Usa: sparatoria in Florida, ‘survivalista’ uccide 4 persone


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/09/05/usa-sparatoria-in-florida-survivalista-uccide-4-persone_1b6f01a8-c4f1-4e6f-a777-9157de3cc584.html

Un uomo con giubbetto antiproiettile che si è definito un survivalista, ossia pronto ad un mondo post apocalittico, ha ucciso a colpi d’arma da fuoco quattro persone, tra cui un bimbo tra le braccia della madre, ferendo anche una ragazzina di 11 anni, a Lakeland, Florida. Lo rende noto lo sceriffo della contea di Polk.

L’assalitore ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti, prima di essere ferito e arrendersi, ma in ospedale ha tentato di rubare una pistola ad un poliziotto. Ha confessato di fare uso di metadone.

L’autore della sparatoria in Florida è un ex marine 33enne

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/09/05/lautore-della-sparatoria-in-florida-e-un-ex-marine-33enne_3ebc2ca1-cca6-4bca-828d-0fdf55ece75c.html

(ANSA) – Washington, 05 settembre 2021

E’ stato identificato l’uomo accusato della sparatoria in Florida in cui sono morte quattro persone. Si tratta di Brian Riley, 33 anni, un ex marine che vive a Brandon, a circa 30 km dal luogo della strage.

Lo sceriffo Grady Judd ha riferito che non è emersa finora alcuna connessione tra il sospetto e le vittime e non ha saputo fornire alcuna spiegazione sul perchè il killer abbia scelto proprio quella famiglia.
Sappiamo solo che è un pazzo con un sacco di armi e che ha ucciso gente innocente“, ha osservato. Le vittime sono una coppia, lui di 40 anni e lei di 33, il figlio di solo 3 mesi e la 62enne nonna del neonato, quest’ultima trovata in una abitazione vicina. Nella sparatoria è morto anche il cane della famiglia. (ANSA).

Agg. – Esplosione all’aeroporto di Kabul. Si tratterebbe di un attacco suicida, con molteplici vittime


Attacco suicida, due esplosioni all’aeroporto di Kabul. Sessanta afghani morti, più di cento feriti. Uccisi anche 12 marines, 15 feriti. L’Isis rivendica l’attacco

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/08/26/news/l_allerta_terrorismo_all_aeroporto_di_kabul_non_ferma_la_folla_-315333758/?ref=RHTP-BH-I314465804-P1-S1-T1

Fra le vittime anche alcuni bambini. Sin dalle prime ore della mattina si erano susseguiti allarmi per un possibile attentato. Gli Usa e gli alleati avevano messo in guardia la gente: “Andate via immediatamente”. I feriti nell’ospedale di Emergency. Si va verso la fine delle evacuazioni. La cronaca della giornata

L’attacco è poi avvenuto nel tardo pomeriggio ora locale: a essere preso di mira è stato l’Abbey Gate, uno degli ingressi dell’aeroporto. Allo scoppio sono seguiti colpi di arma da fuoco.  A colpire, in quello che il Pentagono ha definito “un attacco complesso” è stato almeno un terrorista suicida: ma le esplosioni sono state due. Una presso il gate e la seconda non lontano da lì.

Ore 21.29. L’Isis rivendica l’attacco – Secondo l’agenzia di stampa Reuters, lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco all’aeroporto di Kabul. Il Site riferisce che l’Isis ha pubblicato la foto di uno dei kamikaze di Kabul.

Ore 21.05. Il Pentagono conferma le vittime tra i Marines – Il Pentagono ha confermato che 12 marines americani sono morti, fra cui un ufficiale medico, e 15 sono rimasti feriti. Il capo del comando centrale Kenneth McKenzie  ha annunciato che l’attacco a Kabul è stato condotto da due kamikaze che si ritiene appartengano all’Isis ma ha sottolineato che questo non fermerà le operazioni americane. Gli Usa credevano che l’attacco sarebbe accaduto prima o dopo, aggiungendo di non aver visto nulla che lo convinca che i talebani abbiano lasciato che accadessero gli attentati. continua a leggere

La foto della rivendicazione 

Agg. Attacco suicida all’aeroporto di Kabul, almeno 13 morti

articolo completo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/08/26/afghanistan-usa-ad-americani-non-andate-in-aeroporto-kabul_d695b208-0916-4cde-a9a2-9ba660b5186e.html

Un aereo C-130 italiano decolla tra gli spari di una mitragliatrice

Una o due esplosioni sono avvenute nei pressi dell’aeroporto di Kabul ed sono state seguite da colpi d’arma da fuoco. Il presidente americano Joe Biden è stato informato e viene in questi momenti aggiornato sugli sviluppi dai vertici della sicurezza nazionale.

Sarebbero almeno 13 le vittime dell’attacco. Tra questi ci sarebbero dei bambini.

Lo riporta l’agenzia Reuters che cita un portavoce dei talebani secondo il quale ci sarebbero dei feriti nelle loro file. Tra i feriti tra cui anche dei militari americani, dei marines. Uno sarebbe grave. Sono 52 le persone rimaste ferite secondo quanto riferito dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid a Tolonews che ha anche parlato di un “numero imprecisato” di morti

E’ “altamente probabile” che l’attentato sia stato compiuto dall’Isis-K, l’Islamic State della provincia afghana del Khorasan. Lo riferiscono fonti della difesa britannica a Sky news

Nessun militare tedesco sarebbe rimasto ferito nell’attentato a Kabul. Lo scrive la Bild on line secondo cui “tre componenti della marina Usa e diversi soldati britannici sarebbero invece rimasti feriti“………..

Fotografie e video dalla zona dell’attentato – rilanciate da Al Arabiya e Tolo News – mostrano persone ferite, coperte di sangue, e ambulanze che li caricano. In altre foto i feriti vengono trasportati su delle carriole.

Nessun italiano è stato coinvolto nell’esplosione. La deflagrazione è avvenuta in un’area distante da dove stanno operando i militari italiani per le ultime fasi dell’operazione Aquila per l’ evacuazione dei cittadini afghani. Lo si apprende dalla Difesa……

Caos all’aeroporto di Kabul, un C-130 italiano decolla tra gli spari. A bordo dell’aereo – ora giunto a Kuwait City – che trasportava 98 civili afghani evacuati ed alcuni giornalisti italiani, ci sono stati ‘attimi di panico‘, ha detto l’inviata di Skytg24 Simona Vasta, quando a seguito ‘colpi di mitragliatrice pesante, pochi minuti dopo il decollo, la pilota ha attuato manovre diversive’. Ma non si è trattato di un attacco all’aereo italiano, hanno precisato fonti dell’intelligence, secondo cui una mitragliatrice afghana ha sparato in aria per disperdere la folla che stava pressando verso il gate dell’aeroporto e nessun colpo è stato diretto verso l’aereo in decollo. Secondo quanto hanno riferito le fonti, un pick up afgano equipaggiato con mitragliatrici e situato lontano dalla pista, ha sparato alcuni colpi di mitragliatrice calibro 14.5 in alto per disperdere la folla che stava pressando verso il gate. La pilota del C130 italiano ha quindi effettuato un decollo tattico per sottrarsi ad una potenziale minaccia, ma nessuno sparo – ribadiscono le fonti – è stato diretto verso il velivolo italiano. continua a leggere l’articolo completo

Esplosione all’aeroporto di Kabul. Si tratterebbe di un attacco suicida, con molteplici vittime

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/08/26/news/l_allerta_terrorismo_all_aeroporto_di_kabul_non_ferma_la_folla_-315333758/?ref=RHTP-BH-I314465804-P1-S1-T1

Sin dalle prime ore della mattina si sono susseguite le voci di un possibile attacco. Gli Usa e gli alleati avevano messo in guardia la gente: “Andate via immediatamente”. Ogni 39 minuti decolla un aereo.La corsa per portare via chi vuole partire. La cronaca della giornata

C’è stata un’esplosione a uno dei cancelli dell’aeroporto di Kabul. La notizia arriva dopo una giornata di tensione, con gli Usa e gli alleati che si dal mattino avvertivano: “Oggi 26 agosto, credibile minaccia terroristica all’aeroporto di Kabul. Non andate allo scalo“. L’ambasciata americana aveva invitato in particolare a evitare tre gate. Nonostante l’allerta internazionale, un diplomatico occidentale raccontava alla Reuters che “enormi e incredibili folle” spingevano alle porte dello scalo. Il portavoce dell’Emirato, Zabihullah, aveva commentato, senza approfondire, la minaccia Isil: “Non è corretta“.

L’attacco all’aeroporto – L’attacco è poi avvenuta: a essere preso di mira è stato l’Abbey Gate, uno degli ingressi dell’aeroporto. Secondo il Pentagono, allo scoppio sono seguiti colpi di arma da fuoco. Ci sono feriti fra gli afghani che volevano fuggire: non è chiaro se siano stati colpiti anche militari stranieri. Per il corrispondente del Washington Post si è trattato di un attacco suicida che ha fatto molte vittime.

