Sono 2400 i fermati in tutto lo stato, 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo
Il presidente Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Nunez, che ha motivato la sua decisione ammettendo che le autorità hanno fallito e che sabato scorso, in alcune grandi città della Francia, è stato perso il controllo. Sono 60 mila gli agenti e i gendarmi schierati su tutto il territorio. Violenze e saccheggi hanno funestato il paese e non si sono fermati neanche stanotte nella capitale, dove i casseurs hanno preso di mira il centro commerciale di Les Halles, spostandosi poi attraverso la città nel tentativo di saccheggiare le boutique di lusso.
Il premier Lecornu, stamani, ha presieduto un’ulteriore unità di crisi, anche per tentare una prima valutazione dell’entità dei danni, che si preannunciano molto elevati. Ieri, nel suo discorso alla nazione, il capo dello Stato ha dichiarato: “Chi distrugge sarà chiamato a pagare“. Ha inoltre comunicato la sua intenzione di convocare tutte le forze politiche che, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, stanno trasformando gli scontri in un terreno di campagna elettorale.Il numero dei fermati continua a salire: sono 2400 in tutta la Francia, di cui 557 a Parigi. Intanto i gilet gialli hanno annunciato una nuova mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre.
Cts: “Salvini firmi impegni o non ci muoviamo”. Si teme anche per la consegna dei farmaci. Distributori esauriti in Puglia e Calabria, i tir non scaricano in Sicilia
Si diffonde in tutto il Sud Italia la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro-gasolio. Dalla Puglia alla Sicilia, dal Molise alla Calabria si svolgono azioni e presidi, in una mobilitazione che parte dalla richiesta al governo di intervenire su rincari giudicati non più sostenibili dei prezzi dei carburanti.
08:42 – 19 OttobreCondividi: Sull’A1 chiuso nodo A30 Caserta-Salerno – Alle ore 3.00 circa, sulla A1 Milano-Napoliè stato temporaneamente chiusoil nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, a causa della protesta degli autotrasportatori. Attualmente si registrano 2 km di coda nel tratto compreso tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Inoltre, in A30 Caserta-Salerno nel tratto compreso tra Maddaloni e il Bivio con la A1 verso Caserta, si registrano 3 km di coda. Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Agli utenti in viaggio da Napoli e diretti verso Salerno, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa verso Bari e proseguire sulla A30 verso Salerno. Agli utenti in viaggio in A1, provenienti da Napoli e diretti verso Roma, si consiglia di uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni, proseguire sulla SS700 in direzione Capua/Santa Maria Capua Vetere e rientrare in A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere.A chi viaggia in A16, provenienti da Bari e diretti verso Roma, si consiglia di uscire alla stazione di Benevento, percorrere la SS 372 Telesina e rientrare in A1 alla stazione di Caianello. continua articolo
Ex Ilva, esplode la protesta. Gli operai: “L’aeroporto di Genova è occupato”
Assemblea all’alba davanti allo stabilimento di Cornigliano. Al Cristoforo Colombo anche il presidente della Regione Marco Bucci: “Genova vuole continuare a lavorare”. Voli in ritardo. Sospeso accesso ai controlli
“Dichiariamo ufficialmente occupato l’aeroporto”. Riesplode la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva, a Genova, che hanno marciato in corteo dallo stabilimento verso lo scalo di Sestri Ponente. Ad annunciarlo al megafono è Armando Palombo (Rsu Fiom). Gli operai hanno bloccato gli accessi dello scalo. “L’accesso ai controlli di sicurezza è temporaneamente sospeso“, fa sapere l’Aeroporto ai passeggeri. “Seguiranno aggiornamenti non appena la situazione tornerà alla normalità”. Una delegazione di lavoratori è stata convocata in Prefettura. L’occupazione dello scalo sarà mantenuta sino al ritorno dei delegati.
La mobilitazione a oltranza punta a ottenere risposte immediate dal ministero, dopo l’invio della Pec di venerdì con cui i commissari hanno disposto un incremento della cassa integrazione a fronte della mancanza di approvvigionamenti di coils.
“Resteremo qui – ha urlato Palombo tra gli applausi e i cori dei lavoratori – finché questo governo non ci dà una risposta. Finché il governo, che ha messo i commissari, non fa alzare il culo ai commissari da Roma e ci dà una risposta chiara, molto chiara“.
Sul posto è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci, che si è intrattenuto con i sindacalisti a capo della protesta.
“Genova vuolecontinuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto – ha detto Bucci – L’accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione“.
Riferendosi alla lettera recapitata venerdì con la quale i commissari straordinari hanno annunciato l’aumento della cassa integrazione, Bucci ha spiegato: “Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente“.
Il corteo è stato preceduto da un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, questa mattina alle 7. Oltre ai lavoratori sono presenti anche figli degli operai, che hanno esposto uno striscione con la scritta: “Papà, la tua lotta il mio futuro”.
“In questo paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla. Vogliamo manifestare alla nostra maniera chequel provvedimento deve essere annullato, rivisto, sterilizzato”, attacca Palombo.
“Parlo di Genova, perché purtroppo Taranto respinge quel tipo di industria. Chi amministra vuole il green, col gas, ma il sindaco respinge la nave gasiera. Se anche la fanno, e io me lo auguro, ci vogliono 10 anni. Possiamo aspettare 10 anni? Lo diciamo anche alle forze dell’ordine: possiamo aspettare 10 anni? Non possiamo aspettare 10 anni con il mercato che tira,i rotoli che potrebbero essere lavorati e la gente che ha i mutui da pagare. Non possiamo!”.
