Il rogo ha coinvolto il tetto del capannone. Trenta uomini al lavoro per evitare danni maggiori. I cittadini sono stati invitati invia precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade e per intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso
L’incendio in corso
Maxi incendio alla Max Factory di Montano Lucino(provincia di Como), dove per ore, a partire dal primo pomeriggio di oggi (venerdì 19 giugno), un rogo ha avvolto la copertura del capannone, che ha sede in via Valtellina angolo via Leopardi. I vigili del fuoco del comando di Como stanno lavorando con rinforzi provenienti dai comandi di Varese, Lecco e Milano, con circa trenta uomini e quindici mezzi: un impiego massiccio che ha consentito lo spegnimento dell’incendio sulla copertura e negli impianti dello store, limitando la propagazione al sottostante livello commerciale.
Il rogo divampato al Max Factory di Montano Lucino (Local Team)
L’intervento dei vigili del fuoco e le misure di precauzione – Stando a quanto emerso non si sono verificati coinvolgimenti di persone o intossicazioni. Intorno alle 16.30 i pompieri erano al lavoro per le operazioni di messa in sicurezza e minuto spegnimento. Il rogo ha generato una grossa colonna di fumo nero, che ha spinto la Protezione Civile ad avvisare i cittadini, invitandoli, in via precauzionale, a chiudere le finestre e i sistemi di aerazione per evitare l’ingresso di fumo, e a liberare le strade per non intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnato ai Mondiali 2026, ha sempre negato le accuse
Achraf Hakimi – Ipa
Dai Mondiali di calcio con il Marocco al processo per stupro. Questa la storia del capitano dellanazionale marocchina e difensore del Psg Achraf Hakimi.Un tribunale d’appello francese ha confermato che la stella del calcio marocchinosarà processato con l’accusa di stupro ai danni di una giovane donna. Nel febbraio 2023, una donna all’epoca ventiquattrenne denunciò alla polizia della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, di essere stata violentata da Hakimi. Il giocatore del Paris Saint-Germain e capitano della nazionale marocchina, impegnata venerdì nella seconda partita dei Mondiali contro la Scozia, ha sempre negato le accuse.
“La giustizia – ha scritto Hakimi su Twitter – mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stata un’inchiesta’. Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni. Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile. Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza. Finalmente, potrò parlare“.
“Le indagini condotte durante l’istruttoria preliminare e l’istruttoria giudiziaria hanno portato la camera inquirente a concludere che vi siano prove sufficienti contro” Achraf Hakimi “a giustificare il suo rinvio a giudizio presso il tribunale penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine” vicino a Parigi, ha dichiarato la Corte d’Appello in un comunicato stampa a seguito di una decisione resa a porte chiuse. Il giocatore ha sempre respinto l’accusa definendola “falsa“. A febbraio aveva presentato ricorso contro la sentenza del giudice istruttore che lo aveva rinviato a giudizio per stupro. Non appena la sentenza della Corte d’Appello era stata emessa, il giocatore ventisettenne ha dichiarato a X di “attendere con ansia” il processo, aggiungendo: “Finalmente potrò parlare“.
La data del processo non è ancora stata fissata. Interpellata su un possibile ricorso alla Corte di Cassazione, l’avvocata del due volte campione d’Europa con il Psg, Fanny Colin, ha detto: “Questa conferma era attesa. Non si afferma che sia colpevole di nulla; si difende con fermezza“, ha ribadito Colin, aggiungendo che il suo cliente “ha molto da dire“. “Quindi, in questa fase, un totale di sei giudici hanno stabilito che le prove in questo caso sono talmente consistenti da giustificare l’incriminazione di Achraf Hakimi davanti a un tribunale penale“, ha commentato Rachel-Flore Pardo, l’avvocato che rappresenta il querelante, uscendo dall’aula. “Dopo oltre tre anni di battaglie legali, dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Achraf Hakimi, questa decisione porta sollievo e speranza alla mia cliente“, ha aggiunto.
Inoltre pur non avendo rilasciato commenti ufficiali, il club parigino intende tutelare privatamente il proprio giocatore, facendo affidamento sulla presunzione di innocenza, dato che Hakimi ha sempre negato le accuse.
