Miccoli andrà in carcere per estorsione. Le frequentazioni pericolose dell’ex calciatore, disse: “Quel fango di Falcone”
La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa. Le intercettazioni hanno svelato le relazioni pericolose del giocatore
L’aggravante di mafia alla condanna lascia poco spazio a Fabrizio Miccoli. Presto si apriranno le porte del carcere per l’ex bomber rosanero che la Cassazione ha ritenuto responsabile di estorsione: sollecitò Mauro Lauricella, il figlio del boss della Kalsa, suo grande amico, a chiedere la restituzione di ventimila euro all’imprenditore Andrea Graffagnini per conto di una terza persona. Una brutta storia per l’idolo di una generazione di tifosi palermitani. Un idolo caduto nella polvere il giorno che Repubblica svelò una drammatica intercettazione fatta dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo.
“Quel fango di Falcone“, canticchiavano i due amici su un Suv mentre sfrecciavano per le vie di Palermo. E al telefono davano appuntamento a un altro amico in modo davvero singolare: “Vediamoci davanti all’ albero di quel fango di Falcone“. Fango, feccia. continua a leggere

