla gestione di Bartomeu “con ipotesi di budget difficili da realizzare e infatti mai rispettate. La gestione è ingiustificabile: gli stipendi sono saliti alle stelle con la motivazione di voler competere con la Premier League, ma la politica è stata disastrosa, con contratti brevi a giocatori giovani e lunghi ai più anziani. Abbiamo inoltre trovato spese incredibili per gli intermediari, addirittura 10 milioni per un affare da 40 milioni“.

“Piano strategico per affrontare situazione drammatica” – “Anche la gestione della cessione di Neymar per 222 milioni di euro è stata disastrosa. Si sono spesi i soldi incassati in modo spropositato e alla velocità della luce, facendo salire il monte ingaggi senza seguire una logica di investimenti sportivi mirati“, ha attaccato ancora Laporta, ricordando l’addio di Messi (“Ho vissuto sensazioni contrastanti“) e lanciando in conclusione un messaggio di speranza per il futuro. “Tutti questi numeri sono drammatici ma abbiamo qualche buona notizia. C’è un piano strategico sostenuto dalla nostra credibilità e dall’esperienza. Stiamo ottenendo 560 milioni per ristrutturare il debito con un tasso dell’1,9%. Sappiamo bene che il Barcellona è dei soci e sempre resterà dei soci. Noi dobbiamo affrontare una situazione finanziaria drammatica ma siamo pronti a farlo e non scapperemo dalle nostre responsabilità“.

I debiti delle altre grandi d’Europa – Quello dell’indebitamento è un problema di tutte le grandi del calcio europeo. I dati del “Football Money League” di Deloitte (relativi al 2019) già sottolineavano la situazione debitoria grave dei maggiori club d’Europa, per motivi e cause diverse. In particolare, oltre al Barcellona, hanno superato la soglia di un miliardo di sterline di passività il Tottenham a 1,291 (con un maxi-prestito contratto per la costruzione dello stadio) e il Manchester United, che si attesta entrambe a 1,081 miliardi per via della disastrosa gestione della famiglia Glazer. L’Atletico Madrid aveva 779 milioni di sterline di debiti, di recente ha liquidato 202 milioni di debito col fisco spagnolo, ma non bastano. Il Real Madrid con un comunicato diramato il mese scorso ha ufficializzato la chiusura positiva del bilancio 2020/21 con un attivo di 874mila euro e un debito netto in calo a soli 46 milioni. E in Italia? A risultare fortemente indebitate, alla data del 30 giugno 2020, sono Juventus (oltre 385 milioni), Inter (quasi 374 milioni) e Roma (poco meno di 300 milioni). Migliore la situazione del Milan (-103 milioni), la Lazio (-49 milioni) si trova una serie di debiti di lunga data col fisco, che sta lentamente risanando, mentre il Napoli non ha debiti con banche o altro. L’Atalanta invece è stata citata dal presidente Uefa come esempio e modello di sviluppo sostenibile per il suo bilancio 2019 record con +188,6 milioni di euro: acquisti mirati, cessioni onerose e importanti, ma anche la capacità di rimanere competitivi grazie ad un progetto tecnico di lunga portata e ben definito. Sembrerebbe una ricetta semplice ma evidentemente…

Milan, holding Lussemburgo in rosso di 291 mln nel 2020


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/08/03/milan-per-holding-lussemburgo-rosso-di-291-mln-nel-2020/?fbclid=IwAR2Tbf0hSF0bMC1Yh8KPXfKlXPLJxz6yn08nVcUvpHGFWTlcdT9r72JI0ng

Rossoneri Sport Investment, società lussemburghese che controlla il 99,93% del Milan, ha reso noti i risultati commerciali al 30 giugno 2020. Come riporta Radiocor, la holding ha chiuso l’esercizio con un rosso di 291 milioni di euro, comunque in calo rispetto al disavanzo di 348 milioni dell’anno precedente.

Nei 291 milioni di perdite per l’anno, ci sono circa 96 milioni di interessi passive pagabili a Project RedBlack. Il valore dell’investimento della società, invece, è pari a 34,1 milioni sulla base del patrimonio netto, contro gli 83 milioni del 2019.

