Il derby di Milano infiamma Chinatown, le bandiere di Milan e Inter in via Sarpi
Clima da derby per le vie di Chinatown a Milano: in via Paolo Sarpi sono state esposte le bandiere di Inter e Milan, tutte e due passate a proprietà cinesi, che si sfideranno a San Siro domenica 15 ottobre
L’ad Espenhahn e il direttore generale Priegnitz devono scontare nove e sei anni di reclusione per la morte dei sette operai nello stabilimento torinese. I due sono ancora liberi dopo la sentenza definitiva.
A dieci anni dalla tragica notte della Thyssen il ministro della Giustizia Andrea Orlando chiede che il governo tedesco dia esecuzione alla sentenza per i dirigenti tedeschi della ThyssenKrupp condannati. Il tragico incidente in cui morirono sette operai risale al 6 dicembre 2007. Dopo l’una di notte, nello stabilimento di Torino, alla linea 5 scoppiò un incendio devastante e violentissimo che gli uomini al lavoro non riuscirono a spegnere: i sette lavoratori, investiti da un getto potentissimo di olio infiammato, morirono nei giorni successivi per le ustioni. continua
Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la ottava giornata di andata del Campionato di Serie A 2017/18 in programma domenica 15 ottobre alle ore 15.00.
A fine serata, con la scusa di andare in bagno, ha sfilato 180 euro dalla cassa ed è fuggito dal Botinero, il locale di Zanetti e Cambiasso ai tempi dell’Inter. Il ladro bloccato dal dipendente aiutato dai passanti.
Ha approfittato del momento di relax dei dipendenti del ristorante di Zanetti a Milano e, con la scusa di andare in bagno, si è avvicinato alla cassa e ha sfilato 180 euro dall’incasso. L’uomo, un cittadino georgiano di 40 anni, è stato però bloccato dopo che uno dei camerieri si è insospettito vista la velocità con cui l’uomo è uscito dal locale. continua
Oggi 12 ottobre, all’ex fornace di Alzaia Naviglio Pavese 16 alle ore 18, il seminario dal titolo “Riapriamo i Navigli – Quale sviluppo per Milano e la Regione Lombardia” Tra gli ospiti Roberto Biscardini, Pierfrancesco Maran, Bruno Ceccarelli.
Il sorteggio, in programma, martedì 17 ottobre , terrà conto del ranking FIFA al momento della conclusione dei gironi di qualificazione ai Mondiali 2018.
Per generare gli accoppiamenti, le otto squadre verranno suddivise in due gruppi: teste di serie e non. Ecco la situazione:
TESTE DI SERIE
NON TESTE DI SERIE
Svizzera (1134 pt.)
Irlanda del Nord (889 pt.)
Italia (1065 pt.)
Svezia (872 pt.)
Croazia (1012 pt.)
Irlanda (866 pt.)
Danimarca (1001 pt.)
Grecia (681 pt.)
L’Italia è certa di far parte delle quattro teste di serie insieme a Svizzera, Croazia e Danimarca. Le possibili avversarie sulla strada di Russia 2018 sono quindi Svezia, Irlanda del Nord, Irlanda e Grecia .
Le Olimpiadi degli studenti abbracciano l’Italia. Napoli e la Regione Campania si avviano alla grande sfida di ospitare le Universiadi del 2019, che per la quinta volta tornano nel Bel Paese a 60 anni dalla prima edizione disputata a Torino nel 1959. “E’ una grande sfida, ma dobbiamo vincerla”, dice il governatore Vincenzo De Luca. La presentazione dell’evento sportivo, che si svolgerà dal 3 al 14 luglio 2019 a Napoli e altre città della Campania (Avellino, Caserta, Salerno, Benevento, Nocera, Aversa, Pozzuoli, Eboli), si è svolta oggi presso il restaurato Salone d’Onore del Coni, alla presenza del numero uno del Comitato olimpico nazionale italiano, Giovanni Malagò, del ministro per lo Sport, Luca Lotti, del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dei presidenti dell’Aru, Raimondo Pasquino, del Cusi, Lorenzo Lentini, della Fisu (International University Sport Federation) Oleg Matytsin, e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) Gaetano Manfredi. continua….
