Gaffe Figc: dimenticato Mancini e lo Scudetto 2006


 

Gaffe Figc: dimenticato Mancini e lo Scudetto 2006

Fonte:https://it.eurosport.yahoo.com/notizie/serie-gaffe-figc-dimenticato-mancini-scudetto-2006-160121639–sow.html

Questa volta, forse, non è colpa di Carlo Tavecchio. E’ anche vero che la gaffe è della Figc, e Tavecchio ne è presidente. Anche se da poco.

Sul sito ufficiale della Figc, compare infatti il curriculum di Antonio Conte preceduto da un lungo benvenuto e dai dettagli della conferenza stampa (avvenuta poi nella giornata di martedì in cui l’ex tecnico della Juventus ha parlato da nuovo ct del).

Fin qui tutto bene. Ma spulciando con attenzione si nota una clamorosa imprecisione quando l’attenzione si sposta sugli Scudetti vinti da Conte alla Juventus. Tre. Consecutivi. Un’impresa, riuscita in passato solamente ad altri due tecnici: Fabio Capello (Milan dal 1991 al 1994) e Carlo Carcano (addirittura quattro, con la Juventus: dal 1931 al 1934).

E Roberto Mancini? Già, il tecnico jesino può vantare ben tre titoli vinti con l’Inter a cominciare da quello assegnato dalla stessa FIGC al club nerazzurro 2006 dopo l’esplosione del caso Calciopoli. Mancini guidò l’Inter verso il tricolore anche nelle successive due stagioni, prima dell’arrivo di Mourinho.

Una gaffe clamorosa, su un caso piuttosto spinoso e che ancora suscita battute e dure prese di posizioni da parte di tifosi, giocatori e dirigenti. Peccato che la Figc si sia dimenticata di uno Scudetto assegnato e riconosciuto da lei stessa.

Antonio Conte è il nuovo Commissario tecnico: oggi alle ore 11.30 la conferenza stampa

Il Presidente Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà Antonio Conte alla FIGC fino al 31 luglio 2016, al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’Avv. Mario Gallavotti per la FIGC. 
 
Il nuovo C.T. ha condiviso con il Presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale e il progetto di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del C.T. nell’ambito del Settore Tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili, posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi. 
 
Il contratto tra la FIGC e Antonio Conte prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione con un bonus per la qualificazione a EURO 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del Ranking FIFA di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla Finale Euro 2016.
 
Contestualmente, la FIGC ha definito i termini di un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei propri sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio FIGC e la valorizzazione della Nazionale, e che prevedono anche l’utilizzazione dell’immagine del nuovo C.T. come testimonial,  rendendo così possibile l’intera operazione. 
 
La conferenza stampa di presentazione del nuovo C.T. è prevista alle ore 11.30 presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.
 
IL CURRICULUM DI ANTONIO CONTE 
Nato il 31 luglio del 1969 a Lecce, Antonio Conte muove i primi passi nel mondo del pallone nel settore giovanile della squadra della sua città, il Lecce, nelle cui fila debutta anche in serie A il 6 aprile dell’86 – quando non aveva neppure compiuto 17 anni – contro il Pisa. Nel 1991 passa alla Juventus dove resterà per tredici stagioni a cavallo degli anni novanta e duemila, diventandone capitano e simbolo. Negli anni trascorsi in bianconero vince cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA con la sola eccezione della Coppa delle Coppe, competizione cui non ha mai partecipato.
Con la maglia della Nazionale partecipa al Mondiale 1994 perdendo in finale contro il Brasile; a causa di un infortunio, salta l’Europeo 1996, disputando invece il successivo (Euro 2000), concluso però in anticipo a causa di una lesione ai legamenti della caviglia destra, ma vincendo comunque la medaglia d’argento.
Nel 2006 inizia l’attività di allenatore nel Siena e nella stagione 2008-2009 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari. Passato sulla panchina della Juventus nell’estate del 2011, si aggiudica il titolo di campione d’Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carlo Carcano e Fabio Capello. Vince anche la Supercoppa Italiana per due volte, la prima contro il Napoli, la seconda contro la Lazio. Con la Juventus taglia due traguardi storici: i 102 punti in campionato e l’imbattibilità casalinga, con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili. Oltre a Siena, Bari e Juve, guida anche l’Arezzo nella stagione 2006-2007 e Atalanta nel 2009-2010.

art. 18


Dall’inizio degli anni 2000, vari governi italiani hanno tentato a più riprese di riformarlo. I sindacati si sono sempre opposti con decisione ad ognuno di essi, temendo un allentamento della tutela dei lavoratori.

art. 18

Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.

Ai fini del computo del numero dei prestatori di lavoro di cui primo comma si tiene conto anche dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale, per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale.

Il computo dei limiti occupazionali di cui al secondo comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie.

Il giudice con la sentenza di cui al primo comma condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia o l’invalidità stabilendo un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del licenziamento al momento dell’effettiva reintegrazione; in ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto.

Fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto al quarto comma, al prestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito del datore di lavoro non abbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell’indennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intende risolto allo spirare dei termini predetti.

La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.

Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.

L’ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l’ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell’articolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile italiano. l’ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.

Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all’ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l’ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all’importo della retribuzione dovuta al lavoratore.

Commento – dopo averci tolto la scala mobile, portato via la festa del 1 maggio, ecc.  oggi ritornano in azione per abolire o modificare l’art. 18 .
Hanno tolto la scala mobile, dicendo che sia la causa del costo del lavoro i fatti hanno dimostrato che non era vero.
Hanno indebolito la presenza dei sindacati nelle aziende, risultato? aziende che decentrano la produzione nei paese dell’est dove dicono che il lavoro costa meno, di contro chiudono le aziende in Italia dando colpa alla CRISI. 
Nessun governo ha preso iniziative per far rimanere le produzioni in Italia, parecchie aziende grandi è piccole hanno chiuso per mancanza di liquidità anche qui non è stato presa nessuna iniziativa per tenere aperte queste aziende.
adesso ritornano……… e se c’era bisogno si è capito da che parte viene l’attacco!!!!!!!!!

da Repubblica.it

alcuni punti dell’ intervista al Ministro Alfano:

Perché riaprire questa discussione? Pensa davvero che gli imprenditori non assumano perché è in vigore l’articolo 18?
“Quella tutela non è stata abolita finora perché ha retto un asse fra il Pd e il sindacati. Ma ormai è il momento di mettere davanti a tutto la necessità di dare un lavoro a chi non ce l’ha, liberando da ogni laccio l’imprenditore che vuole assumere qualcuno
.

Togliendo un diritto si crea occupazione?
“Non vogliamo favorire i licenziamenti ma incrementare le assunzioni. Non vogliamo togliere diritti a chi già lavora ma dare una occasione a chi non ce l’ha, e penso soprattutto a quella metà di ragazzi del Sud che langue nella disoccupazione senza una speranza. Se “sblocchiamo” l’idea che un’assunzione sia un matrimonio a vita, sono sicuro che il mondo delle imprese risponderà. Al Sud come al Nord”.

Dunque la modifica varrebbe solo per i nuovi assunti?
“Sarebbe già un segnale molto forte cominciare dai nuovi assunti. Avere metà dei giovani disoccupati è un attentato al futuro dell’Italia; se pensiamo di risolvere il problema mantenendo in piedi i vecchi totem degli anni settanta credo che perderemo un’occasione preziosa”.