In fuga anche il Banksy afghano: “Il mio Paese è di nuovo bianco e nero” – “Il mio cuore trema nel vedere gli artisti afghani che distruggono per paura le loro opere. L’Afghanistan è tornato a essere bianco e nero. Ha perso la sua bellezza, i colori e la diversità. Temo che il mondo o permetterà un’altra volta“. Con queste parole e il post che mostra opere d’arte date alle fiamme e distrutte, Omaid Sharifi, saluta il suo Paese. Fondatore del collettivo artistico ArtLords, l’artista è riuscito a fuggire qualche giorno fa. continua a leggere

Modella sbranata da un leopardo durante un servizio fotografico, Jessica Leidolph è gravissima


articolo: https://www.leggo.it/esteri/news/modella_jessica_leeidolph_sbranata_leopardo_ultime_notizie-6158302.html

Una modella è stata attaccata da un leopardo martedì scorso durante un servizio fotografico nel recinto dell’animale, nell’est della Germania: Jessica Leidolph, che ha 36 anni, riporta la Bbc, è stata ricoverata in ospedale in gravi condizioni con ferite alla testa.

L’attacco è avvenuto a Nebra, nella Sassonia-Anhalt, in un centro privato per animali in pensione già impiegati in produzioni cinematografiche, spot pubblicitari ed altre attività commerciali. Il proprietario del centro non ha voluto rilasciare commenti. Nel recinto in questione c’erano due leopardi, Troy e Paris.

Non è chiaro chi ha organizzato il servizio fotografico. In passato Troy e Paris sono sati impiegati per uno spot pubblicitario di tv al plasma. Il gruppo Peta per la difesa dei diritti degli animali ha chiesto che i felini siano tenuti in centri di soccorso riconosciuti dallo Stato, dove non possono essere sfruttati a fini commerciali.

Spagna, palazzina di tre piani crollata nella località turistica: il corpo di un minore trovato tra le macerie


articolo: https://www.leggo.it/esteri/news/spagna_palazzo_crollato_peniscola_ultime_notizie-6158259.html

26 agosto 2021

I soccorritori al lavoro sul luogo in cui ieri è crollata una palazzina di tre piani a Peñiscola, località turistica situata sulla costa orientale della Spagna, hanno trovato tra le macerie il corpo senza vita di un minore. Lo ha confermato il servizio delle emergenze della Comunità Valenciana, la regione in cui è avvenuto il crollo.

Attualmente, sono in corso le ricerche di un’altra persona, considerata dispersa da ieri sera. Il crollo della palazzina è avvenuto ieri attorno alle 19.30. Le cause di quanto avvenuto non sono ancora note. Attorno alla mezzanotte, i soccorritori hanno estratto vivo un giovane rimasto intrappolato tra le macerie.

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha pubblicato un tweet in cui afferma che sta seguendo le operazioni di soccorso e ringrazia i servizi d’emergenza intervenuti sul luogo. «Esprimo la mia solidarietà alle persone coinvolte», ha scritto il premier.

Spagna, palazzina di tre piani crollata

Nuovo agg. – Capitol Hill, allarme bomba: uomo con esplosivo su un pick-ip.


Nuovo Agg.: Si arrende uomo che minacciava esplosione vicino Campidoglio Usa

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/08/19/segnalato-ordigno-evacuata-area-vicino-al-congresso-usa_a5237a5c-8dc5-4e64-926e-2d99fb4bb29c.html

L’uomo che da ore minacciava di far saltare il suo furgone con dell’esplosivo nell’area del Campidoglio Usa si è arreso. Lo riporta il New York Times citando fonti della polizia.

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Capitol Hill, allarme bomba: uomo con esplosivo su un pick-ip. Agenti Fbi negoziano

articolo: https://www.leggo.it/esteri/news/capitol_hill_allarme_bomba-6146432.html

Capitol Hill, allarme bomba

La polizia di Capitol Hill ha evacuato l’area intorno alla Biblioteca del Congresso dopo la segnalazione di un presunto ordigno esplosivo in un pickup. L’edificio è vicino al Campidoglio e alla Corte suprema. Le forze dell’ordine hanno evacuato anche il Cannon House Office Building. Questa settimana il Congresso è in ferie. 

 A causa dell’allarme bomba in un’area vicino alla Biblioteca del Congresso americano, a Capitol Hill, è stata evacuata per prudenza anche la sede della Corte Suprema, al momento chiusa al pubblico per la pandemia.

Situazione di stallo nell’area di Capitol Hill, vicino alle sedi della Biblioteca del Congresso e della Corte Suprema, dove in mattinata è scattato l’allarme dopo che un uomo ha minacciato di far esplodere il suo furgone, mostrando anche quello che appare come un detonatore. Da ore vanno avanti i negoziati nella speranza – ha spiegato la polizia – che si arrivi a una soluzione pacifica della situazione. In campo anche gli agenti dell’Fbi. L’uomo avrebbe anche postato delle immagini in diretta su Facebook mostrando un contenitore che a suo dire avrebbe al suo interno un congegno esplosivo. In mezzora di immagini, spiega la polizia, avrebbe parlato di «rivoluzione». Ora si tenta di identificarlo. La Casa Bianca viene aggiornata costantemente sulla situazione.

Inghilterra, sparatoria a Plymouth: almeno sei morti, incluso l’uomo armato. Diversi feriti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/08/13/news/gb_sparatoria_a_plymouth_morti-313838443/?ref=RHTP-BH-I313523381-P1-S1-T1

Un uomo armato ha aperto il fuoco nella città nel sud del Paese. Secondo la polizia non sarebbe terrorismo

13 AGOSTO 2021 

È di almeno “sei morti e diversi feriti“, alcuni dei quali gravi, il bilancio della sparatoria avvenuta nelle scorse ore a Plymouth, nel sud dell’Inghilterra, a opera di un singolo aggressore. Sul luogo della sparatoria sono stati trovati morti tre uomini, incluso il sospettato, e due donne. Un’altra donna è deceduta poco dopo essere stata trasferita in ospedale

Un uomo, vestito di nero e armato di fucile, ha aperto il fuoco per strada a Plymouth giovedì pomeriggio verso le 18.

Secondo quanto riportato da Johnny Mercer, deputato conservatore della zona, sarebbe esclusa l’ipotesi del terrorismo. E aggiunge: “Rimanete calmi. Il sospettato non è in fuga“. Ancora incerto il movente della sparatoria.

Il ministro degli Interni Priti Patel twitta: “L’incidente a Plymouth è scioccante e i miei pensieri sono con le persone colpite.
Ho parlato con il capo della polizia e ho offerto il mio pieno sostegno. Esorto tutti a rimanere calmi, seguire i consigli della polizia e consentire ai nostri servizi di emergenza di continuare il proprio lavoro
“.

Sul sito della BBC, i testimoni ricostruiscono quanto accaduto.  La testimone oculare Sharron, che vive vicino a Biddick Drive e non ha voluto dare il suo nome completo,  racconta che quello che è successo è stato “orrendo e così triste“. “In primo luogo, ci sono state urla, seguite da colpi di pistola tre forse quattro per cominciare“, dice. “L’uomo armato con il fucile a preso a calci la porta di una casa e ha iniziato a sparare a caso … poi è  scappato dalla casa e continuava a sparare mentre correva“. Secondo la testimone “l’assassino ha proceduto lungo la Royal Navy Avenue continuando a sparare“. Un altro testimone, Robert Pinkerton, racconta che “ha girato l’angolo” e “ha urtato un tizio con un fucile da caccia“. Ha detto che l’uomo era vestito tutto di nero.

Per il deputato  Luke Pollard  la situazione “sembra davvero molto grave” e su twitter scrive:  “Aggiornamento: in attesa di conferma del numero delle vittime, ma questo sembra un giorno molto triste per la nostra città e la nostra comunità”.

Traduzione: Notizie davvero preoccupanti che escono da Keyham a #Plymouth. Per favore, tutti possono stare al sicuro, rimanere in casa e seguire i consigli della polizia.

Brucia il cimitero dei pneumatici più grande al mondo in Kuwait: la nube di fumo è impressionante


articolo Corriere TV : https://video.corriere.it/esteri/brucia-cimitero-pneumatici-piu-grande-mondo-kuwait-nube-fumo-impressionante/0c1b78da-f903-11eb-8531-faab9a3adcfb?fbclid=IwAR0Ow0I-J7OHXOPPbmojnBFyg_bMD9B3BgsF-UZ4hSvfNDFCpYsBSORAgiQ

Brucia in Kuwait il cimitero di pneumatici più grande del mondo

C’è molta preoccupazione per il disastro ambientale

Un incendio devastante ha mandato a fuoco il cimitero di pneumatici più grande del mondo, che si trova nella zona di Sulaibiya, in Kuwait, e che contiene circa 7 milioni di pneumatici. Le impressionanti immagini del fumo denso si vedono anche dal satellite, data la grandezza e l’espansione della colonna di fumo. Si ritiene che i pneumatici provengano sia dal Kuwait che da altri Paesi che hanno pagato per poter scaricare lì le loro gomme per auto. Il materiale combustile è accatastato in una zona desertica che può toccare i 50 gradi.