Baglioni: ‘Stop alle eliminazioni e alla serata cover’
“Basta con le eliminazioni, sia tra Big sia tra i Giovani, e niente più serata dedicata alle cover, piuttosto spazio ai duetti: sono tra le principali novità di Sanremo 2018, annunciate questa sera al Tg1 da Claudio Baglioni, direttore artistico e capitano della squadra dei conduttori del festival. “L’eliminazione – ha spiegato Baglioni, intervistato da Vincenzo Mollica – è stata eliminata. Non ci sarà, come in tutte le edizioni precedenti, quella pratica un po’ violenta del dover mandare a casa qualcuno. continua…
Alcune parti della famosa regione vinicola della California sono state distrutte dagli incendi. Circa 20.000 persone sono state evacuate come forti venti, causando una rapida diffusione di incendi attraverso le conte di Napa, Sonoma e Yuba.
Gli edifici nelle contee di Napa e Sonoma della California sono stati evacuati presto il lunedì mattina, dopo che molti incendi di rapida diffusione hanno colpito l’area con fumi spessi e grandi fiamme, secondo i funzionari del fuoco e i media locali.
Fire Crews Scramble To Contain Deadly California Wildfires
Le fiamme stanno diffondendo ad una velocità allarmante, dalla California settentrionale a più di 500 miglia a sud. Notizie di CBS ‘riferiscono Danielle Nottingham.
Vajontè il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno (Italia).
UN’IMMANE SCIAGURA – La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 Ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione. La stima più attendibile è a tutt’oggi di 1910 vittime.
La Storia Siamo Noi Dossier Vajont Una Tragedia Annunciata
CRONACA DI UN EVENTO TRAGICO – La frana che si staccò alle ore 22.39 dalle pendici settentrionali del monte Toc precipitando nel bacino artificiale sottostante aveva dimensioni gigantesche. Una massa compatta di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e detriti furono trasportati a valle in un attimo, accompagnati da un’enorme boato. Tutta la costa del Toc, larga quasi tre chilometri, costituita da boschi, campi coltivati ed abitazioni, affondò nel bacino sottostante, provocando una gran scossa di terremoto. Il lago sembrò sparire, e al suo posto comparve una enorme nuvola bianca, una massa d’acqua dinamica alta più di 100 metri, contenente massi dal peso di diverse tonnellate. Gli elettrodotti austriaci, in corto-circuito, prima di esser divelti dai tralicci illuminarono a giorno la valle, lasciando nella più completa oscurità i paesi vicini.
La strage del vajont (1963)
9 ottobre 1963 ore 21.00 circa..una frana dal monte toc si getta nel lago del vajont..scavalca la diga e distrugge completamente Longarone (BL,)a fondo valle.. in questo documento, le voci degli abitanti di Erto e Casso (PN), paesi alti solo “lambiti” dal getto mortale.
DUE ONDATE GIGANTESCHE – La forza d’urto della massa franata creò due ondate. La prima, a monte, fu spinta ad est verso il centro della vallata del Vajont che in quel punto si allarga. Questo consentì all’onda di abbassare il suo livello e di risparmiare, per pochi metri, l’abitato di Erto. Purtroppo spazzò via le frazioni più basse lungo le rive del lago, quali Frasègn, Le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana e San Martino.
La seconda ondata si riversò verso valle superando lo sbarramento artificiale, innalzandosi sopra di esso fino ad investire, ma senza grosse conseguenze, le case più basse del paese di Casso. Il collegamento viario eseguito sul coronamento della diga venne divelto, così come la palazzina di cemento, a due piani, della centrale di controllo ed il cantiere degli operai. L’ondata, forte di più di 50 milioni di metri cubi, scavalcò la diga precipitando a piombo nella vallata sottostante con una velocità impressionante. La stretta gola del Vajont la compresse ulteriormente, facendole acquisire maggior energia.