Allarme triclosan …………………..


Allarme triclosan, presente in shampoo e dentifrici può predisporre a gravi infezioni

Roma, 8 apr. (Adnkronos Salute)

Un agente antimicrobico che si trova in comuni saponi per la casa, shampoo e dentifrici può farsi strada all’interno del naso umano e promuovere, al contrario di quanto si propone di fare, colonizzazioni batteriche anche da parte del pericoloso Staphylococcus aureus, predisponendo alcune persone alle infezioni.

Lo hanno scoperto ricercatori dell’Università del Michigan, che hanno condotto uno studio pubblicato su ‘mBio’, la rivista della American Society for Microbiology.

Si tratta del triclosan, un composto artificiale utilizzato in una vasta gamma di prodotti per la cura personale come saponi antibatterici, dentifrici, prodotti per le superfici della cucina, vestiti e attrezzature mediche, ed è stato rilevato nel canale nasale del 41% degli adulti appartenenti al campione studiato.

E in queste persone è stata evidenziata anche una maggiore colonizzazione da parte del S. aureus. Il triclosan, evidenziano gli autori, “è molto comune in saponi, dentifrici e collutori, ma non c’è alcuna prova che funzioni meglio degli ingredienti dei saponi normali. Inoltre potrebbe avere conseguenze indesiderate nei nostri corpi, promuovendo la colonizzazione nasale da parte del S. aureus e mettendo così alcune persone ad aumentato rischio di infezioni”.

 
Triclosan: sotto osservazione in Europa e Stati Uniti

http://news.klikkapromo.it/2013/04/triclosan-sotto-osservazione-in-europa-e-stati-uniti/

Cosè la FDA:

La Food and Drug Administration (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, abbreviato in FDA) è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Esso dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.

http://www.fda.gov/ForConsumers/ConsumerUpdates/ucm205999.htm

Torino da l’addio a Micrfosoft


Fonte: http://torino.repubblica.it

Torino rinnova i pc e dà l’addio a Microsoft
Il comune: “Risparmiamo 6 milioni”

La città si avvia a diventare il primo grande centro italiano “open source”: passaggio graduale, gestito dal Csi, al software gratuito Linux

Dopo Udine anche la città di Torino ha deciso di dire addio a Windows e Microsoft Office per puntare su Linux e il software libero. La migrazione da Microsoft Windows e Office consentirà non solo di risparmiare moltissimi soldi ma fornirà sistemi e software più sicuri e stabili garantendo cosi ai propri cittadini servizi molto più affidabili. Ad annunciarlo è il portale di repubblica.it indicando che con Microsoft Windows e Office ogni uno dei 8300 personal computer dell’amministrazione costava circa 300 Euro di licenze per il software proprietario, la migrazione ad Ubuntu e Linux consentirà quindi di non avere più nessuna spesa facendo risparmiare circa 6 milioni di Euro di soldi pubblici che potranno essere investiti per migliorare i servizi comunali.

Comune di Trieste dice addio a Microsoft Office, e Udine lo segue
13 luglio 2014
http://www.informatrieste.eu/articoli/?x=entry:entry140713-105838
Dopo l’abbandono da parte dell’amministrazione comunale di Trieste del software Microsoft Office, anche Udine segue l’esempio.
Addio quindi alle licenze a pagamento per i computer dei due Comuni.

iPhone 6 anteprima ……….


iPhone 6: anteprima e ultime news sul nuovo iPhone 6

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Fonte: http://www.ansa.it

Arrivano da Taiwan le ultime foto dell’iPhone 6, il nuovo melafonino la cui presentazione ufficiale è attesa il 9 settembre. Il sito Apple.club.tw pubblica le immagini di quello che sembra essere il pannello frontale del dispositivo nella versione da 4,7 pollici. Lo smartphone, più grande del precedente modello, appare più sottile e dai bordi arrotondati, nelle classiche colorazioni bianco e nero.

    Non è invece desumibile se lo smartphone abbia il display in vetro zaffiro, una caratteristica che, secondo diversi analisti, potrebbe interessare solo la versione da 5,5 pollici, il cui lancio potrebbe però slittare alla fine dell’anno per problemi di produzione.

   Per vedere l’iPhone 6 nella versione più piccola, invece, bisognerà attendere solo un mesetto. Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg e Wall Street Journal, infatti, il 9 settembre sarebbe in programma un evento Apple dedicato al dispositivo. Il fulcro dell’appuntamento sarebbe la prossima generazione di iPhone.

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FIGC – Eletto nuovo presidente


Figc, Tavecchio si commuove: “Sarò il presidente di tutti”

Alla terza votazione con il 63% Carlo Tavecchio è stato eletto nuovo presidente della Federazione italiana giuoco calcio. Dal palco, visibilmente commosso, ha dichiarato: ”Sarò il presidente di tutti, soprattutto di coloro che hanno espresso dissenso alla mia candidatura”

Figc: il peso del voto dei delegati

”Cercherò di migliorare il mio modo un po’ ruvido e poco glamour come qualcuno lo ha definito giustamente”, ha detto ringraziando tutti, in lacrime. ”Con le parole sono poco a mio agio ha detto Tavecchio, dopo aver ringraziato dal palco tutti senza trattenere le sue lacrime – ma invito le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi al lavoro”.

Albertini,: ”Io alternativa ma si è visto corporativismo”
“Volevo essere un’alternativa diversa ma si è rivisto il corporativismo del patto delle Leghe. Il blocco è sempre difficile da scardinare. In bocca al lupo a Tavecchio, non sarà semplice sostituire Abete”. Lo ha detto Demetrio Albertini, sconfitto da Carlo Tavecchio nella corsa alla presidenza della Federcalcio. Il neo presidente Figc, Carlo Tavecchio, dovrà ora cercare di unire le varie anime della federazione. “E’ possibile? Il presidente Abete l’ha fatto – ha rilevato lo sconfitto Albertini – dipenderà dai decreti, dai cambiamenti dello statuto, dall’incisività che si potrà avere. Cosa farò ora? Torno a casa da mia moglie e i miei figli”. 

Morto l’attore Robin Williams


Dal corriere della sera on line: http://www.corriere.it

Morto l’attore Robin Williams
Si sospetta un suicidio

Secondo le prime ipotesi del coroner l’attore di 63 anni, premio Oscar, sarebbe deceduto per asfissia.

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L’attore comico Robin Williams è morto all’età di 63 anni. A comunicarlo la polizia di Marin County in California. Secondo le prime informazioni alle 11.55 del mattino il servizio di emergenza 911 ha ricevuto una chiamata che chiedeva aiuto per un uomo incosciente e con difficoltà respiratorie. Quando sono arrivati i soccorsi, Williams era già morto. Non si conoscono ancora le cause del decesso su cui sta indagando la polizia, ma si sospetta che l’attore premio Oscar si sia suicidato. Secondo il coroner l’uomo è morto per asfissia, ma soltanto l’autopsia sarà in grado di dare una risposta certa. L’ultima volta che Williams è stato visto era la mattina del 10 agosto e si trovava nella sua residenza con la moglie.

continuando gli amarcord…………


” Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente”  – (tratto da “la radio” di Eugenio Finardi

Il monopolio RAI nel campo dell’informazione è stato praticamente abolito dalla sentenza N° 225 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974.

fra le tante radio uscite all’epoca mi ricordo Radio Palmanova, Radio studio 105, Radio Milano International ecc., le prime dediche in diretta ……………

Radio Palmanova nasce alla fine del 1974 a Milano

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Radio Studio 105 – In origine chiamata Radio Studio 105, fondata il 6 febbraio 1976 da Alberto Hazan ed Edoardo Hazan in un monolocale di via Tito Vignoli a Milano (zona Lorenteggio) emette su 105,560 MHz nei primissimi tempi, per poi occupare la notissima frequenza 99,075 MHz che avrebbe dato l’appellativo di novantanoviani agli ascoltatori (famosissimo l’adesivo a forma di scudetto con la scritta 99)

Da marzo 2007 Radio 105 è presente presso il museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, nel settore emittenti radiofoniche attraverso la ricostruzione del primo studio di emissione del 1976.

