Laura Antonelli, morta ………….


Laura Antonelli, morta l’icona sexy di Malizia. Da vent’anni viveva in povertà

Laura 1

E’ stata ritrovata senza vita dalla donna delle pulizie all’interno della sua casa a Ladispoli, in provincia di Roma. Nel 2010 Lino Banfi aveva rivolto un appello alle istituzioni per migliorare le sue condizioni di vita. Ma lei aveva chiesto solo di essere dimenticata.

Qualche tempo fa, Lino Banfi, che aveva recitato con lei in alcune commedie degli anni Ottanta, aveva lanciato un appello pubblico per aiutare la Antonelli, che viveva con 510 euro di pensione e l’aiuto dei pochi amici rimasti. Ma era stata la stessa attrice a dichiarare di non essere interessata ad aiuti di alcun genere:  “Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata“.

Da Malizia del 1973 in poi, la Antonelli ha vissuto oltre un decennio di ascesa incredibile, con Sessomatto di Dino Risi, L’innocente di Luchino Visconti al fianco di Giancarlo Giannini, Il malato immaginario di Tonino Cervi con Alberto Sordi, Passione d’amore di Ettore Scola. E poi, negli anni Ottanta, tante commedie più leggere come Viuuulentemente mia! con Diego Abatantuono, il corale Grandi Magazzini di Castellano e Pipolo, Rimini Rimini e Roba da ricchi (entrambi di Sergio Corbucci).

Laura Antonelli nacque a Pola, città istriana all’epoca italiana. Insieme alle attrici Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina fu una delle componenti del gruppo definito “delle bellissime quattro” dalmato-istriane. Profuga durante l’esodo istriano in seguito alla sconfitta italiana nella Seconda guerra mondiale e alla conseguente perdita dell’Istria, la Antonelli si trasferì con la famiglia a Napoli dove, dopo aver frequentato le scuole superiori, si diplomò presso l’Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica. Trasferitasi a Roma fu insegnante di Educazione  fisica prima di approdare all’attività di attrice.

Nella notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina, l’attrice è arrestata dai carabinieri della locale stazione e associata alla casa circondariale di Rebibbia (Roma), dove però resta solo qualche giorno, a seguito della concessione degli arresti domiciliari. È condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.

Nove anni dopo, nel 2000, è invece assolta dalla Corte d’appello di Roma, che la riconosce consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. La legge italiana sulla droga è nel frattempo cambiata e l’assunzione di sostanze stupefacenti per uso personale, entro i limiti stabiliti dalla legge, non è più considerata reato. Ciò determina il proscioglimento di Laura Antonelli dalle accuse formulate nei suoi confronti e la non punibilità per i reati a lei ascritti.

Il 3 giugno 2010 l’attore Lino Banfi lanciò un appello dalle pagine del Corriere della Sera all’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, in cui chiedeva sostegno economico per la Antonelli che si trovava in una situazione di sofferenza economica. Sebbene il Ministro avesse accolto la richiesta auspicando l’applicazione della legge Bocchelli a sostegno degli artisti, l’attrice fece sapere di preferire di non essere aiutata e di essere invece dimenticata.

 “Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata“.

Muore a Ladispoli  il 22 giugno 2015, all’età di 73 anni, vittima di un infarto.

29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel


29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel

È stato purtroppo uno dei giorni più tristi in assoluto per il mondo del calcio.

La strage dell’Heysel  fu una tragedia avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

Le vittime

Le vittime della strage furono trentanove.

Nazionalità Morti
Italia Italiani 32
Belgio Belgi 4
Francia Francesi 2
Irlanda Irlandesi 1
Totale 39
  1. Rocco Acerra (28)
  2. Bruno Balli (50)
  3. Alfons Bos (35)
  4. Giancarlo Bruschera (35)
  5. Andrea Casula (11)
  6. Giovanni Casula (44)
  7. Nino Cerullo (24)
  8. Willy Chielens (41)
  9. Giuseppina Conti (17)
  10. Dirk Daeneckx (38)
  11. Dionisio Fabbro (51)
  12. Jaques François (45)
  13. Eugenio Gagliano (35)
  14. Francesco Galli (25)
  15. Giancarlo Gonelli (20)
  16. Alberto Guarini (21)
  17. Giovacchino Landini (50)
  18. Roberto Lorentini (31)
  19. Barbara Lusci (58)
  20. Franco Martelli (22)
  21. Loris Messore (28)
  22. Gianni Mastroiaco (20)
  23. Sergio Mazzino (38)
  24. Luciano Rocco Papaluca (38)
  25. Luigi Pidone (31)
  26. Benito Pistolato (50)
  27. Patrick Radcliffe (38)
  28. Domenico Ragazzi (44)
  29. Antonio Ragnanese (29)
  30. Claude Robert
  31. Mario Ronchi (43)
  32. Domenico Russo (28)
  33. Tarcisio Salvi (49)
  34. Gianfranco Sarto (47)
  35. Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
  36. Mario Spanu (41)
  37. Tarcisio Venturin (23)
  38. Jean Michel Walla (32)
  39. Claudio Zavaroni (28)

Heysel_plan[1]

Mappa dell’Heysel: il settore Z occupato dai tifosi italiani nella parte laterale viene invaso dagli hooligan inglesi.

Circa un’ora prima della partita (ore 19.20; l’inizio della partita era previsto alle 20.15) i tifosi inglesi più accesi – i cosiddetti hooligan – cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end (“prendi la curva”) e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta (settori M – N – O). Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l’assoluta impreparazione delle forze dell’ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.

Dal lato sportivo, la UEFA e la dirigenza delle due squadre decisero di giocare comunque la partita, così da evitare un rinvio che avrebbe probabilmente creato ulteriori tensioni tra le tifoserie. Dopo momenti di deciso imbarazzo, la RAI tramise ugualmente l’incontro, anche se il telecronista Pizzul prese la decisione di “commentarlo nel modo più asettico possibile”. Dura invece la reazione dell’emittente tedesca, che si rifiutò di diffondere l’evento, mentre il canale austriaco trasmise la finale ma senza alcun commento e con una scritta in sovraimpressione che recitava: “Questa che andiamo a trasmettere non è una manifestazione sportiva”.

L’incontro venne vinto dalla Juventus con il punteggio di 1-0, con la rete decisiva che venne segnata da Michel Platini su calcio di rigore. Il presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, censurò però ogni tipo di esultanza nelle strade di Torino per rispetto delle vittime.

23 maggio 1992 – La strage di Capaci


Strage di Capaci

La strage di Capaci fu un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Italia, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo.

Nell’attentato persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza.

Stragecapaci

Ogni anno, il 23 maggio, si tiene a Palermo e Capaci una lunga serie di attività, in commemorazione della morte del magistrato Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo.

I resti dell’auto sono esposti a Roma, presso la scuola di formazione degli agenti di polizia penitenziaria.

