Ultimatum di Investcorp al Milan: i soldi ci sono, non ammissibile la gestione della trattativa di Elliott


articolo di G.B. Olivero: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-05-2022/ultimatum-investcorp-milan-fastidio-la-gestione-elliott-440471414710.shtml

Il fondo del Bahrain non è contento degli sviluppi che sta prendendo la trattativa: il sospetto è che la proprietà rossonera stia cercando altri acquirenti per far lievitare il prezzo.

Investcorp lancia un ultimatum al Milan: i soldi sono sul tavolo, se Elliott vuole cedere la società sa cosa deve fare. Il fondo del Bahrain non è contento degli ultimi sviluppi della trattativa e soprattutto delle voci fatte trapelare da ambienti vicini a Elliott, in particolare sull’ipotetico tentativo di Investcorp di trovare dei partner per l’operazione, come banche o altri investitori. Una ipotesi che lo stesso fondo rigetta con forza, assicurando invece di avere tutti i soldi per procedere alla chiusura dell’accordo. continua a leggere

Investcorp, 1180 milioni per prendere il Milan: ecco da dove vengono. E spunta Ares…

articolo di Marco Pasotto: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/05-05-2022/investcorp-nell-operazione-milan-spunta-ares-capital-440353905034.shtml?intcmp=leggianche_free

Degli 800 milioni di equity versati per acquisire il club rossonero, la metà arriverebbe attraverso il fondo americano. Che poi sarebbe sostituito nel tempo dagli investitori storici del gruppo arabo.

Mohammed Alardhi, numero uno di Investcorp

Mentre Elliott e Investcorp stanno perfezionando l’accordo di compravendita, con i rispettivi uffici legali al lavoro per risolvere alcune situazioni relative ad aspetti finanziari legati al miliardo e 180 milioni di euro occorrenti per acquisire il Milan, inizia a emergere qualche dettaglio maggiore sulla struttura dell’operazione.

I DETTAGLI – Della cifra totale necessaria per acquistare il club rossonero, Investcorp metterebbe infatti sul piatto circa 800 milioni di equity (e cioè risorse proprie), mentre gli altri 400 figurerebbero come prestito ponte di tipo bancario. E’ interessante però analizzare più dettagliatamente la composizione degli 800 milioni: una metà sarebbe in capo ad alcuni sottoscrittori di Investcorp, per lo più famiglie benestanti dell’area del Golfo Persico, mentre l’altra metà arriverebbe con l’ingresso in scena di Ares Capital, gruppo finanziario americano. continua a leggere

La FIGC rilascia la Licenza Uefa a 17 club di Serie A per il 22/23


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/06/la-figc-rilascia-la-licenza-uefa-17-club-di-serie-per-il-22-23/

La Commissione di primo grado delle Licenze UEFA della FIGC, in data 6 maggio 2022, esaminata la documentazione pervenuta nell’ambito del processo per il rilascio della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2022/2023, visto il Manuale delle Licenze UEFA – Edizione 2020, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la Licenza UEFA alle seguenti società:

CLUB MASCHILI:

SERIE A

  1. Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. (Gewiss Stadium di Bergamo)
  2. Bologna F.C. 1909 S.p.A. (Stadio Renato Dall’Ara di Bologna)
  3. Cagliari Calcio S.p.A. (Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  4. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  5. Genoa Cricket and F.C. S.p.A. ((Stadio Luigi Ferraris di Genova
  6. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  7. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  8. S.S. Lazio S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  9. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  10. S.S.C. Napoli S.p.A. (Stadio Diego Armando Maradona di Napoli)
  11. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  12. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  13. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)
  14. Spezia Calcio S.r.l. ((Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  15. Torino F.C. S.p.A. (Stadio Olimpico Grande Torino di Torino)
  16. Udinese Calcio S.p.A. (Stadio Friuli / Dacia Arena di Udine)
  17. Hellas Verona F.C. S.p.A. (Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona)

SERIE B

Parma Calcio 1913 S.r.l. (Stadio Ennio Tardini di Parma)

CLUB FEMMINILI 

  1. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  2. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  3. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  4. S.S. Lazio Women 2015 a R.L. (Stadio Mirko Fersini di Formello)
  5. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  6. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  7. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  8. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)

Dietro Milan-Investcorp spunta il fondo Ares Capital


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/05/milan-investcorp-ares-capital/

Casa Milan (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Ci sarebbe anche il fondo americano Ares Capital – già accostato all’Inter ai tempi della possibile operazione con BC Partners –, nel possibile riassetto azionario del Milan. Lo riporta Il Sole 24 Ore, spiegando che le discussioni tra Elliott e Investcorp sarebbero ora focalizzate sulla struttura finanziaria dell’operazione.

Sulla valutazione complessiva di 1,2 miliardi, l’equity complessivo sarebbe di 800 milioni di euro circa. All’interno di questa cifra ci sarebbero però anche circa 400 milioni di preferred equity, strumento ibrido che verrebbe concesso proprio da un gruppo finanziario come Ares Capital. I restanti 400 milioni verrebbero invece forniti dai sottoscrittori storici di Investcorp.

Questa mossa sarebbe parte della strategia di Investcorp. Il fondo con sede in Bahrein andrebbe a sostituire successivamente la posizione di Ares Capital con capitali dei suoi sottoscrittori. In ogni caso, le discussioni tra Elliott e Investcorp restano focalizzate sulle differenti componenti della proposta di acquisto.

De Laurentiis perde ricorso: dovrà cedere Bari o Napoli


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/04/respinto-il-ricorso-de-laurentiis-dovra-cedere-bari-o-napoli/

Aurelio De Laurentiis (foto Insidefoto.com)

Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha rigettato il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF sulle multiproprietà.

“Il Tribunale Federale Nazionale ha pronunciato – si legge nella sentenza FIGC -, decidendo nell’udienza fissata il giorno 4 maggio 2022, sul ricorso proposto dal Cav. Aurelio De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del C.d.A. di SSC Napoli Spa, nonché n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del CdA di Filmauro Srl), dal sig. Luigi De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Amministratore Unico, della SSC Bari Spa) avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF nonché di ogni atto presupposto o conseguente, contro Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie A, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie B, Lega Italiana Calcio Professionistico, il seguente dispositivo: il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso”.

  1. Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado.
  2. Qualora a seguito del passaggio di una società dal settore dilettantistico al settore professionistico si incorra nella situazione vietata dal comma 1, i soggetti interessati devono porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  3. L’inosservanza del termine di cui al comma 2 comporta la decadenza della affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico. Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2 dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

La norma transitoria, tuttavia, spiega:

  • Fatti salvi i provvedimenti già adottati dal Consiglio Federale in base alla previgente formulazione dell’art. 16 Bis, i soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Qualora antecedentemente alla stagione sportiva 2024/2025 si verifichino, nell’ambito della medesima categoria, per due o più società professionistiche, le condizioni vietate dal comma 1, i soggetti interessati dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  • L’inosservanza del termine sub a) comporta la decadenza della affiliazione della società, o delle società, la cui partecipazione societaria è stata acquisita per ultima.
  • Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui sub a) dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

Milan-Fiorentina, caos biglietti: posti ospiti sold out, ma solo 50 tagliandi sono andati ai tifosi viola


articolo di Luciana Magistrato: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/sport/22_aprile_27/milan-fiorentina-caos-biglietti-posti-ospiti-sold-out-ma-solo-50-tagliandi-sono-andati-tifosi-viola-4e94af94-c642-11ec-9143-16e67e69a88f.shtml

Dei 4 mila posti a disposizione per i tifosi in trasferta, solo una cinquantina sono stati acquistati dai supporter della Fiorentina

Caos biglietti in vista di Milan-Fiorentina, la gara in programma domenica a San Siro alle 15, con i due club al lavoro con la Questura e gli altri organi preposti per trovare una soluzione. Un giorno di festa, una partita di cartello in cui le due squadre che giocano meglio a calcio si giocano obiettivi importanti, nello stadio che viene definito la Scala del calcio stesso, un ex allenatore come Pioli rimasto nel cuore… indipendentemente dal risultato con l’Udinese, i motivi per una trasferta a Milano contro i rossoneri il 1° maggio c’erano tutti da parte dei tifosi viola che però hanno dovuto fare i conti con un’amara scoperta. Già ieri infatti i biglietti per il settore ospite dello stadio San Siro erano stati polverizzati ma, dei 4mila posti generalmente previsti nel terzo anello verde destinato appunto ai supporter della squadra avversaria, solo una cinquantina sono al momento occupati dai tifosi viola. Tifosi che nelle previsioni delle associazioni dei viola club che si occupano anche della biglietteria e della logistica, potevano essere intorno ai 1500/2000. Com’è possibile allora rimanere con un pugno di biglietti in mano, si sono chiesti i tifosi della Fiorentina che hanno subito allertato la società perché chiedesse conto al Milan.

Nel settore ospiti la vendita dei biglietti è iniziata venerdì, acquistabili sul sito ufficiale del Milan o su Vivaticket a 9 euro. Ma per acquistare il biglietto non era necessaria la tessera del tifoso visto che l’Osservatorio non aveva rilevato criticità tra le tifoserie e dunque motivi di dare limitazioni alla vendita così quei tagliandi sono stati acquistati anche dai tifosi milanisti (e da chiunque altro volesse vedersi la partita) perché non risultavano appunto restrizioni. Il grande entusiasmo dei rossoneri dopo la vittoria con la Lazio e il prezzo appetibile ha fatto il resto, visto che la vendita dei tagliandi per gli altri settori era aperta da tanto. Il che significa, tra l’altro, che i 50 “fortunati” viola che si godranno la partita dal vivo lo faranno circondati e mescolati con i tifosi rossoneri. Al di là dei rapporti tranquilli o meno tra tifoserie, si pone anche una questione di sicurezza. Per far fronte alla situazione che si è creata c’è un dialogo aperto tra i club e gli organi preposti (in primis la Questura) a garantire la sicurezza degli stessi. Il punto è se sarà aumentato il numero dei biglietti a disposizione degli ospiti, che deve comunque essere garantito, o si tratterà solo di fare un cordone attorno ai pochi viola presenti vista la legittimità della vendita rivendicata dal Milan stesso in assenza di paletti.

