Arrestato il conducente. Ancora non è chiaro se si sia trattato di un incidente o di un attacco.
Un’auto si è lanciato a grande velocità sulla folla in centro a Mannheim, lungo la via dello shopping Planken, nel sudovest della Germania, causando almeno 2 morti e 25 feriti, di 15 in modo grave. Lo riporta la Bild citando fonti della sicurezza locale, che su ‘X‘ ha spiegato che è in corso una ”operazione su larga scala” in città.
Il conducente dell’auto è stato arrestato, ma ancora non è chiaro se si sia trattato di un incidente o di un attacco.
Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale universitario di Mannheim ha dichiarato l’allerta calamità.
La ministra degli Interni Nancy Faeser ha annullato la visita che aveva in programma per oggi a Colonia, per le celebrazioni del carnevale, e si recherà a Mannheim, dove questa mattina un’auto si è lanciata sulla folla vicino alla via dello shopping provocando due morti e 25 feriti secondo alcuni media. Lo ha annunciato il suo portavoce.
“Salvare vite umane, prendersi cura dei feriti e avviare le prime indagini da parte delle autorità di Mannheim sono ora le massime priorità“, ha dichiarato Faeser.
Protagonista assoluta del cinema degli anni ’70-’80 aveva raccontato la sua malattia per dire a tutti: “Vivete liberi da ansie e frustrazioni, ogni giorno è un regalo”
Eleonora Giorgi (Roma, 21 ottobre 1953 – Roma, 3 marzo 2025) è stata un’attrice e regista italiana.
Se n’è andata Eleonora Giorgi, portata via a 71 anni dal tumore al pancreas, giunto all’ultimo stadio con metastasi al cervello. Ne aveva raccontato ogni dettaglio, sin dall’insorgere della malattia, per incoraggiare a “vivere senza sprecare il nostro tempo dietro gelosie, ansie inutili e frustrazioni”.
Era ricoverata in una clinica romana, la Paideia, per la terapia del dolore dopo l’aggravarsi delle sue condizione che – aveva detto – ormai le avevano reso impossibile “anche solo fare una decina di passi”.
“Stamattina Eleonora Giorgi si è spenta serenamente nell’amore e nell’abbraccio dei suoi figli e dei suoi affetti”. Lo fa sapere la famiglia.
Fino all’ultimo aveva lanciato il suo grido d’amore alla vita: “Non c’è futuro per me, ma voglio che tutto succeda il più tardi possibile. Ogni giorno è un regalo”.
Se ne va accompagnata dall’amore della sua famiglia, i figliAndrea e Paolo, l’ex marito Massimo Ciavarro. A sostenerla, è stato soprattutto l’immenso amore per il nipotino Gabriele, figlio di Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia, la nuora che lei chiamava “nuvola rosa”.
Andrea Rizzoli, figlio di Eleonora Giorgi e Angelo, editore e produttore cinematografico, le aveva dedicato un libro, intitolato “Non ci sono buone notizie”, raccontando l’ultimo anno segnato dalla malattia della madre. Quello che lei aveva definito “l’anno più bello” nonostante tutto “perché trascorso con la famiglia”. “Non siamo mai stati così uniti. Presi dalle nostre individualità procedevamo come delle rette vicine ma parallele. Adesso invece siamo un intricato nodo di emozioni e speranze”, scrive Andrea.
Eleonora Giorgi aveva sangue straniero nelle vene (inglese per parte di padre, ungherese grazie alla madre): un mix tra rigore e passione riflesso nella sua vita privata e professionale. Recentemente aveva tirato in ballo le sue origini proprio parlando della malattia: “La mia origine austroungarica mi fa essere soldato di me stessa”. Aveva scelto di condividere i giorni più bui con il pubblico.
Cinque anni fa si raccontava a cuore aperto su Raiuno: “Sono cresciuta con il pubblico“. Quel pubblico che non l’ha mai dimenticata e che ha continuato a seguirla anche nella sua seconda vita lontana dai riflettori.
Protagonista assoluta del cinema anni Settanta e Ottanta, Eleonora Giorgi ha debuttato con Tonino Cervi in “Storia di una monaca di clausura” nel 1973 a fianco di Catherine Spaak. Bionda, occhi cerulei, movenze da Lolita e disinvolta esibizione della sua bellezza, diventa ben presto un modello di successo con ben quattro film sempre legati a un erotismo soft ed elegante.
Nel 1974 un dolore profondo (la morte del suo fidanzato a bordo di una moto che le aveva preso in prestito) segna di colpo la sua vita. Finisce nel tunnel dell’eroina, poi arriva la depressione a poco più di vent’anni. E’ Alberto Lattuada che la chiama nel ’75 per “Cuore di cane” dal romanzo di Bulgakov con Max von Sydow e Cochi Ponzoni come partner a darle un nuovo inizio. Lavora con Giuliano Montaldo, Damiano Damiani, Dario Argento, Franco Brusati , Liliana Cavani.
Nel frattempo però, dimostrando una duttilità e una verve che la rende unica nel cinema italiano di quella stagione, Giorgi mostra il suo lato comico, una leggerezza finemente ingenua che la rende partner ideale per Celentano (“Mani di velluto“) e Renato Pozzetto (“Mia moglie è una strega“). A coronare questa svolta è l’incontro con Carlo Verdone che in “Borotalco” (1982) – per il quale è premiata con il David di Donatello – ne fa la sua musa: la ritroverà anni dopo in “Compagni di scuola“.
Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro in sapore di Mare 2 (Getty)
Sposata nel 1979 con Angelo Rizzoli (da lui ha avuto il primo figlio Andrea), Eleonora si innamora di Massimo Ciavarro sul set di “Sapore di mare 2″(1983) e dall’unione nasce il suo secondo figlio, Paolo.
Eleonora Giorgi con il figlio Paolo (Ansa)
Negli anni Novanta e Duemila, la sua attività di attrice si è concentrata maggiormente in televisione, dove ha preso parte a diversi sceneggiati di successo, come Morte di una strega, Lo zio d’America, I Cesaroni. Nel 2003 esordisce nella regia cinematografica con Uomini & donne, amori & bugie. Nel 2008 il debutto a teatro nella commedia Fiore di cactus di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, per la regia di Guglielmo Ferro. Negli anni successivi è in scena con le commedie Due ragazzi irresistibili e Suoceri sull’orlo di una crisi di nervi. Nel 2009 dirige il suo secondo film, L’ultima estate, da lei anche prodotto insieme a Massimo Ciavarro.
Dopo diversi anni dall’ultima esperienza sul grande schermo, nel 2016 torna a recitare in due film: “My Father Jack” di Tonino Zangardi e “Attesa e cambiamenti” di Sergio Colabona, ed è protagonista di una puntata della serie televisiva poliziesca Don Matteo. Ha inoltre proseguito la sua attività di conduttrice radiofonica con Effetto Notte su Rai Radio Due affiancata da Riccardo Pandolfi.Nel 2018 partecipa come concorrente al programma televisivo Ballando con le stelle.