Nell’anno della strage è stata creata anche una fondazione intitolata a Giovanni e Francesca Falcone e guidata da Maria Falcone, sorella del magistrato, che si propone di combattere la criminalità organizzata e di promuovere attività di educazione della legalità. La Fondazione ha ottenuto dall’ONU nel 1996 il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Ogni due anni il comune di Triggiano, paese originario di Rocco Dicillo, agente della scorta del magistrato Falcone, ricorda la strage di Capaci organizzando un premio d’arte contemporanea la “Biennale Rocco Dicillo”, ispirata al tema della legalità.

Oggi è l’anniversario della morte di “Un Uomo Perbene”


enzo Tortora

 Tortora, giornalista e presentatore televisivo, passò dalla condizione di divo a quella di carcerato per un errore giudiziario, che dovrebbe suonare da monito a molti, prima che fosse riconosciuta la sua innocenza e  restaurato il suo onore.

Il 31 dicembre 1985 si dimette da europarlamentare e, rinunciando all’immunità parlamentare, resta agli arresti domiciliari. Il 15 settembre 1986 Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli

Così, in una intervista concessa al programma La Storia siamo noi, in una puntata dedicata specificamente al caso Tortora, il giudice Michele Morello racconta il suo lavoro d’indagine che ha portato all’assoluzione del popolare conduttore televisivo:

« Per capire bene come era andata la faccenda, ricostruimmo il processo in ordine cronologico: partimmo dalla prima dichiarazione fino all’ultima e ci rendemmo conto che queste dichiarazioni arrivavano in maniera un po’ sospetta. In base a ciò che aveva detto quello di prima, si accodava poi la dichiarazione dell’altro, che stava assieme alla caserma di Napoli. Andammo a caccia di altri riscontri in Appello, facemmo circa un centinaio di accertamenti: di alcuni non trovammo riscontri, di altri trovammo addirittura riscontri a favore dell’imputato. Anche i giudici, del resto, soffrono di simpatie e antipatie… E Tortora, in aula, fece di tutto per dimostrarsi antipatico, ricusando i giudici napoletani perché non si fidava di loro e concludendo la sua difesa con una frase pungente: «Io grido: “Sono innocente”. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi.» »

Milano: La storia del Gamba de Legn’


 

Milano: La storia del Gamba de Legn’

Fonte: http://www.mondotram.it/milano-gambadelegn/

gamba1%20icona[1]

Il Gamba in uscita dal deposito di Corso Vercelli

La storia del Gamba de Legn’ (questa sarebbe la corretta ortografia milanese) inizia il 9 settembre 1878, con l’atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 Km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso.

La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in:

  • 15 km/h in campagna
  • 10 Km/h entro i confini di Milano 
  • 5 km/h in caso di nebbia, traffico o per motivi straordinari di ordine pubblico
  • in caso di nebbia (fenomeno frequentissimo da queste parti – NdR) il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con il fischietto ” che avvertisse del pericolo imminente”

Il prezzo dei biglietti all’inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda classe.

La cartina tratta da “The Magenta Tram” di G.E. Baddeley con un errore sul nome “Olona” scritto con due “elle”. 

gamba2[1]

…e rimorchi

gamba4[1]

La rete tranviaria di Milano è formata da diciassette linee urbane e ha una lunghezza complessiva di circa 115 km, la maggiore in Italia.

Le vetture tranviarie sono una componente tipica del paesaggio milanese. I tram più caratteristici della rete tranviaria milanese sono le cosiddette “tipo 1928” (serie 1500) costruite fra il 1928 e il 1932 in 502 esemplari e tuttora in circolazione in 163 unità.

Della rete interurbana, che collegava il capoluogo ad alcuni estremi della provincia e ad alcuni vicini capoluoghi, rimane in esercizio la Milano-Limbiate, mentre per la Milano-Seregno, non in esercizio, è prevista una riqualificazione.

Vetture tranviarie urbane

Serie
Numerazione
Costruzione
Radiazione
Rodiggio
Note
Immagine
Edison
1–430, 801–970
1893–1910
circa 1960
Bo’
  Tram Edison Milano.jpg
Sperimentali
972–976
1916–1917
 ?
Bo’
prototipi delle 600
Tram ATM 974.jpeg
600
601–729
1924–1928
1967
Bo’
  ATM 609.JPG
700
700–720
1947–1948
1966
Bo’
ricostruz. di 600
00344-Tram 2 assi 718.jpg
1500
1501
1927
 
Bo’ Bo’
prototipo
ATM 1564.jpg
1502
1928
prototipo
1503–2002
1929–1930
2500
2501, 2503
1948 (1951 entr. in serv.)
1966
Bo’ 2
prototipi ex Roma
Tram ATM 2501.jpeg
3000
3000
1932
1961
Bo’ + – + Bo’
prototipo
Trammilano03.jpg
3001–3023
1932–1934
4000
4000
1935
1962
Bo’ + – + 2′
prototipo
Trammilano01.jpg
4001–4025
1940–1942
4026–4049
1947–1948
4100
4101
1956
1976
Bo’ + – + Bo’
prototipo
 
4102–4108
1960
4500 (I)
4500–4504
1942–1944
1967
Bo’-2′-Bo’
 
 
4500 (II)
4500
1984
 ?
Bo’-2′-Bo’
prototipo
 
4600
4601–4613
1955
 
Bo’-2′-Bo’
  Milano tram 4603 via Procaccini.JPG
4700
4714–4733
1956–1960
 
Bo’-2′-Bo’
 
Tram Milano Iv nov.JPG
4800
4801
1971
2010
Bo’-Bo’-Bo’-Bo’
prototipo
ATM 4821.jpg
4802–4844
1973–1977
4900
4900–4999
1976–1978
 
B-2′-2′-B
 
ATM 4926.jpg
5000
5000
1936
1976
Bo’ Bo’
prototipo
 
5001
1937
prototipo
5002–5061
1938
5100
5101–5137
1947–1951
1986
Bo’ Bo’
  Verde bicolore 02.jpg
5200
5200–5251
1952–1953
1973–1977
Bo’ Bo’
 
ATM 5250.jpeg
5300
5301–5336
1955
1971–1977
Bo’ Bo’
 
Milano tram 5324.jpg
5400
5451–5453
1958
1981
Bo’ Bo’
  Hobby Model Expo 2013 modello ATM 5400.JPG
7000
7001–7026
1999–2002
 
 ?
tipo ADtranz Eurotram
ATM 7021.jpg
7100
7101–7148
2002–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
ATM 7147.jpg
7500
7501–7535
2007–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
ATM 7524.jpg
7600
7601–7633
2008–2009
 
 ?
tipo AnsaldoBreda Sirio
Milano tram serie 7600.jpg

Storia

Un tram a cavalli davanti alla vecchia Ghirlanda del Castello (1885-1890)

Dall’omnibus (1841) all’inaugurazione del servizio urbano (1881

Dopo l’istituzione dei servizi di omnibus nel 1841, la prima linea tranviaria milanese fu la Milano-Monza, inaugurata l’8 luglio 1876 con trazione animale[2]. La linea aveva capolinea fuori Porta Venezia, all’inizio dell’attuale corso Buenos Aires, all’esterno del perimetro urbano. L’anno successivo, il 24 giugno 1877 venne inaugurata una seconda linea, la Milano-Saronno, con capolinea all’Arco della Pace.