Brucia il cimitero degli pneumatici, rischio disastro ambientale in Kuwait

Turisti e residenti fuggono in traghetto dagli incendi sull’isola di Evia, in Grecia


articolo & VIdeo – LaPresse / CorriereTv : https://video.corriere.it/esteri/turisti-residenti-fuggono-traghetto-incendi-sull-isola-evia-grecia-immagini-sono-impressionanti/96520eb2-f79e-11eb-83a2-ddb3d15a828f

Un migliaio le persone costrette a lasciare l’isolaLaPresse / CorriereTv

Gli incendi che stanno devastando la Grecia hanno costretto residenti e turisti delle zone interessate dai roghi a scappare via terra e via mare. Nel villaggio di Limni, sull’isola di Evia, oltre mille persone sono state evacuate con i traghetti, dopo che le fiamme hanno interrotto tutti gli altri mezzi di fuga.

Grecia: centinaia di persone evacuate in traghetto da Evia a causa degli incendi
Impressionanti incendi in Grecia portano a evacuazioni mai viste

Grecia, gli incendi assediano Atene. Fiamme anche in Sicilia e Turchia


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_04/gli-incendi-assediano-atene-fiamme-tutto-mediterraneo-825f401e-f4f6-11eb-be09-a49ff05c6b25.shtml

In Grecia fiamme alimentate da 81 focolai, la capitale avvolta dal fumo: i cittadini invitati a restare in casa, villaggi e mille persone evacuate. In Turchia otto morti

Non solo l’Italia, ma buona parte del Mediterraneo deve combattere contro gli incendi estivi, molti di origine dolosa, provocati dalle intense ondate di calore che hanno investito soprattutto Grecia Turchia.

Grecia, gli incendi assediano Atene da 81 focolai

Gli incendi in GreciaLa situazione più grave in questo momento è forse in Grecia.

A circa 30 chilometri a nord di Atene oltre mille persone di alcuni villaggi hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa degli incendi che si sono sviluppati sul monte Parnitha, uno dei tre colli nei sobborghi della capitale greca. Più di 500 vigili del fuoco con aerei ed elicotteri stanno cercando di contenere le fiamme, ma il loro lavoro è complicato da 81 focolai scoppiati nella zona.

L’incendio ha diffuso un denso fumo sulla città e le autorità hanno invitato i cittadini a restare in casa. Incendi si sono verificati anche nell’isola di Eubea, nella penisola del Peloponneso e nelle isole di Kos e Rodi. In Grecia l’ondata di caldo proseguirà per tutta la settimana con temperature di oltre 40 gradi.

GALLERY: Atene: cielo oscurato per il fumo degli incendi

Italia – Martedì nel tardo pomeriggio in Sicilia un incendio è divampato nella zona del centro commerciale Conca d’Oro a Palermo, altri roghi sono scoppiati nella zona di Santa Cristina Gela, a Belmonte Mezzagno, presso Monreale e a San Giuseppe Jato sul monte Billiemi. Roghi anche a Partinico lungo la strada provinciale 2.

In Toscana una persona in stato confusionale e leggermente ustionata è stata trovata dai vigili del fuoco all’interno di un’abitazione a Marradi (Firenze) dove si è sviluppato un incendio di vegetazione.

Intanto a Pescara proseguono le indagini dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestale sugli incendi che domenica hanno danneggiato gravemente la Riserva naturale Pineta Dannunziana.

In Sardegna non ce l’ha fatta il
 cane Angelo, uno dei tanti animali rimasti ustionati negli incendi. Ieri sono state 18 in tutto le richieste di intervento degli aerei antincendio.

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Turchia – Non si fermano le fiamme che da una settimana stanno distruggendo boschi e terreni agricoli e hanno ucciso otto persone in Turchia. I roghi hanno circondato una centrale elettrica, i turisti sono stati costretti a fuggire a bordo di barche e decine di villaggi sono stati evacuati a causa del vento che ha alimentato le fiamme.

Cina, l’impressionante tempesta di sabbia travolge Dunhuang: città in tilt


articolo: https://video.repubblica.it/mondo/cina-l-impressionante-tempesta-di-sabbia-travolge-dunhuang-citta-in-tilt/392731/393443?ref=RHTP-BS-I278612739-P14-S2-T1

Cina, una tempesta di sabbia travolge Dunhuang: citta’ in tilt

Una forte tempesta di sabbia ha provocato il caos domenica a Dunhuang, nel nord-ovest della Cina, dove si trovano le antiche grotte di Mogao. La tempesta di sabbia ha inghiottito l’autostrada in pochi minuti, ingiallendo il cielo e riducendo la visibilità a meno di cinque metri. La polizia stradale locale ha imposto il controllo del traffico e ordinato ai veicoli in panne di lasciare la superstrada.

Una fuga di gas in un condotto sottomarino


Una fuga di gas in un condotto sottomarino, nelle acque dell’Oceano, davanti al Messico, ha dato vita a una scena drammatica: un «occhio di fuoco» che si sviluppava sotto la superficie del mare, con fiamme arancioni che uscivano dall’acqua, a poca distanza da una piattaforma petrolifera nel campo Ku Maloob Zaap.
Il guasto è avvenuto a ovest della penisola dello Yucatan, nel Golfo del Messico, venerdì 2 luglio. La compagnia petrolifera messicana Pemex ha affermato di aver ormai provveduto a riparare il guasto: le operazioni hanno richiesto più di 5 ore (dalle 5:15 alle 10:30)

Canada, ondata di calore assassina: centinaia di morti in pochi giorni


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/07/03/news/canada_ondata_di_calore_assassina-308718367/?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S1-T1

Emergenza nella parte occidentale del Paese, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest. Oltre 130 incendi provocati dai fulmini

OTTAWA – Ondata di calore assassina in Canada: le temperature altissime hanno causato centinaia di morti, soprattutto nella Columbia britannica. L’ufficio del medico legale ha segnalato che i decessi inaspettati sono stati 719 solo la scorsa settimana, il triplo dei livelli abituali. I patologi stanno verificando la causa delle morti una per una, e non si sbilanciano sul bilancio complessivo, ma è già massimo l’allarme sul caldo record in tutto il Canada occidentale, soprattutto in Columbia, Alberta, Yukon e Territori di Nord-Ovest.

Il caldo record sta favorendo anche la diffusione degli incendi boschivi, causati forse dai fulmini: sono innumerevoli i roghi che hanno costretto il governo federale a inviare gli aerei militari per aiutare i soccorritori nella Columbia Britannica. Venerdì, il British Columbia Wildfire Service ha segnalato 136 incendi attivi in tutta la provincia a seguito della caduta di 12.000 fulmini il giorno precedente.

Mercoledì, i 250 abitanti del villaggio di Lytton hanno dovuto evacuare in tutta fretta il centro abitato, dove martedì si era registrata la temperatura più alta mai rilevata in Canada, pari a 49,6 gradi centigradi. Il villaggio – circa 260 km a nord-est di Vancouver – è stato interamente distrutto dal fuoco. “L’intero paese è stato avvolto dalle fiamme in 15 minuti“, ha raccontato alla Bbc il sindaco Jan Polderman.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico aumenta la frequenza di eventi meteorologici estremi, come le ondate di calore.

Attacco con il coltello in Germania, almeno 3 morti


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/06/25/accoltella-i-passanti-a-wurzburg-ameno-3-morti-e-6-feriti_27734f18-e87e-47bf-81c4-8d425e95bd5c.html

Germania: sui social prime immagini dell'attacco a Wurzburg

24enne somalo assalta i passanti a Wurzburg. ‘Problemi psichici’

Ci sono stati tre morti e 15 feriti nell’assalto con il coltello oggi nel centro di Wurzburg, in Germania. Lo ha confermato la polizia bavarese.

L’aggressore, un cittadino somalo di 24 anni, è stato arrestato.

L’aggressore di recente era stato internato in un reparto di psichiatria
La polizia ha assicurato che “non c’è più pericolo per la popolazione“. E aggiungendo che l’assalto è stato condotto da una sola persona perché “non ci sono prove” di altre persone coinvolte. Le aree intorno al luogo dell’attacco, Barbarossaplatz, sono chiuse, con numerosi mezzi della polizia e ambulanze presenti sul posto.

A Wurzburg, capoluogo di 130 mila abitanti della Bassa Franconia, le strade del centro erano normalmente affollate quando è scoppiato il caos. Nei video girati dai passanti appare l’uomo, senza scarpe, che brandisce un lungo coltello, camminando in una sorta di stato confusionale, probabilmente dopo aver colpito. Una persona tenta di affrontarlo, lui risponde tirandogli addosso un oggetto per allontanarlo, mentre nel frattempo arrivano altri due. Uno porta una divisa, sembra una guardia di sicurezza. Secondo i testimoni oculari, l’aggressore ha colpito a caso.

La cittadina bavarese negli anni scorsi aveva già vissuto un incubo analogo. Il 18 luglio del 2016 un 17enne afgano era salito su un treno locale diretto proprio verso Wurzburg armato di ascia e coltelli, urlando Allah akhbar. Ferì quattro passeggeri, prima di essere ucciso dalla polizia.

LA SENTENZA PER LA MORTE DI FLOYD


Floyd: l’ex agente condannato a 22 anni e mezzo di carcere

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2021/06/25/floyd-lex-agente-condannato-a-225-anni-di-carcere_14388d6a-ddc3-429f-b4fc-19412a8e5dae.html

++ Floyd: figlia di 7 anni,'mi manca, voglio giocare con lui' ++

La sentenza delude, troppo blanda. L’ex poliziotto, Derek Chauvin, in aula rompe il silenzio

Derek Chauvin, l’agente che ha ucciso George Floyd, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere, in una sentenza che lascia molti delusi e amareggiati perché la ritengono troppo debole. La famiglia e i legali di Floyd avevano chiesto la massima pena, ovvero 30 anni di carcere.