Il disastro del vajont : esame geologico di una tragedia immensa
DISTRUZIONE OVUNQUE – Allo sbocco della valle l’onda era alta 70 metri e produsse un vento sempre più intenso, che portava con se, in leggera sospensione, una nuvola nebulizzata di goccioline.
Tra un crescendo di rumori e sensazioni che diventavano certezze terribili, le persone si resero conto di ciò che stava per accadere, ma non poterono più scappare. Il greto del Piave fu raschiato dall’onda che si abbatté con inaudita violenza su Longarone. Case, chiese, porticati, alberghi, osterie, monumenti, statue, piazze e strade furono sommerse dall’acqua, che le sradicò fino alle fondamenta. Della stazione ferroviaria non rimasero che lunghi tratti di binari piegati come fuscelli. Quando l’onda perse il suo slancio andandosi ad infrangere contro la montagna, iniziò un lento riflusso verso valle: una azione non meno distruttiva, che scavò in senso opposto alla direzione di spinta.Altre frazioni del circondario furono distrutte, totalmente o parzialmente: Rivalta, Pirago, Faè e Villanova nel comune di Longarone, Codissago nel comune di Castellavazzo. A Pirago restò miracolosamente in piedi solo il campanile della chiesa; la villa Malcolm venne spazzata via con le sue segherie. Il Piave, diventato una enorme massa d’acqua silenziosa, tornò al suo flusso normale solo dopo una decina di ore.
Alle prime luci dell’alba l’incubo, che aveva ossessionato da parecchi anni la gente del posto, divenne realtà. Gli occhi dei sopravvissuti poterono contemplare quanto l’imprevedibilità della natura, unita alla piccolezza umana, seppe produrre. La perdita di quasi duemila vittime stabilì un nefasto primato nella storia italiana e mondiale… Si era consumata una tragedia tra le più grandi che l’umanità potrà mai ricordare. Fonte: http://www.vajont.net
Nel primo pomeriggio di oggi il centrocampista nerazzurro Marcelo Brozovic ha effettuato esami clinici e strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dopo l’infortunio subito durante Croazia-Finlandia di venerdì scorso. Gli esami, comunica il club nerazzurro attraverso il proprio sito ufficiale, hanno evidenziato una lesione del muscolo soleo sinistro. Le condizioni del giocatore saranno valutate nei prossimi giorni. La sua presenza per il derby di domenica può però definirsi compromessa: stando così le cose, i tempi di recupero potrebbero essere stimati intorno ai 15-20 giorni, anche se bisogna aspettare per fare previsioni precise.
IL LUOGO – Quanti film memorabili sono ambientati su fiumi e oceani ? Dai cartoni animati della Walt Disney a grandi pellicole che hanno fatto la storia del cinema.
Qui sarai come dentro ad un film, Milano tutta intorno a te si rifletterà nelle acque del Naviglio. Nel cuore di Milano nel caratteristico quartiere dei Navigli, ti imbarcherai su una caratteristica barca. La frenesia cittadina sarà lasciata dietro di te, qui un luogo caldo ed accogliente ti attende per un’esperienza sensazionale.
IL GRUPPO – Cinema Bianchini è un brand del “Gruppo MilanoCard” già gestore dell’omonima tourist card della città di Milano e di diverse realtà culturali tra cui Highline Galleria, la Cripta di San Sepolcro e il Foro Romano. Il Gruppo è attivo nel campo della cultura, del turismo e dell’intrattenimento con una vasta offerta in termini di servizi e location. Cinema Bianchini è la perfetta sintesi di un’ottima gestione, una grande location e un’esperienza unica.
Cinema Bianchini sui Navigli Imbarco presso la Darsena lato Viale Gabriele D’Annunzio – tutte le sere alle 19.30 – a tutti i nostri ospiti un buono da 15€ per una corsa con UBER, l’autista personale
Antonio Cabrini (Cremona, 8 ottobre 1957) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982.
