Incidente questa mattina sulla linea rossa della metropolitana di Milano: poco dopo le 9, per cause ancora al vaglio degli investigatori, un uomo è finito sui binari alla stazione Gambara, in direzione Sesto. Proprio in quel momento era in arrivo un convoglio, che ha frenato bruscamente senza riuscire ad evitare l’impatto. L’uomo è morto sul colpo, mentre alcuni passeggeri che erano a bordo del treno sono caduti a terra riportando contusioni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Areu con un’automedica e due ambulanze, oltre ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine.
Tra i passeggeri, una donna di 48 anni è stata trasportata in codice verde all’ospedale San Carlo, mentre una ragazza di 32 anni è stata trasferita al Buzzi. Altri due passeggeri, una donna di 54 anni e un uomo di 59 sono stati valutati, ma non ospedalizzati.
La circolazione sospesa tra Pagano e Bisceglie, ci sono i bus sostituiti.
Andreas Brehme (Amburgo, 9 novembre 1960 – Monaco di Baviera, 20 febbraio 2024) è stato un calciatore e allenatore di calcio tedesco, di ruolo difensore o centrocampista. Con la nazionale tedesca è diventato campione del mondo nel 1990, vicecampione del mondo nel 1986 e vicecampione d’Europa nel 1992.
Il calcio in lutto, è morto Andy Brehme: un arresto cardiaco fatale all’ex Inter
L’ex terzino ha giocato nel club nerazzurro dal 1988 al 1992 e ha vinto uno scudetto. È stato campione del mondo con la Germania a Italia 90. Aveva 63 anni
Gravissimo lutto nel mondo del calcio.Andy Brehme, campione del mondo con la Germania a Italia 90 (aveva segnato il rigore vittoria contro l’Argentina) e icona dell’Inter dei record di Trapattoni (scudettato nel 1988-89), è morto stamattina per un arresto cardiaco. Aveva 63 anni.
Andy Brehmee Giovanni Trappattoni – Instagram di Brehme
L’ex giocatore dell’Inter si è spento tra la notte di lunedì e martedì. Trasportato in ospedale, per lui non c’è stato nulla da fare
Il calcio tedesco e non solo perde un grande campione. Si è spento tra la notte di lunedì e martedì Andy Brehme (63 anni), apparentemente per arresto cardiaco secondo quanto riporta la Bild. Brehme è stato ricoverato al pronto soccorso della clinica Ziemssenstrasse vicino al luogo dove viveva, ma ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano.
Durante la sua carriera da giocatore, Brehme ha giocato per il Saarbrücken, il Kaiserslautern (dove in seguito è stato anche allenatore), Bayern, l’Inter e il Real Saragozza. Ha giocato 86 partite con la nazionale tedesca (8 gol). Con la maglia nerazzurra ha conquistato uno scudetto, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa.
Aurelio De Laurentiis ha deciso di esonerare Walter Mazzarri, Calzona sarà il terzo allenatore, la stagione era iniziata con Garcia
Ore frenetiche, una giornata piena di consultazioni. Ma alla fine De Laurentiis ha deciso: Walter Mazzarri è stato esonerato, per lasciare il posto a Francesco Calzona. Non ci sono più dubbi, anche se, ripercorrendo a ritroso la giornata, probabilmente De Laurentiis non li aveva nemmeno in mattinata. A fine giornata il presidente del Napoli ha voluto ringraziare Mazzarri per il lavoro svolto sottolineando: «Mazzarri è e resterà sempre un amico della famiglia De Laurentiis. È sempre doloroso esonerare un amico, io l’ho ringraziato per essere venuto in un momento di difficoltà ma a Napoli e ai suoi tifosi bisogna dare qualcosa di più. Ora cerchiamo di darlo con Calzona». «Diamo a Calzona il benvenuto e cerchiamo di aiutarlo senza contrasti – ha aggiunto il numero uno del club partenopeo -. Domattina verrà qui con i suoi collaboratori alle 8.30, andrà a Castelvolturno e lo presenterò ai ragazzi. Sarà una totale immersione in una nuova realtà, ricordando che abbiamo la sfida di Champions con il Barcellona, che è sempre una grande squadra». Poi il presidente del club partenopeo si è soffermato sul possibile arrivo nello staff di Calzona anche di Hamsik: «È complicato, ci ho parlato ieri e non oggi. È intrigato dall’idea di poter lavorare per una squadra che ama, lui è stato una bandiera azzurra avendo rinunciato a Juventus e Milan».
La giornata, la decisione di De Laurentiis – Tutto è cominciato nelle prime ore del mattino. All’Hotel Britannique, il presidente del Napoli aveva infatti cominciato a lavorare molto presto, per capire soprattutto con la Federazione slovaccase fosse possibile dare il via libera al c.t. per il doppio incarico. Telefonate, consultazioni e disponibilità raccolte entro poche ore. Poi, mentre a Castel Volturno Mazzarri dirigeva quello che sarebbe stato il suo ultimo allenamento, al Britannique arrivavano Edoardo De Laurentiis, vicepresidente del club, e Andrea Chiavelli, braccio destro di ADL che si è sempre occupato della stipulazione dei contratti.
Un segnale chiaro della direzione che la dirigenza aveva deciso di intraprendere, per provare a dare un’ennesima scossa a un ambiente sfiduciato. Nel pomeriggio, nuove telefonate e nuove consultazioni, con lo staff che andava via via a comporsi e che prevede, tra gli altri, il ritorno a Napoli di Sinatti, preparatore atletico che con Spalletti ha vinto lo scudetto e che, pure lui, rivestirà il doppio incarico con la Nazionale Italiana.
Preparati tutti i documenti e arrivate tutte le approvazioni del caso, alle 20 arrivava la decisione definitiva: Mazzarri esonerato e panchina affidata all’ex vice di Sarri fino a giugno 2024. Senza opzioni. Sarà il campo a parlare, e dovrà farlo già a partire dalla gara contro il Barcellona, in programma mercoledì 21 febbraio. Calzona domani dirigerà la rifinitura spostata nel pomeriggio alle 14 per consentire al nuovo allenatore di insediarsi: il terzo ribaltone si è concluso.
Le condizioni della Slovacchia – Intanto dopo l’annuncio del Napoli, è arrivato anche il comunicato della Federcalcio slovacca sulle condizioni per il doppio incarico di Francesco Calzona. Il nuovo allenatore del club azzurro, infatti, è anche il commissario tecnico della Slovacchia, con cui si è qualificato agli Europei che si giocheranno tra pochi mesi. Nella nota della federazione si leggono tre punti fondamentali. Il primo riguarda le tempistiche: Calzona sarà l’allenatore del Napoli dal 19 febbraio fino all’ultima gara di Serie A o Champions League del Napoli di questa stagione. Oltre a questo, l’ex vice di Sarri e Spalletti dovrà rispettare tutti gli obblighi contrattuali del suo contratto, restando sempre a disposizione della Slovacchia anche se non in maniera esclusiva. Dovrà quindi essere in panchina per le amichevoli contro Austria e Norvegia, in programma rispettivamente il 23 e il 26 marzo oltre a presentarsi di persona alla conferenza stampa per le convocazioni per le gare appena citate. La mancata osservazione di queste condizioni porterebbe la Slovacchia al «diritto di revocare il proprio consenso» per il doppio incarico. Nella comunicazione è stata sottolineata anche la singolarità della scelta visti gli Europei di quest’estate: «La Federcalcio slovacca è consapevole che si tratta di una decisione atipica che potrebbe destare preoccupazione tra il pubblico. Comprende però anche il rapporto eccezionale di Calzona con il club dove ha lavorato a lungo e vuole aiutarlo nell’attuale difficile situazione».