Gli avvocati di Chauvin avevano prima tentato la strada della libertà vigilata, poi si sono arresi e hanno chiesto una sentenza leggera “basata sulla legge“. Il giudice Peter Cahill prima di pronunciarsi ha chiarito di aver deciso “non sulla scia delle emozioni e della simpatia ma sui fatti. La mia decisione è accompagnata a un memorandum di 22 pagine che la spiega e non vuole essere un messaggio a nessuno“, ha aggiunto. Chauvin, presente in aula dopo due mesi trascorsi in cella di isolamento, è rimasto imperterrito. Giacca e cravatta grigio chiaro, ha avuto il volto coperto dalla mascherina per quasi tutta l’udienza. L’ha rimossa solo per parlare: dopo essere rimasto in silenzio per tutte e sei le settimane del processo, l’ex agente ha infatti preso brevemente la parola e si è rivolto alla famiglia di Floyd, presentando le sue condoglianze con la voce tremante e palesemente scosso.

Prima di lui si era rivolta al giudice e al pubblico sua madre, Carolyn Pawlenty. “Lo hanno descritto come aggressivo, incurante e razzista. Ma voglio dirvi che non è così: è una brava persona“, ha detto Pawlenty. La donna poi si è rivolta fra le lacrime direttamente al figlio: “Derek ho sempre creduto alla tua innocenza. Sei il mio figlio preferito“. A rivolgersi al giudice Cahill è stata anche la famiglia di Floyd, a partire dalla figlia di sette anni Gianna, collegata via video. A chi le chiedeva cosa direbbe al padre, la bimba ha risposto: “Gli direi che mi manca e che gli voglio bene“.

Decine di persone attendevano la sentenza fuori dal tribunale di Minneapolis, sventolando la foto di George Floyd e urlando a squarciagola Black Lives Matter.

Non cerchiamo vendetta, guardiamo solo alla gravità di quanto accaduto“, ha detto il procuratore del Minnesota, Keith Ellison, prima della sentenza. Il riferimento è al video shock che ha documentato gli ultimi nove minuti di vita di Floyd il 5 maggio del 2020 e che ha fatto il giro del mondo, spingendo migliaia di persone in piazza negli Stati Uniti per manifestare contro la polizia violenta e razzista. Proteste che mandarono su tutte le furie l’allora presidente Donald Trump, convinto che bisognasse usare il pugno duro contro i manifestanti. “Dovremmo spaccargli la testa, ecco come dovremmo trattarli. Sparate“, avrebbe detto il tycoon durante i giorni caldi dell’estate del 2020, premendo per l’intervento dell’esercito. La sentenza chiude un caso che ha scosso l’America ma delude tutti coloro che voleva quella che – a loro avviso – sarebbe stata una sentenza esemplare, ovvero la massima pena per un atto violento e ingiustificato. L’amarezza è palese fuori dal tribunale e si contrappone all’urlo di gioia che era seguito al verdetto di colpevolezza della giuria. la battaglia di Black Lives Matter – assicurano i manifestanti – va avanti, questo è solo l’inizio.

Non sono a conoscenza di tutte le circostanze che sono state considerate ma” la sentenza “sembra appropriata“, il commento del presidente Joe Biden.

Miami, crolla un palazzo: “Ci potrebbero essere molte vittime”


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aggiornamento 25 giugno 2021

 articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/06/24/-crolla-un-palazzo-a-miami-si-temono-molte-vittime-_9ab95167-4488-49f4-bc92-901f266bc9c8.html

Ritrovate oltre 100 persone. Evacuati alcuni edifici circostanti. Sconosciute le cause del crollo

Il bilancio del crollo dell’edificio di Miami si aggrava con almeno 4 morti e 159 dispersi. Lo afferma il sindaco di Surfside, Daniella Levine Cava

Continua la disperata ricerca dei dispersi tra le macerie dell’edificio di 12 piani crollato ieri a nord di Miami.

Lo riporta la corrispondente di Skynews sul posto. – Le famiglie di chi abitava nell’edificio – tra cui la sorella della first lady del Paraguay, 20 cittadini israeliani e 19 sudamericani – aspettano notizie riunite in un centro vicino al palazzo. Con l’arrivo del buio i soccorritori hanno cominciato a utilizzare le telecamere per la visione notturna e i cani addestrati. Nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti e per evitare altri crolli le squadre stanno scavando un tunnel nel parcheggio sotterraneo. Alcuni di loro hanno riferito di aver sentito suoni di colpi e altri rumori ma per ora nessuna voce. 

Sono oltre 100 le persone ritrovate tra coloro che vivevano nel condominio. – Lo ha reso noto nell’ultimo briefing di aggiornamento Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami-Dade.

Un palazzo di 12 piani sull’Atlantico che crolla come un castello di sabbia nella notte mentre decine di residenti stanno dormendo, un boato di 30 secondi simile ad un tuono e poi una nuvola di fumo, un cumulo di macerie, gente che urla e che scappa, con scene che rievocano l’11 settembre: è la tragedia accaduta a Surfside, piccolo comune a nord di Miami Beach, in Florida, che sta diventando una delle zone più esclusive della Biscayne Bay. 

Spero per il meglio ma ci stiamo preparando a qualche brutta notizia, data la distruzione che abbiamo visto“, ha ammesso il governatore repubblicano Ron DeSantis, accorso sul posto. Il sindaco di SurfSide Charles Burkett riferisce che secondo il building manager la torre era piena al momento del disastro, intorno alle 2 di notte locali, anche se non è chiaro il numero esatto di persone presenti. In genere ci vivono residenti stagionali, che vengono a svernare o a passare le vacanze estive. Ancora ignote le cause dell’incidente: “E’ difficile immaginare come sia potuto accadere, gli edifici non cadono giù da soli“, ha sottolineato il primo cittadino. Informato dell’accaduto anche il presidente Joe Biden, che ha parlato con le autorità locali e statali.

Il crollo ha interessato un condominio a forma di L costruito nel 1981 con oltre 130 unità, di cui circa 80 occupate. A collassare è stata una delle tre ali, con i balconi e i pavimenti degli appartamenti che cadevano uno sopra l’altro, come un castello di carte. Le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’area, mostrate dai network americani, sono impressionanti e lasciano poche speranze di trovare altri sopravvissuti, oltre ai 35 già estratti dalle macerie. Tra loro anche un ragazzo, il cui salvataggio è stato trasmesso in diretta dalle tv.

Non avevo mai visto in tutta la mia vita così tante ambulanze, sembrava una scena da 11 settembre“, raccontano alcuni testimoni


Miami, crolla un palazzo: Ci potrebbero essere molte vittime

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/24/news/miami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895/

24 giugno 2021

Centinaia di soccorritori a Collins Avenue dove è crollato un condominio di 12 piani con oltre cento appartamenti. Estratto vivo un giovane ragazzo. Finora confermata una vittima e molti ancora intrappolati. Le operazioni di estrazione potrebbero durare anche una settimana, riferiscono i soccorritori

https://twitter.com/CheechDad09/status/1407955290088259584?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1407955290088259584%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2Festeri%2F2021%2F06%2F24%2Fnews%2Fmiami_crolla_palazzo_molte_vittime-307471895%2F

MIAMI Un palazzo condominiale di 12 piani, parte della Champlain Towers, è parzialmente crollato nella notte a Surfside, sobborgo di Miami Beach. Non è ancora chiaro il numero dei feriti, ma un pompiere sul posto ha parlato di diverse vittime. Lo riferisce il Miami Herald. Massiccio l’intervento dei soccorsi.

I soccorsi – Siamo sulla scena del crollo, al lavoro“, ha detto uno dei soccorritori. Il sergente Marian Cruz del Miami Dade Fire Rescue ha spiegato: “Quello che posso dirvi è che l’edificio è di dodici piani. L’intero lato posteriore dell’edificio è crollato“. L’area è un mix di vecchi e nuovi appartamenti, case, condomini e hotel, con ristoranti e negozi che servono residenti e turisti. Champlain Towers è una costruzione affacciata sull’oceano costruita nel 1981 con più di 100 appartamenti a 8777 Collins Ave.

Le cause – Rimangono ancora indefinite. Tuttavia le persone della zona hanno riferito a Local 10 News che sul tetto dell’edificio erano in corso dei lavori con l’uso di attrezzature pesanti. Il sindaco di Surfside, Charles W. Burkett, ha confermato i lavori in corso, ma ha sottolineato che è certo che non sono la causa del crollo, sicuro che prima dell’avvio sia stata fatta un’attenta ispezione del luogo.

Le testimonianze – Ho sentito un rumore spaventoso e tutto è crollato“, racconta una supersite alla Nbc Florida, che abitava al nono piano. “Ha visto i suoi vicini? – domanda la reporter – Alcuni si, sono vivi. Ma in una parte del palazzo non c’è più nessuno“.

