Il ragazzo, iscritto al secondo anno della scuola a una quarantina di chilometri da Detroit, ha usato una pistola semi-automatica. Quando è stato fermato dalla polizia, ha rifiutato di dire come si è procurato l’arma
Tre studenti sono stati uccisi e altre sei persone sono rimaste ferite in una scuola superiore del Michigan, negli Stati Uniti, dove un ragazzo di 15 anni ha aperto il fuoco sui compagni con un’arma semiautomatica. La sparatoria è avvenuta nella Oxford High School di Oxford, una cittadina circa 40 chilometri a nord di Detroit. L’omicida è uno studente che frequenta il secondo anno presso l’istituto e che è stato arrestato.
Tra i feriti figura anche un insegnante, ha precisato l’ufficio dello sceriffo della contea di Oakland. L’arma usata dallo studente, una pistola, è stata sequestrata. La zona è stata circondata da forze di polizia, dagli agenti dell’ufficio dello sceriffo della contea di Okland, da vigili del fuoco e decine di ambulanze. In pochi minuti, soprattutto, sono arrivate sul posto in massa le famiglie degli studenti con padri e madri che cercavano di avere notizie dei propri figli.
L’allerta è scattata poco prima delle 13 ora locale, quando una pioggia di telefonate ha invaso il centralino del 911 da parte di persone che avevano sentito i colpi d’arma da fuoco. La polizia è arrivata sul posto nell’arco di pochi minuti e, secondo quanto riferito, ha fermato il giovane killer togliendogli la pistola semiautomatica con la quale aveva sparato 15-20 colpi. Non è ancora chiaro se il giovane si sia consegnato spontaneamente o se sia stato in qualche modo neutralizzato. Il vicesceriffo Mike McCabe ha detto che il ragazzo non era ferito quando è stato fermato e che non ha risposto quando gli è stato chiesto dove aveva preso l’arma. continua a leggere
Il governo di Vienna intende imporre una sanzione fino a 7.200 euro per chi persisterà nel rifiuto dell’immunizzazione. La Grecia opta invece per 100 euro al mese
In Austria dal 1 febbraio 2022le persone che persisteranno a non farsi vaccinarerischiano di dover pagare una multa fino a 7.200 euro. È quando prevedela bozza preliminare del disegno di legge sull’obbligo vaccinaleche sarà annunciato il 6 dicembre dal governo. La prima sanzione per i «no vax» austriacipotrebbe essere pari a 3.600 euro, importo che verrà poi raddoppiato se proseguirà l’inottemperanza.
Come ha precisato la ministra per gli Affari europei e costituzionali, Karoline Edtstad, gli importi potrebbero essere ancora ritoccati perché non è escluso possa essere introdotta la specifica sulla situazione finanziaria del singolo. L’obbligo di vaccinazione dovrebbe applicarsi alle persone residenti sul territorio austriaco el’obbligatorietà potrebbe scattare già dal 14esimo anno di età. Infatti, da questa età non sarà più necessario il consenso dei genitori per sottoporsi alla vaccinazione. Le persone che non possono essere immunizzate per motivi medici saranno esentate dalla vaccinazione obbligatoria.
Anche la Grecia ha deciso di imporre obbligo di vaccinazionea tutti i cittadini che abbiano compiuto i 60 anni.Coloro che rifiuteranno dovranno pagare una multa di 100 euro per ogni mese in cui non verranno vaccinati, a partire dal 16 gennaio. I fondi raccolti dalle multe verranno devoluti agli ospedali greci che combattono la pandemia. «Non è una punizione — ha detto il premier greco Kyriakos Mitsotakis — direi che è una tassa sanitaria».
Frank Williams, leggendario fondatore della scuderia omonima di F1, è morto all’età di 79 anni. Ha vinto 16 Mondiali, 114 gare, aveva venduto il team nel 2020
We are filled with the most immense and deep sadness at the passing of Sir Frank Williams
His was a life driven by passion for motorsport; his legacy is immeasurable, and will be forever part of F1
Frank Williams, fondatore della omonima scuderia di Formula 1, è morto. Aveva 79 anni. Ad annunciarlo è stata la sua famiglia, era entrato in ospedale venerdì, da tempo le sue condizioni di salute non erano buone. Se ne va un gigante delle corse, lo piangono tutti, a cominciare dalla scuderia che aveva creato e poi ceduto lo scorso anno a un fondo d’investimento americano, Dorliton Capital, su spinta della figlia Claire. Lei l’aveva diretta da quando, nel 2013, il padre non era più nelle condizioni di farlo. Una bacheca leggendaria: 16 Mondiali, 9 titoli costruttori e sette piloti, l’apice del dominio negli anni novanta quando Mansell, Prost, Damon Hill, Jacques Villeneuve, vinsero a ripetizione grazie a raffinatissime soluzioni tecniche, fra queste le mitiche sospensioni attive.
Sir Frank amava poco la tecnica, la sua passione assoluta era la velocità. Purtroppo anche fuori dai circuiti: dal 1986 aveva perso l’uso delle gambe in un terribile schianto su un’auto a noleggio nel tragitto che portava dal circuito del Paul Ricard all’aeroporto di Nizza. Se lo aspettava, non era mai stato prudente per sua stessa ammissione. Le sue condizioni erano talmente gravi che i medici volevano staccare la spina dei macchinari che lo tenevano in vita. Fu la moglie Virginia a insistere, a non perdere la speranza, continua a leggere
Fallisce il recupero, tra le vittime anche 6 soccoritori
Nessun sopravvissuto tra i dispersi: è questo il terribile bilancio finale dell’incidente avvenuto stamattina nella miniera di carbone Listvyazhnaya, nel cuore della Russia.
Al termine di una giornata convulsa, i media locali hanno riferito che sottoterra hanno perso la vita tutte le 52 persone che erano rimaste intrappolate.