“Mino Raiola gravissimo, ma non è morto”


artiolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/28-04-2022/morto-mino-raiola-procuratore-ibra-de-ligt-440249905858.shtml

È malato da tempo. Zangrillo: “Sta combattendo”. Gli inizi come pizzaiolo in Olanda, gli affari di Ibrahimovic, Pogba, De Ligt e l’opposizione alla Fifa

Mino Raiola, all’anagrafe Carmine Raiola (Nocera Inferiore, 4 novembre 1967), è un procuratore sportivo italiano

Mino Raiola è ricoverato in gravissime condizioni e lotta per la vita. Il noto procuratore di calcio è malato da tempo. Aveva subito un intervento lo scorso gennaio e nelle ultime settimane si era aggravato. Nelle ultime ore si è diffusa la notizia della sua morte, smentita da Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele. “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”. Sul profilo ufficiale di Raiola intanto è comparso un messaggio: “Per la seconda volta in 4 mesi mi hanno dato per morto, sembra sia anche in grado di resuscitare”.

LA CARRIERA – Nato a Nocera Inferiore, è cresciuto in Olanda dove ha lavorato nella pizzeria di famiglia prima di intraprendere la carriera di procuratore sportivo, inizialmente con le deleghe di alcuni calciatori olandesi come Bergkamp e Jonk e poi allargando sempre più la sua sfera fino a diventare uno degli agenti più potenti e temuti del calcio globale. Da Ibrahimovic a Robinho, da Pogba a Balotelli, da Lukaku a De Ligt, solo per citare alcuni dei trasferimenti principali con l’intermediazione di Raiola, che nel 2020 arrivò a guadagnare 85 milioni di dollari secondo Forbes. Negli ultimi anni Raiola, assieme a Mendes, Barnett e Manasseh, ha creato un’associazione di super procuratori in aperto contrasto con la Fifa e il suo proposito di riformare la categoria.

La FIGC approva l’indice di liquidità, ma è scontro con la Serie A


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/indice-liquidita-iscrizione-serie-a/

 26 Aprile 2022

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Consiglio Federale ha approvato l’impianto di norme relative alle Licenze Nazionali presentato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, valide per l’iscrizione ai prossimi campionati che prevede il rispetto di un parametro, tra gli altri, quale l’indice di liquidità.

La Federcalcio ha imposto un valore di 0,5 per la Lega Serie A e di 0,7 per la Lega Serie B e la Lega Pro. «E’ un indice di liquidità ammissivo a 0,5 per la Lega di Serie A con soli due correttivi che sono quelli storici, senza ulteriori variazioni richieste dalla Serie A», ha commentato il presidente della FIGC Gravina a margine del Consiglio Federale.

«I correttivi tengono conto sia della parte relativa al patrimonio sia di quella relativa al rapporto costi-ricavi del mondo lavoro allargato. La Lega di A ha votato contro e chiedeva lo 0,4 con alcuni correttivi che non abbiamo ritenuto accettabili», ha aggiunto Gravina sottolineando i contrasti con il massimo campionato italiano. La Serie B, invece, si è astenuta dal voto sull’indice di liquidità.

Ricordiamo che nel 2015 l’indice di liquidità era stato introdotto dalla Federcalcio tra i vari criteri all’interno del sistema di controlli economico-finanziari. All’interno delle NOIF (le Norme Organizzative Interne Federali), viene spiegato che «l’indicatore di liquidità (AC/PC), utilizzato per determinare l’eventuale carenza finanziaria, è calcolato attraverso il rapporto AC/PC tra le Attività Correnti (AC) e le Passività Correnti (PC)».

Fino ad ora il mancato rispetto dell’indice di liquidità comportava un blocco del mercato per i club di Serie A, con l’impossibilità di mettere a segno nuovi acquisti. Non si trattava, tuttavia, di una decisione definitiva. Infatti, il provvedimento era revocabile in caso di intervento dell’azionista di maggioranza o degli azionisti in generale, che potevano riportare in positivo l’indicatore mettendo mano al portafoglio tramite:

  • versamenti in conto futuro aumento di capitale;
  • aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro;
  • finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci;
  • versamenti in conto copertura perdite.

Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso – Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»


Caso plusvalenze, la Procura FIGC presenta ricorso

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/26/plusvalenze-ricorso-procura-figc/

Aurelio De Laurentiis e Andrea Agnelli (Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

26 Aprile 2022

La Procura della FIGC non si arrende sul caso plusvalenze. Secondo quanto riportato dal sito del quotidiano Il Tempo, nella giornata di oggi è stato depositato l’appello alla Corte Federale d’Appello, che dovrà quindi esprimersi sulla sentenza di assoluzione totale emessa dal Tribunale Federale Nazionale, che aveva prosciolto tutti i dirigenti e le società coinvolte.

Il Tribunale aveva contestato in via principale il metodo utilizzato per la determinazione del valore dei calciatori, ma la Procura FIGC ora passa al contrattacco, contestando punto per punto le motivazioni che hanno portato all’assoluzione e chiede di riesaminare tutti i casi, nessuno escluso. Da Agnelli a De Laurentiis, dagli altri dirigenti juventini ai vari club coinvolti, ci sarà un secondo round.

«Il primo e, forse, più grave motivo di erroneità della decisione gravata è la mancanza assoluta di ragioni, nell’ambito del corpo motivazionale, per le quali il giudice di primo grado abbia ritenuto di discostarsi e, per certi versi, disapplicare completamente i principi ampiamente enucleati in materia dalla Giustizia Sportiva di questa Federazione», si legge nel reclamo presentato oggi dal Procuratore federale Giuseppe Chiné e dal Procuratore aggiunto Giorgio Ricciardi.

Secondo la Procura, «risulta evidente come il Tribunale nel caso di specie abbia – nonostante il dichiarato sospetto sorto su alcune operazioni – omesso completamente l’esame di tutti gli elementi e i dati documentali offerti nel deferimento e nella relazione di indagine, in particolare riguardo a quei plurimi elementi gravi, precisi e concordanti che rendono evidente la strumentalizzazione e l’uso improprio che le società coinvolte hanno fatto della propria libertà di contrarre, abusando delle plusvalenze realizzate sulle vendite dei diritti e omettendo la svalutazione dei diritti acquistati», recita il documento.

Viene anche contestata la bocciatura del metodo scelto per analizzare le operazioni. Secondo la Procura il «Tribunale sostiene che i parametri utilizzati siano significativi ed espressione del valore del diritto, ma che la Procura non avrebbe stabilito, per ciascun parametro, l’incidenza rispetto al valore totale attribuito così inficiando il processo valutativo. Dunque, il Tribunale riconosce che si possa procedere alla valutazione dei diritti de quibus, ma nel contempo ritiene che, ai parametri utilizzati, debbano essere associati pesi percentuali».

Sulla base di queste e di altre motivazioni, il reclamo si conclude con la richiesta che «codesta Onorevole Corte Federale di Appello, in riforma della decisione del Tribunale Federale Nazionale n. 128/TFN-SD del 22.04.2022, in relazione alle violazioni contestate nell’atto di deferimento n. 7506/233pf21-22/GC/GR/blp del 1° aprile 2022, Voglia affermare la responsabilità dei deferiti per tutte le violazioni agli stessi ascritte e, per l’effetto, comminare agli stessi le sanzioni richieste da questa Procura dinanzi al Giudice di primo grado o, in subordine, quelle ritenute di giustizia da Codesta Onorevole Corte».

Plusvalenze, le motivazioni: «Non c’è modo per valutare calciatori»

articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/22/plusvalenze-motivazioni-sentenza-tribunale-figc/

 22 Aprile 2022

Il logo della FIGC (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il Tribunale Nazionale della Figc ha prosciolto tutti i dirigenti e i club coinvolti nell’indagine sulle plusvalenze perché non può esistere «“il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato». È quanto spiegato dallo stesso Tribunale FIGC nelle motivazioni per cui è arrivato al proscioglimento di tutti i soggetti deferiti.

«Il Collegio ritiene, anzitutto, di dover riconoscere lo sforzo acquisitivo, valutativo e argomentativo speso nel presente procedimento dalla Procura Federale, che ha elaborato un proprio metodo di valutazione andando poi a confrontare l’importo individuato quale corrispettivo “giusto” per ogni singolo calciatore interessato dalle acquisizioni/cessioni oggetto del procedimento con quanto risultante dal sito Transfermarkt».

Il Tribunale poi però «ritiene, in primo luogo, che solo poche delle cessioni esaminate dalla Procura Federale presentino quelle caratteristiche dalla stessa individuate quali sintomi di operazioni “sviate” e finanziariamente “fittizie”. Indubbiamente, tali cessioni destavano e destano sospetto, che tuttavia non attinge la soglia della ragionevole certezza, data da indizi gravi, concordanti e plurimi, così come già ritenuto in passato (cfr. C.U. n. 10/TFN- SD- 2018/2019)».

«Infatti, e ciò vale per tutte le cessioni oggetto di deferimento e non solo per quelle meritevoli di sospetto, il metodo di valutazione adottato dalla Procura Federale può essere ritenuto “un” metodo di valutazione, ma non “il” metodo di valutazione», spiega il Tribunale. Che poi sull’utilizzo di Transfermarkt spiega che «il confronto con le valutazioni presenti nel sito Transfermarkt (per quanto utilizzate in talune perizie o richiamate in alcuni contratti per volontà convenzionale delle parti contraenti) non può corroborare quel metodo, atteso che trattasi di un sito privato (peraltro non unico), privo di riconoscimento ufficiale anche e soprattutto da parte degli organismi calcistici internazionali e nazionali, influenzato da valutazioni di soggetti privati meri utenti del sito stesso. Emblematico, a tale proposito, è il caso del calciatore Gianluca Caprari, citato dalla difesa della Delfino Pescara 1936 Spa, la cui valutazione sul sito, alla luce di una mail inviata dal di lui agente sportivo, nel volgere di breve termine è stata consistentemente elevata».

«In sostanza, il Tribunale ritiene che non esista o sia concretamente irrealizzabile “il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato», è il centro della decisione del Tribunale. Anche perché spiega lo stesso presidente Carlo Sica, non è un caso che «nella stessa Relazione dell’attività inquirente si faccia riferimento alla difficoltà di individuazione del fair value perché non assistito da un adeguato livello di elaborazione scientifica, tanto che nell’individuare o, meglio, nell’indicare il valore del diritto sul mercato di riferimento, la Procura Federale non può esimersi dal riconoscere di essersi rifatta ai parametri individuati da “Dottrina e prassi” (v. Relazione, cit., pag. 21), ma a parametri che, per quanto definiti oggettivi, non tengono conto (perché è sostanzialmente impossibile individuarle) della soggettività delle situazioni delle società cedenti e cessionarie, nonché della valutazione prospettica della seconda rispetto all’acquisto».