Dopo solo pochi mesi, l’amministrazione cittadina acconsentì a posare le rotaie all’interno della cerchia muraria: la linea per Monza venne prolungata pertanto fino in largo San Babila, mentre quella per Saronno, attraverso la piazza d’armi del Castello, fino a via Cusani. Il 6 giugno 1878 venne inaugurata la prima tranvia a vapore, diretta a Vaprio. Il successo della linea rese popolare la trazione a vapore, che si estese sull’esistente linea di Saronno (1878), e sulle nuove linee per Sedriano (1879), Vimercate, Pavia e Lodi (1880), Giussano (1881), ed altre ancora. Queste linee non formavano una rete unitaria, ma risultavano tronconi a sé stanti, addirittura con diversi capolinea, affidati rispettivamente a società differenti.

Le prime tranvie urbane, a trazione animale, vennero inaugurate nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale. Le linee avevano andamento radiale, con capolinea centrale in piazza del Duomo, dirette verso le porte cittadine. La rete era gestita dalla Società Anonima degli Omnibus (SAO).

Apple Watch


Apple Watch

images6W9YOQL5

E’  arrivato dal 24 aprile sarà in vendita l’Apple Watch il primo orologio della casa di Cupertino. Ma per adesso sarà in vendita in 9 paesi  e sono:  Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti. Per l’Italia ci sarà da attendere  qualche settimana, si parla del mese di  Maggio  ma non ci sono conferme in merito.

imagesI9JKZRHO

Sarà in tre versioni e in due dimensioni :Watch Sport, Watch, Watch Edition

Watch Edition

Watch Edition

Watch Edition: Cassa 42mm, e 38mm Oro giallo 18 carati
Vetro in cristallo di zaffiro
Display Retina
Fondo in ceramica

Watch Sport

images44K8JEJ3

Watch Sport: Cassa 38 mm o 42 mm Alluminio serie 7000
Vetro Ion-X
Display Retina
Fondo in materiale composito

Watch

Watch

Watch: Cassa 38 mm, e 42 mm Acciaio inossidabile 316L
Vetro in cristallo di zaffiro
Display Retina
Fondo in ceramica

 

8 Marzo


8 marzo

auguri a tutte le donne

8 Marzo - festa delle donneDonna, oggi. Un universo così variegato e in tale mutamento, sempre più difficile da fotografare. In ogni caso l’8 marzo ricorda a tutti che c’è ancora molto da fare per una parità tra i sessi che non sia solo a parole. La donna, multitasking per natura e attitudine, in condizioni ‘normali’ si divide tra famiglia e lavoro, a volte sacrificando i figli per la carriera. Ma nonostante questo le donne non sono in testa alla scala sociale: amministratore delegato in Europa è un uomo nel 97,6% dei casi, donna solo nel 2,4%.

Sono poi ancora troppe, in Italia, in Europa e nel mondo, le donne violentate, ferite, umiliate, sfregiate, mutilate, rapite o vittime di tratta, quelle comunemente sottomesse a livello psicologico, chiuse nelle case e nel dolore, che non hanno la forza di dire ‘basta’ e di denunciare un compagno violento. La violenza non è amore, non esistono ”omicidi passionali”

 

Caso Parma – Ritardi è sospetti………..


Aggiornamento: 05/03/2015  Fonte: https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-ghirardi-indagato-per-bancarotta-fraudolenta-074031856–sow.html

Serie A – Ghirardi indagato per bancarotta fraudolenta

L’ex-presidente del Parma è stato inserito nel registro dalla Procura: ci sarebbero suoi comportamenti illeciti alla base del crack finanziario che sta minando il futuro della società gialloblù.

IL BILANCIO SOSPETTO – Secondo quanto anticipato dalla “Gazzetta di Parma”, nell’enorme buco di bilancio ci potrebbero essere state delle “distrazioni” commesse da Ghirardi, uscito dalla società al momento della cessione alla Dastraso Holding del petroliere albanese Rezart Taçi. Il bilancio presentato il 27 dicembre scorso, al passaggio di consegne, non convince, e i pm stanno studiando i dati per comprendere se e dove si possano essere annidate manovre poco chiare.

Serie A – Altri guai per il Parma, finirà a zero punti?

https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-guai-per-parma-finir%C3%A0-zero-punti-084244634–sow.html#it-fb-po

Un contenzioso del 2007 non risolto positivamente potrebbe costare altri 6 punti di penalizzazione alla squadra emiliana: al peggio non c’è davvero mai fine per il club crociato

 

04/03/2015

Si allarga lo scandalo Parma F.C, da qualche settimane le indagine della  Procura Della Repubblica stanno rilevando sviluppi clamorosi, riguarda i vertici della Guardia di Finanza – Omissioni di Atti d’Ufficio, per ritardo nelle inchieste sulla disastrosa situazione del Parma F.C.

I debiti verso il comune ammontano a 1 milione e  400 mila €, la società non paga l’affitto dello stadio dal 2011.

E’  stato nominato il Curatore Fallimentare: Mauro Morelli. Il tribunale di Bologna ha accolto il ricorso della Energy T.I. Group socio di minoranza del club, che aveva presentato la domanda per gravi inadempienze nella nomina del nuovo  CDA 

DOMENICA C’è PARMA – ATALANTA, L’ENNESIMO RINVIO (SAREBBE IL TERZO) SAREBBE LA FINE.

LO STADIO PER DOMENICA E’ DISPONIBILE MA CHI PAGA GLI STEWARD, VIGILI DEL FUOCO E PER TUTTI I SERVIZI INDISPENSABILI?????    

10 marzo 1975 e niente sarebbe stato più come prima


Con i dischi nel furgone 40 anni fa
Milano International cambiò la radio

Il 10 marzo 1975 nasce la prima radio libera italiana

Radio Milano International 19/3/1975

Il 10 marzo 1975 iniziano i programmi di Radio Milano International. I fondatori sono i fratelli Angelo e Rino Borra e Nino e Piero Cozzi. La leggenda narra che i primi nei primi giorni il trasmettitore militare con il quale Milano International diffonde il suo segnale sui 101 in fm sia montato a bordo di un furgone che gira per la città. Stratagemma per evitare di essere localizzati dagli ispettori dell’Escopost, la polizia postale. Nella foto il primo staff di radio Milano International.

