Terremoto oggi alle 10:36 tra Liguria ed Emilia di magnitudo 3.4 secondo la rivelazione Ingv con epicentro a Bedonia (Parma). L’evento fa parte di uno sciame sismico che dalla serata di ieri interessa i Comuni del Tigullio con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite anche in Liguria.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, martedì 9 giugno, alle 10:36 dall’Ingv al confine tra Emilia-Romagna e Liguria, con epicentro a Bedonia, in provincia di Parma, e con ipocentro a 10.4 chilometri di profondità. Lo ha comunicato l’Istituto di geofisica e vulcanologia sui propri canali social. La scossa fa parte di uno sciame sismico che è in corso dalla serata di ieri e interessa l’Appenino settentrionale con decine di altre scosse, tra Bedonia e Tornolo, avvertite dalla popolazione locale, anche in varie zone della Liguria. al momento fortunatamente no si segnalano danni.
La terra infatti aveva tremato in zona più volte anche la scorsa notte. Una serie di scosse sono state avvertite in diversi Comuni del Tigullio, soprattutto dell’entroterra del Levante ligure, dove lo sciame è durato dalle 23 circa fino alle prime luci del giorno. L’epicentro del sisma, con un totale di 23 scosse di magnitudo superiore a 2 gradi della scala Richter, è stato registrato a Tornolo, sull’Appennino parmense.Anche la scossa di questa mattina è stata seguita da diversi repliche tra cui la più forte ha avuto intensità pari a magnitudo 2.9, rilevata dai sismografi dell’Ingv circa 45 minuti dopo.
“A seguito delle scosse di terremoto avvertite nel territorio, si informa la cittadinanza che il Comune sta monitorando costantemente la situazione, mantenendosi in contatto con i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i Carabinieri e la Polizia Locale. Al momento non risultano segnalazioni di particolari criticità sul territorio comunale.Invitiamo la popolazione a mantenere la calma, a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a evitare la diffusione di notizie non verificate. Eventuali aggiornamenti saranno tempestivamente comunicati attraverso i canali istituzionali del Comune“, si legge sulla pagina Facebook della Polizia locale di Bedonia.
I tre – un avvocato, un imprenditore e un magistrato – avrebbero tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. Ciucci: “Sorpresi da indagini, società estranea a fatti”
Progetto Ponte Messina – (Fotogramma/Ipa)
Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L’ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieriall’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico di un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno, già consigliere di amministrazione della società ‘Stretto di Messina Spa‘; Vincenzo Virgiglio, imprenditore 65enne reggino residente a Roma; Tommaso Miele, 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio 2026).
Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre – indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio – tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica ‘Ponte sullo Stretto di Messina‘.
Le accuse – L’avvocato e l’imprenditore, al fine di condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina Spa‘, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest’ultimo, dal canto suo, secondo l’accusa, avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa.
Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della ‘Stretto di Messina Spa‘, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare Presidente dell’Antitrust o di una società partecipata. Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate.
“Ex procuratore aggiunto Corte Conti rivelò informazioni riservate” – Le indagini avrebbero documentato le condotte dei tre indagati finalizzate a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica “Ponte sullo Stretto di Messina“. Secondo l’accusa Tommaso Miele, prossimo al pensionamento nel febbraio 2026, è indagato perché “per favorire la società Stretto di Messina spa, concretamente interessata al parere positivo della sezione di Controllo della Corte dei Conti per l’esame di legittimità” della delibera con la quale “il Cipess ha approvato il progetto definitivo Ponte sullo Stretto con prescrizioni e raccomandazioni, subordinandone l’efficacia alla registrazione del decreto, per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti nel rivelare, a scopo di profitto, informazioni riservate sugli orientamenti di colleghi della Corte dei Conti, sull’andamento della camera di consiglio della Corte dei Conti – si legge nel decreto di perquisizione – chiamata ad esprimere parere di legittimità sull’atto del Cipess per il progetto Ponte sullo Stretto” e “per mettere o avere messo a disposizione le funzioni rivestite all’interno della Corte dei Conti anche per i successivi provvedimenti di competenza al fine di favorire un esito del controllo della Corte positivo per gli interessi della società Stretto di Messina spa, riceveva e accettava la promessa da parte di Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione ‘Accademia Calabria’, e da parte di Giacomo Francesco Saccomanno, consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina spa sino al 29 aprile 2026 e presidente dell’‘Accademia Calabria’, i quali agivano di intesa e di concerto tra di loro di utilità consistenti in raccomandazioni, partecipazioni ad eventi promossi dall’associazione ‘Accademia Calabria’ interventi presso terzi”, per “la carriera o il futuro lavorativo di Miele, successivamente al pensionamento del febbraio 2026”. I fatti contestati sono a partire da ottobre/novembre 2025.
Ciucci: “Sorpresi da indagini, società estranea a fatti” – “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”. Così l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, in una nota. “La società – ha affermato l’ad – prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026”.
Evacuati edifici e sospesi treni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la zona occidentale di Cuba, scuotendo gli edifici dell’Avana e dintorni. Non sono stati segnalati feriti né danni. L’US Geological Survey ha dichiarato che il sisma si è verificato lunedì pomeriggio a circa 25 chilometri di profondità, nelle acque a ovest della capitale.
Evacuati edifici, e sospesi treni – Le autorità della contea di Miami-Dade hanno dichiarato di aver evacuato diversi edifici a scopo precauzionale e che il servizio di due treni pendolari sopraelevati è stato temporaneamente sospeso. La faglia di Oriente si trova al largo della costa sud-orientale di Cuba e in passato ha provocato terremoti devastanti, tra cui un sisma di magnitudo 7.7 nel gennaio 2020 che ha causato danni a Cuba e alle Isole Cayman.
🔴 Sobre la 1:00 p.m. de este 8 de junio un terremoto de 6.1 sacudió México y Cuba: el Canal de Yucatán, aproximadamente a 104 kilómetros al oeste-noroeste de Mantua, en el extremo occidental de Cuba, según datos preliminares del Servicio Geológico de Estados Unidos.
Scosse sono state segnalate anche nella Florida sud-occidentale, ha riferito il Servizio Meteorologico Nazionale di Miami in un tweet. Una valanga di post sui social media indicava che le persone avevano avvertito la scossa anche a nord di Orlando.
#ULTIMAHORA Se registra sismo de 6.4 grados en Cuba. También se percibió en la Península del Sur. Hasta ahora no se reportan daños ni alerta de tsunami. pic.twitter.com/R82iaebNb0
William Barnhart, geofisico dell’US Geological Survey, ha descritto il terremoto di lunedì come estremamente raro. Si tratta del terremoto più forte mai registrato nel Golfo del Messico con strumenti moderni, risalenti agli anni ’50.