«Il valore di mercato di un diritto alle prestazioni di un calciatore rappresenta il valore pagato dalla società acquirente al termine di una contrattazione libera, reale ed effettiva di quel diritto sul mercato di riferimento; e il libero mercato non può essere guidato da un metodo valutativo (quale che esso sia) che individui e determini il giusto valore di ogni singola cessione. Non foss’altro perché, in tal caso, il libero mercato non esisterebbe più per la fissazione di corrispettivi di cessione sostanzialmente predeterminati da quel metodo di valutazione».

«Una volta ritenuto non utilizzabile il metodo di valutazione posto dalla Procura Federale a fondamento del deferimento e in assenza di una disposizione generale regolatrice, consegue che le cessioni oggetto del deferimento stesso non possono costituire illecito disciplinare», conclude il Tribunale FIGC.

Investcorp, il fondo del Bahrain che vuole il Milan: … – Chi è Investcorp, il fondo arabo che guarda al Milan


Investcorp, il fondo del Bahrain che vuole il Milan: dove investe e quali interessi ha.

articolo di Enrico Currò e Luca Pagni: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2022/04/15/news/milan_investcorp_chi_e_cosa_fa-345641702/?ref=RHTP-BS-I345654479-P3-S2-T1

Trattativa avanzata sulla base di 1,1 miliardi di euro, già svolta la due diligence sui conti. Lo stadio, il nuovo Milanello e il Lille gli obiettivi dietro la proposta d’acquisto del club rossonero

MILANO — Passato in una sola turbolenta annata, nel 2017-2018, dalla storica proprietà italiana di Berlusconi a quella opaca del cinese Yonghong Li fino a quella americana del fondo Elliott di Paul Singer, inedita e di stampo prettamente finanziario, ora il Milan, nemmeno quattro anni dopo i continui ribaltoni al vertice, può andare incontro a un’altra rivoluzione. Diventare arabo. I tifosi lo hanno scoperto a poche ore dalla partita col Genoa, la prima del ciclo delle ultime sei di campionato in cui la squadra si gioca lo scudetto che interromperebbe un digiuno lungo 11 anni, ma anche a tre giorni dal derby della semifinale di ritorno di Coppa Italia, trofeo che il club italiano più titolato in campo internazionale non vince dal 2003. La notizia sullo stato avanzato delle trattative col fondo del Bahrain Investcorp, sulla base di 1,1 miliardi di euroè arrivata dalla Francia, dalla quale erano già rimbalzate negli anni scorsi le indiscrezioni sull’interessamento di Bernard Arnault, padrone del gigante del lusso Lvmh, che le aveva poi smentite. La crisi finanziaria mondiale, sotto la pandemia, ha in seguito congelato ogni ulteriore accostamento di nuovi potenziali acquirenti, americani, russi e arabi.

La due diligence e il Lille – Ma adesso che l’economia sembra entrata nella fase del post Covid, che quasi mezza Serie A è diventata americana e che in Premier League il Newcastle ha la targa saudita, nessuna vera smentita ha ancora fatto seguito all’inchiesta del quotidiano sportivo francese L’Equipe, che nell’occuparsi della situazione del Lille, campione uscente della Ligue 1, ha scoperto il nome di Investcorp: il fondo del Bahrain punterebbe al doppio acquisto, sia del Milan sia del Lille. Si sono via via aggiunte autorevoli conferme sulla trattativa Investcorp-Milan: quelle di Reuters, Forbes, Financial Times e Bloomberg, che parla anche del supporto all’operazione del fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti. L’esclusiva sulla trattativa, iniziata l’1 aprile, sarebbe di due settimane. A Repubblica risulta che nelle scorse settimane si sia già svolta la due diligence sui conti, propedeutica all’accordo. 

Il bilancio risanato  – L’assenza di commenti ufficiali da parte del fondo Elliott – e anche di Investcorp – è una consuetudine consolidata: era accaduto anche in passato, di fronte ad analoghe indiscrezioni. Negli ambienti economici il mantra sul ruolo a termine della proprietà americana era un ritornello fin dal luglio 2018, quando il colosso finanziario di Paul Singer rilevò il club da Yonghong Li, debitore insolvente: “Il fondo Elliott, per sua natura, prima o poi venderà“. Più prima che poi, pare adesso, il che è certamente inatteso per le tempistiche, non per la sostanza. Il Milan resta in effetti tra i marchi calcistici più importanti del mondo e lo è a maggior ragione grazie al rilancio sportivo, col secondo posto dello scorso campionato e il ritorno in Champions League dopo sette anni di esilio. Anche la prossima edizione della Champions è già prenotata, indipendentemente dall’esito della corsa scudetto.

Elliott ha risanato i conti, il bilancio si sta a poco a poco aggiustando e avvicinando al pareggio, i ricavi commerciali sono aumentati del 40%, gli ultimi 6 mesi hanno fatto registrare un attivo, la crescita del fatturato ha riportato il Milan tra i primi 20 club al mondo (al diciannovesimo posto) e la partecipazione bis alla Champions può garantire l’ulteriore scalata. Non c’è dunque migliore momento per attirare gli investitori, visto che la società ha riacquistato valore e pare sempre più indirizzata verso l’ulteriore valorizzazione.

Un affare immobiliare: lo stadio e il nuovo Milanello – Il nodo, oltre al prezzo d’acquisto che non si è discostato mai molto dal fatidico miliardo, è sempre stato il nuovo stadio, non a caso il chiodo fisso del Milan, che in consorzio con l’Inter lo vuole costruire a San Siro, abbattendo l’attuale Meazza, e si è appena scontrato col sindaco Sala sul dibattito pubblico e sull’allungamento dei tempi della burocrazia, minacciando il trasloco a Sesto San Giovanni. L’aspetto immobiliaristico della vicenda non va trascurato, perché nelle scorse settimane, come Repubblica può rivelare, si è fatta strada anche l’ipotesi del trasloco dell’intero quartiere generale milanista da Milanello a un’altra area di San Siro. Per ora si tratta di progetti in embrione, ma c’è un particolare non secondario, nella storia del fondo arabo che punta all’acquisto della società: i suoi crescenti investimenti immobiliari. continua a leggere

Chi è Investcorp, il fondo arabo che guarda al Milan

articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/15/chi-e-investcorp-milan/

Nelle pagine della sua edizione odierna, il quotidiano francese L’Equipe ha scritto di un interesse da parte del fondo mediorientale Investcorp nei confronti del Milan – club controllato dal fondo Elliott – e del Lille, società della Ligue 1 francese anch’essa legata a Elliott in passato. Il quotidiano parla di contatti, senza approfondire oltre la questione.

Ma chi è Investcorp? Di cosa si occupa? Investcorp è un gestore globale di prodotti di investimento alternativi, sia per clienti privati ch​​e istituzionali. Fondata nel 1982, l’azienda ha sedi in diverse città e diversi Stati del mondo, tra cui New YorkLondra, il BahrainAbu Dhabi , Riad ,  DohaMumbai  e  Singapore. Le attività principali dell’azienda riguardano private equity, immobiliare, investimenti a ritorno assoluto, infrastrutture, gestione del credito e capitale strategico.

Chi è Investcorp: La storia del fondo – La storia del fondo prende il via nel 1982, con operazioni nel private equity, fungendo da ponte tra il Golfo e il resto del mondo con una forte filosofia di servizio che richiedeva investimenti deal-by-deal. In quattro decenni, «abbiamo imparato da ogni affare e ciclo di mercato per costruire relazioni con i clienti che hanno attraversato generazioni, offrendo un portafoglio di investimenti diversificato e veramente globale», sottolinea Investcorp.

L’azienda può vantare 37,6 miliardi di dollari di asset in gestione. Asset che sono diversificati in tre continenti diversi, sei classi di attività e numerose linee di prodotti. «Con le nostre classi di attività diversificate e offerte di prodotti – sottolinea la società –, Investcorp è anche il più grande gestore patrimoniale alternativo del Medio Oriente».

Chi è Investcorp: Le figure di spicco – Tra le figure di riferimento della società c’è sicuramente  Mohammed Bin Mahfoodh Alardhi, presidente esecutivo e alla guida delle attività della società dal 2015. Un gradino più in basso sono presenti invece i Co-Chief Executive OfficerRishi Kapoor e Hazem Ben-Gacem.

Il primo si occupa della gestione del business del private equity in Nordamerica e in India, oltre che – a livello globale – di gestione del credito, real estate e capitale strategico. Il secondo, invece, vanta un’esperienza trentennale nel private equity tra Nordamerica, Europa, Medio Oriente e Asia.

“Milan e Lille, stessa proprietà? La Uefa indaga”


articolo: https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/milan/2022/04/15-91894877/milan_e_lille_stessa_proprieta_la_uefa_indaga

Lo scrive l’Equipe: Merlyn Partners, di cui Elliott è uno dei principali creditori, è il fondo proprietario del francesi. All’orizzonte, poi, ci sarebbe un acquirente per entrambe le società

Milan e Lille hanno lo stesso proprietario? All’argomento, come scrive l’Equipe, è particolarmente interessata la Uefa. Il fondo proprietario della squadra francese, infatti, è Merlyn Partners (fondo di investimenti del Lussemburgo), di cui Elliott – che detiene la maggioranza del Milan – è uno dei principali creditori. In questo modo, secondo il giornale francese, Elliott eserciterebbe indirettamente il suo potere decisione anche sul Lille. L’articolo 5 del regolamento vieta che la stessa proprietà detenga due club che partecipino a competizioni Uefa per club, da qui l’interessamento dell’organismo europeo.

“Milan in contatto con Investcorp, che vorrebbe acquistare la proprietà” – Sempre l’Equipe lancia poi l’indiscrezione: il Milan sarebbe in contatto con il fondo d’investimento mediorientale Investcorp, che vorrebbe acquistare sia la società rossonera sia il Lille. Investcorp è stato fondato nel 1982 per permettere alle ricche famiglie del Medio Oriente di investire sui mercati e sui progetti di sviluppo. La sede del fondo si trova in Bahrain.