Una nuova tragedia, in un Paese in cui anche negli anni passati si erano verificati diversi terribili incidenti mortali in miniera. La dinamica non è ancora chiara, ma secondo gli investigatori del fumo si è propagato nella miniera attorno alle 8.35 del mattino. Una fonte nei servizi di emergenza sentita dall’agenzia statale russa Tass ha sostenuto che la tragedia potrebbe essere stata causata da polvere di carbone che avrebbe preso fuoco in un pozzo di ventilazione. Stando alle prime ricostruzioni del ministero delle Emergenze, 285 persone stavano lavorando nella miniera stamattina e 239 di loro sono state evacuate. “Abbiamo 35 persone nel sottosuolo adesso” e “la loro posizione non è stata determinata“, aveva precisato Serghiei Tsivilyov, governatore della regione di Kemerovo, nel cui territorio è avvenuto l’incidente. Mentre nel primo pomeriggio l’amministrazione della miniera faceva sapere che “tutti i soccorritori” erano stati “urgentemente evacuati” per il timore che “laconcentrazione di gas” potesse provocare un’esplosione. “Le operazioni riprenderanno non appena la concentrazione del gas si ridurrà a un livello sicuro“, aveva fatto sapere il governatore Tsivilyov, annunciando tre giorni di lutto nella regione a partire da domani. In serata, poi la drammatica conferma di un bilancio pesantissimo: cinquantadue persone, tra cui sei soccorritori, sono morte, hanno reso noto tutte le agenzie di stampa nazionali, aggiungendo “nessuno è rimasto vivo“. L’incidente ha scosso la Russia. “Quando le persone muoiono, è una grande tragedia per le famiglie e per tutti i parenti“, ha detto il presidente Vladimir Putin durante un incontro col presidente serbo Aleksandar Vucic. continua a leggere
Siberia: incidente in miniera, si contano molte vittime
E’ di almeno 5 morti e 40 feriti l’ultimo bilancio del tragico episodio che ha visto un suv investire ad alta velocita’ la tradizionale parata che apre le festivita’ natalizie a Waukesha, cittadina di oltre 60 mila abitanti a circa 30 km ad ovest di Milwaukee, in Wisconsin.
La polizia ha riferito di aver ritrovato il veicolo e arrestato “una persona di interesse”.
Le sue generalita’ sono ancora ignote, come la causa del gesto.
L’incidente e’ avvenuto a meta’ pomeriggio quando un suv di colore rosso e’ piombato a velocita’ sostenuta sulla sfilata, accelerando proprio quando si trovava dietro una banda scolastica, prima di fuggire travolgendo le barriere. Un agente ha sparato alcuni colpi contro il veicolo ma senza centrarlo.
Le tragiche immagini dell’incidente sono state riprese in diretta sui social e sono rimbalzate sui network Usa. Molte persone sono state falciate, suscitando scene di panico, tra urla, pianti e fuggifuggi verso case e negozi per mettersi al sicuro. Numerose le famiglie con bambini. La zona e’ stata evacuata e isolata per alcune, poi l’allarme e’ cessato. continua a leggere
Fatalities, injuries after SUV plows into Christmas parade | NewsNation Prime
Le fiamme hanno avvolto un edificio nei pressi dell’Opéra Garnier di Parigi nella mattinata di oggi sabato 20 novembre. I vigili del fuoco sono intervenuti per domare il rogo.
Parigi, incendio nei pressi dell’Opéra Garnier
Parigi, 20 novembre 2021
Nella mattinata di oggi sabato 20 novembre un incendio nei pressi dell’Opéra Garnier ha gettato nella paura l’intera città di Parigi. Secondo le prime notizie, le fiamme hanno avvolto un edificio affacciato su Boulevard des Capucines, nel 2° arrondissement. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che sono ancora all’opera per domare le fiamme. In un video pubblicato su Twitter è possibile vedere le fiamme attraverso le finestre dell’edificio. Diversi negozi nelle immediate vicinanze sono stati evacuati.
L’incendio è divampato intorno alle 10.30 al terzo piano dell’edificio del 2° arrondissement. L’edificio conta principalmente uffici. Poche abitazioni sono situate ai piani superiori. I vigili del fuoco sono intervenuti per evacuare coloro che si trovavano ai piani più alti del palazzo. Secondo le prime informazioni, non vi sono attualmente vittime. Il traffico è stato interrotto per le prossime ore. I soccorsi hanno chiesto alle persone di sgomberare l’area. “Nessuno passerà per un po‘” ha riferito un pompiere alla piccola folla di curiosi lì radunata. Al momento, fanno sapere, l’incendio non è ancora del tutto sotto controllo ed esiste il rischio concreto che il rogo si diffonda anche sui piani superiori. continua a leggere
Les pompiers de Paris éteignent un impressionnant incendie près de l’Opéra Garnier
Alla campagna internazionale che chiede di sapere dove si trova Peng si sono unite la stella giapponese Naomi Osaka e le mitiche Chris Evert e Billie Jean King; Novak Djokovic si è detto «scioccato» dalla vicenda e dal buio che la circonda
Peng Shuai
Dal 2 novembre, della campionessa cinese di tennis Peng Shuairesta solo lo screenshot di un post, inseguito e cancellato sul web dalla censura di Pechino: contiene la sua accusa di volenza sessuale al signor Zhang Gaoli, settantacinquenne ex vicepremier ed ex membro del Politburo del partito comunista. Di fronte alla preoccupazione, alle richieste di notizie e di un’indagine trasparente avanzate dalla Wta (la Women’s Tennis Association, che ora minaccia di sospendere i tornei di tennis femminili in Cina se non verrà fatta chiarezza) e da molti uomini e donne dello sport mondiale, il canale internazionale della tv cinese ha risposto con un altro screenshot. La copia di una email che Peng avrebbe mandato mercoledì al presidente della Wta per dire di stare bene, di non essere sottoposta a restrizioni, di avere bisogno di riposo e per smentirsi: non avrebbe subito aggressioni. Il messaggio chiede all’Associazione delle tenniste di smettere di occuparsi della vicenda e afferma che «le notizie pubblicate, compresa quella sulla violenza sessuale, non sono vere». Il testo risulta poco credibile: se la stella che trionfò nei tornei di doppio a Wimbledon e al Roland Garrosfosse davvero libera, perché non compare?