Nicola Appice (Fim Cisl) ha posto l’accento sulla vertenza complessiva e sull’imminente pronunciamento della Cassazione per Taranto.
“I tre giorni sotto la prefettura sembravano aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils per non fermare Genova. Poi venerdì è arrivata la comunicazione di una cassa integrazione che rischia di bloccare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Se si fermano quelli, rischia di bloccarsi tutta la lavorazione rimasta. Serve garantire gli approvvigionamenti subito: siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare il lavoro“. Sono presenti i parlamentari del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.
I voli – “Manifestazione in corso: possibili code e disagi per raggiungere l’aeroporto. Invitiamo i passeggeri a mettersi in viaggio con largo anticipo“. E’ il messaggio che compare sul sito dell’Aeroporto di Genova, dopo l’occupazione di parte dello scalo da parte degli operai dell’ex Ilva. Diversi voli risultano in ritardo, sia in partenza sia in arrivo. I lavoratori ex Ilva hanno ‘chiuso‘ anche il corridoio lasciato aperto in precedenza per consentire ai passeggeri dell’aeroporto Colombo di Genova di raggiungere i gate di imbarco. Brevi momenti di tensione si sono verificati tra manifestanti e le persone in attesa di accedere ai banchi di check in. Intanto in aeroporto è arrivato anche lo striscione dei lavoratori di Ericsson (l’azienda ha annunciato 131 licenziamenti, ndr) in solidarietà con i metalmeccanici ex Ilva.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
A Lione è stato appiccato un incendio all’ufficio del turismo nel corso delle manifestazioni di protesta di oggi, sabato 17 ottobre.
Come riporta Cnews, l’edificio è stato prima bersagliato con il lancio di oggetti e proiettili, poi è stato saccheggiato. All’interno della struttura è quindi scoppiato un incendio, causato a quanto pare dal lancio di fuochi d’artificio e bombe carta, indirizzati anche contro le Forze dell’ordine.
La Polizia è riuscita a far allontanare i manifestanti e a disperdere una parte delle persone protagoniste dell’attacco, che agivano a volto coperto, utilizzando gas lacrimogeni e granate stordenti. Su ‘X’ il prefetto della regione ha invitato i manifestanti pacifici a prendere le distanze dai violenti.
Francia in fiamme per le proteste contro il caro vita: a Lione incendiato ufficio del turismo
Violenti scontri durante la manifestazione contro il caro vita. La polizia ha dovuto rispondere con i lacrimogeni al fitto lancio di oggetti da parte dei manifestanti. Tafferugli anche a Bologna e Torino
Gli scontri durante il corteo a Milano (Foto LaPresse)
Alta tensione per le strade di Milano. Nel pomeriggio di oggi, sabato 17 ottobre 2026, si sono verificati duri scontri fra manifestanti e forze dell’ordine nel centro cittadino. Scene da guerriglia urbana si sono registrate in piazza Duomo, dove la polizia ha lanciato lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno aperto alcuni estintori e scagliato vari oggetti, fra cui cestini della spazzatura, sassi, tavolini e transenne. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, ha fornito un primo bilancio: “Due poliziotti feriti e trasportati d’urgenza in ospedale e 40 manifestanti fermati: questo il primo bilancio degli scontri in piazza Duomo a Milano, dove gruppi di violenti hanno attaccato le Forze dell’Ordine con bombe carta, pietre e transenne“.
Il corteo contro il caro vita – I disordini sono scoppiati nel corso della manifestazione contro il caro vita, convocata in contemporanea alle proteste in corso in Francia. La mobilitazione, organizzata a Milano come in altre città della penisola dal comitato “Italia in piazza“, è iniziata verso le 15, con la partenza che è stata subito turbolenta.
I partecipanti, circa cinquemila e quasi tutti giovanissimi, hanno acceso e lanciato alcune bombe carta, petardi e fumogeni. In via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, è partita una fitta sassaiola in direzione dei reparti mobili, accompagnata dal lancio di bottiglie, sedie e tavolini presi dai locali commerciali della zona. La polizia ha risposto con alcune cariche di alleggerimento nel tentativo di disperdere la folla. In seguito a queste azioni e ai violenti scontri corpo a corpo si registrerebbero già diversi feriti.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita (Foto LaPresse)
Scontri con la polizia – La reazione delle forze dell’ordine ha spezzato il corteo in due tronconi principali: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra è confluita nuovamente verso piazza Duomo. Il tratto stradale teatro degli scontri è stato completamente circondato dal dispositivo di sicurezza della polizia, che ha sigillato gli accessi consentendo alle persone soltanto di defluire e uscire dall’area e impedendo nuovi ingressi.
Durante le cariche e i respingimenti, alcuni gruppi isolati di giovani si sono diretti in via Bossi, dove sono state danneggiate le pensiline delle fermate Atm e sono state infrante le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. La situazione, sebbene rimanga estremamente tesa a causa di piccoli focolai di protesta e di cori ostili come “Tout le monde déteste la police“ intonati dai manifestanti all’indirizzo degli agenti, è al momento in fase di lento contenimento.
Tafferugli anche a Bologna e Torino – Momenti di tensione anche davanti alla stazione di Bologna tra manifestanti e forze dell’ordine. A piazzale Medaglie d’Oro alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie contro la polizia che ha risposto con idranti e lacrimogeni. Al momento le forze dell’ordine hanno fermato sette persone la cui posizione è ora al vaglio.