Il totale delle perdite a nuovo è salito a 1,34 miliardi di euro, dagli 1,05 miliardi precedenti. Il bilancio di Rossoneri Sport Investment risente di una nuova svalutazione per 194 milioni, dopo i 265,5 milioni del 2019, oltre che di 96 milioni per il pagamento di interessi e simili. A giugno 2020, le svalutazioni totali relative ad AC Milan ammontavano a 1,1 miliardi: tuttavia al 30 giugno 2018, ultima data sotto la gestione Yonghong Li, il valore di carico della partecipazione in Ac Milan era di 725 milioni, con la nuova proprietà che ha subito passato una minusvalenza di circa 640 milioni al momento dell’escussione.

Durante l’anno finanziario, Project Redblack, azionista di Rossoneri, ha fornito finanziamenti per 145 milioni, con 129,9 milioni di prestiti accordati dopo giugno 2020. Il documento, riporta Radiocor, indica inoltre che “attualmente ci sono contenziosi in corso in relazione alla società, Rossoneri Sport Investment Co Limited, Rossoneri Champion Co Limited e Project Redblack i cui effetti a questo stadio non possono essere determinati”.

Accordo raggiunto con il Psg, Messi arrivato a Parigi


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2021/08/10/calcio-media-accordo-raggiunto-tra-messi-e-psg_23f42b83-c774-425e-9059-ecb900ad5240.html

Tifosi lo hanno accolto all’aeroporto. Neymar “back together”

Il Paris Saint-Germain annuncia che domani, mercoledì, alle ore 11 si terrà una conferenza stampa dall’auditorium del Parco dei Principi. Il club francese, nel tweet, non esplicita al momento il tema dell’incontro con gli organi di informazione ma con tutta probabilità si tratterà della presentazione di Lionel Messi, arrivato oggi a Parigi con un volo da Barcellona.

Da una finestra dell’aeroporto il campione argentino ha salutato i tifosi che lo hanno accolto, indossando una t-shirt bianca con la scritta ‘Ici c’est Paris‘.

Un video del Paris Saint-Germain pubblicato su Twitter annuncia l’arrivo di Lionel Messi nel club francese. continua a leggere

Psg in rosso di 174 mln ma liquido grazie a Qatar e Macron


articolo: https://www.calcioefinanza.it/2021/08/06/bilancio-psg-2020-ricavi-debiti-qatar/?fbclid=IwAR3sRgT5nyiXDV7C9eCQkwLss12lMajoWjaIBujOk1-iKrFYAU1k3xBDfn4

Bilancio PSG 2020 – Il Paris Saint Germain (PSG) ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2020, caratterizzato dall’emergenza Covid e dalla chiusura anticipata della Ligue 1, con una perdita netta a livello consolidato di 174,84 milioni di euro a fronte dell’utile netto di 19,5 milioni di euro al 30 giugno 2019.

Il rosso di bilancio registrato dalla società presieduta da Nasser Al-Khelaifi è legato principalmente alla forte contrazione dei ricavi, passati dai 697,98 milioni dell’esercizio 2018/2019 ai 568,68 milioni del 2019/2020, e all’aumento dei costi legati alla rosa, con le spese per il personale salite a 459,82 milioni da 347,58 milioni e gli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, cresciuti a 161,48 milioni da 142,87 milioni.

Grazie ai fondi messi a disposizione dalla proprietà del Qatar e alle misure varate dalla Francia del presidente Emmanuel Macron per sostenere le imprese colpite dall’emergenza Covid, il Psg è riuscito comunque ad evitare, a differenza di altri top club in Europa (si pensi solo al Barcellona o all’Inter) tensioni sul fronte della liquidità, come dimostra anche l’attivismo del club di Al-Khelaifi sul fronte del calciomercato in corso.

Bilancio PSG 2020, zero debiti con le banche e patrimonio positivo grazie al Qatar

Dal punto di vista patrimoniale e finanziario il bilancio consolidato del Psg al 30 giugno 2020 mostra un’elevata solidità.

Nonostante il rosso da 174,84 milioni, il patrimonio netto consolidato a fine esercizio era positivo per 323,86 milioni, grazie all’aumento di capitale da 316 milioni sottoscritto dalla Qatar Sport Investments (QSI) nella stagione 2017/2018 e agli utili portati a nuovo nel 2018 e nel 2019.

Al termine dell’esercizio 2019/2020 il Paris Saint Germain aveva disponibilità liquide per 73,07 milioni (74,47 milioni al 30 giugno 2018) e nessun debito nei confronti del sistema bancario, fatta eccezione per un contratto di leasing di 37 milioni.

Gli unici debiti finanziari iscritti a bilancio ammontano a 197,49 milioni di euro (147,44 milioni al 30 giugno 2018). Ma si tratta di un finanziamento concesso dall’azionista di controllo Qatar Sport Investments (QSI).