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Radio popolare – Fondata nel 1976, questa radio è stata denominata, quasi per antonomasia, la storica emittente della sinistra milanese per la sua “storica” vicinanza ai partiti ed ai movimenti della sinistra italiana.

Radio Reporter – venne fondata, dopo qualche settimana di sperimentazione, il 18 marzo 1976 da alcuni amici radioamatori ed imprenditori di Rho in provincia di Milano

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Radio Lombardia – Nata a Milano nel 1975 nella sede storica di Viale Gran Sasso

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Radio MontestellaL’emittente viene fondata a Milano nel 1975, irradia i suoi programmi dagli fm.103,600,   La sua prima sede fu quindi in via Vincenzo Foppa
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R101 – Radio Milano International R101 è un’emittente radiofonica FM nazionale privata.  Radio Milano International nata il 6 giugno 2005 dalle ceneri di Radio 101 (ex One-O-One Network, Radio Milano International).

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chi non le ricorda?????


 

La Fiat 600 è un’autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT, costruita dal 1955 al 1969. Viene considerata l’icona del boom economico italiano.

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Fiat 600 Multipla

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La Zastava (in serbo: Застава). La sua prima attività per quasi un secolo fu la costruzione di armi ma è stata molto presente nel settore delle automobili grazie ad un importante accordo fatto con Fiat sin dal 1953 e portato avanti fino al 2011. La produzione di vetture è terminata nel 2011, quando Fiat acquisisce gli stabilimenti produttivi di Kragujevac per la produzione della Fiat 500 L

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Autobianchi

La Bianchina è un’autovettura prodotta dall’Autobianchi dal 1957 al 1969.

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L’A112 è un’autovettura prodotta dall’Autobianchi dal 1969 al 1986.

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La NSU Prinz è stata una piccola vettura prodotta dalla NSU dal 1957 al 1973.  

Prima versione della Prinz

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Intervista a Thoir


Fertilia, i sardi esuli d’Istria…………………


Fertilia, i sardi esuli d’Istria. MAGAZZINO 18 SIMONE CRISTICCHI – FERTILIA SS . 3 agosto 2014

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INCONTRO CON Simone Cristicchi
Presentazione e reading del libro “Magazzino 18. Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia.” (Mondadori, 2014)

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Il LIBRO: Montagne di sedie aggrovigliate come ragni di legno. Legioni di armadi desolatamente vuoti. Letti di sogni infranti. E poi lettere, fotografie, pagelle, diari, reti da pesca, pianoforti muti, martelli ammucchiati su scaffalature imbarcate dall’umidità. Questi e innumerevoli altri oggetti d’uso quotidiano riposano nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Oltre sessant’anni fa tutte queste masserizie furono consegnate al Servizio Esodo dai legittimi proprietari, gli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, un attimo prima di trasformarsi in esuli: circa trecentocinquantamila persone costrette a evacuare le loro case e abbandonare un’intera regione in seguito al Trattato di pace del 10 febbraio 1947, che consegnò alla Jugoslavia di Tito quel pezzo d’Italia da sempre conteso che abbraccia il mare da Capodistria a Pola. Di questa immensa tragedia quasi nessuno sa nulla. Delle foibe, delle esecuzioni sommarie che non risparmiarono donne, bambini e sacerdoti, della vita nei campi profughi e del dolore profondissimo per lo sradicamento e la cancellazione della propria identità pochissimi hanno trovato il coraggio di parlare nei decenni che seguirono. Eppure è storia recente, a portata di mano e soprattutto abbondantemente documentata: basta aprire le porte del Magazzino 18. Porte che Simone Cristicchi ha spalancato.

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…..per non dimenticare…….


LA STRAGE DELL’ “ITALICUS” . 40 ANNI FA…UNA STRAGE 

DIMENTICATA..

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1974 – San Benedetto Val di Sambro (Italia): sulla linea ferroviaria Firenze – Bologna, in prossimità dell’uscita dalla lunga galleria appenninica, in località San Benedetto Val di Sambro, un ordigno ad alto potenziale, a base di “termite”, esplode nella ritirata della vettura numero 5 del treno Italicus, affollato di gente che si sposta per le vacanze estive. I… soccorsi, difficilissimi nel buio del tunnel, estraggono dalle lamiere del treno 12 morti e 44 feriti. Tale attentato, noto come tragedia dell’Italicus, è riconducibile alla strategia della tensione.

……PER NON DIMENTICARE…

La strage dell’Italicus fu un attentato terroristico compiuto nella notte del 4 agosto 1974 a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.

Una bomba ad alto potenziale esplose alle 1:23 nella vettura 5 dell’espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell’attentato morirono 12 persone e altre 48 rimasero ferite.
La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi, si ipotizza anche nell’ordine di centinaia di morti, se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria dell’Appennino nei pressi di San Benedetto Val di Sambro, come avvenuto dieci anni dopo nella Strage del Rapido 904.
Aldo Moro si sarebbe dovuto trovare a bordo del treno, quella sera, in quanto doveva raggiungere la famiglia a Bellamonte, ma lo perse poiché venne raggiunto da alcuni funzionari del Ministero e fatto scendere all’ultimo momento per firmare alcuni documenti.

Pantani, “non si è suicidato” Caso riaperto, nessun indagato


Pantani, “non si è suicidato” Caso riaperto, nessun indagato

Fonte: ansa

Il 14 febbraio 2004 non si suicidò. Non era solo in quella camera d’albergo”. Consulenza ipotizza gli sia stata fatta bere coca. Dieci anni dopo, l’inchiesta della Procura della Repubblica di Rimini riapre il caso. Sul cadavere ipostasi a volto, torace e gambe 

Sua madre Tonina, che non ha mai creduto al suicidio, lo ha ricordato a tutti i tifosi scrivendolo su Fb nella notte. A 16 anni dalla vittoria del Tour e a 10 dalla morte, si riapre il caso della tragica fine del campione Marco Pantani. Si indaga per omicidio nell’ipotesi, riferiscono notizie di stampa, che il Pirata sia stato picchiato e costretto da qualcuno a ingerire la cocaina che lo uccise.

A persuadere i magistrati sarebbe stata la perizia medico-legale eseguita per conto della famiglia, secondo cui le ferite sul corpo non sono autoprocurate ma opera di terzi. La procura di Rimini fa sapere: atto dovuto dopo aver
ricevuto memorie legali familiari, ora approfondimenti.