Il destinatario dell’email, il presidente della Wta Steve Simon, dice che la dichiarazione pubblicata dalla tv cinese Cgtn «accresce i timori sulla sua sicurezza, è difficile credere che Peng Shuai abbia davvero scritto l’email… deve poter parlare liberamente, dev’essere ascoltata, le sue accuse meritano un’inchiesta». In Cina il nome di Peng è oscurato sui social network, le ricerche sono bloccate. Dal 2 novembre è fermo il suo profilo Weibo, ……continua a leggere
Un post della tennista sul social cinese Weibo poi rimosso fa esplodere la bomba: «Anche se sono sola dirò la verità su di te…». La relazione tra i due sarebbe iniziata nel 2007 con uno stupro
Stava entrando in un negozio di biscotti, il suo preferito, il Makeda’s Cookies, Ma ad aspettarlo, c’erano una pistola e un killer
Adolph Robert Thornton Jr. (27 luglio 1985 – 17 novembre 2021), meglio conosciuto con il nome d’arte Young Dolph, è stato un rapper americano. Nel 2016, ha pubblicato il suo album di debutto in studio, King of Memphis, che ha raggiunto la posizione numero 49 nella classifica Billboard 200.[2][3] È apparso su O.T. Il singolo di successo di Genasis “Cut It“, che ha raggiunto la posizione numero 35 della Billboard Hot 100. Il settimo album di Young Dolph, Rich Slave, è stato pubblicato nel 2020 ed è diventato il suo progetto più in alto nelle classifiche, debuttando al numero quattro della Billboard 200. A novembre 17, 2021, è stato ucciso a Memphis, Tennessee.
Stava entrando in un negozio di biscotti, il suo preferito, il Makeda’s Cookies, vicino all’aeroporto internazionale. Tappa ineludibile quando tornava dalle sue tourneè. Ma, questa volta ad aspettarlo, c’erano una pistola e un killer. Mercoledì 17 novembre il rapper Young Dolph è stato ucciso nella sua città di Memphis, nel Tennessee. L’assassino è ancora in fuga e al momento non ci sono indizi. Dolph, 36 anni, era rientrato da soli due giorni a Memphis per fare visita a una zia ammalata di cancro.
Il cantante era diventato popolare soprattutto per l’album <Rich Slave>, pubblicato lo scorso anno e arrivato fino al 4° posto nella classifica nazionale Billboard 200. Dolph era nato a Chicago, con il suo vero nome, Adolph Thornton jr. La sua famiglia si trasferì a Memphis quando aveva due anni. Era un battitore libero e autarchico, tanto da fondare una casa di produzione, la <Paper Route Empire>, di cui aveva sempre custodito l’intera proprietà. Le sue canzoni raccontano la vita di strada, popolata anche da tossici e da trafficanti di droga che <con le loro catene di diamanti sembrano ricchi schiavi>. Dolph aveva già subito aggressioni armate. Nel settembre 2017 fu coinvolto in una sparatoria dopo una rissa fuori da un albergo di Los Angeles. Nel febbraio scorso, mentre viaggiava a bordo del suo Suv a Charlotte, nel North Carolina, venne investito da una scarica di proiettili. Almeno 100, <100 shots>, come poi titolò un suo brano. continua a leggere
Gli astronauti a bordo della stazione spaziale internazionale costretti a preparare l’evacuazione. Il Dipartimento di Stato: la sicurezza e la protezione di tutti gli attori che cercano di esplorare e utilizzare lo spazio esterno per scopi pacifici è stata incautamente messa in pericolo. Nessun commento da Mosca
Un test militare russo nello spazio rischia non solo di rimettere in discussione gli assetti geopolitici e le collaborazioni tra potenze definite nel corso del tempo oltre l’atmosfera terrestre, ma anche di generare una situazione di pericolo immediato. La crisi è innescata dal lancio di un missile russo contro un satellite ugualmente russo utilizzato come bersaglio. Una volta centrato, il satellite si è letteralmente frantumato, sprigionando nello spazio una fittissima pioggia di detriti simili a mine pronte a impattare contro tutto ciò che incontreranno nel loro vagare. Ad esempio, contro l’Iss, la stazione spaziale internazionale.
Ecco perché la prima conseguenza dell’irradiarsi delle schegge metalliche nello spazio, spiega in un comunicato Bill Nelson, ex astronauta oggi amministratore della Nasa, è stata di indurre gli astronauti presenti sulla Iss a trovare un riparo e a prepararsi precauzionalmente per una evacuazione d’emergenza. Attualmente sulla Iss ci sono sette astronauti: gli americani Mark Vande Hei, Raja Chari, Thomas Marshburn e Kayla Barron, insieme ai russi Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov e al tedesco Matthias Maurer dell’Agenzia spaziale europea. Altri tre astronauti sono presenti sulla stazione spaziale cinese. “Sono scandalizzato – tiene a far sapere Nelson -. E’ impensabile credere che la Russia possa mettere in pericolo non solo gli astronauti americani e dei partner internazionali dell’Iss, ma persino i propri cosmonauti. Un’azione irresponsabile e destabilizzatrice“.
Il capo della Nasa fa il quadro della situazione quando l’amministrazione Biden, informata dell’accaduto, si è già espressa con gli stessi aggettivi: comportamento “pericoloso e irresponsabile“, le parole del segretario di Stato Anthony Blinken. Secondo il Dipartimento di Stato, il lancio del missile contro uno dei satelliti russi ha creato una vera e propria pioggia di frammenti, “oltre 1500 pezzi di detriti orbitali tracciabili e centinaia di migliaia di pezzi di detriti orbitali più piccoli“. Questi detriti spaziali, quelli identificabili ma anche la miriade di piccole dimensioni, “ora minacceranno i satelliti e altri oggetti spaziali che sono vitali per la sicurezza, gli interessi economici e scientifici di tutte i Paesi per i decenni a venire. Inoltre, aumenterà significativamente il rischio per astronauti e cosmonauti sulla Iss, la Stazione spaziale internazionale, e per le altre attività nello spazio dell’uomo. La sicurezza e la protezione di tutti gli attori che cercano di esplorare e utilizzare lo spazio esterno per scopi pacifici è stata incautamente messa in pericolo da questo test“, è l’affondo del Dipartimento di Stato.