Ancora un incidente provocato dalle moto. La terza tappa del Giro del Belgio è stata annullata: 19 corridori coinvolti, undici ricoverati, Sospetta frattura al cranio per Broeckx
La terza tappa del Giro del Belgio è stata annullata dopo un grave incidente tra due moto che ha coinvolto anche 19 corridori. Tutto è successo a 65 km dalla partenza da Verviers. In discesa, una moto si è scontrata contro un’altra che era ferma prima di precipitare nel gruppo dei corridori. Dei diciannove coinvolti, 11 sono stati trasportati in ospedale. Il più grave sarebbe Stig Broeckx, ricoverato nell’ospedale di Aquisgrana con una possibile frattura al cranio. Il belga della Lotto-Soudal era già stato vittima di un episodio analogo in febbraio, sempre in Belgio, alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne: in quel caso era stato sbilanciato da una moto dell’assistenza medica che lo aveva superato a gran velocità. Nella caduta, aveva riportato la frattura scomposta della clavicola destra.
PRECEDENTI — L’incidente di Verviers rilancia il tema della sicurezza in gara. Proprio in Belgio, lo scorso anno, un’ammiraglia Shimano aveva provocato la caduta del neozelandese Jesse Sergent durante il Fiandre. Una manovra incauta di una moto è costata la vittoria a Greg Van Avermaet nella Classica di San Sebastian e alla Vuelta si è rischiato il peggio dopo che una moto lanciata a gran velocità aveva investito il campione del mondo Peter Sagan.
L’episodio più triste e sfortunato all’ultima Gand-Wevelgem, con la morte del belga Antoine Demoitié, caduto e colpito da una moto. Su Twitter, l’ex iridato a cronometro Tony Martin, ha fatto appello alla federazione internazionale affinché vengano prese misure a favore della sicurezza dei corridori: “Ora serve una tavola rotonda con Uci, organizzatori e ciclisti – ha scritto il tedesco – servono cambiamenti e standard di sicurezza per tutte le gare“.
Stop ai Diesel fino a Euro 4, compresi i mezzi dotati di Move-in, ai fuochi all’aperto e limite di 19 gradi per i riscaldamenti. Escluse solo Lecco, Sondrio e Varese
Tornano le misure cosiddette di primo livello (essenzialmente stop ai diesel fino all’Euro 4, ai riscaldamenti a legna e ai liquami zootecnici) in 9 province su 12 della Lombardia: tutte tranne Lecco, SondrioeVarese, cioè la fascia pedemontana e montana della regione. Palazzo lombardia ha dovuto alzare bandiera bianca al quarto giorno consecutivo disforamento delle Pm10, le polveri sottili, proprio ieri, domenica 18 febbraio. In estrema sintesi, oltre ai macro divieti su auto e legna, sarà proibito accendere fuochi all’aperto, e quanto ai diesel dovranno stare ferme anche le auto che hanno aderito a Move-in, il dispositivo regionale che consente di circolare anche durante le limitazioni fino a un certo massimo di chilometri. Il Move-in tornerà operativo alla disattivazione delle misure di primo livello. I riscaldamenti non dovranno superare i 19 gradi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, e in tutti i Comuni delle province coinvolte sarà vietato spandere i liquami prodotti negli allevamenti di bestiame.
Nonostante le misure l’assessore regionale all’Ambientee clima Giorgio Maione si mantiene ottimista e promette “30 milioni di euro per il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e dei veicoli circolanti. In cinque anni gli investimenti complessivi legati alla sostenibilità ambientale in Lombardia ammontano a 19 miliardi“. Le misure saranno revocate dopo due giorni consecutivi di Pm10 sotto la soglia europea.
l tecnico del Pescara sottoposto ad una operazione per l’inserimento di 4 stent coronarici, convalescenza lunga
Intervento riuscito ma stagione probabilmente finita perZdenek Zeman. Il tecnico del Pescaraè stato sottoposto ad una operazione per l’inserimento di 4 stent coronarici da parte dell’equipe della clinica Pierangeli di Pescara guidata dal dottor Stefano Guarracini.
Il decorso operatorio per il boemo si prevede piuttosto lungo e questo potrebbe implicare una conclusione anticipata della stagione sportiva. Nelle prossime ore si conosceranno i tempi di durata della convalescenza, con la società pescarese che dovrà decidere cosa fare, fermo restando la vicinanza umana e sportiva a Zeman che in queste ore ha ricevuto l’affetto di tantissimi tifosi.
Sabato scorso in panchina a guidare la squadra nel match dell’Adriatico con la Lucchese sarà ancora Giovanni Bucaro.
Quattro posti sono garantiti, ecco come possono arrivare gli altri tre
La premessa è che siamo di fronte a un caso limite che però per regolamento può verificarsi. Di cosa stiamo parlando? Nel 2024-25 l’Italia può avere addirittura 7 squadre (sì, 7, avete letto bene…) al via della nuova Champions League. Naturalmente non si tratta di una regola che vale solo per il nostro Paese, ma i campionati del Vecchio Continente che partono da 4 “slot” garantiti (lo spagnolo, l’inglese, l’italiano e il tedesco). Ecco come possono salire a 7.
QUINTO SLOT – Il quinto slot arriverà se l’Italia chiuderà la stagione 2023-2024 al primo o al secondo posto nel ranking Uefa per club. Lo ricordiamo, il piazzamento nel ranking viene determinato dai risultati ottenuti dalle formazioni della stessa Federazione nelle tre coppe europee. Attualmente l’Italia è prima, davanti a Germania e Inghilterra, e se la stagione finisse adesso, nel 2024-25 avremmo garantito un quinto “slot” nella nuova Champions a 36 formazioni. Naturalmente spetterebbe alla quinta classificata in Serie A.
SESTO E SETTIMO SLOT – Se, tutto sommato, non è impossibile pensare a un’Italia al primo o al secondo posto finale nel ranking Uefa 2023-24 (lo scorso anno abbiamo chiuso secondi…), decisamente più complicato è ottenere uno degli altri due “slot“. O addirittura entrambi e dunque avere 7 squadre al via della Champions 2024-25. Il sesto slot arriverà se una tra Napoli o Lazio vincerà la Champions e al tempo stesso in campionato non si piazzerà tra le prime quattro (o tra le prime 5, se l’Italia chiuderà prima o seconda nel ranking stagionale Uefa). In questo caso il Napoli o la Lazio accederà alla nuova Champions senza… escludere nessuna delle altre 4 (o 5) italiane qualificate in base alla graduatoria della Serie A. E il settimo posto o comunque l’altro posto in più che può scattare? E’ necessario che una tra Milan, Roma e Atalanta vinca l‘Europa League e contemporaneamente non si classifichi tra le prime quattro in Serie A (o tra le prime 5, se l’Italia chiuderà prima o seconda nel ranking stagionale Uefa). Si tratta come detto di casi “limite“, ma previsti dal regolamento: il numero massimo di formazioni al via della prossima Champions per ogni Paese è 7, ma come detto può essere raggiunto solo dalle Federazioni che ne ha 4 “garantite” in partenza.