Tlc: rapporto Ue, Italia ancora lenta su banda larga


Tlc: rapporto Ue, Italia ancora lenta su banda larga

Fonte:ansa    <!– –>

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(ANSA) – BRUXELLES, 27 LUG – L’Italia ha fatto “qualche progresso” sulla banda larga, ma avanza ad un ritmo inferiore a quello europeo. Male anche su ricavi e investimenti, in calo nel periodo 2010-2012, mentre va meglio nella diffusione della banda larga mobile, superiore alla media Ue. E’ quanto emerge dal rapporto sul mercato tlc della Commissione Ue. In particolare, si spiega, “le penetrazioni della banda larga fissa tradizionale e di nuova generazione sono ancora molto al di sotto della media Ue”.

FIGC, bufera su Tavecchio


Figc, bufera su Tavecchio.

La gaffe: “C’è chi
mangiava banane e ora gioca titolare”

Fone: http://www.leggo.it/

Il presidente della Lega Dilettanti, candidato alla presidenza Figc, durante l’assemblea della sua organizzazione ha dichiarato che, tra i calciatori extracomunitari, c’è anche chi nel paese d’origine «mangiava banane». Tavecchio ha successivamente precisato il senso delle sue parole: «Mi dispiace se ho offeso qualcuno ma io mi riferivo al curriculum dei giocatori». 

Le considerazioni affidate da Abodi al social network alimentano un dibattito animato dalle domande di tifosi e appassionati. «Attenzione. Una frase inaccettabile non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina», dice il presidente della Lega di Serie B che, come Serie A e Lega Pro, appoggia la candidatura di Tavecchio. «La verità è che siamo tutti responsabili di questo clima nel quale c’è bisogno di un nemico da giudicare, da giustiziare. Siamo tutti maestri, educatori e giudici, soprattutto quando ci riferiamo agli altri. Mi auguro tanta intransigenza anche nell’autocritica», aggiunge Abodi in altri messaggi

Nibali trionfa al Tour de France


Nibali trionfa al Tour de France, che la festa cominci

Tour de France 2014 21th stage

Angelomario Moratti consigliere di Lega Serie A


Angelomario Moratti consigliere di Lega Serie A

Fonte: sito ufficiale “www.inter.it
Dopo l’esperienza di Massimo Moratti del 2006, il vicepresidente dell’Inter entra nel consiglio di Lega Serie A
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MILANO – Nel segno di Moratti. Dopo il 2006, quando il presidente Massimo Moratti era stato scelto con 14 voti, oggi tocca ad Angelomario diventare consigliere di Lega. Insieme al vicepresidente dell’Inter ci saranno anche Mario Cognigni, Andrea Agnelli, Luca Campedelli e Maurizio Zamparini. Questo è ciò che è emerso al termine della seduta di giovedì 24 dell’assemblea di Lega Serie A.

Inter, nuove maglie


Nuovo logo

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Thohir cambia il logo-simbolo dell’Inter (chissà cosa ne penseranno i tifosi) da cui sparisce la stella, che rimarrà solo sulla maglia. Il nuovo look sarà adottato dalla prima squadra, fino al settore giovanile nerazzurro.

Non c’è più la stella che attestava la conquista di almeno 10 scudetti: “La stella è stata riportata al suo significato di segnalazione di scudetti vinti e rimane obbligatoria solo sulla maglia“, si legge in una nota del club

Prima Maglia 2014/2015

Prima maglia

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 La nuova prima maglia per la stagione 2014/2015: le maglie sono realizzate da Nike e sono piuttosto originali. Invece delle tradizionali strisce verticali nere e azzurre, infatti, la maglia è nera con righe verticali azzurre.

Maglia da trasferta

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L’Inter e la Nike, hanno presentato la maglia da trasferta della squadra di Mazzarri per la prossima stagione. Una maglia dove dominano i toni del bianco con un chiaro richiamo alla città di Milano con la croce di San Giorgio. Tutti in bianco anche i pantaloncini ed i calzettoni

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Particolare non indiferente

 

Nasce la pay tv europea, BSkyB compra Sky Italia e Germania


Nasce la pay tv europea, BSkyB compra Sky Italia e Germania

Fonte: http://notizie.uno/notizie/nasce-la-pay-tv-europea-bskyb-compra-sky-italia-e-germania

Sky

 

Londra, 25 lug. – Nasce Sky Europe: il network satellitare britannico BskyB ha rilevato Sky Italia e Sky Deutschland dalla 21st Century Fox di Rupert Murdoch per 4,9 miliardi di sterline (pari a 6,2 miliardi di euro) complessivi. BskyB, che e’ a sua volta controllata dalla 21st Century Fox con una quota del 39%, paghera’ la somma in contanti, obbligazioni e un collocamento di azioni pari al 10% del suo capitale attuale. Nei dettagli, la societa’ sborsera’ 2,45 miliardi di sterline per il 100% di Sky Italia e…

Fonte: http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/murdoch-sky-europa-time-warner/815691.shtml

È in gran parte un affare in famiglia. I due canali satellitari in vendita appartengono alla Fox di Rupert Murdoch, il quale a sua volta è proprietario di minoranza (39,1%) della stessa emittente inglese. Il magnate australiano aveva tentato tre anni fa di raggruppare Sky Europa nelle sue mani, ma l’affare era naufragato in seguito allo scandalo delle intercettazioni che ha investito il suo gruppo New Corp. Questa volta è Murdoch a vendere, per una valore presunto di circa 10 miliardi di dollari, con la rete italiana valutata tra i 4 e i 6,8 miliardi. In Italia la BSkyB rileverà l’intero pacchetto azionario esistente; in Germania invece l’acquisto sarà limitato alla quota del 57%. Murdoch ha incassato l’approvazione dell’antitrust tedesco per salire sopra il 30%, e ha detto di non avere intenzione di offrire un premium per rilevare il resto delle azioni. Il sogno della riunificazione della pay tv europea ha sofferto per i ritardi con i quali è arrivato a compimento.

 

 

Dentro il Fair play finanziario: tra obiettivi, sanzioni e raggiri


Dentro il Fair play finanziario: tra obiettivi, sanzioni e raggiri

Fonte: http://www.tuttocalcionews.net/2014/07/24/dentro-il-fair-play-finanziario-tra-obiettivi-sanzioni-e-raggiri/

articolo di “Salvatore Mazzuca”

Fair play finanziario tra realtà e falsa applicazione, raggiri e sanzioni al limite del ridicolo. Sono tante le incertezze attorno al progetto finanziario normativo-contabile introdotto dal comitato esecutivo della Uefa nel settembre 2009 con l’obiettivo di eliminare i debiti contratti dalle società di calcio e a obbligarle, alla lunga, ad un auto finanziamento.

Come nasce?

L’idea di Fair play finanziario nasce dalla sostanziale differenza economica tra le società calcistiche europee e dal forte aumento dell’indebitamento delle dirigenze nelle sessioni di calciomercato, oltre allo strapotere di alcune società come Real Madrid e Barcellona. Michel Platini è diventato subito la figura chiave di rappresentanza ritenendolo di vitale importanza per il mondo del calcio. Ecco cosa disse in un’intervista: “Un obiettivo con implicazioni di ampia portata come il benessere generale del calcio, purché tutti i club giochino secondo le regole, soddisfino i criteri di fair play finanziario e raggiungano un bilancio sostenibile, in modo che passione faccia rima con ragione.” 

