Riforma copyright, via libera del Parlamento europeo:


Riforma copyright, via libera del Parlamento europeo: “E adesso equo compenso a editori e artisti”

Le nuove regole sul diritto d’autore vengono approvate con 348 voti a favore, 274 no e 36 astenuti. Creatori ed editori di notizie potranno proteggere le loro opere nei confronti dei giganti del web. E Wikipedia, ieri oscurata per protesta, torna visibile

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/03/26/news/diritto_d_autore_via_libera_del_parlamento_europeo_alla_riforma-222542235/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

ROMA – Il Parlamento europeo approva le nuove regole sul diritto d’autore. L’aula di Strasburgo dà semaforo verde all’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sul copyright in Internet con una maggioranza abbastanza solida: 348 i voti a favore, 274 i no, 36 infine gli astenuti. Le nuove norme Ue, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare un equo compenso con i giganti del web. continua a leggere

Il tabellone con l’esito del voto

Il tabellone con l'esito del voto

Riforma copyright, cosa prevede il testo sul diritto d’autore varato dal Parlamento Europeo

La riforma del copyright votata dal Parlamento europeo è basata sull’accordo di compromesso raggiunto con il Consiglio Ue lo scorso febbraio. Di seguito i principali punti della proposta di direttiva.

articolo: https://www.repubblica.it/economia/2019/03/26/news/riforma_copyright_testo-222548599/

Diritti di editori e giornalisti, link gratis (articolo 11)

Viene data la possibilità facoltativa agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti (riconoscimento dei diritti connessi). Gli snippet brevi – le parole che descrivono un articolo – non sono protetti. I link restano liberi e gratuiti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti.

Diritti degli artisti, no filtri ma responsabilità piattaforme (articolo 13)

Viene riconosciuto il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione agli autori o detentori dei diritti. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook, mentre le piccole sono esentate e le medie hanno obblighi ridotti. Non ci sono obblighi di filtri ex-ante, e l’obbligo di meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto

Salvi Wikipedia, open source e meme

Il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali come Wikipedia o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, e sui cloud è escluso dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright. Anche i meme come le parodie, le citazioni e i pastiche sono fuori.

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