I ricavi diritti tv continuano ad essere una delle principali fonti di entrate per i top club europei. Nonostante le cifre complessive incassate dalle leghe si stiano stabilizzando soprattutto a livello nazionale, le società continuano ad avere ricavi importanti, anche se la disparità tra i migliori campionati d’Europa è evidente: sia in termini di cifre che in termini di distribuzione tra le squadre e conseguente impatto sui valori aggregati.
Nel dettaglio, abbiamo preso in analisi 15 società, cinque ciascuna per Premier League, Liga e Serie A. Tra i top club analizzati chi ha incassato di più dai diritti tv nazionali è il Manchester City con 206 milioni di euro seguito da Arsenal (201,3) e Liverpool (192,1 milioni).
Gli unici club a tenere il ritmo delle big inglesi sono Barcellona e Real Madrid, seppur a distanza: al netto dei pagamenti per la solidarietà, infatti, i blaugrana hanno incassato 146,7 milioni di euro nella scorsa stagione, mentre i blancos sono arrivati a 147,5 milioni. L’Atletico Madrid è l’unica altra spagnola oltre quota 100 milioni fermandosi a 108,6 milioni, mentre tra le iberiche chiudono il Siviglia con 75,2milioni e il Valencia con 61 milioni.
Cifre simili, queste ultime, a quelle delle squadre italiane. L’Inter è la squadra che ha incassato di più dalla Lega Serie A, con 87 milioni di euro, mentre alle spalle troviamo Milan (80,2 milioni), Napoli (79,2 milioni), Juventus (78,9 milioni) e Lazio (71,7 milioni).
Tra i club analizzati, tuttavia, l’Inter è una delle squadre che incassano di più in relazione alla cifra distribuita nel campionato. Per la stagione 2022/23, infatti, la Lega Serie A ha distribuito ai club 1,018 miliardi di euro complessivi: di questi, la società nerazzurra ne ha incassato l’8,5%. In termini percentuali, hanno ricevuto di più dalla rispettiva lega solo Real Madrid (11,8%), Barcellona (11,7%) e Atletico Madrid (8,7%), rispetto agli 1,25 miliardi complessivi “netti” (ovverosia tolti i contributi di solidarietà) che la Liga ha versato alle 20 società della massima serie.
Considerando le cinque squadre analizzate per campionato, i club italiani hanno incassato il 39% del totale (397 milioni su 1,018 miliardi), contro il 42,9% dei club spagnoli (539 milioni su 1,25 miliardi) con Barcellona e Real Madrid che da sole valgono il 23%, mentre i club inglesi nonostante ricavi quasi doppi rispetto alla rivale più vicina hanno un impatto pari al 29,8% (963 milioni su 3,22 miliardi).
Stadio San Siro, reti anticaduta calcinacci (Foto Andrea Fasani)Stadio San Siro, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)Stadio San Siro, una delle parti danneggiate (Foto Andrea Fasani)Lo stadio di San Siro. A destra, una delle parti ammalorate (Foto Andrea Fasani)
Milan e Inter hanno investito 160mila euro per mettere in sicurezza il terzo anello: “Servono interventi sulla struttura”
Milano,18 febbraio 2024
L’ultima segnalazione è del capogruppo di Forza Italia in Comune Alessandro De Chirico, che mostra una foto del terzo anello nella parte esterna allo stadio di San Siro e spiega: “Stanno mettendo le reti protettive per i calcinacci che si staccano dal terzo anello”. Il problema era emerso lo scorso novembre e Milan e Intersi erano impegnati a investire 160mila euro per l’installazione di reti utili a bloccare il potenziale distacco di pezzi di calcestruzzo dal terzo anello.
’ultima segnalazione, dicevamo, perché non è la prima volta che lo stato di degrado del “Giuseppe Meazza“ diventa una notizia di cronaca. San Siro è un impianto “incerottato” e non da ieri. Gli anni si sentono: il primo anello è del 1926, il secondo del 1955e il terzo è stato realizzato nel 1990per i Mondiali in Italia. Trentacinque anni dopo, il terzo anello ha più di un problema.
Nel 2019, dopo un Inter-Atalanta in cui furono registrate vibrazioni anomalenelle zone mediane delle due curve, la Commissione di vigilanza del Comune ha deciso di interdire l’accesso al pubblico ai settori 349, 351 e 352 della terzo anello Verde e 307, 309 e 310 del terzo anello Blu. La capienza di San Siro è scesa da 78mila spettatori a poco più di 75mila e, cinque anni dopo, la misura anti-vibrazioni è ancora in vigore.
Non è finita. Perché i “cerotti“ per la Scala del calcio riguardano anche il secondo anello, ma non per le partite di Milan e Inter: per i concerti estivi. Un problema esploso il 29 maggio 2004, il giorno dello show di Renato Zero al Meazza, quando i quotidiani riportarono una relazione tecnica degli ingegneri del Consorzio Milano 2000, la società partecipata dai due club che gestiva lo stadio: nel mirino del documento l’effetto altalena nel secondo anello, provocato dagli spettatori che ballavano al ritmo della musica, vibrazioni e movimenti della tribuna che potevano diventare pericolosi per la tenuta strutturale dell’impianto. Risultato: dall’estate del 2005, in occasione delle due date degli U2 nella Scala del calcio e del rock, è scattato il divieto di accessi nelle prime file di gradoni del secondo anello, circa 1.500 posti, per limitare l’effetto altalena. Una “toppa“ che viene riproposta ogni estate.
Le condizioni strutturali di San Siro tornano d’attualità ora che Milan e Inter, dopo la lettera a loro indirizzata da Webuild, stanno iniziando a dialogare sulla ristrutturazione di San Siro auspicata dal sindaco Giuseppe Sala. L’azzurro De Chirico, intanto, commenta: “Dopo 35 anni è necessario un intervento di messa in sicurezza della struttura del terzo anello. Nel frattempo, meglio evitare che ci siano problemi per i tifosi che vanno allo stadio. Nello studio promosso dall’architetto Fenyves è previsto il controllo e l’eventuale manutenzione di tutte le strutture in cemento armato e non solo. Gli ingegneri che realizzarono il terzo anello garantiscono sulla tenuta dello stesso”.
Un dirigente sportivo di 44 anni ha picchiato un giovane arbitro di 18 anni durante la partita di calcio tra Nuova Oregina e Anpi Casassa
Preso a calci e pugni da un dirigente sportivo di una squadra di calcio under 14, per contestare un fallo. La vittima si chiama Andrea, ed è ancora una volta un arbitro sul campo di calcio, un direttore di gara giovanissimo, appena 18enne e già oggetto di violenza, come forma di contestazione. E’ quanto accaduto durante una partita di calcio a Genova, tra Nuova Oregina e Anpi Casassa, dove a colpire il 18enne sarebbe stato un dirigente della squadra di casa, la Nuova Oregina.