Ora, l’8 ottobre, ne compie 60. Guardandosi indietro ha solo da sorridere e guardando avanti ancora molto da dare. Dai primi calci nella cascina di famiglia vicino a Cremona, alle giovanili della Cremonese, con una vittoria di un torneo di allievi che Cabrini tiene sul suo podio personale, fino all’Atalanta e quindi alla Juve, con la quale ha vinto sei scudetti, due coppe Italia, tutte le coppe europee e quella Intercontinentale. leggi articolo
I tre momenti di Antonio Cabrini – Che fuori tempo che fa 25/09/2017
I dirigenti del Paris Saint-Germain sono stati interrogati giovedì pomeriggio in Svizzera presso la sede dell’UEFA, che ha aperto un’inchiesta formale sul club nel quadro del fair play finanziario all’inizio di settembre.
Come riporta il quotidiano francese l’Equipe, l’incontro è stato definito dall’Uefa un “incontro di routine”. Alla riunione erano presenti Jean-Claude Blanc, direttore generale del PSG, Victoriano Melero, segretario generale del club, Philippe Boindrieux, vice direttore generale e Benoït Muller, chief financial officer. Leggi Articolo
Aldo Biscardi (Larino, 26 novembre 1930 – Roma, 8 ottobre 2017) è stato un conduttore televisivo italiano, noto per l’ideazione e la conduzione del programma televisivo Il processo di Biscardi, giunto alla 36ª edizione nella stagione calcistica 2015-2016; è stato iscritto all’Ordine dei giornalisti Italiani fino al 2006.
Aveva 86 anni ed è stato tra i più noti conduttori di trasmissioni calcistiche in Italia, inventando praticamente un genere
Aldo Biscardi, conduttore e conduttore televisivo famoso soprattutto per la trasmissione calcistica Il processo del lunedì, è morto domenica mattina a 86 anni: la notizia è stata confermata dalla famiglia all’Ansa. Biscardi fu tra i principali inventori delle trasmissioni calcistiche televisive italiane per come le conosciamo oggi: cominciò negli anni Ottanta su Rai 3, con Il processo del lunedì, in cui insieme ad altri ospiti fissi discuteva sulle partite di Serie A del weekend. La trasmissione andò avanti per 36 edizioni, passando poi negli anni a TELE+, a Telemontecarlo, a La7, a 7 Gold e poi su diverse emittenti locali, cambiando nel frattempo il nome in Il processo di Biscardi. Tra gli ospiti fissi che resero famoso il programma ci furono Maurizio Mosca, Tiziano Crudeli ed Elio Corno. Insieme a loro, Biscardi inventò una forma di programma calcistico che ebbe molta fortuna nei decenni successivi ….. Leggi articolo
ALDO BISCARDI, RITRATTO DI UN GRANDE GIORNALISTA
ALDO BISCARDI, RITRATTO DI UN GRANDE GIORNALISTA A MAGAZINE T9 – 16/05/2014 Emanuele Carioti – Giornalista & Blogger
Commento:: provo dispiacere umano, le mie Condoglianze vivissime alla famiglia. Era sicuramente bravo, ma rappresentava quello che personalmente disprezzo del mondo del calcio: la chiacchiera inutile, il litigio sistematico, lo strizzare l’occhio agli spettatori, la finta sete di giustizia.
Lo scorso 15 aprile andò in scena il primo Inter-Milan della storia all’inusuale orario delle 12:30, chiara esigenza di marketing per raggiungere un pubblico ancora più vasto in Oriente, essendo la prima stracittadina con entrambe le proprietà cinesi: allora si registrò anche il record di incasso, pari a 4 milioni e 204 mila euro.
Primato che sta per essere abbattuto dal derby in programma il prossimo 15 ottobre, stavoltà però in orario serale (ore 20:45): secondo quanto riportato da ‘la Gazzetta dello Sport’, si arriverà a sfiorare addirittura i 4.5 milioni.
Si tratta di un record assoluto per la nostra Serie A, un ulteriore prova della crescita, sotto l’aspetto delle presenze allo stadio, dei tifosi di Inter e Milan, tornate almeno per ora a competere per posizioni di prestigio dopo annate da dimenticare.