Quanto accaduto, si legge ancora nella nota, “dimostra chiaramente che la Russia, nonostante le sue affermazioni di opporsi all’armamento dello spazio, è disposta a mettere a repentaglio la sostenibilità a lungo termine dello spazio esterno e in pericolo la sua esplorazione e il suo utilizzo da parte di tutte le nazioni attraverso un comportamento sconsiderato e irresponsabile“. continua a leggere
Ieri sera sono stati arrestati tre uomini. L’autista è riuscito a chiudere il presunto attentatore nella vettura proprio mentre si commemoravano i Caduti
Mentre il Regno Unito commemorava solennemente i Caduti, a Liverpool un uomo si faceva esplodere in un taxi di fronte al Liverpool Women’s Hospital e non lontano dalla Cattedrale dove, di fronte a duemila persone, stavano per iniziare i due minuti di silenzio di rito. La Merseyside Police aveva inizialmente escluso una matrice a politica o religiosa ma ieri sera tre giovani uomini di 29, 26 e 21anni sono stati arrestati dalla polizia a Liverpool per violazione della legge britannica sul terrorismo(Terrorism Act). «L’incidente», come viene definito dagli investigatori, non è stato dichiarato per ora di natura terroristica quanto alla matrice. Ma per la dinamica e l’utilizzo di esplosivi, il coordinamento dell’inchiesta è stato comunque affidato all’antiterrorismo. «Indaghiamo a mente aperta» sul movente e sulle circostanze della vicenda, si è limitato a dire un portavoce ieri pomeriggio. continua a leggere
A Maradi nel sud del Paese, il rogo è divampato in aule costruite con paglia e legno
Almeno 26 bambini sono morti nell’incendio della loro scuola di paglia e legno a Maradi nel sud del Niger.
Lo si è appreso da un sindacato di insegnanti e da testimoni.
“E’ un incendio che ha decimato una scuola” ma “non abbiamo ancora un bilancio definitivo“, ha spiegato Issoufou Arzika, segretario generale del sindacato degli insegnanti del Niger.
“Attualmente abbiamo 26 morti e 13 feriti, di cui quattro gravi“, ha dichiarato il governatore di Maradi, Chaïbou Aboubacar, specificando che si tratta di studenti del primo anno del corso preparatorio “che hanno quindi tra i 5 ei 6 anni“. “Non conosciamo l’origine dell’incendio, è stata aperta un’inchiesta per determinarlo“, ha aggiunto, annunciando che da martedì sono stati decretati “tre giorni di lutto nella regione di Maradi“. L’incendio è divampato in aule costruite con paglia e legno. A metà aprile, venti bambini di 3, 4 e 5 anni sono morti carbonizzati nell’incendio di classi simili in un quartiere popolare di Niamey. continua a leggere
Schiacciati contro il palco, strage al concerto in Texas
Quello all’Astroworld Music Festival di Houston doveva essere un venerdì pomeriggio di festa e di divertimento per decine di migliaia di giovani.
Si è invece trasformato in una serata da incubo, con almeno 8 ragazzi tra i 16 e i 23 anni rimasti uccisi, schiacciati contro il palcoscenico dalla calca che premeva alle loro spalle.
Non si contano i feriti, oltre 300 di cui una ventina in gravi condizioni.
La tragedia ha avuto inizio mentre si stava esibendo il popolarissimo rapper Travis Scott, che ha più volte interrotto la sua performance per chiedere ai soccorritori di intervenire, fino a che lo spettacolo è stato sospeso e l’evento definitivamente cancellato dagli organizzatori. “Sono assolutamente devastato da quello che è successo. Le mie preghiere vanno alle famiglie delle vittime“,
Sono rimaste schiacciate contro il palcoscenico le otto persone morte ieri notte nella prima giornata dell’evento musicale Astroworld Festival di Houston, in Texas: è quanto emerge dalle prime indicazioni delle squadre di soccorso, riporta la Bbc.
Centinaia di persone sono rimaste ferite nella calca. Le vittime sono rimaste intrappolate tra la folla che premeva verso il palcoscenico, ha detto il capo dei vigili del fuoco di Houston, Samuel Peña: “Il pubblico – ha spiegato – è stato compresso contro il palcoscenico ed è scoppiato il panico“.
Undici persone sono state ricoverate in ospedale in arresto cardiaco e otto di loro sono morte. Circa 300 delle 5.000 persone presenti hanno riportato ferite lievi e sono state curate sul posto.
Travis Scott takes the stage at Astroworld Festival
Alec Baldwin e (nel riquadro) la vittima: Halyna Hutchins, 42 anni
L’incidente mentre si girava la scena di una sparatoria. L’attore in lacrime: “E’ stato un incidente”
La direttrice della fotografia Halyna Hutchins, 42 anni, è stata uccisa sul set del nuovo film di Alec Baldwin, il western “Rust” girato al Bonanza Creek Ranch, vicino a Santa Fe, nel New Mexico.
A fare fuoco è stato l’attore, che ha ferito molto gravemente anche il regista Joel Souza, 48. E’ accaduto durante le riprese della sequenza di una sparatoria.
La tragedia sarebbe avvenuta a causa del malfunzionamento di un’arma da fuoco, una pistola o un fucile di scena, si è detto. Ma sarebbero stati sparati proiettili veri.