Euro2020, panico prima di Germania-Francia. Un paracadutista di Greenpeace plana sullo stadio


articolo: https://video.repubblica.it/dossier/euro2020/euro2020-panico-prima-di-germania-francia-un-paracadutista-di-greenpeace-plana-sullo-stadio/389426/390143?ref=RHTP-BH-I306071389-P1-S2-F

Pochi secondi prima del fischio d’inizio di Germania-Francia, a Monaco di Baviera, un attivista di Greenpeace si è paracadutato in campo in segno di protesta. Sul paracadute giallo, la scritta nera Kick out oil, ossia: date un calcio al petrolio. L’uomo, con un’elica attaccata alla schiena, ha colpito un dipendente di una delle tv e un’altra persona che è stata trasportata in ospedale. Subito prima aveva sfiorato la tribuna stampa e la panchina delle riserve della Francia, per poi cadere rovinosamente sul terreno di gioco.

 

Usa, espolosione in uno stabilimento chimico dell’Illinois: evacuata cittadina di Rockton


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/06/15/news/usa_espolosione_in_uno_stabilimento_chimico_dell_illinois-306085169/?ref=RHTP-VS-I270681069-P17-S1-T1

Il boato ha sviluppato un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva

L’esplosione – Meteoweek

Uno stabilimento dell’azienda Chemtool Inc a Rockford, nell’Illinois, e’esploso sviluppando un incendio di livello quattro, classificato come “catastrofico” dalle autorita’ statunitensi per la sua natura esplosiva. Lo riferisce la stampa Usa, secondo cui le unita’ di emergenza intervenute sul sito del disastro si limiteranno a contenere le fiamme e a lasciare che l’incendio si esaurisca da solo, probabilmente tra diversi giorni.

Secondo alcuni testimoni, un primo boato e’ stato udito presso lo stabilimento, seguito da una seconda, piu’ violenta esplosione. La cittadina di Rockton e’ stata evacuata, cosi’ come i 70 dipendenti dello stabilimento, che fortunatamente non sono rimasti direttamente coinvolti.

Nelle ore successive si sono verificate ulteriori esplosioni, che hanno ferito un vigile del fuoco; la colonna di fumo causata dall’incendio e’ visibile da Chicago, ed entro un raggio di un miglio dal sito dell’incendio le autorita’ hanno sollecitato a rimanere in casa e indossare mascherine. Non e’ chiaro l’impatto ambientale dell’incidente: Chemtool Incorporated produce grasso ed altri lubrificanti sintetici, ed ha sede a Rockton dal 2009. Nel 2013 l’azienda e’ stata acquistata da Lubizol Corporation, un altro produttore di sostanze chimiche per applicazioni meccaniche come lubrificanti, fluidi e additivi per motori. Nel 2020 l’azienda ha generato un fatturato di 5,6 miliardi di dollari.

 

Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi


La vergogna del Canada: “Ecco le fosse comuni dei bimbi indigeni”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/29/news/orrore_in_canada_ecco_le_fosse_comuni_dei_bimbi_indigeni-303388666/?ref=RHTP-VS-I270681069-P15-S1

Trovati i resti di 215 corpi sotto una delle scuole in cui i figli dei nativi venivano rinchiusi per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie dal governo. Abusati e denutriti, molti sarebbero morti di stenti


LONDRA – 
Una fossa comune con i resti di 215 bambini riapre una cupa pagina del passato del Canada: la “cultura del genocidio” imposta alle popolazioni indigene dai colonizzatori bianchi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Tra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini furono strappati alle famiglie delle tribù dei nativi dal governo canadese e chiusi in speciali “scuole residenziali” per cancellare ogni traccia delle loro tradizioni, costringendoli ad accettare la civiltà e la religione occidentale. Tenuti praticamente prigionieri, in condizioni di denutrizione, di maltrattamento e spesso anche di abusi sessuali, a migliaia morirono di stenti o malattie e vennero fatti scomparire nel nulla. Fino ad oggi non esistevano prove concrete del misfatto perpetrato dalle autorità di Ottawa: ma ora le ossa saltate fuori dal terreno dove sorgeva una di queste scuole-prigioni nello stato di British Columbia dimostra che non si trattava di una leggenda bensì di un segreto mantenuto per troppo tempo.

«Sapevamo che queste cose erano accadute nella nostra comunità, ma non eravamo in grado di confermarle», afferma Rosanne Casimir, capo dei Tkemlups te Secwepemc, la tribù che rivendica i resti dei corpicini come propri, «per noi sono morti non documentate», dunque omicidi da investigare. Le cause e la data dei decessi non sono ancora chiari, ma alcuni dei corpi sembrano di bambini di appena tre anni. «Quello che è emerso oggi mi spezza il cuore, è un doloroso ricordo di un capitolo vergognoso della nostra storia», commenta il primo ministro canadese Justin Trudeau. «Quelle scuole fanno parte di una ignobile politica coloniale», gli fa eco Carolyn Bennett, ministra per le relazioni con gli indigeni. «Purtroppo non è una sorpresa», osserva Richard Jock, presidente della Nazione Indigena, l’organizzazione che riunisce le tribù di nativi del Canada. «Ma le conseguenze continuano a farsi sentire per la nostra gente. Vogliamo giustizia».

L’ultima residential school per i figli degli indigeni ha chiuso poco più di venti anni or sono. Ai bambini veniva proibito di parlare la lingua nativa o di praticare la propria religione e le proprie tradizioni. Il rapporto di una commissione chiamata a indagare nel 2008 aveva già documentato l’orrore di queste istituzioni: molti bambini non vennero mai restituiti ai genitori, molti morivano all’interno delle scuole e venivano fatti sparire. Il vitto era scarso. Non c’era riscaldamento d’inverno. Un sopravvissuto ha raccontato di suore che lo costringevano a cospargersi il viso con la propria urina. Epidemie di morbillo e tubercolosi erano frequentissime, anche perché i bambini dovevano dormire a decine in una piccola stanza. Fra tre o quattromila perirono in queste scuole senza lasciare traccia. Un successivo rapporto del 2015, denominato Truth and Reconciliation (Verità e riconciliazione), ha equiparato la tragedia dei nativi del Canada a un «genocidio» e il governo canadese aveva già presentato scuse ufficiali alle tribù indigene per le violenze da esse sofferte. Ma adesso sarà aperta un’altra inchiesta e ci saranno nuovi scavi in cerca di altre fosse comuni. L’orrore continua.

Nuovo scontro Canada-Cina. Ottawa: “Quello degli uiguri è genocidio”. Pechino: “Ignorano i fatti” – di Filippo Santelli23 Febbraio 2021

Canada, Trudeau chiede scusa agli italiani internati ingiustamente durante la guerra27 Maggio 2021

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Canada: shock in comunità nativi, trovati resti 215 bimbi

articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/29/canada-shock-in-comunita-nativi-trovati-resti-215-bimbi_409f98be-3fcc-44cd-a517-b5463b3d9812.html

Sepolti vicino a una ex scuola gestita dalla Chiesa cattolica

La comunità dei nativi della British Columbia meridionale (Canada) è sotto shock. Una tragica verità che i membri della minoranza etnica ‘Tk’emlúps te Secwépemc’ sospettavano da decenni è venuta alla luce in tutta la sua macabra crudeltà nei giorni scorsi: i resti di 215 bambini sono stati trovati vicino a quella che un tempo era la Kamloops Indian Residential School, uno degli istituti del sistema delle cosiddette ‘Indian residential schools’, una rete di scuole fondate dal governo e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli nella cultura dominante.


Ma non solo: i bambini erano spesso oggetto di abusi sessuali e fisici, e molti di loro – come testimonia questo ritrovamento, di cui dà notizia oggi la Cnn – pagarono con la vita la loro unica ‘colpa’ di essere diversi. La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l’attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

È morto Kevin Clark, l’ex ragazzino batterista di ‘School of rock’. Jack Black: “Ho il cuore spezzato


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2021/05/27/news/e_morto_kevin_clark_l_ex_ragazzino_batterista_di_school_of_rock_jack_black_ho_il_cuore_spezzato_-302979334/

Aveva 32 anni. È stato investito da un’auto mentre viaggiava in bicicletta a Chicago

Kevin Clark, il bambino batterista del musical School of Rock è morto a 32 anni dopo essere stato investito da un’auto mentre era in bicicletta a Chicago. Lo riporta Tmz citando alcune fonti, secondo le quali a uccidere Clark sarebbe stata una ragazza di 20 anni alla guida di una Hyundai Sonata.

È una notizia devastante – ha scritto l’attore e musicista Jack Black su Instagram –  Kevin è morto. Troppo presto. Bella anima. Tanti bei ricordi. Il cuore spezzato. Invio amore alla sua famiglia e all’intera comunità di School of Rock“.

Il film di grandissimo successo in America ma anche in Italia, dove poi è diventato anche un musical teatrale con il comico Lillo, racconta di un polemico ed egocentrico chitarrista con la venerazione del rock, Dewey Finn (Jack Black), sbattuto fuori dal suo gruppo che non sopporta più le sue manie di protagonismo. Quando per un errore viene scambiato al telefono per il suo compagno di appartamento, un supplente alle scuole elementari, Dewey decide di spacciarsi per l’amico e raggranellare qualche soldo. Nella prestigiosa scuola privata diretta da Rosalie Mullins (Joan Cusack) Dewey scopre un gruppo di ragazzini portati per la musica e decide di trasformare la sua classe in un gruppo rock. Tra loro anche lo scatenato Freddy Jones.