La manifestazione contro il caro vita a Torino (Foto LaPresse)
A Torino un gruppo di manifestanti ha lanciato sassi e bottiglie contro lo schieramento delle forze dell’ordine sistemate a protezione dell’ingresso della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Gli agenti hanno risposto lanciando dei lacrimogeni, che hanno disperso la folla.
Nuova giornata ad alta tensione in tutto il Paese, dove decine di migliaia di persone stanno manifestando per l’aumento dei prezzi dei carburanti e la perdita di potere d’acquisto
Proteste e scontri in Francia (Foto LaPresse)
Francia di nuovo in piazza oggi contro il caro vita: alta tensione a Parigi e Marsiglia con oltre cento persone fermate, lacrimogeni e attacchi contro edifici e negozi.La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre 2026 coinvolge studenti, sindacati, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, riuniti per protestare contro l’aumento del costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento dei servizi pubblici.
Alta tensione a Parigi – Parigi è uno degli epicentri della protesta e la giornata è stata segnata fin dalle prime ore da episodi di tensione. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli e ha comunicato che sono già un centinaio le persone fermate in totale nella capitale, per lo più per possesso di armi e per aver indossato protezioni vietate.
A Place de la République le forze dell’ordine sono intervenute con i lacrimogeni, mentre uno degli episodi più gravi sarebbe avvenuto nella sede della rete televisiva CNews. Secondo la ricostruzione dei quotidiani francesi, tutto è iniziato intorno alle 7 quando persone “incappucciate” hanno bloccato l’accesso al parcheggio davanti all’edificio che si trova nella zona ovest di Parigi e ospita anche la redazione di Europe 1. Secondo la polizia, a Parigi sono attesi tra i 30mila e i 60mila manifestanti, mentre in tutto il Paese le persone in piazza potrebbero essere tra 90mila e 170mila.
Le proteste in Francia (Foto LaPresse)
Scontri a Marsiglia – Tensioni anche a Marsiglia, dove durante le manifestazioni sono stati presi di mira un posto di polizia municipale e alcuni esercizi commerciali: “Sono state infrante le finestre e lanciati fumogeni all’interno – scrive Bfmtv, citando fonti dalla prefettura -. Un tentativo di incendio doloso è stato sventato. Non si segnalano feriti“.
Secondo quanto riferisce Le Parisien i primi incidenti a Marsiglia si sono verificati già nella tarda mattina in via La Canebière e nelle vie circostanti, con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei negozi infrante. Un negozio di Sfr, il secondo operatore di telecomunicazione in Francia, è stato tra quelli presi di mira.
Le proteste a Lione – Violenze anche a Lione, dove una filiale dell’ufficio del turismo è stata saccheggiata e incendiata oggi a margine della mobilitazione contro il carovita.L’incendio doloso, secondo quanto riporta Afp, è avvenuto su un lato di Place Bellecour, dove gruppi di giovani incappucciati hanno lanciato oggetti e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, che hanno replicato facendo uso di un idrante, di gas lacrimogeni e granate stordenti. “Le forze dell’ordine stanno mettendo in atto manovre per disperdere i gruppi violenti“, mentre ai vigili del fuoco viene impedito di raggiungere l’incendio nella sede dell’ufficio del turismo, ha precisato la prefettura del Rodano.
Fermi in tutto il Paese – Secondo quanto segnalato dal governo francese al momento sono 166 i fermi effettuati dalla polizia in tutto il Paese: “Il movimento si traduce in una mobilitazione molto intensa da parte dell’area dell’estrema sinistra, che mira esclusivamente a creare disordine – riferiscono fonti vicine al ministro dell’Interno, Laurent Nunez -. Tali azioni sono caratterizzate da atti violenti e mirati, compiuti in alcune località da individui incappucciati organizzati in ‘black bloc’ (in particolare a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa, Angers): tentativi di saccheggio, aggressioni alle forze dell’ordine, incendi di arredi urbani, attacchi contro sedi del potere e organi di informazione“.
Intanto da Matignon hanno confermato a Bfmtv che è prevista per le 18 una nuova riunione dell’unità di crisi al ministero dell’Interno per fare il punto sulle manifestazioni di questa giornata di mobilitazione. Presenti alla riunione i capi di gabinetto del premier, Sebastien Lecornu, del ministro degli Interni, Laurent Nunez, e del ministro della Giustizia, Gérald Darmanin.
In centinaia a Place de la République, Polizia interviene con lacrimogeni. Assaltata la sede di CNews
Proteste in Francia – (Afp)
Francia di nuovo in piazza oggi contro il caro vita: alta tensione a Parigi e Marsiglia con decine di persone fermate, lacrimogeni e attacchi contro edifici e negozi. La mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre 2026 coinvolge studenti, sindacati, attivisti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, riuniti per protestare contro l’aumento del costo della vita, il caro carburanti e il peggioramento dei servizi pubblici.
Parigi, almeno 00 arresti: lacrimogeni e tensioni in piazza – Parigi è uno dei principali epicentri della protesta e la giornata è stata segnata fin dalle prime ore da episodi di tensione. La Prefettura di polizia ha intensificato i controlli e ha comunicato che sono già un centinaio le persone fermate, per lo più per possesso di armi e per aver indossato protezioni vietate. A Place de la République le forze dell’ordine sono intervenute con i lacrimogeni, riferisce Bfmtv.