Serata di polemiche, occasioni e gol. Zaccagni apre le marcature, poi Pavlovic viene espulso ma Conceiçao trova l’1-1 con un uomo in meno. Al 98′ fallo di Maignan su Isaksen: l’ex Barça è glaciale
Il gol di Zaccagni dopo respinta di Maignan
La speranza –o l’agonia, a seconda dei punti di vista – finisce qui, in attesa che la matematica faccia il suo corso nelle prossime settimane. Il Milan che cade al Meazza con la Lazio – terza sconfitta di fila in campionato – dà definitivamente l’addio alla rincorsa al quarto posto: la Juve domani sera potrebbe portarsi 11 punti sopra il Diavolo, che sarebbero poi 12 in virtù degli scontri diretti. Non solo, nel frattempo hanno vinto anche Fiorentina, Bologna e Roma, che ha scavalcato i rossoneri. Il Milan adesso è nono, con tutto il carico di imbarazzo, umiliazione e contestazione che può portarsi dietro un club come questo in una simile situazione di classifica a inizio marzo. San Siro fischia, contesta, e lo ha fatto dal primo all’ultimo minuto, con gli ultras della Sud che hanno preso posto sugli spalti al quarto d’ora di gioco. La Lazio è passata in vantaggio con Zaccagni, venendo poi raggiunta nella ripresa da Chukwueze, col Milan in dieci per il rosso a Pavlovic, ed è riuscita a mettere il sigillo sul match nel recupero con un rigore di Pedro. Tre punti d’oro in chiave Champions per i biancocelesti che scavalcano momentaneamente la Juve e si insediano al quarto posto. continua a leggere
Lutto per l’Associazione Italiana Arbitri: è morto Tullio Lanese. Presidente dell’Aia dal 2000 al 2006 aveva 78 anni. Il presidente Aia, Antonio Zappi, in accordo con il presidente federale, ha disposto per tutti gli arbitri – in occasione di tutte le gare del fine settimana ed eventuali posticipi – di indossare il lutto al braccio.
“La sua era stata una presidenza storica, essendo stata la prima dopo la riforma democratica che da quel momento in poi avrebbe previsto l’elezione del vertice dell’Aia e non più la nomina da parte degli organi federali“, ricorda l’Aia in una nota. Divenuto arbitro nel 1965, Tullio Lanese ha scalato le varie categorie nazionali fino ai massimi Campionati professionistici, dirigendo 170 gare di Serie A e 130 di Serie B. A livello internazionale le sue presenze sono state in totale 38 tra le quali le Universiadi in Jugoslavia del 1985, le Olimpiadi di Seul del 1988, i Mondiali giovanili in Arabia nel 1989, gli indimenticabili Mondiali di Italia ’90 (tre partite dirette), la finale di Coppa dei Campioni del 1991 ed i Campionati Europei di Svezia nel 1992.
“Ritengo che essere arbitro sia un modo di vivere, che diventa parte integrante di ogni persona che ha passato la propria esistenza sui campi da giuoco“, scriveva lo stesso Lanese, in un suo intervento sul numero speciale della rivista “l’Arbitro” dedicata ai 100 anni dell’Aia. Il presidente dell’Aia Antonio Zappi, i vicepresidenti Francesco Massini e Michele Affinito e tutto il Comitato Nazionale esprimono alla famiglia di Tullio Lanese profondo cordoglio a nome di tutti gli arbitri italiani.
Nel 2014 aveva firmato con la Juventus, ma non ha mai vestito la maglia bianconera
Nico Hidalgo, ex calciatore di 32 anni
È morto Nico Hidalgo, ex calciatore di 32 anni passato anche dallaJuventus. L’atleta era stato colpito da uncancroai polmoni, scoperto tre anni fa. Per la malattia nel 2021 aveva annunciato lo stop alla sua carriera. Si era fermato per curarsi a 29 anni, sperando in un rientro. Le metastasi dai polmoni si sono allargate anche alle ossa. Oggi la terribile notizia.
Chi era Nico Hidalgo – Nel 2014 aveva firmato con la Juventus, ma non ha mai vestito la maglia bianconera. Preso dalla squadra B del Granada, società della famiglia Pozzo poi finita sotto inchiesta per la gestione del club, è rimasto in prestito in Andalusia per due stagioni. Nato in Spagna nel 1992, ha giocato anche al Racing Santander e al Cadice.
Nico Hidalgo, por siempre en la memoria del granadinismo.
Tanti i messaggi che hanno ricordato Hidalgo tra cui quello Granada: «Nico Hidalgo ci ha lasciato il 1° marzo 2025 all’età di 32 anni. Alle sue spalle c’è un innegabile esempio di lotta e sacrificio, come ha già dimostrato nel Granada, realtà che ha difeso tra il 2012 e il 2016 debuttando con la prima squadra. Nato a Motril, ha potuto sentire il calore dei tifosi granadini al Granada City Trophy 2022. Quel pomeriggio c’è stato un momento emozionante quando, insieme a Pepe Macanas, è sceso sul terreno di gioco del Nuevo Los Camenes e ha ricevuto un’ovazione più che meritata dai suoi tifosi, che hanno voluto sostenerlo fin dal primo momento in una lunga e sfortunata lotta contro la malattia. Con l’addio di Nico non se ne va solo un calciatore eccellente, ma anche una brava persona. Ma l’affetto dei compagni di squadra, degli allenatori, dei lavoratori, dei dirigenti e dei tifosi sarà sempre presente. Riposa in pace, Nico Hidalgo Garcia»
Il bianconero, accusato di aver pronunciato la frase blasfema nella sfida coi nerazzurri dell’andata, non ci sarebbe l’audio e la Procura non aveva ricevuto denunce. Per Martinez, ora prende sempre più corpo l’ipotesi patteggiamento
La notizia dell’apertura di un fascicolo sullabestemmia di Lautaro, con annesso ritrovamento dell’audio, non ha lasciato indifferenti i tifosi nerazzurri, visto pure che di mezzo c’è una rivale storica come la Juventus. Ieri è rimbalzato sui social il caso Cambiaso, relativo non alla sfida dell’Allianz come Lautaro, ma a quella dell’andata. Anche allora il labiale del giocatore rivelava una frase blasfema, ma senza audio – come da regolamento – il Giudice Sportivo non era potuto intervenire squalificandolo per una giornata: mancava infatti la certezza assoluta di quanto detto (il dubbio, tanto per essere chiari, è tra dio e zio). La stessa cosa, giusto per fare capire che non è una questione tra i due club, era accaduta la scorsa stagione a Cristante in Roma-Juve. E la stessa trafila era stata inizialmente seguita per Lautaro: niente audio, niente squalifica.
I fatti – Che cosa è successo allora per far prendere al caso dell’interista una strada diversa? Da quanto ricostruito la Procura federale ha avviato l’indagine dopo una denuncia di terzi (si parla di un’associazione di tifosi juventini), a cui erano allegati dei video con l’audio della tanto discussa bestemmia. In casi come questo la Procura Figc ha l’obbligo di aprire un procedimento, per accertare se i video siano reali e non fake (con i programmi di intelligenza artificiale di oggi, non è un’ipotesi così remota) e dunque se sia stato commesso un illecito. La differenza sostanziale con la vicenda Cambiaso è proprio qui: nel caso dello juventino la Procura non ha ricevuto denunce e, come sempre accaduto, non aveva quindi aperto indagini. Tornando a Lautaro, prende sempre più corpo l’ipotesi patteggiamento. Nel caso in cui ci si accordi prima del deferimento, il Codice di giustizia sportiva prevede una sanzione dimezzata: dato che parliamo di una giornata di squalifica, patteggiare significherebbe essere puniti con una multa. Se invece Lautaro tenesse il punto (“Non ho mai bestemmiato“) comparirà davanti al Tribunale federale nazionale con il rischio – altissimo – di una giornata di stop.
