Genoa, ecco perché il coronavirus si è diffuso così tanto nella squadra


articolo: https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_settembre_29/genoa-ecco-perche-coronavirus-si-diffuso-cosi-tanto-squadra-4ab8c756-0277-11eb-a582-994e7abe3a15.shtml?fbclid=IwAR1I7wcp9BJ8RJ5uK4nqLPQsm2rYv03OyETlHyZFrqA2KI83PFBi71G9O6A

Nei primi tre giorni dopo l’esposizione a Sars-Cov-2 il tampone può risultare negativo, anche se il virus è già in corpo. È il periodo pre-sintomatico è il più contagioso

Come è possibile che 14 tra giocatori e membri dello staff del Genoa che si sono sottoposti sabato a un doppio tampone negativo lunedì siano risultati positivi?
I test non rilevano immediatamente il virus. Nei primi tre giorni dopo l’esposizione a Sars-Cov-2 c’è un’alta probabilità che il test tampone sia negativo. È però possibile che il virus sia già presente nell’organismo, ma dal momento che comincia a replicarsi a diverse velocità, anche in base alla risposta anticorpale del singolo, il tampone può risultare “falsamente negativo”. Dopo 72 ore dalla presunta esposizione è più facile che il test fornisca risultati corretti.

 

È dunque possibile che i giocatori del Genoa fossero già stati contagiati e quindi potenzialmente infettivi quando domenica hanno sfidato il Napoli al San Paolo?
Sì, la malattia ha un periodo di incubazione di 2-5 giorni e come detto il tampone non la rivela subito. È dunque verosimile che almeno qualche atleta rossoblù abbia giocato con il virus già in corpo. Per quanto riguarda i contagi in campo dovremo attendere qualche giorno e anche se i risultati dei test effettuati martedì dovessero risultare negativi i partenopei non potranno ancora sentirsi al sicuro. Il grosso problema è che il periodo pre-sintomatico (che dura dai 2 ai 10 giorni con una media di 5) è anche quello cruciale: non solo perché gli asintomatici possono trasmettere la malattia, ma anche perché nei giorni immediatamente precedenti ai sintomi le persone sono molto contagiose.

 

Come è arrivato il virus nella squadra? – Il primo a risultare positivo è stato il portiere Mattia Perin, febbricitante venerdì e risultato positivo sabato a mezzogiorno. Nel corso della settimana si è allenato regolarmente, asintomatico ma contagioso. È verosimile che Perin si sia infettato lunedì, giornata di riposo, lontano dai campi di gioco. Non bisogna dimenticare che la Liguria è una delle regioni italiane che più preoccupano per la diffusione del contagio con un Rt di 1,31 tra i più alti d’Italia e con un’incidenza negli ultimi 7 giorni di 34,48 casi ogni 100 mila abitanti, seconda solo alla provincia Autonoma di Trento. L’andamento della curva epidemica generale del resto riflette quello che succede nei singoli ambienti: scuole, Università, aziende, centri sportivi.   continua a leggere

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