California, dipendente spara nel deposito dei tram: almeno nove morti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/26/news/strage_in_california_almeno_nove_morti_in_una_sparatoria-302938476/?ref=RHTP-VS-I270681069-P16-S1-T1

Strage a San Jose, in un piazzale della compagnia di trasporto ferroviario che serve la Silicon Valley

Una strage è avvenuta questa mattina in uno spiazzo della compagnia di trasporto pubblico Valley Transportation Authority a San Jose, in California. I morti sono almeno nove incluso il killer, un dipendente della compagnia. Il portavoce dello sceriffo della contea di Santa Clara, Russell Davis, ha riferito che anche l’uomo che ha aperto il fuoco è stato ucciso. Numerosi i feriti.

Secondo quanto riferito dal dipartimento della Sicurezza interna, sette persone sono morte sul colpo. Tra le vittime ci sarebbero diversi impiegati della Vta. La struttura all’interno della quale è accaduta la tragedia è uno snodo utilizzato dall’Authority anche come deposito tram, a poche centinaia di metri dall’ufficio dello sceriffo e non lontano dall’aeroporto.

Il sindaco di San Jose, Sam Liccardo, ha scritto su Twitter che “diverse persone sono state ricoverate” e che l’aggressore “non costituisce più una minaccia”.

E’ la seconda volta che questa contea assiste a sparatorie di massa in meno di due anni: nel 2019 un uomo armato uccise tre persone alla festa dell’aglio di Gilroy e poi si tolse la vita.

Quello che è chiaro è che stiamo soffrendo una epidemia di violenza da armi da fuoco“, ha detto la vice portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, al suo debutto nel briefing con i giornalisti, commentando la sparatoria in California che la presidenza “sta monitorando“.

Amsterdam, accoltellate 5 persone: un morto e 4 feriti, un arrestato


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_22/amsterdam-sparatoria-notte-morto-4-feriti-arrestato-sospetto-b1df3fb4-ba87-11eb-b6f2-1cafcc061ca5.shtml?fbclid=IwAR2BrngJ4Qw-btdl-l45tusURA1n_g8uHEFJ5bwGWl6xxd1UhSbKUP48U18

Ancora da ricostruire la dinamica e le cause dell’attacco, avvenuto in una zona con numerosi bar e ristoranti che però erano chiusi per le limitazioni anti-Covid

Cinque persone sono state accoltellate venerdì sera ad Amsterdam. Uno è morto sul colpo, quattro sono rimasti feriti.
L’attacco è avvenuto intorno alle 23,15 vicino alla zona di Ferdinand Bolstraat, un quartiere con tanti bar e ristoranti, che però in quel momento erano chiusi per le restrizioni anti-Covid.
Un uomo di 29 anni di Amstelveen è stato arrestato come sospetto autore della strage.

Non si sa ancora se l’accoltellamento si possa configurare come atto terroristico: tutte le opzioni vengono tenute in considerazione, ha riferito la polizia. Ancora da ricostruire la dinamica dell’episodio. «Stiamo indagando per scoprire che cosa è accaduto e perché» ha commentato Marijke Stor, portavoce della polizia di Amsterdam.

Grecia: in fiamme bosco su Golfo Corinto, centinaia evacuati


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/05/20/grecia-in-fiamme-bosco-su-golfo-corinto-centinaia-evacuati_17a824cb-42fb-4b22-a48c-f8a585b14553.html

Centinaia di persone sono state evacuate in Grecia durante il primo grande incendio boschivo della stagione che, alimentato da forti venti, si è sviluppato su una catena montuosa affacciata sul Golfo di Corinto. “La notte sarà dura. Stiamo combattendo una lotta in condizioni difficili“, ha detto il viceministro della Protezione civile Nikos Hardalias.

Non sono state segnalate vittime, ma 17 villaggi e frazioni e due monasteri sono stati evacuati, hanno riferito i vigili del fuoco.

In totale, “ci sono centinaia di persone” che sono state portate in salvo per precauzione, ha detto ai giornalisti Hardalias. Secondo il ministro, quasi 20 km quadrati di pinete sono già stati devastati dalle fiamme.

🔥 Grave incendio boschivo in Grecia

Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare. I rischi secondo gli scienziati


articolo: Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare. I rischi secondo gli scienziati (ilmessaggero.it)

Riprendono le reazioni di fissione nucleare a Chernobyl. È allarme di nuovo per gli scienziati, che stanno tenendo la situazione sotto controllo, all’ex centrale nuclerare di Chernobyl dove stanno aumentando le reazioni nucleari. Il reattore numero 4 della centrale nucleare esplosa nel 1986 torna a svegliarsi e gli scienziati del governo ucraino stanno cercando di capire se queste reazioni si esauriranno da sole o se sarà necessario un intervento per scongiurare un incidente, anche se ovviamente non si parla di conseguenze paragonabili a quello che accadde 35 anni fa ma di un evento molto più contenuto.

Chernobyl, è allarme: il reattore 4 si è svegliato e torna a bruciare

Il rischio  «È come se ci fossero tizzoni in un barbecue», spiega, come si legge su Adnkronos, Neil Hyatt, chimico dei materiali nucleari all’Università di Sheffield, in una intervista alla rivista Science. I sensori hanno registrato un numero crescente di neutroni, il segnale di una reazione di fissione nucleare, in arrivo da una delle stanze inaccessibili del reattore, ha spiegato Anatolii Doroshenko, dell’Istituto per i problemi di sicurezza degli impianti nucleari di Kiev.

«Ci sono molte incertezze, ma non possiamo escludere la possibilità di un incidente», ha aggiunto il suo collega in Istituto, Maxim Saveliev, precisando che «il conteggio dei neutroni aumenta lentamente». Quando si è sciolto il nucleo del reattore, le barre di uranio usate come combustibile, il loro rivestimento di zirconio, le barre di grafite, e sabbia si sono riversate, come lava. Sono precipitate nella cantina dell’ingresso del reattore dove si sono pietrificate in quello che viene definito Fcm (Fuel containing material) in cui si trovano 170 tonnellate di uranio irradiato.

L’ipotesi  Il sarcofago costruito intorno al reattore un anno dopo l’incidente aveva lasciato passare l’acqua piovana, acqua che rallenta i neutroni e quindi aumenta la probabilità di uno scontro con l’uranio, quindi di generarne altri a catena attraverso la fissione del nucleo dell’uranio. In coincidenza con forti piogge, il contatore dei neuroni segnava picchi, ma poi tornava ai livelli normali. Il nuovo manto avrebbe dovuto proteggere il reattore anche dall’acqua, e così ha fatto. Fino a che in alcuni punti, i neutroni hanno ricominciato a crescere, arrivando quasi a raddoppiare in quattro anni, in corrispondenza della stanza 305/2.

L’ipotesi è quella che con l’asciugarsi dell’Fcm, siano più facili gli scontri fra neutroni e atomi di uranio. Se così fosse, la reazione di fissione potrebbe accelerare anche esponenzialmente, arrivando a rilasciare energia nucleare in modo non controllato. Non come quello che è avvenuto nel 1986, sottolineano gli scienziati ucraini. Sarebbe contenuta, ma potrebbe comunque far crollare alcune sezioni non stabili dell’edificio, rilasciando polvere radioattiva nella nuova struttura di protezione.

Regno Unito, il caso degli immigrati europei e italiani fermati alla frontiera e detenuti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/08/news/immigrati_europei_italiani_detenuti_frontiera_inglese_regno_unito_inghilterra_londra_lavoro_visto_lavorativo_brexit-299912764/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S1-T1

Sarebbero almeno una trentina i cittadini Ue bloccati dalle autorità britanniche per aver provato ad entrare nel Paese per lavorare senza avere un visto. Molti sono stati rinchiusi per giorni in centri di accoglienza prima di essere espulsi. Un’altra dura realtà della Brexit


EDIMBURGO
,08 maggio 2021

Una trentina di cittadini europei, e anche italiani, fermati e detenuti in centri di immigrazione anche fino a sette giorni per aver provato a entrare nel Regno Unito per lavorare senza visto. È la dura concretizzazione della Brexit e di ciò che accade a chi vuole superare la frontiera britannica con un visto turistico per poi cercare e/o iniziare un lavoro a Londra o in un’altra città.

Un tempo, quando il Regno Unito apparteneva all’Unione Europea, ciò si poteva fare senza alcun problema grazie alla libera circolazione dei cittadini prevista dal mercato unico Ue. Oggi non è più possibile, perché la situazione si è completamente ribaltata. Se prima del 1° gennaio 2021 si poteva entrare tranquillamente nel territorio del Regno Unito e successivamente cercare un lavoro, oggi è l’opposto: bisogna prima cercarsi un lavoro e solo successivamente si può superare la frontiera con un visto lavorativo, perché il lavoro deve esser individuato e ottenuto prima di mettersi in viaggio.