Il comunicato della Uefa dopo il ritorno dei playoff di Champions League contro il Manchester City vinto 3-1 dai Blancos: cosa è successo
La UEFA ha reso noto che ilReal Madrid è stato sanzionato per gli episodi verificatisi durante la partita di ritorno dei playoff di Champions League al Santiago Bernabéu contro il Manchester City: chiusura parziale degli spalti, con sospensione della pena per un periodo di due anni, sempre che non si verifichi un evento analogo. Se ciò accadesse, la chiusura parziale del Bernabéu diventerebbe realtà. Inoltre, la Commissione d’appello della UEFA ha infiltto al Real Madrid una multa di 30.000 euro.
Real Madrid punito ai sensi dell’articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare Uefa – Nella lettera della UEFA non viene specificato il motivo della sanzione nei confronti del Real Madrid. Si fa riferimento solo all‘articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare UEFA, che recita: “Se uno o più sostenitori di un’associazione o di un club membro adottano il comportamento descritto al punto 1, l’associazione o il club membro responsabile viene sanzionato con almeno la chiusura parziale dello stadio”.
Il punto 1 dell’articolo 14 recita: “Chiunque rientri nel campo di applicazione dell’articolo 3 (che definisce chi è soggetto alle norme disciplinari) e insulti la dignità umana di una persona o di un gruppo di persone per qualsiasi motivo, incluso il colore della pelle, la razza, la religione, l’origine etnica, il genere o l’orientamento sessuale , incorre in una sospensione della durata di almeno dieci partite o per un periodo di tempo specificato, o in qualsiasi altra sanzione appropriata”.
Real Madrid: “Chiusura parziale sospesa per un periodo di prova di due anni dalla presente delibera” – Durante la partita non si sono sentiti cori offensivi, almeno non in massa, a parte quelli dedicati a Pep Guardiolada parte del pubblico del Bernabéu. Tuttavia, la UEFA non specifica nel suo testo il motivo della sanzione, che stabilisce la chiusura parziale come segue: “Ordina la chiusura parziale dello stadio del Real Madrid CF (vale a dire, almeno 500 posti adiacenti) durante la prossima partita che il Real Madrid CF giocherà come club ospitante, a causa del comportamento discriminatorio dei suoi tifosi. La presente chiusura parziale dello stadio è sospesa per un periodo di prova di due anni, a partire dalla data della presente delibera“. Per quanto riguarda la sospensione della pena, la UEFA ha spiegato che “le misure disciplinari durante un periodo di prova non hanno effetto immediato, ma possono essere applicate se ‘un’altra infrazione di natura simile viene commessa durante il periodo di prova’ (articolo 26.3) del Regolamento Disciplinare UEFA)”.
Ricaricare la tua auto elettrica direttamente in un distributore di benzina? Presto sarà realtà. Un nuovo protocollo siglato tra Motus-EeUnem, con il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), punta a rivoluzionare la mobilità elettrica in Italia.
Ma non è tutto: in arrivo anche una nuova legge sui carburanti, che prevede la chiusura degli impianti obsoleti e l’installazione di colonnine di ricarica nei distributori ancora attivi.
Ecco cosa cambierà per automobilisti e aziende.
Colonnine nei distributori: un passo verso la mobilità elettrica – L’accordo tra Motus-Ee Unem ha un obiettivo chiaro:integrare le colonnine di ricarica nelle stazioni di servizioper rendere la transizione elettrica più accessibile e veloce.
Cosa prevede il protocollo?
Installazione di colonnine di ricarica nelle stazioni di serviziogià esistenti.
Chiusura dei distributori obsoletiper ottimizzare la rete energetica.
Collaborazione con il governoper creare un quadro normativo che incentivi la mobilità elettrica.
Eventi informativi per gli automobilisti, così da favorire la conoscenza delle nuove tecnologie.
Obiettivo? Rendere la ricarica elettrica semplice, veloce e alla portata di tutti.
Il protocollo rientra nel nuovo disegno di legge sui carburanti, che arriverà a breve in Consiglio dei Ministri. Secondo Massimo Bitonci, sottosegretario del Mimit, l’iter parlamentare dovrebbe concludersi entro fine anno.
Perché questa svolta è importante?
Più punti di ricarica: meno ansia da autonomia per i guidatori di auto elettriche.
Riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO₂.
Un’Italia più competitiva nella mobilità del futuro.
Whatsapp è fuori servizio su migliaia di smartphone. Tantissime le segnalazioni arrivate su Downdetector, il portale che permette di registrare quali app e servizi online sono fuori uso. A molti utenti che tentavano di collegarsi con il servizio di messaggistica è infatti comparso il testo “connessione in corso“, ma senza possibilità di comunicare con i propri contatti.
In poco tempo sono state oltre 60mila le segnalazioni di guasti. Alcuni utenti hanno poi segnalato, intorno alle 17, la ripresa del servizio, ma altri sono rimasti disconnessi da WhatsApp anche in seguito.
Un nuovo scandalo rischia di esplodere per il Manchester City. Il club inglese questa volta è finito nel mirino della Liga spagnola che lo ha denunciato formalmente alla Commissione Europea per inganno finanziario e concorrenza sleale. A confermarlo è stato oggi il presidente della Liga Javier Tebas che, intervenuto al Business of Football Summit del Financial Times, in un discorso allargato sullo stato del calcio in Europa, ha lanciato nuove accuse verso i Citizens.
FASCICOLO APERTO – Tebas ha rivelato di aver presentato alla Commissione Europea già nel 2023 un fascicolo per una “grave distorsione” del mercato internazionale dell’Unione Europea operata dal gruppo Etihad che finanzia direttamente il Manchester City e che in questo momento può essere nuovamente approfondito dato il cambio di normative. Proprio queste sponsorizzazioni sono definite dalla Liga come “irregolarità finanziarie“. L’ACCUSA DI TEBAS – “Quello che mi preoccupa è che il Manchester City ha un gruppo di aziende che stanno al di fuori del City Football Group. Ad esempio, hanno società di scouting e marketing che accumulano spese elevate, ma fatturano al Manchester City importi bassi. Questo permette a loro di avere una struttura che aggira le regole. Di conseguenza, abbiamo segnalato il Manchester City alla Commissione europea“.
NUOVE REGOLE – “Abbiamo presentato la denuncia per la prima volta nel luglio 2023 e ora ci sono regolamenti in vigore che consentono all’UE di esaminare aziende come City Football Group. Il nostro caso contro il Manchester City si riferisce a due cose; controllare che il Manchester City non stia usando altre aziende per imbrogliare il sistema e una battaglia più grande per fermare il calcio che finisce nelle mani di entità statali senza un’adeguato controllo“.
Anche se al momento non si sospetta un omicidio. I corpi si trovavano in due posti diversi della casa
La morte di Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa sono ritenute “sospette” dalla polizia. Anche se al momento non si sospetta un omicidio, gli investigatori hanno avviato ricerche e indagini approfondite per determinarne la causa, secondo quanto riportato da Variety.
Dove sono stati trovati i corpi – I corpi di Hackman e Arakawa si trovavano in aree separate della loro casa di Santa Fe, dove sono stati trovati. Lei è stata trovata distesa sul pavimento del bagno, con accanto un flacone di pillole aperto e alcune sparse per terra. L’attore due volte premio Oscar si trovava in un’altra stanza, adiacente alla cucina, con i suoi occhiali da sole al fianco. Entrambi sembravano essere caduti a terra. Inoltre, anche il loro cane è stato trovato morto nell’armadio del bagno, mentre altri due cani sani sono stati trovati nella proprietà, sempre secondo Variety.