Tra gli episodi più gravi, l’attacco alla sede della rete televisiva CNews. Secondo la ricostruzione, tutto è iniziato intorno alle 7 quando persone “incappucciate” hanno bloccato l’accesso al parcheggio davanti all’edificio che si trova nella zona ovest di Parigi e ospita anche la reazione di Europe 1.
A Parigi, hanno detto fonti di Polizia a Bfmtv, sono attesi tra i 30 e i 60.000 manifestanti. In tutto il Paese, le autorità si aspettano scendano in piazza tra le 90.000 e le 170.000 persone.
Marsiglia, attaccati un posto di polizia e un negozio – Tensioni anche a Marsiglia, dove durante le manifestazioni sono stati presi di mira un posto di polizia municipale e alcuni esercizi commerciali. “Sono state infrante le finestre e lanciati fumogeni all’interno. Un tentativo di incendio doloso è stato sventato. Non si segnalano feriti“, riferisce Bfmtv citando fonti dalla prefettura di Marsiglia.
Secondo quanto riferisce Le Parisien iprimi incidenti a Marsiglia si sono verificati già nella tarda mattina in via La Canebière e nelle vie circostanti, con cassonetti della spazzatura incendiati e vetrine dei negozi infrante. Un negozio di Sfr, il secondo operatore di telecomunicazione in Francia è stato tra quelli presi di mira. Il principale raduno dei manifestanti è previsto per le 14:00 al Porto Vecchio, conclude il sito del giornale.
Si infiammano le scuole e sale la protesta dei ragazzi riuniti per il “No Meloni Day”, in corso manifestazioni in tutto il Paese. Lancio di pietre e bastoni contro la polizia a Torino, fumogeni e cassonetti ribaltati nella Capitale
Convocati per oggi cortei in tutta Italia, sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture.
Gli studenti in corteo a Roma hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, lanciando petardi e fumogeni contro l’edificio e urlando “noi da qui non ce ne andiamo” e “Valditara esci dal palazzo”. Poliziotti e carabinieri sono schierati in tenuta antisommossa all’ingresso dell’edificio. Tensioni e lanci di pietre, bastoni e uova contro gli agentianche a Torino, già teatro di tensioniieri: un gruppo di quaranta giovani col volto coperto da maschere e passamontagna aveva fatto incursione in tre scuole.
12:15 – Torino, cordone di prof si frappone tra studenti e polizia
(ansa)
Alcuni docenti si sono frapposti tra gli studenti in corteo e gli schieramenti delle forze dell’ordine in corso Inghilterra, a Torino, dove la manifestazione è ferma davanti ai mezzi della polizia che sbarrano la strada. Gli insegnanti, scesi in piazza in solidarietà con gli studenti, si erano schierati in testa al corteo, tenendosi a braccetto dietro lo striscione “Assemblea Torino“. Alcuni manifestanti stanno dialogando con le forze dell’ordine per consentire la prosecuzione del corteo.
11:50 – Roma, tensioni davanti al ministero dell’Istruzione: lancio di petardi e bombe carta contro la polizia
Gli studenti sono arrivati a viale Trastevere a Roma, davanti al ministero dell’Istruzione. Il gruppetto di incappucciati continua a lanciare petardi e bombe carta contro gli schieramenti di polizia, mentre il resto del corteo prosegue a intonare cori per la scuola e contro le guerre, per i fondi all’istruzione e contro il governo. Sulle scalinate sono arrivati anche bastoni e un estintore.
11:46 – Torino, bruciato un carro armato di cartone davanti all’ufficio scolastico regionale
(ansa)
Dopo aver sfilato per corso Re Umbertoa Torino, il corteo formato da alcune migliaia di studenti ha raggiunto la sede dell’Ufficio scolastico regionale in corso Vittorio Emanuele, dove, dopo aver lanciato alcune uova contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’edificio, un gruppo di manifestanti travisati ha acceso alcuni fumogeni con i quali è stato dato alle fiamme un piccolo carro armato di cartone.
11:38 – Studenti in corteo a Genova: “Soldi alla scuola, non alla guerra”
La manifestazione organizzata questa mattina da Osa per le vie del centro di Genova: lancio di uova contro due gigantografie della premier Meloni e del ministro dell’Istruzione Valditara.
11:27 – Roma, tensioni a Testaccio: fumogeni, cassonetti ribaltati e lancio di petardi
A Roma un gruppo di ragazzi, su via Marmorata, ha indossato passamontagna e cappucci sotto ombrelli scuri: un piccolo blocco nero di una cinquantina di adolescenti al centro del corteo, al quale partecipano migliaia di ragazzi. Hanno creato barricate con i cassonetti, lanciato petardi e acceso fumogeni. Rimosse le barricate, il blocco si è infilato di nuovo nel corteo cantando “Tous le monde deteste la police”. Bruciate bandiere degli Stati Uniti e di Israele.
11:23 – Lancio di uova contro la polizia al corteo di Torino
(lapresse)
Lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele II a Torino, dove è arrivato il corteo di oltre duemila studenti che stanno manifestando contro le politiche del governo sulla scuola e le spese militari. Dopo aver percorso corso Re Umberto, i manifestanti hanno raggiunto l’edificio presidiato dalle forze dell’ordine. Al grido “Tout le monde déteste la police“, sono state lanciate alcune uova contro gli agenti.