Gli obiettivi:

  1. Mettere ordine nel sistema finanziario delle società
  2. Accrescere l’auto-sostenibilità dei club, specie nel lungo periodo
  3. Far crescere gli investimenti nei settori giovanili e nelle infrastrutture
  4. Incoraggiare le società a competere soltanto attraverso entrate proprie
  5. Verificare che i club adempiano agli impegni economico-finanziari nei tempi stabiliti
  6. Abbassare  le pressioni sulle richieste salariali e sui trasferimenti
  7. Tenere a bada le conseguenze dell’inflazione nel mondo calcistico

Le Caratteristiche

Per seguire e assicurare il raggiungimento di  tutti gli obiettivi  prefissati è stato istituito una sorta di comitato direttivo finanziario costituito da 8 esperti in materia. Il monitoraggio delle società è iniziato dal 2011 ed è tuttora in corso. L’osservazione costante dei club da parte della Uefa si basa su 3 punti cruciali:

  1. Nessuna presenza di debiti arretrati verso altre società e dipendenti
  2. Corretta informazione per ciò che concerne la situazione attuale e futura dei club
  3. Obbligo di pareggio del bilancio, quindi parità tra entrate ed uscite. Il pareggio di bilancio prevede che le società non possano investire oltre la misura dei loro utili.

Le società che non saranno in grado di raggiungere gli obiettivi correranno il rischio di non partecipare alle competizioni Uefa. Ma la normativa lascia un margine di tolleranza per quanto riguarda le perdite. Infatti le regole Uefa obbligano le società di calcio europee a contenere i disavanzi negli esercizi di bilancio che vanno dal 2012 al 2014 entro i 45 milioni di euro e a ridurle nel triennio 2015-2017 in un massimo di 30 milioni. Dal 2018 in poi saranno consentiti debiti con limite massimo di 5 milioni di euro. Nei primi mesi del 2012, diverse società hanno risposto alle richieste Uefa. I dati forniti rivelano che c’è ancora tanta strada da fare e che il debito calcistico complessivo ammonti a 1,6 miliardi con una crescita di oltre 36 punti percentuali. Il 75% delle società invece non riesce a rispettare il pareggio di bilancio.

Società indebitate

La maggior parte dei club non riesce a far quadrare i conti e di conseguenza il bilancio annuale. Particolare è la situazione del Manchester City che nel 2011 ha concluso con una perdita di 225 milioni di euro. Club come Barcellona e Real meritano una nota a parte. Il passivo della società blaugrana ammonta a 156 milioni di euro pari solo al 6% del valore della società. La squadra catalana, tra l’altro, ha una peculiarità che la differenzia da tutte le altre: proprietari di un parte di essa sono gli stessi tifosi. Inoltre il fatturato è elevatissimo: ammonta a quasi 491 milioni di euro. Situazione diversa per il Real Madrid che secondo Forbes è il club con il più alto valore al mondo. Il debito registrato dal club madrileno ammonta a 165 milioni, solo il 5% del proprio valore. Il fatturato del club di Florentino Perez  è primo in assoluto: 518,9 milioni di euro.

Situazione italiana

Agli inizi del 2012, l’Inter, la Juventus e il Milan hanno registrato deficit superiori ai 60 milioni di euro annui. Le milanesi, attraverso campagne acquisti più povere e un massiccio ridimensionamento di ingaggi, sono comunque ancora molto lontane dai parametri imposti. Un pò diversa è la situazione della società bianconera che, grazie agli introiti dello Stadium, ha visto aumentare i ricavi e diminuire le perdite per un valore di 16 milioni di euro.

Club in regola, spicca il Napoli

I club che rispettano in toto il fair play finanziario sono davvero pochi. Tra questi solo il Bayern Monaco e il Napoli chiudono l’annata in positivo. Tra le società italiane, il Napoli riesce ad avere significative entrate con chiusure dei bilanci in positivo. Il club di De Laurentiis ha un attivo di oltre 22 milioni di euro, frutto delle continue qualificazioni nelle coppe europee e delle ottime operazioni di mercato, con le plusvalenze nelle cessioni di Lavezzi e Cavani. Anche la Fiorentina è entrata nella classifica dei club virtuosi, chiudendo nel 2012 e 2013 il bilancio in positivo.

Le Sanzioni

Chi non rispetta il fair play finanziario incorre in delle sanzioni. E’ successo da poco al Manchester City e al Psg. Le due società hanno passivi eccessivi (70 milioni per il club inglese e quasi 120 per i francesi) frutto delle spese folli e monte ingaggi elevati. Il club inglese dovrà portare il proprio deficit ad un massimo di 20 milioni nella stagione seguente, e nel 2015 a 10 milioni di euro. Inoltre ha l’obbligo di pagare alla Uefa la multa di 60 milioni di euro, gli ingaggi non potranno aumentare nel corso delle prossime due stagioni e la rosa sarà limitata a 21 giocatori.

Situazione analoga per il club parigino che dovrà versare nelle casse Uefa la cifra di 60 milioni di euro e gli ingaggi nelle stagioni 2015/2016 non potranno esser ritoccati. Il club degli sceicchi dovrà limitare a 30 milioni le perdite nella prossima stagione e dovrà mirare al pareggio di bilancio nel 2016. 

Trucchi e raggiri

Ad ogni regola c’è sempre chi cerca in qualche modo di aggirarla. E’ quello che ha fatto il club parigino che grazie alla alla maxi sponsorizzazione della Qatar Tourism Authority ha cambiato le carte in tavola, ottenendo soldi freschi per far metter il segno più nella casella “entrate”. Gli introiti provenienti dallo sponsor ammontano a circa 700 milioni di euro in 5 anni e andranno ad influire in maniera retroattiva su tutti i bilanci dei francesi, che vedranno aumentare fino a quasi 400 milioni di euro il proprio fatturato. Senza la maxi sponsorizzazione gli incassi si fermano a quasi 234 milioni, più dell’Inter, in linea con il Milan, dietro la Juventus che si attesta attorno ai 270 milioni.

La UEFA su questo dovrà fare chiarezza e perciò sta avviando delle indagini dettagliate. Se venisse accertata l’effettiva irregolarità degli investimenti il Psg rischierebbe grosso, anche la partecipazione alla Champions League

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un pò di nostralgia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


“Collisioni” il Festival di Letteratura e Musica in Collina


I Deep Purple infiammano le Langhe: in diecimila intonano ‘Smoke on the water’

BAROLO, 19 luglio 2014 – Anziani ragazzi con coda e barba brizzolata, giubbotti Harley e bandane d’antan. Il popolo dei Deep Purple (si proprio quelli, che da quasi mezzo secolo rivaleggiano allegramente con la giovanile e incredibile esuberanza dei Rolling Stones) riempie le colline del vino. Sold out venerdi 18 luglio per l’unica data italiana del gruppo inglese antesignano del rock heavy metal. Diecimila paganti alla serata inaugurale del festival Collisioni, un appuntamento di musica e letteratura fondato cinque anni fa da un gruppo di ragazzi under 30 che mai avrebbero immaginato di crescere fino a diventare evento. Un successo favorito certo dagli innumerevoli wine bar che offrono Barolo e Barbaresco a prezzi modici, e degustazioni a profusione.