Milan e Lille: tanti intrecci di mercato – Con queste premesse, forse, si può capire meglio perché negli ultimi anni il Milan ha acquistato così tanto dal Lille, diventata quasi una succursale rossonera. L’estate scorsa è arrivato il portiere Mike Maignan, prima era stato preso sempre dal Lille anche Rafael Leao. Ed è vicinissimo un altro giocatore della squadra del nord della Francia, ossia il difensore Botman. E ci sono altre voci su Renato Sanches e Lang, anche loro al momento al Lille.

Agg. Catania, stop all’esercizio provvisorio: la Federcalcio esclude il club. La nuova classifica


articolo di Giovanni Finocchiaro: https://www.gazzetta.it/Calcio/altri-campionati/09-04-2022/catania-stop-esercizio-provvisorio-l-esclusione-campionato-4302232971767.shtml

Domani salta la partita contro il Latina, la classifica del girone C viene rivoluzionata

Fine dei giochi. Il Calcio Catania non disputerà le ultime quattro partite della stagione regolare e il club viene cancellato dalla C. Questo il comunicato del presidente del Tribunale etneo, dott. Francesco Mannino, emesso dopo pranzo: “Trattandosi di vicenda di particolare interesse sociale, si comunica che in data odierna il Tribunale di Catania – sezione fallimentare – ha disposto la cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistico della Calcio Catania s.p.a.“. La Federcalcio, con il comunicato ufficiale n° 214/A, ha deliberato “di revocare l’affiliazione alla fallita società Calcio Catania S.p.A., con svincolo del parco tesserati“.

NULLA DA FAREDopo il rinvio del giorno prima, nel corso di una notte lunghissima e di enorme tensione, il direttore dell’area sportiva rossazzurra, Maurizio Pellegrino aveva cercato, con i suoi collaboratori, di racimolare una cifra pari a 35 mila euro per permettere ai curatori di disporre della somma utile per disputare la partita con il Latina, in programma domani. Gara che è saltata nonostante all’ultimo istante alcuni imprenditori avessero garantito delle somme a fondo perduto, pescando dal proprio patrimonio. Sgomento nel quartier generale di Torre del Grifo, dove l’allenatore Baldini, la squadra, gli altri dirigenti attendevano dalle 9 di stamane segnali dal Tribunale.

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Serie C caos: annullata la vendita del Catania, il club rischia l’esclusione

articolo di Giovanni Finocchiaro: https://www.gazzetta.it/Calcio/altri-campionati/08-04-2022/serie-c-annullata-vendita-catania-rischia-esclusione-campionato-4302221021430.shtml

Il Tribunale ha respinto la cessione al romano Mancini e ha chiesto alla Lega Pro di farsi carico delle spese delle ultime partite. Ma c’è il no di Ghirelli

Il Catania rischia di vedere cancellati 75 anni di storia. Il club, dichiarato fallito il 22 dicembre, si è visto annullare la cessione al romano Benedetto Mancini. Quindi, per portare a termine il campionato, il Tribunale ha chiesto alla Lega Pro di farsi carico delle spese necessarie per disputare le ultime partite.

SITUAZIONE DRAMMATICA – Ma la Lega presieduta da Francesco Ghirelli ha già detto di non poterlo fare, per non creare disparità di trattamento con gli altri club. In Tribunale, quindi, ora si sta cercando di vedere se è possibile prorogare l’esercizio provvisorio, attualmente in scadenza il 19 aprile, almeno fino al 26 e quindi fino alla chiusura della stagione regolare per non veder stravolta la classifica del girone C. Se così non fosse, il Catania rischia di essere escluso subito dal campionato.

Slitta al 31 luglio il pagamento di tributi e contributi per i club


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/08/tributi-contributi-club-professionistici/

E’ stato approvato in Commissione l’emendamento presentato dall’On. Rossi e dall’On. Lotti durante l’esame del Dl Energia, a sostegno della proroga della sospensione fino al 31 luglio di alcuni tributi e contributi per le associazioni e società sportive dilettantistiche e professionistiche.

Ad annunciarlo, con soddisfazione, la sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali: «Accolgo con favore l’approvazione in Commissione dell’emendamento presentato dall’On. Rossi e dall’On. Lotti durante l’esame del DL Energia, a sostegno della proroga della sospensione fino al 31 luglio di alcuni tributi e contributi per le associazioni e società sportive dilettantistiche e professionistiche», si legge in una nota.

«Abbiamo lavorato insieme e condiviso infine un testo che da una parte lo rende economicamente sostenibile ma, dall’altra, rappresenta un ulteriore concreto aiuto per un mondo fortemente piegato dalla pandemia», prosegue il comunicato.

«Provvedimento che va in linea con il lavoro del tavolo istituzionale che sta adoperandosi per trovare soluzioni immediate e tangibili utilizzando norme in vigore senza pesare troppo nei bilanci dello Stato», conclude Valentina Vezzali.

Debutto storico, una gara della Liga sarà trasmessa su TikTok


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/08/liga-partita-tiktok-diretta/

(Foto: GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images)

La Liga si prepara a dare il là a una piccola rivoluzione in ambito media: l’emittente GOL trasmetterà per la prima volta una partita su TikTok. L’incontro di venerdì 15 aprile tra Real Sociedad e Real Betis andrà in onda in Spagna in formato verticale e in chiaro attraverso il profilo ufficiale dell’emittente televisiva su TikTok (@goltelevision).

Questa iniziativa è stata possibile grazie a un accordo tra MEDIAPRO, LaLiga e TikTok, che proietta l’impegno per l’innovazione e l’adattamento dei contenuti ai nuovi formati di consumo digitale. MEDIAPRO produrrà la prima partita di calcio in Spagna in formato verticale e LaLiga Santander diventa il primo grande campionato europeo a offrire una partita in questo formato attraverso la piattaforma video.

MEDIAPRO schiererà alla Reale Arena di San Sebastián un dispositivo speciale che avrà una Mobile Unit 4K e più di 30 professionisti al lavoro per una produzione esclusiva del match in formato verticale, un’esperienza nativa per TikTok che includerà l’adattamento di tutte le grafiche e una personalizzazione della trasmissione progettata per dispositivi mobili e nuovi segmenti di pubblico.

La trasmissione su TikTok per il territorio spagnolo inizierà alle 20:30 con il riscaldamento di entrambe le squadre e l’anteprima del match, che offrirà tutti i dettagli di una sfida tra due storiche squadre della Liga che stanno lottando per entrare in Europa. I fan avranno l’opportunità di interagire con Nacho Hernáez e Carla Gabián o partecipare alla trasmissione in live chat, oltre a godersi una delle migliori partite della Liga Santander, vivendo un’esperienza diversa grazie all’interattività e alle funzionalità offerte da TikTok. continua a leggere

Soldi dalla UEFA per le Nazionali: Juve terza in Europa


articolo di Marco Sacchi: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/08/ricavi-club-dalle-nazionali-uefa/

I rapporti tra club e Nazionali sull’utilizzo dei calciatori nelle varie finestre stagionali dedicate a qualificazioni e tornei vari sono sempre stati al centro delle discussioni tra tifosi e addetti ai lavori. Le polemiche si accendono in particolar modo nelle fasi più delicate della stagione, quando tra stanchezza e infortuni le società sperano di poter riavere indietro i giocatori più integri possibili.

Un tema discusso ciclicamente in Italia, e in modo particolare quest’anno a seguito dell’esclusione della Nazionale dai Mondiali in Qatar. Tra il mancato rinvio di un turno di Serie A per consentire a Mancini di preparare i playoff e il ritorno anticipato di alcuni calciatori nelle rispettive squadre, sono stati diversi i punti di contrasto.

Va tuttavia ricordato che le società calcistiche ottengono degli indennizzi dalla UEFA per consentire ai propri giocatori di rispondere alle chiamate delle rispettive Nazionali. Si tratta di cifre esigue in rapporto al giro d’affari di un top club, ma comunque un aspetto interessante da indagare. Quanto incassano, dunque, le società dalla UEFA per “prestare” i propri calciatori alle Nazionali?

Ricavi club dalle Nazionali – La classifica per Paesi : Da un documento pubblicato dalla UEFA si evince che tra il 2018 e il 2020 le società aderenti al “Club Participation Benefits programme” hanno incassato un totale di 200 milioni e 450mila euro. Il report specifica le cifre incassate nel complesso dai club di ogni Federazione e singolarmente. Partendo da una divisione per Paesi, l’Inghilterra è quella che ha ricavato più di tutti: poco più di 47 milioni di euro.

Al secondo posto i club della Germania, mentre sul terzo gradino del podio si trova proprio l’Italia. Di seguito la top 5 dei ricavi delle società per Paesi (insieme i club appartenenti a questi Paesi portano a casa quasi il 63% delle risorse totali):

  • 1 – Inghilterra – 47.010.899,79 euro
  • 2 – Germania – 27.787.100,02 euro
  • 3 – Italia – 27.520.218,27 euro
  • 4 – Spagna – 14.626.276,61 euro
  • 5 – Francia – 9.133.144,01 euro

Ricavi club dalle Nazionali – La top 10 europea : Spostando l’attenzione sulle singole società, i ricavi maggiori spettano al Chelsea, che porta a casa oltre 5 milioni di euro per i giocatori “prestati alle Nazionali”. In top 10 considerando tutte le società troviamo anche due italiane: la Juventus – che si posiziona sul podio – e l’Atalanta, che si trova invece in settima posizione. Questa la g.00raduatoria:

  • 01 – Chelsea – 5.099.795,04 euro
  • 02 – Manchester City – 4.547.254,96 euro
  • 03 – Juventus – 3.836.596,10 euro
  • 04 – Bayern Monaco – 3.746.812,32 euro
  • 05 – Dortmund – 3.265.240,14 euro
  • 06 – Manchester United – 3.103.590,21 euro
  • 07 – Atalanta – 2.933.614,03 euro
  • 08 – Barcellona – 2.850.056,77 euro
  • 09 – Gladbach – 2.849.576,57 euro
  • 10 – Liverpool – 2.741.484,71 euro

Ricavi club dalle Nazionali – La graduatoria delle società in Italia : Infine, un focus sui club italiani, che vanno dalla Serie A fino addirittura alle categorie della LND. Come detto le società del nostro Paese incassano nel complesso oltre 27,5 milioni di euro. La Juventus è la società che ricava di più – oltre 3,8 milioni – seguita dall’Atalanta e dal Napoli. Cifre simili anche per l’Inter, mentre più distante chiude la top 5 il Sassuolo. Ecco la classifica considerando chi ha incassato più di mezzo milione di euro:

  • 01 – Juventus – 3.836.596,10 euro
  • 02 – Atalanta – 2.933.614,03 euro
  • 03 – Napoli – 2.732.981,93 euro
  • 04 – Inter – 2.671.090,97 euro
  • 05 – Sassuolo – 1.763.769,20 euro
  • 06 – Roma – 1.627.891,04 euro
  • 07 – Milan – 1.617.020,71 euro
  • 08 – Torino – 1.468.919,76 euro
  • 09 – Sampdoria – 1.310.576,82 euro
  • 10 – Lazio – 1.069.998,44 euro
  • 11 – Bologna – 930.441,64 euro
  • 12 – Parma – 644.516,32 euro
  • 13 – Genoa – 644.458,84 euro
  • 14 – Hellas Verona – 560.718,87 euro
  • 15 – Brescia – 560.224,67 euro
  • 16 – Fiorentina – 551.926,21 euro

UEFA: «Nuovo FPF? Club italiani i più indietro in Europa»


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/04/07/uefa-nuovo-fpf-club-italiani-piu-indietro-europa/?fbclid=IwAR3eLfxwME65BMwuqlWyLIhOnlfZ8ucq0Hmlr9LTEZ0KKSLservWYnHaoz8

“I club italiani avranno da lavorare di più rispetto alle squadre degli altri paesi per rientrare nei paletti delle nuove regole economico-finanziarie dell’UEFA. E lo dovranno fare da subito”. Lo ha detto Andrea Traverso, Director Financial Sustainability and Research dell’UEFA, intervenuto in conferenza stampa per spiegare le novità legate al nuovo regolamento UEFA Licenze per Club e Sostenibilità Finanziaria che andrà a sostituire il Fair Play Finanziario.

Rispetto al passato le regole, che sono state approvate con consenso di tutti gli stakeholder, sono sicuramente più stringenti e complesse. Oltre alla regola del pareggio bilancio che è stata corretta e che non si focalizza solo sul conto economico ma pone un accento sullo stato patrimoniale e sul livello di indebitamento dei club, si aggiunge anche la denominata “squad cost rule” sui costi di gestione della squadra. Le due regole combinate insieme sono particolarmente impegnative nel senso che i club dovranno senza ombra di dubbio correggere e adeguare la propria strategia in modo tale da rispettare queste norme nel periodo di 3 anni”.

“La pandemia ha dato un colpo durissimo al calcio e in particolare a chi aveva difficoltà prima. Il mercato italiano avrà più da lavorare rispetto alle squadre di altri paesi e dovranno farlo da subito: bisogna adattare le strategie immediatamente. I contratti coi calciatori bloccano i costi per un periodo di 2/5 anni, è un bene che quando entreranno in trattazioni con calciatori lo faranno in questa ottica. “Quante squadre violerebbero oggi le norme? Prima della pandemia, a livello europeo la media legata al rapporto costi-ricavi era sotto il tetto del 70%, intorno a 67%. Significa che la maggioranza del club erano perfettamente all’interno, ma questo avveniva prima della pandemia, se guardiamo i dati legati alla stagione 2020/21 la situazione è senza dubbio peggiorata”.

“Prima l’elemento centrale era la regola centrale era quella legata al break-even, chi la violava violava tutto il regolamento. Il nuovo elemento centrale riguarda invece i costi delle squadre: ci sono vari modi per aggirare le norme, ma facendolo si violerebbero anche  la legge dei singoli paesi. Crediamo che il deterrente sia molto più alto rispetto al passato, anche sul tema fair value. D’altronde la nostra capacità investigativa è limitata, non siamo la polizia ma crediamo che stia diventando più difficile aggirare le norme. Anche sul fair value abbiamo provato a correggere alcune cose, abbiamo anche preso in considerazione alcune esperienze al TAS in diversi ricorsi per migliorare le norme. La differenza è che prima prendevamo in considerazione solo le transazioni con parti correlate, quindi dovevamo verificare prima che fossero effettivamente parti correlate e poi analizzare il fair value: con le nuove regole andremo a valutare tutte le transazioni al fair value, indipendentemente che sia o meno da parte correlate, ci semplifica il lavoro”. 

“Fondamentalmente l’approccio cambia più di tanto. Prima c’era la break-even rule, ora c’è la regola sui ‘football earnings’, che è più flessibile visto che passiamo da una perdita accettabile di 30 milioni nel triennio a 60 milioni, con la differenza fondamentale che ora chiediamo a tutti i club di coprire la perdita con equity. Un club ricco che spende oltre i limiti nei primi anni di implementazione graduale riceverà solo sanzioni finanziarie, ma poi entreranno in vigore anche quelle sportive: si va dal divieto di utilizzare un singolo giocatore nelle coppe alla limitazioni nelle liste, fino alle penalizzazioni in punti e all’esclusione”.

Non è ancora stata approvata, invece, la sanzione legata alla possibile retrocessione tra le varie competizioni, ne stiamo ancora discutendo. I top club potranno fare quello che vogliono? Non sono d’accordo, i deterrenti ci sono e da un certo punto in poi riceveranno sanzioni talmente forti che credo desisteranno dal cercare di superare i limiti. L’obiettivo vogliamo sia la sostenibilità del sistema, non l’equilibrio competitivo e per questo abbiamo cambiato anche nome: il nome Fair Play Finanziario poteva dare l’impressione che l’obiettivo fosse l’equilibrio competitivo, ma con sole regole finanziarie è impossibile da raggiungere, servono altre misure. Nei prossimi anni ragioneremo anche sull’equilibrio competitivo, ma è un tema davvero complesso”, ha concluso Traverso.

Serie A senza liquidità: problemi per sei club, tre a rischio esclusione


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/03/16/news/serie_a_indice_di_liquidita_sei_club_a_rischio_tre_rischiano_esclusione-341530162/?ref=RHTP-BH-I340457320-P10-S1-T1

Da oggi solo con un rapporto equo tra spese e entrate si potrà partecipare al campionato. Per i critici un attacco a Lotito. Ma si trattano dei correttivi. Al Consiglio anche Lorenzo Casini, ma ancora non può votare

ROMA 16 marzo 2022   

C’è una questione urgente che agita i club di Serie A, e sarà oggi sul tavolo del consiglio della Federcalcio. Si chiama indice di liquidità: fino a oggi serviva solo a limitare il mercato agli spendaccioni, da oggi invece solo chi rientrerà nelle sue maglie potrà iscriversi al campionato di Serie A.

Per impedirlo, i club hanno eletto Lorenzo Casini presidente, espressione dell’ala più contraria al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina. Che, di contro, ritiene l’indice di liquidità la sua riforma principe: la mossa con cui dare stabilità al movimento ed impedire ai club di contrarre nuovi debiti, che – solo come esempio – pesano sui bilanci di Juve, Inter e Roma per oltre un miliardo di euro.

Un’esposizione aggravata dalla pandemia, certo, ma precedente e di molto al 2020: così il calcio è in una situazione pre fallimentare. E una legge dello stato – la 91 del 1981impone alla Figc di garantirne l’equilibrio finanziario. 

Ma cos’è l’indice di liquidità? È il rapporto tra attivi e passivi a breve delle società. Ed è temutissimo, perché per sbloccare l’indice ci sono solo due possibilità: la cessione di giocatori o un’iniezione di capitale dell’azionista. Insomma, o si vende, o si versano soldi freschi. A gennaio poteva fare mercato solo chi aveva l’indice di liquidità a 0,6: gli attivi insomma dovevano coprire almeno il 60% delle spese, e l’indice ha bloccatogli affari di molti club.

Con gli stessi parametri, almeno tre squadre oggi farebbero fatica a iscriversi al campionato: la Lazio e il Genoa, fuori per 28 e 32 milioni, e la Samp. Ma molte di più avrebbero problemi: almeno 6 club sono a rischio. continua a leggere

Chelsea sempre più in bilico: ‘Il club ha una autonomia di 17 giorni”


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/03/11/news/chelsea_senza_cessione_ce_il_rischio_fallimento_autonomia_di_17_giorni-341026112/

Le istituzioni inglesi hanno sanzionato Abramovich bloccando i suoi asset, tra cui il club londinese, che però ha chiesto ai ministri di agevolare la vendita. Secondo il ‘Daily Mail’, senza entrate economiche la società avrebbe un’autonomia di due settimane. Intanto lo United pensa a Tuchel

Roman Abramovich

Allentare le sanzioni o presto rischieremo il fallimento“. E’ il grido d’allarme che il Chelsea ha rivolto al governo inglese, dopo che i ministri britannici hanno optato per il pugno duro nei confronti di Roman Abramovich, inserito nell’elenco degli oligarchi russi puniti dall’esecutivo di Boris Johnson per i loro legami con Vladimir Putin.

“Autonomia di 17 giorni” – Dopo l’annuncio del proprietario russo di cedere il club (dopo 19 anni e 21 trofei in bacheca), si erano già fatti avanti dei possibili nuovi acquirenti con il miliardario turco Muhsin Bayrak in pole position per rilevare i Blues. Da Londra però è arrivata la doccia fredda per Abramovich: bloccati tutti i suoi asset, tra cui ovviamente anche il Chelsea e di fatto la relativa cessione. Non solo, perché attualmente il club del tecnico Tuchel non potrà beneficiare di alcun tipo di entrata economica, dalla vendita dei biglietti ai trasferimenti dei calciatori, fino anche al normale merchandising. Secondo uno studio del ‘Daily Mai‘, secondo cui “il Chelsea chiederà al governo britannico di allentare le sanzioni perché è emerso che potrebbero fallire in poco più di quindici giorni mentre i ministri considerano l’idea di forzare la vendita da 3 miliardi di sterline del club senza Roman Abramovich“. Per il popolare tabloid britannico infatti “con i giocatori che costano quasi 28 milioni di sterline al mese e i conti più recenti con riserve di 16 milioni di sterline, il club brucerebbe questi soldi in 17 giorni perché ora è vietato raccogliere fondi“. continua a leggere

Il Milan alla prova del fair-play finanziario. Gazidis dall’Uefa per evitare sanzioni


articolo di Enrico Currò: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/milan/2022/03/10/news/milan_fairplay_finanziario_uefa_sanzioni_gazidis-340934187/

La società, che si sta avvicinando alla sostenibilità totale e al pareggio tra spese e ricavi richiesti, ha l’obiettivo di non essere punita. Anche alla luce del percorso intrapreso negli ultimi due anni e indicato come priorità dal fondo americano della famiglia Singer, proprietario del club

Milano, 10 marzo 2022

È arrivata l’attesa convocazione del Milan a Nyon, sede dell’Uefa, per la discussione sul fair-play finanziario e sul settlement agreement, il patteggiamento del percorso per il completo risanamento dei conti. L’ad Ivan Gazidis e il portfolio manager del fondo Elliott, Giorgio Furlani, consigliere del club, si trovano in Svizzera, dove venerdì proseguirà il confronto col Cfcb, l’organismo finanziario di controllo dell’ente di governo del calcio europeo. All’audizione seguirà il giudizio sul rientro del Milan nei parametri del Ffp.