Naturalmente è previsto il tutto esaurito: disponibili soltanto 400 biglietti in versione abbonamento al costo di 225 euro per il secondo anello verde mentre, per chi vorrà fare le cose in grande, restano tre skybox da dieci posti ciascuno al costo di 6mila euro.
Ovviamente non si sa ancora chi trionferà in campo, ma una cosa è certa: sugli spalti la partita è stata già vinta dai tifosi nerazzurri e rossoneri.
Di sicuro!!!!!!! lo spettacolo lo daranno i TIFOSI….
A Sarajevo i ‘Diavoli Rossi’ superano Dzeko e compagni 4-3 e regalano agli azzurri la matematica certezza di essere tra le otto migliori seconde già prima dell’ultimo match di lunedì sera in Albania. A valanga Svezia (8-0 al Lussemburgo) ed Estonia (6-0 a Gibilterra). La Nigeria è al Mondiale. Leggi articolo…
L’esultanza del Belgio per la vittoria sulla Bosnia
La “moviola in campo” sbarca per la prima volta nel torneo di calcio più prestigioso: la Coppa del Mondo 2018 avrà infatti a disposizione la Var (video assistant referee), come annunciato dal presidente della Fifa, Gianni Infantino
Come si dice in questi casi: mancava solo l’ufficialità. Ora è arrivata anche quella, grazie al Presidente della Fifa Infantino: al Mondiale in Russia nel 2018 ci sarà la possibilità di correggere con la cosiddetta moviola in campo gli errori degli arbitri. Dovranno pensarci i VARs, i VIdeo Assistant Referees: la Fifa li sta già allenando, anzi sta pensando a un pool specializzato che ai Mondiali si occuperà solo di quello. Arbitri si, ma non in campo, bensì in regia. Dovranno essere preparati e affiatati con i loro colleghi impegnati col fischietto, perché non si tratterà solo di capire se un rigore c’era o meno, ma di saper gestire le situazioni in tempi rapidi, con decisione e senza farsi schiacciare dalla pressione. E di pressione ce ne sarà tanta. Qui infatti non si parla di goal line technology, ma di vedere e giudicare comunque con l’occhio umano, di fronte a milioni di persone e senza più la “scusa” di non aver potuto rivedere le immagini. E se a correggere un gol viziato da un fuorigioco di un metro sono buoni tutti, altro sarà rivedere gli episodi “grigi” (la maggioranza).
Si perché se le fattispecie nelle quali è possibile rivedere la decisione dell’arbitro sono ben definite (gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di persona), stabilire se un eventuale errore sia “chiaro” – come prevede il protocollo – sarà tutt’altro che facile. Prendete ad esempio il rigore reclamato dal Napoli contro il Sassuolo, quello su Mertens che ha mandato su tutte le furie Sarri: il rigore c’era – trapela da chi lo ha analizzato in funzione VAR – ma l’errore non era così chiaro da legittimare un intervento del video assistente. Ecco, la sfida si giocherà soprattutto su questo: far capire ai tifosi che verranno corrette soltanto sviste davvero evidenti.
È morto nella notte, all’età di 79 anni, Roberto Anzolin, portiere della Juventus fra il 1961 e il 1970. Lo rende noto il club bianconero che, sul proprio sito web, ricorda Anzolin come “portiere guizzante” e “di affidabilità assoluta”. In bianconero giocò nove stagioni, durante le quali collezionò 310 presenze e vinse uno scudetto e una Coppa Italia. “In questo giorno di lutto – si legge sul sito del club – la Juventus ricorda commossa il grande Roberto e si stringe al dolore della sua famiglia, cui vanno le più sentite condoglianze da parte della società e di tutti i tifosi”.
Portiere bianconero dal 1961 al 1970, se n’è andato all’età di 79 anni. Il cordoglio del club
È scomparso questa notte, all’età di 79 anni, Roberto Anzolin, punto fermo della Juventus tra il 1961 e il 1970.
Portiere guizzante, di affidabilità assoluta, in bianconero giocò nove stagioni: una carriera straordinaria, durante la quale collezionò 310 presenze, vincendo uno scudetto e una Coppa Italia.
