Il Parlamento Ue contro l’obsolescenza programmata


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Obsolescenza programmata, approvata una risoluzione UE

articolo completo: http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2017/07/05/ue-prodotti-siano-duraturi-e-riparabili_a9d4a74b-3631-4802-aef4-3d71b02d3a13.html

STRASBURGO – Prodotti duraturi, di alta qualità e facilmente riparabili. E’ questa la richiesta diretta a Commissione, Stati membri e produttori ed avanzata oggi dal Parlamento Ue, approvando a larga maggioranza – 662 sì, 32 no e 2 astensioni – la risoluzione su ‘Una durata più lunga dei prodotti: vantaggi per consumatori ed imprese’.

Gli eurodeputati vogliono promuovere prodotti con “un ciclo di vita più lungo dell’attuale”, in particolare per contrastare la cosiddetta obsolescenza programmata in prodotti tangibili e software.

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Obsolescenza programmata

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

https://it.wikipedia.org/wiki/Obsolescenza_programmata

L’obsolescenza programmata o pianificata (in inglese: planned o built-in obsolescence) in economia industriale è una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure diventa semplicemente obsoleto agli occhi del consumatore in confronto a nuovi modelli che appaiono più moderni, sebbene siano poco o per nulla migliori dal punto di vista funzionale. Quando l’unico accorgimento adottato per rendere obsoleto un prodotto prima del tempo è la pubblicità si può parlare di obsolescenza percepita o simbolica.Risultati immagini per Il Parlamento Ue contro l'obsolescenza programmata

Breve storia: Secondo alcuni osservatori, già nel 1924 il Cartello Phoebus, lobby dei principali produttori occidentali di lampadine, portò una standardizzazione nella produzione delle lampadine ad incandescenza in commercio, al fine di limitarne la vita a circa 1.000 ore di esercizio.

La dimostrazione che in America le lampadine (prima dell’accordo) potessero durare molto, viene da una caserma dei pompieri di Livermore (California), dove una lampadina chiamata Centennial Light è accesa da oltre 100 anni.

Sarà scaduta la garanzia?!

Lampadina ultracentenaria di Livermore.jpg

Il termine “obsolescenza pianificata” è comparso per la prima volta in letteratura nel 1932, anno in cui il mediatore immobiliare Bernard London propose che fosse imposta alle imprese per legge, così da poter risollevare i consumi negli Stati Uniti durante la grande depressione.

Modalità e scopi: L’obsolescenza pianificata ha dei benefici esclusivamente per il produttore perché, per ottenere un uso continuativo del prodotto, il consumatore è obbligato ad acquistarne uno nuovo e a gettare via quello ormai antiquato, o guasto, non convenientemente riparabili.

La compagnia statunitense Apple venne per esempio citata in giudizio nel 2003 con una class action, a causa della durata delle batterie dell’iPod, che secondo l’accusa erano volutamente programmate con una breve vita così da costringere il consumatore a comprare un nuovo modello di iPod dopo un limitato periodo di uso, stimato intorno ai 18 mesi. Inoltre l’ Azienda in origine non offriva sul mercato le batterie di ricambio. La Apple ha accettato di offrire rimborsi ai clienti che riscontravano batterie difettose e anche di pagare le spese legali dei denunciatari, senza tuttavia ammettere responsabilità di reato.

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