La società, che si sta gradualmente avvicinando alla sostenibilità totale e al pareggio tra spese e ricavi richiesti dall’Uefa, ha l’obiettivo di evitare sanzioni, anche alla luce del percorso virtuoso intrapreso negli ultimi due anni e indicato come priorità dal fondo americano della famiglia Singer, proprietario del club. Il club venne punito nel 2019 con l’esclusione per una stagione dalle coppe (nello specifico dall’Europa League): dopo la bocciatura del voluntary agreement chiesto nel novembre 2017 dall’allora ad Marco Fassone, scattò infatti il castigo per le irregolarità nei conti del triennio 2014-2017, periodo che intrecciava sia l’ultima fase della proprietà Fininvest sia la prima di Yonghong Li, il misterioso imprenditore cinese al quale Silvio Berlusconi aveva venduto la società nell’aprile 2017. continua leggere

Le audizioni di Inter, Roma e Juventus – Dopo il Milan sono attesi dall’audizione a Nyon col Cbcf dell’Uefa sull’attuale Ffp un trentina di club europei, tra i quali Inter, Roma e Juventus. Nel frattempo il nuovo Ffp dovrebbe essere dunque messo a punto, per entrare in vigore nella prossima stagione. Dall’appuntamento col rinnovato fair-play finanziario il Milan, come ha dichiarato Furlani durante il convegno londinese, non intende farsi cogliere impreparato: “Da quando abbiamo assunto la proprietà, abbiamo stabilizzato la barca. Ciò che abbiamo trovato era una situazione disastrosa: si andava verso la bancarotta come cassa, con scarsi ricavi ed eccesso di costi. Abbiamo dovuto ridurre i costi e ridurre la rosa. Il Milan fino a quel momento aveva vissuto da un certo punto di vista come se fosse ancora negli anni Ottanta”. Il nodo, per Elliott, rimane il nuovo stadio: “Quando abbiamo mostrato l’opzione stadio a New York, ci dicevano di non preoccuparci: erano convinti che Milano non fosse una città come Roma, sfortunatamente non era così”. continua leggere

Plusvalenze, chiusa l’indagine: undici squadre coinvolte


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/02/21/news/caso_plusvalenze_juventus_undici_societa-338710531/?ref=RHTP-BH-I338699392-P3-S9-T1

Il comunicato della Juventus. Concluse le indagini della Procura federale della Figc. Comunicazione inviata, tra le altre, a Napoli, Genoa, Empoli e Sampdoria

La Procura federale della Figc ha notificato a undici società la comunicazione di conclusione delle indagini relative alle cosiddette plusvalenze. Lo rende noto con un comunicato la Juventustra i club di Serie A coinvolti insieme a Napoli, Sampdoria, GenoaEmpoli. Della B sono interessate Pisa e Parma, della Lega Pro Pescara e Pro Vercelli. Oltre a due società che non più iscritte ai campionati: Novara e Chievo. Le società hanno due settimane di tempo per accedere agli atti e preparare le proprie difese.

È stata la Juventus ad aver comunicato in una nota di aver ricevuto questa sera (lunedì, ndr), insieme ad altre 10 società, una comunicazione di conclusione delle indagini dalla Procura federale presso la Figc “in ordine alla valutazione degli effetti di taluni trasferimenti dei diritti alle prestazioni di calciatori sui bilanci e alla contabilizzazione di plusvalenze, in seguito alla segnalazione della Covisoc, per l’ipotizzata violazione dell’articolo 31, comma 1, e degli articoli 6 e 4 del Codice di Giustizia Sportiva“. continua a leggere

Riassumendo le società coinvolte:

Serie A: Juventus, Napoli, Sampdoria, Genoa, Empoli

Serie B: Pisa, Parma

Lega Pro: Pescara, Pro Vercelli

Oltre a due società che non più iscritte ai campionati: Novara e Chievo.

L’Atalanta diventa americana: accordo con il fondo Bain Capital, ma Percassi resta presidente


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/atalanta/2022/02/19/news/atalanta_americana_ufficiale_percassi_bain_capital-338391133/

L’annuncio del club nerazzurro. Al gruppo di imprenditori capitanato da Stephen Pagliuca il 55% delle quote. Agli attuali proprietari resta la gestione sportiva. Antonio Percassi: “Un’opportunità per crescere ancora”

L’Atalanta è americana, come in Serie A hanno patron a stelle e strisce Milan, Roma, Fiorentina, Genoa, Spezia e Venezia. Dopo le voci delle ultime ore, la società bergamasca ha annunciato il raggiumento dell’accordo con una nota sul proprio sito ufficiale. “L’Atalanta – si legge – annuncia la sottoscrizione di un accordo di partnership tra la famiglia Percassi e un gruppo di investitori capitanati da Stephen Pagliuca, managing partner e co-owner dei Boston Celtics, oltre che co-chairman di Bain Capital, uno dei principali fondi di investimento al mondo“.

L’accordo prevede l’ingresso dei nuovi investitori con una quota complessiva del 55% nel capitale sociale de La Dea Srl (“La Dea“). La famiglia Percassi manterrà la quota del 45%. La Dea è la sub-holding della famiglia Percassi detentrice di circa l’86% del capitale sociale dell’Atalanta. La famiglia Percassi rimarrà il principale singolo azionista e la governance sarà espressione di una partnership paritetica: Antonio e Luca Percassi continueranno a ricoprire la carica rispettivamente di presidente e ad, mentre  Stephen Pagliuca verrà nominato co-chairman. continua a leggere

COMUNICATO ATALANTA BC

Accordo di partnership per la Società

PARTNERSHIP TRA IL GRUPPO PERCASSI E UN GRUPPO DI INVESTITORI  PER UN CO-INVESTIMENTO NELL’ATALANTA

ANTONIO PERCASSI PRESIDENTE E LUCA PERCASSI AMMINISTRATORE DELEGATO, STEPHEN PAGLIUCA CO-CHAIRMAN

Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. (“Atalanta” o il “Club”) annuncia la sottoscrizione di un accordo di Partnership tra la famiglia Percassi e un gruppo di investitori capitanati da Stephen Pagliuca, Managing Partner e Co-owner dei Boston Celtics, oltre che Co-chairman di Bain Capital, uno dei principali fondi di investimento al mondo.

L’accordo prevede l’ingresso dei nuovi investitori con una quota complessiva del 55% nel capitale sociale de La Dea Srl (“La Dea”). La famiglia Percassi manterrà la quota del 45%. La Dea è la sub-holding della famiglia Percassi detentrice di circa l’86% del capitale sociale dell’Atalanta.

La famiglia Percassi rimarrà il principale singolo azionista e la governance sarà espressione di una partnership paritetica: Antonio e Luca Percassi continueranno a ricoprire la carica rispettivamente di Presidente e Amministratore Delegato dell’Atalanta, mentre Stephen Pagliuca verrà nominato Co-chairman del Club.

Il gruppo di nuovi investitori comprende professionisti di primo piano con una profonda esperienza nel settore del calcio e dello sport in genere. Anche per questo, la partnership si pone l’obiettivo di rafforzare la società e la squadra, con l’intento di conseguire un ulteriore miglioramento dei risultati sportivi ed economici – oltre a quelli ragguardevoli – sin qui raggiunti.

L’impegno è quello di garantire al Club un futuro ancora più internazionale, aumentando la notorietà del brand al di fuori dei confini europei, ampliando la rete di talenti a cui l’Atalanta ha accesso ed aprendo le porte a nuove opportunità di collaborazioni commerciali oltre che all’utilizzo di tecnologie innovative per la gestione – sportiva e finanziaria – del Club.

Tutto ciò nella dichiarata volontà di non allentare comunque mai il forte radicamento dell’Atalanta nel territorio bergamasco e lo stretto legame con la propria tifoseria.

Antonio Percassi, Presidente dell’Atalanta, ha dichiarato: “Abbiamo colto, con la mia famiglia, questa opportunità, con l’obiettivo di far crescere la nostra squadra scegliendo di rimanere legati al Club, che in oltre dieci anni abbiamo portato a risultati che forse nessuno si sarebbe aspettato da una squadra di provincia. L’Atalanta, nelle cui file militavo negli anni ’60 è nel mio cuore così come è nel cuore di migliaia di tifosi che la supportano. Ci attendono grandi sfide e la mia convinzione è che la Partnership con investitori di così alto profilo non potrà che accelerare il nostro percorso di crescita“.

Stephen Pagliuca, futuro co-chairman dell’Atalanta, ha così commentato: “Siamo estremamente felici di entrare in partnership con la famiglia Percassi e di essere di supporto per il futuro sviluppo del club. L’Atalanta e i Boston Celtics condividono gli stessi valori sportivi: spirito di squadra ed un legame unico con le proprie tifoserie e comunità. Riteniamo che la famiglia Percassi abbia costruito basi solidissime su cui lavorare insieme per un rafforzamento globale del marchio, con l’obiettivo di favorire una ulteriore diversificazione e crescita dei ricavi, permettendo al club di diventare sempre piu’ competitivo su scala italiana e internazionale“.

La famiglia Percassi è stata assistita da BofA Securities in qualità di advisor finanziario, dallo Studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici in qualità di advisor legale e da Deloitte in qualità di business advisor.

Il gruppo di investitori è stato assistito da Legance e Kirkland & Ellis in qualità di advisor legali, Alvarez & Marsal come advisor commerciale e finanziario e Pirola, Zei, Pennuto & Partners come advisor fiscale.

