E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
23 ottobre 2026
| Stellantis si ferma per la prima volta in tutta Italia: stop alla produzione nei cinque grandi stabilimenti |
| La protesta degli autotrasportatori ha bloccato Atessa, Melfi e Pomigliano mentre Mirafiori e Cassino sono già in cassa integrazione |

La produzione di auto e furgoni da parte di Stellantis si è di fatto completamente fermata in Italia. Lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha provocato prima il blocco degli stabilimenti di Atessa e Melfi e poi anche della fabbrica di Pomigliano d’Arco, che si è fermata ieri giovedì 22 e non lavorerà anche oggi venerdì 23.
A questo si aggiungono gli stop alla produzione già programmati e in corso a Mirafiori (Torino) e a Cassino, dove le linee di assemblaggio resteranno inattive fino alla fine di ottobre. La situazione di fermo produttivo ha coinvolto quindi tutti i cinque principali poli produttivi italiani del gruppo guidato da Antonio Filosa in una concomitanza di eventi senza precedenti recenti, anche se le cause delle interruzioni sono differenti e dipendono in buona parte anche da ragioni esterne all’azienda.
La crisi delle forniture legata alla protesta dei trasportatori ha progressivamente colpito gli stabilimenti Stellantis nel corso della settimana. Il primo a fermarsi è stato Atessa, in Abruzzo, dove vengono prodotti i veicoli commerciali Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano. Da lunedì 19 la mancanza di componenti ha costretto l’azienda a cancellare diversi turni, perdendo oltre 800 furgoni al giorno e arrivando a ricorrere alla cassa integrazione per le sospensioni di ieri giovedì 22.
Successivamente la protesta ha messo in difficoltà anche Melfi, in Basilicata, dove Stellantis ha disposto lo stop produttivo per il 22, 23 e 26 ottobre. Infine, secondo quanto confermato dal gruppo, le difficoltà logistiche hanno coinvolto anche Pomigliano d’Arco, in Campania, dove vengono assemblate Fiat Pandina e Alfa Romeo Tonale. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che la società è al lavoro per riavviare le attività.
Cassino, produzione ferma fino al 30 ottobre: lavorati solo cinque giorni – La situazione particolare di momentaneo blocco generale della produzione si deve però anche a fattori interni a Stellantis. A Cassino, nel Lazio la società ha comunicato giovedì 22 ai sindacati che le linee di Lastratura, Verniciatura e Montaggio resteranno ferme fino al 30 ottobre, prorogando ulteriormente la sospensione delle attività. Non ripartirà quindi nemmeno lunedì 26 ottobre la produzione di Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. All’interno della fabbrica continuerà a operare soltanto il reparto Presse e Plastica, che realizza componenti destinati anche ad altri stabilimenti del gruppo.
Le giornate effettivamente lavorate nello stabilimento nel mese di ottobre sono state appena cinque. Fonti sindacali riferiscono inoltre che l’assemblaggio delle Alfa Romeo è stato concentrato nel cosiddetto Capannone 0, dove verrebbero prodotte manualmente circa dieci vetture al giorno. Per Maserati Grecale, invece, la produzione avrebbe raggiunto le 100 unità giornaliere, ma soltanto per una settimana.
Mirafiori, la Fiat 500 sarà ferma fino alla fine di ottobre – Anche a Torino la situazione è complicata. Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori è fermo dal 19 ottobre e non riprenderà la produzione prima del 30 ottobre per una sospensione programmata di due settimane. Lo stop riguarda la produzione automobilistica del sito torinese, dove viene assemblata la Fiat 500 ibrida, modello sul quale Stellantis puntava molto per sostenere il rilancio della fabbrica. La domanda si è però rivelata insufficiente a garantire la piena saturazione delle linee.
La fermata coincide con la discussione che si è aperta sull’ipotetica assegnazione di un secondo modello a Mirafiori, una delle richieste principali dei sindacati e delle istituzioni locali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha recentemente ribadito la disponibilità del governo a sostenere il rilancio industriale dello stabilimento.
Futuro di Cassino con il piano Maserati. Problemi anche in Francia – Per Cassino il prossimo appuntamento decisivo sarà a dicembre, quando Stellantis dovrebbe presentare il piano industriale per Maserati e per lo stabilimento. L’attesa riguarda soprattutto i futuri modelli e il ruolo che la fabbrica laziale potrà avere nella strategia del gruppo per Alfa Romeo e Maserati. Nel frattempo, però, aumentano le preoccupazioni anche tra le aziende dell’indotto. Alcune imprese specializzate nella realizzazione di stampi e linee produttive per l’automotive hanno recentemente rinnovato gli ammortizzatori sociali e dichiarano di non aver ancora ricevuto progetti relativi a nuovi modelli.
In questo quadro, alle difficoltà di Stellantis in Italia si aggiungono quelle in Francia, dove la filiera delle batterie fatica a tenere il passo della domanda e ha obbligato Stellantis a fermare da giovedì 22 lo stabilimento francese di Rennes e da venerdì 23 quello di Sochaux per la carenza di batterie destinate alle versioni elettriche a lunga autonomia.
Rennes, dove viene prodotta la Citroën C5 Aircross, e Sochaux, dove sono assemblate le Peugeot 3008 e 5008, saranno ferme fino al 30 ottobre. Il gruppo ha spiegato che la domanda delle versioni Long Range supera l’attuale disponibilità delle batterie fornite da Automotive Cells Company (Acc), la joint venture di Stellantis con Mercedes-Benz e TotalEnergies.
Il governo interviene sul caro gasolio, ma le fabbriche restano in difficoltà – Tornando alla protesta degli autotrasportatori, il governo Meloni è intervenuto giovedì 22 approvando un decreto che prevede ulteriori 106 milioni di euro di crediti d’imposta per il settore, portando a 540 milioni le risorse complessive. L’intervento ha contribuito a sbloccare alcune delle proteste, con la rimozione dei presidi in Sicilia e la sospensione dei blocchi in Calabria, mentre in Campania sono in corso le operazioni per ripristinare la circolazione.
Per Stellantis resta ancora da verificare quando le forniture potranno tornare regolari e consentire una duratura ripresa delle attività negli stabilimenti colpiti. Il risultato è che, almeno per alcuni giorni, la produzione automobilistica e dei veicoli commerciali di Stellantis in Italia si trova in una condizione di sostanziale paralisi, proprio mentre il gruppo cerca di rilanciare le attività europee e recuperare redditività.