Secondo una fonte della polizia dell’epoca dei fatti, la donna, allora ventiquattrenne, raccontò di aver conosciuto Achraf Hakimi nel gennaio 2023 su Instagram e di essere andata a casa sua con un’auto privata prenotata dal giocatore. Spiegò che il giocatore l’aveva baciata e poi toccata senza il suo consenso prima di violentarla. Aggiunse di essere riuscita a respingerlo e specificò che un’amica, contattata tramite messaggio, era venuta a prenderla. La giovane donna si recò in commissariato nel 2023 per denunciare lo stupro. Achraf Hakimi fu formalmente incriminato e posto sotto sorveglianza giudiziaria pochi giorni dopo, a marzo. Uscendo dall’udienza,l’avvocato Colin denunciò quella che definì “giustizia di classe al contrario“.
“Questa indagine è stata aperta solo perché una denuncia alla polizia è stata resa pubblica dalla stampa“, afferma, un’attenzione mediatica che attribuisce al fatto che “il signor Achraf Hakimi è una figura pubblica e nota“. Per la giovane donna che ha denunciato questi fatti, la fuga di notizie sulla sua dichiarazione al quotidiano Le Parisien rappresenta “il più grande trauma della mia vita“. Jeanne (nome di fantasia) ha dichiarato giovedì a Mediapart, nella sua prima apparizione pubblica, di volere “un processo per difendermi, per essere ascoltata“. “Voglio giustificarmi. Voglio essere creduta“, ha aggiunto. “Non è mai piacevole per la mia cliente vedere l’uomo che accusa di stupro“, sottolinea la signora Pardo, per la quale“c’è ancora molta strada da fare nella lotta contro la violenza sessuale nel mondo del calcio maschile“.
Si è spento a 58 anni. Fu capocannoniere della serie A con il Bari, a Livorno divenne capitano e idolo della città. Da un anno combatteva con un tumore al colon. Il toccante saluto sui social
Igor Protti(Rimini, 24 settembre 1967 – Cecina, 19 giugno 2026) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Soprannominato lo Zar, è stato, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (con quella del Livorno), nonché l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa.
Mondo del calcio in lutto. E’ morto a 58 anni Igor Protti, ex attaccante di Livorno, Messina, Bari, Lazio, Napoli e Livorno. Da un anno combatteva con un tumore al colon. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia con un post sui social.
Se ne va uno dei bomber più amati del calcio italiano degli anni Novanta e Duemila, capace di lasciare un segno profondo soprattutto nelle piazze di Bari e Livorno, che lo hanno eletto a simbolo e bandiera.
Protti al tiro durante Sampdoria-Bari del 1996 (ansa)
Protti capocannoniere in serie A con il Bari – Nato a Rimini nel 1967, Protti mosse i primi passi nel Livorno prima di costruirsi una lunga carriera tra Serie B e Serie A. Dopo l’esplosione con il Messina, fu il Bari a consacrarlo definitivamente. Con la maglia biancorossa conquistò la promozione in Serie A e nel 1995-96 vinse la classifica cannonieri del massimo campionato con 24 reti, impresa resa ancora più straordinaria dal fatto che i pugliesi retrocessero a fine stagione.
Protti esulta dopo un gol con il Livorno
La scalata dalla C alla A con il Livorno – Vestì poi le maglie di Lazio e Napoli, ma fu ancora Livorno a diventare la sua casa calcistica. In amaranto guidò la scalata dalla Serie C alla Serie A, diventando il capitano e l’idolo di un’intera città. In carriera ha segnato 246 gol vincendo la classifica cannonieri in Serie A, Serie B e Serie C.
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Igor Protti, simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano. Ha indossato la maglia azzurra nella stagione '97/98, dando il suo… pic.twitter.com/4tBVhybZQk
Il centrocampista canadese del Sassuolo crolla a terra con la gamba spezzata dopo il fallo di Madibo
Ismael Koné – (Fotogramma)
Infortunio terribile a Ismael Koné, centrocampista del Canada, nel match giocato a Vancouver contro il Qatar oggi 19 giugno. Al 50′, sul punteggio di 3-0 per il Canada, il giocatore del Sassuolo ha subìto sulla trequarti il fallo di Al Haj Madibo. Koné è crollato a terra con la gamba sinistra spezzata all’altezza della caviglia e, per qualche secondo, è rimasto sotto choc. I suoi compagni si sono resi conto immediatamente della gravità della situazione. Madibo, autore di un intervento scomposto, si è portato le mani al volto. Koné è stato soccorso, mentre i giocatori del Canada hanno circondato e spintonato Madibo. Il calciatore del Qatar, evidentemente turbato, è stato espulso. Koné ha lasciato il campo in barella, salutato dall‘ovazione del pubblico. Dopo la lunga interruzione, il match è ripreso in un clima surreale.