Secondo il detective, di cui TMZ non fornisce il nome, serve un’indagine approfondita perché “la persona che ha fatto la segnalazione” alla polizia “ha trovato la porta d’ingresso della residenza non protetta e aperta“.
Ipotesi fuga di gas – L’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe, intervenuto sul posto, non ha notato segni di effrazione nell’abitazione. I vigili del fuoco e il personale dell’azienda del gas hanno verificato la presenza di una possibile fuga di gas o di avvelenamento da monossido di carbonio, ma non sono stati rilevati segni di tali pericoli. “Non ci sono segni evidenti di una fuga di gas”, ha dichiarato il detective Roy Arndt in un mandato di perquisizione, anche se le circostanze sono state ritenute abbastanza sospette da giustificare ulteriori indagini, secondo Variety.
La veglia di preghiera a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, in ricordo del naufragio del 26 febbraio 2023. Tra i presenti anche Elly Schlein
La veglia in ricordo della Strage di migranti a Cutro
Sono stati commemorati, con una veglia di preghiera alle 4 del mattino sulla spiaggia di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, i 94 migranti vittime del naufragio del 26 febbraio di due anni fa. L’evento, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato dalla redazione di ‘Crotone News’, con il supporto della ‘Rete 26 Febbraio‘.
Tra coloro che hanno partecipato, la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, l’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo, il deputato di Democrazia Solidale Paolo Ciani, il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbi, il vescovo della diocesi di Cassano allo Jonio, monsignor Francesco Savino, oltre a superstiti del naufragio, familiari delle vittime, autorità locali e diversi attivisti.
Schlein: “Domanda è sempre quella, perché non è partita Guardia costiera?” – “E’ fondamentale per noi essere qui anche quest’anno, come l’anno scorso, come l’anno prima a commemorare i 94 morti, più di 30 bambini, ancora non si sa quanti dispersi della strage di Cutro. È importante essere qui accanto ai familiari, accanto ai sopravvissuti, che hanno portato le loro testimonianze, per chiedere insieme a loro verità giustizia su quello che è accaduto“, le parole della segretaria del Pd Schlein alla veglia.
“Stiamo ancora facendo la domanda che facevamo due anni fa e la domanda è molto semplice: perché non sono partiti i mezzi adeguati, perché non è partita la guardia costiera. La magistratura sta facendo il suo lavoro, sappiate che ci sono i processi in corso, quelli non ci competono, ma c’è una domanda politica che ancora aspetta risposta per queste vittime e per i familiari che ancora oggi chiedono giustizia“, dice Schlein. “E’ stato importante riabbracciare anche i pescatori che hanno tirato fuori i corpi dall’acqua e che avevamo già incontrato l’anno scorso, noi continueremo a insistere per la piena verità e giustizia e continueremo a essere al loro fianco per ottenerla“.
Occhiuto: “Tutta la Calabria ricorda vittime innocenti” – “Sono trascorsi due anni dalla strage di Cutro, una tragedia che si consumò alle porte delle nostre coste a causa di un naufragio che provocò 94 morti e diversi dispersi. Le vittime erano tutte in fuga dalla fame e dalla guerra e alla ricerca di una strada di speranza, un futuro dignitoso e di libertà“. Così, in una nota, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, il quale ricorda che “la Calabria mostrò, fin dalle prime ore drammatiche di quel terribile evento, il volto della solidarietà e una straordinaria umanità. Il cuore della nostra Regione non si rivelò solo nell’imminenza di quella strage, ma durante le decine e decine di sbarchi avvenuti anche in seguito sulle coste ioniche. In molteplici occasioni – rimarca Occhiuto – grazie soprattutto ai nostri generosi sindaci, non abbiamo mai fatto venir meno quell’accoglienza che ha sempre contraddistinto i calabresi in tanti di secoli di storia“.
“Oggi, non solo è doveroso ricordare le vittime innocenti di quel naufragio e di tutti i drammatici eventi di morte causati da tali esodi verso l’Occidente – afferma il governatore -. Oggi, deve essere sempre più forte l’impegno dell’Italia e dell’Europa, affinché queste tragedie non accadano più. Lo sforzo di tutta la comunità internazionale, a prescindere dalle sensibilità e dalle appartenenze politiche, deve essere concentrato sempre di più in strategie per gestire le migrazioni in sicurezza e, soprattutto, per fare in modo che nei Paesi meno sviluppati si creino condizioni strutturali di crescita e per una migliore qualità della vita“, conclude la nota di Occhiuto.
Sospetta ischemia cerebrale per l’ex allenatore di Roma e Lazio, colpito da un ictus già lo scorso ottobre
Zdenek Zeman – (Fotogramma/Ipa)
Zdenek Zeman ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma per sospetta ischemia cerebrale. L’ex allenatore di Lazio e Roma, 77 anni, avrebbe accusato un deficit di forza e un disturbo di produzione del linguaggio.
Le condizioni cliniche sono al momento stabili pur rimanendo in prognosi riservata. Già lo scorso ottobre, Zeman era stato colpito da un ictus che gli aveva causato un’emiparesi al braccio destro.
Zeman ricoverato al Gemelli – Per il mister boemo, ricoverato da questa mattina nella Stroke Unit del policlinico universitario capitolino, “vigile e collaborativo con i medici, sono in corso ulteriori accertamenti“ secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate.
Il quadro presentato è compatibile con ischemia cerebrale in pazienti con pregressa comorbidita cardiologica e pregresso ictus. E’ stata confermata terapia antiaggregante e anticoagulante. I suoi parametri sono monitorati costantemente: dovrà essere sottoposto a controlli cardiologici e neuroradiologici.
Il tecnico boemo, nato a Praga il 12 maggio 1947, aveva chiuso nel 2024 la sua ultima avventura in panchina con il Pescara per problemi al cuore.
Tra i primi messaggi di vicinanza al tecnico, quello del Pescara: “Lo sai mister, siamo sempre con te” si legge sul profilo X del club abruzzese.
Quest’anno l’influenza ha colpito 17 milioni di italiani, causando un aumento delle polmoniti, specialmente tra anziani e immunodepressi. Per il fenomeno non esistono dati ufficiali dell’Iss, ma secondo la ricostruzione fornita da La Stampa in Italia si stimano circa 150.000 ricoveri e 9.000 decessi per polmonite e anche il virologo Matteo Bassetti segnala un aumento delle infezioni virali e batteriche: «Così tanti casi in ospedale di persone, giovani e meno giovani, con forme di polmonite influenzale non ne avevo mai viste».
Di seguito il perché di questo aumento, quali sono i sintomi della polmonite e come prevenirla.
Influenza e polmonite, la relazione – Negli ultimi mesi si è registrato un aumento significativo dei casi di polmonite, tanto che molti medici hanno parlato di una situazione inedita negli ospedali italiani. Alla base di questo incremento ci sono diversi fattori, a cominciare dall’ondata influenzale che ha colpito circa 17 milioni di persone. Il picco è arrivato più tardi rispetto agli anni precedenti e ha trovato una popolazione con meno difese immunitarie, specialmente nei confronti del virus H3N2, che aveva circolato poco negli ultimi tempi. Questo ha facilitato l’insorgenza di complicazioni, tra cui la polmonite, sia di origine virale che batterica.