Fatto gravissimo – A denunciare il fatto, Giulio Ivaldi, presidente della Lega Nazionale Dilettanti della Liguria, che in una nota parla di «situazione gravissime dal punto di vista fisico e morale che condizionano la volontà di ragazze e ragazzi di avvicinarsi all’arbitraggio». Il presidente, infatti, si appella ai presidenti di tutte le società calcistiche, «affinché portino a conoscenza all’interno delle loro organizzazioni le terribili conseguenze che gesti di violenza nei confronti degli arbitri determinano dal punto di vista sportivo, sociale e d’immagine».
Carenza di arbitri – L’ennesimo episodio di violenza, getta un’ombra di sfiducia nella scelta di molti giovani di voler intraprendere la carriera di arbitro, con ripercussioni pesanti sulla difficoltà di coprire tutti i turni delle partite giovanili, tanto che «i dirigenti dell’AIA stanno operando con grandi sforzi per riuscire a coprire tutte le gara in programma settimanalmente in ogni parte della nostra regione» aggiunge ancora Ivaldi.
Primo contatto ufficiale tra le due proprietà dei club milanesi a un anno e mezzo dall’arrivo di RedBird: sul tavolo il tema stadio.
Nuovo riavvicinamento tra il Milan e l’Inter sul fronte stadio. Come appreso dall’ANSA in ambienti calcistici milanesi, nelle scorse settimane sono infatti andati in scena due incontri sul tema impianto, in cui è emersa la volontà del club rossonero di riaffrontare la strada nuovamente insieme.
In particolare, spiega l’ANSA, a metà gennaio c’è stata una call tra Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e patron del Milan, e il presidente nerazzurro Steven Zhang. Si tratta del primo contatto ufficiale tra le proprietà dopo un anno e mezzo dall’acquisto dei rossoneri da parte di RedBird e diversi mancati incontri.
La richiesta, nel corso della call, è stata quella di tornare ad avere un progetto unico sullo stadio, puntando insieme in particolare sull’area di San Donato per cui il club rossonero nei giorni scorsi ha concluso l’acquisto dei terreni, attraverso la controllata Sportlifecity. Fonti vicine alla proprietà del Milan non commentano.
Il secondo incontro è andato invece in scena a inizio febbraio nella sede dell’Inter tra il top management dei due club, in coda a un meeting convocato, alla presenza anche dei dirigenti della Juventus, per discutere in particolare del tema della Serie A a 18 squadre: come appreso dall’ANSA, è riemersa così l’ipotesi legata alla zona di San Donato Milanese, su cui però l’Inter non appare interessata viste le possibili problematiche del piano per l’area e al tempo stesso i rapidi sviluppi del proprio progetto a Rozzano.
Mentre riemergeva anche il tema della ristrutturazione ‘light’ di San Siro spinta in particolare dal sindaco Giuseppe Sala e da alcuni rappresentanti del Consiglio comunale, nei giorni scorsi inoltre il Milan ha accompagnato il management di WeBuild al Meazza per valutare appunto l’ipotesi, senza però allargare l’invito anche al club nerazzurro.
Doppia scossa diterremoto ai Campi Flegrei. La prima, di magnitudo 2.7, è stata registrata alle 19.09 in mare, nel golfo di Pozzuoli. Il sisma è stato localizzato dall’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) a una profondità di 2.8 km. Una seconda scossa, di magnitudo 3, è stata registrata alle 20.22, sempre a Pozzuoli, ma sulla terraferma a una profondità di 3 km.
Terremoto – Il terremoto è stato avvertito distintamente nei comuni dell’area flegrea, a Pozzuoli e Bacoli in particolare, ma anche nei quartieri di Napoli più vicini. Al momento non si registrano danni a persone o cose.
Solo tanta paura per l’attaccante della Nazionale, che aveva subìto un forte colpo al capo in uno scontro di gioco con Ostigard: una Tac ha escluso complicazioni
L’attaccante del Genoa e della Nazionale Mateo Retegui è stato trattenuto in osservazione questa notte all’ospedale San Martino in seguito a un malessere accusato durante il volo di ritorno da Napoli dopo la gara pareggiata con la squadra di Mazzarri. Ne ha dato notizia “Il Secolo XIX“: il giocatore rossoblù aveva subìto un forte colpo alla testa in uno scontro di gioco con Ostigard al Maradona.
Nel “giallo” di San Siro, il Milan potrebbe aver influenzato la scelta di WeBuild per la ristrutturazione dello stadio, escludendo l’Inter. Possibile conflitto di interessi tra Milan e WeBuild, con un ex membro del cda del Milan coinvolto nella società di costruzioni.
Nel “giallo“ di San Siro le indiscrezioni si rincorrono. C’è chi sostiene che siastato il Milan a convincere WeBuild a scendere in campo nella partita della ristrutturazione dello stadio. Tanto che esponenti del club rossonero e tecnici della società di costruizioni avrebbero già effettuato un sopralluogo al Meazza in funzione di un possibile restyling. E l’Inter? Non convocata. E nemmeno citata nella lettera in cui Webuild si dice pronta ad avviare uno studio di fattibilità sulla ristrutturazione dello stadio con cantiere “per fasi”. Sì, certo, la missiva firmata dall’ad Pietro Salini è stata indirizzata anche a M-I Stadio, la società che gestisce lo stadio tra i cui nomi compare anche quello del dirigente nerazzurro Mark Van Huuksloot. Ma la lettera non è stata inviata né al presidente Steven Zhang e neppure all’ad dell’Inter Alessandro Antonello, mentre nella lettera in carta intestata compaiono i nomi del presidente Paolo Scaroni e dell’ad del Milan Giorgio Furlani. Perché i vertici nerazzurri sono stati dimenticati da Webuild? Qualche osservatore malizioso parla di un possibile conflitto di interessi tra Milan e Webuild. Massimo Ferrari, infatti, è general manager di Webuild ed è stato membro del cda del Milan.
Segnalazioni in tutto il Mugello. Il sisma è avvenuto a una profondità di 4,7 km.
Una scossa di terremoto, di magnitudo 3.5, è stata registrata dall’Ingv alle ore 12.49 a 5 km da Marradi, comune in provincia di Firenze. Il sisma è avvenuto a una profondità di 4,7 km. La stima (provvisoria) è dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «In corso le verifiche alle strutture – fa sapere il presidente Eugenio Giani – .Sono in contatto con il Sindaco di Marradi e gli altri comuni del Mugello. Le persone sono uscite in strada per la scossa di 3.5 ML ma al momento non ci sono segnalazioni di criticità, proseguiamo comunque con le verifiche».
