E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
02 giugno 2026
| Terremoto 6.2 in Calabria, avvertito in tutto il Sud Italia da Palermo a Bari e Napoli. Epicentro in mare nel Cosentino. Per ora Non segnalati danni |
| Per ora nessun danno segnalato. L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare |

Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata dall’INGV a mezzanotte e dodici minuti del 2 giugno 2026, al largo della Costa Calabra nord-occidentale nella provincia di Cosenza.
L’epicentro è stato localizzato a circa 22 chilometri da Belmonte Calabro, con un ipocentro particolarmente profondo di 250 chilometri sotto il livello del mare. La scossa è stata nettamente percepita in tutta l’area tirrenica della Calabria, da Cosenza fino alle zone costiere, con segnalazioni di vibrazioni anche nei comuni dell’entroterra. Il terremoto è stato avvertito in gran parte del Sud Italia: segnalazioni da Palermo a Bari.
Il terremoto vicino alla provincia di Cosenza – Le prime informazioni raccolte nelle ore successive dalle forze dell’ordine e dai Vigili del Fuoco non riportano danni evidenti a persone o edifici.
Le caratteristiche dell’evento – in particolare la profondità dell’ipocentro – hanno limitato l’impatto delle onde sismiche sulla superficie, riducendo il rischio di danni gravi. Tuttavia, lo spavento tra la popolazione è stato significativo, soprattutto nei centri abitati più vicini come Amantea, Belmonte Calabro e San Lucido, che storicamente sono località sensibili alle attività sismiche del Tirreno meridionale.
La zona interessata è considerata ad alta sismicità: nel passato, forti terremoti hanno caratterizzato la storia della Calabria occidentale, tra cui quelli del XVII e XVIII secolo che causarono gravi danni e vittime. Il territorio è soggetto a frequente attività sismica: nelle ultime settimane sono stati registrati diversi eventi di minore entità, con magnitudo tra 2.5 e 3.7, che hanno interessato sia la costa che il Tirreno meridionale.
Le conseguenze – Nonostante la magnitudo elevata, la combinazione della posizione offshore e della notevole profondità ha in gran parte escluso conseguenze drammatiche. Resta alta, però, l’attenzione della Protezione Civile e degli operatori locali, mentre proseguono i controlli di rito su infrastrutture ed edifici lungo la fascia tirrenica calabrese.
L’area della Costa Calabra nord-occidentale si conferma una delle più sorvegliate d’Italia in termini di rischio sismico, insieme ad altre regioni colpite da eventi devastanti come la Sicilia nel 1908, l’Irpinia nel 1980 e l’Italia centrale nel 2016. Il costante monitoraggio rimane fondamentale per la sicurezza dei cittadini calabresi.
Convocata l’unità di crisi – Dopo il terremoto in mare al largo della costa calabra, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile “è in contatto con le strutture di protezione civile sul territorio», fa sapere il Dipartimento sui social. La scossa, con epicentro in mare, a 250 chilometri di profondita, è stata «avvertita in gran parte del Sud», spiega la P.Civile, sottolineando che, anche se al momento non ci sono segnalazioni di danni, ci sono «verifiche in corso». Il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano ha convocato l’Unità di Crisi a Roma per seguire la situazione.