L’aumento dei casi– Un altro aspetto da considerare è l’invecchiamento della popolazione. Gli anziani, in particolare quelli sopra gli 85 anni, sono più esposti alle infezioni respiratorie, soprattutto se soffrono di malattie croniche come diabete o patologie cardio-respiratorie. In questi soggetti, un’influenza può facilmente degenerare in polmonite, con un rischio più alto di ricovero ospedaliero. A questo si aggiunge la bassa copertura vaccinale. Un ulteriore elemento da non sottovalutare è il miglioramento degli strumenti diagnostici. Oggi i medici sono in grado di individuare con maggiore precisione e rapidità le polmoniti, sia virali che batteriche, il che ha portato a un apparente aumento dei casi.
L’assistenza territoriale – Infine, c’è la questione dell’assistenza territoriale, che in Italia presenta ancora molte lacune. Secondo gli esperti, oltre l’80% delle polmoniti potrebbe essere trattato a casa, ma spesso ciò non avviene perché manca un servizio capillare di medici che possano visitare i pazienti a domicilio. Questo porta a un numero di ricoveri ospedalieri più alto del necessario, sovraccaricando le strutture sanitarie.
I sintomi, come riconoscerla – La polmonite è un’infezione polmonare che può iniziare con sintomi simili a quelli di un’influenza, ma poi peggiorare. I segnali più comuni sono febbre alta, brividi, tosse (secca o con catarro), difficoltà respiratoria e dolore al petto. Spesso provoca anche affaticamento, mal di testa e perdita di appetito. Negli anziani può manifestarsi con confusione mentale e sonnolenza, mentre nei bambini con difficoltà nell’alimentazione. La malattia può essere batterica, virale o atipica, e se non trattata può portare a complicazioni gravi. È fondamentale riconoscere i sintomi e rivolgersi al medico in caso di febbre persistente o problemi respiratori. Una diagnosi precoce aiuta a gestire meglio la patologia e a ridurre i rischi.
Il vaccino – I vaccini contro influenza e pneumococco potrebbero prevenire molte forme di polmonite, ma vengono utilizzati ancora troppo poco. La vaccinazione antinfluenzale, ad esempio, copre solo il 18,9% della popolazione, lasciando scoperti molti soggetti a rischio. Questo è un problema non solo per la salute individuale, ma anche per il sistema sanitario, che si trova a dover gestire un alto numero di ricoveri evitabili.
L’attore Gene Hackman e la moglie Betsy Arakawa trovati morti in casa
Gene Hackman con la moglie Betsy Arakawa
Eugene Allen Hackman, detto Gene (San Bernardino, 30 gennaio 1930 – Santa Fe, 26 febbraio 2025), è stato un attore e scrittore statunitense. Vincitore di due Oscar su cinque candidature, quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera),due BAFTA, un Orso d’argento e molti altri premi.
A confermarlo, ai media statunitensi, è stato lo sceriffo della capitale del New Mexico
Gene Hackman e la moglie Betsy Arakawa agli Oscar e in una paparazzata che risale al 29 marzo 2024, foto da X
Gene Hackman e la moglie Betsy Arakawa sono stati trovati morti, insieme al loro cane, nella loro casa a Santa Fe, New Mexico. A confermarlo è stato lo sceriffo della contea ai media statunitensi. I corpi senza vita sono stati trovati poco dopo la mezzanotte di giovedì 27 febbraio. Al momento non sono ancora note le cause del decesso e non sarebbero stati trovati evidenti segni di violenza sui due e nell’abitazione.
L’attore aveva 95 anni, la moglie, una pianista, 63. Lo sceriffo Adan Mendoza non ha fatto ipotesi sulla causa di morte. Da circa 20 anni Hackman si era ritirato dalle scene: il suo ultimo film risale al 2005. Nel 2021 aveva accettato di essere fotografato da Jems L. Neibaur, che pubblicando lo scatto aveva spiegato: “Gene Hackman si è ritirato dal mondo della recitazione 17 anni fa, ma recentemente si è fatto scattare questa foto per mostrare che a 91 anni è vivo e sta bene, e vive in New Mexico. Va ogni giorno in bicicletta e rimane attivo e impegnato con hobby e amici”. Dal suo primo matrimonio con Fay Maltese, finito nel 1986 dopo quasi 30 anni,Gene ha avuto tre figli: Elizabeth, Cristopher e Leslie Ann.
Le ultime foto di Hackman risalgono, però, al 29 marzo 2024, si tratta di una paparazzata. L’attore era stato visto insieme alla moglie mentre faceva una passeggiata. I segni dell’età erano ben visibili sul suo volto.
La carriera di Gene Hackman – Il 30 gennaio scorso Hackman aveva compiuto 95 anni. Noto per il suo carattere solitario, ha recitato la prima volta in un film nel 1967 in “Bonnie e Clide“. Una carriera lunghissima costellata di grandi successi e due Oscar vinti. Il grande pubblico lo ricorda per le sue interpretazioni in “Senza via di scampo“, “Mississippi Burning – Le radici dell’odio”, “Lo spaventapasseri”, “Il braccio violento della legge“, “La giuria”, “Potere assoluto” e come non citare “Piume di struzzo” e “Frankenstein Junior”.
Candidato per ben quattro volte agli Oscar ne ha poi vinti due (con “Il braccio violento della legge” e “Gli spietati“), è stato poi premiato con quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera), due BAFTA, un Orso d’argento e molti altri premi.
Lo Spid diventa a pagamento: Aruba è il primo provider a chiedere 6 euro all’anno
Aruba ha annunciato che il suoservizio Spid, finora gratuito, diventerà a pagamento a partire da maggio 2025. Gli utenti che desiderano rinnovare la propria identità digitale dovranno dunque pagare un canone annuale di 5,98 euro. La notizia è stata confermata dalla stessa azienda attraverso una comunicazione ufficiale inviata ai clienti via email.
Secondo quanto dichiarato da Aruba, l’introduzione di un costo per il rinnovo del servizio Spidè motivata dalla necessità di garantirne la sostenibilità economica e di supportarne l’evoluzione tecnologica. Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il futuro dello Spid in Italia e il suo possibile passaggio a un modello a pagamento da parte di tutti i gestori.
L’ipotesi di uno Spid a pagamento si era già fatta strada a causa della mancanza di fondi governativi promessi nel 2023. Il governo aveva infatti previsto un finanziamento di 40 milioni di euro per sostenere il sistema per altri due anni, ma tale stanziamento non è mai stato finalizzato. Questo ha portato i gestori privati, come Aruba, a cercare soluzioni alternative per coprire i costi di gestione del servizio.
Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, ha più volte espresso una preferenza per la Carta d’Identità Elettronica (Cie)rispetto allo Spid, considerandola una soluzione più adatta per la digitalizzazione dell’identità a livello europeo. Il mancato finanziamento dello Spid potrebbe quindi essere interpretato come un segnale della volontà del governo di favorire la diffusione della Cie, spingendo gradualmente gli utenti verso questa alternativa.
Allo stato attuale si tratta comunque di speculazioni e la stessa decisione di Aruba, almeno ufficialmente, non è collegata ai fondi governativi. L’azienda ha sottolineato che il servizio è stato gratuito per sette anni e che il nuovo modello di pagamento si rende necessario per garantire la continuità e l’efficienza del sistema.