Bilancio Psg 2020, l’analisi dei ricavi

Il bilancio Psg 2020 evidenzia un calo dei ricavi compresi quelli legati alla compravendita dei calciatori di 129,29 milioni di euro rispetto al 2019.

Il calo è in parte attribuibile all’effetto Covid, che ha impattato negativamente sui ricavi da biglietteria, hospitality e merchandising, vista la chiusura anticipata del campionato 2019/2020 e il lock-down in Francia. Ma un effetto rilevante lo ha avuto soprattutto il venir meno del tanto chiacchierato contratto di sponsorizzazione con la Qatar Tourism Authority (QTA), finito a suo tempo sotto la lente dell’Uefa senza che venisse ravvisata alcuna irregolarità a fini del Fair Play Finanziario.

Tale accordo, da 145 milioni di euro a stagione, si è concluso il 30 giugno 2019 ed è stato solo in parte compensato dal nuovo accordo di sponsorizzazione con Accor (società di cui il fondo sovrano del Qatar detiene l’11,3%) che è valso 69 milioni di euro nella stagione 2019/2020.

RICAVI PSG2019/20202018/2019Var.
Sponsor e hospitality296.207353.744-57.537
Diritti TV132.000158.111-26.111
Biglietti e abbonamenti49.78962.797-13.008
Merchandising37.23443.436-6.202
Altri ricavi3.5214.123-602
RICAVI (senza plusvalenze)518.751622.211-103.460
Plusvalenze49.93375.771-25.838
TOTALE RICAVI568.684697.982-129.298
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in migliaia di euro.

In flessione anche le plusvalenze, passate da 75,77 milioni nel 2018/2019 a 49,93 milioni nel 2019/2020.

GIOCATOREPLUSVALENZA
Nkunku14,10
Nsoki11,67
Zagre10,00
Trapp5,27
Robail1,00
Altre7,89
TOTALE49,93
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in milioni di euro.

Bilancio Psg 2020, i contributi della LNP sui ricavi da diritti tv

Nonostante la chiusura anticipata del campionato nazionale nella stagione 2019/2020 a causa dell’emergenza Covid, il Psg ha potuto contare, così come gli altri club francesi, su un contributo straordinario da parte della Ligue de Football Professionnel (LNP) che nel caso del club parigino è stato di 18,2 milioni di euro.

Bilancio Psg 2020, il costo del personale

Sul fronte dei costi nel 2019/2020 il Paris Saint Germain ha visto le spese per il personale crescere di 85,24 milioni di euro.

PSG2019/20202018/2019Var.
Stipendi personale368,95289,2479,70
Oneri sociali90,8785,335,54
TOTALE459,82374,5885,24
Fonte: elaborazione Calcio e Finanza su bilancio consolidato PSG. Dati in milioni di euro.

Tale aumento, si legge nel bilancio, è spiegato principalmente da tre fattori:

  • L’effetto dell’anno fiscale bianco in vigore in Francia nel 2019 che, nella stagione 2018/2019, ha ridotto i costi del personale di circa 26 milioni di euro nel primo semestre;
  • L’impatto dei premi di rinnovo nella stagione 2019/2020, che è di 26 milioni di euro superiore alla stagione 2018/2019, in particolare a seguito dei rinnovi dei maggiori protagonisti della rosa;
  • L’acquisto di giocatori esperti effettuate all’interno della squadra di calcio professionistica maschile durante la finestra di mercato 2018/2019, in parte compensate da uscite/cessioni principalmente giovani giocatori formati al club e con stipendi più bassi.

Bilancio Psg 2020, gli ammortamenti

Nella stagione 2019/2020 è cresciuto anche il peso degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, passato da 142,87 milioni a 161,48 milioni, a causa degli investimenti in nuovi calciatori sul mercato.

L’aumento del valore lordo dei contratti dei giocatori nella stagione 2019/2020” – si legge nel bilancio PSG 2020 – “riflette il perseguimento dell’ambiziosa politica di assunzione del Paris Saint-Germain, illustrata in particolare dalle assunzioni di K. Navas, A. Diallo e I. Gueye nel finestra di mercato estiva 2019/2020 e M. Icardi al termine della stagione 2019/2020 (esercizio dell’opzione di acquisto). La quota di ammortamento è in aumento rispetto alla stagione 2018/2019 in relazione a queste assunzioni e consiste ancora principalmente in ammortamenti sui contratti dei giocatori Neymar JR. e K. Mbappe assunti all’inizio della stagione 2017/2018 per 5 anni“.