Alle 5 del pomeriggio del 10 marzo 1975 a Milano un giradischi iniziò a suonare «I’m Free» degli Who e un furgone prese a girare per le strade della città. Due fatti di per sé insignificanti ma che, messi insieme, cambiarono molte cose nell’Italia di allora e i cui effetti continuano ancora oggi. Il furgone trasportava un trasmettitore militare sintonizzato sui 101 in fm, una trovata, il furgone, per evitare di essere localizzati dai funzionari dell’Escopost, la polizia Postale, e «I’m Free» fu la prima canzone trasmessa da Radio Milano International, la prima radio «libera» del nostro paese.

Radio

Parma il perché di questa situazione………..


Fonte: http://www.calcioefinanza.it/2015/02/14/bilancio-parma-2013-2014-debiti/

Indebitamento lordo nelle ultime stagioni:

2006/2007 16,1 Milioni

2007/2008 38,1 Milioni

2008/2009 86,1 Milioni

2009/2010 110,3 Milioni

2011/2012 136,5 Milioni

2012/2013 175,1 Milioni

Troppi, per una società che non ha accresciuto i ricavi a sufficienza. Così nell’ultimo anno è aumentato il ricorso alle:

Banche: da 39,8 a 48,3 milioni

 è cresciuta l’esposizione verso :

Fornitori: da 28 a 37,7 milioni

Personale (Calciatori): da 6,6 a 12,9 milioni

Erario:  da 12 a 16,7 milioni

Totale: Da 46,6 a 115,6 Milioni

Secondo la Gazzetta dello sport il debito effettivo del Parma, considerando banche e fornitori, ammonta a 86 milioni di euro, esclusi i contenziosi con il Lione (che vuole 1,8 milioni di euro per Belfodil) e il Panathinaikos (470mila euro per Ninis). Ecco, il calciomercato è stato uno dei problemi del Parma, che nella scorsa stagione ha messo a bilancio 47,5 milioni di plusvalenze, 6,9 di premi di valorizzazione e stipendi per 52 milioni, contro i da 43,5 dell’anno prima. La situazione drammatica si legge tutta nei 55,6 milioni di ricavi (al netto delle plusvalenze) e nei 108,3 milioni di costi (al netto delle minusvalenze). Quel che esce è esattamente il doppio di quel che entra. E raddrizzare questa situazione sarà una vera impresa.

Ennesima Beffa Amianto


Turbigo, sentenza beffa sull’amianto “Morti di tumore, nessun colpevole”  

Centrale Termoelettrica dell’Enel di Turbigo in provincia di Milano, 8 operai sono morti tra il  2004 e il  2012 per nesso causale diretto con l’esposizione alle polveri di amianto. Per decenni le polveri d’amianto si disperdevano in fabbrica durante le sostituzioni e manutenzioni delle coibentazioni in amianto di caldaie e tubature

Resta senza un colpevole la morte di otto operai della centrale termoelettrica Enel di Turbigo, in provincia di Milano, colpiti da mesotelioma pleurico.

Gli altri processi per amianto in Lombardia
Quella emessa oggi è la prima sentenza nella serie di processi ancora in corso a Milano a carico di ex manager di società come Fiat e Pirelli, accusati di omicidio colposo in relazione a decessi di operai che sarebbero stati provocati dalla presenza di amianto in stabilimenti lombardi.

19 dicembre 2014
Inchiesta amianto all’Olivetti di Ivrea: chiesto il rinvio a giudizio per 33 indagati.
27 settembre 2014
La Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo bis per le morti da amianto alla Olivetti. Nell’inchiesta, che non è ancora conclusa, stanno confluendo altri casi di patologie di sospetta origine professionale. I reati ipotizzati sono gli stessi che figurano nell’indagine conclusa nei giorni scorsi.
“L’emergenza più grave nell’edilizia scolastica” La mappa dell’amianto in Italia. Marche e Abruzzo le regioni più inquinate ma manca la Calabria Nel nostro Paese sono 33.600 i siti censiti e solo 832 quelli bonificati. La Mappa del Ministero dell’Ambiente indica le Marche e il versante adriatico tra le zone con maggiore concentrazione d’amianto ma mancano i dati della Calabria e di altre Regioni – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Dove-si-trova-amianto-in-Italia-1c6cbdf2-b0b7-4d7b-91c5-1475fbb9c9e7.html

Tre Signori


  Tre Signori”, il nuovo singolo di Enrico Ruggeri.

GaberIannacciFaletti

Con questo brano, l’artista ha voluto rendere omaggio a tre grandi personalità della musica e della cultura italiana: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti. Enrico ha raccontato di averli immaginati in un universo parallelo al nostro, dove continuano a muoversi senza perdere le loro attitudini, “giocano tra loro, parlano e fanno musica, strappandosi sorrisi che, in qualche modo, tornano benefici a nutrire le nostre anime”.

Ruggeri, che ha scritto musica e parole di “Tre Signori”, ha presentato il brano sul palco dell’Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo.

1 maggio 2015


1-maggio-ingrandito--con-il-lutto-al-braccio-copia[1]

Il segreto di Italia


Il segreto di Italia

50715[2]

Belluco affronta un tema difficile con un film ambientato nell’Italia del 1945

Ispirato a fatti realmente accaduti nella primavera del 1945, a deposizione delle armi avvenuta, Codevigo, paese della bassa padovana, vive la guerra solo dopo la liberazione. Il dramma di una famiglia in quello che è stato l’eccidio di Codevigo commesso dai partigiani comunisti vissuto attraverso gli occhi e i sentimenti di una giovane ragazza: Italia

Inter, Fair play, Thohir e l’Inter ascoltati ………………..


Fair play, Thohir e l’Inter ascoltati dall’Uefa: «Torneremo nella top 10»

Fonte: http://www.corrieredellosport.it/calcio/serie_a/inter/2014/11/07-383230/Fair+play,+Thohir+e+l’Inter+ascoltati+dall’Uefa%3A+%C2%ABTorneremo+nella+top+10%C2%BB

Oggi alle ore 11 inizia l’incontro fra la società neroazzurra rappresentata dal presidente Thohir e il suo staff  con  la commissione inquirente dell’UEFA. La società  neroazzurra deve chiarire il piano quinquennale finanziario e le misure prese  rientrare nel limite imposto dal Fair Play Finanziario.

Il presidente Thohir ha dichirato:

“Il fair play finanziario è un messaggio positivo in cui crediamo, rafforzerà il calcio europeo. E’ stato importante poter condividere il nostro progetto con la Uefa – Il nostro business-model, la gestione e la struttura aziendale mirano a portare il club a diventare auto-sostenibile nel prossimo futuro e in linea con i requisiti del fair play finanziario. Il calcio è cambiato: la Uefa chiede alle società di auto-sostenersi”.