11:18- Napoli, la protesta va avanti: occupati altri tre istituti
Cresce il fronte della protesta degli studentia Napolicontro Decreto scuola, caro vita, tagli all’istruzione, riarmo e Cpr. Le occupazioni degli istituti andranno avanti fino a fine mese. I collettivi e i coordinamenti studenteschi guardano come obiettivo la mobilitazione generale di venerdì 30, preceduta dalle manifestazioni di oggi a Roma e di sabato 24 a Castel Volturno.
11:07 – Roma, cassonetti per bloccare le strade
Cassonetti in viale Aventino, a Roma, per bloccare le auto. Sul viale nel centro della Capitale un gruppetto di studenti ha spostato in mezzo alla strada bidoni e spazzatura per fermare le macchine in transito. Il blocco si è risolto in pochi minuti senza tensioni. Cassonetti ribaltati anche in piazza Albania.
11:01 – Gli universitari a Torino: “Se non cambia sarà come in Francia”
(ansa)
“Mandiamo un messaggio chiaro a questo sistema che preferisce finanziare un genocidio, piuttosto che dare soldi all’istruzione e difendere gli studenti. Se le cose non cambieranno faremo come in Francia“. A dirlo al megafono gli studenti dello spezzone universitario del collettivo Cambiare Rotta, che stanno manifestando a Torino.
10:58 – Pisa, un blitz degli allievi della Normale ritarda la cerimonia di inizio dell’anno accademico
Alcune decine di allievi del corso ordinario della Scuola Normale di Pisa hanno occupato con un blitz pacifico la scalinata dell’istituzione accademica che conduce alla sala dove stamani, a partire dalle 10, era prevista la cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2026/2027 per protestare “contro i tagli e la mancanza di trasparenza della Scuola” nei confronti degli studenti relativamente ai criteri di ammissione. L’inizio della cerimonia è stato ritardato e non è stato ancora comunicato il nuovo orario di inizio.
10:55 – Bari, giovani in piazza per la scuola pubblica: “Non vogliamo caserme”
Edifici in condizioni sempre più precarie, fondi insufficienti all’istruzione pubblica, poche prospettive per chi esce da tecnici e professionali. Sono i problemi che stamattina hanno riportato in strada a Barigli studenti delle superiori. Il corteo di Osa, composto da circa 300 ragazzi, è partito alle 9 da piazza Umberto per chiedere “una nuova scuola pubblica”.
10:53 – A Genova si mobilitano anche i docenti
Si mobilitano anche i docenti del liceo artistico Klee Barabino, oltre che gli studenti, che hanno occupato la scuola. Le organizzazioni sindacali Flc Cgil Genova, Gilda, Snals e Usb scuola, insieme alle Rsu di Flc CGIL e Snals, proclamano lo stato di agitazione del personale docente.
10:43 – Torino torna in piazza dopo le tensioni: “Meloni devi andartene”
«Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene». Si apre con questi cori il corteo degli studenti torinesi, dopo giorni di scioperi, occupazioni e assalti in oltre venti istituti della città. Allerta alta: deviati i mezzi pubblici e chiusi gli accessi a Porta Susa e alla metro.
10:39 – “No Meloni Day” a Cagliari, i ragazzi in piazza: “La scuola non si tocca”
Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day“. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra“. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori.
10:27 – I licei romani in piazza contro Valditara
Gli studenti di numerosi licei romani – dal Virgilio al Gassman all’Albertelli, fino all’Augusto – hanno organizzato un corteo di protesta contro il ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditara, chiedendo “una scuola che funzioni e non si limiti a sopravvivere”. La manifestazione è partita dalla metro B Cavour alle 9:45, con probabile destinazione il ministero dell’Istruzione e del Merito. Partecipano diverse forze politiche studentesche, tra cui il coordinamento autonomo studentesco romano, Osa e Les Blocages. Durante il corteo, i manifestanti scandiscono slogan contro il ministro e intonano canti come “Bella ciao”, esponendo striscioni e bandiere palestinesi. Le forze dell’ordine presidiano il percorso, che attraversa zone centrali di Roma, tra cui il Colosseo e il Circo Massimo. “Siamo in migliaia”, annunciano i manifestanti dai megafoni, mentre i turisti fotografano il corteo.
10:15 – Partiti cortei in alcune città del Veneto
Alcuni cortei studenteschi sono partiti stamani in tre città del Veneto, nella giornata di protesta contro le politiche del governo sulla scuola e in solidarietà con le mobilitazioni francesi. Le manifestazioni si svolgono a Padova – dove ieri la Questura aveva disposto alcune misure di prevenzione nei confronti di minorenni che istigavano alla violenza – a Mestre (Venezia) e aTreviso. Nel pomeriggio è annunciata una manifestazione della Rete Studenti Medi a Belluno.
10:12 – Bologna, cortei degli studenti e piazze per il clima
Giornata di mobilitazione e protestaa Bologna. A partire dalle scuole, con i cortei verso l’Ufficio scolastico, e poi nelle piazze dove si torna a gridare l’emergenza climatica. La protesta degli studenti parte dal Galvani per allargarsi agli altri istituti.
10:04 – Allerta massima a Roma
Massima l’attenzione nella Capitale, dove oltre alla mobilitazione degli studenti – da piazza Cavour al ministero dell’Istruzione – sono previste anche la commemorazione per l’83esimo anniversario del rastrellamento al ghetto di Roma. Nel pomeriggio, inoltre, è prevista la manifestazione dei “Friday for future”che partirà da piazzale Ostiense per poi ritornare, dopo un percorso tra le strade della zona, alla fermata Piramide.