Inutile il trasporto di Hutchins in elicottero al New Mexico Hospital, dove la donna è morta, mentre Souza è arrivato in ambulanza al Christus St. Vincent Regional Medical Center. Si trova in terapia intensiva, le sue condizioni sono state definite critiche. continua a leggere
MAJOR #UPDATE: @santafesheriff confirms actor and producer of #Rust, Alec Baldwin, discharged the prop gun on set that killed the film's director of photography, Halyna Hutchins (42), and injured the film's director, Joel Souza (48). @KOB4
#AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: @santafesheriff conferma che l’attore e produttore di #Rust, Alec Baldwin, ha scaricato la pistola di scena sul set che ha ucciso il direttore della fotografia del film, Halyna Hutchins (42), e ferito il regista del film, Joel Souza (48). @KOB4
#BREAKING: @santafesheriff indaga sull’incidente a #Rust film ambientato nel Bonanza Creek Ranch vicino a Santa Fe. L’immagine di @KOB4 #Chopper4 mostra un vecchio set di chiese bloccato e la sicurezza del set conferma il suo blocco. Altra foto del cast/della troupe di Rust.
La vittima, sir David Amess, è stata uccisa in una chiesa di Leigh-on-Sea, nella sua circoscrizione elettorale, dove stava tenendo un incontro con i cittadini locali. Fermato un 25enne sospettato dell’omicidio. Ancora incerto il movente
Londra, 15 ottobre 2021
Un parlamentare conservatore, Sir David Amess, è stato ucciso a coltellate nella sua circoscrizione elettorale, in una chiesa di Leigh-on-Sea, in Essex, dove stava tenendo un incontro con i cittadini locali. Il deputato di Westminster, 69 anni, ha ricevuto diverse coltellate fatali ed è spirato tre ore circa dopo l’attacco. La persona sospettata dell’omicidio è stata fermata dalla polizia, si tratta di un ragazzo di 25 anni. Al momento non si cercano altri sospetti e non si conosce ancora il movente del delitto. continua a leggere
È successo a Kongsberg, nel sudest del Paese. Non si esclude matrice terroristica
Si è mostrato su YouTube qualche giorno prima di entrare in azione. Maglietta e pantaloni della tuta, ha impugnato arco e frecce per esercitarsi nel tiro al bersaglio. Poi ieri, dopo il tramonto, complice l’oscurità, ha iniziato a girare per la cittadina di Kongsberg, 68 chilometri a sud ovest di Oslo, e a scoccare le sue frecce. Per uccidere, questa volta. Da solo, è partito da un supermercato Coop Extra. Poi è andato avanti fino alle 18.30, quando la polizia norvegese ha ricevuto la prima chiamata. Una freccia e un’altra ancora. Gli agenti sono entrati immediatamente in azione. In campo sono stati schierati due elicotteri e 10 autoambulanze, una squadra di artificieri, mentre ai residenti veniva ordinato di restare chiusi in casa e ai poliziotti, che di norma in Norvegia non sono armati, veniva permesso di dotarsi di pistole e fucili. Poi, le manette e il trasferimento del sospettato nella stazione della vicina Drammen.
Molto prudenti, come da consuetudine gli agenti norvegesi. «Ci sono diversi morti e feriti», ha dichiarato alla stampa Oyvind Aas, capo della polizia di Kongsberg. Ma fino a ieri sera tarda, il bilancio dei morti non era confermato mentre la tv pubblica Nrk parlava di cinque morti, così come non erano chiare le condizioni dei feriti. «Potrebbe aver usato anche una pistola e un coltello», è l’ipotesi delle tv locali. Né confermate erano le motivazioni del killer, nonostante l’arresto. Non escluso il terrorismo ma nemmeno confermato. «Il tempo ci dirà di più», è stato l’asciutto commento. continua a leggere
La keniana, quarta a Tokyo nei 5.000 metri piani e due volte bronzo iridato nei 10.000, è stata uccisa in casa: si sospetta del marito, attualmente irreperibile dopo che i due avevano avuto una forte lite
Agnes Jebet Tirop
Agnes Jebet Tirop, due volte bronzo iridato nei 10.000 metri piani (a Londra 2017 e Doha 2019) e quarta ai Giochi Olimpici di Tokyo nei 5.000, è stata trovata morta nella sua casa. La keniana è stata accoltellata a morte nell’abitazione di Iten, nella contea di Elgeyo Marakwet, e l’indiziato numero 1 per la morte dell’atleta 25enne è il marito, attualmente irreperibile. I testimoni affermano di aver sentito una violenta lite tra i due poche ore prima del fattaccio.continua a leggere
È caccia ad uno studente 18enne che avrebbe aperto il fuoco dopo una discussione in classe
Ci sarebbero almeno quattro feriti, tra cui un insegnante, per dei colpi di arma da fuoco esplosi in un liceo del Texas dove è scattato l’allarme per la presenza di un uomo armato. I feriti sono stati trasportati in ospedale. In alcune immagini postate su Twitter da studenti in classe si sentono gli spari e i ragazzi nel panico che cercano riparo sotto i banchi. È accaduto alla Timberview High School di Arlington, nei sobborghi di Dallas. Nessun dettaglio ancora sulle condizioni dei feriti.
L’istituto è stato messo in lock down e a tutti gli studenti e al personale è stato detto di mettersi al riparo. Sul posto decine di agenti di polizia.
“Abbiamo una persona sospettata che è stata identificata e che è fuggita a bordo di un’auto“: lo afferma la polizia che ha indicato in uno studente diciottenne colui che ha aperto il fuoco nel liceo. . L’incidente sarebbe nato da una discussione in classe.