La scossa è stata sentita in tutta la zona del capoluogo toscano, già ieri funestata dal tragico incidente in via Mariti dove un crollo in un cantiere di un supermercato ha causato la morte di cinque operai. Il terremoto ha colpito una zona vicina al confine tra Emilia Romagna e Toscana. Segnalazioni arrivano chiaramente dalla zona del Mugello, ma anche dal Ravennate e da Bologna. Al momento non si segnalano comunque danni a cose o persone. Il 18 settembre dell’anno scorso Marradi era già stata colpita da una scossa con magnitudo 4.9, con danni a vari edifici.
Bucaro, ‘a detta dei medici l’intervento va anticipato’
Zdenek Zeman, allenatore del Pescara, come annunciato la scorsa settimana, questa mattina è stato ricoverato presso la clinica Pierangeli di Pescara dove lunedì dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico.
A darne notizia è stato il vice allenatore biancazzurro Giovanni Bucaro, nel corso della presentazione di Vis Pesaro-Pescara in programma domani sera.
“L’ho accompagnato questa mattina in clinica. Zeman stava abbastanza bene. Deve fare un intervento nelle prossime ore (lunedì, ndr), ma era abbastanza tranquillo. Nelle ultime settimane era migliorato parecchio, ma a detta dei medici l’operazione che era stata programmata per giugno va fatta prima. Ora speriamo che torni il più presto possibile”.
I vigili del fuoco hanno scavato per tutta la notte, le ricerche ostacolate dalle macerie. Oggi il lutto cittadino
Sale a quattro il bilancio delle vittime del crollo nel cantiere di un supermercato Esselunga, ieri mattina in via Mariti a Firenze. I vigili del fuoco, che hanno lavorato tra le macerietutta la notte, hanno recuperato il corpo diun quarto operaio. Al momento dunque resta un disperso. Proseguono le ricerche dei vigili del fuoco e Usar (Urban Search and rescue).
Sempre nel corso delle notteera stato recuperato il corpo di un’altra delle vittime già individuate nel tardo pomeriggio di ieri tra le macerie del cantiere di via Mariti. L’incidente è stato causato dal cedimento di una traveche ha provocato un crollo a catena dei solai: otto le persone travolte tra gli operai impegnati nella costruzione di un supermercato Esselunga.
Le operazioni dei vigili del fuoco,impegnati ieri in 50 nelle operazioni di ricerca e scavo, proseguono per trovare l’ultimo operaio che ancora manca all’appello. Il bilancio al momento è di quattro morti, tre feriti e un disperso. Tra le vittime un italiano di 60 anni, Luigi Coclite, di origine nordafricana le altre. Tutti originari della Romania i tre feriti.
“Questa notte la nostra squadra ha individuato e recuperato il quarto operaio deceduto, purtroppo“, conferma Luca Caridirigente dei vigili del fuoco – Le operazioni stanno proseguendo per individuare l’ultimo operaio segnalato come disperso“. Operazioni, aggiunge, rese però difficili “dalle macerie enormi, travi enormi in cemento. Stiamo utilizzando delle gru per poterle spostare, mettere in sicurezza l’area e fare dei varchi per proseguire con le ricerche“.
Sul posto oltre ai vigili del fuoco operano anche la polizia di Stato e la polizia municipale che sta anche controllando la viabilità, con via Ponte di Mezzo aperta in una sola direzione e inaccessibile da via Mariti. Nel cantiere intervengono anche specialisti dei carabinieri.
Oggi proclamato il lutto cittadino a Firenze – con un minuto di silenzio alle 15, col sindaco Dario Nardella che sarà presente in piazza della Signoria – e quello regionale in Toscana.
L’allarme scattato attorno alle 23. Sono due strutture di ditte esterne che contenevano materiale di lavoro
Ancona, 16 febbraio 2024
Fumo e fiamme nella notte all’interno dell’area Fincantieri. Due capannoni di ditte esterne, che lavorano per il cantiere del porto, sono andati a fuoco. All’interno c’erano materiali utilizzati per lavorare, per lo più attrezzi e ferraglia. L’incendio ha creato allarme perché poteva estendersi a tutto il sito. Il primo intervento è stato effettuato dal servizio antincendio all’interno della Fincantieri che ha chiamato i vigili del fuoco perché le fiamme erano troppo estese e diventate indomabili. Sul posto sono arrivate le squadre di Ancona, Jesi e Osimo. Le operazioni sono andate avanti fino alle 2.
I capannoni, fatti di lamiere e non di cemento, erano dei rimessaggi per custodire materiale da lavoro. Nessun ferito ma tanta paura. Questa mattina è previsto un sopralluogo del funzionario del comando dei pompieri. Restano da capire le cause dell’incendio. Sul posto anche la polizia.
Il presidente FIP Giovanni Petrucci, addolorato, abbraccia con grande affetto la moglie Simona, i figli Enrico e Lorenzo e tutta la famiglia dell’arbitro Giuseppe Campanella, tragicamente mancato durante la partita Vis Clippers in Persiceto – Libertas San Felice del campionato di Divisione Tre, e ne condivide il cordoglio in rappresentanza di tutta la pallacanestro italiana. Giuseppe, 53 anni, già ufficiale di campo ed allenatore, si è accasciato a terra a metà del primo Quarto. Inutili gli immediati soccorsi.
Il Comitato Regionale FIP dell’Emilia Romagna ha disposto un minuto di silenzio per ricordare Campanella. “Il Presidente Antonio Galli ha disposto che in questo fine settimana, in tutti i campionati regionali, sia osservato un minuto di silenzio per la scomparsa dell’arbitro Giuseppe Campanella, avvenuta durante un incontro di Divisione Regionale 3“.
L’intervento dei vigili del fuoco nel palazzo di via De Sica a Milano
Milano, il rogo si è sviluppato dalle cantine di un palazzo di 10 piani: al lavoro decine di vigili del fuoco
Un incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio negli scantinati di un condominio di via Vittorio De Sica 1, nel quartiere Quinto Romano, alla periferia ovest della città. Le fiamme hanno provocato in pochi minuti un denso fumo invadendo il vano scale e rendendo per questo difficile l’uscita di alcuni condomini dai rispettivi appartamenti.
I vigili del fuoco del Comando di Milano stanno lavorando con 6 mezzi ed una trentina di uomini per cercare di creare un varco e di bonificare la zona allo scopo di consentire agli occupanti di abbandonare l’edificio di dieci piani. Sul posto anche 118 e Carabinieri.
Niente coreografia contro l’Atletico in Champions e nessun impianto di amplificazione della voce dopo il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza
Gli rimane solo la voce. Dopo gli incidenti nella sfida con la Juve, la Curva Nord non potrà esporre bandiere, utilizzare impianti di amplificazione della vocesino al termine della stagione. Il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza è stato reso noto dallo stesso tifo organizzato nerazzurro con un post social: “Ci aspettano tante battaglie importanti – si legge nella nota – Purtroppo a causa dei recenti avvenimenti in curva non ci saranno bandiere, impianto col microfono e la coreografia prevista con l’Atletico non verrà realizzata. Paghiamo dazio e ce ne assumiamo la totale responsabilità, faremo in modo di non cadere di nuovo in errore. Saranno mesi duri ma se ognuno di noi fa la sua parte saremo ancora la curva migliore d’Italia“.
