E’ morto Pietro Anastasi,


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«Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il Meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord.»

(Alessandro Baricco, 2008)

Pietro Anastasi (Catania, 7 aprile 1948 – Varese, 17 gennaio 2020) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo centravanti.

E’ morto Pietro Anastasi, centravanti che fece grande la Juventus

articolo: https://www.repubblica.it/sport/2020/01/17/news/addio_ad_anastasi_centravanti_che_fece_grande_la_juventus-246053997/?ref=RHPPLF-BH-I246053411-C8-P6-S1.8-T1

Vinse a Torino 3 scudetti e con la nazionale l’Europeo del 1968. Nel 1976 fece storia lo scambio con Boninsegna, che lo portò all’Inter.

E’ morto a 71 anni Pietro Anastasi attaccante di Juventus, Inter e della nazionale tra la fine degli anni 60 e gli anni 70. A darne la notizia è stato il sito ufficiale della società bianconera: “Oggi è un giorno triste per tutta la Juventus, per il calcio italiano e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Pietro Anastasi ci ha lasciato” 

Nato a Catania nel 1948 si impose come centravanti veloce e acrobatico nonostante l’altezza non eccezionale. Ha segnato 105 gol in serie A di cui 78 con la Juventus dove vinse il titolo di capocanniere nel 1968 e poi tre scudetti nella prima metà degli anni 70.  

Conteso da Juve e Inter dopo l’esplosione con i Varese fu acquistato dalla Juventus nel 1968, strappandolo all’Inter per 650 milioni, cifra notevole all’epoca. Resterà  8 stagioni, arricchite da tre scudetti, formando con con Bettega un grande coppia gol, ma si logorerà nella parte finale, continua a leggere

Sito ufficiale Juventus: https://www.juventus.com/it/news/news/2020/in-ricordo-di-pietro-anastasi.php

Ci ha lasciato un campione indimenticabile, uno dei simboli del calcio bianconero degli anni ‘70. Il cordoglio della Juventus

Oggi è un giorno triste per tutta la Juventus, per il calcio italiano e per tutti coloro che lo hanno conosciuto. Pietro Anastasi ci ha lasciato all’età di 71 anni.

Era impossibile non volere bene a “Pietruzzu”, come lo chiamavano tutti i tifosi a rimarcarne la sua origine siciliana, perché è stato uno juventino fino in fondo e alla squadra del suo cuore ha trasmesso tutta la sua passione. Quella che da bambino, raccattapalle al Cibali di Catania, lo vede chiedere una foto accanto al suo idolo John Charles.

Il sogno di vestire la maglia bianconera si concretizza nel 1968: Pietro arriva a Torino forte di una stagione memorabile nel Varese e di un gol storico in maglia azzurra nella finale dell’Europeo a Roma.

Alla Juventus Pietro regala anni straordinari fino al 1976 per un totale di 303 presenze e 130 gol. Ma le cifre e l’attaccamento alla maglia spiegano solo in parte l’amore della gente nei suoi confronti. Il suo coraggio nelle giocate, le sue reti in acrobazia, il suo spirito da lottatore lo rendono un idolo, capace di exploit indimenticabili, come i 3 gol segnati alla Lazio in 4 minuti in una gara iniziata seduto in panchina. Un amore che lo stadio Comunale tradusse con lo striscione con la scritta: “Anastasi Pelè bianco“. La vita di Pietro è stata un vero romanzo bianconero, negli anni 70′ Hurrà Juventus gli dedicò una narrazione a puntate per diversi numeri.

La Juventus abbraccia la moglie Anna, i figli Silvano e Gianluca e saluta Pietro con una semplice parola grande quanto lui: Grazie

Pietro Anastasi – Pietruzzo il “Pelè Bianco

PIETRO ANASTASI

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