È una rivoluzione radicale cui molti devono ancora abituarsi. Come riporta Politico, infatti, ci sarebbero decine di cittadini europei, soprattutto ragazzi, anche italiani, che da quando sono entrate in vigore le nuove regole il 1° gennaio scorso, sono stati fermati alla frontiera britannica perché volevano lavorare senza aver ottenuto un visto adeguato, per poi esserre trasferiti in centri di immigrazione (e di asilo politico). Qui vengono detenuti fino a sette giorni, spesso senza cellulare o altri mezzi per contattare l’esterno perché sequestrati, se non un telefono pubblico nella struttura. Diversi, come il 26enne greco Sotiris Konstantakos, hanno raccontato di condizioni al limite, con temperature fredde e sbarre alle porte e alle finestre, da dove ovviamente non si può uscire, a parte i momenti di socializzazione con gli altri “fermati”.

Per diversi diplomatici europei, riporta sempre Politico, si tratta di una reazione “sproporzionata” da parte delle autorità di frontiera britanniche. Le quali però rispondono di applicare semplicemente le nuove norme e che spesso la detenzione dei migranti irregolari in questi centri si allungherebbe a una settimana prima dell’espulsione a causa del numero limitato di voli verso la loro nazione di origine causa Covid e la necessità di organizzare test anti coronavirus prima del viaggio.

La notizia è una doccia fredda per molti ragazzi e immigrati italiani ed europei che prima della Brexit potevano andare a lavorare a Londra o altre città britanniche molto facilmente. Tuttavia, era qualcosa di atteso e annunciato molte volte in passato, visto che ora per entrare e lavorare in Regno Unito bisogna passare preventivamente il cosiddetto “sistema a punti” di stile australiano. Questo perché, dopo la Brexit, i cittadini europei, italiani inclusi, vengono trattati come tutti gli altri stranieri. E quindi, come già avviene quando si entra negli Stati Uniti per esempio, se non si ha il visto giusto, si può essere fermati, detenuti per qualche giorno e rispediti nel proprio Paese di origine.

Afghanistan, bomba alla scuola femminile: almeno 40 morti


Repubblica –

Aggiornamento articolo : https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/08/news/afghanistan_strage_scuola_kabul-300003598/?ref=RHTP-BH-I293269148-P1-S6-T1

Almeno 55 vittime nell’attentato a una scuola nel quartiere Hazara, i Talebani negano ogni coinvolgimento, la scelta dell’obiettivo fa pensare all’Isis-Khorasan

In Afghanistan è vietato sognare: l’idea di un futuro è proibita, per i giovani e soprattutto per le donne. La speranza di un ruolo nel mondo si spegne in fretta, di fronte al fanatismo, resta solo il dolore. Lo dicono i corpi delle ragazze estratte dalla scuola Sayed-ul-Shuhada, nel quartiere di Dasht-e-Barchi, la zona abitata dalla minoranza sciita degli Hazara, a Kabul. Sono almeno 55, secondo i primi bilanci, le persone rimaste uccise in una serie di esplosioni, la cui dinamica deve essere ancora chiarita. continua a leggere

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Corriere della sera –

articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_08/afghanistan-bomba-scuola-femminile-25-morti-fc378f5c-b00b-11eb-8261-0c233af9e96e.shtml?fbclid=IwAR0sJ4Gt18uQDsbk_enzw0_9tDJY6J73CYZbfvuy5yjtLr-xMZPK11w88Sw

Strage in un quartiere sciita della capitale. Il presidente afghano: sono stati i talebani. Ma il gruppo di fondamentalisti incolpa l’Isis già autore di attacchi contro gli hazara

Il bilancio non è ancora definitivo ed è già terribile. Sono almeno 40 le persone uccise e altre 52 sono rimaste ferite in un’esplosione avvenuta questo pomeriggio alle 16:30 davanti a una scuola a Kabul, la Sayed ul Shuhada school. La scuola è un liceo comune per ragazze e ragazzi, che studiano in tre turni, il secondo dei quali è per studentesse. Dunque tra le vittime ci sono molte studentesse di età compresa fra 11 e 15 anni e l’attacco era mirato contro di loro.

L’esplosione è avvenuta a ovest della capitale afghana, nel quartiere a maggioranza sciita di Dasht-e-Barchi mentre i residenti stavano facendo acquisti per l’avvicinarsi della festa musulmana di Eid al-Fitr che segnerà la fine del mese di digiuno del Ramadan la prossima settimanaSi tratta della stessa zona colpita da un attacco di Isis contro la maternità gestita da Medici Senza Frontiere nel giugno 2020.

A causare l’esplosione — secondo Tolo News, principale network afghano — un’autobomba che è detonata mentre le ragazze stavano lasciando la scuola. Poi altre due esplosioni che potrebbero essere state causate da razzi.

Una folla inferocita ha attaccato le ambulanze accorse sul posto e persino picchiato gli operatori sanitari, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero della Salute Ghulam Dastigar Nazari che ha implorato i residenti di cooperare e di consentire alle ambulanze il libero accesso. Le immagini che circolano sui social media mostrano colonne di fumo nero innalzarsi sopra il quartiere. In un vicino ospedale, i giornalisti dell’Associated Press hanno visto almeno 20 cadaveri allineati nei corridoi e nelle stanze, con dozzine di feriti. Fuori dal Muhammad Ali Jinnah Hospital, dozzine di persone si sono messe in fila per donare il sangue, mentre i familiari controllavano le liste delle vittime affisse sui muri. Pazienti sono arrivati anche all’ospedale di Emergency: «Al momento abbiamo già ricevuto 26 feriti, quasi tutte ragazze tra i 12 e i 20 anni, mentre una persona era già morta all’arrivo» ha raccontato Marco Puntin, programme coordinator dell’Ong italiana.

Nty, cyber attacco costringe a chiusura maxi oleodotto Usa


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/tlc/2021/05/08/nty-cyber-attacco-costringe-a-chiusura-maxi-oleodotto-usa-_9e9d7d8a-4f0d-4fb8-8728-f71ddc630ea3.html

Stop pipeline che trasporta 45% forniture carburante East Coast

Un cyber attacco ha costretto Colonial Pipeline a chiudere uno dei più grandi oleodotti Usa, 8550 km di tubi che trasportano benzina e carburante per gli aerei dal Golfo del Messico a New York, rappresentando il 45% delle forniture della East Coast. Lo scrive il New York Times.

La società ha spiegato di aver bloccato la pipeline per contenere l’attacco al network dei suoi computer. La maggior parte del carburante trasportato (2,5 milioni di barili al giorno) finisce in serbatoi di stoccaggio e con il calo dell’uso di energia per la pandemia è improbabile che il blitz causi interruzioni immediate nella catena di distribuzione. Nelle indagini è coinvolto anche l’Fbi

Colombia, la rabbia dei giovani contro il governo: 24 morti in piazza. L’Onu condanna


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/colombia-rabbia-giovani-contro-governo-24-morti-piazza-l-onu-condanna-97a30412-ae68-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR2k5PUL_vrX6WFJi-2X3oPri8gSCEod9_ziXOHEIdb95SPhKgVlkE3gG0k

Non si fermano le proteste di piazza, giunte all’ottavo giorno consecutivo e nate in dissenso con la riforma fiscale proposta dal presidente. Il Palazzo di Vetro: allarmati

«Siamo distrutti». Un adolescente ucciso a colpi di arma da fuoco dopo aver preso a calci un poliziotto, un altro ragazzo travolto dalla furia dei manganelli mentre tornava a casa. Agenti che sparano sui manifestanti disarmati. Elicotteri che ronzano in cielo, carri armati che fanno tremare l’asfalto nei quartieri popolari, esplosioni che echeggiano nelle strade.

Brucia la Colombia, dove il 28 aprile sono iniziate le proteste contro il governo di Iván Duque e dove nemmeno le piogge torrenziali di due giorni fa sono riusciti a fermare proteste e scontri durissimi nei quali hanno perso la vita fin qui 24 persone (17 secondo le autorità), con 89 dichiarate disperse.

«Ci stanno uccidendo», è una delle frasi che campeggiano sugli striscioni. Da Bogotà, passando per Cali, Medellin e Barranquilla ovunque si sono svolte marce. I camionisti bloccano le principali autostrade mentre le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’Organizzazione degli Stati americani (Osa) condannano il governo colombiano per l’«uso eccessivo della violenza», con la portavoce dell’Alto commissariato dei diritti umani dell’Onu, Marta Hurtado, che si è detta «profondamente allarmata». In prima linea negli scontri ci sono i giovani. «Qui non si muore di fame solo per il Covid, si muore di povertà», è il grido di Isamari Quito, studente di giurisprudenza. «Ci stanno dando la caccia», gli fa eco Luna Giraldo Gallego, studentessa universitaria della città di Manizales.

La pressione sale sul partito conservatore del presidente Iván Duque mentre gli alleati gli chiedono di dichiarare lo stato d’assedio, atto che gli concederebbe ampi nuovi poteri. «Si ha la sensazione che questo governo, nonostante sia guidato dal presidente più giovane della storia colombiana (Duque ha 44 anni, ndr), insista su idee obsolete», spiega al Corriere Jennifer Pedraza, 25 anni, rappresentante degli studenti dell’Università Nazionale e membro del Comitato per la disoccupazione, che raggruppa le organizzazioni che convocano le manifestazioni.  A nulla dunque è servito ritirare la riforma fiscale, che prevedeva la rimozione delle esenzioni per l’imposta sugli scambi di beni e servizi (la nostra Iva) e avrebbe abbassato la soglia a partire dalla quale si inizia a pagare l’imposta sul reddito. «Andremo avanti a protestare contro la riforma sanitaria», conclude Pedraza.