DASPO – Al termine di Inter-Juve tifosi interisti, dopo la mezzanotte, avevano lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia.
Crollo al cantiere Esselunga a Firenze: almeno due operai morti, tre ancora sotto le macerie, altri tre estratti vivi. “Un botto fortissimo, poi le grida di aiuto”
Poco prima delle 9 avrebbe ceduto un solaio del grande supermercato in costruzione. Un lavoratore in lacrime: “Alcuni della squadra sono là sotto…”. Il cordoglio della premier Meloni: “Seguo con apprensione l’evolversi della situazione”. Caprotti: “Chiusi tutti i supermercati per lutto”
Crollo nel cantiere per la costruzione del nuovo supermercato Esselunga in via Mariti a Firenze. Secondo le forze dell’ordine ci sono almeno dueoperai morti, tre estratti vivi dalle macerie e ancora tre dispersi questi si trovano sotto uno dei piloni precipitati. I tre feriti hanno subito traumi da schiacciamento. Due sono in codice rosso e il chirurgo sta valutando se intervenire, mentre uno è in codice giallo. Sul posto ci sono le unità cinofile e arriveranno i macchinari per spostare il blocco di cemento armato.Poco prima delle nove di questa mattina avrebbe ceduto un solaio. Sul posto, la strada è stata chiusa e ci sono molte squadre dei vigili del fuoco, oltre a polizia municipale e polizia.
Crolla solaio in un cantiere a Firenze, le operazioni di soccorso – alanews
I lavori sono in corso da tempo nell’area dove sorgeva l’ex Panificio Militare di Firenze. Al suo posto è in costruzione un grande supermercato del gruppo Esselunga. Sarebbero 8 le persone coinvolte nel crollo, secondo quanto fa sapere il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sui social. “Il nostro sistema regionale sta intervenendo per un crollo di impalcatura in un cantiere a Firenze in via Mariti – scrive Giani -. Tutti stanno lavorando al massimo per estrarre altre tre persone al momento sotto le macerie. Tre operai sono stati estratti vivi, ma sono in gravi condizioni”.
Crollo nel cantiere di un supermercato a Firenze, cede un pilone portante – alanews
“All’appello mancano ancora quattro ragazzi della squadra” racconta uno degli operai presenti al momento del crollo, tra le lacrime. “La squadra che stava lavorando sul solaio era composta da otto persone, il primo recuperato era italiano, nonostante le manovre di rianimazione durare 30 o 40 minuti, è morto davanti ai nostri occhi. Lui lo hanno recuperato perché era nel punto più esterno del solaio. Sono crollati tre piani, cosa troveranno lì sotto?” afferma disperato. Secondo il suo racconto le altre persone sarebbero di diverse nazionalità, prevalentemente egiziani e indiani, ma non c’è di questo elemento nessuna conferma uffiziale.
La ricostruzione del crollo nel cantiere Esselunga – Secondo una prima ricostruzione, sarebbe caduta una delle grandi travi portanti del tetto con sopra il solaio. Il boato è stato enorme, descritto da alcune persone come “una bomba– racconta un residente – ero in casa, stavo facendo una doccia. Ho sentito questo rumore fortissimo e sono corso fuori a vedere. Si sentivano le grida degli operai che chiedevano aiuto“. Più passanti testimonianole urla straziantidei lavoratori dentro il cantiere: “Si sentiva chiedere aiuto, voci disperate e confuse” dicono due addetti alla pulizia stradale nella zona che erano poco lontani dal punto del crollo. Più tardi il governatore della Toscana Giani spiega: “Si tratta di un crollo di una trave di cemento armato, che era già stata collocata prima, che venendo giù ha creato un crollo a catena di un solaio e di altre travi che ha coinvolto queste otto persone“.
La sindacalista: “Là sotto ancora degli operai” – Sul posto oltre alle ambulanze e ai tecnici della Asl, sono arrivati tra i primi i sindacalisti della Cgil: “Ci siamo precipitati qui appena abbiamo saputo – spiega Marta Tamara Terzi della Cgil di Firenze – Sappiamo chelà sotto ci sono ancora degli operai,sono sempre gli ultimi quelli che ci rimettono la vita”. Negli ospedali di Careggi e Cto attivato il protocollo di urgenza con sale pronte a ricevere più pazienti.
“Questa è una catastrofe – dice Stefano Tesi della Filca CISL Toscana – una tragedia così sul lavoro a Firenze non la ricordo. Dobbiamo dare una risposta immediata. Non può accadere che quando una persona va a lavorare succedono queste tragedie. Sono addolorato e senza parole. Lavoratori che cercavano di portare a casa il pane“.
La premier Meloni: “Seguo con apprensione l’evolversi della situazione” – Tanti i messaggi di cordoglio, anche quello della premier Giorgia Meloni: “A nome mio e del governo esprimo Cordoglio per le vittime del crollo di una trave avvenuto in un cantiere a Firenze. Seguo con apprensione l’evolversi della situazione e ringrazio quanti stanno partecipando alle ricerche dei dispersi e alle operazioni di soccorso dei feriti. Le nostre più sentite condoglianze alle famiglie colpite da questa terribile tragedia“, scrive su X.
Il sindaco Dario Nardella, attualmente in Israele e Palestina, ha affidato ai social il suo pensiero: “Dolore e sgomento per la tragedia al cantiere del nuovo supermercato a Firenze. Seguiamo costantemente la situazione. Esprimo a nome mio e del Comnune di Firenze cordoglio per le vittime e ringrazio tutti i soccorritori in azione. In attesa di aggiornamenti sugli altri operai coinvolti”.
Caprotti: “Chiusi tutti gli Esselunga per lutto” – Marina Caprotti, presidente di Esselunga dichiara: “Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del gravissimo incidente di questa mattina nel cantiere di via Mariti a Firenze.
Siamo sconvolti per quanto avvenuto. Il cantiere in costruzione era affidato in appalto a una società terza e siamo a disposizione delle autorità per contribuire a chiarire la dinamica di quanto accaduto e per qualsiasi esigenza. In segno di lutto nel pomeriggio i negozi Esselunga della città di Firenze verranno chiusi”.
Incendio zona industriale a Concorezzo (Foto vigili del fuoco)
Concorezzo (Monza), 16 febbraio 2024
Il rogo è divampato verso mezzanotte. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso, non ci sarebbero feriti nè intossicati
Un grosso incendio è divampato, nella notte tra giovedì e venerdì, in un complesso industriale in via Primo maggio a Concorezzo,dove hanno sede molte aziende.
L’allarme è scattato attorno a mezzanotte: sul posto, attorno alle 2, sono arrivati vari mezzi del comando di Monza e Brianza e delle province limitrofe con sei autopompe, altrettante autobotti, due autoscale e un carro soccorso oltre che il carro schiuma da Milano. Sul posto anche tre ambulanze e i carabinieri di Vimercate.
Nei pressi del capannone sono al lavoro ancheitecnici Arpache stanno effettuando le rilevazioni sulla qualità dell’aria.
