Hanno cercato di far cadere i ciclisti – Posizionati su una rotonda a Marigliano, i giovani si sono quasi buttati in mezzo alla strada cercando di creare problemi ai ciclisti, tentando di spingerli o si intralciare con le gambe le ruote delle biciclette, con il rischio concretissimo di farli cadere. Qualcuno si è limitato a mandarli a quel paese con gesti espliciti, altri hanno quasi finto di colpirli, come a sottolineare la stupidità del gesto. Gli agenti del commissariato di polizia di Nola li hanno subito identificati: si tratta di due ragazzi di 19 anni residenti a San Vitaliano. per loro scatterà una denuncia a piede libero alla Procura nolana per il reato di pericolo all’incolumità pubblica nel corso di manifestazioni sportive.
Lingua originale: inglese Rispetta i corridori. Rispetta la gara. Rispetta il #GirodItali Tifosi. Vi amiamo ai bordi della strada. Amiamo il vostro entusiasmo, amiamo che incoraggiate i corridori, amiamo che vi vestiate come fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non comportatevi come questo tizio.
Respect the riders. Respect the race. Respect the #GirodItalia
🫶 Fans, Tifosi. We love you on the roadside. We love your enthusiasm, we love that you cheer on the riders, we love that you dress like flamingos.
La denuncia del Giro – Il Giro d’Italia è intervenuto con una nota per denunciare l’episodio, rischiosissimo: “Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c’è un limite da non superare. Non siate come questa persona”. Anche Eurosport, titolare dei diritti internazionali, ha scritto un tweet polemico sull’accaduto, con le immagini del caso: “Un gesto da non imitare assolutamente. Speriamo che queste immagini aiutino ad individuare i colpevoli! I corridori non si toccano, la loro incolumità è sacra”.
Imbarcazioni di soccorso sul luogo dell’incidente in cui sono morti i 5 subacquei, incognita sulle condizioni meteo. L’ambasciatore italiano arrivato a Malè
Nella combo, da sinistra Monica Montefalcone, Federico Gualtieri, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino, morti in un’immersione alle Maldive
Sul luogo dell’incidente in cui sonodeceduti 5 subacquei italiani sono giunte le imbarcazioni di soccorso della Guardia costiera maldiviana. A bordo sono presenti i sommozzatori della Guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità.
Iniziate alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei cinque italiani morti ieri durante una immersione in una grotta sottomarina. L’Ambasciatore d’Italia a Colombo, competente per le Maldive, è arrivato da qualche ora a Malè e incontrerà i responsabili della guardia costiera presenti nella capitale, riferisce intanto una nota della Farnesina.
Al momento, si precisa, le condizioni meteo potrebbero impedire l’avvio delle operazioni di recupero, ma dovrebbe essere effettuata una prima immersione volta a esplorare i punti di accesso della grotta, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
La ricercatrice e la figlia, la biologa, il capobarca, il sub: le vittime – Le vittime sono Monica Montefalconee sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti,Federico Gualtierie Muriel Oddenino. Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice Unige, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. La figlia, Giorgia Sommacal, aveva 23 anni. La giovane era una studentessa di Ingegneria biomedica all’università di Genova. Nella stessa città aveva frequentato il liceo classico Giuseppe Mazzini.
Gianluca Benedetti, nato a Padova, secondo la sua biografia rintracciabile sul sito dell’agenzia di viaggi Albatros Top Boat di Verbania per cui lavorava, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Nel 2017 si era trasferito alle Maldive, perlomeno in modo continuativo fino al 2024. Il suo ruolo era quello di istruttore subacqueo ma anche di operations manager, ossia era il capobarca a bordo delle due imbarcazioni, Conte Max e Duca di York, che l’agenzia usa in loco per portare i turisti a fare immersioni. Benedetti viene definito come “una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi”.
Era una biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca al Dipartimento di scienze della terra dell’università di Genova Muriel Oddenino, 31 anni. Specializzata in ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure. Appassionata di immersioni era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini. Appresa la notizia, sui suoi profili social, cominciano a comparire alcuni messaggi che la ricordano. “Ciao piccolina, ragazza meravigliosa, dolce, sensibile, sempre con il sorriso negli occhi e la gentilezza nel cuore – scrive un suo contatto – Ti vedevamo entrare in caffetteria ci chiedevi la tua focaccia e il cappuccino senza lattosio, pronta a fare due chiacchiere e a regalare un momento di allegria a tutti noi. La tua presenza mancherà tantissimo, ma il ricordo della tua luce , del tuo sorriso e della tua dolcezza resterà per sempre nei nostri cuori. Ci stringiamo con affetto al dolore della famiglia e di tutte le persone che ti hanno voluto bene”. Monica Montefalcone e Muriel Oddenino erano colleghe: entrambe lavoravano nel Distav.
Federico Gualtieri era un istruttore di sub. Si era laureato in Scienze biologiche all’università di Genova lo scorso marzo. Originario di Omegna, nel Verbano Cusio Ossola, all’ateneo del capoluogo ligure aveva frequentato il corso di laurea magistrale in Biologia ed ecologia marina. In precedenza aveva frequentato il corso di laurea in Scienze biologiche all’università del Piemonte Orientale. Sui suoi profili social numerose sono le immagini di atolli mentre cominciano a comparire i primi commenti. “Povero Chicco’ scrive un’amica.