In questo giorno di lutto la Juventus ricorda commossa il grande Roberto e si stringe al dolore della sua famiglia, cui vanno le più sentite condoglianze da parte della società e di tutti i tifosi.
‘Nomadi dentro’, primo album della band con nuova voce Yuri Cilloni
In uscita il 27 ottobre, anticipato dal singolo ‘Decadanza’
A distanza di tre anni dal precedente lavoro, il 27 ottobre 2017 esce “Nomadi dentro”, il nuovo attesissimo album di inediti dei Nomadi.
Il titolo, carico di significato e fortemente voluto da Beppe Carletti, rappresenta a pieno l’identità della storica formazione emiliana. Allo stesso tempo è un album ricco di novità, tra tutte la presenza di Yuri Cilloni (voce della band dal 3 marzo 2017), che porta una ventata di freschezza al nuovo capitolo discografico dei Nomadi.
L’album vanta la collaborazione di penne importanti, tra le quali quella di Alberto Salerno e quella di Francesco Guccini.
L’album è anticipato dal singolo “Decadanza” (testo di Marco Rettani, Marco Petrucci e Massimo Vecchi – musica di Beppe Carletti e Francesco Ferrandi), in radio e su tutti i digital store dal 6 ottobre.
Nomadi primo concerto Yuri Cilloni
Prima canzone cantata dal nuovo cantante dei Nomadi Yuri Cilloni, Domodossola 03 marzo 2017
I Nomadi sono in concerto con “La storia continua tour”. Queste le date di ottobre:
L’appuntamento quotidiano con il racconto della politica e le notizie di attualità nella mattina di Rai3
Conduttore: Serena Bortone
Dalla trasmissione Agorà RAI 3 – intervento di Barbara Alberti
“La Sardegna fu derubata dai Savoia, ha un turismo miliardario che non va nelle tasche dei sardi. Non so se i sardi siano italiani, piuttosto anglosassoni. Spero che la Sardegna riuscirà a diventare Stato”. Barbara Alberti
ROMA – I nuotatori azzurri Filippo Magnini e Michele Santucci sono indagati dalla Procura antidoping di Nado Italia sulla base degli atti dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Pesaro nei confronti del medico nutrizionista Guido Porcellini. La procura Nado – a quanto si apprende – contesta a Magnini e Santucci la violazione degli art.2.2 (uso o tentato uso di sostanze dopanti) del codice Wada.
“Quello di Nado Italia è un atto dovuto, come Federazione siamo sereni, non abbiamo nessun elemento per dubitare della pulizia dei ragazzi”, è la posizione presa dal presidente della Federnuoto Paolo Barelli sulla vicenda. “L’inchiesta della Procura di Pesaro è nota, i ragazzi si sono dichiarati innocenti e noi fino a prova contrario siamo convinti della loro estraneità al doping. ecc.
Il club giallorosso ha ufficializzato di aver superato i parametri imposti dall’Uefa che potrebbe presentare una sanzione economica. Per quanto riguarda gli stipendi dei dirigenti Monchi è il più pagato, seguono Baldissoni e poi Gandini.
ROMA – 06 ottobre 2016 – L’ombra del Fair Play Finanziario cala sulla Roma. Il club giallorosso, ha ufficializzato oggi, di aver ‘bucato’ i parametri del FFP e che quindi, dovrà inviare alla Uefa maggiori informazioni economico-finanziarie. “Si segnala – si legge nella nota pubblicata sul sito del club – che il risultato economico conseguito al 30 giugno 2017, unitamente ai risultati dei due precedenti esercizi, si presenterà, per questo solo parametro, oltre la soglia prevista dall’Accordo transattivo”. L’obiettivo è raggiungere “il pareggio di bilancio”, per questo la società dovrà “inviare all’Uefa maggiori informazioni economico-finanziarie” e successivamente potrà ricevere la “richiesta di eventuali chiarimenti da parte del CFCB (Organo di Controllo Finanziario per Club dell’Uefa, ndr.)”.