Il sindaco, Mauro Capitanio, ha invitato i residenti a tenere le finestre chiuse: “A seguito dell’incendio scatenatosi da questa mezzanotte in via Primo Maggio e che ha coinvolto 5 capannoni, non si sono registrati feriti. Arpa sta conducendo le misure sulla qualità dell’aria e al momento si consiglia comunque di tenere il più possibile le finestre chiuse. Ringraziamo i vigili del fuoco e tutte le forze dell’ordine presenti da questa notte per l’enorme lavoro che stanno facendo”.
Dalle prime informazioni, sono ancora ignote le cause del rogo, ma non ci sarebbero feriti né intossicati. A bruciare sarebbero state le sedi di più aziende dislocate nel complesso: distrutte dalle fiamme una azienda di forniture per ristoranti, una di computer poi un deposito di pneumatici, una ditta di pulizie e una officina.
Sono stati 172 i morti sul lavoro e 109.849 gli infortuni in Lombardia nel 2023, un anno che ha visto meno denunce di infortunio (16,6% rispetto ai 131.692 del 2022) e meno morti – 2,8% dai 177 del 2022.
Tuttavia, la lettura dei dati per settori di attività evidenzia un andamento differente a seconda del comparto analizzato, sottolinea la Cisl. Questo, insieme ai numeri legati alle malattie professionali, continua a essere motivo di preoccupazione.
Nel dettaglio le denunce di infortunio nel settore industriale sono aumentate passando da 27.997nel 2022 a 28.471nel 2023. Nel settore delle costruzioni si contano 5.493 denunce a fronte di 5.296 nel 2022.
Le denunce all’Inail di infortunio mortale di persone residenti in Lombardia sia nel luogo di lavoro sia in itinere, confermano – sottolinea il sindacato – una situazione grave sotto il profilo della sicurezza: il 2023 si è chiuso con 172 infortuni mortali, in media 3 morti a settimana.
Nelle province – Su base provinciale, gli infortuni mortali sono risultati in diminuzione a:
Milano (47, -9 rispetto al 2022)
Varese (8, -5 rispetto al 2022).
In aumento, invece nelle provincie di:
Bergamo (22 infortuni mortali contro i 17 del 2022)
Brescia (38 nel 2023 e 34 nel 2022).
Malattie professionali -In netto aumento, invece, le denunce di malattia professionale: 3.809denunce totali, +17,9% rispetto al 2022. “La denuncia di malattia professionale – commentaRoberta Vaia, segretaria regionale Cisl Lombardia – è un dato ancora fortemente condizionato da perduranti difficoltà di emersione.
A tal proposito, dovrebbe essere motivo di riflessione il fatto che le denunce in provincia di Milano (557) sono poco più della metà di quelle di Bergamo (1.004) e il 70% di quelle di Brescia (825). Questi dati dimostrano ancora una inadeguata attività di prevenzione sia sotto il profilo organizzativo e di gestione dei rischi specifici nelle aziende, sia rispetto a insufficienti controlli, in carenza di personale, da parte degli organi preposti“.
I settori più pericolosi sono agricoltura, trasporti ed edilizia. La regione ha il numero più alto di vittime, ma non in rapporto alla popolazione: cosa dicono i dati
Abdul Rumanaveva 25 anni e si era appena sposato. Il primo giorno di lavoro in una nuova ditta milanese è stato anche l’ultimo della sua vita, schiacciata a fine maggio dal peso di macchinario macchinario per tagliare e assemblare accessori di pelletteria. Abdul è lui la più giovane delle vittime del lavoro in Lombardia nel 2023.
La regione – la più popolosa d’Italia – detiene anche quest’anno il numero più altro di morti sul lavoro in Italia: 185. Circa uno ogni due giorni. È quanto emerge dal rapporto pubblicato dal Centro studi del sindacato Confederazione unitaria di base sulla base dei dati dell’Inaile dell’Osservatorio nazionale morti sul lavoro di Bologna e di Mestre.
La classifica regionale – Il dato può sembrare molto alto, ma la Lombardiaè il territorio più popoloso a livello nazionale. Se confrontiamo le vittime in rapporto al numero di abitanti emerge che in realtà che la Lombardia, a parte il Lazio, è la regione con meno morti. Questo tipo di calcolo non racconta esaustivamente la questione, ma aiuta a dare una misura più corretta ai numeri.
Utilizzando lo stesso indicatore, si vede che le regioni in cui avvengono più decessi sul lavoro in rapporto alla popolazione sono la Calabria, la Valle d’Aosta, l’Abruzzo e ilMolise.
Per contrastare il fenomeno Walter Montagnoli, della segreteria nazionale Cub, ribadisce la richiesta che a livello legislativo venga istituito il “reato di omicidio sul lavoro” per i titolari e i responsabili delle aziende che non ottemperano al rispetto delle regole e normative sulla sicurezza.
I numeri assoluti in Italia – A livello nazionale, nel 2023 sono morte sul lavoro 1.485 persone, equivalenti a quasi 30 decessi a settimana e poco meno di quattro al giorno di media. In particolare, 900 vittime sono morte sul luogo di lavoro, mentre le altre 585 hanno perso la vita in viaggio (dovuto alla professione, per esempio gli autotrasportatori) o andando o tornando dal luogo di impiego.
Guardando ai numeri assoluti, comunque, il maggior numero di vittime si registra in:
Lombardia (185 morti),
Veneto (142),
Campania (123),
Sicilia (109),
Emilia-Romagna (112),
Piemonte (101),
Lazio (97),
Puglia (95),
Toscana (87),
Calabria (86),
Marche (48),
Abruzzo (48),
Friuli (39),
Sardegna (42),
Trentino Alto Adige (33),
Liguria (32),
Umbria (27),
Basilicata (14),
Molise (10),
Valle d’Aosta (5).
I lavori dove si muore di più – I settori lavorativi in cui più alto è il rischio per i lavoratori rimangono quelli dell’agricoltura, dei trasportie dell’edilizia: 162 gli schiacciati dal trattore, 117 morti gli autotrasportatori, altrettanti morti tra gli automobilisti e i passeggeri (non inseriti tra i morti sul lavoro). Spesso gli incidenti sono provocati da stanchezza e malori alla guida.
Sono 95 gli operai, impiegati, agricoltori, braccianti morti per malori sui luoghi di lavoro. “In luglio e agosto per il caldo i deceduti per infortuni sul lavoro sono stati moltissimi soprattutto nei cantieri“, è affermato dal sindacato. Sono 59 le persone che hanno perso la vita in infortuni domesticie 34 i taglialegna travolti e uccisi dall’albero che tagliavano.
Le Famiglie Arcobaleno: “La sentenza spiega una cosa logica e semplice, ovvero che sul documento non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile”
La Corte d’Appello di Roma smentisce il Ministero dell’Interno e lo condanna ad applicare la dicitura “genitori” o altra dicitura che corrisponda al genere del genitore sulle carte d’identità elettroniche rilasciate a persone minorenni.
