Torna il doping ai Giochi, positiva la star russa Kamila Valieva: ha 15 anni


articolo dall’inviato Mattia Chiusano: https://www.repubblica.it/dossier/sport/olimpiadi-pechino-2022/2022/02/09/news/doping_olimpiadi_pechino_russia_pattinaggio-337049898/?ref=RHTP-BS-I336382982-P4-S1-T1

La regina del pattinaggio ha incantato nella prova a squadre. Aveva fallito un test prima della partenza. Bloccata la premiazione per l’oro

Pechino, 09 febbraio 2022

Kamila Valieva era la regina bambina, già incoronata prima di pattinare nella sua gara individuale, la prossima settimana. Ma adesso è possibile che sia già tutto finito, in un caso che incrocia controlli antidoping, battaglie legali, diritti dei minori, e sicuramente si scarica sulle spalle strette di una pattinatrice quindicenne che dopo aver incantato il mondo, spinto la squadra russa verso la medaglia d’oro, diceva: “Le responsabilità mi pesavano, ma ne sono uscita vincitrice. Lo sento, questo peso, è la mia prima stagione tra le senior e credo di poter affrontare questa pressione, che a volte mi spinge avanti e mi aiuta“.

Tra le varie ipotesi, dalla Russia ne arriva pure una inquietante: i media RBC e Kommersant annunciano una positività alla Trimetazidina, un farmaco anti ischemico usato nel trattamento dell’angina pectoris, che costò la squalifica al nuotatore cinese Sun Yang. Nessuna conferma, per ora, sulla natura del prodotto alla base del nuovo Russia-gate che travolge il Cio e una nazione che nemmeno è rappresentata ufficialmente. In gara coi suoi atleti sotto la bandiera olimpica, ma non con il tricolore, l’inno nazionale e la divisa ufficiale per le tante malefatte da Sochi in poi. Rappresentata alla cerimonia inaugurale, per un curioso incrocio geopolitico, addirittura dal presidente Putin. Il quale ha chiesto chiarimenti, attraverso il suo portavoce Dmitry Peskov, quando il Cio ha rinviato sine die la cerimonia delle medaglie del team event del pattinaggio artistico vinta dai russi sotto l’insegna Roc.

Il Cio cita “legal implications” e ha già attivato studi di avvocati al lavoro per decifrare tutti i risvolti del caso. La prima, e più delicata: Kamila ha quindici anni, quindi rientra nella categoria delle “persone protette” dal codice antidoping e, come tutti i minori di sedici, non potrebbe essere ufficialmente identificata e le sanzioni sarebbero meno severe. Ma c’è anche il problema della tempistica. continua a leggere

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