Per quanto riguarda le sanzioni a cui la Roma potrebbe andare in contro è praticamente da escludere il blocco del mercato, mentre appare possibile una sanzione economica. “Non essendo predeterminata un’automatica applicazione di una sanzione a fronte di questo tipo di violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione potrà essere assunta dal CFCB alla conclusione degli eventuali approfondimenti”.
Intanto, la Roma ha reso noti gli stipendi dei suoi dirigenti e le cifre delle varie operazioni di mercato. Il ds Monchi, arrivato ad aprile 2017 dal Siviglia (con un contratto di cinque anni più un’opzione per il sesto), guadagnerà nel suo periodo di lavoro nella Capitale oltre 6 milioni di euro lordi, di cui quasi due, già pagati da Pallotta la scorsa stagione. Lo spagnolo è il dirigente più pagato di tutta Trigoria visto che Baldissoni segue a un milione di euro lordo (752.000 più un premio di 250.000 legato a risultati sportivi e gestionali) e che l’ad Gandini guadagna 663mila euro.
Per quanto riguarda i soldi investiti sul mercato, il club giallorosso ha fatto sapere di aver pagato il brasiliano Gerson 18,6 milioni di cartellino più 1,5 di commissione, mentre Emerson Palmieri, che dovrebbe rientrare a novembre dopo la rottura del crociato nell’ultima gara della scorsa stagione, è costato 2,122 milioni più 70mila euro di commissione. Juan Jesus e Bruno Peres, dopo il riscatto, sono stati pagati in tutto 8 milioni e 847mila euro e 13 milioni e 219mila euro. Queste invece le cifre dei nuovi acquisti: Alisson (8 milioni di cartellino e 300mila euro di comissione), Karsdorp (16 milioni totali), Pellegrini (10 milioni e 3 di commissione), Gonalons (5 milioni e 3,2 di commissione), Moreno (5,75 milioni e 950mila euro di commissione).
Guasto nella stazione di Cimiano, circolazione sospesa tra Cascina Gobba e Udine dalle 12 alle 17. Atm ha organizzato venti bus sostitutivi
E’ stato un “guasto” fra le fermate Udine e Cimiano a provocare in termini tecnici “il disallineamento del primo asse del terzo carrello di un treno” e a costringere l’Atm, a chiudere un tratto della linea 2 della metropolitana. La ricostruzione è dell’Azienda trasporti che ha spiegato come il macchinista abbia “prontamente fermato il convoglio e interrotto la marcia” e come i passeggeri siano usciti dal mezzo “senza conseguenze”.
L’ex patron rossonero, Silvio Berlusconi, è tornato a parlare del Milan, esprimendo importanti critiche al mercato e a Montella. E non condivide affatto la decisione di affidare la fascia di capitano a Bonucci.
Silvio Berlusconi e il Milan, una storia durata ben 31 anni, con un palmares invidiabile. Poi, la decisione sofferta di vendere ai cinesi per tentare il rilancio del club rossonero ai massimi livelli. Al Corriere della Sera, l’ormai ex presidente del Diavolo, ha parlato del Milan, non risparmiando giudizi e critiche.
Storia d’amore – Berlusconi ha ricordato come il Milan sia “un pezzo del mio cuore e della mia vita. Vorrei almeno che la squadra andasse bene. È questo il mio rammarico, il mio dispiacere“. La decisione di vendere il club rossonero è stata assai combattuta e l’81enne ha detto che a un certo punto la trattativa stava per saltare, tanto da pensare di non vendere “con tutti i miei figli contrari…“.
Mercato e Montella – Come detto, Berlusconi non risparmia un giudizio critico sia nei confronti del mercato che delle scelte tecniche: “Non si era mai visto in una squadra il cambio di undici giocatori. Con tutti quei soldi, non si poteva acquistare un top player?“. Un’altra cosa che non va giù all’ex patron rossonero: “Spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati“. Poi, Berlusconi ricorda: “Volevo che sulla panchina restasse Brocchi. Ma ero in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte. E mi dissero Montella…“.