“La nomina di un team di dirigenti esperti e con un percorso professionale provato e di successo ha costituito un passo importante. Questi dirigenti beneficiano anche di una forte vocazione internazionale e della competenza degli azionisti del club”.

prosegue il CEO neroazzurro Michael Bolingbroke
“Il cuore della nostra strategia è di espandere il business aumentando i profitti attraverso investimenti ben mirati e di generare nuovi flussi di reddito insieme a una ancor più profonda espansione del brand in tutto il mondo. Sono convinto che l’Inter abbia un piano ben strutturato che ci porterà ad essere di nuovo tra i 10 migliori club al mondo, sul campo e fuori dal campo”.

L’Inter continuerà a collaborare con l’Organo di Controllo Finanziario dei Club della Uefa per assicurare la piena comprensione e condivisione delle misure contenute nel piano

Marco Travaglio a 360 gradi su…………..


Marco Travaglio a 360 gradi su Juve-Roma, Moggi e Totti: ecco le sue parole

vai su questo BLOG alla pagina  “SCANDALI CALCIO”

articolo da:  http://tifosisinasce.wordpress.com/2014/10/09/marco-travaglio-a-360-gradi-su-juve-roma-moggi-e-totti-ecco-le-sue-parole/

………chiude per “INDIFFERENZA”


L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro chiude per “INDIFFERENZA”

Fonte: http://cadutisullavoro.blogspot.it

visitate su questo blog la pagina “MORTI BIANCHE”

ENNESIMA STRAGE……………………………….


Commento: Dopo l’ennesimo incidente sul lavoro viene messo ancora più in evidenza l’assenza di controlli e prevenzione da parte degli organi competenti. Che non diano sempre colpa alla mancanza di fondi economici perché i soldi per le mazzette saltano sempre fuori.

27 settembre 2014

 BONEMERSE (CREMONA) –  crolla silos: due operai seppelliti da 700 tonnellate di mais

Fonte: http://www.today.it/citta/operai-morti-bonemerse-cremona.html

CREMONA – Morti. Uccisi da settecento tonnellate di mais. Tragedia sul lavoro a Bonemerse, nel cremonese, dove – venerdì sera – due operai hanno perso la vita a causa del crollo di un silos. 

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Casalmaggiore, i due operai – due uomini di quarantotto e cinquantaquattro anni – stavano lavorando quando un silos verticale è improvvisamente crollato al suolo. I due sarebbero stati travolti dal mais, circa settecento tonnellate, e lì avrebbero trovato la morte. 

I vigili del fuoco e i militari intervenuti hanno impiegato quasi due ore per recuperare i corpi delle due vittime. 

L’impatto del calciomercato sui bilanci di ……………………….


 

L’impatto del calciomercato sui bilanci di Juventus, Milan e Intercalciomercato-juventus-2014-15[1]

calciomercato-milan-2014-15[1]

calciomercato-inter-2014-15[1]

Incidenti sul lavoro: tre operai morti per esalazioni a Rovigo


ennesimo incidente sul lavoro

Nube di ammoniaca, quattro morti
nell’azienda che lavora i rifiuti speciali

Il fatto è successo alla Co.Impo di Adria. Il quarto cadavere ritrovato a tre ore dall’incidente. Tra le vittime, un camionista padovano. Due feriti. Intossicato un vigile del fuoco

Il fatto sarebbe dovuto a una anomala esalazione di acido solforico dovuta a una reazione chimica creata da uno sversamento. L’incidente sarebbe successo a metà mattinata, fra le 10 e le 10.30. I carabinieri di Adria hanno «blindato» il sito per i rilievi. Sul posto sono arrivati anche i tecnici dello Spisal che dovranno accertare se gli operai avessero rispettato tutte le misure di sicurezza. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero di turno della procura di Rovigo, Sabrina Duò, che ha aperto una inchiesta.

Ulteriori notizie sulla pagina di questo blog “Morti Bianche”

Sentenza Thyssenkrupp: depositate le motivazioni……………


Fonte:
http://www.giurisprudenzapenale.com/2014/09/18/sentenza-thyssenkrupp-depositate-le-motivazioni-delle-sezioni-unite/

Al termine dell’udienza del 24 aprile 2014 la Corte di Cassazione aveva pubblicato la seguente informazione provvisoria:

«In ossequio al principio di colpevolezza la linea di confine tra dolo eventuale e colpa cosciente va individuata considerando e valorizzando la diversa natura dei rimproveri giuridici che fondano la attribuzione soggettiva del fatto di reato nelle due fattispecie.

  • Nella colpa si è in presenza del malgoverno di un rischio, della mancata adozione di cautele doverose idonee a evitare le conseguenze pregiudizievoli che caratterizzano l’illecito. Il rimprovero è di inadeguatezza rispetto al dovere precauzionale anche quando la condotta illecita sia connotata da irragionevolezza, spregiudicatezza, disinteresse o altro motivo censurabile. In tale figura manca la direzione della volontà verso l’evento, anche quando è prevista la possibilità che esso si compia (colpa cosciente).
  • Nel dolo si è in presenza di organizzazione della condotta che coinvolge, non solo sul piano rappresentativo, ma anche volitivo la verificazione del fatto di reato. In particolare, nel dolo eventuale, che costituisce la figura di margine della fattispecie dolosa, un atteggiamento interiore assimilabile alla volizione dell’evento e quindi rimproverabile, si configura solo se l’agente prevede chiaramente la concreta, significativa possibilità di verificazione dell’evento e, ciò non ostante, si determina ad agire, aderendo a esso, per il caso in cui si verifichi. Occorre la rigorosa dimostrazione che l’agente si sia confrontato con la specifica categoria di eventoche si è verificata nella fattispecie concreta. A tal fine è richiesto al giudice di cogliere e valutare analiticamente le caratteristiche della fattispecie, le peculiarità del fatto, lo sviluppo della condotta illecita al fine di ricostruire l’iter e l’esito del processo decisionale.

Il 18 settembre 2014 sono state depositate le motivazioni.

cass pen sez un 2014 38343

Venezia71, il giorno della ‘Trattativa’


Venezia71, il giorno della ‘Trattativa’

Fuori concorso al Festival il film di Sabina Guzzanti

Fonte: http://www.ansa.it

Applausi al termine della prima proiezione, quella riservata alla stampa, per il film La trattativa diretto da Sabina Guzzanti, oggi fuori concorso alla mostra del Cinema di Venezia. Il film ricostruisce, mescolando ricostruzioni con attori e interviste reali e immagini di repertorio, in una formula di docu-fiction, le tappe della trattativa Stato-mafia.

locandina[1]

”Se mi aspetto polemiche o attacchi? Il film, purtroppo, è piuttosto inattaccabile, per i contenuti straverificati e i fatti realmente accaduti”, dice Sabina Guzzanti della Trattativa, il suo film fuori concorso oggi a Venezia che ricostruisce il patto tra lo Stato e la mafia…..

seguito intervista e articolo su:

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2014/09/02/venezia71-il-giorno-della-trattativa_8537956a-9a16-4a33-8c7a-f32f83730a80.html

Gaetano Scirea, 25 anni fa moriva un campione simbolo


25 anni fa moriva Gaetano Scirea, la Juventus lo ricorda: “Modello di umanità e garbo”

Fonte:http://www.goal.com

451946_heroa[1]

Come si suol dire, ‘era un altro calcio’. Ed era un altro calcio anche perché c’era lui, Gaetano Scirea, a nobilitarlo. Ecco perché, a 25 anni dalla morte di uno dei più grandi di sempre della Juventus, il mondo del calcio ricorda quel suo figlio così amato e così sfortunato, perito nel rogo fatale del 3 settembre 1989 in Polonia, dove era andato a osservare il Gornik Zabrze avversario bianconero in Coppa UEFA. Non aveva che 36 anni.