Presunta sparatoria in una scuola del Texas, ad Arlington, vicino a Dallas. Nel video gli spari e i ragazzi che si nascondono sotto i banchi https://t.co/RSma4eygGV
Svelato il “rapporto Sauvé”. L’autore: “Ho visto il male assoluto”. Il dolore del Papa
PARIGI – “Abbiamo scoperto una realtà spaventosa che supera nell’orrore qualsiasi immaginazione”. Chiedendo perdono alle vittime, il presidente della Conferenza episcopale francese, Éric de Moulins-Beaufort, fa capire che non è più tempo dell’omertà. La chiesa cattolica d’Oltralpe vive il suo giorno del Giudizio, con la presentazione dell’atteso “rapporto Sauvé”, dal nome del responsabile che negli ultimi 32 mesi ha indagato con altri ventuno esperti – fra cui teologi, avvocati, psichiatri – sugli abusi dei preti pedofili dal 1950 ad oggi. Il risultato è “sconvolgente” come sottolinea Jean-Marc Sauvé. I vescovi francesi hanno chiamato questo cattolico praticante ed ex vicepresidente del Consiglio di Stato per tentare di far luce sui crimini sessuali compiuti da sacerdoti in totale impunità e che per la giustizia francese sono ormai quasi tutti prescritti. continua a leggere
Il governo britannico ha messo l’esercito in allerta per collaborare alle operazioni di trasporto del carburante alla luce della crisi che vede la benzina scarseggiare nel Paese. “Un numero limitato di conducenti di autobotti militari verrà messo in allerta e dispiegato se necessario per stabilizzare ulteriormente la catena di approvvigionamento di carburante”, ha fatto sapere il dipartimento per l’Energia in una nota.
Nel Regno Unito, intanto, i prezzi del carburante sono schizzati ai livelli più alti da otto anni. Da giorni, in tutto il Paese, si stanno formando nei piazzali di rifornimento code di automobilisti che vogliono il pieno e diverse aziende sono state esortate a lasciare che i dipendenti lavorino da casa; e intanto il prezzo medio di un litro di benzina è aumentato da 1,3587 sterline venerdì a 1,3659 domenica.
Il governo aveva escluso “per il momento” il ricorso all’esercito per la guida delle autobotti alle stazioni di servizio nel Paese, che soffre la mancanza di camionisti e l’aumento della domanda, innescata dalla crescente paura negli utenti di rimanere a secco. continua a leggere
È in corso in Canada un’operazione per evacuare 39 minatori che sono intrappolati sotto terra da oltre 24 ore, dopo che un problema meccanico ha bloccato l’entrata della mina Totten Mine a ovest di Subdury, in Ontario. La società mineraria Vale riferisce che non ci sono feriti e che una squadra di salvataggio ha raggiunto i lavoratori, che si trovavano in diversi ‘ripari’, fra 900 e 1.200 metri sotto terra. “Ci aspettiamo che tutti raggiungano la superficie entro stasera“, ha dichiarato la compagnia.
Lo United Steelworkers, sindacato che rappresenta 30 dei 39 minatori intrappolati, si dice cautamente ottimista che tutti verranno evacuati in sicurezza. L’incidente, sempre secondo quanto riferisce la società, è avvenuto domenica pomeriggio, quando un secchio che veniva inviato sotto terra si è staccato, bloccando l’entrata della miniera. Di conseguenza, “il sistema usato per trasportare lavoratori da e verso la superficie non ha più potuto essere usato“. “Gli impiegati usciranno tramite un sistema secondario di scale di uscita, con il sostegno della squadra di salvataggio della miniera Vale“, aggiunge la compagnia. continua a leggere
Bocciata l’iniziativa contraria dei partiti confessionali e dei sovranisti. La legge elvetica consentirà la celebrazione delle nozze anche di stranieri non residenti
“È una emozione enorme. Questa è una giornata storica per la Svizzera che, finalmente, entra in un mondo moderno, liberale, fatto di rispetto e di amore”. Trema la voce alla deputata ecologista di Ginevra, Lisa Mazzone, all’annuncio della consistente vittoria al referendum “Matrimonio per tutti”: un massiccio “sì” con cui l’elettorato svizzero ha accolto l’opportunità di consentire le nozze anche alle persone dello stesso sesso.
Il referendum era stato lanciato da due partiti confessionali, l’Unione Democratica Federale e il Partito Evangelico Popolare. Il “no” era stato appoggiato pure dall’Udc, il partito sovranista maggioritario nel Parlamento federale. Quindi l’esito di questo referendum costituisce una sonora sconfitta per la destra elvetica. Finora nella Confederazione le unioni tra gay erano regolate da un partenariato.
“Questo risultato – spiega a Repubblica il politologo dell’Università di Ginevra Pascal Sciarini – sta a significare che la Svizzera è diventata definitivamente progressista, anche se altri paesi, come la Francia e la Germania sono arrivati prima. C’è tuttavia una differenza. In questi paesi che le ho citato non è stato il popolo a decidere, bensî i governi e i Parlamenti. Quindi il risulato della Svizzera ha davvero un valorte particolare”. E dei due partiti contrari cosa ci può dire? “Che sono particolarmente legati ai valori cristiani, per cui il matrimonio rimane una questione tra un uomo e una donna”.continua a leggere
Un treno della linea ad alta velocità che viaggiava tra Chicago e Seattle è deragliato mentre attraversava nello stato del Montana, nei pressi della città di Joplin. Lo rende noto la società Amtrak. Almeno tre le vittime e diversi feriti, almeno cinquanta.
A bordo dell’Empire Builder c’erano160 erano le persone a bordotra passeggeri e membri dell’equipaggio. Subito sono scattate le operazioni di soccorso e di evacuazione. Nessun dettaglio è stato ancora diffuso sulle cause dell’incidente. Secondo quanto ha riferito la Compagnia, cinque vagoni sono deragliati verso le 16 ora locale (le 22 in Italia) vicino a Joplin, quasi 200 miglia a nord di Helena.
«C’erano circa 147 passeggeri e 13 membri dell’equipaggio sul treno», ha riferito Kimberly Woods, una portavoce dell’Amtrak. «La Compagnia – ha detto ancora – sta lavorando con le autorità locali per trasportare i passeggeri feriti ed evacuare in sicurezza tutti gli altri passeggeri». Il senatore Steve Dainesha affermato che il deragliamento è una «notizia tragica», aggiungendo che sta «monitorando attentamente questa situazione man mano che emergono i dettagli».