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Puntualissimi i mitici Deep alle 21.30 infiammano la piazza rossa, accanto a quella blu dove il sabato mattina Fausto Bertinotti percorre “La corsia di sinistra”. I Deep Purple iniziano con Apres vous, Into the fire, Hard lovin man, Strange… Ci si riscopre giovani, insieme a tanti che giovani lo sono davvero e non vogliono perdere l’occasione di ascoltare dal vivo le radici di un rock entrato nella storia universale della musica. Birre alla mano si canta e si balla. Qualcuno ha scelto di ascoltare dalla splendida terrazza del ristorante Brezza, fra calici di rosso e ravioli del plin. La calda terra piemontese, coi suoi vigneti da poco dichiarati patrimonio dell’Unesco, brinda al suo festival agri rock per la gioia anche dei tanti stranieri presenti.

I diecimila nostalgici cantano a squarciagola “ Smoke on the Water” che Ian Gillan intona dopo un’ora e mezza di esibizione. Prima di arrivare al loro più grande successo di sempre, i Deep Purple hanno scaldato l’arena di Barolo con una selezione dei loro brani storici, cristallizzando la memoria degli anni Settanta in un concerto da ricordare.

Collisioni prosegue fino a lunedi’ 21 con preziosità letterarie e musicali. Imperdibili l’autore inglese Jonathan Coe (domenica alle 18.30 in piazza blu) e stavolta si, per i giovani, Caparezza alle 22.30.
Si chiude alla grande lunedì con un’altra unica data italiana. Suona e canta quel Neil Young a cui il festival e’ dedicato, col suo “harvest” (raccolto)  che racconta di letteratura agricola, di vigne e di country, nello spirito, anche alcolico, di Collisioni.

Nelson Mandela Day


Nelson Mandela Day

Nelson Mandela Day

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Essere liberi non significa solo spezzare le proprie catene. Significa vivere rispettando e valorizzando la libertà degli altri.

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Nelson Mandela è raffigurato nel doodle di Google di oggi, venerdì 18 luglio 2014: si celebra l’anniversario dei 96 anni della nascita del politico sudafricano e primo presidente eletto dopo la fine dell’apartheid.

Nella pagina principale del motore di ricerca, al posto del classico logo di Google, c’è un disegno che mostra il ritratto di Mandela. Cliccandoci sopra scorrono una serie di messaggi con alcune frasi famose attribuite a Nelson Mandela

 

Ferrari LaFerrari XX, immagini e sound dalla pista di Monza


Impressionante il rombo del motore

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Fonte:
http://www.motorionline.com/2014/07/11/ferrari-laferrari-xx-immagini-e-sound-dalla-pista-di-monza-video/?rtgx_plc=list_dxcolumn&ssidc=qsqhurohuyFonte:

 LaFerrari XX – LaFerrari XX, variante estrema della supercar di Maranello pensata per la pista, è stata filmata durante alcuni giri di test effettuati tra i rettilinei e le curve del circuito di Monza dove ha fatto sentire tutta la grinta del sound del suo propulsore.

LaFerrari XX, vestita di rosso, ha effettuato alcuni giri sul circuito di Monza, dove sta effettuando dei test di sviluppo. A stupire della nuova supercar estrema di casa Ferrari è lo straordinario rombo del motore, un sound pieno che non lascia indifferenti e che potete sentire in maniera limpida nel video qui di seguito

Una folla per l’addio a Faletti


Asti: I funerali nella chiesa della Collegiata di San Secondo

In centinaia hanno sfilato al teatro Alfieri di Asti per rendere omaggio a Giorgio Faletti, l’artista morto venerdì scorso per un male incurabile. Decine di amici, conoscenti ma soprattutto ammiratori, gente comune.  La camera è rimasta aperta fino alle 14. Nel pomeriggio i funerali che si tengono nella chiesa della Collegiata di San Secondo, sempre nella sua Asti, che ha proclamato il lutto cittadino.

In migliaia per dire addio all’artista astigiano

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Lunghi applausi hanno accolto nel centro di Asti il feretro di Giorgio Faletti arrivato nella chiesa della Collegiata di San Secondo dove saranno celebrati i funerali. Il corteo funebre ha lasciato il Teatro Alfieri, dove era allestita la camera ardente, per raggiungere la vicina chiesa. Due ali di folla hanno salutato con lunghi applausi il passaggio del feretro. Affollata la chiesa, così come è gremita la piazza antistante.

 

 

È morto Giorgio Faletti, scrittore, cantante ecc.


“Cari amici, a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia”

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Giorgio Faletti 2Stroncato da un tumore, l’artista astigiano aveva 63 anni. Dal “Drive in” televisivo ai tanti Festival di Sanremo (dove sfiorò la vittoria con “Signor tenente”), dai thriller diventati best seller al cinema, una carriera all’insegna dei continui cambiamenti

Faletti

Faletti era nato ad Asti il 25 novembre del 1950. Con lui scompare una figura unica, irripetibile, amabilmente eccentrica di versatilità artistica. Perché Faletti è stato cabarettista, attore, cantante, scrittore, compositore di musiche, paroliere, sceneggiatore, persino pittore. La favola della sua popolarità nasce però dall’ironia grottesca: quella delle gag surreali scolpite nella memoria televisiva del Drive In, nel bel mezzo degli anni Ottanta, quando interpreta Vito Catozzo e altre maschere paradossali dell’Italietta.

Una laurea, un palcoscenico. Uomo di spettacolo, di cultura e di buona sensibilità – Faletti era laureato in Legge – esordisce come cabarettista nel locale cult della comicità senza rete, faccia a faccia con il pubblico: il Derby di Milano. Sono gli anni Settanta, quelli formidabili per il cabaret e in particolare per quel palcoscenico milanese, dove in quelle stagioni si avvicendano giovani anticonformisti dell’intrattenimento come Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi, Francesco Salvi. In televisione si fa notare come spalla di lusso di Raffaella Carrà ai tempi di Pronto Raffaella. Ma è il 1985 l’anno topico, il prologo della sua popolarità (che non verrà mai meno, malgrado le mille trasformazioni artistiche) quando Faletti interpreta uno dei personaggi centrali del Drive In di Antonio Ricci, fucina di talenti e spettacolo innovativo, decisamente fuori dagli schemi dell’epoca.

 

 

Telelombardia, Sardegna1, Telepadania in difficoltà ……..


Si complica la situazione per i lavoratori di Telelombardia. L’emittente televisiva lombarda ha annunciato il licenziamento di 54 lavoratori sugli attuali 128.

Telelombardia[1]

In una nota arrivata il 26 giugno a Cgil, Cisl e Uil, Telelombardia – secondo i sindacati – ha comunicato di non essere in grado di sottoscrivere un accordo di solidarietà in alternativa alla procedura di licenziamento collettivo, “a causa dell’organizzazione del lavoro in essere“.