Il club bianconero lo ricorda con affetto e devozione. E non potrebbe essere altrimenti. “Non passa anno da quel tragico 3 settembre di venticinque anni fa senza che la Juventus e il mondo del calcio italiano si fermino in raccoglimento per ricordare una delle più nobili figure della storia di questo sport: quella di Gaetano Scirea” si legge nel commovente messaggio postato sul proprio sito ufficiale di ‘Madama’.

“Esempio di lealtà e correttezza in campo grazie alla classe cristallina di cui era dotato, che gli permetteva di ergersi tra gli avversari con eleganza e intelligenza (mai un’espulsione in carriera), fuori dal terreno di gioco è stato un modello di umanità e garbo, stimato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e dalle generazioni future – continua il ricordo – Nel 25° anniversario della sua scomparsa, la società e tutto il popolo bianconero si stringono a Mariella e Riccardo nel ricordo dell’indimenticabile campione”.

Cagliari, Almunia si ritira dal calcio: “Ha problemi al cuore”


 

Salta definitivamente l’accordo con i sardi: lo spagnolo ha una cardiomiopatia ipertrofica apicale

Salta definitivamente il trasferimento di Manuel Almunia al Cagliari. Il giocatore lascerà con ogni probabilità il calcio, dopo che le visite mediche hanno riscontrato una cardiomiopatia ipertrofica apicale: in pratica, si tratta di una malattia genetica che vede l’aumento di spessore delle pareti cardiache, con tutti i rischi che questo può portare. “Si tratta di un’alterazione pericolosa, che senza le cautele del caso potrebbe causare morte improvvisa”, ha spiegato Tommaso Giulini, presidente del Cagliari. Il portiere era stato già presentato ed annunciato, sebbene non avesse ancora firmato. Poi, le visite mediche che, prima a Cagliari e poi a Padova, hanno riscontrato l’effettivo problema del giocatore, facendo saltare il tutto e portandolo al ritiro dal calcio.

465939733-300x225[1]

Si chiude così, a 37 anni compiuti lo scorso 19 maggio, la carriera dello spagnolo di Pamplona, iniziata nel 1997 nell’Osasuna. Dopo un lungo girovagare in Spagna tra Liga e serie minori (Cartagena, Sabadell, Celta Vigo, Eibar, Recreativo Huelva, Albacete), nel 2004 il giocatore passò, a 27 anni, all’Arsenal di Arsène Wenger per la cifra di 2,6 milioni di sterline (circa 3 milioni e 200mila euro). Dopo 175 presenze complessive tra Premier League, coppe nazionali e Champions League, con 161 reti subite, raggiunse l’apice con una finale di Champions League persa contro il Barcellona a Parigi il 17 maggio 2006, quando lo spagnolo subentrò a Lehmann, espulso al 18′ minuto. Almunia ha poi vestito le maglie di West Ham e Watford. Il 30 giugno si era svincolato dagli inglesi, trovando subito un accordo con il Cagliari di Zeman. Poi, l’amara scoperta. Inutili anche le visite supplementari a Padova, dove il giocatore aveva effettuato una risonanza magnetica cardiaca: con la cardiomiopatia ipertrofica apicale non si scherza, e allora tutto saltato.

Batistuta-shock: “Quando smisi di giocare……..


Batistuta-shock: “Quando smisi di giocare chiesi al dottore di amputarmi le gambe”

Fonte: http://www.fanpage.it

http://calcio.fanpage.it/batitusta-shock-quando-smisi-di-giocare-chiesi-al-dottore-di-amputarmi-le-gambe/

Subito dopo il ritiro, per il dolore incessante alle caviglie Batigol chiese al proprio medico che gli tagliasse gli arti: “Avevo visto Pistorius, soffrivo così tanto che non riuscivo più a camminare e mi urinavo addosso”

20140828_77259_9[1]

La confessione arriva come un fulmine a ciel sereno, quando Gabriel Batistuta racconta in una intervista a Tyc Sports il suo dramma personale nei giorni successivi al ritiro dal calcio giocato. Un uomo letteralmente a pezzi, anzi con le caviglie a pezzi tanto che non riusciva più a camminare e a sorreggersi per il dolore tremendo che provava. Problemi che aveva ereditato dalle continue infiltrazioni e cure mediche che durante l’attività gli permettevano di scender comunque in campo e giocare fino alla fine ad altissimi livelli. Una svolta smesso, però, ecco sorgere il problema, fino alla richiesta estrema di volersi fare amputare le gambe per cancellare il dolore. Già alcuni mesi fa Batigol aveva confessato di avere avuto problemi con gli arti inferiori e che aveva rischiato anche la paralisi ma mai aveva confessato una richiesta così radicale.

20140828_77259_4[1]

La soluzione: diventare come Pistorius

“Avevo visto come poteva camminare e vivere Pistorius” racconta Batigol a Tyc Sports “ritenevo che l’unica soluzione possibile fosse quella e chiesi al mio medico di amputarmi le gambe perché e mie caviglie non smettevano di farmi male. Mi disse che ero pazzo, provò anche ad operarmi ma la situazione non migliorò“. Parole shockanti da parte dell’ex stella argentina che in Italia è diventato celebre con le maglie di Roma e Fiorentina. “Il problema è che oramai non ho più nè cartilagini né tendini alle caviglie e tutto il peso del mio corpo ricade sulle ossa. Una sensazione orribile che non mi permetteva di alzarmi e camminare tanto che mi urinavo addosso non potendo muovermi. Poi, pian piano la situazione è andata migliorando”.

Una carriera da campione a suon di gol

Con 56 gol è il miglior realizzatore nella storia della Nazionale argentina. È anche il primatista di gol segnati nelle fasi finali dei Mondiali con la maglia argentina (10 gol, anche qui tolse il record a Maradona che nel 1994 si fermò a 8). Con 151 gol è il miglior marcatore della Fiorentina inSerie A, squadra di cui è stato anche capitano nel corso degli anni novanta ed è anche il marcatore assoluto della squadra con 212 gol. Inoltre, con 184 reti, è al 11º posto nella classifica dei marcatori della Serie A. Nel 1994 ha stabilito il record di gol in giornate consecutive nel campionato italiano (11), in precedenza appartenente ad Ezio Pascutti. Si è ritirato nel 2006

Az Alkmaar, Van Basten lascia la panchina…….