Quella tra Chicago e Seattle è la più frequentata linea di lunga distanza di Amtrak, e trasporta più di 500.000 passeggeri all’anno. Prima di Amtrak, l’Empire Builder era il treno di punta della storica Great Northern Railway che con i suoi circa 7mila chilometri parte da Chicago, in Illinois, e arriva fino al Pacifico, prima a Seattle nello stato di Washington e poi a sud in Oregon, a Portland, attraversando otto stati Usa e impiegando 46 ore. Il treno, che attraversa le Montagne Rocciose e il Glacier National Park non può andare oltre i 130 chilometri orari.
Deraglia un treno tra Chicago e Seattle: 3 morti e decine di feriti
Almeno un morto e 12 feriti, alcuni in condizioni gravi. E’ il bilancio della sparatoria in un supermercato a Collierville, non lontano da Memphis, in Tennessee.
L’uomo che ha aperto il fuoco si è ucciso. Lo riportano i media americani.
Si tenta di proteggere il Generale Sherman, l’organismo vivente più grande della Terra, la cui base è stata avvolta in teli ignifughi
Generale Sherman, l’albero considerato il più grande organismo vivente sulla Terra
In California le fiamme hanno raggiunto il bosco mentre i vigili del fuoco combattono per impedire al fuoco di avvicinarsi al Generale Sherman, l’albero considerato il più grande organismo vivente sulla Terra con il suo tronco di oltre 30 metri di perimetro, la cui base è stata avvolta con teli ignifughi.
General Sherman tree in Sequoia National Park, Sierra Nevada in California, United States of America. The General Sherman tree is famous to be the largest tree in the world.
il Generale Sherman, l’organismo vivente più grande della Terra, la cui base è stata avvolta in teli ignifughi
I responsabili delle operazioni anti-incendio dicono che il tempo caldo e secco e i forti venti stanno contribuendo a rendere le condizioni ancora più critiche nella zona del complesso KNP, due incendi innescati alcuni giorni fa da un fulmine che si sono uniti sul versante occidentale del Sequoia National Park in Sierra Nevada.
Continua la lotta della California per salvare le sequoie giganti
Los ríos de lava destruyendo todo a su paso en La Palma vistos desde el aire
La lava espulsa dal vulcano Cumbre Vieja sull’isola di La Palma (Canarie) ha già distrutto 320 edifici e coperto 154 ettari di terreno: è quanto mostrano i dati aggiornati del sistema europeo Copernicus. L’Istituto di Vulcanologia delle Canarie, intanto, ha spiegato che, sebbene sia ancora difficile rispondere alla domanda su quanto potrà prolungarsi l’eruzione, in base alla durata degli eventi del passato si può ipotizzare tra i 24 e gli 84 giorni.
Il Cumbre Vieja continua ad eruttare vapore e lava, la quale sta avanzando lentamente verso la costa occidentale di La Palma. In alcuni punti la colata ha raggiunto un’altezza superiore ai 10 metri, secondo dati di Copernicus citati da El País. Il vulcanologo David Calvo, in collegamento con la televisione pubblica spagnolo Tve dalla zona dell’eruzione, ha affermato che vicino al vulcano ci sono “impressionanti esplosioni” di “bolle di lava” e una “pioggia di ceneri“. Media locali raccontano di come i vigili del fuoco stiano facendo tentativi disperati per preparare un solco sul terreno e provare così ad evitare che il materiale vulcanico non travolga completamente il nucleo urbano di Todoque, che ha circa 1.300 abitanti, già tutti evacuati. Le autorità hanno concesso ai residenti della località le cui case sono ancora intatte di rientrare per alcuni minuti per portare via documenti e beni considerati necessari. Hanno tempo fino alle 19.00 ora locale (una in meno di quella italiana). Sull’isola sono state evacuate circa 6.000 persone, tra cui alcune centinaia di turisti.
La lava sigue avanzando y arrasa ya 166 viviendas | Buenos días, Canarias (21-09-2021)
Mille e 300 chilometri a est di Mosca. Molti ragazzi sono fuggiti dalla finestra, sei i feriti. Il killer ucciso
MOSCA
Uno studente ha aperto il fuoco su compagni e professori all’interno dell’università di Perm – 1300 chilometri a est di Mosca – uccidento cinque persone e ferendone altre sei. Il giovane è stato ucciso dalla polizia; in un primo momento si era diffusa la notizia del suo arresto.
Quando gli spari sono iniziati, molti studenti hanno cercato la fuga saltando dalla finestrea dell’aula collocata al primo piano. La Commissione investigativa russa…. continua a leggere
Russia, sparatoria all’università: studenti fuggono dalle finestre
Russia, sparatoria all’università: studenti fuggono dalle finestre
Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono una serie di quattro attacchi suicidi coordinati compiuti contro obiettivi civili e militari degli Stati Uniti d’America da un gruppo di terroristi appartenenti all’organizzazione terroristica al Qaida. Gli attacchi causarono la morte di 2.977 persone (più 19 dirottatori) e il ferimento di oltre 6.000. Negli anni successivi si verificarono ulteriori decessi a causa di tumori e malattie respiratorie legate alle conseguenze degli attacchi. Per questi motivi e per gli ingenti danni infrastrutturali causati, tali eventi sono spesso considerati dall’opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell’età contemporanea.
La mattina di Martedì 11 settembre 2001 quattro aerei di linea, appartenenti a due delle maggiori compagnie aeree statunitensi (United Airlines e American Airlines) furono dirottati da 19 terroristi appartenenti ad al Qaida. Due aerei (il volo American Airlines 11 e il volo United Airlines 175) furono fatti schiantare rispettivamente contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center, nel quartiere della Lower Manhattan di New York. Nel giro di 1 ora e 42 minuti entrambe le torri crollarono. I detriti e gli incendi causarono poi il crollo parziale o totale di tutti gli altri edifici del complesso del World Trade Center. Un terzo aereo, il volo American Airlines 77, fu fatto schiantare contro il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa, nella contea di Arlington in Virginia. L’attacco causò il crollo della facciata ovest dell’edificio. Un quarto aereo, il volo United Airlines 93, venne fatto inizialmente dirigere verso Washington ma precipitò successivamente in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, a seguito di una eroica rivolta dei passeggeri.