«Nonostante le continue sollecitazioni da parte delle organizzazioni sindacali di utilizzare lo strumento della solidarietà per la salvaguardia del perimetro occupazionale, Telelombardia sceglie la strada dei licenziamenti. L’azienda ha dichiarato di voler procedere alla riduzione di 54 lavoratori sugli attuali 128 in forza. Nonostante le dichiarazioni fatte in sede istituzionale in cui l’azienda aveva dichiarato la propria disponibilità a prendere in considerazione il contratto di solidarietà in alternativa alla procedura di licenziamento collettivo, in un ultima nota pervenuta il 26 giugno a CGIL CISL e UIL, Telelombardia ha comunicato di non essere in grado di sottoscrivere tale accordo a causa dell’organizzazione del lavoro in essere. Denunciamo che su questo tema non c’è mai stato un vero confronto di merito, confronto, che rientra nelle normali relazioni sindacali». E’ quanto si legge in una nota della Fistel Cisl Milano Metropoli. «Riteniamo inaccettabile – prosegue il sindacato – la decisione di procedere al licenziamento di 54 lavoratori che si troverebbero senza protezione sociale. Chiediamo alla società di rivedere questa posizione al fine di salvaguardare l’occupazione e le professionalità delle persone che hanno permesso la crescita di Telelombardia. L’azienda si assuma le proprie responsabilità davanti ai lavoratori e alle istituzioni. La salvaguardia dei posti di lavoro viene prima di tutto! Ribadiamo la necessità di procedere con gli strumenti di tutela. La crisi dell’emittenza privata in alcuni casi è diventata l’alibi per tagliare i «rami deboli» e meno tutelati». Il 30 giugno alle ore 12 il sindacato annuncia un presidio davanti agli uffici della Regione di via Taramelli 24 «per chiedere il ritiro della procedura in atto e invitiamo tutti i lavoratori ad essere presenti».

Sardegna1 Tv. Una settimana di sciopero contro i licenziamenti
 
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CAGLIARI. Si conclude la vertenza di Sardegna 1. L’azienda completa la procedura di riduzione di personale annunciata l’1 febbraio scorso. Sono 12 i licenziamenti effettuati, le ultime 6 lettere sono state recapitate oggi a tecnici e giornalisti e si aggiungono alle altre 6 arrivate tra il 31 maggio e ieri. Il dimezzamento di organico arriva dopo due anni di contratto di solidarietà (riduzione dello stipendio del 33 per cento), mensilità arretrate e anni di contributi non versati al fondo pensionistico di alcuni giornalisti e tecnici. Lo scorso 5 agosto, il passaggio di proprietà: l’editore-banchiere Giorgio Mazzella, presidente di Banca di Credito Sardo (Gruppo Intesa), cede per 4 mila euro le quote della società che controlla Sardegna 1 Tv a Sandro Crisponi. A sua volta, Crisponi cede il 19 per cento delle quote a Luigi Ferretti e il 10 per cento a Mario Tasca. Il primo è il patron del circuito nazionale 7 Gold, il secondo un giornalista pubblicista che, assieme alle quote, acquisisce il ruolo di direttore responsabile della testata giornalistica. La nuova proprietà dichiara subito di non avere soldi per pagare gli stipendi.

TelePadania chiude i battenti: dopo 16 anni si punta solo sul web

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Dopo sedici anni di attività chiude «Telepadania». La Lega Nord ha deciso di puntare sui nuovi media e chiudere le casse del Movimento: la società che gestisce la tv, la «Celticon», controllata dal partito attraverso la finanziaria Fingroup, ha, quindi, avviato la procedura per cessare l’attività a partire dal primo luglio. Telepadania aveva rischiato di chiudere già due anni fa, quando però era stata avviata una delicata procedura di ristrutturazione del debito. Attualmente impiega sei dipendenti, tre giornalisti e tre tecnici, per cui la società dovrebbe chiedere la cassa integrazione in deroga. Parallelamente alla chiusura della tv, parte un nuovo progetto editoriale con il restyling del portale multimediale del quotidiano «www.lapadania.net».

 

Bancomat obbligatorio nei negozi dal 1° luglio. Ma c’è il trucco


Il 1° luglio scatterà l’obbligo POS per ogni pagamento sopra i 30 euro: ma senza sanzioni. Un pasticcio all’italiana

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Studi medici e professionali, commercianti, artigiani e imprese dovranno dotarsi di POS per ricevere pagamenti con bancomat, a partire dal 30 giugno.  Nessun ulteriore rinvio, dunque, per l’entrata in vigore di un provvedimento che ha avuto vita lunga e travagliata, a partire dal decreto legge che ha introdotto la misura (dl 179/2012, noto anche come Decreto crescita 2.0 o Decreto sviluppo bis). Ma anche nessuna sanzione prevista per chi non rispetterà l’obbligo di dotarsi della ‘macchinetta’.
POS OBBLIGATORIO, COSA PREVEDE
L’obbligo di registrare i pagamenti con POS è valido per tutti gli importi superiori a 30 euro.
Si applica a coloro che nell’anno precedente hanno fatturato oltre 200 mila euro e solo per le attività svolte all’interno degli esercizi e degli studi: sono queste le principali novità previste per l’obbligo dei pagamenti con strumenti tracciabili per i professionisti nello schema di decreto messo a punto dal Ministero dello sviluppo economico.
Nel regolamento si prevede che l’obbligo del Pos scatti solo per importi superiori ai 30 euro e trova applicazione solo per i pagamenti effettuati all’interno dei locali destinati allo svolgimento dell’attività di vendita o di prestazione di servizio, ed esclusivamente nel caso in cui il fatturato del soggetto che effettua l’attività sia superiore a 200mila euro. Condizione quest’ultima valevole però solo nella prima fase di applicazione, ossia a partire da luglio 2014. Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il limite potrà essere ridotto.
POSSIBILI RINCARI
Il tema, sollevato da Federconsumatori e Adusbef, riguarda l’eventuale rischio che i costi per dotarsi di Pos e per la gestione degli strumenti che ricevono pagamenti elettronici vengano scaricati sui cittadini. “La misura rappresenta un grande passo avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all’evasione, nonché un ampliamento ed un’agevolazione a favore del cittadino – affermano le due associazioni – La circolazione di meno contanti rappresenta, inoltre, un elemento di maggiore sicurezza, sia per il cittadino che per l’esercente. Ci auguriamo, però, che i costi ancora eccessivamente onerosi per dotarsi degli strumenti atti a ricevere pagamenti in moneta elettronica non siano scaricati in alcun modo sui prezzi e sulle tariffe“.
Chiunque effettui attività di vendita di prodotti e servizi con Bancomat infatti ha, rispetto al contante, non solo un costo fisso ma anche un costo in percentuale al prodotto venduto. I negozianti e professionisti potrebbero così aumentare prodotti e prestazioni per rifarsi della “gabella medievale” penalizzando i consumatori.
Potrebbero rivendicare agevolazioni fiscali legate all’obbligo di dotarsi dei nuovi dispositivi, chiedere interventi legislativi per porre dei tetti alle commissioni pagate agli istituti. Ma sbagliano a bollare l’obbligo di ricevere pagamenti elettronici da parte dei loro clienti come un «regalo alle banche». Il pagamento con bancomat o carta di credito è al limite un «regalo ai clienti», o meglio un servizio fornito loro. E considerando che il tracciamento delle transazioni consente di risalire ad ogni trasferimento di denaro, e di conseguenza rende più problematiche le prestazioni in nero, è anche un servizio alla collettività.