19/02/2022 ANTONIO PERCASSILUCA PERCASSI

Atalanta italo-americana: a investitori Usa il 55% del club, ma la gestione resta ai Percassi


articolo di Andrea Elefante e Carlo Laudisa: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Atalanta/19-02-2022/atalanta-cessione-55percento-investitori-americani-percassi-restano-4301500249938.shtml

I soci sono legati al fondo Bain Capital, ma si impegnano personalmente. Antonio e Luca con il 45% rimangono presidente e amministratore delegato

Atalanta in orbita Usa: per entrare ancora più stabilmente nel futuro. Si spiega così, dopo una trattativa avviata già un paio di mesi fa che ha avuto un’importante accelerazione negli ultimi venti giorni, la cessione di un pacchetto di quote, che sarebbe del 55%, ad un nucleo di imprenditori statunitensi, con una importante componente italo-americana. Cessione imminente: closing previsto entro la prossima settimana, non si può escludere che avvenga già lunedì. Ma la gestione della società sarà ancora saldamente nelle mani della famiglia Percassi. Agli attuali azionisti di maggioranza, tornati a capo della società quasi 12 anni fa, resterà il 45% del pacchetto: e questa è la prova più eloquente di come l’anima bergamasca sarà ancora prevalente e motivata a progettare un domani sempre più ambizioso. I nuovi soci per primi hanno compreso che il miracolo atalantino non va snaturato.

CHIUSURA IMMINENTE – In queste ore decisive i patti di riservatezza (con ingenti penali) hanno imposto un silenzio assoluto sulle cifre della trattativa, ma si può ipotizzare che il deal avvenga sulla base di una valutazione complessiva del club oscillante fra i 400 e i 500 milioni di euro. La rosa di Gasperini ha quotazioni di mercato importanti, ma sono gli asset del centro sportivo di Zingonia e del Gewiss Stadium a far lievitare i termini dell’operazione. Due simboli del legame della famiglia con la città, che non ha però scoraggiato gli acquirenti. Su chi acquisterà il 55% delle quote societarie c’è ancora un velo di mistero, ma vari indizi portano ad almeno tre imprenditori, legati al fondo statunitense Bain Capital, che però investiranno in prima persona nell’acquisizione delle quote dell’Atalanta. Da escludere dunque operazioni speculative da collegare al fondo, anche se gli uomini d’affari si sono avvalsi degli strumenti finanziari della suddetta società d’investimenti. continua a leggere

La Lega scrive al governo: “Subito aiuti per il calcio o gettiamo la spugna”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/13-01-2022/serie-a-lega-scrive-governo-subito-aiuti-il-calcio-430889505910.shtml

Il presidente Dal Pino in una lettera al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali: “Le presenze ridotte nelle prossime due giornate complicano una situazione già difficile per un settore penalizzato”

Il presidente della lega di Serie A Paolo Dal Pino

Milano,13 gennaio 2022

Auspico il tuo autorevole intervento per sensibilizzare il premier e il Consiglio dei ministri” a intervenire con “misure di effettivo e concreto sostegno delle nostre società che sono al lumicino della resistenza gestionale e che rischiano di gettare la spugna“. Si conclude così una lettera riservata, inviata dal presidente della Lega di serie A, Paolo Dal Pino al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali e per conoscenza al presidente della Figc, Gabriele Gravina.

LE RICHIESTE – Nella missiva – visionata dall’AGI – si fa riferimento innanzitutto alle decisioni assunte dall’assemblea dei presidenti della Lega di serie A l’8 gennaio di limitare le presenze negli stadi per le prossime due giornate. “La decisione non è stata facile considerate le gravi perdite che essa determinerà in termini di incassi – si rimarca nella lettera -. Perdite che – si legge ancora – si aggiungeranno a quelle, gravissime, già patite nell’intero corso di questa pandemia dai nostri club con riferimento sia alla contrazione dei ricavi sia alle onerose spese sostenute per porre in essere tutte le vigenti procedure di sicurezza di accesso allo stadio. Perdite che, contrariamente ad altri settori d’impresa, hanno ricevuto ristori assolutamente minimali, inadeguati, e comunque in palese disparità di trattamento con riferimento, ad esempio, al settore cultura e spettacolo al quale apparteniamo“.

SOSTEGNI – La Lega di serie A chiede dunque un sostegno a tutto il settore. “Le società sportive auspicano che questo atto di ampia disponibilità, assunto con unanime senso di grande responsabilità, determini nel governo l’attenzione che merita un settore quale quello del calcio di vertice che, numeri alla mano, ha – per le decine di milioni di appassionati – un ruolo economico portante nel sistema imprenditoriale italiano, in termini di fatturato e di produzione di contribuzioni erariali dirette ed indirette, che merita – per la sopravvivenza sua e dei suoi 300mila addetti – aiuti concreti in termini tanto di ristori quanto di individuazione di strumenti deflattivi che consentano l’assolvimento degli obblighi tributari e contributivi con procedure di rateizzazione coerenti alle effettive possibilità delle società, e di misure finanziarie straordinarie a sostegno del sistema calcio”. continua a leggere

Inter-Brozovic, c’è l’accordo. Rinnovo fino al 2026, annuncio imminente


articolo di Davide Stoppini: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/10-01-2022/inter-brozovic-rinnova-contratto-fino-2026-430855373040.shtml#:~:text=La%20quadratura%20del%20cerchio%20è,Atalanta%3A%20non%20si%20andrà%20oltre.

Intesa da 6 milioni netti l’anno più bonus che porteranno il croato a guadagnarne quasi 7. Annuncio dopo la Supercoppa o dopo l’Atalanta

Milano,10 gennaio 2022

Marcelo Brozovic, 29 anni – Getty Images

Che cosa manca? La penna e l’annuncio, solo questo. Il resto è praticamente tutto fatto: l’Inter e Marcelo Brozovic si stanno per risposare. L’accordo per il rinnovo è raggiunto, i lavori sono pronti per la consegna, adesso è soltanto il momento dell’attesa. La quadratura del cerchio è stata trovata con una base fissa da 6 milioni netti a stagione fino al 2026, più bonus sostanziosi che porteranno il croato a guadagnare una cifra vicina ai 7 milioni. L’annuncio ci sarà dopo la Supercoppa, al massimo subito dopo la partita di domenica contro l’Atalanta: non si andrà oltre. E arriverà con il timbro di Steven Zhang, ovviamente.

COME IL TORO – Il lavoro preparatorio, invece, è stato opera del d.s. Piero Ausilio e dell’a.d. Beppe Marotta. È stato lungo: non si è mai arrivati realmente vicini alla rottura, perché la disponibilità di entrambe le parti era chiara fin dai primi passi. Ma, almeno all’inizio della trattativa, l’Inter non era sicura di riuscire a raggiungere il traguardo. Troppe le variabili incontrollabili, a fronte di un Brozovic che – per voce del papà Ivan – era partito da una richiesta di 8 milioni netti a stagione. continua a leggere

De Vrij fa causa agli ex agenti della Seg: contratto con l’Inter «svantaggioso», chiesto un risarcimento di 22 milioni


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_gennaio_07/stefan-de-vrij-fa-causa-seg-contratto-l-inter-svantaggioso-chiesto-risarcimento-22-milioni-d1a049be-6f41-11ec-97e0-94289cfbf176.shtml?refresh_ce

Il difensore dell’Inter ha citato in giudizio l’agenzia che lo assisteva fino a poco tempo fa per arricchimento illecito. Il caso sarà discusso dal Tribunale di Amsterdam a febbraio. Ora l’olandese è assistito da Mino Raiola

Stefan de Vrij ha citato in giudizio la Seg (Sports Entertainment Group), che lo assisteva fino a poco tempo fa, e ha chiesto un risarcimento per arricchimento illecito. Il caso sarà discusso dal Tribunale di Amsterdam a febbraio. Questo è quanto riporta il quotidiano olandese «De Telegraaf». Non si è fatta attendere la controreplica di Kees Vos, il direttore della Seg, che considera tutto questo «una ridicola iniziativa» del difensore dell’Inter, arrivato in nerazzurro dalla Lazio a parametro zero nell’estate 2018. Sempre secondo Vos «de Vrij guadagna cinque volte di più a Milano rispetto a prima e si è lasciato sussurrare da terzi che non avremmo dovuto guadagnare nulla ed è arrivato a crederci». Infine, ai tempi del passaggio all’Inter la Seg non aveva nessun accordo con il calciatore e de Vrij era a conoscenza di tutto questo: «Ma comunque non eravamo tenuti a informarlo», hanno fatto sapere.

Da dove nasce questa diatriba? Secondo il difensore, la Seg quando si è seduta intorno a un tavolo a trattare con l’Inter, invece di rappresentarlo, ha trovato un accordo con il club di viale Liberazione, guadagnandoci 7,5 milioni di euro dal trasferimento. Ma per far scattare questo bonus, de Vrij con il suo contratto di cinque anni non avrebbe dovuto superare la cifra di 50 milioni di euro. Da ricordare che l’olandese firmò con l’Inter un contratto quinquennale da 37,5 milioni di euro. Naturalmente, appena ne è venuto a conoscenza (dopo un anno e mezzo dal suo trasferimento), de Vrij è andato su tutte le furie. Ed è per questo che ha citato in causa la Seg chiedendo la differenza tra il suo stipendio attuale di 37,5 milioni di euro e lo stipendio massimo di 50 milioni di euro, inclusi parte dei guadagni dei vari bonus della Seg stessa, che all’epoca avrebbe inserito una percentuale, fissata al 7,5%, su una possibile rivendita. Arrivando a una richiesta totale di 22 milioni. continua a leggere

La Salernitana è salva, accettata l’offerta di Iervolino


articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/01/01/news/salernitana_salva_accettata_offerta_iervolino-332270256/?ref=RHTP-BH-I322793271-P3-S5-T1

La serie A resta a 20 squadre. Lunedì l’ufficialità

I trustee incaricati di cedere le quote societarie della Salernitana hanno accettato l’offerta di Danilo Iervolino, scongiurando in extremis l’incubo esclusione che sarebbe scattata se entro il 31 dicembre non fossero arrivate offerte per l’acquisto del club. L’imprenditore napoletano, fondatore dell’Università Telematica Unipegaso, si appresta a diventare il nuovo proprietario della società granata. L’ufficialità arriverà nella giornata di lunedì, al termine delle verifiche bancarie ma – da quanto si apprende – si è deciso di puntare su di lui per il futuro della Salernitana.