L’annuncio di Aruba solleva comunque interrogativi sul futuro dell’identità digitale in Italia e sulla possibilità che anche altri provider Spid possano seguire la stessa strada. Se il governo non dovesse intervenire con nuovi finanziamenti, è probabile che il servizio diventi a pagamento per tutti gli utenti, modificando radicalmente lo scenario attuale e spingendo sempre più cittadini verso l’adozione della Cie.
Al momento, non sono state annunciate variazioni per altri gestori di Spid, ma la decisione di Aruba potrebbe rappresentare un precedente significativo.
È bene comunque sottolineare la differenza tra i due servizi. Spid fa riferimento all’Agid(Agenzia per l’Italia Digitale), mentre Cie al ministero dell’Interno. L’infrastruttura nel primo caso è gestita dagli IdP (Identity Provider) che sono entità private o pubbliche, mentre nel secondo caso dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).
I fornitori tecnologici (IdP) di Spid sono quindi più di uno, mentre quello di Cie è uno soltanto, IPZS. Ciò significa che è possibile avere una credenziale Spid per ogni IdP (quindi anche più di uno sullo stesso smartphone) mentre è possibile avere (ovviamente) una sola Cie.
Quest’ultima può essere richiesta solo in Comune, in presenza, anche perché è necessario rilasciare le impronte digitali del soggetto richiedente.
Lo Spid si può richiedere invece agli sportelli degli IdP (ad esempio quelli di Poste Italiane), oppure online in diverse modalità (con riconoscimento in call conference, con firma digitale, mediante Cie, solo per citarne alcuni).
Il costo di Spid varia in base all’IdP e alla modalità di riconoscimento (se in self-service con firma digitale o CIE, ad esempio, solitamente il costo è nullo), mentre il costo di CIE è 16.79 euro, a cui sommare i costi di segreteria decisi dal singolo Comune.
Entrambi i sistemi sono pronti per entrare nel wallet digitale europeo, un sistema comune di identità digitale già da tempo oggetto di dibattito, con posizioni non sempre convergenti rispettivamente alla tecnologia da utilizzare, agli appalti da assegnare, alle regole da definire.
In ogni caso, la palla passa adesso al governo Italiano, che dovrà decidere se finanziare nuovamente lo Spid o se se la transizione verso un modello a pagamento diventerà inevitabile.
A Chiné non basta il labiale per procedere. I nerazzurri sono sicuri che l’attaccante non abbia proferito espressioni blasfeme nel dopopartita con la Juve
Lautaro Martinez. Getty
Lautaro è ancora nel mirino della Procura della Figc. Dopo la sconfitta contro la Juve all’Allianz, infatti, l’attaccante argentino era finito nel mirino per una presunta bestemmia. Al momento a Via Campania hanno ricevuto solamente il video con il labiale, ma il pm Giuseppe Chinè deve avere la certezza che Lautaro non abbia mai pronunciato una frase simile. Da qui, la ricerca dell’audio. Un eventuale giudizio, comunque, non inciderà sulla sfida scudetto contro il Napoli di sabato prossimo. Questione di tempi: l’inchiesta ordinaria non prevede tempi brevi per questo tipo di cose.
la smentita pubblica – L’Inter si dice tranquilla e serena, tant’è che dopo la vittoria contro il Genoa ne Lautaro ne ha parlato pubblicamente: “Non ho mai bestemmiato, quanto è successo mi ha dato fastidio. Cerco di imparare e trasmettere rispetto anche ai miei figli. Chi mi conosce sa che persona e che padre sono. Mi sento tranquillissimo“.
Dissimulato il dissesto economico per poter partecipare al campionato
Luca Campedelli
Il Gip del Tribunale di Verona ha chiesto il rinvio a giudizio per bancarottafraudolenta nei confronti di Luca Campedelli, allora amministratore unico dell’AC Chievo Verona srl, fondata nel 1984 e attualmente in fallimento.
Le indagini – Le indagini della guardia di finanza, coordinate dalla locale procura, hanno permesso di scoprire un meccanismo fraudolento attraverso il quale l’amministratore avrebbe sistematicamente presentato una situazione economica di apparente benessere della società, dissimulando il dissesto e l’erosione del patrimonio: in questo modo il Chievo Verona ha potuto restare iscritto al campionato di calcio, anche se non aveva i requisiti necessari.
Le vendite – Al centro delle indagini ci sono anche le “fittizie” cessioni di calciatori alle squadre del Cesena e del Carpi, effettuate a prezzi non conformi ai valori del mercato.
I giocatori, in realtà, venivano venduti esclusivamente in maniera cartolare, senza mai spostarsi all’altra squadra: così il Chievo poteva registrare ingenti plusvalenze, per oltre 35 milioni di euro. Rientrano nel meccanismo delle plusvalenze anche alcune operazioni riguardanti la cessione del marchio Chievo, appositamente rivalutato, e il conferimento del ramo d’azienda comprendente il terreno del campo sportivo Bottagisio.
Viene contestata anche la distrazione dalle casse della squadra di oltre 200mila euro da parte dell’amministratore unico per scopi estranei alle finalità d’impresa, oltre al mancato adempimento degli oneri tributari e previdenziali dal 2014 fino alla data del fallimento per oltre 34 milioni di euro.
Il Cile è rimasto al buio. Un’improvvisa interruzione del servizio elettrico ha colpito oltre l’80 per cento delle utenze nel paese sudamericano, generando un vasto black-out a livello nazionale. L’interruzione di energia si è verificata oggi intorno alle 15:16 (ora locale, le 19:16 in Italia), interessando diverse comuni di Santiago e varie regioni del paese, da Arica fino a Los Lagos. L’organismo, responsabile del funzionamento delle infrastrutture elettriche, ha comunicato attraverso il suo account X che l’emergenza ha provocato una “perdita di energia in diverse regioni del paese“. Il Servizio Nazionale per la Prevenzione dei Disastri (Senapred) ha confermato la situazione, dichiarando che il problema sta coinvolgendo gran parte del Paese. Secondo le autorità, il blackout interessa il 98,5 per cento del paese, colpendo oltre 19 milioni di persone
In risposta all’emergenza, il governo ha convocato con urgenza una riunione del Comitato per la Gestione dei Rischi e dei Disastri (Cogrid) per coordinare gli interventi necessari. Il presidente Gabriel Boric si è recato presso il Centro di Gestione Operativa della Polizia per monitorare personalmente l’evolversi della situazione, come comunicato dall’ufficio stampa del governo.
Nuova allerta meteo diramata dalla Protezione Civile, atteso maltempo nella giornata di mercoledì 26 febbraio 2025
Allerta meteo della Protezione Civile
Nuova allerta meteo in Italia, ecco le zone interessate dal provvedimento e il bollettino della Protezione Civile
Il maltempo continua ad affliggere l’Italia e per la giornata di domani, mercoledì 26 febbraio 2025, la Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo che interessa il nostro Paese: una nuova ondata di pioggia, neve e forte vento coinvolgerà diverse regioni dello Stivale e la Protezione Civile ha emesso un nuovo provvedimento per tutelare gli spostamenti dei cittadini. Ecco tutti i dettagli e quali sono i territori coinvolti dal provvedimento, come recita il bollettino della Protezione Civile.