Bilancio Psg 2020, i finanziamenti garantiti dallo stato francese

Nonostante il Paris Saint Germain possa contare su un azionista di controllo particolarmente liquido come il governo del Qatar, il club presieduto da Nasser Al Khelaifi ha potuto contare anche sulle misure messe in campo dallo Stato francese finalizzate a sostenere le imprese colpite dall’emergenza Covid.

Più nel dettaglio il 24 agosto 2020, quindi dopo la chiusura del bilancio 2019/2020, il PSG “ha contratto un prestito garantito dallo Stato per un importo totale di 90 milioni di euro con Société Générale e BNP Paribas nell’ambito del meccanismo messo in atto dal governo francese per aiutare le imprese e le industrie colpite da disastri a superare questo periodo di crisi eccezionale”.

Ma non è l’unico aiuto pubblico cui ha fatto ricorso il club di proprietà del Qatar. Come si legge nel bilancio consolidato del Psg nella stagione 2019/2020 la dirigenza del club ha attivato anche le seguenti misure per evitare tensioni finanziarie legate all’emergenza Covid:

  • L’applicazione della Disoccupazione Tecnica Totale per tutto il personale sportivo dalla fine delle competizioni a metà marzo 2020;
  • La domanda di Disoccupazione Tecnica Totale o parziale per il 66% del personale non sportiva dal mese di aprile 2020;
  • L’attuazione del ritardo di 3 mesi nei pagamenti dell’IVA e dei contributi previdenziali.

L’affare Lukaku, opportunità contabili e rischi di una scelta sbagliata


articolo: https://marcobellinazzo.blog.ilsole24ore.com/2021/08/07/laffare-lukaku-opportunita-contabili-rischi-scelta-sbagliata/?fbclid=IwAR3FtdfMYxIYt7ICChqIVkY0R3j15pGOxZCsVMQPYnYjR_l_rFuaP19Ri2Y&refresh_ce=1

La cessione di Romelu Lukaku al Chelsea per 115/120 milioni sta destando comprensibilmente preoccupazione e rabbia nella tifoseria del team che ha appena vinto lo scudetto e che ha visto in poche settimane l’addio dell’allenatore Antonio Conte e la vendita di Hakimi, punto di forza della squadra.

La situazione economica/finanziaria del gruppo Suning e quella dell’Inter non sono certo idilliache. Il conglomerato di proprietà della famiglia Zhang è oggi piuttosto indebolito a causa delle ripercussioni della pandemia sulla rete di oltre 10mila esercizi commerciali fisici, già a bassa marginalità, pur a fronte di un fatturato che comunque oscilla tra i 50/60 miliardi dollari all’anno, di alcuni investimenti errati (come l’acquisto della rete Carrefour in Cina alla vigilia dello scoppio dell’emergenza sanitaria), e dell’”obbligo” di sostenere finanziariamente altri conglomerati cinesi in panne, specie nel settore immobiliare, come Evergrande. Questa debolezza ha costretto il gruppo di Nanchino, sotto l’egida del Governo di  Pechino, a cedere quote minoritarie, ma rilevanti, che hanno spostato l’asse di controllo del conglomerato. Se la famiglia Zhang è uscita ridimensionata, altrettanto non si può dire per l’universo Suning che ha ora ha tra i propri azionisti realtà ancora più solide.

Lo scorso luglio infatti è stata formalizzata la cessione del 17% circa di Suning.com a un fondo (per un corrispettivo di 1,14 miliardi di euro) guidato dall’asset management committee statale di Nanchino e dal governo della provincia dello Jiangsu e partecipato da altri “campioni” dell’economia cinese, quali Alibaba, Haier, Xiaomi e TCL. “Il portafoglio di investitori diversificati aiuterà Suning.com a migliorare ulteriormente la governance aziendale, le operazioni e la trasformazione del business come fornitore di servizi al dettaglio”. Questo quanto spiegava la nota di Suning che ha ufficializzato il passaggio delle quote.

Dunque, se è vero che l’operazione non riguarda direttamente la catena di controllo dell’Inter è altrettanto chiaro che gli argini posti dal Governo di Pechino intorno a Suning.com sono tali da impedire un’esondazione della crisi che si propaghi oltre la famiglia Zhang alle controllate di Suning Holding. A protezione di Suning (dopo che la famiglia Zhang è stato costretta a fare un passo indietro) sono state schierate quindi corazzate dell’economia cinese. Un cordone di protezione che dà ampie garanzie di continuità, a meno di altri rovesci epocali difficili oggi difficili da prevedere.