L’esplosione di frustrazione in Colombia – dicono gli esperti – potrebbe presagire disordini in tutta l’America Latina, in un mix infiammabile di tensioni sociali causate dalla pandemia e dal calo delle entrate governative. Le manifestazioni sono, in parte, la continuazione di un movimento che ha travolto l’America Latina alla fine del 2019 dalla Bolivia passando per il Cile fino al Nicaragua. Poi è arrivato il Covid. La Colombia ha imposto uno dei lockdown più lunghi al mondo che ha causato enormi problemi economici, tra cui la chiusura di oltre 500mila attività, con il 43% della popolazione che vive in povertà (+7% rispetto all’era pre Covid) e 2,8 milioni di persone che vivono con meno di 145mila pesos al mese, circa 32 euro. E ora – dopo otto giorni di rabbia – tra le vittime delle proteste si conta anche Santiago Murillo, 19 anni, studente dell’ultimo anno di liceo. Sabato sera stava tornando a casa a Ibagué, mentre erano in corso gli scontri. A due isolati da casa gli hanno sparato e lui è caduto a terra. Domenica gli abitanti di Ibagué hanno tenuto una veglia in suo nome. «Ho chiesto loro di protestare civilmente», dice sua madre, «in pace».

Londra, incendio in un palazzo di 19 piani, più di 100 pompieri impegnati


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_07/londra-incendio-un-palazzo-19-piani-piu-100-pompieri-impegnati-c4c9fb08-af1c-11eb-88d7-96131257b1d6.shtml

Coinvolti l’ottavo, nono e decimo piano di un condominio di edilizia popolare nella zona est della capitale: rivestimento in alluminio come quello della Grenfell Tower

Un centinaio di vigili del fuoco e venti mezzi sono impegnati a Londra per spegnere un incendio in un palazzo di edilizia popolare di 19 piani. Lo rendono noto i vigili del fuoco della capitale britannica su Twitter. L’incendio riguarda in particolare l’ottavo, il nono e il decimo piano del palazzo, nel quartiere Poplar, nella zona est di Londra. L’edificio, secondo quanto riferiscono i media locali, avrebbe un rivestimento esterno in alluminio infiammabile simile a quello usato per la Grenfell Tower, dove un disastroso incendio nel giugno 2017, uccise 72 persone.

Sul posto, in Fairmont Avenue, sono intervenute diverse ambulanze. Le prime telefonate di allarme sono arrivate ai vigili del fuoco poco prima delle 9, ora locale. Sui social circolano diverse immagini dell’incendio, che ha prodotto una colonna di fumo visibile da varie parti della città.

Il rivestimento in alluminio applicato in questi grandi edifici chiamati New Providence Wharf è considerato pericolo perché, in caso di incendio, favorisce il propagarsi delle fiamme, avrebbe dovuto essere rimosso dopo la tragedia della Grenfell Tower. Ma all’inizio del 2021 non era stato fatto alcun intervento in questo grande complesso abitativo, nonostante il ministero dell’edilizia abbia già speso circa 200 milioni di sterline per toglierlo da 170 torri di edilizia privata in tutto il Regno Unito.

La Guardia costiera libica spara a due pescherecci italiani: un ferito


articolo: https://www.corriere.it/esteri/21_maggio_06/guardia-costiera-libica-spara-due-pescherecci-italiani-ferito-70582a12-ae7d-11eb-8f4e-e883921d39f5.shtml?fbclid=IwAR342YAM3ch8kDK6lKkTbn4fydqnzK0Rho4C24pktCPA7y7ShErzd6sZmO8

La nave militare Libeccio intervenuta in soccorso del marittimo. I pescherecci non sono stati bloccati dai libici

La nave Libeccio della Marina Militare sta intervenendo in soccorso di un marinaio italiano ferito dai colpi di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica contro i due pescherecci Aliseo e Artemide circa 75 miglia a nord est di Tripoli e a 3o da Misurata. La Libeccio, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad approntare il soccorso. I due motopesca sono stati rilasciati.La persona rimasta ferita è il comandante della nave Aliseo Giuseppe Giacalone: i libici, dopo che le navi erano entrate in acque di competenza di Tripoli, hanno sparato colpi di avvertimento ordinando a entrambe di fermarsi. Sia la Aliseo che la Artemide sono riuscite però a sottrarsi all’alt. Entrambe appartengono alla marineria di Mazara del Vallo.

L’Aliseo era riuscita già a sottrarsi a un tentativo di sequestro da parte delle autorità tunisine nel 2017 ma soprattutto pochi giorni fa, nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’Aliseo era scampato insieme ad altri sei pescherecci (Antonino Pellegrino, Giuseppe Schiavone, Nuovo Cosimo, Anna Madre e Artemide) a un tentativo di sequestro da parte di un gommone delle milizie del generale Khalifa Haftar al largo di Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Anche in quella circostanza, i libici avrebbero sparato colpi in aria per intimare al comandante di fermarsi e un colpo di mitra avrebbe colpito la parte superiore del motopesca Giuseppe Schiavone, senza causare feriti tra i marittimi. Ben 108 giorni, invece, era durata la prigionia di 18 pescatori di Mazara, catturati a settembre 2020 dalle milizie di Haftar e liberati il 17 dicembre dopo una complessa trattativa e una visita lampo dell’allora premier Giuseppe Conte a Bengasi con il ministro degli esteri Di Maio.

La Marina libica ha fornito una prima sua versione dei fatti, ammettendo di aver sparato colpi di avvertimento ma di averli indirizzati in aria. Secondo Tripoli la Aliseo e la Artemide avevano sconfinato in acque territoriali libiche. «C’erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico», ha riferito il portavoce della Marina libica: «La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca», ha ricordato.

Secondo informazioni raccolte invece dalla Farnesina e dall’Aise Il Comando della Squadra Navale italiana (CINCNAV) ha inviato un velivolo da pattugliamento P72 e nel contempo ha disposto l’avvicinamento di Nave Libeccio che, a sua volta inviava il proprio elicottero sull’area interessata. Intorno alle 14.30 l’unità libica Obari aveva avvicinato tre pescherecci (e non due) italiani intimando il fermo. Successivamente la Obari sparava dei colpi di avvertimento. Il team sanitario della Nave Libeccio è intervenuto inviando un medico a bordo; anche personale libico della Obari sarebbe salito a bordo del peschereccio interessato dall’evento per controllare le condizioni del comandante ferito. Non è ancora chiaro – secondo le fonti italiane – se le ferite siano imputabili ad arma da fuoco o incidente a bordo. Avrebbe comunque riportato una «ferita leggera ad un braccio».

Il peschereccio Aliseo

Brexit, guerra della pesca con la Francia:…


Brexit, guerra della pesca con la Francia: la Gran Bretagna schiera 2 navi da guerra davanti all’isola di Jersey

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/06/news/brexit_guerra_della_pesca_tra_uk_e_francia-299596978/?ref=RHTP-BH-I297139005-P2-S3-T1

Al largo della Normandia si è aggravata la controversia, Parigi aveva minacciato un blocco del porto principale dell’isola se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo

LONDRA – Clamorosa escalation per lo sfruttamento della pesca del dopo Brexit tra Regno Unito e Francia. Stasera Londra ha deciso di mandare addirittura, “per precauzione”, due navi della Marina militare verso l’isola britannica di Jersey, a venti chilometri al largo della Normandia, dove si è aggravata una controversia apparentemente surreale ma sempre più grave. Ciò è stato deciso in seguito alle minacce della Francia di un blocco del porto principale dell’isola, che avrebbe comportato anche la sospensione dell’elettricità, se i britannici avessero impedito ai pescatori francesi di agire nelle acque al largo. Nelle ultime ore, la minaccia era stata espressa anche dalla ministra del Mare francese, Annick Girardin, che,  come ritorsione verso Londra, aveva parlato di una potenziale interruzione del trasporto di elettricità verso l’isola britannica, che avviene attraverso cavi sottomarini dalla Francia. È stato il capo ministro della dipendenza della corona britannica, John Le Fondrè, ad avvertire Downing Street di imminenti movimenti dei pescherecci francesi per tagliar fuori il porto principale dell’isola. Londra aveva prima definito i provvedimenti della Francia “assolutamente inaccettabili”, poi nel pomeriggio il primo ministro Johnson aveva parlato di “de-escalation necessaria” ma alla fine in serata è arrivato l’annuncio delle navi militari della Marina in viaggio verso Jersey.  La pesca è stato uno dei motivi di scontro più accesi tra Ue e Regno Unito nelle trattative per il divorzio della Brexit ma alla fine, nelle festività di Natale 2020, si era trovato un accordo con un periodo di transizione previsto di diversi anni, prima che il controllo quasi totale delle acque intorno a Uk tornasse ai britannici. Ma le tensioni sulle regole di accesso e sulla spartizione del pescato sono ancora enormi.