Apertura dell’edizione straordinaria del TG1 dell’ 11 Settembre 2001
11 settembre 2001
Ore 8.46 del mattino. Un aereo Boeing 767 si schianta a circa 800 km orari sulla Torre nord del World Trade Center. È l’inizio del giorno che cambierà la storia degli Stati Uniti e del mondo.
Le impronte vuote delle Twin Towers, l’albero sopravvissuto al disastro, la lista dei nomi, il percorso del museo tra documenti e relitti: ritorno a Ground Zero verso l’anniversario dell’attentato
New York, Ground Zero: le vasche quadrate coincidono con il perimetro delle Torri Gemelle – Oleg Illarionov / Unsplash
Era trascorso oltre un mese dagli attacchi alle Torri Gemelle quando dalle macerie fumanti del World Trade Center spuntò un’inaspettata forma di vita. Era un gigantesco albero da frutto, un pero alto otto metri, piantato nel 1970 nei pressi di Church Street. Aveva il tronco bruciato, i rami spezzati e in larga parte carbonizzati ma non era ancora morto. Decisero allora di trasportarlo in un parco del Bronx per curarlo. Lì l’albero crebbe fino a raggiungere un’altezza di circa trenta metri e alla vigilia di Natale del 2010 fu riportato nel suo luogo d’origine per essere trapiantato nel cuore del 9/11 Memorial di New York.
Il grande spazio pubblico che celebra la memoria degli attentati dell’11 settembre 2001 ha oggi oltre quattrocento esemplari di quercia bianca ma l’albero più fotografato è sempre lui: il “Survivor Tree”, l’albero che è riuscito a sopravvivere sotto le macerie delle Torri Gemelle. Circondato da un recinto, con supporti che ne sorreggono il tronco e i rami che recano ancora ben visibili le ferite di quel giorno maledetto, è diventato un simbolo straordinario della capacità di resistenza dell’animo umano.
Il Memoriale è stato realizzato su una superficie di oltre tre ettari nel punto esatto dove sorgeva il cratere delle torri ed è ormai da tempo uno dei luoghi più visitati di New York. Al centro ha due grandi vasche quadrate di granito profonde quattro metri sulle cui pareti l’acqua scorre incessante mentre lungo il perimetro esterno sono stati incisi, su targhe di bronzo, i nomi delle 2.977 vittime dell’11 settembre e i sei caduti nell’attentato del 1993, quando un altro gruppo di terroristi islamici fece esplodere un camion bomba sotto il World Trade Center. I nomi sono stati collocati con cura, mettendo familiari, amici e colleghi uno accanto all’altro, con un sistema di illuminazione che li rende visibili anche di notte e un complesso di condutture che riscalda il metallo impedendo di sentirlo freddo al tatto.
Il silenzio quasi surreale della piazza è rotto soltanto dal lento scrosciare dell’acqua – simbolo di rinascita e di speranza – e da qualche voce che arriva da lontano, trasportata dal vento, mentre nuovi grattacieli vegliano sulla piazza come sentinelle della memoria. Evocare l’assenza attraverso il vuoto fisico lasciato dagli edifici era quanto si proponeva di fare il progetto della piazza intitolato “Reflecting Absence”, realizzato dall’architetto Michael Arad e dal paesaggista Peter Walker.
Maxirapina da film nel salotto chic della capitale francese
Parigi a mano armata. Una banda di rapinatori, di cui due componenti fermati dalla polizia, ha svaligiato oggi la gioielleria Bulgari di Place Vendome, nel salotto chic della capitale francese, per un bottino stimato intorno ai dieci milioni di euro.
“La polizia, informata verso le 12 di una possibile rapina in Place Vendome, è partita a caccia di un’auto con tre occupanti e due scooter“, ha riferito una fonte di polizia mentre su Twitter, la Préfecture de Police rende omaggio alla “reattività” degli agenti in questa operazione ad alto rischio nel cuore di Parigi.
Nota nel mondo intero per la bellezza dei suoi palazzi e la colonna napoleonica fatta erigere sul modello della colonna Traiana a Roma, Place Vendome è una delle piazze più importanti della capitale francese, sede di numerose gioiellerie e negozi di ultralusso oltre che del celeberrimo Hotel Ritz, recentemente restaurato e del ministero della Giustizia. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il bottino del colpo da Bulgari ammonta a circa 10 milioni di euro.
Il veicolo a bordo del quale i rapinatori hanno preso la fuga, una Bmw grigia, è stato ritrovato abbandonata dopo l’inseguimento con la polizia nel centro della capitale. Durante la fuga, scrive Le Parisien, i presunti autori avrebbero circolato sul marciapiede. Un agente di polizia ha aperto il fuoco e ferito alla gamba uno dei rapinatori, che è stato poi fermato dagli agenti. Arrestato anche un secondo uomo, rifugiatosi nel parcheggio sotterraneo del centralissimo Forum des Halles, mentre gli altri componenti della banda, almeno sei secondo Le Parisien, sarebbero ancora in fuga.
L’inchiesta per “furto a mano armata in banda organizzata” e “associazione a delinquere” è stata affidata alla Brigata anti-crimine (Brb) della polizia giudiziaria. Quest’estate, Parigi è stata già segnata da due importanti rapine. Il 27 luglio, un uomo in monopattino elettrico ha fatto incetta in un punto vendita del gioiellerie Chaumet. Bottino stimato: 2 milioni di euro. E’ stato fermato l’indomani assieme al suo complice, con il recupero quasi integrale della refurtiva. Tre giorni dopo, due uomini armati di una pistola a scariche elettriche ed un lacrimogeno hanno sottratto gioielli per 400.000 euro in una boutique del marchio Dinh Van.