Az Alkmaar, Van Basten lascia la panchina per problemi di salute

Fonte: http://www.fanpage.it
http://calcio.fanpage.it/az-alkmaar-van-basten-lascia-la-panchina-per-problemi-di-salute/

Dopo pochi mesi dal suo arrivo, l’ex centravanti del Milan è costretto ad abbandonare l’incarico di allenatore per sottoporsi a particolari controlli.

Van-Basten-300x225[1]

Fulmine a ciel sereno in Olanda. Marco Van Basten a sorpresa lascia la panchina dell’Az Alkmaar, pochi mesi dopo l’inizio della sua nuova avventura professionale. L’ex stella del Milan al termine della scorsa stagione aveva raccolto l’eredità di Dick Advocaat alla guida del club biancorosso. Una scelta ufficializzata dalla stessa società attraverso una nota pubblicata sul proprio sito. Alla base della decisione ci sarebbero purtroppo i problemi di salute di Van Basten che avrà bisogno di tempo per sottoporsi ad esami clinici specifici dopo aver accusato dei “misteriosi” sintomi che secondo quanto dichiarato dal club “potrebbero rivelarsi gravi”. Per ora non trapela nulla sulla malattia che ha colpito il “cigno di Utrecht” che ha lasciato l’incarico ai suoi collaboratori, mentre tutta l’Olanda calcistica e non solo si è schierata al suo fianco in attesa di conoscere novità sulle condizioni del tecnico. Un 2014 da dimenticare per Van Basten che pochi mesi fa ha dovuto affrontare anche la scomparsa del padre, colui che lo ha avviato alla carriera calcistica e vero e proprio punto di riferimento per la carriera e vita privata dell’ex milanista.

L’Az Alkmaar e la scommessa Van Basten

Tutto il mondo del calcio fa il tifo per Van Basten nella speranza che possa tornare presto in panchina mettendosi alle spalle i problemi di salute. Quella con l’Az Alkmaar rappresentava una sfida intrigante per l’allenatore che aveva una gran voglia di rimettersi in gioco, dopo le ultime avventure non esaltanti in panchina. Prima la guida della Nazionale olandese e poi le esperienze tra alti e bassi con l’Ajax e l’Heerenvenn fino alla chiamata dell’Az pronto a puntare sulle competenze e sul calcio offensivo della grande gloria nazionale.

Vecchi ricordi – Macintosh 512K


Macintosh 512K

Il Macintosh 512K è un personal computer dell’Apple Computer (oggi rinominata semplicemente Apple). Commercializzato dal 10 settembre 1984 al 14 aprile 1986, il Macintosh 512K è il secondo computer (in ordine di tempo) della famiglia Macintosh.

Mac512K_wb[1]

Il Macintosh 512K è stato il primo aggiornamento del primo Macintosh, a cui era virtualmente identico, fatta eccezione per la memoria RAM, che era di 512 KByte (una quantità quadrupla rispetto al Macintosh originale). L’incremento così elevato di RAM gli fece guadagnare il soprannome di “fat Mac” (Mac grasso). L’incremento di memoria rendeva l’utilizzo del computer molto più interessante e meno limitato, difatti attirò l’attenzione di molti utenti che erano stati attirati dalle potenzialità del primo Macintosh ma erano dubbiosi per la sua memoria limitata.

Le applicazioni MacPaint e MacWrite erano fornite col computer. Quando venne rilasciato il Macintosh 512K oltre alle applicazioni fornite di serie erano diventate disponibili altre applicazioni, tra le quali MacDraw, MacProject, Macintosh Pascal e altro

La stampante LaserWriter venne resa disponibile subito dopo l’introduzione del Macintosh 512K. Insieme formavano una coppia eccezionale dato che rendevano accessibile l’editoria elettronica anche all’utente semi professionale. L’utenza domestica dovette attendere ancora qualche anno dato che solo la stampante costava 6995 dollari e quindi era fuori portata per la maggior parte degli hobbisti.

Una versione potenziata del Macintosh 512K venne presentata nell’aprile 1986 ed era il Macintosh 512Ke. Si differenziava dal 512K per la presenza del Floppy Disk da 800 KByte.

Tutte le varietà del Macintosh 512K sono state supportate dal System fino alla versione 6.0.8

Classe di computer Personal computer
Paese d’origine Stati Uniti
Produttore Apple Computer
Inizio commercializzazione 10 settembre 1984
Fine commercializzazione 14 aprile 1986
Prezzo di lancio $ 2.795
CPU Motorola 68000
Frequenza 8 MHz
RAM di serie 512 KB
Display incorporato CRT da 9″
Disco rigido non presente
SO di serie Mac OS
Peso 7,5 kg

 

Storia della “Scala del Calcio”


 

San_Siro_wide[1]

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Giuseppe_Meazza

La costruzione dell’impianto iniziò nel dicembre 1925 grazie al sostegno di Piero Pirelli (all’epoca presidente del Milan); lo stadio fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre 1926, con la partita amichevole tra Inter e Milan. Lo stadio era di proprietà del Milan e vi giocavano solamente i rossoneri. L’Inter disputava le sue partite all’Arena Civica, e iniziò a giocare a San Siro a partire dal 1947, quando l’impianto era già diventato proprietà del Comune di Milano, che lo acquisì dal Milan nel 1935. Nel 1980 lo stadio fu intitolato a Giuseppe Meazza (1910-1979), storico calciatore sia dell’Inter che del Milan e campione del mondo con la Nazionale nel 1934 e nel 1938. In occasione del mondiale 1990, disputatosi in Italia, lo stadio venne profondamente rinnovato con la costruzione del terzo anello e della copertura.

San_Siro_ristrutturazione_1938[1]

L’ampliamento e congiunzione delle tribune, 1938

Nell’agosto 2009 è stato inserito al secondo posto nella classifica del Times sugli stadi più belli al mondo. Lo stadio ha ospitato anche due incontri internazionali della Nazionale italiana di rugby: nel 1988 contro la Romania (valida per la Coppa FIRA) e il 14 novembre 2009 contro gli All Blacks neozelandesi; il test match, terminato 20-6 per gli ospiti, ha fatto registrare un’affluenza di più di 80 000 spettatori, record italiano per un incontro di rugby. Nel novembre 2010 il Comune e le due società utilizzatrici dell’impianto, Milan e Inter, hanno modificato gli accordi sull’affitto dell’impianto per favorire i lavori di ammodernamento dello stesso per farlo rientrare nella Categoria 4 UEFA. L’impianto meneghino si appresta a ospitare numerosi eventi sportivi e non a livello internazionale, ad iniziare dal maggio 2015 quando ospiterà la finale di Heineken Cup di rugby e la finale di Champions League del 2016.