Il bollettino di mercoledì 26 febbraio 2025 – Precipitazioni:
– da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Friuli Venezia Giulia e settori più occidentali della Campania, con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati;
– sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lazio meridionale, resto di Campania, Basilicata settentrionale ed occidentale e su Veneto settentrionale, con quantitativi cumulati moderati;
– da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lombardia sud-orientale, Emilia-Romagna, resto di Veneto, Toscana settentrionale, orientale e meridionale, Lazio settentrionale, Abruzzo, Molise, Puglia centro-settentrionale, resto di Basilicata e Sicilia nord-orientale, con quantitativi cumulati deboli o puntualmente moderati;
Nevicate: al di sopra dei 1200-1400 m sui settori alpini del Triveneto con apporti al suolo moderati.
Visibilità: nessun fenomeno significativo.
Temperature: in locale sensibile aumento le massime sul Nord-Ovest.
Venti: da forti a burrasca nord-occidentali sulla Sardegna; forti settentrionali sui settori alpini occidentali con raffiche di Fohen nelle valli adiacenti e localmente forti settentrionali su Liguria e Appennino settentrionale. Tendenti a forti occidentali sulla Sicilia centro-occidentale.
Mari:da agitato a molto agitato il Mar di Sardegna; molto mosso, tendente ad agitato, il Canale di Sardegna; tendenti a molto mossi i restanti bacini occidentali e il basso Adriatico.
L’allerta meteo – Per la giornata di domani, Mercoledì 26 febbraio 2025:
ORDINARIA CRITICITA’ PER RISCHIO IDRAULICO / ALLERTA GIALLA:
Se dal punto di vista dei risultati il Manchester United è in una situazione di profonda crisi, anche sul fronte finanziario i Red Devils viaggiano in acque tutt’altro che tranquille. Il numero uno del club inglese Jim Ratcliffe ha, infatti, deciso di tagliare i costi e di ridurre gli investimenti.
L’imprenditore britannico ha già licenziato 250 dipendenti del Manchester United e non è intenzionato a fermarsi. Secondo quanto riferisce il Daily Mail, l’idea di Ratcliffe è quella di ridurre il personale di circa altre duecento unità, per abbattere i costi. Il settore che verrà maggiormente ridimensionato sarà quello alimentare, con i dipendenti che non potranno più beneficiare della mensa. Solamente i giocatori, infatti, riceveranno il pranzo gratuitamente, mentre al personale verrà offerta frutta, zuppa e pane.
L’amministratore delegato del club, Omar Berrada ha spiegato che queste scelte sono state prese per il bene del club: “Siamo profondamente dispiaciuti per l’impatto sui colleghi colpiti. Tuttavia, queste scelte difficili sono necessarie per rimettere il club su una base finanziaria stabile. Abbiamo perso denaro negli ultimi cinque anni. Questo non può continuare. Le nostre due priorità principali, come club, sono garantire il successo in campo per i nostri tifosi e migliorare le nostre strutture. Non possiamo investire in questi obiettivi se perdiamo continuamente denaro“. Il tecnico Amorimsi è, poi, scusato della situazione, assumendosi grandi colpe per le condizioni in cui versa oggi il Manchester: “Dobbiamo affrontare tutti i problemi del club, ma un aspetto importante di questo momento è capire come siamo arrivati a questa situazione e ha molto a che fare con la mancanza di successo della squadra di calcio, perché noi siamo il motore di ogni club calcistico. Voglio solo aiutare il club nel mio settore, che è migliorare la squadra e migliorare i giocatori per avere successo“.
DISASTRO IN CAMPIONATO – I numeri della stagione del Manchester parlano chiaro e sottolineano un andamento quasi da retrocessione per Zirkzee e compagni. Allo stato attuale, infatti, i Red Devils occupano la 15esima posizione della classifica, a soli 13 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Molto peggio dello United stanno facendo Ipswich Town, Leicester e Southampton, che viaggiano su ritmi quasi mai visti in Premier League (tra i 9 e i 17 punti).
Nel 2018 un deragliamento provocò tre morti e oltre 200 feriti. I pm hanno chiesto cinque condanne, tra cui 8 anni e 4 mesi per l’ex ad di Rfi Gentile
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A oltre sette anni dall’incidente ferroviario di Pioltello, oggi i giudici di Milano dovrebbero entrare in camera di consiglio per formulare la sentenza di primo grado.
Il 25 gennaio del 2018, in seguito al deragliamento del treno regionale Cremona-Milano Porta Garibaldi, morirono tre donne e oltre 200 persone rimasero ferite o subirono traumi psicologici.
Le accuse per ex dirigenti, dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana sono di disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose e “omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro“. Cinque le condanne chieste dai pm, tra cui 8 anni e 4 mesi di reclusione per Maurizio Gentile, ex ad di Rfi, e per l’ex direttore di Produzione Umberto Lebruto.
Per Vincenzo Macello, ex direttore territoriale della Lombardia, sono stati chiesti 7 anni e 10 mesi, mentre per Andrea Guerini, ex responsabile delle Linee Sud della Dtp di Milano, e per Marco Albanesi, ex responsabile dell’Unità di Brescia, 6 anni e 10 mesi.
Chiesta invece l’assoluzione per altri tre dirigenti: Moreno Bucciantini, Ivo Rebai e Marco Gallini. Per Rfi è stata proposta una sanzione pecuniaria di 900mila euro.
I giudici si sono riuniti per ore in camera di consiglio prima di esprimere la sentenza di primo grado
Le immagini dell’incidente
A sette anni da quella tragica mattina, il Tribunale di Milano si è espresso suldisastro ferroviario di Pioltello. La sentenza di primo grado è stata pronunciata al termine di un lungo confronto in camera di consiglio, riunitosi intorno alle 10.30 di martedì. Otto assoluzioni e una condanna. Questo il verdetto del collegio della quinta sezione penale.
La sentenza – Quasi tutti gli imputati sono stati assolti dai giudici milanesi. Le accuse, a vario titolo, sono di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. La corte ha assolto l’ex amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, per cui la procura aveva chiesto 8 anni e 4 mesi, stessa richiesta fatta anche per Umberto Lebruto, allora direttore produzione di Rfi, e anch’esso assolto. Stesso verdetto per Vincenzo Macello, ex direttore della Direzione territoriale produzione di Milano e Andrea Guerini. L’unico condannato è Marco Albanesi, l’allora responsabile dell’unità manutentiva di Brescia di Rfi. Anche la stessa Rfi – per cui i pm avevano proposto una sanzione pari a 900mila euro – è stata assolto ‘per insussistenza del reato presupposto‘. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni.
La tesi della procura – Secondo le indagini, a causare il deragliamento fu un giunto in “pessime condizioni” che portò alla rottura di un pezzo di rotaia per 23 centimetri. Secondo i pmLeonardo Lesti e Maura Ripamonti il tutto sarebbe legato a una serie di omissioni nella manutenzione. Ripamonti e Lesti avevano chiesto cinque condanne tra cui quella per Maurizio Gentile, ex amministratore delegato di Rfi, e Umberto Lebruto, ex direttore di produzione. Per entrambi 8 anni e 4 mesi. Per l’ex direttore territoriale della Lombardia, Vincenzo Macello, erano stati chiesti 7 anni e 10 mesi. Per Andrea Guerini e Marco Albanesi 6 anni e 10 mesi.
La difesa – L’avvocato Ennio Amodio, che rappresenta Rfi, ha spiegato che se gli operai avvertono un danno hanno il potere di intervenire e chiedere la sospensione della circolazione” e “conoscevano bene ciò che andava fatto, ma per varie ragioni si sono spostati dalle procedure di sicurezza“.