Il nome di Iervolino era spuntato fuori nelle ultime 48 ore: in giornata l’imprenditore campano ha presentato un’offerta con annessa caparra del 5%. continua a leggere

Mercato, sei club di A in difficoltà


Mercato, sei club di A in difficoltà: c’è anche la Lazio

articolo di Enrico Currò ,  Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2021/12/28/news/mercato_sei_club_di_a_in_difficolta_c_e_anche_la_lazio-331845906/?ref=RHTP-BH-I329007773-P14-S5-T1

Una lettera dell’ad della Lega De Siervo evidenzia i problemi legati all’indice di liquidità di Bologna, Cagliari, Empoli, Genoa, Sassuolo e del club di Lotito, che paradossalmente sta peggio della Salernitana

Il calciomercato invernale sta per iniziare – prenderà il via ufficialmente il 3 gennaio – ma non per tutti. Al momento ci sono ben sei club, sui venti della serie A, che non possono entrare sul cosiddetto mercato di riparazione per una seria ragione normativa: il mancato rispetto dell’indice di liquidità, il parametro che secondo le Noif – le norme organizzative interne della Figc – rivela la capacità di fare fronte agli impegni finanziari a breve termine. È la Lazio di Lotito, che l’estate scorsa si ritrovò bloccata per la stessa ragione all’inizio del mercato estivo, la società di più alta classifica tra quelle per ora bocciate. Le fanno compagnia in ordine alfabetico Bologna, Cagliari, Empoli, Genoa e Sassuolo. Per tutte c’è la possibilità di rientrare al più presto nei parametri: o con qualche cessione di calciatori prima di procedere a un acquisto (sarebbe questo il caso del Sassuolo, che ha appena ceduto all’Atalanta Boga per 22 milioni di euro più bonus) oppure con l’immissione di denaro nelle casse, per ripristinare appunto il corretto indice di liquidità, il rapporto tra attività correnti e passività correnti, la cui soglia tollerata è di 0,8.

Lazio in difficoltà, ma non la Salernitana – A mettere in luce i sei club in difficoltà – tra i quali per ironia della sorte non c’è la Salernitana già di Lotito, in febbrile attesa di un salvataggio entro il 31 dicembre per evitare l’esclusione dal campionato – è stata la lettera spedita a tutti e venti gli associati dall’amministratore delegato della Lega di A, Luigi De Siervo. Il quale, indicando “a seguito delle interlocuzioni formali con la Figc” le quattordici società “conformi con l’indice di liquidità: Atalanta Fiorentina, Hellas Verona, Internazionale, Juventus, Milan, Napoli, Roma, Sampdoria, Spezia, Salernitana, Torino, Udinese, Venezia“, rivela appunto per esclusione quelle che virtuose non sono ancora state. De Siervo certifica inoltre che tutte le società sono in regola col pagamento degli stipendi della scorsa stagione, come da verifica della società di revisione Deloitte & Touche S.p.A., ma non può fornire analoga garanzia per la stagione in corso. continua a leggere

Fallito il Calcio Catania, ma non si ritira dal campionato


articolo di Alessandro Vagliasindi: https://palermo.repubblica.it/sport/2021/12/22/news/fallito_il_calcio_catania_ma_non_si_ritira_dal_campionato-331212369/

Il tribunale ha affidato la società a tre curatori, decisivo lo stato di insolvenza del club

Il Catania è fallito ma stasera dovrà comunque scendere in campo contro il Monopoli per la gara del campionato di serie C in programma alle 21 al Massimino. Con la sentenza 263 pubblicata oggi, il Tribunale di Catania – sezione fallimentare ha accolto l’istanza della procura della Repubblica, statuendo il fallimento del Calcio Catania spa e autorizzando l’esercizio provvisorio dell’impresa sino al 2 gennaio del 2022, con l’incarico a tre curatori: i dottori commercialisti Giucastro e D’Arrigo, già componenti del collegio di Ctu nominato dal Tribunale fallimentare, e l’avvocato Basile.

Lo stato di insolvenza del club ha indotto il Tribunale a dichiarare il fallimento. Adesso sarà compito dei curatori individuare le disponibilità economiche necessarie per portare a termine la stagione sportiva 2021/22. Il Calcio Catania ha 30 giorni per impugnare la sentenza di fallimento, con reclamo alla corte d’Appello.

Salernitana, nessuna proroga per la cessione: il club di nuovo a rischio esclusione dalla serie A


articolo di Monica Colombo: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/21_dicembre_21/salernitana-nessuna-proroga-la-cessione-club-nuovo-rischio-esclusione-serie-a-0b8a0cd4-6261-11ec-a583-0974d17fd3de.shtml?fbclid=IwAR0tj_-pA-tG_AJN5RSmiyOcMtlyrOun0oXtsxbHSO_h1thq8SkG1xQWSgw

Il consiglio federale della Figc conferma che il termine ultimo rimane il 31 dicembre: solo in presenza di offerte valide ci saranno altri 45 giorni per completare l’operazione

Foto dalla Gazzetta dello sport

La Salernitana dovrà essere venduta entro il 31 dicembre o sarà esclusa dal campionato. La richiesta di proroga per consentire ai campani di terminare la stagione, decisa dall’assemblea di Lega determinata a concludere il campionato in 20, non è nemmeno stata messa all’ordine del giorno. Non è stata cioè oggetto di una votazione. Il presidente Gravina non è andato oltre alla presa in esame dell’atto costitutivo del trust e il conseguente impegno che il trust ha preso con la Figc. «Non abbiamo assunto nessuna delibera, mi sono semplicemente limitato a leggere il contenuto di un atto notarile che prevedeva l’esclusione della Salernitana in caso di mancata cessione delle quote, ci sono anche le firme dei disponenti e dei trustee» ha dichiarato Gravina. «Ieri uno dei disponenti (Mezzaroma, ndr) ha richiesto una proroga che però non è prevista nell’atto notarile. Auguriamo alla Salernitana di trovare un acquirente nei prossimi dieci giorni altrimenti c’è l’atto notarile che parla chiaro». In pratica la Federazione intende proseguire sulla linea di rispetto della tenuta del sistema e nei confronti della città di Salerno che venerdì in occasione della partita dell’Inter ha chiesto a gran voce un intervento delle istituzioni calcistiche per uscire da una posizione equivoca. Il Consiglio federale all’unanimità ha preso atto perciò di rispettare quanto contenuto nell’atto costitutivo del trust: alla discussione non ha partecipato Lotito, uscito dalla stanza. continua a leggere

Il nuovo San Siro sarà una Cattedrale……


Il nuovo San Siro sarà una Cattedrale: Inter e Milan scelgono il progetto di Populous ispirato al Duomo e alla Galleria

articolo di Alessia Gallione: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/12/21/news/nuovo_san_siro_progetto_vincitore_come_sara_il_nuovo_stadio-331096665/?ref=drla-1

Una struttura più piccola rispetto al Meazza, sostenibile dal punto di vista energetico e capace, con installazioni tecnologiche, di ‘indossare’ i colori e i simboli di Inter e Milan a seconda del club che gioca in casa. Scomparse le due torri destinate a uffici e hotel resta la parte destinata ai negozi. Dovrebbe essere inaugurata per la stagione nel 2026-2027

Un nuovo stadio per Milano: la Cattedrale di Populous

Il nuovo San Siro sarà una Cattedrale. Alla fine, Inter e Milan hanno deciso: il nuovo stadio, che puntano a inaugurare per la stagione 2026-2027, sarà disegnato dallo studio di architettura internazionale di Populous. Un progetto, ispirato al Duomo e alla Galleria, che da mesi era in lizza con i Due anelli di Milano firmati dal consorzio Manica-Cmr-Sportium, e che adesso è stato designato ufficialmente come vincitore.

Il percorso non è ancora concluso. E, anzi, dopo aver conquistato il primo via libera della giunta comunale di Milano (la dichiarazione di pubblico interesse è arrivata lo scorso novembre), il 2022 sarà un anno decisivo per lo stadio. E non solo perché, tra richieste di dibattiti e di referendum, ricorsi al Tar e alla Corte dei conti annunciati, i comitati contrari all’abbattimento del vecchio Meazza hanno promesso battaglia. Ma, adesso, le squadre hanno fatto un ulteriore passo in avanti. Ed è proprio ripartendo dal disegno della Cattedrale, che dovrà prendere forma il progetto esecutivo del nuovo impianto. Con un’unica certezza: a febbraio del 2026, la cerimonia di inaugurazione dei Giochi invernali di Milano-Cortina si svolgerà nell’attuale impianto. Un’uscita di scena in grande stile per la Scala del calcio. continua a leggere

Lega Calcio, tensione alle stelle tra Inter e Fiorentina: lite tra Marotta e Barone


articolo SPORTMEDIASET CALCIO: https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/lega-calcio-tensione-alle-stelle-tra-inter-e-fiorentina-lite-tra-marotta-e-barone_43236504-202102k.shtml

L’ad nerazzurro ha minacciato un esposto alla Procura Federale per le dichiarazioni del collega viola sulla questione stipendi

Chi c’era assicura che i toni sono stati decisamente alti e che Beppe Marotta si sia scaldato non poco. Ieri nell’Assemblea della Lega di Serie A in cui si doveva discutere della possibile esclusione della Salernitana è invece andato in scena un pesante scontro verbale tra l’amministratore delegato dell’Inter e il collega della Fiorentina Joe Barone. Quando si è affrontata l’altra questione all’ordine del giorno (tema che verrà discusso martedì prosismo in Figc), vale a dire il possibile rinvio del termine delle verifiche federali sul corretto pagamento di stipendi, imposte e contributi fissato al 16 febbraio (con i club, tutti, che non ritengono necessario spostare la scadenza) è scoppiata la scintilla.

Perché? Perché il dirigente dell’Inter ha detto di non tollerare più le dichiarazioni (pregresse) e le illazioni (ribadite nella stessa riunione in Lega) di Barone (e del patron viola Commisso) sul tema della dilazione degli stipendi della passata stagione (l’Inter ha pagato regolarmente tutte le mensilità, usufruendo di un posticipo dei pagamenti concesso a tutti i club). Accuse che Marotta ha definito intollerabili, lasciando intendere di aver pronto un esposto alla Procura Federale per tutelare il club nerazzurro.