10:00 – A Milano il corteo studentesco contro il tetto agli stranieri: “Fuori i razzisti dalla scuola”
Megafoni, musica, fischietti, bandiere pro Palestina e striscioni contro Valditara per rivendicare “una scuola antirazzista”. È partito da largo Cairoli a Milanoil corteo promosso dal Coordinamento dei collettivi studenteschi. L’iniziativa dal titolo “A scuola nessuno è solo” è una protesta contro “le politiche del governo Meloni e le misure del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara”, a partire dal limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, ma vuole anche denunciare “le condizioni degli edifici scolastici, i tagli all’istruzione, il caro vita e il costo di trasporti e alloggi”.
09:57 – Studenti in corteo verso il centro di Torino
Dopo giorni di occupazioni degli istituti superiori, accompagnate da tensioni e danneggiamenti, la protesta degli studenti a Torino si sposta nelle strade. Stanno raggiungendo piazza XVIII Dicembre, nel centro del capoluogo piemontese, con piccoli cortei partiti dalle diverse scuole in stato di agitazione. Davanti al liceo Gioberti è comparso uno striscione con la scritta“Soldi alla scuola no alla guerra. Scuole in rivolta per un futuro nuovo“.
09:55 – Verona, studenti incendiano cassonetti per protesta
Un gruppo di studenti dell’Istituto Statale Giorgi di Verona ha incendiato cinque cassonetti e un monopattino. Da quanto si è appreso non si è trattato di una bravata, ma di un’azione di protesta in seguito ai provvedimenti punitivi decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sono mobilitati con una chat, prima dell’inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto vigili del fuoco e polizia.
Morto ammanettato, la manifestazione di Bologna. La sorella della vittima si sente male al sit-in di raccoglimento voluto dal Comune. Stato e polizia nel mirino di striscioni e cori degli estremisti: “Assassini”. Undici i feriti tra agenti e attivisti, due fermati
Da una parte il dolore, le lacrime, le urla lancinanti dei famigliari davanti al Sacrario dei partigiani, al grido di“Giustizia e verità”. Dall’altra la rabbia, la violenza, gli scontri tra i manifestanti e la polizia(video)in una Bologna, ancora una volta, a ferro e fuoco. Il presidio indetto per Abderrhaim Fakir, cittadino marocchino morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia, ha visto arrivare in piazza quattromila persone, oltre ai famigliari del 42enne e a molti politici del centrosinistra locale.
Gli scontri tra polizia e antagonisti – Poi sono arrivati anche i facinorosi, almeno 200: hanno aizzato la piazza al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”, spianando mano a mano la strada alla tensione che alla fine è sfociata negli scontri.
Sono volatida una parte cartelli stradali, bombe carta, bottiglie vuote verso gli agenti schierati. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Si sono levati scudi e manganelli e la violenza – così com’è stato lo scorso anno sotto le Torri dopo la morte di Ramy a Milano o prima della partita di basket tra la Virtus e gli israeliani del Maccabi Tel Aviv – ha preso il sopravvento.
Momenti di tensione – A nulla sono serviti gli appelli dei famigliari e di chi, con le foto di Fakir in mano, ha parlato di “un giorno di lutto” dove “non ci può essere spazio per la violenza”. Non è bastato neppure lo sforzo di una donna con l’hijab, che ha strappato via dalle mani di un ragazzo con il volto travisato una bottiglia vuota. La marea umana, con antagonisti e collettivi in prima fila, si è spinta sempre di più verso la Prefettura. Fino a che la tensione non è esplosa.
Undici feriti – Almeno cinque feriti tra i poliziotti(altri sei si sono registrati tra gli attivisti). Almeno tre sono quelli che hanno richiesto un medico tra le fila dei manifestanti, tra i quali c’erano volti noti dei collettivi universitari, di Tpo, Labàs e i comitati popolari del Pilastro. Tanti anche i ragazzini col volto travisato, affianco ai professionisti del disordine. Due, invece, i fermati.
Malore per la sorella di Abderrhaim – Il cordoglio era partito alle 19 con il presidio lanciato da Matteo Lepore. Il sindaco aveva lasciato spazio ai famigliari di Fakir: un momento straziante, tanto che la sorella di Abderrhaim – Kadija – ha anche accusato un malore a seguito di un calo di zuccheri, forse per l’emozione, e un’ambulanza si è dovuta fare largo tra la folla per soccorrerla (non è in pericolo).
La nipote: “No odio, ma giustizia” – A prendere parola è stata però la nipote, Yosra(video): “Quello che successo ha lasciato dolore, rabbia e tante, tante, tante domande – ha scandito la ragazza piangendo copiosamente –. Non siamo qui per chiedere odio o vendetta, ma giustizia, rispetto e soprattutto umanità”. Poi la famiglia della vittima ha incontrato il questore Gaetano Bonaccorso, insieme con Lepore, che ha detto: “Sono scioccato. Bologna ha tante domande, dovranno essere i magistrati a rispondere”.
Oggetti contro la polizia, partiti gli idranti – Ma è quando è finito il momento del cordoglio, e sono partiti gli slogan contro le forze dell’ordine, che la situazione è degenerata. Il ‘serpentone’ si è spostato dalla piazza a sotto la Prefettura, circumnavigando il Comune, e ha riempito il largo davanti al palazzo del Governo. Sono spuntate bandiere della Palestina,i cori si sono fatti più aggressivi e rumorosi. Qualcuno ha cercato di trattenere i facinorosi, chiedendo “rispetto per la morte di un uomo”; altri sono rimasti in sit-in davanti ai blindati, mentre un elicottero ha pattugliato la città dall’altro per tutto il tempo. La diplomazia non è durata a lungo: poco dopo le 20 sono volati i primi oggetti contro i poliziotti e sono partiti i primi getti degli idranti. Più volte.