StadioMilano1934[1]

L’impianto come si presentava nel 1934

Cronologia dei lavori

La prima versione dello stadio prevedeva 4 tribune non collegate tra loro con una capienza totale di 35 000 persone. Il progetto degli ingegneri Alberto Cugini e Ulisse Stacchini comportò una spesa in lire pari a circa 1,8 milioni di euro

  • 1925: iniziano i lavori di costruzione dello stadio.
  • 1926: San Siro viene inaugurato con un derby amichevole fra Milan e Inter, concluso sul punteggio di 3-6. Il primo giocatore a segnare nel nuovo stadio è il milanista Giuseppe Santagostino.
  • 1935: lo stadio viene acquistato dal Comune che tre anni dopo inizia i lavori di ampliamento progettati da Giuseppe Bertera e dall’architetto Perlasca. I lavori si concludono nel 1939 e lo stadio presenta a quel punto la forma di un catino, in cui le tribune sono continue e uniformi sui 4 lati. La capienza ufficiale sale a 55 000 posti.
  • 1955: viene completata la costruzione del secondo anello, su progetto degli architetti Armando Ronca e Ferruccio Calzolari. La capienza arriva inizialmente a 90 000 spettatori, successivamente ridotti a 85 000 (nel 1962).
  • 1958: Durante la partita di Serie A Milan-Fiorentina del 30 novembre 1958, muore schiacciato tra la folla Giordano Guarisco, un ragazzo di 17 anni.
  • 1967: viene inaugurato il primo tabellone elettronico.
  • 1979: viene ristrutturato il 2º anello, costruito nel 1955, e completamente sostituito l’impianto di illuminazione.
  • 1980: il 2 marzo lo stadio viene intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di Inter e Milan scomparso l’anno precedente.
  • 1986: si procede al posizionamento dei seggiolini in tutto il primo anello; questo riduce la capienza di San Siro a circa 76 400 posti.
  • 1990: in occasione dei Mondiali di calcio, viene inaugurato il terzo anello che sovrasta le due curve e la tribuna centrale (non è presente nella tribuna est) e si completa il posizionamento dei seggiolini di plastica per tutti i settori. La capienza di San Siro è ora di 85 700 posti, tutti al coperto e tutti a sedere. Il progetto della ristrutturazione è dell’architetto Giancarlo Ragazzi della società Edilnord.
  • 1996: viene inaugurato, all’interno dello stadio, il museo San Siro sul calcio.
  • 2002: vengono costruiti i primi 50 Sky Box (mini appartamenti dotati di televisione e servizio ristorante).
  • 2006: viene spostato il boccaporto dal quale entrano in campo i giocatori; dalla parte Nord-Ovest dello stadio passa sotto la tribuna centrale.
  • 2008: vengono sostituiti tutti i seggiolini con nuovi modelli. La capienza ufficiale scende a 82 995 posti.
  • 2009: dopo quasi vent’anni, vengono rimosse le reti dietro alle due porte.
  • 2012: ammodernamento dell’impianto, per rientrare nella Categoria 4 UEFA, e sostituzione del manto erboso in erba sintetica mista. La capienza è di 81 277 posti.

Di seguito, le principali opere previste nell’ambito dei lavori di ammodernamento dell’impianto, previsti per il quadriennio 2011-2015.

Opere e interventi di riqualificazione funzionale:

  • risanamento della copertura
  • risanamento intradosso e controsoffitto secondo anello
  • risanamento rampe accesso del secondo anello
  • realizzazione nuova segnaletica stadio
  • nuovo centro di controllo
  • rifacimento del campo da gioco, che sarà costituito da un sottofondo di sabbia, terra e ghiaia di 15 cm dove far passare gli impianti di irrigazione e riscaldamento, 0,3 cm di primario, 1 cm di sabbia drenante, 5 cm di erba sintetica mischiata a quella naturale e altri 2 cm di ciuffi d’erba naturale
  • rifacimento dei servizi igienici dei 3 anelli
  • sistemazione dell’area esterna allo stadio (ex Palazzetto dello sport)

Museo di San Siro

Il museo, primo in Italia allestito all’interno di uno Stadio, creato dalla collezione privata di Onorato Arisi, inaugurato il 5 ottobre 1996, racconta la storia dell’Inter e del Milan attraverso una serie di cimeli unici al mondo: maglie storiche da Rivera a Mazzola, da Pelè a Maradona, da Zidane a Cruijff…, Coppe e trofei, palloni, scarpe, oggetti d’arte, ricordi di ogni genere che sono entrati nella leggenda del calcio mondiale, ma soprattutto nel cuore dei tifosi del calcio. Per rivivere emozioni mai sopite, in una sala all’interno del museo ci accolgono 24 statue a grandezza naturali di Zenga, Bergomi, Facchetti, Mazzola, Suarez, Vieri, Zanetti, Matthaeus, Meazza, Picchi, Rummenigge, Herrera, Cudicini, Gullit, Van Basten, Rijkaard, Liedholm, Nordahl, P. Maldini, C. Maldini, Baresi, Rivera, Trapattoni e Rocco. Nella sala cinema all’interno del museo viene proiettato un suggestivo filmato dedicato all’Inter, al Milan e alla storia dello Stadio di San Siro. Flash di momenti che hanno come protagonisti i grandi campioni che hanno calcato l’erba di questo prestigioso stadio.

 

Tavecchio, Uefa apre inchiesta


Tavecchio, Uefa apre inchiesta
N.1 Figc: ‘Spiegherò l’errore’

Neo presidente Federcalcio: “Sono sereno e rispetto decisione governo europeo calcio”

Tavecchio: gaffe mangiabanane? Contano fatti

“Mio provvedimento ha permesso a 12 mila extracomunitari giocare”

Commento: al calcio Italiano serve fatti e credibilità, che attualmente non si ottiene con le gaffe.

Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato


Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato

Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2014/08/20/barcafifa-respinge-ricorsostop-mercato_324215d0-0428-46b6-8591-4204994db08a.html

 

Barca:Fifa respinge ricorso,stop mercato

Dal gennaio del 2015 i catalani senza acquisti per due sessioni

La Fifa ha respinto il ricorso del Barcellona, dopo le sanzioni relative al tesseramento di minorenni. Il club catalano non potrà effettuare trasferimenti nelle prossime due sessioni di mercato, dal gennaio 2015. Lo comunica lo stesso organismo, con una nota sul sito ufficiale.

“La Commissione d’appello – si legge – ha deciso di respingere i ricorsi dell’Fc Barcelona e della Federcalcio spagnola, confermando integralmente le sanzioni della Disciplinare della Fifa sulla alla tutela dei minori.