Lo stesso è stato fatto per il club nerazzurro con l’operazione del maggio scorso che ha portato il fondo americano Oaktree a finanziare indirettamente (il prestito viene erogato alla controllante lussemburghese del club appartenente alla galassia Suning) 275 milioni. Questi soldi insieme al rifinanziamento del bond da 375/400 milioni in scadenza nel 2022 che sarà ultimato entro fine anno, daranno al club l’ossigeno finanziario per affrontare la stagione. Qualora Suning non dovesse rimborsare il prestito entro il prossimo triennio, Oaktree che ha in pegno le azioni del club nerazzurro, ne acquisirà la proprietà.

E non sarebbe come cadere dalla padella alla brace. Oaktree, è un fondo specializzato in “titoli in difficoltà” e gestisce asset per 150 miliardi di dollari. A sua volta la maggioranza di Oaktree è detenuta da un altro mega fondo canadese, Brookfield. Insieme le due realtà amministrano asset per oltre 600 miliardi di dollari.

Chiarito questo scenario bisogna concentrarsi sul piano strategico dell’Inter.

L’Inter ha dovuto interrompere bruscamente il suo processo di crescita con un fatturato strutturale che si apprestava, senza plusvalenze, a superare i 350 milioni annui, a causa della crisi sanitaria e del blocco degli investimenti di Suning (pari a oltre 600 milioni in 4 anni erogati all’Inter sotto varie forme).

La proprietà cinese perciò ha imposto un ridimensionamento del 10/20% del monte ingaggi e una campagna acquisti per la stagione 2021/22 da chiudersi con un saldo positivo di 80/90 milioni. Questo assecondando quanto prescrive il fair play finanziario Uefa, vale a dire che i club devono essere autonomi nel gestire il conto economico annuale (anche se in certe realtà europee, evidentemente, questo principio vale un po’ meno).

Il calciomercato estivo 2021 è stato gestito da Beppe Marotta e Piero Ausilio con questo diktat. Il passaggio di Hakimi al Psg e altre piccole operazioni hanno permesso di mettere insieme fin qui un risparmio di circa 40 milioni. Per raggiungere il budget peraltro c’è la finestra di gennaio e quella estiva del 2020 (a patto di effettuare le operazioni in uscita entro il 30 giugno, in modo da poterne iscrivere i benefici a bilancio).

Sia Marotta che Ausilio perciò erano convinti di poter conseguire l’obiettivo senza cedere altri big, magari effettuando qualche colpo in entrata in meno. Nessuna volontà di cedere Lukaku o Lautaro, per intendersi.

Alcuni giorni fa tuttavia si è materializzata l’offerta del Chelsea per il centravanti belga per 100 milioni più Marcos Alonso.

L’Inter che non aveva alcuna intenzione di privarsi di Lukaku, a conti fatti, l’ha rispedita al mittente. Il centravanti belga tuttavia ha fatto pesare la sua volontà di cogliere l’opportunità professionale di un ritorno in Premier con uno stipendio praticamente raddoppiato. L’Inter si è trovata così nelle condizioni di dover trattare. Ciò che va però rimarcato è che la cessione dell’attaccante non dipende, sia pure in un contesto difficile di revisione del piano strategico, da urgenze finanziarie né del club, né della proprietà.

In altre parole, anche una proprietà solidissima, avrebbe avuto il dovere di ascoltare una proposta così elevata, che configura la più ricca operazione del calciomercato mondiale (escludendo il passaggio di Neymar al Psg), a maggior ragione di fronte alla volontà del calciatore di cambiare aria.

L’Inter così si è seduta al tavolo scartando proposte di scambi relativi a calciatori e chiedendo solo cash. Il Chelsea alla fine ha messo sul piatto un’offerta di 115/120 milioni con alcuni bonus.

Una somma considerevole che consentirebbe al club di iscrivere a bilancio una plusvalenza lorda di oltre 80 milioni, avendo ammortizzato già per due stagioni il cartellino del belga pagato 65 milioni. Oltre a risparmiare 15 milioni di ingaggio lordo e circa 15 di ammortamento del cartellino sulla stagione appena cominciata. Dal punto di vista dell’incasso netto, invece, il club deve far fronte al pagamento di una percentuale sulla rivendita allo United (6%) e un bonus formazione (5%), oltre agli oneri per gli intermediari. In totale, bisogna sottrare una ventina di milioni.