L’avvocato Anselmo: “Scontri, attacco alla famiglia di Fakir” – Fabio Anselmo, avvocato dei Fakir, ha parlato degli scontri come di “una ferita” e di “un attacco alla famiglia che ha chiesto calma, educazione e rispetto”. Un gruppo di 100 antagonisti con il volto travisato è rimasto a lanciare la qualunque contro gli operatori fino a dopo il tramonto. Una Bologna a due facce, divisa tra il dolore e la violenza.
Vestiti di rosso, chiedono al governo di ‘fermare il genocidio’
La terza protesta del movimento Linea Rossa per Gaza è iniziata oggi al Museumplein di Amsterdam, dove decine di migliaia di persone vestite di rosso si sono già radunate.
Chiedono al governo olandese di “fermare il genocidio e porre fine all’occupazione della Palestina“.
Dal palco, dove si sono alternati vari oratori tra cui l’ex ministra e attivista Hedy d’Ancona, è stato dato il via alla manifestazione. Intorno alle 13.40 i primi gruppi sono partiti in corteo attraverso le vie della capitale, ha riferito Anp. Secondo l’organizzazione, sono attese fino a 250.000 persone alla protesta della Linea Rossa, riferisce De Telegraaf. La piazza e la vicina Van Baerlestraat erano completamente gremite, con partecipanti in aumento. Tra bandiere palestinesi e cartelli con scritte come “Cibo, non bombe“, “Fate qualcosa” e “Smettete di uccidere i bambini“, i manifestanti – di tutte le età – hanno scandito slogan come “Palestina libera!” e “Stop al genocidio“. Alla manifestazione, riferisce ancora Anp, hanno aderito anche organizzazioni ebraiche, tra cui Another Jewish Voice, e familiari dei cittadini olandesi che si trovavano a bordo della Gaza Sumud Flotilla, le cui imbarcazioni sono state intercettate da Israele la scorsa settimana. Alcuni partecipanti erano visibilmente commossi; un gruppo vestito di nero, il cosiddetto “blocco del boicottaggio“, ha dichiarato che “il tempo delle sole proteste simboliche è finito“, chiedendo boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. “Per noi è chiaro – hanno affermato – che tutte le linee rosse sono state già oltrepassate da bombardamenti, blocchi, apartheid, decenni di occupazione coloniale e genocidio“. Ledue precedenti proteste della Linea Rossa all’Aia, avevano attirato rispettivamente 100.000 e 150.000 partecipanti.
Dopo la massiccia adesione ai cortei di venerdì in tutta Italia per cui la Cgil ha parlato di “oltre due milioni di persone in 100 piazze”. Tajani: “Grazie alle forze dell’ordine, vicino alle decine di agenti feriti da estremisti”
A Roma ha preso il via la grande manifestazione pro-Pal. “Stiamo bloccando tutto. Siamo oltre 600mila persone”. Lo ha detto Maya Issa, la presidente del movimento degli studenti palestinesi. Durante i controlli predisposti lungo le principali arterie di accesso alla città, le forze dell’ordine hanno intercettato un‘auto e due pullman contenenti materiale considerato pericoloso. All’interno dei mezzi sono stati trovati maschere antigas, tute monouso – solitamente usate per evitare l’identificazione da parte delle autorità – oltre a bastoni in metallo e legno. Tutto l’equipaggiamento è stato sequestrato. Venerdì in tutta Italia si è registrata una massiccia adesione ai vari cortei organizzati per Gaza e per la Flotilla. La Cgil ha parlato di “oltre due milioni di persone in 100 piazze“. Scontri etensionitra manifestanti e forze dell’ordine si sono verificati da Torino a Milano, da Bologna a Ferrara. Le tangenziali sono state bloccate in diverse città, mentre sul fronte dei trasporti non sono mancati i disagi, soprattutto per chi viaggiava in treno, tra ritardi e cancellazioni. A Pisa, i manifestanti hanno invaso la pista dell’aeroporto, portando alla sospensione temporanea dei voli.Tajani: “Grazie alle forze dell’ordine, vicino alle decine di agenti feriti da estremisti“.
16:17 –Corteo pro Pal Roma: “Siamo oltre 600mila” – “Stiamo bloccando tutto. La coda è ancora a Piramide, siamo oltre 600mila persone“. Lo ha detto Maya Issa, la presidente del movimento degli studenti palestinesi dal camion di apertura del corteo nazionale a Roma per Gaza, mentre la testa del corteo stava arrivando a via Merulana.
14:58 – Corteo Roma, sequestrate maschere antigas e mazze su auto e pullman – Durante i controlli predisposti lungo le principali arterie di accesso a Roma in previsione della manifestazione a sostegno della Palestina, le forze dell’ordine hanno intercettato un’auto e due pullman contenenti materiale considerato pericoloso. All’interno dei mezzi sono stati trovati maschere antigas, tute monouso – solitamente usate per evitare l’identificazione da parte delle autorità – oltre a bastoni in metallo e legno. Tutto l’equipaggiamento è stato sequestrato. A bordo dei veicoli vi erano circa 60 persone, che sono state accompagnate negli uffici di polizia per l’identificazione e ulteriori verifiche.