Il disastro ferroviario – Il 25 gennaio 2018 il treno regionale 10452 di Trenord Cremona-Milano Porta Garibaldi, con a bordo 350 viaggiatori, è deragliato all’altezza di Pioltello. Erano le 6.57. Di quelle 350 persone oltre 200 rimasero ferite e tre di loro morirono. Pierangela Tadini, 51 anni, originaria di Caravaggio ma da anni residente a Vanzago. Giuseppina Pirri, 39enne di Cernusco sul Naviglio e che da un po’ si era trasferita a vivere Capralba insieme alla sorella e ai genitori. Infine, Maddalena Milanesi, 61 anni, dottoressa dell’ospedale Carlo Besta di Milano.
Un boato, poi le fiamme. Allarme ieri mattina all’interno di un’azienda edile di Nava, frazione di Colle Brianza, dove si è sviluppato un incendio, probabilmente a causa di un problema ad una bombola a gas per saldature. Un 68enne è stato soccorso dai sanitari di Areu e dai volontari della Croce bianca di Merate, che lo hanno trasferito in ospedale a Lecco: nulla di grave per fortuna, solo un forte stato di agitazione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di diverse squadre. Per il timore di possibili esalazioni tossiche a quanti abitano e lavorano in zona è stato raccomandato di indossare mascherine ffp2, di non aprire le finestre e di restare per quanto possibile al chiuso. I tecnici di Arpa del dipartimento di Lecco e Sondrio hanno poi verificato con la loro strumentazione portatile che non sussistevano pericoli. Notizie rassicuranti anche sull’eventuale contaminazione con l’acqua usata per spegnere l’incendio, che invece è stata quasi tutta raccolta, senza filtrare nel terreno. Paura pure per la copertura in amianto del capannone dove si è innescato il rogo, che però non avrebbe danneggiato il tetto. D.D.S.
Sono i dati del monitoraggio settimanale dell’Osservatorio Pedoni Asaps – Sapidata: 43 decessi a gennaio, quando nello stesso mese del 2024 furono 31
Sono 71 i pedoni morti da inizio 2025. Si tratta di 49 uomini e 22 donne, di cui ben 37 avevano più di 65 anni, oltre la metà del totale. Sono i dati del monitoraggio settimanale dell’Osservatorio Pedoni Asaps – Sapidata che evidenziano come siano stati 43 i decessi nel mese di gennaio, quando nello stesso mese del 2024 furono 31. Ventotto i decessi finora a febbraio.
La Lombardia arriva a quota 15 decessi. Poi il Lazio con 10, di cui ben 5 a Roma, Emilia Romagna e Veneto con 6. Seguono Toscana, Piemonte e Campania con cinque pedoni morti da inizio anno. Va ricordato che nel 2023 sono morti 485 pedoni, come comunicato da Istat, mentre la stima preliminare Asaps del 2024 ha contato 475 decessi sulle strade italiane.
Gli investimenti mortali avvenuti sulle strisce pedonali sono stati complessivamente 38 dal 1° gennaio. In questa settimana, cinque morti, tra cui una bambina di 10 anni, uccisa a Creazzo nel vicentino da un conducente ubriaco che l’ha investita sul marciapiede.
Le due tifoserie, nel viaggio per seguire le rispettive squadre in trasferta, si sono ritrovate sull’Autogrill Versilia ed è stato il caos
Si sono ritrovati all’Autogrill Versilia, sull’autostrada A12, in direzione Genova, all’altezza di Marina di Pietrasanta. I tifosi del Perugia diretti a Chiavari, per seguire il Grifo in trasferta contro la capolista Entella. E quelli della Lucchese, squadra attualmente in zona playout proprio insieme al Perugia, diretti a Sestri Levante, per la trasferta della loro squadra.
Ne è nata una maxi rissa, che ha coinvolto circa duecento persone. Davanti agli automobilisti sbigottiti, che hanno visto del fumo dalla zona dell’autogrill. Poi fumogeni ed aste che sono stati lanciati dall’area dell’autogrill anche sulla strada., dove si era spostata parte dei tifosi. Tanto che la polizia ha dovuto chiudere un tratto di strada, per sgomberarla e per la seguente pulizia.
Proprio l’arrivo delle forze dell’ordine ha fatto dileguare i tifosi coinvolti. Sono in corso indagini da parte della polizia. Ma una parte dei tifosi che avevano il biglietti per seguire Entella – Perugia non sono arrivati a Chiavari.
Un episodio molto grave, che avrà conseguenze non solo per le persone coinvolte che saranno individuate, ma anche con provvedimenti per le prossime partite.
L’incidente durante la partita Pro Sesto-Chievo del girone B di serie D. L’uomo di 31 anni è caduto da un’altezza di 4 metri
Il volo nel vuoto dagli spalti. La caduta da un’altezza di almeno quattro metri. Poi la corsa in ospedale. Un tifoso del Chievo Verona è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio dopo essere caduto dal settore ospiti dello stadio Breda di Sesto San Giovanni, dove si disputava la partita tra gli scaligeri e i padroni di casa della Pro Sesto, valida per la 29esima giornata del girone B di serie D.
L’incidente è avvenuto alle 16.30, alla fine della gara.L’ultrà del Chievo, un italiano di 31 anni, si sarebbe sporto dalla balaustra e avrebbe perso l’equilibrio. Soccorso dai medici del 118, allertati dagli altri presenti, l’uomo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda: le sue condizioni sono gravi. Nella caduta, il tifoso veronese ha riportato un trauma cranico e altre ferite al volto: è in coma farmacologico e la prognosi è riservata.
La dinamica ricorda tragicamente la morte di Raffaele Carlomagno, l’ultrà della Pro Patria che era caduto all’interno dello stadio Silvio Piola di Novara lo scorso 25 gennaio, al termine della partita tra la squadra locale e la formazione di Busto Arsizio. Carlomagno, operaio di 41 anni, residente a Lonate Pozzolo, si era spento dopo nove giorni di agonia in ospedale.
L’attaccante non ha mai perso conoscenza, in ospedale per accertamenti
Kean
Moise Kean esce in barella durante Verona-Fiorentina e viene trasportato in ospedale per accertamenti dopo un colpo al cranio. “Il calciatore Moise Kean, nel corso della partita contro il Verona, ha riportato un trauma cranico. Il calciatore è in ospedale per accertamenti“, la nota della Fiorentina.
L’attaccante viola è rimasto a terra dopo un brutto scontro con due giocatori del Verona. Kean è stato colpito al volto dal ginocchio di un giocatore avversario. Il bomber, rimasto a terra, è stato medicato dallo staff viola per suturare la ferita sull’arcata sopraccigliare ed è rientrato in campo con un vistoso turbante. L’attaccante viola ha provato a proseguire, ma dopo qualche minuto si è accasciato a terra ed è uscito in barella come da prassi e trasportato in ospedale per gli accertamenti. L’attaccante non ha mai perso conoscenza, anche se è dovuto uscire dal campo con una fascia che gli immobilizzava il collo, al 67′ sostituito da Richardson.
Kean portato via in ambulanza – Repubblica (foto di Matteo Dovellini)
Resterà per sempre il cantante di “Bandiera gialla“, canzone simbolo della musica leggera degli anni ’60:Gianni Pettenati è morto nella sua casa di Albenga (Savona) all’età di 79 anni. L’annuncio della scomparsa, avvenuta nella notte, è stato dato con un post sui social dalla figlia Maria Laura: “Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l’amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l’adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte. Le esequie si terranno in forma strettamente riservata“. continua a leggere