E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
22 maggio 2026
| Guardiola-City, l’addio è ufficiale: “È arrivato il momento, niente è eterno” |
| articolo di Davide Chinellato: https://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/22-05-2026/guardiola-lascia-il-city-a-fine-stagione-ora-e-ufficiale-il-comunicato-del-club.shtml |
| Dopo 10 stagioni l’allenatore spagnolo lascia il Manchester City. Sarà “ambasciatore del club” inglese |

La fine di un’era adesso è ufficiale: Pep Guardiola da lunedì non sarà più l’allenatore del Manchester City. L’annuncio del club, che precede di un paio d’ore la conferenza stampa già programmata per parlare della sfida con l’Aston Villa, trasformerà l’ultima giornata di campionato in un grande saluto all’allenatore che ha trasformato il club in una potenza del calcio mondiale, conquistando 20 trofei nelle sue 10 stagioni al timone, comprese quest’anno l’FA Cup e la Carabao Cup. “Non c’è una ragione specifica perché vado via ora: dentro di me, però, sento che è arrivato il momento di salutare” ha raccontato al sito del club. Pep non lascia il mondo City: rimarrà come Global Ambassador del City Football Group, ruolo in cui dovrà dare, recita il comunicato del club, “consigli tecnici ai club del gruppo, lavorando su progetti specifici e collaborazioni”. Il City ha ufficializzato che la nuova sezione dello stadio, da inaugurare domenica, porterà il suo nome. Resta, in ogni caso, la fine di un’era.
LE PAROLE – “Ricordo che quando sono arrivato la prima intervista l’ho fatta con Noel Gallagher – ha raccontato Pep al sito del club, in una sorta di lettera d’addio -. E quando sono uscito ho pensato che sarebbe stata divertente. Beh, lo è stato di sicuro. Non chiedetemi perché vado via: niente è eterno, se lo fosse sarei ancora qui. Di eterno rimarranno le sensazioni, la gente, i ricordi, l’amore che ho per il Manchester City. Questa città è costruita sul lavoro duro e lo si vede in tutto: io l’ho capito, e l’hanno capito anche le mie squadre. Anche noi abbiamo lavorato, sofferto, combattuto. E abbiamo fatto le cose a modo nostro. Con la città, con i giocatori che sono stati eccezionali e che magari non lo sanno ma stanno lasciando un segno. È arrivato il momento per me di lasciare. Ma siate felici, in fondo gli Oasis sono tornati insieme. Grazie per avermi dato fiducia, per avermi spinto, per avermi amato. Noel, avevo ragione: è stato incredibilmente divertente”.
IL GRAZIE – Tutta la parte blu di Manchester è pronta a dire grazie a Pep, per quello che ha fatto per il club in questi 10 anni in cui è diventato uno dei più importanti d’Inghilterra e d’Europa. Il grazie del City arriva dalle parole del presidente Khaldoon Al Mubarak: “Negli ultimi dieci anni – dice al sito del club – onestà e fiducia sono state le fondamenta con cui abbiamo affrontato ogni situazione, sempre sapendo che insieme a Pep avremmo trovato la risposta giusta. Oggi, la risposta giusta è che Pep chiuda il suo viaggio come allenatore del Manchester City. Ci sono stati altri momenti in cui avrebbe potuto dire basta, che ne aveva avuto abbastanza. In qualche modo, Pep ha sempre trovato nuova energia e continuato, trovando sempre modi diversi e innovativi per continuare a vincere. Il risultato è che il club ha un decennio di ricordi e successi per cui essergli sempre grato. E più di quello, l’evoluzione del club con lui al timone è qualcosa da cui non si torna indietro”.
LA NUOVA ERA – Domenica con l’Aston Villa sarà l’ultimo atto di Guardiola allenatore del City, l’ultima frase di un libro lungo 10 anni, un volume pieno di pagine indimenticabili, di vittorie e di successi che vanno oltre i numeri (i 20 trofei) o i traguardi (Il treble del 2023, la stagione dei 100 punti, quella del Domestic Treble). Guardiola a Manchester non ha scritto solo 10 anni di storia del City, ma ha avuto un impatto enorme su tutto il calcio inglese. E dalla vetta di quella Premier che ha vinto sei volte, sul calcio in generale. Lascia il City da leggenda, non solo a Manchester ma in tutto il calcio. Lascia un club pronto a voltare pagina, pronto a costruire la nuova era di successi, con Enzo Maresca già scelto come erede. Il tecnico italiano non dovrà essere il nuovo Guardiola: dovrà ripartire da quegli standard altissimi che Pep ha creato. Quelli che in 10 anni hanno trasformato il City nel punto di riferimento del calcio in Europa.