14:54 – Pro-Pal: “Stanno bloccando pullman e macchine verso Roma” – “Compagni in arrivo dalla Toscana ci scrivono per sapere se davvero i pullman sono fermi al casello di Roma Nord, bloccati dalle forze dell’ordine per impedire l’arrivo alla manifestazione“, è la denuncia degli attivisti del coordinamento pro-Pal e Flotilla alla manifestazione nazionale a Roma. “Non solo a nord – aggiunge un altro studente – ci sono controlli serrati anche a sud e a est della città: i mezzi vengono fermati per ispezioni a tappeto“. Dai gruppi pro-Palestina arrivano segnalazioni anche dalle stazioni ferroviarie: “a chi scende dai treni vengono fatte perquisizioni capillari, si vuole scoraggiare la partecipazione.” “A Roma Nord stanno fermando tutti i pullman, controllano uno a uno i passeggeri“, affermano i manifestanti.
14:54 – Partito corteo pro-Pal a Roma, decine di migliaia in piazza . “Stop complicità con Israele contro occupazione e genocidio, con la resistenza Palestinese“. E ancora: “Stop al genocidio, stop accordi con Israele, libertà per Anan, Ali e Mansour –Palestina libera” con questi grandi striscioni in testa, partito il corteo di Roma a sostegno della Flotilla e di Gaza. Dal megafono la richiesta degli organizzatori a non esporre bandiere di partiti o sindacati ma solo la bandiera della Palestina. Già decine di migliaia le persone che hanno invaso piazza di Porta San Paolo e le vie limitrofe. Il corteo è appena partito e arriverà a porta San Giovanni.
14:52 -Lo Russo: Torino non è ostaggio di pochi antagonisti – “Torino non è ostaggio di poche centinaia di antagonisti che la stanno rovinando indebolendo la causa palestinese“. Il sindaco Stefano Lo Russo commenta così le violenze degli ultimi giorni che, precisa, “nulla hanno a che spartire con le decine di migliaia di persone che ieri hanno manifestato pacificamente e, men che meno, con la causa palestinese“. “Sono in corso indagini: auspico che le persone identificate vengano assicurate alla giustizia e i responsabili siano perseguiti per i danni“, aggiunge invitando la politica a condannare le violenze senza strumentalizzarle: “il richiamo alla responsabilità arrivi a tutti”.
13:41 – Comitato ordine pubblico Torino: “Serve una risposta istituzionale decisa” – Dopo gli incidenti della notte nel centro di Torino, al termine del corteo per Gaza, è necessaria “una risposta istituzionale decisa e corale, a tutti i livelli, nei confronti di quanti, così come è già successo in passato, si sono resi protagonisti di comportamenti inaccettabili ai danni delle forze di polizia e della città, speculando con finalità violente qualsiasi movimento di protesta“. È quanto è emerso oggi dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato stamane dal prefetto di Torino Donato Cafagna. Alla riunione ha partecipato anche il sindaco Stefano Lorusso e il rappresentante della procura.
11:46 – Tajani: “In Parlamento cattivi maestri, abbassare i toni” – “Sono settimane che diciamo di abbassare i toni“, “non mi faccio intimidire da chi mi vuole mettere a testa in giù“. Lo ha detto a Firenze il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani tornando sulle manifestazioni di ieri. “Però ci sono cattivi maestri. Quando sento parlamentari dell’opposizione che nei loro interventi in aula dicono che la rabbia popolare può portare a legittime distruzioni di negozi e vetrine mi preoccupo. Perché, come rappresentante delle istituzioni, dovrebbero dire l’esatto contrario, ‘sì alle manifestazioni e no alla violenza“.
07:51 – Oggi nuovo corteo pro-Pal a Roma, percorso e orari: la partenza alle 14:30 da piazzale Ostiense – Dopo la grande adesione ai cortei di venerdì in tutta Italia per cui la Cgil ha parlato di “oltre due milioni di persone in 100 piazze“, a Roma è arrivato il giorno della grande manifestazione per Gaza. In piazza, oltre alle sigle pro-Pal, ci saranno sindacati, collettivi studenteschi e società civile. Il corteo, che dovrebbe partire per le 14:30 da piazzale Ostiense arriverà a piazza di Porta San Giovanni, percorrendo viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana.
Il corteo partirà da piazzale Ostiense fino a Porta San Giovanni
AGI – Roma anche oggi scende in piazza per la manifestazione nazionale indetta da associazioni pro-palestinesi, sigle sindacali e collettivi studenteschi a sostegno di Gaza e della Palestina. Migliaia di persone si muoveranno, a partire dalle ore 14.30, da piazzale Ostiense a piazza di Porta San Giovanni.
Come riporta il sito del comune, il corteo passerà per viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana. Le strade saranno chiuse al traffico almeno fino alle 19
Già dalla mezzanotte antecedente sono stati predisposti sgomberi e divieti di sosta nelle aree di passaggio e limitrofe. Ci sarà anche lo spostamento delle postazioni taxi di piazza di Porta San Giovanni e piazzale Ostiense, così come saranno deviate le linee bus C3, 3, 16, 23, 30, 51, 75, 77, 81, 83, 85, 87, 96, 117, 118, 160, 280, 360, 590, 628, 714, 715, 716, 719, 769, 775, 780, 792, MC e MC3.