La vicenda ha inizio nel 2019, quando un decreto firmato dall’allora Ministro Matteo Salvini impone al posto di “genitori” la dicitura madre/padre sui documenti. Una coppia di mamme si rivolge prima al TAR del Lazio e poi al Tribunale di Roma esigendo l’emissione di un documento d’identità che rispecchi la reale composizione della loro famiglia. Già in primo grado il Tribunale aveva accolto la richiesta delle mamme, dichiarando di fatto illegittimo il decreto in quanto il documento emesso “integra gli estremi materiali del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico”. Oltre alla conferma della sentenza in Appello, ilMinistero è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
La Corte ha dunque ribadito un concetto molto semplice: sulla carta d’identità di un bambino/bambina non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile.
“Se nei registri è indicato che è figlio/figlia di due madri, una delle quali lo ha adottato, allora i “modelli ministeriali” devono rispettare quella indicazione e sulla carta d’identità devono essere indicate due madri (o eventualmente due padri). Noi lo abbiamo sempre pensato, il Tribunale ci aveva dato ragione, adesso la Corte d’Appello lo ha confermato, non possiamo che essere felici.” Così dichiarano l’avvocataSusanna Lollinie l’avvocato Mario Di Carlo che hanno difeso le due mamme.
La presidente di Famiglie Arcobaleno Alessia Crocini: “L’Associazione Famiglie Arcobaleno già nel 2019 aveva denunciato, supportata dal parere del Garante della Privacy, il qualunquismo ideologico del decreto Salvini che aveva modificato le diciture delle carte di identità solo per attaccare le famiglie omogenitoriali ma mettendo in difficoltà anche tutti quei minori che presentano situazioni familiari differenti. Io stessa sono riportata come “padre” sul documento di mio figlio, con tutto ciò che comporta ad esempio nel caso di un viaggio all’estero. Che un paese civile come l’Italia emetta, attraverso il Ministero dell’Interno,carte d’identità che riportano dati falsi è semplicemente imbarazzante. Speriamo che il Governo intervenga subito riportando la dicitura che da sempre accompagna i documenti dei minori: genitori o chi ne fa le veci.”
E’ successo nel quartiere Selvotta. La vittima aveva 83 anni e stava stendendo i panni. In corso gli accertamenti per stabilire la cause di quanto accaduto
Tragedia nel quartiere Selvotta. Una donna di 83 anni, Annina Vacca, ha perso la vita per il cedimento strutturale del parapetto sopra il suo balcone di casa mentre stendeva i panni. Il tragico incidente si è verificato nella mattinata di oggi, giovedì 15 febbraio, in via Bisaccia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pomezia e dell’Eur e la polizia di Spinaceto. La donna, all’arrivo dei soccorsi, si trovava sotto le macerie ed era già deceduta, travolta dal cedimento strutturale del parapetto al secondo piano che le è franato addosso.
Nello stabile, una villetta, stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione. Sul posto, oltre alla polizia scientifica, è intervenuto anche l’ispettorato del lavoro per verifiche sull’area di cantiere. Dai primi accertamenti la ditta, che questa mattina stava regolarmente lavorando, risulta essere in regola. Ma verranno fatte ulteriori controlli sulla sicurezza nell’area di cantiere, anche per stabilire le cause del cedimento. Il muretto, lungo diversi metri, è franato di getto, spostando anche l’imponente impalcatura a ridosso di una delle facciate. Secondo alcune testimonianze, già nei giorni scorsi era stato segnalato dagli operai lo scollamento di qualche centimetro del parapetto rispetto alla struttura dell’abitazione. Al momento si ipotizza il reato di omicidio colposo
“Lasciateci soli, è una tragedia“. Intanto grande è il dolore dei familiari che si sono tutti riuniti nel giardino della villetta mentre sono in corso i sopralluoghi della scientifica. “Abbiamo sentito un tonfo e poi le urla“, raccontano i vicini. “Qui ci conosciamo tutti è un paese – spiega un residente a spasso con il cane -. Annina ne aveva passate tante. Aveva 83 anni, aveva passato anche il periodo del Covid. E ora è morta in questo modo incredibile, mentre stendeva i panni“.
Tensione in viale Lazio: sul posto, oltre alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco c’è il sindaco Gianni Ferretti, che si sta adoperando per far scendere i lavoratori
Resta alta la tensione in viale Lazio dove, da questa mattina, una ventina di operai si sono arrampicati sul tetto di una palazzina per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi da 5 mesi.
Uno dei lavoratori è stato trasportato in ospedale dopo essersi versato addosso della benzina. Non si è dato fuoco ma è stato ricoverato per il bruciore provocato sul corpo investito dal liquido infiammabile.
Sul posto è intervenuto il sindaco di Rozzano Gianni Ferretti che sta cercando di convincere gli operai a scendere, per incontrare l’amministratore del condominio e cercare di risolvere il problema. La palazzina in questione – dove è in corso un intervento di riqualificazione avviato con il superbonus al 110% – è in parte di proprietà di Aler e in parte di inquilini che hanno acquistato l’alloggio.
La situazione è molto critica in quanto i lavoratori sembrano intenzionati a non scendere dalle impalcature e a proseguire la protesta. Viale Lazio è stato chiuso al traffico per consentire ai mezzi di soccorso le operazioni dal caso. Polizia locale, carabinieri, vigili del fuoco e un’ambulanza stanno monitorando la situazione, sul fronte della sicurezza pubblica e della circolazione stradale.
Le date di temporanea chiusura sono state decise per consentire i test di sicurezza in previsione del prolungamento della linea sotterranea
Nei prossimi mesi sono previsti 10 giorni di chiusura per la linea della metropolitana M4 (blu) di Milano, segmentati in diversi periodi, allo scopo di testare la linea in vista del prolungamento previsto per l’autunno del 2024. Più precisamente, i treni della M4 si fermeranno dall’8 al 10 marzo e dall’4 al 10 aprile compresi.
A spiegare il piano è statoAmerigo Del Buono, direttore reti dell’Azienda trasporti milanesi, durante un incontro con la stampa nella control room temporaneamente allestita nel capolinea di Linate. Il dirigente ha assicurato che la circolazione, in quei giorni, sarà garantita da bus sostitutivi che passeranno con la stessa frequenza del metrò.
“Svolgeremo – ha detto Del Buono – attività necessarie per far girare i treni su tutta la linea, nei prossimi mesi la M4 passerà da 14 treni e otto fermate a 47 treni e 21 fermate. È necessario testare l’infrastruttura e farlo in totale sicurezza”.
E’ di due ustionati e cinque intossicati il bilancio di un incendio scoppiato stamani in una palazzina a Saronno (Varese). Da quanto appreso finora, le fiamme hanno avuto origine da un appartamento al secondo piano e si sono estese ad ad altre abitazioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, l’elisoccorso, un’automedica, 4 ambulanze e i carabinieri.
Un uomo di 81 anni è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni di secondo grado al volto, al collo e alle braccia. Meno grave la situazione di un 49enne, portato a Legnanoin codice giallo con ustioni di primo gradoal volto. In ospedale altre cinque persone con sintomi da inalazione da fumo. Tra loro anche una donna di 90 anni.
A far scattare l’allarme sono state le urla che provenivano dall’appartamento e che sono state sentite dai passanti, i primi ad intervenire per aiutare i residenti ad uscire dall’edificio in attesa dell’arrivo dei soccorritori. (ANSA).