Lo ammetto, sono allergico al denaro contante. O, forse, sono semplicemente tra quelli che hanno scoperto il vantaggio di tenere nel portafogli pochi spiccioli e un paio di carte, rinunciando alle banconote. Fosse per me pagherei con carta di credito anche il caffé al bar del Corriere. Del resto, dove sta scritto che le carte servono solo per i pagamenti di una certa entità? Acquisto abitualmente con carta di credito il biglietto del treno (2,10 euro), il tagliando del gratta e sosta (1,20 o 2 euro a seconda della zona), l’ingresso in «area C» (5 euro), il pedaggio della tangenziale (1,70 euro) usufruendo tra l’altro della corsia veloce dei pagamenti automatici. Al supermercato credo di non avere mai pagato in contanti in vita mia. E, ovviamente, pago con carta di credito tutte le transazioni effettuate online.

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Per quale motivo non devo poter pagare con bancomat o carta il commercialista o l’idraulico o il falegname che magari mi chiedono due o trecento euro di prestazione? All’estero è assolutamente normale pagare con carta anche importi di modestissime dimensioni. In Italia non è raro trovare nei negozi cartelli che avvisano che i pagamenti con bancomat sono accettati solo a partire da una certa cifra. Il problema risiede nelle commissioni pagate alle banche che in alcuni casi sono per singola transazione e non in percentuale sull’importo pagato e questo è considerato una penalizzazione da parte degli esercenti, costretti a farsi carico di un costo che nel caso di piccoli importi può ridurre notevolmente il già risicato margine di guadagno. Ma non è questo il caso previsto dal nuovo provvedimento che impone l’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici solo al di sopra dei 30 euro.

I titolari di partite Iva dovrebbero considerare che un cliente soddisfatto è un cliente che ritorna. E agevolarlo anche nei pagamenti (perché devo per forza avere in casa 200 euro in contanti per pagare l’idraulico?) è un modo per contribuire a renderlo felice. Dovrebbero poi considerare anche il vantaggio per se stessi: i soldi finiscono direttamente sul conto corrente e questo evita loro di perdere tempo andando poi in banca a depositarli (vale ancora il detto che il tempo è denaro?). Non c’è alcun motivo per preferire il denaro contante. A meno che il contante non serva per effettuare, a propria volta, pagamenti cash (di fornitori o dipendenti) che non hanno alcuna spiegazione razionale.

All’estero i pagamenti elettronici sono una realtà quotidiana e consolidata e sono utilizzati per qualunque cosa, anche il caffè appunto. In Italia sono ancora difficoltosi perfino laddove, sui taxi ad esempio, ti aspetteresti di non avere problemi. Se il problema sono le commissioni troppo elevate, lo ribadiamo, le associazioni di categoria facciano sentire la propria voce con le banche e avranno la solidarietà dei consumatori. Ma non portino avanti una battaglia contro il cliente. Che ha sempre ragione, anche quando vuole pagare con carta.

Vasco Rossi – Parte il tour estivo


Inizia l’atteso tour di Vasco Rossi, si inizia tre date 25-26-30 giugno a Roma allo Stadio Olimpico, poi 4-5-9-10 luglio a Milano allo Stadio San Siro

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I fan sono in attesa per accoglierlo a braccia aperte come sempre. Intanto sul web, nei forum dei fan club corrono voci e si parla della probabile scaletta che il Blasco potrebbe seguire:

Intro, Gli spari sopra, Muoviti, Qui si fa la storia, La fine del millennio, Vivere,
Cambiamenti, La strega, Come stai, Manifesto futurista della nuova umanità,
Interludio, Dannate nuvole, Vivere non è facile, Sballi ravvicinati del terzo tipo,
C’ è chi dice no, Stupendo, Un senso, Medley rock (cosa vuoi da me, gioca con me,delusa, mi si escludeva asilo republic), Rewind, Siamo soli, Liberi liberi, Senza parole, Sally, Siamo solo noi, Vita spericolata, Albachiara

MUSICA: VASCO ROSSI, VI RACCONTO LA MIA SVOLTA METAL

Vasco Rossi nasce a Zocca, Vicino a Modena, il 7 febbraio 1952. Dopo essersi avvicinato al mondo della musica come deejay di Punto Radio e aver lavorato nel campo del teatro, Vasco incide i suoi primi …….

A 62 anni compiuti, e a un mese dalla nascita del primo nipotino, Vasco Rossi ha ancora voglia di mettersi in gioco. L’infezione al cuore e ai polmoni che ha messo a repentaglio la sua vita è un ricordo.

A NOVEMBRE 2014 PRESENTERA’ IL SUO NUOVO ALBUM DI INEDITI

alcuni brani dall’intervista sul Corriere della sera del 235/06/2014

Vasco : sa che c’è? che la politica o la fai o stai zitto, perché è lo stesso che discutere di calcio davanti alla Tv: non serve a niente, visto che l’allenatore non siamo né io né lei”
Vasco: Fino a due o tre anni fa non mi ero accorto che sotto i video di Youtube c’erano i commenti. Un giorno leggo:”Spero che ti venga un ictus vecchio drogato di merda“. Non c’ho dormito una notte. Poi mi sono detto: vecchio, be”, non posso certo dire di essere giovane. Drogato lo ero vent’anni fa, se lo ero, perché sono sempre stato un tossico dipendente, nel senso che l’eroina non l’ho mai toccata. Diciamo che ho fatto le mie esperienze, non me ne vanto, ma neanche me ne vergogno. Quanto all’ictus, anch’io spero che mi venga”.
 
 Discografia
incide i suoi primi brani pubblicati su 45 giri “Jenny” e “Silvia”.
La discografia di Vasco Rossi comprende 27 album ufficiali, tra cui 17 album registrati in studio, 8 album live e 2 raccolte. Inoltre Rossi ha rilasciato diversi singoli senza mai inserirli in album ufficiali e vari DVD contenenti videoclip delle proprie canzoni o registrazioni dei concerti.
 
1978 – MA COSA VUOI CHE SIA UNA CANZONE – Primo album
1979 – NON SIAMO MICA GLI AMERICANI, contenente “Albachiara”.
1980 – COLPA D’ALFREDO
1981 – SIAMO SOLO NOI
1982 – VADO AL MASSIMO  è anche  il titolo del brano che Vasco partecipa al Festival di Sanremo classificandosi ultimo,
1983 – BOLLICINE  dove con il brano “Vita spericolata” l’album arriva  al milione di copie vendute, 
1984 –  VA BENE, VA BENE COSÌ, album dal vivo
Vasco trascorre tre settimane in carcere per detenzione di Cocaina.
1985 – COSA SUCCEDE IN CITTÀ  
1987 – C’È CHI DICE NO
1989 – LIBERI LIBERI
1990 – FRONTE DEL PARCO, album dal Vivo
1990 – VASCO LIVE 10.07.1990 San Siro, Album dal Vivo
1993 – GLI SPARI SOPRA
1996 – NESSUN PERICOLO… PER TE
1997 – ROCK
1998 – CANZONI PER TE
1999 – REWIND, album dal vivo
2001- STUPIDO HOTEL, partecipa per la seconda volta al Jammin’ Festival di Imola, radunando oltre 100.000 persone.
2004 – BUONI E CATTIVI
2005- BUONI E CATTIVI LIVE ANTOLOGY 04.05
2008 – IL MONDO CHE VORREI
2009 – TRACKS 2 inediti & rarità
2010 – VASCO ISTANT LIVE IN LONDON
2011 – VIVERE O NIENTE
2012 – L’ALTRA META’ DEL CIELO
2012 – LIVE KOM011: The complete edition