La fascia di capitano – Infine, Berlusconi ha espresso il suo pensiero anche su una questione che riguarda lo spogliatoio rossonero: “È stata data la fascia a un calciatore che è stato per anni la bandiera della Juventus. C’è Montolivo. La fascia andava affidata a lui“. Così sull’assegnazione della fascia di capitano a Bonucci.
Il Milan con Belusconi : Palmares: 28 trofei – dal 1986 al 2016
05 ottobre 2017 – Mettiamola così. Quando Yonghong Li, il magnate cinese con un patrimonio stimato intorno ai 500 milioni di euro, ha deciso di acquistare il Milan con un’operazione da circa un miliardo, era consapevole di avere un sentiero abbastanza stretto e impervio davanti a sé. Il primo tornante, quello più impegnativo, prevedeva il sostegno di potenziali investitori di Pechino. La seconda curva, non meno pericolosa, puntava sull’ allestimento di una squadra che gli consentisse di arrivare con relativa tranquillità in Champions League.
Mentre la terza svolta a gomito riguardava la creazione di un sistema di academy in Asia capace di generare un flusso di cassa costante da un centinaio di milioni all’anno. Bene, mai come in questo momento possiamo dire che il cammino di Mister Li è sull’orlo di un precipizio. Il 18 ottobre c’è il Congresso del Partito Comunista cinese e monta l’attesa per le decisioni sugli investimenti all’estero. Ci sarà la stretta tanto temuta dai nuovi proprietari del Milan? Secondo quanto ha appreso Libero da fonti vicine all’ operazione, non solo ci sarà un taglio della liquidità portata fuori dai confini nazionali, insomma addio a nuovi soci dagli occhi a mandorla, ma il governo cinese sarebbe pronto a chiedere ai principali finanziatori del proprietario del Milan di rientrare dall’ operazione riportando a casa i soldi versati per l’acquisto dei rossoneri da Silvio Berlusconi.
I nomi sono abbastanza noti. Da una parte c’è Huarong, il colosso pubblico dell’asset management che vanta utili per poco meno di due miliardi. E dall’altra il fondo di venture capital Haixia, che ha nel cda rossonero il direttore generale Lu Bo. Nessuno sa i numeri precisi, ma stime verosimili fanno credere che la possibile uscita delle due potenze finanziarie asiatiche creerebbe nelle casse di Mister Li un buco non inferiore ai 200 milioni. È finita qui? Non proprio. Perché anche il piano B della società rossonera rischia di vacillare. Da settimane infatti si parla di operazioni ben avviate con le banche americane Goldman Sachs e Bofa Merrill Lynch per rifinanziare i circa 300 milioni prestati dal fondo Elliott ai cinesi. Quei soldi sono stati così ripartiti: 180 milioni sono andati alla controllante Rossoneri Sport Luxemburg mentre altri 120 sono arrivati all’Ac Milan attraverso due bond che vanno rimborsati entro la fine del 2018.
Semplificando, la domanda è questa: Goldman e Merrill sono disposte a mettere una cifra così importante (l’operazione dovrebbe farsi con una cessione dei diritti televisivi) per coprire il rosso di una società lussemburghese che peraltro rischia di perdere i suoi principali finanziatori asiatici? Difficile, molto difficile. E lo stesso discorso vale anche per eventuali soci stranieri fuori dai confini cinesi. In questi giorni sono circolate cifre molto alte che valutano il Milan intorno agli 800 milioni, esclusi i debiti, contro i 520 (più 220 di debiti) sborsati ad aprile.
Ma anche qui la domanda sorge spontanea: riusciranno i nostri a trovare investitori pronti a rischiare 200 milioni di euro per prendere il 25% di una società di calcio che si trova in queste condizioni di incertezza? Per Yonghong Li e compagni, purtroppo, la risposta sembra abbastanza scontata. Quindi? A oggi, tenendo presente che novità e colpi di scena sono sempre dietro l’angolo, la strada più probabile sembra quella che porta il Milan direttamente nelle mani del fondo Elliott. Che ovviamente non avrebbe nessun interesse a tenerselo in pancia. E così la giostra ripartirebbe dal via.