Questo quindi è il quadro dell’operazione. In assoluto assolutamente comprensibile per l’impatto economico positivo sui conti e in relazione al fatto che si tratta di un calciatore di 28 anni che sarebbe rimasto contro la sua volontà.

La proprietà peraltro ritiene indispensabile porre un baluardo preventivo rispetto alla possibilità che anche la prossima stagione sia colpita dal Covid (l’Inter perderebbe ancora un’ottantina di milioni con gli impianti chiusi) e che maturi lo scenario peggiore per cui il club tra le due stagioni precedenti e quella in corso si ritrovi a fare i conti con perdite per 400 milioni. L’obiettivo per rendere il bilancio dell’Inter più sostenibile è di riportare il monte ingaggi (al lordo delle imposte) dagli oltre 200 milioni attuali ai 150/160 dell’era anteriore ad Antonio Conte.

La dirigenza condivide questo target, ma ritiene di poterlo (sia pure faticosamente) raggiungere senza smantellare la squadra. Ciò che rende la dirigenza titubante riguarda perciò il contesto e i tempi dell’operazione Lukaku. La scadenza del calciomercato, la necessità di comprare un altro centravanti (affare a cui sarà destinato non più del 50% del ricavato della vendita di Lukaku) e soprattutto la scommessa sulla possibilità che il nuovo attaccante si integri subito assicurando una standard di prestazioni all’altezza, rappresentano incognite che per i manager nerazzurri dovrebbero indurrebbe a restituire al mittente anche la seconda offerta del Chelsea. Se la stagione dovesse ingarbugliarsi con una mancata qualificazione Champions il tutto potrebbe rivelarsi addirittura controproducente. Nell’industria calcistica per guadagnare di più bisogna vincere, e al contrario, se non appropriati, i risparmi possono causare ancora più perdite.

Alla fine deciderà la società cosa fare di fronte alla presa di posizione del giocatore.

Non si possono accampare tuttavia troppi alibi su urgenze finanziarie, è  bene ribadirlo, sia pure in un contesto economico assolutamente difficile ma in cui il peggio sembra essere alle spalle (e per cui come detto sopra sono stati messi in campo diversi cuscinetti di protezione sia per Suning che per l’Inter). Quella di vendere Lukaku non è altro che una decisione volta ad accelerare un percorso di riassestamento dei conti, comunque percorribile per altre vie. Prendere tutto subito senza correre altri rischi. Un ragionamento che ha un suo fondamentoMa alla fine gli elementi per cui la decisione di vendere Lukaku potrebbe rivelarsi miope, soprattutto in relazione ai tempi, appaiono preponderanti rispetto ai fattori che la rendono contabilmente conveniente

Chievo, il Tar respinge il ricorso. Ufficiale il ripescaggio del Cosenza


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-b/2021/08/03/news/serie_b_respinto_il_ricorso_del_chievo_dal_tar_del_lazio_cosenza_verso_la_riammissione-312804465/?ref=RHBT-VS-I286350292-P1-S6-T1

Rigettata “l’istanza cautelare monocratica” dal tribunale amministrativo regionale, a cui il club veronese si era rivolto per impugnare la decisione del Collegio di Garanzia dello Sport che l’aveva escluso dal campionato per inadempienze fiscali. Una decisione che riapre le porte alla squadra calabrese

ROMA –  È ufficialmente condannato a ripartire dalla serie D, se lo vorrà, il Chievo Verona. Il Tar del Lazio, con decreto 04163/2021, ha infatti respinto l’istanza cautelare monocratica del ricorso depositato dal club veneto il 30 luglio. La dirigenza della società scaligera si era rivolta al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio per impugnare la decisione del Collegio di Garanzia del Coni, che l’aveva esclusa dal campionato di serie B per inadempienze fiscali.

Tar Lazio boccia ricorso, Cosenza ripescato in B – “Con decreto 04163/2021 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio rigetta il ricorso proposto dal Chievo Verona per l’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia della decisione del Collegio di Garanzia dello Sport. Il tribunale amministrativo, presieduto dal magistrato Francesco Arzillo, ha respinto l’istanza cautelare monocratica“: questo è il testo della nota emessa oggi dal Tar del Lazio. Una decisione che comporta la riammissione in Serie B del Cosenza (ufficiale la decisione), squadra retrocessa nella stagione scorsa come quartultima classificata e prima avente diritto.