E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
02 ottobre 2026
| Roberto Vecchioni torna sul palco dopo la malattia, poi l’annuncio: «Dovrò fermarmi ancora» |
| Dopo il ricovero e i mesi di convalescenza, il cantautore è tornato a esibirsi al Teatro Brancaccio di Roma. Ma il rientro è destinato a essere breve: Vecchioni ha annunciato al pubblico una nuova pausa di alcuni mesi |

Roberto Vecchioni è tornato sul palco del Teatro Brancaccio di Roma dopo i mesi segnati dai problemi di salute e dalla lunga convalescenza. Un ritorno particolarmente emozionante per il cantautore, che davanti al pubblico ha raccontato il periodo difficile appena attraversato e le incertezze legate ai prossimi mesi. «Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare», ha detto Vecchioni durante la serata, come riportato da “Il Messaggero“. Il cantautore ha quindi ricordato le condizioni in cui si trovava quando avrebbe dovuto esibirsi in precedenza. «Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo perché quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola». Nonostante la convalescenza, Vecchioni ha scelto di tornare davanti al suo pubblico: «E oggi che sono ancora convalescente ma anche tosto ho rimediato alla mia colpa tornando da voi».
Nel suo racconto c’è spazio anche per un episodio avvenuto durante il ricovero, quando il cantautore, preoccupato per le proprie condizioni, aveva rivolto una domanda diretta a un’infermiera: «Ero conciato malissimo. A un’infermiera un giorno ho chiesto: “Sto per morire?”. E lei: “Eh, prima o poi tutti dobbiamo morire”». Una risposta che Vecchioni ha commentato con la sua consueta ironia: «Bella risposta del ca..o!». Il rapporto con i medici è tornato anche nei ricordi legati a una precedente esibizione milanese. Vecchioni aveva raccontato di aver invitato al concerto alcuni cardiologi del Fatebenefratelli: «C’erano anche quattro cardiologi. Tre erano contrari a che io cantassi, il quarto invece pensava che avrei potuto farcela». La scelta, raccontata con un sorriso, era stata alla fine quella di ascoltare proprio il medico più favorevole all’esibizione: «E io ho seguito lui perché era il più simpatico e perché sono convinto che ciò che conta sia l’intenzione, il contenuto e non la forma».

